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6 aprile 2018

Mia Cugina Rachele - Daphne du Maurier

Cornovaglia, metà Ottocento. Rimasto orfano a diciotto mesi, dopo la morte improvvisa dei genitori, Philip Ashley viene cresciuto dal cugino Ambrose, uno scapolo impenitente e non privo di una buona dose di misoginia. Per anni il loro ménage familiare scorre sereno e tranquillo e vano risulta qualsiasi tentativo da parte di amici e conoscenti di spingere Ambrose verso le gioie domestiche del matrimonio. Grande è, perciò, lo stupore di Philip nel ricevere una lettera da Firenze, dove da qualche anno Ambrose si reca a svernare per motivi di salute, in cui il cugino gli comunica di aver sposato una lontana parente, la cugina Rachele, vedova di un nobile italiano che è stato ucciso in un duello, lasciandola con un mucchio di debiti e una grande villa vuota. Quando le lettere di Ambrose dall'Italia assumono i toni sempre più confusi e drammatici di un uomo spaventato, lo sconcerto di Philip si trasforma in un'apprensione tale da spingerlo a raggiungere al più presto la città toscana. A Firenze, però, lo aspetta un'amara realtà: Ambrose è deceduto in seguito a un male che lo ha consumato in breve tempo, e Rachele è partita subito dopo il funerale, chiudendo la villa e portando via con sé tutti gli effetti personali del defunto. Rientrato in Cornovaglia, Philip si macera nell'odio nei confronti della cugina Rachele, che si figura come una creatura grottesca e mostruosa capace, davanti al corpo di Ambrose, di afferrare le sue cose, infilare tutto nei bauli e sgusciare via col fare di un serpente. Ma ogni certezza vacilla quando Rachele giunge all'improvviso in Cornovaglia per restituire a Philip gli averi di Ambrose. Intenzionato ad accoglierla con freddo cinismo, se non con aperta ostilità, il giovane si ritrova, turbato e stupefatto, dinanzi a una donna molto diversa da quella che ha agitato le sue veglie e i suoi sogni per mesi. Ma chi si cela, davvero, dietro quella affascinante vedova dai lineamenti belli e regolari e dagli occhi grandi? Una donna che ha perduto l'uomo che amava o una potenziale assassina a caccia di denaro?

Recensione

Il romanzo narra la passione da parte del giovane Philip Ashley per Rachele, la vedova di origini italoinglesi del cugino Ambrose Ashley.
Rachele, pur non essendo una donna appariscente, è piena di fascino e dotata di capacità non comuni. Sa curare i malati meglio di un medico e prepara tisane portentose. Ha un ottimo gusto, nonché la capacità di occuparsi di giardinaggio, tanto da riuscire a stupire il giardiniere con cui mette a dimora le varie piante che il marito defunto raccoglieva durante i suoi viaggi. Inoltre conosce diverse lingue e tutti quelli che vengono a contatto con lei, di qualunque ceto siano, ne rimangono affascinati, essendo lei capace di metterli a proprio agio e discutere con competenza degli argomenti di loro interesse. Non può meravigliare che il giovane Philip, che sta per raggiungere la maggiore età, si innamori di lei, nonostante le lettere ricevute dal cugino Ambrose prima di morire lo abbiano messo in guardia nei confronti di Rachele. Daltronde Ambrose, che si era preso cura di Philip fin da bambino quando era rimasto orfano, era affetto da un tumore al cervello che, dopo il matrimonio, lo faceva talvolta delirare e Philip, ormai stregato dalla donna, vuole credere che quelle di Ambrose siano solo allucinazioni di una mente malata.
Quello che stupisce è che il giovane, raggiunta la maggiore età, le intesti tutte le proprietà e le doni i gioielli di famiglia lasciatigli dal cugino come farebbe l’ultimo degli sprovveduti, nonostante che il nuovo tutore, subentrato alla morte di Ambrose, l’abbia messo in guardia dal compiere azioni azzardate.
Il dubbio che l’autrice cerca di far nascere nel lettore è se Rachele abbia concorso ad uccidere il primo e il secondo marito, se sia un’inguaribile seduttrice e un’abile opportunista capace di sfruttare l’ingenuità di Philip per accaparrarsi tutti i beni degli Ashley. Oppure solo una donna particolarmente colta e intelligente che vuole vivere la propria vita come meglio le aggrada, troppo indipendente per poter sopportare il rapporto esclusivo preteso dal suo giovane pretendente. Rachele è capace di dare tutta se stessa quando il caso lo richieda. È lei che si presta ad accudire Philip quando si ammala e riesce a guarirlo con le sue cure assidue. In fondo lei, come moglie di Ambrose, avrebbe avuto diritto ai suoi beni, senza che fosse Philip a doverglieli concedere, non si può, pertanto, biasimarla se, una volta ottenuto quanto le spetta, manifesti il desiderio di andarsene dalla Cornovaglia pur sapendo di spezzare il cuore di Philip.
L’avvocato italiano Rainaldi, che va a trovarla in Cornovaglia, è inoltre il suo amante come ha ventilato in una sua lettere a Philip il cugino Ambrose? Nessuno ne ha le prove e come indizio esiste solo la grande familiarità che i due compaesani mostrano quando sono insieme.
L’autrice indica come seduttrice una figura femminile che un criminologo direbbe che non ne ha il profilo e non è pertanto classificabile come tale. Una seduttrice non trascorre generalmente il tempo a studiare e a riuscire a mettere in pratica ciò che impara.
Il fatto che la voce narrante sia quella di Philip condiziona il giudizio del lettore; per dare pari opportunità ai protagonisti sarebbe stato opportuno ascoltare anche quella di Rachele.
La cosa migliore del romanzo, oltre alla caratterizzazione dei personaggi, è l’atmosfera inquietante che riesce ad imprimere l’autrice alla storia e che ben inquadra i sentimenti cupi del protagonista maschile, infantilmente ossessionato dal desiderio per un'unica donna e attanagliato dalla gelosia.

Giudizio:

+3stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Mia cugina Rachele
  • Titolo originale: My cousin Rachel
  • Autore: Daphne du Maurier
  • Traduttore: Marina Morpurgo
  • Editore: Neri Pozza
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: I narratori delle tavole
  • ISBN-13: 9788854515222
  • Pagine: 384
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 17,00

29 agosto 2017

Novità librarie di settembre: alcune uscite da tenere d'occhio

Cari lettori, le vacanze estive sono ormai alle spalle per quasi tutti, ma ci consoliamo con le novità in libreria che settembre porta con sé.
A seguire alcune proposte che abbiamo reputato tra le più interessanti, come sempre a insindacabile giudizio delle amministratrici. Vi ricordiamo che il box commenti è a vostra disposizione qualora vogliate aggiungerne di nuove.


In uscita per Einaudi un nuovo volume di Elizabeth Strout, con protagonista, ancora una volta, Lucy Barton. Dell'autrice abbiamo recensito Olive Kitteridge, Resta con me, I ragazzi Burgess e il recente Mi chiamo Lucy Burton:


Tutto è possibile di Elizabeth Strout - Einaudi
In uscita il 5 settembre

Tutto è possibile racconta la storia degli abitanti dell'aggregato rurale e polveroso di Amgash, Illinois, città natale di Lucy Barton, la protagonista del fortunatissimo romanzo di Elizabeth Strout Mi chiamo Lucy Barton. La protagonista, scrittrice di New York, ritorna, dopo diciassette anni di assenza, a visitare i fratelli che ha lasciato. Rinsaldando i legami profondi della famiglia e la speranza che viene con la riconciliazione, Tutto è possibile conferma la posizione di Elizabeth Strout tra gli autori più rispettati e amati.


Nuovo libro (non un Montalbano) per Andrea Camilleri, edito da Rizzoli. Le nostre recensioni a: La danza del gabbiano, La caccia al tesoro, Il sorriso di Angelica, Il gioco degli specchi, Una lama di luce, Un covo di vipere, Segnali di fumo:


Esercizi di memoria di Andrea Camilleri - Rizzoli -
In uscita a settembre

23 storie pensate in 23 giorni, che raccontano come nitide istantanee la vita unica di Camilleri. "Ogni mattina alle sette, lavato, sbarbato, vestito di tutto punto mi siedo al tavolo del mio studio e scrivo. sono un uomo molto disciplinato, un perfetto impiegato della scrittura. Forse con qualche vizio, perché mentre scrivo fumo, molto, e bevo birra. E scrivo, io scrivo sempre." Questo è Camilleri. Poi a novant'anni arriva il buio. E così come non era terrorizzato dalla pagina bianca, combatte anche l'oscurità della cecità e inizia a dettare. La sua produzione letteraria trova nell'oralità una nuova via per raccontare le sue storie. Ma se forte era la sua disciplina prima, lo è ancora di più oggi che può contare esclusivamente sulla sua memoria. E quindi occorre tenerla in esercizio: osservare nei dettagli i ricordi, rappresentarsi nella mente le scene. Quelli qui pubblicati, come dice lui, sono i compiti per l'estate: 23 storie pensate in 23 giorni, che raccontano come nitide istantanee la sua vita unica e, sullo sfondo, quella de nostro Paese. La memoria qui non p ami appesantita né dalla malinconia né dal rimpianto. Per questo Camilleri ha chiesto a chi parla attraverso i colori, le forme e i volumi di rendere il suo esercizio più godibile, più leggero, più spettacolare.


Attesissimo nuovo volume della serie iniziata con I pilastri della terra di Ken Follett per Mondadori:


La colonna di fuoco di Ken Follett - Mondadori, Omnibus - 912 pagine, 27.00 Euro
In uscita il 12 settembre

Gennaio 1558, Kingsbridge. Quando il giovane Ned Willard fa ritorno a casa si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dal conflitto religioso. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti. Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. Dopo il successo straordinario de I pilastri della terra e Mondo senza fine, la saga di Kingsbridge che ha appassionato milioni di lettori nel mondo continua con questo magnifico romanzo di spionaggio cinquecentesco, in cui Ken Follett racconta con sapiente maestria la grande Storia attraverso gli intrighi, gli amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi. Ambientato in uno dei periodi più turbolenti e rivoluzionari di tutti i tempi, La colonna di fuoco è un romanzo epico sulla libertà, con un forte richiamo all’attualità di oggi.


Marsilio prosegue con la pubblicazione della serie Millennium, rimasta incompiuta con la morte dell'autore Stieg Larsson e proseguita da David Lagercrantz. Le nostre recensioni a Uomini che odiano le donne e Quello che non uccide:


L'uomo che inseguiva la sua ombra. Millennium vol. 5 di David Lagercrantz - Marsilio, Farfalle - 496 pagine, 21.00 Euro
In uscita il 7 settembre

L’aver portato alla luce un intrigo criminale internazionale, mettendo in mano al giornalista investigativo più famoso di Svezia lo scoop del decennio, non è bastato a risparmiare a Lisbeth Salander una breve condanna da scontare in un carcere di massima sicurezza. E così, mentre a Mikael Blomkvist e a Millennium vanno onori e gloria, lei si ritrova a Flodberga insieme alle peggiori delinquenti del paese, anche se la cosa non sembra preoccuparla più di tanto. È in grado di tener testa alle detenute più spietate – in particolare una certa Benito, che pare avere l’intero penitenziario ai suoi piedi, guardie comprese –, e ha altro a cui pensare. Ora che è venuta in possesso di informazioni che potrebbero aggiungere un fondamentale tassello al quadro della sua tortuosa infanzia, vuole vederci chiaro. Con l’aiuto di Mikael, la celebre hacker comincia a indagare su una serie di nominativi di un misterioso elenco che risveglia in lei velati ricordi. In particolare, quello di una donna con una voglia rosso fiammante sul collo. Nella sua inestinguibile sete di giustizia, Lisbeth rischia di riaccendere le forze oscure del suo passato che ora, in nome di un folle e illusorio bene più grande, quasi sembrano aver stretto un’alleanza per darle di nuovo la caccia. Come un drago, quello stesso drago che ha voluto tatuarsi sul corpo, per annientare i suoi avversari Lisbeth è pronta a sputare fiamme e a distruggere il male con il fuoco che brucia dentro tutti quelli che vengono calpestati.


Proseguiamo con le saghe: la fortunatissima serie dei Cazalet di Elizabeth Jane Howard, pubblicata da Fazi Editore, giunge a conclusione. Valetta ha curato le recensioni a tutti i precedenti volumi della saga (Gli anni della leggerezza, Il tempo dell'attesa, Confusione e Allontanarsi), oltre a un articolo globale sulla serie e alla biografia dell'autrice.


Tutto cambia. La saga dei Cazalet vol. 5 di Elizabeth Jane Howard - Fazi, Le strade - 650 pagine, 20.00 Euro
In uscita il 18 settembre

E alla fine sono arrivati gli anni Cinquanta, che portano via gli ultimi frammenti di un mondo che sta scomparendo: quello della servitù in casa, della classe sociale, della tradizione. È il mondo in cui i Cazalet sono cresciuti. Louise, ormai divorziata, resta invischiata in una relazione pericolosa, mentre Polly e Clary faticano a conciliare il matrimonio e la maternità con le loro idee e ambizioni. Hugh e Edward, ormai sessantenni, si sentono mal equipaggiati per questo mondo moderno; mentre Villy, da tempo abbandonata dal marito, alla fine deve imparare a vivere in maniera indipendente. Ma sarà Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, a dover affrontare la sfida più difficile… A Natale tutte le vicende convergono, e una nuova generazione Cazalet si ritrova a Home Place. Solo una cosa è certa: niente sarà mai più lo stesso.


Meno conosciuto è Lawrence Osborne, autore britannico residente a Bangkok e pubblicato da Adelphi:


Cacciatori nel buio di Lawrence Osborne - Adelphi, Fabula - 288 pagine, 19.00 Euro
In uscita il 31 agosto

Resta in Cambogia come barang a tempo indeterminato: uno dei tanti espatriati occidentali che «cacciano nel buio», cercando la felicità in un mondo che non potranno mai comprendere appieno e che di solito li trascina alla deriva. E anziché la chiave d’accesso a una nuova vita, quella vincita si rivelerà l’innesco di una reazione a catena destinata a coinvolgere un americano incongruamente elegante, un poliziotto dal lugubre passato e la rampolla di un ricco cambogiano. Cacciatori nel buio è un avvincente, sofisticato gioco del gatto col topo, ricco di colpi di scena e tanto più inquietante perché immerso in una terra di foschie, risaie, calura umida e piogge opprimenti, di fatiscenti architetture coloniali e templi inghiottiti dalla giungla – mentre su tutto aleggia la «natura nascosta» di Phnom Penh, solo apparentemente immemore dell’Anno Zero della Rivoluzione dei Khmer Rossi.


Altra interessante uscita per Iperborea:


Bagliori a San Pietroburgo di Jan Brokken - Iperborea - 252 pagine, 17.00 Euro
In uscita il 31 agosto

Era quello, dicevano sulle rive della Neva, il vecchio adagio: «Dove iniziò la Rivoluzione nel 1917? A San Pietroburgo. Quale città divenne capitale nel 1918? Mosca. Così era all’epoca, così è adesso. San Pietroburgo toglieva le castagne dal fuoco e Mosca se ne prendeva il merito.» «Tutto in questo luogo predispone a osservare, riflettere, ricordare, la malinconia è ovunque. Se San Pietroburgo non fosse esistita, avrei inventato io questa città che sonnecchia lungo il fiume, come uno stato d’animo che mi si addice per sempre.» Le passeggiate di Jan Brokken per questa città mitica e in parte perduta rievocano lo spirito di poeti e dissidenti, folli e geni, disperati e amanti: Anna Achmatova, Osip e Nadežda Mandel’štam, Iosif Brodskij, Dostoevskij, Malevič, Solženicy, Gogol, Turgenev, Nabokov, Nina Berberova, Čajkovskij, Rachmaninov, Stravinskij e molti altri. Sullo sfondo di queste vite straordinarie riecheggiano i tre grandi cambiamenti politici (e onomastici) del novecento pietroburghese: la rivoluzione e il crollo dello zarismo, quando la città si chiamava Pietrogrado; la seconda guerra mondiale e lo stalinismo; il collasso dell’Unione Sovietica, il momento in cui Leningrado torna a chiamarsi San Pietroburgo. Combinando la cultura di "Anime baltiche" con la passione de "Il giardino dei cosacchi" e la prosa di "Nella casa del pianista", Jan Brokken realizza il suo reportage narrativo sulla città di San Pietroburgo, una sinfonia di ricordi e frammenti di vita, un’ode alla musica, alla letteratura e alla cultura russe che fin dal primo viaggio a Leningrado nel 1975 hanno segnato tutta l’opera dell’inquieto viaggiatore olandese.


Per Feltrinelli vi segnaliamo due uscite: Yu Hua, già autore di Vivere! e George Saunders, autore dell'apprezzatissimo Pastoralia:


Il settimo giorno di Yu Hua - Feltrinelli, I narratori - 192 pagine, 16.00 Euro
In uscita il 31 agosto

Yang Fei esce di casa una mattina e trova una nebbia fitta mista a una strana neve luminosa: è in ritardo per la sua cremazione. Inizia così il viaggio nell'Aldilà di un uomo vissuto, troppo brevemente, nella Cina del capitalismo socialista e delle sue aberranti contraddizioni. In un'avventura di sette giorni, il protagonista incontrerà persone care smarrite da tempo, imparando nuove cose di loro e di se stesso. Conoscenti e sconosciuti gli racconteranno, poi, la propria storia nell'inferno vero, l'Aldiquà: demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti buttati nel fiume come rifiuti, miriadi di poveracci che pullulano in bunker sotterranei come formiche, traffico di organi, consumismo sfrenato... La morte livella finalmente le diseguaglianze, svelando l'essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell'amore.


Lincoln nel Bardo di George Saunders - Feltrinelli, I narratori - 352 pagine, 18.50 Euro
In uscita il 31 agosto

Febbraio 1862, la Guerra Civile è iniziata da un anno, e il Presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto –, George Saunders mette in scena un inedito aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al Libro tibetano dei morti, allude infatti a quello stato intermedio in cui la coscienza è sospesa tra la vita passata e quella futura. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento nel mondo di queste anime perse per l’arrivo di Willie, che è morto e non lo sa, e di suo padre, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Ascolteremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico. Il romanzo si svolge in una sola notte, in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa si compendiano in un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla.


Chiudiamo infine con Neri Pozza, che pubblica il nuovo romanzo di Viet Thanh Nguyen, Premio Pulitzer nel 2016 con Il simpatizzante:


I rifugiati di Viet Thanh Nguyen - Neri Pozza, Bloom - 224 pagine, 16.50
In uscita a settembre

«In un paese dove i beni di proprietà erano l’unica cosa che contasse, non avevamo niente che ci appartenesse, a parte le storie». Cosí suona un passo contenuto in uno dei magnifici racconti di questo libro che Viet Thanh Nguyen ha voluto dedicare ai «rifugiati sparsi in tutto il mondo». È l’affermazione di una giovane vietnamita, la cui infanzia, in fuga dagli orrori della guerra, è stata segnata dalla drammatica esperienza di un barcone alla deriva e dalla morte del fratello ragazzino. A un certo punto della sua adolescenza negli Stati Uniti, la donna si imbatte nell’esperienza propria di ogni rifugiato: scoprire di non possedere niente, se non le storie, raccontate dai genitori o serbate nel proprio personale ricordo, che mostrano l’impossibilità di voltare le spalle al passato, alle persone e alle cose del vecchio mondo perduto. Come «indumenti abbandonati dai fantasmi», esse riaffiorano inevitabilmente. L’impossibilità dell’oblio che, come un macigno, pesa sulla necessaria ricerca di nuove identità ed appartenenze attraversa da cima a fondo tutte le storie narrate in questo libro. Dal giovane Liem che non riesce piú a riconoscere sé stesso nell’istante in cui apprende davvero che cosa significa a San Francisco dire di due maschi che sono una coppia «in senso romantico»; alla proprietaria del New Saigon Market che nella sua bottega, uno dei pochi posti a San Jose dove i vietnamiti possono acquistare il riso al gelsomino e l’anice stellato, vede riapparire i fantasmi della guerra nella persona della signora Hoa, ossessionata dall’idea della vendetta nei confronti dei comunisti che le hanno ucciso il figlio; a James Carver, nero cresciuto in Alabama, che a Quàng Trị, in Vietnam, scopre di aver generato una figlia fuori posto in «un mondo deciso ad assegnare a ciascuno il posto che gli spetta», l’inquieta ricerca di una nuova identità da parte di uomini con «due facce e due menti diverse», già oggetto delle pagine de Il simpatizzante, riemerge con chiarezza in quest’opera. «Libro importante di un grande scrittore con una conoscenza diretta del dramma dei diritti umani esploso sulla scena internazionale» (Washington Post), I rifugiati, accolto al suo apparire negli Stati Uniti da un grande successo di pubblico e di critica, costituisce una splendida conferma del talento di Viet Thanh Nguyen nel descrivere la complessa esistenza del «popolo nuovo» sorto dalle grandi migrazioni in atto nel mondo contemporaneo.

17 aprile 2017

La vita degli altri - Neel Mukherjee

Nel 1967, nel cuore di Bhabanipur, a Calcutta, fa bella mostra di sé una grande casa a quattro piani, con un prezioso giardino sul retro. È la casa dei Ghosh, gente scaltra e abile che viene da Calcutta nord e possiede aziende – come la Charu Paper & Sons, una rinomata cartiera – e, a detta di tutti, eccellenti entrature nelle alte sfere del Partito del Congresso. Al piano superiore vivono Baba e Ma e la famiglia di Adinath, l’erede designato del grosso della ricchezza dei Ghosh, il primogenito che segue docilmente il sentiero tracciato per lui dal padre. Al piano immediatamente inferiore Bholanath, il più giovane dei Ghosh che dirige la Charu Books, un’azienda i cui guadagni se ne vanno quasi tutti per sostenere l’istruzione della figlia in una costosa scuola in lingua inglese, più sotto abita il secondogenito Priyo, e più sotto ancora Purba, la giovane vedova dell’ultimogenito.
In una nicchia al centro della parete rivolta a est della casa, in uno sfavillio di seta rossa e oro, troneggia la divinità che regna sulla casa, la munifica dea della ricchezza, Lakshmi, col suo imperscrutabile mezzo sorriso. Prima di ogni pasto, la famiglia riunita attende, com’è costume della gente di Calcutta nord, che il primogenito deflori l’intonso monticello di riso cotto con un grosso cucchiaio. In casa Ghosh è, insomma, concesso a tutti il lusso di recitare la Grande Famiglia Felice.
Quando cala il palcoscenico sulla recita, la realtà però svela il suo vero volto.
Adinath cerca rifugio nella bottiglia di Johnnie Walker, nascosta in una libreria a vetri tra le opere complete di Rabindranath Tagore. Sa che la fortuna dei Ghosh è aggrappata a un’esile filo destinato inevitabilmente a rompersi. Tra le agitazioni sindacali, la fragilità del governo e del Partito del Congresso, la minacciosa ascesa del Partito comunista, la Charu & Sons non durerà a lungo: prima o poi crollerà sotto il ricatto dei creditori e dei sindacati.
Nel chiuso della camera da letto Sandhya, sua moglie, si dispera ogni sera per le sorti di Supratik, il figlio scomparso. Animato da una sorta di incandescenza, che traspare dai suoi grandi e luminosi occhi neri, e, nello stesso tempo, da un’opacità interiore, quel figlio le ha sempre destato preoccupazione. Ora però, dopo aver preso parte ai moti studenteschi a Calcutta, si è pericolosamente unito ai militanti maoisti del Medinipur, nell’ovest del Bengala, dove imperversa la rivolta dei lavoratori delle piantagioni di tè, di coloro… la cui vita è un nulla destinato a tornare al nulla.
Finalista al Man Booker Prize e vincitore dell’Encore 2015, La vita degli altri è un romanzo epico, coinvolgente e ricco di personaggi memorabili che, attraverso il declino di una famiglia, dipinge i turbolenti anni in cui il vento della modernità si è abbattuto sull’India.

Recensione

Ma, mi sento esausto dal mio consumare, dal mio prendere e arraffare e usare.Mi sento così gonfio che è come se non potessi più respirare. Me ne vado per cercare un po' d'aria e trovare un posto dove io possa purificarmi,respingendo la vita che mi è stata data e creandomene una propria.
Mi sembra di vivere in una casa che mi è stata data in prestito. E` tempo che trovi la mia.
Perdonami
.


I Buddenbrook all'indiana.
La decandenza di una potente famiglia di proprietari di una catena di cartiere si mescola con le rivolte contadine e operaie che hanno infiammato il Bengali negli anni '60 6 '70, quando il nipote più grande si ritrova coinvolto nei movimenti terroristi che combatterono per l'uguaglianza sociale, in una Paese dove la disparità e la discriminazione sono sconvolgenti ancora oggi.

Pur essendo arrivato tra i finalisti al Booker Prize, Neel Mukherjee non è certo Thomas Mann e il suo romanzo, pur contenendo ottimi elementi, non soddisfa del tutto le aspettative.
La causa è da rintracciarsi soprattutto nella prosa che ho trovato a volte piatta, monotona e ingombrata da dettagli non sempre necessari:la storia inizia a prendere ritmo solo nella seconda parte, dove l'autore si mostra capace anche di un discreto lirismo e dimostra concretamente che La vita degli altri avrebbe potuto essere un capolavoro se fosse stato scritto con più intensità e un po' meno pedanteria.

Un aspetto che i lettori potrebbero faticare a digerire è lo scarso appeal dei protagonisti, spesso capaci di piccole e grandi meschinità, e però innegabilmente umani nella loro imperfezione e nei loro tratti meno gradevoli - e forse per questo poco accettati da chi legge -, tanto che io ho trovato difficile non simpatizzare con ognuno di loro almeno una volta nel corso della storia.
Se proprio dobbiamo trovare un problema da questo punto di vista è lo scarso spazio dedicato ad ognuno: il romanzo infatti balza avanti e indietro nel tempo attraverso tre generazioni di Gosh, raccontando episodi casuali della loro esistenza, a volte connessi l'un l'altro, a volte destinati a rimanere a sé stanti.

Attraverso questa narrazione frammentaria intuiamo le ragioni del fallimento dell'impero di famiglia - che è poi più o meno il solito: la vecchia generazione ha fondato tutto ma è incapace di stare al passo coi tempi che cambiano mentre la nuova è priva di spina dorsale -; tuttavia il destino della famiglia viene gradualmente abbandonato man mano che l'autore si concentra sull'ascesa di Supratik tra i terroristi di stampo Marxista fino alla sua inevitabile conclusione.
L'intento dell'autore è quello di suggerire che stiamo guardando due facce della stessa medaglia ma gli scambi tra il giovane e il resto della famiglia sono così pochi che al lettore sembra di seguire due filoni narrativi totalmente separati, sensazione accentuata dalla scelta di narrare i capitoli dedicati a Supratik in prima persona e in forma epistolare mentre il resto del romanzo è raccontato da un narratore onnisciente.

Per quel che mi riguarda le parti migliori sono proprio quelle che seguono il giovane terrorista: a dispetto delle sue evidenti mancanze e contraddizioni, il tormentato idealismo di Supratik colpisce nel profondo e le vicende che lo vedono protagonista sono le più coinvolgenti con la loro perfetta rappresentazione della vita di abusi e carestia patita dal contadino medio indiano, che ho trovato indimenticabile nella sua drammaticità.
E` davvero un peccato che il resto della romanzo manchi di questa intensità e i frammenti dedicati agli altri membri della famiglia rimangano per la maggior parte fini a sé stessi.

In definitva ho comunque trovato il romanzo una lettura valida e interessante, anche perché non leggo spesso libri ambientati in questa parte del mondo e gli eventi narrati sono risultati nuovi e coinvolgenti; al di là di una certa pesantezza espositiva nella prima parte, mi sento comunque di consigliare La vita degli altri: una lettura non facile ma di grande impatto.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La vita degli altri
  • Titolo originale: The Lives of Other
  • Autore: Neel Mukherjee,
  • Traduttore: Norman Gobetti
  • Editore: Neri Pozza
  • Data di Pubblicazione: ottobre 2016
  • ISBN-13: 9788854510173
  • Pagine: 608
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 17,00

3 marzo 2017

Il simpatizzante - Viet Thanh Nguyen

È l'aprile del 1975 e, con i Vietcong già alle porte della città, Saigon precipita nel caos. Nella sua villa, un generale sudvietnamita sorseggia whiskey e, con l'aiuto dei suoi fidati ufficiali, appronta la lista di coloro destinati a imbarcarsi sugli ultimi voli messi a disposizione dall'amministrazione americana per abbandonare il paese. Il generale è il capo della Polizia Nazionale e dei servizi segreti del Vietnam del Sud e ha come aiutante di campo un giovane capitano che è, in realtà, un agente segreto comunista incaricato di riferire sulle attività militari e sul controspionaggio del Vietnam del Sud. Figlio illegittimo di una vietnamita e di un prete cattolico francese, il capitano è stato educato negli Stati Uniti, dove ha imparato a parlare inglese senza accento e a sviluppare un rapporto di odio-amore nei confronti di un paese dove tutto è "super" (i supermarkets, le superhighways, il Super Bowl, e così via). Animato da un'autentica fede nel comunismo, è tornato in Vietnam per sostenere, da agente doppiogiochista, la causa dei Vietcong. Della sua vera fede sono naturalmente all'oscuro tutti nel gruppo, in primo luogo il suo migliore amico Bon. In una Saigon in preda alla confusione, al caos e al terrore, il generale e i suoi uomini, compresi il capitano e Bon, fuggono sotto la tempesta di fuoco dei Vietcong...

Recensione

Sono una spia, un dormiente, un fantasma, un uomo con due facce. E un uomo con due menti diverse, anche questo probabilmente non stupirà nessuno. Non sono un mutante incompreso, saltato fuori da un albo a fumetti o da un film dell'orrore, anche se c'è chi mi ha trattato come se lo fossi. Sono semplicemente in grado di considerare qualunque argomento da due punti di vista antitetici.

Un libro notevole da un grande narratore che, non a caso, si è assicurato con quest'opera (prima) il Premio Pulitzer 2016 per la narrativa.

Caduta Saigon nel 1975 sotto l'avanzata dei Vietcong - esperienza che l'autore visse in prima persona a soli quattro anni prima di giungere, insieme alla famiglia, in un campo profughi della Pennsylvania -, mentre l'ordine ufficiale di evacuazione tarda ad arrivare, il Generale aspetta di imbarcarsi su un C-130 per raggiungere gli Stati Uniti con la sua famiglia e una lista di protetti impietosamente stilata dal Capitano, il suo attendente, l'unico uomo in cui ripone la sua più completa fiducia. Ma il Capitano (che non verrà mai nominato) è in realtà una spia che si finge un simpatizzante americano per trasmettere informazioni riservate ai Vietcong, talmente anonimo e impenetrabile persino a se stesso da risultare insospettabile.

Romanzo di guerra, dunque, eppure le pagine propriamente dedicate alla guerra sono pochissime. Romanzo di spionaggio, forse, che riflette sul crudele backstage che si cela dietro tutte le rivoluzioni. Romanzo di esilio, soprattutto, perché negli Stati Uniti, dove giunge al seguito del Generale continuando a servirlo fedelmente, il Capitano vive una condizione di espatrio perenne. Figlio di una vietnamita e di un pastore francese che mai si preoccupò di alleviare la povertà e la fame dell'amante e del suo bastardo, il Capitano barcolla continuamente tra più mondi, dilaniato tra la fedeltà ai due amici con cui strinse un patto di sangue da adolescente (l'uno divenuto il capo della resistenza a cui trasmette le informazioni, l'altro, Bon, agente come lui del Generale ma per autentica fede), dall'eguale influsso che hanno su di lui la cultura d'origine e il libertinismo americano, dalla sua perfetta capacità, come dichiara già nelle prime righe del romanzo, di immedesimarsi in tutte le parti.

Nelle pagine della confessione, che il Capitano redige con humour nero, si alternano la fuga disperata da Saigon in cui Bon perde il figlioletto sotto una scarica di colpi; la rievocazione dei primi anni statunitensi in California, dove il Capitano viene mandato per studiare la mentalità occidentale e acclimatarsi al nemico, e il successivo espatrio negli Stati Uniti, dov'è costretto continuamente a riconfermare la sua fedeltà agli americani attraverso delitti che accetta freddamente di compiere; il ritorno in patria per supervisionare le riprese di un film americano sulla guerra (Apocalypse Now?), forse le pagine più belle del romanzo, in cui gli viene richiesto di rendere più realistica la sceneggiatura; e infine, nelle pagine finali che si riallacciano all'incipit, l'ultimo rientro in patria e in seno alla resistenza. Qui, per la prima volta, l'humour nero vacilla, per rivelare finalmente il vuoto di una personalità sperduta - che è una, centomila, e quindi nessuna -, la disperata richiesta di una ragione, di una risposta a tutto.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il simpatizzante
  • Titolo originale: The Sympathizer
  • Autore: Viet Thanh Nguyen
  • Traduttore: Luca Briasco
  • Editore: Neri Pozza
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Bloom
  • ISBN-13: 9788854513396
  • Pagine: 511
  • Formato - Prezzo: Brossura, 18.00 Euro

28 febbraio 2017

Novità librarie di marzo: alcune uscite da tenere d'occhio

Con la speranza di esserci lasciati alle spalle le rigide temperature invernali, marzo, insieme alla primavera e al sole, porta con sé un gran numero di notevoli novità in libreria.
Come sempre, noi della Stamberga ne abbiamo selezionato solo alcune. Vi ricordiamo che tutte le informazioni, soprattutto le date d'uscita, sono provvisorie e potrebbero variare in qualsiasi momento.


Iniziamo da quella probabilmente più succulenta: torna in libreria il grande autore di Espiazione, Chesil Beach e Bambini nel tempo: Einaudi pubblica infatti l'ultimo romanzo di Ian McEwan, uscito lo scorso agosto:


Nel guscio di Ian McEwan - Einaudi, Supercoralli - 18.00 €
In uscita il 14 marzo

Una donna, Trudy, suo marito John Cairncross, editore e poeta, e l'amante di lei, Claude, agente immobiliare senza troppi scrupoli. Un triangolo destinato a concludersi nel sangue quando Trudy e Claude decidono di uccidere John, per impadronirsi della sua prestigiosa e decadente casa di famiglia. L'unico testimone del loro crimine è il narratore della storia, il bambino che Trudy sta per mettere al mondo; che non può vedere eppure è in grado di sentire ogni cosa. Attraverso le sue sensazioni, le sue ipotesi e i suoi dubbi scopriamo che Claude è il fratello di John; comprendiamo i dettagli del delitto e soprattutto i passi falsi dei due complici. Perché anche il crimine che sembra perfetto rivela qualche crepa. E sarà proprio quel testimone improbabile che, come un detective o un novello Amleto, si farà giustizia facendo emergere il dettaglio che incastra gli assassini.


Stuzzicante novità per bambini (ma che piacerà molto anche agli adulti) per Mondadori:


Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo ed Elena Favilli - Mondadori - 224 pagine, 19.00 €
In uscita il 28 febbraio

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo.


E per restare in tema di donne, una testimonianza sulla famiglia Bruni Tedeschi pubblicata da La nave di Teseo:


Care figlie vi scrivo di Marisa Bruni Tedeschi - La nave di Teseo, Le polene - 340 pagine, 18.00 €
In uscita il 2 marzo

Quando si evoca la famiglia Bruni Tedeschi, si pensa subito a Carla, modella, cantante, già première dame, e a sua sorella maggiore Valeria, attrice e regista. Marisa Bruni Tedeschi non è semplicemente la loro madre. Pianista, appassionata d’opera, ha sempre vissuto una vita da artista. Una donna libera, che ha attraversato la storia e le frontiere senza conformarsi alle regole borghesi. In questo libro si confessa per la prima volta: la giovinezza nell’Italia fascista, la morte precoce del padre e la tenerezza del rapporto con la madre, l’incontro nel 1952 con suo marito Alberto, industriale, compositore d’opera e collezionista d’arte, il loro esilio in Francia per sfuggire alla stagione dei rapimenti, le sue grandi storie d’amore e la passione mai tradita per il pianoforte.


Frassinelli pubblica un romanzo di Yann Martel, autore del pluriacclamato (e pluricriticato) Vita di Pi:


Lo sguardo di Odo di Yann Martel - Frassinelli - 288 pagine, 20.00 €
In uscita il 7 marzo

Lisbona, 1904: Tomás, un giovane uomo sconvolto dal dolore per la scomparsa della moglie e del figlio, legge su un vecchio diario la notizia di uno straordinario manufatto che, se scoperto, porterebbe a ridefinire la storia dell'uomo, e a ripensare il nostro rapporto con la natura e con il divino. E si mette a cercarlo. Trentacinque anni dopo, un patologo portoghese, appassionatissimo lettore dei gialli di Agatha Christie, si trova a vivere una notte surreale, in cui è costretto a fare i conti con i momenti più difficili della sua vita, momenti che scopriremo essere direttamente connessi, in modo tragico e beffardo, alla ricerca di Tomás. Cinquanta anni più tardi, un senatore canadese, per sfuggire al dolore del ricordo della moglie morta, si rifugia in un piccolo paese nella regione delle Alte Montagne del Portogallo, dove però si presenta con uno strano compagno, uno scimpanzé. E sarà a questo punto che la ricerca iniziata da Tomás quasi un secolo prima troverà la sua inaspettata conclusione. Con Lo sguardo di Odo Yann Martel conferma una volta di più di essere uno dei massimi esponenti contemporanei del realismo magico: in parte avventura, in parte storia di fantasmi, in parte favola contemporanea, questo romanzo parla del nostro rapporto con l'amore e con la sofferenza, con il soprannaturale e con la natura. Ricco di tenerezza e ironia, appassionante e movimentato, Lo sguardo di Odo conduce il lettore in un viaggio nel tempo, nello spazio, e nell'animo umano.


Per Fazi vi proponiamo un libro di Paul Beatty, vincitore del Man Booker Prize di quest'anno con Lo schiavista:


Slumberland di Paul Beatty - Fazi, Le strade - 320 pagine, 18.50 €
In uscita il 2 marzo

Lisbona, 1904: Tomás, un giovane uomo sconvolto dal dolore per la scomparsa della moglie e del figlio, legge su un vecchio diario la notizia di uno straordinario manufatto che, se scoperto, porterebbe a ridefinire la storia dell'uomo, e a ripensare il nostro rapporto con la natura e con il divino. E si mette a cercarlo. Trentacinque anni dopo, un patologo portoghese, appassionatissimo lettore dei gialli di Agatha Christie, si trova a vivere una notte surreale, in cui è costretto a fare i conti con i momenti più difficili della sua vita, momenti che scopriremo essere direttamente connessi, in modo tragico e beffardo, alla ricerca di Tomás. Cinquanta anni più tardi, un senatore canadese, per sfuggire al dolore del ricordo della moglie morta, si rifugia in un piccolo paese nella regione delle Alte Montagne del Portogallo, dove però si presenta con uno strano compagno, uno scimpanzé. E sarà a questo punto che la ricerca iniziata da Tomás quasi un secolo prima troverà la sua inaspettata conclusione. Con Lo sguardo di Odo Yann Martel conferma una volta di più di essere uno dei massimi esponenti contemporanei del realismo magico: in parte avventura, in parte storia di fantasmi, in parte favola contemporanea, questo romanzo parla del nostro rapporto con l'amore e con la sofferenza, con il soprannaturale e con la natura. Ricco di tenerezza e ironia, appassionante e movimentato, Lo sguardo di Odo conduce il lettore in un viaggio nel tempo, nello spazio, e nell'animo umano.


e/o propone per la prima volta un'opera dello scrittore colombiano Pablo Montoya:


Trittico dell'infanzia di Pablo Montoya - e/o, Dal mondo - 261 pagine, 18.00 €
In uscita il 2 marzo

Tre artisti minori, tre storie che si intrecciano sullo sfondo di un’epoca, la fine del Sedicesimo secolo, segnata dal sangue delle persecuzioni dei protestanti e dalle grandi scoperte: attraverso le loro vicende, Montoya traccia un affresco privato e insieme collettivo in cui affronta temi universali come la violenza, l’amore, la religione. Una riflessione sul passato che si rivela per molti versi attuale e che rende giustizia a quello che, rimasto per secoli sotto silenzio, rappresenta tuttora uno dei più grandi genocidi della storia: lo sterminio dei nativi d’America. Con una prosa secca che alterna il registro narrativo alla riflessione speculativa, l’autore dà vita a un romanzo nel quale la narrazione dei fatti si accompagna a una ricerca linguistica minuziosa, capace di restituire alla parola il suo forte afflato poetico. 1564. Jacques Le Moyne, pittore e cosmografo, salpa dal porto di Le Havre al seguito della prima missione protestante destinata a colonizzare l’America. Dal folgorante incontro con gli indigeni e con la loro pittura e dal tragico esito della missione, schiacciata con ferocia dall’armata della cattolicissima Spagna, nasceranno le prime testimonianze visive europee sugli usi e i costumi dei nativi. In fuga da un Eden tutt’altro che bucolico, Le Moyne riuscirà a portare in salvo le sue preziose tavole al ritorno in Europa. 1580 circa. François Dubois, pittore protestante originario di Amiens, è sfuggito alla notte di San Bartolomeo nel 1572, dove ha perso la moglie e il figlio che portava in grembo. Rifugiatosi a Ginevra, realizzerà in punto di morte il più celebre dei quadri sulla strage dei protestanti francesi. 1578. Théodore de Bry, maestro incisore originario di Liegi, inizia il suo lungo pellegrinaggio per l’Europa per sfuggire alle persecuzioni dei protestanti. Da Anversa a Londra a Francoforte, nel periplo che lo porta a incrociare i sentieri di Le Moyne e Dubois in epoche diverse della sua vita, arriverà a scoprire l’America attraverso le parole di denuncia dei pochi spagnoli che hanno avuto il coraggio di condannare lo sterminio perpetrato in nome dell’oro e della religione. Grazie alla sua serie di incisioni dedicate ai viaggi oltreoceano e al massacro di San Bartolomeo, le tavole di Jacques Le Moyne e di François Dubois e le due grandi stragi che le hanno ispirate entreranno per sempre nella storia.


In libreria per Neri Pozza un romanzo-reportage del giornalista palestinese Sayed Kashua:


Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele di Sayed Kashua - Neri Pozza, Bloom - 304 pagine, 20.00 €
In uscita il 2 marzo

Qualche tempo fa Ha’aretz, il quotidiano progressista israeliano, ha affidato una rubrica a Sayed Kashua, l’autore di Due in uno e di Arabi danzanti, lasciandogli piena libertà nella scelta dei temi trattati. Grazie a un irresistibile connubio tra gli aspetti piú intimi e personali della vita dell’autore e la situazione storica e politica di Israele, la rubrica è diventata in breve un appuntamento imperdibile per i lettori di Ha’aretz. Kashua ne ha raccolto in volume gli scritti più significativi, creando una delle sue opere più riuscite. Il libro è la fotografia tenera, caotica e personalissima della vita di uno scrittore eccentrico: un palestinese nato e cresciuto in Israele, un arabo che scrive in ebraico, un Charles Bukowsky in versione mediorentale, che non esita, in pagine di incontenibile umorismo, a svelare i segreti della sua stessa esistenza privata, innanzi tutto l’intenso e agitato rapporto con una moglie che lo ritiene un bugiardo incallito inguaribilmente attaccato alla bottiglia.


Per Iperborea il pluripremiato romanzo di Kjell Westö:


Miraggio 1938 di Kjell Westö - Iperborea - 520 pagine, 19.50 €
In uscita il 30 marzo

1938. Le politiche espansionistiche di Hitler stanno generando rabbia e ammirazione in tutt’Europa, e non da meno nel «circolo del mercoledì» di Helsinki, formato da un gruppo di amici della comunità di svedesi di Finlandia, vecchi compagni dell’avvocato Claes Thune, che si incontrano, chiacchierano, bevono e discutono ogni mercoledì sera dopo il lavoro. Da qualche tempo l’instabilità politica sta avendo un grosso effetto sulla coesione del circolo: gli amici sono spaccati tra liberali e conservatori, e come nella società e nella politica globale le posizioni diventano sempre più inconciliabili. A confrontarsi sono concezioni dell’uomo, della democrazia, del ruolo della Finlandia sullo scacchiere mondiale radicalmente opposte a cui si aggiunge la valutazione sui valori e le politiche portate avanti dalla Germania nazista. Tutto è in bilico, la minaccia è nell’aria. La crescente ansietà sociale va di pari passo con il caos della vita privata di Claes Thune: tornato a casa dopo anni da diplomatico in Russia e a Stoccolma, abbandonato dalla moglie per un amico, è titolare di uno studio di avvocati che gestisce senza grande entusiasmo. Fortunatamente ha l’aiuto della sua nuova segretaria, stenografa eccezionale, Matilda Wiik. Dietro al suo aspetto impeccabile, metodico e riservato, anche Matilda è una donna tormentata e un giorno tutti gli orribili ricordi della Guerra civile finlandese riemergono dal passato, quando durante uno degli incontri del circolo del mercoledì riconosce una voce, inconfondibile, che la riporta indietro di vent’anni, in un altro tempo oscuro, impossibile da dimenticare. Come confrontarsi con il dolore e con le cicatrici del passato? Come vendicare quel che è successo? Con una scrittura elegante e un tocco quasi da romanzo noir d’altri tempi Kjell Westö tesse una trama precisa e incalzante, dove i colpi di scena lasciano il posto alle riflessioni sulla storia e sulla politica, ma la tensione è tenuta alta da un meccanismo narrativo perfetto e implacabile. Il narratore ha un piano, freddo e scientifico, come quello della signora Wiik…


E concludiamo con il nuovo giallo di Alafair Burke, già autore dell'apprezzato La ragazza nel parco, pubblicato da Piemme:


Una perfetta sconosciuta di Alafair Burke - Piemme - 380 pagine, 18.50 €
In uscita il 14 marzo

Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino... In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.

21 gennaio 2017

2017: Nuovi adattamenti cinematografici in arrivo nei prossimi mesi

Cari lettori,
come consuetudine il nuovo anno porta con sé una nuova infornata di adattamenti cinematografiche di opere letterarie più o meno famose. Alcune faranno urlare "Sacrilegio!" ai fan, altre riporteranno invece alla ribalta volumi dimenticati o mai veramente apprezzati dal grande pubblico; noi come al solito ve li presentiamo lasciando a voi la libertà di farvi incuriosire e magari scoprire qualche nuovo titolo da aggiungere alla vostra wish-list.

Dopo lunga attesa sembra che il 2017 sarà l'anno in cui vedremo finalmente al cinema A Monster Calls, trasposizione cinematografica dell'omonimo libro di Patrick Ness pubblicato in Italia da Mondaodri con il titolo Sette minuti dopo la mezzanotte. Il libro, che ha vinto il premio come miglior libro per bambini dell'anno in Inghilterra nel 2012, racconta la storia di Conor, un bambino che cerca di affrontare la malattia della madre e il bullismo dei compagni di classe rifugiandosi in un mondo fantastico di mostri e di fiabe in cui si parla di coraggio, perdita e fede.
Il primo trailer del film è apparso già nel 2015 e il rilascio ufficiale era previsto per ottobre 2016, dopo la soddisfacente presentazione a settembre al Toronto International Film Festival, tuttavia la data ufficiale per gli Stati Uniti è stata poi spostata al 6 gennaio 2017 mentre ancora non è stata definita un'uscita italiana per questa pellicola che vanta un cast di stelle come Sigourney Weaver, Liam Neeson e Felicity Jones. Tenetelo d'occhio.

Non ancora pubblicato in Italia (ma chissà che l'uscita del film non ne acceleri la traduzione) Hidden Figures di Margot Lee Shetterly (Harper Collins), romanzo che racconta la vera storia di Katherine Johnson, Mary Jackson, Dorothy Vaughan, Kathryn Peddrew, Sue Wilder, Eunice Smith e Barbara Holley, un gruppo di matematiche afroamericane che hanno lavorato per la Nasa a partire dagli anni Quaranta e poi nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, svolgendo un ruolo fondamentale ma mai riconosciuto nel delicato periodo della Guerra Fredda. L'autrice conosce bene l'argomento, essendo la figlia di un altro impiegato dell'agenzia e ora ha la soddisfazione di vedere il suo racconto portato sul grande schermo con star del calibro di Taraji P.Henson (in piena a scesa grazie al suo ruolo in Empire) e il premio Oscar Octavia Spencer. La pellicola, in uscita in questi giorni negli USA, arriverà in Italia giovedì 16 marzo 2017 con il titolo di Il Diritto di Contare.

Sempre per marzo - l'8- è atteso l'arrivo nei nostri cinema della trasposizione de La luce sugli oceani, melodrammatico romanzo d'esordio della scrittrice australiana M.L. Stedman, divenuto bestseller internazionale, edito in Italia da Garzanti. E' la storia di un reduce di guerra diventato guardiano del faro di una piccola isola e la sua giovane moglie, la cui vita cambierà radicalmente quando dal mare arriverà su una barca alla deriva una neonata. Il film di Derek Cianfrance , già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dove la critica ha provveduto a seppellirlo di risate, ha fatto parlare di sé anche per la nascita della storia d'amore fra i due divi in fortissima ascesa Michael Fassbender e Alicia Vikander.

Ancora a marzo un altro titolo preceduto da polemiche e elucubrazioni: si tratta di T2: Trainspotting, seguito del film cult del 1996 e anche questo tratto da un romanzo di Irvine Welsh, Porno (Guanda, 2003). Non è ovviamente mancato lo scetticismo di fronte all'annuncio di questo sequel che, a differenza di altri film di questo tipi, è però riuscito a coinvolgere tutti i protagonisti del precedente successo, dal regista Danny Boyle agli attori Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremmer, questa volta non più alle prese con problemi di eroina, ma con il tentativo di iniziare un business nel mondo del cinema hardcore.

E' previsto per il 23 febbraio l'arrivo nelle nostre sale de La legge della notte (Live by Night) film diretto e interpretato da Ben Affleck, che tenta di ripetere l'enorme successo di critica ottenuto per Argo con questo adattamento dell'omonimo romanzo di di Dennis Lehane pubblicato in Italia da Piemme mel 2014. Affiancato da Elle Fanning e Brendan Gleeson, Affleck ricopre il ruolo di Joe Coughlin, figliol prodigo di un capitano di polizia di Boston che finirà per diventare contrabbandiere e poi gangster. Una classica storia degli anni del proibizionismo che appartiene in realtà a una trilogia di romanzi dedicati da Lehane ai Coughlin, famiglia di poliziotti di origine irlandese già protagonista di Quello era l’anno (The Given Day), uscito in Italia nel 2009 sempre per Piemme, ed è il quarto romanzo di qeusto autore ad essere adattato sul grande schermo dopo Mystic River, Gone Baby Gone 8sempre di e con Affleck) e Shutter Island.

Poco note al grande pubblico sono le gesta Jan Vabiski, direttore dello zoo di Varsavia all'epoca dell'occupazione tedesca che, con l'aiuto della moglie Antonina Zabinski, nascose più di 300 ebrei salvandoli così dalla furia nazista nel 1939. Una sorta di Schindler polacco la cui impresa è stata raccontata da Diane Ackerman, nel romanzo Gli Ebrei Dello Zoo Di Varsavia (Sperling & Kupfer, 2009), ora in arrivo anche sul grande schermo a partire da giovedì 6 aprile 2017 in un film con protagonisti la due volte candidata all'Oscar Jessica Chastain e Daniel Bruhl per la regia della neozelandese Niki Caro (North Country).

Stephen Chbosky, divenuto regista cult grazie alla sua trasposizione di Noi siamo infinito, torna nelle sale cinematografiche con una nuova trasposizione, quella di Wonder, uno dei più bei romanzi Young Adult degli ultimi anni, pubblicato in Italia da Giunti nel 2013. Il libro racconta la storia di Auggie, bambino nato con un'anomalia facciale che l'ha costretto ad anni di educazione in casa fino a che, l'ultimo anno delle scuole elementari, i genitori decidono di interrompere questo isolamento iscrivendolo a scuola . Integrarsi per per Auggie non sarà così semplice e il romanzo segue le difficili e divertenti fasi di questo processo.
Dal 7 aprile potremo vedere questa storia al cinema, sostenuta dalle interpretazioni di Julia Roberts, Owen Wilson e il giovanissimo Jacob Tremblay, già protagonista in "Room", che si spera riescano ad attirare sia un pubblico di adolescenti che di adulti, che spesso hanno bisogno di una storia di questo tipo più dei loro figli.

Sempre ad aprile si attende l'uscita di The Circle, tratto dall'omonimo romanzo di Dave Eggers, pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo Il cerchio, che si indaga sulla presenza ossessiva dei social network nel nostro quotidiano immaginando un prossimo futuro in cui una modernissima società informatica richiede ad alcuni suoi dipendenti di condividere ogni istante della propria esistenza in rete.Al cinema, nei panni della protagonista, giovane neoassunta laureata in psicologia, vedremo l'emergente Emma Watson, affiancata dal veterano Tom Hanks nei pani del fondatore del gigante dell'informatica che da il titolo a libro e film.

Si è molto parlato, negli ultimi mesi, del nuovo adattamento di It, romanzo cult del re dell'horror Stephen King, che già abbiamo avuto la possibilità di vedere negli anni '90 grazie una miniserie stroncata però sia dai fan che dalla critica. il prossimo settembre il diabolico pagliaccio Pennywise tornerà a terrorizzare il pubblico americano grazie a questa nuova versione diretta la Andres Muschietti (La madre), la cui uscita italiana non è stata ancora annunciata ufficialmente, anche se i fan nostrani si stanno già facendo stuzzicare dalle prime immagine ufficiali di Bill Skarsgård nei panni del mostro dalle sembianze da clown.

Questo è un anno particolarmente gioioso per i fan di King che hanno già da tempo avuto notizia del prossimo arrivo dell'adattamento della mitica serie de La torre nera, costituita da otto romanzi tutti pubblicati in Italia da Sperling & Kupfer e spesso richiamata anche in altre opere del Re. In essa si narrano le vicende di Roland Deschain, ultimo esponente dell’ordine dei cavalieri chiamato a trovare la torre nera, crocevia per tutti gli universi, e a sconfiggere il malvagio uomo in nero. Al cinema sarà Idris Elba a dare volto a Roland mentre il premio Oscar Matthew McConaughey vestirà i panni di i Randall Flagg alias L'uomo in nero in questa trasposizione firmata Nikolaj Arcel che gli americani vedranno arrivare nelle loro sale il 28 luglio.

Attesissimo è anche il nuovo adattamento di Assassinio sull’Orient Express (Mondadori), capolavoro della regina del giallo Agatha Christie, già portato sul grande schermo nel 1974 da Sindney Lumet con un cast d'eccezione che comprendeva Ingrid Bergman, Albert Finney, Lauren Bacall e Jacqueline Bisset. Il regista e attore inglese Kenneth Branagh ha deciso che è giunto il momento di riavvicinare il grande pubblico con una delle più celebri indagini dell'ispettore Poirot, alle prese con un assassinio avvenuto sul celebre treno che va da Parigi a Istanbul, per il quale quasi ogni passeggero del treno risulterà sospettato. Nel cast nomi di spicco quali Johnny Depp, Judy Dench, Michelle Pfeiffer e Penelope Cruz mentre Branagh stesso si prende l'onere di interpretare il famoso investigatore dai baffetti impomatati e dalla testa d'uovo che, sulla carta, mostrava qualche somiglianza in più col buon Albert Finney. Dovremo attendere almeno fine novembre, data in cui è atteso il rilascio nelle sale americane, per giudicare questa nuova versione.

Atteso per il 2017 ma che ancora non ha ricevuto una data ufficiale da segnarsi sul calendario è l'adattamento di Annientamento, in originale Annihilation , romanzo romanzo fantascientifico del 2014 dello scrittore statunitense Jeff VanderMeer pubblicato in Italia da Einaudi e primo capitolo Trilogia dell'Area X, che comprende anche i romanzi Autorità e Accettazione. Il film, prodotto dalla Paramount, ha cpme protagoniste Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh e narra di una spedizione in una zona misteriosa e sigillata, conosciuta con il nome di Area X. L'area dovrebbe essere stata colpita da un disastro naturale, ma apparentemente sembra di trovarsi di fronte ad una natura incontaminata. Negli ultimi trent'anni degli agenti segreti sono stati mandati in esplorazione per scoprire la verità, alcuni non sono mai tornati, altri non hanno riportato nulla di strano. Alla regia Alex Garland, già sceneggiatore di 28 giorni e Non lasciarmi, qui alla sua seconda regia dopo l'acclamato Ex Machina.

Forse molti di voi avrebbero fatto a meno di questa notizia ma non potevamo astenerci dal segnalare l'arrivo anche della seconda parte del fenomeno erotico 50 sfumature di grigio, intitolata 50 sfumature di nero. Nonostante le critiche piuttosto impietose i produttori non si sono lasciati scoraggiare e hanno deciso di proseguire con gli adattamenti della celebre trilogia sado-maso di E.L.James sebbene abbiamo dovuto incassare l'addio di sceneggiatore e regista. Rimangono invece i protagonisti Dakota Johnson (Anastasia Steele) e Jamie Dornan (Christian Grey) mentre il marito della scrittrice è stato inserito nel gruppo degli sceneggiatori. Il film è atteso nelle sale il 9 febbraio.

E' invece un remake Mia cugina Rachele (My Cousin Rachel), trasposizione dell'omonimo romanzo di Daphne du Maurier, la scrittrice britannica che tanto piaceva ad Alfred Hitchcock che più volte usò i suoi libri come base per un film (basti pensare a Rebecca e Gli Uccelli). Già nel 1952, a solo un anno dalla pubblicazione, il libro era stato portato al cinema da Henry Koster e contava sulla presenza nel ruolo principale della star Olivia De Havilland (la lagnosa Melania di Via col vento) oltre che sull'allora esordiente Richard Burton; ora la storia di un giovane orfano, Philip, che crede che la sua bellissima e misteriosa cugina Rachel possa essere la responsabile dell'omicidio del marito, arriverà nuovamente sul grande schermo ci aspetta un nuovo adattamento il cui arrivo nelle sale americane è previsto per il 14 luglio e vedrà il premio Oscar Rachel Weisz e Sam Clafin come protagonisti.

Infine ancora poche indicazioni sulla possibile uscita italiana de La cena (The Dinner), trasposizione cinematografica dell'omonimo libro di Herman Koch pubblicato in Italia da Neri Pozza. La storia esplora le modalità con cui genitori lontani tentano di proteggere i propri figli e vede come protagonisti Richard Gere, Laura Linney, Rebecca Hall e Chloë Sevigny. In America l'uscita è prevista per il 5 maggio 2017.

 

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