30 luglio 2015

La classifica dei libri più venduti dal 20 al 26 luglio


La prima novità della settimana è che Grey. Cinquanta sfumature di grigio raccontate da Christian di E. L. James perde la testa della classifica in favore de La ragazza del treno di Paula Hawkins. Un segno del ravvedimento della nostra civiltà o una semplice contigenza destinata a non durare? E' presto per dirlo per il momento godiamoci questo cambio al vertice che spezza un po' la monotonia di queste settimane estive piuttosto statiche.
A questo proposito segnaliamo anche l'inaspettato piazzamento in terza posizione di L'angelo di Marchmont Hall, della scrittrice irlandese Lucinda Riley che settimana scorsa chiudeva la top ten. Come abbiamo già evidenziato la Riley è ormai un'autrice da milioni di copie vendute ma non si prevedeva arrivasse addirittura sul gradino più basso del podio con questa sua nuova avventura romantica dal sapore retrò. Forse molte lettrici l'hanno ritenuta una lettura ideale per rilassarsi in vacanza
Il resto della classifica prosegue con pochi cambiamenti rispetto alle settimane passate, sia in termini di titoli che di posizioni e l'unica vera novità la troviamo al quarto posto dove si piazza Antonio Manzini con il suo Era di maggio, un romanzo che si riallaccia in trama, atmosfere e personaggi direttamente al precedente Non è stagione, proponendo nuovamente il personaggio del vicequestore Rocco Schiavone, che i fan dello scrittore romano hanno imparato ad amare.
Anche in questo caso l'opera è edita da Sellerio che si conferma regina delle estati "in giallo" degli italiani, sia con il suo autore di punta Camilleri che con le sue raccolte di firme prestigiose che con autori come Manzini, giunti alla fama un po' più recentemente ma che ora possono vantare un solido seguito.
E' questo quindi l'unico titolo nuovo di cui vi possiamo parlare per oggi che scavalca gli ormani notissimi La ferocia, Tempi glaciali, Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi e il primo e secondo volume della saga After. Da segnalare la ricmparsa, in ottava posizione de L'amica geniale, primo volume dell'omonima trilogia del discusso fenomeno letterario Elena Ferrante, recentemente riconosciuta anche dalla candidatura allo Strega, lungamente attesa, per il quale è stata poi battuta da La ferocia.



Il libro più venduto:

La vita di Rachel non è di quelle che vorresti spiare. Vive sola, non ha amici, e ogni mattina prende lo stesso treno, che la porta dalla periferia di Londra al suo grigio lavoro in città. Quel viaggio sempre uguale è il momento preferito della sua giornata. Seduta accanto al finestrino, può osservare, non vista, le case e le strade che scorrono fuori e, quando il treno si ferma puntualmente a uno stop, può spiare una coppia, un uomo e una donna senza nome che ogni mattina fanno colazione in veranda. Un appuntamento cui Rachel, nella sua solitudine, si è affezionata. Li osserva, immagina le loro vite, ha perfino dato loro un nome: per lei, sono Jess e Jason, la coppia perfetta dalla vita perfetta. Non come la sua.

Ma una mattina Rachel, su quella veranda, vede qualcosa che non dovrebbe vedere. E da quel momento per lei cambia tutto. La rassicurante invenzione di Jess e Jason si sgretola, e la sua stessa vita diventerà inestricabilmente legata a quella della coppia. Ma che cos’ha visto davvero Rachel?



  • Titolo: La ragazza del treno
  • Autore: Paula Hawkins
  • Editore: Piemme
  • ISBN-13: 9788856637779
  • Pagine: 378
  • Prezzo: 19,50 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Grey. Cinquanta sfumature di grigio raccontate da Christian - E. L. James (Mondadori - euro 19,00)
    3. L'angelo di Marchmont Hall - Lucinda Riley (Giunti - euro 11,90)
    4. Era di maggio - Antonio Manzini (Sellerio - euro 14,00)
    5. La ferocia - Nicola Lagioia (Einaudi - euro 19,50)
    6. Tempi glaciali - Fred Vargas (Einaudi - euro 20,00)
    7. Anime di vetro. Falene per il commissario Ricciardi - Maurizio De Giovanni (Einaudi - euro 19,00)
    8. L'amica geniale Elena Ferrante (E/O - euro 18,00)
    9. After - Un cuore in mille pezzi - Anna Todd (Sperling & Kupfer - euro 14,90)
    10. After - Anna Todd (Sperling & Kupfer - euro 14,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    28 luglio 2015

    Anime Robotiche. L'evoluzione della psicologia dei protagonisti negli anime robotici – Claudio Cordella

    Robot giganteschi ed eroi giovanissimi, ecco uno degli ingredienti più noti dell'animazione made in Japan, un cocktail di successo che continua a mietere tutt'oggi numerosi consensi a livello mondiale. Dalle produzioni leggendarie del passato come Mazinga, Goldrake e Gundam, amate da più di una generazione di italiani, fino a miti odierni come Evangelion, possiamo osservare una progressiva umanizzazione dei protagonisti di queste avventure. Al tempo stesso, costoro rappresentano simbolicamente un'umanità che deve maturare, costretta per forza di cose a convivere con un'onnipresente realtà automatizzata.

    Recensione

    Goldrake, Mazinga, Jeeg Robot sono stati compagni della mia infanzia e anche adesso non disdegno di vedere le gesta dei miei eroi: la linearità della logica per cui il bene sconfigge sempre il male ha sempre il suo fascino, anche se, rispetto alle mie prime visioni, non manca di suscitarmi qualche domanda sulle motivazioni delle varie parti in campo. Il breve saggio di Claudio Cordella cerca proprio di soddisfare alcune di tali domande e, nel farlo, traccia il percorso evolutivo dei robot, da super robot (guidati da eroi senza macchia e senza paura) a real robot (strumenti di lotta in campi di battaglia dove non esiste una distinzione netta tra buoni e cattivi).

    La lettura del saggio è interessante e mi ha fatto sorgere nuove domande (e già questo mi sembra un pregio) a tal punto da voler approfondire alcuni aspetti dell’argomento che, secondo me, non sono adeguatamente trattati, pur essendo molto interessanti: l’influenza della cultura giapponese e i rapporti tra gli anime e i supereroi made in Usa. In entrambi i casi nel saggio sono presenti degli accenni (spesso riportati nelle note) ma non ho trovato quell’approfondimento che avrei voluto e che mi ha spinto a leggerlo.

    La lettura, inoltre, risulta appesantita dall’eccessivo numero di note molte delle quali, a mio parere, potrebbero essere direttamente integrate nel testo, magari riducendo le citazioni, le quali finiscono per dare la sensazione di un buon lavoro di sintesi di opere altrui, senza però un’originale rielaborazione delle fonti utilizzate.


    Giudizio:

    +2stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Anime Robotiche. L'evoluzione della psicologia dei protagonisti negli anime robotici.
    • Autore: Claudio Cordella
    • Editore: Edizioni Imperium
    • Data di Pubblicazione: data
    • Collana: Pesci rossi
    • ASIN: B00SDVHBYG
    • Pagine: 57
    • Formato - Prezzo: ebook –Euro € 1,99

    26 luglio 2015

    L'aquila e la piovra - Gianni Palagonia

    Nell’Albania di oggi vige il Kanun, il codice di leggi che regola anche le faide della criminalità organizzata. Con queste leggi si deve confrontare il protagonista del romanzo, un poliziotto italiano che si ritrova in missione nel Paese delle Aquile. Il libro è una storia vera in forma di romanzo, basato su una lunga trasferta lavorativa di Palagonia in Albania, in cui affronta la pericolosa alleanza tra le mafie italiane e quella albanese, tra droga e controllo di impianti di energia rinnovabile.

    Recensione

    Il protagonista di questo romanzo, sotto lo pseudonimo di Gianni Palagonia, narra la sua missione in terra albanese quale poliziotto antimafia. È una storia interessante perché rivela aspetti dell’Albania poco conosciuti, come l'esistenza del codice d’onore “Kanun”, ad esempio, una sorta di compendio di norme che affonda le sue radici nelle tradizioni popolari. Fa sensazione venire a sapere che in Albania esistono ancora faide familiari per cui vi sono persone che non possono uscire da casa per non essere uccise e devono contare solo sull’aiuto di amici per poter sopravvivere durante una reclusione forzata che può durare tutta la vita, stante che il suddetto codice dispone il domicilio come l'unico luogo inviolabile. In contropartita le donne possono uscire anche di notte non accompagnate ed essere relativamente al sicuro, dato che un semplice sgarbo verso di loro potrebbe causare una guerra tra famiglie. Ma vengono evidenziati altri aspetti dell’arretratezza sociale del paese, come la disparità ancora esistente fra uomini e donne, nonché la corruzione dilagante sia nel settore della sanità che in quello della giustizia. A tale proposito viene rilevato che la connivenza tra politica e criminalità è un fenomeno diffuso in Albania:

    L’Albania ci ha sempre preso come modello per prendere spunti, per migliorarsi, nel bene e nel male.
    È un paese che si è gettato alle spalle il comunismo, ma che ha ancora una lunga la strada da percorrere perché la democrazia possa affermarsi.
    I ritardi nel trasporto aereo e ferroviario, la corruzione, la mala sanità e la disparità di condizioni sociali, inconvenienti di cui ci lamentiamo in Italia, sono poca cosa rispetto a ciò che si verifica in Albania, dove la delinquenza italiana trova terreno fertile per le proprie attività criminali. Il titolo del libro mette l’accento, appunto, sul simbolo albanese, l’aquila, e la mafia italiana, la Piovra, come viene nominata nel famoso serial televisivo italiano, visto anche alla televisione albanese con sottotitoli in lingua. A questo proposito c'è un aneddoto popolare, riportato da uno dei personaggi del libro, che detta:
    L’albanese è duro, ha pianto solo due volte: quando è morto il dittatore e quando è morto il commissario Cattani.

    Nel romanzo, ogni personaggio incontrato dal protagonista si sente in dovere di esporre qualche aspetto degli usi e costumi della popolazione, e ciò comporta una continua interruzione del racconto, specie nella prima parte del libro, minando la sua scorrevolezza. In aggiunta a questo, nella storia, si trovano inseriti anche i ricordi del protagonista, escamotage dell’autore per giustificare il costante raffronto tra i comportamenti della popolazione albanese attuale con quelli della Sicilia del secolo scorso, di modo che la storia risulta a metà fra il reportage e l’autobiografia. Tale peculiarità del romanzo, che non può essere catalogato con precisione in nessun genere specifico, può scontentare sia le aspettative del lettore più interessato a conoscere i modi di vivere degli albanesi, sia quello più incuriosito dalle vicende personali del protagonista.

    Nel romanzo è presente anche una storia d’amore, che potrebbe avere un lieto fine, tra il protagonista ed un’insegnante. Relazione non facile, data la mentalità albanese che ritiene i costumi italiani troppo disinvolti e giudica come una “poco di buono” la donna albanese che si lasci coinvolgere in un rapporto affettivo con un italiano.

    Per questo la maggior parte degli uomini albanesi che vivono in Italia e sono fidanzati con delle italiane, non le sposeranno mai. Alla fine per il matrimonio sceglieranno sempre una donna albanese, proprio perché è considerata più seria. Qui molti uomini lo dicono apertamente: amante italiana, moglie albanese.
    Fra le curiosità rinvenute nel romanzo, si legge che il lek, la moneta albanese, ha preso il nome da
    Leke Dukagjini, un principe e condottiero albanese che aveva combattuto agli ordini di Scanderberg contro l’impero ottomano agli inizi del 1400.
    A Leke Dukagjini si dovrebbe anche la stesura del codice Kanun.
    Per quanto le notizie sul popolo albanese siano interessanti, qualche pecca si rileva quanto alla caratterizzazione dei personaggi del romanzo, siano o meno creazioni di fantasia. Il linguaggio usato, inoltre, trova una certa ripetitività in luoghi comuni, come quello di “andare in galera e buttare via la chiave”. Anche i dialoghi non possono certo definirsi brillanti, avendo spesso solo una funzione interlocutoria.
    Ciò premesso, aldilà dell'esposizione di usi e costumi su un paese quasi sconosciuto dalla maggior parte degli italiani e sull’attività di un poliziotto onesto che adempie al proprio dovere con dedizione, il romanzo, pur risultando interessante dal punto di vista informativo, non appare esaltante dal punto di vista letterario.

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: L'aquila e la piovra
    • Autore: Gianni Palagonia
    • Editore: CentoAutori
    • Data di Pubblicazione: 2015
    • Collana: L'arcobaleno
    • ISBN-13: 9788868720261
    • Pagine: 384
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,50

    25 luglio 2015

    Dall'Inferno si ritorna - Christiana Ruggeri

    Il 7 aprile del 1994 in Ruanda ha inizio uno dei massacri più atroci della storia: il genocidio perpetrato dagli hutu contro i tutsi e gli hutu moderati. L'ultimo genocidio del XX secolo. In 101 giorni vengono assassinate un milione di persone, c'è un omicidio ogni dieci secondi, le violenze sono inenarrabili. Il 13 aprile 1994 un gruppo armato hutu entra in casa di Bibi, a Kigali. Quando, molte ore dopo, Bibi si sveglia, non ricorda cosa è successo: ha solo il desiderio di bere succo d'ananas e avverte un odore pungente nella stanza. Ha il braccio destro dilaniato, l'addome perforato dai proiettili, lesioni alla nuca e a un orecchio causate dai calci. Nella stanza i cadaveri della mamma, del fratellino, della zia e dei cuginetti.
    Bibi è sopravvissuta. Oggi vive a Roma ed è una giovane studentessa di medicina. Questa è la storia del suo viaggio infernale fino allo Zaire, insieme a un milione e duecentomila profughi in fuga da morte e desolazione. E del ritorno al suo paese, tra inaspettati gesti di coraggio e sorprendenti atti di solidarietà, con l'inatteso lieto fine di un sogno realizzato in Italia.

    Recensione

    Il genocidio perpetrato da parte degli hutu nei confronti dell’etnia tutsi a partire dal 1994 è stato oramai raccontato ed è conosciuto dai più. Come tutti gli orrori inspiegabili e dolorosi da affrontare è sempre molto difficile parlarne. Ci hanno provato alcuni film, come Hotel Rwanda di Terry George, che ha raccontato una storia sulla follia di un odio etnico senza senso.

    Mentre il peggio accadeva, i mezzi di informazione europei tacevano, per lo più, e il massacro si consumava. Difficile, quindi, raccontare il dolore e l’orrore nella loro forma più pura e immediata: solo i testimoni diretti o indiretti hanno, io credo, diritto di parlare e raccontare, coloro cioè che hanno veduto, ascoltato testimonianze dalla voce delle vittime: esiste un’etica del dolore per cui chi sa per certo parli, se se la sente; chi non sa per certo abbia rispetto e taccia.

    In questo libro–testimonianza a raccontare è una giornalista, Christiana Ruggeri, che ha raccolto la storia di Bibi, una bambina di cinque anni scampata per miracolo al massacro della sua famiglia.
    Una famiglia ammazzata, un vicino di casa che la raccoglie e la porta in ospedale, una madre hutu che l’accoglie e la mette in salvo; un ragazzo, membro di una organizzazione umanitaria, che le dona una casa e un’altra madre; infine un orfanotrofio e suore che fanno, ogni giorno, dei miracoli.

    La narrazione, che nasce dall’incontro con questa bimba, ora ragazza, lascia nella giornalista i segni per raccontare la sua storia in un libro. Ne nasce una ricostruzione dei fatti così come li può percepire e comprendere una bambina di cinque anni trovatasi di colpo al centro di un incubo. La voce narrante è delicata ma anche diretta e semplice, con la logica stringente dei bambini, che non hanno sovrastrutture:

    “Acqua fredda nel cuore, ecco cosa sentivo quando mi parlavano della mamma e io non me lo aspettavo.”
    La scrittura riproduce la voce della bambina, la sintassi ne mantiene fedelmente la semplicità, il lessico risulta verosimile perché punteggiato da vocaboli in lingua. L’ambiente è reso con descrizioni nitide e crude, senza nessuna forma di indugio; viene detto ciò che serve per capire, nulla di più, nulla di meno. I dialoghi sono essenziali, brevi e semplici, come quelli di una bimba che chiede risposte a una situazione inspiegabile. La narrazione mette un quadro accanto all’altro, senza fretta, con una pazienza che dà al lettore il tempo di digerire gli eventi cruenti e devastanti.
    Si sente la mano della giornalista che conosce l’argomento, la delicatezza della persona coinvolta umanamente nella vicenda, seppur in modo indiretto; il desiderio di rispettare il racconto della protagonista in tutte le sue sfumature.

    Accanto al dramma narrato ci sono i drammi di tutte le donne nelle guerre: madri uccise per proteggere i figli, mogli rese vedove senza tombe su cui piangere il coniuge, ragazze violentate che danno alla luce i figli della violenza. La forza delle donne emerge, chiaramente, in uno scenario di follia assoluta: il legame delle madri con i figli viene cantato con dolcezza, e costituisce il filo conduttore di questo racconto lungo.

    Un libro semplice, vero, equilibrato nelle soluzioni sintattiche e lessicali, rispettoso della materia narrativa, che non dimentica mai lo scopo della storia: ricordare per salvare il ricordo, ricordare per rispettare, ricordare per dare dignità a tante morti vergognose.
    Un testo che si può proporre per una lettura in classe, per raccontare questo, come tutti i genocidi; che si può leggere insieme a una figlia adolescente, con le spiegazioni e con gli abbracci che servono.
    Un libro significativo, che consiglio.

    Da segnalare solo un unico refuso, probabilmente sfuggito in fase di stampa.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Dall'Inferno si ritorna
    • Autore: Christiana Ruggeri
    • Editore: Giunti
    • Data di Pubblicazione: 2015
    • Collana: Narrativa non fiction
    • ISBN-13: 978-88-09-80579-8
    • Pagine: 232
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,90

    24 luglio 2015

    Consigli del blog: cosa leggere sotto l'ombrellone - Estate 2015

    Agosto è alle porte e, un po' in ritardo (ma siamo sicuri che molti di voi le ferie ancora le aspettano e le sospirano), vi proponiamo una serie di libri che secondo noi dovreste leggere quest'estate.


    Se siete tra coloro (pochi) che ancora non l'hanno letto, l'estate può essere il momento giusto per recuperare questo brevissimo saggio divulgativo di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica (Adelphi), un libretto di 79 pagine che tenta di spiegare al grande pubblico alcuni dei capisaldi della fisica moderna. Non fatevi spaventare, il libro è accessibile e soprattutto si rivela spesso come una sorta di raccolta di piccoli rompicapi che sfidano il nostro intelletto e la nostra percezione (lo sapevate che l'elettrone dell'atomo se non osservato e non in collisione con altri elettroni “non è in un luogo”? e che lo spazio è curvo, non piatto, e la linea più breve tra due punti è una curva?). Certo non vogliamo farvi credere che si tratti di una lettura leggera, ma sicuramente affrontabile e intrigante, ottima per quando si ha molto tempo libero.

    Se invece della fisica apprezzate di più la storia questa è l'occasione per scoprire la più importante romanziera inglese del momento, vincitrice di due Booker Prize: Hilary Mantel, di cui Fazi ha appena pubblicato in Italia La storia segreta della rivoluzione, romanzo che in realtà risale al '92 e che viene ora rispolverato grazie al successo di Wolf Hall con una mossa furba della casa editrice italiana che divide il corposo libro - circa 800 pagine nell'edizione originale - in tre volumi più maneggevoli (ma che ci costringono ad una spesa tripla, per la verità). Il libro comunque vale lo sforzo raccontando le complicate vicende della Rivoluzione Francese come solo la Mantel può fare, attraverso i punti di vista di tre protagonisti degli eventi: Robespierre, Danton e Desmoulins, per i quali la prospettiva pubblica e le vicende private si intrecciano e si sovrappongono. A breve in arrivo la recensione sulla Stamberga.
    Sempre di Fazi è il prossimo consiglio, un classico che in pochi avranno letto perché solo di recente è stato tradotto nella nostra lingua: stiamo parlando di Villette, ultimo romanzo di Charlotte Brontë, autrice del famosissimo Jane Eyre. Ancora la storia di una donna sola, indipendente, dal carattere indomabile, eppure profondamente diverso dall'illustre predecessore, Villette è protagonista di una seria campagna di rivalutazione negli ultimi anni, nella quale si è spesso arrivati a ritenerlo migliore di Jane Eyre. Non perdete quindi questa occasione per riscoprirlo.
    E poiché d'estate un buon giallo non può mancare vi suggeriamo di non farvi sfuggire il bestseller del momento: La ragazza del treno di Paula Hawkins (Piemme), thriller che in partenza ricorda un classico di Agatha Christie (Istantanea di un delitto) ma che poi si avvia bene presto lungo al sua strada fatta di verità apparenti e false impressioni, in cui il lettore è vittima quanto i protagonisti della vicenda.
    Meno attuale, ma non certo meno valido, è Olive Kitteridge (Fazi Editore), premio Pulitzer nel 2009, una raccolta di 13 racconti collegati tra loro che ricostruiscono un mosaico della cittadina costiera di Crosby, nel Maine, e che in qualche modo ruotano tutti attorno alla figura dell'energica ma dura Olive. Lo sguardo acuto di Elizabeth Strout scatta istantanee di vita privata in diversi momenti di un arco trentennale, fotografando soggetti di ogni età, sesso e condizione sociale che si dibattono tra le grige onde del loro male di vivere. Curiosità: l'anno scorso ne è stata tratta una bella (e cupa) miniserie tv in quattro episodi trasmessa dalla HBO e interpretata da Frances McDormand.
    Altra lettura affascinante è senza dubbio Ci rivediamo lassù di Pierre Lemaitre (Mondadori), romanzo picaresco che narra la vita di espedienti di due giovani reduci della Prima Guerra Mondiale: Albert, ex impiegato un po' troppo attento a ciò che lo circonda e per questo seppellito vivo dall'ambizioso tenente Henri d'Aulnay-Pradelle, ed Édouard, che per tirarlo fuori è stato investito dall'esplosione di una granata perdendo la metà inferiore del viso. Il dissacrante Lemaitre, dopo un inizio canonico che ricorda le trincee di E.M. Remarque, avvince il lettore in un romanzo dal sapore dickensiano che stempera i gravi motivi del reinserimento dei reduci in società e dei profittatori di guerra con una feroce ironia che bersaglia proprio tutti.
    Ed è difficile non sentire l'estate leggendo Quella sera dorata di Peter Cameron (Adelphi): sullo sfondo di un Uruguay spazzato dal vento estivo di una sera di gennaio, Omar Razaghi, giovane studioso di letteratura, arriva nella sperduta e fatiscente dimora di Ochos Ríos. La sua borsa di studio è legata alla biografia di Jules Gund, autore di un capolavoro trascurato, la cui autorizzazione gli è stata negata via lettera dai suoi eredi testamentari: questi sono Adam, il fratello, vecchio omosessuale che ha legalmente adottato il suo amante thailandese; Caroline, la moglie tradita e negletta; e Arden, l'amante da cui ha avuto una bambina, Porzia. I tre, pur divisi da un reticolo di rimpianti, gelosie e vecchi rancori, rimangono aggrappati a Ochos Ríos e al ricordo di Jules Gund. Sarà grazie all'incontro con questi strambi personaggi che Omar prenderà coscienza di sé e del suo posto nel mondo.
    Dall'Uruguay contemporaneo all'Argentina dei desaparecidos, passiamo al prossimo -più complesso e impegnativo- consiglio: Purgatorio di Tomás Eloy Martínez (Edizioni del Sur), una storia su più piani narrativi che inizia con un evento straordinario: Emilia Dupuy, sessantenne, rincontra in un ristorante il marito Simón, scomparso da trent'anni dopo pochi, felici mesi di matrimonio, giovane come lo era stato al momento del suo arresto. A raccontare questa incredibile storia è un anonimo narratore-scrittore che, alternandosi a una generica voce in terza persona - forse, a ben vedere, sempre sua - che narra episodi della vita passata di Emilia, testimonia i suoi incontri con la protagonista donandole una presenza corporea. Un racconto racconto intenso, storico e insieme allegorico, che non offre risposte ma solo domande.
    E per letture un po' più leggere, ecco un fantasy di puro intrattenimento: Le spade dell'imperatore di Brian Staveley (Gargoyle Editore). Si tratta di un romanzo particolarmente riuscito (almeno questo volume, il primo di una trilogia ancora in corso) narrato da tre voci narranti: Kaden, Valyn e Adare, i tre figli dell'Imperatore Sanlitun, assassinato a tradimento. Mentre Kaden, l'erede al trono, da anni viene istruito dai monaci shin nelle Montagne delle Ossa, Valyn si addestra sulle Isole Qirin per diventare un membro del più feroce corpo di guerrieri delle terre conosciute. Adare, rimasta a palazzo in qualità di Ministro delle Finanze, si muove invece sul campo minato della diplomazia, e mentre i fratelli cercano di sopravvivere a più concrete minacce è l'unica a poter indagare sull'assassinio del padre. I personaggi ben caratterizzati e la trama solida, uniti a un buon stile e a un'ambientazione curata, ne fanno uno a mio parere uno dei migliori fantasy degli ultimi anni.
    E infine, per spaziare un po' tra i generi con un solo volume (in realtà due): La principessa e la regina e altre donne pericolose e La ragazza nello specchio e nuove storie di donne pericolose. Si tratta delle due parti in cui è stata divisa la corposa antologia Dangerous Women, curata da Gardner Dozois (fondatore di "The Year's Best Science Fiction Anthologies" ed ex editor di "Asimov's Science Fiction") e da G.R.R. Martin, che ha come filo conduttore - appunto - la presenza di forti e pericolose figure femminili, non sempre protagoniste. Alla raccolta, che accosta fantasy, fantascienza, mystery e storia, hanno collaborato lo stesso Martin, con un lungo e bellissimo racconto ambientato centinaia di anni prima delle Cronache, e altri nomi noti come Joe Abercrombie, Joe Lansdale, Robin Hobb, Lev Grossman, Diana Gabaldon, Brandon Sanderson e molti altri.

     

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