26 maggio 2017

Sleepwalker - Michael Laimo

Richard Sparke soffre di sonnambulismo da tre anni, da quando ha aggredito la sua ex-moglie nel sonno. La terapia con il dottor Delaney non sembra sortire effetto e la vita di Richard si fa, giorno dopo giorno, più difficile. Le visioni di sua madre e di sua figlia morte, che lo chiamano attraverso un’inquietante luce blu, la minaccia di un misterioso uomo in nero che sembra volergli fare del male trasformando i suoi sogni in incubi, il ricordo di eventi che è convinto di non aver mai vissuto e il continuo sovrapporsi tra reale e irreale conducono Richard sull’orlo della follia. Fino a quando Pamela, la donna che frequenta, non irrompe in casa sua tentando di ucciderlo, senza apparente motivo. Ma è accaduto realmente o, anche questo, è solo un sogno? La visita degli agenti Moldofsky e Hughes, il giorno dopo, e il ritrovamento di una pozza di sangue in cucina, danno inizio alle indagini della polizia. Per Richard, invece, comincia una lenta discesa nell’incubo.

Recensione

Specie prima di dormire, lo spauracchio dei bambini è sempre stato notoriamente il cosiddetto uomo nero da cui, peraltro, i piccoli possono difendersi nascondendosi sotto le coperte. Senza difese, invece, risulta il protagonista di Sleepwalker, l’adulto Richard Sparke, cui accade non solo di vedere dormendo un uomo nero, ma che questi si materializzi e lo assalga, cosicché le sue notti si trasformano in incubi non solo virtuali.
Naturalmente Richard Sparke è in terapia dal dottor Delaney che ritiene che il suo paziente soffra

di una gravissima forma di parasonnambulismo mai riscontrata prima. Crede che le sue illusioni siano reali, poiché interferiscono regolarmente con il suo sonno, creando situazioni altamente perturbanti.

Gli incubi di Richard sono sorti dopo la morte della figlia e hanno comportato il divorzio dalla moglie Samantha che lo ha anche accusato di aver tentato di ucciderla nel sonno, salvo poi ritrattare le accuse.
Richard Sparke, dopo tre anni da single, incontra la bellissima Pamela. Afferma anche lei di soffrire di disturbi del sonno ed è amore a prima vista. Richard preferisce non dormire insieme a lei, nel timore che inconsapevolmente, durante il suo sonnambulismo, possa farle male come è accaduto per la sua ex moglie, anche se non sa come questo sia potuto accadere non avendone il ricordo. Tuttavia la notte in cui sorprendentemente si ritrova in casa Pamela, si accorge che non è più la donna dolce che pensava di conoscere ma una furia da cui deve difendersi. Interviene la polizia, chiamata dai vicini di casa che hanno sentito urla, rumori di colluttazione e visto la donna uscire di casa correndo, presumibilmente ferita. Gli agenti incaricati rimangono disorientati alla vista del sangue sul pavimento, ma non trovano ferite sul corpo della donna una volta che riescono a  rintracciarla. Diverranno ancor più diffidenti verso Richard dopo la morte dello psicanalista da cui lui si reca per la usuale terapia. A questo punto Richard dovrà guardarsi dall’uomo nero e anche dalle forze dell'ordine che lo accuseranno della morte del terapeuta, mentre stanno per verificarsi altri eventi delittuosi dovunque lui cerchi di trovare rifugio.
Per quanto descritto inizialmente come una persona poco pratica, incapace perfino di guidare, Richard si accorge, in caso di necessità, di riuscire a rinvenire dentro di sé insospettate risorse e conoscenze. Per dare una spiegazione razionale all'evoluzione delle capacità del protagonista, nonché all’apparizione dell’uomo nero e altri incubi, l'autore trasforma gradualmente il romanzo dal genere horror psicologico a quello fantascientifico ed è opportuno non aggiungere altro per non annullare la sorpresa al lettore.
Indubbiamente un thriller adrenalinico in cui il protagonista è costretto a difendersi da entità conosciute e sconosciute di vario genere. La storia si dipana ad un ritmo sempre più veloce con continui colpi di scena che garantiscono una buona dose di suspense. La scrittura è sciolta e il racconto accattivante.
Il difetto del romanzo sta, a mio avviso però, proprio nelle spiegazioni fantascientifiche che l’autore cerca di dare agli avvenimenti e che, oltre a compromettere l’atmosfera misteriosa che era riuscito inizialmente a creare con le apparizioni dell'uomo nero, giustificano solo in parte l’evolversi degli eventi.
Va da sé che il romanzo è destinato agli estimatori del romanzo d’azione, coloro cioè che si lasciano trascinare dalla girandola di colpi di scena e che non stiano troppo a sottilizzare sulla logica degli eventi.

Giudizio:

+3stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Sleepwalker
  • Titolo originale: Sleepwalker
  • Autore: Michael Laimo
  • Traduttore: Marco Battaglia
  • Editore: Nero Press Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: Innesti
  • ISBN-13: 9788898739981
  • Pagine: 318
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 15,00

25 maggio 2017

La classifica libri più venduti dal 15 al 21 maggio


Cari lettori,
dopo l'ingresso in massa di diverse nuove uscite nella nostra classifica della scorsa settimana, l'appuntamento di oggi si presenta piuttosto come uno di conferme.
Dei primi dieci libri in classifica, infatti, solo uno è una novità mentre gli altri 9 si sono mantenute uguali a settimana scorsa, variando al massimo la posizione.
In testa, manco a dirlo, si conferma Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo - da noi recensito qui. Un traguardo eccezionale che si appaia al grande successo che il libro sta ottenendo anche all'estero e che ci auguriamo non sia solo figlio della moda o del politically correct.
Risale invece di qualche posizione Tredici di Jay Asher che ritorna oggi sul podio, seguito da Dentro l'acqua, il nuovo thriller dell'autrice de La ragazza del treno Paula Hawkins, la quale conserva la terza posizione ottenuta sette giorni fà.
Deve quindi abbandonare il podio l'ex direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, il cui libro di memorie Poteri forti (o quasi) riesce a piazzarsi comunque nella parte alta della classifica, forte dei numerosi retroscena e intrallazzi che promette di rivelare.
Posizione invariata invece per Il caso Malaussène. Mi hanno mentito, settima apparizione su carta del celebre personaggio uscito dalla penna di Daniel Pennac nel "lontano" 1991. Si tratta del primo tomo di un'opera in due volumi, una sorpresa particolarmente gradita per i fan che da anni chiedevano invano allo scrittore francese un ritorno del suo personaggio più semplice che qui ritroviamo, ovviamente, invecchiato di una ventina d'anni e alle prese con i tipici oggetti della modernità come la rete e gli smartphone.
Di talento comico in talento comico alle spalle di Pennac troviamo il nostro Stefano Benni in leggera risalita con Prendiluna, la sua personale interpretazione dell'eterna ricerca della natura del Bene e del Male, vista dagli occhi del suo potente talento immaginifico.
Recupera posizione anche Una spia tra Amici. Il diario segreto del programma, incursione del celebre talent di Maria de Filippi nel modi di Gossip Girl grazie al misterioso personaggio di Leone che per tutto l'anno ha intrattenuto, in incognito, gli spettatori con i suoi pettegolezzi sul cast del programma.
Devono quindi cedere il passo Federico Moccia con Tre volte te e l'americano Wilbur Smith con L’ultimo Faraone, mentre un altro giallista statunitense Jeffery Deaver chiude la classifica in cui è, come vi accennavo in apertura, anche l'unica novità grazie a Il valzer dell'impiccato, tredicesima avventura del detective paraplegico Lincoln Rhyme che Deaver ha deciso di dedicare al nostro Giorgio Faletti, morto tre anni fa.
Siamo quindi arrivati alla fine anche di questa classifica assai povera di novità ma comunque ricca di titoli interessanti e vi auguriamo, come sempre buone letture!


Il libro più venduto:

C'era una volta... una principessa? Macché! C'era una volta una bambina che voleva andare su Marte. Ce n'era un'altra che diventò la più forte tennista al mondo e un'altra ancora che scoprì la metamorfosi delle farfalle. Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kahlo da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e ritratte da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo. Scienziate, pittrici, astronaute, sollevatrici di pesi, musiciste, giudici, chef... esempi di coraggio, determinazione e generosità per chiunque voglia realizzare i propri sogni.


  • Titolo: Storie della buonanotte per bambine ribelli
  • Autore: Francesca Cavallo; Elena Favilli
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804676379
  • Pagine: 2204/li>
  • Prezzo: 19,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2.Tredici - Jay Asher (Mondadori - euro 17,00)
    3.Dentro l'acqua - Paula Hawkins (Piemme- euro 19,50)
    4.Poteri forti (o quasi). Memorie di oltre quarant'anni di giornalismo - Ferruccio De Bortoli (La nave di Teseo - euro 19,00)
    5.Il caso Malaussène. Mi hanno mentito - Daniel Pennac (Feltrinelli - euro 18,50)
    6.Prendiluna - Stefano Benni (Feltrinelli - euro 16,50)
    7.Una spia tra Amici. Il diario segreto del programma - Leone (Mondadori - euro 16,00)
    8.Tre volte te - Federico Moccia (Nord - euro 18,00)
    9.L'ultimo faraone - Wilbur Smith (Longanesi - euro 19,90)
    10.Il valzer dell'impiccato - Jeffery Deaver (Rizzoli - euro 20,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    24 maggio 2017

    La Londra di Shakespeare e Dickens

    Sono molte le città che offrono a prezzi più o meno moderati servizi di "camminate a tema", ovvero visite guidate rigorosamente a piedi che permettono ai turisti (ma anche agli abitanti del luogo che abbiano voglia di approfondire la conoscenza della propria città) di scoprire lati nascosti della meta turistica che stanno visitando.

    Londra, data la dimensione, la sua storia e l'innegabile fascino, offre un numero spropositato di queste opportunità e, nel mio ultimo viaggio nella capitale britannica, ho avuto modo di collaudare quelle che Time Out ha definito le migliori camminate guidate di Londra, ovvero quelle offerte dal servizio London Walks.
    La proposta di visite è veramente infinita - dal classico giro nel centro storico alla scoperta dei poco conosciuti Kew Gardens - e offre la comodità di non dover effettuare nessuna prenotazione, basta farsi trovare al punto d'incontro all'ora indicata e pagare l'obolo di 10 sterline alla guida.

    Quest'anno ho avuto modo di sperimentare l'affascinante Shakespeare and Dickens Walk ed è proprio di questa che vi voglio parlare.
    Immagino si saranno già sollevate diverse sopracciglia: Shakespeare E Dickens? Entrambi colossi della letteratura inglese, certo, ma che c'azzecca il più grande drammaturgo di tutti i tempi, vissuto a cavallo del 1600, con il romanziere simbolo dell'epoca vittoriana? E data la mole della produzione artistica di entrambi, com'è possibile condensarli in un'unica visita?

    In effetti la camminata dura parecchio: quasi 4 ore, diversamente dalla media delle London Walks che si aggira sulle 2. Quattro ore mai noiose - ammesso che siate interessati al tema ovviamente - perché gestiti da una guida perfetta per il ruolo, David, che combina lo humor tipico britannico a grandi doti istrioniche che permettono di catturare l'attenzione di svagati vacanzieri per tutto il periodo della visita.

    Quanto al "che c'azzecca", le risposte sono molteplici.
    La prima è, ovviamente Londra: pur avendo vissuto a quasi tre secoli di distanza, entrambi gli scrittori hanno abitato per un certo periodo nella capitale inglese e ne conoscevano profondamente l'anima, che si riflette nelle loro vite e nelle loro opere.
    Il secondo grande elemento in comune, come più volte sottolineato dalla nostra eccezionale guida, è l'attenzione per le esigenze della popolazione, per la gente reale, per 'l'uomo" con i suoi vizi e i suoi peccati che emerge chiaramente, seppur in modo diverso, dalle opere dei due scrittori.

    La visita prende il via da un luogo simbolo della capitale inglese: la Cattedrale di St. Paul.

    Se siete fan di Dickens saprete quante volte questo capolavoro di Christopher Wren ricorre nelle sue opere proiettando la sua ombra suggestiva sulle vicissitudini dei suoi protagonisti.
    Se siete in visita a Londra non perdetevi questa tappa e provate a immaginare l'impatto della straordinaria mole di questa chiesa sull'uomo dell'800, che purtroppo Shakespeare non ebbe modo di conoscere nella sua forma attuale poiché l'originale fu distrutta nel tristemente celebre incendio del 1666.

    La camminata si inoltra poi nel quartiere a nord est di St Paul, attraverso una serie di vicoli e cortiletti che vi riporteranno letteralmente indietro nel tempo mentre la vostra guida vi intratterrà con fatti noti e poco noti della vita dei duo scrittori alternati a letture di brani delle loro opere.

    Particolarmente suggestivo è ripercorrere le pagine di Martin Chuzzlewit in cui il perfido Jonas Chuzzlewit abbandona nottetempo la propria abitazione da un'uscita secondaria che sbuca su oscuro vicoletto dal quale l'uomo si avvia a compiere un omicidio, accompagnato dal suono sinistro delle campane di Saint Paul. Pochi di voi sapranno che quel vicoletto esiste e lo potete trovare se imboccate la strada che si diparte dal retro della cattedrale: tra due stretti muri di mattoni rossi anneriti dal fumo londinese, con le campane che risuonano nelle vostre orecchie, potrete quasi vedere il vecchio Jonas mentre furtivo si avvia a compiere il misfatto.

    Vi avventurerete in un'area di Londra poco battuta dai visitatori, soprattutto quelli alla prima visita, ma che nasconde vere e proprie perle, come il monumento a John Heminges e Henry Condell, gli uomini che hanno consegnato William Shakespeare ai posteri. I due, che lavorarono nella compagnia teatrale del

    drammaturgo e ne furono amici, sono infatti anche gli editori del First Folio, ovvero la prima opera a raccogliere tutte le opere di Shakespeare in un'unica pubblicazione.
    L'opera, costituita da un busto di Shakespeare che sormonta una base in granito rosa sul quale è adagiato un volume aperto in pietra a simboleggiare appunto la raccolta di opere effettuata da Heminges e Condell, si trova nella nascosta Love Lane, al centro del graziosissimo ex cimitero di St. Mary Aldermanbur.
    Il significato del nome della via deriva dalla principale occupazione delle fanciulle che bazzicavano in zona anche all'epoca del grande tragediografo, che per un certo periodo alloggiò nelle vicinanze.

    Il quartiere riserva altre tappe suggestive come la chiesa di St Lawrence Jewry e l'attuale Municipio (Guildhall) dove sono indicati i resti dell'anfiteatro romano ormai distrutto. Si tratta di una zona tranquilla, in cui è piacevole passeggiare fino agli splenddi resti del London Wall, nei pressi del quale si trova l'ubicazione della casa londinese di William Shakespeare, ahimè non più visibile perché distrutta, come molte altre parti significative di Londra, nei bombardamento della seconda guerra mondiale.

    E' possibile tuttavia vedere la targa commemorativa affissa in occasione del 400 anniversario della nascita di Shakespeare su un basso muretto di Noble Street,proprio di fronte al muro, che recita "William Shakespeare alloggiò qui nel 1604, presso la casa di Christopher e Mary Mountjoy".

    Infine la visita di concluderà nella zona dello Smithfields market, tra i cui rumori assordanti fu condotto uno spaventato Oliver Twist da Fagin. Qui avrete modo di vedere due chiesette bellissime e pressoché sconosciute St Bartholomew-the-Great e St Bartholomew-the-Less.
    La prima, veramente affascinante, forse scatenerà qualche ricordo una volta di fronte a voi essendo apparsa in film come Quattro matrimoni e un funerale, Robin Hood principe dei ladri e Shakespeare in Love.

    Non perdetevi le splendide casette storiche di Cloth Fair, che costeggia la chiesa e che vi offrirà una visione piuttosto chiara delle abitazioni che poteva trovarsi di fronte il piccolo Oliver nelle sue spedizioni al seguito della gang di Fagin.
    Non meno suggestiva è St Bartholomew-the-Less che pare fosse una delle chiese preferite di Dickens che amava fare lunghe passeggiate fino a questa chiesa per riposare e assistere alle funzioni. L'adiacente St Bartholomew figura anche in Pickwick Papers nei quali uno studente di medicina racconta ai membri del circolo un curioso aneddoto su uno dei suoi pazienti.
    Seduti nella pace dei banchi della chiesa la nostra guida ci ha regalato una splendida lettura tratta da "Re Lear", con la quale ci ha congedato dopo quattro ore intense ma estremamente soddisfacenti che hanno aumentato considerevolmente lo status di nerd letterari di tutti i presenti.
    Se avete in progetto di recarvi a Londra vi invito a prendere seriamente in considerazione questo tour, ne vale davvero la pena!

    23 maggio 2017

    Come se fosse estate - Jay Bell

    Ben è un diciassettenne tranquillo che vive in un sobborgo residenziale di Houston, nel Texas, consapevole della sua omosessualità, e alla ricerca di un compagno che soddisfi il suo bisogno d'amore. Un giorno, nel parco vicino a casa sua, incontra Mr Scarpe Blu, alias Tim Wyman, un bellissimo coetaneo con gli occhi grigi e i capelli scuri. Da quel momento il cuore di Ben comincia a battere, e non smetterà di farlo nel decennio che segnerà il loro amore contrastato.

    Recensione

    Il romanzo di Jay Bell, insignito di alcuni prestigiosi riconoscimenti riservati ai libri di tematica Queer d’oltreoceano, racconta in modo approfondito, a tratti disincantato, la difficile esistenza di Ben, un giovane adolescente che convive con la sua omosessualità da tempo e, soprattutto, con gli sberleffi e l’omofobia che gli viene riservata al liceo dal gruppo dei pari.
    Accanto a sé ha Allison, la migliore amica di sempre, che lo supporta senza risparmiare consigli e, soprattutto, ascoltando i suoi sfoghi a volte melodrammatici, a volte entusiasti, di quanto gli accade attorno. La conoscenza del compagno Tim, bello da morire e insospettabile, getterà il giovane in un vortice di emozioni e rimpianti che si trascinerà per il resto della sua vita.
    Infatti, la prima cosa che colpisce dell’opera è la sua estensione temporale: suddivisa in tre parti più un epilogo, affronta diversi aspetti del giovane scansionati nel tempo, partendo dal 1996 per arrivare al 2008, facendoci così scoprire anche la crescita del protagonista all’interno della sua esistenza. Un percorso che porta il lettore quasi per mano all’interno dell’intimo di Ben, con il quale ci si interfaccia nelle sue scelte così come nei suoi patemi d’animo, che spesso sfociano in reazioni non sempre ponderate.
    Ambientato negli Stati Uniti, tra Houston e Austin con qualche piccola incursione a Chicago, il testo di sicuro risente dell’influenza sociale americana, laddove ancora si vivono situazioni di pregiudizio, di forte compromissione a volte che rendono la vita del protagonista, soprattutto quando ha a che fare con i suoi vessatori, un vero e proprio inferno, nonostante basti l’amore che prova per Tim per far scolorire anche i momenti più duri.
    Un modo che, nelle intenzioni, forse voleva raccontare la speranza e il delicato equilibrio che esiste tra quanto ci accade attorno di male e ciò che ci fa stare bene, ma scandagliando a fondo la storia e le reazioni, alla fine forse poco rilievo viene dato agli sviluppi psicologici di chi subisce il bullismo, facilitando ogni cosa. Ma di norma, purtroppo, certe esperienze ti segnano, in antitesi al modo con cui Ben vive e somatizza esperienza talvolta traumatiche.
    Ma l’insegnamento più grande di tutti, in linea con quanto è la vita stessa, è proprio l’assioma che “a tutto si può sopravvivere”, che forse il dolore può essere superato, non dimenticato, ma è possibile farci i conti, e questa di certo è la forza dell’intera storia.
    È difficile riuscire a collocare un genere preciso: è un romanzo introspettivo dalle tinte LGBT, ma nel contempo, fa delle incursione nelle tematiche romantiche, con una ricerca in gran parte di un lieto fine che, alla conclusione arriva oltre la tragedia.
    Ben inizia la sua storia pensando che non amerà mai, eppure impara a farlo.
    Omofobia, amicizia, accettazione del sé, tradimento e vita di coppia fanno da collante all’intero impianto narrativo, rendendo la lettura tutto sommato gradevole, per quanto sopravvalutata. Ci si aspetta infatti un romanzo più corposo, più denso nei contenuti intimi, ma rimane purtroppo sbilanciato sull’aspetto romantico delle esperienze amorose, distraendo a volte dai risvolti sociali che vengono descritti.
    A parte qualche imprecisione tipografica, la narrazione scorre in modo abbastanza veloce e scorrevole, portando a una conclusione quanto mai inaspettata, che può colpire come anche deludere: dipende tutto da cosa ci si aspetta da una storia del genere.
    Ed è così che forse va preso Come se fosse estate: un libro che racconta la vita e le scelte di un giovane che ha deciso di dichiarare la sua omosessualità con coraggio, accettandone le conseguenze.
    Una lettura che racconta un amore, non solo di Ben per Tim, o dopo per Jace, ma soprattutto di un ragazzo che ama se stesso e che non è disposto a scendere a patti con la società rischiando di essere infelice. Di certo un’esperienza da riservare a tutti coloro che non vedono differenze sull’amore in base a chi è il destinatario di ciò che si sente dentro.

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Come se fosse estate
    • Titolo originale: Something like summer
    • Autore: Jay Bell
    • Traduttore: Andrea Misuri
    • Editore: Playgorund
    • Data di Pubblicazione: 2014
    • Collana: Syncro High School
    • ISBN-13: 9788889113813
    • Pagine: 288
    • Formato - Prezzo: Brossura - € 13,50

    20 maggio 2017

    I piccoli maestri - Luigi Meneghello

    I piccoli maestri non sanno fare la guerra. Sarà perché hanno un forte spirito di libertà, che li rende refrattari alle gerarchie militari. Sarà perché hanno letto troppi libri e possiedono uno scarso senso pratico. Sarà che loro preferiscono la parola all’azione. Il fatto è che quel gruppo di studenti universitari che nell’autunno del 1943 si dà alla macchia prima sui monti del bellunese e poi sull'altopiano di Asiago per combattere la propria personale guerra contro il nazismo, sperimenterà un apprendistato umano, più che politico. Gigi e Lello studiano lettere, Enrico e Simonetta, ingegneria e Bene, medicina. A loro si uniranno un marinaio, un operaio ed un sottufficiale degli alpini. Sarà questa la formazione partigiana dei “piccoli maestri”, ovvero la «banda dei perché», come loro stessi la chiamano. Alla sua guida c’è Capitan Toni, Antonio Giuriolo, partigiano anomalo, aderente al partito d’azione, non capo politico, professore precario di filosofia perché si è rifiutato sempre di prendere la tessera del fascio.

    Recensione

    I piccoli maestri’ di Meneghello è un libro – tra romanzo e diario – di guerra e sulla guerra ma quasi senza guerra. A chi legge, almeno, resta all’incirca quest’impressione: che di guerra si parli solo di striscio, per caso, in modo quasi involontario. Oggi, passati oltre settant’anni dai fatti e più di mezzo secolo dalla pubblicazione, comincia forse a esserci la giusta distanza per giudicare serenamente un’opera che ha suscitato forti polemiche al momento della sua uscita.

    Nel 1964, anno della prima edizione, i fatti di cui Meneghello parla anche in forma autobiografica sono ancora troppo vicini e gravidi di conseguenze per permetterne una ricostruzione, non obiettiva – il che forse sarebbe difficile pure oggi – ma quanto meno libera da eccessivi condizionamenti politici. Meneghello, invece, poteva permettersi una fuga in avanti perché la giusta distanza l’aveva trovata iniziando una brillante carriera universitaria in Gran Bretagna e perché la formazione politica per la quale aveva militato durante la resistenza partigiana, il Partito d’Azione, si era dissolta sin dal 1947. La scelta di riappropriarsi di un episodio nodale della sua vita parte per l’autore con la scelta di un titolo che, a dispetto di quanto potrebbe apparire, ha un senso fortemente autoironico.

    Fare ironia – in questo caso autoironia – su un tema delicato come la resistenza, momento fondativo della Repubblica Italiana nel bene e nel male, doveva avere, in quegli anni, un significato dissacrante che oggi è difficile cogliere. Eppure, man mano che si procede nella lettura, si capisce inevitabilmente che i ‘piccoli maestri’ del titolo sono una geniale e affettuosa interpretazione di un momento generazionale guardato da lontano, con una specie di nostalgica e paternamente bonaria ironia. I piccoli maestri hanno contribuito a salvare l’Italia dall’ignominia dal nazifascismo e lo hanno fatto con un’ingenuità tipica degli anni della gioventù: Meneghello guarda appunto a quegli eroici furori con un divertito e maturo disincanto, che rende il suo racconto difficile da ricondurre alla celebrazione riservata alla resistenza da intellettuali, politici e storiografi ma che, lungi dal voler dissacrare o sminuire, si assume il gravoso compito di riconsegnare i fatti storici alla realtà attraverso la narrazione dei ricordi nudi e crudi.

    E nei ricordi la crudezza della guerra resta sullo sfondo rispetto al traguardo di ricreare l’atmosfera e le idee dei molti giovani che hanno partecipato e dato la vita nella lotta partigiana, non sempre con la consapevolezza che la versione dei vincitori ha poi cucito loro addosso. I piccoli maestri sono allora ‘piccoli’ perché involontariamente presuntuosi, con il loro idealismo velleitario, ma anche perché con i loro ‘piccoli’ sacrifici hanno costruito la possibilità di un futuro diverso per l’Italia.

    C’è tutta la divertita nostalgia per la giovinezza nella ricostruzione di quel modo scapestrato di fare resistenza raccontato da Meneghello, lontano dagli intrighi di partito e forse quindi poco ‘partigiano’ e insieme, tuttavia, rigoroso e impegnato. La morte compare – e lo stesso anche per gli scontri a fuoco, le imboscate, le battaglie – quasi solo di striscio: dei numerosi compagni di lotta persi nei due anni scarsi di clandestinità sui colli veneti l’autore, in modo pudico, fa, in molti casi, solo un rapido cenno delle circostanze della morte. Il pericolo, il rischio corso dalle staffette, l’incoscienza e la leggerezza con cui i piccoli maestri affrontano la guerra civile rivelano nella scelta della lotta un impulso vitale spontaneo prima che una scelta mentale ponderata; e del resto l’autore e i suoi compagni erano poco più che ragazzi, metterli sul piedistallo della retorica patriottica, sembra quasi dire Meneghello, sarebbe quasi tradire la loro purezza sventata e coraggiosa.

    I personaggi di Meneghello, piuttosto, i compagni di università, i contadini giovani e poveri, i raccoglitori di sterpi, gli operai, le ragazze borghesi come Simonetta, i ladruncoli di camicie sfilano come in una parata festosa, una parata in cui si festeggia la liberazione, non solo dal morbo nazifascista della Repubblica di Salò, ma anche dalla retorica patriottica vieta e ipocrita, che in breve, dopo il 25 aprile, avrebbe fagocitato, con il crudo linguaggio della realpolitik, quanto di più autentico e vivo era sbocciato nella generazione falciata dal più catastrofico, per l’Italia e il mondo, conflitto bellico della nostra storia.

    Giudizio:

    +5stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: I piccoli maestri
    • Autore: Luigi Meneghello
    • Editore: BUR
    • Data di Pubblicazione: 2013
    • Collana: Contemporanea
    • ISBN-13: 9788817061186
    • Pagine: 234
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 10,50
     

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