27 agosto 2014

Novità librarie di settembre: alcune uscite da tenere sott'occhio

Arriva settembre e, insieme alle scuole, ricomincia l'attività delle case editrici, che dopo la calma di agosto ritornano con autori e nuove uscite di primo piano. La selezione delle uscite segnalate è a cura di Sakura e Valetta e non vuole essere una sterile rassegna delle newsletter inviateci dalle case editrici quanto una panoramica soggettiva delle prossime pubblicazioni e ristampe più interessanti. Il box commenti resta naturalmente a disposizione di chi volesse segnalare altre uscite ai nostri lettori. Tutte le informazioni, non essendo definitive, possono essere suscettibili di variazione.



Partiamo dal nome più atteso: Sperling & Kupfer pubblica il nuovo romanzo di Stephen King, Mr Mercedes, che noi abbiamo già recensito in anteprima.


Mr Mercedes di Stephen King - Sperling&Kupfer, Pandora - 480 pagine, 19.90 Euro
In uscita il 30 settembre

Un thriller ad alta tensione, con due antagonisti straordinari: il sanguinario Brady – Mr. Mercedes – che ignora il significato della parola coscienza, e l’ironico Hodges, superlativo erede del Marlowe di Chandler, dolente e assetato di giustizia.
All’alba di un giorno qualsiasi, davanti alla Fiera del Lavoro di una cittadina americana colpita dalla crisi economica, centinaia di giovani, donne, uomini sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all’improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una rombante Mercedes grigia, che spazza via decine di persone per poi sparire alle prime luci del giorno. Il killer non sarà mai trovato. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr. Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Nella disperata corsa contro il tempo e contro il killer, il vecchio Hodges può contare solo sull’intelligenza e l’esperienza per fermare il suo sadico nemico. Inizia quindi un’incalzante caccia all’uomo, una partita a scacchi tra bene e male, costruita da uno Stephen King maestro della suspense.



Continuiamo con una rassegna di tre novità in uscita per Einaudi: la terza opera dell'acclamata scrittrice africana Chimamanda Ngozi Adichie, l'ultimo Pynchon, e il ritorno alla narrativa del nostro Corrado Augias:


Il lato oscuro del cuore di Corrado Augias - Einaudi, Supercoralli - 288 pagine, 19 euro
In uscita il 16 settembre

Clara studia Storia della psicanalisi. La sera, seduta in cucina, rimane sveglia fino a tardi ad analizzare i casi delle «grandi isteriche» e le cronache del rapporto con i medici che le ebbero in cura: Freud, Jung, Charcot... In quei momenti sospesi, il piccolo appartamento in cui vive con il padre, il fratello e la nonna sembra spalancarsi in un abisso notturno, capace di riportarla indietro nel tempo e trascinarla nelle profondità di queste grandi narrazioni. Perché questo sono, prima di tutto: storie di vita, di corpi e di amori; ossessioni e incomprensioni, guarigioni e scacchi. Storie di donne. Ma poi, per curiosità piú che per bisogno, Clara comincia a lavorare nel bar del fratello. E sarà allora che, tutt’a un tratto, la vita vera spazzerà via, con la sua forza e i suoi spigoli, gli anni di isolamento e di studio solitario. Abituata a confrontarsi con la teoria di un inconscio remoto, già catalogato e raffreddato, Clara si troverà alle prese con una vicenda misteriosa e ambigua, un omicidio che affonda le radici in un vortice di sentimenti incandescenti, di violenza e di colpa. Nel territorio violato delle periferie di oggi l’attende l’incontro con Wanda, una di quelle donne sopraffatte che per lei sono sempre state soltanto personaggi da studiare sui libri: scoprirà per la prima volta l’emozione e la paura di ascoltare un cuore che si schiude, e che esige da lei una risposta. Corrado Augias, al suo esordio nei Supercoralli, scandaglia l’abisso di una tentazione funesta e ingovernabile: quella del dominio sul corpo delle donne – e sulla loro anima.


La cresta dell'onda di Thomas Pynchon - Einaudi, Stile libero - 500 pagine, 21.00 Euro
In uscita il 16 settembre

New York, 2001, nel breve intervallo tra il crollo delle società dot-com e l'11 settembre. Maxine Tarnow, separata, due figli piccoli da crescere, ha una piccola agenzia di investigazioni a Manhattan, specializzata in frodi. Da quando le hanno tolto la licenza, può permettersi di fare il mestiere come più le aggrada, girando con una Beretta, frequentando un mondo ai margini della legalità, dedicandosi a piccole operazioni di hackeraggio. Indagando su una società specializzata in servizi di sicurezza informatici e sul suo direttore, uno stravagante miliardario che si è arricchito con la bolla speculativa di fine millennio, Maxine si imbatte in una serie di delitti, e in una realtà sotterranea fatta di spacciatori che viaggiano su barche a motore in stile art déco, nostalgici hitleriani, liberisti sfegatati, mafiosi russi, blogger, imprenditori.


Americanah di Chimamanda Ngozi Adichie - Einaudi, Supercoralli - 500 pagine, 21.00 Euro
In uscita il 23 settembre

Ifemelu e Obinze si incontrano al liceo, ed è amore a prima vista. Vivono nella Nigeria schiacciata dalla dittatura militare e dalla mancanza di opportunità. Chi può, fugge all'estero, in cerca di un futuro migliore. Ifemelu vince una borsa di studio e parte per gli Stati Uniti, convinta che l'amore per Obinze - e il sogno comune di ritrovarsi in America - sopravviverà alla distanza. Nulla, però, andrà come previsto. L'impatto con gli Stati Uniti è sconcertante. Ifemelu sopporterà sconfitte brucianti e accetterà impensabili compromessi. Obinze, invece, respinto alla frontiera dalle rigide politiche post-Undici Settembre, non riuscirà a raggiungere Ifemelu e ripiegherà sull'Inghilterra. A Londra, un immigrato irregolare fra tanti, vivrà ai margini, in un mondo pericoloso e instabile fatto di espedienti e isolamento forzato. Anni dopo, ritroviamo Obinze a Lagos. È un uomo ricco, con una moglie e una bimba piccola. Ifemelu, a Princeton, è in un salone di bellezza. Ha lasciato il compagno e ha chiuso il blog che l'ha resa famosa. Si sta facendo rifare le treccine, perché sta per tornare in Nigeria, e non vuole tornarci da 'Americanah'. Dopo anni di silenzio, di vergogna e di ricordi, scrive a Obinze. Perché, forse, il futuro che non hanno saputo costruire è nascosto nelle storie che hanno vissuto, in tutti i luoghi che, di volta in volta, hanno scelto di chiamare casa.



Guanda propone un saggio di Bill Bryson (autore di Breve storia di quasi tutto) dedicato al 1927, anno storico per gli Stati Uniti:


L'estate in cui accadde tutto di Bill Bryson - Guanda, Biblioteca della Fenice - 600 pagine, 19.50 Euro
In uscita il 4 settembre

C'è un anno nella storia degli Stati Uniti in cui il paese ha scommesso sul suo futuro, sulla fiducia, sullo slancio, sull'ottimismo. È il 1927, l'anno in cui Charles Lindbergh, un pilota del Minnesota, riesce a raggiungere Parigi con il suo Spirit of St. Louis dopo 33 ore di volo; è l'anno di una stella del baseball, quel Babe Ruth diventato leggenda per i suoi fuoricampo e le sue continue trasgressioni, alimentari e sessuali. È anche l'anno in cui la settimana lavorativa passa da 60 a 48 ore, si rafforza il proibizionismo, e si assiste alla prima trasmissione di un'immagine nell'etere, quella che presto sarebbe diventata nota come televisione...



Feltrinelli porta invece in libreria il nuovo Erri De Luca:


La musica provata di Erri De Luca - Feltrinelli, I Narratori - 112 pagine, 9.00 Euro
In uscita il 17 settembre

Erri De Luca e la scoperta della musica. La musica della scrittura, certo, ma anche la musica che si ascolta, che colma le nostre giornate, la musica che si canta. Questa "musica provata" comincia sui banchi del liceo con il celebre invito omerico alla musa "cantami o diva del pelide Achille", con la Napoli delle canzoni ottocentesche, con Ciccio Formaggio, con le incisioni beethoveniane di Arturo Toscanini, e prosegue dentro i canti di Pete Seeger negli anni Sessanta, Il disertore di Boris Vian, le canzoni scritte o rimaneggiate insieme all'amico Gian Maria Testa, l'armonica di Mauro Corona. Ci sono le bombe di Sarajevo e la memoria dei canti della fatica, quelli legati alla terra, quelli legati al lavoro operaio, c'è la voce di Antonella Ruggiero, e quella di Noa. C'è il Mediterraneo. C'è tutta una vita che prova a intonare la voce.



Mondadori rilancia con il terzo capitolo della trilogia The Century di Ken Follett e l'ultimo romanzo di Diane Setterfield, autrice del bestseller La tredicesima storia:


I giorni dell'eternità di Ken Follett - Mondadori, Omnibus - 1224 pagine, 25 euro
In uscita il 16 settembre

I giorni dell'eternità è l'appassionante conclusione dell'epica trilogia "The Century", dedicata al Novecento, nella quale Ken Follett segue il destino di cinque famiglie legate tra loro: una americana, una tedesca, una russa, una inglese e una gallese. Dai palazzi del potere alle case della gente comune, le storie dei protagonisti si snodano e si intrecciano nel periodo che va dai primi anni Sessanta fino alla caduta del Muro di Berlino, passando attraverso eventi sociali, politici ed economici tra i più drammatici e significativi del cosiddetto "Secolo breve": le lotte per i diritti civili in America, la crisi dei missili di Cuba, la Guerra fredda, le prime sfide per la conquista dello spazio come simbolo di superiorità tra le due superpotenze, gli omicidi dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, il Vietnam, lo scandalo del Watergate, ma anche i Beatles e la nascita del rock'n'roll. Quando Rebecca Hoffmann, insegnante della Germania Est, scopre di essere stata spiata per anni dalla Stasi prende una decisione che avrà pesanti conseguenze sulla sua famiglia. In America, George Jakes, figlio di una coppia mista, rinuncia a una promettente carriera legale per entrare al dipartimento di Giustizia di Robert Kennedy e partecipa alla dura battaglia contro la segregazione razziale. Cameron Dewar, nipote di un senatore del Congresso, non si lascia scappare l'occasione di fare spionaggio per una causa in cui crede fermamente, ma solo per scoprire che il mondo è molto più pericoloso di quanto pensi. Dimka Dvorkin, giovane assistente di Nikita Chru¿cëv, diventa un personaggio di spicco proprio mentre Stati Uniti e Unione Sovietica si ritrovano sull'orlo di una crisi che sembra senza via d'uscita. I giorni dell'eternità è l'affascinante racconto di un'epoca ricca di svolte la cui eco si fa ancora sentire ai giorni nostri, gli anni della contestazione e dei grandi movimenti di massa, anni in cui la lotta per la supremazia tra blocco sovietico e blocco occidentale, con il pericolo ricorrente di un conflitto nucleare apocalittico, ha influenzato la vita di milioni di persone. Con il tocco di un vero maestro, Ken Follett ci porta in un mondo che pensavamo di conoscere, ma che ora non ci sembrerà più lo stesso.


Le nere ali del tempo di Diane Setterfield - Mondadori, Scrittori italiani e stranieri - 348 pagine, 17.00 Euro
In uscita il 26 agosto

Will Bellman ha dieci anni e quattro giorni quando corre con gli amici a giocare nei campi vicino al fiume, dove i corvi scendono in picchiata in cerca di larve. «Scommetto che riesco a colpire quell'uccello» dice euforico, indicando il ramo più alto di una quercia lontanissima. Un'impresa decisamente fuori dalla sua portata. In un silenzio da rito mistico cerca la pietra più adatta, liscia e tondeggiante, carica la sua fionda perfetta, si prepara al lancio con i muscoli tesi e il cervello che calcola la direzione esatta. Will è un tiratore esperto, ha vista buona e mano ferma, si esercita molto. E così la pietra parte in volo, talmente lenta da far sperare che l'uccello nero riesca a volare via. Ma l'uccello non si muove e la pietra completa il suo arco. Il corvo stramazza a terra. Il mattino dopo Will si sveglia con la febbre altissima, e per una settimana suda e urla di dolore nel suo letto, tutte le forze di bambino tese in un'unica grande sfida: dimenticare quello che è accaduto al fiume. Molti anni dopo, Will Bellman è un uomo di successo, dirige il grande opificio di famiglia, ha una bella moglie e figli amatissimi. Improvvisamente, però, una serie di episodi sinistri comincia a distruggere tassello dopo tassello quella vita che ha così magnificamente costruito. Lutti e disgrazie si presentano con sempre maggior frequenza, come le apparizioni dello sconosciuto vestito di nero che sta all'ombra del camposanto. Un uomo che forse esiste o forse no, e che un giorno avvicina Will per proporgli uno strano affare: perché non aprire insieme un negozio nel pieno centro di Londra, il primo emporio del lutto, dove trovare tutto ciò che serve per affrontare le situazioni di cordoglio, dalla bara all'ombrello? Will accetta. Gli affari decollano, la fortuna sembra benedirlo di nuovo, e inizia quasi a credere che il passato possa essere finalmente dimenticato. Ma i corvi non hanno dimenticato...



Infine nuovo giallo al cardiopalma in arrivo per l'autore de La biblioteca dei morti, Glenn Cooper, di cui Nord pubblica l'ultimo Dannati:


Dannati di Glenn Cooper - Nord, Narrativa - 416 pagine, 19.90 euro
In uscita il 25 settembre

Lo chiamano Oltre. Alcuni sono appena arrivati in quel mondo così simile al nostro eppure così diverso. Altri invece sono lì da secoli e sono ormai indifferenti alla perenne coltre di nubi che nasconde il sole e all’atmosfera cupa che li circonda. Ma ognuno di loro condivide lo stesso destino: dopo essere morti, sono stati condannati per l’eternità. Sia che abbiano scritto a caratteri di fuoco il loro nome nel grande libro della Storia – tiranni sanguinari, sovrani spietati, criminali di guerra – sia che nel corso della loro oscura esistenza si siano macchiati di colpe incancellabili, adesso sono tutti relegati in quel luogo maledetto. Tutti, tranne John Camp. Lui è «vivo», ed è lì per sua scelta. Perché ha giurato di salvare la donna che ama. Durante un audace esperimento di fisica delle particelle, la dottoressa Emily Loughty è scomparsa nel nulla e, quando si è deciso di ripetere il procedimento per capire cosa fosse successo, John si è posizionato nel punto esatto in cui lei era sparita e… in un attimo è stato catapultato all’Inferno. E ora deve affrontare un mondo sconosciuto e ostile per ritrovare Emily e riportarla indietro. Ma il tempo a sua disposizione è poco, e tutti e due rischiano di rimanere per sempre prigionieri nella terra dei Dannati…


26 agosto 2014

Dal libro al film: Julie and Julia

Julie and Julia è l'ultima opera della regina della romantic comedy Nora Ephron, scomparsa nel 2012, dopo aver completato la regia di questo film. Pur trattandosi anche in questo caso di una commedia, la Ephron sceglie qui di lasciare in secondo piano l'aspetto romantico per raccontare essenzialmente la storia di due donne, vissute a 50 anni e un oceano di distanza l'una dall'altra, ma che straordinariamente hanno qualcosa in comune: la passione per la cucina. Per farlo, la regista si è ispirata a due libri, entrambi di stampo autobiografico: My Life in France di Julia Child, la donna che ha insegnato alle casalinghe americane a cucinare, e Julie & Julia (Julie & Julia: 365 Days, 524 Recipes, 1 Tiny Apartment Kitchen) di Julie Powell, anche se è solo quest'ultimo a essere solitamente indicato e venduto come romanzo ispiratore della pellicola.

L'opera della Powell è di fatto la versione cartacea del blog che la donna ha tenuto per un anno a partire dall'agosto 2002, quando decise di intraprendere una vera e propria maratona culinaria preparando le 524 ricette presenti in Masterig of the Art of French Cooking della Child in 365 giorni. Seguirono 52 settimane di aragoste sterminate, bourguignonne bruciate e aspic liquefatti, tutti raccontati con dovizia di particolari dalla Powell in un blog che riscosse inaspettatamente un successo tale da attirare l'attenzione di importanti testate giornalistiche e di conseguenza di diverse case editrici, portando alla pubblicazione del libro a esso ispirato nel 2004.

Se avete letto il libro vi sarete resi conto che, accanto ad alcuni aneddoti simpatici, vi è una pletora di sproloqui non troppo interessanti che hanno come unico scopo quello di permettere all'autrice di piangersi addosso dipingendo ogni aspetto della propria vita come una calamità che il fato malvagio ha voluto porle davanti. Deve essersene resa conto anche la Ephron che, al momento di realizzare la trasposizione, ha deciso di rendere le cose più frizzanti dividendo equamente la durata della pellicola fra le storie delle due donne, nel tentativo di costruire un parallelo fra gli alti e i bassi dei loro percorsi di vita.

Idea più felice non poteva venirle in mente, perché in tal modo ci ha permesso di conoscere una donna tanto stravagante, determinata e irresistibile come Julia Child che, nella meravigliosa interpretazione di Meryl Streep (The Iron Lady, Il cacciatore), vale da sola l'intero film e trasforma una storia dimenticabile come quella del libro della Powell in una pellicola gustosissima. La Child è in realtà un'istituzione negli Stati Uniti (la sua cucina è addirittura in mostra allo Smithsonian National Museum of American History), dove condusse negli anni '60 una trasmissione televisiva in cui proponeva ricette piuttosto complicate realizzate con metodi a dir poco stravaganti. Il film ritrae gli anni precedenti al ritorno in America, quando la donna viaggiò per tutta Europa al seguito del marito diplomatico che la introdusse prima ai piaceri della buona tavola e poi all'arte della cucina, lei che prima a malapena sapeva cucinare un uovo. In particolar modo ci si concentra sugli anni passati a Parigi, di cui la Child si innamorò e dove si trasformò in una cuoca provetta; sono queste le sequenze più belle dell'intera pellicola, piacevoli per gli occhi grazie alla riproduzione quasi favolistica degli angoli e delle botteghe più caratteristiche della città, e quasi esilaranti nel riproporre la caparbietà con cui questo donnone sempre ottimista riuscì a dominare un'arte raffinata come quella della cucina francese (il cui segreto, sappiatelo, sono chili e chili di burro), a dispetto della diffidenza con cui fu inizialmente accolta. Come si diceva, la rappresentazione che ne dà la Streep è impeccabile nel riproporre sia la figura un po' sgraziata della Child sia il tono giulivo e pratico della donna (e infatti le fruttò la sua sedicesima candidatura agli Oscar come Migliore Attrice); se ne avete l'opportunità guardatevi il film in lingua originale per gustarvi l'impagabile accento francese della sua interpretazione. A farle da contraltare un altrettanto bravo Stanley Tucci (Amabili resti, Hunger Games) con cui la Streep aveva già lavorato ne Il diavolo veste Prada, nella parte del mite Paul Child. I due riescono perfettamente nell'impresa di restituire l'idea di una coppia tanto improbabile quanto affiatata, agli antipodi fisicamente e caratterialmente eppure uniti e pronti a sostenersi l'un l'altra.

All'avventura della Child per padroneggiare la cucina francese, Nora Ephron contrappone quella di Julie Powell per padroneggiare le ricette della Child. Come accadeva nel libro, anche qui Julie è in una fase di stallo della sua vita, insoddisfatta del suo lavoro di impiegata e costretta a vivere in un appartamentino dalla cucina minuscola per venire incontro alle esigenze lavorative del marito. Rispetto al libro Julie è descritta come un'aspirante scrittrice invece che un'aspirante attrice, scelta probabilmente fatta sia per esaltare il paragone con la Child che lottò per far pubblicare il suo libro di ricette sia perché la regista deve essersi resa conto che definirsi un'aspirante attrice senza aver mai nemmeno tentato di fare un provino poteva risultare poco sensato. Il film tenta anche di addolcire il lato più lamentoso e pesante della ragazza (opera veramente difficile se si considera che l'intero libro della Powell è una sequela di lamentele sulle proprie supposte disgrazie) anche se il contrasto tra l'incrollabile ottimismo della Child e la tendenza a farsi scoraggiare della Powell è comunque evidente e rende il parallelismo fra le due un po' stiracchiato.

Inoltre, poiché nel romanzo l'autrice riesce nell'incredibile impresa di rendere antipatico qualunque personaggio secondario della sua esistenza, la Ephron fa piazza pulita praticamente di tutti affiancandole semplicemente la solita migliore amica comprensiva e il solito gruppo di ex-compagne del college di successo da contrapporre alla piattezza della vita della protagonista. Rimane invariato solo il marito, un santo sia nel libro che nel film, ben allenato a ignorare le continue crisi di pianto della moglie o ad alleviarle con un bel drink alla vodka. Al di là della poca simpatia di Julie Powell, il suo alter ego cinematografico Amy Adams (American Hustle, Il dubbio) è come sempre all'altezza della situazione e ben tratteggia una ragazza semplice e un po' pasticciona che ha perso il controllo della sua esistenza. Non pervenuto invece Chris Messina (Argo, Vicky, Christina, Barcelona) nel ruolo del comprensivo consorte Eric, del resto la parte zerbinesca offriva poco margine di espressione.
Per soddisfare i tempi di una commedia cinematografica dell'epopea culinaria della Powell vengono mostrati solo gli episodi più divertenti, come la famosa lotta per l'assassinio delle aragoste, e vengono esaltate le sequenze di preparazione dei cibi, gioia visiva per lo spettatore.
Il risultato è un film simpatico, ben ritmato e con una sua personalità, che si lascia rivedere volentieri ogni qual volta vi annoiate e abbiate bisogno di tirarvi su il morale con qualcosa di poco impegnativo. Ma ricordatevi che, come tutti i film dedicati alla cucina, vi farà venire una gran fame.

23 agosto 2014

Le ossa della principessa - Alessia Gazzola

Benvenuti nel grande Santuario delle Umiliazioni. Ossia l’istituto di medicina legale dove Alice Allevi fa di tutto per rovinare la propria carriera di specializzanda. Se è vero che gli amori non corrisposti sono i più strazianti, quello di Alice per la medicina legale li batte tutti. Sembrava quasi che la sua tormentata esistenza in Istituto le avesse concesso una tregua, quanto bastava per provare a mettere ordine nella sua sempre più disastrata vita amorosa, ma ovviamente non era così. Ambra Negri della Valle, la bellissima, brillante, insopportabile e perfetta Ape Regina, è scomparsa. Difficile immaginare una collega più carogna di lei, sempre pronta a mettere Alice in cattiva luce con i superiori, come se non ci pensasse lei stessa a infilarsi nei guai, con tutti i pasticci che riesce a combinare. Per non parlare della storia di Ambra con Claudio Conforti, medico legale affermato e tanto splendido quanto perfido, il sogno proibito di ogni specializzanda… E forse anche di Alice. Ma per quanto detesti Ambra, Alice non arriverebbe mai ad augurarle la morte. Così, quando dalla procura chiamano lei e Claudio chiedendo di andare a identificare un cadavere appena ritrovato in un campo, Alice teme il peggio. Non appena giunta sulla scena del ritrovamento, però, mille domande le si affollano in mente: a chi appartengono quelle povere ossa? E cosa ci fa una coroncina da principessa accanto al corpo?

Recensione

Le scrittrici di gialli sono numerose, e in genere i loro romanzi risultano meno cruenti e più psicologici di quelli degli autori maschili. Volendo poi fare una distinzione fra autrici dell’Europa settentrionale, specificamente scandinave, rispetto a quelle mediterranee, sottolineando che questa precisazione ha più che altro una valenza statistica personale, direi che mentre le scrittrici latine sono più propense all’ironia e prediligono le atmosfere solari, quelle finniche preferiscono dare un piglio più melodrammatico agli avvenimenti e avvolgerli spesso in atmosfere lugubri e tenebrose.

Alessia Gazzola è una di quelle autrici capaci di scrivere in modo ironico e divertente senza cadere nel banale. La protagonista dei suoi romanzi è Alice Allevi, specializzanda in medicina legale, che, dotata di buon intuito e capacità logica, viene cooptata dal commissario di polizia Calligaris a collaborare alle indagini.
Alice, specie quando è distratta, ha quel tanto di goffaggine da suscitare tenerezza. È brava tuttavia Alessia Gazzola a non esagerare nel farla diventare una sorta di Bridget Jones, cosa che renderebbe il personaggio irritante.

I romanzi dell’autrice possono inserirsi nel filone giallo-rosa, perché Alice è sempre dibattuta fra i due amori della sua vita: Arthur, il figlio del capo dell’istituto di medicina legale, e Claudio, il suo diretto superiore. Viene bene descritta la complessa situazione affettiva della protagonista, alla quale piacerebbe una relazione stabile, ma i cui desideri vengono frustrati dall’atteggiamento incostante dei suoi spasimanti. Comprensibile anche che Alice si senta sempre in colpa nei confronti di uno dei due quando sta con l’altro.
È naturale, vedendo la fotografia dell’autrice messinese in copertina, una bella ragazza poco appariscente ma solare e dall’espressione dolce, identificarla con la protagonista dei suoi romanzi e viene anche da chiedersi quanto di autobiografico ci sia nel personaggio.
Altri personaggi, ben caratterizzati, girano intorno ad Alice: i suoi familiari, le colleghe di lavoro, la sorella di Arthur con cui divide l’appartamento, il cane Ichi, il commissario Calligaris.

Il romanzo è scritto in prima persona, ma i capitoli sono separati da flashback in terza. Se da un lato l’escamotage chiarisce meglio l’intreccio, il continuo cambio di punto di vista, evidenziato dalla stampa in corsivo, può disturbare la lettura. La soluzione del caso è in ogni caso brillante e inaspettata, tenuto conto che è difficile ormai trovare un racconto giallo con una trama veramente originale.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Le ossa della principessa
  • Autore: Alessia Gazzola
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • ISBN-13: 9788830437173
  • Pagine: 347
  • Formato - Prezzo: Rilegato con sovracopertina - Euro 17,60

22 agosto 2014

Seppellite il mio cuore a Wounded Knee - Dee Brown

1860 - 1890: è il trentennio della "soluzione finale" per il problema indiano, che approda alla distruzione della cultura e della civiltà dei pellerossa. In questo periodo nascono tutti i grandi miti del West, un'epopea ad esclusivo beneficio degli uomini bianchi. I racconti dei commercianti di pellicce, dei missionari, dei cercatori d'oro, delle Giacche Blu, degli avventurieri, dei costruttori di ferrovie e di città stendono una fitta coltre che nasconde la versione indiana sulla conquista del West.
I pellerossa costituivano l'antistoria, l'ostacolo al trionfo della nuova civiltà; per di più non sapevano scrivere nella lingua dei bianchi. Eppure la loro fievole voce non è andata perduta del tutto: alcuni ricordi hanno resistito al tempo in virtù della tradizione orale o per mezzo delle pittografie; dai verbali degli incontri ufficiali è possibile desumere illuminanti testimonianze; nelle rarissime interviste raccolte da giornalisti sono reperibili suggestive ricostruzioni di celebri e sanguinosi avvenimenti, e da sperdute pubblicazioni dell'epoca l'opinione dei pellerossa è potuta così giungere fino a noi.
Dee Brown ha fatto solo la sua parte di storico: la raccolta delle fonti, l'esame critico, la stesura della narrazione. Per la prima volta a parlare sono i pellerossa, dai grandi capi agli oscuri guerrieri; narrano come venne distrutto un popolo ed il mondo in cui viveva.

Recensione

Chi appartiene alla generazione "post-Balla coi lupi" ha imparato che gli indiani non erano poi così cattivi e i cow-boy non erano poi così buoni, al contrario il trattamento ricevuto dai nativi americani da parte dei discendenti dei padri pellegrini può tranquillamente essere definito come spietato e crudele e rientra senza dubbio nella categoria dei genocidi.
Quando Dee Brown pubblicò Seppellite il mio cuore a Wounded Knee nel 1970, la bilancia dell'opinione pubblica pendeva invece decisamente dalla parte dell'uomo bianco, dipinto in decine di film e romanzi come vittima innocente di selvaggi sanguinari che prendevano scalpi e rapivano bambini. Brown ribalta questa prospettiva dando voce per la prima volta all'altra parte che, naturalmente, racconta una storia ben diversa, destinata a suscitare un enorme scalpore e infinite accuse di parzialità, tanto che si diede per scontato che l'autore avesse discendenze indiane(non è vero: Dee Brown, bibliotecario, storico e scrittore originario della Louisiana, proviene invece da una famiglia la cui storia si estende fino ai tempi del Far West).

Certo è innegabile che il libro offra una prospettiva parziale (ma ricordiamo anche che si trattava di una voce solitaria nel panorama di decine di libri di storia altrettanto parziali), è innegabile che venga data voce solo agli indiani (e chi mai l'aveva sentita fino ad allora?), è innegabile che non vi sia quasi traccia degli atti di disonestà compiuti da questi ultimi mentre sui tradimenti e le crudeltà dei coloni americani si spendono pagine e pagine, ma è altrettanto innegabile che le fonti storiche esistono e parlano da sole, i trattati truffaldini e mai mantenuti esistono nero su bianco e parlano da soli, l'esistenza e l'utilizzo delle riserve per rinchiudere gli indiani in regioni in cui la sopravvivenza era impossibile è ampiamente documentata, così com'è nota la superiorità numerica e militare dell'uomo bianco.

La narrazione di Brown si concentra capitolo per capitolo su una diversa tribù, narrando le circostanze che ne hanno causato l'inesorabile scomparsa. Ogni esperienza ha la sua storia particolare, ma tutte presentano dei tratti comuni: man mano che i coloni si espandevano a ovest e individuavano nuovi terreni promettenti per la caccia, l'agricoltura o l'estrazione di metalli preziosi, procedevano con l'informare gli indiani del posto che quella non era più casa loro ed erano gentilmente pregati di spostarsi un po' più in là, in cambio di un risarcimento in cibo e armi spesso misero. Ben presto gli "un po' più in là" si fecero un po' troppo frequenti e pretenziosi e i risarcimenti inesistenti, per cui le popolazioni indigene iniziarono a opporre resistenza firmando così la loro condanna alla distruzione. Nonostante molte tribù diedero prova di coraggio e astuzia impegnando l'esercito degli Stati Uniti per diversi anni in stancanti operazioni di guerriglia e ottenendo storiche vittorie, l'inferiorità numerica e di armamenti era tale che furono davvero poche quelle che sfuggirono alla morte o al confino nelle riserve (dov'erano comunque destinati a morire data la scarsità di cibo e l'imperversare delle malattie).

È inutile girarci attorno: stiamo parlando dello sterminio di un popolo. Si può obbiettare che gli eventi vanno contestualizzati e dopotutto in ogni invasione il popolo invaso finisce per avere la peggio, ma non dimentichiamo che i fatti narrati si svolsero nel corso del diciannovesimo secolo e non del Medioevo: l'idea di civiltà aveva già raggiunto una certa evoluzione, cosa di cui erano ben consci i coloni americani che infatti hanno tentato di ammantare le loro gesta di un'aura di legalità fatta di trattati puntualmente invalidati e accordi mai rispettati.

È bene chiarire che, nonostante il titolo poetico, Seppellite il mio cuore a Wounded Knee non è un romanzo ma un saggio storico, per cui la lettura non è sempre scorrevole anche perché lo stile di Brown è piuttosto arido e offre poca analisi dei fatti preferendo elencare eventi e battaglie. Ciononostante non mancano i passaggi commoventi quando si arriva alla narrazione della lenta agonia patita da molte gloriose tribù. Al di là dello stile asciutto dell'autore, la lettura è anche appesantita dal grosso numero di strafalcioni ortografici, impossibile dire se responsabilità del traduttore o di Brown, che in verità vanta un glorioso curriculum come storico e bibliotecario ma sappiamo che la cultura di base degli americani latita un po' per cui tutto è possibile.

Sicuramente è una pecca di quest'edizione italiana la totale assenza di cartine ad accompagnare la lettura: considerando che la geografia degli Stati Uniti è essenziale per comprendere la maggior parte delle dispute sul territorio e la portata dei continui spostamenti a cui sono stati costretti gli indiani, un aiuto grafico sarebbe stato doveroso e avrebbe faciliato di molto la lettura.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Seppellite il mio cuore a Wounded Knee
  • Titolo originale: Bury My Heart at Wounded Knee
  • Autore: Dee Brown
  • Traduttore: Furio Belfiore
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 1994
  • Collana: Oscar Storia
  • ISBN-13: 9788804423836
  • Pagine: 480
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro

21 agosto 2014

La classifica dei libri più venduti dall'11 al 17 agosto

Dopo tre settimane di pausa dovute all'interruzione del servizio Arianna, rieccoci alla consueta classifica del giovedì.
Agosto è il mese dei bestseller low cost. Tornano infatti alcune glorie mondadoriane riproposte al conveniente prezzo di 5,00 Euro: rientra in classifica Inferno di Dan Brown, proprio in coda, e disgraziatamente anche l'intera trilogia di E.L. James al quinto, ottavo e nono posto.
Per quanto riguarda la top 3, Carofiglio perde lo scettro e scivola al terzo posto. A raccoglierlo è nuovamente Colpa delle stelle di John Green, seguito dal solito Camilleri. Resistono nei rimanenti posti Markus Zusak, Paulo Coelho con il suo ultimo romanzo uscito ormai da alcuni mesi, e Donna Tartt, che ancora gode del traino della vittoria allo scorso Pulitzer.
Vi segnaliamo le nostre recensioni a Colpa delle stelle, Storia di una ladra di libri, Cinquanta sfumature di grigio, Il cardellino.



Il libro più venduto:

Hazel ha sedici anni, ma ha già alle spalle un vero miracolo: grazie a un farmaco sperimentale, la malattia che anni prima le hanno diagnosticato è ora in regressione. Ha però anche imparato che i miracoli si pagano: mentre lei rimbalzava tra corse in ospedale e lunghe degenze, il mondo correva veloce, lasciandola indietro, sola e fuori sincrono rispetto alle sue coetanee, con una vita in frantumi in cui i pezzi non si incastrano più. Un giorno però il destino le fa incontrare Augustus, affascinante compagno di sventure che la travolge con la sua fame di vita, di passioni, di risate, e le dimostra che il mondo non si è fermato, insieme possono riacciuffarlo. Ma come un peccato originale, come una colpa scritta nelle stelle avverse sotto cui Hazel e Augustus sono nati, il tempo che hanno a disposizione è un miracolo, e in quanto tale andrà pagato.

  • Titolo: Colpa delle stelle
  • Autore: John Green
  • Editore: Rizzoli
  • ISBN-13: 9788817076333
  • Pagine: 356
  • Prezzo: 16,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. La piramide di fango - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 14,00)
    3. Una mutevole verità - Gianrico Carofiglio (Einaudi - euro 12,00)
    4. Storia di una ladra di libri - Mark Zusak (Frassinelli - euro 16,90)
    5. Cinquanta sfumature di grigio - E. L. James (Mondadori - euro 5,00)
    6. Adulterio - Paulo Coelho (Bompiani - euro 18,00)
    7. Il cardellino - Donna Tartt (Rizzoli- euro 20,00)
    8. Cinquanta sfumature di nero - E. L. James (Mondadori - euro 5,00)
    9. Cinquanta sfumature di rosso - E. L. James (Mondadori - euro 5,00)
    10. Inferno - Dan Brown (Newton Compton - euro 9,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

     

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