25 novembre 2014

La ballata di Adam Henry - Ian McEwan

Fiona Maye, giudice dell'alta corte di Londra specializzata in diritto di famiglia, alla soglia dei sessant'anni vede il proprio matrimonio sgretolarsi. Abituata alla razionalità e alla compostezza, Fiona cerca di soffocare la paura e il dolore tuffandosi a capofitto nel lavoro. In tribunale la attende un nuovo caso complicato: i genitori di Adam Henry, un ragazzo di diciassette anni e nove mesi malato di leucemia, rifiutano le trasfusioni per non contravvenire al volere divino, come stabilito dalle convinzioni dei testimoni di Geova. L'ospedale ha chiesto con urgenza l'intervento della corte: il ragazzo rischia di morire. Ascoltate le parti in aula, Fiona decide di andare a fargli visita. Sarà un momento decisivo, l'incontro tra due solitudini che lascerà una traccia indelebile nell'esistenza di entrambi. Grazie alla sentenza di Fiona, Adam sopravviverà, ma il suo mondo verrà irrimediabilmente sconvolto. La gioia dei genitori di fronte alla decisione che lo ha salvato senza che nessuno di loro fosse costretto a scivolare nel peccato - lo allontanerà dalla fede e dalla comunità, mettendolo di fronte a una libertà forse troppo grande, a una fame di vita del tutto sconosciuta. Gli esiti saranno catastrofici e travolgeranno anche Fiona, ponendo l'integerrima interprete della legge di fronte all'irrimediabilità dei suoi abbagli.

Recensione

Fiona Maye, giudice dell’Alta Corte di Giustizia, non può credere alle sue orecchie quando il marito Jack le annuncia che vorrebbe intraprendere una relazione extraconiugale con una donna molto più giovane di loro. Mentre il suo matrimonio si disfa d’incanto come un maglione lavorato maldestramente cui è stato tirato il filo sbagliato, Fiona viene chiamata a presiedere a un delicato processo: il diciassettenne Adam, testimone di Geova, rischia di morire perché i suoi genitori si rifiutano di acconsentire alle trasfusioni previste dalla terapia contro la leucemia. La grave diatriba tra l’ospedale in cui è ricoverato, che non può accettare di veder morire il ragazzo per una superstizione, e la famiglia del ragazzo, che non può sottrarsi alle tradizioni religiose cui è così legata, è complicata dal fatto che ad Adam mancano solo tre mesi per compiere diciott’anni, età in cui può legalmente esercitare il diritto di accettare o rifiutare un trattamento medico, e che condivide del tutto la decisione dei genitori.
A Fiona l’arduo compito di schierarsi a favore della ragione o della religione nel bene del ragazzo, in un momento della sua vita in cui la ragione sembra essere andata a farsi benedire.

La ballata di Adam Henry (The Children Act) è l'ultimo lavoro del brillante autore britannico Ian McEwan, freschissimo di stampa in Italia ma uscito solo pochi mesi fa anche in patria. Il titolo originale, sostituito in italiano da un riferimento abbastanza calzante, rimanda direttamente al cuore del romanzo, alludendo a un complesso atto parlamentare inglese del 1989 per la tutela dei minori.
McEwan oscilla continuamente tra il romanzo introspettivo, dedicando ampio spazio alla costruzione del personaggio di Fiona e alla sua consacrazione al lavoro a scapito della vita matrimoniale, e il thriller giudiziario, analizzando minuziosamente un caso plausibile in cui il diritto all'autoespressione religiosa si trasforma in suicidio assistito imposto a un minore.
Chiamata a dirimere una controversia delicatissima che in pochi giorni potrebbe condurre alla morte del diciassettenne Adam, Fiona, donna in carriera emozionalmente arida, si trova davanti un ragazzo intelligente e vivace, dalla fervida immaginazione e dai molteplici interessi artistici: un giovane uomo che risveglia in lei sopiti istinti materni. Quest'improvvisa rinascita emotiva, unita alla convinzione che il ragazzo, pur essendo dotato di una maturità atta a decidere della sua vita, si sia calato in un ruolo da eroe romantico votato al sacrificio, la spinge a decidere perché Adam sia sottoposto contro la volontà sua e dei genitori alle cure che gli salveranno la vita. Tale verdetto influirà sulla vita del ragazzo in modi che entrambi non si sarebbero mai immaginati.

Pur essendo un'esperienza di lettura profonda e appassionante, La ballata di Adam Henry si rivela un po' inconcludente, come talvolta lo sono i libri di Ian McEwan: il romanzo, che sembrerebbe voler mostrare l'impatto dell'incontro tra le due solitudini di Fiona e Adam, nella sua esilità finisce per concentrarsi troppo su Fiona, senza approfondire affatto il cambiamento sopravvenuto in Adam che in definitiva viene "raccontato" attraverso monologhi e lettere. L'autore inferisce peraltro la sua stoccata finale troppo in ritardo per riuscire a mostrarne gli effetti sui personaggi.
Un peccato, davvero.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: La ballata di Adam Henry
  • Titolo originale: The Children Act
  • Autore: Ian McEwan
  • Traduttore: S. Basso
  • Editore: Einaudi
  • Data di Pubblicazione: 25 novembre 2014
  • Collana: Supercoralli
  • ISBN-13: 9788806223830
  • Pagine: 216
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 20.00 Euro

24 novembre 2014

Tutti i difetti che amo di te - Anna Premoli

Dopo centinaia di migliaia di copie vendute con i suoi primi romanzi, torna Anna Premoli, il caso editoriale degli ultimi anni, con un romanzo divertente, romantico e ricco di colpi di scena. Mettere i bastoni tra le ruote alla propria famiglia è una vera arte per Ethan Phelps, perfezionata con cura nel corso degli anni. Quando suo padre muore, senza lasciare alcun testamento, il ragazzo eredita le quote della sua multinazionale. Ma è evidente a tutti che Ethan non ha il pallino per gli affari.
Passa le serate tra bar e locali offrendo da bere a chiunque e pagando conti salatissimi, riarreda il suo lussuoso loft senza badare a spese e spreca il tempo in compagnia di individui inutili. Quando però, un bel giorno, fa irruzione completamente ubriaco in una riunione di azionisti, i familiari si convincono che è il momento di prendere drastici provvedimenti, primo fra tutti, nominare un amministratore che tuteli il suo patrimonio. Dopo diversi tentativi falliti viene nominata un’affascinante avvocato specializzato in brevetti aziendali, Sara Di Giovanni. Sara ha il grande vantaggio di essere determinata e di non lasciarsi imbambolare dai modi di Ethan. Tra loro è da subito scontro aperto: lui non vuole ridimensionare il suo stile di vita e lei non ha nessuna intenzione di farsi mettere i piedi in testa da un presuntuoso rampollo. E così, poco alla volta, la tensione arriva alle stelle. Anche se il loro rapporto, a suon di dispetti, è destinato a evolversi in qualcosa di ben più complicato ed eccitante…

Recensione

Dopo il grande successo avuto con Ti prego, lasciati odiare, Anna Premoli non si è più fermata e oggi è, a tuttotondo, la regina del rosa italiano con all’attivo ben quattro successi editoriali. Tutti i difetti che amo di te è uscito a ottobre e come le altre pubblicazioni ha uno stile inconfondibile, un talento innato oserei dire. L’autrice ama tenere il lettore sulle spine, i protagonisti si punzecchiano per tutto il corso della vicenda regalandoci un’emozione dopo l’altra.

La nota stonata è che alcuni elementi di questa storia mi hanno un po’ delusa, non tanto per la trama, che ho trovato davvero ingegnosa e divertente, ma per le caratteristiche riservate al personaggio maschile, Ethan Phelps, il quale ci viene presentato come un narcisista, egocentrico e viziato rampollo dell’alta società - e fin qui tutto nella norma - ma la lunga chioma appositamente decolorata per le occasioni mondane e la dose di codardia della quale viene investito che mi hanno un po’ destabilizzata.
Forse l’autrice voleva dare una rinfrescatina al classico prototipo del bellone virile, presente nel 90% delle pubblicazioni femminili di genere? Non saprei dirlo, ma so per certo che inserire una scena con un grosso ragno peloso e far saltare l’uomo presente, il nostro uomo per l’appunto, sul divano per la paura, non mi ispira fiducia; ho temuto, e per un bel po’ di pagine, che uscisse fuori una vagina dai pantaloni del nostro Ethan.

Apprezzo il fatto che per una volta ci venga presentato un personaggio maschile diverso dal solito, un uomo con le sue fragilità, i suoi dilemmi interiori, il suo esteriorizzare le emozioni, caratteristica che sappiamo essere principalmente femminile, ma poteva essere fatto in maniera meno “dolorosa” e meno avvilente per la mentalità da cenerentola delle donne che leggono un certo genere di libro, perché onestamente compriamo e leggiamo un certo tipo di storie aspettandoci certe caratteristiche ben definite e quando queste non si trovano la delusione è inevitabile.

Mi chiedo se questo azzardo porterà Anna Premoli verso un’ulteriore crescita personale e le farà venire voglia di cimentarsi in qualcosa di maggiormente introspettivo o sarà il campanello d'allarme per fare un piccolo passo indietro. Non sta a me deciderlo, piuttosto alle critiche.
Personalmente apprezzo molto l’autrice e mi cimenterò nella lettura delle successive opere proprio perché amo questo suo modo di raccontare un tipo di realtà, uomini platinati a parte.

Sara Di Giovanni, invece, è la nostra avvocatessa del cuore e rappresenta tutte noi, battagliere e un po’ fifone quando si tratta di aprire il cuore, tanto intelligenti, sagaci e determinate, quanto impaurite dall’eventualità del grande amore. Anche Sara si presenta come un personaggio femminile diverso dal solito, preponderante e ben delineato il suo carattere, mostra una donna diversa da quelle a cui siamo abituate. Una serie di sorprese insomma, anche se qualcuna non mi ha convinto del tutto ma, si sa, non tutte le ciambelle escono col buco.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tutti i difetti che amo di te
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton&Compton
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 978-88-541-6891-6
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro

23 novembre 2014

National Book Award 2014: i vincitori


Il National Book Award è un premio letterario statunitense, assegnato annualmente dal 1950, volto a riconoscere e promuovere la letteratura americana di qualità. Concorrono al premio opere scritte da cittadini statunitensi e pubblicate negli Stati Uniti tra l'1 dicembre e il 30 novembre dell'anno corrente, distinte in quattro categorie: narrativa (fiction), saggistica (nonfiction), poesia (poetry) e letteratura per ragazzi (young people's literature). Dal 1988 è stata anche istituita una medaglia alla carriera (Medal for Distinguished Contribution), riconoscimento assegnato a "coloro che hanno arricchito l'eredità letteraria americana con una vita di servizio, o un corpus di opere".
Il 19 novembre sono stati annunciati i vincitori del'edizione 2014:

  • Narrativa: Redeployment di Phil Klay (The Penguin Press/ Penguin Group)
  • Saggistica: Age of Ambition: Chasing Fortune, Truth, and Faith in the New China di Evan Osnos (Farrar, Straus and Giroux)
  • Poesia: Faithful and Virtuous Night di Louise Glück (Farrar, Straus and Giroux)
  • Letteratura per ragazzi: Brown Girl Dreaming di Jacqueline Woodson (Nancy Paulsen Books/ Penguin Group)
  • Medaglia alla carriera: Ursula LeGuin, per lo "straordinario impatto su diverse generazioni di lettori e, in particolare, di scrittori, degli Stati Uniti e di tutto il mondo. Ha mostrato come una scrittura eccellente possa annullare l'antiquata - e mai realmente valida - linea tra arte popolare e letteraria. Si sentirà la sua influenza per decenni a venire".

  • Vediamo insieme il vincitore e i finalisti per le categorie narrativa:


    Redeployment di Phil Klay (The Penguin Press/ Penguin Group)

    Redeployment conduce il lettore nella prima linea delle guerre in Iraq e in Afghanistan, chiedendoci di capire cos'è accaduto, lì e ai soldati che sono tornati. Intrecciati tra temi quali brutalità e fede, colpa e paura, impotenza e sopravvivenza, i personaggi di queste storie tentano di trovare un significato nel caos.
    In Redeployment, un soldato che ha dovuto sparare ai cani perché si nutrivano di cadaveri umani deve imparare cosa vuol dire tornare alla vita domestica dei sobborghi, circondato da persone "che non hanno la minima idea di dove sia Fallujah, dove sono morti tre membri del tuo plotone." In After Action Report, un caporale cerca di espiare un assassinio che non ha commesso, per scagionare il suo migliore amico. Un marine degli Affari Mortuari ci racconta la sua esperienza nel recupero di cadaveri di soldati americani e iracheni. Un cappellano vede la sua fede nel Christianesimo, e la sua abilità nel portare sollievo attraverso la religione, messa alla prova dalle azioni di un feroce colonnello. E in Money as a Weapon System, densa d'humour nero, a un giovane ufficiale dei Servizi Stranieri viene affidato l'assurdo incarico di aiutare gli iracheni a migliorare le loro vite insegnando il gioco del baseball. Queste storie rivelano la complicata combinazione di monotonia, burocrazia, cameratismo, rimorso e disperazione che può accompagnare il ritorno in patria di un soldato.

    Phil Klay, classe 1983, è un veterano della Marina americana e ha servito nella provincia irachena di Anbar come Ufficiale degli Affari Pubblici. I suoi lavori sono stati pubblicati su Granta, sul New York Times, sul New York Daily News e su altre testate.


    La traduttrice di Rabih Alameddine (Bompiani)

    Dopo il successo di Il cantore di storie, con questo nuovo romanzo Rabih Alameddine ci trasporta in Libano, a Beirut, e, all’inizio, in un vecchio appartamento della città. È qui che incontriamo Aaliya, una donna di settantadue anni, i capelli tinti di blu, una traduzione da iniziare, forse, e una storia da raccontare. Aaliya ci parla della sua vita: anni e anni dedicati a leggere i capolavori della letteratura mondiale per poi tradurli, in silenzio, per puro amore, senza che alcuna traduzione veda mai la luce della pubblicazione; mentre per le vie della città cadevano bombe e si udivano gli echi di una guerra capace di trasformare giovani pacifici in spie e assassini. Una guerra che ha costretto una donna sola come lei, di professione libraia, appassionata di libri, a dormire con un fucile accanto al letto per difendersi da attacchi improvvisi. Una guerra che ha costretto Aaliya a rimandare l’appuntamento con l’amore. Siamo ciò che leggiamo, disse un saggio, e Aaliya è questo: una creatura meravigliosa, fatta di carta, eppure viva, piena di umorismo, che si nasconde da tutto e tutti dentro una vecchia giacca di lana e dietro la letteratura, cercando nei libri l’amore che la sua famiglia non è stata in grado di darle. Entrare nella casa di Aaliya, sedere accanto a lei, condividere la sua paura e il suo coraggio, ascoltare la sua storia straordinaria e assoluta è un’esperienza intensa che conferma il talento affabulatore di Rabih Alameddine.

    Rabih Alameddine (1959), scrittore e pittore americano di origine libanese, è autore di Hakawati: Il cantore di storie (Bompiani); I, the Divine; Koolaids: The Art of War; The Perv: Stories.


    Tutta la luce che non vediamo di Anthony Doerr (Rizzoli)

    È il 1934, a Parigi, quando a Marie-Laure, una bambina di sei anni con i capelli rossi e il viso pieno di lentiggini, viene diagnosticata una malattia degenerativa: sarà cieca per il resto della vita. Ne ha dodici quando i nazisti occupano la città, costringendo lei e il padre a trovare rifugio tra le mura di Saint-Malo, nella casa vicino al mare del prozio. Attraverso le imposte azzurre sempre chiuse, perché così impone la guerra, le arriva fragorosa l’eco delle onde che sbattono contro i bastioni. Qui, Marie-Laure dovrà imparare a sopravvivere a un nuovo tipo di buio. In quello stesso anno, in un orfanotrofio della Germania nazista vive Werner, un ragazzino con i capelli candidi come la neve e una curiosità esuberante per il mondo. Quando per caso mette le mani su una vecchia radio, scopre di avere un talento naturale per costruire e riparare questi strumenti di fondamentale importanza per le tattiche di guerra, un dono che si trasformerà nel suo lasciapassare per accedere all’accademia della Gioventù hitleriana, e poi partire in missione per localizzare i partigiani.
    Sempre più conscio del costo in vite umane del suo operato, Werner si addentra nel cuore del conflitto. Due mesi dopo il D-Day che ha liberato la Francia, ma non ancora la cittadina fortificata di Saint-Malo, i destini opposti di Werner e Marie-Laure convergono e si sfiorano in una limpida bolla di luce.
    Lirico, potente, malinconico, squarciato da improvvise speranze, il romanzo di Doerr è un ponte gettato oltre lo smarrimento che accomuna tutti, una delicata partitura che ci sussurra come, contro ogni avversità, viviamo alla ricerca di un gesto luminoso che ci avvicini agli altri.

    Anthony Doerr (1973) è autore delle raccolte di racconti Memory Wall e The Shell Collector, del romanzo About Grace, del memoir Four Seasons in Rome.


    Station Eleven di Emily St. John Mandel (Alfred A. Knopf/ Random House)

    In una notte nevosa un famoso attore di Hollywood cade e muore in scena durante una rappresentazione di Re Lear. Ore dopo, il mondo come lo conosciamo inizia a dissolversi. Muovendosi avanti e indietro nel tempo - dai primi giorni da star dell'attore a quindici anni nel futuro, quando una troupe teatrale conosciuta come i The Traveling Symphony vaga nella desolazione di ciò che rimane - questo romanzo emozionante ed elegiaco traccia le strane svolte del fato che connettono cinque persone: l'attore, l'uomo che ha cercato di salvarlo, la prima moglie dell'attore, il suo più vecchio amico, e una giovane attrice della Traveling Symphony, presi nel reticolo di puntamento di un pericoloso sedicente profeta. Talvolta terrificante, talvolta tenero, Station Eleven racconta una storia sulle relazioni che ci sostengono, sull'effimera natura della notorietà, e sulla bellezza del mondo così come lo conosciamo.

    Emily St. John Mandel, canadese anglofona di classe '79, è autrice di La musica delle parole (Leggereditore), The Singer's Gun, The Lola Quartet.


    Lila di Marilynne Robinson (Farrar, Straus and Giroux)

    Terzo dei tre romanzi della Robinson ambientati nella fittizia città di Gilead, Iowa, Lila narra la storia di una giovane ragazza, sola e senza casa dopo anni di vagabondaggi per le campagne, che entra nella chiesa di una piccola città e dà vita a una storia d'amore e a un dibattito che riplasmeranno la sua vita. Diventa la moglie di un ministro del culto, John Ames, e inizia una nuova esistenza cercando di dare un senso alla vita che ha preceduto la sua recente sicurezza.
    Abbandonata da bambina, Lila fu salvata da Doll, una giovane e astuta vagabonda, e da lei cresciuta in un'infanzia di povertà. Insieme trascorsero una vita in fuga, vivendo alla giornata con nient'altro che il loro legame di sorellanza e una lama seghettata a proteggerle. Nonostante gli attacchi di violenza meschina e i momenti di disperazione, la loro vita insieme fu anche intrisa di momenti di gioia e d'affetto. Quando Lila arriva a Gilead, inizia a lottare per riconciliare la vita della sua famiglia acquisita e i loro giorni duri con la dolce visione del mondo cristiana di suo marito.

    Marilynne Robinson (1943), già premio Pulitzer per Gilead, è scrittrice e saggista. Oltre a Padrona di casa (Serra e Riva), la Robinson è autrice di un trittico ambientato nella fittizia cittadina di Gilead: Gilead (Einaudi), Casa (Einaudi), Lila. Insegna scrittura creativa in Iowa.



    [Sinossi dei romanzi inediti in Italia tratte dal sito del National Book Award, traduzione a cura di Sakura]

    22 novembre 2014

    Il triangolo di Rembrandt - Giacinta Caruso

    Amsterdam, 1639. Il pittore Rembrandt van Rijn, all’apice della sua fama, trasloca nel quartiere più elegante della città. È il pittore del momento: la nobiltà lo osanna, i ricchi borghesi fanno la fila alla sua porta per farsi ritrarre. Tutto sembra andare per il meglio, ma la morte di tre figli appena nati sconvolge la vita dell’artista e della moglie Saskia. Per il dolore la moglie si ammala e trascorre quasi tutto il tempo a letto, assistita dall’infermiera Agneta Budde. Rimasta di nuovo incinta, Saskia mette al mondo Titus, che sfuggirà alla maledizione che grava sulla famiglia van Rijn. Ma la catena di lutti non è finita perché la donna, minata dalla tubercolosi, si spegne a soli trent’anni. Su consiglio di Agneta, il pittore prende una balia per Titus, la giovane vedova Geertje. Fra i due si accende una passione, destinata a durare poco perché Rembrandt s’invaghisce di Hendrickje, una governante appena assunta. Per qualche tempo l’artista e le sue amanti daranno vita a un insolito ménage a trois. Agneta intanto continua a seguire da lontano le vicende di casa van Rijn e a nascondere un inquietante segreto che finirà per influire sulla vita del pittore e delle sue donne.

    Recensione

    I pittori più famosi hanno spesso vissuto una vita sregolata. Quella di Rembrandt non è stata particolarmente trasgressiva, e la cattiva fama che l'accompagna dipende probabilmente dalla mentalità puritana degli olandesi del tempo. Si può dire che la vita del pittore fosse tutta casa e bottega, ma, dopo la morte della moglie, dovette ricorrere a due balie per accudire l’unico figlio sopravvissuto, ed erano entrambe abbastanza giovani da risvegliare la sua libido. Non è che fossero delle grandi bellezze, come si evince dai dipinti in cui sono state raffigurate, ma si trovavano al posto giusto al momento sbagliato e, si sa, la carne è debole.
    Rembrandt amava dipingere le persone che gli stavano vicino e quindi abbiamo vari dipinti delle donne di casa ad iniziare dalla moglie. Tuttavia, a chi dovesse venire in mente il ritornello di una canzoncina dei nostri nonni quale:

    …che me ne importa a me se non son bella, io c’ho l’amore mio che fa il pittore e mi dipingerà come una stella, che me ne importa a me se non son bella…
    sappia che non era il caso di Rembrandt, il quale dipingeva la realtà senza particolari abbellimenti se non nell'impostazione delle ombre in cui era maestro.

    Se leggiamo le cronache scandalistiche relative agli uomini più in vista, si può rilevare che non sono pochi quelli che hanno avuto relazioni con le babysitter dei propri figli. Gli attori sono spesso belli, ricchi, e soprattutto, famosi, pertanto è facile che le donne cadano ai loro piedi. Rembrandt non era bello ma, almeno nel suo periodo migliore, era ricco e famoso, non c’è quindi da meravigliarsi che due donne, provenienti da famiglie piuttosto povere ed in cerca di una sistemazione, lo concupissero.
    Si potrebbe affermare che le amanti del pittore fiammingo si concedessero più per convenienza che per desiderio ed è forse per questo che nel romanzo appaiono piuttosto anonime e l'autrice non si sofferma più di tanto a scavare nel loro personalità. Anche Rembrandt, che è il perno intorno a cui ruotano tutti gli altri, è poco caratterizzato se raffrontato alle maggiori protagoniste del romanzo: Siska e Agneta, rispettivamente la moglie e la sua infermiera. Rembrandt appare come un uomo piuttosto cupo e introverso, dal carattere collerico, spendaccione e avido, tanto testardo da mettersi in conflitto con i clienti che, talvolta, si rifiutavano addirittura di pagare i dipinti, come nel caso in cui il pittore aveva voluto inserire nell'opera l’immagine della propria scimmietta suscitando le ire del committente che si era rifiutato di ritirare il quadro.

    Scopo di Giacinta Caruso non era probabilmente intrattenere il lettore sul genio pittorico di Rembrandt, né spiegare il motivo della sua crisi finanziaria, quanto di descrivere il suo menage a trois, e in questo ha centrato l'obiettivo - per quanto, pur senza arrivare al romanzo erotico, avrebbe potuto mostrare meno pudore nel raccontare queste relazioni così scandalose per il tempo ed il luogo in cui si svolgevano.
    Dal punto di vista storico, l'autrice non ha raccontato molto di più di quanto non si apprenda leggendo una qualsiasi biografia di Rembrandt, senza soffermarsi troppo ad analizzare la psicologia degli amanti.

    Tra i tanti personaggi reali del romanzo, l'autrice ne inserisce uno fittizio: Agneta, l’infermiera della moglie di Rembrandt. Questa donna enigmatica ha la funzione di collegare fra loro i vari personaggi e di dare al romanzo un’impronta più avvincente, un intrigante elemento di mistero. Dato che con Agneta il romanzo entra nel noir, non mi dilungo sul personaggio per non svelare anzitempo il segreto che custodiva, ma non si può non rilevare che le motivazioni che sottendono alle sue azioni risultano a volte piuttosto contraddittorie.

    La sensazione che si prova leggendo Il triangolo di Rembrandt, in ogni caso scritto con proprietà e scioltezza, è che l’autrice si sia concentrata molto sulla caratterizzazione della moglie di Rembrandt, Saskia, tralasciando gli altri personaggi, i quali rimangono figure piuttosto anonime, Rembradt compreso. Qualche forzatura nella trama relativamente alla parte "gialla" del romanzo condiziona infine il mio giudizio.

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Il Triangolo di Rembrandt
    • Autore: Giacinta Caruso
    • Editore: Kymaera
    • Data di Pubblicazione: Novembre 2014
    • Collana: Syn
    • ISBN-13: 9788899056056
    • Pagine: 159
    • Formato - Prezzo: eBook - Euro 3,99

    21 novembre 2014

    Sex and Reading: i risultati dell'inchiesta di Goodreads

    Qualche giorno fa il sito di book social Goodreads ha pubblicato i risultati di una ricerca "di genere" fatta fra i suoi utenti: il sito ha esaminato le abitudini di lettura nel 2014 di 40.000 utenti divisi esattamente a metà fra maschi e femmine e ha usato i risultati per definire cosa accomuna e cosa differenzia i due generi in fatto di letteratura.
    Alcuni risultati sembrano confermare quanto già diamo per scontato riguardo al mondo dell'editoria: le autrici hanno un pubblico costituito per il 95% da donne mentre scrittori uomini attirano l'attenzione di entrambi i sessi in modo uguale. Le donne, insomma, hanno una mentalità più aperta, mentre gli uomini sembrano più propensi a farsi guidare dai pregiudizi di genere (colpa forse anche del marketing che tende ad assegnare ai libri di autrici donne copertine dalle tonalità rosine e immagini sognanti con cui un uomo non si farebbe vedere in giro nemmeno sotto tortura).
    Le donne inoltre appaiono più recettive verso le novità avendo letto finora il doppio dei romanzi pubblicati quest'anno rispetto agli uomini. Anche loro vittime del marketing, attirate dalle ammiccanti copertine delle novità presenti sugli scaffali, o semplicemente più al passo coi tempi e sempre in cerca di qualcosa di nuovo? Oppure si tratta di un'ulteriore conferma della loro mentalità più aperta che le porta a dare maggiore fiducia ad autori o romanzi sconosciuti? Difficile dare una risposta, anche perché Goodreads non ha fornito informazioni aggiuntive sul campione di utenti analizzato: non sappiamo nulla della loro età, del loro grado di istruzione, di quali fonti utilizzando per scegliere i libri che leggono. Resta però un fatto certo che le donne (almeno quando si parla di libri) amano rischiare e vengono premiate, almeno a giudicare dalla media voti assegnata a queste nuove uscite dalle lettrici, che si aggira attorno alle 4 stelline.
    Tutto come previsto quindi? Gli uomini leggono solo uomini e viceversa? Forse ma un piccolo dato incoraggiante per quanto riguarda la parità di genere il letteratura è che gli uomini leggeranno anche più autori maschi ma al momento del giudizio preferiscono le autrici, assegnando loro punteggi più alti.
    Una piccola curiosità: volete sapere quali sono i libri scritti da donne più letti dagli uomini (sempre secondo Goodreads, ovviamente)? Eccoli qui:
    Osservando i titoli possiamo ipotizzare una fascia d'età abbastanza giovane, il che fa un po' ingenuamente ben sperare per il futuro delle nuove generazioni, augurandosi che crescendo non cadano come pere cotte nei soliti cliché.

     

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