21 luglio 2014

Mosaico a tessere di sangue - Stefano Di Marino

Fine estate, litorale pontino. Un poliziotto, ferito nel corpo e nello spirito, una serial killer in fuga, una "strana coppia femminile", un attempato playboy, una famiglia felice. Tutti in un albergo, l'unico ancora aperto in un panorama incantato e inquietante. Poi, improvvisa, esplode una violenza folle, devastante, dalla quale non si può fuggire. Ma non è un caso se sono tutti lì e, come in un mosaico, prende forma un piano di vendetta lucido e tagliente come una lama di rasoio. E il poliziotto è costretto a usare il cervello, la sola arma che ha, per risolvere il mistero e salvare la pelle.

Recensione

Come avrete capito dal titolo, non si tratta di un romanzo per i deboli di cuore. Il thriller di Stefano Di Marino racconta di crimini efferati, compiuti da una mano tanto lucida e spietata quanto folle e bestiale.
Pur ambientato nell'Italia contemporanea, tra Milano e un piovoso Lido di Latina, questo romanzo mostra molte affinità con i gialli vecchio stile con un impianto narrativo alla Dieci piccoli indiani, in cui un gruppo di persone di diversa estrazione e provenienza vengono attirati nello stesso luogo per poi essere metodicamente eliminati, uno per volta.
Il tormentato ispettore Belli, l'avvenente albergatrice Rossana, la litigiosa coppia di fidanzate formata da Roberta e Michela, il dilettantesco criminologo Marter e l'ex presentatore Lacher condividono piuttosto inaspettatamente un legame con Moira Rachelli, sadica serial killer dai selvaggi appetiti sessuali, morta in circostanze misteriose proprio pochi giorni prima che i vari personaggi si trovassero bloccati in un isolato alberghetto sul litorale pontino perennemente spazzato dalla tempesta. Moira la Pazza potrebbe però non essere così morta, almeno a giudicare dai brutali omicidi di cui, uno ad uno, iniziano a cadere vittima clienti e personale dell'albergo.

Come nel più classico dei gialli, violenti temporali accompagnano quasi tutti gli avvenimenti del romanzo, contribuendo al clima di tensione e terrore che si respira fin dalle prime pagine.
Di Marino costruisce un'atmosfera carica di suspense che va viepiù aumentando di pagina in pagina fino alla prima esplosione di violenza, verso metà del romanzo, che farà precipitare rapidamente gli eventi di efferatezza in efferatezza fino all'inattesa conclusione.

Si tratta di un giallo molto ben costruito, decisamente al cardiopalma, scritto con cura e professionalità e animato da personaggi e dialoghi convincenti. Anche la soluzione dell'enigma, alla quale si potrebbe arrivare con un po' di intuito (soprattutto se di gialli ne avete letti a bizzeffe) e muovendosi per esclusione è ben congegnata e non scontata.

L'unico difetto che mi viene da notare è la banalizzazione, a tratti, delle figure femminili in archetipi da giallista vecchio stampo; mi riferisco in particolare alla sequenza di apertura che mostra, come da copione, l'affascinante poliziotto a letto con una gattina tanto formosa quanto sciocchina, affascinata dalla pistola del suo eroe, e alla figura di Roberta, lesbica aggressiva perennemente incazzata col "maschio" e propensa a comandare a bacchetta la compagna più giovane, femminile e dolce. Le due vengono poi insistentemente definite "amiche" anche quando è stato ormai appurato che si tratti di una coppia di fidanzate e i più volte gli altri personaggi alludono al loro legame con un misto di imbarazzo e sottintesi, nonostante tutti si affrettino a ribadire che per loro "non c'è alcun problema". L'unico personaggio femminile forte è ironicamente la nostra serial killer che l'autore dipinge con efficace ambiguità, lasciando per sempre il lettore nel dubbio se si tratti di una pazza scatenata o di un'assassina lucida e senza debolezze.
Si tratta comunque di cadute di stile minori che non influiscono troppo sulla qualità del prodotto finale, che si conferma una lettura più che avvincente, adattissima in particolare a questo periodo estivo.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Mosaico a tessere di sangue
  • Autore: Stefano Di Marino
  • Editore: Cordero Editore
  • Data di Pubblicazione: marzo 2014
  • ISBN-13: 9788898130146
  • Pagine: 156
  • Formato - Prezzo: brossura - Euro 15,00

20 luglio 2014

Il cardellino - Donna Tartt

Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all'attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New-York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall'acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l'innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo.

Recensione

Il romanzo della Tartt di circa 900 pagine si lascia letteralmente divorare per le prime settecento. Lo stile dell’autrice, Premio Pulitzer 2014, è limpido e scorrevole. Le vicende di Theo Decker, che perde la madre in un attentato al Metropolitan Museum, sono quanto di più coinvolgente si possa leggere.

L'autrice riesce a far vivere al lettore la solitudine adolescenziale di Theo e il suo innamoramento per Pippa, un’altra ragazzina sopravvissuta insieme al protagonista all'attentato e che, provetta musicista con una brillante carriera davanti a sé, dovrà abbandonare i propri sogni per i traumi riportati nello scoppio dell'ordigno piazzato nel museo dai terroristi. Ci sentiamo coinvolti dalle preoccupazioni di Theo quando viene inserito nella famiglia affidataria e temiamo per lui quando, terminato l’anno scolastico, dovrà andare a vivere a Las Vegas con il padre, giocatore di professione, e la sua compagna.
In questa città conosce Boris, un ragazzo della sua età per metà russo e per metà polacco, che ha perso a sua volta la madre e che vive con un padre violento. Fra i due giovani nasce una di quelle amicizie come solo fra adolescenti può crearsi. I due si proteggeranno a vicenda e vorranno condividere le prime esperienze con l'alcool e la droga.
Quando Theo, dopo la morte del padre, ritornerà a New York e come professione abbraccerà quella del restauro e commercio di mobili antichi, quasi d’improvviso lo ritroviamo ventiseienne. E’ a questa età che incontra nuovamente Boris, il suo amico d'adolescenza, e che il libro, da classico romanzo di formazione, si trasforma in thriller. E' anche a questo punto che la storia raccontata da Donna Tartt, alla ricerca di un lieto fine originale, inizia a sfilacciarsi. Theo e Boris si mettono alla ricerca del quadro, The Goldfinch, sottratto da una gang di ladri internazionali di opere d'arte. Ma mentre Boris è un giovane sempre pronto all'azione sia nel bene che nel male, Theo, straziato da sensi di colpa, è pieno di incomprensibili titubanze. In altre parole Theo, così accattivante da adolescente, da maggiorenne appare avere cambiato totalmente personalità diventando noioso e petulante.
Le titubanze e le incertezze di Theo che da minorenne suscitavano tenerezza, diventano irritanti in età adulta.

Il ritmo del romanzo, sempre sostenuto nel narrare la vita del protagonista adolescente, si stempera nelle ultime centocinquanta pagine nel raccontare lo stato di crisi del protagonista divenuto adulto. Questi rimane chiuso in una camera d'albergo impegnato in una delirante autoanalisi da cui peraltro si risolleverà in modo tanto imprevedibile quanto improbabile alla fine del romanzo.
Ciò premesso, la descrizione dei rapporti di Theo con la madre, di Theo con la famiglia affidataria Barbour dopo la morte del genitore e, successivamente, di Theo con il padre e la sua compagna sono in assoluto fra i più belli mai letti. Interessante è anche il modo vagamente surreale di come nasce il rapporto fra Theo e Pippa, anche se troppo razionale il motivo per cui quest’ultima si rifiuta di corrispondere al sentimento del protagonista verso di lei.
Se Donna Tratt non avesse scritto le ultime duecento pagine, non avrei esitato a dare il giudizio più alto a questo romanzo.

Giudizio:

+4stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Il cardellino
  • Titolo originale: The Goldfinch
  • Autore: Donna Tartt
  • Traduttore: Mirko Zilahi de' Gyurgyokai
  • Editore: Rizzoli
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • ISBN-13: 9788817072380
  • Pagine: 893
  • Formato - Prezzo: Rilegato con sovraccoperta - Euro 20,00

19 luglio 2014

La tentazione del rabbino Fix – Jacquot Grunewald

Quando un rabbino esperto di Talmud si dà alla letteratura poliziesca, il lettore entra in un universo familiare e allo stesso tempo sorprendente: familiare nel contesto, sorprendente per il procedimento del ragionamento. Il rabbino Fix accorre a Gerusalemme al capezzale del nipotino ferito in un attentato. Il medico che lo cura viene trovato morto nella sua auto crivellata di colpi in zona araba. Siamo in piena seconda intifada e la polizia israeliana attribuisce l'omicidio a terroristi. Tornato a Parigi, Theodor Fix è assillato dalle sue intuizioni che contraddicono la versione ufficiale di quella vicenda. Seguendo una catena logica dettatagli dalla sua consuetudine con gli studi talmudici e che parte da una frase pronunciata dal medico il giorno prima di morire a proposito di una ragazza parigina bisognosa di cure urgenti, giungerà a dimostrare alla scettica polizia francese che la realtà dei fatti è molto più articolata di ciò che sembra.

Recensione

Il genere letterario del romanzo giallo - nelle sue varie declinazioni - offre molti personaggi appartenenti al clero (nella stragrande maggioranza esponenti del clero cattolico: Fratello Cadfael, Padre Brown, Guglielmo da Baskerville, Suor Pelagija) che, di tanto in tanto, si trovano a risolvere brillantemente omicidi e altri enigmi. Theodor Fix, stimato rabbino del VI arrondissement di Parigi, è il primo rabbino investigatore dilettante protagonista di libri gialli; ciò che lo accomuna con i suoi colleghi è l’utilizzo di un metodo investigativo direttamente collegato all’esercizio del suo ministero religioso e, anzi, da questo reso più efficace.

Il rabbino Fix analizza i fatti attraverso il metodo di investigazione talmudica, ovvero il processo di deduzione richiesto per derivare una conclusione da un argomento testuale il quale è spesso logicamente complesso ed indiretto: affrontando un'affermazione di qualunque genere, lo studente talmudico procede ponendosi una serie di domande prima di dichiararsi soddisfatto per averne compreso il pieno significato; tale metodo, come è stato osservato da alcuni, ha delle analogie, almeno parziali, con il modello di ragionamento alla base della moderna scienza empirica.

A differenza però dei suoi equivalenti cattolici, Fix non è un uomo simpatico e modesto, anzi per la sua supponenza e presunzione somiglia molto di più a Hercule Poirot e Sherlock Holmes pur non riuscendo a far scattare nel lettore quella simpatia che invece si finisce per provare verso questi personaggi letterari.
Theodore Fix non risparmia nessuno: la comunità chassidica di Israele perché vive ancora come se si trovasse nella Polonia del XVIII secolo, i fedeli che spesso richiedono la sua attenzione per questioni non connesse alla religione, la polizia che non presta fede alle sue deduzioni, i media francesi incapaci di rendere conto delle difficoltà quotidiane degli israeliani; a tutto questo si aggiunge un certo maschilismo che non risparmia neanche la moglie (peraltro profondamente amata).

La vicenda narrata da Grunewald si costruisce attorno a questi due principali elementi: la profonda conoscenza della Torah (con l’attitudine all’esercizio del dubbio intimamente connessa allo studio dei testi sacri) e il carattere difficile del protagonista: la trama criminale non è centrale nel racconto ma finisce per fare da sfondo alle interessanti discussioni su diversi aspetti del misticismo ebraico (discussioni che, per essere apprezzate dai profani come me, richiedono un continuo uso delle risorse del web.) La conclusione, che vede il protagonista trionfare sulle forze dell’ordine (come era immaginabile), lascia il lettore insoddisfatto per cui verrebbe da chiedersi se l’interesse vero di Fix sia stato quello di aiutare una persona in pericolo (come gli imponeva il rispetto della Torah) oppure di dimostrare la sua superiorità morale e le sue non comuni capacità investigative. Il personaggio di Fix, quindi, finisce per fagocitare l’intera trama e oscura tutti gli altri personaggi che appaiono abbastanza stereotipati e poco caratterizzati.
La tentazione del rabbino Fix è comunque una lettura veloce, adatta per chi associa il periodo estivo alla lettura di libri gialli, ma il cui principale merito (dal mio punto di vista) è quello di incuriosire il lettore ponendogli una serie di stimoli che potranno essere approfonditi attraverso altre fonti.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La tentazione del rabbino Fix
  • Titolo originale: La tentation du rabbin Fix
  • Autore: Jacquot Grunewald
  • Traduttore: Vanna Lucattini Vogelmann
  • Editore: La Giuntina
  • Data di Pubblicazione: 2014 (2005 edizione originale)
  • Collana: Diaspora
  • ISBN-13: 9788880575405
  • Pagine: 240
  • Formato - Prezzo: Brossura – € 15,00

18 luglio 2014

Seconda classe, lato finestrino - Sara Goria

All’apparenza, Andrea è un adolescente come molti altri. Crede nell’amicizia, molto più che nell’amore. Nasconde però nel profondo un dramma antico: una grave perdita ha stravolto infatti la sua infanzia e l’equilibrio della sua famiglia. Per questo, ma non solo per questo, è piuttosto facile per lui innamorarsi di una donna, incontrata per caso, che condivide in qualche modo il suo doloroso passato.
Sofia ha un corpo da far girare la testa e parecchi anni più di lui. Ma, soprattutto, ha in serbo una promessa. Tra queste pagine, Andrea si scontra con le paure più profonde, percorre strade a senso unico e cresce, mentre dal finestrino del suo treno il mondo scorre in un equilibrio di solitudini che si attraggono e si respingono a fasi alterne, incontrandosi talvolta tra gli scambi dei binari.

Recensione

Un romanzo che sicuramente può aiutare a capire gli adolescenti, le loro paure, le loro reazioni, la strada che devono percorrere per arrivare alla maturità, ammesso e non concesso che tutti poi ci arrivino.
Un romanzo che costringe chi legge a togliere dalla polvere dei ricordi il proprio passato adolescenziale per guardarsi allo specchio.
Insomma, un romanzo scritto bene che però nasconde due pecche. La prima: l'eccessiva “sinteticità” che porta Sara Goria a sfiorare frettolosamente soltanto alcune tematiche o a rendere troppo veloci alcuni momenti (ad esempio il pranzo di addio tra Andrea e Sofia), e sono tematiche e momenti n cui chi legge avrebbe voluto invece capire di più, sapere di più, vivere di più anche in funzione di ciò che era accaduto prima o accadrà dopo.
La seconda, strettamente legata alla prima: nel meccanismo di confronto generazionale - Andrea molto giovane, Sofia donna già fatta – tanta cura e precisione vengono usate per il mondo adolescenziale (compresa la “crudeltà” delle scelte da fare, senza fronzoli, senza ipocrisie) quanto, invece, tutto viene ridotto all'osso per il mondo degli “adulti”,quasi quello fosse “scontato”, un “già letto o saputo”.

Alla resa dei conti, il risultato è che, voluto o no, tutto è sbilanciato verso i giovani e così facendo anche alcune decisioni prese dagli adulti appaiono, come dire?, un po' forzate, e meno realistiche di quanto avrebbero dovuto o potuto essere.

Di certo, resta un dato di fatto: in una trama semplice, ma non semplicistica, si mette a nudo l'universo giovanile con la malinconia, la sana pazzia e l'inevitabile ingenuità che l'accompagnano. E sullo sfondo, con l'immagine usata da Sara Goria, la vita scorre fuori dal finestrino di un treno.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Seconda classe, lato finestrino
  • Autore: Sara Goria
  • Editore: Lineadaria Editore
  • Data di Pubblicazione: maggio 2014
  • ISBN-13: 9788897867555
  • Pagine: pagine 240
  • Formato - Prezzo: Brossura - 13,00 Euro

17 luglio 2014

La classifica dei libri più venduti dal 7 al 13 luglio

Cassandra Clare irrompe nella top ten di questa settimana spezzando la "dittatura dei giallisti" dei giorni scorsi con l'ultimo e lungamente atteso capitolo della saga Shadowhunters. Città del fuoco celeste, che abbiamo già recensito sulle nostre pagine in anteprima qualche settimana fa.
Alle sue spalle la parata di soliti noti a cui siamo ormai abituati, con Una mutevole verità di Gianrico Carofiglio ancora davanti all'ultima avventura di Montalbano, La piramide di fango.
Una situazione abbastanza statica, insomma, in cui siamo costretti a scendere fino alla decima posizione per trovare un volto nuovo, che poi tanto nuovo non è visto che si tratta de Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, uscito già lo scorso ottobre ma tornato ora in auge grazie alla vittoria al Premio Strega, di cui abbiamo parlato (senza troppo entusiasmo, a dir la verità) qui.


Il libro più venduto:

Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l'oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre - uniti da un legame profondo e indissolubile - sono costretti a cercare un altro mondo dove l'estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà alto...

  • Titolo: Shadowhunters. Città del fuoco celeste
  • Autore: Cassandra Clare
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804641292
  • Pagine: 756
  • Prezzo: 17,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Una mutevole verità - Gianrico Carofiglio (Einaudii - euro 12,00)
    3. La piramide di fango - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 14,00)
    4. In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi - Maurizio De Giovanni (Einaudi - euro 19,50)
    5. Colpa delle Stelle - John Green (Rizzoli - euro 16,00)
    6. Storia di una ladra di libri - Mark Zusak (Frassinelli - euro 16,90)
    7. Vacanze in giallo - AA.VV. (Sellerio - euro 14,00)
    8. L'abbazia dei cento peccati - Marcello Simoni (Newton Compton - euro 9,90)
    9. Adulterio - Paulo Coelho (Bompiani - euro 18,00)
    10. Il desiderio di essere come tutti - Francesco Piccolo (Einaudi - euro 18,00)
    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

     

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