19 gennaio 2018

L'uomo della pioggia - John Grisham

Nel gergo degli studi legali, "l'uomo della pioggia" è l'avvocato che genera i profitti più alti, il socio che porta i clienti più ricchi e le cause più remunerative. E un 'uomo della pioggia' è quello che sogna di diventare, Rudy Bailor, uno studente di legge che si trova contrapposto a una delle più potenti e corrotte compagnie di assicurazioni d'America. Negli ultimi mesi di law school, Rudy viene incaricato di fornire assistenza legale gratuita a un gruppo di anziani. È qui che incontra i suoi primi clienti e si imbatte inaspettatamente in quello che sembra essere uno dei più clamorosi casi di frode assicurativa mai visti - un caso che, se concluso vittoriosamente, farebbe la fortuna di qualsiasi studio legale. Senza un soldo, senza avere un reale lavoro, senza essere ancora neppure abilitato professionalmente, Rudy si ritrova al centro di un implacabile scontro con uno dei più abili avvocati d'America e con gli interessi di una delle sue più potenti compagnie.

Recensione

Quando mi trovo davanti a un libro come questo, mi capita di avere difficoltà nello scrivere una recensione che possa raccontarlo e valutarlo al meglio; questo perché L’uomo della pioggia non è solo un libro fatto di carta e parole ma è la concretizzazione di una ideologia – la determinazione e l’ostinazione di far trionfare la verità - e di storie di vita reali e possibili.
Al di là del filone narrativo che racconta di un avvocato esordiente – Rudy Baylor – fresco di laurea a di iscrizione all’albo che si trova ad intentare una causa da milioni di dollari contro una delle multinazionali sanitarie assicurative più importanti d’America – la Great Estern – esistono parallelamente altre storie che si trasformano in casi esemplari, incarnazioni di luoghi comuni: pensiamo al personaggio della signora Birdie, l’anziana e ricca ereditiera che cerca disperatamente le attenzioni di quei figli che sembrano averla dimenticata oppure a Booker, il compagno di corso più fidato di Rudy che nonostante il suo colore di pelle è riuscito ad abbattere le barriere del pensiero americano e ad affermarsi come avvocato, primo del suo corso presso un’università statale; pensiamo ancora a Deck, uno dei collaboratori di Rudy presso il suo primo studio legale che impersonifica il classico impiegato destinato a vivere all’ombra degli altri, l’eterno parassita che però cerca sempre di dire e fare la cosa giusta per apparire al meglio agli occhi del suo capo – l’avvocato Bruiser, esemplare avvocato di malaffare della città. La bella e ingenua Kelly che nella sua gioventù ha il compito di raccontare una vita difficile fatta di scelte sbagliate, per poi arrivare alla famiglia Black: Dot, una mamma battagliera pronta a tutto pur di difendere il diritto alla vita del figlio Donny Ray, affetto da una leucemia acuta a cui la grande compagnia assicurativa ha negato assistenza e copertura medica ed infine papà Buddy, reduce di guerra ridotto ad un mero involucro segnato da cicatrici irrimarginabili.
Se dovessi scegliere un protagonista per questo legal thriller, la mia scelta non ricadrebbe su un personaggio in carne ed ossa, sarebbe troppo scontato dire Rudy o Donny Ray oppure Dot, in realtà essi non sono altro che un tramite, un mezzo volto ad esaltare il vero protagonista della storia che è il Coraggio: il coraggio di combattere un colosso farmaceutico, il coraggio di lottare contro una malattia incurabile, il coraggio di opporsi ad un sistema corrotto, il coraggio di denunciare e di opporsi a tutto ciò che è il male, il coraggio di battersi per la propria causa, il coraggio di osare e di ricominciare.
John Grisham riesce a raccontare nel modo più chiaro possibile l’intera vicenda e, con abilità di scrittura senza pari rende comprensibile anche a chi, come me, non ha mai aperto un libro di Legge, tutte le questioni e le procedure legali attraverso un linguaggio semplice ed accessibile. Mi ero da sempre immaginata i suoi libri come un qualcosa di pedante o di eccessivamente tortuoso dal punto di vista linguistico ma mi sono dovuta ricredere, quando ho iniziato a leggere L’uomo della Pioggia ho subito compreso quanto i miei preconcetti fossero sbagliati.
John Grisham è stato per me una rivelazione, esattamente come il titolo del romanzo – riferito a Rudy, il fantastico avvocato che può far avvenire un miracolo legale – Grisham è il mio “uomo della pioggia”: colui che rompe gli schemi e contro ogni aspettativa fa accadere l’impossibile, ciò per cui non avrei mai scommesso.
Non consiglio questo libro a tutti, perché non è un libro semplice, bisogna essere predisposti ad una lettura che va oltre le righe per poterlo apprezzare e comprendere a pieno. Un romanzo che insegna e che offre un punto di vista diverso sul mondo ed una chance alla Giustizia, come un barlume di speranza in questa nostra realtà corrotta e destinata all’oscurità.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: L'uomo della pioggia
  • Autore: John Grisham
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2 riedizione 2016
  • Collana: Oscar bestsellers
  • EAN: 9788804667636
  • Pagine: 546
  • Formato - Prezzo: Brossura - 11,00 Euro

18 gennaio 2018

La classifica dei libri più venduti dall'8 al 14 gennaio


Cari lettori,
benventi al primo appuintamento di qeust'anno con la nostra classifica dei libri più venduti nella settimana appena trascorsa.
Il 2017 si era concluso con Fabio Volo saldamente in testa con Quando tutto inizia. Con l'anno nuovo l'autore nostrano deve cedere il passo a una produttrice seriale di bestseller di fama mondiale, ovvero E. L. James che non sarà gran che come scrittrice ma compensa ampiamente in quanto a furbizia e, dopo aver dominato per anni le classifiche di vendita con la saga "Cinquanta sfumature", ha pensato bene di tornare alla carica con la stessa storia raccontata dal punto di vista del tenebroso Christian.
Ecco quindi che il nostro anno nuovo si apre con Darker che ripercorre le stesse vicende di Cinquanta sfumature di nero, narrandole però attraverso le parole del protagonista maschile, a cui le casalinghe di tutto il mondo perdonano l'essere uno stalker possessivo alla luce della sua infanzia difficile.
Sul secondo gradino del podio troviamo un'altra opera fatta apposta per scaldare i cuori femminili: si tratta di La ragazza delle perle di Lucinda Riley, quarto capitolo della saga delle Sette Sorelle, solitamente incentrate attorno a donne che necessitano di rifarsi una vita e invariabilmente incontrano l'amore eterno.
Il nostro Volo deve quindi accontentarsi di chiudere il podio per oggi,tutto sommato in buona compagnia visto che anche il suo romanzo parla di sentimenti quotidiani con una certa banalità.
Un po' meno banale è il romanzo che troviamo in quarta posizione: Wonder di R.J.Palacio, anch'esso parte di quel gruppo di opere che vivono una seconda vita grazie all'uscita del film omonimo, con star del calibro di Julia Roberts e Owen Wilson e diretto dal Stephen Chbosky di The perks of being a wallflower. Destinato ad un pubblico di aolescenti, Wonder è uno di quei romanzi godibili anche per un adulto; al centro del racconto le vicende di un bambino affetto da deformazione facciale dovuta ad una rara sindrome, che per la prima volta va a scuola mischiandosi con i coetanei.
Le nuove uscite spingono fuori dal podio anche Origin di Dan Brown, quinta avventura del professor Langdon , che oggi compare in quinta posizione, precedendo Follia maggiore, il nuovo thriller di Alessandro Robecchi con protagonista il mago della televisione e detective per caso Carlo Monterossi.
Perde qualche posizione anche Oltre l'inverno di Isabel Allende, thriller che indaga sulle sfaccettature della multiculturalità dell'America contemporanea e che troviamo in settima posizione, seguito da una autrice italiana, Ilaria Tuti, anch'essa alle prese con un thriller per il suo romanzo d'esordio, Fiori sopra l'inferno, ambinetato fra le montagne del Friuli.
Italiano è anche l'autore che troviamo in penultima posizione anche se in qeusto caso non si tratta affatto di un esordiente: Gianrico Carofiglio non ha infatti bisogno di presentazioni e oggi lo troviamo in classifica con Le tre del mattino, romanzo breve che segue le orme del racconto di formazioone per raccontare un rapporto padre-figlio che una convivenza quasi forzata di quarantotto ore potrebbe aggiustare o rompere per sempre.
Concludiamo infine all'insegna dell'italianità con Ogni storia è una storia d'amore di Alessandro D'Avenia, uno studio della vita di alcune celebri "compagne d'arte", mogli o amanti di artisti famosi.
Siamo quindi arrivati in fondo anche per oggi, vi diamo appuntamento alla prossima settimana e vi augiriamo buone letture!


Il libro più venduto:

La rovente relazione tra Christian Grey e Anastasia Steele è finita con una rottura dolorosa piena di recriminazioni, ma lui non riesce a togliersi Ana dalla testa e dal cuore. Determinato a riconquistarla, Christian tenta di reprimere le sue pulsioni più oscure e la sua necessità di avere il controllo su tutto, e di amarla alle sue condizioni.
Ma gli incubi della sua infanzia continuano a ossessionarlo, e l’intrigante capo di Ana, Jack Hyde, la vuole per sé. Riuscirà il dottor Flynn, il confidente e psicologo di Christian, ad aiutarlo a sconfiggere i suoi demoni? O la possessività di Elena, la sua seduttrice, e la devozione malata di Leila, l’ex sottomessa, faranno precipitare nuovamente Christian nel passato?
E se Christian riconquisterà Ana, come potrà mai un uomo tanto tormentato e ferito sperare di tenerla al suo fianco?


  • Titolo: Darker
  • Autore: E. L. James
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804688204
  • Pagine: 624
  • Prezzo: 19,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2.La ragazza delle perle - Lucinda Riley (Giunti - euro 15,90)
    3.Quando tutto inizia - Fabio Volo (Mondadori - euro 19,00)
    4.Wonder - R.J.Palacio (Giunti - euro 12,00)
    5.Origin - Dan Brown (Mondadori - euro 25,00)
    6.Follia maggiore - Alessandro Robecchi (Sellerio - euro 15,00)
    7.Oltre l'inverno - Isabel Allende (Feltrinelli - euro 18,50)
    8.Fiori sopra l'inferno - Ilaria Tuti (Longanesi - euro 16,90)
    9.Le tre del mattino - Gianrico Carofiglio (Einaudi - euro 16,50)
    10.Ogni storia è una storia d'amore - Alessandro D'Avenia (Mondadori - euro 20,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    16 gennaio 2018

    Il giardino di Elizabeth - Elizabeth von Arnim

    In fuga dall’opprimente vita di città, l’aristocratica Elizabeth si stabilisce nell’ex convento di proprietà del marito, un luogo isolato e carico di storia in Pomerania. A vivacizzare le giornate della signora ci sono le tre figlie – la bimba di aprile, la bimba di maggio e la bimba di giugno –, le amiche Irais e Minora, ospiti più o meno gradite con le quali intrattiene conversazioni brillanti e conflittuali, sempre in bilico fra solidarietà e rivalità femminile, e poi c’è lui, l’Uomo della collera, «colui che detiene il diritto di manifestarsi quando e come più gli piace». Ma soprattutto c’è il giardino, una vera e propria oasi di cui Elizabeth si innamora perdutamente. Estasiata dalla pace e dalla tranquillità del luogo, trascorre le ore da sola con un libro in mano, immersa nei colori, nei profumi e nei silenzi, cibandosi soltanto di insalata e tè consumati all’ombra dei lillà. Mentre le stagioni si susseguono, Elizabeth ritrova se stessa, i suoi spazi, i suoi ricordi e la sua libertà. Una storia che ha molto di autobiografico narrata da una donna più avanti del suo tempo: una donna di mondo coraggiosa e irriverente che parla a tutte le donne di oggi. Uscito per la prima volta nel 1898 in forma anonima, Il giardino di Elizabeth, primo romanzo di Elizabeth von Arnim, ebbe da subito un successo clamoroso. Presentato qui in una versione integrale fino a ora inedita in Italia, è un romanzo del passato che colpisce per la sua modernità.

    Recensione

    Che lettura rinfrescante questo libro.
    Il giardino di Elizabeth non ha una trama vera e propria ma si presenta più che altro come una raccolta di riflessioni, un diario leggero e indolente incentrato sul viscerale amore per la natura e per il giardino della sua residenza in campagna in particolare.

    La vita in città è per Elizabeth soprattutto una soffocante prigione, così come lo sono gli obblighi sociali che la costringono a interfacciarsi con i vicini, la servitù e, talvolta, anche la propria famiglia.
    Solo la nuova residenza in campagna sembra donare pace e gioia all'irrequieta protagonista, a dispetto della compiacente perplessità delle matrone del vicinato, che immaginano la vita fuori città inevitabilmentenoiosa per una donna giovane.
    Ma Elizabeth è una donna fuori dal comune: gli eventi mondani non sono di alcun interesse, gli abiti eleganti un'infelice costrizione e persino le normali attività quotidiane come mangiare non sono altro che l'ennesima pedante convenzione che le ruba tempo per il suo amato giardino.

    Il tono svagato della narratrice rende godibile e divertente un'opera che altrimenti avrebbe potuto interessare solo un pubblico più limitato ed esperto di botanica, dato il dettaglio in cui Elizabeth scende nel descrivere i suoi esperimenti di giardinaggio.
    Non abbiate però la falsa impressione che la donna sia una giardiniera esperta tutt'altro: soprattutto inizialmente quella della cura delle piante è sorpattutto una lotta fatta di sogni entusiasti e parecchi ingenui errori, che sono poi uno dei punti fondamentali della narrazione perché contribuiscono al divertimento del lettore.

    E' grazie infatti al suo tono leggero e alla fanciullesca sincerità che si riesce infatti a simpatizzare e parteggiare per questa ricca signora vissuta a fine '800 la cui principale preoccupazione era quella di ottenere l'aiuola di peonie dei suoi sogni senza essere intralciata da incombenze come gli obblighi di buon vicinato o i blandi tentativi del marito di attirare l'attenzione della moglie sul resto della famiglia.
    Elizabeth reagisce a questi ostacoli con fanciullesco oltraggio e una buona dose di ironia furbetta: se leggerete il romanzo scoprirete infatti che il soprannome "l'uomo della collera" affibiato al povero consorte è quanto di più lontano si possa dire dell'indole dell'uomo in questione.

    In conclusione Il giardino di Elizabeth è una lettura veloce e piacevolmente distensiva, in grado di far sorridere e resa ancora più gradevole dal fatto che si tratta di un'opera essenzialmente autobiografica.
    Questa Elizabeth von Arnim deve'essere stata un bel personaggio!

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Il giardino di Elizabeth
    • Titolo originale: Elizabeth and Her German Garden
    • Autore: Elizabeth von Arnim
    • Traduttore: Sabina Terziani
    • Editore: Fazi
    • Data di Pubblicazione: 2017
    • Collana: Le Strade
    • ISBN-13: 9788893252676
    • Pagine: 180
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro

    15 gennaio 2018

    Augusto - John Edward Williams

    Uno dei migliori romanzi storici di tutti i tempi e un capolavoro della letteratura americana contemporanea, Augustus è uno scavo psicologico profondo e intimo che fa riflettere sulla solitudine che si nasconde dietro al potere. Sono le Idi di marzo del 44 a.C quando Ottaviano, diciottenne gracile e malaticcio ma intelligente e ambizioso quanto basta, viene a sapere che suo zio, Giulio Cesare, è stato assassinato. Il ragazzo, che da poco è stato adottato dal dittatore, è quindi l’erede designato, ma la sua scalata al potere sarà tutt’altro che lineare. John Williams ci racconta il principato di Ottaviano Augusto e i fasti e le ambizioni dell’antica Roma attraverso un abile intreccio di epistole, documenti, diari e invenzioni letterarie da cui si scorgono i profili interiori dei tanti attori dell’epoca, i loro dissidi, le loro debolezze: l’opportunismo di Cicerone, la libertà e l’ironia di Orazio, la saggezza di Marco Agrippa, la raffinata intelligenza di Mecenate, ma soprattutto l’inquietudine di Giulia, una donna profonda e moderna, che cede alla lussuria quanto alla grazia. In Augustus, che valse all’autore il National Book Award nel 1973, protagonista è la lingua meravigliosa di Williams che ci restituisce a pieno lo spirito della Roma augustea. Un capolavoro della narrativa americana che, fra ricostruzione storica, finzione e perfezione stilistica, non manca mai di dialogare con il presente, e in cui la grande storia è lo spunto per riflettere sulla condizione umana, sulle lusinghe del potere e sulla solitudine di chi lo esercita.

    Recensione

    Nella statuaria creata dalla propaganda di regime, pur mantenendo un’omogeneità di fondo nella fisionomia dei tratti, nascono e si diffondono diverse immagini del primo principe, Ottaviano Augusto. Anche dalle lettere da cui è formato ‘Augustus’ emergono i vari volti di una persona che il destino ha trasformato da individuo a incarnazione del potere: Augusto rappresenta il momento in cui un attributo, augustus, il rifondatore, diventa l’appellativo riservato alla carica suprema, la maschera ufficiale del potere stesso.

    Dalle lettere che l’autore immagina scritte tra personaggi che hanno formato la famiglia e l’entourage di Ottaviano, da Agrippa a Livia a Mecenate, o dal diario della prigionia di Giulia, la figlia prodiga di sé e vittima dell’azione moralizzatrice dello stesso padre insieme al poeta Ovidio, affiora una personalità multiforme e complessa, padre, anche della patria, premuroso e affettuoso e insieme cinico e pragmatico governante, uomo coraggioso e lungimirante eppure anche disilluso e rassegnato politico.

    I punti di vista che ricompongono i tratti della personalità e della storia interiore di Ottaviano Augusto sono i più diversi e disparati, e non sempre la narrazione riesce a farli reggere bene insieme eppure il risultato, per quanto storicamente non sempre affidabile – ma del resto qui siamo in un romanzo e non in un’opera storiografica – è una introspezione dettagliata nell’animo del fondatore di un Impero che ha segnato la storia dell’umanità in tanti modi ancora tangibili.

    In alcuni punti, come il diario in forma di lettera a se stessa di Giulia, scritto durante il confino a Pandataria, oppure la lettera della vecchia nutrice che incontra Augusto per caso nelle vie di Roma, la trama risulta eccessivamente modernizzata nell’autoconsapevolezza esplicita degli schemi mentali femminili per il primo caso e, nell’incontro con l’anziana nutrice, per eccesso di carico patetico in favore, per così dire, di telecamera. In effetti, tolto il discorso dell’attendibilità storica che pure scava un solco tra le Memorie di Adriano e opere come questa o come il Giuliano di Gore Vidal, la sensazione dominante durante e dopo la lettura è che ci si trovi di fronte a un tentativo, tecnicamente apprezzabile, di traghettare una vicenda umana e storica esemplare verso forme espressive e schemi concettuali attuali, dall’agilità prevedibile da sceneggiatura alla scelta di attribuire al protagonista, nelle parole di altri personaggi e nelle sue stesse, una sensibilità esistenziale venata di malinconia e incertezze che affiorano dalle profondità dell’animo tanto vicine all’uomo moderno quanto poco credibili per il fondatore di un Impero, per quanto gravato dal peso della sua missione.

    Intendiamoci: non che il risultato non sia affascinante e per molti versi anche convincente. Una lettura dell’evoluzione del regno di Augusto come un’inevitabile involuzione autoritaria è in parte giustificabile e verosimile, come pure è interessante l’esplorazione delle dinamiche interiori di chi si appresta a scalare i vertici del potere; nel complesso la scrittura scorrevole e la coerenza interna della trama creano un ritratto non frammentario ma compatto di Augusto, nonostante le tante voci che si intrecciano e i diversi punti di vista che creano la sensazione di vicinanza e lontananza rispetto a un uomo di fatto solo nel portare il peso delle sue responsabilità umane e politiche.

    Anche la circolarità del racconto che inizia con una lettera di Cesare in cui viene sancito il destino del futuro padrone di Roma da parte del padrone del momento e termina con una lunga lettera-testamento di Augusto, che equivale a un bilancio dell’esistenza e del progetto politico, contribuisce a definire una figura a tutto tondo, complessa e contraddittoria ma comunque imponente.

    Se dunque non si può prendere la biografia di Williams come una fedele ricostruzione storica del personaggio Ottaviano Augusto né tanto meno come affresco di un momento epocale, rimane tuttavia un ottimo prodotto dell’industria editoriale nel tentativo di realizzare un romanzo storico tutto sommato accurato e insieme, nella fluida traduzione di Stefano Tummolini, godibile.


    Giudizio:

    +5stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Augustus
    • Titolo originale: Augustus
    • Autore: John E. Williams
    • Traduttore: Stefano Tummolini
    • Editore: Fazi
    • Data di Pubblicazione: 2017
    • Collana: Le strade (326)
    • ISBN-13: 9788893252836
    • Pagine: 410
    • Formato - Prezzo: eBook - Euro 9,99

    12 gennaio 2018

    La testimonianza - Scott Turow

    A cinquant'anni, Bill ten Boom si è lasciato alle spalle tutto ciò che credeva essere importante: il suo lavoro di magistrato, il suo matrimonio, persino il suo paese. Eppure, quando viene invitato alla Corte penale internazionale dell'Aia a partecipare al processo per un crimine di guerra commesso undici anni prima in ex Jugoslavia, Boom si rende conto di trovarsi di fronte al caso più scivoloso della sua carriera. Nel 2004, centinaia di rom che vivevano in un campo per rifugiati in Bosnia sono scomparsi nel nulla. Voci di corridoio parlano di un massacro per mano di mercenari al soldo dei serbi o addirittura del governo americano, ma non esiste alcuna prova in merito a questo genocidio. Solo un testimone: Ferko Rinci, l'unico sopravvissuto che dice di aver visto tutto. Ma è affidabile? E il suo avvocato, Esma Czarni, una splendida donna dall'atteggiamento seduttivo, dice la verità? Boom deve interrogarsi sull'integrità di questi e altri personaggi ambigui legati alla vicenda, ciascuno dei quali non si fa scrupoli nel condurre le indagini a proprio vantaggio... Dal tribunale dell'Aia ai villaggi e alle città della Serbia, agli incontri segreti a Washington, Boom deve districarsi tra sospetti, organizzazioni criminali, alleanze e tradimenti di tutti coloro che sono coinvolti in questo caso dai contorni sconcertanti.

    Recensione

    La testimonianza è un romanzo chesi distingue sia per originalità che per riuscire ad avvincere il lettore, pur essendo incentrato sul diritto internazionale che è una delle branche del diritto più noiosa e ostica per la complessità delle procedure nei rapporti fra stati. E' un ulteriore conferma, ammesso che ce ne fosse il bisogno, che Scott Turow,  è uno dei migliori scrittori di legal thriller per la sua competenza nelle questioni giuridiche e per la capacità di saper chiarire, con scrittura sempre scorrevole, concetti di per sé spesso contorti.

    Il protagonista, Bill ten Boom, avvocato americano di origine olandese, in crisi di mezza età, divorziato dalla moglie con cui, peraltro, rimane in ottimi rapporti, e annoiato dal lavoro legale per quanto estremamente remunerativo, abbandona la professione e coglie l'opportunità per accettare un posto presso la Corte internazionale dell’Aia. Il suo primo incarico consiste nello stabilire se effettivamente si sia verificata nel 2004, undici anni prima dell'inizio di questa storia, una strage di quattrocento zingari in Bosnia. Ferko Rinci è l'unico testimone  ed è anche l'unico sopravvissuto alla strage, insieme al figlio minore. Viene assistito dall’avvocato Esma Czarni, anch’essa di origine rom, che definisce la propria etnia con queste parole:


    Diversamente da qualsiasi altro gruppo sulla Terra, il nostro senso di identità non è nato dalle molteplici ferite del passato. Noi non narriamo storie dei secoli trascorsi in schiavitù come gli afroamericani o gli ebrei. Gli zingari, per eccellere, vogliono invece dimenticare. … Noi viviamo nel presente. Agli occhi degli occidentali siamo diversi quanto i marziani.

    Nel romanzo talvolta si alterna e qualche altra si mescola la narrazione di fatti personali del protagonista con quella relativa alle indagini sulla strage. Viene pertanto raccontato il rapporto prettamente sessuale che nasce fra Bill ten Boom e l’avvocato Esma Czarni che è, a mio avviso, l’aspetto meno riuscito del romanzo.
    Turow ha voluto cimentarsi nel raccontare una relazione erotica ma, per narrare di sesso, occorre una certa predisposizione e non è sufficiente limitarsi a descrivere qualche scena boccaccesca che, anziché comica e sensuale, può risultare come in questo caso piuttosto grossolana.

    Il protagonista intreccia successivamente una relazione più seria con un’altra donna e, a questo proposito, riporto come curiosità una affermazione della donna in questione, che riferisce su un sentito dire da parte di una sua amica:


    tutti gli uomini sono innamorati un’ora prima e un’ora dopo l’orgasmo. 
    >

    Sta al lettore giudicare se tale affermazione possa avere un fondamento di verità.

    La parte più avvincente del romanzo verte sui viaggi che il protagonista, a rischio della vita, è indotto a fare in Bosnia per avere riscontri certi sulle affermazioni del testimone della strage degli zingari. In queste trasferte nei paesi dell'ex Jugoslavia gli capiteranno incontri pieni di tensione con le forze dell'ordine locali e frange di popolazione serbe decisamente poco amichevoli.

    Molto interessanti risultano anche i viaggi negli Stati Uniti per colloqui con i rappresentanti delle forze armate americane. Questi incontri risultano importanti al fine di verificare se possano essere stati proprio i militari americani a macchiarsi dei crimini di guerra contro gli zingari, dato che la base USA al tempo della presunta strage era poco distante dal luogo in cui risiedeva la comunità rom. Effettivamente fra i due stanziamenti potevano sussistere motivi di attrito, perché i rom tendevano a rubare armi e mezzi di trasporto americani per passarli poi, unitamente alle informazioni sui movimenti delle forze militari americane, al serbo Kajevic ricercato per crimini di guerra.

    Il protagonista incontra notevoli difficoltà nel riuscire a farsi consegnare dalle autorità statunitensi la documentazione richiesta per verificare l'attività della base USA nel periodo della strage, date le limitazioni poste alla diffusione di incartamenti militari riservati e l’iter burocratico che ne consegue. Anche quando le richieste venivano accolte, la documentazione arrivava dopo molto tempo ed era spesso incompleta. Alle recriminazioni del richiedente, gli interlocutori rispondevano con una affermazione che la dice lunga sulla considerazione in cui il nostro paese è tenuto all’estero:


    l’America somiglia sempre più all’Italia.

    In definitiva un romanzo molto coinvolgente e molto scorrevole di cui non si vogliono anticipare ulteriori vicende  per non far venir meno la sorpresa al lettore, ma che confermano la bravura di Scott Turow nel comporre un thriller.


    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo:La testimonianza
    • Titolo originale: Testimony
    • Autore:Scott Turow
    • Traduttore: Sara Crimi e Laura Tasso
    • Editore:Mondadori
    • Data di Pubblicazione: agosto 2017
    • Collana:Omnibus
    • ISBN-13:9788804677512
    • Pagine: 455
    • Formato - Prezzo: Rilegato con copertina - Euro 22,00
     

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