26 giugno 2017

Partire - Tahar Ben Jelloun

Azel ha poco più di vent'anni e il futuro davanti: una laurea, molti sogni, la voglia di vivere e l'ambizione che si hanno a quell'età. La vita a Tangeri, tuttavia, non permette molto; povertà e corruzione fanno intravedere la felicità solo dall'altra parte dell'oceano, in Spagna. Partire è l'unica salvezza possibile. Ma anche partire è difficile, rischioso e richiede compromessi. Per AzeI partire ha il prezzo del tradimento, degli altri e di se stesso. Ha il costo di un amore in cui non crede, di una relazione omosessuale cui cede per necessità. Sembra non esserci scampo per la dignità, in questo mondo di opportunismi, prostituzione, clandestinità, sessualità tradita. Per fortuna ci sono i sogni. Ben Jelloun compone un affresco straordinario, di denuncia e poesia: il ritratto di un mondo di immigrazione e clandestinità in cui la felicità sta sempre altrove.

Recensione

Il dramma dell’immigrazione è l’argomento che viene sviscerato in profondità in questo romanzo, in tutte le accezioni, sempre drammatiche possibili. Non importa l’ambientazione e nemmeno il tempo in cui tale fenomeno si svolge.
Jelloun ci descrive un Marocco libero, ma ancora intriso dalla disperazione di una vita migliore, che appartiene a ere fa, ma che rimane vivido come ricordo, così come nella sua attualità odierna, dove magari il paese da cui si scappa è un altro, ma i motivi rimangono sempre gli stessi.
Una vita migliore. Ecco cosa cerca Azel e tutta la carrellata di personaggi di cui ci vengono raccontate le gesta e gli esiti, a volte drammatici, quasi sempre intrisi dalla malinconia, dalla disfatta o dal voler tornare.
Azel è un giovane senza padre, la cui madre non si è risparmiata per crescere in modo adeguato lui e la sorella Kenza, dedicandosi al contrabbando. Azel ha studiato, ma non è riuscito a sfondare nel mondo del lavoro, e più il tempo passa, più lui vorrebbe partire lontano dalla corruzione del suo paese, verso la speranza che sta all’altro capo del Mediteranneo: la Spagna. Europea, libera, tremendamente vicina ma irraggiungibile.
Il viaggio si può compiere in clandestinità, ma è pericoloso. Il suo stesso cugino, amico più caro, ha perso la vita così. Tutto sembra perduto finché non si imbatte in Miguel, un anziano ed elegante omosessuale iberico che, per amore, pur sapendo non corrisposto, aiuta Azel a guadagnarsi il via per l’Europa, in cambio di rapporti sessuali, di un legame effimero a cui l’europeo crede e che mette il marocchino in crisi, portato a scegliere di concedersi per realizzare i suoi sogni e aiutare persino la sorella a raggiungerlo.
Ecco cosa c’è nella storia, tremendamente realistica se ci pensiamo anche adattandola a oggi: la speranza di un futuro migliore, di potersi realizzare in un mondo dove, per quanto i moros possano essere considerati dannosi e ostili, di sicuro racchiude un posto adatto anche per chi fugge dalla sua realtà.
La trama si inerpica nella psiche del protagonista, obbligato ad affrontare però una vita totalmente diversa da quanto aveva immaginato, che lo porterà comunque a fare le scelte sbagliate e a rovinarsi: casa sua non è in grado di soddisfarne le aspettative, la Spagna lo terrà comunque ai margini, regalandogli una vita che non sente sua.
Azel ama le donne ma ha rapporti con Miguel, fino a quando il loro rapporto non si sfilaccia, perderà l’ausilio di Kenza, che comunque andrà incontro alle sue personali delusioni amorose, vivrà in esilio senza fututo, sino al suo personale dramma finale.
Ma il libro affronta, tra le sue pagine, il difficile mondo del Marocco e degli esiliati da tanti punti di vista, mettendo in luce tanti modi diversi di partire: non solo Azel, ma anche Kenza, Soumaya, Malika e tanti altri raccontano al lettore la loro vita di stenti, il loro patema per il futuro, unica cosa a cui riescono ad appigliarsi per andare avanti.
E proprio questa coralità, per quanto suggestiva, diviene l’anello debole del romanzo.
Tante esperienze messe insieme nella trama, a volte senza soluzioni di continuità o prive di un legame stabile col senso della storia, destabilizzano e distraggono il lettore, che si affatica a stare dietro a tutti quanti.
Per quanto i due fratelli protagonisti prevalgano, le voci a inserto, per quanto poetiche, appaiono dei piccoli affreschi piazzati nella trama senza premurarsi di trovare altro legame che il dramma stesso di chi sta male nel proprio paese.
Per tale motivo risulta difficile cogliere l’intento narrativo dell’autore: forse una maggiore lungimiranza sul fil rouge avrebbe potuto supportare l’esplicazione del narrato, senza forzature, che appaiono nelle vicende, seppur commoventi, di alcuni personaggi all’interno del libro.
L’ambientazione è comunque avvolgente e aromatica: parla di paesaggio, di lingue, di intersezioni culturali con semplicità e adeguatezza, e il pregio rimane proprio la luce che porta sul dramma di chi emigra.
Partire è di sicuro un libro composito, ben scritto nello stile, ma che pecca a mio parere nella sua concezione, nel voler dare troppe voci tutte insieme in una sequela di storie che meritavano di respirare di più, e forse di divenire più trame distinte. Lo stesso finale, lirico e altisonante, appare totalmente staccato dal resto della storia, narrandoci un percorso onirico che, per quanto colpisca, non soddisfa chi ha bisogno di una gestione di trama precisa, coerente.
Di certo rimane un libro consigliato a chi voglia interfacciarsi con l’altra parte del mare e capire i motivi che sottendono la migrazione umana delle emergenze umanitarie. Di sicuro lo consiglio a chi vuole ampliare i propri orizzonti senza vizi di stigma o pregiudizio alcuno.

Giudizio:

+2stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Partire
  • Titolo originale: Partir
  • Autore: Tahar Ben Jelloun
  • Traduttore: Anna Maria Lorusso
  • Editore: Bompiani
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Narratori Stranieri
  • ISBN-13: isbn13
  • Pagine: 278
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 17,00

24 giugno 2017

Elizabeth Jane Howard. Un'innocenza pericolosa - Artemis Cooper

La biografia di una delle migliori scrittrici del Novecento inglese.
Dietro a una donna bellissima e affascinante, protagonista dei salotti letterari e ammirata da chiunque avesse a che fare con lei, si cela una donna insicura che per tutta la vita ha cercato l’amore vero.
La storia di una donna brillante e della sua disastrosa, turbolenta vita sentimentale. Matrigna di Martin Amis, fu lei che lo iniziò alla lettura e lo spinse a diventare scrittore.
Elizabeth Jane Howard (1923-2014) scriveva romanzi intelligenti che analizzavano l’effetto dell’amore sulle persone, ma nella vita privata le relazioni durature che tanto avidamente cercava l’hanno sempre delusa. Cresciuta con aspirazioni da attrice, vide il suo sogno infrangersi con il matrimonio e l’arrivo della guerra. Si diede quindi alla narrativa. Scrisse quindici romanzi, fra cui i cinque volumi della famosa saga dei Cazalet. Dopo il divorzio dal primo marito, il naturalista Peter Scott, ebbe una serie di relazioni con personaggi del mondo letterario: Cecil Day-Lewis, Arthur Koestler e Laurie Lee, che hanno contribuito a creare la sua fama di femme fatale. Eppure l’immagine di donna sofisticata nascondeva un’innocenza romantica che offuscava il suo giudizio in ambito emotivo. Il suo secondo matrimonio era sull’orlo del collasso quando conobbe Kingsley Amis, e per qualche anno formarono una coppia brillante e glamour, finché anche la loro unione si sfasciò. Jane si stabilì a Suffolk, dove scriveva e ospitava amici, ma la sua turbolenta vita amorosa non era ancora finita... Artemis Cooper ha intervistato Jane diverse volte nella sua casa del Suffolk. Ha anche parlato a lungo con i suoi familiari, amici e coetanei, e ha potuto consultare tutta la sua corrispondenza privata.

Recensione

Leggendo la saga dei Cazalet mi sono spesso interrogata sulla visione critica e, per la maggior parte, negativa offerta da Elizabeth Jane Howard sul matrimonio.
Ora che ho letto il coinvolgente riassunto che Artemis Cooper offre della vita della romanziera molto di quanto narrato nel Cazalet acquista un nuovo e sconvolgente significato.

Se avete letto la saga allora già conoscete i punti salienti della vita di EJH, almeno fino alla sua prima giovinezza.
Discendente da una famiglia di commercianti di legnami appartenente all'alta borghesia, Jane - come è stata chiamata per tutta la sua vita - aveva una straordinaria somiglianza con il personaggio di Louise, la bellissima primogenita del più grande dei fratelli Cazalet.
Tutta la famiglia Cazalet, a dire il vero, è modellata sugli Howard, dal capostipite noto come il Generale ai quattro fratelli, tre maschi impiegati nell'azienda di legname di famniglia una femmina che porterà una avanti una relazione omosessuale clandestina per tutta la vita.
La coppia Edward e Villy Cazalet, in particolare, rispecchia purtroppo i genitori che Jane ha realmente conosciuto. Dico purtroppo perché, come per la povera Louise, anche per Jane le relazioni con madre e padre si sono rivelate presto piuttosto difficili: la prima sembrava sempre insoddisfatta della figlia e le ha trasmesso un'insicurezza che condizionerà l'intera vita da adulta, il secondo, inguaribile donnaiolo, la renderà oggetto di traumatizzanti abusi.

La Cooper compie il suo lavoro di biografa in modo eccellente, evitando la pedanteria dei dettagli inutili ma al tempo stesso fornendo al lettore i particolari essenziali per comprendere la scrittrice inglese, tracciando attente analisi di ogni suo romanzo nella quali con perspicacia illustra i parallelismi con la biografia di Jane oltre che i punti di forza delle sue abilità come narratrice.

Artemis Cooper guarda al suo soggetto con comprensione quasi materna, sottolineandone la forza di carattere ma meravigliandosi incessantemente dell'abilità e comprensione mostrate dalla Howard nel dissezionare le relazioni amorose e il vincolo matrimoniale quando nella sua vita privata non ha fatto altro che inanellare una successione di errori dolorosi.
Una contraddizione che salta immediatamente all'occhio anche del lettore ogni qualvolta la biografa narra di un nuovo amore infelice nel quale Jane sembra ripetere sempre gli stessi errori.

La scrittrice sembra individuare nell'atteggiamento freddo e ipercritico della madre di Jane la fonte di quasi tutti i suoi problemi, dallo spasmodico desiderio di essere amata alla patologica insicurezza che la rendeva dipendente e capace di sopportare le peggiori umiliazioni da parte di uomini inguaribilmente fedifraghi.
Personalmente, ritengo che anche le frequenti avancés subite dal padre durante l'adolescenza, che sia la Howard che la Cooper liquidano con leggerezza, abbiano lasciato il segno portando inconsapevolmente la romanziera a scegliere uomini inaffidabili, dalla personalità dominante e nella maggior parte dei casi già impegnati e disposti a offrire a Jane solo il ruolo "dell'altra".
Bisogna dire che la lettura della sfilza di uomini sposati pronti a cadere fra le braccia della bellissima scrittrice volendo però conservare la comodità e la sicurezza della propria vita con moglie e figli non aiuta a farsi un'idea rassicurante dell'istituzione del matrimonio e degli uomini in generale, tutt'altro.
Anche nel caso in cui abbiate una mentalità più aperta della mia, probabilmente giungerete all'opinione che è meglio evitare di sposare uno scrittore: sapranno indubbiamente essere affascinanti ma il loro fascino è pienamente compensato da forti dosi di egocentrismo, codardia e immaturità.

L'aspetto migliore della biografia, invece, è la scoperta che Jane, pur tanto insicura nella sua vita personale, aveva idee molto chiare sul suo lavoro e sapeva come farle rispettare.
Fin da ragazzina è disposta a lottare per portare a vanti il suo desiderio di diventare scrittrice; come Louise sacrifica la sicurezza del matrimonio e la possibilità di essere madre per dedicarsi alla sua passione; nel corso degli anni saprà mantenersi ferma nelle decisioni prese riguardo alle sue opere anche quando editori e colleghi mettono in dubbio e le sue scelte e si dedicherà a ogni nuovo progetto, che sia una sceneggiatura televisiva o l'organizzazione di un festival letterario, con trasporto, creatività e passione uniche.

Un'innocenza pericolosa è una biografia che ipnotizza: Elizabeth Jane Howard non delude nemmeno come oggetto di un'opera, la sua vita ricca e movimentata fatta tanto di errori quanto di scelte coraggiose è un esempio per ogni donna che, terminata la lettura, non potrà non sentirsi più vicino alla grande romanziera.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Elizabeth Jane Howard. Un'innocenza pericolosa
  • Titolo originale: Elizabeth Jane Howard: A Dangerous Innocence
  • Autore: Artemis Cooper
  • Traduttore: Franca Di Muzio, Nazzareno Mataldi
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 20 aprile 2017
  • Collana: La vite
  • ISBN-13: 9788893251518
  • Pagine: 426
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro

18 giugno 2017

Il diciassettesimo conte - Patrizia Marzocchi

Jolanda Marchegiani ufficialmente è autrice di romanzi rosa, ma in realtà è lei a dirigere l'agenzia investigativa L'Occhio di Sherlock al posto del cugino Johnny, il vero autore dei romanzi che si vergogna di firmare. Durante una vacanza in Slovenia, Jolanda viene avvicinata da Rodolfo che la introduce gradualmente alla storia della sua nobile casata, i Castelli della Torre. L'uomo sospetta che la recente morte del figlio di un noto ginecologo romano, avvenuta nella villa di famiglia, non sia da addebitare a un semplice arresto cardiaco, ma a una mano assassina. Ne è convinto anche il commissario Tommaso Pedroni, amico di Jolanda, che vuole usare Rodolfo e l'investigatrice come talpe, per violare l'omertà dei Castelli della Torre. Le indagini sveleranno un segreto inquietante che si cela nel passato. Una vicenda così drammatica da gettare un'ombra sulla discendenza della famiglia e spingere qualcuno a uccidere ripetutamente.

Recensione

Il diciassettesimo conte è un buon romanzo giallo che può rientrare a pieno titolo nel genere cosiddetto "classico", ovvero, per intendersi, il tipo di romanzo che segue il filone di indagini che trova  in Agatha Christie uno dei suoi massimi esponenti. E il racconto di Patrizia Marzocchi, a parte l'umorismo dell'autrice italiana, assomiglia molto alle storie della famosa scrittrice inglese, oltre che per l'analisi psicologica degli indiziati nella ricerca del colpevole, anche per l'ambientazione un po' snobistica, ovvero quella che coinvolge persone della cosiddetta società bene.
Nel romanzo c’è infatti un castello e una famiglia nobile alquanto numerosa che lo abita, quella dei Castelli della Torre. L’assassino, si sa già all’inizio, deve essere uno dei suoi abitanti ed è proprio uno dei componenti della nobile famiglia, Rodolfo, ad assoldare l’investigatrice privata Jolanda Marchegiani per riuscire a smascherare il colpevole. Dato che Rodolfo è un noto tombeur de femmes, non è difficile per Jolanda venire accolta al castello fingendosi la sua amante, anche se qualcuno si stupisce dell'improvviso cambio di gusti in campo femminile di Rodolfo, dato che, fino ad allora, veniva attratto da ragazze molto dotate fisicamente ma piuttosto carenti sotto il profilo dell'intelletto.

Jolanda, come ulteriore copertura, può asserire di essere una nota scrittrice di romanzi rosa. In realtà lo scrittore, come si legge nella trama, è Johnny, il cugino gay di Jolanda. Jolanda si limiterebbe a fargli solamente da prestanome se, talvolta, non venisse coinvolta dai media che la vogliono intervistare per il successo ottenuto dai suoi libri.
La maggiore difficoltà nella lettura di questo giallo sta nello districarsi nella genealogia della articolata famiglia Castelli della Torre. Molto opportunamente, all'inizio del romanzo, l'autrice è venuta incontro al lettore inserendo uno schema dell’albero genealogico della famiglia nobiliare, schema che ha peraltro il difetto di essere un po’ troppo sintetico.

La protagonista del romanzo è una donna sovrappeso che gestisce l’agenzia di investigazioni L'Occhio di Sherlock ed ha un rapporto d'odio e amore con il commissario di polizia Tommaso Pedroni con cui scambia informazioni. E' proprio il commissario Pedroni, quando i suoi superiori gli sottraggono il caso pretestuosamente, che consiglia a Rodolfo di rivolgersi a Jolanda al fine di poter seguire le indagini quantomeno per interposta persona,.

Jolanda è una donna sempre in movimento pur con problemi di colesterolo e ipertensione. Ad attenderla a casa, dopo le fatiche della giornata, c’è la dolce Ofelia, una gatta soriana di color rosso come quella/o nella foto accanto che appartiene all’autrice del giallo. Evidentemente Patrizia Marzocchi si è ispirata a lei/lui per il suo personaggio felino.
Come si può intuire si tratta di una commedia gialla con una leggera sfumatura rosa e molto umorismo.
Un giallo scorrevole, divertente, coinvolgente e tutt’altro che scontato da poter leggere anche sotto l’ombrellone.


Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il diciassettesimo conte
  • Autore: Patrizia Marzocchi
  • Editore: CentoAutori
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: L'arcobaleno
  • ISBN-13: 9788868720650
  • Pagine: 331
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

16 giugno 2017

Devi orzare, Baal! - Virginia Less

Il giovane Paolo è imbarcato come prodiere su Excalibur, un quaranta piedi da regata che partecipa a un torneo a tappe. A Punta Ala conosce Micaela, velista bella e capace, con la quale vivrà una breve e sfortunata storia.Baal, il suo ruvido skipper, ritrova amici naviganti persi di vista da tempo: tutti, sportivi appassionati ed esperti, si preparano con entusiasmo alla competizione. Ma, ancor prima del via, un curioso e inspiegato incidente provoca la morte di uno di loro; altri eventi luttuosi accompagneranno il circuito.Toccherà a Baal, anch’egli in pericolo di vita, risolvere drammaticamente il giallo?

Recensione

Qualche anno fa vi abbiamo parlato con piacere di una raccolta di racconti gialli a sfondo marinaresco, Mal di mare, con protagonista un burbero capitano di polizia.
Come avevamo auspicato, Virginia Less si è messa la lavoro per regalare un seguito alle avventure del capitano Osvaldi, nel frattempo però ha deciso di proporci un'altra lettura in cui l'amore per il mare ha un ruolo predominante e che è stata originariamente scritta prima di Mal di mare.

Grande appassionata di vela, la Less ama fare della sua passione uno dei punti cardine della sua opera e non si smentisce nemmeno in questo suo romanzo d'esordio,Devi orzare, Baal!, in cui una successione di crudi omicidi funesta la serie di regate in cui sono impegnati i protagonisti.
Di nuovo, quindi, un giallo sullo sfondo del mare, non una serie di racconti ma una storia unica seppur sufficientemente breve e appassionante da poter essere letta in poche ore.

Tuttavia non si può non notare una certa immaturità di questo Devi orzare, Baal! rispetto a Ma di mare.
L'autrice, soprattutto nella parte iniziale, fatica a trovare quella scorrevolezza nella narrazione che caratterizzerà invece i racconti successivi, rimanendo eccessivamente vincolata alla descrizione dettagliata delle regate in cui sono impegnati i protagonisti che, per coloro digiuni da attività "velistiche", risultano un po' complesse da seguire, nonostante la presenza in fondo al libro di un dettagliato glossario dei termini usati.

Nei primi capitoli non solo la trama gialla ma le relazioni fra i personaggi sono estremamente diluite in mezzo agli episodi di navigazione, il che rende difficile appassionarsi alla narrazione per coloro che non sono nel ramo. L'eccesso di informazioni tecniche, infatti, e il formalismo nel descrivere come i protagonisti si sono avvicinati alla vela non riesce nell'intento di suscitare interesse verso questo sport, la passione è descritta ma non si percepisce e il lettore inesperto potrebbe arrancare. Forse un uso maggiore dei dialoghi e degli scambi di battute più brillanti avrebbero giovato a questa prima fase.

Con un po' di lentezza la storia comunque decolla, grazie anche alla scelta di narrare gli eventi dal punto di vista del giovane Paolo, studente universitario i cui weekend si consumano come prodiere a bordo di una barca da regata, la sua vera passione. L'autrice gestisce con destrezza un personaggio così giovane, contemporaneamente spavaldo e pieno di insicurezze, che diviene il portavoce ideale delle curiosità e dei dubbi del lettore man mano che la storia procede e i delitti si moltiplicano.
I personaggi secondari sono numerosi, forse troppi, tanto che non di tutti è facile ricordare il ruolo; quelli che emergono come Baal e Micaela sono però convincenti ed un ottimo contorno.

Nel complesso Devi orzare, Baal! è una lettura piacevole, adatta soprattutto ad un periodo estivo, che avrebbe meritato un giudizio pienamente positivo se l'autrice avesse saputo dosare meglio la proporzione fra giallo e romanzo di mare, curando maggiormente il primo, che invece arriva a soluzione senza che ai lettori sia davvero fornito qualche indizio concreto su chi sospettare, circostanza che toglie un po' di sprint alla scoperta finale dell'assassino.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Devi orzare, Baal!
  • Autore: Virginia Less
  • Editore: Lettere Animate
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • ISBN-13: 9788871120683
  • Pagine: 178
  • Formato - Prezzo: Tascabile - Euro 13,00

15 giugno 2017

La classifica libri più venduti dal 5 all'11 giugno


Cari lettori,
il caldo africano che ci attanaglia da qualche giorno ha mandato fuori fase anche noi,per questo oggi partiremo a scorrere la nostra classifica dei libri più venduti dal basso, anche perché, a onor del vero, è nell'ultima posizione che troviamo l'unica vera novità di questa settimana.
E' appena arrivato in libreria, infatti Il ministero della suprema felicità, ritorno al romanzo di Arundhati Roy, autrice indiana che raggiunge la fama internazionale vent'anni fa con il suo romanzo d'esordio Il dio delle piccole cose. La Roy racconta ancora la sua India con una storia corale che volge l'attenzione agli ultimi, quelli che vivono per strada e non hanno mai conosciuto un vero pasto in vita loro.
Un racconto che promette di parlare al cuore, come aveva fatto del resto il romanzo precedente, e che debutta direttamente in decima posizione, subito sotto a Alessandro D'Avenia che ritorna fra i primi dieci dopo diverse settimane d'assenza con il suo best seller L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita. Che, con la fine della scuola, molti professori l'abbiano i8ndicato come lettura estiva?
E' in leggera discesa invece il libro di ricordi del presentatore e divulgatore scientifico Piero Angela che questa settimana vede Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute scavalcato dalla trimestrale edizione del messalino e Insieme. Il mio diario nelle vostre mani, ennesima pubblicazione di uno youtuber italiano, in questo caso Luciano Spinelli che promette di raccontarsi ai fan senza filtri, sotto forma di diario.
Dalla quinta posizione a salire nessuna novità si segnala rispetto a settimana scorsa: stabili rimangono Paula Hawkins, con il thriller Dentro l'acqua e Tredici di Jay Asher, di cui abbiamo da poco pubblicato la recensione qui.
Inalterato infine anche il podio che vede confermato il trionfo di Andrea Camilleri che regala ai fan la venticinquesima avventura del commissario Montalbano raccontata in La rete di protezione, anche oggi al primo posto davanti al fisco Carlo Rovelli che sembra sulla strada per bissare l'enorme successo di Sette brevi lezioni di fisica con il nuovo volumetto L'ordine del tempo . Chiude il terzetto di testa, e anche il nostro appuntamento di oggi Storie della buonanotte per bambine ribelli di Elena Favilli e Francesca Cavallo di cui vi ricordiamo, anche in questo caso, la nostra recensione.
Chiudiamo quindi così la nostra rubrica, augurandovi come sempre buone letture!


Il libro più venduto:

Vigàta è in subbuglio: si sta girando una fiction ambientata nel 1950. Per rendere lo scenario quanto più verosimile la produzione italo-svedese ha sollecitato gli abitanti a cercare vecchie foto e filmini. Scartabellando in soffitta l’ingegnere Ernesto Sabatello trova alcune pellicole, sono state girate dal padre anno dopo anno sempre nello stesso giorno, il 27 marzo, dal 1958 al 1963. In tutte si vede sempre e soltanto un muro, sembra l’esterno di una casa di campagna; per il resto niente persone, niente di niente. Perplesso l’ingegnere consegna il tutto a Montalbano che incuriosito comincia una indagine solo per il piacere di venire a capo di quella scena immobile e apparentemente priva di senso. Fra sopralluoghi e ricerche poco a poco in quel muro si apre una crepa: un fatto di sangue di tanti anni fa, una di quelle storie tenute nell’ombra..


  • Titolo: La rete di protezione
  • Autore: Andrea Camilleri
  • Editore: Sellerio
  • ISBN-13: 9788838936555
  • Pagine: 304/li>
  • Prezzo: 14,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2.L'ordine del tempo - Carlo Rovelli (Adelphi - euro 14,00)
    3.Storie della buonanotte per bambine ribelli - Francesca Cavallo; Elena Favilli (Mondadori - euro 19,00)
    4.Tredici - Jay Asher (Mondadori - euro 17,00)
    5.Dentro l'acqua - Paula Hawkins (Piemme - euro 19,50)
    6.Insieme. Il mio diario nelle vostre mani - Luciano Spinelli (Rizzoli - euro 15,90)
    7.Sulla tua parola. Messalino luglio-agosto 2017 - AA. VV. (Shalom - euro 4,00)
    8.Il mio lungo viaggio. 90 anni di storie vissute - Piero Angela (Mondadori - euro 19,00)
    9.L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita - Alessandro D'Avenia (Mondadori - euro 19,00)
    10.Il ministero della suprema felicità - Arundhati Roy (Guanda - euro 20,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

     

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