19 gennaio 2017

La classifica dei libri più venduti dal 9 al 15 gennaio


Cari lettori,
ben ritrovati nel nostro consueto appuntamento con la classifica dei libri più venduti della settimana, che riprende oggi a pieno ritmo dopo la prolungata pausa natalizia.
Rispetto al nostro ultimo appuntamento dell'anno scorso alcuni titoli hanno resistito al fisiologico calo di vendite post-natalizio conservano comunque le prime posizioni e dimostrando una longevità che va oltre il richiamo della nuova uscita. Primo fra tutti Alessandro D'Avenia che, dopo aver "combattuto" per tutto dicembre contro Roberto Saviano per la testa della classifica, ritroviamo oggi indomabile in seconda posizione con il suo elogio di Leopardi dal titolo L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita.
Saviano, al centro questa settimana di polemiche a mio avviso un po' ridicole pilotate dal quotidiano Il Giornale, da tempo avverso allo scrittore, deve anche rinunciare al suo posto sul podio piazzandosi con La paranza dei bambini in un dignitosissimo quarto posto.
Un po' meno "dignitoso", secondo il mio gusto personale, è invece il primo posto conquistato da Lucinda Riley autrice di romanzi rosa travestiti da romanzi storici che pubblica per Giunti il terzo capitolo della saga Le sette sorelle intitolato La ragazza nell'ombra.
Completa il podio uno degli autori italiani di punta per Mondadori, Luca Bianchini, del quale il colosso editoriale milanese ha appena pubblicato Nessuno come noi, un romanzo che attinge direttamente all'adolescenza dell'autore raccontando le vicissitudini amorose di tre ragazzi torinesi degli anni '80. Sentimentalismo alla Fabio Volo unito a Operazione Nostalgia: un successo assicurato.
Scendendo dal podio, dopo il già citato Saviano ritroviamo un altro inossidabile, il medico Valter Longo con la sua La dieta della longevità, seguito dal thriller di maggior successo degli ultimi 3 anni e presenza fissa della nostra classifica: La ragazza del treno di Paula Hawkins.
In settima posizione, un po' sottotono rispetto alle aspettative, troviamo il quarto e ultimo capitolo dell'affascinante saga dedicata al Cimitero dei Libri Dimenticato inventato dallo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón . Il libro, intitolatoIl labirinto degli spiriti, arriva a più di dieci anni di distanza dalla pubblicazione de L'ombra del vento (di cui vi avevamo parlato qui) e nei prossimi giorni ne pubblicheremo una dettagliata recensione.
Altro titolo che non ha bisogno di presentazioni è quello che troviamo all'ottavo posto dove permane inossidabile la commedia teatrale di J.K.Rowling Harry Potter e la maledizione dell'erede, ottava avventura del maghetto più amato della storia.
Due nomi nuovi invece chiudono il nostro appuntamento di oggi. La prima è La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco un successo a sorpresa della grecista Andrea Marcolongo che con il suo tentativo di trasmettere la passione per una lingua "morta" si è ritrovata di fronte a un'improvvisa celebrità, coronata dalla soddisfazione di vedere cinque edizioni del proprio libro ristampate in nove settimane.
Il secondo e ultimo è invece una novità Sellerio che settimana scorsa ha pubblicato in nuovo giallo di Alessandro Robecchi intitolato Torto marcio: un'ambientazione milanese per tre storie molto diverse che finiscono per intrecciarsi con conseguenze inaspettate.
Chiudiamo quindi "in giallo" il nostro appuntamento di oggi e vi auguriamo, fino a settimana prossima, buone letture!


Il libro più venduto:

Silenziosa ed enigmatica, appassionata di letteratura e cucina, Star è la terza delle sei figlie adottive del magnate Pa’ Salt e vive da sempre nell'ombra dell'esuberante sorella CeCe. Fin da piccole le due sono inseparabili: hanno un linguaggio segreto che comprendono solo loro e hanno passato gli ultimi anni viaggiando per il mondo, guidate dallo spirito indomito di CeCe, di cui Star è abituata ad assecondare ogni desiderio. Ma adesso, a solo due settimane dalla morte del padre, CeCe decide che per entrambe è arrivato il momento di fissare un punto fermo nelle loro vite e mostra a Star il magnifico appartamento sulle rive del Tamigi che ha intenzione di comprare per loro. Per la prima volta nella sua vita, però, Star sente che qualcosa in lei è cambiato: quel rapporto quasi simbiotico sta rischiando di soffocarla. È ora di trovare finalmente la propria strada, cominciando dagli indizi che Pa’ Salt le ha lasciato per metterla sulle tracce delle sue vere origini: una statuetta che raffigura un gatto nero, il nome di una donna misteriosa vissuta quasi cent'anni prima e il biglietto da visita di un libraio londinese. Ma cosa troverà tra i volumi polverosi di quella vecchia libreria antiquaria? E dove vuole condurla realmente Pa’ Salt?


  • Titolo: La ragazza nell'ombra. Le sette sorelle
  • Autore: Lucinda Riley
  • Editore: Giunti Editore
  • ISBN-13: 9788809818392
  • Pagine: 542
  • Prezzo: 14,90 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2. L'arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita - Alessandro D'Avenia (Mondadori - euro 19,00)
    3. Nessuno come noi - Luca Bianchini (Mondadori - euro 18,00)
    4. La paranza dei bambini - Roberto Saviano (Feltrinelli - euro 18,50)
    5. La dieta della longevità - Valter Longo (Vallardi - euro 15,90)
    6. La ragazza del treno - Paula Hawkins (Piemme - euro 19,50)
    7. Il labirinto degli spiriti - Carlos Ruiz Zafón (Mondadori - euro 23,00)
    8. Harry Potter e la maledizione dell'erede - J. K. Rowling; John Tiffany; Jack Thorne(Salani - euro 19,80)
    9. La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco - Andrea Marcolongo (Laterza - euro 15,00)
    10. Torto marcio - Alessandro Robecchi (Sellerio - euro 15,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    18 gennaio 2017

    La cena delle spie - Olen Steinhauer

    Celia Harrison sa, o crede di sapere, cosa l'aspetta la sera in cui, nell'idillica Carmel-by-the-Sea, di fronte alle onde del Pacifico, arriva con un volo dall'Europa l'agente Henry Pelham - che con la sua stanchezza, le spalle curve, e quell'incontrollabile voglia di un martini, sembra arrivato apposta per riportarla indietro nel tempo, a un passato che Celia ha deciso di gettarsi alle spalle. Un passato in cui anche lei, come Henry, era un'agente della CIA. E in cui un terribile atto terroristico all'aeroporto di Vienna, che la CIA non seppe né arginare né sventare, mise fine alle loro carriere. Al loro amore turbolento. Alla fiducia che nutrivano l'uno per l'altra. Un solo appuntamento a cena: il primo dopo molti anni, e quasi sicuramente l'ultimo. Anche Henry sa, o crede di sapere, cosa lo aspetta. Per lui questa è la cena della resa dei conti. La cena in cui - con ogni mezzo, lecito e illecito - estorcerà a Celia una confessione su cosa successe davvero a Vienna, e in cui saprà anche perché, subito dopo, Celia lo lasciò per sempre, sgretolandogli il cuore. Ma Celia ha tutt'altri programmi per la serata - e per Henry. Perché nulla è come sembra durante questa lunga, burrascosa, sorprendente cena di ex amanti, ex colleghi, ex spie. Nulla se non una cosa: ogni parola detta è una bugia.

    Recensione

    Un altro successo per la Piemme, La cena delle spie di Olen Steinhauer è il romanzo adatto a tutti gli amanti della suspence.
    La storia di Henry e Celia è tutta raccontata nel corso di una cena tra i due, un incontro ben lontano dai consueti e galanti tête-à-tête a lume di candela. La storia d’amore tra Henry e Celia passa in secondo piano per lasciare prospetticamente il posto alla ricerca delle risposte a quelle insidiose domande che si consumano tra un bicchiere di buon vino e pietanze sofisticate ma il sentimento tra i due è un fantasma che aleggia e fa capolino continuamente.

    La cena delle spie è figurativamente una partita a scacchi, una metafora che rispecchia i temi del romanzo e si incastra perfettamente tra essi: lo spionaggio, la menzogna, la strategia, l’oscurità.
    Le atmosfere cupe fanno da sfondo a tutto il libro con una consistenza palpabile tale che permette al lettore, grazie ad una fortissima empatia, di sentirsi catapultato anche lui in quel ristorante, come se fosse un invisibile commensale che con lo sguardo segue i taglienti interrogativi che i due si scambiano a turno.

    Chi tra Celia ed Henry farà scacco matto? Il lettore si immerge letteralmente nelle pagine, il libro ha un potere ipnotizzante rafforzato dallo stile di scrittura fortemente dialogico e dalla narrazione non-lineare. Sfogliando le pagine ci troviamo davanti a dei flashback improvvisi alternati a sogni (che in realtà sono delle vere e proprie ossessioni per i protagonisti) tutti riguardanti un famoso disastro aereo consumatosi anni prima, poi si ritorna nuovamente al presente, alla fatidica cena che deciderà la sorte dei personaggi.

    Ovviamente oltre ad Henry e Celia troviamo altri personaggi, dalla marginale rilevanza ma che ad ogni modo colorano la trama e la arricchiscono. Il lettore vive una suspense continua, si ritrova sul filo del rasoio fino all’ultima pagina, non ha idea di cosa accadrà nella pagina successiva a quella che sta leggendo, tutto è risolto alla fine e, anche se l’epilogo lascia un po’ l’amaro in bocca, solo allora potremo smettere di trattenere il fiato e finalmente, dopo tanta attesa, respirare.

    Il tema dello spionaggio fa si che non ci sia un grandissimo tratteggio dei personaggi, viene rivelato al lettore quanto basta per capire di chi sta leggendo, anche se ciò non gli permette di intuire chi sia il responsabile il colpevole anticipatamente.
    Ci troviamo davanti ad uomo in cui la lotta tra ragione e sentimento consuma ogni parte del suo corpo e ad una donna che ha cercato di dimenticare l’amore di un tempo per non sentirsi in pericolo costantemente, per non dover scegliere in futuro: è meglio troncarla prima che vada troppo oltre, facendo di questa frase la sua filosofia di vita si è ritirata in una piccola cittadina e ha sposato un uomo normale che forse non ama ma che le garantisce tranquillità.

    < p>Eppure sia Henry che Celia sono due personaggi tormentati che vivono in una burrasca di emozioni ma devono fare i conti con loro stessi, con il loro lavoro e soprattutto, con una grande responsabilità. E’ un romanzo eccellente, scritto bene e con proprietà linguistiche notevoli, merita le cinque stelle e anche tanti complimenti. Se non siete amanti del brivido e non sopportate la suspense, questo libro non è per voi ma se amate le attese che consumano l’anima allora è perfetto.

    Giudizio:

    +5stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: La cena delle spie
    • Autore: Olen Steinhauer
    • Traduttore: S. Magagnoli
    • Editore: Piemme
    • Data di Pubblicazione: settembre 2016
    • Collana: Narrativa
    • ISBN-13: 978-88-566-4779-2
    • Pagine: 252
    • Formato - Prezzo: Cartonato - 17,50 Euro

    15 gennaio 2017

    Gli ospiti paganti - Sarah Waters

    Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell'appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un'intimità con estranei a cui le due donne non sono più abituate. Lo scenario cambia velocemente, molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio

    Recensione

    La prima guerra mondiale è appena terminata e Frances Wray è la proprietaria, insieme alla madre, di una casa situata in un quartiere bene di Londra. Dopo la morte del padre, che aveva dilapidato il patrimonio con investimenti disastrosi, le due donne decidono di affittare una parte della dimora per far fronte alle loro esigenze economiche.
    Frances ha circa ventisette anni e trascorsi che si potrebbero definire rivoluzionari per quei tempi, date le sue simpatie a favore delle suffragette, la partecipazione a manifestazioni antibelliche e un amore omosessuale. Per questo motivo i rapporti con i genitori, specie con il padre, erano sempre stati difficili. È lei la protagonista principale di Gli ospiti paganti ed è il suo punto di vista a coinvolgere il lettore nelle vicende.

    A prendere in affitto una parte della casa è una coppia di giovani sposi di condizione sociale inferiore, ma con buone prospettive economiche. Lilian, la giovane donna poco più che ventenne che entra nella casa dei Wray, ha gusti un po’ plebei e arreda le sue stanze con cianfrusaglie che suscitano inizialmente una certa ironia in Frances. Però è gentile, piuttosto procace, un po’ malinconica e con buone capacità sartoriali.
    Dopo un periodo di tempo in cui le due donne si studiano, sembra nascere fra loro una grande amicizia che, successivamente, si trasforma in qualcosa di più.
    Un amore appassionato descritto con molta delicatezza dall’autrice che usa uno stile quasi novecentesco. Quando accade che le due donne per eccesso di difesa commettono un omicidio, il rapporto fra loro è destinato a entrare in crisi. La certezza della solidità del loro sentimento, che prima pensavano saldissimo, tende a infrangersi contro il rimorso e il timore di essere state manipolate, dato che l'atto compiuto si presta a essere visto sotto diverse angolazioni.

    Tutta la storia è descritta benissimo dalla Waters che riesce a trasmettere al lettore il clima passionale sempre più esclusivo sorto fra i due innamorati e, successivamente, lo stato d’ansia che attanaglia le due donne, desiderose per un verso di confessare la loro colpa e, allo stesso tempo, timorose di poter diventare oggetto della curiosità morbosa del pubblico e di dover subire le minacce dei familiari della vittima. La Waters è anche brava a raccontare il bisogno che a volte sopravviene di ferire la persona amata quando non ci si sente sufficientemente compresi e corrisposti.
    L’inconveniente del romanzo è che, specie nella prima parte, è piuttosto lento e claustrofobico, dato che si svolge quasi integralmente fra le mura di casa della famiglia Wray. La seconda parte, meno puntigliosa della prima nelle descrizioni, è più veloce e piena di suspense, perché dell’omicidio viene accusata un’altra persona e si scopre, durante il processo che ne consegue, non solo che la vittima non aveva una condotta irreprensibile, ma che anche l’accusato, oltre a essere violento, era decisamente antipatico e volgare.
    La Waters riesce a trasmettere al lettore l’ansia delle due donne decise a comportarsi eticamente ma, allo stesso tempo, impaurite dal passo da compiere che porterebbe un enorme sconvolgimento nelle proprie famiglie. Fino alla conclusione del romanzo il lettore rimarrà nel dubbio su quale sarà la decisione che Lilian e Frances prenderanno e se il loro rapporto sarà destinato ad esaurirsi.
    La Waters è pignola nel descrivere le toilette delle signore, nonché la quotidianità dei lavori domestici e gli oggetti d’uso comune a quei tempi. L’autrice è precisa anche nella descrizione dei sentimenti della protagonista Frances, la cui caratterizzazione è brillantissima, ma può risultare un po’ pesante per il lettore che non fosse abituato a leggere un romanzo di quasi seicento pagine incentrato solo su due personaggi.

    Giudizio:

    +4stelle+ (e mezzo)

    Dettagli del libro

    • Titolo: Gli ospiti paganti
    • Titolo originale: The Paying Guests
    • Autore: Sarah Waters
    • Traduttore: Leopoldo Carra
    • Editore: Ponte alle Grazie
    • Data di Pubblicazione: 2015
    • Collana: collana
    • ISBN-13: 9788868332334
    • Pagine: 575
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 18,60

    13 gennaio 2017

    Love is a human right - Carlo Scovino

    Dai mancati riconoscimenti legislativi fino alle condanne, alle persecuzioni e alle torture, l’omosessualità e l’identità di genere rappresentano purtroppo campi molto “fecondi” per la violazione dei diritti umani più elementari. Questo libro, dopo un’ampia premessa sulla storia sociale dell’omosessualità e sul suo rapporto con le religioni, con la scienza e con la medicina, da un lato offre una approfondita panoramica sui principali trattati internazionali che tutelano l’identità di genere, e dall’altro racconta, attingendo alle ricche documentazioni di Amnesty International, dei casi emblematici di violenze e soprusi che ci ricordano che, nonostante i progressi e gli avanzamenti, la strada da percorrere è ancora molto lunga e piena di difficoltà.

    Recensione

    Diventa a volte complesso riuscire a commentare un testo che, dal presupposto del saggio, intende raccontare lo stato delle persone LGBT nel globo. Per quanto poi all’interno dei vari capitoli si intersechino delle interessanti riflessioni scaturenti dall’attività associativa di Amnesty International in merito al delicato argomento della lotta per i diritti di tutti, questa esperienza narrativa non può prescindere dalla sua funzione pedagogica, quella di voler raccontare e descrivere i vari meccanismi sociali e politici che ruotano attorno al “fenomeno” omosessuale, con tanto di analisi puntuale delle dinamiche, degli agenti esterni e, soprattutto, delle reazioni della collettività, che si diversifica per cultura, margine di lotta e aspirazioni rendendo le singole esperienze differenti sulla base della nazionalità geografica.

    Una prima riflessione infatti attiene alle differenze: per quanto il sistema personale di essere persona omoaffettiva, trans gender o pansessuale possa evidenziare delle comunanze in tutti quanti, esistono delle enormi difformità di trattamento, discriminazione e a volte di repressione verso i cittadini che evidenziano questo loro modo di essere. Basti pensare alla differenza di quanto accade in occidente, dove si parla e si concretizza a volte il matrimonio, rispetto al medio oriente dove magari essere gay comporta la condanna a morte dell’individuo per grave reato normato dal sistema penale autoctono.
    Ed è proprio in questi meccanismi che si struttura l’impianto e soprattutto l’idea dell’intera impalcatura dell’opera: raccontare e farci riflettere.

    In questo percorso, con parti meno approfondite e altre invece su cui l’autore si concentra maggiormente, viene raccontata in primo luogo la parte storica dell’omosessualità, sia nelle culture antiche che successivamente alla diffusione delle religioni monoteiste sulle quali vengono fatte le opportune precisazioni, per poi concentrarsi sul fenomeno della discriminazione analizzando tutti gli aspetti relativi all’omofobia, gli stereotipi e il pregiudizio.
    Un’altra parte invece è dedicata all’amore e alle relazioni, al modo di vivere la coppia sia all’interno della stessa che a livello sociale, per poi passare invece a un documento che io personalmente ho trovato molto interessante, ovvero i Principi di Yogykarta, che poi vengono puntualmente riportati anche in appendice.
    E infine nell’ultima parte del saggio arriviamo al punto di vista dell’associazione Amnesty International dove vengono declinati in modo puntuale e accattivante non solo i principi ispiratori dell’associazione e il percorso che l’ha portata a schierarsi a favore dei diritti umani della cittadinanza LGBT mondiale, partendo da i principi contenuti nella dichiarazione universale dei diritti umani, ma illustra anche alcuni casi documentati sui quali è opportuno davvero soffermarsi a riflettere a fondo e a trarne le proprie conclusioni.

    Si tratta pertanto di un libro che appare piuttosto ricco a livello di contenuto, ma forse non adatto a chi si vuole approcciare alla tematica LGBT per capirne i meccanismi e le fondamenta, per acquisirne le nozioni basilari: infatti il target di riferimento apparirebbe più appropriato per chi lo studio sociologico e psicologico dell’omosessualità lo ha già interiorizzato altrove, soprattutto perché le parti generali iniziali danno soltanto un’infarinatura di massima che non approfondisce e che rimanda comunque ad altre fonti di studio, ugualmente necessarie, per comprendere davvero e conoscere, soprattutto quando si dispone di poche informazioni. Ma, trattandosi comunque di un libro dedicato prioritariamente all’attività associativa della lotta per i diritti, è anche comprensibile che sia stata necessaria una cernita su cosa raccontare e come farlo.

    A livello di stile e godibilità di lettura, a parte qualche refuso sfuggito, la scrittura è chiara e scorrevole, ma ho trovato poco adeguata la presenza del pensiero dell’autore in alcune parti, laddove un saggio, per mia opinione personale, debba essere un po’ più cattedratico e meno centrato sui “per mia opinione” o “secondo ciò che penso”, ma è una questione dettata meramente da gusti personali.
    Di sicuro si tratta di una lettura interessante su molteplici aspetti, sia legati alla conoscenza che allo studio, ed è corredata da una serie di appendici che arricchiscono comunque, dai documenti ufficiali alle interviste di alcune persone che vivono in Italia la propria omosessualità e che portano il lettore al confronto netto, e talvolta feroce, della realtà dei fatti.
    Stante questo, Love is a human right rimane comunque un punto di vista, centrato su Amnesty International per i diritti di tutti, che vale la pena di condividere come iniziativa e come mission del libro stesso.

    Giudizio:

    +3stelle+ e (mezzo)

    Dettagli del libro

    • Titolo: Love is a human right. Omosessualità e diritti umani
    • Autore: Carlo Scovino
    • Editore: Rogas
    • Data di Pubblicazione: 2016
    • Collana: Atena
    • ISBN-13: 9788899700065
    • Pagine: 360
    • Formato - Prezzo: € 19,90

    11 gennaio 2017

    La casa per bambini speciali di Miss Peregrine - Ransom Riggs

    Quali mostri popolano gli incubi del nonno di Jacob, unico sopravvissuto allo sterminio della sua famiglia di ebrei polacchi? Sono la trasfigurazione della ferocia nazista? Oppure sono qualcosa d'altro, e di tuttora presente, in grado di colpire ancora? Quando la tragedia si abbatte sulla sua famiglia, Jacob decide di attraversare l'oceano per scoprire il segreto racchiuso tra le mura della casa in cui, decenni prima, avevano trovato rifugio il nonno Abraham e altri piccoli orfani scampati all'orrore della Seconda guerra mondiale. Soltanto in quelle stanze abbandonate e in rovina, rovistando nei bauli pieni di polvere e dei detriti di vite lontane, Jacob potrà stabilire se i ricordi del nonno, traboccanti di avventure, di magia e di mistero, erano solo invenzioni buone a turbare i suoi sogni notturni. O se, invece, contenevano almeno un granello di verità, come sembra testimoniare la strana collezione di fotografie d'epoca che Abraham custodiva gelosamente. Possibile che i bambini e i ragazzi ritratti in quelle fotografie ingiallite, bizzarre e non di rado inquietanti, fossero davvero, come il nonno sosteneva, speciali, dotati di poteri straordinari, forse pericolosi? Possibile che quei bambini siano ancora vivi, e che - protetti, ma ancora per poco, dalla curiosità del mondo e dallo scorrere del tempo - si preparino a fronteggiare una minaccia oscura e molto più grande di loro?

    Recensione

    La pubblicazione e l'enorme successo della saga di Harry Potter hanno determinato un trend nelle trame dei fantasy per ragazzi pubblicati successivamente a cui pochi sono riusciti a sottrarsi. Si tratta di uno schema che ha lunghe radici sia nel cinema che nella letteratura e che vede come protagonista un ragazzino con legami familiari superficiali e quasi nessun legame sociale coi coetanei, da cui si sente inspiegabilmente diverso perché in possesso di abilità fuori dal comune, sconosciute ai "normali" e al protagonista stesso finché un rappresentate del mondo magico non giunge a comunicargli la sua straordinarietà portandolo nell'affascinante collegio dove quelli come lui vengono educati.

    La casa per bambini speciali di Miss Peregrine si adatta a questo schema molto meglio di altri predecessori, arricchendo la storia con un'atmosfera sinistra e un'ambientazione gotica in grado di generare molti più turbamenti rispetto alle saghe di vampiri che hanno dominato fino a qualche anno fa.
    Ho particolarmente apprezzato l'idea che per i bambini di Miss Peregrine essere speciali non volesse necessariamente dire essere più "fighi" degli altri; al contrario le loro abilità fuori dal comune hanno quasi sempre connotati inquietanti e grotteschi, da cui deriva la necessità di vivere isolati nello spazio e nel tempo, protetti dalla diffidenza e dal pregiudizio altrui.
    Ciliegina sulla torta, l'imponente casa nascosta nel cuore del bosco, nel bel mezzo di un'impervia isola dell'arcipelago britannico costantemente martoriata da pioggia e nebbia, costituisce un'irresistibile premessa per un racconto di fantasmi, mostri e altri pericoli misteriosi.

    Superati i primi capitoli, tuttavia, appare evidente che ci troviamo di fronte a uno di quei casi in cui l'esecuzione non è all'altezza delle premesse.
    Il primo punto debole è indubbiamente il protagonista: Jacob è il classico ragazzino viziato che ama lamentarsi senza un preciso motivo e si compiace di comportarsi da stronzetto perché la vita gli ha fatto l'enorme torto di donargli tutto, senza aggiungere un pizzico di avventura. Messo alla prova dagli eventi, non sembra mai particolarmente brillante e quando scopriamo la sua "peculiarità" non possiamo che restarne un pochino delusi perché l'abilità di Jacob, oltre a essere ritenuta da tutti la più utile e invidiabile, è anche l'unica che non lascia alcun marchio fisico e che consente di vivere una vita perfettamente normale. Insomma, a dispetto della apparenza Ransom Riggs fa solo finta di voler parlare di diversità ma non si sente in grado di rinunciare ad un protagonista più che perfetto.

    A differenza di quanto accade in Harry Potter, dove la magia è un elemento chiave della storia che ne permea ogni aspetto, qui le peculiarità dei ragazzini di Miss Peregrine si rivelano presto solo una scusa per infarcire il libro di disturbanti fotografie in bianco e nero di ragazzini un po' inquietanti, che un tempo sarebbero stati definiti fenomeni da circo. Va però detto che queste fotografie costituiscono uno degli elementi migliori della storia, in grado di conservare quell'atmosfera tenebrosa e spettrale che la trama invece perde gradualmente.
    Per questo motivo la nuova edizione del libro, che riporta in copertina la coloratissima locandina del film di Tim Burton tratto dal libro, toglie a mio parere qualcosa al romanzo rispetto a quella precedente che proponeva invece una di queste suggestive immagini in bianco e nero.
    Tornando ai nostri bambini speciali, l'autore non sembra avere un'idea precisa di come sfruttare le loro particolarità, se non per farli esibire in uno squallido spettacolino, accantonandole poi per la maggior parte della storia, solo per riscoprirle opportunamente negli ultimi capitoli.

    Ancora più deludente di Jacob è invece Miss Peregrine che non ha nulla a che fare con la conturbante immagine proiettata da Eva Green dai cartelloni pubblicitari del film. Mi rendo conto che non tutti i presidi/mentori possono avere il fascino di Silente ma la povera Miss Peregrine è davvero una delle più insipide e impreparate presidi mai viste in letteratura. Con i suoi vestiti antiquati e il suo sguardo severo ricorda più che altro una parodia annacquata di Mary Poppins senza la sua brillante personalità e con una tecnica di gestione delle crisi che definirei ridicola nel migliore dei casi.

    Ovviamente non è tutta colpa sua: la trama imbastita da Riggs ha così tanti buchi che è sorprendente che sia riuscito ad arrivare a concludere il romanzo. Se vi state chiedendo che senso abbia tenere rinchiusi indefinitamente dei bambini in un loop temporale che li costringe a rivivere sempre lo stesso giorno avete individuato una delle maggiori insensatezze della storia, oltre che la lampante dimostrazione della stupidità di Miss Peregrine.
    Le regole che governano questi loop, inoltre, sembrano piuttosto approssimative e non è mai spiegato con chiarezze se i bambini che lo abitano continueranno a vivere in eterno o sono comunque destinati a morire ad un certo punto.
    Ma il vero punto debole sono i mostri che fanno la parte dei cattivi: le loro motivazioni sembrano piuttosto deboli e le loro azioni spesso insensate, tanto che, alla fine, non fanno altro che aggiungersi alla scarsa "spaventosità" della storia.

    In conclusione, un'ottima idea eseguita piuttosto malamente che fallisce nel soddisfare quella volontà di raccapriccio a cui evidentemente aspira.

    Giudizio:

    +2stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
    • Titolo originale: Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children
    • Autore: Ransom Riggs
    • Traduttore: I. Katerinov
    • Editore: Rizzoli
    • Data di Pubblicazione: 30 giugno 2016
    • Collana: Rizzoli best
    • ISBN-13: 9788817090018
    • Pagine: 383
    • Formato - Prezzo: Copertina rigida - Euro 18,00
     

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