30 agosto 2016

Tagliami la testa senza farmi male - Oscar Francioso

Eric Eden ha diciotto anni. È disordinato, ha tendenze suicide, beve troppo, fuma troppo, mangia solo cibi liquidi perché non ha voglia di masticare, è sempre di pessimo umore. Il suo intero modo di essere è giustificato dall’essere uno studente. Quando la scuola finisce, Eden dovrà riconsiderare i punti cardine della propria esistenza. Dovrà rivedere i rapporti con una fidanzata che ha sempre trattato malissimo, con il suo migliore amico, segretamente innamorato di lui dall’età di sette anni, e con la nonna, una regista porno in pensione divenuta nel corso del tempo il suo idolo.

Recensione

Tagliami la testa senza farmi male racconta in modo dissacrante e, in gran parte, disincantato, il dramma delle nuove generazioni che si confrontano, in un modo o nell’altro, con la quotidianità e le finte proiezioni proprie delle età adulte, tutte rivisitate attraverso l’occhio del suo protagonista Eden, che si ritiene talmente scollegato dal reale in cui interagisce da decidere di farla finita fino a che la visione/incontro con Aldo Veritas, poeta morto suicida nel 67, non lo porta a riflettere sul senso stesso delle sue scelte, esortandolo a provare a vivere.

Eden ha appena concluso il liceo e sente addosso l’alito di un’esistenza claustrofobica a cui non intende arrendersi per il solo sentirsi inadeguato: dopo la scuola, a parte coniugare in modo esatto i verbi irregolari al participio passato, ritiene di non essere capace di mettere in pratica nessun talento per poter vivere come tutti gli altri. Accanto a lui ritroviamo una carrellata simpatica e irriverente di personaggi, dalla fidanzata Cassandra, con cui ha un rapporto ambivalente e legato al sesso, perché Eden non crede che l’amore esista, sino al migliore amico gay Moreno e alla sua amica/pusher Sabina, da sempre innamorata di lui. Per non scordare la nonna, regista di film pornografici, che in più di un’occasione dimostra al lettore come sia possibile sfangarla senza per forza crescere e adeguarsi a ciò che la realtà sociale pretende, spesso, da noi.
Proprio da lei e dalle sue esperienze erotiche Eden trae la sua ispirazione nella scrittura di racconti a sfondo sessuale che gli consentono di sopravvivere fino a che non intercorrerà il famigerato Blocco dello scrittore, che gli impedisce di poter creare le nuove storie che il suo editore si aspetta e, ahimé, non si limita a quello soltanto.

Estraniandosi dalla trama, il lettore si imbatte in un singolare romanzo di formazione, in cui Eden cerca in ogni modo, psicologicamente, di arrabattarsi per dare una sua personale visione della vita, senza comprendere però sino in fondo il suo significato intrinseco, perdendo forse anche troppo tempo nel raccontare la fitta rete di rapporti e di vicende, senza coglierne l’essenza e il significato. Solamente sul finale riesce in qualche modo a emanciparsi e a crescere, a comprendere che il tempo perso, in nessun modo, potrà tornare indietro, insegnandoci che vale la pena vivere con intensità e trarre da quel che ci capita il massimo possibile.

In una sottile lettura su un piano diverso, non solo ci si imbatte nella disamina disarmante della portata dei sogni (Eden vorrebbe solo scrivere il suo Grande Romanzo, che poi non riuscirà a scrivere) e del secolare dilemma con il dissidio tra aspirazioni e vita reale, ma ci inoltriamo con una visione puntuale nel mondo del disinganno delle nuove leve di adulti, che mostrano punti di forza ma inequivocabilmente la loro fragilità più estrema. In un modo sovrastimolato, in cui le emozioni tendono a perdersi spettacolarizzandosi e diventanto appannaggio di tutti, si rischia di sentirsi vuoti, inanimati, come delle pedine.

A livello strutturale la breve opera di Francioso trova un suo perché espressivo, nonostante la presenza di alcuni refusi nel testo che tuttavia non compromettono la lettura e la rendono godibile. A voler essere cinici, il difetto maggiore e unicamente riscontrabile della storia risiede nella discordanza, a volte accentuata delle voci: Eden ha 19 anni appena eppure in più fasi, tra le righe del testo, si ha l’impressione che a parlare sia un uomo più adulto, a volte immaturo, a volte sin troppo esperienziale per trattarsi di un giovane appena uscito dal liceo.
Il romanzo si rivela comunque una lettura interessante, dedicata a tutti coloro che intendono interfacciarsi col dramma del vivere, partendo dal presupposto che, spesso, per problematiche del genere, non sussistono soluzioni di sorta, se non continuare appunto a vivere.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tagliami la testa senza farmi male
  • Autore: Oscar Francioso
  • Editore: Enzo Delfino Editore
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • ISBN-13: 9788895758251
  • Pagine: 106
  • Formato - Prezzo: € 4,99

27 agosto 2016

Omicidio in piazza Sant'Elena - Alessio Piras

Rientrato a Genova dopo aver trascorso quindici anni lavorando come ricercatore e professore tra Londra e Barcellona, Lorenzo viene coinvolto nell’inchiesta che dovrebbe risolvere il caso della morte del figlio della sua nuova vicina di casa, Alba, avvenuta nei pressi del mercatino di Shangay. La prima diagnosi del medico legale parla di overdose, ma il commissario Pagani, intervenuto sul posto poco dopo il ritrovamento, non la pensa nello stesso modo e inizia a indagare. Le indagini rischiano di portare a galla i vizi e lo squallore di uno degli uomini più in vista della città e per questo vengono ostacolate dal PM, che ha fretta di chiudere il caso senza troppo clamore. Ma Pagani non si dà per vinto e, grazie all’apporto di Lorenzo, trova la soluzione del caso tra le pagine di un classico del romanzo poliziesco. La trama noir s’intreccia con quella del ritorno del protagonista nella sua città, in cui rivive con nostalgia alcuni momenti della sua infanzia e riprende contatto con i luoghi che l’hanno visto diventare adulto. In compagnia del fantasma di un vecchio filosofo e della sua nuova compagna, Lorenzo Marino inizia a ricostruire l’intricato puzzle della sua vita.

Recensione

Romanzo breve e che si legge velocemente grazie alla capacità dell'autore di scrivere in modo molto scorrevole.

Lorenzo, tornato a Genova dalla Spagna dove faceva il ricercatore, prende il posto di un suo ex professore che, lasciando la cattedra universitaria in filosofia, lo aveva proposto come suo successore.
Va ad abitare in un appartamento in affitto e si trova come vicina di casa una prostituta il cui figlio viene trovato morto per overdose. Lorenzo ed il commissario di polizia incaricato del caso lo ritengono un omicidio. Partendo dallo spacciatore che ha fornito la droga, i due investigatori, uniti in una improbabile intesa, si metteranno alla ricerca del colpevole.

Il romanzo presenta aspetti positivi e negativi. Fra questi ultimi c'è il prologo, nel quale Lorenzo racconta la storia narrata in questo libro ad un marinaio appena conosciuto in un bar e che mi è sembrato improbabile oltreché superfluo; l'unica funzione che vi ho ravvisato è quella di rendere un po' più varia una storia di per sé semplice, ancorché i frequenti spostamenti di luoghi e tempi delle azioni la rendano più articolata.
Anche l'originalità dell'intreccio è discutibile, ma riesce difficile ormai immaginare una trama originale, specie quando constatiamo tutti i giorni che la realtà supera la fantasia.

L'autore, inoltre, si affretta a raccontare che Lorenzo al primo appuntamento va a letto con la agente immobiliare, donna particolarmente avvenente, a cui si era rivolto per trovare l'appartamento. Più che cadere nel solito clich ;che risponde ad una scontata fantasia maschile, la sensazione è che l'autore non abbia avuto voglia di soffermarsi sui preliminari del corteggiamento e abbia preferito pertanto tagliare quella parte andando subito al sodo. Ma se ciò è comprensibile in una pellicola cinematografica in cui si ha l'esigenza di riassumere la storia in meno di due ore, pur se certe cose nella realtà possono accadere (agli altri), in un romanzo mi sembra una forzatura, specie aggiungendo che la donna in questione risulta essere bellissima e quindi doveva avere molti pretendenti e molte occasioni per fare sesso, e che pertanto, per scegliere Lorenzo fra tutti gli altri, fa ritenere che dovesse avere notevoli qualità di cui, peraltro, nel romanzo non si fa cenno.
Infine la soluzione del caso, che non si vuole rivelare, appare un po’ banale e non credo necessitasse di scomodare Sciascia a cui i protagonisti fanno spesso riferimento. Non questa è l’unica forzatura e si notano anche alcune superficialità.
Ad esempio quando l'autore afferma che Lily si scaglia contro l’uomo che ha messo incinta una delle prostitute cui insegnava il mestiere esclamando:“L’hai messa incinta, maiale, perché non volevi usare il profilattico e sapevi che non poteva usare la pillola.” Forse l’autore per esigenze di intreccio ha voluto sorvolare su altri tipi di anticoncezionali perché, anche se la prostituta non poteva usare la pillola, esistevano altri sistemi (meccanici e chimici) già a quell’epoca (anni ’90) per non rimanere incinta e Lily, che era una vecchia professionista, non poteva non esserne informata. A questo proposito si rileva che la figura della prostituta dal cuore d'oro è uno stereotipo ormai un po' troppo sfruttato e un esordiente dovrebbe ricercare maggiore l'originalità per tentare di distinguersi nella marea di opere letterarie in commercio.
Malgrado poi Piras, al fine di sviare le indagini della polizia dal vero colpevole, abbia cercato di indirizzare gli indizi su personaggi diversi dal vero assassino, soffermandosi a fare parecchie digressioni, la fine del romanzo risulta piuttosto affrettata.

Sono invece altri gli spunti piacevoli del romanzo in cui si percepisce maggior passione da parte dell’autore. Per quanto la caratterizzazione dei personaggi sia apprezzabile, la parte del romanzo che ho trovato più interessante è quella che ha per oggetto la città e gli altri aspetti riguardanti il territorio. La parte vecchia di Genova è infatti la vera protagonista della storia. È un peccato che la conoscenza piuttosto superficiale della città per coloro che non abitano nel capoluogo ligure non consenta di seguire puntualmente gli itinerari percorsi dai personaggi fra strade e carruggi.
Sicuramente è un libro adatto a coloro che amano Genova e a tutti i buongustai che apprezzino le specialità della regione.
In conclusione si può affermare che, anche se il romanzo non brilla per eccessiva originalità, la scrittura è piacevolmente sciolta e interessanti e risultano le divagazioni culinarie e paesaggistiche dell’autore.



Giudizio:

+3stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Omicidio in piazza Sant'Elena
  • Autore: Alessio Piras
  • Editore: Fratelli Frilli Editori
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: I Tascabili
  • ISBN-13: 9788869430824
  • Pagine: 155
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 10,90

25 agosto 2016

La classifica dei libri più venduti dal 15 al 21 agosto


Cari lettori,
dopo una breve pausa estiva torniamo a voi regolarmente con la nostra classifica dei libri più venduti della settimana.
I titoli in lista non fanno certo pensare che siano passati 21 giorni dal nostro ultimo appuntamento: le preferenze degli italiani per l'estate si sono confermate infatti piuttosto decise e prevedibili.
L'avvicinarsi della data di uscita del film con Emilia Clarke (la Daenerys Targaryen di Game of Thrones) ha incrementato ulteriormente la popolarità di Io prima di te di Jojo Moyes che a 4 anni dalla pubblicazione originale diventa oggi primo in classifica. Complice la riedizione in formato tascabile di Mondadori, che come d'abitudine ha piazzato in copertina la locandina dell'omonima pellicola in arrivo il primo settembre, lo struggente romanzo della Moyes scalza dal podio 7-7-2007 di Antonio Manzini, il quale si deve accontentare della terza posizione, alle spalle anche di L'altro capo del filo di Andrea Camilleri, saldamente ancorato al secondo gradino ormai da diverse settimane.
Ma questa è l'estate dei grandi ritorni ed ecco che ad occupare la quarta posizione riappare La ragazza del treno di Paula Hawkins, un titolo che dopo aver dominato le classifiche nell'estate 2015 (e anche nell'inverno successivo) riesce a confermarsi fra i titoli più venduti anche nella stagione estiva di quest'anno, un successo incredibile e quasi mai visto su queste pagine.
Alle spalle della Hawkins troviamo di nuovo Jojo Moyes che pochi mesi fa ha pubblicato il seguito del suo best seller, dal titolo Dopo di te che inizialmente sembrava aver goduto di un successo inferiore al precedente - forse anche a causa della fine un po' controversa di Io prima di te che potrebbe aver portato alcuni lettori a non voler ripetere l'esperienza. Complice il ritrovato successo del primo volume ecco ora ricomparire il classifica anche il secondo romanzo della serie, resta ora da vedere quanto durerà l'effetto traino.
Patricia Hawkins comunque non è l'unica autrice ad non voler scendere dalla cresta dell'onda: poco più sotto troviamo l'italianissima Elena Ferrante il cui L'amica geniale proprio non vuole smettere di far parlare di sé e riesce a essere fra i primi dieci libri più venduti ben 5 anni dopo la pubblicazione originale, trascinandosi dietro, un po' come successo alla Moyes, anche il seguito, Storia del nuovo cognome che ritroviamo in nona posizione dopo mesi di assenza dalle classifiche. La misteriosa Ferrante riesce a sovrastare nuove uscite di fama come La scuola cattolica di Albinati, vincitore dello Strega e già uscito dalla top ten insieme a gialli blasonati come quelli di Maurizio de Giovanni.
Resiste invece Caffè amaro di Simonetta Agnello Hornby che con discrezione è rimasto ai vertici dallo scorso aprile senza mai mostrare cenni di cedimento. Si conferma anche il successo de L'abbazia dei cento inganni, l'ultimo giallo storico di Marcello Simoni mentre chiudiamo la classifica con un altro nome celebre della scorsa estate: Joël Dicker. Il suo La verità sul caso Harry Quebert ritorna in libreria per Bompiani in edizione speciale e si piazza subito fra gli accompagnatori preferiti degli italiani in vacanza anche quest'anno.
Chiudiamo qui l'appuntamento di oggi,caratterizzato da una classifica curiosa che più che le nuove uscite sembra premiare "l'usato sicuro", e vi diamo appuntamento la prossima settimana. Buone letture!


Il libro più venduto:

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.
Io prima di te è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.
Jojo Moyes ha scritto un romanzo con un incantevole sapore di verità e una leggerezza piena di sentimento, che tratta un tema difficile e doloroso con grande sensibilità e senza alcuna retorica. Profondo e divertente, commovente e sincero, Io prima di te conquista i lettori pagina dopo pagina portandoli a guardare la vita con gli occhi di Lou e Will, due personaggi tanto credibili quanto indimenticabili.


  • Titolo: Io prima di te
  • Autore: Jojo Moyes
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804662655
  • Pagine: 391
  • Prezzo: 13,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2. L'altro capo del filo - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 14,00)
    3. 7-7-2007 - Antonio Manzini (Sellerio - euro 14,00)
    4. La ragazza del treno - Paula Hawkins Piemme - euro 19.50)
    5. Dopo di te - Jojo Moyes (Einaudi - euro 19,00)
    6. L'amica geniale - Elena Ferrante (E/O - euro 18,00)
    7. Caffè amaro - Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli - euro 18,00)/>
    8. L'abbazia dei cento inganni - Marcello Simoni (Newton Compton - euro 9,90)
    9. Storia del nuovo cognome. L'amica geniale - Elena Ferrante (E/O - euro 19,50)
    10. La verità sul caso Harry Quebert.(Ediz. speciale) - Joël Dicker (Bompiani - euro 9,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    24 agosto 2016

    Piegata. Diario di un'anoressia - Lara Tessaro

    Cara Lara,
    l’inferno è ciò che vivi; non c’è modo di fermare o di non sentire il dolore che da anni ti consuma e ti lacera. Un dolore difficile da spiegare, difficile da capire, impossibile da comprendere: come mi dici sempre: “non puoi neanche immaginare lontanamente come mi sento”, “nessuno può capirmi”, “nessuno può aiutarmi”. Questa malattia giorno dopo giorno Ti distrugge, Mi distrugge, Mi rende impotente, e allora vorrei darti la mia vita per non vederti scomparire silenziosa sotto i miei occhi. Vorrei regalarti il sorriso che non hai, per vederti felice; vorrei vederti correre spensierata “in un prato di margherite in fiore” (quante volte hai sentito questa frase! odi che io te la ripeta!); vorrei vederti crescere, con le gioie e malinconie quotidiane; vorrei vederti riposare solo di notte perché stanca della giornata, e non raggomitolata sul divano o sul letto in ogni istante, quasi fossero il tuo unico rifugio dal mondo. E così mi ritrovo ad odiare la tua stanza così troppo intrisa di vuoti, di nulla, di assenza, di pause, di silenzio. Le darei fuoco ogni volta che la vedo o vedo te entrarci. Mi chiedo sempre cosa mai ci sia in quelle quattro mura di così potente da accogliere e contenere le tue urla. Giuro, dall’esterno non si direbbe mai che dietro quella dannata porta è in corso una perenne battaglia tra la vita e la morte Questa straziante guerra non fa che muoverti a suo piacimento come fossi una marionetta. Odio dovermi confrontare in ogni momento con ciò che si muove in te, con ciò che vive in te. Odio quella parte forte e determinata che ti vuole leggera, così leggera, troppo leggera… talmente leggera che i miei occhi vorrebbero non vedere.
    E adesso ti sfoglio. Istante dopo istante, hai messo nero su bianco la tua vita, le tue esperienze personali, i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri più nascosti per la necessità di capire te stessa, e oggi hai il coraggio di aprirti e leggere al mondo il tuo travagliato vissuto.
    Uno scritto che è autentica e dura realtà fatto di grande sofferenza, di tristezza e angoscia, infinite. Ti sei PIEGATA molti anni fa e ancora oggi non posso farti alzare. Ma abbi fede, sto imparando come accovacciarmi accanto a te.
    Con amore

    Mamma

    Recensione

    L’autrice-protagonista di questo diario è una giovane donna al suo primo libro. Un libro non facile da scrivere, da leggere e da raccontare. In una serie di pagine, che vanno dal 2009 al 2013, Lara racconta il suo percorso terribile, dentro a una realtà chiamata anoressia. Immette il lettore, fin da subito, dentro a un mondo di malattia e dolore che si apre, come una voragine, costringendo a guardarci dentro e a vedere. Le stanze di ospedale, i colloqui, i protocolli medici, le regole, i momenti bui, le crisi violente, gli attimi di respiro, le giornate di sole, le chiacchiere con le amiche, le passeggiate in riva al mare. Tutto viene raccontato attraverso una scrittura lucida, precisa e puntuale. Nessuna sbavatura, una sintassi rigorosa, frasi brevi, talvolta ellittiche di verbo che tengono il ritmo stretto, sincopato e talvolta furioso dei pensieri difficili e dolorosi, che abitano una mente che sta cercando di battagliare, con tutte le sue forze.

    Una testimonianza del male visto da dentro, da chi conosce e sa per avere vissuto, molto più di quanto mille corsi, conferenze o altri libri, sul tema, possano far comprendere. Intorno a Lara, ci sono i suoi familiari, con le loro sofferenze e le domande, e anche i passi, nei quali lei racconta di loro, aiutano il lettore a farsi un’idea, seppure alla lontana, della portata di una malattia che colpisce senza preavviso, che non dà tregua e che mette in serio pericolo la vita delle persone. Un racconto coraggioso e nitido, un mettersi a nudo che non risparmia nulla sul mondo dell’anoressia e della bulimia, sulla fatica del vivere, con questi pesi addosso. Le parole da strumento di narrazione del sé diventano strumento per un'analisi possibile di questa esperienza umana estrema.

    Leggere questo libro per comprendere, dunque, per genitori, educatori, insegnanti, per chi, semplicemente, vuole cercare di capire. Leggerlo perché è scritto bene, con mano sicura, con una padronanza e una forza della lingua inattesa, per una autrice al primo libro. Leggerlo per tenere viva l’attenzione sulla problematica, sempre più diffusa, sempre più frequente e per mantenere accesa la speranza che tutte le persone colpite dall'anoressia possa continuare a scrivere, fare progetti, amare e vivere.

    Giudizio:

    +3stelle+ (e mezzo)

    Dettagli del libro

    • Titolo: Piegata. Diario di un'anoressia
    • Autore: Lara Tessaro
    • Editore: Montedit
    • Data di Pubblicazione: 2016
    • Collana: I salici
    • ISBN-13: 978 -88- 6587-6824
    • Pagine: 113
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 11,00

    23 agosto 2016

    Mi chiamo Lucy Barton - Elizabeth Strout

    Da tre settimane costretta in ospedale per le complicazioni post-operatorie di una banale appendicite, proprio quando il senso di solitudine e isolamento si fanno insostenibili, una donna vede comparire al suo capezzale il viso tanto noto quanto inaspettato della madre, che non incontra da anni. Per arrivare da lei è partita dalla minuscola cittadina rurale di Amgash, nell'Illinois, e con il primo aereo della sua vita ha attraversato le mille miglia che la separano da New York. Alla donna basta sentire quel vezzeggiativo antico, "ciao, Bestiolina", perché ogni tensione le si sciolga in petto. Non vuole altro che continuare ad ascoltare quella voce, timida ma inderogabile, e chiede alla madre di raccontare, una storia, qualunque storia. E lei, impettita sulla sedia rigida, senza mai dormire né allontanarsi, per cinque giorni racconta: della spocchiosa Kathie Nicely e della sfortunata cugina Harriet, della bella Mississippi Mary, povera come un sorcio in sagrestia. Un flusso di parole che placa e incanta, come una fiaba per bambini, come un pettegolezzo fra amiche. La donna è adulta ormai, ha un marito e due figlie sue. Ma fra quelle lenzuola, accudita da un medico dolente e gentile, accarezzata dalla voce della madre, può tornare a osservare il suo passato dalla prospettiva protetta di un letto d'ospedale. Lì la parola rassicura perché avvolge e nasconde. Ma è nel silenzio, nel fiume gelido del non detto, che scorre l'altra storia.

    Recensione

    Chi ha letto i romanzi di Elizabeth Strout sa quanto la famiglia sia centrale nelle sue opere. In Amy e Isabelle le due protagoniste, madre e figlia, sono legate da un rapporto di reciproca incomunicabilità che finisce per trasformarsi in aperta ostilità; in Resta con me il reverendo Caskey, prostrato dal lutto per la perdita della moglie, non riesce a occuparsi delle due figlie; in Olive Kitteridge il mosaico di storie e personaggi che si compone attorno alla figura dell’energica Olive rivela un campionario di problematiche familiari; I ragazzi Burgess, infine, è incentrato sui rapporti reciproci tra i fratelli Jim, Bob e Susan, ormai adulti.

    Mi chiamo Lucy Barton, pubblicato da Einaudi (e non da Fazi Editore, storica casa editrice italiana di Elizabeth Strout), non fa differenza: con frequenti incursioni in momenti precedenti e successivi della sua vita, una scrittrice in là con gli anni torna su un episodio cardine: quando, costretta a una lunga degenza in ospedale dai postumi di un'appendicectomia, lontana dal marito e dalle figlie, si vede comparire al capezzale, senza alcun preavviso, la madre che non vede da anni.
    Le due donne si rifugiano in pettegolezzi di poco conto, che nella loro trivialità consentono di scansare le zone d'ombra legate al loro vissuto familiare: l'infanzia di estrema deprivazione, economica e affettiva, a cui il padre, incline al bere e alla violenza, spalleggiato da una moglie avara di affetti che non ha mai saputo o voluto proteggere i figli, ha costretto la famiglia. Ma a Lucy basta sentire quel nomignolo con cui talvolta la madre la chiamava, "Bestiolina", per lasciarsi andare alla gioia di riaverla con sé, a millecinquecento miglia di distanza dall'Illinois, dov'è cresciuta nell'ignoranza, nella sporcizia e nell'esclusione sociale. Parlano di Kathy, che è scappata con un insegnante che l'ha poi abbandonata dopo essersi scoperto gay, parlano della cugina Harriet e del suo matrimonio sfortunato, parlano di Marilyn e di Mississippi Mary. Ma non parlano della "Cosa" - gli attacchi di cui era talvolta preda il padre, reduce di guerra. Non parlano degli scatti di violenza fisica, improvvisa e immotivata, da cui i tre fratelli dovevano guardarsi, anche dalla madre. Non parlano delle volte in cui il padre chiudeva Lucy nel furgone, al buio, o di quando aveva fatto sfilare il figlio in abiti femminili per le vie del paese, per punirlo della sua infantile effeminatezza. Cullata dalla voce della madre - nonostante tutto amata - nell'antro protetto del suo letto d'ospedale, Lucy può riannodare lei i fili della memoria, seppure senza mai perdere il freno e pronta a fermarsi con ritrosia sul crinale del non detto ogni qualvolta si facciano troppo dolorosi o traumatici.

    Un breve romanzo squisito e di grande potenza narrativa che, nella migliore tradizione dell'autrice, rivela i grigi nascosti tra il bianco e il nero delle relazioni umane. Con il suo raffinato talento nel nascondere l'essenziale della storia tra le pieghe del non scritto, Elizabeth Strout si riconferma una delle più grandi scrittrici viventi.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Mi chiamo Lucy Barton
    • Titolo originale: My Name Is Lucy Barton
    • Autore: Elizabeth Strout
    • Traduttore: S. Basso
    • Editore: Einaudi
    • Data di Pubblicazione: 2016
    • Collana: Supercoralli
    • ISBN-13: 9788806229689
    • Pagine: 158
    • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 17.50 Euro
     

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