27 agosto 2016

Omicidio in piazza Sant'Elena - Alessio Piras

Rientrato a Genova dopo aver trascorso quindici anni lavorando come ricercatore e professore tra Londra e Barcellona, Lorenzo viene coinvolto nell’inchiesta che dovrebbe risolvere il caso della morte del figlio della sua nuova vicina di casa, Alba, avvenuta nei pressi del mercatino di Shangay. La prima diagnosi del medico legale parla di overdose, ma il commissario Pagani, intervenuto sul posto poco dopo il ritrovamento, non la pensa nello stesso modo e inizia a indagare. Le indagini rischiano di portare a galla i vizi e lo squallore di uno degli uomini più in vista della città e per questo vengono ostacolate dal PM, che ha fretta di chiudere il caso senza troppo clamore. Ma Pagani non si dà per vinto e, grazie all’apporto di Lorenzo, trova la soluzione del caso tra le pagine di un classico del romanzo poliziesco. La trama noir s’intreccia con quella del ritorno del protagonista nella sua città, in cui rivive con nostalgia alcuni momenti della sua infanzia e riprende contatto con i luoghi che l’hanno visto diventare adulto. In compagnia del fantasma di un vecchio filosofo e della sua nuova compagna, Lorenzo Marino inizia a ricostruire l’intricato puzzle della sua vita.

Recensione

Romanzo breve e che si legge velocemente per la capacità dell'autore di scrivere in modo molto scorrevole.
Lorenzo, tornato a Genova dalla Spagna dove faceva il ricercatore, prende il posto di un suo ex professore che, lasciando la cattedra universitaria in filosofia, lo aveva proposto come suo successore. Va ad abitare in un appartamento in affitto e si trova come vicina di casa una prostituta il cui figlio viene trovato morto per overdose. Lorenzo ed il commissario di polizia incaricato del caso lo ritengono un omicidio, contrariamente al GIP che preferisce propendere per l'incidente ed è estremamente titubante ad avviare indagini, specie considerando che il padre della vittima è un noto personaggio di Genova con agganci politici importanti. Partendo dallo spacciatore che ha fornito la droga, i due investigatori, uniti in una improbabile intesa, si metteranno alla ricerca del colpevole.
Il romanzo presenta aspetti positivi e negativi. Fra questi ultimi c'è il prologo, ad esempio, che mi sembra improbabile oltreché superfluo. In esso Lorenzo racconta la storia narrata in questo libro ad un marinaio appena conosciuto in un bar,  Forse ha l'unica funzione di rendere un po' più varia una storia di per sé semplice, ancorché i frequenti spostamenti di luoghi e tempi delle azioni la rendano più complessa. Anche l'originalità dell'intreccio è discutibile, ma riesce difficile ormai immaginare una trama originale, specie quando constatiamo tutti i giorni che la realtà supera la fantasia.
L'autore si affretta a raccontare che Lorenzo al primo appuntamento va a letto con la agente immobiliare, donna particolarmente avvenente, a cui si era rivolto per trovare l'appartamento. Più che cadere nel solito cliché  che risponde ad una scontata fantasia maschile, la sensazione è che l'autore non abbia avuto voglia di soffermarsi sui preliminari del corteggiamento e abbia preferito pertanto tagliare quella parte andando subito al sodo. Ma se ciò è comprensibile in una pellicola cinematografica in cui si ha l'esigenza di riassumere la storia in meno di due ore, pur se certe cose nella realtà possono accadere (agli altri), in un romanzo mi sembra una forzatura, specie aggiungendo che la donna in questione risulta essere bellissima e quindi doveva avere molti pretendenti e molte occasioni per fare sesso, e che pertanto, per scegliere Lorenzo fra tutti gli altri, fa ritenere che dovesse avere notevoli qualità di cui, peraltro, nel romanzo non si fa cenno.
La soluzione del caso, che non si vuole rivelare, appare poi un po’ banale e non credo necessitasse di scomodare Sciascia a cui i protagonisti fanno spesso riferimento.
Ma del resto non è l’unica forzatura e si notano anche alcune superficialità. Ad esempio quando l'autore afferma che Lily si scaglia contro l’uomo che ha messo incinta una delle prostitute cui insegnava il mestiere esclamando:

“L’hai messa incinta, maiale, perché non volevi usare il profilattico e sapevi che non poteva usare la pillola.”

forse l’autore per esigenze di intreccio ha voluto sorvolare su altri tipi di anticoncezionali perché, anche se la prostituta non poteva usare la pillola, esistevano altri sistemi (meccanici e chimici) già a quell’epoca (anni ’90) per non rimanere incinta e Lily, che era una vecchia professionista, non poteva non esserne informata. A questo proposito si rileva che la figura della prostituta dal cuore d'oro è uno stereotipo ormai un po' troppo sfruttato e un esordiente dovrebbe ricercare maggiore l'originalità per tentare di distinguersi nella marea di opere letterarie in commercio.
Malgrado poi l’autore, al fine di sviare le indagini della polizia dal vero colpevole, abbia cercato di indirizzare gli indizi su personaggi diversi dal vero assassino, soffermandosi a fare parecchie digressioni, la fine del romanzo risulta piuttosto affrettata.
Sono invece altri gli spunti piacevoli del romanzo in cui si percepisce maggior passione da parte dell’autore. Per quanto la caratterizzazione dei personaggi sia apprezzabile, la parte del romanzo che ho trovato più interessante è quella che ha per oggetto la città e gli altri aspetti riguardanti il territorio. La parte vecchia di Genova è infatti la vera protagonista della storia. È un peccato che la conoscenza piuttosto superficiale della città per coloro che non abitano nel capoluogo ligure non consenta di seguire puntualmente gli itinerari percorsi dai personaggi fra strade e carruggi.
Sicuramente è un libro adatto a coloro che amano Genova e a tutti i buongustai che apprezzino le specialità della regione.
In conclusione si può affermare che, anche se il romanzo non brilla per eccessiva originalità, la scrittura è piacevolmente sciolta e interessanti e risultano le divagazioni culinarie e paesaggistiche dell’autore.

Giudizio:

+3 stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Omicidio in piazza Sant'Elena
  • Autore: Alessio Piras
  • Editore: Fratelli Frilli Editori
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: I Tascabili
  • ISBN-13: 9788869430824
  • Pagine: 155
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 10,90

25 agosto 2016

La classifica dei libri più venduti dal 15 al 21 agosto


Cari lettori,
dopo una breve pausa estiva torniamo a voi regolarmente con la nostra classifica dei libri più venduti della settimana.
I titoli in lista non fanno certo pensare che siano passati 21 giorni dal nostro ultimo appuntamento: le preferenze degli italiani per l'estate si sono confermate infatti piuttosto decise e prevedibili.
L'avvicinarsi della data di uscita del film con Emilia Clarke (la Daenerys Targaryen di Game of Thrones) ha incrementato ulteriormente la popolarità di Io prima di te di Jojo Moyes che a 4 anni dalla pubblicazione originale diventa oggi primo in classifica. Complice la riedizione in formato tascabile di Mondadori, che come d'abitudine ha piazzato in copertina la locandina dell'omonima pellicola in arrivo il primo settembre, lo struggente romanzo della Moyes scalza dal podio 7-7-2007 di Antonio Manzini, il quale si deve accontentare della terza posizione, alle spalle anche di L'altro capo del filo di Andrea Camilleri, saldamente ancorato al secondo gradino ormai da diverse settimane.
Ma questa è l'estate dei grandi ritorni ed ecco che ad occupare la quarta posizione riappare La ragazza del treno di Paula Hawkins, un titolo che dopo aver dominato le classifiche nell'estate 2015 (e anche nell'inverno successivo) riesce a confermarsi fra i titoli più venduti anche nella stagione estiva di quest'anno, un successo incredibile e quasi mai visto su queste pagine.
Alle spalle della Hawkins troviamo di nuovo Jojo Moyes che pochi mesi fa ha pubblicato il seguito del suo best seller, dal titolo Dopo di te che inizialmente sembrava aver goduto di un successo inferiore al precedente - forse anche a causa della fine un po' controversa di Io prima di te che potrebbe aver portato alcuni lettori a non voler ripetere l'esperienza. Complice il ritrovato successo del primo volume ecco ora ricomparire il classifica anche il secondo romanzo della serie, resta ora da vedere quanto durerà l'effetto traino.
Patricia Hawkins comunque non è l'unica autrice ad non voler scendere dalla cresta dell'onda: poco più sotto troviamo l'italianissima Elena Ferrante il cui L'amica geniale proprio non vuole smettere di far parlare di sé e riesce a essere fra i primi dieci libri più venduti ben 5 anni dopo la pubblicazione originale, trascinandosi dietro, un po' come successo alla Moyes, anche il seguito, Storia del nuovo cognome che ritroviamo in nona posizione dopo mesi di assenza dalle classifiche. La misteriosa Ferrante riesce a sovrastare nuove uscite di fama come La scuola cattolica di Albinati, vincitore dello Strega e già uscito dalla top ten insieme a gialli blasonati come quelli di Maurizio de Giovanni.
Resiste invece Caffè amaro di Simonetta Agnello Hornby che con discrezione è rimasto ai vertici dallo scorso aprile senza mai mostrare cenni di cedimento. Si conferma anche il successo de L'abbazia dei cento inganni, l'ultimo giallo storico di Marcello Simoni mentre chiudiamo la classifica con un altro nome celebre della scorsa estate: Joël Dicker. Il suo La verità sul caso Harry Quebert ritorna in libreria per Bompiani in edizione speciale e si piazza subito fra gli accompagnatori preferiti degli italiani in vacanza anche quest'anno.
Chiudiamo qui l'appuntamento di oggi,caratterizzato da una classifica curiosa che più che le nuove uscite sembra premiare "l'usato sicuro", e vi diamo appuntamento la prossima settimana. Buone letture!


Il libro più venduto:

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.
Io prima di te è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.
Jojo Moyes ha scritto un romanzo con un incantevole sapore di verità e una leggerezza piena di sentimento, che tratta un tema difficile e doloroso con grande sensibilità e senza alcuna retorica. Profondo e divertente, commovente e sincero, Io prima di te conquista i lettori pagina dopo pagina portandoli a guardare la vita con gli occhi di Lou e Will, due personaggi tanto credibili quanto indimenticabili.


  • Titolo: Io prima di te
  • Autore: Jojo Moyes
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804662655
  • Pagine: 391
  • Prezzo: 13,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2. L'altro capo del filo - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 14,00)
    3. 7-7-2007 - Antonio Manzini (Sellerio - euro 14,00)
    4. La ragazza del treno - Paula Hawkins Piemme - euro 19.50)
    5. Dopo di te - Jojo Moyes (Einaudi - euro 19,00)
    6. L'amica geniale - Elena Ferrante (E/O - euro 18,00)
    7. Caffè amaro - Simonetta Agnello Hornby (Feltrinelli - euro 18,00)/>
    8. L'abbazia dei cento inganni - Marcello Simoni (Newton Compton - euro 9,90)
    9. Storia del nuovo cognome. L'amica geniale - Elena Ferrante (E/O - euro 19,50)
    10. La verità sul caso Harry Quebert.(Ediz. speciale) - Joël Dicker (Bompiani - euro 9,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    24 agosto 2016

    Piegata. Diario di un'anoressia - Lara Tessaro

    Cara Lara,
    l’inferno è ciò che vivi; non c’è modo di fermare o di non sentire il dolore che da anni ti consuma e ti lacera. Un dolore difficile da spiegare, difficile da capire, impossibile da comprendere: come mi dici sempre: “non puoi neanche immaginare lontanamente come mi sento”, “nessuno può capirmi”, “nessuno può aiutarmi”. Questa malattia giorno dopo giorno Ti distrugge, Mi distrugge, Mi rende impotente, e allora vorrei darti la mia vita per non vederti scomparire silenziosa sotto i miei occhi. Vorrei regalarti il sorriso che non hai, per vederti felice; vorrei vederti correre spensierata “in un prato di margherite in fiore” (quante volte hai sentito questa frase! odi che io te la ripeta!); vorrei vederti crescere, con le gioie e malinconie quotidiane; vorrei vederti riposare solo di notte perché stanca della giornata, e non raggomitolata sul divano o sul letto in ogni istante, quasi fossero il tuo unico rifugio dal mondo. E così mi ritrovo ad odiare la tua stanza così troppo intrisa di vuoti, di nulla, di assenza, di pause, di silenzio. Le darei fuoco ogni volta che la vedo o vedo te entrarci. Mi chiedo sempre cosa mai ci sia in quelle quattro mura di così potente da accogliere e contenere le tue urla. Giuro, dall’esterno non si direbbe mai che dietro quella dannata porta è in corso una perenne battaglia tra la vita e la morte Questa straziante guerra non fa che muoverti a suo piacimento come fossi una marionetta. Odio dovermi confrontare in ogni momento con ciò che si muove in te, con ciò che vive in te. Odio quella parte forte e determinata che ti vuole leggera, così leggera, troppo leggera… talmente leggera che i miei occhi vorrebbero non vedere.
    E adesso ti sfoglio. Istante dopo istante, hai messo nero su bianco la tua vita, le tue esperienze personali, i tuoi sentimenti, i tuoi pensieri più nascosti per la necessità di capire te stessa, e oggi hai il coraggio di aprirti e leggere al mondo il tuo travagliato vissuto.
    Uno scritto che è autentica e dura realtà fatto di grande sofferenza, di tristezza e angoscia, infinite. Ti sei PIEGATA molti anni fa e ancora oggi non posso farti alzare. Ma abbi fede, sto imparando come accovacciarmi accanto a te.
    Con amore

    Mamma

    Recensione

    L’autrice-protagonista di questo diario è una giovane donna al suo primo libro. Un libro non facile da scrivere, da leggere e da raccontare. In una serie di pagine, che vanno dal 2009 al 2013, Lara racconta il suo percorso terribile, dentro a una realtà chiamata anoressia. Immette il lettore, fin da subito, dentro a un mondo di malattia e dolore che si apre, come una voragine, costringendo a guardarci dentro e a vedere. Le stanze di ospedale, i colloqui, i protocolli medici, le regole, i momenti bui, le crisi violente, gli attimi di respiro, le giornate di sole, le chiacchiere con le amiche, le passeggiate in riva al mare. Tutto viene raccontato attraverso una scrittura lucida, precisa e puntuale. Nessuna sbavatura, una sintassi rigorosa, frasi brevi, talvolta ellittiche di verbo che tengono il ritmo stretto, sincopato e talvolta furioso dei pensieri difficili e dolorosi, che abitano una mente che sta cercando di battagliare, con tutte le sue forze.

    Una testimonianza del male visto da dentro, da chi conosce e sa per avere vissuto, molto più di quanto mille corsi, conferenze o altri libri, sul tema, possano far comprendere. Intorno a Lara, ci sono i suoi familiari, con le loro sofferenze e le domande, e anche i passi, nei quali lei racconta di loro, aiutano il lettore a farsi un’idea, seppure alla lontana, della portata di una malattia che colpisce senza preavviso, che non dà tregua e che mette in serio pericolo la vita delle persone. Un racconto coraggioso e nitido, un mettersi a nudo che non risparmia nulla sul mondo dell’anoressia e della bulimia, sulla fatica del vivere, con questi pesi addosso. Le parole da strumento di narrazione del sé diventano strumento per un'analisi possibile di questa esperienza umana estrema.

    Leggere questo libro per comprendere, dunque, per genitori, educatori, insegnanti, per chi, semplicemente, vuole cercare di capire. Leggerlo perché è scritto bene, con mano sicura, con una padronanza e una forza della lingua inattesa, per una autrice al primo libro. Leggerlo per tenere viva l’attenzione sulla problematica, sempre più diffusa, sempre più frequente e per mantenere accesa la speranza che tutte le persone colpite dall'anoressia possa continuare a scrivere, fare progetti, amare e vivere.

    Giudizio:

    +3stelle+ (e mezzo)

    Dettagli del libro

    • Titolo: Piegata. Diario di un'anoressia
    • Autore: Lara Tessaro
    • Editore: Montedit
    • Data di Pubblicazione: 2016
    • Collana: I salici
    • ISBN-13: 978 -88- 6587-6824
    • Pagine: 113
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 11,00

    23 agosto 2016

    Mi chiamo Lucy Barton - Elizabeth Strout

    Da tre settimane costretta in ospedale per le complicazioni post-operatorie di una banale appendicite, proprio quando il senso di solitudine e isolamento si fanno insostenibili, una donna vede comparire al suo capezzale il viso tanto noto quanto inaspettato della madre, che non incontra da anni. Per arrivare da lei è partita dalla minuscola cittadina rurale di Amgash, nell'Illinois, e con il primo aereo della sua vita ha attraversato le mille miglia che la separano da New York. Alla donna basta sentire quel vezzeggiativo antico, "ciao, Bestiolina", perché ogni tensione le si sciolga in petto. Non vuole altro che continuare ad ascoltare quella voce, timida ma inderogabile, e chiede alla madre di raccontare, una storia, qualunque storia. E lei, impettita sulla sedia rigida, senza mai dormire né allontanarsi, per cinque giorni racconta: della spocchiosa Kathie Nicely e della sfortunata cugina Harriet, della bella Mississippi Mary, povera come un sorcio in sagrestia. Un flusso di parole che placa e incanta, come una fiaba per bambini, come un pettegolezzo fra amiche. La donna è adulta ormai, ha un marito e due figlie sue. Ma fra quelle lenzuola, accudita da un medico dolente e gentile, accarezzata dalla voce della madre, può tornare a osservare il suo passato dalla prospettiva protetta di un letto d'ospedale. Lì la parola rassicura perché avvolge e nasconde. Ma è nel silenzio, nel fiume gelido del non detto, che scorre l'altra storia.

    Recensione

    Chi ha letto i romanzi di Elizabeth Strout sa quanto la famiglia sia centrale nelle sue opere. In Amy e Isabelle le due protagoniste, madre e figlia, sono legate da un rapporto di reciproca incomunicabilità che finisce per trasformarsi in aperta ostilità; in Resta con me il reverendo Caskey, prostrato dal lutto per la perdita della moglie, non riesce a occuparsi delle due figlie; in Olive Kitteridge il mosaico di storie e personaggi che si compone attorno alla figura dell’energica Olive rivela un campionario di problematiche familiari; I ragazzi Burgess, infine, è incentrato sui rapporti reciproci tra i fratelli Jim, Bob e Susan, ormai adulti.

    Mi chiamo Lucy Barton, pubblicato da Einaudi (e non da Fazi Editore, storica casa editrice italiana di Elizabeth Strout), non fa differenza: con frequenti incursioni in momenti precedenti e successivi della sua vita, una scrittrice in là con gli anni torna su un episodio cardine: quando, costretta a una lunga degenza in ospedale dai postumi di un'appendicectomia, lontana dal marito e dalle figlie, si vede comparire al capezzale, senza alcun preavviso, la madre che non vede da anni.
    Le due donne si rifugiano in pettegolezzi di poco conto, che nella loro trivialità consentono di scansare le zone d'ombra legate al loro vissuto familiare: l'infanzia di estrema deprivazione, economica e affettiva, a cui il padre, incline al bere e alla violenza, spalleggiato da una moglie avara di affetti che non ha mai saputo o voluto proteggere i figli, ha costretto la famiglia. Ma a Lucy basta sentire quel nomignolo con cui talvolta la madre la chiamava, "Bestiolina", per lasciarsi andare alla gioia di riaverla con sé, a millecinquecento miglia di distanza dall'Illinois, dov'è cresciuta nell'ignoranza, nella sporcizia e nell'esclusione sociale. Parlano di Kathy, che è scappata con un insegnante che l'ha poi abbandonata dopo essersi scoperto gay, parlano della cugina Harriet e del suo matrimonio sfortunato, parlano di Marilyn e di Mississippi Mary. Ma non parlano della "Cosa" - gli attacchi di cui era talvolta preda il padre, reduce di guerra. Non parlano degli scatti di violenza fisica, improvvisa e immotivata, da cui i tre fratelli dovevano guardarsi, anche dalla madre. Non parlano delle volte in cui il padre chiudeva Lucy nel furgone, al buio, o di quando aveva fatto sfilare il figlio in abiti femminili per le vie del paese, per punirlo della sua infantile effeminatezza. Cullata dalla voce della madre - nonostante tutto amata - nell'antro protetto del suo letto d'ospedale, Lucy può riannodare lei i fili della memoria, seppure senza mai perdere il freno e pronta a fermarsi con ritrosia sul crinale del non detto ogni qualvolta si facciano troppo dolorosi o traumatici.

    Un breve romanzo squisito e di grande potenza narrativa che, nella migliore tradizione dell'autrice, rivela i grigi nascosti tra il bianco e il nero delle relazioni umane. Con il suo raffinato talento nel nascondere l'essenziale della storia tra le pieghe del non scritto, Elizabeth Strout si riconferma una delle più grandi scrittrici viventi.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Mi chiamo Lucy Barton
    • Titolo originale: My Name Is Lucy Barton
    • Autore: Elizabeth Strout
    • Traduttore: S. Basso
    • Editore: Einaudi
    • Data di Pubblicazione: 2016
    • Collana: Supercoralli
    • ISBN-13: 9788806229689
    • Pagine: 158
    • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 17.50 Euro

    22 agosto 2016

    Harry Potter and the Cursed Child - J.K.Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

    E' sempre stato difficile essere Harry Potter e lo è ancora di più ora che Harry è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro e con tre figli a cui badare.
    Mentre Harry lotta con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il suo figlio più giovane lotta con una pesante eredità che non ha mai voluto. Mentre passato e presente si fondono minacciosamente, padre e figlio imparano una sgradevole verità: il male a volte arriva da dove meno ce lo si aspetta.




    Recensione

    Dopo averci stuzzicati per anni con piccoli racconti pubblicati su Pottermore, J.K.Rowling ha finalmente esaudito il desiderio di molti fan pubblicando una nuova avventura della saga del maghetto più famoso del mondo e l'ha fatto scegliendo una strada originale, quella della commedia teatrale.
    Harry Potter and the Cursed Child è infatti una commedia in due parti andata in scena per la prima volta il 30 luglio scorso al London's Palace Theatre; il giorno successivo - che guarda caso coincide anche con la data di nascita di Harry - è stata pubblicata un'edizione speciale dello script, che quindi non è una versione romanzata della commedia ma è il copione vero e proprio, arricchito da alcuni brevi commenti iniziali per contestualizzare le scene e spiegare al lettore lo stato d'animo dei personaggi.

    I lettori che hanno deciso di aspettare settembre, quando Salani pubblicherà la traduzione del libro, è bene quindi che siano preparati a ciò che si troveranno davanti: leggere un testo teatrale non è come leggere un romanzo e sicuramente toglie all'opera il fascino che deriva dal vederla rappresentata dal vivo. Per questo molti potranno pensare che non ha nemmeno molto senso scriverne una recensione senza averla vista in teatro, tuttavia ci sono caratteristiche della storia, dei personaggi e dei dialoghi che difficilmente possono cambiare tra testo scritto e la sua rappresentazione per cui è ancora possibile a mio parere farne una critica, pur tenendo presente questi limiti.

    La storia prende il via 19 anni dopo gli eventi narrati in Harry Potter e i Doni della Morte e si rifà esplicitamente all'epilogo della saga in cui un maturo Harry accompagnava i figli al famoso binario 9 e 3/4 per prendere l'Espresso per Hogwarts. La scena viene ripresa per intero, compreso l'intenso dialogo tra Harry e il secondogenito Albus, preoccupato di finire tra i Serpeverde. Scopriremo presto che il piccolo Potter verrà smistato proprio in questa Casa e sceglierà come migliore amico nientemeno che il figlio di Draco Malfoy, Scorpius.

    Queste le cose belle della commedia: forse influenzata da chi criticava i suoi libri per una distinzione in bianco e nero tra buoni e cattivi, la Rowling immagina per il suo storico eroe un figlio Serpeverde, imbranato negli sport e adorabilmente insicuro, afflitto dal confronto con famoso genitore. Anche l'amicizia col giovane Malfoy ha tratti piuttosto adorabili: due nerd schiacciati da aspettative e pregiudizi che si aggrappano l'uno all'altro in un intenso rapporto di amicizia dai sottintesi a volte velatamente romantici - almeno a mio modo di vedere -, anche se l'autrice decide di non approfondire quest'aspetto.

    Purtroppo le note positive si fermano qui e a conti fatti sono davvero troppo poche per riscattare un'opera che mi è sembrata uno di quei sequel mosci di cui nessuno aveva realmente bisogno. E' impossibile infatti ritrovare qui la prosa scherzosa e originale della Rowling e non solo perché il format dello script teatrale non lo consente: i dialoghi sono piatti, scontati, forzati e sdolcinati fino all'inverosimile.
    L'atmosfera zuccherina pervade l'intera opera ed è davvero difficile immaginare che certe frasi da soap-opera siano uscite dalla penna della stessa autrice che nelle opere passate aveva dato prova di un'accattivante ironia e un sentimentalismo mai banale o superficiale.
    Tutto il contrario di quanto fatto in Harry Potter and the Cursed Child che tra rapporti di amicizia osteggiati fra membri di famiglie rivali, improbabili figli segreti spuntati da un nebuloso passato, paternità dubbie e melodrammi vari naviga tra l'imbarazzante e il ridicolo.

    Ferisce in particolar modo la difficoltà nel ritrovare i personaggi a cui siamo tanto affezionati.
    Forse la Rowling negli ultimi anni ha dedicato troppo tempo a leggere le teorie e le critiche dei fan e in quest'opera ha cercato di rispondere e porre rimedio un po' a tutto, compiendo a volte scelte in diretto constrasto con quanto affermato per anni finendo col fare un guazzabuglio insoddisfacente.
    Ad esempio, una delle critiche più frequentemente mosse alla saga di Harry Potter è che un ragazzino testimone di tante tragedie come quelle vissute da Harry avrebbe dovuto mostrare forti disturbi emotivi e della personalità (una teoria da psicologi della domenica con cui non mi sono mai trovata d'accordo); l'autrice tenta ora di venire incontro a questa osservazione presentandoci il nostro eroe come un quarantenne un po' sciapo, con un incarico importante al Ministero della Magia ma che ancora ha incubi sulla morte dei genitori (seriamente: ancora?) e che fatica a instaurare un rapporto con il suo secondogenito per motivi che il racconto non arriva mai a spiegare davvero. L'approfondimento psicologico è infatti del tutto assente e qualche frase vaga e mal messa non basta certo a spiegare i presunti problemi di Harry, che per noi lettori è veramente difficile da immaginare mentre pronuncia frasi da fotoromanzo adolescenziale come "Vorrei tu non fossi mio figlio" o "Voi due non dovrete vedervi mai più!" (sic!).
    Un trattamento ancora peggiore è riservato al povero Ron che qui è visto come un'annacquato surrogato della coppia Fred&George, intento solo a far scherzi che non fanno ridere nessuno e a presentarsi sulla scena con abiti invariabilmente sporchi di cibo per offrire commenti stupidi e non richiesti.
    Hermione è solo una pallida ombra della sua versione adolescenziale, Ginny appare dolce, comprensiva e del tutto priva di personalità, la McGranitt appare solo per amore dei ricordi e il povero Silente ritorna sotto forma di ritratto solo per essere rappresentato come uno scaltro manipolatore emotivo.
    Chi ne esce meglio sono i due cattivi "storici" Draco Malfoy e Severus Snape, e anche qui la Rowling dimostra di aver dato un po' troppo ascolto alle numerose fan fiction che negli anni hanno voluto dipingere Malfoy come una vittima incompresa, un cambio di rotta di 180 gradi rispetto a quanto dichiarato per anni dall'autrice stessa che si è sempre opposta all'immagine di un Draco dal cuore d'oro. In questa nuova opera, per assurdo, i commenti più saggi e maturi escono proprio dalla bocca di Malfoy, il quale è anche presente nei momenti di maggior spessore del racconto.
    E come a ribadire che i personaggi bianco e nero non le appartengono, ecco ricomparire il vecchio Snape in una commovente sequenza in cui per l'ennesima volta viene ricordato che il suo puro e imperituro amore per Lily Evans lo rende di base un brav'uomo.

    Purtroppo anche la trama manca di idee interessanti e non convince assolutamente. L'autrice aveva promesso che quest'opera avrebbe contenuto solo materiale nuovo invece scopriamo che i tre co-autori hanno giocato un po' sporco costruendo una storia basata su una Giratempo, con problematiche già viste in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban,che tra l'altro consente loro di riciclare numerose scene del torneo Tremaghi di cui Harry fu protagonista ne Il Calice di Fuoco.
    A differenze di quanto fatto nel terzo libro della saga, inoltre, qui i continui viaggi nel tempo sono gestiti con parecchie imprecisioni che si aggiungono ai numerosi buchi della trama e alla parziale mancanza di logica nelle azioni dei protagonisti e del nuovo cattivo. Su quest'ultimo non mi dilungo dato che dovrebbe essere uno dei pochi colpi di scena del romanzo, basti dire che è una figura pretestuosa, improbabile, eccessivamente melodrammatica e assolutamente non all'altezza di Colui-che-non-deve-essere-nominato.

    Infine la struttura stessa della commedia lascia a desiderare, spezzettata com'è in mille brevi scene che spesso coinvolgono gli stessi personaggi e la stessa ambientazione della scena precedente,una struttura frammentaria che sinceramente fa pensare a un approccio un po' dilettantesco.

    Leggendo Harry Potter and the Cursed Child mi è venuto spesso il dubbio di avere fra le mani una brutta fanfiction di quelle in cui si immagina un'allegra "rimpatriata" fra tutti i personaggi visti in tutta la saga che più che conversare si scambiano battute sui "vecchi tempi", affiancati dai rispettivi numerosissimi figli che ovviamente sono il ritratto dei genitori. Alla fine tutti sono amici, tutti si conoscono, tutti si vogliono bene come una grande e felice famiglia. Stomachevole e accettabile da una fan adolescente ma non da un'autrice matura e più volte mi sono chiesta se davvero le parole che stavo leggendo erano uscite dalla penna della Rowling. Il mio amore per quest'autrice mi porterebbe a addossare la colpa di questo scempio a Tiffany e Thorne, resta però il fatto che la Rowling ha messo il suo nome su quest'opera e deve averne approvato la versione finale e come sia stato possibile davvero non me lo spiego.
    In definitiva questa commedia non fa che confermare la mia idea che le saghe concluse dovrebbero restare tali.

    Giudizio:

    +1stella+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Harry Potter and the Cursed Child
    • Autore: J.K.Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
    • Editore: Little Brown
    • Data di Pubblicazione: 31 luglio 2016
    • ISBN-13: 9780751565355
    • Pagine: 343
    • Formato - Prezzo: Hardcover - Euro 21
     

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