28 settembre 2016

Novità librarie di ottobre: alcune uscite da tenere d'occhio

In attesa della proclamazione del Premio Nobel per la Letteratura di quest'anno, che certamente riporterà in libreria ristampe di opere dimenticate e novità trascurate del vincitore, vi segnaliamo le molte uscite interessanti di ottobre, selezionate a insindacabile giudizio delle autrici di questo articolo.
Come sempre vi ricordiamo che il box commenti è a vostra disposizione qualora vogliate segnalarne di nuove.


Einaudi riporta in libreria il maestro della narrativa postmoderna Don Delillo, autore di Underworld e di Rumore bianco, con il suo diciassettesimo romanzo:


Zero K di Don Delillo - Einaudi, Supercoralli - 248 pagine, 16.00 €
In libreria dall'11 ottobre

Il padre di Jeffrey Lockhart, Ross, è un magnate della finanza sulla sessantina, con una moglie più giovane, Artis Martineau, gravemente malata. Ross è uno dei finanziatori di Convergence, un'azienda tecnologica con una futuristica sede ultrasegreta nel deserto del Kazakistan. Attraverso le ricerche biomediche e le nuove tecnologie informatiche, a Convergence possono conservare i corpi e le coscienze fino al giorno in cui la medicina potrà guarire ogni malattia. Decidono così di affidarsi a Convergence: prima Artis poi lo stesso Ross, incapace di continuare a vivere senza l'amata compagna. Così Jeff si riunisce con il padre e la moglie per quello che sembra un addio, o forse un arrivederci. Ma Jeff è turbato: non capisce se a Ross è stato fatto il lavaggio del cervello dagli uomini di Convergence (un gruppo che ha non poco in comune con una setta religiosa o un manipolo di body artist) oppure se è la decisione consapevole e radicale di un uomo tanto ricco e potente che ha deciso di possedere anche la morte.


Se conoscete e siete rimasti affascinati dal Codex Seraphinianus, l'enciclopedia corredata da oltre mille disegni scritta in una lingua inesistente da Luigi Serafini, non potete perdervi la riedizione Rizzoli - il libro era stato originariamente pubblicato da Longanesi nel 1984 - della Pulcinellopaedia Seraphiniana, in uscita in questi giorni e disponibile anche in edizione deluxe a 175 euro:


Pulcinellopaedia Seraphiniana di Luigi Serafini - Rizzoli
In libreria dal 29 settembre










Il grande autore del fantastico Neil Gaiman torna con una raccolta di poesie e racconti brevi per adulti in uscita per Mondadori. Nuovo romanzo anche per Alessandro Piperno, Premio Strega nel 2012. Imperdibile per gli appassionati, infine, la riedizione della raccolta di racconti dedicati a Ser Duncan l'Alto di G.R.R. Martin, illustrata dal fumettista americano Gary Gianni:


Trigger warning. Leggere attentamente le avvertenze di Neil Gaiman - Mondadori, Omnibus - 312 pagine, 19.90 €
In libreria dal 4 ottobre

Trigger Warning è un'espressione che si incontra a volte navigando in Internet e che segnala la presenza di un contenuto difficile da maneggiare, immagini o concetti che potrebbero turbare i visitatori. Da qualche parte nel mondo, alcune università stanno valutando l'ipotesi di mettere un trigger warning anche su opere letterarie e artistiche che potrebbero spaventare o inquietare gli studenti. Ma le storie, ci suggerisce Neil Gaiman, non avrebbero forse sempre bisogno di questa avvertenza? Attenzione, c'è un grilletto ed è pronto a sparare! Le storie infatti molto spesso turbano le nostre certezze, aprono porte che volevamo sigillate, ci tolgono il terreno sotto i piedi e ci scaraventano in luoghi oscuri e poco accoglienti. Il cuore inizia a battere più forte, manca il respiro, il passato ritorna con tutti i suoi mostri chiusi nell'armadio. In questa raccolta di racconti c'è il meglio di Neil Gaiman, e quindi ci sono storie che potrebbero turbarvi. "In questo libro, come nella vita, ci sono morte e dolore, lacrime e disagio, violenza di tutti i tipi. C'è anche bontà, qualche volta. Persino qualche lieto fine. Ci sono mostri, in queste pagine, e dove c'è un mostro c'è anche un miracolo." Ci sono racconti lunghi e altri brevi, qualche poesia. Ma una cosa è sicura: ogni pagina di questo libro è un piccolo grilletto, e ogni volta che viene premuto nel buio, noi impariamo qualcosa di noi stessi e delle nostre vite.


Il cavaliere dei sette regni di G.R.R. Martin - Mondadori - 400 pagine, 25.00 €
In libreria dal 27 ottobre

Westeros, novant’anni prima degli avvenimenti narrati nelle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”. Alla morte del cavaliere di cui era scudiero, Dunk, poco avvezzo agli intrighi di corte ma abile nella lotta e nobile di cuore, decide di prenderne le insegne e partecipare a un grande torneo che si svolgerà al Campo di Ashford: diventa così ser Duncan. Sulla strada, in una locanda, incontra Egg, un ragazzino che afferma di essere orfano, e accetta di farne il suo scudiero; in realtà il ragazzo è Aegon Targaryen, principe della Casa dei Draghi e destinato un giorno a sedersi sul Trono di Spade. Dunk ed Egg affrontano incredibili avventure attraversando i Sette Regni di Westeros. Le loro gesta hanno luogo in un mondo più sereno rispetto a quello descritto nelle “Cronache del Ghiaccio e del Fuoco”, un mondo sfarzoso fatto di tornei, donne e cavalieri, in cui non mancano complotti e macchinazioni ma in cui c’è posto anche per un innocente eroismo. Eppure dietro lo splendore si mettono già in moto gli eventi che porteranno alla guerra e alla distruzione.


Dove la storia finisce di Alessandro Piperno - Mondadori, Scrittori italiani e stranieri - 288 pagine, 20.00 €
In libreria dal 4 ottobre

Matteo Zevi è sul volo di linea che da Los Angeles lo sta riportando in patria. È dovuto scappare molti anni prima, per debiti, abbandonando dall'oggi al domani i membri della sua famiglia. Su di loro, adesso, il suo ritorno incombe come una calamità persino peggiore di quelle seguite all'improvvisa fuga. Durante l'assenza di Matteo, infatti, ciascuno ha avuto modo di costruirsi un equilibrio apparentemente solido. Giorgio – primogenito settario, ambizioso e intraprendente – ha aperto l'Orient Express, un locale panasiatico che va per la maggiore, ed è in riluttante attesa di un figlio; Martina, che alla partenza del padre aveva solo nove anni, sconta un precoce matrimonio borghese con turbamenti affettivi e sessuali a dir poco sconvenienti; solo Federica, la seconda moglie che non ha mai smesso di attenderlo, sogna una nuova armonia familiare per la quale è disposta a tutto, mentre Matteo, attratto dalle suggestioni del patriarcato, ritrova vecchi amici e piaceri dimenticati in una Roma deturpata e bellissima. Sono tutti talmente presi da se stessi che quando la Storia irrompe brutalmente nella loro vita li coglie vulnerabili e impreparati. Ognuno è chiamato a fare i conti con il passato e con le incognite di un mondo che appare sempre più sinistro e imponderabile. Ecco allora che la storia finisce dove la Storia incomincia. A quattro anni dalla saga dei Pontecorvo (Persecuzione e Inseparabili, premio Strega 2012), a undici dal fortunato esordio (Con le peggiori intenzioni), Piperno dà di nuovo voce ai silenzi familiari, alle ipocrisie sociali, alle ambizioni ferite. Scritto in una lingua limpida e mirabile, che mescola senza soluzione di continuità commedia, tragedia, farsa e parodia, Dove la storia finisce è un romanzo che sa unire la felicità del racconto della vita di una famiglia alla capacità, propria delle opere più grandi, di cogliere tensioni, paure, drammi e speranze di un'intera epoca.


Ritorno in grande stile anche per il giallista svedese Henning Mankell (vi avevamo parlato di recente di Ricordi di un angelo sporco), di cui Marsilio porta in libreria l'ultimo romanzo:


Stivali di gomma svedesi di Henning Mankell - Marsilio, Romanzi e racconti - 432 pagine, 19.50 €
In libreria dal 6 ottobre

In una notte d’autunno, mentre un vento freddo soffia da nord, Fredrik Welin si sveglia colpito da un bagliore improvviso. La sua casa, ereditata dai nonni materni in una sperduta isola del Mar Baltico, sta bruciando. Prima di fuggire e lasciarsi alle spalle un cumulo di cenere, Welin riesce a infilarsi un paio di stivali di gomma. Calzano entrambi il piede sinistro. A settant’anni, oltre a quegli stivali spaiati, una roulotte e una piccola barca, non gli è rimasto più nulla. Anche le poche persone intorno a lui sono sfuggenti: la figlia Louise che non ha mai veramente conosciuto, l’ex postino in pensione Ture Jansson dalle mille malattie immaginarie e Lisa Modin, la giornalista della stampa locale di cui inaspettatamente si innamora. Tormentato da dubbi e rimorsi, ora che ha perso tutti gli oggetti che costituivano la sua stessa esistenza, Welin sente di trovarsi sulla soglia di un confine umano, parte del gruppo di persone che si stanno allontanando dalla vita. Mentre l’inverno avvolge l’arcipelago al largo di Stoccolma, si continua a indagare sulle cause di un disastro che non rimarrà isolato. E il fuoco che torna a divampare sembra quasi voler illuminare un buio per qualcuno insostenibile. L’ultimo romanzo di Henning Mankell, percorso dalla straziante bellezza di un paesaggio crepuscolare, è un’elegia alla vecchiaia e un inno alla vita che continua. Se i misteri delle isole troveranno una spiegazione, continuano a essere incomprensibili le relazioni tra le persone, con i loro segreti e silenzi. Come scrive Mankell, il grande mistero che rimane, e che nessuno può davvero risolvere, è quello della solitudine.


Passiamo a Feltrinelli, ancora una volta con una vecchia conoscenza per gli amanti del giallo: Pepe Carvalho.


Carvalho indaga di Manuel Vazquez Montalban - Feltrinelli, I Narratori - 128 pagine, 12.00 €
In libreria dal 13 ottobre

Ancora una volta, un’intrigante manciata di storie di rara qualità con cui Manuel Vázquez Montalbán ci sorprende mediante le capacità di chiaroveggenza politica e la passione per le vicende umane che da sempre hanno caratterizzato e conferito un insostituibile smalto all’intera sua opera. Perché, anche qui, di Carvalho si tratta: dei libri una volta forse amati che Pepe brucerà, di spie, baccalà e vini, di violenza suicida e luoghi di una Barcellona sempre più scomparsa, insieme a rivoluzioni sbiadite e critiche feroci, ricche di quella lucidissima ironia che contraddistingue il nostro autore; senza tralasciare un’Italia che tanti di noi hanno vissuto e che tuttora serpeggia con ben scarsi mutamenti nei sotterranei del potere. A chiudere questo prezioso, conciso volume, un monologo teatrale in cui il nostro detective affronta l’autore rimproverandolo per la sfacciataggine con cui lo ha condotto sino alla fine di un millennio che irrimediabilmente li vorrà separare.


Torna nelle librerie italiane anche Stephen King con il terzo volume della trilogia dedicata al detective Bill Hodges, inaugurata da Mr. Mercedes e proseguita con Chi perde paga. Come sempre per i tipi Sperling & Kupfer:


Fine turno di Stephen King - Sperling&Kupfer, Pandora - 496 pagine, 19.00 €
In libreria dall'11 ottobre

In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po' e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l'apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009. Il killer, Brady Hartsfield, sembra voler finire il lavoro iniziato sette anni prima dalla camera 217 dell'ospedale dove tutti pensavano che sopravvivesse in stato vegetativo. Mentre invece la diabolica mente dell'Assassino della Mercedes non solo è vigile, ma ha acquisito poteri inimmaginabili, tanto distruttivi da mettere in pericolo l'intera città. Ancora una volta, Bill Hodges e Holly Gibney devono trovare un modo per fermare il mostro dotato di forza sovrannaturale. E a Hodges non basteranno l'intelligenza e il cuore. In gioco, c'è la sua anima. Dopo Mr. Mercedes e Chi perde paga, King ha scritto l'atteso capitolo conclusivo della sua trilogia poliziesca, nella quale l'autore, come ci ha ormai abituato, combina il suo impareggiabile senso della suspense con uno sguardo lucidissimo sulla fragilità umana. Dalla trilogia di Bill Hodges sarà tratta una miniserie TV diretta da Jack Bender, il regista di Lost e Under the Dome.


Continuiamo con Sellerio e con una nuova raccolta di racconti di Camilleri ambientata a Vigàta:


La cappella di famiglia di Andrea Camilleri - Sellerio, La memoria - 288 pagine, 14.00 €
In libreria dal 20 ottobre

A Vigàta, il palcoscenico di tutte le sue storie, si muovono protagonisti e comparse; recitano, ma sono persone vere, per i sentimenti che nutrono e per le avventure che vivono, avanzano sulla scena al ritmo impresso dall'autore, con un sottofondo musicale che è la lingua temeraria e irresistibile che ha inventato. Otto racconti ambientati tra Ottocento e Novecento che sembrano, pur nella distanza temporale che li separa, comporre un unico romanzo.


Interessantissima novità per Adelphi, che pubblica in Italia il romanzo con cui Han Kang ha vinto il Man Booker International Prize 2016:


La vegetariana di Han Kang - Adelphi, Fabula
In libreria da ottobre

«Ho fatto un sogno» dice Yeong-hye – e da quel sogno di sangue e di boschi scuri nasce il suo rifiuto radicale di mangiare, cucinare e servire carne, che la famiglia dapprima accoglie con costernazione, e poi con fastidio e rabbia crescenti. È il primo stadio di un percorso di trascendenza distruttiva, che dalle convenzioni sociali si allarga al desiderio, e abbraccia infine l’ideale di un’estatica dissoluzione nell’indifferenza vegetale. La scrittura cristallina di Han Kang esplora la conturbante bellezza delle forme di rinuncia più estreme, ma non pretende di dare risposte: si limita ad accompagnare il lettore fra i crepacci che si aprono nell’ordinario – proprio come avviene nei sogni più pericolosi.


Chiudiamo infine con Fazi, che a poche settimane dalla proclamazione della shortlist al Man Booker Prize 2016 pubblica il romanzo di uno dei finalisti, Paul Beatty:


Lo schiavista di Paul Beatty - Fazi Editore, Le Strade - 384 pagine, 18.50 €
In libreria dal 6 ottobre

Nato a Dickens – ghetto nella periferia di Los Angeles – il protagonista è rassegnato al destino del californiano della classe medio-bassa. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha passato l’infanzia fungendo da soggetto per una serie di studi psicologici sulla razza. Gli è sempre stato fatto credere che il lavoro pionieristico del padre sarebbe stato accorpato in un memoir che avrebbe risolto i problemi economici della famiglia. Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, si rende conto che non esiste nessun memoir: l’unico lascito del genitore è il conto del funerale low cost. Fomentato da quest’imbroglio e dallo sfacelo generale della sua città, il protagonista si dà da fare per riparare a un altro torto subito: Dickens è stata letteralmente cancellata dalle carte geografiche per risparmiare ulteriore imbarazzo alla California. Dopo aver arruolato il più famoso residente della città – Hominy Jenkins, celebrità caduta in disgrazia –, dà inizio alla più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione nella scuola locale. Idea grazie alla quale finisce davanti alla Corte Suprema.

26 settembre 2016

Harry Potter and the Cursed Child (Harry Potter e la maledizione dell'erede) - J.K.Rowling, John Tiffany, Jack Thorne

E' sempre stato difficile essere Harry Potter e lo è ancora di più ora che Harry è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro e con tre figli a cui badare.
Mentre Harry lotta con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il suo figlio più giovane lotta con una pesante eredità che non ha mai voluto. Mentre passato e presente si fondono minacciosamente, padre e figlio imparano una sgradevole verità: il male a volte arriva da dove meno ce lo si aspetta.




Recensione

Vi riproponiamo la nostra recensione aggiornando i dettagli relativi alla pubblicazione italiana, avvenuta lo scorso 24 settembre.

Dopo averci stuzzicati per anni con piccoli racconti pubblicati su Pottermore, J.K.Rowling ha finalmente esaudito il desiderio di molti fan pubblicando una nuova avventura della saga del maghetto più famoso del mondo e l'ha fatto scegliendo una strada originale, quella della commedia teatrale.
Harry Potter and the Cursed Child è infatti una commedia in due parti andata in scena per la prima volta il 30 luglio scorso al London's Palace Theatre; il giorno successivo - che guarda caso coincide anche con la data di nascita di Harry - è stata pubblicata un'edizione speciale dello script, che quindi non è una versione romanzata della commedia ma è il copione vero e proprio, arricchito da alcuni brevi commenti iniziali per contestualizzare le scene e spiegare al lettore lo stato d'animo dei personaggi.

I lettori che hanno deciso di aspettare settembre, quando Salani pubblicherà la traduzione del libro, è bene quindi che siano preparati a ciò che si troveranno davanti: leggere un testo teatrale non è come leggere un romanzo e sicuramente toglie all'opera il fascino che deriva dal vederla rappresentata dal vivo. Per questo molti potranno pensare che non ha nemmeno molto senso scriverne una recensione senza averla vista in teatro, tuttavia ci sono caratteristiche della storia, dei personaggi e dei dialoghi che difficilmente possono cambiare tra testo scritto e la sua rappresentazione per cui è ancora possibile a mio parere farne una critica, pur tenendo presente questi limiti.

La storia prende il via 19 anni dopo gli eventi narrati in Harry Potter e i Doni della Morte e si rifà esplicitamente all'epilogo della saga in cui un maturo Harry accompagnava i figli al famoso binario 9 e 3/4 per prendere l'Espresso per Hogwarts. La scena viene ripresa per intero, compreso l'intenso dialogo tra Harry e il secondogenito Albus, preoccupato di finire tra i Serpeverde. Scopriremo presto che il piccolo Potter verrà smistato proprio in questa Casa e sceglierà come migliore amico nientemeno che il figlio di Draco Malfoy, Scorpius.

Queste le cose belle della commedia: forse influenzata da chi criticava i suoi libri per una distinzione in bianco e nero tra buoni e cattivi, la Rowling immagina per il suo storico eroe un figlio Serpeverde, imbranato negli sport e adorabilmente insicuro, afflitto dal confronto con famoso genitore. Anche l'amicizia col giovane Malfoy ha tratti piuttosto adorabili: due nerd schiacciati da aspettative e pregiudizi che si aggrappano l'uno all'altro in un intenso rapporto di amicizia dai sottintesi a volte velatamente romantici - almeno a mio modo di vedere -, anche se l'autrice decide di non approfondire quest'aspetto.

Purtroppo le note positive si fermano qui e a conti fatti sono davvero troppo poche per riscattare un'opera che mi è sembrata uno di quei sequel mosci di cui nessuno aveva realmente bisogno. E' impossibile infatti ritrovare qui la prosa scherzosa e originale della Rowling e non solo perché il format dello script teatrale non lo consente: i dialoghi sono piatti, scontati, forzati e sdolcinati fino all'inverosimile.
L'atmosfera zuccherina pervade l'intera opera ed è davvero difficile immaginare che certe frasi da soap-opera siano uscite dalla penna della stessa autrice che nelle opere passate aveva dato prova di un'accattivante ironia e un sentimentalismo mai banale o superficiale.
Tutto il contrario di quanto fatto in Harry Potter and the Cursed Child che tra rapporti di amicizia osteggiati fra membri di famiglie rivali, improbabili figli segreti spuntati da un nebuloso passato, paternità dubbie e melodrammi vari naviga tra l'imbarazzante e il ridicolo.

Ferisce in particolar modo la difficoltà nel ritrovare i personaggi a cui siamo tanto affezionati.
Forse la Rowling negli ultimi anni ha dedicato troppo tempo a leggere le teorie e le critiche dei fan e in quest'opera ha cercato di rispondere e porre rimedio un po' a tutto, compiendo a volte scelte in diretto constrasto con quanto affermato per anni finendo col fare un guazzabuglio insoddisfacente.
Ad esempio, una delle critiche più frequentemente mosse alla saga di Harry Potter è che un ragazzino testimone di tante tragedie come quelle vissute da Harry avrebbe dovuto mostrare forti disturbi emotivi e della personalità (una teoria da psicologi della domenica con cui non mi sono mai trovata d'accordo); l'autrice tenta ora di venire incontro a questa osservazione presentandoci il nostro eroe come un quarantenne un po' sciapo, con un incarico importante al Ministero della Magia ma che ancora ha incubi sulla morte dei genitori (seriamente: ancora?) e che fatica a instaurare un rapporto con il suo secondogenito per motivi che il racconto non arriva mai a spiegare davvero. L'approfondimento psicologico è infatti del tutto assente e qualche frase vaga e mal messa non basta certo a spiegare i presunti problemi di Harry, che per noi lettori è veramente difficile da immaginare mentre pronuncia frasi da fotoromanzo adolescenziale come "Vorrei tu non fossi mio figlio" o "Voi due non dovrete vedervi mai più!" (sic!).
Un trattamento ancora peggiore è riservato al povero Ron che qui è visto come un'annacquato surrogato della coppia Fred&George, intento solo a far scherzi che non fanno ridere nessuno e a presentarsi sulla scena con abiti invariabilmente sporchi di cibo per offrire commenti stupidi e non richiesti.
Hermione è solo una pallida ombra della sua versione adolescenziale, Ginny appare dolce, comprensiva e del tutto priva di personalità, la McGranitt appare solo per amore dei ricordi e il povero Silente ritorna sotto forma di ritratto solo per essere rappresentato come uno scaltro manipolatore emotivo.
Chi ne esce meglio sono i due cattivi "storici" Draco Malfoy e Severus Snape, e anche qui la Rowling dimostra di aver dato un po' troppo ascolto alle numerose fan fiction che negli anni hanno voluto dipingere Malfoy come una vittima incompresa, un cambio di rotta di 180 gradi rispetto a quanto dichiarato per anni dall'autrice stessa che si è sempre opposta all'immagine di un Draco dal cuore d'oro. In questa nuova opera, per assurdo, i commenti più saggi e maturi escono proprio dalla bocca di Malfoy, il quale è anche presente nei momenti di maggior spessore del racconto.
E come a ribadire che i personaggi bianco e nero non le appartengono, ecco ricomparire il vecchio Snape in una commovente sequenza in cui per l'ennesima volta viene ricordato che il suo puro e imperituro amore per Lily Evans lo rende di base un brav'uomo.

Purtroppo anche la trama manca di idee interessanti e non convince assolutamente. L'autrice aveva promesso che quest'opera avrebbe contenuto solo materiale nuovo invece scopriamo che i tre co-autori hanno giocato un po' sporco costruendo una storia basata su una Giratempo, con problematiche già viste in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban,che tra l'altro consente loro di riciclare numerose scene del torneo Tremaghi di cui Harry fu protagonista ne Il Calice di Fuoco.
A differenze di quanto fatto nel terzo libro della saga, inoltre, qui i continui viaggi nel tempo sono gestiti con parecchie imprecisioni che si aggiungono ai numerosi buchi della trama e alla parziale mancanza di logica nelle azioni dei protagonisti e del nuovo cattivo. Su quest'ultimo non mi dilungo dato che dovrebbe essere uno dei pochi colpi di scena del romanzo, basti dire che è una figura pretestuosa, improbabile, eccessivamente melodrammatica e assolutamente non all'altezza di Colui-che-non-deve-essere-nominato.

Infine la struttura stessa della commedia lascia a desiderare, spezzettata com'è in mille brevi scene che spesso coinvolgono gli stessi personaggi e la stessa ambientazione della scena precedente,una struttura frammentaria che sinceramente fa pensare a un approccio un po' dilettantesco.

Leggendo Harry Potter and the Cursed Child mi è venuto spesso il dubbio di avere fra le mani una brutta fanfiction di quelle in cui si immagina un'allegra "rimpatriata" fra tutti i personaggi visti in tutta la saga che più che conversare si scambiano battute sui "vecchi tempi", affiancati dai rispettivi numerosissimi figli che ovviamente sono il ritratto dei genitori. Alla fine tutti sono amici, tutti si conoscono, tutti si vogliono bene come una grande e felice famiglia. Stomachevole e accettabile da una fan adolescente ma non da un'autrice matura e più volte mi sono chiesta se davvero le parole che stavo leggendo erano uscite dalla penna della Rowling. Il mio amore per quest'autrice mi porterebbe a addossare la colpa di questo scempio a Tiffany e Thorne, resta però il fatto che la Rowling ha messo il suo nome su quest'opera e deve averne approvato la versione finale e come sia stato possibile davvero non me lo spiego.
In definitiva questa commedia non fa che confermare la mia idea che le saghe concluse dovrebbero restare tali.

Giudizio:

+1stella+

Dettagli del libro

  • Titolo: Harry Potter and the Cursed Child
  • Autore: J.K.Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
  • Editore: Little Brown
  • Data di Pubblicazione: 31 luglio 2016
  • ISBN-13: 9780751565355
  • Pagine: 343
  • Formato - Prezzo: Hardcover - Euro 21

Dettagli del libro (edizione italiana

  • Titolo: Harry Potter e la maledizione dell'erede
  • Autore: J.K.Rowling, John Tiffany, Jack Thorne
  • Tradittore: Luigi Spagnol
  • Editore: Salani
  • Data di Pubblicazione: 24 settembre 2016
  • ISBN-13: 9788869187490
  • Pagine: 368
  • Formato - Prezzo: Hardcover - Euro 19,80

Creazione - Gore Vidal

Il più bel romanzo di uno degli intellettuali più interessanti del Novecento americano.
Com’è nato l’universo e per quale motivo?
E perché il male e il bene sono stati creati insieme?
Vidal diceva sempre che avrebbe tanto voluto leggere un romanzo in cui Socrate, Buddha e Confucio comparissero insieme; poiché un libro del genere non esisteva, ha dovuto scriverlo lui stesso.
L’eroe narratore è Ciro Spitama, nipote del profeta Zoroastro, fondatore dello zoroastrismo. Cresciuto alla corte di Persia, apprende l’arte della guerra insieme al suo amico Serse, futuro sovrano dell’impero che si estende dall’India al Mediterraneo. In cerca della ricchezza e di vie commerciali per il Gran Re, Ciro incontra il Buddha in India, all’ombra di un boschetto; Confucio in riva a un fiume, nel Catai; e, ad Atene, Socrate, quand’è ancora un giovane carpentiere, venuto a riparare il muro della casa dove il narratore trascorre i suoi ultimi giorni. Lo stesso interrogativo ricorre in tutti i paesi visitati da Ciro: come fu creato l’universo, e perché? E perché, insieme al bene, fu creato anche il male? Creazione è un affresco del mondo antico straordinariamente dettagliato ed efficace.

Recensione

Non sarà proprio rispettoso di una certa etichetta del recensore cominciare una recensione ripercorrendo la storia editoriale di un romanzo, ma in questo caso la dovuta premessa, vi assicurò, avrà il gusto di un piacevole antipasto in attesa della portata principale.

Tutto inizia dalle esigenze del Gore Vidal lettore, piuttosto che scrittore: il che, almeno a mio avviso, segna già un punto a favore. In un paese, quale l'Italia (ma in larga compagnia), in cui tutti si sentono scrittori senza mai esser stati lettori, l'esperienza d Gore Vidal ha una sua certa valenza. L'autore, che tra i suoi variopinti gusti annovera anche la passione per il mondo antico, confessò di aver sempre voluto leggere un romanzo con Zoroastro, Buddha e Confucio: tre personaggi che tendiamo a credere distanti nel tempo e nello spazio, per non parlare poi del profilo ideologico. Eppure ci dimentichiamo che questi tre personaggi erano stati contemporanei, e avevano vissuto in un'ampia fascia del pianeta che brulicante di civiltà e di contatti interculturali, oltre che commerciali, molto più di quanto tendiamo a immaginare. Poiché, disse Vidal, un simile romanzo sembrava non esistere, dovette scriverlo lui stesso in prima persona. Nacque così Creazione: un romanzo già abbastanza immenso nelle sue prime edizioni, che incastonava nell'arco della vita di un solo uomo, il protagonista Ciro Spatama, tre civiltà, tre filosofie e visioni religiose e tre grandi personaggi. Come accade spesso, il romanzo finito, edito e stampato non coincide con la prima bozza: vent'anni dopo Vidal riuscirà a rieditare il romanzo, ripristinando in lunghezza la bozza originaria, che includeva una lunga sezione preliminare dedicata alla giovinezza di Ciro Spatama. Non dico che il romanzo, senza quella parte, era tutt'altra cosa, ma quasi. Tutta questa storia rende comunque l'idea del grande affresco che l'autore voleva realizzare. Il risultato? Per non sbagliare, mi affido alle ben pesate parole di Anthony Burgess: "un'ispirata reinvenzione del nostro passato remoto".

La ricchezza dei dettagli della ricostruzione storica non deve ingannarci: è un romanzo storico, sì, ma pur sempre un romanzo. Un romanzo nato dal desiderio innanzitutto di un lettore, che voleva veder realizzato qualcosa che non c'era. Il che non significa che dobbiamo prendere con le pinze tutto quanto detto, ma accettare, con autentica fede del lettore, la finzione offerta dall'autore. A qualcuno sembrerà banale, ma è sempre bene ricordarlo: io, almeno, l'ho ricordato spesso a me stesso, possedendo certe deformazioni professionali tipiche dello storico. Interrogarsi sulle fonti utilizzate eventualmente da Vidal ha poco senso, così come soffermarsi sugli anacronismi palesi e talvolta voluti (alcuni, per lo più legati alla scelta dei nomi di luoghi, sono manifestati e giustificati dall'autore all'inizio del romanzo). Ciò che in effetti riesce magistralmente a Vidal è la creazione di un romanzo perfettamente verosimile. Chi lo sa se Confucio aveva avuto modo di conoscere Zoroastro, ciò che importa è che nel romanzo tutto sembra perfettamente plausibile. Giocare sul filo del verosimile è difficilissimo, e Vidal si dimostra un maestro immenso.

Tralasciando inevitabili precisazioni legate alla componente storica del romanzo, ciò che si realizza in Creazione è, come detto, un immenso affresco del mondo antico, visto e filtrato dal protagonista, Ciro Spatama, nipote di Zoroastro, amico di tutta una vita del Gran Re persiano Serse, ambasciatore dell'impero: e va bene che Ciro è un osservatore privilegiato, grazie alla sua occupazione particolare, ma quant'è immenso il mondo che vediamo attraverso i suoi occhi! Ciro Spatama è in effetti la chiave di volta dell'intera architettura del romanzo: tutto passa dai suoi occhi, tutto sembra ruotare attorno a lui, anche se in realtà è un osservatore passivo degli eventi, ed è sempre lui a fare da raccordo tra le grandi tematiche del romanzo. Pur essendo costretto, per così dire, a fare della sua vita una continua opera di diffusione e conversione alla parola di Zoroastro, Ciro è caratterizzato da una spaventosa apertura di mentalità, da una innata curiosità intellettiva, che lo spinge continuamente a inseguire interrogativi, confutare risposte, confrontarsi con le miriadi di dottrine filosofiche e religiose che si affollano in quell'ampio fazzoletto di terra che va dalla Grecia all'Estremo Oriente. La Creazione, soprattutto, è la sua vera ossessione: la ricerca del "perché ultimo", oggetto proibito delle filosofie. E se, in quanto seguace di Zoroastro, si affida alla fede verso l'unico Saggio Signore, non riesce comunque a mettere a tacere la sua curiosità: dalle variopinte cosmogonie dell'antica Grecia, fantasiose quanto la sua mitologia, al nichilismo buddhista, Ciro le prova tutte, ma non sembra trovare nessuna risposta al suo interrogativo. Nondimeno, cerca di capire, approfondisce, confronta e confuta, condividendo con noi lettori il suo percorso filosofico ed esistenziale.

La maestosità dello scenario, la profondità delle tematiche affrontate e, lo si immagina facilmente, l'impressionante galleria di personaggi secondari coinvolti potrebbe affaticare la lettura. Si tratta pur sempre di un romanzo di settecento pagine. Ma non è così. Anche in questo Vidal si mostra un maestro: il romanzo è tanto profondo e denso, quanto leggero e piacevole nella sua lettura. Ciro Spatama è un narratore spassoso quando c'è bisogno che lo sia: basta l'irreverenza del suo sarcasmo ai danni dei greci, manifestato all'inizio del romanzo (quasi una captatio benevolentiae che strizza l'occhio al lettore). Quello che dice di Socrate farebbe inorridire molti miei colleghi docenti di filosofia... ma nel mio caso, ha subito conqusitato la mia simpatia.

C'era, insomma, il rischio di un colossale pasticcio: Vidal gioca con tre, quattro civiltà, percorre miglia e miglia di strade e cammini, mette insieme pettegolezzi di palazzo, cronache militari, riti religiosi (talvolta macabri, altre volte particolarmente osceni) e discussioni filosofiche. Ma lo fa, lo ripeto, magistralmente. Riesce a inserire tutto questo materiale narrativo nella durata di una sola vita umana, quello del suo protagonista. Diverte, intrattiene, informa, ma soprattutto fa riflettere. Alla fine di tutto il viaggio, davanti a tutte le domande rimaste senza risposte, rimane una sola certezza: che la domanda fondamentale sulla vita, l'universo e tutto quanto (cit.) è vecchia tanto quanto l'uomo. E cerca ancora una risposta.


Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Creazione
  • Titolo originale: Creation
  • Autore: Gore Vidal
  • Traduttore: Stefano Tummolini
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Le strade
  • ISBN-13: 9788876259999
  • Pagine: 720
  • Formato - Prezzo: Brossura - 18,00 Euro

25 settembre 2016

Lettere sugli scritti e il carattere di J.J.Rousseau e Riflessioni sul suicidio - Madame de Staël

Questa edizione ripropone, con una nuova traduzione in lingua italiana, due dei tre saggi che Madame de Staël pubblicò per i tipi dell'Editore Nicolle nel 1814. Lei contribuì a consacrare Rousseau come "il più eloquente" tra gli scrittori di lingua francese. Ciò che rende veramente interessante il lascito ideale di Madame de Staël è che in lei si siano felicemente congiunti l'espressione del nascente pensiero liberale e la rivendicazione di una ben più antica tradizione di libertà repubblicana. Il suo liberalismo era tutt'altro che un indirizzo di politica economica, ma aveva molto a che vedere con la rule of law, ossia con la concezione dello Stato di diritto, e con la lotta, tipicamente repubblicana, contro la tirannia ed il dispotismo.

Recensione

Due secoli mezzo dopo è ancora difficile che Germaine Necker sia ricordata – quando va bene – per qualcosa di diverso dal ruolo di antesignana del Romanticismo nel cortile della letteratura italiana del primo Ottocento, con il breve trattato De l’Allemagne. Quest’ultima in realtà è solo una tra le molte opere della baronessa, tra le quali troviamo romanzi, come Corinna, che ebbe notevole successo ai suoi tempi, e diversi saggi, tra i quali i due riediti nel volume di Bibliosofica.

Il merito del bello e dettagliato studio di Livio Ghersi e della traduzione di Andrea Inzerillo è, in tale situazione, di allargare gli orizzonti su un personaggio che ha contribuito in modo non trascurabile e banale alla storia e alla cultura europee in un momento cardine e che, per la sua vita avventurosa e romanzesca – attraversa con alterne fortune gli ultimi anni del regno di Luigi XVI, le tempeste della Rivoluzione e l’epopea napoleonica – è degna di costituire un punto di riferimento anche per la storia dell’emancipazione della donna.

Proveniente da una famiglia di origini svizzere – il padre, il ministro Necker, era stato un ricco e colto banchiere ginevrino – la baronessa ebbe sempre un comportamento piuttosto anticonformista rispetto alle idee correnti sul ruolo femminile nella società. Per contrasto la Svizzera è stato uno degli ultimi paesi a riconoscere alle donne il diritto di voto, nel 1971.
La scelta dei saggi riuniti in questo volume è peraltro molto interessante perché accosta un testo vicino agli esordi della carriera della baronessa (le considerazioni su J.J. Rousseau sono del 1788) a uno invece più vicino ai suoi ultimi anni di vita (le Reflexions furono pubblicate nel 1812) in piena temperie romantica. Ne guadagniamo l’idea di una donna forte e intellettualmente libera e vivace: controcorrente nella difesa di Rousseau, anticipatore di tante idee romantiche in pieno illuminismo, lo rimane anche nella presa di posizione contraria al suicidio nei suoi ultimi saggi, quando questa soluzione era, per così dire, piuttosto di moda – pensiamo, solo per fare due nomi letterari arcinoti, al giovane Werther di Goethe e al suo epigono italiano, Jacopo Ortis. Una donna, la baronessa, tanto capace di dettare mode culturali quanto di resistere ad adeguarsi passivamente alle stesse.

Nel primo saggio, quello su Rousseau, diviso in capitoli monografici sulle opere dell’autore, si può trovare un’analisi critica dei punti nodali del pensiero dello stesso. Madame de Stäel riconosce, a pochi anni di distanza dalla morte di Rousseau, i caratteri di originalità della sua produzione intellettuale: l’autore di Emilio e di La nuova Eloisa ha per la scrittrice ginevrina il grande merito di essere, almeno in parte, controcorrente rispetto al dominante pensiero illuminista su temi come la religione e la dignità dell’uomo legata alla sola realizzazione materiale. Inoltre la baronessa non avrebbe potuto non essere d’accordo sul ruolo di pari dignità che, pur non volendo abolire le differenze di genere, Rousseau attribuisce alla mente e ai sentimenti femminili.

Le stesse considerazioni possono valere per il secondo saggio, più maturo però nello stile, sul tema del suicidio come testimonianza di impegno. Il punto di partenza, esaminato con rigore e autocritica tipici di un’etica di base calvinista, è la visione della vita vista come impegno. Da questa prospettiva il suicidio appare alla baronessa, almeno quando sia una scelta di rottura o di denuncia, come un atto di egoismo e quasi di narcisismo. Con una modernità ancora di là da venire saldamente accettata – in questo la mente di una raffinata donna intellettuale mostra ancora oggi quanto sia lunga la strada da percorrere per noi posteri – la baronessa chiama in causa il principio ‘laico’ della dignità umana, in coerenza, dunque, con quanto scritto diversi decenni prima su Rousseau, come criterio di valutazione del suicidio. Non condanna netta e irremovibile, né supina accettazione del suicidio come supremo atto di libertà dell’uomo, ma una lucida e razionale analisi delle motivazioni che presiedono in generale alle scelte dell’individuo, portata avanti anche qui con rigore e mitezza, distinguendo il suicidio come atto di egoismo dalla morte come estremo sacrificio.

Se si superano alcuni aspetti della forma espressiva, che può sembrare retorica a un lettore moderno, si possono trovare raccolte in questo volume delle letture che mostrano, nelle varie peripezie intellettuali ed esistenziali di una donna dalla vita affascinante e travagliata, diversi spunti di grande attualità, per esempio sul tema dell’eutanasia e del suo rapporto con la sofferenza fisica e morale. E che giustificherebbero l’aggiunta a pieno titolo dell’autrice al pantheon delle figure di spicco nella storia della ricerca, ancora in corso, delle pari opportunità per l’universo femminile.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Lettere sugli scritti e il carattere di J.J. Rousseau e Riflessioni sul suicidio.
  • Titolo originale: Lettres sur le caractère et les écrits de Jean-Jacques Rousseau, Réflexions sur le suicide
  • Autore: Germaine de Stäel
  • Traduttore: Livio Ghersi, Andrea Inzerillo
  • Editore: Bibliosofica
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • ISBN-13: 9788887660425
  • Pagine: 168
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,00 euro

22 settembre 2016

La classifica dei libri più venduti dal 12 al 18 settembre


Cari lettori,
a settembre non ricomincia solo la scuola, anche l'editoria si rimette in moto con diversi nuovi titoli sul mercato, pronti a vivacizzare la nostra classifica.
L'unica che sembra resistere a questo assalto di novità è Jojo Moyes: ora che il film tratto da Io prima di te è finalmente uscito nelle sale dopo mesi di battage pubblicitario, nulla sembra poter arrestare il dominio di questa autrice che non sono conserva la prima posizione ma vede anche il seguito del suo romanzo, Dopo di te, arrivare sul secondo gradino del podio.
Rimane spazio solo sul terzo gradino, dove si piazza Clara Sánchez con Lo stupore di una notte di luce, il nuovo romanzo che si presenta come il seguito dell'amatissimo Il profumo delle foglie di limone e ritrova Sandra, alle prese con un pericoloso segreto del passato.
Importante novità anche quella che troviamo in quarta posizione, dove ritorna Valerio Massimo Manfredi con un nuovo romanzo storico, Teutoburgo, luogo di una spaventosa battaglia tra romani e germani, una strage durata 3 giorni che lasciò sul campo 20mila morti. Sullo sfondo degli eventi storici come sempre Manfredi racconta le gesta del guerriero "comune" e nel farlo ci mostra abbastanza eloquentemente come nasce un impero.
Alle sue spalle Ultime conversazioni, il libro intervista in cui il papa emerito Benedetto XVI si racconta al giornalista tedesco Peter Seewald, parlando sia della sua esperienza come pontefice che delle ragioni dietro alle sue storiche dimissioni.
Ha un'impronta autobiografica anche il libro che troviamo nella posizione successiva, anche se di tutt'altro genere: stiamo infatti parlando di Dentro è tutto acceso, una biografia-libro fotografico della cantante romana Emma Marrone.
In settima e ottava posizione ritroviamo invece due titoli già noti: Eccomi, l'ultimo romanzo di Jonathan Safran Foer, che perde già il podio a sole due settimane dall'uscita, e L'amica geniale di Elena Ferrante, che invece staziona fra i primi 10 ormai da diversi mesi.
Chiudono il gruppo due novità del campo della saggistica: il giornalista Gianpaolo Pansa se ne esce con un'opera inconsueta: Vecchi, folli e ribelli. Il piacere della vita nella terza età, non un'opera storica ma una serie di racconti incrociati per raccontare gli anziani e i loro nuovi ruoli in una società che non li vede più a capo della famiglia come un tempo.
Rimane invece sui temi storici Corrado Augias che, dopo aver raccontato con estremo successo i segreti di Londra, ci propone ora quelli di Istanbul, una capitale ricca di storia come emerge in I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale; con questa nota storica si chiude il nostro appuntamento settimanale, ci vediamo giovedì prossimo, buone letture!


Il libro più venduto:

A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose.
Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un'esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.
Io prima di te è la storia di un incontro. L'incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all'improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l'una all'altra a mettersi in gioco.
Jojo Moyes ha scritto un romanzo con un incantevole sapore di verità e una leggerezza piena di sentimento, che tratta un tema difficile e doloroso con grande sensibilità e senza alcuna retorica. Profondo e divertente, commovente e sincero, Io prima di te conquista i lettori pagina dopo pagina portandoli a guardare la vita con gli occhi di Lou e Will, due personaggi tanto credibili quanto indimenticabili.


  • Titolo: Io prima di te
  • Autore: Jojo Moyes
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804662655
  • Pagine: 391
  • Prezzo: 13,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2. Dopo di te - Jojo Moyes (Einaudi - euro 19,00)
    3. Lo stupore di una notte di luce - Clara Sánchez (Garzanti - euro 18,60)
    4. Teutoburgo - Valerio M. Manfredi (Mondadori - euro 20,00)
    5. Ultime conversazioni - Benedetto XVI (Joseph Ratzinger); P. Seewald (cur.) (Mondadori - euro 12,90)
    6. Dentro è tutto acceso - Emma Marrone; G. Parpiglia (cur.) (Mondadori - euro 12,90)
    7. Eccomi - Jonathan Safran Foer (Guanda - euro 22,00)
    8. L'amica geniale - Elena Ferrante (E/O - euro 18,00)
    9. Vecchi, folli e ribelli. Il piacere della vita nella terza età - Giampaolo Pansa (Rizzoli - euro 20,00)
    10. I segreti di Istanbul. Storie, luoghi e leggende di una capitale - Corrado Augias (Einaudi - euro 20,00)/>

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

     

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