18 aprile 2015

Racconti dai tempi di crisi – Aldo Castellani

Seconda edizione con cinque racconti inediti in più, nei quali l’Italia di questi ultimi anni emerge in maniera vivida e originale. I diciannove racconti prendono lo spunto dalla realtà di tutti i giorni e in una lingua cruda, essenziale, tesa fino allo spasmo e farcita di espressioni colloquiali e dialettali, descrivono le più diverse realtà del nostro tempo. Ci sono gli esodati che si ritrovano a cercare lavori per i quali non sono tagliati; c’è chi si adatta a sopravvivere in una roulotte; ci sono gli extracomunitari che rimangono comunque sempre ai margini di una società in cui faticano a inserirsi; c’è la giovane promoter che cerca di venderci le cose più assurde; ci sono quelli che giocano d’azzardo, quelli che sopravvivono facendo lavori stagionali nei campi, quelli che si trasferiscono all’estero. Si parla di morti bianche, di sfruttamento, di inquinamento ambientale, di periferie degradate. Ma c’è anche uno spaccato dell’alta società, che a prima vista non sembra molto toccata dall’aspetto economico della crisi eppure vive dentro una patina di malessere psicofisico che è il riflesso di una società malata. Questo malessere, che assume a volte connotazioni oggettive, come le pozzanghere di luce giallastra in cui annegano certe notti cittadine, è la cifra reale della crisi, che distorce i rapporti sociali – e sessuali – soprattutto quelli all’interno della famiglia, suscitando violenti litigi, gelosie, ma anche un desiderio di dolcezza che spesso rimane inespresso. Messi a nudo, i personaggi scavano impietosamente dentro di sé, alla disperata ricerca di una via di fuga, di un “perfetto altrove” che ognuno attua alla sua maniera, come una specie di ribellione personale. Uno struggente canto di liberazione da una realtà che ci mette sempre più all’angolo. Con la consapevolezza che la vita che ci è dato di vivere è forse il migliore dei mondi possibili.

Recensione

Quattordici racconti che cercano di mettere a nudo le difficoltà quotidiane dei nostri tempi: non solo la crisi economica quindi, ma anche quella dei valori e dei rapporti familiari che spesso si intreccia con le conseguenze della mancanza di lavoro. E’ facile riconoscere, nelle vicende dei protagonisti, situazioni che conosciamo più o meno direttamente.

Il racconto che ho trovato più coinvolgente è Bianco: la caratterizzazione della protagonista è centellinata e ogni volta che si crede di aver capito chi è e cosa fa, l’autore aggiunge una nuova informazione che rimette tutto in discussione tanto ché sino alla fine non è chiaro quello che sta accadendo; il passaggio dalla prima alla terza persona contribuisce a dosare gli indizi a disposizione del lettore e fornisce un cambio di prospettiva coerente con il finale scelto. La conclusione non viene in alcun modo anticipata, e quindi, nonostante non sia innovativa, crea quella tensione emotiva che rende spiacevole interrompere la lettura prima di essere arrivati alla fine. La crisi economica, in questo racconto, non è l’elemento centrale attorno al quale ruotano tutti gli eventi, bensì il fattore critico che destabilizza un assetto psicologico già precario.
Interessante è anche “Deliziosa è la vendemmia”: tra i filari delle viti si scontrano culture e personaggi vari (raccomandato, emigrato, tossico, disoccupato over 40) tutti accomunati dalla mancanza di lavoro; alcuni di questi personaggi risentono comunque della tendenza alla stereotipizzazione ancora più accentuata negli altri racconti.

In generale, le vicende narrate mancano di tensione emotiva: le questioni sollevate sono rilevanti ma i racconti non sembrano andare al di là della cronaca giornalistica.
La voce narrante è, quasi sempre, in prima persona: questa scelta, che da un lato favorisce la vicinanza emotiva con i personaggi, dall’altro rende troppo simili tra loro i racconti. Il cambiamento di stile narrativo, con il tentativo di creare un flusso di coscienza (Bentornato!) o, in un altro caso (Tempi di crisi) con il ricorso al racconto epistolare, non riesce a rendere attraente la lettura poiché le argomentazioni proposte non vanno al di là delle considerazioni lapidarie e stereotipate, fini a se stesse.


Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Racconti dai tempi di crisi
  • Autore: Aldo Castellani
  • Editore: Edizioni Simple
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: -
  • ISBN-13: 9788862595094
  • Pagine: 142
  • Formato - Prezzo: brossura – 13,00 Euro

17 aprile 2015

Atti osceni in luogo privato - Marco Missiroli

Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell'immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell'infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò, così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine, è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell'amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all'osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle "trentun tacche" delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.

Recensione

La prima parte del romanzo è ambientata a Parigi e la seconda a Milano.
Libero, il dodicenne protagonista di questo romanzo, vede dallo spiraglio di una porta socchiusa la propria madre mentre fa sesso orale con un amico di famiglia. La scena, che lo eccita e contemporaneamente lo disgusta, condizionerà la sua vita sessuale e affettiva fin dopo la maturità.

Missiroli descrive l’arduo passaggio dall’infanzia all’età adulta passando attraverso le difficoltà dell’adolescenza di Libero, costellata di eventi sessuali che a loro volta risentono del trauma subito da bambino.
È intuitivamente questo il motivo per cui il protagonista, ormai maggiorenne, si eccita nell’immaginare la propria partner fra le braccia di altri. Ma non si limita all’immaginazione, spingendo addirittura la ragazza, di cui dice di essere innamorato, a ripetere con altri ciò che ha visto fare da sua madre e a farsi raccontare le sensazioni provate. Anche se le perversioni di Libero vengono giustificate dal trauma subito da bambino, non c’è da stupirsi se alla fine la ragazza in questione decide di dare un taglio alla loro relazione.
A seguito di questa delusione amorosa, come coloro che lasciavano la patria per andare ad immolarsi nella legione straniera, Libero si trasferisce allora da Parigi, dove poteva usufruire di un appartamentino personale (sogno di gran parte dei giovani) di proprietà della sua famiglia, in una mezza topaia in affitto a Milano. La sua espiazione, oltre alla diversa sistemazione, consiste nel lavoro sottopagato presso uno studio legale, nell'arrotondamento delle sue entrate facendo il cameriere durante la sera e nelle battaglie che affronta nei talami delle donne con cui si relaziona nella città scaligera.

Per quanto tutte le esperienze sessuali del protagonista siano descritte con mano leggera e non risultino mai volgari, si rileva talvolta il desiderio dell’autore di scioccare il lettore, come si evince fin dall’incipit che è sicuramente di impatto, ma anche discutibile:

Avevo dodici anni e un mese, mamma riempiva i piatti di cappelletti e raccontava di come l’utero sia il principio della modernità. Versò il brodo di gallina e disse – Impariamo dalla Francia con le sue ondate di suffragette che hanno liberalizzato le coscienze.
– E i pompini.
La crepa fu questa. Mio padre che soffiava sul cucchiaio mentre sentenziava: e i pompini.
Mamma lo fissò, Non ti azzardare più davanti al bambino, le sfuggì il sorriso triste. Lui continuò a raffreddare i cappelletti e aggiunse – Sono una delle meraviglie del cosmo.
Il romanzo, dopo una prima parte scorrevole e piacevole, come in genere lo sono i romanzi di formazione, nella seconda diventa piuttosto ripetitivo nel racconto delle esperienze sessuali (specie orali) del protagonista.
Nel passaggio dall’adolescenza alla maturità e il superamento del trauma subito da bambino non si sente una vera partecipazione, piuttosto un certo autocompiacimento nell’esporre citazioni letterarie che, nelle intenzioni dell'autore, dovrebbero spiegare ed elevare le esperienze sessuali di Libero in eventi formativi.
I personaggi appaiono piuttosto stereotipati e il protagonista risulta di un egocentrismo indisponente, cosa comprensibile forse in un ragazzo nella prima adolescenza, ma deprecabile al raggiungimento della maggiore età.
In definitiva quello che mi sento di promuovere del romanzo è lo stile dell’autore ma non il contenuto.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Atti osceni in luogo privato
  • Autore: Marco Missiroli
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di Pubblicazione: febbraio 2015
  • Collana: I narratori
  • ISBN-13: 9788807031250
  • Pagine: 249
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,00

16 aprile 2015

La classifica dei libri più venduti dal 6 al 12 aprile


Il podio di oggi è praticamente identico a quello visto settimana scorsa: prosegue il successo del Premio Strega 2014 Francesco Piccolo che piazza il suo Momenti di trascurabile infelicità al secondo posto scavalcando i volumetti di cucina omaggio di Gribaudo che comunque mantengono la terza posizione. Un po' a sorpresa si conferma invece primo il breve saggio del fisico Carlo Rovelli Sette brevi lezioni di fisica edito da Adelphi che dopo essere un po' sceso nelle precedenti settimane è ora tornato stabilmente in testa. La sorpresa non è solo per la presenza di un saggio in cima alle classifiche di vendita, cosa che non vediamo spesso, ma anche per l'argomento non facile, soprattutto se si considera che le materie scientifiche non sono di solito fra le passioni degli italiani; forse le piccole dimensioni (solo 88 pagine) del libro sono riuscite a non intimidire i potenziali lettori spingendoli ad approfondire un tema così complesso (e forse dal sapore un po' mistico?) come quello delle origini dello spazio-tempo.
Nella top ten odierna spiccano invece le assenze di alcuni nomi importanti come quello di Stephen King, il cui Revival è già scivolato in ventunesima posizione dopo solo quattro settimane e il nostrano Massimo Carlotto che sembrava destinato a essere una presenza fissa ma è già stato oscurato. Stabile a metà classifica si conferma Alessandro Baricco con La Sposa giovane mentre in chiusura rimane la misteriosa Elena Ferrante la cui candidatura al Premio Strega di quest'anno ha riportato alla ribalta il primo volume della sua saga L'amica geniale , opera ormai di consolidato successo anche all'estero e che ha portato all'affermazione di questa autrice come figura di primo piano della letteratura italiana.
Sul fronte delle novità spiccano invece il re dei thriller norvegese Jo Nesbø che nel suo Sangue e neve segue le vicende di un sicario al servizio della malavita e l'eclettico alpinista Mauro Corona che con I misteri della montagna,ancora una volta si occupa del suo tema preferito in un'opera particolare che non ha un vero protagonista e una vera trama ma vuole raccontare al mondo le meraviglie che la montagna rappresenta per l'autore.
Infine segnaliamo la nuova raccolta "gialla" Sellerio, La crisi in giallo una produzione ormai periodica della casa editrice palerminata che si diverte a raccogliere racconti dei suoi giallisti di punta in succose antologie. In quest'ultima, che lega il tema del mystery alla crisi economica, troviamo gli scritti di Nicola Fantini, Laura Pariani, Marco Malvaldi, Dominique Manotti, Antonio Manzini, Francesco Recami e Gaetano Savatteri.



Il libro più venduto:

«Ci sono frontiere, dove stiamo imparando, e brucia il nostro desiderio di sapere. Sono nelle profondità più minute del tessuto dello spazio, nelle origini del cosmo, nella natura del tempo, nel fato dei buchi neri, e nel funzionamento del nostro stesso pensiero. Qui, sul bordo di quello che sappiamo, a contatto con l'oceano di quanto non sappiamo, brillano il mistero del mondo, la bellezza del mondo, e ci lasciano senza fiato». Tale è il presupposto di queste «brevi lezioni», che ci guidano, con ammirevole trasparenza, attraverso alcune tappe inevitabili della rivoluzione che ha scosso la fisica nel secolo XX e la scuote tuttora: a partire dalla teoria della relatività generale di Einstein e della meccanica quantistica fino alle questioni aperte sulla architettura del cosmo, sulle particelle elementari, sulla gravità quantistica, sulla natura del tempo e della mente.


  • Titolo: Sette brevi lezioni di fisica
  • Autore: Carlo Rovelli
  • Editore: Adelphi
  • ISBN-13: 9788845929250
  • Pagine: 88
  • Prezzo: 13,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Momenti di trascurabile infelicità - Francesco Piccolo (Einaudi - euro 13,00)
    3. Sapori di mare. I love cooking - AA. VV. (Gribaudo - euro3,90)
    4. Sangue e neve - Jo Nesbø (Einauidi - euro 17,00)
    5. La sposa giovane - Alessandro Baricco (Feltrinelli - euro 17,00)
    6. Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita - Marie Kondo (Vallardi A.- 13,00)
    7. I misteri della montagna - Mauro Corona (Mondadori - euro 19,00)
    8. Una piccola peste. Masha e Orso. Libro gioco. - (Fabbri - euro 6,90)
    9. La crisi in giallo - AA.VV. (Sellerio - euro 14,00)
    10. L'amica geniale - Elena Ferrante (E/O - euro 18,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    15 aprile 2015

    Canti del Mid-America - Sherwood Anderson

    "I canti del Mid-America" è un'opera poetica con cui l'autore (nel nome di W. Whitman e di A. Lincoln e della loro eloquenza etica e fenomenica) setaccia il cuore dell'America per festeggiare (e per far cantare) lo spazio vissuto di esseri umani da rigenerare, insieme alle loro corde mistiche: andando in cerca di mele trascurate, per mondarle dal fumo nero delle fabbriche proliferanti nell'era dell'industrialismo, ed estrarne la dolcezza vincendo il gelo. La versificazione, con la sua sintassi sempre ricominciante, è la configurazione giusta per questa invocazione di una palingenesi dell'umano (non obliando il passato) che Anderson intraprende tra l'ardore e il bisbiglio, con parole vicine e una compagine visiva rugosa in cui affondare i denti. "I canti del Mid-America" è l'opera che precede il capolavoro Winesburgh, Ohio, l'anticamera dei suoi commoventi racconti. Ma anticamera non è la parola giusta, perché questi canti sono popolosi di esterni, rendono giustizia al creato e sono intrisi della luce plurale dei campi di granturco. Eppure sono umili e concreti e i lettori potranno riempirsene le tasche.

    Recensione

    Qui il canto, qui in America, qui adesso, nel nostro tempo.
    Definito da Fernanda Pivano il padre della letteratura americana moderna, e indicato quale fonte ispiratrice da molti storici autori americani come Faulkner, Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck e Salinger, Sherwood Anderson nasce nel 1876 in un paesino di meno di mille anime in Ohio per trasferirsi in seguito a Chicago. Su Camden, quest'arcaico villaggio di agricoltori e allevatori, Anderson ricalcherà la Winesburg della sua opera più famosa, Winesburg. Racconti dell'Ohio, pubblicata nel 1919.
    Canti del Mid-America, recuperato dalla nuova casa editrice palermitana Corrimano Edizioni, si pone a ben vedere come un'opera ibrida tra poesia e prosa, una raccolta di canti che sperimentano la materia del successivo Winesburg anticipandone temi e toni: l'idillio del mondo preindustriale, contadino, profumato di terra, scandito dal raccolto, che l'autore richiama con nostalgia e canta come un mitico eden perduto che il mondo rivoluzionato dall'industrializzazione ha dimenticato.

    L'esaltazione della vitalità rurale si oppone infatti ai moderni spazi cittadini: come afferma l'autore nella prefazione, il canto appartiene e sgorga dalla memoria di cose ben più antiche dell'America industriale, simboleggiata da una "Chicago trionfante [...] orribile, terribile, orrenda e brutale" piagata dalla fretta e dal tormento. Il poeta è colui che si fa portavoce delle memorie sepolte in ogni cittadino annerito dai fumi delle fabbriche, memorie perdute di terra umida e di filari di granturco il cui sussurro è sovrastato dal frastuono dei macchinari e che solo pochi eletti riescono a udire. E' il tema cardine della letteratura europea tra Otto e Novecento: il ruolo di vate del poeta "gravido di canti" deciso a "portare cose vecchie nella terra delle cose nuove", un ruolo umile e incompreso assunto come una missione.

    Da leggere per aggiungere un tassello fondamentale all'Ohio di Winesburg. L'unica pecca dell'edizione è l'assenza del testo originale a fronte.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Canti del Mid-America
    • Titolo originale: Mid-American Chants
    • Autore: Sherwood Anderson
    • Traduttore: Elena Consiglio
    • Editore: Corrimano Edizioni
    • Data di Pubblicazione: 2014
    • ISBN-13: 9788899006020
    • Pagine: 74
    • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro

    14 aprile 2015

    Beatles - Lars Saabye Christensen

    Oslo 1965. La Norvegia, come il resto del mondo vive sotto l'incantesimo dei Beatles.
    Kim ha quattordici anni e come molti adolescenti sogna di avere una band simile ai Beatles. Con i suoi amici Ola, Seb e Gunnar crea il gruppo The Snafus, nel quale ognuno adotta i nomi dei Fab Four, John, Paul, George e Ringo. E in attesa di fare carriera nel mondo della musica, deve fare i conti con i tipici problemi dell'adolescenza: lezioni noiose, primi amori, il difficile rapporto con i genitori e la voglia irrefrenabile di cambiare il mondo...
    Ma il tempo passa e Kim e i suoi amici devono decidere del loro futuro, in una società, dove la maggior parte dei ragazzi vuole fare il delinquente con una gang, rubare auto, stare con le ragazze e soddisfare i propri desideri, tutti e subito.

    Recensione

    Dovevo chiamare a raccolta le mie forze, mi dissi che non ero ancora perduto, dovevo soltanto avanzare di un passo, nell’una o nell’altra direzione, per ritrovarmi là dove c’erano Seb e Gunnar. Bastava dire soltanto una parola, la parola. Ma qualcosa in me, nelle ossa, nel petto, opponeva resistenza. Non era tanto facile. Mi ero sbagliato. Dovevo cominciare da qualche parte. Qui.

    Beatles è uno dei libri più difficili da recensire che abbia mai portato sulle pagine di questo blog.
    Difficile perché carico di temi e sentimenti, voce di un'epoca perduta ma anche racconto universale del passaggio all'età adulta che supera le barriere del tempo, in un caleidoscopio di situazioni, non sempre riuscite, che è molto complesso tradurre in un commento organico.

    Romanzo cult da più di trent'anni nel Nord Europa, nel quale i giovani scandinavi continuano a rispecchiarsi, arriva solo ora in Italia portando con sé una carica di nostalgia che sicuramente caratterizzava il libro già al momento della sua pubblicazione nel lontano 1984, quando le speranze degli anni '60 e '70, nei quali il libro è ambientato, erano ormai state disilluse. Questo è ancor più vero se si legge il romanzo per la prima volta oggi che quegli anni rivoluzionari sembrano quasi una favola senza lieto fine.
    Ed in effetti Beatles ricorda un po' una favola triste, ben lontana da ciò che l'allegra copertina e il riassunto della trama lasciano intuire, creando aspettative non del tutto coincidenti con la realtà.

    Ciò che mi ha attirata in primo luogo, infatti, è stato il titolo: anch'io, come Kim, Gunnar, Seb e Ola sono cresciuta ascoltando i Beatles - un po' fuori tempo massimo, lo ammetto, visto che oramai eravamo in pieni anni '90 - per cui un racconto scandito dalle musiche dei Fab Four sembrava proprio scritto per me. Mi aspettavo di trovare il leggero resoconto delle bravate adolescenziali dei quattro protagonisti mentre le musiche dei baronetti di Liverpool accompagnavano il passare degli anni, il che si è rivelato vero solo in parte. Per i quattro ragazzi, infatti, l'infanzia idilliaca si trasforma presto in una giovinezza amara e piena di delusioni, proprio come l'ingenuo idealismo degli anni '60 finisce affogato in un mare di droga e materialismo, proprio come gli spensierati ragazzi che cantavano "Love me do" hanno ad un certo punto sviluppato una coscienza politica e una passione per le tecniche meditative orientali.

    I protagonisti seguono la carriera dei loro idoli con una religiosità al limite del fanatismo, a partire dal boom della beatlesmania fino alla disperazione della rottura definitiva; nonostante i titoli delle canzoni più celebri facciano da intestazione anche ad ogni capitolo, esse non rispecchiano necessariamente gli eventi della vita dei ragazzi ma ne costituiscono l'unico punto fermo contro l'inesorabile passaggio del tempo. Anche quando iniziano i primi contrasti e le loro vite sembrano prendere strade diverse, anche quando le canzoni non sembrano tanto convincenti, anche quando cantautori di maggior spessore come Bob Dylan (yeah!) si affacciano all'orizzonte, i Beatles rimangono il polo d'attrazione che porta i quattro a ritrovarsi e a sostenersi l'uno con l'altro, sempre e comunque, emblema di un'amicizia non perfetta ma vera, solida, sincera, che è uno dei tratti più commoventi dell'intero romanzo.

    Come si diceva l'opera è caratterizzata da una nota amara che si fa sempre più pungente man mano che l'infanzia si allontana e i quattro protagonisti cercano di ritagliarsi un posto nel mondo degli adulti, senza però avere ben chiaro cosa fare del proprio futuro, incertezza che li porterà verso fallimenti spettacolari .
    Ugualmente, il romanzo non sembra avere uno scopo preciso ma si presenta come una successione di eventi piuttosto ordinari intervallati da occasionali tragedie che però riescono sempre a rimanere marginali, fino a che gli eventi non arrivano a chiudersi in circolo, seguendo la narrazione in prima persona di uno dei quattro, Kim. La trama, quindi, non è certo priva di ripetizioni (una caratteristica tipica degli autori scandinavi a quanto pare) e di conseguenza a tratti un po' noiosetta, eppure anche nei suoi momenti meno entusiasmanti appare sempre fortemente reale. E se a volte fatti e personaggi risultano un po' stereotipati è solo per l'estrema fedeltà all'epoca e all'età che l'autore vuole celebrare: i genitori reazionari, la lotta di classe e la vacuità di certe astrazioni ideologiche anarchico-socialiste, la piaga dell'eroina, l'alcol annaffiato su qualunque cosa e soprattutto l'egoismo e l'indifferenza tipicamente adolescenziali, che la voce del narratore esprime con lucida crudeltà, esasperandola nella sua incapacità di crescere e assumersi responsabilità, dando prova infine di una fragilità insospettata.
    In questo senso il libro si propone anche come una denuncia dell'incapacità degli adulti di cogliere l'instabilità e la criticità degli anni adolescenziali, soprattutto in un mondo in rapida trasformazione come quello in cui vivono i giovani protagonisti. Chi non si adegua, chi si perde per strada è lasciato solo, incompreso, classificato come sbagliato e infine escluso

    La ripetitività della trama è in qualche modo redenta dalla potente capacità narrativa di Christensen , per una volta resa egregiamente dalla splendida traduzione italiana. Mi sono spesso lamentata dell'inespressività e piattezza degli autori nord europei ma Christensen si discosta decisamente dai suoi connazionali, dando prova di raffinato lirismo mentre con sapienza semina per il libro indizi sulla vera natura della narrazione che si traducono in coinvolgenti incursioni nel realismo magico, generando al contempo perplessità e fascinazione e compensando in qualche modo i limiti della trama.

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Beatles
    • Titolo originale: Beatles
    • Autore: Lars Saabye Christensen
    • Traduttore: Alessandro Storti
    • Editore: Atmosphere libri
    • Data di Pubblicazione: 2014
    • Collana: -
    • ISBN-13: 9788865641330
    • Pagine: 589
    • Formato - Prezzo: Copertina Rigida - Euro 16.00
     

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