31 marzo 2015

Cercando Alaska - John Green

La prima sbronza e il primo scherzo. ✻ Il primo amico e la prima ragazza. ✻ Le ultime parole.

Miles Halter, solitario collezionista di Ultime Parole Famose, lascia la tranquilla vita di casa per cercare il suo Grande Forse a Culver Creek, una prestigiosa scuola in Alabama. È qui che conosce Alaska. Brillante, buffa, svitata, imprevedibile e molto sexy, per Miles diventa un enigma, un pensiero fisso, una magnifica ossessione.



Recensione

John Green è ormai da diversi anni un idolo pop negli Stati Uniti e negli ultimi mesi, grazie all'enorme successo di Colpa delle stelle e dell'omonimo film che ne è stato tratto, ha raggiunto i vertici della fama anche in Italia. L'ha aiutato la casa editrice Rizzoli che, fiutando il vento, ha deciso di riproporre tutte le sue opere finora tradotte in una nuova accattivante edizione, prima fra tutte Cercando Alaska, il suo romanzo d'esordio che proprio in questi giorni celebra il suo decimo anniversario, commemorato con una nuova copertina nera da grandi occasioni.

Leggere di seguito, come ho fatto io, il primo e l'ultimo romanzo di Green fa uno strano effetto: si ha quasi la sensazione che l'autore abbia ad un certo punto deciso di recuperare la sua prima opera, darle una bella ripulita raffinando gli aspetti più grossolani per poi farne il suo più grande successo.
Con questo non voglio dire che Cercando Alaska sia un brutto libro o che sia identico a Colpa delle stelle ma è abbastanza inevitabile riscontrare un certo feeling dell'autore per le tragedie adolescenziali, con la sua tendenza a indugiare su due temi in apparenza così contrastanti come la morte e la giovinezza. Trovare sé stessi, affermarsi come individui tra gli adulti e i propri pari, non venire dimenticati sono alcune delle problematiche che Green associa con più interesse ai ragazzini, in nome di un carpe diem un po' prevedibile ma ben intenzionato e come sempre infarcito di un'adeguata dose di aforismi, per i quali gli adolescenti notoriamente impazziscono.

Ciò che più apprezzo dei protagonisti dei libri dello scrittore americano è che sono reali e credibili, seppur non originalissimi, in questo libro più che nel successivo perché per una volta Miles, Alaska e non si scambiano solo argute battute come Hazel e Gus ma hanno delle reali conversazioni, seppure a volte superficiali (il che è più che accettabile, non mi aspetto che quindicenni passino il loro tempo a discorrere di filosofia). Inoltre non posso che stimare un autore capace di contemplare l'idea che dei teenagers fumino, bevano e facciano sesso senza sentirsi obbligato a esprimente un giudizio morale in proposito.

Tuttavia come valutazione complessiva Cercando Alaska mi è sembrato meno coinvolgente dei lavori successivi, il tono è meno personale, meno sentito e di inferiore impatto emotivo; a dispetto della presenza di alcune scene piuttosto divertenti dedicate all'organizzazione dei classici scherzi da collegio americano, l'insieme appare un po' prevedibile e non particolarmente entusiasmante, probabilmente anche perché non sono mai riuscita davvero a interessarmi alla figura centrale dell'opera, Alaska.

Alaska è esattamente il tipo di ragazza estroversa e vulcanica per la quale i ragazzini timidi e imbranati come Miles si prendono una cotta, tuttavia rappresenta esattamente anche quel tipo di personaggio che trae una discreta soddisfazione nel ricordare costantemente al mondo il proprio essere una persona complicata, caratteristica piuttosto irritante, soprattutto perché di solito comporta una certa dose di egoismo e repentini cambi d'umore di cui gli altri personaggi devono fare le spese senza possibilità di replica.

Letto a una decina d'anni dalla sua pubblicazione, quindi, questo romanzo mostra tutta l'immaturità del suo autore e appare quasi una prima prova dei lavori futuri, soprattutto per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi che verrà ripresa in altri romanzi: non è infatti difficile cogliere somiglianze fra il giovane Miles e il Will Grayson di Will, ti presento Will, mentre il Colonnello ricorda una versione addomesticata dell'improbabile Tiny Cooper. Inoltre, il mistero su cui si concentrano i protagonisti nella seconda parte dell'opera era decisamente risolvibile in un paio di capitoli ma viene pedantemente trascinato per metà libro semplicemente per dare tempo ai ragazzi di elaborare il loro dolore.

E poiché stiamo parlando di John Green, il racconto è ovviamente infarcito del giusto numero di spunti di riflessione, tra i quali il più apprezzabile è quello sul pensiero religioso che, per quanto sommariamente semplificato, suggerisce un approccio sensato, tollerante e spassionato verso le religioni che non è mai troppo tardi per imparare. Non ultimo, l'autore dimostra giù qui la sua furbizia di narratore scegliendo di intitolare i capitoli seguendo un progressivo conto alla rovescia verso un misterioso evento destinato a verificarsi verso metà dell'opera, tenendo quindi incollato il lettore alle pagine per ore anche se, devo dire che, a differenza di Colpa delle stelle, la storia è qui decisamente più dimenticabile, una volta giunti all'ultima pagina.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Cercando Alaska
  • Titolo originale: Looking for Alaska
  • Autore: John Green
  • Traduttore: Lia Celi
  • Editore: Rizzoli
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: collana
  • ISBN-13: 9788817045193
  • Pagine: 312
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - 15.00 Euro

30 marzo 2015

Listopia II - La vendetta: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#101-120)

L'avevate amata. L'avevate richiesta a gran voce. Finalmente, dopo mesi di assenza, torna la versione riveduta e corretta di Listopia. I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita. Tranquilli, non vi riproporremo con gli aggiornamenti i cinquanta appuntamenti della vecchia versione, datata 2006, ma solo le aggiunte apportate e mantenute fino all'ultima, quella del 2012, che - vi anticipiamo - non si limitano a libri usciti dopo il 2005 ma rivoluzionano un po' anche le liste dei secoli precedenti.
Anche stavolta, forse più che mai, la vostra granitica certezza di aver letto di tutto ne uscirà scalfita e sanguinante: cimentatevi con noi a spuntare i libri già letti e a insultare quelli la cui presenza nella lista è assolutamente immeritata!



101. Memoria del fuego. Le origini - Eduardo Galeano (19882) [Aggiunto nella lista 2008]

Le Americhe sono un continente e un mito. Una narrazione leggendaria, qualcosa che trascende la realtà storica e geografica. Attraverso i secoli, però non hanno subito solo il saccheggio dell'oro e dell'argento, del rame e del petrolio, hanno sofferto anche l'usurpazione della memoria. Eduardo Galeano, scrittore di Montevideo, ha ridato vita a questa memoria preziosa, costruendo un monumento in forma di parole dedicato soprattutto all'America Latina dove le leggende intersecano i canti popolari e le memorie, le relazioni dei governatori e le credenze dei popoli più antichi. Questo volume, "Memoria del fuoco. Le origini", ripercorre l'inizio della sua avventura, dalle antiche leggende indie che precedono la scoperta del 1492, fino alla morte di Carlo II, estremo erede della dinastia degli Asburgo. Un affresco immaginifico, una scrittura che attraversa i confini e li confonde superando ogni tentativo di definizione.


102. Il libro dell'inquietudine - Fernando Pessoa (1982) [Aggiunto nella lista 2008]

Il testo contiene le centinaia di riflessioni del celebre eteronimo dell'autore, Bernardo Soares, raccolte in maniera disordinata e "aperta": tragico, ironico, profondo e irrequieto, Soares riflette sulla vita, sulla morte e sull'anima, ma anche sulle sue memorie più intime e sullo scorrere del tempo, sui colori e le emozioni che osserva intorno a sé e dentro di sé.


103. Memoriale del convento - José Saramago (1982) [Aggiunto nella lista 2008]

Nel Portogallo del primo Settecento dominato da Inquisizione e auto da fé, incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari: Giovanni V re di Portogallo, che per la grazia ricevuta di un erede avvia la faraonica costruzione del convento di Mafra; padre Bartolomeu Lourenco de Gusmào, che mescola scienza e misticismo nel progetto di vincere la gravità con una macchina per volare; Baltasar Mateus il Sette-Soli, ex soldato monco di una mano; Blimunda la Sette-Lune, giovane dotata di poteri occulti che a Baltasar si lega di tenacissimo amore; e il musicista Domenico Scarlatti. In questo prodigioso romanzo storico e d'invenzione, utopia e morte, riso e tragedia, affresco corale e struggente vicenda personale, immaginazione sfrenata e spirito critico si coniugano nella voce, ironica e compassionevole assieme, del narratore messo di fronte all'ipocrisia e all'arroganza dei tempi, ma anche ai primi sintomi di un rinnovamento sociale e culturale.


104. Heavy Wings - Zhang Jie (1981) [Aggiunto nella lista 2008]

Published in 1980, Heavy Wings focuses on the Morning Light Auto Works in Beijing, a microcosm of the ongoing struggle between reformers who want to allow a measure of freedom and party hardliners clinging to the ideology that justifies their privilege and power. It provoked a storm of controversy with its frank portrayal of party corruption and mismanagement, its eloquent feminism, and its ringing defense of individualism.


105. La guerra della fine del mondo - Mario Vargas Llosa (1982) [Aggiunto nella lista 2008]

Alla fine dell'Ottocento, nel Nordest del Brasile, appare una strana figura di santo e di profeta - «le ossa sporgenti e gli occhi ardevano di un fuoco perpetuo» - che attira intorno a sé migliaia di persone sbandate e vinte dalle ingiustizie della vita. Così comincia la storia memorabile della piccola e remota Canudos, solitario avamposto contro l'immenso Brasile e incontaminato luogo di pace, che sarà raso al suolo e cancellato dal nuovo governo repubblicano. Raccontando «cose attuali, concrete, quotidiane, inevitabili come la fine del mondo e il giudizio universale», Vagas Llosa ricrea uno dei più tragici episodi della storia dell'America Latina, facendone un romanzo e una saga di forte intensità, specchio realistico e insieme fantastico delle crudeltà, speranze e illusioni dell'uomo.


106. La veranda cieca - Herbjørg Wassmo (1981) [Aggiunto nella lista 2008]

Un’isola dalle parti di Capo Nord nella Norvegia degli anni Cinquanta. Tora, come l’autrice, vive l’adolescenza in un paese su cui grava ancora l’ombra della guerra e dell’occupazione tedesca. Nata dall’amore di una donna norvegese e di un ufficiale nemico, conosce, nell’ambiente chiuso e ristretto del villaggio di pescatori, la miseria e la solitudine di chi, fin dalla nascita, è bollato dal marchio della diversità. “La figlia del tedesco” sa di appartenere alla razza dei capri espiatori, di quelli che tutti si sentono in diritto di offendere e violentare, perché non sono di nessuno. Ma, opponendosi a un fatalismo incombente, Tora non si arrende. Se la fantasia e i sogni sono il primo passo per sopravvivere, alla fuga dalla realtà si affianca a poco a poco l’identificazione con gli altri perseguitati, gli abbandonati, gli sbagliati, con tutti quelli “che sono già condannati prima an-cora di aver commesso il delitto”, e la scoperta che la solidarietà, l’amicizia e l’amore sono comunque duri a morire. Un libro vero che tratti di persone vere non sarà mai nient’altro che atroce, dice a un certo punto Tora. Ma nella Veranda cieca, come nel mondo della protagonista, “la poesia è in agguato nei dettagli”: nel gocciolare di una grondaia in primavera, nel profumo del pane, in una gita in barca lontano dall’isola, nel remare contro l’onda lunga dell’oceano, nel riso di zia Rakel, nei colloqui con l’amico sordomuto. Al silenzio che paralizza i rapporti umani, agli istinti distruttivi e negativi che pulsano nel singolo come nella società, è sempre contrapposta l’insopprimibile positività della forza vitale incarnata, in primo luogo, dalle donne.


107. Coppie, Passanti - Botho Strauss (1981) [Aggiunto nella lista 2008]


108. Chiara luce del giorno - Anita Desai (1980) [Aggiunto nella lista 2008]

Una casa nella vecchia Delhi, due sorelle che si ritrovano dopo anni di separazione e fanno i conti con il passato. Sullo sfondo, la storia dell'India prima e dopo l'Indipendenza, i cambiamenti radicali e le tradizioni immutabili. Ma al centro di tutto rimangono la casa decrepita, il vialetto delle rose e la quiete carica di tensione della chiara luce del giorno. Scritto alla fine degli anni Settanta, questo romanzo ricrea l'intero quadro di una cultura e di una società.


109. Geur der droefenis - Alfred Kossmann (1980) [Aggiunto nella lista 2008]


110. Amica mia - Mariama Bâ (1979) [Aggiunto nella lista 2008]

Una donna prende in mano una penna e scrive una lettera all’amica di sempre. Per gettare un’ancora. Per capire, valutare, ritrovare. Ripercorre la propria vita, annodata stretta a quella dell’amica. E, piano piano, con calma, ricorda.
Due amiche diverse per temperamento ma sospinte dagli stessi sentimenti e animate dagli stessi valori. Due donne che, messe improvvisamente di fronte ad un avvenimento inspiegabile, la decisione dei loro mariti di sposare una seconda moglie, hanno compiuto ognuna la propria scelta.
Ogni pagina, ogni paragrafo, ogni frase di questo romanzo si soffermano su di un aspetto fondamentale della società senegalese e sui fattori culturali che lo determinano, chiarendo così modi di essere e di fare altrimenti oscuri. Un grande romanzo africano scritto da una grande romanziera.


111. I mari del Sud - Manuel Vázquez Montalbán (1979) [Aggiunto nella lista 2008]

L'azione si svolge nella Barcellona pre-elettorale del 1979, fervida di nuove passioni politiche. Viene rinvenuto il cadavere dell'industriale Stuart Pedrell, dopo un'assenza di un anno in cui la vedova e i soci lo supponevano in viaggio nei mari del Sud. Unica pista, un verso di una poesia italiana: "più nessuno mi porterà nel sud". Che cos'è accaduto? Fra cene raffinatissime, amori lolitiani, cagnette e libri, Pepe Carvalho indaga, spiegando con il suo solito, tenero cinismo, l'impossibilità dell'innocenza.


112. Un'arida stagione bianca - André Brink (1978) [Aggiunto nella lista 2008]

Ben Du Toit, bianco, insegna in un sobborgo di Johannesburg ai tempi dell'apartheid. È un uomo tranquillo, convinto dell'onestà e della rettitudine di coloro che governano il Sudafrica. Ma un giorno, un suo amico nero viene arrestato dalla polizia e si "suicida" in carcere. Du Toit vorrebbe disperatamente credere a questa versione ufficiale, sperare che si tratti di un disgraziato incidente, di un errore, ma le indagini che a un certo punto decide di avviare lo conducono presto in un vischioso pantano di menzogne, corruzione, omicidi impuniti. La sua ricerca assume quindi un senso emblematico, diventando una ricerca della verità come valore imprescindibile per ogni uomo civile: un obiettivo che lo spinge alla ribellione, e che gli costa tutto: lavoro, famiglia, amicizie. Per un ribelle, infatti, non c'è ritorno. Solo l'intima consapevolezza di impegnarsi per una giusta causa in una società ingiusta, dove si è smarrito ogni sentimento di pietà e di tolleranza e dove gli esseri umani sono ancora divisi dall'assurda barriera del colore della pelle. Un'arida stagionre bianca di André Brink è un'opera di indiscusso valore letterario, diventata un classico della narrativa d'impegno civile, il primo libro di denuncia dell'apartheid da parte di un bianco.


113. Chi ti credi di essere? - Alice Munro (1978) [Aggiunto nella lista 2008]

«Chi ti credi di essere?» Troppe volte Rose si è sentita rivolgere questa domanda nel paesino di West Hanratty in cui è cresciuta. Prima fra tutti dalla sua matrigna Flo, donna pratica e un po' volgare, meschina e generosa insieme, l'incarnazione di quella realtà provinciale da cui Rose vorrebbe e sa di non poter fuggire. Per quanto studi, per quanto si ribelli, per quanto scappi. Come dieci capitoli di un anomalo romanzo di formazione, i racconti di questa formidabile raccolta delineano con sapienza il personaggio di Rose, privilegiando il ruolo che il rapporto con la matrigna Flo ha avuto nel complesso definirsi della sua identità. Quarant'anni e dieci racconti in sequenza perché Rose arrivi a capire chi davvero crede di essere, chi davvero è.


114. Requiem per un sogno - Jr. Hibert Selby (1978) [Aggiunto nella lista 2008]

Il sogno americano è morto. Da un pezzo. Ma ognuno ha la sua droga per continuare a sognare: l'eroina, la televisione, il cibo, "Burqua" occidentali per evitare di guardare in faccia la realtà. "Requiem per un sogno" è la storia del "risveglio" di quattro personaggi, legati dalle illusioni di cui si nutrono per sopravvivere, e della loro lenta discesa all'inferno. Caratterizzato da una scrittura vibrante e "sensoriale", il libro rappresenta l'altra faccia del sogno americano con una crudezza notevole, ma forte di una commovente capacità di penetrare e descrivere la psicologia umana, le sue debolezze, il suo bisogno d'amare e di credere, nei suoi momenti di pura grazia, nella fede che ci sarà comunque, altrove, un'altra possibilità.


115. Guerre - Timothy Findley (1977) [Aggiunto nella lista 2008]

Basato in parte sulle lettere dal fronte dello zio dell'autore, questo romanzo narra la storia di Robert Ross, giovane ufficiale canadese spedito a combattere la Grande Guerra, la guerra che doveva porre fine a tutte le guerre. Una volta al fronte, Ross, tra gas, corpi straziati, atrocità inimmaginabili, non tarda a precipitare in un incubo senza fine, in un mondo totalmente impazzito, dove regna soltanto l'insensatezza della morte. In tutto questo orrore, però, Ross non esita un solo istante a dichiarare il suo disperato amore per la vita.


116. Quartetto in autunno - Barbara Prym (198) [Aggiunto nella lista 2008]

Quattro personaggi eccentrici, ostinati e indipendenti, capaci di scoprire infinite occasioni di cambiamento anche nella stagione autunnale della vita


117. Il racconto dell'ingegnere delle anime umane - Josef Skvorecky (1977) [Aggiunto nella lista 2008]

“Josef Skvorecky è senza dubbio uno scrittore importante, mescola con maestri un grandissimo talento umorista a un penetrante, instancabile e prolungato senso dell’indagine.” Times Literary Supplement “Un libro ironico, disperato, satirico, coinvolgente, irruente, cupo, provocatorio, profetico, arrabbiato e divertente. Uno dei più importanti romanzi mai scritti .” Canadian Forum Un’ambiziosa e complessa indagine sulla società moderna. Una pietra miliare della letteratura mondiale da uno dei più grandi autori contemporanei. L’espressione “ingegnere delle anime umane”, secondo il parere di diversi storici, è il modo in cui Stalin definiva lo scrittore. Come l’ingegnere progetta e costruisce i macchinari, così lo scrittore deve costruire l’anima dell’Uomo Nuovo. L’ingegnere delle anime umane è un romanzo labirintico che racconta il viaggio e la difficile condizione di rifugiato del romanziere Danny Smiricky, un immigrato ceco fuggito in Canada dopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968. La storia procede con il racconto parallelo della vita presente di Danny fra la comunità ceca in Canada e la ricostruzione delle sue vicende passate sotto il regime comunista sovietico attraverso le lettere di suoi amici e conoscenti rifugiati anch’essi in varie parti del mondo. Con il procedere del romanzo veniamo a conoscenza delle differenti scelte di vita attuate da Danny e dai suoi amici durante la guerra e di come le loro esistenze siano stato influenzate da esperienze universali quali: il Nazismo, l’arrivo della democrazia, il comunismo e per i pochi fortunati, l’esilio. Il sottotitolo dell’Ingegnere delle anime umane recita: Entertainment su vecchi temi: la vita, le donne, il destino, i sogni, la classe operaia, le spie, l’amore e la morte. Un’ottima descrizione, che ci restituisce però solo la punta dell’iceberg di questo monumentale romanzo. Un racconto viscerale sostenuto da una trama semplice a dimostrazione dell’abilità narrativa di Josef Skvorecky.


118. El cuarto de atrás - Carmen Martín Gaite (1976) [Aggiunto nella lista 2008]

Durante una noche de insomnio, la escritora recibe la visita de un desconocido interlocutor cuya identidad permanecerá oculta en todo momento... Los recuerdos de infancia y juventud en Salamanca se irán mezclando con sus reflexiones sobre los sueños, el amor, la escritura o la memoria. «El cuarto de atrás es un ensayo sobre el oficio de escribir, un libro de memorias y una novela fantástica. Pero, por encima de todo ello, es una larga conversación. Todos los libros de Carmen Martín Gaite son una conversación, pues para ella escribir nunca fue distinto a hablar. Hablar con alguien ausente, puede que desconocido, pero, en definitiva, una conversación en toda regla.» Gustavo Martín Garzo.


119. Blu quasi trasparente - Ryu Murakami (1976) [Aggiunto nella lista 2008]

Nello squallore urbano di una Tokyo fredda e tecnologica, in preda a profondo vuoto esistenziale, un giovane studente passa da un'esperienza erotica all'altra mentre le rivolte giovanili minacciano la fragile stabilità di una società giapponese che deve ancora riprendersi dalle ferite della guerra.


120. Blaming - Elizabeth Taylor (1976) [Aggiunto nella lista 2008]

While on holiday in Istanbul, tragedy strikes, and suddenly the comfortably middle-aged, middle-class Amy is left stranded and a widow. Martha, a young American novelist, kindly helps her, but upon their return to England, Amy is ungratefully reluctant to maintain their friendship—on home soil she realizes that in normal circumstances, Martha isn't the sort of person she would be friends with. But guilt is a hard taskmaster, and Martha has a way of getting under one's skin.


Blaming Taylor Elizabeth 3) Added 2008 1976

29 marzo 2015

Speciale Letteratura Latinoamericana: L'Eternauta - Francisco Solano López & Héctor Germán Oesterheld

Francisco Solano López (Buenos Aires, 26 ottobre 1928 – 12 agosto 2011) è stato un fumettista argentino.
La sua carriera di disegnatore inizia nel 1953 e due anni dopo conosce Oesterheld, con cui collabora per varie serie della Editorial Frontera (Ernie Pike, Joe Zonda) prima di conoscere il successo con L'Eternauta. Negli anni '60 si trasferisce in Europa, dove lavora nel Regno Unito e in Spagna per la Fleetway Publications, con cui pubblica Galaxus: The Thing from Outer Space, The Drowned World, Janus Stark, Kelly's Eye).
Tornato in seguito in Argentina, Solano López continua a lavorare su L'Eternauta, ma l'inasprimento della situazione politica lo costringe a tornare in Europa verso la fine degli anni '70.
In quel periodo cura la versione italiana del suo fumetto più famoso su riviste come LancioStory e Skorpio. Nel 2008 viene dichiarato “Personalità importante della cultura”.

Héctor Germán Oesterheld, fumettista nato a Buenos Aires il 23 luglio 1919, è uno dei più celebri desaparecidos argentini.
Laureato in geologia, continua comunque a coltivare la sua passione per la letteratura, in special modo quella per l'infanzia. Nel 1949 inizia la sua attività di sceneggiatore con la Editorial Abril su testate come Il sergente Kirk (disegnato da Hugo Pratt).
Nel 1957 fonda la Editorial Frontera e pubblica periodici come Hora Cero (nel quale apparve la prima storia di un altro fumetto molto conosciuto sempre disegnato da Pratt: Ernie Pike), che poi ospita anche quello che viene unanimemente considerato il suo capolavoro, L'Eternauta.
Il 21 aprile del 1977, accusato di essere un dissidente, viene prelevato dalla sua casa dai militari del regime, scomparendo nel nulla.


Quattro amici giocano a carte in una mansarda, nei dintorni di Buenos Aires. Improvvisamente cala il silenzio, fuori è iniziata una strana nevicata fosforescente: chiunque è toccato dagli strani fiocchi muore istantaneamente. E' l'inizio di una lotta per la sopravvivenza contro una terribile invasione aliena. L'Eternauta, il fumetto capolavoro di Héctor Germán Oesterheld e Francisco Solano López, arriva finalmente in Italia nella sua edizione definitiva, con le immagini restaurate a partire dalle tavole originali.

Recensione

Uscito a puntate verso la fine degli anni '50 e riveduto e corretto più volte nel corso dei decenni seguenti - anche da altri autori -, L'Eternauta di Solano López e Oesterheld è considerato una pietra miliare del fumetto sudamericano e mondiale, soprattutto per la forte carica antimilitarista che ne fece un simbolo della dissidenza contro la dittatura argentina.

La vicenda inizia con la comparsa di un uomo davanti alla scrivania di un disegnatore di fumetti (lo stesso Solano López). Dopo alcuni attimi di smarrimento, il visitatore si presenta:

“Potrei darti centinaia di nomi. E non ti mentirei. Tutti sono stati miei.”
e intraprende la narrazione di un'inusuale nevicata fosforescente sulla città di Buenos Aires; i fiocchi, anche con il solo contatto, uccidono tutti gli esseri viventi che si trovano all'aperto. Il protagonista, che poi verrà chiamato per tutta la vicenda con il suo nome originale, Juan Salvo, è riuscito a mettere al riparo se stesso e la sua famiglia, ma da da questo momento la loro vita cambia per sempre.
Cosa sta succedendo? Con una tuta da sub completamente ermetica riuscirà a uscire per esplorare la città e scoprirà che è stata invasa da una forza aliena superiore.

L'Eternauta, a decenni di distanza dalla sua uscita, lascia meravigliati: un lettore poco avvezzo al fumetto o magari sovraccaricato da manga o comics “commerciali” dalle trame trite e dai colpi di scena telefonati ma estremamente veloci, potrebbe abbandonare l'opera dopo una ventina di pagine. Troppo dettagliati i dialoghi, troppo serrate le scene e troppo antiquati i disegni in bianco e nero.
Eppure, nonostante all'epoca fosse uscito - come detto prima - a puntate, negli anni '80 in Italia c'era giàe una rivista che portava lo stesso titolo: da ciò si può immaginare quanto la serialità non abbia inficiato più di tanto la fluidità narrativa creata da Oesterheld, i cui colpi di scena sono precisi eppure inaspettati tanto da non far staccare il lettore dalle pagine. Tornando ai disegni, invece, Solano López riesce a ottenere un livello di dettaglio dei volti, delle figure anatomiche e degli sfondi incredibile, avanti di decenni rispetto al periodo, tanto da influenzare una generazione successiva di disegnatori.

Il valore de L'Eternauta, insomma, non si esaurisce con l'ultima pagina: grazie alla 001 Edizioni è possibile riscoprire tutti i retroscena che stanno dietro a sequel, storie collaterali e aggiornamenti continui, che in definitiva hanno continuato ad alimentare il mito di un'opera dal forte contenuto politico (per il quale Oesterheld e la sua famiglia pagarono anche con la vita). Fantascienza non solo da intrattenimento ma anche da riflessione, quindi, come sempre meno se ne vede in giro, L'Eternauta è un gioiello di altissimo valore.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: L'Eternauta
  • Titolo originale: El eternauta
  • Autore: Francisco Solano López & Héctor Germán Oesterheld
  • Traduttore: Gigliola Viglietti
  • Editore: 001 Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • ISBN-13: 9788896573273
  • Pagine: 380
  • Formato - Prezzo: Cartonato, B/N - 40,00 Euro

28 marzo 2015

Novità librarie di aprile: alcune uscite da tenere sott'occhio

Anche marzo si avvia alla sua conclusione, è giunto quindi il momento di dare un'occhiata alle novità che ci attendono in libreria ad aprile. Il mese in arrivo è ricco di proposte, non solo promettenti novità ma anche interessanti riedizioni di capolavori passati.
Come d'abitudine, includiamo nelle segnalazioni anche quelle nuove uscite che arrivano al termine del mese corrente ma che nel precedente articolo non abbiamo fatto in tempo a segnalarvi e vi ricordiamo che nell'elenco sono presenti i titoli che sono sembrati più significativi alle amministratrici del sito, ogni ulteriore suggerimento che vogliate lasciare fra i commenti è ben accetto!


Cominciamo con Mondadori, che porta in libreria il popolare imprenditore Oscar Farinetti e il suo racconto dell'esperienza partigiana del padre Paolo.


Mangia con il pane di Oscar Farinetti - Mondadori, Strade blu - 160 pagine, 17.00 Euro
In libreria dal 27 marzo

Oscar Farinetti racconta per la prima volta l’esperienza partigiana del padre Paolo, protagonista della Resistenza in Piemonte, che, al pari di molti altri giovani coetanei, fece la “scelta della collina” all’inizio per un’irriducibile avversione alla disciplina militare e alla retorica guerrafondaia del fascismo. Solo in seguito, tale decisione acquistò i tratti ideali e patriottici. Nato da una famiglia contadina e rimasto orfano prestissimo, nel dicembre 1943 Paolo, dopo aver trascorso qualche settimana in clandestinità nell’Albese, la sua terra natale, raggiunge le montagne della valle Casotto. Qui vive la prima grande sconfitta del movimento partigiano e, con straordinaria preveggenza, opta per la “pianurizzazione”. Con una manciata di uomini torna allora nelle basse Langhe albesi dove organizza una banda che aderisce alle formazioni autonome. Si tratta però di un’affi liazione puramente formale, perché Paolo è impermeabile alla disciplina militaresca che caratterizza le formazioni badogliane, non la comprende, non la accetta. I rapporti tesi con i suoi superiori gerarchici, Poli e Mauri, a fi ne 1944 lo spingono a creare una formazione militare, la XXI brigata Matteotti Fratelli Ambrogio. Coraggioso e audace, con i suoi quasi 300 uomini il comandante Paolo diede vita ad azioni diventate leggendarie, come la liberazione di Alba per 23 giorni, la “beffa delle carceri”della città, il sabotaggio della linea ferroviaria Alba-Asti. Un libro di grande intensità emotiva in cui il racconto di un periodo storico ormai lontano, la Resistenza, è il modo di riaffermare l’attualità dei valori che l’hanno ispirata.


Proseguiamo con Feltrinelli, che pubblica la raccolta di ritratti di alcuni fra i più grandi scrittori americani, ad opera della giornalista italiana Livia Manera Sambuy, il neo-candidato al Premio Strega Vinicio Capossela e il nuovo romanzo del popolare scrittore israeliano Etgar Keret.


Non scrivere di me di Livia Manera Sambuy - Feltrinelli - 208 pagine, 16.00 Euro
In libreria dall'8 aprile

Ti proibisco di scrivere di me, intima Philip Roth. Per Livia Manera Sambuy dovrebbe suonare come un divieto, ma è di fatto un’istigazione ad abbattere la barriera che divide l’intesa umana e l’invenzione letteraria, è uno stimolo ad attivare la memoria di sé e la memoria lasciata dalle tante letture e dalle parole chiave che hanno aperto la porta su un territorio in cui vita e letteratura si mescolano. Livia Manera racconta storie di incontri con i “suoi” scrittori americani, storie di complicità, amicizia, consuetudine, amore. Racconta la New York degli intellettuali che vi sono rimasti, la Parigi di quelli che se ne sono andati, i colori del Maine e il respiro del Midwest. Ci lascia intravedere isolate residenze di campagna, appartamenti impeccabili, strade di Manhattan imbiancate dalla neve, uffici spogli di celebri redazioni, case raffinatissime e monolocali desolati, stanze d’ospedale, caffè parigini, fast food ai margini di un’autostrada. Con il garbo di una scrittura che fa dell’io narrante la sonda e lo specchio, la talpa e la luce, il mondo della letteratura americana diventa la scena di un’esistenza che continua a cercare nelle domande e nei dubbi una strategia di saggezza. È così che ci vengono incontro, con una trasparenza nuova, le figure di Philip Roth, Richard Ford, Paula Fox, Judith Thurman, David Foster Wallace, Joseph Mitchell, Mavis Gallant, James Purdy, ma anche, in controluce, quelle di Raymond Carver, Mordecai Richler e Karen Blixen. Sono figure illuminate dalla fama e figure che la fama ha abbandonato, costruttori di saggezza e demolitori di luoghi comuni, anime che Livia Manera sorprende sempre in un gesto significativo, in una confidenza appassionata, o addirittura nella maestà del silenzio. Avvertiamo il privilegio e l’onere di un rapporto che finisce per trasformarsi in ancora di salvezza, in cortocircuito del sentire, in destino.


Il paese dei coppoloni di Vinicio Capossela - Feltrinelli, I Narratori - 353 pagine, 18.00 Euro
In libreria dal 1 aprile

“Da dove venite? A chi appartenete? Cosa andate cercando?” Così si chiede al viandante-narratore nelle terre dei padri. Il viandante procede con il passo dell’iniziato, lo sguardo affilato, la memoria popolata di storie. E le storie gli vengono incontro nelle vesti di figure, ciascuna portatrice di destino, che hanno il compito di ispirati accompagnatori. Luoghi e personaggi suonano, con i loro “stortinomi”, immobili e mitici, immersi in un paesaggio umano e geografico che mescola il noto e l’ignoto. Scatozza “domatore di camion”, Mandarino “pascitore di uomini”, la Totara, Cazzariegghio, Pacchi Pacchi, Testadiuccello, Camoia, la Marescialla: ciascuno ragguaglia il viandante, ciascuno lo mette in guardia, ciascuno sembra custode di una verità che tanto più ci riguarda, quanto più è fuori dalla Storia. Il viandante deve misurarsi, insieme al lettore, con un patrimonio di saggezza che sembra aver abbandonato tutti quanti si muovono per sentieri e strade, sotto la luna, nella luce del meriggio, accompagnati dall’abbaiare dei cani. E poi ci sono la musica e i musicanti. La musica da sposalizio, da canto a sonetto, la musica per uccidere il porco, la musica da ballo per cadere “sponzati come baccalà”, la musica da serenata, il lamento funebre, la musica rurale, da resa dei conti. Vinicio Capossela ha scritto un’opera memorabile in cui la realtà è visibile solo dietro il velo deformante di un senso grandioso, epico, dell’umana esistenza, di un passato che torna a popolare di misteri e splendori l’opacità del nostro caos.


Sette anni di felicità di Etgar Keret - Feltrinelli, I Narratori - 176 pagine, 14.00 Euro
In libreria dall'8 aprile

Negli ultimi sette anni, Etgar Keret ha avuto molte ragioni per stare in pensiero. Suo figlio Lev è nato nel bel mezzo di un attentato terroristico a Tel Aviv. Suo padre si è ammalato. Tremende visioni del presidente iraniano Ahmadinejad che lancia invettive antisemite lo perseguitano. E Devora, l’implacabile venditrice di un call center, sembra determinata a seguirlo anche all’altro mondo. Con un’ironia fulminante e la sua speciale capacità di cogliere del buono dove meno te l’aspetti, Keret si muove con disinvoltura tra il personale e il politico, il faceto e il terribilmente serio, per raccontare i suoi ultimi sette anni a Tel Aviv: un condensato di vita, humour ed emozione.
Se un razzo ci può cascare in testa in qualsiasi momento, che senso ha mettersi a lavare i piatti? E gli uccellini del gioco Angry Birds, lanciati a tutta velocità contro fragili case, non assomigliano a dei furiosi terroristi?


Un'importante nuova uscita per Adelphi, che porta in libreria uno dei romanzi ancora inediti di Israel Joshua Singer.


La pecora nera di I.J. Singer - Adelphi, Biblioteca Adelphi - 239 pagine, 18.00 Euro
In libreria dal 2 aprile

Decisamente, il piccolo Yehoshua non è portato per la santità: le preghiere infinite del padre, i libri di morale della madre, l'onnipresenza della Torah che pesa «come un macigno» sulla sua famiglia, quel mondo in cui è attribuita più verità alle fiamme dell'inferno che alla natura circostante e agli uomini concreti che la abitano – tutto ciò suscita in lui solo una sensazione di soffocamento e accende un grande desiderio di fuga. Yehoshua anela ai pascoli, ai cavalli, ai giochi nei campi con i coetanei; alle letture della Bibbia preferisce le storie di ladri, briganti, soldati, vagabondi; ama usare sega e pialla nella bottega del falegname piuttosto che stare rinchiuso ore e ore a scuola, sottoposto alla dura disciplina dei maestri, e mal sopporta la tirannia del senso del peccato: «Qualsiasi cosa uno facesse era peccato. E ovviamente essere sfaccendati era peccato». Eppure, da questi irriverenti ricordi d'infanzia, che Singer ripercorre con la precisione e la brillantezza di una scrittura come sempre magistrale, traspare la nostalgia immedicabile per un mondo, quello dello shtetl, che ancor prima che il nazismo ne sancisse la definitiva cancellazione era già avviato al dissolvimento; di questo mondo, popolato da studenti di Talmud, macellai rituali, rabbini, artigiani, mendicanti, scaccini zoppi, maestri folli e scolari riottosi, Singer ci consegna un ritratto così vivido che ci pare di udirne le voci, di percepirne gli odori – e quasi saremmo tentati di scrollarcene di dosso la polvere.


In arrivo anche la nuova opera dell'autrice di Un complicato atto d’amore e In fuga con la zia, edita da Marcos y Marcos.


I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews - Marcos y Marcos, Gli Alianti - 352 pagine, 15.30 Euro
In libreria dal 9 aprile

Elf è sempre stata la più bella.
Ha stile, idee geniali, ti fa morir dal ridere; le capitali del mondo la ricoprono allegramente di dollari per farle suonare il pianoforte e gli uomini si innamorano perdutamente di lei.
Yoli è la sorella squinternata. Ha messo al mondo figli con padri diversi, ha un amante avvocato, se si rompe la macchina fa sesso con il meccanico, ha il conto sempre in rosso e una carriera mancata.
E cos’è adesso questa storia che Elf vuole morire? Proprio in questo momento, poi, a due settimane da un’importantissima tournée. “Elfie, ma ti rendi conto di quanto mi mancheresti?” Quali sono le cose giuste da dire per salvare una vita? Yoli la prende in giro, la consola, la sgrida, aggredisce lo psichiatra dell’ospedale, cammina lungo il fiume tumultuoso del disgelo, non sa più che pesci pigliare. Cospira con la madre, con zia Tina, con il tenero marito scienziato di Elf, con Claudio, il suo agente italiano, e tra cene alcoliche, sms di figli ed ex mariti, sorrisi e ultime frontiere del pianto, lottano tutti per convincere Elf a restare. E in questo lungo duello di parole, carezze, umorismo nero si celebra la grazia e l’energia che occorrono per accettare il dono fragile della vita.
Scritto per dare forma a un dolore vero, I miei piccoli dispiaceri è un’esplosione di intelligenza, comicità e calore: Miriam Toews è una scrittrice grandissima, e in questo romanzo ha messo tutta la testa, l’anima e il cuore.


Rizzoli propone invece il racconto del lungo viaggio di Sammy Basso, il più longevo malato di progenia al mondo, già raccontato dall'omonima trasmissione televisiva andata in onda sul canale satellitare National Geographic.


Il viaggio di Sammy di Sammy Basso - Rizzoli, Saggi italiani - 182 pagine, 17.00 Euro
In libreria dal 27 marzo

Il regalo più bello è stato quello di un nome navajo tutto suo: Chaànaàgahiì, che vuol dire “Uomo che ha ancora tanta strada da fare”. Perché per Sammy il viaggio è proprio una dimensione di vita. Il primo aereo l’ha preso che era piccolissimo ma il suo sogno è sempre stato quello di attraversare gli Stati Uniti lungo la mitica Route 66. Questo sogno si è realizzato l’estate dopo la sua maturità in un viaggio coast to coast lungo il quale ha conosciuto le tante facce dell’America, dalle distese deserte dei bikers alle brulicanti metropoli dei grattacieli, dall’antica quiete degli amish alle luci sfavillanti di Las Vegas, dagli alieni sbarcati a Roswell a quelli (molto più plausibili) creati a Hollywood. Sammy è riuscito a incontrare i suoi miti: James Cameron, il regista di Avatar, e Matt Groening, l’inventore dei Simpson. Ha avuto l’onore del lancio d’inizio nella partita di baseball dei Saint Louis Cardinals contro i Milwaukee Brewers, ha cantato in una messa gospel e ha scoperto la bellezza dei cieli sconfinati e delle innumerevoli sfumature delle rocce della foresta pietrificata. In una sola estate, Sammy ha vissuto quello che molti ragazzi non riescono a immaginare neanche in una vita intera e in queste pagine ripercorre i ricordi più significativi della sua straordinaria esperienza. “Ogni occasione per essere felici dovrebbe essere accolta con tutto l’entusiasmo che abbiamo in corpo”, perché noi tutti, come Sammy, non abbiamo tempo da perdere.


In tema di riedizioni, Fazi ripropone uno dei suoi più grandi successi, Eureka Street, da tempo introvabile, e due celebri classici imperdibili, La donna in bianco e Indignazione.


Eureka street di Robert McLiam Wilson - Fazi, Le Strade - 392 pagine, 18.50 Euro
In libreria da aprile

Belfast, Irlanda del Nord, 1994. In una città ridotta a un campo di battaglia, Chuckie e Jake, protestante il primo, cattolico l’altro, sono legati da profonda amicizia. Chuckie, antieroe grasso e sempliciotto, riesce a compiere mirabolanti imprese commerciali grazie a progetti tanto ingegnosi quanto bizzarri. Jake, nonostante la sua scorza da duro, ha un’anima romantica e non cerca denaro e ricchezza ma un amore che gli riempia la vita. Sullo sfondo, i conflitti irrisolti del paese, che balzano brutalmente in primo piano quando un attentato sconvolge l’atmosfera farsesca che domina il racconto.
Sarà la commedia della vita a cancellare il sangue, e a dominare di nuovo tra le pagine del romanzo saranno le vicende improbabili e sgangherate di Chuckie e Jake. Caso editoriale al tempo della sua uscita, Eureka Street è considerato ormai un classico della narrativa europea, romanzo corale, umoristico e insieme commovente, magistrale nel descrivere la vita quotidiana di una città dilaniata dalla guerra civile.


Indignazione di Henry James - Fazi, Le Strade - 220 pagine, 16.50 Euro
In libreria dal 16 aprile

Il libro Il ricco americano Breckenridge Bender arriva in Inghilterra con l'intento di acquistare alcuni capolavori dalla collezione d'arte dell'indebitato Lord Theign. Durante la trattativa, però, l'uomo d'affari e l'aristocratico entrano in conflitto quando un giovane esperto, nel tentativo di consolidare la propria reputazione nel campo, fornisce una valutazione molto più alta del previsto di uno dei dipinti. Da quel momento la battaglia per il possesso dell'opera diviene di dominio pubblico arrivando sulle pagine di tutti i giornali e coinvolgendo l'intera nazione sul tema del progressivo depauperamento del patrimonio artistico inglese. Henry James trasse ispirazione per questo romanzo da un episodio che scosse l'opinione pubblica inglese: nel 1909, il duca di Norfolk decise di vendere a un ricco acquirente americano un famoso e amatissimo dipinto di Holbein, fino a quel momento esposto alla National Gallery. Quel quadro venne considerato come il simbolo dell'orgoglio e della tradizione artistica britannici minacciati dal potere del denaro americano e solo grazie a una mobilitazione generale l'opera rimase in Inghilterra. Scritta inizialmente per il teatro, Indignazione venne poi rielaborata in forma di romanzo dall'autore e fu il suo ultimo lavoro ad essere pubblicato prima della morte avvenuta nel 1916. L'opera ebbe tre edizioni nel giro di soli due mesi e divenne il romanzo che diede maggior successo a Henry James.


La donna in bianco di Wilkie Collins - Fazi, Le Strade - 688 pagine, 16.50 Euro
In libreria dal 16 aprile

Il libro Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi d'identità che compongono la trama de La donna in bianco, tessuta con magistrale sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla rivista "All the Year Round", suscitando uno straordinario interesse nel pubblico che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l'impavida Marian Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l'affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l'attributo di "padre del poliziesco moderno". La strabiliante modernità dell’opera è data da un sapiente uso delle diverse voci che compongono l’opera, affidate a testimonianze, diari, lettere, resoconti. Dal romanzo è stato tratto anche un musical di grande successo realizzato da Andrew Lloyd Webber.

27 marzo 2015

L'individuo B - Carlo Alfieri

Per dare un nuovo corso alla sua casa editrice, specializzata in libri sulla pesca, Luca Logan si applica alla valutazione dei molti inediti che gli capitano tra le mani. Mentre L’Amo d’Oro conosce una nuova prosperità e nella vita di Logan brilla sempre più luminoso l’astro della bellissima Ludmila, fra proposte bizzarre ed esilaranti tomi d’improbabile valore letterario, un misterioso manoscritto, inviato a puntate e sotto pseudonimo, cattura e poi inchioda la curiosità dell’editore e della sua arguta assistente Anna. I due attendono con sempre maggiore impazienza l’arrivo dei plichi con i capitoli della storia di Ludovico e della sua perdizione per la sfuggente Ingrid, che via via, fra tormenti d’amore, verità nascoste e pedinamenti, da romanzo sentimentale vira al psicologico e infine si tinge di noir. È in un altro strepitoso racconto che giunge in lettura alla casa editrice che s’insinuano raffinatissime allusioni scientifico-filosofiche alla soluzione del vero mistero, al vero segreto, che Carlo Alfieri, abile incastonatore di romanzi nel romanzo e virtuoso del gioco di specchi fra finzione e realtà, disvela nel sorprendente finale. 

Recensione

Romanzo breve ma piuttosto originale, L'individuo B narra le vicende di un editore che riceve in visione la prima parte di un manoscritto. L'editore rimane affascinato dalla storia, tanto da attendere con ansia l'inoltro degli ulteriori capitoli. A questo proposito si potrebbe obiettare che è improbabile che un editore sia disponibile a leggere personalmente, o a far leggere ai suoi incaricati, tout court, i manoscritti che gli vengono recapitati, specie se solo parziali, e molti scrittori esordienti potrebbero ritenere il romanzo del tutto utopistico.
A parte ciò, la storia è molto scorrevole, drammatica ma allo stesso tempo divertente, unico neo è che il manoscritto in questione non sembra poi così avvincente come appare all’editore che è anche il protagonista del racconto. Ma, del resto, qualche forzatura, come il fatto che venga inoltrato a puntate, era necessaria per far evolvere la storia fino al finale a sorpresa.
La sensazione è che l’autore, in grado senza alcun dubbio di scrivere opere di maggior spessore, si sia compiaciuto di comporre questo divertissement per proprio diletto, oltre che per quello dei lettori. Così ha costruito questo romanzo, articolando sapientemente le storie parallele di uomini diversi per arrivare al finale a sorpresa, a cui si può peraltro imputare di essere un po’ affrettato, forse nel timore che una conclusione più complessa avrebbe potuto rallentarne il ritmo.
Il racconto si legge infatti con piacere per la scorrevolezza, l’ironia dell’autore e per la capacità di coinvolgere il lettore. La questione di fondo che viene posta è: fino a che punto l’attrazione sessuale condiziona i nostri comportamenti? Perché questa è la storia di uomini che arrivano a rovinarsi la vita per una infatuazione verso prostitute d’alto bordo ed è difficile ritenere che lo facciano perché rapiti dalla brillantezza e l’intelligenza del loro eloquio. Gli ormoni giocano un ruolo importante nella vita di tutti ma per qualcuno possono essere disastrosi.
Pur non rilevando eclatanti colpi di scena fino alla conclusione, il racconto è accattivante, con un ritmo sempre sostenuto e una scorrevolezza che invita il lettore a continuare a leggere per arrivare al più presto a scoprirne il finale. Un plauso quindi all’autore la cui simpatia e bravura nello scrivere fa passare in secondo piano le forzature dell’intreccio.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: L'individuo B
  • Autore: Carlo Alfieri
  • Editore: Editrice d'Este
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • ISBN-13: 9788898726387
  • Pagine: 98
  • Formato - Prezzo: epub -  Euro 2,99
 

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