26 gennaio 2015

La principessa e la regina. E altre storie di donne pericolose - AA.VV. (a cura di G.R.R. Martin e Gardner Dozois)

"Chiamare Danza i tetri, turbolenti, sanguinosi eventi di questo periodo appare grottescamente inappropriato. Senza dubbio alcuno, il termine trae la propria origine da un qualche cantastorie. 'Morte dei Draghi' sarebbe un nome di gran lunga più sensato." Con queste parole si apre "La Principessa e la Regina", il nuovo tassello nell'affresco della saga di George R.R. Martin. La vicenda si svolge circa due secoli prima della storia narrata nelle "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" e racconta la terribile guerra civile che dilaniò la famiglia Targaryen alla morte del re Viserys I. Tanto la principessa Rhaenyra, sua figlia di primo letto, quanto la regina Alicent reclamarono il Trono di Spade. La prima per sé, la seconda per il figlio, il giovanissimo principe Aegon. Il risultato fu un conflitto terribile, in cui parenti e alleati dovettero decidere con chi schierarsi. Un conflitto di una violenza senza precedenti, che vide contrapporsi fratello e sorella, draghi contro draghi. I Sette Regni di Westeros divennero il teatro di una battaglia tetra e cruenta tra le maestose creature e furono bagnati dal sangue che cadde dal cielo. Ma l'antologia, che ha vinto il World Fantasy Award, curata da Martin stesso assieme a Gardner Dozois (il più importante editor americano di fantasy e fantascienza), non si limita al romanzo breve di Martin: contiene anche racconti thriller, fantastici e fantascientifici di alcuni grandi autori e autrici inglesi e statunitensi.

Recensione

Donne pericolose: è questo il filo che unisce i racconti dell'antologia curata da Gardner Dozois, fondatore di The Year's Best Science Fiction Anthologies ed ex editor di Asimov's Science Fiction, e dal noto scrittore G.R.R. Martin.
L'antologia, di cui in realtà il presente volume costituisce solo metà di quella originale, contiene i contributi di nomi noti nella letteratura angloamericana di genere, molti dei quali sconosciuti o quasi in Italia. Quattro, La principessa e la regina, Desperado, La conchiglia esplosiva e Vicine di casa, appartengono al genere fantasy in almeno due delle sue declinazioni; uno, Le mani che non c'erano, è un racconto di fantascienza; tre - O il mio cuore è spezzato, Battere Jesus, Me le so scegliere - sono di genere thriller; altri due (La canzone di Nora, Raisa Stepanova), infine, appartengono alla narrativa storica.

Ad aprire la raccolta è La principessa e la regina di G.R.R. Martin che, lungi dall'essere mero specchietto per le allodole come si poteva temere, è un contributo sostanzioso e di qualità. Il racconto riprende un evento cardine già accennato nei romanzi e successivamente approfondito nell'enciclopedia Il mondo del ghiaccio e del fuoco: la Danza dei Draghi, il conflitto che lacerò Westeros in un mare di sangue nel momento in cui, alla morte di re Viserys I, fu messa in discussione la successione della principessa Rhaenyra, sua figlia di primo letto, dalla regina Alicent, seconda moglie del re che pretendeva il Trono di Spade per il figlio Aegon. La Danza finì per decretare la pressoché estinzione dei draghi, condotti nei cieli dei Sette Regni a combattere l'uno contro l'altro o assassinati a tradimento dalle folle inferocite coinvolte negli scontri tra potenti.
Con la solita maestria che lo caratterizza, Martin riporta il lettore a Westeros con una cronaca sanguinaria che ricorda come, anche durante il dominio Targaryen, i Sette Regni non furono costantemente un paradiso di pace.

Il secondo autore del romanzo è un nome noto in Italia già da alcuni anni per la sua Trilogia della Prima Legge: mi riferisco, naturalmente, a Joe Abercrombie. Desperado potrebbe perfettamente sembrare un racconto storico, ambientato com'è in terre selvagge che richiamano il western, ma in realtà è ricollegato a Red Country, uno stand-alone inserito nella saga della Prima Legge. Protagonista è Shy, ragazza in fuga ormai alle strette, che giunta in un villaggio abbandonato decide di giocarsi il tutto per tutto e di affrontare gli inseguitori che vorrebbero accaparrarsi la taglia sulla sua testa. A perfetta dimostrazione che la preda più pericolosa è quella messa con le spalle al muro.
L'uscita di Red Country è prevista proprio in questi giorni per i tipi Gargoyle.

Altro contributo di valore è quello di Megan Abbott, autrice statunitense di romanzi gialli e hardboiled pressoché sconosciuta in Italia. O il mio cuore è spezzato narra una storia in apparenza simile a un'altra (reale) venuta alla ribalta di recente nel nostro paese: la vita della coppia protagonista viene sconvolta dalla scomparsa della figlia Shelby, rapita da una sconosciuta in una caffetteria mentre la madre era al bagno. La storia della donna tuttavia non convince gli inquirenti, e lo stesso marito, a seguito di numerose coincidenze e comportamenti illogici della moglie, inizia a porsi qualche domanda.

Convince meno La canzone di Nora, contributo firmato da Cecelia Holland, anche lei pressoché sconosciuta in Italia nonostante i suoi successi all'estero nel campo della narrativa storica: a suo agio nel genere che più le si confà, il racconto della Holland è ambientato nel 1169 e ha per protagonista Nora, seconda figlia femmina del re Enrico II d'Inghilterra e della regina Eleonora d'Aquitania. Un po' ingenuo nel mostrare un'eroina ante litteram che vorrebbe ricoprire un ruolo maschile e un po' inconsistente dal momento che non riesce a delineare una storia esauriente.

Alla fantascienza appartiene invece Le mani che non c'erano di Melinda Snodgrass, scrittrice sci-fi sconosciuta o quasi in Italia, ma soprattutto sceneggiatrice di serie tv quali Profiler e Star Trek: The Next Generation. Protagonista del racconto è Tracy, giovane secondo luogotenente appena diplomatosi all'Accademia Militare della Lega Solare penalizzato dalle sue umili origini e costretto a nascondere la sua relazione con Mercedes, la figlia dell'Imperatore. Sul punto di ubriacarsi in una sordida taverna, Tracy ascolta la storia di un alcolizzato cui ha offerto una bottiglia, una storia che coinvolge una pericolosa spogliarellista dalle fattezze feline e che, se fosse vera, potrebbe minare le basi stesse della Lega Solare.

Urban fantasy è invece La conchiglia esplosiva di Jim Butcher, autore che ha sfondato negli USA con la serie "Dresden Files", incentrata sul mago Harry Dresden, da cui è stata anche tratta una serie tv. Il racconto in questione, forse quello che più strizza l'occhio a un pubblico adolescente, è tuttavia incentrato su Molly, giovane allieva di Harry, essendo il protagonista morto (o presunto tale) alla fine della serie. Molly, priva della guida del maestro, si troverà alle prese con una nuova avventura sovrannaturale e dovrà destreggiarsi in autonomia tra vampiri, lupi mannari e svartalf, in un'ambientazione che ricorda molto quella della serie Anita Blake, priva però di sfumature erotiche.

Ancora di genere storico è Raisa Stepanova di Carrie Vaughn, autrice della serie urban fantasy inedita in Italia "Kitty Norville". Il racconto ben restituisce un cupo ritratto della Russia comunista, che, com'è noto, affidava la sua aviazione militare alle donne non meno che agli uomini. Raisa, la protagonista, mira a diventare un asso dell'aeronautica distinguendosi nell'abbattimento dei caccia nemici, ma la scomparsa (ossia, per le autorità russe, la diserzione) del fratello rischierà di rendere vani i suoi sforzi. Sicuramente un contributo di valore, penalizzato purtroppo da un finale estremamente buonista.

Se i nomi di molti degli autori fin qui citati non diranno nulla al lettore italiano, lo stesso non si può dire di Joe Lansdale, prolifico autore americano che ha saputo spaziare dalla fantascienza all'horror al noir. Lansdale contribuisce alla raccolta con un racconto avvincente che vacilla però proprio laddove avrebbe dovuto ricollegarsi agli altri: nel personaggio femminile. Battere Jesus narra infatti di Marvin, un ragazzo che non riesce a sopravvivere alla legge della jungla nel sobborgo in cui si è appena trasferito con la madre, e del suo incontro e del vecchio X-Man, ex professionista del wrestling clandestino che da decenni incontra periodicamente sul ring il rivale Jesus. I due sarebbero infatti preda della malia di Felina, la donna che li ha sedotti entrambi e che ha promesso di appartenere al più forte tra i due. Felina è un pretesto per raccontare un'ossessione, un personaggio che agisce ben poco e che da solo non riesce a giustificare la presenza di questo racconto nell'antologia Donne pericolose.

Forse anche il nome di Megan Lindholm non farà suonare alcun campanello, perché il grande pubblico la conosce come Robin Hobb, autrice della serie fantasy di Lungavista, in Italia pubblicata da Fanucci. Pizzica un po' di sovrannaturale il suo Vicine di casa, un breve racconto su Sarah, anziana donna che si ritroverà al confine tra due dimensioni che si sovrappongono. Realtà, oppure l'impietoso incedere dell'età che ha già travolto la sua amica Linda? Qualunque sia la risposta, l'ignoto è sempre meglio dello spegnersi lentamente nella struttura per anziani in cui vogliono relegarla i figli.

Chiude la raccolta Me le so scegliere di Lawrence Block, scrittore mystery in Italia pubblicato principalmente da Sellerio. Nel racconto in questione una donna pericolosa, entrata in un bar per recitare un copione ben preciso, dovrà cedere il passo a un uomo ancor più pericoloso.

Trattandosi di un'antologia che amalgama generi, toni, target e livelli qualitativi differenti, ho preferito in questa sede concentrarmi più o meno brevemente su ogni singolo racconto. Preme sottolineare che, nonostante il valore de La principessa e la regina, il nome altisonante di G.R.R. Martin non è l'unica ragione per cui il lettore dovrebbe leggere il volume: quale più, quale meno, tutti i racconti meritano almeno la lettura e molti d'essi più di una lode per essere riusciti a esprimersi appieno nel numero di pagine loro concesse.
P.S. Una nota iniziale promette già nel giugno 2015 la pubblicazione dei racconti mancanti, tra i cui nomi spiccano quelli di Brandon Sanderson e Pat Cadigan.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La principessa e la regina. E altre storie di donne pericolose
  • Titolo originale: Dangerous Women
  • Autore: AA.VV. (a cura di G.R.R. Martin e Gardner Dozois)
  • Traduttore: Teresa Albanese; Sergio Altieri
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2014
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 9788804648635
  • Pagine: 416
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 20,00 Euro

24 gennaio 2015

Gli imperfezionisti - Tom Rachman

A un tavolo del Caffè Greco, davanti a un imprecisato numero di Campari, l’enigmatico Cyrus Ott fonda il suo quotidiano internazionale, nel 1954. Vorrebbe una redazione vibrante di nobili intenti, ma in realtà vi accade tutto ciò che normalmente accade in una vera redazione: saluti biascicati, capiredattori che sonnecchiano, telefonate sfi branti, feroci insulti tra colleghi.
Il giornale sta al terzo piano di un palazzo storico. Non ci sono scritte sulla porta. Niente nome né testata, solo un manipolo di penne che comunicano fra loro in inglese. Fuori dall’ascensore qualcuno ha appeso un cartello: «Lasciate ogni speranza voi ch’uscite. Outside is Italy». Tre piani sotto c’è Roma, la cui bellezza, con quel misto di fascino e inquietudine, caos e dolce vita, appare eterna soprattutto a chi, all’inseguimento di sogni effi meri, vi arriva da un paese lontano.
Tutti i dipendenti del giornale – americani, inglesi, australiani, canadesi – sono suffi cientemente uomini di mondo per primeggiare nella qualità che governa il loro mondo: l’imperfezione. Lo stagista zelante interviene sempre a sproposito, la titolista non riesce a far entrare le parole nelle colonne, il correttore di bozze lascia errori grossolani, il redattore pedante dà letteralmente in escandescenze se qualcuno si azzarda a utilizzare l’avverbio «letteralmente», l’inviato al Cairo conosce quattro parole di arabo e non ha idea di dove si trovino le notizie. In redazione parlano il giornalese, lingua che fonde sintesi e desiderio di conformismo, ma fuori ognuno torna a indossare – drammaticamente – la propria inadeguata unicità. Undici ritratti di imperfezionisti – taglienti, ironici e fatalmente intrecciati con le traversie del giornale e con l’ultimo mezzo secolo di storia – formano il racconto perfetto del regno dell’approssimazione mediatica, dove l’arte della verità fluttua pericolosamente nella corrente delle passioni umane, tra cialtroneria e bassezze, cinismo e solitudine.

Recensione

E' sempre interessante sapere come il resto del mondo vede il nostro complicato paese, anche se i risultati non sono sempre di nostro gradimento. Per questo ho trovato particolarmente divertente leggere le avventure di un gruppo di giornalisti di una testata internazionale con base a Roma, uscite dalla penna di un autore inglese. Ossessionati dalla moda e dal nostro aspetto ma anche da cosa i giornali stranieri dicono di noi - cosa vi dicevo? -, caotici, mammoni, amanti della bella vita e con un primo ministro che non sfigurerebbe al circo come ciliegina sulla torta (erano ancora i "gloriosi" anni berlusconiani): così l'esordiente Tom Rachman vede noi italiani in questo suo romanzo corale incentrato sul mondo nel giornalismo.

Questa è però solo la cornice degli eventi, i cui protagonisti sono quasi tutti americani, giornalisti arrivati nella nostra capitale con il sogno di una carriera in una gloriosa e storica testata e destinati, più o meno colpevolmente, a contribuire alla lenta agonia del giornale. I loro punti di vista si alternano di capitolo in capitolo, collegati da piccoli dettagli e riferimenti secondari, uno stratagemma narrativo visto spesso in questo tipo di romanzo, ultimo famosissimo esempio il vincitore del Pulitzer Olive Kitteridge di Elizabeth Strout.
A separare ogni sezione sono brevi interludi che ripercorrono la storia del giornale dalla sua fondazione, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, fino ai desolanti giorni finali, attraverso tre generazioni della famiglia Ott: il visionario fondatore, l'ottuso figlio e l'asociale nipote. Proprio come ne I Buddenbook di Thomas Mann, che torna costantemente alla memoria durante la lettura de Gli imperfezionisti, siamo di fronte al declino di una famiglia che alimenta e si alimenta del declino del giornale che ne rappresenta l'animo. La spinta creativa e il vigore del fondatore scemano nel passaggio alle generazioni successive, contraddistinte dalla mancanza di carattere e dall'incapacità di coniugare l'abilità di pensare in grande con il pragmatismo dei grandi affaristi.
Di pari passo va il destino della testata: se le nuove generazioni, viziate e impaurite, mancano della forza visionaria dei loro predecessori, la carta stampata appare troppo lenta e inadeguata per mantenere il passo con un mondo globalizzato in cui la rete rende ogni notizia vecchia un istante dopo che è avvenuta.

I paragoni illustri si sprecano quindi per questo romanzo d'esordio, che in ogni pagina porta traccia delle opere alle quali il giovane Rachman si è chiaramente ispirato. Per questo di primo impatto Gli imperfezionisti sembra non meritarsi troppo le generose lodi che gli sono piovute addosso. La vita nella redazione del giornale è quella tipica che siete abituati a vedere in film e telefilm ambientate nei templi della carta stampata: reperibilità a tutte le ore, assenza di una vita privata, antagonismo, finanze scarse. Lo stile di Rachman poi, per quanto curato e maturo, non si distingue certo per originalità o magniloquenza e i singoli personaggi appaiono leggermente stereotipati - la donna in carriera fredda e anaffettiva, la stramba zitella piena di idiosincrasie, il capo redattore troppo mite e il correttore di bozze burbero ma dal cuore tenero.
Ciò che salva il romanzo è la capacità di ognuno dei suoi protagonisti di uscire dallo stereotipo quel tanto che basta da accattivarsi le simpatie del pubblico; tutte le undici figure descritte arrivano al cuore, appassionano, fanno desiderare di sapere di più sul loro conto e, nonostante le loro evidenti imperfezioni, così in linea con lo spirito di un giornale in rovina, l'unico sentimento che riescono a generare nel lettore è l'empatia, la comprensione, addirittura l'affetto. Da questo punto di vista siamo di fronte a un lavoro veramente ben fatto.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Gli imperfezionisti
  • Titolo originale: The Imperfectionists
  • Autore: Tom Rachman
  • Traduttore: Sebastiano Pezzani
  • Editore: Il Saggiatore
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: Narrativa
  • ISBN-13: 9788842815815
  • Pagine: 386
  • Formato - Prezzo: brossura - 18,00Euro

23 gennaio 2015

Dettato - Sergio Peter

Come si gioca a nascondino da soli? Un bambino cerca un riparo dalla morte del padre e trova nell’aria le voci dei matti, degli animali, dei vecchi e delle donne che popolano i luoghi marginali di una sperduta valle di montagna.
Riti collettivi di addio all’inverno, campane ferme, racconti orali, cadute, incantamenti e ossessioni animano il sorprendente romanzo d’esordio di Sergio Peter che, ispirandosi alla lezione del Celati di Narratori delle pianure e del Calvino delle Città invisibili, dà vita a un ritorno a casa che è anche viaggio iniziatico nei territori della memoria.

Recensione

Un insieme di ricordi autobiografici e di riflessioni sul ruolo dei luoghi e della memoria nella creazione di un'identità individuale e collettiva. Sul confine tra Italia e Svizzera, tra montagna e lago, tra ricordo e poesia, si costruisce una rete di racconti e personaggi, in un fluido succedersi di prosa lirica e dialetto comasco-lombardo, che fa parte del vissuto del narratore-autore.
A leggerlo sembra difficile credere che Sergio Peter sia della classe 1986, perché il senso delle radici della sua narrazione affonda molto in profondità, nella dimensione corale della famiglia e della comunità allargata che chi ha esperienza di vita all'ombra dei piccoli campanili italiani riconosce facilmente.

Attraverso i ricordi della vita di paese, del lavoro del padre, delle piccole abitudini famigliari, emerge un mondo straordinariamente vivido e presente, anche quando il dettato della memoria rievoca fatti o persone ormai da tempo passati nell'oblio.
La vestaglia della nonna, il balcone con la vista su un paesaggio fuori dal tempo, il sapore dell'acqua e l'odore forte di campagna di certi prati, il suono vero delle campane, quando ancora non esistevano i dischi preregistrati e i campanili, oltre a dare un punto di riferimento per orientarsi anche a grande distanza, contribuivano a scandire il passare del tempo in realtà che a volte creano l'impressione di esserne al di fuori, del tempo...

Cosa, però, fa sì che questa raccolta di piccoli aneddoti, episodi di bambini e vecchi, visioni domestiche e storie di partigiani e pescatori di lago non suoni stonata sulla penna di un trentenne e non diventi l'ennesimo amarcord?
L'autore partecipa di una realtà particolare che non è scontato comprendere per chi non ha esperienza di vita di paese. Le persone diventano presto personaggi. Le abitudini leggi e gli aneddoti una vera e propria mitologia. È un filone diviso tra narrazione e poesia che è una delle voci più forti e originali della narrativa italiana, da Giovanni Celati di Narratori di pianura e Italo Calvino de Le città invisibili alla memorialistica di certi racconti di Mario Rigoni Stern e al lirismo delle 'cose' di alcuni aforismi di Federigo Tozzi.

Una semplice genealogia della famiglia assume i toni asciutti e solenni del racconto biblico e contiene il senso di un rapporto continuo con le proprie radici, nei luoghi e nei rapporti di parentela. Una tombola diventa una ballata quasi come attorno a un albero della cuccagna, un inno all'abbondanza, un canto carnascialesco. Paesi altrimenti sconosciuti come Cardano, Piamuro e Loveno acquistano un'anima e diventano non solo il luogo dove corpi umani trovano rifugio ma anche i punti attorno ai quali si costruisce un'identità comunitaria. Non è un caso che il paese di Peter, Grandola ed Uniti, nasca come comune proprio dall'unione di piccoli borghi disseminati tra il lago e la montagna.
E in questo succedersi, a tratti commovente, di ricordi resuscitati, che emergono dai prati come dei fantasmi, come i rintocchi delle campane, di racconti famigliari e episodi di vita di paese si unisce anche la voce normale e sgrammaticata, ma non per questo meno melodiosa, di alcune lettere vere dall'Italia degli anni '20 e della 2a guerra mondiale, che hanno lo stesso tono di pacata e bonaria quotidianità della vita di paese, dove tutto ritorna.
Tanto che alla fine a chi legge sembra di appartenergli, a quei pascoli e a quelle terre che, come suggerisce la citazione di apertura di Robert Walser, per natura sono più vicine alla beatitudine del cielo, nella loro semplice e imperturbabile vitalità.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Dettato
  • Autore: Sergio Peter
  • Editore: Tunué
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Romanzi
  • ISBN-13: 9788867901036
  • Pagine: 112
  • Formato - Prezzo: eBook - Euro 4,99

22 gennaio 2015

La classifica dei libri più venduti dal 12 al 18 gennaio


Il 2015 da poco iniziato prosegue a proporci interessanti novità.
Un po' prevedibilmente conserva la prima posizione Numero Zero di Umberto Eco, libro grandemente pubblicizzato che però i primi lettori stanno trovando un po' al di sotto della media del celebre semiologo diventato romanziere.
Perde invece una posizione rispetto alla scorsa settimana Avrò cura di te di Massimo Gramellini e Chiara Gamberale che deve lasciar spazio alla nuova uscita più attesa, chiacchierata e controversa di questi giorni: stiamo parlando di Sottomissione di Michel Houellebecq, anch'esso come Eco edito da Bompiani che questa settimana si impossessa di due terzi del podio. Il libro, ormai non è più un segreto, ipotizza un futuro prossimo in cui le elezioni presidenziali francesi si concludono con la vittoria di un partito islamico moderato. Un tema già scottante di per sé che naturalmente è diventato di ancora maggiore attualità dopo i tragici eventi parigini del 7 gennaio, che hanno anche messo in discussione la pubblicazione stessa del libro, arrivato però nelle librerie francesi regolarmente e schizzato subito in testa alle classifiche di vendita, come c'era da aspettarsi.
Più leggero il tono della seconda nuova uscita di questi giorni, Non è stagione di Antonio Manzini, che troviamo in quarta posizione con il terzo romanzo della serie dedicata al vice questore Rocco Schiavone. Manzini sfrutta però l'appeal del romanzo giallo per introdurre un altro argomento di inquietante attualità, sebbene spesso trascurato dalle cronache, ovvero l'ingerenza della 'ndrangheta nella politica e nell'economia del Nord Italia. Schiavone infatti, operante in Val D'Aosta, incappa in un'indagine molto più grossa di quanto sospetti in un primo momento che coinvolge le infiltrazioni della criminalità organizzata della zona e, naturalmente, porta al riaffiorare di vecchie ferite.
Perdono qualche posizione ma reggono comunque bene Andrea Camilleri con La relazione, il saggio storico I tre giorni di Pompei di Alberto Angela e l'autobiografia American Sniper di Chris Kyle da cui Clint Eastwood ha tratto l'omonimo film pluricandidato agli Oscar.
Ad essi fa seguito un volumetto destinato a far discutere: si tratta de La parola contraria, piccolo pamphlet in cui lo scrittore Erri DeLuca, prossimo al processo per istigazione nel quale dovrà presentarsi in veste d'accusato per la sua parte attiva nelle proteste contro la costruzione della contestatissima TAV. DeLuca ribadisce qui le motivazioni che l'hanno spinto ad una posizione tanto radicale dalla quale non si sente in dovere di allontanarsi.
Infine la classifica si conclude con un ultimo nuovo ingresso di tutt'altro genere: Newton Compton pubblica per il suo filone dedicato al romance Buonanotte amore mio, di Daniela Volontè, che in realtà è la nuova versione di L’amore nei piccoli gesti, opera auto-pubblicata dall'autrice che ha ottenuto un tale successo da aver attirato l'attenzione di una casa editrice che ora ci ripropone il libro in versione riveduta e corretta



Il libro più venduto:

Una redazione raccogliticcia che prepara un quotidiano destinato, più che all’informazione, al ricatto, alla macchina del fango, a bassi servizi per il suo editore. Un redattore paranoico che, aggirandosi per una Milano allucinata (o allucinato per una Milano normale), ricostruisce la storia di cinquant’anni sullo sfondo di un piano sulfureo costruito intorno al cadavere putrefatto di uno pseudo Mussolini. E nell’ombra Gladio, la P2, l’assassinio di papa Luciani, il colpo di stato di Junio Valerio Borghese, la Cia, i terroristi rossi manovrati dagli uffici affari riservati, vent’ anni di stragi e di depistaggi, un insieme di fatti inspiegabili che paiono inventati sino a che una trasmissione della BBC non prova che sono veri, o almeno che sono ormai confessati dai loro autori. E poi un cadavere che entra in scena all’improvviso nella più stretta e malfamata via di Milano. Un’esile storia d’amore tra due protagonisti perdenti per natura, un ghost writer fallito e una ragazza inquietante che per aiutare la famiglia ha abbandonato l’università e si è specializzata nel gossip su affettuose amicizie, ma ancora piange sul secondo movimento della Settima di Beethoven.
Un perfetto manuale per il cattivo giornalismo che il lettore via via non sa se inventato o semplicemente ripreso dal vivo. Una storia che si svolge nel 1992 in cui si prefigurano tanti misteri e follie del ventennio successivo, proprio mentre i due protagonisti pensano che l’incubo sia finito. Una vicenda amara e grottesca che si svolge in Europa dalla fine della guerra ai giorni nostri.

  • Titolo: Numero zero
  • Autore: Umberto Eco
  • Editore: Bompiani
  • ISBN-13: 9788845278518
  • Pagine: 142
  • Prezzo: 17,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Sottomissione - Michel Houellebecq (Bompiani - euro 17,50)
    3. Avrò cura di te - Massimo Gramellini, Chiara Gamberale (Longanesi - euro 16,00)
    4. Non è stagione - Antonio Manzini (Sellerio - euro 14,00)
    5. La relazione - Andrea Camilleri (Mondadori - euro 17,00)
    6. I tre giorni di Pompei: 23-25 ottobre 79 d. C. - Alberto Angela (Rizzoli - 18,00)
    7. American sniper. Autobiografia del cecchino più letale della storia americana - Chris Kyle, Scott McEwan, Jim De Felice (Mondadori - euro 18,00)
    8. La parola contraria - Erri De Luca (Feltrinelli - euro 4,00)
    9. Storia di una ladra di libri - Markus Zusak (Frassinelli - euro 16,90)
    10.Buonanotte amore mio - Daniela Volontè (Newton Compton - euro 9,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    Non ditelo allo sposo - Anna Bell

    Penny ha sempre avuto le idee chiare sul proprio matrimonio: una cerimonia da favola, un vestito da sogno e una festa indimenticabile. Ha previsto ogni cosa, fino all’ultimo dettaglio, e da anni mette da parte i suoi risparmi per non farsi mancare nulla nel giorno più importante. Ma quando finalmente arriva la proposta di Mark, il suo sogno si sgretola di fronte alla realtà del suo estratto conto: i risparmi di una vita non ci sono più! Forse giocare a bingo on line non era soltanto un innocuo passatempo…
    Dopo tutto quello che ha pianificato per la cerimonia, non le resta che una strada da percorrere: mantenere il segreto e organizzare, in tempi da record e senza il becco di un quattrino, un matrimonio da urlo…

    Recensione

    Da blogger a scrittrice: questo è il percorso compiuto da Anna Bell, blogger di successo in Inghilterra, che è passata dalla scrittura online sul sito Novelicious, nota community di aspiranti scrittori, alla pubblicazione di questo e-book, Non ditelo allo sposo, il quale ha ottenuto un tale successo di pubblico da essere premiato con la pubblicazione in forma cartacea, proprio a partire da questo mese.
    Autrice di una seguita rubrica di consigli di scrittura, la Bell ha lasciato il suo lavoro di curatrice museale per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno. Nella foto sull’edizione della Tre60, che propone questo suo primo romanzo, appare carina e accattivante, come ci si aspetta da una moderna blogger.

    La voglia di matrimonio fa da elemento propulsore della storia: protagonisti sono Penelope detta Penny, il futuro marito Mark, l’amica Lou e la nonna Violet, quest'ultima presenza cruciale per lo svolgersi degli eventi. Un wedding plan da stendere, un budget da rispettare, una lista da depennare, una concatenazione di eventi che portano a un finale non originalissimo ma in linea con la commedia romantico-sociale proposta dall'autrice britannica.

    Parlo di commedia romantico-sociale perché, al di là del racconto fiction semiserio (escamotage del gioco televisivo come pretesto per la sorpresa allo sposo), è lodevole il tentativo di voler accennare al problema della dipendenza dai giochi online e il voler portare all’attenzione la nostra crescente incapacità di decidere senza aver prima consultato la rete e tutti i panorami che ci propone.
    Emblema di una certa generazione di fashion victims, la protagonista conserva, tuttavia, una certa freschezza e autenticità, che si esprime in una scrittura semplice ma non priva di ritmo, capace di agganciare il lettore e tenerlo con sé fino alla fine.

    Di fronte a questo romanzo, mi vengono in mente tante domande e, su tutte, una riflessione: in che modo si sviluppa una scrittura che parte dal web e arriva all’editoria cartacea? Quali i parametri di questo scrivere?
    In altre parole, io continuo a definire questo libro "un romanzo scritto da una blogger". Non riesco a passare al termine scrittrice. Non perché, sia ben inteso, si tratta di un romanzo pubblicato in prima battuta sul web, ma perché ritengo la scrittura una compiuta espressione della personalità che offre al lettore una propria convinta visione del mondo e, attraverso un libro pubblicato, la affida allo sguardo del pubblico che poi dirà "sì" oppure "no".
    La scrittura del libri sul web, e ci sono del fenomeni di eccellenza, intendiamoci, mi sembra sempre una strada troppo condizionata dal favore del pubblico e non posso non pensare che la scrittura non ne venga, in qualche modo, influenzata.

    Resta inteso che, gestendo io stessa un piccolo blog casalingo, rendo merito alla blogger di successo e alla sua capacità di aver scritto un libro carino, non troppo impegnativo ma non banale, che consiglio come lettura rilassante e ottima per la pausa pranzo, soprattutto agli amanti della moda, del web e dei matrimoni.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Non ditelo allo sposo
    • Titolo originale: Don’t Tell the Groom
    • Autore: Anna Bell
    • Traduttore: Ilaria Katerinov
    • Editore: Tre60
    • Data di Pubblicazione: 22 gennaio 2015
    • ISBN-13: 9788867022410
    • Pagine: 380
    • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro
     

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