9 dicembre 2017

D'argine al male Dove i topi non muoiono - Gaia Conventi

Nell'estremo lembo della provincia ferrarese, dove il Po incontra il mare, Giovanni e Iolanda, fratelli e nemici, devono patteggiare per sopravvivere. La loro casa è nascosta nella golena; lì accanto il cimitero. Il Po e l'Adriatico scandiscono ore e stagioni come le campane a morto segnano i giorni dei protagonisti. Lui con un passato di ricoveri psichiatrici, lei priva di uno scopo e intenzionata a trovarne uno. Morendo, la madre ha lasciato dietro di sé le macerie di un morboso attaccamento alla figlia e Giovanni ora può finalmente far scontare alla sorella anni di materne angherie. Ma non sarà questo a innescare il meccanismo che li porterà allo scontro, perché mentre Giovanni trama Iolanda agisce: rimasta senza la madre da accudire, l'anziana donna cerca una bambola a cui prestare attenzioni:Francesca, una bambola viva. Sarà lei a riportare a galla il marcio che cova nel passato di Giovanni e Iolanda. Divisi seppur inscindibili, ma nella vecchia casa non c'è spazio per entrambi.

Recensione

Giovanni e Iolanda, fratello e sorella con problemi mentali, sequestrano una ragazza, Francesca, e la rinchiudono nella loro casa situata nella golena lungo il Po nei pressi di Ferrara. È Iolanda che ha ideato e materialmente effettuato il rapimento per avere qualcuno di cui occuparsi dopo la scomparsa della madre a cui  era dedicatala sua vita, come in quelle famiglie di altri tempi in cui la figlia più giovane non si sposava per potersi impegnare totalmente nella cura dei genitori anziani. Giovanni, pur non essendo d’accordo con l'iniziativa della sorella, è acquiescente e si adopera perché nessuno venga a conoscenza del sequestro.
Questo è l’inizio del romanzo horror dove apparentemente i fratelli si comportano come carnefici, ancorché gradualmente si trasformino nelle vittime di se stesse e delle circostanze. Nella casa ormai abitata solo da loro due aleggia ancora lo spirito della madre. È il classico convitato di pietra che condiziona ancora i pensieri ed il modo di agire dei figli, particolarmente sensibili agli influssi esterni, veri o apparenti che siano, e ai propri stati d'animo.
I due fratelli si nascondono al mondo, come ha loro insegnato a fare la madre e come hanno capito a proprie spese di doversi comportare per sfuggire alla crudeltà della gente, prevenuta nei confronti di chi è diverso. Poiché le vicende si svolgono prevalentemente nella casa della golena, con al più qualche puntata al cimitero a fianco dove Giovanni lavora in qualità di custode, si potrebbe pensare ad un romanzo claustrofobico e opprimente, ma non è così.
La storia inizia con azioni particolarmente efferate, tanto da far nascere nel lettore un senso di repulsione, ma poi si dipana in un insieme di comportamenti e pensieri nevrotici dove si incrociano l’immaginario ed il reale, elaborati insieme all’ironia della scrittrice che, ricordiamo, è  autrice di gialli, alcuni dei quali di carattere umoristico già recensiti in questa sede. Niente infatti è come sembra in questo romanzo particolarmente originale e coinvolgente che trasporta il lettore nella mente di persone schizofreniche e ingenue che, come tutte le anime semplici e bisognose di rassicurazione, trovano soddisfazione nel riuscire a fare le cose come si deve.

Tutto era andato per il meglio e, se le cose vanno bene, vuol dire che sono giuste. 

Ottima la caratterizzazione dei protagonisti, teneri e crudeli i loro pensieri, triste e solitaria la loro vita, come si può evincere anche da questa considerazione amara di Giovanni, che già per un certo tempo era stato rinchiuso in un istituto psichiatrico:

 … lui sarebbe stato comunque solo. Non importava se tra le mura di casa o in un istituto: si è sempre soli. 

L’azione vera e propria, dopo il rapimento di Francesca, è nel complesso modesta, dato che gran parte della dinamica del romanzo si svolge nella psiche dei protagonisti, ovvero nella rappresentazione della realtà di menti che la malattia ha reso più sensibili del normale, ma che per questo motivo riescono a comprendere fatti che le altre persone, in genere più superficiali, non sono solite soffermarsi a considerare. E' solo alla fine del romanzo che si capiranno compiutamente, pertanto, le motivazioni di molti dei loro comportamenti e la risoluzione di alcuni misteri come, ad esempio, quello della scomparsa del padre di Giovanni e Iolanda.
La circostanza per cui i topi non muoiono, anche se vengono sterminati dal veleno che Giovanni metteva in cantina per ordine di sua madre, viene lasciata alla intuizione dei lettori.
Molto scorrevole la scrittura dell'autrice che sa coniugare il reale all’immaginario con un linguaggio asciutto e che riesce a rendere accattivante una storia di solitudine e quieto orrore. Un ottimo romanzo, quindi, particolarmente originale, pieno di ironia e di una tenerezza che non sfocia mai nel sentimentalismo.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo:D'argine al male - Dove i topi non muoiono
  • Autore: Gaia Conventi
  • Editore:Le Mezzelane
  • Data di Pubblicazione:2017
  • Collana:Ossessioni
  • ISBN-13:9788899964535
  • Pagine:198
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 10,90

6 dicembre 2017

Alcuni avranno il mio perdono - L. R. Carrino

Nella Napoli di oggi, straziata da una guerra tra fazioni che dura ormai da otto anni, il sangue camorrista si è confuso col sangue degli innocenti. Mariasole Simonetti è a capo della federazione di clan “Acqua Storta” dalla notte in cui uccise il boss reggente davanti agli occhi della madre, la potente Angela Lieto. In quella stessa notte Aldo Musso, fratello del capoclan dell’omonima famiglia, pagò con la vita i dubbi sollevati sulla reggenza di Mariasole. Mentre prosegue il gioco di sangue fra i potenti, il figlio sedicenne di Mariasole, Antonio, scalpita per diventare il capo di un gruppo di piccoli criminali, ma c’è di mezzo il suo amore per Rosa Musso, figlia del nemico giurato di sua madre. La guerra fra le due fazioni continua, ma l’amore tra i due ragazzi mescolerà le carte in modo imprevedibile. Ogni delitto avrà la sua confessione, ogni male verrà scontato, ma solo alcuni verranno perdonati. Con una scrittura carnale, lo sguardo di Carrino si focalizza sulla violenza endemica di una Napoli che irradia pulsioni e amori laceranti, portando con sé echi di uno dei grandi classici della tragedia a cui l’autore partenopeo dona nuova linfa.

Recensione

Antonio e Rosa, al centro dell’ordito ci sono proprio loro.
Due adolescenti in piena rivoluzione emotiva, che si sentono attratti l’uno dall’altra e che in qualche modo vivono la loro storia contrastata, espressa in sotterfugi e complicità di amici pur di riuscire a vedersi, quasi come una riedizione della tragedia di Shakespeare rivista in chiave moderna, con cui lo stesso autore gioca senza nasconderlo.
Ma è tutto opposto, va oltre alla storia nota, per seguire un percorso tutto suo. Siamo nei giorni nostri e i due giovani rappresentano la nuova generazione appartenente a Napoli e alla Campania, con l’unico ostacolo insormontabile delle loro origini: Rosa è della famiglia Musso, la stessa la cui madre di Antonio, Mariasole Vient ‘e terra, è in rivalità da nove anni dopo aver preso il comando della Confederazione camorrista di Acquastorta, proprio con l’omicidio dello zio della ragazza la donna ha affermato il suo indiscusso potere.
Ma è una forza che può sgretolarsi nella misura in cui il ruolo si scontra con il sentimento di madre che vorrebbe preservare il figlio dal dolore, dal destino che potrebbe ritorcersi contro di lui e che Mariasole conosce.
Siamo con questa opera di Carrino al terzo capitolo della lunga vicenda principiata proprio con l’ottimo Acquastorta, e proseguito poi con La legge di Mariasole, e in questa terza puntata ritroviamo lo stile dell’autore che sa muoversi nell’utilizzo della lingua in modo sopraffino, consentendo di mantenere alto il tenore del narrato fino alla fine, col lettore che non riesce a staccarsi dalle pagine.
I contenuti del libro sono molteplici, intersecati tra loro: la gestione del lutto, l’assenza del padre e del compagno, il senso di famiglia così come l’amore vero, proprio quello provato dagli adolescenti, capace di triturarti il cuore dopo avertelo strappato dal petto eppure capace di mantenerti vivo. E ancora, tema centrale, il segreto: l'assenza delle proprie origini e il desiderio di poterle rivelare, come nel caso di Arturo che si imbatte in Antonio e si assume il ruolo di difensore per dei motivi che non osa rivelargli e che scopriremo solo a trama avanzata. Ma il tempo è un danno in questa storia: più va avanti, più diventa inesorabile, senza guardare in faccia nessuno dei protagonisti.
Una forte incidenza è detenuta dall’ambientazione, a livello sociale così come a livello di dialogo: siamo in campana, dove gli intercalare si intersecano nello scambio di battute così come nei pensieri intimi delle varie pedine che si muovono sulla scena in modo preciso, cadenzato. Il sistema della malavita che imbriglia le vite di tutti quanti loro tra sparatorie e vendette, tra comando e riciclo dei soldi sporchi, una ricostruzione più che mai intensa, a tratti spaventosa, perché capace di permeare le esistenze senza sconti di alcun genere.
Non è più un modo di vivere, ma diventa l’essenza stessa delle persone, qualcosa che fa parte di loro, senza alternative, per quanto sia la seconda opportunità quella che tutti ricercano, soprattutto Mariasole, per il suo stesso figlio, il sangue del suo sangue. L’unica ragione per non mollare.
Alcuni avranno il mio perdono è un romanzo vibrante, capace di coinvolgere il lettore nei suoi meandri senza mai voler arrivare all’uscita. Una lettura che diventa esperienziale facendo luce su un mondo per tanti di noi lontano, perché irrimediabilmente allocato nella realtà locale, che ci insegna un principio semplice: l’amore va oltre e ci porta lontano, sì. Ma da solo non basta. E Antonio e Rosa in ciò ne sono i testimoni diretti, rendendocene partecipi.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Alcuni avranno il mio perdono
  • Autore: L.R. Carrino
  • Editore: E/O
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: collana
  • ISBN-13: 9788866328391
  • Pagine: 224
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 15,00

2 dicembre 2017

Chi muore giace - Marina Bertamoni

Chi è Amélie McFiennes, la scrittrice di romanzi rosa a sfondo erotico che vende milioni di copie in tutta Europa? Nessuno lo sa. L’autrice senza volto tutela la propria privacy in maniera ossessiva, ma in realtà dietro quel nome si nasconde Angelo Di Dio, un giovane uomo dal talento originale che ha dovuto scegliere uno pseudonimo per pubblicare i propri romanzi dopo un brutale fatto di sangue in cui è rimasto coinvolto. Un provvidenziale test del DNA ha restituito la libertà ad Angelo, ma non la fiducia negli esseri umani. Per questo si rifugia in una cascina nelle campagne tra Lodi e Crema, isolato da tutto e da tutti, dedicandosi alla sola attività che gli dia soddisfazione: la scrittura. Grazie a quello stesso test, però, l’ispettrice Luce Frambelli riesce a smuovere le acque di un caso di omicidio che la tiene impegnata da settimane: il profilo genetico di una donna strangolata, non identificata, risulta compatibile con quello di Angelo. I due sono inequivocabilmente fratelli. Ma c’è un piccolo particolare: Angelo Di Dio è figlio unico, o almeno così ha creduto fino a quel momento. Frambelli indagherà per scoprire l’identità del feroce assassino, aiutata dai colleghi della Questura di Lodi, cercando di mantenere il giusto equilibrio tra il sospetto e un’attrazione per Angelo che diviene lentamente un’ossessione. Anche lo scrittore condurrà la propria ricerca personale, muovendosi tra Lodi, Milano e la Spagna, consapevole del rischio che la sua vita ne possa uscire sconvolta.

Recensione

Chi muore giace ha come protagonista Angelo, un trentacinquenne alto, palestrato e affascinante che non solo scrive romanzi di successo a sfondo erotico, ma

in virtù di lunghe sedute di yoga e meditazione è riuscito ad instaurare con il sesso un rapporto puramente cerebrale, che gli consente di scriverne senza subire l’effetto deleterio del desiderio. 

Non c’è da meravigliarsi se la coprotagonista del romanzo, l’ispettrice di polizia che indaga sulla morte di una donna per strangolamento, si senta sciogliere appena lo incontra, tanto più che lei è in rotta con il proprio partner con cui, sottolinea l’autrice con costernata ironia, non fa sesso da oltre quattro mesi, una cosa presumibilmente inimmaginabile dato che non sono sposati. Ma le sorprese non finiscono qui, perché Marina Bertamoni ci trasporta anche in terra spagnola a visitare splendidi borghi dell’Aragona come Huesca, Roda de Isabena (cfr. foto) e Ainsa alla ricerca dei parenti ancora in vita di Angelo, che siano in grado di svelargli il mistero che circonda la sua nascita e la sua famiglia.

Quelle che potrebbero ritenersi piuttosto forzate sono le motivazioni irrazionali che inducono l'assassino all'omicidio. Se un omicidio non è dettato da una logica, per quanto questa possa essere perversa ed amorale, al lettore si toglie il piacere di arrivare autonomamente all’identificazione del colpevole, non avendo a disposizione gli elementi razionali per farlo. Inoltre la conclusione del romanzo avrebbe potuto essere gestita in maniera più accorta, perché il colpevole sembra essere stato scoperto solo per caso.
Potrebbe considerarsi discutibile anche questa considerazione del protagonista:

Il desiderio ti fa perdere il controllo, ti rende schiavo di istinti primordiali, esponendoti a pericoli inimmaginabili. 

viene infatti da chiedersi se davvero i pericoli di lasciarsi andare agli istinti primordiali siano inimmaginabili.
Un ultimo appunto lo farei sul titolo. È pur vero che esso riprende la prima parte del noto proverbio "chi muore giace e chi vive si da pace" che viene pronunciato verso la fine del romanzo, tuttavia la frase presa da sola risulta banalmente lapalissiana.
In ogni caso le critiche fatte vertono su peccati che possono considerarsi veniali, quando non motivo di maggiore divertimento. Per il resto il noir è scorrevole, accattivante, con un buon ritmo e una scrittura asciutta come si confà al genere. Anche le descrizioni dei luoghi visitati risultano stimolanti senza essere mai noiose e buona anche la caratterizzazione dei personaggi.
In pratica un romanzo giallo che non solo si può leggere la sera prima di dormire senza temere di avere degli incubi notturni ma, anzi, oserei definirlo rilassante per la piacevole  ironia dell’autrice che, mi risulta, abbia vinto con pieno merito diversi premi per altri romanzi in concorsi letterari dello stesso genere.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo:Chi muore giace
  • Autore:Marina Bertamoni
  • Editore:Fratelli Frilli
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana:I tascabili
  • ISBN-13:9788869432279
  • Pagine:189
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 12,90

1 dicembre 2017

La vetrina degli Incipit - Dicembre 2017

L'incipit in un libro è tutto. In pochi capoversi l'autore cattura l'attenzione del lettore e lo risucchia nel vortice della storia. Oppure con poche banali parole lo perde per sempre...
Quanti libri, magari meritevoli, giacciono abbandonati dopo poche righe sui comodini di ogni lettore? E quanti altri invece sono stati divorati in poche ore perché già dalle prime righe non siamo più riusciti a staccare gli occhi dalle pagine?
Anche questo mese vogliamo condividere con voi gli incipit dei libri che stiamo leggendo, perché alcuni di voi possano trarre ispirazione per le loro future letture e perché altri possano di nuovo perdersi nel ricordo di personaggi e atmosfere che già una volta li avevano rapiti...




«Sarebbero dovuti passare molti anni prima che Max potesse dimenticare l’estate in cui, quasi per caso, scoprì la magia. Correva l’anno 1943 e i venti di guerra trascinavano irrimediabilmente il mondo verso il baratro. A metà giugno, il giorno in cui Max compì tredici anni, suo padre, orologiaio e inventore a tempo perso, riunì la famiglia in salotto e annunciò che era l’ultimo giorno che avrebbero trascorso in quella che era stata la loro casa negli ultimi dieci anni. La famiglia si trasferiva sulla costa, lontano dalla città e dalla guerra, in una casa accanto alla spiaggia di un piccolo villaggio sulle rive dell’Adriatico.»
Il principe della nebbia, di Carlos Ruiz Zafón - Valetta

«A guardarlo non si sarebbe certo detto che fosse capace di causare un tale trambusto, ma quello che vedeva là sotto era in gran parte imputabile a lui. E andava bene così. Aveva novantun anni, era paralizzato, inchiodato su una sedia a rotelle e collegato a una bombola di ossigeno. Il secondo ictus, sette anni prima, aveva rischiato di ucciderlo, ma Abraham Rosenberg era ancora vivo, e perfino con i tubicini nel naso la sua autorevolezza in campo legale era superiore a quella degli altri otto giudici. Era l’unica leggenda che restava alla Corte, e il fatto che respirasse ancora esasperava gran parte della folla in tumulto. »
Il rapporto Pelican, di John Grisham- Chiara A.

«Elisa saliva per il Largo affollato, facendosi strada tra le donne che chiacchieravano a voce alta e i garzoni che, incuranti dei rimproveri, si infilavano tra le loro gonne per sbrigare le proprie faccende. L’inverno scioglieva il suo gelo sotto il sole rinvigorito, e sulle giovani piante ai bordi della strada qualche gemma intimidita si affacciava a raccogliere quel piacevole tepore. Ormai la primavera era vicina e la lana avrebbe presto lasciato spazio alla leggerezza delle vesti estive.
Elisa teneva stretto il suo cesto, il cui contenuto era avvolto in un telo nero, e intanto pensava alle signore ricche che andavano a messa la domenica, ai loro vestiti, a quei bei cappelli. Pensava alle loro risate fuori nel sagrato, quando si fermavano a parlare con la sua padrona e le chiedevano della moda e dei suoi progetti futuri.
Lei stava sempre un passo indietro, in silenzio. Era la sua aiutante: un ruolo importante. Da quasi un anno faceva apprendistato nel laboratorio della signora Alba Mereu e la sua vita procedeva lenta e serena, dedicata a servire la padrona, a consegnarne i lavori e a sognare di sostituirla, da grande, proprio in quel mestiere.
Il Largo moriva nella grande piazza, dove coppie ben vestite prendevano il sole sedute sulle panchine. La luce del sole, catturata dai bicchieri di vetro poggiati sui tavolini dei caffè, si spandeva nell’aria in un arcobaleno tremolante.
Elisa si incamminò per la via Manno. Quando giunse alla piazza della Costituzione salì ancora per il viale Regina Elena e lì terminò il suo viaggio. Stava davanti a un imponente cancello di ferro battuto. Al di là di esso, una villa dalle pareti bianche, i cornicioni color ocra e gli infissi di legno lucidato, che al sole sembravano accendersi come fuochi. Elisa conosceva già quella casa.
Si servivano spesso dalla sua padrona, specialmente la figlia del giudice, che aveva poco più di vent’anni e, quando usciva a passeggiare, si guardava attorno con interesse, decisa a sposare un partito che le garantisse la stessa vita agiata nella quale era cresciuta. Una vita che Elisa non riusciva neppure a immaginare. Non solo perché, provenendo dal paese, non aveva conosciuto la vera ricchezza prima di arrivare in città, ma soprattutto perché la povertà era nel sangue e, “se nasci servo, non puoi alzare la testa e sognare un giorno di diventare padrone”, le diceva sempre sua madre.
»
Il profumo della mimosa, di Claudia Musio - Il Gatto Zorba

«Il piede rimaneva immobile, chiedendosi perché gli fosse stata levata la vita. L’aveva capito al primo tonfo: da quel momento dalla caviglia, suo naturale approdo al resto del corpo, il sangue sarebbe fluito.»
D’argine al male Dove i topi non muoiono, di Gaia COnventi - Antonio

«'La cosa più stupida da dire a un malato è che lo si trova molto bene, che tutti stanno un po' giù ecc. La cosa più triste è quando non te lo dicono più, anzi non sanno bene che dire. Solo i dottori trovano le parole per ingannarti, è questo che imparano all'università, e tu esci dallo studio sollevato ma appena arrivi all'ascensore ti rendi conto che sono balle a pagamento e fai la faccia di Bob Hope quando scopre uno scheletro nell'armadio: lo richiude subito come se niente fosse ma dopo due minuti urla per lo spavento.
Bene, Z. è al secondo stadio, quello triste. Piange spesso, irrefrenabilmente, con grande vergogna sua e imbarazzo dei presenti, soprattutto dell'angelo incazzoso che vive con lei.
Perché mi è toccata questa umiliazione? Sono stata sempre bene e così orgogliosa della mia salute: non ho la febbre da decenni, l'influenza non mi si attacca, porto bene gli anni. Già, gli anni. Ne dimostravo dieci di meno e la malattia me ne ha regalati una dozzina in più di quelli giusti.
Sono in quell'età in cui la pubblicità ti si rivolge ancora offrendoti creme "per pelli mature" in attesa di propinarti polvere per dentiere e assorbenti invisibili. Tutto per continuare un gioco che non ti dice più niente con signori cui antiossidanti e pillole azzurre dovrebbero donare il turgore di un attimo, fuggente più del solito.
E poi fa caldo, troppo caldo, e l'Estate Romana sta per cominciare con il suo fracasso notturno così sgradito ai nevrastenici e agli invidiosi. Il quinto Vangelo, la televisione, dice che questa è l'estate più calda da cinquanta, cento, centocinquanta anni. Lo dice con un'ansia quasi gioiosa, come se ci fosse una gara tra le città e Roma, con i suoi trentotto gradi che "vengono percepiti" come quaranta, fosse in buona posizione per vincere il campionato.
»
'L'ultima estate, di Cesarina Vighy - Polyfilo

30 novembre 2017

La classifica dei libri più venduti della settimana dal 20 al 26 novembre


Cari lettori,
anche per questa settimana Fabio Volo rimane saldamente ancorato alla testa della classifica con il suo nuovo romanzo Quando tutto inizia, una storia che mescola romanticismo e quotidianità in quello stile che i fan di Volo amano chiamare "semplice" mentre i detrattori definiscono "banale" e che, in ogni caso, ha fatto la fortuna di questo autore.
Deve quindi accontentarsi della seconda posizione Isabel Allende che vede comunque risalire di due posizioni rispetto alla scorsa settimana il suo Oltre l'inverno, un romanzo dai connotati thriller, ambientato negli Stati Uniti ormai sempre più interrazziali, che incrocia le vite di tre persone dall'identità culturale molto diversa.
Risale anche il Langdon uscito dalla penna di Dan Brown e tornato da qualche settimana con la sua quinta avventura, raccontata in Origin. Dopo diverse settimane al vertice e una breve discesa la settimana passata, l'autore statunitense torna ora sul podio, seppur in terza posizione.
Ne fa le spese Zerocalcare, fumettista ormai consacrato alla celebrità che la scorsa settimana ha pubblicato un nuovo volume dal titolo Macerie prime, oggi solo in quarta posizione. Si tratta in realtà è solo della prima parte di un racconto corale che raccoglie i personaggi principali incontrati nelle opere precedenti di Zerocalcare - vi ricordate Secco e il Cinghiale? - e ne aggiunge di nuovi. Il secondo capitolo verrà pubblicato nel maggio del prossimo anno.
Cambiamo totalmente genere con la quinta posizione che ci porta nel mondo delle inchieste scomode con Gianluigi Nuzzi, giornalista specializzato sui lati oscuri del Vaticano, tema che tocca anche in Peccato originale, una sorta di compendio dei traffici loschi che hanno caratterizzato i retroscena di ogni pontificato, da Paolo VI a oggi.
Restiamo sempre in Italia ma torniamo anche a tematiche più leggere con Alessandro D'Avenia, autore amato sia dalle ragazzine che dalle loro mamme, oggi in settima posizione con Ogni storia è una storia d'amore, uno studio della vita di alcune celebri "compagne d'arte", mogli o amanti di artisti famosi - scrittori, registi, pittori - che hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo artistico dei loro amati pur rimanendo sostanzialmente nell'ombra tutta la vita. Un po' l'altra faccia della medaglia delle storia raccontante in Storie della buonanotte per bambine ribelli.
Alle sue spalle ritorna invece uno degli autori di maggior successo tra i ragazzini negli ultimi anni, Jeff Kinney la cui saga Diario di una schiappa. si arricchisce di una nuova puntata, l'undicesima, dal titolo Avanti tutta!, mentre il suo autore si gode anche l'uscita di un secondo film, Diario di una schiappa - Portatemi a casa! , tratto dai suoi libri.
Inaspettatamente in ottava posizione troviamo invece Sleeping beauties, ultima opera del Re dell'horror Stephen King, scritta in collaborazione con il figlio Owen, arrivato nelle nostre librerie solo il 22 novembre e che è già in lista d'attesa per diventare una serie tv per Anonymous Content.
Torniamo invece in Italia con Gianrico Carofiglio, quest'oggi in fondo alla nostra classifica con Le tre del mattino, non un giallo dai risvolti legali ma la storia intensa del rapporto tra un padre e un figlio, uniti nel superamento di una malattia.
Chiude infine il nostro appuntamento Il giorno della tigre di Wilbur Smith, in cui ritorna il protagonista dei precedenti Monsone e Orizzonte, Tom Courteney, al centro di un'appassionante saga ambientata XVIII secolo.
Con questo si concludono i nostri aggiornamenti, vi auguriamo come sempre buone letture!


Il libro più venduto:

Silvia e Gabriele si incontrano in primavera, quando i vestiti sono leggeri e la vita sboccia per strada, entusiasta per aver superato un altro inverno. La prima volta che lui la vede è una vertigine. Lei non è una bellezza assoluta, immediata, abbagliante, è il suo tipo di bellezza. Gli bastano poche parole per perdere la testa: scoprire che nel mondo esiste qualcuno con cui ti capisci al volo, senza sforzo, è un piccolo miracolo, ti senti meno solo. Fuori c'è il mondo, con i suoi rumori e le sue difficoltà, ma quando stanno insieme nel suo appartamento c'è solo l'incanto: fare l'amore, parlare, essere sinceri, restare in silenzio per mettere in ordine la felicità.
Fino a quando la bolla si incrina, e iniziano ad affacciarsi le domande. Si può davvero prendere una pausa dalla propria vita? Forse le persone che incontriamo ci servono per capire chi dobbiamo diventare, e le cose importanti iniziano quando tutto sembra finito.
Questo libro racconta una storia d'amore, ma anche molto di più. I sentimenti sono rappresentati nelle loro sfumature e piccole articolazioni con la semplicità e l'esattezza che rendono Fabio Volo un autore unico e amatissimo dai lettori italiani e non solo. Sullo sfondo di una narrazione che trascina fino all'ultima pagina c'è la sempre più difficile scelta tra il noi e l'io, tra i sacrifici che facciamo per la nostra realizzazione personale e quelli che siamo disposti a fare per un'altra persona, per la coppia o la famiglia. La differenza di dimensione tra essere felici ed essere felici insieme.


  • Titolo: Quando tutto inizia
  • Autore: Fabio Volo
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804682028
  • Pagine: 180/
  • Prezzo: 19,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:

    2.Oltre l'inverno - Isabel Allende (Feltrinelli - euro 18,50)
    3.Origin - Dan Brown (Mondadori - euro 25,00)
    4.Macerie prime - Zerocalcare (BAO - euro 17,00)
    5.Peccato originale - Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere- euro 18,50)
    6.Ogni storia è una storia d'amore - Alessandro D'Avenia (Mondadori - euro 20,00)
    7.Diario di una schiappa. Avanti tutta! - Jeff Kinney (Il Castoro - euro 13,00)
    8.Sleeping beauties - Stephen King; Owen King (Sperling & Kupfer - euro 21,90)
    9.Le tre del mattino - Gianrico Carofiglio (Einaudi - euro 16,50)
    10.Il giorno della tigre - Wilbur Smith; Tom Harper (Longanesi - euro 22,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

     

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