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29 luglio 2017

Corpus - Rory Clements

1936. Mentre l’Europa è in pino tumulto, a Berlino una giovane donna riesce a consegnare delle carte di importanza vitale a uno scienziato ebreo. Verrà, però trovata morta dopo qualche settimana nella sua camera di Cambridge, con una siringa argentata stretta tra le dita. Quando anche un noto membri di un club di Londra viene orribilmente ucciso insieme a sua moglie, Thomas Wilde, un improbabile e anticonformista professore di Storia, cercherà di venire a capo dell’enigma, ritrovandosi immischiato in una storia di spionaggio che fino a quel momento aveva letto solo sui libri. Ma più Thomas Wilde investigherà a fondo, più si farà forte in lui l’ipotesi che gli omicidi siano collegati tra loro e, cosa alquanto preoccupante, abbiano a che fare con lo scandalo che ha investito Re Edoardo VIII e la sua amante Wallis Simpson. Il professor Wilde dovrà così far ricorso a tutte le sue capacità per risolvere questo rompicapo, proteggere la donna che ama, e prevenire un massacro che avrebbe potuto cambiare la storia del XX secolo.

Recensione

Il romanzo è ambientato in Inghilterra nel periodo che precede la seconda guerra mondiale. Sono anni di grande turbamento per il paese in cui si scontrano i simpatizzanti della Germania del Terzo Reich e coloro che invece sono fermamente contrari al suo nazionalismo e alla sua politica aggressiva.
Fra i primi il re, Edoardo VIII, il cui amore per la divorziata Wallis Simpson sta creando grande scandalo in Inghilterra. Come si sa, la loro relazione lo indurrà a  rinunciare al trono e al suo posto verrà incoronato il fratello Alberto, famoso per la sua balbuzie.
Mentre in Spagna si scontrano le milizie repubblicane con quelle franchiste e in Italia si è venuto ad affermare il fascismo con a capo Benito Mussolini, in Gran Bretagna i servizi segreti della Germania di Hitler e dell’URSS di Stalin si fronteggiano, cercando di mettere in cattiva luce i rispettivi avversari. A questo fine si servono di tutti i mezzi a loro disposizione con una spregiudicatezza che non ha eguali, dedicandosi al ricatto e non fermandosi neanche davanti all’omicidio.

In questo contesto passerebbe quasi inosservata la morte di Nancy Hereward, ragazza di ottima famiglia, uccisa apparentemente da un’overdose di eroina, essendo stata trovata sul proprio letto priva di vita con una siringa d’argento accanto al corpo. Ma la sua amica Lydia e il professor Thomas Wilde, docente di storia all’università di Cambridge, ritengono che la morte della giovane donna, ritornata da poco da una missione in Germania per conto del partito comunista inglese, non sia dovuto ad un incidente e danno il via alle loro indagini personali.
Presto si verificano altri omicidi che apparentemente non sembrano collegati a quello della ragazza e sia la polizia che i servizi segreti britannici si interessano a queste morti, senza peraltro ottenere, almeno apparentemente, validi risultati, sia per i depistaggi degli assassini e sia dovendo procedere con cautela nelle loro indagini, al fine di non urtare la suscettibilità delle importanti famiglie implicate nelle vicende.

La storia inizia come un romanzo di John Le Carré e prosegue sulla scia dei thriller di Frederick Forsyth ovvero, dopo un incipit tendenzialmente psicologico in cui l’autore inquadra adeguatamente i personaggi e l’ambiente in cui sono soliti svolgere le proprie attività, il racconto diventa prevalentemente d’azione. È pressoché impossibile stabilire chi siano i buoni e i cattivi, dato che tutti agiscono senza scrupoli, giustificando le loro azioni con la ragion di stato. Solo alla fine si riuscirà ad intuire chi sia l’assassino della giovane donna che da l’avvio alle indagini del protagonista, il professor Wilde, aiutato dalla sua avvenente vicina di casa e già amica della vittima.

I personaggi del romanzo risultano ben caratterizzati e l’intreccio è avvincente, tanto che riesce difficile al lettore staccarsene prima di arrivare alla fine del libro. Forse l'unico difetto è l’eccessivo numero di colpi di scena che fanno talvolta vacillare la credibilità della storia.
Il protagonista, poi, si trova a rischiare la vita un po’ troppo spesso, nell’intento di comprendere quali siano le forze che si affrontano e nella ricerca della verità, pur non avendo un motivo strettamente personale per lasciarsi coinvolgere nella vicenda.
Essendo noto l'orgoglio nazionale dei britannici, è in fondo curioso che uno scrittore inglese abbia lasciato fare la parte del salvatore della patria ad uno straniero, come risulta essere il caustico Thomas Wilde, nato negli USA da padre americano e madre irlandese.

L’autore si diverte a inventare eventi romanzeschi, ma non privi di logica, a sostegno di quanto ci tramanda la storia, riuscendo a confezionare un thriller decisamente piacevole e coinvolgente. Il libro è consigliato a tutti coloro che amano i romanzi di spionaggio pieni di capovolgimenti di scena e non disdegnino, peraltro, il piacere della ricerca del colpevole di un omicidio diverso dagli altri, quello della prima vittima, mistero che risulta possibile penetrare, in mancanza di prove certe, solo ricorrendo all'intuito.


Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Corpus
  • Titolo originale: Corpus
  • Autore: Rory Clements
  • Traduttore: Daniela di Falco
  • Editore: La Corte
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: Millennium
  • ISBN-13: 9788896325919
  • Pagine: 416
  • Formato -Prezzo: Rilegato con copertina - Euro 16,90

17 luglio 2017

Il mistero della cattedrale - Miriam Briotti

La cattedrale di Wells, nel sud-ovest dell’Inghilterra, custodisce un segreto. Tra le arcate, i pilastri e le trecento statue della facciata che accolgono i visitatori e hanno reso celebre l’edificio, deve esserci una preziosa reliquia, un’ampolla contenente il sangue di un sopravvissuto alla Morte Nera che flagellò l’Inghilterra a cavallo del 1665. Il professor Higgins, impegnato in alcuni lavori di restauro all’interno, è deciso a ritrovarla per sperimentare un vaccino rivoluzionario. Anche Elena Gallo, la giovane ricercatrice venuta dall’Italia, verrà suo malgrado coinvolta in un’avventura dagli esiti imprevedibili. Le intenzioni del professore si scontrano infatti con gli spietati interessi di un uomo avido di potere e di denaro, a capo di una multinazionale farmaceutica… 

Recensione

Il mistero della cattedrale è un thriller molto scorrevole e avvincente, pieno com’è di colpi di scena.
Una volta accettato che sotto il pavimento della cattedrale di Sant’Andrea a Wells si nasconda un’ampolla di sangue ancora allo stato liquido (che i napoletani non credano che la liquefazione del sangue sia solo un miracolo di competenza di San Gennaro), appartenuto ad un uomo risultato immune alla peste durante l’ultima epidemia avvenuta in Gran Bretagnia alcuni secoli addietro (1665 circa) e che, proprio in occasione del ritrovamento dell'ampolla (combinazione!), si propaghi una forma particolarmente virulenta della soprannominata "Morte Nera" nella contea di Somerset (Inghilterra), il romanzo si snoda in un susseguirsi di episodi rocamboleschi capaci di monopolizzare l’attenzione del lettore.

Nella storia viene anche accennato ad un rapporto sentimentale di Elena, giovane restauratrice architettonica appena laureata in Conservazione dei beni culturali a Milano e maggiore protagonista del romanzo, prima con il trentacinquenne fascinoso Adam e poi con il cinquantenne professor Carlisle, quest'ultimo in crisi coniugale per un complesso di motivi su cui non è il caso di soffermarsi in questa sede.
La relazione della giovane archeologa con il professore di mezza età rimane, peraltro, solo platonica per volontà di lui più che di lei. Se dovesse esserci un sequel al romanzo, vedremo come si evolverà il loro rapporto.
L'autrice non tenta, tuttavia, di analizzare la peculiarità delle scelte sentimentali di Elena, come se fosse del tutto naturale per una giovane donna invaghirsi del proprio attempato datore di lavoro che ha un figlio la cui età approssimativa si avvicina a quella della ragazza.

La storia si sposta da Wells a New York, da Milano a Canterbury, dal Colorado a Salisbury in un susseguirsi di vicende e colpi di scena che, specie nell'ultima parte del romanzo, non risultano sempre facili da seguire per mancanza di un'adeguata descrizione dei luoghi. Ma, a mio avviso, il difetto maggiore del romanzo sta nei dialoghi non particolarmente brillanti e nella caratterizzazione dei personaggi alquanto stereotipati. Pertanto non si può proprio affermare che dalla loro presentazione i personaggi emergano "prepotenti" dalle pagine del romanzo, mentre invece appaiono per lo più piatti e altalenanti nei loro comportamenti. Nessuno di loro, poi, risulta particolarmente accattivante e in possesso di un minimo senso dell'ironia, nonostante il decantato humor inglese.
Si potrà affermare che questi sono peccati veniali in un thriller e che sono anche gli stessi difetti che vengono riscontrati in Il Codice da Vinci,  ma è risaputo che rimanere al vertice delle classifiche dei libri più venduti per tanto tempo non è sinonimo di perfezione, se non dal punto di vista economico per l’autore.

Ciò che si apprezza soprattutto in Il mistero della cattedrale è l’entusiasmo e la competenza dell’autrice nella descrizione dell’architettura in stile gotico inglese della cattedrale di Wells.
E' un vero peccato che il romanzo non contenga anche le immagini dei luoghi in cui si svolgono le vicende, specie di Canterbury, Salisbury e Wells, perché avrebbero potuto coinvolgere l'interesse di quei lettori interessati alla architettura inglese, e mostrare le bellissime cattedrali a coloro che non hanno avuto occasione di visitarle.
Da parte mia non posso che limitarmi ad inserire la veduta della cattedrale di Wells, un'immagine del suo interno dove vengono evidenziate le navate e gli archi contrapposti o cosiddetti a forbice, nonché la sala capitolare dove venivano tenute le riunioni dei canonici inglesi.

In conclusione la scrittura dell'autrice, nonostante sia la sua prima opera, appare sicura e asciutta, come più si conviene a questo genere di romanzo. Anche l'intreccio è interessante e il difetto maggiore consiste a mio avviso nella carente caratterizzazione dei personaggi. In definitiva, il giudizio che do al libro è più elevato di quello che assegnerei ai thriller del più affermato Dan Brown, il cui successo auguro anche a Miriam Briotti.


Giudizio:

+3stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Il mistero della cattedrale
  • Autore: Miriam Briotti
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Data di Pubblicazione: giugno 2017
  • Collana: First
  • ISBN-13: 9788822703972
  • Pagine: 315
  • Formato - Prezzo: Rilegato - Euro 6,90

26 maggio 2017

Sleepwalker - Michael Laimo

Richard Sparke soffre di sonnambulismo da tre anni, da quando ha aggredito la sua ex-moglie nel sonno. La terapia con il dottor Delaney non sembra sortire effetto e la vita di Richard si fa, giorno dopo giorno, più difficile. Le visioni di sua madre e di sua figlia morte, che lo chiamano attraverso un’inquietante luce blu, la minaccia di un misterioso uomo in nero che sembra volergli fare del male trasformando i suoi sogni in incubi, il ricordo di eventi che è convinto di non aver mai vissuto e il continuo sovrapporsi tra reale e irreale conducono Richard sull’orlo della follia. Fino a quando Pamela, la donna che frequenta, non irrompe in casa sua tentando di ucciderlo, senza apparente motivo. Ma è accaduto realmente o, anche questo, è solo un sogno? La visita degli agenti Moldofsky e Hughes, il giorno dopo, e il ritrovamento di una pozza di sangue in cucina, danno inizio alle indagini della polizia. Per Richard, invece, comincia una lenta discesa nell’incubo.

Recensione

Specie prima di dormire, lo spauracchio dei bambini è sempre stato notoriamente il cosiddetto uomo nero da cui, peraltro, i piccoli possono difendersi nascondendosi sotto le coperte. Senza difese, invece, risulta il protagonista di Sleepwalker, l’adulto Richard Sparke, cui accade non solo di vedere dormendo un uomo nero, ma che questi si materializzi e lo assalga, cosicché le sue notti si trasformano in incubi non solo virtuali.
Naturalmente Richard Sparke è in terapia dal dottor Delaney che ritiene che il suo paziente soffra "di una gravissima forma di parasonnambulismo mai riscontrata prima. Crede che le sue illusioni siano reali, poiché interferiscono regolarmente con il suo sonno, creando situazioni altamente perturbanti."

Gli incubi di Richard sono sorti dopo la morte della figlia e hanno comportato il divorzio dalla moglie Samantha che lo ha anche accusato di aver tentato di ucciderla nel sonno, salvo poi ritrattare le accuse.
Richard Sparke, dopo tre anni da single, incontra la bellissima Pamela. Afferma anche lei di soffrire di disturbi del sonno ed è amore a prima vista. Richard preferisce non dormire insieme a lei, nel timore che inconsapevolmente, durante il suo sonnambulismo, possa farle male come è accaduto per la sua ex moglie, anche se non sa come questo sia potuto accadere non avendone il ricordo.
Tuttavia la notte in cui sorprendentemente si ritrova in casa Pamela, si accorge che non è più la donna dolce che pensava di conoscere ma una furia da cui deve difendersi.
Interviene la polizia, chiamata dai vicini di casa che hanno sentito le urla, rumori di colluttazione e visto la donna uscire di casa correndo, presumibilmente ferita. Gli agenti incaricati rimangono disorientati alla vista del sangue sul pavimento, ma non trovano ferite sul corpo della donna una volta che riescono a  rintracciarla. Diverranno ancor più diffidenti verso Richard dopo la morte dello psicanalista da cui lui si reca per la usuale terapia.
A questo punto Richard dovrà guardarsi dall’uomo nero e anche dalle forze dell'ordine che lo accuseranno della morte del terapeuta, mentre stanno per verificarsi altri eventi delittuosi dovunque lui cerchi di trovare rifugio.

Per quanto descritto inizialmente come una persona poco pratica, incapace perfino di guidare, Richard si accorge, in caso di necessità, di riuscire a rinvenire dentro di sé insospettate risorse e conoscenze.
Per dare una spiegazione razionale all'evoluzione delle capacità del protagonista, nonché all’apparizione dell’uomo nero e altri incubi, l'autore trasforma gradualmente il romanzo dal genere horror psicologico a quello fantascientifico ed è opportuno non aggiungere altro per non annullare la sorpresa al lettore.

Indubbiamente un thriller adrenalinico in cui il protagonista è costretto a difendersi da entità conosciute e sconosciute di vario genere. La storia si dipana ad un ritmo sempre più veloce con continui colpi di scena che garantiscono una buona dose di suspense. La scrittura è sciolta e il racconto accattivante.
Il difetto del romanzo sta, a mio avviso però, proprio nelle spiegazioni fantascientifiche che l’autore cerca di dare agli avvenimenti e che, oltre a compromettere l’atmosfera misteriosa che era riuscito inizialmente a creare con le apparizioni dell'uomo nero, giustificano solo in parte l’evolversi degli eventi.
Va da sé che il romanzo è destinato agli estimatori del romanzo d’azione, coloro cioè che si lasciano trascinare dalla girandola di colpi di scena e che non stiano troppo a sottilizzare sulla logica degli eventi.


Giudizio:

+3stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Sleepwalker
  • Titolo originale: Sleepwalker
  • Autore: Michael Laimo
  • Traduttore: Marco Battaglia
  • Editore: Nero Press Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: Innesti
  • ISBN-13: 9788898739981
  • Pagine: 318
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 15,00

15 aprile 2017

Morte in paradiso - Elena Molinari Snel

L’ex modella Claire Sanders aveva un piano per andare a vivere in paradiso. Un piano che non comprendeva finire sotto una montagna di spazzatura. Bocas del Toro, Panama, è una terra di opportunità per sognatori ed emarginati che sulle sue spiagge possono ricominciare da capo e divertirsi molto con poco, protetti dalla regola numero uno fra gli stranieri: nessuna domanda. Ma il mondo che Jon Skinner, ex spia americana con un debito da pagare, si è costruito sulle sponde del Canale rischia di crollare. Affiancato da Eva, un’italiana in fuga dalle tenebre, Jon dovrà fare i conti con il suo passato per trovare la verità. Perché, sulle rive incontaminate di Panama, nessuno è chi vuol far credere di essere.

Recensione

Gli stranieri che si trasferiscono nei cosiddetti paradisi tropicali formano spesso comunità, avendo abitudini diverse rispetto a quelle dei nativi e potendo trovare in tal modo un certo sostegno l'uno con l'altro in caso di necessità. I nuovi residenti vengono attratti non solo dalla bellezza dei luoghi, ma anche dal costo della vita più basso rispetto a quello dei paesi di provenienza, nonché dal fatto che spesso tali paradisi sono situati in nazioni in cui non è prevista l’estradizione. Si intuisce, pertanto, che mentre una parte dei nuovi arrivati scelga la meta tropicale perché non ha in patria profondi legami affettivi, per altri l'intento è quello di ovviare alle pendenze giudiziarie del paese di provenienza.
Bocas del Toro è uno di questi cosiddetti paradisi tropicali e si trova sulla costa atlantica della repubblica di Panama.

Panama è appunto segnalata come una di quelle nazioni molto invitanti per gli stranieri, sia per il contenuto costo della vita che per il basso tasso di criminalità.

È a Bocas del Toro che si è rifugiata Eva, sottrattasi al dispotismo di un marito violento, ed è in questo luogo che pensa di avviare un’attività commerciale.
Ma quando iniziano a scomparire le persone con cui aveva stretto legami di amicizia, Eva, constatando il disinteresse da parte della polizia locale sulle questioni dei residenti stranieri, non trova altra scelta che rivolgersi ad un investigatore privato affinché la aiuti nella ricerca degli amici scomparsi.
In questa storia si assiste ad una girandola di colpi di scena e ad un numero sorprendente di omicidi.
I nuovi residenti si rivelano reticenti e poco disponibili ad aiutare Eva nelle sue ricerche, anche se nominalmente mostrano grande disponibilità. Molti hanno alle spalle un passato non sempre edificante che tendono a nascondere. Perfino l'investigatore assunto da Eva ha dei precedenti che gli creano conflitti emotivi. Come si sa, il lupo perde il pelo ma non il vizio, così i nuovi residenti continuano a coltivare talvolta vizi non sempre leciti, mentre nascono spesso coppie di fatto sia per motivi affettivo-sessuale che per quelli di carattere economico-finanziario.

Dato l'aggrovigliarsi di rapporti interpersonali fra i personaggi, l'intreccio non poteva che essere molto articolato, reso però scorrevole dalla scrittura sciolta dell'autrice e da una narrazione asciutta e adeguatamente piena di suspense.Talvolta, tuttavia, qualche passaggio della storia risulta un po' semplicistico, come ad esempio il caso in cui vi sia incertezza su quale persona abbia potuto incassare in contanti una grossa somma di denaro prelevandola da un conto bancario.

Anche la descrizione dei luoghi è piuttosto carente e non è sempre facile per il lettore immaginare le modalità e i tempi di spostamento dei protagonisti quando si vogliono recare da un capo all'altro dell'arcipelago. L’autrice si mostra, inoltre, un po' frettolosa nelle spiegazioni conclusive, forse nel timore di annoiare il lettore, dando per scontati alcuni passaggi logici del romanzo che avrebbero potuto essere maggiormente sviluppati e che avrebbero potuto anche aumentare ulteriormente la suspense.

Per un thriller così complesso, quindi, sarebbe stato a mio avviso opportuno che l’autrice si fosse soffermata maggiormente a descrivere fatti, luoghi e persone, tenuto conto che queste ultime avevano assunto talvolta false generalità, nell'intento di rimanere il più possibile nella anonimia.
In definitiva un thriller piacevole, coinvolgente, scorrevole, la cui lettura risulta veloce, consigliato a chi sia attratto più dal ritmo sostenuto della storia e dalla sua suspense, piuttosto che dalla coerenza dei comportamenti dei personaggi.


Giudizio:

+3stelle+ e mezza

Dettagli del libro

  • Titolo: Morte in paradiso
  • Autore: Elena Molinari Snel
  • Editore: goWare
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: Pesci rossi
  • ISBN-13: 9788867977260
  • Pagine: 235
  • Formato - Prezzo: eBook - Euro 4,99

17 marzo 2017

La confraternita delle ossa - Paolo Roversi

Milano, 2002. Molti misteri s’intrecciano sotto la Madonnina. Tutto comincia quando un noto avvocato viene assassinato in pieno giorno nella centralissima piazza dei Mercanti: prima di morire, però, l’uomo traccia uno strano simbolo col proprio sangue... Da qui parte una complicata indagine che porterà Enrico Radeschi, giovane aspirante giornalista nonché hacker alle prime armi, a indagare, insieme allo scorbutico vicequestore Loris Sebastiani, su una misteriosa confraternita che trae ispirazione da san Carlo Borromeo e persegue un disegno spietato per ristabilire l’ordine morale in una società giudicata corrotta. A quello dell’avvocato seguiranno altri omicidi o presunti tali, come l’inquietante schianto di un aereo contro il grattacielo Pirelli. Nel frattempo, una conturbante femme fatale, soprannominata “la Mantide” dagli inquirenti, seduce e uccide giovani ragazzi nei giorni di festa, facendone poi sparire i corpi. Chi è la donna misteriosa? E chi la protegge? Qual è il disegno ultimo di questa confraternita millenaria? Cosa si nasconde nei sotterranei del Duomo di Milano e nella cripta di un’altra famosa chiesa milanese? Un thriller mozzafiato e incalzante, scritto con una prosa efficace e immediata.

Recensione

La confraternita delle ossa è un thriller con un intreccio piuttosto articolato e ha come protagonista il giornalista Enrico Radeschi all’inizio della sua carriera.
Il giovane Radeschi è costretto a sbarcare il lunario con lavori saltuari, mentre cerca il primo impiego come giornalista. Viene coinvolto da un potenziale datore di lavoro nelle indagini che riguardano una setta di assassini aventi un piano particolarmente diabolico come neanche la Spectre, storica associazione a delinquere nemica di James Bond, aveva mai immaginato di mettere in atto. A questo caso si aggiunge anche quello di un serial killer di sesso femminile le cui vittime sono ragazzi di buona famiglia. Si scoprirà che le due indagini sono connesse fra loro.
Il romanzo è in realtà un prequel, infatti segue a dieci anni di distanza la prima indagine che ha come protagonista il reporter Radeschi e che si intitolava La marcia di Radeschi.A questo si sono poi succeduti La mano sinistra del diavolo, Niente baci alla francese e per ultimo L’uomo della pianura.
La storia raccontata in La Confraternita delle ossa si svolge nel 2002, quando ancora non c’era facebook e si era agli albori della tecnologia informatica in Italia. Sembra quasi impossibile ma sono passati appena quindici anni da quel tempo che sembra lontanissimo.
La confraternita delle ossa è ambientata in una Milano antica che non tutti conoscono e la descrizione dei luoghi descritti fa sorgere la curiosità di andare a visitarli. Radeschi, infatti, che viene dalla provincia, ha come hobby quello di visitare la città scaligera per potervisi orientare nel caso che il lavoro di reporter lo richieda. Fra tutti i luoghi visitati dal protagonista, ricordiamo la cripta della chiesa di San Bernardino alle Ossa, a cui si riferiscono le foto a fianco, in cui viene trovato uno dei tanti morti ammazzati che caratterizzano il romanzo.

L'intreccio prende spunto da fatti talvolta veramente accaduti, come lo schianto dell'aereo da turismo contro il grattacielo della Pirelli avvenuto proprio nel 2002 e a cui l'autore da un'interpretazione di fantasia per giustificare gli avvenimenti della storia da lui raccontata. La trama non ha molto da invidiare per complessità a quella di Il Codice da Vinci ma, a differenza di Dan Brown, Roversi è dotato di ironia, nonché di abilità nella caratterizzazione dei personaggi. Pertanto il romanzo risulta non solo coinvolgente per l'intreccio, ma anche per l'umorismo che lo pervade. La confraternita delle ossa è pieno di colpi di scena e molto scorrevole per cui si lascia leggere molto velocemente, nonostante consti di quasi quattrocento pagine.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La confraternita delle ossa
  • Autore: Paolo Roversi
  • Editore: Marsilio
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: farfalle
  • ISBN-13: 9788831725002
  • Pagine: 396
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 18,50

13 febbraio 2017

Urla nel silenzio - Angela Marsons

Cinque persone circondano una fossa vuota. A turno, ognuno di loro è costretto a scavare per dare sepoltura a un cadavere. Ma non è il corpo di un adulto, è troppo piccolo. Una vita innocente è stata sacrificata e un oscuro patto di sangue è stato siglato. E il segreto delle cinque persone sarà sepolto sotto quella terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene uccisa brutalmente: è il primo di una serie di agghiaccianti delitti che stanno insanguinando la regione di Black Country, in Inghilterra. Nel corso delle indagini, ritorneranno alla luce anche i resti del corpicino sepolto tempo prima da quel misterioso gruppo di persone. La detective Kim Stone viene chiamata a indagare per fermare il killer prima che colpisca ancora. Ma per farlo, dovrà confrontarsi con i demoni del proprio passato...

Recensione

In una nota alla fine del libro Urla nel silenzio, l’autrice ringrazia i lettori per aver scelto di leggere il suo romanzo e li prega, nel caso sia loro piaciuto, di scriverne una recensione, nonché di consigliarlo ad amici e parenti. Evidentemente l’invito di Angela Marsons è stato recepito, perché nel 2015 il suo romanzo ha raggiunto anche il vertice nelle classifiche inglesi.

Le vicende raccontate si svolgono in Inghilterra e precisamente nella regione della Black Country, così chiamata, si presume, per le miniere di carbone che vi si trovano e che, a suo tempo, hanno comportato una prosperità alla regione di cui ora è rimasto, però, solo il ricordo.


In questa storia, per trovare l’assassino, occorre scavare nel passato delle vittime che non sono esenti da colpe, essendosi comportate a loro volta, almeno in una occasione, come carnefici, come si evince dal prologo. Le vittime sono accomunate dal fatto che in passato hanno lavorato a vario titolo in un orfanotrofio, abbandonato poi a seguito di un incendio che lo aveva parzialmente distrutto. Da tale orfanotrofio, prima della distruzione, si era verificata la sparizione di alcune ragazze e le autorità, però, non avevano prestato molta attenzione alla loro scomparsa, perché spesso accadeva che, stanche della vita che conducevano nelle tristi stanze dell'istituto, le giovani scegliessero di andarsene ad inseguire il miraggio di una esistenza migliore, anche se questo voleva significare abbracciare quella che viene ritenuta comunemente la professione più antica del mondo.
A capo delle indagini è la detective Kim Stone, che da giovane ha fatto la spola fra orfanotrofio e case famiglia, e ha alle spalle esperienze personali terribili. Chi meglio di lei sarebbe stato in grado di capire la mentalità delle giovani che avevano avuto la disavventura di vivere in un orfanotrofio e di cui si erano perse le tracce? Kim Stone è una trentenne tosta e testarda che non si lascia mettere da parte, neanche quando il suo capo, l’ispettore Woody, sentendola troppo coinvolta, le vorrebbe vietare di occuparsi del caso.

Per quanto l’intreccio della storia sappia essere intrigante, ciò che manca al romanzo è la suspense e, soprattutto, una migliore caratterizzazione dei personaggi. Non basta raccontare le disgrazie strappalacrime della detective incaricata delle indagini per farne una protagonista carismatica. Il fatto che possieda sotto una scorza burbera un cuore d’oro (tanto da vendere il suo bene più prezioso, una motocicletta d’epoca da lei stessa rimessa a nuovo con costanza e dedizione, al fine di aiutare una giovane handicappata), più che commuovere induce al sorriso i lettori smaliziati, quelli, per intendersi, che vantano spanne di pelo sullo stomaco (donne comprese), abituati alle descrizioni dei delitti più turpi e cruenti.
Il fatto poi che l’assassino possa entrare, come neanche Arsenio Lupin era in grado di fare, pressoché indisturbato nelle case delle vittime, nonostante queste siano a conoscenza del pericolo che incombe su di loro, lascia perplesso il lettore, anche quello meno smaliziato, tanto più che l'autrice sembra trovare la cosa del tutto plausibile.

Questo è il primo romanzo di Angela Marsons e si percepisce, nonostante la buona traduzione, che non è ancora riuscita a trovare uno stile proprio. L’autrice sembra essersi interessata maggiormente a creare un intreccio il più possibile originale, tralasciando la caratterizzazione dei personaggi che appaiono piuttosto stereotipati e alquanto artificiosi: troppo buoni i buoni e troppo cattivi i cattivi.
Pertanto Urla nel silenzio si configura a mio giudizio come un thriller complessivamente mediocre, ancorché l'intreccio presenti discreti spunti di originalità.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Urla nel silenzio
  • Titolo originale: Silent Scream
  • Autore: Angela Marsons
  • Traduttore: Angela Ricci
  • Editore: Newton Compton
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2016
  • Collana: Nuova Narrativa Compton
  • ISBN-13: 9788854186279
  • Pagine: 375
  • Formato - Prezzo: Rilegato con copertina - Euro 12,00

18 gennaio 2017

La cena delle spie - Olen Steinhauer

Celia Harrison sa, o crede di sapere, cosa l'aspetta la sera in cui, nell'idillica Carmel-by-the-Sea, di fronte alle onde del Pacifico, arriva con un volo dall'Europa l'agente Henry Pelham - che con la sua stanchezza, le spalle curve, e quell'incontrollabile voglia di un martini, sembra arrivato apposta per riportarla indietro nel tempo, a un passato che Celia ha deciso di gettarsi alle spalle. Un passato in cui anche lei, come Henry, era un'agente della CIA. E in cui un terribile atto terroristico all'aeroporto di Vienna, che la CIA non seppe né arginare né sventare, mise fine alle loro carriere. Al loro amore turbolento. Alla fiducia che nutrivano l'uno per l'altra. Un solo appuntamento a cena: il primo dopo molti anni, e quasi sicuramente l'ultimo. Anche Henry sa, o crede di sapere, cosa lo aspetta. Per lui questa è la cena della resa dei conti. La cena in cui - con ogni mezzo, lecito e illecito - estorcerà a Celia una confessione su cosa successe davvero a Vienna, e in cui saprà anche perché, subito dopo, Celia lo lasciò per sempre, sgretolandogli il cuore. Ma Celia ha tutt'altri programmi per la serata - e per Henry. Perché nulla è come sembra durante questa lunga, burrascosa, sorprendente cena di ex amanti, ex colleghi, ex spie. Nulla se non una cosa: ogni parola detta è una bugia.

Recensione

Un altro successo per la Piemme, La cena delle spie di Olen Steinhauer è il romanzo adatto a tutti gli amanti della suspence.
La storia di Henry e Celia è tutta raccontata nel corso di una cena tra i due, un incontro ben lontano dai consueti e galanti tête-à-tête a lume di candela. La storia d’amore tra Henry e Celia passa in secondo piano per lasciare prospetticamente il posto alla ricerca delle risposte a quelle insidiose domande che si consumano tra un bicchiere di buon vino e pietanze sofisticate ma il sentimento tra i due è un fantasma che aleggia e fa capolino continuamente.

La cena delle spie è figurativamente una partita a scacchi, una metafora che rispecchia i temi del romanzo e si incastra perfettamente tra essi: lo spionaggio, la menzogna, la strategia, l’oscurità.
Le atmosfere cupe fanno da sfondo a tutto il libro con una consistenza palpabile tale che permette al lettore, grazie ad una fortissima empatia, di sentirsi catapultato anche lui in quel ristorante, come se fosse un invisibile commensale che con lo sguardo segue i taglienti interrogativi che i due si scambiano a turno.

Chi tra Celia ed Henry farà scacco matto? Il lettore si immerge letteralmente nelle pagine, il libro ha un potere ipnotizzante rafforzato dallo stile di scrittura fortemente dialogico e dalla narrazione non-lineare. Sfogliando le pagine ci troviamo davanti a dei flashback improvvisi alternati a sogni (che in realtà sono delle vere e proprie ossessioni per i protagonisti) tutti riguardanti un famoso disastro aereo consumatosi anni prima, poi si ritorna nuovamente al presente, alla fatidica cena che deciderà la sorte dei personaggi.

Ovviamente oltre ad Henry e Celia troviamo altri personaggi, dalla marginale rilevanza ma che ad ogni modo colorano la trama e la arricchiscono. Il lettore vive una suspense continua, si ritrova sul filo del rasoio fino all’ultima pagina, non ha idea di cosa accadrà nella pagina successiva a quella che sta leggendo, tutto è risolto alla fine e, anche se l’epilogo lascia un po’ l’amaro in bocca, solo allora potremo smettere di trattenere il fiato e finalmente, dopo tanta attesa, respirare.

Il tema dello spionaggio fa si che non ci sia un grandissimo tratteggio dei personaggi, viene rivelato al lettore quanto basta per capire di chi sta leggendo, anche se ciò non gli permette di intuire chi sia il responsabile il colpevole anticipatamente.
Ci troviamo davanti ad uomo in cui la lotta tra ragione e sentimento consuma ogni parte del suo corpo e ad una donna che ha cercato di dimenticare l’amore di un tempo per non sentirsi in pericolo costantemente, per non dover scegliere in futuro: è meglio troncarla prima che vada troppo oltre, facendo di questa frase la sua filosofia di vita si è ritirata in una piccola cittadina e ha sposato un uomo normale che forse non ama ma che le garantisce tranquillità.

< p>Eppure sia Henry che Celia sono due personaggi tormentati che vivono in una burrasca di emozioni ma devono fare i conti con loro stessi, con il loro lavoro e soprattutto, con una grande responsabilità. E’ un romanzo eccellente, scritto bene e con proprietà linguistiche notevoli, merita le cinque stelle e anche tanti complimenti. Se non siete amanti del brivido e non sopportate la suspense, questo libro non è per voi ma se amate le attese che consumano l’anima allora è perfetto.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La cena delle spie
  • Autore: Olen Steinhauer
  • Traduttore: S. Magagnoli
  • Editore: Piemme
  • Data di Pubblicazione: settembre 2016
  • Collana: Narrativa
  • ISBN-13: 978-88-566-4779-2
  • Pagine: 252
  • Formato - Prezzo: Cartonato - 17,50 Euro

14 settembre 2016

Non guardare nell'abisso - Massimo Polidoro

È una notte di luna piena. In un cimitero di campagna, una piccola processione guidata da un anziano sacerdote impaurito entra in una cripta. Ma non si tratta di un morboso rito esoterico: da una buca nascosta sotto l'altare riemergono mitragliatori, munizioni ed esplosivi. Un vero arsenale di guerra sepolto da chissà quanti anni. "Questi cambieranno ogni cosa" dice il leader del gruppo, estraendo il coltello che metterà fine alla vita del prete.
È una tranquilla mattina estiva, a Milano. Bruno Jordan esce di casa per la solita corsa nel parco: è un periodo piuttosto piatto, nella vita dell'inquieto cronista di nera, dopo le vicende che l'anno prima lo hanno portato al clamoroso ritrovamento di una donna scomparsa. Forse anche per questo, di fronte all'irrituale e insistente richiesta di un ex senatore in pensione di aiutarlo a rintracciare la nipote che non ha mai conosciuto, Jordan cede e accetta l'incarico. Per questo, e perché Publio Virgilio Strazzi non è un ex senatore qualunque: è uno dei nomi più quotati per l'imminente elezione del prossimo presidente della Repubblica italiana. Cominciando le indagini, però, Jordan si rende conto ben presto che l'uomo gli ha raccontato solo una parte della verità. Dietro il nonno tormentato dai rimpianti si allunga l'ombra inquietante di un complotto che affonda le radici negli anni più tragici e irrisolti del dopoguerra. E dietro il vicino della porta accanto potrebbe annidarsi un nemico che aspetta solo il momento giusto per seminare morte e terrore. In una crudele corsa contro il tempo, Bruno Jordan si trova di nuovo faccia a faccia con l'abisso più nero dell'animo umano: questa volta, oltre alla sua, sono in gioco molte altre vite.


Recensione

Non Guardare nell'abisso è il secondo thriller di Massimo Polidoro, noto giornalista e segretario del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze), con protagonista il giornalista di cronaca Bruno Jordan e seguito de Il passato è una bestia feroce; ciò nonostante il libro è perfettamente godibile anche singolarmente nonostante i riferimenti frequenti all'opera precedente.

La trama: superate a fatica le vicende narrate nel primo libro che gli hanno portato fama e denaro insieme a molti problemi e molti avversari, Bruno sembra avviato verso una vita regolare grazie all'aiuto degli amici e dei colleghi della rivista “Krimen”. Una mattina, mentre fa jogging, viene assalito da dei malintenzionati, ma viene salvato da due uomini che gli faranno un'offerta che non potrà rifiutare: ritrovare Lara Martin, nipote scomparsa di un ex diplomatico vicino alla candidatura per la presidenza della Repubblica.
Da questa premessa si dipana una torbida vicenda che affonda le radici nella parte oscura del passato italiano: Brigate Rosse, fascismo, le stragi e il fallito golpe del 1970 che avrebbe potuto cambiare per sempre la storia della penisola si intrecciano con la fantasia narrativa dell'autore in un'indagine tesa fino allo spasmo.

Dopo questo preambolo, parto subito parlando del protagonista attorno a cui ruota tutta la trama: Bruno Jordan. Donnaiolo, guascone, dal grande intuito e tutt'altro che invincibile, mi ha ricordato, ovviamente con le dovute differenze, il Coliandro di Lucarelli. Il suo modo di fare vivacizza la lettura, alleggerendo il tono tra complotti e omicidi.

Nonostante questo, Jordan ha il difetto di non rimanere impresso nella memoria, esattamente come tutti gli altri personaggi coinvolti nella vicenda, a causa di una sensazione di già letto che ne mina la buona caratterizzazione generale.
I nodi della trama si dipanano tramite espedienti a volte geniali, altre volte talmente artificiosi da rasentare il limite della sospensione della credulità, come nel caso del tatuaggio crittografato fatto alla neonata Lara dalla madre e risolto da un brillante quanto strambo e poco credibile crittografo; si tratta di artifici narrativi che spesso ricordano passaggi di una fiction televisiva, tanto che mentre si legge è facile immaginarne una trasposizione da guardare in tv nel dopocena.
Inoltre, la prosa è scorrevole e di facile lettura, senza però quei guizzi che avrebbero potuto renderlo memorabile.
In conclusione, Non Guardare nell'Abisso è un discreto thriller da leggere tutto d'un fiato, uscito nel periodo giusto e che sotto l'ombrellone si farà apprezzare dai fan del genere.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Non Guardare nell'Abisso
  • Autore: Massimo Polidoro
  • Editore: Piemme
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2016
  • ISBN-13: 9788856653878
  • Pagine: 420
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 18,50 Euro

9 luglio 2016

I mercanti dell'apocalisse - L.K. Brass

Daniel, geniale matematico, ha raggiunto il successo e tutto ciò che un uomo può desiderare, ma una breve telefonata cambierà la sua vita per sempre. Una terribile sciagura aerea e un attentato da cui si salva quasi per miracolo gli fanno capire di essere rimasto invischiato in qualcosa di oscuro e mortale. L’unico modo per proteggere se stesso e la figlia Isabel, la sola della sua famiglia a essere sopravvissuta, sarà scomparire. Anni dopo, vivendo sotto falso nome alla ricerca di chi gli ha distrutto la vita, si imbatterà in una nuova scia di morte e in un complotto che sta dissanguando la BCE e le economie europee. Con l’aiuto insperato di una giovane e brillante operatrice finanziaria, Daniel lotta per ottenere risposte. Fra spionaggio informatico, prodigiose fughe con la macchina e abili travestimenti, riuscirà a ricomporre tutte le tessere di quell’inquietante mosaico? Denaro, amore, intrighi e speculazioni si intrecciano in un thriller finanziario che ci terrà incollati fino all'ultima pagina. 

Recensione

In considerazione del buon successo che ha ottenuto su Amazon il romanzo autopubblicato dal titolo Il Deal dell’Apocalisse, un'importante casa editrice come la Giunti lo rilancia portandolo in libreria con il nuovo titolo I mercanti dell’apocalisse. Si tratta del primo libro di una trilogia e il secondo è già in corso di pubblicazione.

I mercanti dell'apocalisse è un romanzo ben scritto dal punto di vista formale che, con l’adeguata dose di suspense, affronta il difficile filone dei thriller finanziari. Non è facile gestire un argomento così complesso come la finanza mondiale senza rischiare di annoiare il lettore. L.K. Brass ci riesce mostrando indubbia capacità, ma dando per scontato che nessun lettore sia in grado di sindacare sulle sue affermazioni. Si limita a segnalare che la Banca Centrale Europea, nell’acquisto di partite di bond statali per decine di miliardi, si serve di numerosi intermediari affinché nessuno possa individuare le transazioni e non venga influenzato in questo modo il mercato obbligazionario. Tuttavia l’autore avanza l’ipotesi che un insider trading sia in grado di conoscere le intenzioni della BCE e sia nella possibilità di anticipare opportunamente le sue mosse, dando ordini di acquisto titoli a proprie società speculatrici. La difficoltà degli investigatori sta nello scoprire l’identità dell’insider trading partendo da quella dei prestanomi che speculano. Ma anche questi ultimi non sono facili da individuare perché, sagacemente, non acquistano i bond cui è interessata direttamente la BCE, ma altri titoli che possano influenzare indirettamente il mercato obbligazionario.
Che ciò sia possibile nel mercato azionario è noto a tutti. Qualche tempo fa, ad esempio, il crollo di valore delle azioni Volkswagen ha fatto calare tutto il comparto dei titoli delle case automobilistiche, anche se non erano implicate nello scandalo del dieselgate. Tuttavia a coloro che come me non sono particolarmente esperti nel settore, rimane oscura la dinamica dell'operazione finanziaria che comporterebbe l’innalzamento del valore dei bond di uno stato acquistandone altri di genere diverso e avrei gradito che l’autore avesse sostenuto le sue affermazioni con qualche esempio.

Il protagonista principale de I mercanti dell'apocalisse, titolo piuttosto altisonante, è Daniel, matematico esperto, già hacker da giovane, diventato poi consulente informatico dell’Interpool, prima di mettersi in proprio con altri soci costituendo un'azienda di software. Oltre a essere un genio del computer, Daniel conosce un gran numero di lingue straniere, è un eccezionale falsario di documenti d’identità, è un mago dei travestimenti e ha il potere di avvertire l’imminenza di un pericolo. Tale sua dote non si estende ai pericoli in cui possano incorrere i suoi familiari e, pertanto, non gli consente di salvare la moglie che muore insieme a due figli in un incidente aereo. Daniel, volendo scoprire cosa si nasconde dietro questa e altre morti ritenute fortuite, sistemata presso il fratello l’ultima figlia rimastagli, vende la sua quota nella società in cui opera, si finge egli stesso vittima di un altro incidente, e inizia a investigare sotto falsa identità.
Coprotagonista del romanzo insieme a Daniel, che è anche la voce narrante, c'è Anna, brillante operatrice finanziaria della BCE che Daniel riesce a salvare dai cattivi che l’avevano imprigionata e che torturavano per ottenere le informazioni utili a preservare i loro traffici illegali. Non stupisce che fra i due personaggi nasca l’amore, peraltro si sarebbero potute evitare le frasi di questo tipo:

Fu una frenetica scoperta reciproca, che saziò una sete inestinguibile accumulata da tempo.
A parte l’aspetto finanziario della vicenda, il thriller pecca un po’ di originalità, sia per quanto riguarda l’intreccio in sé, sia per la storia d’amore. Per il resto il romanzo è molto scorrevole e si configura, in pratica, come un noir non particolarmente impegnato adatto da leggere sotto l’ombrellone.

Il giudizio espresso tiene conto che l’autore, italiano pur sotto lo pseudonimo di L.K. Brass, è un’esordiente e come tale è giusto che venga incoraggiato, sperando che nei prossimi romanzi riesca a migliorare la sua inventiva e la caratterizzazione dei personaggi senza cadere nei soliti stereotipi.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: I mercanti dell'apocalisse
  • Autore: L.K. Brass
  • Editore: Giunti
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Originals
  • ISBN-13: 9788809814141
  • Pagine: 393
  • Formato - Prezzo: Rilegato - Euro 8,00

30 giugno 2016

Notte buia, niente stelle - Stephen King

Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. "La terra è affare dell'uomo, non della donna." Siamo in Nebraska nel 1922. Tess scrive gialli "rassicuranti", popolati da vecchiette che giocano ai detective. Una sera, viene aggredita e stuprata da un misterioso "gigante". Creduta morta e lasciata in un canale di scolo, sopravvive e medita vendetta. Streeter, bancario malato di cancro, incontra il Diavolo nelle fattezze di un venditore ambulante. L'affare che conclude decide la sorte del suo migliore amico, colpevole di avergli rubato la ragazza tanti anni prima. Due anni dopo le nozze d'argento, Darcy scopre che suo marito custodisce in garage un segreto. Un fiume di pazzia scorre sotto il prato fiorito del loro matrimonio. Che fare? Tirare avanti come prima o cercare una via d'uscita? I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque "rimesse al loro posto". E in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro "l'altra metà del cielo". La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in Dolores Claiborne, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un "lieto fine".

Recensione di Sakura

Notte buia, niente stelle si compone di quattro racconti lunghi difficilmente classificabili, com'è ovvio trattandosi di Stephen King. L'elemento soprannaturale è completamente assente in due dei quattro racconti, possibilmente assente in un terzo, e presente in un quarto; etichettarli come horror mi viene difficile, dovendo forzosamente scegliere sarei più portata a considerarli thriller psicologici.
I quattro racconti sono slegati, nel senso che le vicende raccontate non sono collegate tra loro; punto fondamentale di contatto è piuttosto il delitto come soluzione finale opzionata da un protagonista fino a quel momento passivo e su cui il narratore non è interessato a costruire un crescendo di suspance, spesso anticipando immediatamente all'inizio del racconto quello che sarà lo scioglimento della vicenda.

I quattro attori principali sono sia vittime che carnefici: Wilfred, protagonista di 1922, non fa mistero fin dalle prime righe della sua confessione su quale sia stata la sorte della moglie che tanto lo tormentava; Tess, ne Il Maxicamionista, diviene vittima inerme di uno stupro che fa scattare in lei un inaspettato quanto gelido sentimento di vendetta; Streeter, tra le righe di La giusta estensione, da martire sacrificato alla crudeltà dell'esistenza decide di approfittare di un'offerta soprannaturale per estendere la durata e la qualità della sua vita a scapito di qualcun altro che aveva ottenuto maggiori fortune alle sue spalle; e Darcy, eroina di Un bel matrimonio, si ritrova improvvisamente catapultata fuori dalla bolla di vetro della sua vita quasi perfetta, in seguito alla scoperta di essere sposata a un pericoloso serial killer. Fin dall'inizio di ogni racconto viene annunciato a gran voce che non c'è alcuna possibilità di redenzione o di salvezza dal delitto cogitato: tutti i carnefici si trasformeranno in vittime, e viceversa.

La quarta di copertina si compiace di sbandierare una sorta di guerra tra sessi che però solo fino a un certo punto può essere ravvisata come filo conduttore: Wilfred desidera rimettere al proprio posto la moglie Arlette, colpevole di voler vendere il lotto di terra in cui vivono per trasferirsi in città, per ristabilire una supremazia maschile in nome di tutti gli uomini del suo ceto sociale -gli unici in diritto di decidere della terra. Tess trova il coraggio di prendere la sua decisione in nome di una sorellanza tra vittime rimaste invendicate; Darcy, allo stesso modo, è freddamente decisa a eliminare il mostro che ha sposato perché nessun'altra donna debba mai più subire le orrende sofferenze arrecate alle sue vittime. Da questa triade, quasi fosse un bonus track, si astrae Streeter, l'unico cui non si contrapponga un avversario dell'altro sesso.

Le loro sono storie dure, cupe e pervase di una solitudine quasi claustrofobica (una notte buia, senza stelle), restituite con profonda introspezione psicologica. Come spesso accade negli altri romanzi di King su questa stessa lunghezza d’onda, i protagonisti smettono per un attimo la loro maschera di umanità (il più delle volte in occasione di un evento o un dettaglio trascurabile) giusto in tempo per scrutare nelle tenebre del loro cuore e realizzare cosa sarebbero in grado di fare senza di essa. Ciò che vedono non è piacevole, eppure, in questa raccolta, ognuno di loro decide di indossare quelle tenebre, permanentemente o no.

Difficile, per il lettore, schierarsi al lato di Wilfred e soprattutto di Streeter, che agiscono in nome del più assoluto egoismo; al contrario, si finisce per parteggiare inevitabilmente per Tess e Darcy: King riesce sempre a stupirmi per il modo in cui penetra la mente femminile e ne coglie le più intime reazioni al mondo esterno; mi viene da azzardare che il rapporto con sua moglie Tabitha sia una compenetrazione così totale da consentirgli di creare personaggi femminili tanto nitidi e realistici.

Una buona raccolta, in fin dei conti, che tuttavia a mio parere non è la migliore. Sulla traduzione di Wu Ming 1 non mi pronuncio perché non sono del mestiere e non ho affrontato la lettura in originale, se devo esprimermi però posso dire di aver avuto l’impressione di uno stile più scorrevole, più alla mano, rispetto a quello di Tullio Dobner. Pregio o difetto? Non sta a me giudicare il loro lavoro. Posso giudicare quello di King, però: ottimo, anche se non perfetto.

Giudizio:

+4stelle+

Recensione del Gatto Zorba

Notte buia, niente stelle è una raccolta di racconti densa di contenuti umani e di timori probabili, che indaga sull’agito umano a posteriori ma soprattutto ci presenta dei temi che, ancora oggi, al di là della collocazione temporale di queste storie e soprattutto della loro ambientazione prettamente nordamericana, risultano essere di un’attualità quasi disarmante.
I testi sono quattro e in un modo o nell’altro ci raccontano storie in cui centrale è la figura femminile, in tutte le declinazioni possibili.

La donna si esprime come perno nella figura della madre e moglie proprio nel primo racconto, “1922”, dove un sodalizio improbabile tra padre e figlio adolescente porterà alla scomparsa di Arlette, una figura ritenuta negativa nel loro microcosmo di miseria, il che ci porta al tema del femminicidio e della violenza in famiglia, nonostante tutte le attenuanti del caso. Ma proprio il gesto porterà una variazione sensibile nella vita dei due, dalle conseguenze nefaste. Il tema della donna si sviscera in questo testo anche attraverso il concetto di amore a ogni costo, osteggiato da un’epoca arretrata e incentivata, nelle sue regole non scritte, dalle ristrettezze dell’ambiente rurale in cui la trama si svolge.

E ancora con la violenza di genere e lo stupro si interfaccia Tess ne “Il Maxicamionista”, dove affrontiamo durante la lettura il dramma psicologico dell’abuso sessuale, con tutte le sue fasi: dal terrore alla negazione sino al senso di rivalsa, con esiti imprevisti. Perché in questo racconto si sviluppa di sicuro il senso che lo stesso scrittore ci riporta nella postilla: cosa succederebbe se qualcuno si trovasse in una situazione e reagisse in modo diverso, ma comunque plausibile?
L’autrice protagonista di questa storia, infatti, si vendica e in modo netto, verso la sua disgrazia e, nel gesto compiuto, si eleva a eroina per tutte le donne che con dolore hanno attraversato un’esperienza del genere.

Ma poi, cosa accadrebbe se avessimo il potere di trasferire la nostra sfortuna alla persona che riteniamo di odiare?
È questo il concetto con cui parte la storia di Streeter ne “La giusta estensione”, un testo che rispetto agli altri tre si discosta leggermente perché lascia la figura femminile ai margini per concentrarsi sul sentimento dell’invidia e del desiderio di vivere di un uomo che viene dato per spacciato. Ma la donna rimane sempre accanto a lui: la moglie che continuerà ad amarlo, sia nella cattiva sorte che in quella buona, ma ritroviamo il senso femminile anche in Norma, la moglie dell’amico Tom, che aprirà lo scenario di tragedie personali che affliggeranno la famiglia e la vita dell’odiato e nel contempo amato compare di Streeter. Con questo racconto ci si addentra in uno scenario di ira, di rivalsa e di senso di colpa, sentimenti talmente umani da condurre chiunque ad applicare l’antico assioma “mors tua vita mea”, dimostrandoci che i sentimenti di solidarietà e rispetto spesso trovano i propri limiti proprio nell’avere al posto di un altro per sfuggire al destino di una vita che ci sentiamo ingiusta, la nostra.

La dolce e arrendevole Darcy, in “Un bel matrimonio”, chiude la carrellata delle situazioni umane con cui il lettore si interfaccia, e racconta il coraggio di una persona che si ritrova a dover scegliere tra l’equilibrio di una vita e lo scoprire quanto le persone che amiamo possono dimostrarsi diverse da ciò che abbiamo conosciuto negli anni. Il nodo centrale della sua storia è il divario tra quel che immaginiamo sia la nostra esistenza e la realtà che a volte infrange, una per una, le nostre idee. Un trauma del genere ha il potere, alla fine, di cambiare anche i sentimenti, e di portare le persone ad avere in qualche modo giustizia non solo per se stessi, ma anche per le vittime sconosciute dell’altrui dolore.

Stephen King, con questo libro, non perde l’occasione di tenere il lettore attaccato alle pagine, con un continuo rimando alla suspense e alla tensione emotiva, come solo uno scrittore è in grado di fare. La forma è corretta e ben ritmata, la costruzione delle trame risulta perfetta e stupisce, di volta in volta, con l’immaginario fervido della sua facoltà di raccontare le medaglie delle esistenze da tutti i rovesci possibili.
Ci si può solo interfacciare con tutta la sua produzione per discriminare una posizione di preferenza. Dal canto mio, forse, non lo ritengo al top dei suoi libri, ma questa raccolta è e rimane una lettura interessante, capace di stimolare riflessioni intense sui mali del nostro tempo.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Notte buia, niente stelle
  • Titolo originale: Full dark, no stars
  • Autore: Stephen King
  • Traduttore: Wu Ming 1 (Roberto Bui)
  • Editore: Stephen King
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN-13: 9788820049621
  • Pagine: 418
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 20,90 Euro

16 maggio 2016

Maestra - Lisa Hilton

Londra, giorno. Judith Rasheleigh è una giovane e inappuntabile assistente presso una prestigiosa casa d'arte. 
Londra, sera. Judith arrotonda il suo magro stipendio lavorando in un club esclusivo per soli uomini, lasciandosi educatamente adorare per per la propria bellezza e fingendo di sorseggiare champagne. 
Londra, notte. Judith può essere finalmente se stessa. E il sesso è il suo momento di abbandono. Libero, intenso, spregiudicato. 
Judith è intelligente, colta, determinata e ambiziosa. Sa bene come mettersi in gioco a fino a che punto. Sa come vestirsi, come parlare, come recitare al cospetto dei potenti. Ha imparato a rispettare i ruoli, a fare la brava ragazza. Ma quando, dopo essere stata ingiustamente licenziata in tronco, Judith vede tutti i suoi sogni andare in frantumi, improvvisamente capisce come vanno le cose nella realtà. Non le rimane che rivolgersi ad una sua vecchia amica. Un'amica che l'ha aiutata a camminare sempre a testa alta nonostante le avversità. Un'amica che l'ha sempre sostenuta nei momenti difficili. Un'amica cge una brava ragazza come lei non dovrebbe avere: la rabbia. 
Ed è proprio spinta dalla rabbia che Judith lotta per ottenere vendetta, usando ogni mezzo a disposizione: l'astuzia, il sesso e, quando necessario, anche l'omicidio. Perché sono stati loro ad iniziare ... Ma sarà lei a mettere la parola fine.

Recensione

Lisa Hilton, autrice di Maestra, primo libro di una trilogia, definisce il proprio romanzo "thriller erotico" e penso che il termine si attagli bene al genere, ancorché molti degli atti sessuali, descritti con grande ironia, appaiono ridicoli o suscitano disgusto o addirittura raccapriccio piuttosto che eccitazione:

A un tratto mi infilò un dito dietro e poi se lo portò al naso.
"Odori di ostriche. Vuoi sentire?"
Annusai la sua mano ed era vero.
"Non sapevo che facessero questo effetto."
Non lo sapevo per davvero. Gli leccai il dito per assaporare il profumo del mare, dentro di me.

Non per niente la protagonista viene definita dalla stessa autrice sociopatica e, aggiungerei, con una discreta dose di masochismo.
Pertanto, chi si avvicinasse a questo romanzo pensando alle celebri Cinquanta sfumature rimarrebbe probabilmente deluso dal punto di vista prettamente sentimentale. La stessa autrice dice che "il paragone con 50 sfumature è pigro. Anastasia è una romantica cenerentola, una ragazza passiva che si innamora di un uomo ricco e potente e riesce a cambiarlo: il sogno di tutte le donne”. Invece Judith, la protagonista di Maestra, è una venticinquenne che, stanca di essere bistrattata da persone culturalmente e moralmente inferiori solo perché meno abbiente, diventa una predatrice alla ricerca di un riscatto personale. È una specie di Cappuccetto Rosso che circuisce il lupo e lo uccide per autodifesa e per interesse.

Nel romanzo il primo omicidio avviene per caso, senza che ci sia una vera responsabilità della protagonista, ma l'episodio fa scattare qualcosa nella mente della donna che non si fermerà davanti a successivi atti di violenza. Così gli omicidi, compiuti per vendetta o per tornaconto, verranno eseguiti a sangue freddo, senza crudeltà ma con l'indifferenza di un killer di professione.
D’altronde, come accennato in precedenza, Judith è sociopatica e, a parte i momenti in cui sente il bisogno di sfogarsi sessualmente (cosa che fa con dovizia di particolari), riesce a vivere benissimo in solitudine, condizione che è in genere tipica dell'assassino seriale, notoriamente privo di sentimenti.

All'inizio del romanzo la protagonista lavora presso una casa d’aste londinese, dove, nonostante la sua competenza artistica, i suoi incarichi consistono prevalentemente in commissioni di scarsa importanza. E' proprio durante una di queste incombenze che incontra una vecchia compagna di scuola che la inizia a un club per soli uomini. Qui riesce ad arrotondare lo stipendio con le cospicue mance che vengono elargite alle ragazze, senza che debbano necessariamente prostituirsi, almeno fino a che non incappa in una possibile truffa perpetrata dal direttore della casa d'aste, il quale trova il modo di farle perdere il lavoro.
Senza un impiego fisso, Judith, ragazza poco schifiltosa, accetta la proposta di un uomo ricco di passare con lui un breve soggiorno in Costa Azzurra, iniziando così la nuova vita, nella quale impara presto che il delitto paga.

L’inizio del romanzo è interessante, con una piacevole dimostrazione di cultura che, a mio avviso, non guasta mai quando non è fine a se stessa. A tale proposito si ricorda che la Hilton ha una laurea in storia dell’arte presa ad Oxford, scrive articoli culturali per diversi giornali inglesi e ha pubblicato diverse biografie di personaggi storici e letterari, nonché tre romanzi storici.
La parte centrale del racconto risulta invece piuttosto superficiale, come quando, ad esempio, viene raccontato che la protagonista esegue un bonifico di oltre sei milioni di sterline da una postazione internet di Roma a favore di un conto aperto in uno dei veri paradisi fiscali. Se fosse tanto semplice un trasferimento fondi di tale importo, verrebbe da chiedersi a cosa servano le norme antiriciclaggio.
Abbastanza originale invece il finale di questo primo libro che qui ovviamente preferisco non anticipare.

L'autrice ha precisato che scrivere un romanzo di genere erotico le era stato suggerito dal suo agente ma che la prima stesura, più che piacere, aveva suscitato un certo disgusto ed era stata rifiutata da due editori. Solo dopo aver inserito gli incontri sessuali in un più ampio racconto di genere noir la trama aveva entusiasmato la casa editrice che ha poi provveduto alla sua pubblicazione. A sostegno del romanzo è stata impostata, quindi, un'ampia campagna pubblicitaria e il libro è diventato un best seller in Inghilterra, mentre i diritti cinematografici sono stati acquistati da Hollywood.
Inoltre, non nuoce al libro il fatto che la Hilton, un tempo sposata con il compositore italiano Nicola Moro (non per niente buona parte dell'azione del romanzo si svolge in Italia) sia dotata di una bella presenza che fa volutamente venire in mente quella della protagonista del romanzo. Ciò infatti ha contribuito ad aumentare l'interesse sulla scrittrice che si è prestata volentieri a farsi fotografare durante le varie interviste pubblicitarie in cui non ha escluso, con evidente ironia e con l'intento di suscitare ulteriore curiosità, che qualche episodio del romanzo non sia autobiografico.

In conclusione si può dire che il romanzo, pur non presentando una trama particolarmente originale, è ben scritto, con un ritmo sempre sostenuto e che si legge molto velocemente. Naturalmente per apprezzarlo non bisogna essere troppo esigenti e avere più considerazione dell’ironia dell’autrice che della credibilità e originalità dell’intreccio.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Maestra
  • Titolo originale: Maestra
  • Autore: Lisa Hilton
  • Traduttore: Giorgio Testa
  • Editore: Longanesi
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: La Gaja Scienza
  • ISBN-13: 9788830444430
  • Pagine: 403
  • Formato - Prezzo: Rilegato con copertina - Euro 16,90

18 marzo 2016

Montecristo - Martin Suter

Jonas Brand è un videoreporter con aspirazioni da regista, e sogna di girare un film che chiama Montecristo, una storia di tradimenti, inganni e vendette. Un giorno, mentre viaggia sull’Intercity per Basilea, il treno si blocca in una galleria. Un passeggero è caduto dal convoglio ed è morto sui binari. Brand scende dal vagone, afferra la telecamera e si mette al lavoro. Registra gli eventi, riprende i dettagli, intervista i possibili testimoni, forse quel materiale un giorno gli sarà utile. Anche se i suicidi sulle linee ferroviarie, piuttosto frequenti, non fanno notizia.
Trascorre qualche mese, e quell’evento sembra un lontano ricordo. Brand ha incontrato Marina Ruiz, una affascinante svizzera dai tratti asiatici che lavora per un’agenzia organizzatrice di eventi, e la loro relazione è sul punto di diventare una storia d’amore. Una strana coincidenza acuisce la curiosità di Jonas: due banconote da cento franchi svizzeri hanno lo stesso numero di serie. Nonostante sia tecnicamente impossibile, per la banca sono entrambe autentiche. L’ambiguità delle circostanze inquieta il videoreporter, che decide di investigare e coinvolgere l’amico Max, giornalista economico in declino. È questa la porta d’ingresso in un mondo nuovo, quello dell’oligarchia delle banche svizzere, del sistema finanziario internazionale, pronto a tutto, pur di preservare i propri privilegi.
Come ha scritto Alain Claude Sulzer, «Suter ha creato un teatro dell’intrigo ricco di personaggi e di grande autenticità». La drammatica e coinvolgente vicenda di Jonas Brand, raccontata con un tono imperturbabile, da thriller distaccato e pieno di humour nero, tra alta finanza e banche globali, produttori cinematografici e televisioni, inchieste e minacce, dà forma a un romanzo che scruta nell’ambizione e nel desiderio senza limiti e indaga con competenza il mistero del grande capitale, delle immense ricchezze, del potere che mette a nudo la debolezza e la responsabilità di ognuno di noi. 

Recensione

Montecristo è un thriller finanziario con risvolti fantapolitici ambientato in Svizzera. È un romanzo piacevolmente scorrevole e intrigante, con un ritmo sempre molto sostenuto che induce il lettore ad arrivare velocemente alla conclusione.
Protagonista è un videoreporter di nome Jonas Brand, autore della sceneggiatura di un film che ricalca la trama de Il conte di Montecristo in chiave moderna: è infatti la storia di un turista che a Bangkok, accusato ingiustamente di possesso di droga, viene condannato a scontare un lungo periodo in carcere, riuscendo poi a evadere e a vendicarsi di coloro che l’hanno fatto condannare con false prove. In un primo momento la sceneggiatura non viene presa in considerazione da coloro a cui è stata sottoposta. È solo molto tempo dopo, quando ormai Jonas Brand aveva perso le speranze di vedere realizzato il suo sogno, che la proposta viene accolta, a condizione che venga dato subito inizio alla lavorazione del film. Cosa è avvenuto nel frattempo per far cambiare idea ai produttori? A Jonas Brand è capitato di ricevere due banconote con lo stesso numero di serie.
Una volta accettato il presupposto che possano venire stampate banconote perfettamente uguali, l’intreccio si dipana accattivante, realistico e con un leggero umorismo nero che non guasta.

Il romanzo è ben scritto e la trama piuttosto originale. A mio avviso ci sono solo due forzature che non sono peraltro sostanziali: una è la sostituzione di una delle due banconote con un’altra falsa, avente però lo stesso numero di serie, da una cassetta di sicurezza; l’altra è che l’impiegato di banca, cui viene sottoposto il biglietto contraffatto, lo restituisca al cliente tout court. Nelle banche italiane – ma non credo che in quelle straniere e in particolare svizzere ci si comporti diversamente - l’impiegato di banca che si trovi di fronte una banconota falsa deve trattenerla e consegnarla alla questura dopo aver verbalizzato il fatto con la segnalazione dell’identità del presentatore la banconota stessa.
In secondo luogo non può essere sottratto un bene da una cassetta di sicurezza se non forzando la serratura, perché non è previsto che la banca possa avere un duplicato delle chiavi consegnate al cliente.
L’autore, a mio avviso, era conscio di queste incongruenze e ha cercato di minimizzare gli inconvenienti accennati, facendo anche apparire le forze di polizia più ottuse di quanto si spera siano nella realtà.

Al di là di queste incongruenze, Montecristo si conferma un romanzo con un intreccio accattivante, pieno di colpi di scena e con anche una storia d'amore per addolcire l'insieme. Il protagonista, per poter salvare la propria vita, dovrà avere una buona dose di fortuna.
C'è tuttavia un pessimismo di fondo nella vicenda narrata che sembra implicare che, a dispetto dei numerosi controlli automatici e non, la finanza - e quindi la sopravvivenza - di una nazione sia soggetta ai capricci di chi ne detiene le leve. In altre parole, la visione proposta da Suter è che il sistema finanziario potrebbe essere troppo fragile sotto i colpi degli speculatori e se il terrorismo riuscisse a penetrare nel sistema economico di uno stato, potrebbe riuscire a creare quel caos che gli attentati armati non sono in grado di provocare.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Montecristo
  • Titolo originale: Montecristo
  • Autore: Martin Suter
  • Traduttore: Marina Pugliano
  • Editore: Sellerio
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Il contesto
  • ISBN-13: 9788838933783
  • Pagine: 293
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,00

15 febbraio 2016

La luce sia con voi. Non c'è pace per il commissario Peppenella - Peppe Lanzetta

Gesù Cristo, Ponzio Pilato, Giuda Iscariota e la Maddalena… non sono esattamente i personaggi biblici e nemmeno le statuette del presepe che affollano i vicoli di Napoli. Sono i soprannomi di criminali incalliti e senza scrupoli che turbano i sogni del commissario Peppenella, sempre più solo e trasandato. La luce invece è quella elettrica, staccata a casa del commissario a causa di un contatore taroccato in una città taroccata, Napoli, dove niente e ciò che sembra e tutto si confonde: lecito e illecito, ladri e onesti, suore e prostitute, legge e anarchia, dando vita ad una casba folle e intricata che rischia di far impazzire il povero Peppenella.

Recensione

Peppe Lanzetta è un personaggio poliedrico che, oltre ad essere autore di diversi libri di successo e di testi per canzoni, è anche drammaturgo e attore. La sua più recente apparizione sugli schermi, da quanto mi risulta, dovrebbe essere stata quella nell’ultimo film di 007 “Spectre” in cui interpreta il “cattivo”.
La luce sia con voi, noir surreale ma non troppo, dato che la realtà supera spesso la fantasia, inizia praticamente con una morte inusuale. In uno squallido albergo di Napoli, infatti, un serpente, oggetto sessuale in un gioco erotico alquanto perverso fra coniugi, morde la partner femminile uccidendola. Il fatto che l’animale fosse di una specie velenosa non sembra fosse a conoscenza di colui che l’aveva procurato alla coppia dietro congruo compenso, un criminale italo-albanese, curiosamente soprannominato Gesù Cristo. È lui che il commissario Peppenella, già protagonista di un precedente romanzo dal titolo “Il cavallo di ritorno”, cerca di catturare, ritenendo ci sia la sua longa manu in molti fra i peggiori traffici della città.
La caratteristica di questo divertente romanzo è che i personaggi sono gente normale, mediocri nel bene e nel male come sono in genere le persone reali, motivo che li rende particolarmente umani. Non ci sono eroi, non ci sono intuizioni incredibili che consentano ad investigatori particolarmente sagaci di incastrare i malfattori, né questi ultimi possono definirsi geni del crimine, ma vivono più che altro di espedienti e odiano i grandi truffatori, come accade a Gesù Cristo quando, durante un viaggio a Venezia, gli viene in mente Galan:

Pensava a quanti soldi si era mangiato il governatore del Veneto che dopo pochi giorni di prigione per le sue truffe e dopo essere passato agli arresti domiciliari, in quella domenica maestosa, magari, se la stava passando alla faccia dei veneti e di tutti gli italiani.

Sia i “buoni” che i “cattivi” hanno tutti, chi più chi meno, i loro problemi con cui confrontarsi, in particolare quelli familiari per i rapporti non sempre facili con mogli, suoceri e figli. Non si sottrae a questa regola anche il maggiore protagonista di questa storia, l’obeso commissario Peppenella, la cui moglie è deceduta tempo prima e la cui figlia è in carcere per spaccio di droga. Il fatto di essere un uomo di cultura, oltre che far parte delle forze dell’ordine, non lo esenta, pertanto, da avere anche lui problemi esistenziali con cui convivere e che lo inducono a filosofeggiare per non cadere in depressione.
Divertenti e realistici i dialoghi, in particolare quelli fra il commissario Peppenella e i suoi assistenti quando parlano di calcio, essendo lui juventino e gli altri tifosi del Napoli. Discorsi che avvengono di norma in tutti gli uffici, statali e non, specie al lunedì dopo una domenica sportiva. Naturalmente entrambe le parti sono sempre pronte ad allearsi fra loro per dare addosso al collega della Scientifica tifoso di una squadra di calcio avversaria:

 «Già sei di Bari, poi sei pure interista. Ma che ti aspetti dalla vita?» 

Non mancano riferimenti a personaggi di spicco di cui si occupano quotidianamente i giornali, come quelli a papa Francesco, quando si viene a sapere dell’omicidio di una suora commesso in un convento partenopeo.
Una costante del romanzo è la ricerca dell’anima gemella, perché anche le prostitute, i transessuali e i delinquenti di mezza tacca hanno un cuore. Quindi, alle indagini del commissario Peppenella si aggiungono storie parallele di uomini e donne -e trans- che vorrebbero essere capiti e apprezzati, disposti a fare di tutto pur di trovare o non perdere l’amore.
Pur rivestite di grande ironia, cosa che rende il romanzo particolarmente divertente, le problematiche che vengono toccate dall’autore sono quelle relative alla disperazione di personaggi ai margini della società che cercano di dare un senso alla propria vita. Ben si presta la città di Napoli, con le sue contraddizioni e il suo degrado, a fare da palcoscenico alle vicende dei protagonisti, un po’ folli ma sempre molto umani e che danno spunto a qualche riflessione.
Non bisogna aspettarsi il solito romanzo umoristico , quindi, come potrebbero far ritenere i ridicoli nomi dei personaggi. Questo è un noir originale, dal ritmo travolgente, con qualche battuta davvero esilarante, ma con un sottofondo di malinconia che fa venire in mente le parole che canta Madama Butterfly nell’omonima opera di Puccini: “un po’ per celia e un po’ per non morire”.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La Luce sia con voi - Non c'è pace per il commissario Peppenella
  • Autore: Peppe Lanzetta
  • Editore: CentoAutori
  • Data di Pubblicazione: gennaio 2016
  • Collana: L'Arcobaleno
  • ISBN-13: 9788868720469
  • Pagine: 225
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 13,00
 

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