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8 giugno 2015

Listopia II - La vendetta: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#281-291)

L'avevate amata. L'avevate richiesta a gran voce. Finalmente, dopo mesi di assenza, torna la versione riveduta e corretta di Listopia. I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita. Tranquilli, non vi riproporremo con gli aggiornamenti i cinquanta appuntamenti della vecchia versione, datata 2006, ma solo le aggiunte apportate e mantenute fino all'ultima, quella del 2012, che - vi anticipiamo - non si limitano a libri usciti dopo il 2005 ma rivoluzionano un po' anche le liste dei secoli precedenti.
Anche stavolta, forse più che mai, la vostra granitica certezza di aver letto di tutto ne uscirà scalfita e sanguinante: cimentatevi con noi a spuntare i libri già letti e a insultare quelli la cui presenza nella lista è assolutamente immeritata!
Ultimo appuntamento!



281. Le avventure di Persiles e Sigismonda - Miguel de Cervantes (1617) [Aggiunto nella lista 2008]

E' un corposo romanzo d'avventure corredato da tutti gli ingredienti del genere: ambiente esotico, tempeste, corsari, mostri marini, selvaggi, naufragi, rapimenti, streghe e lupi mannari, nobildonne e cortigiane, amanti violenti e amanti gelosi, duelli...


282. Thomas of Reading - Thomas Deloney (1599) [Aggiunto nella lista 2008]


283. Lo scimmiotto - Wu Ch’êng-ên (1590?) [Aggiunto nella lista 2008]

Uno dei quattro grandi romanzi classici cinesi, Lo Scimmiotto, fu scritto dal letterato Wu Ch’êng-ên nel secolo sedicesimo, ma il materiale della storia è un immenso ciclo di leggende che si era accumulato per centinaia di anni intorno al «viaggio verso l’Occidente» – cioè verso l’India – del monaco Hsüan Tsang, poi detto Tripitaka, per raccogliervi scritture sacre buddiste e introdurle in Cina. La vicenda comincia con la nascita di una scimmia da un uovo di pietra: è lo Scimmiotto, che presto sarà eletto Re delle Scimmie. Essere prodigioso e beffardo, dalla inesauribile vitalità, Scimmiotto adopera astuzie e artifici magici per diventare immortale e, poi, per portare lo scompiglio e la guerra nel cosmo, subissando i celesti con le sue sempre eccessive trovate – ed è una delizia seguire il turbamento provocato nei cieli cinesi, affollatissimi di esseri divini, da questo indiavolato trickster. Infine, nella seconda parte, Scimmiotto, assieme a due altri compagni – Porcellino e Sabbioso, che simboleggiano due potenze dell’essere umano – si riscatterà dalle sue malefatte aiutando Tripitaka nel suo arduo viaggio.
Tutto il libro è un moto inarrestabile di fatti e sorprese, un grande romanzo di avventure che ne contiene in sé tanti altri. Aprendosi la strada nella selva di queste vicende il lettore si renderà conto a poco a poco che Lo Scimmiotto è anche un’allegoria, un viaggio mistico, una satira sociale, e vi scoprirà un immenso repertorio di pratiche e tradizioni religiose. Il cielo e i suoi abitanti sembrano qui essere un travestimento della terra e degli uomini, la terra una continuazione del cielo: sfrontatezza e devozione, familiarità con la natura e i suoi prodigi, sapienza psicologica, diffusa ilarità convivono tranquillamente in questo mondo fondato sulla magia, in queste vicende che sembrano fatte per essere raccontate a dei bambini e insieme sono cariche di sottintesi, sicché giustamente ebbe a dire di questo romanzo il suo congeniale traduttore, il grande sinologo Arthur Waley: «Lo Scimmiotto è unico nel suo complesso di bellezza e assurdità, di profondità e insensatezza».


284. I Lusiadi - Luís Vaz de Camões (1572) [Aggiunto nella lista 2008]

I Lusiadi (Os Lusíadas in portoghese) è un poema epico scritto da Luís Vaz de Camões. Spesso è considerato come la più importante opera della letteratura portoghese, della quale è sicuramente uno dei volumi più rilevanti, e comparato all'Eneide, il grande poema epico virgiliano.
La prima edizione fu stampata nel 1572, tre anni dopo il ritorno dell'autore dall'Oriente. L'opera è composta da dieci canti e 1102 strofe, le ottave endecasillabiche, dette anche ottave ariostesche. Presenta lo schema dell' (ABABABCC), tipico dei lunghi poemi o delle narrazioni eroiche, sperimentato per la prima volta da Giovanni Boccaccio.
Scritto seguendo il classico stile omerico, il poema epico narra principalmente il periodo storico delle grandi scoperte geografiche avvenute tra il XV e XVI secolo, dando una rilettura leggendaria e fantastica della storia, come fece Virgilio in relazione alla storia di Roma.
L'azione centrale è la scoperta della via marittima per l'India realizzata da Vasco de Gama, ma il racconto descrive anche altri episodi della storia del Portogallo, esaltando il popolo portoghese. Fonte: Wikipedia


285. Lazarillo de Tormes - Anonimo (1554) [Aggiunto nella lista 2008]

Romanzo spagnolo di autore ignoto, venne edito a Burgos nel 1554 e proibito dall'Inquisizione nel 1559. Di ambientazione popolare, ma che rivela la mano di uno scrittore colto, il Lazzarillo è la storia di un giovane accattone sempre affamato che si guadagna da vivere con mille astuzie. Scritto quasi cinquecento anni fa è ancora oggi di un'attualità sorprendente.


286. Amadigi di Gaula - Garci Rodríguez de Montalvo (1508) [Aggiunto nella lista 2008]

Amadigi di Gaula (nello spagnolo classico della prima edizione e in portoghese: Amadis de Gaula, in spagnolo moderno Amadís de Gaula) è un poema cavalleresco, che tratta in particolare della figura del cavaliere errante, molto in voga in tutta la Penisola Iberica durante il XVI secolo, e che è stato fondamentale per la formazione di scrittori rinascimentali e dell'età barocca. Fu pubblicato per la prima volta nel 1508 da Garci Rodríguez de Montalvo. Tuttavia le sue origini sono più antiche, poiché già nel XIV secolo era molto conosciuto, infatti si pensa risalga al tardo ciclo bretone, e il poema è stato letto certamente da personaggi come Pedro Lopez de Ayala e Pedro Ferrus.
Montalvo stesso confessa di avere modificato i primi tre volumi ma di essere l'autore del quarto. Inoltre si aggiunge un dubbio sulla nazionalità del poema: nel secondo capitolo del libro II, infatti, è presente La villanella, ovvero dei versi quasi simili a quelli di una poesia di João de Lobeira, trovatore portoghese del XIII secolo, compresa nel Canzoniere Colocci-Brancuti. Nonostante questo, quanto sopra non può assolutamente essere affermato con sicurezza, poiché nessun diretto frammento dell'eventuale primitiva versione portoghese ci è pervenuto. Fonte: Wikipedia


287. Tirante il Bianco - Joanot Martoell (1490) [Aggiunto nella lista 2008]

«Novela total» lo ha definito Mario Vargas Llosa in un suo famoso saggio degli anni Sessanta: Tirante il Bianco come romanzo totale. E ha paragonato Martorell a Flaubert e Faulkner, collocandolo tra i piú grandi narratori della letteratura di tutti i tempi.


288. La Celestina - Fernando de Rojas (1449) [Aggiunto nella lista 2008]

È la storia dell'amore appassionato e funesto tra il giovane Calisto e la bella Melibea, cui fanno da contrappunto gli amori dei servi. Personaggiochiave della tragica vicenda è la mezzana Celestina che tesse la tela dell'intrigo ricorrendo a tutte le astuzie e a tutta la sua esperienza.


289. I briganti - Shi Nai'an (XIV sec.) [Aggiunto nella lista 2008]

I Briganti è un romanzo storico (del XV secolo) cinese ambientato nella fase finale della dinastia Song meridionale (circa 1100 d.c.), composto da 114 capitoli raccolti in 25 volumi ed è un costituente dei Quattro grandi romanzi classici cinesi.
Il titolo originale del romanzo è Shui-Hu-Chuan (cinese tradizionale: 水滸傳, cinese semplificato: 水浒传, pinyin: Shuǐhǔ Zhuàn), letteralmente è traducibile come "Storia in riva all'acqua", ma pubblicato in Italia come I briganti. È noto anche coi nomi: Tutti gli uomini sono fratelli e Le paludi del monte Liang.
Vi si narra l’avventurosa epopea di una banda di 108 briganti, invincibili in campo aperto, diabolicamente astuti nella guerriglia, temerari nel pericolo, spietati nella vendetta.
Questi masnadieri non sono soltanto uomini d’arme e di rapina, ma cavalieri fedeli a un semplice e generoso ideale, che accorrono là dove l’ingiustizia opprime i deboli e gli inermi e ovunque ci sia la corruzione; sempre disposti, tra una battaglia e l’altra a concedersi solennissime sbronze.
Ai funzionari del Celeste Impero sorpresi a leggere questo libro le autorità del tempo sospendevano lo stipendio per molti mesi; e questo accanimento della censura indica abbastanza bene la straordinaria vitalità polemica dell’opera.
I briganti sono l’esempio più famoso di un genere di romanzo cinese che, tra l’eroico e il picaresco, si può avvicinare alla Chanson de geste del medioevo occidentale, ed ha schemi narrativi comuni a quelli delle avventure dei Cavalieri della Tavola Rotonda e di Robin Hood. Fonte: Wikipedia


290. Romanzo dei tre regni - Luo Guanzhong (XIV sec.) [Aggiunto nella lista 2008]

Il romanzo dei tre regni, (semplificato 三国演义, pinyin Sānguó yǎnyì) scritto da Luo Guanzhong (罗贯中) nel XIV secolo (1330-1400 circa), è una delle opere che fanno parte dei Quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese.
È un romanzo storico basato su eventi accaduti negli anni verso la fine della dinastia Han, nel periodo dei Tre Regni della Cina, che inizia nel 169 e termina con la riunificazione del paese nel 280. Si tratta di un'opera imponente suddivisa in 120 capitoli, con circa 800.000 parole e quasi un migliaio di personaggi drammatici, per lo più di ispirazione storica.
È una delle opere tradizionali più lette sia nella Cina imperiale che in quella moderna. I tre regni a cui fa riferimento il romanzo sono quelli di Wei (魏), Shu (蜀) e Wu (吳). Fonte: Wikipedia


291. Storia di Genji. Il principe splendente - Shikibu Murasaki (XI sec.) [Aggiunto nella lista 2008]

Il Giappone dell'epoca Heian (IX-XII secolo): un paese chiuso, isolato dal continente asiatico, che contiene un altro paese chiuso, quello dell'aristocrazia di corte, al cui interno si trova il microcosmo delle nyobo, l'élite delle dame. Nella più ovattata di queste scatole cinesi, gineceo dell'aristocrazia, si svolge la storia del principe Genji, luminoso per intelligenza, cultura, bellezza: gli amori delle dame di corte, delle spose, e le lotte per il potere, nel più importante romanzo della letteratura giapponese classica.


291. Storia di un tagliabambù - Anonimo (X sec.) [Aggiunto nella lista 2008]

Il Taketori monogatari (竹取物語? lett. "Il racconto di un tagliabambù") o Kaguya-hime no monogatari (かぐや姫の物語? lett. "Il racconto della principessa splendente"), tradotto anche col titolo Storia di un tagliabambù, è un racconto popolare giapponese del X secolo, considerato il più antico esempio di narrativa nel Paese scritto in lingua giapponese tardoantica. Fonte: Wikipedia

1 giugno 2015

Listopia II - La vendetta: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#261-280)

L'avevate amata. L'avevate richiesta a gran voce. Finalmente, dopo mesi di assenza, torna la versione riveduta e corretta di Listopia. I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita. Tranquilli, non vi riproporremo con gli aggiornamenti i cinquanta appuntamenti della vecchia versione, datata 2006, ma solo le aggiunte apportate e mantenute fino all'ultima, quella del 2012, che - vi anticipiamo - non si limitano a libri usciti dopo il 2005 ma rivoluzionano un po' anche le liste dei secoli precedenti.
Anche stavolta, forse più che mai, la vostra granitica certezza di aver letto di tutto ne uscirà scalfita e sanguinante: cimentatevi con noi a spuntare i libri già letti e a insultare quelli la cui presenza nella lista è assolutamente immeritata!



261. Memorie dall'Aldilà - Joaquim Maria Machado de Assis (1880) [Aggiunto nella lista 2008]

Il testo più noto e dirompente di uno dei massimi esponenti della letteratura dell'ottocento brasiliano. Pubblicato nel 1881, fa parte di una trilogia introvabile in Italia da anni. Un eccentrico romanzo costituito da 160 piccoli capitoli ricchi di surreali associazioni e digressioni, dove si immagina con cinico scetticismo un autore che racconta in prima persona le sue memorie dall'oltretomba. Machado de Assis segna così la sua distanza dal romanticismo e l'arrivo alla totale perdita di ogni illusione sull'essere umano e alla visione grottesca e delirante della vita, anticipando Luigi Pirandello, Marcel Proust e Henry James.


262. Enrico il Verde - Gottfried Keller (1880) [Aggiunto nella lista 2008]

Il romanzo Enrico il Verde (1880), considerato il capolavoro di Gottfried Keller, si sviluppa sull'ombra del Goethiano Wilhelm Meister e appartiene alla tradizione del «romanzo di formazione» tedesco. Il personaggio e la vicenda narrata rispecchiano in gran parte la natura e la vita dell'autore, spirito ribelle, rimasto orfano del padre e cresciuto senza una guida sicura ma dotato di forte sensibilità artistica. Secondo Ladislao Mittner Enrico il Verde «è la migliore autobiografia poetica della letteratura tedesca dopo Poesia e verità di Goethe: storia della progressiva conquista di un'eccezionale serenità morale, ma anche, e soprattutto, documento felicissimo della conquistata serenità estetica; in particolare il linguaggio di Keller - limpido, preciso, densissimo e pur mirabilmente lieve - può essere accostato soltanto a quello del Goethe dell'autobiografia e dei romanzi».


263. Il crimine di Padre Amaro - Eça de Queirós (1875) [Aggiunto nella lista 2008]

Proprio la domenica di Pasqua si seppe a Leiria che il parroco della cattedrale don José Miguéis era morto all’alba per un colpo apoplettico. Era un uomo sanguigno e grasso, considerato fra il clero diocesano il più ghiottone dei ghiottoni. Circolavano in città storie singolari sulla sua ingordigia. Il farmacista Carlos, che lo detestava, vedendolo uscire di casa dopo il pisolino pomeridiano con la faccia accaldata e completamente sazio, spesso commentava:«Ecco il boa che digerisce… Prima o poi scoppierà!»In effetti scoppiò dopo una cena a base di pesce proprio quando di fronte, nella casa del dottor Godinho, che compiva gli anni, si ballava animatamente la polka. Nessuno lo rimpianse e pochi parteciparono al suo funerale, d’altronde non era molto stimato in città. Campagnolo, aveva modi rozzi da contadino, voce roca, orecchie pelose e lessico volgare. Non era mai piaciuto alle devote; ruttava in continuazione dentro al confessionale. Avendo sempre vissuto in piccoli villaggi o sulle montagne non conosceva certe raffinatezze della fede e per questa ragione aveva perso, fin dall’inizio del suo servizio a Leiria, quasi tutte le penitenti che gli avevano preferito il cortese padre Gusmão, molto delicato con le parole. Quando le poche fedeli che gli erano rimaste lo cercavano per confessargli le loro inquietanti visioni, lui brontolava...


264. Pepita Jiménez - Juan Valera (1874) [Aggiunto nella lista 2008]

Pepita Jiménez di Juan Valera traduzione a cura di Gianluca Armenzoni. Pepita Jiménez è forse il romanzo più famoso tra quelli scritti da Juan Valera, colto uomo di lettere spagnolo noto soprattutto come critico e saggista.L'autore ha scelto di dividere il romanzo in tre parti, combinando la forma di romanzo epistolare a quella tipica del periodo realista. La prima parte è occupata dalle lettere che il protagonista, Don Luis de Vargas, ricco ereditiere ma ormai deciso seminarista, scrive allo zio vicario, nonché sua guida spirituale. Luis si è recato in visita al paese natale, in Andalusia, dove però incontra una giovane donna, Pepita Jiménez, promessa sposa di suo padre Don Pedro, cacique del villaggio. Grazie alla prospettiva soggettiva delle lettere il lettore può leggere nell'animo del giovane seminarista e assistere al suo continuo cambiamento fino all'innamoramento della bella Pepita, nonostante gli avvertimenti dello zio e le sue decise rassicurazioni.Nella seconda parte del romanzo, intitolata Paralipomeni, il narratore completa i fatti avvenuti dopo che i due si sono innamorati, inserendosi come un vero e proprio narratore onniscente in terza persona. Così veniamo a sapere che dopo il primo bacio rivelatore, i due giovani si pentono del gesto compiuto. Pepita si chiude in casa e diventa irraggiungibile mentre Luis decide di anticipare la propria partenza. Ma grazie anche all'intervento della saggia Antonona, la domestica di Pepita, i due innamorati s'incontrano di nuovo e, dopo qualche momento di crisi, riescono a chiarirsi e a dichiarare il reciproco amore.La terza e conclusiva parte del romanzo contiene le lettere che il cacique Pedro ha spedito al fratello per tenerli informato sulla situazione di Pepita e Luis. Così sappiamo che i giovani sposi hanno intrapreso un lungo viaggio e messo al mondo un figlio e che ora vivono felici nella loro casa ornata di altari cattolici e di statue pagane.Nella vicenda narrata è chiaro il conflitto tra le aspirazioni individuali e l'adeguamento alle norme sociali. Sarà l'irrompere improvviso di un sentimento sconosciuto, l'amore, a costringere i due protagonisti a gettare la maschera e dare sfogo alle proprie, autentiche necessità personali. L'amore, in prospettiva platonista, è anche la molla che consente l'azione, rompendo gli indugi e l'isolamento nel quale i due giovani si erano costretti.Pepita Jiménez è il personaggio principale. Ella è una giovane di vent'anni ma già vedova poiché il vecchio zio che fu costretta a sposare è morto dopo pochi anni di matrimonio. Valera la descrive come una donna singolare, una vera propria eroina, dotata di una sensibilità e una pace interiore senza pari. Fisicamente attraente anche se non vistosa, così come discreto e il suo modo di vestire. Di Pepita colpiscono soprattutto le mani, sulle quali l'autore si sofferma più di una volta, descrivendole come bianchissime e affusolate?


265. Martín Fierro - José Hernández (1872) [Aggiunto nella lista 2008]

«Il Martín Fierro non è la Bibbia, certo. Però è un testo nel quale, per motivi diversi, noi argentini ci riconosciamo, un appiglio per raccontarci qualcosa della nostra storia e sognare il nostro futuro.» Così si esprime Papa Francesco parlando del grande classico della letteratura sudamericana scritto da José Hernández alla fine dell’Ottocento. Composto in lingua creola, il poema narra in prima persona il dramma di un gaucho strappato dalla terra e dalla famiglia, costretto ad arruolarsi nell’esercito e diventato poi disertore e vagabondo. Solo dopo anni di vita selvaggia negli spazi sconfinati della pampa, Martín ritrova i figli e un lavoro: il suo indomito anelito di libertà si è riconciliato con la possibilità di un ritorno alla vita in comunità. Prima ancora che un poema epico in astratto, il Martín Fierro è un’opera di denuncia, che si oppone alla politica ufficiale precedente alla grande immigrazione europea, proponendo un’integrazione del gaucho nel Paese in costruzione. Il protagonista, delinquente, si trasforma in eroe nazionale e la sua epopea picaresca incontra grande fortuna, estendendosi rapidamente dagli ambienti letterari a quelli popolari ed entrando a far parte della tradizione orale argentina.


266. Tarda estate - Adalbert Stifter (1857) [Aggiunto nella lista 2008]

Tarda estate, qui tradotto per la prima volta in italiano, è il capolavoro di Adalbert Stifter, scrittore austriaco di metà Ottocento, considerato da Thomas Mann “uno dei più strani, profondi, celatamente arditi e travolgenti narratori della letteratura universale”. Il romanzo narra la storia della formazione spirituale di Einrich Drendorf, un giovane di estrazione borghese, inizialmente votato allo studio delle scienze naturali. Del suo lungo cammino verso il sentimento del bello e la vastità del sapere – che si inoltra sin nei più reconditi sentieri dell’Arte e della Storia, con pagine di esemplare eleganza concettuale – è, carismatico ispiratore e vigile guida, l’anziano barone Risach, la cui dimora, la “casa delle rose”, sottende invece all’evolversi di relazioni sentimentali, luogo dell’amore perduto e rinnovato quasi ad equo ripristino di un equilibrio, a utopico e poetico disegno che unifica tutto il romanzo. Quanto ebbe a scrivere un critico severo come Nietzsche, Tarda estate “è uno dei grandi libri della letteratura tedesca e merita di essere letto sempre di nuovo”.


267. Lo stagno del diavolo - George Sand (1846) [Aggiunto nella lista 2008]

Lo Stagno del Diavolo (i 846) è certamente uno dei più conosciuti romanzi di George Sand. Fu senza dubbio il particolare suo carattere di umanità e di bontà, presente in ogni pagina, fu la rappresentazione dell'eterno sentimento d'amore, ridotto ai minimi termini, disossato e liberato dalle complicazioni e dalle sovrastrutture sotto le quali l'avevano soffocato secoli di civiltà e di buone maniere, che ne hanno assicurato l'immediato successo. La delicatezza dello stile nel descrivere il risorgere dell'amore nell'animo dei ,wmplici, nel tratteggiare le sfumature più sottili di questo sentimento, nel farlo vibrare all'unisono con ambiente natura 'e circostante, rendono indimenticabili este pagine,Gli George Sand. Il Marchese di Villemer (186o), che viene pubblicato di seguito al primo romanzo breve, appartiene alla parte finale della produzione della Sand, costituita da racconti irti di romanzesche avventure sentimentali, ambientati in un fittizio mondo aristocratico, che vivono soprat-, tutto di intuizione e di indagine psicologica. Sono due romanzi che documentano uno degli aspetti caratteristici della cultura ottocentesca, quello che, innestandosi profondamente nel romanticismo, continua il filone iniziato in Francia da Rousseau, volto ad illustrare la sensibilità dell'uomo, alla luce della teoria che lo vuole buono e felice su questa terra.


268. Facundo, o civiltà e barbarie - Domingo F. Sarmiento (1845) [Aggiunto nella lista 2008]


269. Un eroe del nostro tempo - Mikhail Lermontov (1840) [Aggiunto nella lista 2008]

Il ritratto di Grigorij Aleksandrovic Pecorin, protagonista di Un eroe del nostro tempo, è tracciato nel romanzo partendo da tre diversi punti prospettici. Se ne ottiene una figura a tre dimensioni, inafferrabile, contraddittoria, misteriosa, ma proprio per questo particolarmente viva e affascinante. Noi vediamo Pecorin attraverso gli occhi del capitano in seconda Maksim Maksimyc, uomo russo, ma profondamente radicato nella natura e nella cultura del Caucaso, lo vediamo poi attraverso gli occhi dell’autore-narratore, uomo russo che vive delle contraddizioni e delle aspirazioni dell’intelletto e della cultura russa del tempo, lo vediamo infine attraverso gli occhi suoi stessi, partecipi così degli slanci, delle pulsioni e delle frustrazioni di uno spirito russo eternamente peregrino e incapace di giungere al proprio compimento. Questo effetto di “moltiplicazione dei punti di vista” che sottintende la ricerca di una forma romanzesca oggettivata si rafforza ulteriormente grazie alla sfasatura della successione cronologica delle cinque narrazioni che compongono quello che è stato definito “il primo romanzo psicologico russo”: i racconti Bela, Maksim Maksimyc, Taman’, La principessina Mary, Il fatalista.


270. Camera Obscura - Hildebrand (1839) [Aggiunto nella lista 2008]


271. The Lion of Flanders - Hendrik Conscience (1838) [Aggiunto nella lista 2008]

With his third novel, The Lion of Flanders, Hendrik Conscience won his place in the literature of the world, which he held to the end of his busy career; the titles of his books mount up to a hundred.But while he was hailed as a great author by all Europe, the deeper and more enduring value of his work, which is the rehabilitation of a language and the founding of a literature, was understood only in Belgium itself and in Holland.


272. Evgenij Onegin - Alexander Pushkin (1833) [Aggiunto nella lista 2008]

Uno spreco, una storia d'amore mancata, l'impossibile accordo tra educazioni sentimentali ispirate a modelli letterari diversi, la vita stritolata nelle divergenze fra civiltà e natura.
L'incontro di Evgenij e Tatiana nella campagna russa, la lettera d'amore della signorina di provincia al giovane dandy, il duello con cui questo uccide l'amico, i suoi viaggi e infine l'arrivo a Pietroburgo per riconoscere Tatiana nelle vesti di altera principessa legislatrice di salotti e innamorarsene perdutamente: Puskin racconta questa tragica storia con grande levità di toni.


273. Vita di un perdigiorno - Joseph von Eichendorff (1826) [Aggiunto nella lista 2008]

Gli elementi principali di questo romanzo, scritto in parte in prosa e in parte in versi, sono la natura e la relazione che l'uomo ha con essa: per Eichendorff infatti natura significa libertà.
Il protagonista, Taugenichts, è un ragazzo la cui famiglia vive in un mulino; egli viene sempre chiamato in questo modo, che significa Perdigiorno, anche dai suoi genitori. Una mattina di primavera si sveglia e decide di partire all'avventura per il mondo accompagnato solo dal suo violino.


274. Considerazioni filosofiche del gatto Murr - (1816) [Aggiunto nella lista 2008]

Nelle Considerazioni filosofiche del gatto Murr, frammentaria autobiografia romanzata del 1820-22, in cui ricompare la figura di Kreisler, alter ego dell’autore e già protagonista dei Dolori musicali del direttore d’orchestra Johann Kreisler (1809), il gatto Murr, personificazione di filisteismo borghese, fa da contrappunto alla tragedia della follia incombente in un’atmosfera di assurdità surreale, resa con analitico realismo.


275. Michael Kohlhaas - Heinrich von Kleist (1810) [Aggiunto nella lista 2008]

Attorno alla figura di Michael Kohlhaas, Kleist ha costruito un racconto che, per forma e per contenuti, non ha confronti nella letteratura tedesca e che, non a caso, Kafka diceva di leggere in maniera vorace e selvaggia, perfino quasi senza capirne tutte le tortuose trame narrative. È la storia di un uomo retto nel quale un grave sopruso subito da parte di un nobile ha acceso un'inestinguibile sete di giustizia e di vendetta e provocato una ribellione violenta e fatale. Il lungo percorso seguito da Kolhaas attraverso tutti i gradi e le istanze ufficiali della giustizia è accompagnato da un consenso di popolo ma anche da una serie di lutti e di devastazioni che si concluderanno solo con la pubblica esecuzione e morte dell'eroe.


276. Enrico di Ofterdingen - Novalis (1802) [Aggiunto nella lista 2008]

Filosofo della natura, rabdomante dei misteri della notte, Friedrich von Hardenberg, alias Novalis (1772-1801), apparve e scomparve come una folgore nel firmamento del romanticismo tedesco, lasciando dietro di sé un bagliore che seguitò a rischiarare l’immaginario poetico fino a oggi. Il fiore azzurro che per tutto l’Ottocento varrà come cifra della poesia sboccia nel suo romanzo Enrico di Ofterdingen (1802), storia di un’iniziazione alla parola poetica in cui il viaggio del protagonista attraverso una Germania dall’aura medioevale è allegoria di un cammino alla conquista della verità del sogno. La discesa fra i segreti del grembo della terra e del libro della natura, l’incontro con il bel volto di Mathilde e la sapienza di Klingsohr segnano le tappe di un progresso dell’anima, di un itinerario poetico dove soltanto la visione disserra gli arcani dell’essere. Alchimia di una prosa che fluisce liquida come le acque azzurre in cui sprofonda il sogno di Enrico e di uno stile perennemente in bilico fra l’incanto della fiaba e la lucidità della speculazione. Enrico di Ofterdingen rappresenta la suprema realizzazione di ciò che Novalis intendeva per poesia: «una follia secondo regola e con piena consapevolezza».


277. Anton Reiser: un romanzo psicologico - Karl Philipp Moritz (1795) [Aggiunto nella lista 2008]


278. Il sogno della camera rossa - Ts'ao Hsueh-ch'ín (1792) [Aggiunto nella lista 2008]

"Come il Tao, Ts'ao Hsüeh-ch'in insegue una forma suprema, che insinua il meraviglioso nel banale, il vero nel falso, l'irreale nel reale... e ogni opposto prende il luogo dell'altro in un gioco di riflessi che non ha fine... forse nessun romanziere occidentale possiede l'oggettività di Ts'ao Hsüeh-ch'in: l'occhio chiaro e comprensivo, che fonde severità e dolcezza nella precisione della giustizia; l'intelligenza che maschera l'implacabilità del fato con la dolcezza soave dei modi. Cosi l'ambizione della letteratura moderna dopo Cechov è stata realizzata in questo libro, in questa cattedrale incompiuta, da un grande artista che diceva di averlo scritto per gioco, per ingannare la noia delle sere piovose." (Pietro Citati)


279. L'avventuroso Simplicissimus - Hans J. Grimmelshausen (1668) [Aggiunto nella lista 2008]

L'avventuroso Simplicissimus (Der abenteuerliche Simplicissimus Teutsch) è un romanzo picaresco in stile barocco, scritto nel 1668 da Hans Jakob Christoffel von Grimmelshausen, e pubblicato l'anno seguente.
Il sottotitolo dell'opera recita: "Vita dello strano avventuriero chiamato Melchior Sternfels von Fuchshaim: precisamente dove ed in che maniera venne a questo mondo, cosa vide, apprese, sperimentò e sopportò in esso; anche, come mai di nuovo lo abbandonò di sua spontanea volontà".
Ispirato agli eventi tragici della Guerra dei trent'anni, che avevano devastato la Germania dal 1618 al 1648, è considerato il primo romanzo di avventura in lingua tedesca. Lo storico Robert Ergang, sulla scorta dell'opera Quellen und Forschungen zur Lebensgeschichte Grimmelshausens di Gustav Könnecke, asserisce che "gli eventi narrati nel Simplicissimus possono assai a fatica essere definiti autobiografici, dal momento che Grimmelshausen condusse una vita pacifica in cittadine e villaggi quieti ai margini della Foresta Nera... il vissuto del libro non viene dalla sua esperienza diretta, quanto piuttosto è un miscuglio di elementi del passato, frammenti di storie udite, e la sua stessa fervida immaginazione". Questo romanzo esercitò una profonda influenza sulla letteratura tedesca ed inaugurò la fortuna degli Schelmenromane ("romanzi di birbanti") fondati, come i romanzi picareschi spagnoli, su vicende di bizzarri personaggi un po' sciocchi ed un po' bricconi, tra satira ed ironia. A differenza del romanzo picaresco spagnolo l'opera non presenta però interesse per la lotta delle classi e dei ceti sociali: è una grande metafora dell'ansiosa ricerca di nuovi valori, tipica dell'età barocca. (fonte: Wikipedia)


280. Historia verdadera de la conquista de la Nueva España - Bernal Díaz del Castillo (1632) [Aggiunto nella lista 2008]

Ninguna de las crónicas de la conquista del Nuevo Mundo alcanza el valor literario e histórico de La Verdadera Historia de la Conquista de la Nueva España, un acontecimiento histórico que cambió al mundo para siempre, narrado por uno de sus protagonistas. Esta es una obra de Bernal Díaz del Castillo, quien nos narra el proceso de la conquista de México de una manera ruda, aunque sencilla, ágil y directa. Cada página es un retrato pintoresco plagado de detalles y aventuras. Leer su libro es transportarse al pasado y vivir al lado de un soldado todos los sucesos de la conquista: descripciones de lugares, relatos de personajes, anécdotas, críticas agudas y angustiantes relaciones de fatiga y peligros enfrentados.


25 maggio 2015

Listopia II - La vendetta: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#241-260)

L'avevate amata. L'avevate richiesta a gran voce. Finalmente, dopo mesi di assenza, torna la versione riveduta e corretta di Listopia. I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita. Tranquilli, non vi riproporremo con gli aggiornamenti i cinquanta appuntamenti della vecchia versione, datata 2006, ma solo le aggiunte apportate e mantenute fino all'ultima, quella del 2012, che - vi anticipiamo - non si limitano a libri usciti dopo il 2005 ma rivoluzionano un po' anche le liste dei secoli precedenti.
Anche stavolta, forse più che mai, la vostra granitica certezza di aver letto di tutto ne uscirà scalfita e sanguinante: cimentatevi con noi a spuntare i libri già letti e a insultare quelli la cui presenza nella lista è assolutamente immeritata!



241. Solitud - Víctor Català (1904) [Aggiunto nella lista 2008]

L'obra se centra en el trasbals interior d'una dona, la Mila, provocat per la insatisfacció de la convivència amb el seu marit, un home gandul i abúlic a qui ha de seguir a contracor per tenir cura d'una ermita en una muntanya solitària i esquerpa. La insatisfacció la porta al desequilibri psíquic i emocional i a la recerca de possibles sortides, mitjançant l'amor, el sentiment maternal i l'emoció estètica que projecta en les relacions amb altres persones. Finalment la pròpia realització li suposa assumir la solitud.


242. Così muore la carne - Samuel Butler (1903) [Aggiunto nella lista 2008]

Così muore la carne (The Way of All Flesh) è un romanzo semi-autobiografico di Samuel Butler che attacca l'ipocrisia dell'Inghilterra vittoriana. Scritto tra il 1873 e il 1884 e pubblicato nel 1903, è il ritratto di quattro generazioni della famiglia Pontifex e rappresenta un invito alla moderazione degli obblighi imposti dalla religione cristiana. L'opera è stata pubblicata postuma per volere dell'autore, che non osò farlo durante la sua vita; in seguito è entrata a far parte degli scritti maggiormente critici verso l'epoca vittoriana. (fonte: Wikipedia)


243. Memorie di un malato di nervi - Daniel Paul Schreber (1903) [Aggiunto nella lista 2008]

Daniel Paul Schreber, presidente della Corte d'Appello di Dresda, figlio di un illustre educatore dalle idee ferocemente rigide, ebbe nel 1893, a cinquantun anni, una grave crisi nervosa ed entrò nella clinica psichiatrica di Lipsia, affidandosi all'autorità del suo direttore, l'anatomista P.E. Flechsig. La crisi aveva avuto inizio quando un giorno, nel dormiveglia, il presidente Schreber si era trovato a pensare che "dovesse essere davvero molto bello essere una donna che soggiace alla copula". A partire da questo punto si sviluppò in lui un prodigioso delirio, che lo fece passare per tutti gli estremi della tortura e della voluttà, coinvolgendo dèi, astri, demiurghi, complotti, "assassinii dell'anima", catastrofi cosmiche, rivolgimenti politici. Al centro di tutto erano la convinzione, in Schreber, di trovarsi vicino a essere trasformato in donna, e la sua lotta stremante contro un Dio doppio e persecutore. È comunque difficile dare un'idea in poche parole della sconvolgente architettura di immagini, nessi, illuminazioni tragiche e comiche che il lettore incontrerà in questo libro, scritto da Schreber dopo sei anni di malattia. Con queste Memorie egli voleva, fra l'altro, dimostrare di non essere pazzo, e incredibilmente ci riuscì, sicché il suo ricorso in appello contro la sentenza di interdizione venne accolto, permettendogli di tornare a vivere per qualche tempo nella società.


244. Le tigri di Mompracem - Emilio Salgari (1900) [Aggiunto nella lista 2008]

"Vi è un uomo che impera sul mare che bagna le coste delle isole malesi, un uomo che è il flagello dei naviganti, che fa tremare le popolazioni, e il cui nome suona come una campana funebre." È Sandokan, la Tigre della Malesia, il più popolare dei personaggi scaturiti dalla fantasia di Salgari. Con questo ritratto nasce una leggenda, celebrata in tante trasposizioni cinematografiche e televisive: chi non ricorda Kabir Bedi nei panni di Sandokan e Philippe Leroy in quelli del fidato Yanez? Dalla mitica Mompracem, Sandokan principe del Borneo spodestato dall'espansionismo britannico, parte per le sue scorribande contro le odiate forze inglesi, affiancato da un manipolo di temibili pirati.


245. Il sottotenente Gustl - Arthur Schnitzler (1932) [Aggiunto nella lista 2008]

Offeso dalle rudi parole di un fornaio, Gustl pensa al suicidio come gesto d'onore, ma alla morte improvvisa del rivale tornerà con gioia sulla sua decisione. In una sorta di reportage psicologico di assoluta modernità, Schnitzler mette a nudo l'anima di un personaggio treagicomico, vile e meschino, che riflette in sè la decadenza della società borghese, lo smarrimento e il senso di morte della Vienna fin-de-siecle. Per questo racconto, pubblicato in rivista nel dicembre 1900, l'autore fu privato del grado di medico militare con l'accusa di aver "infangato il prestigio dell'esercito austro-ungarico".


246. Il richiamo della foresta - Jack London (1899) [Aggiunto nella lista 2008]

L'epica della natura selvaggia trova un'altissima espressione in questo breve e densissimo romanzo, in scene di indimenticabile potenza. La descrizione del mondo degli uomini attraverso lo sguardo del cane si fonde con un'esaltante e tesa rappresentazione della ricerca di amore e libertà. Considerato il capolavoro di Jack London, "Il richiamo della foresta" è una delle opere letterarie più lette e conosciute al mondo. London lo scrisse di getto alla fine del 1902 e riuscì a farlo pubblicare l'anno successivo sul "Saturday Evening Post". Introduzione di Mario Picchi.


247. Eclipse of the Crescent Moon - Géza Gárdonyi (1899) [Aggiunto nella lista 2008]

Géza Gárdonyi set his Hungarian children's classic in the 16th century during the 150-year Ottoman occupation. Besides the tales of several battles, the novel details the 1552 Siege of Eger, during which Captain István Dobó's 2,000 Hungarian men, women and children inside the county's castle, defeated a Turkish force of 80,000 men. The Hungarian title, Egri csillagok (literally, "Stars of Eger"), is required reading in Hungarian schools.


248. Senilità - Italo Svevo (1898) [Aggiunto nella lista 2008]

"Senilità" è il secondo romanzo di Svevo, che segue "Una vita" e precede "La coscienza di Zeno." Pubblicato per la prima volta nel 1898 con scarso successo, fu salutato come un capolavoro nel 1927, dopo che Joyce ebbe dichiarato pubblicamente il suo grande apprezzamento per questo libro. È la storia, in una Trieste allietata dai clamori del Carnevale, di un "eroe esistenziale" la cui protesta sociale, il cui non ritenersi figlio dei tempi si arrendono all'amore per una donna, miscuglio irresistibile di sensualità e devozione, di grazia e sfacciata volgarità, di egoismo e pietà. Con "Senilità" Svevo entra nel pieno della sua maturità letteraria. Nell'opera si respira, ormai libera e naturale, quella che Montale definì "l'epica della grigia casualità della nostra vita di tutti i giorni".


249. Misericordia - Benito Pérez Galdós (1897) [Aggiunto nella lista 2008]

Misericordia è un viaggio in una Madrid ricca di contrasti: dai quartieri più ricchi a quelli in cui la miseria la fa da padrona. Questi contrasti si vedono anche nei personaggi principali: Benina, la protagonista, rappresenta la forza di volontà e l’amore per la vita e le persone; pur di far star bene quella che considera la sua famiglia inizia a chiedere l’elemosina e raccontare un mare di bugie; doña Paca, la sua padrona, rappresenta invece la superficialità e l’apparenza, una persona incapace di gestire le situazioni. In questo romanzo scritto alla fine del XIX secolo, Galdós unisce la realtà di tutti i giorni con l’immaginazione; i personaggi della storia riescono a volare con la fantasia e a crearsi un loro mondo per fuggire alla dura realtà che li circonda. Tuttavia, non sempre i sogni sono la via di uscita, spesso la felicità si trova in ciò che si possiede e all’interno di noi stessi.


250. Pharaoh - Boleslaw Prus (1895) [Aggiunto nella lista 2008]


251. I viceré - Federico De Roberto (1894) [Aggiunto nella lista 2008]

Con "I Viceré" De Roberto raggiunge la pienezza e la forza espressiva del capolavoro. In questo romanzo storico, paragonabile per impianto e grandezza a "I Buddenbrook" di Thomas Mann, l'autore crea un equilibrio perfetto fra la rappresentazione del "decadimento fisico e morale d'una stirpe esausta" e le vicende dell'unificazione italiana. Il libro racconta la saga di una grande famiglia aristocratica siciliana di ascendenza spagnola, gli Uzeda. A partire dalla fatidica morte della capostipite, le vicende familiari si dipanano sullo sfondo di una Sicilia feudale e borbonica; e d'altra parte, la storia della Sicilia e dell'Italia entra, a poco a poco ma inarrestabile, nel recinto familiare.


252. Under the Yoke - Ivan Vazov (1894) [Aggiunto nella lista 2008]

The tranquility in a Bulgarian village under Ottoman rule is only superficial: the people are quietly preparing for an uprising. The plot follows the story of Boycho Ognyanov, who, having escaped from a prison in Diarbekir, returns to the Bulgarian town of Byala Cherkva (White Church, today Sopot) to take part in the rebellion. There he meets old friends, enemies, and the love of his life. The plot portrays the personal drama of the characters, their emotions, motives for taking part in or standing against the rebellion, betrayal and conflict. Historically, the uprising fails due to bad organization, limited resources, and betrayal. The way in which the Ottomans break the uprising down then becomes the pretext for the Russian-Turkish war,[1] that brought about Bulgarian independence.


253. L'abisso - Joris-Karl Huysmans (1891) [Aggiunto nella lista 2008]

L'abisso (titolo originale Là-bas) è un romanzo di Joris-Karl Huysmans pubblicato nel 1891. Occupa un posto privilegiato nella sua opera dato che precede di poco la sua conversione al cattolicesimo. Con questo libro Huysmans rompe definitivamente con il naturalismo e mette in scena, per la prima volta, il personaggio di Durtal, verosimilmente alter ego dell'autore, che sarà il protagonista dei romanzi seguenti. (fonte: Wikipedia)


254. Taide - Anatole France (1890) [Aggiunto nella lista 2008]

Taide (titolo originale Thaïs) è un romanzo di Anatole France, pubblicato nel 1890, ispirato alla leggenda della vita di Santa Taide, una prostituta convertita al cristianesimo, che sarebbe vissuta nel IV secolo. Il romanzo è stata la fonte cui si è ispirato Jules Massenet nella composizione dell'opera omonima.


255. Eline Vere - Louis Couperus (1889) [Aggiunto nella lista 2008]

Louis Couperus, widely considered one of the greatest Dutch novelists, gained prominence in 1889 with this psychological novel inspired Émile Zola, Gustave Flaubert, and Leo Tolstoy. Eline, withdrawn and subject to depression, accepts the marriage proposal of a family friend, only to break off the engagement, convinced that her sickly but charismatic cousin Vincent is in love with her. Vincent drifts in other directions. She travels, dreams, and deteriorates. Moving back to the Hague, she lives alone in a hotel, where, during a nervous crisis, she takes what may or may not be an accidental overdose. Award-winning translator Ina Rilke's new translation of this masterpiece will be a literary event.
Louis Couperus (1863-1923) spent much of his youth in the Dutch East Indies (now Indonesia), and many of his novels and stories are set either there or in The Hague, where he was born, though his work also contains glimpses of Italy, Africa, and China, where he traveled extensively. He gained prominence in 1889 with Eline Vere. His novels The Hidden Force, Old People and the Things That Pass, Ecstasy, and Inevitable are also celebrated. Couperus was the greatest Dutch novelist of his generation.


256. Il Piacere - Gabriele D'Annunzio (1889) [Aggiunto nella lista 2008]

Ritenuto da molti contemporanei il primo romanzo moderno, rivelatosi sicuramente il capolavoro di D'Annunzio, "Il piacere" suscitò grande scandalo all'epoca della sua pubblicazione (1889). La figura di Andrea Sperelli, incarnazione perfetta del dandy che ad ogni senso etico, ad ogni autentico valore antepone il solo gusto estetico, rappresenta l'uomo "senza centro" che ha perso la propria identità inseguendo un ideale di bellezza effimero e illusorio. Sullo sfondo della Roma umbertina, Sperelli si muove tra alcove e duelli, salotti e mondanità, diviso tra un amore sensuale e uno spirituale. Nel suo spietato spirito analitico, nella sua debolezza morale si riconosce in qualche modo l'autore che, grazie a queste pagine in cui si alternano dinamicamente presente e passato, realtà e memoria, si affianca ai grandi narratori europei del suo tempo.


257. Don Casmurro - Joaquim Machado de Assis (1889) [Aggiunto nella lista 2008]

Capolavoro indiscusso della letteratura brasiliana, Don Casmurro di Machado de Assis apparve per la prima volta a Rio de Janeiro nel 1899. Con uno stile confidenziale, venato d'ironia e di una sottile malinconia, il protagonista, Bento Santiago, racconta al lettore la propria avventura umana segnata, sin dall'adolescenza, dall'amore per Capitu e dalla gelosia, il presunto tradimento di lei con il suo miglior amico, il progressivo rinchiudersi in un'esistenza cupa e isolata dal mondo, popolata di ricordi e di fantasmi. Una storia tutt'altro che sentimentale, sulla cui versione Machado, senz'altro uno dei padri del romanzo psicologico moderno, ci induce a sospettare, facendoci diventare interpreti e giudici di una personalità che cela dentro di sé una forma di delirio.


258. Los Pazos de Ulloa - Emilia Pardo Bazán (1886) [Aggiunto nella lista 2008]

Emilia Pardo Bazán reivindicó un naturalismo autóctono. Esta obra muestra la saga de una clase social en decadencia: la aristocracia rural gallega. Dramáticas escenas entre personajes y descripciones intensas de una estructura política corrupta alternan con las evocaciones del campo. Es una novela regional que no se limita en sus implicaciones a una región elegida por su pintoresquismo, sino que se inspira en esa ambientación para hacernos una declaración universal de la época.


259. La presidentessa - Leopoldo Alas Clarín (1885) [Aggiunto nella lista 2008]

La presidentessa (La regenda, 1884) di Clarín pseudonimo di Leopoldo Alas (la traduzione è a cura di Barbara De Cagna). Il romanzo è un attento affresco della vita borghese di provincia, esaminata con impietosa ironia. L'azione di questo romanzo si svolge in una città del nord della Spagna, Vetusta (il nome nasconde quello di Oviedo) alla fine del XIX secolo. Il personaggio principale è La Presidentessa (Anna Ozores), moglie di un anziano ex-presidente di tribunale, Vittorio Quintanar. I due sono separati non solo dalla differenza di età ma soprattutto da una diversa concezione della vita. Anna Ozores si dibatte tra la fedeltà che deve al marito e il suo spirito romantico e mistico che la porta a cercare rifugio nel giovane e ambizioso vicario della diocesi, Don Firmino, che s’innamora di lei. Un terzo uomo, Alvaro Mesía confidente dell'ex-presidente, s’insinua nella vita di Anna fino a ottenere l'amore. La situazione precipita quando la giovane domestica Petra svela la tresca al marito della donna. Vittorio Quintanar sfida a duello Alvaro Mesía…


260. De kleine Johannes - Frederik van Eeden (1885) [Aggiunto nella lista 2008]

In dit boek staat de ontwikkeling van kind tot volwassene en de worsteling met de levensraadsels centraal. De kleine Johannes komt verschillende sprookjesachtige figuren tegen die hem helpen volwassen te worden. In wezen gaat het boek over het opgroeien van kleine Johannes over Frederik van Eeden zelf.


11 maggio 2015

Listopia II - La vendetta: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#221-240)

L'avevate amata. L'avevate richiesta a gran voce. Finalmente, dopo mesi di assenza, torna la versione riveduta e corretta di Listopia. I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita. Tranquilli, non vi riproporremo con gli aggiornamenti i cinquanta appuntamenti della vecchia versione, datata 2006, ma solo le aggiunte apportate e mantenute fino all'ultima, quella del 2012, che - vi anticipiamo - non si limitano a libri usciti dopo il 2005 ma rivoluzionano un po' anche le liste dei secoli precedenti.
Anche stavolta, forse più che mai, la vostra granitica certezza di aver letto di tutto ne uscirà scalfita e sanguinante: cimentatevi con noi a spuntare i libri già letti e a insultare quelli la cui presenza nella lista è assolutamente immeritata!



221. The New World - Heruy Wolde Selassie Blattengeta (1932) [Aggiunto nella lista 2008]


222. The Forbidden Kingdom - Jan Jacob Slauerhoff (1932) [Aggiunto nella lista 2008]

Blending historical chronicle, fiction, and commentary, The Forbidden Kingdom brings together the seemingly unrelated lives of a twentieth-century ship's radio operator and the sixteenth-century Portuguese poet-in-exile Luis Camoes.
Jacob Slauerhoff draws his reader into a dazzling world of exoticism, betrayal, and exile, where past and present merge and the possibility of death is never far away.
Born in The Netherlands in 1898, upon graduating from university Jacob Slauerhoff signed up as a ship's surgeon with the Dutch East India Company. He was at sea throughout his life, voyaging to the Far East, Latin America, and Africa.


223. Insaziabilità - Witkiewicz Stanislaw Ignacy (1930) [Aggiunto nella lista 2008]


224. I Thought of Daisy - Edmund Wilson (1929) [Aggiunto nella lista 2008]

Originally published in 1929, I Thought of Daisy is the first of three novels by Edmund Wilson. Written while he was still balancing his ambitions as a novelist against a successful career in literary criticism, I Thought of Daisy marries Wilson's two vocations to create an unusual and revealing work of fiction.Daisy depicts the inner struggle of a young man who forsakes the bohemian world of Greenwich Village to seek his American ideal in the person of a chorus girl. Set in the 1920s, a vital period in Wilson's life, the novel is crowded with recognizable characters drawn from his contemporaries, particularly his colleague John Dos Passos and his lover Edna St. Vincent Millay.


225. Retreat Without Song - Shahan Shahnour (1929) [Aggiunto nella lista 2008]

Bedros is a young Armenian working in Paris as a fashion photographer. His peaceful routine is disru[ted by Madam Jeanne and Lise. In love with the former and loved by the latter, Bedros must reconcile his Armenian background with his Parisian lifestyle.


226. Gli insetti preferiscono le ortiche - Jun'ichiro Tanizaki (1928) [Aggiunto nella lista 2008]

Kanamé non ama e non ha mai amato la moglie Misako, eppure, nonostante non ci sia più niente tra loro l'uomo non riesce a prendere la decisione di separarsi da lei. Un romanzo dominato da una sottile inquietudine.


227. La questione del sergente Grischa - Arnold Zweig (1927) [Aggiunto nella lista 2008]


228. Sotto il sole di Satana - Georges Bernanos (1926) [Aggiunto nella lista 2008]

Mouchette Marothy, una ragazza comune, volgare eroina del piccolo mondo borghese e provinciale, è un'assassina, un'anima silenziosa, solitaria, glaciale, è il capolavoro del Diavolo. Nessuno sospetterebbe di lei, ma un povero prete di campagna, un rozzo vicario alquanto goffo e ignorante, a volte persino ridicolo, intuisce lo stato di peccato dell'anima della giovane e cerca invano di ricondurla al bene. Bernanos, in un romanzo che rivela le doti di uno dei più grandi scrittori della sua generazione, descrive l'eterna lotta interiore dell'anima, il dramma umano, la dolorosa necessità di scegliere tra bene e male, che ogni uomo deve affrontare in ogni istante dell'esistenza.


229. Alberta and Jacob - Cora Sandel (1926) [Aggiunto nella lista 2008]

Hailed as a masterpiece on its British publication in 1962, this Modern Classic reissue should bring this magnificent novel to a new generation. Imaginative and intelligent, Alberta is a misfit trapped in a stiflingly provincial town in the far north of Norway whose only affinity is for her extrovert brother Jacob. Combining mastery of style and characterization with brilliant descriptive writing, this powerful story of a young woman's rebellion is universally regarded as one of the greatest novels to come from Scandinavia.


230. Chaka Zulu - Thomas Mofolo (1925) [Aggiunto nella lista 2008]


231. La maison de Claudine - Colette (1922) [Aggiunto nella lista 2008]

'La Maison de Claudine' raconte, par une suite de courtes scènes, la jeunesse de l'auteur à la campagne, dépeignant sa mère, son père et quelques-uns de ses animaux de compagnie. Ce roman est le récit autobiographique de l'enfance heureuse que vécut Colette.


232. La foresta degli impiccati - Liviu Rebreanu (1922) [Aggiunto nella lista 2008]

Per i soldati romeni della Transilvania, fino al 1918 assoggettati all’impero degli Asburgo, il primo conflitto mondiale ebbe effetti profondamente laceranti. Soprattutto a partire dall’agosto 1916, quando la Romania scese in campo a fianco delle potenze dell’Intesa, di fatto costringendoli a combattere contro i propri connazionali. È questo retroterra a fare da scenario all’intenso romanzo del giornalista e scrittore romeno Liviu Rebreanu (1885-1944). La trama dell’opera è costruita intorno a un episodio tragico e realmente accaduto, e cioè la morte del fratello dello scrittore, ufficiale della duplice monarchia, impiccato dopo un fallito tentativo di diserzione.
Scritto nel 1922, "La foresta degli impiccati" è un romanzo intimo e psicologico, alieno all’enfasi granguignolesca di molti autori contemporanei. È lo specchio della crisi interiore e spirituale provocata tra le élite di un grande impero multietnico di fronte alla nascente consapevolezza irredentistica e nazionalistica. Sfuggire a questa consapevolezza, si chiede il giovane ufficiale, non rappresenta un tradimento rispetto alle proprie origini? O tradimento è solo rinnegare il giuramento di fedeltà a un esercito e al suo imperatore? La tensione si gioca quindi tra il senso del dovere del soldato, in forza all’esercito ungherese, e un sentimento di appartenenza che è “altro” rispetto alla divisa indossata. Il tutto sviluppato su un registro - ed è uno degli elementi che rende queste pagine apprezzabili ancora oggi - lontano dalla ridondanza e dalla retorica patriottarda che ogni “risorgimento” porta con sé. Quello di Rebreanu è il racconto della maturazione di un “io” nazionale radicato nella laboriosa e semplice ruralità delle popolazioni transilvane. Il tutto sorretto da un profondo afflato religioso: il giovane e spavaldo ufficiale, arruolatosi volontario per “giovanile baldanza”, giunge a una catarsi autodistruttiva in cui la religione (ortodossa), intesa anche nel suo valore storico e identitario, lo accompagna alla conquista di una nuova spiritualità.


233. Storia di Cristo - Giovanni Papini (1921) [Aggiunto nella lista 2008]

"Sulla testimonianza dei Vangeli canonici, e, talora, di quelli apocrifi, narra dalla nascita all'ascensione la vita del Redentore per invocarne la grazia e la giustizia verso l'umanità corrotta: perché tutte le generazioni rifiutano e crocifiggono il Cristo, ma nessuna come questa è caduta tanto in basso. La "Storia di Cristo" è il libro magno della conversione di Papini; il bestemmiatore ha portato la sua violenza al servizio della fede; l'«uomo finito» ha fallito nella sua pretesa alla divinità, si è dichiarato vinto e disfatto; rinasce come apostolo della fede e la difende con tutti i suoi mezzi oratori. Dal punto di vista storico la "Storia di Cristo" rappresenta l'ultimo tentativo di difesa tradizionale contro l'anarchia morale contemporanea. È una difesa non ragionata, ma impetuosa e travolgente, una multiforme adesione al verbo di Cristo senza nessuno scrupolo di conformismo cattolico" (Raffaele De Grada, in Bompiani 1964: vol. II pag. 477).


234. Nelle tempeste d'acciaio - Ernst Jünger (1920) [Aggiunto nella lista 2008]

Ernst Jünger partecipò alla Prima guerra mondiale con i gradi di sottotenente della Wehrmacht. Il suo comportamento in prima linea lo rese leggendario: ferito quattordici volte, ricevette numerosi riconoscimenti al valore, compreso il più alto, l'"Ordre pour le mérite". Portava sempre in tasca un taccuino su cui fissava con precisione gli avvenimenti. Da quelle note, in seguito all'insistenza del padre, si persuase a trarre un libro che avrebbe dovuto intitolarsi "Il rosso e il grigio", in omaggio all'amato Stendhal e ai colori mesti e uggiosi della guerra in trincea. Jünger preferì alla fine l'immagine tratta da un poema medioevale islandese. Oggetto di ambigui entusiasmi negli anni Venti e Trenta, le "Tempeste" appaiono oggi la più agghiacciante testimonianza sulla Grande guerra e l'espressione già perfetta della sovrumana capacità di osservazione di Jünger e della prosa fredda e cristallina che egli ha forgiato.


235. Kristin figlia di Lavrans - Sigrid Undset (1920) [Aggiunto nella lista 2008]

Norvegia, XIV secolo. Unica figlia di un ricco e devoto possidente, Kristin viene promessa in sposa a quindici anni; durante un viaggio a Oslo si innamora però di Erlend, giovane affascinante dalla dubbia fama, e cede alla passione. Nonostante la ferma opposizione della famiglia, Kristin rompe il fidanzamento e sposa Erlend, per iniziare con lui il cammino verso l’età adulta. La vita travagliata della protagonista – il matrimonio, le nascite, i lutti, il rapporto con i figli, i tradimenti del marito, la solitudine e il convento – e la sua faticosa ma costante ricerca di Dio sono il fulcro di questo racconto, mentre sullo sfondo si staglia vivido e toccante l’affresco del Medioevo scandinavo, diviso tra le tradizioni pagane e l’affermarsi della nuova concezione cristiana dell’esistenza. Un’opera caratterizzata da uno sguardo positivo alla vita, che permette all’autrice di portare in scena il mondo in tutti i suoi aspetti: nulla dei personaggi viene censurato, e anche le loro ombre sono accettate come parte integrante del tutto. La Undset ci mostra quanto sia forte, tanto sul piano sociale quanto su quello privato, la carica umanizzante del cattolicesimo.


236. La casa e il mondo - Rabindranath Tagore (1916) [Aggiunto nella lista 2008]

Poeta, prosatore, drammaturgo e filosofo indiano, dalla prosa elegante e dalla magica poesia, Tagore fu apprezzato in tutto il mondo e ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1913. Nei suoi scritti traspaiono il suo amore per la natura, e la sua aspirazione verso la fratellanza umana, che lo portò a cercare di conciliare e integrare oriente e occidente. Il romanzo "La casa e il mondo", scritto nel 1914, esprime appunto quest’aspirazione e il relativo e personale conflitto interno dell’autore al riguardo. Un libro dalla narrazione moderna, poetica, che si snoda attraverso ii racconti in prima persona dei tre protagonisti di un triangolo amoroso: Nikhil, dalle aspirazioni spirituali, Bimala, sua moglie, e Sandip, volto a perseguire il successo politico e il potere, sia per sé che per l’indipendenza del suo paese.


237. Pallieter - Felix Timmermans (1916) [Aggiunto nella lista 2008]

Der lebensfrohe und naturverbundene Pallieter, über dessen Alter und bisheriges Leben der Leser nichts Genaueres erfährt, lebt auf einem kleinen Hof im Tal des Flüsschens Nethe zusammen mit seiner frommen Schwester Charlot, die ihm den Haushalt führt, sowie dem Pferd Beiaard, dem Hund Lubas und einigen anderen Tieren. Zu Pfingsten lernt Pallieter bei einem fröhlichen Kirmesfest Marieke kennen und verliebt sich auf den ersten Blick in sie. Er zeigt ihr die Schönheit der Natur und der Landschaft, mit der er sich in vollem Einklang fühlt. Da Marieke Pallieters Liebe erwidert, steht ihrer baldigen Hochzeit nichts im Wege. Nachdem zunächst noch einige andere Festebegangen und Pallieters Abschied vom Junggesellendasein gebührend begossen wurde, findet im Herbst das rauschende Hochzeitsfest statt. Während der ausgelassenen Feier schleicht sich das Brautpaar davon und tritt auf einem bereit liegenden, mit Speis und Trank beladenen Schiff seine Hochzeitsreise auf der Nethe an. Das grenzenlose Glück wird getrübt...


238. Los de abajo - Mariano Azuela (1915) [Aggiunto nella lista 2008]


239. Platero e io - Juan Ramón Jiménez (1914) [Aggiunto nella lista 2008]

Due sono i protagonisti di quest'opera, un'opera, come è stato detto, "bella senza abbellimenti", forse la più amata dagli spagnoli fra quelle di questo secolo: il poeta e il suo asino - anzi, l'asino e il poeta - e, come sfondo, il leggendario paesaggio dell'Andalusia. È un libro dolcissimo, pieno di colori e di luci; un'elegia leggera, che narra la storia dell'amicizia, della solidarietà fra l'uomo e l'animale, compagni di viaggi, scorrerie, ricordi, riflessioni; una favola, sì, ma come scrive Carlo Bo nella prefazione a questa sua incantevole traduzione, una "favola che si nutre soltanto e specialmente di realtà e di conoscenza dell'uomo, di cui l'asino Platero resta il simbolo per eccellenza, così vero, così rassicurante".


240. I quaderni di Malte Laurids Brigge - Rainer Maria Rilke (1910) [Aggiunto nella lista 2008]

Un ignoto straniero con vocazione di poeta, Malte Laurids Brigge, danese, di famiglia nobile decaduta, arriva in un giorno della tarda estate a Parigi e si stabilisce nel Quartiere Latino. Questo è quasi tutto ci è concesso sapere, nell’ordine dei fatti. Quanto accade poi è l’espandersi di un’efflorescenza di immagini, fin dall’inizio inquietanti, poi sempre più minacciose, all’interno di una psiche. Ciò che il solitario flâneur cerca vagando per la città non è la vita pulsante, ma un «naufragio a Parigi». La prosa «si accende a intervalli, diventa incandescente, si spegne» (Zampa). Molte volte, percorrendo questi brevi blocchi di parole, abbiamo l’impressione di contemplare uno di quei cornicioni neri dietro cui il fuoco divampa e che rimangono per un tratto immobili, nel silenzio, prima che sopraggiunga, «il fragore tremendo». E l’opera di sottile, alchemica dissociazione che qui si compie vale a creare una nuova sostanza psichica, in attesa delle visite dell’Angelo.


 

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