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24 gennaio 2018

2018: Nuovi adattamenti cinematografici in arrivo nei prossimi mesi

Cari lettori,
non poteva mancare anche quest'anno la nostra incursione nel mondo del cinema per vedere quali saranno gli adattamenti di romanzi famosi più succosi previsti per questo 2018.
Rispetto alle precedenti rubriche ci occuperemo sia di film che di telefilm, dato la crescente ascesa in termini di qualità e prestigio che le serie tv hanno acquisito negli ultimi anni.

E partiamo proprio da un serie tv, che il colosso dell'e-commerce Amazon ha annunciato per il 12 gennaio negli Stati Uniti anticipando già anche l'arrivo nel nostro paese. Si tratta di Electric Dreams, basata sui racconti del maestro della fantascienza Philip K. Dick, che, tra gli altri, hanno ispirato il capolavoro Blade Runner.
Le aspettative soon alte anche perché il cast include il Bryan Cranston - che apparirà in un episodio - insieme al premio Oscar Anna Paquin, Steve Buscemi, Juno Temple, Greg Kinnear, Vera Farmiga, Terrence Howard e Janelle Monáe.

Il 19 gennaio è uscito invece il nuovo film di Paolo Virzì che vanta come protagonisti due attori di spessore come i premio Oscar Helen Mirren e Donald Sutherland, una star statunitense, quest'ultimo, che ha sempre amato collaborare con il cinema italiano.
Il film si intitola Ella & John e affronta il tema dell'Alzheimer attraverso la storia di un anziano professore colpito dalla malattia che si imbarca in un'avventura on the road con la moglie, scegliendo quindi la strada della commedia per parlare di malattia ma anche di amore nella terza età. Il film è ispirato al romanzo di Michael Zadoorian In viaggio contromano , pubblicato da Marcos y marcos nel 2009.

Cambiamo completamente genere con The Alienist, ancora una serie tv, basata sul romanzo L'alienista di Caleb Carr. Il telefilm, costituito da otto episodi, debutterà negli Stati Uniti il 22 gennaio su TNT ma è già stato annunciato che Netflix ha acquisito i diritti per la distribuzione, quindi possiamo sperare in un arrivo in Italia non troppo in là.
Si tratta di un thriller storico con protagonista l'ex bambina prodigio Dakota Fanning e segue una serie di orribili omicidi che perseguitano i giovani prostituti della New York del 1896.
La Fanning, nel ruolo di una segretaria del Quartier generale di polizia che prende parte alle indagini, sarà affiancata da Luke Evans e Daniel Brühl, quest'ultimo impegato nel ruolo che dà il titolo alla serie, quello di psicologo criminale, conosciuto anche come alienista.

Torniamo di nuovo al cinema con un titolo molto atteso: Annientamento, thriller fantascientifico, diretto da Alex Garland, con Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh.
Si tratta di un adattamento dell'omonimo romanzo di Jeff VanderMeer, primo della Trilogia dell'area X, aun territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, nel quale si addentrerà una spedizione guidata dalla biologa Portman, la quale proprio a causa di una precedente spedizione in quest'area perse il marito.
Pur trattandosi di un film, la distribuzione al cinema è prevista solo negli Stati Uniti, in Canada

e in Cina a partire dal 23 febbraio, mentre nel resto del mondo arriverà direttamente su Netflix 17 giorni dopo la distribuzione nei cinema.

Attesissima è anche la prossima pellicola con protagonista il premio Oscar Jennifer Lawrence, la cui uscita è prevista negli Stati Uniti il 2 Marzo. Si tratta di Red sparrow, tratto dall'omonimo romanzo di Jason Matthews pubblicato in italiano con l'imbarazzante titolo di Nome in codice: Diva.
Anche in questo caso si parla di thriller e di primo volume di una trilogia con al centro una ballerina russa che, nell'era di Putin, vive cuna doppia vita come agente segreto con l'incarico di irretire i nemici e eliminarli.Da brava James Bond al femminile,la protaginista si destreggerà con abilità fuori dal comune tra intrighi, doppi giochi e seduzioni.

Piacevolissima notizia è anche quella dell'arrivo nelle sale dell'adattamento del romanzo culto di Madeleine L'Engle, Nelle Pieghe del Tempo, classico del fantasy pubblicato per la prima volta nel 1962 e tradotto in 32 lingue. Il film, che avrà lo stesso titolo, vanta un cast all star che include Oprah Winfrey, Reese Witherspoon, Mindy Kaling, Zach Galifianakis e Chris Pine oltre all'esordiente Storm Reid nel ruolo di Margaret Murry, la ragazzina protagonista che si imbracherà in una pericolosa avventura tra le pieghe del tempo per ritrovare il padre, scomparso misteriosamente.
Il film è in lavorazione da diversi anni, dopo che la Disney acquistò i diritti nel 2010 e ha un budget da colossal, cartteristica che rende la regista Ava DuVernay la prima donna a dirigere un film con un budget oltre i 100 milioni di dollari.

Altra piacevole notizia è quella dell'uscita di Tuo, Simon, film tratto dal bestseller YA Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli, divertente storia di un primo amore e di un coming out pubblicato anche questa volta in Italia con un titolo banale che non gli rende affatto giustizia come Non so chi sei ma io sono qui.
Alcuni siti lo stanno già pubblicizzando come "il film gay" e, non conoscendo evidentemente il romanzo, lo classificano come film drammatico quando la pellicola rientra priù nel genere delle commedie adolescenziali tipiche del cinema statunitense, ambientate per lo più tra i corridoi di una scuola superiore dove il protagonista si troverà a confessare a tutti la propria omosessualità, con risvolti tra l'ironico e il divertente che rendono questo film appetibile soprattutto per i più giovani, sempre che qualche genitore non decida che sia poco opportuno che i figli vedano un "film gay".

Per fine marzo è previsto l'arrivo anche dell'adattamento di Player one, bestseller distopico di Ernest Cline pubblicato nel 2010 e portato sul grande schermo niente meno che da Steven Spielberg.
Il film, che uscirà con il titolo originale di Ready player one immagina un futuro non proprio improbabile, in cui la qualità della vita sulla terra è completamente compromessa dall'inquinamento e la sovrapopolazione e l'umanità si trova a trovare sollievo in una realtà virtuale, OASIS. Il giovane protagonista è proprio un utente della piattaforma, impegnato a risolvere una complessa caccia al tesoro che potrebbe portarlo addirittura a diventare il nuovo proprietario di OASIS.

Poco conosciuto in Italia ma da tener d'occhio per argomenti, cast e regia è Don't Worry, He Won't Get Far on Foot, adattamento dell'omonimo libro di memorie scritto dal vignettista John Callahan, paraplegico e alcolizzato.
La regia della pellicola è affidata a Gus Van Sant, che si è anche occupato di scrivere la sceneggiatura, mentre nel ruolo principale troviamo Joaquin Phoenix, in una delle sue trasformazioni più impressionanti.

Bestseller di fama internazionale è invece Dove vai Bernadette?, esilarante romanzo di Maria Semple che racconta la misteriosa e imrpvvisa scomparsa di un'architetta agorafobica, vista dagli occhi della figlia adolescente che decide di scoprere che fine a fatto la strana genitrice.
I diritti del libro furono acqustati già nel 2013, a solo un anno dalla pubblicazione del romanzo, ma la pellicola vede la luce solo ora. Il film, diretto dal Richard Linklater che ha fatto tanto parlare di sè lo scorso anno con Boyhood ,uscirà a maggio negli Stati uniti e vede nel ruolo di protagonosta il premio Oscar Cate Blanchett e Billy Crudup nei panni del marito.

L'industria del cinema quando pensa di aver trovato una gallina dalle uova d'oro non se la fa sfuggire perciò, dopo il successo planetario di Gone girl - L'amore buguardo ecco comparire un nuovo adattamento di un'opera di Gillian Flynn. Si tratta in questo caso del suo romanzo d'esordio Sulla pelle, dal quale HBO ha tratto una miniserie dal titolo Sharp objects con protagonista la brava Amy Adams, nei panni di una giornalista con seri disturbi pschiatrici che fa ritorno al suo paese natale e si ritrova a seguire la storia dell'omicidio di due ragazzine.
La scrittrice è in questo caso anche sceneggaitrice e produttrice esecutiva mentre dietro la macchina da presa troviamo Jean-Marc Valée che, sopo il successo di Big Little Lies, sembra essersi affezionato alle serie tv.

Non sono rasserenanti nemmeno le atmosfere di The Little Stranger, nuovo film del regista di Room Lenny Abrahamson, tratto dall'omonimo romanzo di Sarah Waters e pubblicato in Italia con titolo L'ospite.
Si tratta infatti di un thriller dai risvolti horror ambientato negli anni '40, nel quale un professore interpretato da Domhnall Gleeson verrà invitato in una dimora di compagna dove in passato la madre, aveva lavorato come governante e che sembra ora infestata da misteriose presenze.Nel cast anche Charlotte Rampling nella parte della padrona di casa, perseguitata insieme alla figlia Ruth Wilson da esseri sovrannaturali.

Il successo cinematografico dei precedenti adattamenti della saga Millenium di Stieg Larsson è stato al massimo discreto, tuttavia la Sony ha deciso di riprovarci portando sullo schermo Quel che non uccide, che in realtà è il quarto volume della serie ed è uscito dalla penna di David Lagercrantz, in seguito alla prematura scomparsa di Larsson.
Più chedi un sequel si tratterà infatti di un reboot, tant'è che Rooney Mara non vestirà più gli iconici panni di Lisbeth Salander; al suo posto Claire Foy, da poco salita al livello di star internzionale grazie alla sua pluripremiata interpretazione nella serie tv The Crown, dove i veste i panni di una giovane Elisabetta II. Alla regia troviamo Fede Alvarez, reduce dai successi di Evil Dead e Man in the Dark mentre l'uscita della pellicola nelle sale americane è prefista per l'ottobre di quest'anno.

Torniamo di nuovo a parlare di Neflix con L'incubo di Hill House di Shirley Jackson, uno dei capisaldi della letteratura horror, che la nuova piattaforma di intrattenimento ha deciso di trasformare in una nuova serie tv dal titolo The Haunting of Hill House.
Non si tratta del primo adattamento del romanzo della Jackson, che già nel 1963 e nel 1999 fu trasformato in un film. Netflix si propone però di farne una versione più moderna.
Composta da 10 episodi la serie vanta tra i produttori anche Steven Spielberg, mentre nel cast troviamo il Michel Huisman, il Daario di Game of Thrones, nel ruolo di Steven Crane, scrittore di libri sul sovrannaturale, tra cui un memoir dedicato al periodo in cui la sua famiglia visse a Hill House. Nella più classica delle trame horror, la serie seguirà la vicenda di quattro persone che si ritrovano a passare l'estate in una casa che si suppone infestata.

Largamente anticipato, atteso e temuto, è invece il ritorno di un'icona cinematografica che col tempo ha superato la fama del libro che l'ha ispirata. Stiamo parlando di Mary Poppins che a fine anno tornerà al cinema con il viso di Emily Blunt, attrice graziosa e discreta ma forse non all'altezza della fantastica Julie Andrews, che diede fama immortale all'istitutrice uscita dlla penna di P.L. Travers nel lontano 1934.
La regia di questo reboot è affidata ad un espero di musical come Rob Marshall (Chicago) mentre il cast, oltre alla Blunt, prevede un paio di star che sembrano chiamate apposta per rasserenare gli spettatori più diffidenti: Colin Firth e Meryl Streep.
badate bene che non si tratta di un remake ma di un sequel, ambientato vent'anni dopo dagli avvenimenti del primo film, dove ritroviamo i celebri Jane e Michael ormai adulti. Dopo che Michael ha subito una grave perdita personale, l'enigmatica tata Mary Poppins (Emily Blunt) fa ritorno nella vita della famiglia Banks, e, insieme al lampionaio Jack (Lin-Manuel Miranda, niente Bert/Dick van Dyke, rassegnatevi), userà le sue abilità magiche per aiutare la famiglia a riscoprire la gioia che manca nella loro vita.

Con la tata più amata di sempre chiudiamo la nostra rubrica che, sappiatelo, ha toccato solo i principali fra una serie sempre più voluminosa di titoli che dagli scaffali della libreria viaggiano verso cinema e televisione.
E voi, cari lettori, quali adattamenti non vedete l'ora di vedere quest'anno? Fatecelo sapere!

21 gennaio 2017

2017: Nuovi adattamenti cinematografici in arrivo nei prossimi mesi

Cari lettori,
come consuetudine il nuovo anno porta con sé una nuova infornata di adattamenti cinematografiche di opere letterarie più o meno famose. Alcune faranno urlare "Sacrilegio!" ai fan, altre riporteranno invece alla ribalta volumi dimenticati o mai veramente apprezzati dal grande pubblico; noi come al solito ve li presentiamo lasciando a voi la libertà di farvi incuriosire e magari scoprire qualche nuovo titolo da aggiungere alla vostra wish-list.

Dopo lunga attesa sembra che il 2017 sarà l'anno in cui vedremo finalmente al cinema A Monster Calls, trasposizione cinematografica dell'omonimo libro di Patrick Ness pubblicato in Italia da Mondaodri con il titolo Sette minuti dopo la mezzanotte. Il libro, che ha vinto il premio come miglior libro per bambini dell'anno in Inghilterra nel 2012, racconta la storia di Conor, un bambino che cerca di affrontare la malattia della madre e il bullismo dei compagni di classe rifugiandosi in un mondo fantastico di mostri e di fiabe in cui si parla di coraggio, perdita e fede.
Il primo trailer del film è apparso già nel 2015 e il rilascio ufficiale era previsto per ottobre 2016, dopo la soddisfacente presentazione a settembre al Toronto International Film Festival, tuttavia la data ufficiale per gli Stati Uniti è stata poi spostata al 6 gennaio 2017 mentre ancora non è stata definita un'uscita italiana per questa pellicola che vanta un cast di stelle come Sigourney Weaver, Liam Neeson e Felicity Jones. Tenetelo d'occhio.

Non ancora pubblicato in Italia (ma chissà che l'uscita del film non ne acceleri la traduzione) Hidden Figures di Margot Lee Shetterly (Harper Collins), romanzo che racconta la vera storia di Katherine Johnson, Mary Jackson, Dorothy Vaughan, Kathryn Peddrew, Sue Wilder, Eunice Smith e Barbara Holley, un gruppo di matematiche afroamericane che hanno lavorato per la Nasa a partire dagli anni Quaranta e poi nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, svolgendo un ruolo fondamentale ma mai riconosciuto nel delicato periodo della Guerra Fredda. L'autrice conosce bene l'argomento, essendo la figlia di un altro impiegato dell'agenzia e ora ha la soddisfazione di vedere il suo racconto portato sul grande schermo con star del calibro di Taraji P.Henson (in piena a scesa grazie al suo ruolo in Empire) e il premio Oscar Octavia Spencer. La pellicola, in uscita in questi giorni negli USA, arriverà in Italia giovedì 16 marzo 2017 con il titolo di Il Diritto di Contare.

Sempre per marzo - l'8- è atteso l'arrivo nei nostri cinema della trasposizione de La luce sugli oceani, melodrammatico romanzo d'esordio della scrittrice australiana M.L. Stedman, divenuto bestseller internazionale, edito in Italia da Garzanti. E' la storia di un reduce di guerra diventato guardiano del faro di una piccola isola e la sua giovane moglie, la cui vita cambierà radicalmente quando dal mare arriverà su una barca alla deriva una neonata. Il film di Derek Cianfrance , già presentato alla Mostra del Cinema di Venezia dove la critica ha provveduto a seppellirlo di risate, ha fatto parlare di sé anche per la nascita della storia d'amore fra i due divi in fortissima ascesa Michael Fassbender e Alicia Vikander.

Ancora a marzo un altro titolo preceduto da polemiche e elucubrazioni: si tratta di T2: Trainspotting, seguito del film cult del 1996 e anche questo tratto da un romanzo di Irvine Welsh, Porno (Guanda, 2003). Non è ovviamente mancato lo scetticismo di fronte all'annuncio di questo sequel che, a differenza di altri film di questo tipi, è però riuscito a coinvolgere tutti i protagonisti del precedente successo, dal regista Danny Boyle agli attori Ewan McGregor, Robert Carlyle, Jonny Lee Miller e Ewen Bremmer, questa volta non più alle prese con problemi di eroina, ma con il tentativo di iniziare un business nel mondo del cinema hardcore.

E' previsto per il 23 febbraio l'arrivo nelle nostre sale de La legge della notte (Live by Night) film diretto e interpretato da Ben Affleck, che tenta di ripetere l'enorme successo di critica ottenuto per Argo con questo adattamento dell'omonimo romanzo di di Dennis Lehane pubblicato in Italia da Piemme mel 2014. Affiancato da Elle Fanning e Brendan Gleeson, Affleck ricopre il ruolo di Joe Coughlin, figliol prodigo di un capitano di polizia di Boston che finirà per diventare contrabbandiere e poi gangster. Una classica storia degli anni del proibizionismo che appartiene in realtà a una trilogia di romanzi dedicati da Lehane ai Coughlin, famiglia di poliziotti di origine irlandese già protagonista di Quello era l’anno (The Given Day), uscito in Italia nel 2009 sempre per Piemme, ed è il quarto romanzo di qeusto autore ad essere adattato sul grande schermo dopo Mystic River, Gone Baby Gone 8sempre di e con Affleck) e Shutter Island.

Poco note al grande pubblico sono le gesta Jan Vabiski, direttore dello zoo di Varsavia all'epoca dell'occupazione tedesca che, con l'aiuto della moglie Antonina Zabinski, nascose più di 300 ebrei salvandoli così dalla furia nazista nel 1939. Una sorta di Schindler polacco la cui impresa è stata raccontata da Diane Ackerman, nel romanzo Gli Ebrei Dello Zoo Di Varsavia (Sperling & Kupfer, 2009), ora in arrivo anche sul grande schermo a partire da giovedì 6 aprile 2017 in un film con protagonisti la due volte candidata all'Oscar Jessica Chastain e Daniel Bruhl per la regia della neozelandese Niki Caro (North Country).

Stephen Chbosky, divenuto regista cult grazie alla sua trasposizione di Noi siamo infinito, torna nelle sale cinematografiche con una nuova trasposizione, quella di Wonder, uno dei più bei romanzi Young Adult degli ultimi anni, pubblicato in Italia da Giunti nel 2013. Il libro racconta la storia di Auggie, bambino nato con un'anomalia facciale che l'ha costretto ad anni di educazione in casa fino a che, l'ultimo anno delle scuole elementari, i genitori decidono di interrompere questo isolamento iscrivendolo a scuola . Integrarsi per per Auggie non sarà così semplice e il romanzo segue le difficili e divertenti fasi di questo processo.
Dal 7 aprile potremo vedere questa storia al cinema, sostenuta dalle interpretazioni di Julia Roberts, Owen Wilson e il giovanissimo Jacob Tremblay, già protagonista in "Room", che si spera riescano ad attirare sia un pubblico di adolescenti che di adulti, che spesso hanno bisogno di una storia di questo tipo più dei loro figli.

Sempre ad aprile si attende l'uscita di The Circle, tratto dall'omonimo romanzo di Dave Eggers, pubblicato in Italia da Mondadori con il titolo Il cerchio, che si indaga sulla presenza ossessiva dei social network nel nostro quotidiano immaginando un prossimo futuro in cui una modernissima società informatica richiede ad alcuni suoi dipendenti di condividere ogni istante della propria esistenza in rete.Al cinema, nei panni della protagonista, giovane neoassunta laureata in psicologia, vedremo l'emergente Emma Watson, affiancata dal veterano Tom Hanks nei pani del fondatore del gigante dell'informatica che da il titolo a libro e film.

Si è molto parlato, negli ultimi mesi, del nuovo adattamento di It, romanzo cult del re dell'horror Stephen King, che già abbiamo avuto la possibilità di vedere negli anni '90 grazie una miniserie stroncata però sia dai fan che dalla critica. il prossimo settembre il diabolico pagliaccio Pennywise tornerà a terrorizzare il pubblico americano grazie a questa nuova versione diretta la Andres Muschietti (La madre), la cui uscita italiana non è stata ancora annunciata ufficialmente, anche se i fan nostrani si stanno già facendo stuzzicare dalle prime immagine ufficiali di Bill Skarsgård nei panni del mostro dalle sembianze da clown.

Questo è un anno particolarmente gioioso per i fan di King che hanno già da tempo avuto notizia del prossimo arrivo dell'adattamento della mitica serie de La torre nera, costituita da otto romanzi tutti pubblicati in Italia da Sperling & Kupfer e spesso richiamata anche in altre opere del Re. In essa si narrano le vicende di Roland Deschain, ultimo esponente dell’ordine dei cavalieri chiamato a trovare la torre nera, crocevia per tutti gli universi, e a sconfiggere il malvagio uomo in nero. Al cinema sarà Idris Elba a dare volto a Roland mentre il premio Oscar Matthew McConaughey vestirà i panni di i Randall Flagg alias L'uomo in nero in questa trasposizione firmata Nikolaj Arcel che gli americani vedranno arrivare nelle loro sale il 28 luglio.

Attesissimo è anche il nuovo adattamento di Assassinio sull’Orient Express (Mondadori), capolavoro della regina del giallo Agatha Christie, già portato sul grande schermo nel 1974 da Sindney Lumet con un cast d'eccezione che comprendeva Ingrid Bergman, Albert Finney, Lauren Bacall e Jacqueline Bisset. Il regista e attore inglese Kenneth Branagh ha deciso che è giunto il momento di riavvicinare il grande pubblico con una delle più celebri indagini dell'ispettore Poirot, alle prese con un assassinio avvenuto sul celebre treno che va da Parigi a Istanbul, per il quale quasi ogni passeggero del treno risulterà sospettato. Nel cast nomi di spicco quali Johnny Depp, Judy Dench, Michelle Pfeiffer e Penelope Cruz mentre Branagh stesso si prende l'onere di interpretare il famoso investigatore dai baffetti impomatati e dalla testa d'uovo che, sulla carta, mostrava qualche somiglianza in più col buon Albert Finney. Dovremo attendere almeno fine novembre, data in cui è atteso il rilascio nelle sale americane, per giudicare questa nuova versione.

Atteso per il 2017 ma che ancora non ha ricevuto una data ufficiale da segnarsi sul calendario è l'adattamento di Annientamento, in originale Annihilation , romanzo romanzo fantascientifico del 2014 dello scrittore statunitense Jeff VanderMeer pubblicato in Italia da Einaudi e primo capitolo Trilogia dell'Area X, che comprende anche i romanzi Autorità e Accettazione. Il film, prodotto dalla Paramount, ha cpme protagoniste Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh e narra di una spedizione in una zona misteriosa e sigillata, conosciuta con il nome di Area X. L'area dovrebbe essere stata colpita da un disastro naturale, ma apparentemente sembra di trovarsi di fronte ad una natura incontaminata. Negli ultimi trent'anni degli agenti segreti sono stati mandati in esplorazione per scoprire la verità, alcuni non sono mai tornati, altri non hanno riportato nulla di strano. Alla regia Alex Garland, già sceneggiatore di 28 giorni e Non lasciarmi, qui alla sua seconda regia dopo l'acclamato Ex Machina.

Forse molti di voi avrebbero fatto a meno di questa notizia ma non potevamo astenerci dal segnalare l'arrivo anche della seconda parte del fenomeno erotico 50 sfumature di grigio, intitolata 50 sfumature di nero. Nonostante le critiche piuttosto impietose i produttori non si sono lasciati scoraggiare e hanno deciso di proseguire con gli adattamenti della celebre trilogia sado-maso di E.L.James sebbene abbiamo dovuto incassare l'addio di sceneggiatore e regista. Rimangono invece i protagonisti Dakota Johnson (Anastasia Steele) e Jamie Dornan (Christian Grey) mentre il marito della scrittrice è stato inserito nel gruppo degli sceneggiatori. Il film è atteso nelle sale il 9 febbraio.

E' invece un remake Mia cugina Rachele (My Cousin Rachel), trasposizione dell'omonimo romanzo di Daphne du Maurier, la scrittrice britannica che tanto piaceva ad Alfred Hitchcock che più volte usò i suoi libri come base per un film (basti pensare a Rebecca e Gli Uccelli). Già nel 1952, a solo un anno dalla pubblicazione, il libro era stato portato al cinema da Henry Koster e contava sulla presenza nel ruolo principale della star Olivia De Havilland (la lagnosa Melania di Via col vento) oltre che sull'allora esordiente Richard Burton; ora la storia di un giovane orfano, Philip, che crede che la sua bellissima e misteriosa cugina Rachel possa essere la responsabile dell'omicidio del marito, arriverà nuovamente sul grande schermo ci aspetta un nuovo adattamento il cui arrivo nelle sale americane è previsto per il 14 luglio e vedrà il premio Oscar Rachel Weisz e Sam Clafin come protagonisti.

Infine ancora poche indicazioni sulla possibile uscita italiana de La cena (The Dinner), trasposizione cinematografica dell'omonimo libro di Herman Koch pubblicato in Italia da Neri Pozza. La storia esplora le modalità con cui genitori lontani tentano di proteggere i propri figli e vede come protagonisti Richard Gere, Laura Linney, Rebecca Hall e Chloë Sevigny. In America l'uscita è prevista per il 5 maggio 2017.

4 luglio 2016

2016: Nuovi adattamenti cinematografici in arrivo nei prossimi mesi (parte II)

Avete visto qualcuno dei film che vi abbiamo segnalato a gennaio? Vi siete lasciati conquistare dall'ipnotica ricostruzione di Amleto di Justin Kurzel o divertire dal beffardo mash-up di Orgoglio e pregiudizio e zombie? Ecco un'altra carrellata di film "da leggere" che potremo vedere al cinema nella seconda metà dell'anno.


A luglio arriverà nelle sale The Legend of Tarzan, ennesimo adattamento del celeberrimo romanzo per ragazzi Tarzan delle scimmie del 1912.
La storia di Lord Greystoke, salvato e allevato dalla gorilla Kala e cresciuto tra le scimmie, viene rielaborata da David Yates, regista dei film di Harry Potter da L'Ordine della Fenice in poi, in un sequel: Tarzan (Alexander Skarsgård, la star svedese venuta alla ribalta per il suo ruolo nella serie tv True Blood), che ha da molti anni lasciato la giungla e conduce una vita aristocratica insieme all'amata moglie Jane, viene inviato in Congo quale emissario del Parlamento, ignaro di far parte di un complotto omicida orchestrato dal corrotto capitano Leon Rom (Christoph Waltz). Nel cast anche il prolifico attore Samuel L. Jackson.




Annunciato già nel 2006 e rinviato più volte, arriva finalmente a luglio nei cinema italiani, diretto da Tod Williams, il film horror postapocalittico Cell, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King e di cui l'autore stesso ha scritto la sceneggiatura.
Un misterioso segnale, lanciato attraverso la rete telefonica, fa regredire a uno stato bestiale chiunque, al momento dell'emissione, fosse al cellulare. I superstiti, minacciati dalle orde delle vittime in preda alla follia animalesca, tentano di riorganizzarsi per sopravvivere: Clay Riddel (John Cusak), scampato al disastro, si mette sulle tracce del figlio, accompagnato da Tom McCourt (Samuel L. Jackson) e dalla giovane Alice Maxwell (Isabelle Fuhrman).




Attesissimo per settembre è Io prima di te diretto da Thea Sharrock, tratto dall'omonimo libro di Jojo Moyes e interpretato da Emilia "Daenerys Targaryen" Clarke e Sam Claflin (Biancaneve e il cacciatore, Posh).
Louisa Clark, ventisei anni, vive in una cittadina della campagna inglese, divisa tra il lavoro come cameriera in un piccolo locale e il fidanzato Patrick. Tutte le sue certezze vengono messe a dura prova quando perde il lavoro e si ritrova assistente del ricco Will Traynor, sulla sedia a rotelle per via di un terribile incidente.


Sempre per settembre è prevista la nuova trasposizione cinematografica di Ben Hur, per la regia di Timur Bekmambetov, una versione maggiormente fedele, pare, all'omonimo romanzo del 1880 di Lew Wallace.
Il nobile Giuda Ben-Hur, interpretato da Jack Huston (Boardwalk Empire, American Hustle), viene accusato ingiustamente di aver tentato di assassinare il suo amico d'infanzia, nonché fratello adottivo, Messala (Toby Kebbell, I Fantastici Quattro). Venduto come schiavo, addestrato dal vecchio sceicco Ilderim (Morgan Freeman), Ben Hur cercherà la sua vendetta verso il fratello adottivo.




Altro adattamento cinematografico in arrivo semmpre a settembre, diretto da Tim Burton, è La casa per bambini speciali di Miss Peregrine: il sedicenne Jacob Portman (Asa Butterfield, Hugo Cabret, Il gioco di Ender) si ritrova a lavorare per una misteriosa donna, Miss Peregrine (Eva Green), su un'isola. La donna si prende cura di un gruppo di bambini con poteri speciali, proteggendoli da alcune orribili creature, gli Hollow, che vogliono distruggerli.
Nel cast anche (ancora una volta) Samuel L. Jackson, Judi Dench e Rupert Everett.

Passiamo a ottobre, dove ci attendono al cinema gli adattamenti di due bestseller: il primo è La ragazza del treno, thriller psicologico di Paula Hawkins rimasto nelle classifiche di vendita italiane (e mondiali) per mesi, riadattato da Tate Taylor (regista, tra gli altri, di The Help).
Ogni giorno Rachel Watson (Emily Blunt), da poco divorziata, prende il treno per andare al lavoro a New York. Ogni giorno il treno passa davanti alla casa in cui viveva con l'ex marito Tom, e che adesso lui divide felicemente con la nuova moglie Anna e il figlio. Poche case più in là vivono Megan e Scott Hipwell, di cui invidia la felicità. Ma un giorno Rachel vede qualcosa di scioccante, e quando Megan scompare viene coinvolta in qualcosa di più grande di lei.

L'altro è Inferno di Dan Brown, autore da 150 milioni di copie vendute, giunto alla terza trasposizione cinematografica dei suoi libri dopo Il codice da Vinci e Angeli e demoni.
Lo scrittore Robert Langdon (Tom Hanks) si risveglia a Firenze in un ospedale, vittima di un'amnesia e di una caccia all'uomo che non riesce a spiegarsi. Insieme alla dottoressa Sienna Brooks (Felicity Jones, Hysteria, La teoria del tutto) si ritroverà a indagare sui segreti della Divina Commedia.

Chiudiamo in grande con un film atteso con ansia dai fan: il 17 novembre 2016 arriverà infatti nelle sale Animali fantastici e dove trovarli, tratto dall'omonimo libricino di J.K. Rowling.
Il film è il primo capitolo di una trilogia spin-off, diretta ancora una volta da David Yates, ambientata nello stesso universo di Harry Potter e incentrata sulla figura del "magizoologo" Newt Scamandro. Nel 1926 Newt, eccentrico mago che si trova più a suo agio con gli animali che non con le persone interpretato dal premio oscar Eddie Redmayne, arriva a New York per incontrare il Congresso Magico degli Stati Uniti d'America. Ma un No-Maj (termine americano per "babbano") causa la fuga di alcune creature magiche dalla sua valigetta, rischiando di minare le già compromesse relazioni tra il mondo magico e quello babbano.

17 giugno 2016

Non sparate sul regista - Simone Cerri

Il cinema americano ci ha abituato a personaggi, luoghi e situazioni improbabili, ma che nei film si ripropongono con una costanza sorprendente. Personaggi come il barista filosofo che dispensa consigli a destra e a manca, o il poliziotto all'ultimo giorno di lavoro prima della pensione che finisce inevitabilmente in mezzo a una sparatoria da cui non uscirà vivo. Luoghi ricorrenti come i motel con vista parcheggio o i locali notturni in cui si combatte più o meno clandestinamente. E infine situazioni che si ripetono fino alla nausea, come il conto alla rovescia prima dell'esplosione di una bomba o la macchina che decide di non partire proprio nel momento più sbagliato. Simone Cerri ci offre una carrellata di luoghi comuni che gli sceneggiatori di Hollywood continuano a proporre a un pubblico che, tuttavia, sembra non averne mai abbastanza.

Recensione

State vedendo un film ed ecco che entra in scena il bonario poliziotto a un passo dalla pensione: la maggior parte di voi non perderà nemmeno un secondo per bisbigliare "Ecco, ora questo muore" (i pochi che non lo faranno o non vedono un film dall'invenzione del sonoro oppure l'hanno detto così tante volte che ormai sono stufi di rimarcare l'ovvio). Per non parlare di quando il protagonista prende un taxi e a guidarlo ci trova il solito italiano caciarone con i santini appesi un po' dappertutto: alzi la mano chi non ha sollevato gli occhi al cielo pensando "E ti pareva".
Quando i film prodotti ogni anno sono centinaia, inventare trame e personaggi nuovi non è per niente facile e dato che "squadra che vince non si cambia" non si vede perché registi e sceneggiatori dovrebbero smettere di ricorrere a situazioni o figure che funzionano e che il pubblico sembra continuare ad apprezzare.
Questo non significa che gli spettatori siano così lobotomizzati da non accorgersi delle ripetizioni e non manca chi decide di dichiarare guerra all'industria cinematografica di massa giurando di non entrare mai più in un cinema se non per vedere pellicole coprodotte da Albania e Lituania, sottotitolate in mongolo e dirette da registi della Kamchatka. Si tratta però di casi isolati che non rientrano nemmeno nelle statistiche dei tycoon americani; tutti gli altri si rassegnano e subiscono in nome dell'intrattenimento, imparando a guardare il fenomeno con la dovuta ironia.
Tra di essi compare Simone Cerri, autore di questa piccola enciclopedia dell'ovvio nella quale compaiono i principali stereotipi che il cinema (soprattutto quello americano) ci ha propinato per anni, accuratamente divisi tra personaggi, luoghi e situazioni.

Armato di un'abbondante dose di ironia e uno spiccato amore per le metafore improbabili l'autore passa in rassegna le figure immancabili nei polizieschi d'oltreoceano, dal profiler di serial killer al barista filosofo fino a figure francamente un po' ridicole come l'assaggiatore di droga o l'homo erectus lucernaris (quello che durante le sparatorie, chissà perché, si piazza sempre sopra un lucernario a fare da bersaglio un po' per tutti); ripercorrendo luoghi ormai entrati a far parte dell'immaginario collettivo come le tavole calde coi loro bei divanetti colorati (che negli USA sono proprio così!) o i gli squallidi motel dispersi nel nulla, Cerri mette in luce l'assurdità di molte situazioni e l'improbabilità coi cui spesso nei film si risolvono anche gli intrighi più complessi, con totale disprezzo dell'intelligenza dello spettatore.

Il libro si conclude poi con un'imperdibile postfazione in cui l'autore ci ricorda che, a differenza di quanto sostenuto dal papà dei Muppets Jim Henson, la vita non è tutta un film e difficilmente ci imbatteremo in un'antropologa forense che combina il cervello di Margherita Hack con il fisico di Jennifer Lopez (del resto voi uomini mica ve la meritereste una donna così), così come l'avvocato della difesa raramente ha somiglianze con il Brad Pitt di Troy ma benedetto dalla mente di Stephen Hawking (anche se noi donne sì che ce lo meriteremmo un uomo così).

Il risultato è un trattato esilarante, il cui unico lato negativo è che mi ha fatto fare parecchie figuracce in metropolitana quando mi sono ritrovata a sghignazzare fra me e me sotto gli occhi degli altri passeggeri. Per fortuna si legge in un paio di giorni, a meno che non decidiate di tenervelo sul comodino per leggervene un paio di capitoli a inizio o fine giornata, migliorandovi notevolmente l'umore. Sebbene mi veda costretta a prendere le distanze da gravi affermazioni come il fatto che le carote sarebbero un contorno inutile o che Il silenzio degli innocenti sia un film mediocre (questa ben più grave), mi sento di consigliare caldamente Non sparate sul regista a tutti lettori, compreso chi non è fanatico di cinema, mentre non posso che suggerire all'autore di cambiare genere cinematografico, evidentemente di thriller e polizieschi ne ha visti fin troppi!

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Non sparate sul regista
  • Autore: Simone Cerri
  • Traduttore: eliminare campo se il libro è italiano
  • Editore: Las Vegas Edizioni
  • Data di Pubblicazione:Marzo 2016
  • Collana: I Jolly
  • ISBN-13: 9788895744353
  • Pagine: 196
  • Formato - Prezzo: Euro

8 giugno 2016

Dal libro al film: The Dressmaker

"Sono tornata, bastardi!". Non mena certo il can per l'aia Kate Winslet nella scena di apertura di The Dressmaker quando, con l'allure misteriosa di una diva del noir anni '50, scende alla stazione del minuscolo paesino di Dungatar, disperso nelle desertiche piane australiane, e annuncia alla notte i suoi propositi di vendetta.
A dispetto del titolo discreto e formale, quindi, gli spettatori comprendono subito di trovarsi di fronte a qualcosa di molto più anticonvenzionale e, probabilmente, un po' diverso da quanto si aspettavano. Un po' ciò che succede ai lettori dell'omonimo libro di Rosalie Ham (Mondadori, 2016), da cui questo film è stato tratto e del quale vi avevo parlato poche settimane fa su questo blog. Nella mia recensione vi avevo infatti parlato delle mie difficoltà a inquadrare il romanzo, il quale alterna toni grotteschi ad altri più marcatamente drammatici, rendendo difficile capire in che ottica prendere la storia e i suoi singolari personaggi.
Queste ambiguità non devono essere sfuggite alla regista, l'australiana Jocelyn Moorhouse (Proof, Gli anni dei ricordi) che per la versione cinematografica sceglie immediatamente la strada della commedia nera sfrondando gli aspetti poco convincenti del libro e producendo un adattamento magistrale che, caso più unico che raro, ho addirittura preferito al romanzo.

La Moorhouse punta da subito sul tema della vendetta, con un'esilarante sequenza iniziale in cui la Winslet, nei panni della protagonista Tilly Dunnage, dalla cima della collina che ospita la baracca dell'anziana madre, armata di mazza e palline da golf si diverte a prendere di mira le case degli aguzzini della sua infanzia. Il messaggio è chiaro: Tilly è tornata, adulta e sarta di successo, per vendicarsi di coloro che in passato l'hanno emarginata e tormentata e per scoprire finalmente se davvero fu strappata alla madre e cacciata dal paese perché è un'assassina, o se la sua memoria sta bloccando un ricordo ancora più drammatico.
Sono queste premesse iniziali le uniche, modeste libertà che la regista si prende rispetto all'opera scritta, nella quale Tilly ricorda perfettamente le circostanze in cui fu accusata di aver ucciso un compagno di scuola mentre le motivazioni che l'hanno portata a tornare a Dungatar per prendersi cura della madre instabile dopo anni di assenza non vengono mai spiegate in modo convincente. In questo caso quindi il film fa un discreto favore al romanzo, rimediando alle sue incongruenze e dandogli un avvio intrigante e subito appassionante, tanto che, se il libro poteva essere definito un Chocolat in cui i vestiti sostituivano i dolci, il film ha diritto di essere definito "una versione de Gli spietati con la macchina da cucire", secondo le parole della regista stessa.

Superata questa fase iniziale la pellicola segue poi in modo piuttosto fedele le vicende del romanzo con il suo caleidoscopio di figure meschine, pettegole e maligne che pensano di sfruttare il talento di Tilly come sarta per dare una svolta alle loro squallide esistenze, senza aver messo in conto di avere un debito salato da ripagare alla donna. Scegliendo la strada del grottesco la regista rappresenta gli abitanti di Dungatar con punte caricaturali, enfatizzandone le stranezze e i difetti fisici e puntando quindi nella direzione della favola nera; lo stesso si può dire dell'ambientazione con le sue casupole dai colori pastello simili a case per bambole accatastate le une vicine alle altre in mezzo alla luce bruciante del selvaggio deserto dell'Australia.

Assecondando lo spirito della commedia dark anche la recitazione si mostra teatrale e leggermente sopra le righe, dividendo chiaramente gli attori più dozzinali da quelli di talento, su cui spiccano oltre alla già citata Winslet, la veterana Judy Davis (Harry a pezzi, Passaggio in India) nella parte della madre pazza e l'imperdibile Hugo Waving (Matrix) che ritorna a vestire i panni di un travestito dopo l'esperienza di Priscilla, la regina del deserto.

Tutti e tre dosano la loro interpretazione magistralmente, evitando di dar vita a dozzinali macchiette e se Kate Winslet è una spettacolare femme fatale dal fisico burroso e lo sguardo altero, le battute migliori del film se le aggiudica comunque la Davis che rende il suo personaggio una perfetta vecchietta infernale senza mai ridursi a semplice spalla comica. Personalmente, leggendo il libro, mi ero aspettata una Tilly Dunnage leggermente più giovane, soprattutto pensando al suo spasimante Teddy McSwiney che dovrebbe esserle quasi coetaneo ma che impersonato da Liam Hemsworth (Hunger Games) sembra almeno una decina d'anni più giovane (in effetti la Winslet ha 15 anni più di Hemsworth). Tuttavia la regista ha affermato di aver sempre avuto in mente l'attrice inglese Premio Oscar per The Reader come protagonista e non sarò certo io a lamentarmi delle succose inquadrature di Hemsworth a petto nudo che il film ci regala!

Sponsorizzato con l'accattivante sottotitolo "Il diavolo è tornato", The Dressmaker ha ottenuto incassi medio-bassi nel nostro paese, dove è uscito a fine aprile, più di sei mesi dopo la premiere australiana, dove invece è risultato il film più visto del 2015 e l'11esimo più visto di sempre, risultato bissato in Nuova Zelanda. Risultati che non sorprendono se si pensa che, oltre a essere stato girato da una regista australiana e tratto da un bestseller anch'esso australiano, il film è stato girato interamente in Australia e ha richiesto l'impiego di diverse comparse del luogo, compresa una squadra di football, la Laharum Football Netball Club.
Pur essendo evidente che non si tratta di un titolo in grado di sbancare i botteghini, soprattutto nel nostro paese, penso che questo film avrebbe meritato maggiore attenzione perché divertente, imprevedibile e ben fatto. Se poi siete amanti degli abiti eleganti, sappiate che si tratta anche di una gioia per la vista.

28 febbraio 2016

Dal libro al film: Speciale Oscar 2016


Cari lettori,
anche quest'anno è arrivato il momento atteso dagli appassionati di cinema di tutto il mondo: questa notte al Dolby Theatre, Hollywood, verranno consegnate le statuette dell'ottantottesima edizione del Premio Oscar, il riconoscimento più importante (o comunque il più universalmente conosciuto) in ambito cinematografico. Da molti anni questa è diventata un'occasione importante anche per gli amanti dei libri, vista la sempre maggior frequenza con cui, tra le candidature, spiccano titoli tratti da romanzi, a volte famosi, a volte invece rilanciati proprio dal film.
Anche quest'anno vi proponiamo quindi la nostra consueta carrellata dei film che potrebbero ricevere un premio stasera e che sono stati ispirati dalla letteratura. Alcuni li conoscerete già, altri magari li sentite per la prima volta e potreste voler approfondire.

Cominciamo ovviamente da lui, il più nominato (sei nominations a oggi), il più preso in giro (diciamolo: ci hanno sguazzato un po' tutti su quell'Oscar che continua a sfuggirgli), il più amato agli orsi: Leonardo DiCaprio. Se anche non avete ancora visto Revenant (The Revenant), uscito nelle nostre sale a gennaio, saprete comunque che il buon Leo ha un incontro molto ravvicinato con un grizzly di pessimo umore, e questa è solo una delle prove estreme a cui l'attore si è sottoposto (pare senza mai ricorrere alla controfigura) nella speranza di rendere la sua recitazione abbastanza realistica da convincere la giuria dell'Academy, che finora l'ha ignorato nonostante validissime interpretazioni come quelle viste in The Departed o The Aviator. Avendo visto la pellicola (che non è particolarmente originale ma è sicuramente avvincente e regala paesaggi magnifici, godibilissimi al cinema) vi posso dire che Leonardo ha fatto di meglio ma, se fosse questa l'occasione in cui si decidono finalmente a premiarlo, non sarò certo io a polemizzare. Il film, lo ricordiamo, è nominato anche per Miglior Regia (Alejandro Iñárritu), Miglior Attore non Protagonista (Tom Hardy), Miglior Film, Montaggio, Trucco, Sonoro, Costumi e Effetti Speciali per un totale di 12 nomination per questa storia di un cacciatore abbandonato dai compagni ispirata all'omonimo romanzo di Michael Punke, che racconta una versione romanzata della vera storia del cacciatore di pellicce Hugh Glass, pubblicata in Italia da Einaudi.


Questa è la storia vera di Hugh Glass. Di come è stato abbandonato da compagni che credeva amici e invece erano traditori. Di come è sfuggito alla morte quando tutti lo pensavano spacciato. Di come è sopravvissuto a un'odissea di tremila miglia nell'immensità ostile della Frontiera americana.
Questa è una storia di salvezza e avventura, di ferocia e redenzione.
Questa è la storia di una vendetta.

  • Titolo: Revenant
  • Autore: Michael Punke
  • Editore: Einaudi
  • Collana: Supercoralli
  • Pagine: 304
  • Prezzo: Euro 20


Passiamo a un'altra pellicola tratta da una storia vera, anche se decisamente più recente. Siamo infatti alle porte della crisi economica del 2008 e un gruppo disparato e improbabile di lavoratori del settore intuisce cosa sta per accadere e perché. E' questa la storia de La grande scommessa (The Big Short), ottimo film che adottando lo stile sulla falsariga di un documentario, ripercorre quei mesi drammatici, spiegando per la prima volta con chiarezza (e tanta ironia) quali furono i "maneggi" finanziari operati dalle banche che portarono poi tanta gente a perdere casa e lavoro. Il film, che vanta un ottimo cast, ha raccolto sei nominations tra cui quella meritatissima a Christian Bale come Miglior Attore Non Protagonista, a cui si aggiungono Miglior Film, Miglior Regia (Adam McKay), Miglior Sceneggiatura Non Originale e Miglior Montaggio. Il film è tratto dall'omonimo romanzo di Michael Lewis portato in Italia in occasione dell'uscita del film, da Rizzoli.


Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari dopo aver intuito cosa stava succedendo sul mercato, ben prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008. Ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La grande scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista. Personaggi fuori dagli schemi, "eroi" dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il trader arrogante che pensava di saperne una più degli altri, e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa "eccentricità" che li ha portati a non ascoltare il senso comune, la droga collettiva che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti.

  • Titolo: The Big Short. Il grande scoperto
  • Autore: Michael Lewis
  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Etas
  • Pagine: 284
  • Prezzo: Euro 21

Altro film di cui si è lungamente parlato e ironizzato (ma quanti soldi sono stati spesi negli anni per salvare Matt Damon e riportarlo a casa?) è The Martian (The Martian) di Ridley Scott, che quest'anno ha visto sfumare la possibilità di una nuova candidatura come regista ma si è potuto consolare con le nomination per Miglior Film, Miglior Attore Protagonista (Matt Damon, appunto), Miglior Sceneggiatura Non Originale, Scenografia, Effetti visivi, Sonoro e Montaggio Sonoro. Il film, che definirei avvincente ma un po' scontato, è un adattamento piuttosto fedele del romanzo di fantascienza, anche in questo caso omonimo, di Andy Weir, inizialmente uscito tramite self-publishing come ebook nel 2011 e poi ripubblicato in cartaceo nel 2014, lo stesso anno in cui Newton Compton l'ha tradotto in italiano con il titolo di L'uomo di Marte, per poi aggiornarlo a Sopravvissuto - The Martian in seguito all'uscita del film.


Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Ma il suo momento di gloria è durato troppo poco. Un'improvvisa tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, sono fuggiti e hanno fatto ritorno sulla Terra. Ora Mark si ritrova completamente solo su un pianeta inospitale e non ha nessuna possibilità di mandare un segnale alla base. E in ogni caso i viveri non basterebbero fino all'arrivo dei soccorsi. Nonostante tutto, con grande ostinazione Mark decide di tentare il possibile per sopravvivere. Ricorrendo alle sue conoscenze ingegneristiche e a una gran dose di ottimismo e caparbietà, affronterà un problema dopo l'altro e non si perderà d'animo. Fino a quando gli ostacoli si faranno insormontabili...

  • Titolo: Sopravvissuto - The Martian
  • Autore: Andy Weir
  • Editore: Newton Compton
  • Collana: Nuova narrativa Newton
  • Pagine: 380
  • Prezzo: Euro 12

Un po' a sorpresa sono state invece le candidature per Room (id.) e soprattutto per la sua protagonista, la semi-sconosciuta Brie Larson, che vanta in realtà diversi ruoli in sit-com e film soprattutto indipendenti, oltre che la regia di due corti, Weighting (2011), e The Arm (2012). La Larson è balzata all'attenzione del grande pubblico grazie alla vittoria al Golden Globe e alla candidatura agli oscar per il ruolo di "Ma", la giovane donna rapita e segregata per anni con il figlioletto, protagonista del film di Lenny Abrahamson (a sua volta nominato per la regia), tratto dall'omonimo libro di Emma Donoghue, che abbiamo recensito sulle nostre pagine e che da noi è stato tradotto con il titolo di Stanza, letto, armadio, specchio, edito da Mondadori. Il film si è aggiudicato anche la candidatura per la Miglior Sceneggiatura non Originale e molti danno il nome della Larson come probabile vincitrice.


Jack ha cinque anni e la Stanza è l'unico mondo che conosce. È in quel luogo chiuso all'esterno che è nato e cresciuto, è lì che vive con Ma', senza esserne mai uscito. Con Ma' impara, legge, mangia, dorme, gioca. I suoi compagni sono gli oggetti contenuti nella Stanza, si chiamano Letto, Specchio, Piumone, Labirinto. Di notte a volte Ma' lo chiude dentro Armadio e spera che lui dorma quando Old Nick viene a farle visita. La Stanza è la casa di Jack, ma per Ma' è la prigione dove Old Nick la tiene rinchiusa da sette anni. Grazie al suo amore e alla sua determinazione, Ma' ha creato per Jack una straordinaria possibilità di vita, gli ha costruito intorno un mondo forse migliore del nostro. Per lui non esiste altra realtà, e quella che filtra dalla Tv non esiste davvero. Però Ma' sa che non potrà mai essere abbastanza, né per lei né per Jack. E così escogita un piano per fuggire, contando sul coraggio di quel bambino un po' speciale, e su una buona dose di fortuna. Ma non sa quanto sarà difficile il passaggio da quell'universo chiuso al mondo là fuori...

  • Titolo: Stanza, letto, armadio, specchio
  • Autore: Emma Donoghue
  • Editore: Mondadori
  • Collana: Scrittori italiani e stranieri
  • Pagine: 339
  • Prezzo: Euro 19,50

Largamente pubblicizzato ma con una tematica che difficilmente attirerà il grande pubblico è invece Carol (id.), pellicola che si distingue soprattutto per le interpretazioni delle due straordinarie protagoniste, Cate Blanchett - nominata come Miglior Attrice - e Rooney Mara, giunta alla celebrità con il ruolo di Lisbeth Salabder nell'adattamento della trilogia di Stieg Larsson e ora nominata come Migliore Attrice non Protagonista. Il film, che ha avuto una gestazione lunghissima (quasi nove anni), racconta la controversa storia d'amore tra una giovane commessa e una altera e raffinata cliente nell'America della Guerra Fredda che considerava l'omosessualità come un disturbo sociopatico della personalità (una posizione ancora condivisa da molti purtroppo in tempi odierni, nel nostro modernissimo Paese).
Un melodramma intimo, raccontato quasi interamente attraverso una serie di flashback, che si è aggiudicato anche le candidature per la Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior colonna sonora originale, Miglior fotografia e Migliori costumi. Il libro da cui è stato tratto è un classicone di Patricia Highsmith, pubblicato in America nel 1952 con l'enigmatico titolo The price of salt, mentre da noi Bompiani l'ha portato con il titolo con cui è più noto, Carol appunto.


Therese, diciannove anni, è un’apprendista scenografa che, per raggranellare qualche soldo, accetta un lavoro temporaneo in un grande magazzino durante il periodo natalizio. Il suo rapporto sentimentale con Richard si trascina stancamente, senza alcuna passione, tra voglia di coinvolgimento e desiderio di fuga: anche il viaggio che hanno progettato in Europa ora la intimorisce, le incute un’apprensione e una paura che non sa spiegarsi. È soltanto il rifiuto di un futuro che sta diventando troppo incombente, oppure si tratta dell’ennesimo indizio che la sua relazione amorosa è ormai giunta alla fine? La vita le appare come una nebulosa, come un’enorme incognita che non sa affrontare, finché, in una gelida mattina di dicembre, nel reparto giocattoli dove lavora non compare una donna bellissima e sofisticata, in cerca di doni per la figlia. I grigi occhi della sconosciuta catturano Therese, la turbano e la soggiogano, e d’un tratto la giovane si ritrova proiettata in un mondo di cui non sospettava nemmeno l’esistenza. È l’amore, delicato e titubante, languido e diverso, disperato e segnato da crisi e recriminazioni, eppur sempre sconvolgente come la vicenda che le due donne si apprestano a vivere, una storia in cui Patricia Highsmith ha saputo magistralmente fondere la suspense dei suoi thriller e la dolcezza del suo animo

  • Titolo: Carol
  • Autore: Patricia Highsmith
  • Editore: Bompiani
  • Collana: Tascabili
  • Pagine: 284
  • Prezzo: Euro 10,00

Altro film a tematica controversa e attuale è quello trattato da The Danish Girl (id.), del regista de Il discorso del re Tom Hooper. Uscito nella sale italiane proprio questo mese, il film si distingue soprattutto per l'interpretazione del bravo Eddie Redmayne, nominato infatti come Miglior Attore e che probabilmente ricorderete come vincitore dello stesso premio l'anno scorso per la sua impressionante interpretazione del fisico Stephen Hawking ne La teoria del tutto. Redmayne si presenta come il principale avversario di Leonardo DiCaprio con un ruolo complesso e di solito amato dall'Academy, quello del pittore danese Einar Wegener che nei primi del Novecento scopre quasi per caso un lato femminile che diventa prepotentemente impossibile da ignorare e che lo porterà a scegliere di vivere la seconda parte della sua vita come donna. Al suo fianco una rivelazione del cinema nordeuropeo, Alicia Vikander, nei panni appunto della moglie che involontariamente fa scoprire al marito il suo lato nascosto e che molti danno come favorita per la vittoria nella categoria di Miglior Attrice Non Protagonista.
Il film vanta anche candidature per Migliori costumi e Miglior scenografia ed è stato tratto dall'omonimo romanzo di David Ebershoff, portato in Italia da Giunti Editore:


Che cosa succede quando vedi la persona che ami cambiare radicalmente sotto i tuoi occhi? Tutto nasce da un semplice favore che una moglie chiede a suo marito durante una giornata qualsiasi. "The Danish Girl" di David Ebershoff, un romanzo sui lati oscuri e misteriosi dell'amore e della sensualità. Siamo a Copenaghen, inizi Novecento: entrambi stanno dipingendo nel loro atelier, lui realizza paesaggi velati dalla nebbia del Nord; lei ritrae su enormi tele i ricchi committenti della borghesia cittadina. Proprio per completare uno di questi lavori, il ritratto di una nota cantante d'opera, Greta domanda al marito di posare in abiti femminili. Da principio Einar è riluttante, ma presto viene completamente sedotto dal morbido contatto della stoffa sulla sua pelle. Via via che si abbandona a questa esperienza, il giovane entra in un universo sconosciuto, provando un piacere che né lui né Greta avrebbero mai potuto sospettare. Quel giorno Einar ha un'autentica rivelazione: scopre infatti che la sua anima è divisa in due e forse lo è stata sempre: da una parte l'artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall'altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere...

  • Titolo: The danish girl
  • Autore: David Ebershoff
  • Editore: Giunti
  • Collana: Scrittori Giunti
  • Pagine: 368
  • Prezzo: Euro 18

Uscirà invece il 17 marzo nei cinema italiani Brooklyn (id.) di John Crowley, altro film piuttosto tradizionale nell'impostazione che si è fatto notare soprattutto per l'interpretazione di Saoirse Ronan (la ricordate in Espiazione e The Grand Budapest Hotel?), candidata come Miglior Attrice Protagonista. La pellicola ha guadagnato anche la candidatura come Miglior Film e Miglior Sceneggiatura non Originale, adattata per il grande schermo nientemeno che da Nick Hornby, e tra parentesi vanta nel cast anche due eccellenti caratteristi del cinema inglese come Julie Walters e Jim Broadbent. Il film racconta una storia piuttosto classica, quella dell'emigrante irlandese (quanti ne abbiamo visti!) divisi tra l'amore per la propria terra e il desiderio di indipendenza, fomentato dalla giovane e turbolenta America. La storia ha un'impostazione tradizionalmente melodrammatica, in linea con quella del romanzo omonimo che l'ha ispirata, di Colm Tóibin, edito anche questo da Bompiani:


Non è facile trovare lavoro a Enniscorthy, una cittadina nel sudest dell'lrlanda. I primi anni cinquanta sembrano seminare solo insoddisfazione e nostalgia per un benessere che non c'è, neppure all'orizzonte. La giovane Eilis Lacey, prigioniera del confronto quotidiano con la madre e la sorella Rose, non vede davanti a sé alcuna prospettiva, finché l'imprevedibile visita di un prete emigrato, padre Flood, le fa scorgere l'opportunità di una vita diversa, al di là dell'oceano, a New York. E sarà proprio a Brooklyn che Eilis riuscirà a trasformare il passato in un futuro libero e propizio. E l'incontro con Tony, un ragazzo da amare, farà del sogno una reale possibilità che cambierà la sua vita, forse, per sempre. Colm Tóibín racconta una storia d'amore fatta di passioni e cadute; e la vertigine di Eilis, nella scelta fatale tra senso del dovere, appartenenza alla famiglia e desiderio di libertà, in quella linea d ombra tra l'adolescenza e l'età adulta.

  • Titolo: Brooklyn
  • Autore: Colm Tóibin
  • Editore: Bompiani
  • Collana: Letteratura straniera
  • Pagine: 336
  • Prezzo: Euro 18.50/li>

E' tratto invece da un racconto di David Constantine 45 anni (45 years), film britannico presentato al 65° Festival del Cinema di Berlino, dove i due protagonisti, Charlotte Rampling e Tom Courtenay, hanno vinto l'Orso d'argento per le loro interpretazioni. La Rampling replica con la candidatura agli Oscar come Miglior Attrice, unica nominata per questo dramma da noi uscito il novembre scorso un po' in sordina, una storia che solitamente non attira il grande pubblico, quella di una coppia sposata da 45 anni, la cui tranquillità è turbata all'improvviso da una lettera che riporta a galla passati amori, creduto sepolti e dimenticati.
Il racconto di Constantine, intitolato In another country, è da noi inedito ma può essere acquistato in diverse librerie online all'interno di una raccolta di racconti:


The first American publication by one of the greatest living fiction masters, In Another Country spans David Constantine's remarkable thirty-year career. Known for their pristine emotional clarity, their spare but intensely evocative dialogue, and their fearless exposures of the heart in moments of defiance, change, resistance, flight, isolation, and redemption, these stories demonstrate again and again Constantine's timeless and enduring appeal.

  • Titolo: In another country: Selected Stories
  • Autore: David Constantine
  • Editore: Comma Press
  • Pagine: 224
  • Prezzo: Euro 14.00

E' basato su una biografia invece L'ultima parola - La vera storia di Dalton Trumbo di Jay Roach, che ha portato alla sua prima nomination Bryan Cranston, il celebre Walter White della serie tv Breaking Bad, che l'ha lanciato definitivamente come attore di altissimo spessore. Presentato l'anno scorso al Toronto Film Festival, è uscito proprio questo mese in Italia dove al momento questa storia vera non sembra aver attirato particolarmente l'attenzione. Il tema è interessante ma forse più adatto a un pubblico americano che meglio conosce il periodo della caccia alle streghe degli anni '50, quando moltissime persone, tra le quali esponenti di primo piano della Hollywood impegnata nei diritti civili, come appunto lo sceneggiatore Trumbo, furono arrestate, interrogate e spesso rovinate dall'accusa di essere simpatizzanti comunisti e quindi responsabili di attività anti-americane.
Rizzoli, sempre attenta alle nuove uscite cinematografiche, si è occupata di portare in Italia la biografia di Bruce Cook da cui il libro è stato tratto:


"Lei è mai stato membro del Partito comunista?" Alla domanda di J. Parnell Thomas, senatore e presidente della Commissione per le attività antiamericane, Dalton Trumbo - lo sceneggiatore più pagato e ammirato di Hollywood - non risponde. Alle sue spalle, per sostenerlo, ci sono Humprey Bogart, Lauren Bacali, Gene Kelly, John Garfield e John Huston. È il 1947, e negli Stati Uniti l'ondata di paranoia anticomunista investe anche gli studios: centinaia di registi, attori e scrittori sono chiamati a deporre. Solo dieci di loro, gli Hollywood Ten, saranno inquisiti e imprigionati per essersi rifiutati di parlare, di tradire compagni e amici. Da allora Trumbo sarà costretto a lavorare per il mercato nero, senza poter firmare le sceneggiature di capolavori come Vacanze romane e La più grande corrida. È solo nel 1960 che Kirk Douglas, produttore e protagonista dello Spartacus di Stanley Kubrick, vuole scrivere il suo nome chiaro e tondo nei titoli di testa del film. "In ogni città e provincia liste di dissidenti sono già compilate" è lo battuta più celebre di Laurence Olivier nelle vesti del generale Crasso. "Trumbo è, senza dubbio, un prodigio della volontà. Ha sempre tenuto duro: è sopravvissuto, ha prevalso, ha persino trionfato. Si potrebbe persino prenderlo come esempio di un certo tipo di valori - tenacia, indipendenza, perseveranza - che oggigiorno sono diventati parecchio rari."

  • Titolo: L'ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo
  • Autore: Bruce Cook
  • Editore: Rizzoli
  • Collana: Saggi stranieri
  • Pagine: 409
  • Prezzo: Euro 19.00
 

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