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24 novembre 2014

Tutti i difetti che amo di te - Anna Premoli

Dopo centinaia di migliaia di copie vendute con i suoi primi romanzi, torna Anna Premoli, il caso editoriale degli ultimi anni, con un romanzo divertente, romantico e ricco di colpi di scena. Mettere i bastoni tra le ruote alla propria famiglia è una vera arte per Ethan Phelps, perfezionata con cura nel corso degli anni. Quando suo padre muore, senza lasciare alcun testamento, il ragazzo eredita le quote della sua multinazionale. Ma è evidente a tutti che Ethan non ha il pallino per gli affari.
Passa le serate tra bar e locali offrendo da bere a chiunque e pagando conti salatissimi, riarreda il suo lussuoso loft senza badare a spese e spreca il tempo in compagnia di individui inutili. Quando però, un bel giorno, fa irruzione completamente ubriaco in una riunione di azionisti, i familiari si convincono che è il momento di prendere drastici provvedimenti, primo fra tutti, nominare un amministratore che tuteli il suo patrimonio. Dopo diversi tentativi falliti viene nominata un’affascinante avvocato specializzato in brevetti aziendali, Sara Di Giovanni. Sara ha il grande vantaggio di essere determinata e di non lasciarsi imbambolare dai modi di Ethan. Tra loro è da subito scontro aperto: lui non vuole ridimensionare il suo stile di vita e lei non ha nessuna intenzione di farsi mettere i piedi in testa da un presuntuoso rampollo. E così, poco alla volta, la tensione arriva alle stelle. Anche se il loro rapporto, a suon di dispetti, è destinato a evolversi in qualcosa di ben più complicato ed eccitante…

Recensione

Dopo il grande successo avuto con Ti prego, lasciati odiare, Anna Premoli non si è più fermata e oggi è, a tuttotondo, la regina del rosa italiano con all’attivo ben quattro successi editoriali. Tutti i difetti che amo di te è uscito a ottobre e come le altre pubblicazioni ha uno stile inconfondibile, un talento innato oserei dire. L’autrice ama tenere il lettore sulle spine, i protagonisti si punzecchiano per tutto il corso della vicenda regalandoci un’emozione dopo l’altra.
La nota stonata è che alcuni elementi di questa storia mi hanno un po’ delusa, non tanto per la trama, che ho trovato davvero ingegnosa e divertente, ma per le caratteristiche riservate al personaggio maschile, Ethan Phelps, il quale ci viene presentato come un narcisista, egocentrico e viziato rampollo dell’alta società - e fin qui tutto nella norma - ma la lunga chioma appositamente decolorata per le occasioni mondane e la dose di codardia della quale viene investito mi hanno un po’ destabilizzata.
Forse l’autrice voleva dare una rinfrescatina al classico prototipo del bellone virile, presente nel 90% delle pubblicazioni femminili di genere? Non saprei dirlo, ma so per certo che inserire una scena con un grosso ragno peloso e far saltare l’uomo presente, il nostro protagonista maschile per l’appunto, sul divano, per la paura, non mi ispira fiducia; ho temuto, e per un bel po’ di pagine, che uscisse fuori una vagina dai pantaloni del nostro Ethan.
Apprezzo il fatto che per una volta ci venga presentato un personaggio maschile diverso dal solito, un uomo con le sue fragilità, i suoi dilemmi interiori, il suo esteriorizzare le emozioni, caratteristica che sappiamo essere principalmente femminile, ma poteva essere fatto in maniera meno “dolorosa” e meno avvilente per la mentalità da cenerentola delle donne che leggono un certo genere di libro, perché onestamente compriamo e leggiamo un certo tipo di storie aspettandoci certe caratteristiche ben definite e quando queste non si trovano la delusione è inevitabile.
Mi chiedo se questo azzardo porterà Anna Premoli verso un’ulteriore crescita personale e le farà venire voglia di cimentarsi in qualcosa di maggiormente introspettivo o sarà il campanello d'allarme per fare un piccolo passo indietro. Non sta a me deciderlo, piuttosto alle critiche.
Personalmente apprezzo molto l’autrice e mi cimenterò nella lettura delle successive opere proprio perché amo questo suo modo di raccontare un tipo di realtà, uomini platinati a parte.
Sara Di Giovanni, invece, è la nostra avvocatessa del cuore e rappresenta tutte noi, battagliere e un po’ fifone quando si tratta di aprire il cuore, tanto intelligenti, sagaci e determinate, quanto impaurite dall’eventualità del grande amore. Anche Sara si presenta come un personaggio femminile diverso dal solito, preponderante e ben delineato il suo carattere, mostra una donna diversa da quelle a cui siamo abituate. Una serie di sorprese insomma, anche se qualcuna non mi ha convinto del tutto ma, si sa, non tutte le ciambelle escono col buco.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tutti i difetti che amo di te
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton&Compton
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 978-88-541-6891-6
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro

18 novembre 2014

Intervista ad Amabile Giusti, autrice di "Trent'anni e li dimostro"

L'autrice


Amabile Giusti è nata in Calabria ed è lì che vive ancor oggi: proprio sulla punta dello stivale, fra il mare e la montagna, vicino a una distesa di verde che, vista dall'alto, sembra la sagoma di un cavalluccio marino. Ha frequentato il liceo classico e si è laureata in Giurisprudenza. Fa l'avvocato ma non si sente avvocato. Scrivere è la sua vita vera. È un tipo che ascolta molto e parla poco, ma quando scrive non si ferma più...
Amabile ha pubblicato i romanzi Non c'è niente che fa male così (La Tartaruga 2009) e, per Baldini&Castoldi, Cuore Nero (2011) e Odyssea (2013).



Il libro


Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare a fine mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti pro (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa... Del resto è stato così anche per l'autrice di questo romanzo, che scrive da sempre e non si è arresa alle difficoltà del mondo editoriale, decidendo di auto-pubblicare il suo libro in rete... il successo è stato talmente grande che presto un'agente ha notato il libro, e ha dato vita a un'asta tra gli editori! Per questa nuova edizione cartacea del romanzo Amabile ha lavorato ancora, insieme alla sua editor, per regalare alle lettrici una storia strepitosa, scritta magnificamente e piena dello humour e dei sapori delle ragazze italiane. La storia di una donna vera, non giovanissima, non bellissima, ma piena di grinta, e capace di trovare il proprio posto nel mondo. Perché nella lingua della felicità l'aggettivo imperfetta vuol dire, semplicemente, unica.

La nostra recensione qui.

L'intervista


1. Cara Amabile, vuoi dirci come è nata l’idea di scrivere un romanzo chick-lit?

Ciao a tutti! Come sa chi mi conosce un pochino, io non ho un genere fisso di appartenenza, ho spaziato dalla narrativa contemporanea al fantasy, inteso sia come urban che come fantasy dai canoni più classici, al romance storico fino, appunto, al chick lit. Mi piace reinventarmi e mettermi alla prova. La “letteratura per pollastrelle” mi ha permesso di divertirmi e divertire e ha fatto emergere il mio lato folle. Quando ho scritto Trent’anni e li dimostro (più di dieci anni fa) avevo bisogno di regalarmi qualche sorriso


2. Sappiamo che hai già pubblicato due romanzi con l’editore Baldini&Castoldi, vorresti raccontarci la tua esperienza in modo da rendere partecipe il pubblico di aspiranti scrittrici e consigliarlo sulla strada migliore da seguire?

In verità, i romanzi che ho già pubblicato in passato sono tre: Non c’è niente che fa male così, Cuore Nero e Odyssea. Oltre il varco incantato, adesso fuori catalogo e quindi di difficilissima reperibilità a causa di varie vicende che hanno coinvolto l’editore e che preferisco non approfondire. Diciamo che è un’esperienza che mi ha fatto crescere, anche se non è andata come avrei desiderato e, allo stato attuale, nel bilancio dei pro e dei contro, sono molte di più le delusioni che ne ho ricavato delle soddisfazioni.


3. La tua pubblicazione è passata prima per il self-publishing, consiglieresti ad altri autori questa esperienza?

Proprio per colpa delle esperienze negative cui ho fatto cenno poco fa, a un certo punto ho deciso di fare da sola, autopubblicando Trent’anni e li dimostro, che avevo nel cassetto da diverso tempo. È stato facile, divertente, emozionante, mi ha riportata in mezzo alle persone, ai lettori, mi ha fatto sentire l’affetto della gente e mi ha ridato quella fiducia in me stessa che credevo definitivamente persa. Non solo lo consiglio, ma io stessa tornerò a servirmi del self per quei lavori più difficili da piazzare, vedi ad esempio il fantasy che al momento non suscita l’interesse degli editori tradizionali.


4. I personaggi del tuo libro sono liberamente ispirati a persone della vita reale o sono un’invenzione della tua immaginazione?

Un po’ e un po’. In gran parte sono frutto della mia scatenata fantasia, ma ci sono aspetti ispirati anche a persone reali, che ho incontrato, conosciuto, osservato, spiato. E a me stessa. In Trent’anni e li dimostro ho dato a Carlotta un po’ del mio sarcasmo e soprattutto quel prendersi in giro da sola che è, fondamentalmente, la sua forza vitale.


5. Il tuo modo diretto, vero e soprattutto divertente di scrivere, porta il lettore a rilassarsi nella lettura fin dalle prime pagine, pensi sia la tua firma come scrittrice di chick-lit?

Ho un mio stile, spero riconoscibile per i lettori, un mio modo di raccontare una storia. Scrittura fluida, periodi non troppo lunghi affinché chi mi legge non sia costretto a restare in apnea fino al punto. Ironia talvolta sfociante nella demenzialità ma anche qualche parentesi di riflessione. La mia firma è Amabile Giusti, solo io, una che non ha mai seguito corsi di scrittura, che scrive di pancia, che sbaglia tanto e impara tantissimo, che lascia sempre riposare ciò che scrive, e se non ride e non piange per prima di ciò che dovrebbe far ridere e piangere gli altri, cancella tutto e ricomincia. Una che ascolta i suggerimenti dei critici e desidera migliorarsi.


6. C’è un genere letterario che metti al di sopra degli altri? Un genere che ti fa perdere in ore e ore di lettura?

Non c’è un genere. Come autrice sono multiforme, versatile. Ciò che accomuna tutte le mie storie è il raccontare le emozioni della gente. Amore, dolore, tradimento, paura di crescere, paura di morire, invidia e lealtà. Neanche come lettrice ho un genere. Amo ciò che è scritto bene.


7. Tutte noi siamo state innamorate di “un Luca”, cosa consiglieresti a quelle ragazze che si trovano nella stessa situazione della tua Carlotta?

Luca è un personaggio da romanzo e va amato come tale. Nella vita reale un tipo così lo avrei preso a sganassoni sonori! I romanzi ci fanno sognare e sperare che il mondo sia un posto migliore e Cenerentola esista, ma la realtà il più delle volte è priva di lieto fine e i Luca di carne, a differenza di quelli di carta, alla fine lasciano solo amarezza. Per cui, ragazze, scappate a gambe levate da uno così perché non sarà mai un vero Luca ma solo una sua pessima imitazione!


8. Durante la stesura del romanzo è andato tutto liscio o qualche personaggio ti ha dato del filo da torcere?

Nessun filo da torcere, la scrittura è stata facile e naturale. I personaggi non mi danno mai problemi, devo dire la verità. A volte lo fanno le situazioni, certi intrecci in cui tutto deve combaciare e filare, ma mai i miei piccoli assurdi eroi.


9. Molte lettrici, ispirate dalla tua penna, vorrebbero intraprendere la strada della scrittura: vuoi spiegare, quali regole, secondo te, sono da seguire durante la stesura di un romanzo rosa?

Non credo di essere la persona più giusta per dare suggerimenti di questo tipo, perché io stessa non ho regole esatte, non seguo scalette né tappe preordinate. Ho in mente una trama, che si arricchisce di dettagli man mano che scrivo. Ti posso dire ciò che piace a me: un amore imperfetto, ostacolato, difficile per qualche ragione. Un’eroina determinata ma non una guerriera che non ne sbaglia una, e soprattutto non una bellona assoluta. Un eroe forte all’apparenza che rivela un lato fragile e umanissimo. Personaggi di contorno caratteristici. E soprattutto, nei romanzi, la seduzione è più intrigante dell’amore, per quanto mi riguarda. Due che si incontrano, si amano e vissero tutti felici e contenti, mi annoiano a morte. Voglio problemi, fraintendimenti, nodi intrecciati e più ce ne sono più mi diverto. E non voglio sapere cosa succede dopo, non voglio vederli circondati di pargoli a giocare al cavalluccio dinanzi al fuoco, è una cosa che nei romanzi d’amore proprio non sopporto. Mio gusto personale, è ovvio.


10. C’è qualche succulenta novità in serbo per noi? Qualche nuovo personaggio pronto ad uscire dalla tua penna?

Sì, sto scrivendo una nuova storia, di cui non posso dire nulla, qualcosa che, ne sono sicura, sorprenderà i miei lettori. Posso solo dire una cosa: per la prima volta il mio protagonista sarà un uomo tutt’altro che bello.

23 settembre 2014

Trent'anni e li dimostro - Amabile Giusti

Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare alla fine del mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti pro (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa... Del resto è stato così anche per l'autrice di questo romanzo, che scrive da sempre e non si è arresa alle difficoltà del mondo editoriale, decidendo di auto-pubblicare il suo libro in rete... il successo è stato talmente grande che presto un'agente ha notato il libro, e ha dato vita a un'asta tra gli editori! Per questa nuova edizione cartacea del romanzo Amabile ha lavorato ancora, insieme alla sua editor, per regalare alle lettrici una storia strepitosa, scritta magnificamente e piena dello humour e dei sapori delle ragazze italiane. La storia di una donna vera, non giovanissima, non bellissima, ma piena di grinta, e capace di trovare il proprio posto nel mondo. Perché nella lingua della felicità l'aggettivo imperfetta vuol dire, semplicemente, unica.

Recensione

264 pagine di serenità. Un esordio in grande con un genere semplice ma molto amato dalle lettrici romantiche di tutto il mondo. Amabile Giusti è riuscita, come prima di lei Anna Premoli, a rilanciare il genere rosa made in Italy, equiparandolo alle più note scrittrici americane campionesse di vendite.
Una scrittrice che si cimenta con la stesura di un testo di genere chick-lit per la prima volta, riuscendo, dopo essersi auto-pubblicata, a farsi notare dall’agente letterario Laura Ceccacci e pubblicare da uno degli editori più noti del panorama italiano.

Il libro narra le vicende di una ragazza prossima ai trent’anni terribilmente innamorata del suo coinquilino sexy e superficiale, nulla di nuovo quindi; ciò che rende speciale questo libro è la capacità di rispecchiare un genere che ha dei precisi canoni stilistici e renderlo assolutamente coinvolgente.
Carlotta rappresenta tutte quelle ragazze insicure e arrendevoli nei confronti delle piccole lotte quotidiane che hanno come protagoniste la bellezza, la sensualità, la voglia di essere amate da qualcuno che può sembrarci irraggiungibile, solo perché si pensa di non esserne all’altezza.
Una protagonista schietta, buffa, terribilmente divertente e completamente persa in una miriade di voli mentali che altro non sono che insicurezze e castelli in aria. Lentiggini e capelli indomabili sono la punta di un corpo minuto ed esile che Carlotta detesta e considera bruttino. A fare da cornice troviamo invece una madre e una sorella decisamente fuori dagli schemi, entrambe bellissime e senza molti scrupoli se si tratta di raggiungere i propri obiettivi personali.

Il lettore si ritroverà immerso in una realtà caotica, si perderà nei bugigattoli dove la nostra Carlotta, si reca per acquistare delle cianfrusaglie costosissime commissionatele da un regista egocentrico e viscido per il quale la nostra protagonista deve a malincuore a lavorare. Ci saranno diversi giri di giostra con uomini incapaci di farle battere il cuore come il suo prezioso e irraggiungibile Luca, ma avremo anche la soddisfazione di veder crescere pian piano e in maniera non semplice, un sentimento che ci lascerà con il sorriso e le farfalle nello stomaco.

Situazioni romantiche e piccanti vi spingeranno a divorare questo libro in una giornata soltanto, facendovi fantasticare e sorridere allo stesso tempo. Una sorpresa, questo è stato per me, una sorpresa davvero piacevole.
Amabile Giusti usa con cognizione di cause la nostra bella lingua; nonostante la semplicità che il genere richiede e l’uso della prima persona non lascino molto margine d’interpretazione del testo, lei ha saputo rendere in maniera diretta e realista i dialoghi che si susseguono senza sosta. Il modo di descrivere le sensazioni interiori della protagonista lascia intuire un sapiente uso della scrittura e mi fa sperare che l’autrice voglia cimentarsi anche nella stesura di un testo di maggiore spessore letterario. Non mi resta che augurarmi di poter leggere presto una nuova avventura in rosa o in altri colori, perché no, della nostra Amabile Giusti.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Trent'anni e li dimostro
  • Autore: Amabile Giusti
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: settembre 2014
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 9788804643678
  • Pagine: 261
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 11,90 Euro

10 marzo 2014

Il signore della neve e delle ombre - Sarah Ash

Allevato da una madre protettiva al confortante calore del Sud, Gavril Andar non sa nulla del padre o della terribile eredità che questi gli ha lasciato. Ma non dovrà attendere molto prima che il destino lo travolga. Quando il signore del gelido regno di Azhkendir, un uomo nelle cui vene scorre il sangue ardente del guerriero-dragone conosciuto col nome di Drakhoul, viene assassinato, i suoi soldati decidono di rapirne il figlio, Gavril, perché compia la vendetta che bramano. Il giovane imparerà presto che diventare un Drakhaon non significa solo salire al trono di Azhkendir, ma anche trasformarsi in un essere di straordinaria forza e potenza, una creatura che ha bisogno del sangue di innocenti per poter sopravvivere. Avrà allora inizio la battaglia di Gavril per la sua anima umana, mentre la sua vita e il suo regno sono minacciati da temibili forze in agguato ormai da lungo tempo. Combinando il meglio della tradizione del genere fantasy con il suo punto di vista unico, Sarah Ash ci regala una nuova saga con un’avventura epica e personaggi indimenticabili. Una storia ambientata in un mondo scosso da intrighi politici, magia e passioni, tra luce e oscurità.

Recensione

La casa editrice romana Gargoyle Books ci presenta Il Signore della Neve e delle Ombre, primo dei tre romanzi di Sarah Ash che compongono il ciclo de Le lacrime di Artamon.
Nel libro vengono narrate le avventure di un giovane pittore, Gavril, che vive nella regione della Smarna, un luogo soleggiato e tranquillo. L’amato paesaggio verrà purtroppo sostituito dagli spazi nevosi e gelidi del Nord, quando il ragazzo viene rapito da un gruppo di guerrieri del regno di Azhkendir facendogli scoprire di essere figlio del Drakhaon e dunque erede al trono della desolata Azhkendir. Sarà qui infatti che dovrà forzatamente recarsi subito dopo la morte del padre, assassinato in seguito a loschi intrighi politici; costretto ad adeguarsi ai costumi di un popolo barbaro Gavril si troverà coinvolto in qualcosa molto più grande di lui.
Regno antagonista in questa difficile disputa è quello di Tielen, che vuole la supremazia sull’Azhkendir e sul Muscobar, patria della bella Astasia, duchessina di cui Gavril è innamorato. Insieme all’Azhkendir, Gavril erediterà dal padre poteri enormi legati alla trasformazione del suo corpo in un demone con la forma di un drago che si ciba di anime innocenti. Gavril combatterà per non perdere la sua umanità una lotta estenuante. Con l’aiuto di Kiukiu una ragazzina con poteri magici legati alla musica e di un altro alleato, Gavril affronterà gli ostacoli che gli si presenteranno, lottando sia contro i suoi nemici che contro la sua duplice natura di uomo e di mostro.

Un fantasy avvincente nell’idea, fatto di regni in lotta fra loro, storie d’amore tra membri di famiglie nemiche, scienziati misteriosi che altro non sono che stregoni o monaci guaritori e persino personaggi in grado di resuscitare i morti, vago riferimento alla penna di George Martin.
Un calderone di accadimenti, vicende, personaggi e magia, il tutto ben dosato, a volte centellinato direi, visto che molte descrizioni e diversi personaggi non vengono affatto approfonditi. Sarà perché la Ash ha voluto lasciare il meglio per i libri successivi? Non saprei dirlo, ma so con certezza che le varie carenze riscontrate e il linguaggio alle volte davvero poco pertinente (colpa della traduzione italiana?), hanno infastidito la mia lettura e l’hanno rallentata.
Il signore della neve e delle ombre è un fantasy, ambientato quindi in un mondo inesistente con elementi straordinari se paragonati alla realtà di tutti i giorni, pertanto risulta poco sensato l’inserimento di riferimenti alla nostra quotidianità in espressioni come “giardini all’italiana” o “illuminato come un luna park”. Mi sembra fuori luogo la scelta di vocaboli del genere quando si descrive un regno con leggi, ambientazioni, personaggi e atmosfere tutt’altro che reali.
Altra nota dolente e abbastanza confusa è la descrizione che la Ash fornisce di Rossiya, il continente in cui sorgono Azhkendir, Tielen e Muscobar. Per orientarci, abbiamo soltanto una cartina a inizio volume e qualche descrizione geografica del luogo, non compaiono però riferimenti che coinvolgano la popolazione che lo abita a eccezione del popolo dell’Azhkendir, verso il quale la scrittrice spende qualche parola in più: sappiamo che credono negli spiriti dei defunti e di un loro possibile ritorno, visto però in maniera nefasta. I protagonisti, spesso distanti dalle tradizioni dell’Azhkendir, credono in entità di cui però non ci è dato sapere nulla, così come nulla è spiegato riguardo alla divinità al cui servizio opera la congregazione di monaci che vive in queste terre. Una scelta ben ponderata in previsione del prossimo tomo? Non saprei dirlo ma indubbiamente i punti interrogativi lasciati in sospeso sono molti e vanno a scapito della comprensione della storia.
Anche la descrizione politica dei regni non è chiara perché poco approfondita, ciò che sappiamo è che il continente era riunito sotto l’Imperatore Artamon, alla sua morte le diverse casate si contesero il potere, senza riuscir mai a prendere il sopravvento l’una sull’altra. Troviamo di fatto diversi regnanti con nomi differenti: Drakhaon. Principe, Granduca ma nessuna spiegazione sull’organizzazione politica o sulle cause che ci spiegano l’uso di tali onorificenze.
Apprezzabile, invece,la mossa di non inserire scene truculente o comunque in linea con i fantasy più famosi. Non posso affermare che il libro non mi sia piaciuto nella sua totalità, ma indubbiamente, aspetto la lettura degli altri tomi per avere un quadro più chiaro e completo della saga.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il signore della neve e delle ombre
  • Titolo originale: Lord of snow and shadows
  • Autore: Sarah Ash
  • Traduttore: Stefania Minacapelli
  • Editore: Gargoyle
  • Data di Pubblicazione: Ottobre 2013
  • ISBN-13: 978-88-98172-11-5
  • Pagine: 601
  • Formato - Prezzo:Copertina rigida - Euro 19,90

3 marzo 2014

Albion - Bianca Marconero

Cresciuto senza madre, e dopo aver perduto il fratello maggiore – morto in circostanze misteriose –, nel giorno del funerale dell’amatissimo nonno, Marco Cinquedraghi riceve la notizia che gli cambierà la vita: deve lasciare Roma e partire per la Svizzera. È infatti giunto il momento di iscriversi all’Albion College, la scuola in cui, da sempre, si diplomano i membri della sua famiglia.
Ma il blasonato collegio riserva molte sorprese. Tra duelli di spade e lezioni di filologia romanza, mistici poteri che riaffiorano e verità sepolte dal tempo che riemergono, Marco scoprirà il valore dell’amicizia e capirà che l’amore, quello vero, non si ottiene senza sacrificio.
Nelle trame ordite dal più grande dei maghi e nell’eco di un amore indimenticabile si ridestano legami immortali, scritti nel sangue. Fino all’epilogo, tra le mura di un’antica abbazia, dove Marco conoscerà la strada che le stelle hanno in serbo per lui. Il destino di un re il cui nome è leggenda.

Recensione

Una pentalogia. Perché è di questo che si tratta. Albion è il primo di cinque libri che usciranno nel tempo e che, statene certi, vi faranno penare l’attesa e non poco. Un romanzo che sicuramente stregherà i più giovani e sarà una lettura piacevole e leggera per chi, come me, ha superato i trenta. Ciò che in principio potrà sembrare una banale storia fra adolescenti, vi condurrà pian piano in atmosfere dal sapore fantastico. All’interno di semplici ambientazioni quotidiane si inseriranno lentamente gli elementi che fanno di questo romanzo uno Young Adult in piena regola.

Marco, il nostro protagonista, vive l’evolversi delle vicende che lo riguardano in un crescendo di consapevolezza, quasi un “romanzo di formazione”, per certi versi, nel quale il ragazzo, pur possedendo una personalità superficiale e scontrosa, prende coscienza di essere migliore di come appare, affrontando sfide e prove che lo condurranno in un punto diverso da quello di partenza.
Oltre a Marco sono tre i protagonisti principali di questo romanzo: Helena Gomez, ragazza della quale Marco si infatuerà irrimediabilmente, pur negandolo in principio, prima agli altri e dopo a se stesso; Lance Chevalier, compagno di stanza di Marco e irresistibile personaggio che sembra però rifuggire le attenzioni che le ragazze gli riservano; Deacon Emrys, matematico geniale dotato di poteri particolari e migliore amico di Helena. Marco, presentato per buona parte del libro come odioso e infantile, diventerà via via più consapevole, merito probabilmente della vicinanza di Deacon ed Helena; i due, infatti, dotati di sensibilità e altruismo, influenzeranno gli atteggiamenti del protagonista, costruiti in seguito ai condizionamenti dettati dalla sua posizione sociale.

Albion è l’antico nome della Gran Bretagna, il regno che le leggende associano a Re Artù. Tutta la saga è un chiaro riferimento alle storie del ciclo arturiano, fino a sfociare, negli ultimi capitoli, a una chiara spiegazione di tale scelta. Le vicende all’interno del castello vengono lasciate perlopiù a metà, Bianca Marconero ci mostra solo in parte ciò che con tutta probabilità accadrà nel secondo libro, un’attesa ben ponderata con colpi di scena e situazioni che faranno sicuramente appassionare i lettori più giovani.

Molto esaustiva e davvero ben descritta la parte dei combattimenti nella giostra, che dimostra oltretutto un’assoluta conoscenza e padronanza dei termini usati per il gioco della scherma e per le tecniche di combattimento adottate.

398 pagine scorrevoli. L’unica pecca che ho riscontrato riguarda la ridondanza di alcune situazioni e accadimenti, come il rimarcare il brutto carattere di Marco in più riprese. Avrei preferito maggiori azioni collettive e meno accanimento nel mostrare il pessimo atteggiamento del protagonista, del quale si potevano approfondire maggiormente gli stati d'animo invece di ribadire episodi in cui il suo lato negativo viene messo in luce.

Gli elementi moderni si vogliono fondere con tradizioni antiche, un giochino che riesce bene alla scrittrice e che fa un po’ sorridere in alcuni punti: immaginare che dentro l’abbazia di Montecassino possa esserci una arsenale di modernità e tecnologia avanzate, risulta quantomeno poco credibile ma decisamente pertinente a una trama pensata e scritta per un pubblico giovane. Ottimo l’uso della sintassi e la struttura dei discorsi parlati, peccato l’inserimento di parolacce che ci regalano un po’ di ironia spensierata ma personalmente non gradita.

Che dire, un libro che si lascia leggere in poche ore, una ventata di grammatica e sintassi corrette e scorrevoli, una saga che ha tutta l’aria di poter diventare un riferimento per gli adolescenti che amano sognare.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Albion
  • Autore: Bianca Marconero
  • Editore: Limited Edition Books
  • Data di Pubblicazione: marzo 2013
  • ISBN-13: 9788890841309
  • Pagine: 400
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - Euro 14,90

10 ottobre 2013

The Vincent Boys - Abbi Glines

Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vivono passioni sconvolgenti...
Ashton, brava ragazza di "professione", cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero.
Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però la "ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits.
Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere...
Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente...
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Recensione di Romi Blanche

Confesso che il timore nell'accettare di recensire questo libro era dovuto al fatto di ritrovarmi faccia a faccia con Dawson, Joey e Pacey, protagonisti del famosissimo telefilm di fine anni 90 intitolato "Dawson's Creek", in versione però moderna e spregiudicata. Temevo di non riuscire a reggere il colpo e già proiettavo la mia mente a vivere un altro teen drama in piena regola, con l'aggiunta del sesso spregiudicato fra adolescenti, non semplice da digerire insomma. In effetti la somiglianza c'è, i tre protagonisti di "The Vincent boys", si frequentano fin da bambini, si vogliono bene e si conoscono alla perfezione, tutte cose già viste, indubbiamente. Ciò che di positivo ha questa somiglianza è che se avete amato Dawson's Creek, non potrà non piacervi anche il libro di Abbi Glines.

Fra tutte le pubblicazioni uscite quest'anno, di genere erotico, confesso che solo le avventure di Ashton, Beau e Sawyer hanno catturato la mia attenzione. L'autrice ha uno stile di scrittura moderno, con un buona alternanza di sostantivi e aggettivi (come invece non accadeva con le 50 sfumature di grigio). 

Certo, parliamoci chiaro, non stiamo parlando di Vladimir Nabokov, padre del celeberrimo "Lolita", non siamo a livelli di scrittura alta o aulica: rimaniamo in un lessico semplice, diretto e immediato, e questo secondo il mio modestissimo parere è già un vantaggio. La narrazione scorre veloce, così come le azioni dei personaggi, e ho trovato davvero buona la capacità dell'autrice nel sincronizzare linguaggio verbale e azioni dei protagonisti; mi spiego meglio: come ho scritto, dal momento che il libro ha un lessico semplice, la narrazione scorre altrettanto velocemente, e altrettanto veloci sono gli eventi che si succedono. Mentre infatti Sawyer si trova fuori città in campeggio con la sua famiglia, Ashton soprattutto e poi Beau, non perdono certamente tempo per "riavvicinarsi", proprio come potrebbe succedere a due diciassettenni innamorati. E' davvero stimolante l'accoppiata accadimenti/stile narrativo adeguato, ed era un bel po' che in questo genere di pubblicazioni non la riuscivo a trovare, mi annoiavo già alla cinquantesima pagina. Abbi Glines ha scritto un libro per adolescenti, con un linguaggio indubbiamente adolescenziale, e mi spiace ma non ho nulla da recriminarle in questo, anche perché fino a oggi, rispetto alle pubblicazioni uscite nel 2012/13, è l'unica che ha reso il lessico pertinente alla scena.

Ho letto qualche recensione in cui si metteva in discussione l'uso di parole stupide e sboccate usate dall'autrice durante le scene sessuali fra Ashton e Beau. Io non sono d'accordo: trovo quelle parole adatte ai due adolescenti descritti nel libro, in particolare adatte a un personaggio, come Beau, cresciuto senza padre e con una madre molto discussa per via delle sue presunte abitudini sessuali. Cosa ci si può aspettare da un personaggio del genere? Che usi soltanto parole adatte a una ragazzina vergine o, al contrario, che si differenzi dal cugino perfetto e che diversamente da lui sia sboccato e maleducato? Devo però, proprio per dovere verso l'universo femminile, porre l'accento su due termini che mi hanno lasciata un po' basita, non tanto per la loro sfrontatezza, quanto per il ridicolo ricorso a termini quali "buchino" o "patatina": che Beau si riferisse agli organi sessuali di Ashton perché essendo una vergine aveva tutto ancora ben "stretto"? Ecco, imbarazzante è questa mia affermazione quanto ridicolo il ricorso a tali vezzeggiativi, che rimangono in ogni caso a uso di moltissime persone, e proprio per questo non del tutto passibili di giudizio negativo.

Indubbiamente, leggendolo a trent'anni anni vi verrà da sorridere, ma nemmeno troppo se pensiamo a quanto è cambiato oggi il linguaggio fra adolescenti. Le scene di sesso sono coinvolgenti, sfrontate e piene di ormoni infuocati, badate bene, con preservativo al seguito, il più delle volte, almeno. Alcune pagine del libro, devo ammetterlo, sono sicuramente strane o almeno poco credibili, come l'episodio che vede coinvolti Ashton e Beau, dove lei, come se fosse ipnotizzata da qualcosa di non ben definito, si avvicina a lui accarezzandoli il petto, per rendersi conto di quello che sta facendo solo una manciata di minuti dopo. Ritengo molto poco realistico un accadimento del genere, se non sotto droghe, direi. I personaggi presentati sono ben caratterizzati, l'autrice lascia diverse cose in sospeso ma questo credo sia perché è solo la prima di due pubblicazioni. Ashton è indubbiamente una protagonista indecisa e molto insicura, caratteristiche che accompagnano la sua crescita personale fino a portarla ad una consapevolezza e maturità alla fine del libro, pur conservando l'atteggiamento del "un piede in due staffe" che mi ha ricordato moltissimo Bella, la protagonista della saga Twilight. Il fattore "dolore", ben presente in tutte queste pubblicazioni a carattere erotico, è esorcizzato dalla scrittrice attraverso il ricorso al sesso, discutibile ma assolutamente accettabile; quando infatti la protagonista femminile perde la nonna, unica figura nel libro a conoscere davvero la sua personalità ribelle (oltre a Beau), Ashton decide di "esorcizzare" questa morte andando a letto con Beau. Ora, scelta assurda o possibile alternativa al dolore? Non sta a me giudicarlo, ma è mio compito affermare che, per quello che ho visto, nella vita c'è anche questo genere di "medicina", non me la sento perciò di etichettare la scena come assurda.

Un libro leggero, a tratti infantile, appassionato e coinvolgente, il regalo perfetto per chi vive i primi amori, la lettura adatta per chi ha nostalgia del passato e non pretende molto da una lettura dal sapore estivo. Diciamo che fra tutte le trovate commerciali che ho avuto il dispiace di leggere, questa è quella che sa far bene il suo lavoro.

Giudizio:

+3stelle+

Recensione di Valetta

Sinceramente non so nemmeno da dove partire nel commentare questo libro.
Possiamo cominciare col dire che non è per niente chiaro perché venga classificato come "New Adult": non ci sono adulti qui e sicuramente non c'è nulla di nuovo.

Ciò che abbiamo è l'ennesimo triangolo amoroso tra diciassettenni con la brava ragazza contesa fra il ragazzo perbene e il "bad boy" del paese. Peccato che Sawyer più che un ragazzo per bene non sia altro che un bigotto mentre Beau si è guadagnato la fama di scapestrato semplicemente per il fatto di bere birra, far sesso con la fidanzata e giocare a biliardo nel pub dove la madre fa la cameriera. E qui l'autrice dà alla storia un vero e proprio colpo di classe: la madre di Beau è cameriera in un bar (e naturalmente risponde allo scontatissimo nome di "Honey"), per cui può automaticamente essere classificata come zoccola.

Riassumendo: visto che Beau vive in una roulotte con la madre cameriera mentre il padre, noto buono a nulla, è morto da tempo, la città non può che considerarlo un tipo pericoloso, in quanto "macchiato dal sangue del padre" e proveniente da un "cattivo seme", come ci ricorda più volte il predicatore del villaggio (che ovviamente è anche il padre della protagonista). Alla faccia della solidarietà cristiana.

Chiude il triangolo la gattamorta Ashton, la quale dopo un'infanzia passata a comportarsi da maschiaccio decide senza apparente motivo di doversi trasformare nell'ideale della brava ragazza che, nella mentalità medievale di Sawyer, significa sorridere sempre, essere remissiva e naturalmente evitare il sesso come la peste. Il cuore del romanzo si sviluppa quindi attorno a questa ridicola battaglia interiore in cui Ashton si sforza di conformarsi ad un ideale di perfezione mentre in cuor suo vorrebbe solo divertirsi come qualsiasi altra ragazzina. Ma non temete, la battaglia ha vita breve: basta che Sawyer lasci la città per un paio di settimane perché Ashton butti alle ortiche le aspirazioni di beatificazione e conceda le sue grazie al bel Beau.

Seguono a questo punto una decina di capitoli del trito "ti amo ma non posso stare con te", condito con il "dramma" derivante dal fatto che i due contendenti sono cugini e amici fraterni e da un colpo di scena finale talmente infimo da suscitare più di una risata.

Il tutto scritto nello stile di una quattordicenne che ha visto troppe puntate di Gossip Girl, con la protagonista femminile perennemente urlante "OH MIO DIO" in caratteri cubitali e i due ragazzi che comunicano solo attraverso ringhi e grugniti, adeguati a cavernicoli quali sono.

E non dimentichiamo l'immancabile figura della adorata nonna che, come capita sempre in questo tipo di racconto, è la migliore amica e confidente della nostra Ashton e dimostra di avere una mentalità molto più aperta dei rigidi genitori, praticamente spingendola fra le braccia del bel Beau perché "comportarsi bene è noioso". 

Eh no, cara Abbi, sei tu ad esser noiosa. Quello che ci hai rifilato non è solo un pessimo romanzo, è una pessima storia d'amore con personaggi e situazioni stereotipate fino all'estremo, assenza totale di profondità psicologica e nemmeno capace di riscattarsi nelle scene di sesso, totalmente prive di sensualità e abbastanza dozzinale. Se non sapessi che le autrici di YA ci hanno finora abituati a protagoniste di una virginalità monastica mi chiederei qual è la causa di tanto scalpore.

A voler esser generosa definirei The Vincent Boys un "Harmony" per teenagers di cui le teenagers (e non solo loro) potevano tranquillamente fare a meno.

Giudizio:

+1stella+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Vincent Boys
  • Titolo originale: The Vincent Boys
  • Autore: Abbi Glines
  • Traduttore: Manuela Carozzi
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Chrysalide 
  • ISBN-13: 9788804629733
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 14,90

27 settembre 2013

Come inciampare nel principe azzurro - Anna Premoli

Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende neanche facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!

Recensione

Anna Premoli con questo suo secondo romanzo fa centro, come già era accaduto nel primo, se piace il genere, ovvio. Di nuovo portata al successo un’autopubblicazione, di nuovo il caso di una scrittrice italiana che sbanca nelle vendite grazie solo alla sua bravura. La Premoli, già autrice del noto Ti prego lasciati odiare, ci propone un nuova storia dalle ambientazioni insolite.
E’ stato molto interessante dare una sbirciatina nel mondo di Maddison, una ragazza in fondo insicura, con poca autostima (anche se millanta frasi da perfetta femminista che dichiara però di non essere), annoiata dal lavoro che svolge e convinta di dover aspettare un lavoro migliore, Il Lavoro Migliore che le salverà la vita e la tirerà fuori da quel vortice di abitudini nel quale stagna ormai da più di cinque anni. Peccato che l’unica vera abitudine che trapela dalla nostra protagonista sia quella di avere abitudini, per paura di cambiare forse? 
Ammiccamenti, risatine, piccoli colpi di scena, dialoghi accesi e ritmo incalzante, la fanno da padrone in questo romanzo che si lascia leggere in cinque ore appena. Quando Maddy incrocia lo sguardo di Max, non capisce subito in che guaio si sta per cacciare, lei non comprende, ma noi lettrici sì, o meglio, non aspettiamo altro… Potremmo essere tutte veggenti, non c’è dubbio. Da ragazza confusa, con idee preconfezionate sull’amore e con la forte convinzione di dichiararle apertamente, Maddison si trasformerà in una donna di ventotto anni che, con fare esitante e molto infantile, guarderà piano piano negli occhi qualcosa che in principio la terrorizzava… ma questo lo capiremo prima noi di lei.
L’ambientazione coreana è stata una piacevole sorpresa, e leggere che l’autrice ama i drama coreani lo è stato ancora di più! Nonostante Anna Premoli non sia mai stata in Corea (come lei stessa afferma nei ringraziamenti), le descrizioni dei luoghi e i nomi che usa per spiegare la cultura coreana mi sono sembrati esatti – non sono un’esperta della Corea, ma è un paese che mi attira molto e sono anni che guardo i loro drama, che sono poi le classiche telenovele italiane, anche se decisamente più belle e intriganti -. Se noi lettrici partivamo con il pregiudizio di affrettarci a leggere “la solita storia d’amore”, siamo state presto smentite, sia dall’ambientazione esotica che dall’introduzione di una figura maschile non convenzionale e difficilmente associata ai romanzi rosa di provenienza occidentale.
Ciò che amo in particolare di questa scrittrice è l’uso dell’ironia: i suoi romanzetti non sanno solo sedurre, ma anche far sorridere, un uso bilanciato di ironia e sessualità - oserei affermare. Parliamoci chiaro: potremmo tacciare Come inciampare nel principe azzurro della solita superficialità, ma io non sono d’accordo. A ogni genere il suo compito, a ogni scrittrice la propria scelta, e a ogni recensionista la propria opinione; vado fiera del fatto che sugli scaffali delle librerie italiane, in mezzo a mille nomi di scrittrici americane che scrivono romanzi rosa, figuri quello di Anna, e sono altrettanto soddisfatta di poter affermare che è davvero inutile demonizzare un genere letterario solo perché non ha standard alti di letteratura. Il mondo è bello perché si diversifica, lasciamo quindi ai sogni romantici e un po’ infantili il diritto di accomodarsi sui comodini di tante lettrici italiane.
La mia nota dolente (deformazione professionale) va agli errori presenti nel testo, troppi refusi e qualche frase grammaticalmente non proprio corretta disturbano il mio maniacale senso dell’ordine. Possibile che, per la fretta di pubblicare, non ci si adoperi almeno per correggere eventuali refusi? Va bene vendere, va bene inseguire l’onda, ma non va affatto bene prendere in giro i lettori con pubblicazioni poco curate nel testo.
La mia nota d’esultanza invece va invece al fatto che la Colorado film ha acquistato i diritti per la riduzione cinematografica del libro.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Come inciampare nel principe azzurro
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Data di Pubblicazione: Settembre 2013
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 978-88-541-5589-3
  • Pagine: 320
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 9,90

2 agosto 2013

Storia di Malala - Viviana Mazza

Malala ha solo undici anni quando decide di alzare la voce. E ne ha quindici quando, in un giorno come tanti, mentre insieme alle sue amiche sta andando a scuola, i talebani tentano di ucciderla. Perché? Nel suo Paese, il Pakistan, si è scontrata contro chi vuole togliere alle ragazze e alle donne i loro diritti. Con l’appoggio della sua famiglia, Malala ha scelto di urlare il suo “no”. Poco più che bambina, ha lottato senza armi né violenza, ma con il coraggio delle parole e dell’istruzione, con la forza della verità e dell’innocenza. A metà tra il documentario e il diario, attraverso gli occhi di Malala e il cambio delle stagioni nella valle di Swat, scopriamo la vita e le paure, le amicizie e i sogni di una ragazza lontana eppure vicinissima.

Recensione

Nel giorno del suo sedicesimo compleanno, il Il 12 luglio 2013, Malala è invitata a parlare all’assemblea delle Nazioni Unite, e chiede ai leader mondiali di impegnarsi affinché il diritto all’istruzione sia garantito a tutte le persone in ogni parte del globo, senza discriminazioni. Candidata al premio Nobel per la pace dal partito laburista norvegese e appoggiata dall’organizzazione internazionale Change.org, Malala è il simbolo del coraggio per moltissime bambine di tutto il mondo.

Viviana Mazza, corrispondente agli esteri per il Corriere della Sera, racconta la sua storia in un libricino curato e realizzato per ragazzine a partire dai tredici anni. Il libro è rifinito fin nei dettagli, ogni capitolo inoltre è adornato da un disegno di Paolo d’Altan, illustratore autodidatta e per questo ancora più apprezzabile.

Numerose sono state le fonti consultate da Viviana Mazza per scrivere questa storia: il diario tenuto da Malala per la BBC è stato lo strumento più utile - racconta -, mentre i documentari del New York Times e le interviste concesse da Malala e da suo padre prima e dopo l’attentato sono servite come ulteriore documentazione, come del resto gli articoli usciti sui giornali pachistani e stranieri sulla situazione nella valle di Swat. La scrittrice narra gli eventi inserendo degli episodi o più specificatamente dei personaggi di sua fantasia, per meglio restituire i pensieri e le situazioni della vita vissuta da Malala. Nel libro scrive: “Queste ricerche mi hanno spinta, a volte, a includere nel racconto fatti contemporanei alla vicenda di Malala, ma non menzionati esplicitamente da lei: credo che siano utili a descrivere meglio il suo mondo e, per poterli narrare in maniera efficace, ho inventato alcuni personaggi e inserito dialoghi frutto della mia fantasia.”

La vicenda dell’attentato viene raccontata già nel primo capitolo: questo permette al lettore di tranquillizzarsi nella lettura dei successivi e di concentrarsi sulle vicende che vengono narrate. La valle di Swat, luogo dove si svolge la vicenda, viene descritta come una terra ricca e lussureggiante al cui interno finisce per imporsi il leader dei talebani, Maulana Fazlullah, trentenne ribelle che da ragazzo faceva il predicatore in moschea. Gradualmente Maulana riesce a insediarsi nelle case pachistane attraverso la radio, tanto che viene soprannominato “Maulana Radio”, e passa da prediche generiche sulla preghiera e contrarie alla guerra degli americani in Afghanistan a imporre veri e propri divieti che mirano a mortificare il corpo femminile attraverso il divieto dei cosmetici e l’imposizione del burqa. Maulana Radio forma giorno dopo giorno il suo esercito di ribelli talebani. La situazione degenera e si arriva al divieto di istruzione scolastica per le donne, ma Malala, incentivata fin da piccina da suo padre allo studio e all’ambiziosa carriera politica, non si perde d’animo e grazie anche all’aiuto di un giornalista della BBC riesce a dare la sua testimonianza sui fatti terribili che la coinvolgono.

Nonostante la storia sia narrata in modo infantile e leggero – per quanto possa essere possibile una narrazione leggera quando si trattano certi argomenti –, il diario di Malala racconta verità molto pesanti, episodi di violenza non giustificabile, parla della mortificazione dell’essere umano in ogni aspetto. Per certi versi mi ha ricordato il diario di Anna Frank, opera sconvolgente e memorabile allo stesso tempo, in cui i fatti narrati, pur se abominevoli, sono intrisi di speranza, passione, fede e amore verso la vita. Viviana Mazza ha deciso di raccontare qualcosa di estremamente forte e problematico, attraverso però degli occhi innocenti. Il risultato è che la vita vince su ogni dolore, su ogni evento e su ogni perversa crudeltà dell’essere umano. Una storia che sicuramente farebbe rivedere il concetto di "noia" alle ragazzine di tredici anni che "si annoiano" su Facebook.


Un estratto del libro molto significativo:

– In questi giorni hanno distrutto altre cinque scuole. Quello che non capisco è:  perché? – esclama. – Erano già chiuse. Nessuno ha più frequentato le lezioni dopo il giorno stabilito.
- Secondo me l’hanno fatto per vendetta – prova a spiegare Laila. – Ho sentito che l’esercito ha ucciso lo zio di Maulana Shah Dauran. I talebani fanno sempre così. Ogni volta che vengono colpiti, si vendicano sulle nostre scuole. E i soldati cosa fanno? Niente. Stanno seduti nelle loro baracche in cima alle colline, sgozzano le pecore e mangiano a piacimento.
Siccome suo papà fa il panettiere e dal suo negozio passa tanta gente, Laila sente sempre i discorsi degli adulti sui talebani. Ma a volte le voci che girano non sono vere.
Qualche giorno fa, per esempio, si era convinta che Maulana Shah Dauran, cioè il braccio destro di Fazlullah, fosse morto. Mentre in realtà è vivo e vegeto.
E infatti parla in continuazione alla radio.
Raccomanda alle donne di restare in casa e proibisce loro di andare al mercato. E’ un po’ assurdo, visto che, prima di diventare un talebano, aveva anche lui una bancarella al bazar. Avverte gli ascoltatori che le scuole, sia femminili che maschili, usate come basi dell’esercito verranno attaccate. Annuncia che tre ladri saranno frustati e invita tutti i cittadini ad assistere allo “spettacolo”.
- Ma perché i soldati non ci difendono? – si chiede Malala. – Perché non vanno ad arrestare i talebani? Durante le esecuzioni pubbliche, per esempio… Sanno che possono trovarli lì.
Sembrerebbe logico, come i problemi di matematica assegnati a Malala e Laila per le vacanze. Ma i comportamenti dei grandi, a volte, seguono calcoli diversi, e sono davvero incomprensibili.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Storia di Malala
  • Autore: Viviana Mazza
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Contemporanea
  • ISBN-13: 9788804633679
  • Pagine: 181
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta, illustrato - Euro 14,90

21 luglio 2013

Infine chiedete aiuto. Storie di abbrutimento stipendiato - Marco Bifulco

Nel microcosmo di un ufficio spedizioni s’incrociano le storie d’impiegati e magazzinieri. Illusione e disincanto, stupidità e cattiveria, ozio e arrivismo si aggrovigliano nelle viscere d’un corpo malato. Un capo-ufficio incapace di comunicare. Una venditrice disposta a tutto per mantenere il suo stile di vita. Un magazziniere che tratta i collaboratori come bestie. La guerra aperta tra due venditori sulla strada. Storie che s’intrecciano sul filo del grottesco, fino a dipingere un affresco memorabile sulle speranze e l’abbrutimento d’una generazione schiava del marcatempo.

Recensione

Marco Bifulco, in sole 152 pagine, descrive uno spaccato di vita isterica e atrofizzata, per filo e per segno. In un ambiente chiuso, come può essere quello di un ufficio spedizioni, si avvicendano le vite di vari personaggi, tutte accomunate da un fattore: la mancanza di tempo e l'assillo che la fine di esso perpetua nei loro cuori  (di gomma) e nelle loro menti. I protagonisti della vicenda sono come ossessionati dalla "procedura": si deve seguire la procedura, deve essere fatto tutto secondo procedura, non si deve e non è possibile contrastare la procedura. L'obiettivo aziendale è tutto, è superiore perfino al sorriso, all'imprevedibilità degli eventi, viene prima della vita privata di tutti i protagonisti presentati nel corso della storia.

La tecnica di narrazione sperimentata dall'autore ricalca quasi un modello cinematografico: attraverso cambi di inquadratura, linguaggi diversificati da capitolo a capitolo, uno stile di scrittura che varia continuamente, Marco Bifulco riesce comunque a narrare gli eventi in maniera logica e continuativa, tenendo tutti i personaggi, anche quelli meno presenti, legati da un filo conduttore che li colloca nella giusta luce rispetto al lettore.

I sentimenti più opportunisti e falsi appartenenti alla razza umana vengono qui messi in essere attraverso false macchinazioni e falsi gesti cortesi; la cara Giuditta, personaggio emblema della volontà e dell'impegno del'essere umano, una volta tolta dalle scene, viene dimenticata, viene defraudata la sua postazione di lavoro e lasciate le sue speranze nel cassetto della sua scrivania, insieme alla foto con i suoi "cari" e falsi colleghi.

Una scrittura veloce, velata costantemente di ironia a tratti satirica direi, l'autore è bravo a giocare con il non detto e ad esprimerlo attraverso le azioni, alle volte assurde, dei suoi personaggi. Nel libro c'è una piccola nota stonata che non pesa però sulla scorrevolezza degli eventi, a essere onesta è semplicemente una storiella, con un suo perché, messa in un contesto che non riesce, secondo me, ad assorbirla completamente. Una storiella di cui non voglio rivelare nulla per non rovinarvi la sorpresa.

Luca Salvini è, secondo il mio parere, uno dei personaggi-emblema della spersonalizzazione dell'individuo medio. Il nostro Luca, infatti, afflitto da una gesticolazione fastidiosa che scopre le sue carte di uomo ansioso davanti ai clienti, si rivolge a un tale che applica il "metodo Minguzzi", metodo secondo il quale, attraverso il terrore psicologico, l'individuo che decide di aderire al programma creato da questo fantomatico Minguzzi, riesce a smettere di fare quelle cose che tanto lo infastidiscono di se stesso e che vorrebbe a tutti i costi modificare. Il capitolo è molto divertente, il messaggio profondo che lo scrittore vuole trasmettere di certo no. L'intero libro mi ha fatto pensare al concetto di "spersonalizzazione di massa" proposto da Heidegger, secondo il quale il termine "medietà" è quel carattere esistenziale che conduce l'uomo nel vortice del sì. Nella medietà, infatti, l'uomo non è più il sé, ma il sì, ed è in questo senso che ciascuno di noi si mimetizza e si livella.
Cosa succede nel mondo nato dalla penna dello scrittore ma, prima ancora, nel mondo reale, se non produci quanto ti viene richiesto? Semplice, l'azienda ti sostituisce con qualcuno migliore.

Infine chiedete aiuto: aprite gli occhi e riappropriatevi della propria vita!

Segnalo infine il mio apprezzamento per la prefazione di Silvia Lombardo. La scrittrice riesce a mettere bene in luce sia il messaggio che il libro di Bifulco vuole far arrivare sia il suo modo sperimentale di scrivere.

Sicuramente da leggere prima di tuffarsi nella lettura del testo.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Infine chiedete aiuto. Storie di abbrutimento stipendiato
  • Autore: Marco Bifulco
  • Editore: Bel-Ami Edizioni
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Germi
  • ISBN-13: 978-88-96289-29-7
  • Pagine: 152
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 10,00

5 luglio 2013

Tutte pazze per il rosa - Laura Schiavini

Sue, Cameron e Liz sono tre amiche che lavorano e vivono nell’ambiente universitario di Oxford e che condividono la stessa passione per i romanzi rosa.
Una passione che si consuma, con serate di lettura, in gran segreto nella libreria di Molly. Perché, se solo si sapesse in giro, diventerebbero lo zimbello di tutta l’università.
Ma è così liberatorio potersi confrontare fra amiche che sono sulla stessa lunghezza d’onda e lasciarsi andare, di tanto in tanto, a sognare il grande amore!
Sue è dolorosamente consapevole che la vita è un'altra cosa rispetto ai romanzi, tanto più che Charles, suo marito, è un uomo egocentrico e distratto che non sa che cosa sia il romanticismo. E quando Cameron Liz e Molly, alla fine trovano il Principe Azzurro, si ritrova ancora più sola e sconsolata.>
Tuttavia, anche nella vita vera può accadere che un marito distratto si renda finalmente conto di quanto la moglie sia infelice e decida di far sì che il suo sogno, si trasformi in realtà.


Recensione


Ho ritrovato in questo libro tutto il sapore del women romance in stile harmony, solo che questa volta a scriverlo è stata un'autrice italiana. Una piacevole sorpresa. I libri che ricalcano il modello romantico americano, pur trattando argomenti importanti come quello dell'amore, decidono di non andare troppo a fondo nelle questioni sentimentali, lasciandole come sospese. Ci sia aspetta una storia a lieto fine e si desidera vivere con la protagonista quel pathos d'amore un po' infantile e a tratti davvero prevedibile che questo genere ama raccontare. Queste letture sono molto leggere, non hanno pretese e vengono affrontate o per vivere la quotidianità in maniera più spensierata o per cercare di evadere dalla solita routine. Sono letture scacciapensieri e talvolta si prendono la colpa di illudere donne romantiche che possano davvero esistere gli uomini descritti in quelle pagine. Dall'altro lato della medaglia però, sono l'espressione di un inguaribile romanticismo da parte di scrittrici che non amano avventurarsi nella scrittura usando espedienti particolarmente complicati per esprimersi, e che vogliono invece cimentarsi in maniera semplice nella descrizione dei "drammi" del cuore.
Questo libricino di appena 28 pagine ricalca alla perfezione questo modello. L'espediente del club romance è molto carino, peccato non sia approfondito per nulla. Peccato in generale che ci siano solo ventotto pagine di lettura e che questo numero esiguo penalizzi il racconto, rendendolo in più punti affrettato e sommario. La fine è molto surreale e ad essere sincera ho sorriso quando l'ho letta, pensando a quanto sia altamente improbabile che un uomo faccia una cosa del genere. In fondo, però, in questo genere è di questo che si parla: dell'improbabilità degli eventi amorosi e di quanto sia eccitante fantasticarci sopra.
Mi sembra di aver trovato un solo refuso, cosa davvero insolita trattandosi di un'autopubblicazione. L'autrice padroneggia il genere e sa esprimersi a dovere, il suo stile è sobrio ed elegante, cosa non facile da ritrovare ultimamente.
Se amate il genere, avete mezz'ora di tempo libero e siete amanti dei romanzi d'evasione, ve lo raccomando.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tutte pazze per il rosa
  • Autore: Laura Schiavini
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ASIN: B00A9NERP2
  • Pagine: 28
  • Formato - Prezzo: Ebook Kindle - 0,99 €

2 luglio 2013

AAA Principe azzurro cercasi - Viviana Bardella

Il principe azzurro esiste davvero? E se sì, si cela forse sotto mentite spoglie? Olivia, sempre in lotta con la bilancia, e con un'amica/nemica top model, non ha mai interrotto la sua ricerca. Solo quando si troverà a vivere una storia passionale, comprenderà che la realtà è assai meglio della fantasia... Sarà allora in grado, di scegliere che strada percorrere?




Recensione

Olivia è una ragazza come tante: il suo lavoro consiste nel compilare statistiche e la sua vita da single si svolge in un appartamentino dove vive sola. La sua quotidianità è fatta di un dirimpettaio bellissimo ma giudicato in prima istanza decisamente cretino, una migliore amica, una grande nemica, il suo tanto desiderato dentista e qualche chilo di troppo che la affligge. Nel corso del racconto, Olivia realizzerà che il solo sentirsi più bella adottando qualche piccolo accorgimento la condurrà verso il sentiero dell'autostima e della consapevolezza, spingendola a tirare fuori tutta la sua sensualità. Decisa ad ottenere ciò che desidera, pianificherà un piano diabolico per conquistare il suo trofeo personale: il dentista dal quale si reca ormai da diverso tempo. Aiutata dal bel vicino di casa (che si scoprirà non essere un vero e proprio cretino), ostacolata però dalla sua acerrima nemica Antonella, conosciuta quando ancora andava alle scuole dell'obbligo, Olivia arriverà dritta dritta alla meta e ci regalerà attimi di ironia e di sesso selvaggio. Tra imprevisti, tradimenti, momenti di tensione e qualche insulto velato o svelato, arriveremo alla fine del libro che si concluderà nel più romantico dei modi.

La narrazione in prima persona stimola continuamente il lettore, facendogli avvertire la sensazione di essere il diretto confidente della protagonista. Nonostante la storia ricalchi modelli di vita e di letteratura molto conosciuti è, almeno fino a un certo punto, interessante e stimolante.
Viviana Bardella è stata davvero abile a ironizzare sia sulla protagonista che sui fatti che si susseguono attorno a lei. Purtroppo, però, se fino a metà libro il mio entusiasmo era abbastanza alto, verso la fine è andato scemando. La storia faceva presagire una novella Bridjet Jones di colore, e invece ci ritroviamo alla fine con una semplice e romantica ragazza che vede avverarsi il suo sogno di bambina, con l'aggravante che Olivia non sembrava affatto il tipo di donna che puntasse a quello. Per come viene caratterizzata, nonostante nelle prime pagine Olivia esprima il suo desiderio di trovare il principe azzurro, si intuisce che le sue insicurezze la portano a non frequentare molti uomini e a credere che un giorno arriverà il suo salvatore, poiché lei è la "bruttina" che va salvata da una vita di solitudine; accade invece che cambiando un po' il suo aspetto e riuscendo a perdere peso, diventerà più sicura di se stessa e scoprirà di poter avere più porte da aprire a disposizione. Dalla protagonista ci si aspetterebbe (e desidererebbe) altro, e invece ci si ritrova a leggere una storia che sembra non vedere l'ora di arrivare alla fine; la narrazione aumenta il ritmo, le situazioni vengono estremizzate e narrate sommariamente. Peccato, perché il libro era partito molto bene, e con qualche piccola rivisitazione la storia acquisterebbe in spessore.
Inoltre, come spesso capita nei libri autopubblicati, ho notato la presenza di refusi.

Giudizio:

+1stella+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Principe azzurro cercasi
  • Autore: Viviana Bardella
  • Editore: Youcanprint
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788867513666
  • Pagine: 184
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 11,00; Ebook - 0,99 €

29 giugno 2013

La città errante - Massimo Libero Michieletto

A settant'anni il professor Saverio Viso vede concretizzarsi il suo sogno di urbanistica: spostare la città. Saverio non è un visionario bensì un rigoroso professore universitario che, all'apice della sua carriera accademica, ha maturato le sue ipotesi sul futuro delle città contemporanee sviluppandole in quella che lui chiama "Teoria della frammentazione". In un tempo non troppo distante dai nostri giorni, in una realtà che appare tutta uguale completamente urbanizzata e senza confini apparenti, abitata da persone che sembrano aver perso la propria identità, il professor Viso è fermamente convinto che solo "frammentando" i centri storici, "sollevando" gli antichi edifici simbolo e "ricollocandoli" nelle aree marginali si possa dare finalmente un'identità anche alle zone periferiche delle città. Egli viene chiamato a soprintendere alle "operazioni di sollevamento" di un importante edificio storico di una mai precisamente nominata città del Nordest (anche se alcune descrizioni potrebbero dare ad intendere che si tratti di Treviso). Il professore si trova di fronte una realtà che gli appare subito ben diversa da come s'era immaginato dallo spazio chiuso e impermeabile delle aule universitarie: il palazzo è ridotto a un rudere  tenuto in piedi da enormi telai metallici, i lavori sembrano non procedere, gli operai sono in sciopero, dal cantiere vengono costantemente sottratti mattoni e pietre e i politi amministratori sembrano assolutamente disinteressati a tutto quello che accade. Come se ciò non bastasse, il dolore alla schiena che attanaglia il professore fin dal suo arrivo in città sembra aggravarsi ogni giorno di più. Paralizzato dal dolore, Viso è costretto ad indossare un busto ortopedico e a non muoversi dalla camera dell'albergo dove alloggia. Dalla finestra può osservare il palazzo che gli appare come se stesso, ingabbiato e malconcio, in attesa della propria sorte. Qui il professore stringerà un rapporto di amicizia con una giovane cameriera, "una ragazza dai capelli neri e dagli occhi lucidi", che si prenderà cura di lui e lo aiuterà a trovare fiducia e a credere ancora nel proprio lavoro guardando la realtà con altri occhi. Non appena le sue condizioni di salute glielo consentiranno Saverio Viso si troverà a portare avanti da solo il suo compito. Ma sarà veramente possibile spostare il palazzo? Le risposte forse stanno nascoste dietro agli occhi neri e lucidi della ragazza.

Recensione

L'idea di poter spostare gli edifici più antichi e rappresentativi di una città in periferia mi sembra un'idea tanto surreale quanto entusiasmante. Dopo essermi documentata sulla attuale non fattibilità dell'opera (che secondo un articolo dello stesso autore sarebbe attuabile in futuro), non posso che riconoscere la genialità di questo pensiero che mi ha trasportato, colpa anche del titolo, nel fantastico mondo di Miyazaki, solo che lì, di errante, c'era solo un castello. Il professor Viso e la sua teoria della frammentazione sono un ottimo spunto per lo sviluppo di un romanzo di tutto rispetto, spunto che purtroppo non è stato colto in pieno a parer mio.
Il romanzo vorrebbe esprimere un senso di incompiutezza degli eventi, in modo da lasciare il lettore in balia delle decisioni dello scrittore che, con arguzia, si diverte a non concretizzare mai i fatti nella mente di chi sta leggendo, usando come artifizio un modo verbale; l'uso del condizionale è il "barbatrucco" usato da Michieletto, che ne abusa per tutta la durata del racconto. Se in principio l'idea di usare il condizionale per narrare la vicenda diverte il lettore, già dopo venti pagine lo irrita, e dopo quaranta lo stanca facendogli perdere il filo conduttore della narrazione. Lo sforzo utilizzato per portare le vicende al presente è assillante, impossibile leggere con serenità il testo.
La prima parte del racconto è un lungo, lento e fin troppo dettagliato susseguirsi di azioni del protagonista che, quando viene coinvolto in quei rari dialoghi presenti, mostra l'ottima capacità dell'autore di narrare la vicenda e i fatti al presente, regalando delle piccole pause di ristoro mentale al lettore.
La storia, pur se interessante, è eccessivamente prolissa in alcuni punti ed esageratamente dettagliata in altri: a meno che non siate ingegneri, architetti o addetti ai lavori e - perché no - appassionati di dettagli tecnici, il lungo soffermarsi sulle descrizioni degli edifici, o l'inserimento delle riflessioni sull'apollineo e il dionisiaco, appesantiscono la narrazione e di conseguenza la lettura.
Nonostante questo, Michieletto è riuscito a trasmettere l'angoscia, la delusione e la solitudine provate dal nostro protagonista che, durante l'incedere della storia, ha  modo di meditare sugli eventi che si stanno accavallando fin quasi a sommergerlo, fin quasi, però, perché il caro professor Viso darà una svolta inaspettata alla sua storia. Dal libro trapela una certa sensibilità dell'autore, una ricerca dettagliata e uno studio propedeutico allo sviluppo del racconto; descrizioni meno approfondite (il referto medico così dettagliato non serviva, stiamo parlando quasi di un urban fantasy, con elementi non del tutto pertinenti alla realtà) e più ritmo alla storia avrebbero fatto di questo libro davvero un bel romanzo più che un racconto. Un minor uso delle descrizioni seriali sui pensieri e sulle azioni del protagonista e un maggior sviluppo della storia avrebbero sicuramente arricchito quest'opera.

Giudizio:

+1stella+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: La città errante
  • Autore: Massimo Libero Michieletto
  • Editore: Amande
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788897681069
  • Pagine: 129
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,00

6 marzo 2013

Ti prego lasciati odiare - Anna Premoli

Jennifer e Ian si conoscono da sette anni e gli ultimi cinque li hanno passati a farsi la guerra. A capo di due team nella stessa banca d’affari londinese, tra di loro è da sempre scontro aperto e dichiarato. Si detestano, non si sopportano, e non fanno altro che mettersi i bastoni fra le ruote. Finché un giorno, per caso, sono costretti a lavorare a uno stesso progetto: gestire i capitali di un nobile e facoltoso cliente.
E così si ritrovano a dover passare molto del loro tempo insieme, anche oltre l’orario d’ufficio. Ma Ian è lo scapolo più affascinante, ricco e ambito di Londra e le sue “frequentazioni” non passano mai inosservate: basta un’innocente serata trascorsa in un ristorante, per farli finire sulla pagina gossip di un noto quotidiano inglese. Lei è furiosa: come possono averla associata a un borioso, classista e pallone gonfiato come Ian? Lui è divertito, ma soprattutto sorpreso: le foto con la collega hanno scoraggiato tutte le sue assillanti corteggiatrici. E allora si lancia in una proposta indecente: le darà carta bianca con il facoltoso cliente se lei accetterà di fingersi la sua fidanzata. Sfida accettata e inizio del gioco! Ben presto però, quello che per Jennifer sembrava uno scherzo, si rivela più complicato del previsto e un bacio, che dovrebbe far parte della messa in scena, scatena brividi e reazioni del tutto inattesi…

Recensione

Finalmente un romanzo di genere rosa scritto come si deve, dal principio alla fine. Non mi metterò ad analizzare tutti i personaggi o le situazioni, perché mi è semplicemente piaciuto e non voglio svelarne tutti i retroscena.

La protagonista, un'affascinante donna in carriera molto risoluta e ferma nelle sue posizioni, si scontra con un uomo tanto bello quanto superficiale, almeno secondo lei. In un ritmo serrato di dialoghi, assisteremo a una battaglia all'ultimo sangue che ci condurrà sui sentieri morbidi del cuore. In un ambiente di lavoro professionale, Jennifer ci mostrerà tutti i lati della sua combattiva personalità, dimostrando, come spesso accade, che il pregiudizio non porta proprio da nessuna parte, se non a farci un'idea sbagliata del soggetto che stiamo giudicando a priori negativamente. Ian da parte sua, invece, racconterà a un pubblico femminile, più attraverso i gesti che le parole, la scoperta della propria fragilità di uomo e il desiderio di attaccamento verso una donna che lo farà letteralmente uscire fuori di testa.

Trovo che il climax di tensione sia ben distribuito durante tutto il corso della vicenda: la protagonista viene caratterizzata in un modo e questa scelta caratteriale viene portata avanti fino alla fine; il protagonista maschile a tratti appare un pochino debole, ma soltanto perché si trova ad essere attratto sempre di più da una donna che in principio rendeva difficile persino parlare del costo di un pacchetto di caramelle senza costringerlo ad alzare la voce. Ho letto in un'intervista che l'autrice, per scrivere il romanzo si sia ispirata ai romanzi "Regency", ma di cosa tratta questo genere?

"Il romanzo Regency è ambientato rigorosamente nel periodo che va dal 1811 al 1820, con ambientazione preferibilmente inglese o coloniale. Questo periodo, durante il quale re Giorgio III, incapace di governare a causa della pazzia, fu sostituito dal figlio, divenuto nel 1820 re Giorgio IV, fu segnato dalle guerre napoleoniche, ed è diventato terreno fertile per la narrativa, in quanto si tratta, per l’Inghilterra, di un’epoca di passaggio capace di fornire molti spunti letterari. O forse è meglio dire inesauribili, visto che ancora oggi il genere Regency non conosce tramonto.
Dal rigore dell’epoca vittoriana, nell’epoca della reggenza si va incontro a un diffuso lassismo nei costumi dell’alta società, che seguendo le mode dettate dal giovane reggente, dedito al gioco e alle feste, si uniforma a nuove regole di etichetta e abbigliamento. Gli echi delle battaglie nel Continente giungono attraverso gli ufficiali, che diventano parte integrante della narrativa Regency decretando una volta per tutte “il fascino della divisa” sulle giovani donne. Già in orgoglio e pregiudizio, così come in persuasione, questi elementi entrano a far parte dell’universo femminile narrato dalla Austen: l’infido Wickam, che seduce la giovane Lydia dopo aver affascinato tutta la famiglia Bennett, Wentworth, antico e imperituro amore di Anne Elliott rappresentano due aspetti del rapporto fra le fanciulle inglesi e il lontano mondo militare.
L’aspetto più importante resta, nel genere Regency, il mercato matrimoniale, che si svolge principalmente durante la Stagione Londinese, nel periodo in cui i Lord risiedono nella capitale per partecipare alla Camera. Feste e balli hanno lo scopo principale di mettere in mostra le giovani in età da marito e di combinare per entrambe le parti matrimoni vantaggiosi.
Non si possono dimenticare le vicende che d’estate si svolgono nelle varie tenute di campagna, così come gli intrecci che avvengono fra i possidenti terrieri, meglio se almeno in possesso di un Mr. davanti al nome.
Rare le problematiche sociali, ma non assenti: l’inizio dell’era industriale non può restare fuori dal mondo dorato raccontato nel genere."

Anna Premoli è stata definita "il primo vero caso italiano di successo passato attraverso l'autopubblicazione". L'autrice non ambisce a vivere di scrittura, dal canto mio, però, spero che si dedichi alla stesura di un nuovo romanzo. Diciamoci la verità, questo tipo di letteratura è passibile di critica da tutte le parti e non sono io a volerne giudicare i contenuti o a salire sul podio dell'illeggibilità conferendole una medaglia; ritengo soltanto che, oggettivamente, sia scritto con criterio, includendo tutti gli elementi che fanno di un romanzo rosa un vero romanzo di genere. Apprezzabile l'inserimento di scene sessuali velate, che, visto il periodo, sono una rarità. Meno apprezzabile l'inserimento di qualche parolaccia; nonostante, infatti, in due situazioni calzi perfettamente l'uso di alcune parole forti, non sono un'amante di suddette parole, anche se oggi come oggi viene quasi naturale accettarle, visto soprattutto il cambiamento d'uso del linguaggio.

Se dovessi trovargli un difetto, sarebbe senza ombra di dubbio il voler usare la prima persona per raccontare le vicende. La prima persona è un espediente immediato, semplice e di facile attuazione, peccato che non ci permetta di scoprire i sentimenti e le sensazioni di Ian che, come ho scritto più in alto, intuiremo dalle sue azioni e non dai suoi pensieri.

Pur non essendoci una trama molto originale, trovo invece i dialoghi ben costruiti e la scelta di un ambiente lavorativo che accoglie entrambi i protagonisti, una piacevole novità che spero di ritrovare anche in altri romanzi di genere.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Ti prego lasciati odiare
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton Compton 
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana:  Anagramma
  • ISBN-13: 978-8854147928
  • Pagine: 318
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,90 (Disponibile anche in ebook a euro 3,49)

23 febbraio 2013

A nudo per te - Sylvia Day

Lei è Eva Tramell, giovane neolaureata che sta per iniziare il suo primo lavoro in un'importante agenzia pubblicitaria a Manhattan. Lui è Gideon Cross, carismatico e affascinante uomo d'affari, proprietario dell'agenzia e del lussuoso palazzo in cui entrambi lavorano. Quando si incontrano, l'attrazione tra loro è istantanea e irresistibile, di quelle che non lasciano scampo. Gideon desidera Eva sopra a ogni cosa, ma rifiuta qualunque coinvolgimento sentimentale, perché non vuole mescolare sesso e amore. Eva, dal canto suo, è travolta da una passione che non pensava avrebbe mai provato, ma non accetta di farsi trattare come un semplice oggetto del desiderio o una trattativa d'affari da portare a termine rapidamente e con successo, cosa a cui lui è abituato da sempre. Entrambi devono fare i conti con un passato difficile e tormentato, e quando inizia a farsi strada un sentimento più profondo, le barriere che hanno faticosamente costruito negli anni per proteggersi rischiano inevitabilmente di crollare. Sullo sfondo della New York sfavillante dell'alta finanza, dove apparenza e ricchezza contano più di ogni altra cosa, Eva e Gideon sono costretti a mettersi totalmente in gioco e a lasciarsi andare alla loro ossessione. "A nudo per te" è il primo romanzo della Crossfire Trilogy.

Recensione

Ho intravisto questo libro circa due mesi fa, se non ricordo male, in una libreria Arion di Roma. Faceva bella mostra su una pila di libri dello stesso genere ed era immancabilmente accostato all'ormai celeberrimo Cinquanta sfumature di grigio. L'ho preso e sfogliandolo ho deciso di non comprarlo perché mi sembrava molto simile nello stile al suo amichetto uscito tempo prima. E' stato dopo un altro mese che ho pensato, ritrovandomelo sotto il naso di nuovo, che leggerlo era quasi un dovere. Io leggo quasi tutto, (gli horror proprio non fanno per me), e se non avessi letto il nuovo libro di Sylvia Day non avrei potuto farmi un'opinione.

Sfogliando le prime pagine vi troverete davanti ai ringraziamenti che l'autrice fa a Pinco e a Pallino, fra questi spunterà anche la James, che secondo me avrebbe potuto benissimo farle causa per plagio: forse è per questo che la cara Sylvia ha messo le mani avanti. (Dai, questa era divertente). Qui non troverete un paragone fra i due libri erotici dell'anno, ma più semplicemente una critica all'ultimo uscito. Dico questo perché ho trovato diverse recensioni del libro, anche ben fatte, che però lo paragonano continuamente al romanzo della James_ in questo caso si tratta di discutere solo di A nudo per te, con qualche accenno a Cinquanta sfumature di grigio.

Vediamo nel dettaglio i punti deboli e quelli di forza del libro, iniziando da questi ultimi: nonostante la storia ricalchi fedelmente la trama della James, a differenza di quest'ultima è intrigante, almeno fino alla metà del libro. Il lettore è in qualche modo catturato perché la protagonista, Eva, è una donna sicura di sé e ricca, una protagonista che non si lascia dominare ma che tiene il protagonista maschile, Gideon, sulla corda per diverso tempo.
I personaggi e le ambientazioni variano, il lettore non è annoiato, e la trama scorre con tranquillità.
Sylvia Day non parla solo ed esclusivamente d'amore, ma inserisce tematiche varie fra cui l'amicizia e l'amore materno. Dimostra quindi di voler dare spessore al romanzo, che al contrario del libro della James risulta poco monotono in tutti i suoi aspetti. Le scene di sesso sono molto realistiche e varie. I luoghi, i momenti, le situazioni e le posizioni, intriganti e seducenti quel tanto che basta a farti arrivare a metà libro in due ore. L'autrice, furbescamente, ha saputo sfruttare l'onda del successo della sua collega, e stimolando la curiosità ormai sollazzata delle lettrici della James ha ricreato una storia simile a quella tra Ana e Christian.

Passando ai punti deboli: la volgarità. Non ho ancora ben compreso perché la cara Day abbia preferito usare il sostantivo "cazzo", piuttosto che "membro", "fallo" o che altro ne so io. Espressioni come voglio il tuo cazzo dentro impoveriscono il pathos della narrazione. Se stessimo parlando di un dialogo vocale sarebbe sicuramente fuori luogo dire "voglio il tuo fallo dentro di me", ma se io, scrittrice, stessi descrivendo una scena così calda e non volessi perdermi il lettore per strada, lo avvolgerei con il lessico, lasciando non detti alcuni termini che, per quanto calzanti, distraggono, lasciando la lettrice un po' spiazzata. Perché quest'osservazione sulla volgarità? Per il semplice motivo che la nostra Eva Tramell passa da un oh, come vorrei che anche lui provasse qualcosa per me a, dopo trenta secondi, scopami, dammi il cazzo come se non ci fosse un domani. Mi sfugge qualcosa? Eva è bipolare? L'uso di questi termini così forti è talmente in contrasto con quello che pensa la protagonista che alle volte mi sembrava si stesse parlando di due persone diverse. Inoltre Eva si "innamora" di lui troppo velocemente, errore che accomuno anche alla James: entrambe spezzano l'emozione dell'innamoramento arrivando subito al pathos amoroso, vanno di corsa, sembra che dal giorno alla notte queste donne si scoprano follemente innamorate. Quando lo sappiamo tutti di cosa sono innamorate dopo cinquanta pagine.

Ancora: un calderone di tematiche. Nel romanzo (e siamo solo al primo, non voglio immaginare gli altri) si affrontano le tematiche di: amore, stupro, sesso, amicizia, rapporto malato con i genitori. Se questi temi fossero affrontati in un libro con una trama diversa lo accetterei, ma visto che chi compra A nudo per te sa già che cosa aspettarsi, e cioè un libro che parla di sesso e di un uomo di potere che ha solo una cosa in testa; la protagonista lo aiuterà a riemergere dalla melma che avvolge il suo passato e lui capirà quanta paura si nasconde dietro il suo timore di un rapporto sano. Qui le cose sono ben diverse: sono entrambi psicologicamente provati e a tratti disturbati, e un libro che dovrebbe essere un innocuo passatempo ti regala frasi tipo: e lui, per evitare che parlassi, spezzò il collo del mio gatto e me lo lasciò sul letto. Sono inorridita. Non serviva, Sylvia, non serviva proprio.

E dopo averci riempito la testa con i loro problemi, ecco che l'autrice pensa bene di inserire il classico siparietto a tre, dove la terza donna è innamoratissima del nostro supermegafantasmagorico Gideon. Banalità... un elemento imprescindibile. Non bastava il gatto morto? Lo stupro ripetuto per anni e anni ai danni di Eva o l'immagine di Gideon che si sveglia in piena notte facendosi una sega indemoniata e rischiando di staccarsi l'uccello? Serviva anche la terza donna, Sylvia? Anche stavolta, non serviva, suvvia.

Arriviamo quasi alla fine e Gideon, il nostro uomo tanto fragile e tanto, ma tanto figo, le fa capire che è un dominatore. Ma come, alla fine? Che senso ha buttare là una cosa così importante quando, nel corso della storia, questo piccolo fatto non è mai emerso? Mi sembra di dover ribadire il concetto del calderone. Troppe cose, troppa confusione.

Finiamo in bellezza narrando la vicenda che vede protagonista il migliore amico di Eva, anche lui molto problematico e vittima di un passato poco piacevole. Che questo ragazzo abbia dei costumi sessuali espliciti ce lo dice la cara Sylvia fin dalle prime pagine, ma che arrivi alla fine del libro a prendere parte a un'orgia con il rischio di causare problemi alla sua migliore amica e salvatrice, è altra verdura al nostro minestrone contenuto nel calderone.

Che dire, già, che dire. Leggerò il secondo e non vi dirò di non leggerlo perché, Moccia a parte, ho letto molto di peggio, e questo in tutta onestà si fa leggere. Escludiamo la banalità, la tristezza nel vedere come le donne raccontano le donne in alcuni libri, e la semplicità di linguaggio. Il mio umilissimo parere è stato abbondantemente sviscerato, a voi la scelta di leggerlo o meno.

Sylvia Day è una scrittrice molto prolifica, dei suoi romanzi, solo quelli in puro stile Harmony sono stati tradotti in italiano al momento. Indubbiamente potremmo avere delle piacevoli sorprese leggendo qualcosa di diverso scritto dalla sua penna.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: A nudo per te
  • Titolo originale: Bared to you. The Crossfire Trilogy. Vol. 1
  • Autore: Sylvia Day
  • Traduttore: Zucca S.
  • Editore: Mondadori  
  • Data di Pubblicazione: 2012 
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 9788804625346
  • Pagine: 334 pagine
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 14,90 (disponibile anche in ebook a € 6,99)
 

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