Visualizzazione post con etichetta Sentimentale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sentimentale. Mostra tutti i post

3 ottobre 2016

Contrabbandieri d'amore - Laura Costantini e Loredana Falcone

Napoli-New York, 1920 - Per Cecilia la felicità è poca cosa e si riassume nel sorriso del fratello Eugenio, appena tornato dalla guerra sano e salvo. E proprio per non deluderlo si lascia convincere a lasciare Napoli e i vicoli di sezione Mercato dove sono nati per inseguire un sogno di riscatto a New York. Ma ciò che trovano nella grande città americana sembra ricalcare la vita di stenti e amarezze che hanno patito entrambi fino a quel momento e Cecilia non ci sta. Non ha scambiato la povertà di Napoli con quella di New York, lei ora il sogno americano lo vuole davvero assaporare, vuole toccare con mano la promessa di felicità che ha visto scolpita nella Statua della Libertà e letto negli occhi di Sidney, il marinaio irlandese che le fa battere forte il cuore. E così decide per se stessa, per la prima volta nella vita. Eugenio trema dalla rabbia pensando che quell'America tanto sognata fino a quel momento gli ha dato solo dispiaceri. Perfino Cecilia lo ha abbandonato. Ma lui non è arrivato fin lì per arrendersi e, se c'è solo un modo per emergere dal marciume della povertà, ebbene lui imboccherà quella strada, anche se questo dovesse significare sporcarsi le mani. D'altra parte tutti in quella città sembrano invischiati in attività poco lecite, perfino Lisbeth Temperley, la bella irlandese che gestisce uno degli speakeasy più in voga di Broadway, e che lui, ogni notte, sogna... In un paese dove l'alcol è diventato merce di contrabbando, Eugenio e Cecilia giungono portando qualcosa di ancora più inebriante e proibito: l'amore, quello con la A maiuscola.Due fratelli, un sogno, una città dalle mille sfaccettature.

Recensione

La storia di questo romanzo, che si può ascrivere a metà strada tra lo storico e il sentimentale, è apparentemente centrata sui due fratelli napoletani, Cecilia ed Eugenio che, rimasti soli negli anni Venti, si lasciano persuadere dal sogno americano e si imbarcano dalla loro Napoli alla volta degli Stati Uniti d’America. Di fatto, per quanto comunque le vicende personali dei due protagonisti, le loro difficoltà e i loro amori contrastati rimangano comunque il perno della trama, Contrabbandieri d’amore per me si può quasi definire un romanzo corale, laddove non si parla e non vengono soprattutto affrontate le dinamiche personali dei personaggi, ma si respira l’intera storia di una generazione di persone, di una categoria di immigrati che hanno animato e popolato la vita del Nuovo Mondo alla ricerca della speranza, raccontando senza troppi fronzoli a volte anche il dramma di una vita passata dalla fuga all’emarginazione, che spesso ha rischiato di frantumare i sogni più che realizzarli.

Non importa se a quel tempo i fuggitivi poveri e impauriti fossero italiani, o ancora prima, come nel caso di Lisbeth e Sidney, irlandesi, anche se questi ultimi naturalizzati americani da almeno una generazione, quello che si rileva dal racconto è proprio la motivazione per cui si scappa dal proprio mondo e il desiderio di rivalsa e di una vita migliore, che acquisisce la consistenza che va oltre al miraggio.
In questo senso si può tranquillamente affermare che il libro proposto dalle due scrittrici Costantini – Falcone sia attuale. Terribilmente attuale.
Basta guardarsi intorno, ascoltare i telegiornali e ripensare in questa prospettiva quanto accade adesso per le popolazioni che fuggono verso l’Europa, alla ricerca di salvezza. L’empatia, dopo questa lettura, diventa talmente forte da portare davvero il lettore a comprendere il dramma di queste persone, a riuscire a farlo proprio.
Un altro argomento molto caldo del testo è di certo il confronto/scontro tra culture, laddove l’America costituisce e si presenta come un effimero mondo evoluto mentre l’origine italiana dei due giovani risulta ancora arretrata, nel suo volersi arroccare ai codici di comportamento morali e alle sue superstizioni.

La ricostruzione storica che fa da cornice al romanzo è cesellata in piccoli e precisi dettagli che denotano uno studio puntuale della documentazione, dei resoconti, condito e arricchito dall’emotività dei personaggi che in qualche modo realizzano una storia prontamente veritiera.
Per scappare alla vita di stenti i due giovani si imbattono nell’organizzazione malavitosa, suddivisa in aree di controllo, in origine ed etnia, in accordo e disaccordo, tanto che gli eventi riportati, per quanto estremamente dinamitardi e costanti in certe fasi, danno un certo sprint al ritmo stesso del narrato, creando una continua tensione nel lettore, un affanno quasi, che lo porta a mangiarsi le oltre quattrocento pagine scritte più che a leggerle.

Un altro aspetto prevalente che un po’ ricorre nelle precedenti pubblicazioni delle autrici che abbiamo letto in passato, è la dicotomia tutta femminile, laddove due personaggi apparentemente diversi tra loro trovano delle assonanze e, soprattutto, si ritrovano a intersecare la loro storia in più occasioni, mostrando la fragilità ma anche la forza dell’essere donna. E questo credo sia l’impatto più potente incarnato in questo caso da Cecilia e Lisbeth, che si sostengono a vicenda, spesso anche completandosi.

La narrazione scivola veloce e scorrevole in ogni sua fase, la cura del testo, così come della cornice ambientale, è tale da rendere la lettura interessante e piacevole.
Per questo Contrabbandieri d’amore è una lettura versatile: compensa il desiderio di un lettore esigente e si dedica a raccontare la vita delle persone con cognizione di causa, generando effetti in chi legge, facendo maturare idee e vicinanza anche a chi ci appare lontano.
Di sicuro il senso con cui viene descritta la diversità a l’integrazione tra differenti mondi diventa la sintesi ultima dell’essere tutti quanti un bagaglio umano da portarsi appresso: quello che siamo e ciò che possiamo diventare, tutti aspetti che rimangono per me prevalenti di questa esperienza di lettura.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Contrabbandieri d'amore
  • Autore: Laura Costantini e Loredana Falcone
  • Editore: Harper Collins Italia
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • ISBN-13: 9788858958964
  • Pagine: 467
  • Formato - Prezzo: € 4,99

19 aprile 2016

Il profumo delle notti sul Nilo - Ahdaf Soueif

Un vecchio baule da viaggio, il frammento di un arazzo egiziano, un pacchetto di lettere, un fascio di giornali inglesi e arabi di inizio secolo. La giovane americana Isabel e l'egiziana Amal, riannodando il magico legame tra passato presente, ricostruiranno la storia della misteriosa Lady Anna e di Sharif Pasha.



Recensione

Nonostante titolo e copertina dell'edizione italiana lascino pensare a un romanzo sentimentale destinato prevalentemente a un pubblico femminile (e nemmeno il titolo originale scherza: The Map of Love), genere di tutto rispetto ma troppo incline a sfruttare le cornici storiche per ammantare banali storie d'amore di erotico esotismo, Il profumo delle notti sul Nilo, finalista al Man Booker Prize 1999, è un romanzo perfettamente apprezzabile a più livelli: sono sì presenti due storie d'amore -una delle due, a onor del vero, non troppo approfondita-, ma ambientate in due diversi momenti della storia egiziana (a cavallo tra Otto e Novecento la prima, durante l'occupazione inglese, e alle soglie del Duemila la seconda, durante la più sottile occupazione americana), parallelismo che suggerisce una riflessione su quanto poco sia cambiato il Paese sotto la stretta occidentale.

L'intreccio è poco originale ma accattivante: l'egiziana Amal al-Ghamrawi, divorziata e madre di figli ormai adulti, vede spezzare la monotonia della propria grigia esistenza da un inaspettato regalo del fratello Omar, direttore d'orchestra da tempo residente all'estero: il "regalo" è Isabel Parkman, giornalista americana giunta al Cairo in compagnia di un vecchio baule antiquato contenente lettere e diari appartenuti alla bisnonna, alcuni dei quali in arabo. Attraverso le testimonianze vecchie di un secolo, Amal e Isabel ricostruiscono la storia di Lady Anna, giovane vedova di un ufficiale britannico che sfidò tutte le convenzioni dell'epoca per sposare il nobile egiziano Sharif Pasha. Isabel e Amal - e di conseguenza il fratello Omar, di cui Isabel si è innamorata nonostante la differenza di età - scoprono di essere unite, dopo quasi cento anni e attraverso tre continenti, da uno stretto legame di sangue testimoniato dai frammenti di un arazzo raffigurante Iside, Osiride e Horus e il versetto del corano È lui che genera la vita dalla morte.

La storia d'amore tra Anna e Sharif rovescia più di uno stereotipo della letteratura postcoloniale in cui pure il romanzo s'inserisce: nella discrezione delle donne egiziane, che spiano i ricevimenti da dietro una fitta grata che impedisce agli occhi impudichi degli stranieri di posarsi su di loro, Lady Anna non vede una reclusione forzata ma una serena riservatezza; nella prepotenza di Sharif Pasha vede protezione e sicurezza; nella razza egiziana, tanto calunniata dai britannici, vede un popolo oltraggiato e umiliato. Dalle lettere scritte all'amica Caroline e a Sir Charles, il padre del defunto marito, ma ancor più dalle pagine di diario libere da ogni filtro, emerge la curiosità e passionalità di una giovane donna ingabbiata da una rete di sottili convinzioni che il deserto notturno, con il suo silenzio profondo e il suo cielo nero e infinito, spazzerà via pian piano.
Sono questi i ritagli più evocativi del romanzo, quasi pagine di un romanzo edoardiano, framezzate da capitoli non altrettanto riusciti sulla vita di Amal nell'Egitto moderno e sul suo sempre maggiore impegno politico. Nonostante sia la voce di Amal quella più spesso presente - è lei che rivela, ricompone e commenta i frammenti della vita di Anna, tanto più emozionante e appassionata quanto la sua è monotona e solitaria - il personaggio rimane indecifrabile nel suo grigiore; a differenza di Isabel, vivace e petulante nella sua ossessiva cotta verso un uomo molto più vecchio di lei che chiaramente non riesce a ricambiare i suoi sentimenti con la stessa forza.

Ricco di descrizioni evocative e di passaggi poetici, Il profumo delle notti sul Nilo non ha potuto fare a meno di ricordarmi il pure molto diverso Passaggio in India: sia Adela, protagonista del romanzo di E.M. Forster, che Anna, giungono in un paese stretto sotto la morsa del colonialismo inglese con spirito curioso e libero da pregiudizi: entrambe vogliono visitare e conoscere, rispettivamente, la "vera" India e il "vero" Egitto, muovendosi al di fuori dei rigidi tracciati inglesi. Gli esiti non potrebbero essere più diversi; Il profumo delle notti sul Nilo è un libro figlio dei nostri tempi: Anna infrange ogni ponte con la società inglese per amore, si amalgama perfettamente alla società egiziana superando brillantemente il gap culturale - facilitata, va detto, da un uomo così innamorato di lei da rinunciare al diritto alla poligamia; lo stesso gap culturale che sconfigge Adela, protagonista di un romanzo che veicola una critica al colonialismo ben più feroce, e che culmina in una guerra civile causata involontariamente dalla stessa donna.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il profumo delle notti sul Nilo
  • Titolo originale: The Map of Love
  • Autore: Adhaf Soueif
  • Traduttore: Luciana Crepax
  • Editore: Piemme
  • Data di Pubblicazione: 1999
  • ISBN-13: 9788838463020
  • Pagine: 446
  • Formato - Prezzo: Brossura - 17.00 Euro

15 gennaio 2016

Mira dritto al cuore - Amneris Di Cesare

Una vacanza studio in America svanita sul più bello, un soggiorno di ripiego in un villaggio vacanze. Inizia così l'estate di Sarah, adolescente insoddisfatta e perennemente imbronciata. "Gli amori estivi non durano" dice sempre sua madre, ma la la profezia si incrina dopo l'incontro con due animatori, Thomas burbero aspirante archeologo di origini britanniche e Rudy seduttore dalla simpatia irresistibile. Sotto l'ombra di un pino marittimo, su uno spicchio di spiaggia candida, davanti al mare di Sicilia, Sarah vivrà i palpiti di una passione che non vorrà saperne di passare per semplice amicizia. Il desiderio sopito cavalcherà gli anni e condizionerà le sue scelte di donna nel bene e nel male.

Recensione

Andando oltre la sequenza di vicissitudini che compongono questo romanzo, la prima caratteristica che salta agli occhi è proprio l’ambientazione strettamente italiana che in qualche modo fa emergere il testo tra le letture di genere che attualmente invadono le librerie. Il nostro Bel Paese è teatro delle tragedie emotive e dei sensi di rivalsa della protagonista, invadendo il campo in lungo e largo, con Roma, Bologna e la Sicilia, restituendo comunque dignità al tessuto spaziale senza trascurare le peculiari caratteristiche oggettive dei territori in cui la scena si svolge. L’autrice ci racconta un’Italia composta dai locali, dal mare e di senso della misura cittadina dove tutto è riconoscibile e nel contempo assume anche dei connotati intimi, che incentivano la scena, la accompagnano.

Il romanzo comunque, per quanto possa sembrare che racconti il classico triangolo amoroso con tutti gli elementi compatibili, dai tremori ai litigi sino alle dichiarazioni emotive esplicite, proietta comunque il lettore nella nostra società culturale, in continua crescita, partendo da una figura femminile che non solo si limita a sognare, come le eroine di un tempo, ma dei desideri ne fa la sua emancipazione prima e la sua condanna poi, varcando i limiti dei canoni rosa per descriverci in modo puntuale e inappellabile la dimensione di genere femminile, con la lotta all’affermazione personale nel quotidiano, così come nell’impatto culturale.
Sarah ci conduce attraverso la sua storia all’indipendenza e le scelte di vita, alla maternità e alla violenza domestica consentendoci di fermarci a pensare, anche solo un attimo, sullo stato attuale delle carenze del nostro essere cittadini e uomini in un mondo dove ancora ci sono realtà in cui la prevaricazione delle donne è fortemente radicata. In questa ottica si percepisce una dimensione realistica di un’esperienza di vita. Sarah e gli altri protagonisti calpestano le scene di un epoca in movimento, tra gli anni novanta e il duemila, dove molto è stato portato alla ribalta dei riflettori sulle violenze di genere e sulla necessità di pari opportunità che non parifichino e basta, ma mantengano in conto le differenze oggettive per poter ragionare in termini di equità, idea sulla quale la protagonista potrebbe benissimo ergersi a eroina dei tempi moderni.
Durante la lettura comunque emergono con decisione la psiche dei vari attori, gli amori di Sarah in prima linea, da Thomas a Rudy, passando anche per Andrea, consentendoci di restare dentro la storia e di capirne l’indole.

Un altro tema prevalente è di sicuro il senso del destino che assume due significati distinti: da un lato l’archetipo della sua ineluttabilità e dall’altro la sua continua modifica proprio a opera delle scelte e dei cambiamenti personali degli attori in gioco, sfruttando al massimo la dimensione temporale dell’impianto narrativo che ci riporta delle vite che cambiano, crescono e si evolvono compiendo scelte e a volte non compiendole nemmeno, lasciando navigare la persona sulla scia degli eventi.
La resa finale appartiene quindi alle storie personali altamente tridimensionali che coinvolgono e stupiscono nella lettura, nonostante l’evidente predilezione all’happy ending, come è giusto che sia in certi casi.

Dal profilo formale Mira dritto al cuore risulta una lettura scorrevole e non pesante. Il testo è curato, il ritmo gestionale è buono, senza picchi e soprattutto senza errori logici nella concezione della trama e nel conseguente sviluppo. Non sempre si arriva a condividere gli effetti della storia e le ripercussioni, ma il rispetto per il vissuto comunque prevale sul senso soggettivo delle scelte che noi, al posto di Sarah, avremmo voluto compiere.

Di sicuro questo libro non può rimanere ancorato alla concezione di storia rosa, perché ne sfrutta i limiti per arrivare a dare concretezza a tutto un insieme di concetti che trascendono dall’amore alle tematiche sociali. SI presenta come un narrato ricco, che porta alla luce diversi dilemmi moderni, e che forse spiega come dinanzi alle difficoltà della vita, sia necessario fare caso alle emozioni, ma anche al modo con cui compiamo le nostre scelte.

Giudizio:

+4stelle

Dettagli del libro

  • Titolo: Mira dritto al cuore
  • Autore: Amneris Di Cesare
  • Editore: Runa Editrice
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • ISBN-13: 9788897674368
  • Pagine: 353
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 15,00

4 giugno 2015

Chelsea & James - Roberto Giuseppe Cozzo

Negli occhi di Chelsea vedo qualcosa che mi spinge ad andare avanti. Non solo. Qualcosa che mi guida, che mi conduce lungo la strada da seguire, e non si limita ad indicarmela. È una strada che potrei non essere in grado di percorrere. Non so se sia in difetto di coraggio o capacità, ma sento che dovrei provarci ugualmente. A qualunque costo." Nel tentativo di perseguire il proprio personale senso di giustizia, due ragazzi cercano di fuggire da un ingombrante passato, che li condiziona fortemente. La moralità, immancabilmente relativa, viene messa in discussione, mentre un viaggio li porterà via dalla zona in cui hanno imparato a soffrire. Scopriranno che allontanarsi da un luogo è possibile, ma prendere le distanze dalle proprie vite è un obiettivo che può essere raggiunto solo conoscendo sacrifici forse insopportabili.

Recensione

Chelsea & James è il romanzo d’esordio del giovanissimo Roberto Giuseppe Cozzo. La storia che racconta è molto forte, ambientata ai giorni nostri, un coast-to-coast per il continente americano di due ragazzi non ancora ventenni ma con un passato cosi tetro e triste che li ha forgiati rendendoli pronti ad affrontare le responsabilità della vita e le difficoltà che esse implicano. Piccoli ma grandi allo stesso tempo, le sofferenze li rendono simili e li hanno uniti ancora di più trasformando una conoscenza in una folle storia d’amore.

Perché è esattamente la follia a dominare nelle pagine del racconto e a caratterizzare le gesta e le imprese dei nostri “eroi”, anche se di eroico c’è poco nei due protagonisti: è la disperazione che fa da turbo alle loro vite e li porta a scappare spingendoli alla ricerca di qualcosa di diverso che più che qualcosa di reale è, forse, n ideale destinato, ahimè, a rimanere solo un sogno.
L’amore è l’unica cosa che hanno guadagnato in questa folle corsa contro la loro vita, contro un destino già deciso che non vogliono accettare.

Un romanzo che si legge tutto di un fiato e con estremo piacere e mi complimento con l’autore (tra l’altro mio conterraneo, ho scoperto, il che mi fa ancora più piacere!) per lo stile adottato nell'opera, molto fresco e sicuramente capace di arrivare dritto al punto, usando sempre termini ed espressioni accurate e ricercate che non mancano di tratti poetici che ricordando tanto quelli di una favola d’amore d’altri tempi.
Quello che lega i due ragazzi è un sentimento profondo e vero, un amore maturo ma vissuto con il coinvolgimento estremo e folle di due giovani inesperti ed insicuri, la cui unica certezza è la fiducia nell’altro o, per meglio dire, la speranza che l’altro non lo lasci da solo. E’ più un ancorarsi l’uno all’altro nella preghiera a Dio (qualora esistesse") di non lasciarsi mai, di non trovarsi a vivere da soli ancora una volta, l’inferno delle loro tristi realtà.

Molto toccante la trama del romanzo, con punte di humour anche, per quanto possa sembrare paradossale. E' facilissimo affezionarsi ai nostri due innamorati che con la loro tenerezza ci catturano il cuore. Pagina dopo pagina ci sentiamo sempre più parte della storia come se anche noi fossimo li a scappare di città in città assieme a loro.
Roberto Giuseppe Cozzo è riuscito a combinare tutti questi elementi insieme, raccontando la verità della realtà difficile di Chelsea e James da cui loro cercano di evadere disperatamente, quella stessa realtà che li ha resi adulti prima del tempo previsto ma la sua bravura sta anche nel saper sempre ricordare e mostrare il loro lato più tenero ed infantile,perché alla fine sono pur sempre dei ragazzi, un piccolo uomo e una piccola donna con grandi responsabilità.

In definitiva questo libro mi è piaciuto molto e lo consiglio a tutti, un ottima prova. Quello che mi ha colpito in positivo più di tutto è stata la capacità dimostrata nello scavare in profondità da parte dello scrittore e lo spessore della vicenda raccontata, con tanto spazio ai sentimenti e ai pensieri dei protagonisti.
Un ottimo inizio per questo giovane e promettente autore, 5 stelle per lui e per il suo Chelsea & James.

Giudizio:

+5 stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo:Chelsea & James
  • Autore:Roberto Giuseppe Cozzo
  • Editore: CreateSpace Independent Publishing Platform
  • Data di Pubblicazione: 26 febbraio 2015
  • ISBN-13: 978-1508645115
  • Pagine: 194
  • Formato - Prezzo: Copertina Flessibile - Euro 6,24

24 novembre 2014

Tutti i difetti che amo di te - Anna Premoli

Dopo centinaia di migliaia di copie vendute con i suoi primi romanzi, torna Anna Premoli, il caso editoriale degli ultimi anni, con un romanzo divertente, romantico e ricco di colpi di scena. Mettere i bastoni tra le ruote alla propria famiglia è una vera arte per Ethan Phelps, perfezionata con cura nel corso degli anni. Quando suo padre muore, senza lasciare alcun testamento, il ragazzo eredita le quote della sua multinazionale. Ma è evidente a tutti che Ethan non ha il pallino per gli affari.
Passa le serate tra bar e locali offrendo da bere a chiunque e pagando conti salatissimi, riarreda il suo lussuoso loft senza badare a spese e spreca il tempo in compagnia di individui inutili. Quando però, un bel giorno, fa irruzione completamente ubriaco in una riunione di azionisti, i familiari si convincono che è il momento di prendere drastici provvedimenti, primo fra tutti, nominare un amministratore che tuteli il suo patrimonio. Dopo diversi tentativi falliti viene nominata un’affascinante avvocato specializzato in brevetti aziendali, Sara Di Giovanni. Sara ha il grande vantaggio di essere determinata e di non lasciarsi imbambolare dai modi di Ethan. Tra loro è da subito scontro aperto: lui non vuole ridimensionare il suo stile di vita e lei non ha nessuna intenzione di farsi mettere i piedi in testa da un presuntuoso rampollo. E così, poco alla volta, la tensione arriva alle stelle. Anche se il loro rapporto, a suon di dispetti, è destinato a evolversi in qualcosa di ben più complicato ed eccitante…

Recensione

Dopo il grande successo avuto con Ti prego, lasciati odiare, Anna Premoli non si è più fermata e oggi è, a tuttotondo, la regina del rosa italiano con all’attivo ben quattro successi editoriali. Tutti i difetti che amo di te è uscito a ottobre e come le altre pubblicazioni ha uno stile inconfondibile, un talento innato oserei dire. L’autrice ama tenere il lettore sulle spine, i protagonisti si punzecchiano per tutto il corso della vicenda regalandoci un’emozione dopo l’altra.
La nota stonata è che alcuni elementi di questa storia mi hanno un po’ delusa, non tanto per la trama, che ho trovato davvero ingegnosa e divertente, ma per le caratteristiche riservate al personaggio maschile, Ethan Phelps, il quale ci viene presentato come un narcisista, egocentrico e viziato rampollo dell’alta società - e fin qui tutto nella norma - ma la lunga chioma appositamente decolorata per le occasioni mondane e la dose di codardia della quale viene investito mi hanno un po’ destabilizzata.
Forse l’autrice voleva dare una rinfrescatina al classico prototipo del bellone virile, presente nel 90% delle pubblicazioni femminili di genere? Non saprei dirlo, ma so per certo che inserire una scena con un grosso ragno peloso e far saltare l’uomo presente, il nostro protagonista maschile per l’appunto, sul divano, per la paura, non mi ispira fiducia; ho temuto, e per un bel po’ di pagine, che uscisse fuori una vagina dai pantaloni del nostro Ethan.
Apprezzo il fatto che per una volta ci venga presentato un personaggio maschile diverso dal solito, un uomo con le sue fragilità, i suoi dilemmi interiori, il suo esteriorizzare le emozioni, caratteristica che sappiamo essere principalmente femminile, ma poteva essere fatto in maniera meno “dolorosa” e meno avvilente per la mentalità da cenerentola delle donne che leggono un certo genere di libro, perché onestamente compriamo e leggiamo un certo tipo di storie aspettandoci certe caratteristiche ben definite e quando queste non si trovano la delusione è inevitabile.
Mi chiedo se questo azzardo porterà Anna Premoli verso un’ulteriore crescita personale e le farà venire voglia di cimentarsi in qualcosa di maggiormente introspettivo o sarà il campanello d'allarme per fare un piccolo passo indietro. Non sta a me deciderlo, piuttosto alle critiche.
Personalmente apprezzo molto l’autrice e mi cimenterò nella lettura delle successive opere proprio perché amo questo suo modo di raccontare un tipo di realtà, uomini platinati a parte.
Sara Di Giovanni, invece, è la nostra avvocatessa del cuore e rappresenta tutte noi, battagliere e un po’ fifone quando si tratta di aprire il cuore, tanto intelligenti, sagaci e determinate, quanto impaurite dall’eventualità del grande amore. Anche Sara si presenta come un personaggio femminile diverso dal solito, preponderante e ben delineato il suo carattere, mostra una donna diversa da quelle a cui siamo abituate. Una serie di sorprese insomma, anche se qualcuna non mi ha convinto del tutto ma, si sa, non tutte le ciambelle escono col buco.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tutti i difetti che amo di te
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton&Compton
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 978-88-541-6891-6
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro

23 settembre 2014

Trent'anni e li dimostro - Amabile Giusti

Carlotta ha quasi trent'anni, e si considera una sfigata cronica: raggiunge il metro e sessanta solo con i tacchi a spillo, ha una famiglia decisamente folle e all'orizzonte non vede l'ombra di un fidanzato come si deve. Non solo: è appena stata licenziata a causa della sua irrefrenabile schiettezza... ma ora, per arrivare alla fine del mese, è costretta ad affittare una stanza del suo appartamento. Luca, il nuovo inquilino, ha molti pro (è bellissimo, fa lo scrittore, è dannatamente simpatico) ma altrettanti contro: è disordinato, fuma troppo e ha il pessimo vizio di portarsi a casa le sue conquiste, una diversa ogni notte. Carlotta non chiude occhio e in più si sente una vera schifezza. Non lo ammetterebbe mai, ma quel maschio predatore che tratta le donne come kleenex e gioca sul fascino tenebroso del romanziere la sta facendo innamorare. In una girandola di eventi sempre più buffi, tra una madre terribile, una sorella bellissima e gelosa, una tribù di parenti fuori controllo, un nuovo lavoro tutto da inventare e molti incontri ravvicinati con Luca e le sue fidanzatine di passaggio, Carlotta imparerà che è lei la prima a dover credere in se stessa... Del resto è stato così anche per l'autrice di questo romanzo, che scrive da sempre e non si è arresa alle difficoltà del mondo editoriale, decidendo di auto-pubblicare il suo libro in rete... il successo è stato talmente grande che presto un'agente ha notato il libro, e ha dato vita a un'asta tra gli editori! Per questa nuova edizione cartacea del romanzo Amabile ha lavorato ancora, insieme alla sua editor, per regalare alle lettrici una storia strepitosa, scritta magnificamente e piena dello humour e dei sapori delle ragazze italiane. La storia di una donna vera, non giovanissima, non bellissima, ma piena di grinta, e capace di trovare il proprio posto nel mondo. Perché nella lingua della felicità l'aggettivo imperfetta vuol dire, semplicemente, unica.

Recensione

264 pagine di serenità. Un esordio in grande con un genere semplice ma molto amato dalle lettrici romantiche di tutto il mondo. Amabile Giusti è riuscita, come prima di lei Anna Premoli, a rilanciare il genere rosa made in Italy, equiparandolo alle più note scrittrici americane campionesse di vendite.
Una scrittrice che si cimenta con la stesura di un testo di genere chick-lit per la prima volta, riuscendo, dopo essersi auto-pubblicata, a farsi notare dall’agente letterario Laura Ceccacci e pubblicare da uno degli editori più noti del panorama italiano.

Il libro narra le vicende di una ragazza prossima ai trent’anni terribilmente innamorata del suo coinquilino sexy e superficiale, nulla di nuovo quindi; ciò che rende speciale questo libro è la capacità di rispecchiare un genere che ha dei precisi canoni stilistici e renderlo assolutamente coinvolgente.
Carlotta rappresenta tutte quelle ragazze insicure e arrendevoli nei confronti delle piccole lotte quotidiane che hanno come protagoniste la bellezza, la sensualità, la voglia di essere amate da qualcuno che può sembrarci irraggiungibile, solo perché si pensa di non esserne all’altezza.
Una protagonista schietta, buffa, terribilmente divertente e completamente persa in una miriade di voli mentali che altro non sono che insicurezze e castelli in aria. Lentiggini e capelli indomabili sono la punta di un corpo minuto ed esile che Carlotta detesta e considera bruttino. A fare da cornice troviamo invece una madre e una sorella decisamente fuori dagli schemi, entrambe bellissime e senza molti scrupoli se si tratta di raggiungere i propri obiettivi personali.

Il lettore si ritroverà immerso in una realtà caotica, si perderà nei bugigattoli dove la nostra Carlotta, si reca per acquistare delle cianfrusaglie costosissime commissionatele da un regista egocentrico e viscido per il quale la nostra protagonista deve a malincuore a lavorare. Ci saranno diversi giri di giostra con uomini incapaci di farle battere il cuore come il suo prezioso e irraggiungibile Luca, ma avremo anche la soddisfazione di veder crescere pian piano e in maniera non semplice, un sentimento che ci lascerà con il sorriso e le farfalle nello stomaco.

Situazioni romantiche e piccanti vi spingeranno a divorare questo libro in una giornata soltanto, facendovi fantasticare e sorridere allo stesso tempo. Una sorpresa, questo è stato per me, una sorpresa davvero piacevole.
Amabile Giusti usa con cognizione di cause la nostra bella lingua; nonostante la semplicità che il genere richiede e l’uso della prima persona non lascino molto margine d’interpretazione del testo, lei ha saputo rendere in maniera diretta e realista i dialoghi che si susseguono senza sosta. Il modo di descrivere le sensazioni interiori della protagonista lascia intuire un sapiente uso della scrittura e mi fa sperare che l’autrice voglia cimentarsi anche nella stesura di un testo di maggiore spessore letterario. Non mi resta che augurarmi di poter leggere presto una nuova avventura in rosa o in altri colori, perché no, della nostra Amabile Giusti.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Trent'anni e li dimostro
  • Autore: Amabile Giusti
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: settembre 2014
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 9788804643678
  • Pagine: 261
  • Formato - Prezzo: Rilegato - 11,90 Euro

28 marzo 2014

La locanda delle emozioni di carta - Viviana Picchiarelli

"La Locanda dei Libri" è il nome di un agriturismo sul lago Trasimeno, in Umbria, un posto che è diventato negli anni il punto di riferimento per amanti dei libri e per scrittori. Qui, dopo trent'anni, si ritrovano Matilde, ex psicoterapeuta e proprietaria della locanda, e Matteo, avvocato di professione e scrittore per passione. La loro storia si è interrotta bruscamente anni prima e solo grazie alle pagine del romanzo scritto da Matteo, dai risvolti dichiaratamente autobiografici, i due, in qualche modo, si ritrovano ma devono fare i conti con il tempo che è trascorso, con le loro vite attuali e con gli errori commessi in nome dei rispettivi egoismi. Parallelamente, per due individui che cercano di (ri)scoprirsi, altri due, Ginevra e Riccardo, in balia dei propri demoni, faticano a lasciarsi andare, seppur consapevoli della potenza del legame a cui, loro malgrado, non possono sottrarsi. Due storie agli antipodi, un unico, potente e devastante sentimento. Un romanzo dal sapore retrò in cui sono proprio "le emozioni di carta", lette e scritte, quelle da cui tutto ha origine e a cui tutto torna.

Recensione

Da amante della lettura, non ho saputo resistere al fascino di una locanda popolata da libri, lettori e scrittori, le cui rispettive storie si intrecciano e di scontrano. Ho apprezzato l'italiano impeccabile e la cura redazionale, anche se ho notato un'eccessiva pedanteria nell'uso delle virgole che appesantisce, talvolta, la lettura. Una chicca, le divertenti citazioni letterarie, anche contemporanee, che si incontrano durante la lettura.

Di storie d'amore legate a un romanzo se ne contano a bizzeffe, meno forse sono quelle con protagonisti attempati che, in barba alle convenzioni, decidono di non mettere via i sentimenti e quello che ne deriva. In questo caso, il romanzo che dà il la alla storia è il racconto fortemente autobiografico di un amore profondo ma mai consumato né dichiarato: quello tra un giovane avvocato e la "libraia dai capelli rossi". Le imposizioni della famiglia, gli obblighi di gratitudine, come anche una certa mancanza di volontà, portano Matteo a sposare una donna che non ama, incinta di un altro, e a dare vita a una famiglia in cui non si riconosce. Solo la figlia naturale riesce a restituirgli la dimensione di intimità e familiarità di cui aveva bisogno - fino al giorno in cui viene pubblicato il romanzo che svela come la loro vita fosse frutto di un inganno.

Matilde, che con l'età non è più rossa, reinventa la propria vita con la fidata amica Emma, aprendo una locanda in riva al lago: qui si incontrano persone diverse, per stato di famiglia, per età e per provenienza, ma tutte sono accomunate dall'amore per i libri. Sarà la locanda ad ospitare quell'incontro tanto sognato e tanto temuto da entrambi, una donna che ormai ha rinunciato all'amore e un uomo che invece osa ancora sperarvi.

Qui si intrecciano anche le vicende di Riccardo, figlio della co-proprietaria della locanda, e Ginevra, figlia di Matteo, entrambi alle prese con i propri demoni. Altre due storie si uniscono al coro, un po' più in sordina e decisamente meno approfondite.

Di carne al fuoco ce n'è tanta ma, per restare in tema BBQ, l'ho trovata stracotta e un po' stopposa. Tutto quello che succede viene raccontato, vuoi direttamente dal narratore, vuoi tramite i pensieri dei personaggi: di azione ce n'è poca, in confronto ad tutte le meditazioni ed elucubrazioni che affollano le quasi 400 pagine del romanzo. Capisco la necessità di definire gli antefatti, comunque pesanti e dettagliati all'estremo, ma anche il "qui e ora" subisce la stessa sorte. Dall'inizio fino all'ultima pagina ho avuto la spiacevole sensazione di mancanza di ossigeno e di una persona che mi parlasse in testa, decisamente quello che non chiedo ad un romanzo.

I personaggi sarebbero anche interessanti, ma il modo in cui vengono trattati li rende finti, come se rispondessero a un copione che, facilmente, si intuisce. Matteo ha ben poco dell'avvocato, come anche dello scrittore: l'unico momento in cui giustamente meriterebbe di parlare del mestiere che l'ha reso famoso finisce sopraffatto da chiacchiere che, una dietro l'altra, compongono un saggio, breve quanto non richiesto, sul noir. Matilde è la tipica donna di mezza età, con un matrimonio finito alle spalle e un lavoro che non la soddisfa più: ovviamente ha un'amica del cuore che la convincerà a compiere un salto nel buio che, altrettanto ovviamente, si rivelerà un successo. Emma, la suddetta amica del cuore, non poteva che essere un'insegnante - e forse questo è il carattere meglio riuscito, visto che tutto quello che fa e dice sembra avere il sottotitolo "professoressa". Peccato che si perda pure lei in mezzo alla confusione di tutto quello che sembra vitale comunicare al lettore, di moventi, sentimenti, storie.

Riccardo e Ginevra non portano niente di nuovo al figlio arrabbiato e disadattato, che trova nell'amore la forza di cambiare rotta. Giulia e Gregorio avrebbero un mondo da raccontare, ma vengono relegati sullo sfondo e finiscono così per perdersi, restando incompiuti.

Se lo spessore del romanzo fosse stato dimezzato e se fosse stato lasciato più spazio al concreto, stralciando le innumerevoli disquisizioni su pensieri, parole, opere e omissioni, sarebbe stato più godibile e meglio sfruttato: così come stanno le cose, è un buon antidoto all'insonnia.

Giudizio:

+1stella+

Dettagli del libro

  • Titolo: La locanda delle emozioni di carta
  • Autore: Viviana Picchiarelli
  • Editore: Bertoni Editore
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • ASIN: B00HGQTLHE
  • Pagine: 404
  • Formato - Prezzo: Kindle - 2,99

21 febbraio 2014

Luna di miele a Parigi - Jojo Moyes

Al centro di questo racconto due romantiche e tormentate storie d'amore: quella di Sophie e Édouard Lefevre in Francia durante la Prima guerra mondiale e, circa un secolo dopo, quella di Liv Halston e suo marito David. "Luna di miele a Parigi" - uscito in Inghilterra solo in ebook - si svolge alcuni anni prima degli eventi narrati nel romanzo "La ragazza che hai lasciato," quando le due coppie si sono appena sposate. Sophie, una ragazza di provincia, si ritrova immersa nell'affascinante mondo della Belle époque parigina ma si rende conto ben presto che amare un artista apprezzato come Édouard implica qualche spiacevole complicazione. Circa un secolo più tardi anche Liv, travolta da una storia d'amore appassionante, scopre però che la sua luna di miele parigina non è la fuga romantica che aveva sperato.

Recensione

Luna di miele a Parigi vuole essere un prequel a "La ragazza che hai lasciato", in uscita il prossimo marzo, introducendo i personaggi che vi ritroveremo e narrando gli antefatti al romanzo ancora inedito. Dei racconti amo la loro compiutezza, un cerchio che si chiude sempre, anche in modo inaspettato: piccoli gioielli che rendono conto dell'autore molto più che un romanzo di mille pagine. Questa "Luna di miele a Parigi", in questo senso, mi ha un po' delusa: è evidente che si tratta di un'opera non indipendente, comunque autoconclusiva, ma un po' povera di significato.

Il racconto procede su due strade parallele, una ambientata nel 1912, l'altra ai giorni nostri; entrambe le coppie protagoniste sono fresche di matrimonio e affrontano una crisi, inaspettata visti i loro recenti voti coniugali, anche se ben motivata.
L'elemento che le accomuna è un dipinto, collegamento un po' fragile quanto casuale e che, evidentemente, la forma del racconto non permette di approfondire. Il rapporto di Sophie ed Édouard viene messo in difficoltà dalla gelosia, mentre Liv deve fare i conti con un marito che si porta il lavoro anche in quell'unica settimana che avrebbe dovuto dedicare interamente a lei. Le svolte di entrambe le storie sono dovute ad interventi esterni, anche se il deus ex machina della seconda è molto fragile e poco credibile, forse anche perché viene lasciato al "detto", più che a una narrazione vera e propria come accade invece nella prima.

Data la dimensione contenuta, non è ovviamente possibile una caratterizzazione più approfondita dei protagonisti o delle situazioni: d'altra parte, se il racconto fa il suo dovere, il lettore accoglierà l'invito non troppo implicito ad acquistare il romanzo che anticipa.

Nel complesso il mio giudizio resta neutro: non mi sono innamorata né della storia né dei personaggi, che assomigliano, in entrambi i casi, ad altro di già letto e già visto. L'unico spunto che mi ha stuzzicata è l'ambientazione di parte del racconto nel 1912, anno glorioso in cui Parigi non era solo la capitale della Francia, ma della cultura oserei dire mondiale: basti pensare che è proprio in quell'anno che Picasso dipinse "Les demoiselles d'Avignon" - e ho detto tutto. Di questa gloria non ce n'è nemmeno un riflesso, visto che il giovane Édouard è un artista che sembra ancora legato alla vecchia scuola e che delle avanguardie artistiche non avesse alcuna frequentazione.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Luna di miele a Parigi
  • Titolo originale: Honeymoon in Paris
  • Autore: Jojo Moyes
  • Traduttore: M. C. Dallavalle
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Omnibus
  • ISBN-13: 9788804636038
  • Pagine: 89
  • Formato - Prezzo: Brossura - 3,90 Euro

10 dicembre 2013

Dire sì è una cosa semplice - Deborah Ameri

Emma lo giura solennemente: non mi sposerò mai. Eppure si ritrova alla vigilia del suo matrimonio, quasi incredula di compiere quel passo. Per arrivare all’altare è servito un amore così grande da sconfiggere le sue diffidenze. Quelle di una bambina cresciuta in un paesino soffocante della provincia italiana e traumatizzata dal divorzio dei genitori. E quelle di un’adulta che ha disimparato ad amare. Attraverso un percorso segnato da ribellione, sofferenze, pregiudizi e dal complicato rapporto con la madre, Emma è protagonista di un moderno romanzo di formazione in cui gli amori folli e impossibili e l’emancipazione dall’ambiente chiuso in cui è nata si incrociano con il suo sogno di diventare giornalista. E proprio quando è convinta di avere preso in mano il suo destino, una devastante tragedia la colpisce. Seguita da una rivelazione che la lascia piena di rimpianti. Solo lui riuscirà a farle ritrovare il suo posto nel mondo. Ma chi è? Chi c’è accanto a lei sull’altare? Il lettore non lo scopre fino all’ultima, appassionante, pagina.

Recensione

Tanto di cappello a un romanzo autopubblicato che non ha niente da invidiare nemmeno a quelli curati da importanti case editrici: finalmente una persona che sa scrivere correttamente e bene (tranne un bis di "ceca" al posto di "cieca", altrimenti sarebbe stato troppo bello per essere vero), e a cui auguro di cuore di continuare su questa strada, ad meliora.
Fin dalle prime pagine il romanzo si presenta come il classico chick-lit, con una giovane donna che si lascia alle spalle il lavoro/la famiglia/gli amici per cambiare città e quindi vita: chi conosce il genere si aspetterebbe di leggere le avventure di una giovane nata e cresciuta in un piccolo paesino alle prese con la grande metropoli, nientemeno che Londra - e senza sapere una parola di inglese. E invece cominciano le sorprese: perché Emma trova il modo di farci fare un tuffo nel suo passato, cominciando dalle elementari via via fino al giorno d'oggi. La piccola Emma fa tenerezza alle prese con le amichette del cuore, le prime cotte e le gelosie; fa ancora più tenerezza immaginarla crescere in fretta per una situazione familiare difficile, papà operaio e mamma che si sente prigioniera di una vita sì scelta da lei ma troppo presto.
Ed ecco il primo bacio, il primo amore, le prime sofferenze e le prime incomprensioni con l'amica di una vita. Ecco l'università a Milano, il primo lavoro, le sbandate e i colpi di testa. Fino a ritrovarla dove l'abbiamo conosciuta, sull'altare in procinto di pronunciare il fatidico sì.
Emma non ha avuto una vita facile, ma nonostante le difficoltà non scende a compromessi, prende quello che la vita le offre e cerca di lottare per ottenere ciò che vuole. In poco più di duecento pagine è difficile condensare tutto il suo vissuto e talvolta avrei voluto che l'autrice approfondisse maggiormente i temi trattati, visto che non sono così leggeri da poter essere affrontati in una manciata di paragrafi. Il padre operaio in una fabbrica siderurgica, con i turni pesanti e lo stipendio che non basta mai. La madre sposa troppo giovane, con ancora tutta una vita da vivere e le ali tarpate. I nonni, sempre presenti ma mai troppo distinti nelle loro peculiarità. Il fratello Daniel, fin troppo evanescente, che se ne va su una nave da crociera e tanti saluti. E tutti gli uomini che incrociano le loro vite con quella di Emma. Il divorzio dei genitori che pesa come un macigno incombente e pronto a crollare in ogni momento.
Certo l'aver semplicemente abbozzato questi temi rende il romanzo più leggero e godibile, il che non è necessariamente un difetto: meglio così che un mattonazzo di formazione pronto a strappare lacrime ad ogni pagina. Ho comunque apprezzato quello che forse rende così particolare il romanzo e lo differenzia dagli altri sul genere, ovvero la quasi totale assenza di dettagli sullo sposo - cosa che immagino non a tutti possa piacere: la storia d'amore della protagonista è descritta con grande delicatezza e semplicità, diventando una sorta di svolta naturale degli eventi, come se tutto quello che Emma ha vissuto fino a quel momento trovasse significato e completezza in quel preciso momento, con quella precisa persona.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Dire sì è una cosa semplice
  • Autore: Deborah Ameri
  • Editore: Youcanprint
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • ISBN-13: 9788891119612
  • Pagine: 186
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro/ Ebook - 2,68 euro

10 ottobre 2013

The Vincent Boys - Abbi Glines

Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vivono passioni sconvolgenti...
Ashton, brava ragazza di "professione", cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero.
Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però la "ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits.
Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere...
Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente...
ù

Recensione di Romi Blanche

Confesso che il timore nell'accettare di recensire questo libro era dovuto al fatto di ritrovarmi faccia a faccia con Dawson, Joey e Pacey, protagonisti del famosissimo telefilm di fine anni 90 intitolato "Dawson's Creek", in versione però moderna e spregiudicata. Temevo di non riuscire a reggere il colpo e già proiettavo la mia mente a vivere un altro teen drama in piena regola, con l'aggiunta del sesso spregiudicato fra adolescenti, non semplice da digerire insomma. In effetti la somiglianza c'è, i tre protagonisti di "The Vincent boys", si frequentano fin da bambini, si vogliono bene e si conoscono alla perfezione, tutte cose già viste, indubbiamente. Ciò che di positivo ha questa somiglianza è che se avete amato Dawson's Creek, non potrà non piacervi anche il libro di Abbi Glines.

Fra tutte le pubblicazioni uscite quest'anno, di genere erotico, confesso che solo le avventure di Ashton, Beau e Sawyer hanno catturato la mia attenzione. L'autrice ha uno stile di scrittura moderno, con un buona alternanza di sostantivi e aggettivi (come invece non accadeva con le 50 sfumature di grigio). 

Certo, parliamoci chiaro, non stiamo parlando di Vladimir Nabokov, padre del celeberrimo "Lolita", non siamo a livelli di scrittura alta o aulica: rimaniamo in un lessico semplice, diretto e immediato, e questo secondo il mio modestissimo parere è già un vantaggio. La narrazione scorre veloce, così come le azioni dei personaggi, e ho trovato davvero buona la capacità dell'autrice nel sincronizzare linguaggio verbale e azioni dei protagonisti; mi spiego meglio: come ho scritto, dal momento che il libro ha un lessico semplice, la narrazione scorre altrettanto velocemente, e altrettanto veloci sono gli eventi che si succedono. Mentre infatti Sawyer si trova fuori città in campeggio con la sua famiglia, Ashton soprattutto e poi Beau, non perdono certamente tempo per "riavvicinarsi", proprio come potrebbe succedere a due diciassettenni innamorati. E' davvero stimolante l'accoppiata accadimenti/stile narrativo adeguato, ed era un bel po' che in questo genere di pubblicazioni non la riuscivo a trovare, mi annoiavo già alla cinquantesima pagina. Abbi Glines ha scritto un libro per adolescenti, con un linguaggio indubbiamente adolescenziale, e mi spiace ma non ho nulla da recriminarle in questo, anche perché fino a oggi, rispetto alle pubblicazioni uscite nel 2012/13, è l'unica che ha reso il lessico pertinente alla scena.

Ho letto qualche recensione in cui si metteva in discussione l'uso di parole stupide e sboccate usate dall'autrice durante le scene sessuali fra Ashton e Beau. Io non sono d'accordo: trovo quelle parole adatte ai due adolescenti descritti nel libro, in particolare adatte a un personaggio, come Beau, cresciuto senza padre e con una madre molto discussa per via delle sue presunte abitudini sessuali. Cosa ci si può aspettare da un personaggio del genere? Che usi soltanto parole adatte a una ragazzina vergine o, al contrario, che si differenzi dal cugino perfetto e che diversamente da lui sia sboccato e maleducato? Devo però, proprio per dovere verso l'universo femminile, porre l'accento su due termini che mi hanno lasciata un po' basita, non tanto per la loro sfrontatezza, quanto per il ridicolo ricorso a termini quali "buchino" o "patatina": che Beau si riferisse agli organi sessuali di Ashton perché essendo una vergine aveva tutto ancora ben "stretto"? Ecco, imbarazzante è questa mia affermazione quanto ridicolo il ricorso a tali vezzeggiativi, che rimangono in ogni caso a uso di moltissime persone, e proprio per questo non del tutto passibili di giudizio negativo.

Indubbiamente, leggendolo a trent'anni anni vi verrà da sorridere, ma nemmeno troppo se pensiamo a quanto è cambiato oggi il linguaggio fra adolescenti. Le scene di sesso sono coinvolgenti, sfrontate e piene di ormoni infuocati, badate bene, con preservativo al seguito, il più delle volte, almeno. Alcune pagine del libro, devo ammetterlo, sono sicuramente strane o almeno poco credibili, come l'episodio che vede coinvolti Ashton e Beau, dove lei, come se fosse ipnotizzata da qualcosa di non ben definito, si avvicina a lui accarezzandoli il petto, per rendersi conto di quello che sta facendo solo una manciata di minuti dopo. Ritengo molto poco realistico un accadimento del genere, se non sotto droghe, direi. I personaggi presentati sono ben caratterizzati, l'autrice lascia diverse cose in sospeso ma questo credo sia perché è solo la prima di due pubblicazioni. Ashton è indubbiamente una protagonista indecisa e molto insicura, caratteristiche che accompagnano la sua crescita personale fino a portarla ad una consapevolezza e maturità alla fine del libro, pur conservando l'atteggiamento del "un piede in due staffe" che mi ha ricordato moltissimo Bella, la protagonista della saga Twilight. Il fattore "dolore", ben presente in tutte queste pubblicazioni a carattere erotico, è esorcizzato dalla scrittrice attraverso il ricorso al sesso, discutibile ma assolutamente accettabile; quando infatti la protagonista femminile perde la nonna, unica figura nel libro a conoscere davvero la sua personalità ribelle (oltre a Beau), Ashton decide di "esorcizzare" questa morte andando a letto con Beau. Ora, scelta assurda o possibile alternativa al dolore? Non sta a me giudicarlo, ma è mio compito affermare che, per quello che ho visto, nella vita c'è anche questo genere di "medicina", non me la sento perciò di etichettare la scena come assurda.

Un libro leggero, a tratti infantile, appassionato e coinvolgente, il regalo perfetto per chi vive i primi amori, la lettura adatta per chi ha nostalgia del passato e non pretende molto da una lettura dal sapore estivo. Diciamo che fra tutte le trovate commerciali che ho avuto il dispiace di leggere, questa è quella che sa far bene il suo lavoro.

Giudizio:

+3stelle+

Recensione di Valetta

Sinceramente non so nemmeno da dove partire nel commentare questo libro.
Possiamo cominciare col dire che non è per niente chiaro perché venga classificato come "New Adult": non ci sono adulti qui e sicuramente non c'è nulla di nuovo.

Ciò che abbiamo è l'ennesimo triangolo amoroso tra diciassettenni con la brava ragazza contesa fra il ragazzo perbene e il "bad boy" del paese. Peccato che Sawyer più che un ragazzo per bene non sia altro che un bigotto mentre Beau si è guadagnato la fama di scapestrato semplicemente per il fatto di bere birra, far sesso con la fidanzata e giocare a biliardo nel pub dove la madre fa la cameriera. E qui l'autrice dà alla storia un vero e proprio colpo di classe: la madre di Beau è cameriera in un bar (e naturalmente risponde allo scontatissimo nome di "Honey"), per cui può automaticamente essere classificata come zoccola.

Riassumendo: visto che Beau vive in una roulotte con la madre cameriera mentre il padre, noto buono a nulla, è morto da tempo, la città non può che considerarlo un tipo pericoloso, in quanto "macchiato dal sangue del padre" e proveniente da un "cattivo seme", come ci ricorda più volte il predicatore del villaggio (che ovviamente è anche il padre della protagonista). Alla faccia della solidarietà cristiana.

Chiude il triangolo la gattamorta Ashton, la quale dopo un'infanzia passata a comportarsi da maschiaccio decide senza apparente motivo di doversi trasformare nell'ideale della brava ragazza che, nella mentalità medievale di Sawyer, significa sorridere sempre, essere remissiva e naturalmente evitare il sesso come la peste. Il cuore del romanzo si sviluppa quindi attorno a questa ridicola battaglia interiore in cui Ashton si sforza di conformarsi ad un ideale di perfezione mentre in cuor suo vorrebbe solo divertirsi come qualsiasi altra ragazzina. Ma non temete, la battaglia ha vita breve: basta che Sawyer lasci la città per un paio di settimane perché Ashton butti alle ortiche le aspirazioni di beatificazione e conceda le sue grazie al bel Beau.

Seguono a questo punto una decina di capitoli del trito "ti amo ma non posso stare con te", condito con il "dramma" derivante dal fatto che i due contendenti sono cugini e amici fraterni e da un colpo di scena finale talmente infimo da suscitare più di una risata.

Il tutto scritto nello stile di una quattordicenne che ha visto troppe puntate di Gossip Girl, con la protagonista femminile perennemente urlante "OH MIO DIO" in caratteri cubitali e i due ragazzi che comunicano solo attraverso ringhi e grugniti, adeguati a cavernicoli quali sono.

E non dimentichiamo l'immancabile figura della adorata nonna che, come capita sempre in questo tipo di racconto, è la migliore amica e confidente della nostra Ashton e dimostra di avere una mentalità molto più aperta dei rigidi genitori, praticamente spingendola fra le braccia del bel Beau perché "comportarsi bene è noioso". 

Eh no, cara Abbi, sei tu ad esser noiosa. Quello che ci hai rifilato non è solo un pessimo romanzo, è una pessima storia d'amore con personaggi e situazioni stereotipate fino all'estremo, assenza totale di profondità psicologica e nemmeno capace di riscattarsi nelle scene di sesso, totalmente prive di sensualità e abbastanza dozzinale. Se non sapessi che le autrici di YA ci hanno finora abituati a protagoniste di una virginalità monastica mi chiederei qual è la causa di tanto scalpore.

A voler esser generosa definirei The Vincent Boys un "Harmony" per teenagers di cui le teenagers (e non solo loro) potevano tranquillamente fare a meno.

Giudizio:

+1stella+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Vincent Boys
  • Titolo originale: The Vincent Boys
  • Autore: Abbi Glines
  • Traduttore: Manuela Carozzi
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Chrysalide 
  • ISBN-13: 9788804629733
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 14,90

27 settembre 2013

Come inciampare nel principe azzurro - Anna Premoli

Quale ragazza non sogna di sfondare nel proprio lavoro sfruttando la possibilità di trascorrere un anno all’estero? È proprio questa la grande opportunità che un giorno si presenta a Maddison: ma l’inaspettata promozione arriva sotto forma di un trasferimento dall’altra parte del mondo, in Corea del Sud! Maddison, però, è solo all’apparenza una donna in carriera. In realtà è molto meno motivata delle sue colleghe e per nulla attratta dall’idea di stravolgere la sua vita. Come è possibile che abbiano pensato proprio a lei, che del defilarsi ha fatto da sempre un’arte, che ha il terrore delle novità e di mettersi alla prova? Una volta arrivata in Corea, il suo capo, occhi a mandorla e passaporto americano, non le rende neanche facile adattarsi al nuovo ambiente. Catapultata in un mondo inizialmente ostile, di cui non conosce nulla, di cui detesta le abitudini alimentari e non solo, Maddison si vedrà costretta a tirar fuori le unghie e a crescere una volta per tutte. E non è detto che sulla sua strada non si trovi a inciampare in qualcosa di bello e del tutto imprevisto!

Recensione

Anna Premoli con questo suo secondo romanzo fa centro, come già era accaduto nel primo, se piace il genere, ovvio. Di nuovo portata al successo un’autopubblicazione, di nuovo il caso di una scrittrice italiana che sbanca nelle vendite grazie solo alla sua bravura. La Premoli, già autrice del noto Ti prego lasciati odiare, ci propone un nuova storia dalle ambientazioni insolite.
E’ stato molto interessante dare una sbirciatina nel mondo di Maddison, una ragazza in fondo insicura, con poca autostima (anche se millanta frasi da perfetta femminista che dichiara però di non essere), annoiata dal lavoro che svolge e convinta di dover aspettare un lavoro migliore, Il Lavoro Migliore che le salverà la vita e la tirerà fuori da quel vortice di abitudini nel quale stagna ormai da più di cinque anni. Peccato che l’unica vera abitudine che trapela dalla nostra protagonista sia quella di avere abitudini, per paura di cambiare forse? 
Ammiccamenti, risatine, piccoli colpi di scena, dialoghi accesi e ritmo incalzante, la fanno da padrone in questo romanzo che si lascia leggere in cinque ore appena. Quando Maddy incrocia lo sguardo di Max, non capisce subito in che guaio si sta per cacciare, lei non comprende, ma noi lettrici sì, o meglio, non aspettiamo altro… Potremmo essere tutte veggenti, non c’è dubbio. Da ragazza confusa, con idee preconfezionate sull’amore e con la forte convinzione di dichiararle apertamente, Maddison si trasformerà in una donna di ventotto anni che, con fare esitante e molto infantile, guarderà piano piano negli occhi qualcosa che in principio la terrorizzava… ma questo lo capiremo prima noi di lei.
L’ambientazione coreana è stata una piacevole sorpresa, e leggere che l’autrice ama i drama coreani lo è stato ancora di più! Nonostante Anna Premoli non sia mai stata in Corea (come lei stessa afferma nei ringraziamenti), le descrizioni dei luoghi e i nomi che usa per spiegare la cultura coreana mi sono sembrati esatti – non sono un’esperta della Corea, ma è un paese che mi attira molto e sono anni che guardo i loro drama, che sono poi le classiche telenovele italiane, anche se decisamente più belle e intriganti -. Se noi lettrici partivamo con il pregiudizio di affrettarci a leggere “la solita storia d’amore”, siamo state presto smentite, sia dall’ambientazione esotica che dall’introduzione di una figura maschile non convenzionale e difficilmente associata ai romanzi rosa di provenienza occidentale.
Ciò che amo in particolare di questa scrittrice è l’uso dell’ironia: i suoi romanzetti non sanno solo sedurre, ma anche far sorridere, un uso bilanciato di ironia e sessualità - oserei affermare. Parliamoci chiaro: potremmo tacciare Come inciampare nel principe azzurro della solita superficialità, ma io non sono d’accordo. A ogni genere il suo compito, a ogni scrittrice la propria scelta, e a ogni recensionista la propria opinione; vado fiera del fatto che sugli scaffali delle librerie italiane, in mezzo a mille nomi di scrittrici americane che scrivono romanzi rosa, figuri quello di Anna, e sono altrettanto soddisfatta di poter affermare che è davvero inutile demonizzare un genere letterario solo perché non ha standard alti di letteratura. Il mondo è bello perché si diversifica, lasciamo quindi ai sogni romantici e un po’ infantili il diritto di accomodarsi sui comodini di tante lettrici italiane.
La mia nota dolente (deformazione professionale) va agli errori presenti nel testo, troppi refusi e qualche frase grammaticalmente non proprio corretta disturbano il mio maniacale senso dell’ordine. Possibile che, per la fretta di pubblicare, non ci si adoperi almeno per correggere eventuali refusi? Va bene vendere, va bene inseguire l’onda, ma non va affatto bene prendere in giro i lettori con pubblicazioni poco curate nel testo.
La mia nota d’esultanza invece va invece al fatto che la Colorado film ha acquistato i diritti per la riduzione cinematografica del libro.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Come inciampare nel principe azzurro
  • Autore: Anna Premoli
  • Editore: Newton Compton Editori
  • Data di Pubblicazione: Settembre 2013
  • Collana: Anagramma
  • ISBN-13: 978-88-541-5589-3
  • Pagine: 320
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 9,90

20 settembre 2013

Ragione e sentimento - Jane Austen

Scritto nel 1795 con il titolo di Elinor and Marianne, "Sense and Sensibility" ("Ragione e sentimento") viene pubblicato nel 1811. Come gli altri maggiori romanzi della Austen, descrive le vicende di un'anima ingenuamente romantica che, attraverso l'esperienza, giunge a comprendere infine la realtà dell'esistenza. Protagoniste sono le giovani sorelle Dashwood, Elinor e Marianne, che, alla morte del padre, sono costrette a fare i conti con le ristrettezze economiche nella loro nuova e modesta casa nel Devonshire. Qui conosceranno le pene e le gioie dell'amore e, imparando a conciliare la ragione con il sentimento, diventeranno donne. Attorno a questo processo di maturazione la Austen tesse una trama piena di grazia e ironia, in cui con la sua elegantissima prosa riesce ad analizzare e descrivere con straordinaria sottigliezza il contrasto e il dissidio tra istanze psicologiche e morali.

Recensione di Valetta

Nonostante questo sia il primo libro di Jane Austen, già emergono chiari quali sono i maggiori pregi di questa scrittrice, primo fra tutti la sua grande capacità di osservazione e comprensione dell'uomo e la sua abilità nel mettere su carta ciò che osserva attraverso i sui fantastici personaggi. Una cosa che mi stupisce sempre leggendo i libri della Austen è l'osservare che alla fine l'uomo è sempre uguale a se stesso. Non importa se il libro è scritto e ambientato a fine '700, e quindi le abitudini e i costumi sono enormemente diversi dai nostri (al punto a volte da sembrare ridicoli): le motivazioni, i sentimenti e i comportamenti degli uomini sono sempre gli stessi.

A prima vista si potrebbe dire che la rigida società di allora, con le sue convenzioni, la sua etichetta così piena di regole non c'entra nulla con la nostra società, sicuramente molto più spontanea e, secondo alcuni, evoluta. Con miei amici oggi non parlo certo come ci si parlava allora, i divertimenti sono diversi, i gusti sono diversi. Ma a guardar bene, le dinamiche sono sempre le stesse, le motivazioni di fondo e i sentimenti che ci guidano sono del tutto speculari. E' la cornice che cambia, non il contenuto.

A volte può far sorridere leggere certi dialoghi, vien da pensare che noi oggi diremmo la stessa cosa in modo molto più diretto e senza tante complicazioni, così come ogni tanto le paranoie che si fanno alcuni personaggi ci possono sembrare incomprensibili, ma tutto questo è più che accettabile e passa comunque in secondo piano perché la storia è avvincente e non si può fare a meno di affezionarsi e identificarsi nei personaggi.

La forte passionalità di Marianne o la timidezza e la concretezza di Elinor non sono certo solo caratteristiche di ragazze di tre secoli fa!

Giudizio:

+5stelle+

Recensione di Polyfilo

Se si legge 'Ragione e sentimento' in originale - cioè dunque 'Sense and sensibiliy' - si resta sorpresi, oltre che dalla facilità e dalla freschezza della lingua, che un lettore non fatica eccessivamente a seguire anche dopo ormai due secoli, dalla frequenza con cui ricorre nel romanzo una parola, 'agreeable', che non è semplicissimo tradurre in italiano.
Il concetto sottostante contiene sia il riferimento a un canone di gradevolezza e bellezza estetica sia il confronto, vitale in una società rigidamente strutturata come quella britannica a cavallo tra XVIII e XIX secolo, con l'accettazione sociale di stati d'animo, scelte e comportamenti.
La convenienza, morale sociale ed economica, si erge a criterio al quale conformare le proprie scelte di vita.

In riferimento a questa sorta di standard pratico, come ci si può aspettare dalla mentalità inglese, si sviluppa, per opposizione e confronto, il rapporto tra due sorelle, Elinor, la maggiore, e Marianne, più piccola, provenienti dalla buona società ma senza capitali e dunque destinate ad affrontare la vita anche e soprattutto in considerazione di ciò.

Le due giovani donne diventano icone e personificazione, nei contrasti e nella diversità di temperamenti e desideri, delle due forze evocate dal titolo stesso del romanzo, ragione e sentimento, o meglio, secondo l'originale 'sense and sensibility', che si avvicina più alle nostre idee di ragionevolezza e spontaneità. Elinor, la saggia tra le due sorelle - ma anche amiche del cuore -, non cede mai agli impulsi e vive tutta la sua sfera affettiva nella mediazione autoimposta degli atteggiamenti che ci si aspetta in società da una ragazza del suo rango, e il suo buon senso finisce per mitigare e irreggimentare anche le passioni, sempre vissute con il freno a mano, come quella senza speranza per Andrew Ferrars, di cui lei è innamorata e che accetta di non poter sposare per suoi precedenti impegni, pur riuscendo ad apprezzarne l'onestà e la lealtà anche nel dolore della perdita.

Questo atteggiamento così posato ed equilibrato trova la perfetta antitesi nell'impulsiva immediatezza della sorella, Marianne, dal temperamento artistico accentuato, che si dichiara indisponibile ad accettare vincoli di 'convenienza' nella scelta di amicizie e frequentazioni - materia di capitale importanza in una società così rigida come quella in cui è ambientato il racconto -, e soprattutto in amore. La passione in qualche modo sfrenata e adolescenziale per Willoughby, che lungi dall'essere l'eroe romantico quale era apparso all'inizio, si manifesterà nella sua debolezza di uomo, porterà Marianne a vivere si con maggiore intensità le vicende amorose, ma anche a gravi errori di giudizio, mettendone in pericolo la vita stessa.

Nel finale, pur nell'affetto sincero e trionfante che lega le sorelle tanto nel dolore quanto nella felicità, la partita va alla ragionevolezza di Elinor, che per quanto suo autolimitandosi, riesce da un lato a realizzare i suoi desideri e dall'altro a non scendere a compromessi con la morale della 'convenienza', mentre Marianne, maturata dagli eventi, dovrà concordare che la ponderatezza della sorella, lungi dall'essere un cedimento al conformismo imperante, è in realtà null'altro che uno sguardo più esperto e capace, grazie al tempo e all'esperienza, di valutare in profondità le vicende umane.

Oltre a questo conflitto antinomico che, anche per il lettore contemporaneo, risulta tutt'altro che privo di attualità e di interesse, grazie all'acume con cui Jane Austen ne indaga tutti i risvolti, sono godibilissime le descrizioni - su tutte quella del modesto cottage dei Dashwood e dei progetti di abbellimento di questo 'locus amoenus' - e gli accenti umoristici con cui l'autrice ridicolizza i criteri strettamente economici e superficiali su cui i suoi degnissimi personaggi basano le loro scelte più intime. Dalla ripartizione di un'eredità alla scelta di un partito da matrimonio, non mancano mai i calcoli sulle rendite che sarebbero necessarie per uno stile di vita 'conveniente' e gli interessi nella scelta delle relazioni sociali più adatte, ovviamente ammantate da ipocrite e poco credibili proteste di gratuità.

Anche in questo, negli ultimi secoli, l'animo umano non sembra essere cambiato di molto.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Ragione e sentimento
  • Titolo originale: Sense and Sensibility
  • Autore: Jane Austen
  • Traduttore: Luciano M.
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Oscar classici
  • ISBN-13: 9788804526001
  • Pagine: 416
  • Formato - Prezzo: Brossura - 8,40 Euro

4 agosto 2013

Nessuno sa di noi - Simona Sparaco

Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verdi e blu delle grandi occasioni. Ci sono voluti anni per arrivare fin qui, anni di calcoli esasperanti con calendario alla mano, di "sesso a comando", di attese col cuore in gola smentite in un minuto. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è troppo "corto". Ha qualcosa che non va. "Nessuno sa di noi" è la storia di un mondo che si lacera come carta velina. E di una donna di fronte alla responsabilità di una scelta enorme. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade portano a un vicolo cieco? Che cosa può l'amore? E quante sono le storie di luce e buio vissute dalle persone che ci passano accanto? Come le ricorderanno le lettrici della sua rubrica e le numerose donne che incontra sul web, Luce non è sola.

Recensione

Nessuno sa di noi è stato candidato al Premio Strega 2013 e si è anche posizionato tra la cinquina finalista. Non avendo letto quasi nessun altro dei libri pubblicati in Italia lo scorso anno non posso fare paragoni: mi limito a constatare che se il romanzo di Simona Sparaco è stato considerato uno dei cinque migliori pubblicati tra il 2012 e il 2013 non voglio immaginare la qualità di tutto il resto.

Racconto lungo, o romanzo breve che sia, Nessuno sa di noi è il lungo sfogo di Luce, donna in crisi segnata dalla noncuranza della futile madre e da una lunga serie di fallimenti accademici, sentimentali, lavorativi: da anni convive con Pietro, brav'uomo dato oltremodo per scontato, ma non si è mai decisa al grande passo; il suo desiderio più feroce è essere madre, ma anche questa soddisfazione le è negata. Quando, dopo cinque anni di tentativi, di passione spenta dagli stick per l'ovulazione, scopre finalmente di essere rimasta incinta, il bambino diventa un'ossessione: amniocentesi, alimentazione precisa e metodica, vitamine, controlli continui, qualsiasi cosa pur di assicurarsi che quel bambino nasca sano. Ma l'ironia della vita lascia cadere addosso a Luce la sua mannaia ancora una volta: al settimo mese di gravidanza, l'ecografia le mostra che il piccolo Lorenzo è affetto da displasia scheletrica e ipoplasia toracica, patologie dagli sviluppi imprevedibili che quasi certamente condurranno alla sua morte poco dopo la nascita. A Luce non resta che l'aborto terapeutico, impossibile in Italia al settimo mese di gravidanza.


Quando si affronta un tema così delicato, il risultato è un ottimo libro o un libro banale; spiace dirlo, si tratta del secondo caso, nonostante non manchino le lettrici che abbiano salutato la Sparaco come la nuova Mazzantini.

Nessuno sa di noi vorrebbe far leva sul lato emotivo delle lettrici mature toccando una corda sensibile - la comune esperienza della maternità (passata, futura o mancata) -, ma finisce per ripiegarsi su se stesso trasformandosi in stucchevole diario al femminile che nulla di nuovo aggiunge alle voci che già si sono espresse sul tema. Un libro che vorrebbe essere un pugno nello stomaco, che vorrebbe far vibrare le lettrici di commozione e straziarle agitando davanti ai loro occhi la peggiore paura delle future mamme (la possibilità che qualcosa vada storto), e che fallisce miseramente dispiegando uno dopo l'altro tutti i cliché del caso. Viene da pensare che il motivo per cui il romanzo sia arrivato così in alto in questo Strega 2013 sia da rintracciarsi proprio nel tema particolarmente discusso: va detto tuttavia che di sensazionalistico a riguardo in Nessuno sa di noi non c'è nulla, anzi, la protagonista dialoga spesso con Dio e non mancano le osservazioni che rivestono la sua scelta di un senso di colpa tipicamente religioso. Luce opziona un aborto a Londra: potrebbe essere l'occasione di denunciare la ristrettezza dei limiti entro cui è possibile praticarlo in Italia, limiti che non contemplano quelle patologie (tra cui la displasia scheletrica) che si mostrano nel feto oltre le ventiquattro settimane, ma la Sparaco non si schiera a riguardo, e tale paradosso legislativo viene solo comunicato.
La prima metà del romanzo è dedicata ai ricordi del prima e all'aborto - che al settimo mese di gravidanza è un vero e proprio parto -, descritto con inquietante dovizia di particolari palesemente volti a suscitare ribrezzo; la seconda metà è l'impatto della perdita di Lorenzo sulla vita di Luce, che si lascia andare alla deriva mettendo anche in crisi la relazione con Pietro. I capitoli sono talvolta inframezzati da lettere che i lettori di Luce inviano alla sua posta o messaggi inviati da donne in difficoltà ai forum al femminile che la protagonista inizia a frequentare. Le noi del titolo sono infatti queste donne che hanno dovuto prendere una decisione: condannare il proprio bambino a una vita di difficoltà talvolta atroci, oppure optare per l'aborto terapeutico, gesto da taluni considerato infanticidio. E' solo dalle voci di queste donne che traspare talvolta quell'indignazione che invece dovrebbe permeare tutto il libro, donne che hanno preso una decisione cruciale, che ne hanno sopportato la sofferenza fisica e psicologica e che continuano a portarsi dietro un senso di colpa accentuato da coloro che condannano la loro scelta perché, come scrive una delle utenti sul forum frequentato da Luce, "non ci si può sostituire a Dio".

La gestione dei personaggi, tutti visti dalla voce narrante di Luce, rivela macchiette informi: c'è Pietro, l'uomo che tutte vorremmo al lato, certo delle sue decisioni e del suo volere rimanere accanto a una donna straziata che cerca in ogni modo di allontanarlo; c'è la madre di Luce, vanesia, inconcludente e meschina, economicamente dipendente dalla protagonista; c'è la madre di Pietro, ricca e credente, che pensa che ogni problema della vita possa essere risolto confessandosi da un prete o praticando il pilates; c'è l'ombra di qualche amico - pochi - che si presenta ogni tanto, nessuno però che in sei mesi cerchi di penetrare nel lutto di questa coppia devastata.

A livello stilistico non si può negare che la Sparaco sappia usare le parole: ci sono passaggi di una bellezza poetica che tuttavia non riesce a riscattare una trama piatta, una sensazione di stucchevole noia.

Mio figlio non ha mai incontrato il mio viso, e se fosse nato, forse, non mi avrebbe neanche riconosciuta. La mia carezza è stata un ago che gli ha tolto il respiro, e il mio latte usciva al richiamo di pianti sconosciuti per andare sprecato in un reggiseno che non ho mai più indossato. Ma è da me che è partito, e dentro di me si è fermato. È dalle madri che sempre partiamo, ed è alle madri che sempre torniamo, una volta concluso il viaggio.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Nessuno sa di noi
  • Autore: Simona Sparaco
  • Editore: Giunti Editore
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: A
  • ISBN-13: 9788809778047
  • Pagine: 256 
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 12,00 Euro

5 luglio 2013

Tutte pazze per il rosa - Laura Schiavini

Sue, Cameron e Liz sono tre amiche che lavorano e vivono nell’ambiente universitario di Oxford e che condividono la stessa passione per i romanzi rosa.
Una passione che si consuma, con serate di lettura, in gran segreto nella libreria di Molly. Perché, se solo si sapesse in giro, diventerebbero lo zimbello di tutta l’università.
Ma è così liberatorio potersi confrontare fra amiche che sono sulla stessa lunghezza d’onda e lasciarsi andare, di tanto in tanto, a sognare il grande amore!
Sue è dolorosamente consapevole che la vita è un'altra cosa rispetto ai romanzi, tanto più che Charles, suo marito, è un uomo egocentrico e distratto che non sa che cosa sia il romanticismo. E quando Cameron Liz e Molly, alla fine trovano il Principe Azzurro, si ritrova ancora più sola e sconsolata.>
Tuttavia, anche nella vita vera può accadere che un marito distratto si renda finalmente conto di quanto la moglie sia infelice e decida di far sì che il suo sogno, si trasformi in realtà.


Recensione


Ho ritrovato in questo libro tutto il sapore del women romance in stile harmony, solo che questa volta a scriverlo è stata un'autrice italiana. Una piacevole sorpresa. I libri che ricalcano il modello romantico americano, pur trattando argomenti importanti come quello dell'amore, decidono di non andare troppo a fondo nelle questioni sentimentali, lasciandole come sospese. Ci sia aspetta una storia a lieto fine e si desidera vivere con la protagonista quel pathos d'amore un po' infantile e a tratti davvero prevedibile che questo genere ama raccontare. Queste letture sono molto leggere, non hanno pretese e vengono affrontate o per vivere la quotidianità in maniera più spensierata o per cercare di evadere dalla solita routine. Sono letture scacciapensieri e talvolta si prendono la colpa di illudere donne romantiche che possano davvero esistere gli uomini descritti in quelle pagine. Dall'altro lato della medaglia però, sono l'espressione di un inguaribile romanticismo da parte di scrittrici che non amano avventurarsi nella scrittura usando espedienti particolarmente complicati per esprimersi, e che vogliono invece cimentarsi in maniera semplice nella descrizione dei "drammi" del cuore.
Questo libricino di appena 28 pagine ricalca alla perfezione questo modello. L'espediente del club romance è molto carino, peccato non sia approfondito per nulla. Peccato in generale che ci siano solo ventotto pagine di lettura e che questo numero esiguo penalizzi il racconto, rendendolo in più punti affrettato e sommario. La fine è molto surreale e ad essere sincera ho sorriso quando l'ho letta, pensando a quanto sia altamente improbabile che un uomo faccia una cosa del genere. In fondo, però, in questo genere è di questo che si parla: dell'improbabilità degli eventi amorosi e di quanto sia eccitante fantasticarci sopra.
Mi sembra di aver trovato un solo refuso, cosa davvero insolita trattandosi di un'autopubblicazione. L'autrice padroneggia il genere e sa esprimersi a dovere, il suo stile è sobrio ed elegante, cosa non facile da ritrovare ultimamente.
Se amate il genere, avete mezz'ora di tempo libero e siete amanti dei romanzi d'evasione, ve lo raccomando.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tutte pazze per il rosa
  • Autore: Laura Schiavini
  • Editore: Narcissus Self Publishing
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ASIN: B00A9NERP2
  • Pagine: 28
  • Formato - Prezzo: Ebook Kindle - 0,99 €

2 luglio 2013

AAA Principe azzurro cercasi - Viviana Bardella

Il principe azzurro esiste davvero? E se sì, si cela forse sotto mentite spoglie? Olivia, sempre in lotta con la bilancia, e con un'amica/nemica top model, non ha mai interrotto la sua ricerca. Solo quando si troverà a vivere una storia passionale, comprenderà che la realtà è assai meglio della fantasia... Sarà allora in grado, di scegliere che strada percorrere?




Recensione

Olivia è una ragazza come tante: il suo lavoro consiste nel compilare statistiche e la sua vita da single si svolge in un appartamentino dove vive sola. La sua quotidianità è fatta di un dirimpettaio bellissimo ma giudicato in prima istanza decisamente cretino, una migliore amica, una grande nemica, il suo tanto desiderato dentista e qualche chilo di troppo che la affligge. Nel corso del racconto, Olivia realizzerà che il solo sentirsi più bella adottando qualche piccolo accorgimento la condurrà verso il sentiero dell'autostima e della consapevolezza, spingendola a tirare fuori tutta la sua sensualità. Decisa ad ottenere ciò che desidera, pianificherà un piano diabolico per conquistare il suo trofeo personale: il dentista dal quale si reca ormai da diverso tempo. Aiutata dal bel vicino di casa (che si scoprirà non essere un vero e proprio cretino), ostacolata però dalla sua acerrima nemica Antonella, conosciuta quando ancora andava alle scuole dell'obbligo, Olivia arriverà dritta dritta alla meta e ci regalerà attimi di ironia e di sesso selvaggio. Tra imprevisti, tradimenti, momenti di tensione e qualche insulto velato o svelato, arriveremo alla fine del libro che si concluderà nel più romantico dei modi.

La narrazione in prima persona stimola continuamente il lettore, facendogli avvertire la sensazione di essere il diretto confidente della protagonista. Nonostante la storia ricalchi modelli di vita e di letteratura molto conosciuti è, almeno fino a un certo punto, interessante e stimolante.
Viviana Bardella è stata davvero abile a ironizzare sia sulla protagonista che sui fatti che si susseguono attorno a lei. Purtroppo, però, se fino a metà libro il mio entusiasmo era abbastanza alto, verso la fine è andato scemando. La storia faceva presagire una novella Bridjet Jones di colore, e invece ci ritroviamo alla fine con una semplice e romantica ragazza che vede avverarsi il suo sogno di bambina, con l'aggravante che Olivia non sembrava affatto il tipo di donna che puntasse a quello. Per come viene caratterizzata, nonostante nelle prime pagine Olivia esprima il suo desiderio di trovare il principe azzurro, si intuisce che le sue insicurezze la portano a non frequentare molti uomini e a credere che un giorno arriverà il suo salvatore, poiché lei è la "bruttina" che va salvata da una vita di solitudine; accade invece che cambiando un po' il suo aspetto e riuscendo a perdere peso, diventerà più sicura di se stessa e scoprirà di poter avere più porte da aprire a disposizione. Dalla protagonista ci si aspetterebbe (e desidererebbe) altro, e invece ci si ritrova a leggere una storia che sembra non vedere l'ora di arrivare alla fine; la narrazione aumenta il ritmo, le situazioni vengono estremizzate e narrate sommariamente. Peccato, perché il libro era partito molto bene, e con qualche piccola rivisitazione la storia acquisterebbe in spessore.
Inoltre, come spesso capita nei libri autopubblicati, ho notato la presenza di refusi.

Giudizio:

+1stella+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Principe azzurro cercasi
  • Autore: Viviana Bardella
  • Editore: Youcanprint
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788867513666
  • Pagine: 184
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 11,00; Ebook - 0,99 €
 

La Stamberga dei Lettori Copyright © 2011 | Template design by O Pregador | Powered by Blogger Templates