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3 luglio 2009

Laboratorio di scrittura di Torrismondo: Filastrocche in cielo e in terra di Gianni Rodari

Uno zoo variopinto e in continuo movimento, ascensori che si trasformano in astronavi, ragionieri a dondolo e dinastie di poltroni; accenti che scompaiono, parentesi lasciate aperte, punti e virgole irrequieti, rime sbarazzine e rompicollo: ogni libro di Rodari è un appuntamento con una fantasia allegra e scatenata, che non rinuncia a rappresentare e a giudicare il mondo.



Laboratorio di scrittura


Solo per i più grandicelli è dedicata questa recensione. Questo perché i più piccini hanno già, o forse è meglio dire hanno ancora, la mente predisposta a recepire il vero messaggio delle filastrocche di Gianni Rodari. Per i primi è invece necessario chiarire alcuni interessanti concetti assolutamente propedeutici alla lettura. Dico propedeutici perchè se voi grandi, oh che mostruosità essere grandi, dicevo se voi mostriciattoli vi accingeste a leggere queste filastrocche senza la giusta predisposizione d'animo, non fareste altro che perdere il vostro prezioso tempo, già profondamente consumato, quest'ultimo, il tempo, dal vostro infimo stile di vita da grandi. Non per tirarvi le orecchie ma avete ancora molto da imparare da noi, e non so se riuscirete mai ad imparare tutto. Ad ogni modo queste filastrocche possono aiutare. Fatene buon uso: fate esplodere la vostra fantasia e pensate esclusivamente a divertirvi.


Le filastrocche di Gianni Rodari


Quanto son belle e particolari
Le filastrocche di Gianni Rodari.

Dal punto e virgola a Pulcinella,
Attraverso i mestieri e la grande stella,
Senza lasciare il Natale e i trenini,
Fino alle fate, i Re e i cavallini.

Sfido chiunque di voi da bambino
Non ne abbia letto un pochettino.

Se le leggete or che siete cresciuti
"Che sciocchezze!" direte risoluti,
Ma se lo leggete con un pargoletto
Guardatelo in faccia, osservate il visetto
E se divertito lo troverete
Forse chi eravate ricorderete.

Leggetele ancora, rileggetele nuovamente,
Così bambini tornerete immediatamente.

Deliziose da leggere e senza affanni
Le filastrocche di Rodari Gianni

Dettagli del libro

  • Titolo: Filastrocche in cielo e in terra
  • Autore: Gianni Rodari
  • Editore: Giulio Einaudi
  • Data di Pubblicazione: 1960
  • Pagine: 154

12 giugno 2009

Tutte le cosmicomiche - Italo Calvino



I Contenuti

Sono qui raccolte, per la prima volta in un unico volume, tutte le cosmicomiche, racconti in cui Calvino, a partire dal 1964, si è assunto il giocoso compito di alleggerire e rendere visibili gli ardui concetti della scienza contemporanea, arrivando a creare un genere più vicino ai miti cosmogonici che non alla science-fiction.

La Recensione

  • Laboratorio di Scrittura
    No non vi state sbagliando, vi ho già precedentemente parlato delle cosmicomiche. Si vi sbagliate, non è una semplice ripetizione o svista questa. Per prima cosa vi parlai de Le cosmicomiche, ora mi sto riferendo a Tutte le cosmicomiche. Avete ancora maledettamente ragione, la recensione che avete letto e apprezzato, lo spero bene, de Le cosmicomiche è senz'altro applicabile a Tutte le cosmicomiche. Ma è proprio qui che cadete in errore, miei cari e avveduti lettori. Chi vi ha detto che il mio proposito sia quello di presentarvi una recensione di tutte le cosmicomiche?No! Lungi assolutamente dall'esserlo. Ahimè, mi ritocca mio malgrado di notificare la veridicità della vostra affermazione: Si, in rosso, a caratteri maestosi, in evidente bella vista, presentata in pompa magna, qualche riga sopra questa (per essere precisi ben dodici) potete facilmente notare la scritta che vi ha ingiustamente tratto in inganno: La recensione. Per questo vi chiedo umilmente venia. Ma non penserete mica che io possa commettere degli errori talmente clamorosamente eclatanti?No! Vi invito a tal proposito a prestare la vostra oculata attenzione, una riga più in basso rispetto alla fallace scritta fuorviante. Ebbene potrete facilmente notare che, preceduta da un pallino nero, vi appare la scritta: Laboratorio di scrittura. Dicitura che ho voluto attenzionare scrivendola in corsivo e dandole un soffice color marroncino. Con questi sagaci accorgimenti ho voluto evidentemente evidenziare la già evidente particolarità della recensione, che evidentemente di fatto recensione non lo è, e questo con chiara evidenza. Come volevasi dimostrare. Quod erat demostrandum. Avrei voluto introdurvi La mela cosmicomica che leggerete a breve, ma a causa dei vostri inopportuni interventi, il tempo e lo spazio dedicato alla introduzione di questo squisito racconto sono inesorabilmente rispettivamente scaduto e finito. Ciò appurato non mi rimane che augurarvi buona lettura.
    • La mela cosmicomica
    Una cosmicomica al giorno toglie il medico di torno,-cominciò il palindromico Qfwfq- così dicevamo a quei tempi. Ma poi dicevamo chi? Tutti! Ero solo io ad essere. Lo dicevo a tutti quelli che erano e tutti quelli che erano mi ascoltavano e la pensavano come me, esattamente come me. Non vedo come potesse essere altrimenti. E poi vorrei sapere perché tutta questa voglia di toglierselo di torno, anzi mi ci metto anche io, togliercelo di torno, perché tutti nutrivamo una tanto ingiustificata quanto sana avversione verso questo chi-o-cosa. A pensarci bene poi bisogna considerare che attorno ne avevamo fin troppo di spazio e non penso avesse potuto recare troppo fastidio, o almeno non con probabilità superiore a uno contro due elevato alla potenza di duecentosessantasettemilasettecentonove. Se devo essere sincero, inoltre, nemmeno sapevamo cosa volesse dire togliere perché mai nulla avevamo tolto, perché mai nulla ci aveva mai circondato. Fatto è che è come è, e non ve lo sto qui a spiegare. So solo che così dicevamo, e che quelli, beh!, si che erano bei tempi. Fino a quando uno sconosciuto sanremese, invece di vendere fiori o cantare canzoni come tutti fanno in quel luogo, invece di rimanere nel posto ove ebbe origine a fumarsi dei sigari nazionali che mi si dice siano ottimi, invece di fare tutto ciò, dicevo, si dilettò a rovinarci la vita dilettando voi poveri lettori. E da allora tutti alla ricerca della cosmicomica. Il primo uomo commise peccato mortale pur di avere l'edeniana cosmicomica. Ed io che ero l'unico a sapere della cosmicomica, ed io che, me ne resi solo allora conto, ero la cosmicomica, che nel frattempo mi ero moltiplicato ed ero divenuto le cosmicomiche, io, divenni l'obiettivo di voi bramosi rapaci divoratori di libri. E allora tutti alla ricerca delle cosmicomiche, dei miei io, dei miei fantastici io. Tutto ciò per allontanarsi quel povero medico che nulla aveva fatto di male. Ma, come voi potete ben capire, più lo toglievi di torno più andava di torno a qualche altro, ed allora altri alla ricerca di altre cosmicomiche, fino a quando, dopo un intervallo di tempo, che per amor di chiarezza, chiameremo Ti con zero, quello stesso reo scrittore si mise in testa di riunire tutte le cosmicomiche. Capirete bene che allora si scatenò una nuova terribile caccia a tutte le cosmicomiche, a tutte le parti di me. E allora cosa potevo fare io? Non potevo mica restare con le mani in mano? Figuratevi! Nemmeno le mani per restare con le mani in mano avevo io. Fu allora che lo feci. Ideai e misi in atto il mio proposito. Feci la mia scelta, giusta o sbagliate che fosse. Non volli più essere Tutte le cosmicomiche! No! diventai mela...

    Articolo di Raimondo Torrismondo

    Dettagli del libro

    • Titolo: Tutte le cosmicomiche
    • Autore: Italo Calvino
    • Editore: Mondadori
    • Data di Pubblicazione: 2003
    • ISBN-13: 9788804520467
    • Pagine: 432
    • Formato - Prezzo: Brossura - 14,00 Euro

    24 aprile 2009

    Esercizi di stile - Raymond Queneau

    "Esercizi di stile" è un esilarante testo di retorica applicata, un'architettura combinatoria, un avvincente gioco enigmistico. Tutto vero, però è anche un manifesto letterario (antisurrealista), è un tracciato di frammenti autobiografici, è la trascrizione di una serie di sogni realmente effettuati da Queneau. E perfino un testo politico, nonché un'autoparodia. Questo è quanto emerge dalle riflessioni che Stefano Bartezzaghi ha dedicato a questo libro-capolavoro. In appendice, presentati per la prima volta in italiano, alcuni esercizi lasciati cadere nell'edizione definitiva, un indice preparatorio e l'introduzione, anch'essa inedita in Italia, scritta da Queneau per un'edizione del 1963.

    Laboratorio di scrittura

    Ho provato in tutti i modi a ricavare da questo libro un commento degno. Non ci sono riuscito. Che dire di questo libro? "Racconta in 100 modi diversi un banale episodio di vita quotidiana"? No, non rende giustizia un commento del genere. "L'autore gioca con il linguaggio utilizzando le figure retoriche"? Sì, anche questo è vero, ma... diciamocelo in faccia: questo libro è molto di più! Ecco, ci sono: "questo libro non va compreso, va solo ammirato estaticamente il gioco di parole". Sì, forse ci siamo, ma sono convinto che bisogna trovare una qualche frase ad effetto, che possa farvi capire cosa si prova nel leggere questo libro. Che ne dite di: "Queneau dà sfogo in questo libro a tutta la sua genialità, consegnandoci di fatto il manifesto della letteratura potenziale"? Perdincibacco! Questa sì che è una bella frase! Però è solo una frase, una semplice, banale, stupida, panegirica frase. No, fare un commento a questo libro è impossibile, forse solo un'urlo di gioia potrebbe esserne degno. Ma come lo scrivo un'urlo di gioia? E fu così che rinunciai! Una notte in preda alla pazzia, sofferente, torturato dai ricordi dei miei continui insuccessi recensionari, presi penna e calamaio e cominciai a scrivere...

    Cofommefentofo difi efesefercifizifi difi stifilefe
    Queneau (A), ovvero lo scrittore, gioca e non si annoia, con quella che Galileo, lo scienziato, definisce e considera "il sigillo o suggello di tutte le ammirande e meravigliose invenzioni e opere umane e non animali", ovvero: l'alfabeto e quindi il linguaggio. 99, o 100-1, riletture o rivisitazioni di un episodio di vita quotidiana o di una quotidiana vita ad episodi, sperimentando o esperendo con le figure retoriche, parodiando o perifrasando altri generi letterari e chi-più-ne-ha-più-ne-metta o vattelappesca. Il tutto ed in ogni parte senza prendersi troppo sul non allegro, perché, e motivato da, come scrive o sostiene il traduttore o Eco (B), il lettore o colui che non tiene chiuso o ermetico il libro (y) o componimento (y') si accorge o si avvede non tardi ed all'istante che c'è poco o non molto da capire o comprendere e si deve e abbisogna non altresì ed unicamente ammirare e non aborrire il gioco o balocco di bravura o non inettitudine. Il sopracitato scrittore o non sottocitato autore ci regala e ci lascia con questo componimentoso componimento la non poca e tutta potenzialità della sua letteratura potenziale che spotenzia nell'immaginifico lasciandoti e relegandoti in un mondo di magia e stregoneria non analfabetiana e betaalfaiana, oserei ed oso dire e scrivere, il manifesto o cartello della potenzialità. Perbacco! Perdindirindina! Accipicchia! Ma sì! Dunque, cioè, Aò! Nzomma! Vero? Dunque: concludo concludendo in conclusione con i conclusivi complimenti di conclusione ad AUB per y=y'=Ah!Oh! Hum! Ellalà! Urca! Stop!

    Dettagli del libro

    • Titolo: Esercizi di stile
    • Titolo originale: Exercices de style
    • Autore: Raymond Queneau
    • Traduttore: Umberto Eco
    • Editore: Einaudi
    • Data di Pubblicazione: 2008
    • ISBN-13: 9788806193126
    • Pagine: 319
    • Formato - Prezzo: Brossura - 11,80 Euro
     

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