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26 gennaio 2018

Novità librarie di inizio anno: alcune uscite da tenere d'occhio

Cari lettori, è giunto il momento di vedere insieme quali novità editoriali ci porta il nuovo anno. In questo articolo vedremo insieme le nuove uscite più significative previste per gennaio e gennaio.
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Un bestseller assicurato per Mondanori che pubblica il nuovo lavoro del re dei legal thriller, oltre che un nuovo romanzo italiano molto atteso:


La grande truffa di John Grisham - Mondadori
In uscita il 16 gennaio

Gli studenti Mark, Todd e Zola si sono iscritti alla scuola di legge di Washington con le migliori intenzioni e il sogno di cambiare il mondo una volta ottenuta la sospirata laurea. Dopo essersi coperti di debiti per poter pagare le rette salatissime di una mediocre scuola privata, i tre amici si rendono conto di essere oggetto di una grande truffa. Il loro istituto, infatti, insieme a molti altri, è nelle mani di un potente e losco investitore newyorchese, che è anche socio di una banca specializzata nella concessione di prestiti agli studenti.
Dopo anni di sacrifici e false promesse di un lavoro sicuro, Mark, Todd e Zola capiscono che con ogni probabilità non riusciranno mai a passare l’esame di avvocato. Ma forse c’è una via d’uscita: l’obiettivo è farla franca con i grossi debiti accumulati e vendicarsi del torto subito. E per fare tutto ciò i tre devono lasciare subito gli studi, fingere di avere i titoli per praticare la professione di avvocato, eleggendo il Rooster Bar, dove si incontrano abitualmente, a loro quartier generale. È un’idea completamente folle, o no?.


Tutti i nomi del mondo di Eraldo Affinati - Mondadori
In uscita il 30 gennaio

Fare l'appello delle persone che abbiamo incontrato nella nostra vita, capire in quale senso sono state importanti e perché hanno lasciato un marchio indelebile: l'insegnante protagonista di questo romanzo compie un gesto consapevolmente rischioso che tuttavia lui sente necessario, quasi ineludibile. Ad accompagnarlo nell'impresa, con l'ingenua volontà di proteggerlo, per fortuna c'è Ottavio, suo ex alunno ripetente che si esprime soltanto in romanesco. Rispondono ventisei nomi, quante sono le lettere dell'alfabeto: individui provenienti da ogni parte del mondo, giovani profughi, antichi amici dispersi, nonni paterni e materni, adolescenti pieni di speranza, a volte sventurati. Alcuni, sopravvissuti a guerre e carestie, vivono fra noi; altri, che lasciano intravedere, insieme a un passato lancinante, vicende legate alla storia della Resistenza italiana, parlano da un oltre. Gli interlocutori, convocati al Colle Oppio di Roma, registrano la loro presenza in una scuola di lingua per immigrati, chiamata Penny Wirton, dove frattanto continua a scorrere tumultuoso il fiume d'umanità dolente che tutti ben riconosciamo. Ognuno racconta l'avventura in cui è impegnato. Ne scaturisce un'originale riflessione corale sull'epoca che stiamo attraversando, scrutinata nel filtro di un'esperienza intima e personale. La vocazione pedagogica di Eraldo Affinati la ritroviamo qui, in questo straordinario libro che parla dell’umanità in modo originale. "Tutti i nomi del mondo" vede protagonista un insegnante che cerca di rispondere a domande filosofiche, e in un certo senso totali, della vita. A cosa serve incontrare altri esseri umani? Che cosa ci porta questa conoscenza e dove ci conduce? Ad aiutarlo a rispondere a questi quesiti c’è Ottavio, un ragazzo ripetente che sa parlare solo in dialetto romano e che però ha già acquisito una sua filosofia di vita che per molti potrebbe essere discutibile. Il suo insegnante proverà così a fargli cambiare idea, ribaltando i pensieri finora acquisiti dalla società e da un sistema scolastico troppo standardizzato. Lo farà con un viaggio nella storia e nel mondo, ripescando ventisei nomi che hanno in qualche modo cambiato la sua esistenza: nonni, uomini che hanno combattuto la Resistenza, giovani allievi che devono ancora formare il loro pensiero, antichi amici che nel tempo si sono persi all’orizzonte, ma che qualcosa di profondo hanno lasciato fino ai profughi che cercano una casa e soprattutto un rifugio sicuro da tutto. Questi ventisei nomi sembrano parlare dall’aldilà, invocati da Eraldo Affinati per trattare temi universali come la libertà, la responsabilità, l’educazione, la giustizia, i valori etici, religiosi e politici. Dall’altra parte però c’è Ottavio che consegna al suo insegnante, a sua volta, una verità assoluta e che farà riflettere, in "Tutti i nomi del mondo", il lettore e il suo stesso mentore.


Feltrinelli si butta invece sulle graphic novel, pubblicandone due piuttosto itneressanti, insieme a un nuovo romanzo italiano sul cui soggetto, le assaggiatrici di Hitler, si è molto discusso:


Un amore esemplare di Daniel Pennac, Florence Cestac - Feltrinelli, Feltrinelli Comics - 76 pagine, 15.00 Euro
In uscita il 25 gennaio

Quando era ancora un bambino, Daniel Pennac passava le vacanze a La Colle-sur-Loup, in Costa Azzurra. Sole, piante di fichi e un gran pergolato sotto il quale si gioca alla pétanque. Qui, con suo fratello Bernard, incontra per la prima volta Jean e Germaine: lui, alto e calvo, tipo airone; lei, magra, rosea e felice. Sempre di buon umore, due che intrigano per la loro gioia di vivere. Niente bambini, niente lavoro, Jean e Germaine vivono il loro amore senza intermediari, un amore sedentario, un amore esemplare. Come spiega nell'introduzione, Pennac si è chiesto a lungo come raccontare questa storia d'amore per la vita e per i libri, così meravigliosa da sembrare inventata. Dubitava che un romanzo o un film potessero restituire Jean e Germaine come erano veramente. E poi ha pensato a Florence Cestac e alla sua impareggiabile capacità di raffigurare le persone come sono nella vita. E si sono dati appuntamento in un caffè parigino...


La fine della ragione di Roberto Recchioni - Feltrinelli, Feltrinelli Comics - 112 pagine, 16.00 Euro
In uscita a febbraio

È un mondo in cui hanno vinto loro.
In cui le frontiere sono chiuse, perché gli immigrati vanno aiutati a casa loro. In cui nei cieli non volano più aerei, perché le scie chimiche ci avvelenano e perché, comunque, dove dovremmo andare? Una “brava persona” è quella che rimane a casa sua a fare la sua parte. Un mondo dove gli insegnanti sono nemici del popolo, perché tramandano le nozioni sbagliate. Un mondo dove i panni si lavano con i sassi e dove gli organi di informazione non esistono più, perché mentono. Un nuovo medioevo culturale e sociale. L’oscurantismo. In questo scenario, "La fine della ragione" racconta la storia di una madre con un figlio malato, trattata come un’eretica, perché alla ricerca dei perduti “bacini” (cioè, i vaccini).


Le assaggiatrici di Rosella Postorino - Feltrinelli, I narratori - 285 pagine, 17.00 Euro
In uscita il 16 gennaio 2018

Con una rara capacità di dare conto dell’ambiguità dell’animo umano, Rosella Postorino, ispirandosi alla storia vera di Margot Wölk (assaggiatrice di Hitler nella caserma di Krausendorf), racconta la vicenda eccezionale di una donna in trappola, fragile di fronte alla violenza della Storia, forte dei desideri della giovinezza. Proprio come lei, i lettori si trovano in bilico sul crinale della collusione con il Male, della colpa accidentale, protratta per l’istinto antieroico di sopravvivere. Di sentirsi, nonostante tutto, ancora vivi. La prima volta in cui Rosa Sauer entra nella stanza in cui dovrà consumare i suoi prossimi pasti è affamata. “Da anni avevamo fame e paura,” dice. Siamo nell’autunno del 1943, a Gross-Partsch, un villaggio molto vicino alla Tana del Lupo, il nascondiglio di Hitler. Ha ventisei anni, Rosa, ed è arrivata da Berlino una settimana prima, ospite dei genitori di suo marito Gregor, che combatte sul fronte russo. Le SS posano sotto ai suoi occhi un piatto squisito: “mangiate” dicono, e la fame ha la meglio sulla paura, la paura stessa diventa fame. Dopo aver terminato il pasto, però, lei e le altre assaggiatrici devono restare per un’ora sotto osservazione in caserma, cavie di cui le ss studiano le reazioni per accertarsi che il cibo da servire a Hitler non sia avvelenato. Nell’ambiente chiuso di quella mensa forzata, sotto lo sguardo vigile dei loro carcerieri, fra le dieci giovani donne si allacciano, con lo scorrere dei mesi, alleanze, patti segreti e amicizie. Nel gruppo Rosa è subito la straniera, la “berlinese”: è difficile ottenere benevolenza, tuttavia lei si sorprende a cercarla, ad averne bisogno. Soprattutto con Elfriede, la ragazza più misteriosa e ostile, la più carismatica. Poi, nella primavera del ’44, in caserma arriva un nuovo comandante, Albert Ziegler. Severo e ingiusto, instaura sin dal primo giorno un clima di terrore, eppure – mentre su tutti, come una sorta di divinità che non compare mai, incombe il Führer – fra lui e Rosa si crea un legame speciale, inaudito.


Due autori stranieri sui quali si nutrono molte aspettative invece per Einaudi:


Hotel Silence di Audur Ava Ólafsdóttir - Einaudi, Supercoralli- 188 pagine, 18.50 Euro
In uscita il 31 gennaio

Jónas ha quarantanove anni e un talento speciale per riparare le cose. La sua vita, però, non è facile da sistemare: ha appena divorziato, la sua ex moglie gli ha rivelato che la loro amatissima figlia in realtà non è sua, e sua madre è smarrita nelle nebbie della demenza. Tutti i suoi punti di riferimento sono svaniti all'improvviso e Jónas non sa più chi è. Nemmeno il ritrovamento dei suoi diari di gioventù, pieni di appunti su formazioni nuvolose, corpi celesti e corpi di ragazze, lo aiuta: quel giovane che era oggi gli appare come un estraneo, tutta la sua esistenza una menzogna. Comincia a pensare al suicidio, studiando attentamente tutti i possibili sistemi e tutte le variabili, da uomo pratico qual è. Non vuole però che sia sua figlia a trovare il suo corpo, e decide di andare a morire all'estero. La scelta ricade su un paese appena uscito da una terribile guerra civile e ancora disseminato di edifici distrutti e mine antiuomo. Jónas prende una stanza nel remoto Hotel Silence, dove sbarca con un solo cambio di vestiti e la sua irrinunciabile cassetta degli attrezzi. Ma l'incontro con le persone del posto e le loro ferite, in particolare con i due giovanissimi gestori dell'albergo, un fratello e una sorella sopravvissuti alla distruzione, e con il silenzioso bambino di lei, fa slittare il suo progetto giorno dopo giorno...


Parlarne fra amici di Sally Rooney - Einaudi, Supercoralli - 250 pagine, 20.00 Euro
In uscita a febbraio 2018

Un ragazzo incontra una ragazza, questo è il classico inizio di ogni storia d’amore Oggi però le cose sono diventate piú complicate E cosí due studentesse universitarie, amiche o forse amanti, s’imbattono in una giovane coppia di trentenni di successo E inizia un ménage a quattro fatto di dialoghi raffinati e taglienti, corpi che s’intrecciano e piccole perfidie | Frances è una ragazza acuta e razionale, analizza ogni istante della sua esistenza e decide qual è la posizione piú adatta da assumere per sembrare a proprio agio Anche se forse non si è mai interrogata su cosa significhi essere davvero a proprio agio con se stessa Frequenta l’università a Dublino, e scrive poesie che la sua amica Bobbi mette in scena durante serate frequentate da un’umanità molto attenta a occupare il posto giusto.


Rizzoli porta in libreria un nuovo e molto pubblicizzato thriller, insieme ad un nuovo Young Adult che ha riscosso molto successo all'estero:


L’uomo di gesso di C.J. Tudor - Rizzoli, narrativa straniera - 352 pagine, 20.00 Euro
In uscita il 30 gennaio

Trent’anni fa, Il cadaveredella ragazza del valzer. Senza testa.
Sono trascorsi trent’anni. Ed Munster adesso è un uomo, è rimasto a vivere nella stessa cittadina e insegna nella scuola locale. Abita nella bella casa che gli ha lasciato la madre e affitta una stanza a una studentessa vivace da cui è attratto, suo malgrado. Ed sembra essersi lasciato il passato alle spalle, quell’estate del 1986 in cui era un ragazzino e trascorreva giorni interi con i suoi amici. Tra infinite corse in bicicletta, spedizioni nei boschi che circondano la pittoresca e decadente Anderbury e i pomeriggi a scuola, il loro era un tempo sereno: erano una banda, amici per la pelle. E avevano un codice segreto: piccole figure tracciate col gesso colorato, per poter comunicare con messaggi comprensibili solo a loro. Poi, un giorno, quei segni li avevano condotti fino al bosco. Fino al corpo smembrato di una ragazza. Chi sia stato l’artefice di un simile delitto, in questi trent’anni, non si è mai saputo. Sono state percorse innumerevoli piste, tutte finite in vicoli ciechi, tutte rimaste fredde. La verità di cosa sia successo quel giorno nel bosco non è mai emersa. Ma adesso Ed ha ricevuto una lettera: un unico foglio, un uomo stilizzato, disegnato col gesso. Anche gli altri hanno ricevuto lo stesso messaggio. L’uomo di gesso è tornato.Con un thriller ispirato alla migliore tradizione anglosassone, C.J. Tudor afferra il lettore in una spirale progressiva e inesorabile, dentro la quale, solo nelle ultime pagine, ogni tassello troverà il proprio posto. Quando il quadro si farà d’un tratto necessariamente chiaro. .


Paesaggio con mano invisibile di M. T. Anderson - Rizzoli, Narrativa Ragazzi - 160 pagine, 16.00 Euro
In uscita il 13 febbraio

Quanto il primo vuvv atterrò, fu una sorpresa per l'aspirante artissta Adam e il resto del pianete Terra - ma non necessariamente una sorpresa spiacevole. Si può davvero chiamare invasione quando i vuvv offrirono avanzata tecnologia gratis e la cura per qualsiasi malattia immaginabile?
Si dimostrò poi che sì, era un0invasione.
Dopo che i genitori si ritrovarono disoccupati perché rimpiazzati dalla nuova tecnologia e la famiglia rimase senza soldi per cibo, acqua potabil e la miracvolosa medicina, Adam e la sua ragazza Chloe scoprono di dover divetnare creativi.


Un esodio folgorante è invece la nuova uscita Longanesi,di fine gennaio:


Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee di Matthew Sullivan - Longanesi, La Gaja scienza- 360 pagine, 17.60
In uscita il 25 gennaio

Lydia è una ragazza schiva e introversa. Ama nascondersi fra i suoi adorati libri e fra gli scaffali della Libreria delle Grandi Idee presso cui lavora, nel cuore di Denver, Colorado. Una libreria che, in particolare nelle ore di apertura serali, si popola di bizzarri bibliomani che fra i volumi passano lunghe ore. Una sera, poco dopo la chiusura, a Lydia tocca una sconcertante, terribile sorpresa. Uno degli abituali frequentatori, il giovane Joey, si è impiccato fra gli scaffali del piano superiore. Prestandogli i primi soccorsi, Lydia fa una scoperta che cambierà la sua esistenza: dalla tasca dei jeans di Joey spunta una foto. Una foto che ritrae lei da bambina. Perché Joey si è suicidato proprio in libreria? Per quale motivo teneva in tasca quella foto? E perché Lydia ha l’impressione che sia solo il primo di una serie di messaggi che Joey le ha lasciato prima di morire, affidandoli ai libri? Nel tentativo di scoprire la verità, Lydia rievoca immagini di una terribile notte della sua infanzia, dettagli sepolti da tempo nella memoria. E insieme ai ricordi riemergono presenze che pensava di aver lasciato ormai nel passato, come quella di suo padre. Mezzanotte alla Libreria delle Grandi Idee è un thriller ambientato nel mondo degli amanti dei libri, fra personaggi che alla passione per la lettura e per il sapere hanno votato la propria vita, fino alle conseguenze più estreme…

Una spy story da cui è già in lavorazione una serie tv per harper Collins Italia:


La casa delle spie di Daniel Silva - Harper Collins, HarperCollins Italia - 521 pagine, 18.90
In uscita il 4 gennaio

La mente dell'Isis, l'inafferrabile Saladino, è ancora libero. Non solo, ha capito che Natalie è in realtà un agente infiltrato e lo ha tradito... ma come? Gabriel Allon sta cercando di risolvere questo rompicapo quando i terroristi, quattro mesi dopo aver portato a termine il più sanguinoso attacco su suolo americano dall'11 settembre, seminano morte anche nel cuore di Londra. È un attentato audace, pianificato con cura e nella massima segretezza, ma con un unico, sottile filo sciolto. Ed è proprio quel filo che conduce Gabriel Allon e il suo team nel sud della Francia, fino a Jean-Luc Martel e alla sua compagna, Olivia Watson. Stella della moda inglese, la bellissima Olivia finge di ignorare che la vera fonte dell'immensa ricchezza di Martel è la droga. E lui, da parte sua, chiude un occhio sul fatto che il vero obiettivo dell'uomo con cui è in affari è la distruzione dell'Occidente. Eppure proprio loro potrebbero rivelarsi la chiave per arrivare finalmente all'inafferrabile Saladino e vincere la guerra globale contro il terrore. Con il suo stile inconfondibile e raffinato, Daniel Silva conduce il lettore in una folle corsa contro il tempo che si snoda dagli eleganti locali di Saint-Tropez alle suggestive spiagge di Casablanca, fino a una casa nel cuore del Marocco dove Gabriel Allon spera di catturare il terrorista più pericoloso del mondo.

Una nuova scommessa anche per l'editore e/o:


Le Case del malcontento di Sacha Naspini - e/o, Dal Mondo - 464 pagine, 18.50
In uscita il 28 febbraio

C’è un borgo millenario scavato nella roccia dell’entroterra maremmano, il suo nome è “Le Case”. Un paese morente. Una trappola di provincia. Un microcosmo di personaggi che si trascinano in un gorgo di giorni sempre uguali: buongiorno, buonasera, e sorrisi che già assomigliano alla grinta di un teschio. Fino al giorno in cui la piccola comunità viene sconvolta dall’arrivo di Samuele Radi, nato e cresciuto nel cuore del borgo vecchio e poi fuggito nel mondo. Il suo ritorno a casa è l’innesco che dà vita a questo romanzo corale: la storia di un paese dove ognuno è dato in pasto al suo destino, con i suoi sprechi, le aspettative bruciate, le passioni, i giochi d’amore e di morte. Perché a Le Case l’universo umano non fa sconti e si mostra con oscenità. Ogni personaggio lascia dietro di sé una scia di fatti e intenzioni, originando trame che si incrociano, si accavallano, si scontrano dopo tragitti capaci di coprire intere esistenze. A Le Case si covano segreti inimmaginabili, ci si vende, si ammazza, si disprezza, si perdono fortune, si tramano vendette, ci si raccomanda a Dio, si vendono figli, si vive di superstizioni, si torna per salvarsi, si tradisce, si ruba, ci si rifugia, si cerca una nuova vita, si gioisce per le disgrazie altrui. Talvolta, inaspettatamente, si ama.

Chiudiamo infine con Fazi che prosegue la saga gialla di Yeruldelgger, insieme alla ripubblicazione di un classico che ritorna in libreria dopo 15 anni:


Quello che rimane di Paula Fox - Fazi, Le strade - 220 pagine, 16.50
In uscita l' febbraio

Dopo 15 anni torna finalmente in libreria un clamoroso caso editoriale, considerato uno dei capolavori assoluti della narrativa americana degli ultimi decenni. Scrittori come Jonathan Franzen, David Foster Wallace e Jonathan Lethem hanno riconosciuto esplicitamente in Paula Fox una delle grandi voci del Novecento americano.

Yeruldelgger. La morte nomade di Ian Manook - Fazi, Darkside - 420 pagine, 16.00
In uscita il 15 febbraio

Dopo Morte nella steppa e Tempi selvaggi, ecco il terzo capitolo della trilogia che sta conquistando i lettori di tutto il mondo: il commissario Yeruldelgger ritrova la Mongolia e le sue terre estreme in un grande thriller di un'assoluta originalità.

6 dicembre 2017

Alcuni avranno il mio perdono - L. R. Carrino

Nella Napoli di oggi, straziata da una guerra tra fazioni che dura ormai da otto anni, il sangue camorrista si è confuso col sangue degli innocenti. Mariasole Simonetti è a capo della federazione di clan “Acqua Storta” dalla notte in cui uccise il boss reggente davanti agli occhi della madre, la potente Angela Lieto. In quella stessa notte Aldo Musso, fratello del capoclan dell’omonima famiglia, pagò con la vita i dubbi sollevati sulla reggenza di Mariasole. Mentre prosegue il gioco di sangue fra i potenti, il figlio sedicenne di Mariasole, Antonio, scalpita per diventare il capo di un gruppo di piccoli criminali, ma c’è di mezzo il suo amore per Rosa Musso, figlia del nemico giurato di sua madre. La guerra fra le due fazioni continua, ma l’amore tra i due ragazzi mescolerà le carte in modo imprevedibile. Ogni delitto avrà la sua confessione, ogni male verrà scontato, ma solo alcuni verranno perdonati. Con una scrittura carnale, lo sguardo di Carrino si focalizza sulla violenza endemica di una Napoli che irradia pulsioni e amori laceranti, portando con sé echi di uno dei grandi classici della tragedia a cui l’autore partenopeo dona nuova linfa.

Recensione

Antonio e Rosa, al centro dell’ordito ci sono proprio loro.
Due adolescenti in piena rivoluzione emotiva, che si sentono attratti l’uno dall’altra e che in qualche modo vivono la loro storia contrastata, espressa in sotterfugi e complicità di amici pur di riuscire a vedersi, quasi come una riedizione della tragedia di Shakespeare rivista in chiave moderna, con cui lo stesso autore gioca senza nasconderlo.
Ma è tutto opposto, va oltre alla storia nota, per seguire un percorso tutto suo. Siamo nei giorni nostri e i due giovani rappresentano la nuova generazione appartenente a Napoli e alla Campania, con l’unico ostacolo insormontabile delle loro origini: Rosa è della famiglia Musso, la stessa la cui madre di Antonio, Mariasole Vient ‘e terra, è in rivalità da nove anni dopo aver preso il comando della Confederazione camorrista di Acquastorta, proprio con l’omicidio dello zio della ragazza la donna ha affermato il suo indiscusso potere.
Ma è una forza che può sgretolarsi nella misura in cui il ruolo si scontra con il sentimento di madre che vorrebbe preservare il figlio dal dolore, dal destino che potrebbe ritorcersi contro di lui e che Mariasole conosce.
Siamo con questa opera di Carrino al terzo capitolo della lunga vicenda principiata proprio con l’ottimo Acquastorta, e proseguito poi con La legge di Mariasole, e in questa terza puntata ritroviamo lo stile dell’autore che sa muoversi nell’utilizzo della lingua in modo sopraffino, consentendo di mantenere alto il tenore del narrato fino alla fine, col lettore che non riesce a staccarsi dalle pagine.
I contenuti del libro sono molteplici, intersecati tra loro: la gestione del lutto, l’assenza del padre e del compagno, il senso di famiglia così come l’amore vero, proprio quello provato dagli adolescenti, capace di triturarti il cuore dopo avertelo strappato dal petto eppure capace di mantenerti vivo. E ancora, tema centrale, il segreto: l'assenza delle proprie origini e il desiderio di poterle rivelare, come nel caso di Arturo che si imbatte in Antonio e si assume il ruolo di difensore per dei motivi che non osa rivelargli e che scopriremo solo a trama avanzata. Ma il tempo è un danno in questa storia: più va avanti, più diventa inesorabile, senza guardare in faccia nessuno dei protagonisti.
Una forte incidenza è detenuta dall’ambientazione, a livello sociale così come a livello di dialogo: siamo in campana, dove gli intercalare si intersecano nello scambio di battute così come nei pensieri intimi delle varie pedine che si muovono sulla scena in modo preciso, cadenzato. Il sistema della malavita che imbriglia le vite di tutti quanti loro tra sparatorie e vendette, tra comando e riciclo dei soldi sporchi, una ricostruzione più che mai intensa, a tratti spaventosa, perché capace di permeare le esistenze senza sconti di alcun genere.
Non è più un modo di vivere, ma diventa l’essenza stessa delle persone, qualcosa che fa parte di loro, senza alternative, per quanto sia la seconda opportunità quella che tutti ricercano, soprattutto Mariasole, per il suo stesso figlio, il sangue del suo sangue. L’unica ragione per non mollare.
Alcuni avranno il mio perdono è un romanzo vibrante, capace di coinvolgere il lettore nei suoi meandri senza mai voler arrivare all’uscita. Una lettura che diventa esperienziale facendo luce su un mondo per tanti di noi lontano, perché irrimediabilmente allocato nella realtà locale, che ci insegna un principio semplice: l’amore va oltre e ci porta lontano, sì. Ma da solo non basta. E Antonio e Rosa in ciò ne sono i testimoni diretti, rendendocene partecipi.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Alcuni avranno il mio perdono
  • Autore: L.R. Carrino
  • Editore: E/O
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: collana
  • ISBN-13: 9788866328391
  • Pagine: 224
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 15,00

28 febbraio 2017

Novità librarie di marzo: alcune uscite da tenere d'occhio

Con la speranza di esserci lasciati alle spalle le rigide temperature invernali, marzo, insieme alla primavera e al sole, porta con sé un gran numero di notevoli novità in libreria.
Come sempre, noi della Stamberga ne abbiamo selezionato solo alcune. Vi ricordiamo che tutte le informazioni, soprattutto le date d'uscita, sono provvisorie e potrebbero variare in qualsiasi momento.


Iniziamo da quella probabilmente più succulenta: torna in libreria il grande autore di Espiazione, Chesil Beach e Bambini nel tempo: Einaudi pubblica infatti l'ultimo romanzo di Ian McEwan, uscito lo scorso agosto:


Nel guscio di Ian McEwan - Einaudi, Supercoralli - 18.00 €
In uscita il 14 marzo

Una donna, Trudy, suo marito John Cairncross, editore e poeta, e l'amante di lei, Claude, agente immobiliare senza troppi scrupoli. Un triangolo destinato a concludersi nel sangue quando Trudy e Claude decidono di uccidere John, per impadronirsi della sua prestigiosa e decadente casa di famiglia. L'unico testimone del loro crimine è il narratore della storia, il bambino che Trudy sta per mettere al mondo; che non può vedere eppure è in grado di sentire ogni cosa. Attraverso le sue sensazioni, le sue ipotesi e i suoi dubbi scopriamo che Claude è il fratello di John; comprendiamo i dettagli del delitto e soprattutto i passi falsi dei due complici. Perché anche il crimine che sembra perfetto rivela qualche crepa. E sarà proprio quel testimone improbabile che, come un detective o un novello Amleto, si farà giustizia facendo emergere il dettaglio che incastra gli assassini.


Stuzzicante novità per bambini (ma che piacerà molto anche agli adulti) per Mondadori:


Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo ed Elena Favilli - Mondadori - 224 pagine, 19.00 €
In uscita il 28 febbraio

Alle bambine ribelli di tutto il mondo: sognate più in grande, puntate più in alto, lottate con più energia. E, nel dubbio, ricordate: avete ragione voi. C’era una volta una bambina che amava le macchine e amava volare; c’era una volta una bambina che scoprì la metamorfosi delle farfalle... Da Serena Williams a Malala Yousafzai, da Rita Levi Montalcini a Frida Kalo, da Margherita Hack a Michelle Obama, sono 100 le donne raccontate in queste pagine e illustrate da 60 illustratrici provenienti da tutto il mondo.


E per restare in tema di donne, una testimonianza sulla famiglia Bruni Tedeschi pubblicata da La nave di Teseo:


Care figlie vi scrivo di Marisa Bruni Tedeschi - La nave di Teseo, Le polene - 340 pagine, 18.00 €
In uscita il 2 marzo

Quando si evoca la famiglia Bruni Tedeschi, si pensa subito a Carla, modella, cantante, già première dame, e a sua sorella maggiore Valeria, attrice e regista. Marisa Bruni Tedeschi non è semplicemente la loro madre. Pianista, appassionata d’opera, ha sempre vissuto una vita da artista. Una donna libera, che ha attraversato la storia e le frontiere senza conformarsi alle regole borghesi. In questo libro si confessa per la prima volta: la giovinezza nell’Italia fascista, la morte precoce del padre e la tenerezza del rapporto con la madre, l’incontro nel 1952 con suo marito Alberto, industriale, compositore d’opera e collezionista d’arte, il loro esilio in Francia per sfuggire alla stagione dei rapimenti, le sue grandi storie d’amore e la passione mai tradita per il pianoforte.


Frassinelli pubblica un romanzo di Yann Martel, autore del pluriacclamato (e pluricriticato) Vita di Pi:


Lo sguardo di Odo di Yann Martel - Frassinelli - 288 pagine, 20.00 €
In uscita il 7 marzo

Lisbona, 1904: Tomás, un giovane uomo sconvolto dal dolore per la scomparsa della moglie e del figlio, legge su un vecchio diario la notizia di uno straordinario manufatto che, se scoperto, porterebbe a ridefinire la storia dell'uomo, e a ripensare il nostro rapporto con la natura e con il divino. E si mette a cercarlo. Trentacinque anni dopo, un patologo portoghese, appassionatissimo lettore dei gialli di Agatha Christie, si trova a vivere una notte surreale, in cui è costretto a fare i conti con i momenti più difficili della sua vita, momenti che scopriremo essere direttamente connessi, in modo tragico e beffardo, alla ricerca di Tomás. Cinquanta anni più tardi, un senatore canadese, per sfuggire al dolore del ricordo della moglie morta, si rifugia in un piccolo paese nella regione delle Alte Montagne del Portogallo, dove però si presenta con uno strano compagno, uno scimpanzé. E sarà a questo punto che la ricerca iniziata da Tomás quasi un secolo prima troverà la sua inaspettata conclusione. Con Lo sguardo di Odo Yann Martel conferma una volta di più di essere uno dei massimi esponenti contemporanei del realismo magico: in parte avventura, in parte storia di fantasmi, in parte favola contemporanea, questo romanzo parla del nostro rapporto con l'amore e con la sofferenza, con il soprannaturale e con la natura. Ricco di tenerezza e ironia, appassionante e movimentato, Lo sguardo di Odo conduce il lettore in un viaggio nel tempo, nello spazio, e nell'animo umano.


Per Fazi vi proponiamo un libro di Paul Beatty, vincitore del Man Booker Prize di quest'anno con Lo schiavista:


Slumberland di Paul Beatty - Fazi, Le strade - 320 pagine, 18.50 €
In uscita il 2 marzo

Lisbona, 1904: Tomás, un giovane uomo sconvolto dal dolore per la scomparsa della moglie e del figlio, legge su un vecchio diario la notizia di uno straordinario manufatto che, se scoperto, porterebbe a ridefinire la storia dell'uomo, e a ripensare il nostro rapporto con la natura e con il divino. E si mette a cercarlo. Trentacinque anni dopo, un patologo portoghese, appassionatissimo lettore dei gialli di Agatha Christie, si trova a vivere una notte surreale, in cui è costretto a fare i conti con i momenti più difficili della sua vita, momenti che scopriremo essere direttamente connessi, in modo tragico e beffardo, alla ricerca di Tomás. Cinquanta anni più tardi, un senatore canadese, per sfuggire al dolore del ricordo della moglie morta, si rifugia in un piccolo paese nella regione delle Alte Montagne del Portogallo, dove però si presenta con uno strano compagno, uno scimpanzé. E sarà a questo punto che la ricerca iniziata da Tomás quasi un secolo prima troverà la sua inaspettata conclusione. Con Lo sguardo di Odo Yann Martel conferma una volta di più di essere uno dei massimi esponenti contemporanei del realismo magico: in parte avventura, in parte storia di fantasmi, in parte favola contemporanea, questo romanzo parla del nostro rapporto con l'amore e con la sofferenza, con il soprannaturale e con la natura. Ricco di tenerezza e ironia, appassionante e movimentato, Lo sguardo di Odo conduce il lettore in un viaggio nel tempo, nello spazio, e nell'animo umano.


e/o propone per la prima volta un'opera dello scrittore colombiano Pablo Montoya:


Trittico dell'infanzia di Pablo Montoya - e/o, Dal mondo - 261 pagine, 18.00 €
In uscita il 2 marzo

Tre artisti minori, tre storie che si intrecciano sullo sfondo di un’epoca, la fine del Sedicesimo secolo, segnata dal sangue delle persecuzioni dei protestanti e dalle grandi scoperte: attraverso le loro vicende, Montoya traccia un affresco privato e insieme collettivo in cui affronta temi universali come la violenza, l’amore, la religione. Una riflessione sul passato che si rivela per molti versi attuale e che rende giustizia a quello che, rimasto per secoli sotto silenzio, rappresenta tuttora uno dei più grandi genocidi della storia: lo sterminio dei nativi d’America. Con una prosa secca che alterna il registro narrativo alla riflessione speculativa, l’autore dà vita a un romanzo nel quale la narrazione dei fatti si accompagna a una ricerca linguistica minuziosa, capace di restituire alla parola il suo forte afflato poetico. 1564. Jacques Le Moyne, pittore e cosmografo, salpa dal porto di Le Havre al seguito della prima missione protestante destinata a colonizzare l’America. Dal folgorante incontro con gli indigeni e con la loro pittura e dal tragico esito della missione, schiacciata con ferocia dall’armata della cattolicissima Spagna, nasceranno le prime testimonianze visive europee sugli usi e i costumi dei nativi. In fuga da un Eden tutt’altro che bucolico, Le Moyne riuscirà a portare in salvo le sue preziose tavole al ritorno in Europa. 1580 circa. François Dubois, pittore protestante originario di Amiens, è sfuggito alla notte di San Bartolomeo nel 1572, dove ha perso la moglie e il figlio che portava in grembo. Rifugiatosi a Ginevra, realizzerà in punto di morte il più celebre dei quadri sulla strage dei protestanti francesi. 1578. Théodore de Bry, maestro incisore originario di Liegi, inizia il suo lungo pellegrinaggio per l’Europa per sfuggire alle persecuzioni dei protestanti. Da Anversa a Londra a Francoforte, nel periplo che lo porta a incrociare i sentieri di Le Moyne e Dubois in epoche diverse della sua vita, arriverà a scoprire l’America attraverso le parole di denuncia dei pochi spagnoli che hanno avuto il coraggio di condannare lo sterminio perpetrato in nome dell’oro e della religione. Grazie alla sua serie di incisioni dedicate ai viaggi oltreoceano e al massacro di San Bartolomeo, le tavole di Jacques Le Moyne e di François Dubois e le due grandi stragi che le hanno ispirate entreranno per sempre nella storia.


In libreria per Neri Pozza un romanzo-reportage del giornalista palestinese Sayed Kashua:


Ultimi dispacci di vita palestinese in Israele di Sayed Kashua - Neri Pozza, Bloom - 304 pagine, 20.00 €
In uscita il 2 marzo

Qualche tempo fa Ha’aretz, il quotidiano progressista israeliano, ha affidato una rubrica a Sayed Kashua, l’autore di Due in uno e di Arabi danzanti, lasciandogli piena libertà nella scelta dei temi trattati. Grazie a un irresistibile connubio tra gli aspetti piú intimi e personali della vita dell’autore e la situazione storica e politica di Israele, la rubrica è diventata in breve un appuntamento imperdibile per i lettori di Ha’aretz. Kashua ne ha raccolto in volume gli scritti più significativi, creando una delle sue opere più riuscite. Il libro è la fotografia tenera, caotica e personalissima della vita di uno scrittore eccentrico: un palestinese nato e cresciuto in Israele, un arabo che scrive in ebraico, un Charles Bukowsky in versione mediorentale, che non esita, in pagine di incontenibile umorismo, a svelare i segreti della sua stessa esistenza privata, innanzi tutto l’intenso e agitato rapporto con una moglie che lo ritiene un bugiardo incallito inguaribilmente attaccato alla bottiglia.


Per Iperborea il pluripremiato romanzo di Kjell Westö:


Miraggio 1938 di Kjell Westö - Iperborea - 520 pagine, 19.50 €
In uscita il 30 marzo

1938. Le politiche espansionistiche di Hitler stanno generando rabbia e ammirazione in tutt’Europa, e non da meno nel «circolo del mercoledì» di Helsinki, formato da un gruppo di amici della comunità di svedesi di Finlandia, vecchi compagni dell’avvocato Claes Thune, che si incontrano, chiacchierano, bevono e discutono ogni mercoledì sera dopo il lavoro. Da qualche tempo l’instabilità politica sta avendo un grosso effetto sulla coesione del circolo: gli amici sono spaccati tra liberali e conservatori, e come nella società e nella politica globale le posizioni diventano sempre più inconciliabili. A confrontarsi sono concezioni dell’uomo, della democrazia, del ruolo della Finlandia sullo scacchiere mondiale radicalmente opposte a cui si aggiunge la valutazione sui valori e le politiche portate avanti dalla Germania nazista. Tutto è in bilico, la minaccia è nell’aria. La crescente ansietà sociale va di pari passo con il caos della vita privata di Claes Thune: tornato a casa dopo anni da diplomatico in Russia e a Stoccolma, abbandonato dalla moglie per un amico, è titolare di uno studio di avvocati che gestisce senza grande entusiasmo. Fortunatamente ha l’aiuto della sua nuova segretaria, stenografa eccezionale, Matilda Wiik. Dietro al suo aspetto impeccabile, metodico e riservato, anche Matilda è una donna tormentata e un giorno tutti gli orribili ricordi della Guerra civile finlandese riemergono dal passato, quando durante uno degli incontri del circolo del mercoledì riconosce una voce, inconfondibile, che la riporta indietro di vent’anni, in un altro tempo oscuro, impossibile da dimenticare. Come confrontarsi con il dolore e con le cicatrici del passato? Come vendicare quel che è successo? Con una scrittura elegante e un tocco quasi da romanzo noir d’altri tempi Kjell Westö tesse una trama precisa e incalzante, dove i colpi di scena lasciano il posto alle riflessioni sulla storia e sulla politica, ma la tensione è tenuta alta da un meccanismo narrativo perfetto e implacabile. Il narratore ha un piano, freddo e scientifico, come quello della signora Wiik…


E concludiamo con il nuovo giallo di Alafair Burke, già autore dell'apprezzato La ragazza nel parco, pubblicato da Piemme:


Una perfetta sconosciuta di Alafair Burke - Piemme - 380 pagine, 18.50 €
In uscita il 14 marzo

Immagina che la polizia arrivi a casa tua e ti mostri una foto in cui tu - con i capelli di quel tuo rosso inconfondibile, il tuo cappotto blu - stai baciando un uomo. Peccato che quell'uomo sia stato trovato morto trentuno ore prima, e tu non ricordi di averlo mai baciato. Anzi, lo conoscevi appena. Era il tuo nuovo capo, l'uomo che ti aveva dato in gestione la galleria per conto di un misterioso proprietario. Il lavoro dei tuoi sogni: ti era sembrato troppo facile, troppo bello per essere vero. Eppure tutto era andato liscio, la galleria esisteva davvero, avevi firmato un contratto regolare. Adesso, però, guardando quella foto capisci che non c'era niente di regolare. Niente di facile. Perché là fuori qualcuno sta cercando di incastrarti, anche se non riesci a immaginare il motivo. Qualcuno che sa molte cose di te. E che forse ti è molto vicino... In questo thriller in cui nulla è come sembra, Alice Humphrey vede crollare intorno a sé, come un castello di carte, ogni certezza. Compresa quella più importante: la sua stessa innocenza.

11 settembre 2016

La buona legge di Mariasole - L.R. Carrino

Mariasole Simonetti stringe la mano del figlio mentre segue il carro funebre che sta accompagnando suo marito Giovanni Farnesini al cimitero di Poggioreale. Nel lungo tragitto, tra il rumore delle serrande dei negozi chiuse a metà per rispetto e il dolore che la spezza in due, Mariasole ripercorre gli eventi che l’hanno portata fino a questo tragico momento. Il cadavere di Giovanni, figlio del boss Don Antonio Farnesini, è stato trovato sugli scogli di Mergellina. La sua colpa è di aver violato la legge più importante del giuramento del clan Acqua Storta: «Un camorrista deve sempre ragionare con il cervello, mai con il cuore». Con il padre in carcere e il suocero latitante, l’equilibrio delle forze interne alla federazione Simonetti-Farnesini è minacciato. Spetta a Mariasole prendere le redini del clan e l’investitura le arriva dalla matriarca di Procida, Angela, madre naturale di Don Antonio e donna dai mille segreti. Non è questa la vita che Mariasole aveva scelto per sé e per suo figlio Antonio, ma non può decidere altrimenti. Costretta così a diventare capoclan della federazione, Mariasole con lucida ferocia usa la femminilità come un veleno per intossicare il destino del figlio, futuro erede al comando per diritto e dovere di nascita, e preservarlo quindi da una sorte per lui già tracciata. Perché la donna di camorra è soldatessa dormiente fino a quando non c’è necessità di svegliarsi, e fa paura, proprio come l’ombra silenziosa del Vesuvio che incombe sul golfo, un colosso apparentemente spento ma pieno di lava, pronto a eruttare in qualsiasi momento.

Recensione

Può un seguito, anche se pubblicato diversi anni dopo, emulare l’inizio di una storia che ha avuto successo e, soprattutto, può riuscire a riportarti dritto dritto alle emozioni ataviche che il precedente ti ha suscitato?
Lo confesso, è proprio con questa precisa diffidenza che ho letto questo libro di Carrino, per timore che il bellissimo Acquastorta potesse, in qualche modo, sentirsi tradito. Eppure sin dalle prime pagine l’autore, con la sua solita maestria, competenza di ben pochi nel territorio italico, riesce esattamente a realizzare un altro colpo, raccontandoti sì il seguito dalla morte di Antonio, ma affrontandolo dal punto di vista delle vedova, forte e inusuale come non mai, che si chiama Mariasole e che, a questo punto, merita il suo posto nella storia.

Per chi ha apprezzato Acquastorta, sicuramente la prima cosa che salta all’occhio è lo spostamento del vertice dell’interesse dall’omosessualità del boss alle intenzioni della moglie, concentrate unicamente sul sopravvivere e affermarsi in una società che ancora non se la sente di equiparare all’uomo femmine e pizzi. Proprio sull’argomento cardine della vita di suo marito, Mariasole sembra quasi parlarne con muta rassegnazione, mascherando il dolore che prova per il tradimento e andandoci oltre, perché lei, nonostante tutto, continua ad amare quell’uomo ed è certa di essere stata amata da lui fino alla fine.
Non fa storcere il naso, dimostra anzi una buona gestione narrativa delle sfumature intense dell’io femminile, ma sin da subito la protagonista emerge nel suo dolore, nella sua disfatta e nel desiderio di proteggere loro figlio da un mondo che non perdona e che mette a continuo repentaglio le persone che ami.

Un bel mix di femminismo e camorra, di voglia di emergere a ogni costo, in nome dell’amore che prova e dell’affetto caro.
Mariasole fatica per farsi accettare dall’organizzazione come colei che, al pari degli altri capoclan, decide e propone, ma non si dà mai per vinta, preferendo insistere e non arrendersi, anche quando decide di scendere a patti con gli avversari e rinunciare magari agli spiragli affettivi che, forse, avrebbero potuto renderla felice.
Dico forse perché lei, nella sua umiltà e nella sua intelligenza fine, sa bene che niente di quel che era potrà tornare indietro, ma soprattutto che nulla può durare per sempre.

Lo sfondo è sempre lo stesso, ma si allarga, esce fuori dal dinamismo segreto della relazione per entrare nel sistema dei rapporti tra le famiglie e tra gli alleati, a mantenere con giochi di equilibrio l’eredità che altri le hanno delegato per un gioco del destino. Ma Mariasole, in segreto, porta avanti con determinazione la sua battaglia personale, che intende vendicare se stessa, suo figlio e il marito defunto, obbligando tutti quanti a riconoscerle il ruolo di capo e le doti politiche che la contraddistinguono.
Il libro accompagna il lettore sino alla fine in un percorso di autodeterminazione, non privo di colpi di scena, i cui intercalare dei regionalismi si mescolano in modo automatico, rendendo ancora più vivida l’ambientazione e il contesto di azione della trama.
Tra le pagine ritroviamo elementi della nostra realtà quotidiana, la forza che ci spinge ad andare avanti nonostante tutto, la rivalsa di una donna che non è disposta a subire il ruolo subalterno in quanto femmina e ci insegna anzi a considerare le doti personali più che il sesso con il quale ci contrassegnano alla nascita.

La buona legge di Mariasole si rivela per tanto per quel che è: non un sequel, ma un piccolo scrigno capace di regalare a chi legge una bella storia dai tratti intensi e densamente coinvolgenti. Una lettura da non trascurare affatto e, dal mio punto di vista, l’ennesima prova ben riuscita di un autore che può regalare tanto alla nostra letteratura moderna.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: La buona legge di Mariasole
  • Autore: L. R. Carrino
  • Editore: E/O
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • Collana: Sabot/age
  • ISBN-13: 9788866326069
  • Pagine: 224
  • Formato - Prezzo: € 16,00

24 giugno 2016

Ninfee Nere - Michel Bussi

A Giverny in Normandia, il villaggio dove ha vissuto e dipinto il grande pittore impressionista Claude Monet, una serie di omicidi rompe la calma della località turistica. L’indagine dell’ispettore Sérénac ci conduce a contatto con tre donne. La prima, Fanette, ha 11 anni ed è appassionata di pittura. La seconda, Stéphanie, è la seducente maestra del villaggio, mentre la terza è una vecchia acida che spia i segreti dei suoi concittadini da una torre. Al centro della storia una passione devastante attorno alla quale girano le tele rubate o perse di Monet (tra le quali le Ninfee nere che l’artista avrebbe dipinto prima di morire). Rubate o perse come le illusioni quando passato e presente si confondono e giovinezza e morte sfidano il tempo. L’intreccio è costruito in modo magistrale e la fine è sorprendente, totalmente imprevedibile. Ogni personaggio è un vero enigma. Un’indagine con un succedersi di colpi di scena, dove sfumano i confini tra realtà e illusione e tra passato e presente. Un romanzo noir che ci porta dentro un labirinto di specchi in cui sta al lettore distinguere il vero dal falso. 

Recensione

Il prologo di Ninfee Nere inizia con la descrizione di tre donne, le protagoniste, che hanno rispettivamente undici, trentasei e ottant’anni, e sembra l’incipit di una favola:

Tre donne vivevano in un paesino.
La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista.
Ed effettivamente il luogo in cui si vengono a svolgere gli eventi è piuttosto favolistico, nientemeno che Giverny, in Normandia, dove Claude Monet ha dipinto ben duecentosettantadue quadri aventi per soggetto le ninfee. Non per niente Toulouse-Lautrec definiva Monet
«[...] un coglione, proprio così, ha usato il termine “coglione”, perché sprecava il suo immenso talento a dipingere paesaggi anziché esseri umani. E meno male che Lautrec è morto prima di vedere Monet trasformarsi in eremita e dipingere esclusivamente ninfee per trent’anni…»

Il primo capitolo del romanzo inizia però con il rinvenimento di un corpo piuttosto corpulento, quello di un ricco chirurgo oftalmologo trovato morto con la testa nell’acqua sulla riva di un ruscello, con una ferita al cuore e la testa sfondata.
Gli inquirenti si trovano a dover battere diverse piste: quella del movente passionale, perché l’uomo era un noto dongiovanni, nonostante non avesse le phisique du rôle; quella degli oscuri traffici delle opere d’arte, perché la vittima era anche un collezionista di quadri e cercava di acquistare illegalmente uno dei tanti dipinti di Monet avente per oggetto le ninfee; nonché la pista collegata a una precedente morte risalente a venticinque anni prima con modalità quasi simili, anche se la vittima, in quest'ultimo caso, era un bambino di undici anni e la sua morte era stata archiviata come accidentale.
Quale sia la pista giusta lo si scoprirà, ovviamente, solo alla fine del romanzo, quando l’autore fornirà la chiave di lettura da utilizzare per interpretare tutta la vicenda.

Un giallo particolare, raccontato in parte in prima persona dalla donna ottantenne che osserva tutto e che si muove per il paese quasi invisibile, come lo sono spesso gli anziani, e in parte in terza persona per narrare soprattutto le vicende dell’ispettore che dirige le indagini, della maestra del paese, e di una bambina di undici anni, della quale riusciamo a conoscere i pensieri, dato che l’autore ci fa entrare direttamente nella sua mente.
Fin dall’inizio l’anziana fa capire di sapere tutta la verità, ma l'autore dosa con furbizia le rivelazioni in modo che il lettore non capisca se ciò che dice la vecchia risponde al vero o sia invece qualche vaneggiamento di una mente resa confusa dall'età.

Un bel giallo, quindi, originale, avvincente, con personaggi accattivanti e perfettamente caratterizzati. Scritto inoltre benissimo e che trova la sua cornice nel luogo in cui Monet, uno fra i pittori impressionisti più apprezzati dal pubblico, amava dipingere con assiduità quasi ossessiva le ninfee del suo laghetto, modificando ogni volta luce e colori. Ma non è solo un romanzo poliziesco, perché c’è anche una storia d’amore bellissima e struggente che si intreccia con le indagini ed è quella che nasce tra la bella maestra del paese e l’ispettore che segue il caso. E, alla fine del romanzo, rimane una sensazione di rimpianto per le occasioni perse dai personaggi che avrebbero meritato una vita diversa e più appagante di quella che il destino ha loro riservato.

Insomma, un piacevolissimo libro che soddisferà tutti quelli che non si faranno spaventare dalle quattrocento pagine di lunghezza. Non per niente Ninfee Nere ha vinto numerosi premi come il Prix Polar Michel Lebrun, il Grand Prix Gustave Flaubert, il Prix polar méditerranéen, il Prix des lecteurs du festival Polar de Cognac, il Prix Goutte de Sang d’encre de Vienne.
A mio avviso Michel Bussi, autore praticamente sconosciuto in Italia, merita maggiore divulgazione e l'originalità che mostra e la capacità di coinvolgere il lettore mi hanno indotto a dare al romanzo la valutazione più elevata fra quelle previste.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Ninfee nere
  • Titolo originale: Nynphéas Noirs
  • Autore: Michel Bussi
  • Traduttore: Alberto Bracci Testasecca
  • Editore: E/O
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Dal Mondo
  • ISBN-13: 9788866327462
  • Pagine: 400
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,00

29 maggio 2016

Novità librarie di giugno: alcune uscite da tenere d'occhio

Giugno si avvicina, portando con sé, oltre all'estate, un calderone di ghiotte novità editoriali di nomi noti e meno noti. A seguire alcune proposte che abbiamo reputato tra le più interessanti: - come sempre vi ricordiamo che il box commenti è sempre a vostra disposizione qualora vogliate aggiungerne di nuove.


Partiamo da Einaudi, che riporta in libreria il principe del poliziesco americano Don Winslow con una nuova avventura del giovane Neal Carey e l'autore di origini siberiane Nicolai Lilin:


China Girl di Don Winslow - Einaudi, Stile Libero Big - Brossura, 16.00 Euro
In uscita il 21 giugno

«Fu allora che Neal Carey commise il suo secondo errore. Avrebbe dovuto chiudere la porta, bloccarla con una sedia e scappare dalla nestra. Se lo avesse fatto, non sarebbe nito in Cina. E Li sarebbe stata ancora viva». Robert Pendleton è un genio della chimica e ha appena brevettato un fertilizzante che potrebbe valere una fortuna. Partito per una conferenza a San Francisco, smette di dare notizie di sé e dei frutti delle sue ricerche. Non c’è da stupirsi se gli Amici di Famiglia, che hanno nanziato il suo lavoro, vogliono scoprire che ne abbia fatto, decidendo anche stavolta di rivolgersi a Neal Carey, il loro uomo migliore. Quella che sembra un’indagine facile si rivela però un incubo. Neal sarà costretto a un lungo viaggio costellato di pericoli, tra la Chinatown di San Francisco e le strade di Hong Kong, no ad arrivare nella Cina piú profonda e arcaica. E dovrà vedersela con la Cia, con il governo cinese e con un’organizzazione altrettanto letale, che agisce nell’ombra. Ma soprattutto con la bellissima Li Lan: una dark lady, o forse una vittima innocente.


Il rosso vivo del rabarbaro di Ava Olafsdottir Audur - Einaudi, I coralli - 16.00 Euro
In uscita il 21 giugno

In un piccolo villaggio islandese vive Augustina. Concepita tra i campi di rabarbaro, la ragazza vi trascorre molto del suo tempo. È una specie di genio matematico, un genio sregolato che non segue i normali metodi di studio e di analisi, per cui capita che di tanto in tanto metta in difficoltà il suo insegnante con quesiti che sono veri e propri arcani. Augustina vive con Nina in una casa color rosa salmone. Nina non è sua madre, la madre della ragazza è un’ornitologa, sempre in giro per il mondo occupata dalle sue ricerche sui volatili. Madre e figlia si scrivono lettere. Augustina non ha mai conosciuto suo padre, esperto di balene, ma periodicamente gli invia messaggi in bottiglia. Nel seminterrato c’è poi l’officina di Vermundur, uno che aggiusta tutto e che produce paralumi. È un personaggio curioso, dotato di una particolare forma di saggezza. Un giorno Augustina riceve dalla madre un telegramma che le annuncia la nascita di un fratellino e la ragazza dovrà decidere se lasciarsi finalmente il villaggio alle spalle e iniziare ad aiutare le persone che hanno piú bisogno di lei.


Spy story love story di Nicolai Lilin - Einaudi, I coralli - Rilegato, 18.00 Euro
In uscita il 28 giugno

«Di fronte a lei ricorda tutto e ha dimenticato ogni cosa». Alëša ha quarantacinque anni e un buco nero al posto del cuore. Ha ucciso molti uomini, forse tanti quanti sono i libri che ha letto. Ma adesso l’imprevisto ha fatto irruzione nella sua vita su una bicicletta rossa, nei panni della donna più sbagliata di cui ci si possa innamorare. Nicolai Lilin non rinuncia alla sua cifra la scrittura ruvida e potente, e uno sguardo spietato sulle umane contraddizioni, ma fa un altro passo e si cimenta con i generi, mescolandoli con intelligenza. Spy story love story è la prova dell’evoluzione di un autore che forse, come il suo personaggio, ha scoperto il suo lato più vulnerabile, più sincero, e ha saputo trasformarlo in forza.


Nuovo romanzo di Pierre Lemaitre, autore di Ci rivediamo lassù, per Mondadori:


Tre giorni e una vita di Pierre Lemaitre - Mondadori - Brossura, 18.00 Euro
In uscita il 7 giugno

Natale 1999. A Beauval, una piccola cittadina della provincia francese, Antoine, dodici anni, figlio unico di genitori separati, vive con la madre Blanche, una donna rigida e opprimente, conducendo una vita piuttosto solitaria. Il padre da anni si è trasferito in Germania e ha pochi contatti con lui. Antoine non lega molto con i coetanei e il suo migliore amico è Ulisse, il cane di Roger Desmedt, il suo vicino di casa. Il giorno in cui Desmedt, un uomo rozzo e brutale, uccide Ulisse, Antoine, sconvolto e disperato, in un accesso di rabbia cieca compie un gesto che in pochi secondi segnerà per sempre la sua esistenza. Terrorizzato all'idea di essere scoperto, Antoine passa giorni di angoscia indescrivibile, immaginando scenari futuri cupi e ineluttabili. Ma, proprio quando sembra che per lui non ci sia più scampo, un evento imprevisto sopraggiunge rimettendo tutto in gioco. In Tre giorni e una vita Pierre Lemaitre ricostruisce perfettamente l'atmosfera di una piccola comunità scossa da un evento tragico, scandagliando con precisione chirurgica le pieghe dell'animo umano di fronte a un caso di coscienza talmente reale che è impossibile non chiedersi "e se fosse successo a me?". L'intera vicenda è attraversata dal dramma e dalla menzogna, da circostanze impreviste, da scherzi del destino, da ribaltamenti delle situazioni, elementi sempre presenti nella prosa magistrale dell'autore.


Passiamo a Salani, che prosegue la pubblicazione della serie "Cormoran Strike" scritta sotto pseudonimo da J.K. Rowling. Il nuovo libro lo abbiamo già recensito qui:


La via del male di Robert Galbraith (J.K. Rowling) - Salani - Rilegato, 18.60 Euro
In uscita il 9 giugno

Quando un misterioso pacco viene consegnato a Robin Ellacott, la ragazza inorridisce nello scoprire che contiene la gamba amputata di una donna. Il suo capo, l'investigatore privato Cormoran Strike, è meno sorpreso ma non per questo meno preoccupato. Ci sono quattro persone nel suo passato che pensa potrebbero essere responsabili - e Strike sa che chiunque di loro sarebbe capace di tale odiosa brutalità. Con la polizia focalizzata sul sospettato che Strike ritiene sempre più essere innocente, lui e Robin prendono direttamente in mano il caso e si immergono nei mondi oscuri e contorti degli altri tre uomini. Ma altri fatti orrendi stanno per accadere, il tempo sta per scadere per due di loro...


Ben tre uscite di rilievo, tra novità e riproposte, per Fazi Editore:


Bruges la morta di Georges Rodenbach - Fazi, Le Strade - 15.00 Euro
In uscita a giugno

Incapace di superare il lutto per la morte della giovane e bellissima moglie Ofelia, Hugues Viane si trasferisce, insieme ai cimeli della defunta, a Bruges, dove vive nel ricordo e nella nostalgia della donna perduta. Esce di casa soltanto quando si fa buio e passeggia tra le stradine malinconiche della città, che alimentano ulteriormente la sua tenace, invincibile tristezza. Una sera, per caso, incontra una donna, Jane Scott, che sembra la copia esatta della moglie. Con il passare del tempo, però, si rivela molto diversa da lei: capricciosa, irrequieta, futile, amante del lusso e della ricchezza, Jane ha assai poco da spartire con l’anima, la grazia, la dolcezza di Ofelia. E l’insana relazione fra i due, nutrita soltanto di false illusioni, prenderà presto una piega del tutto inaspettata.
A oltre un secolo di distanza, questa storia tragica e avvincente mantiene intatta la sua fortissima capacità di suggestione, rivelandosi una lettura indimenticabile. Un libro che sembra sostare a un crocevia, condensando l’immaginazione di un’intera epoca e nello stesso tempo lanciando verso il futuro la sua provocazione fantastica. Il lettore di oggi, nutrito di cinema, potrà riconoscere in Bruges la morta, come sulla lastra di un vecchio dagherrotipo, la stessa atmosfera allucinata di un grande capolavoro di Hitchcock, La donna che visse due volte, che fu ispirato proprio da questo romanzo.


Fortunate noi di Amy Bloom - Fazi, Le Strade - 18.00 Euro

America, anni Quaranta. Due sorellastre, Eva, schiva dodicenne abbandonata dalla madre, e Iris, ragazza fascinosa, cinica e aspirante attrice, si ritrovano inaspettatamente a convivere sotto lo stesso tetto: quello del padre Edgar, ex insegnante di letteratura inglese e vedovo da poco. Dopo l’inizio complicato, tra le due s’instaura un profondo affetto e insieme decidono di partire alla volta di Hollywood, dove Iris spera di lavorare nel mondo dello spettacolo. La ragazza piace e il lavoro non manca, ma tutto precipita quando, a una festa per sole donne, ad accorgersi di lei sarà la bellissima Rose Sawyer, attrice sulla cresta dell’onda, che diventa la sua amante: i paparazzi però sono dietro l’angolo, e in un paese dove aleggia ancora lo spettro del proibizionismo, è importante che la relazione non venga allo scoperto. Così Iris ed Eva si vedono costrette a fuggire a New York, dove devono inventarsi una nuova vita. Ma anche qui le insidie sono dietro l’angolo. In un’esistenza governata dal caso, tra riavvicinamenti col padre squattrinato, incendi, incarcerazioni, cartomanzia e rapimenti di bambini, le due ragazze cercheranno la loro strada senza perdere mai il sorriso. Sullo sfondo, i discorsi di Roosevelt, la seconda guerra mondiale e il jazz. Con una narrazione vibrante dal sapore picaresco, dove nessun risvolto è mai il più semplice e nessun personaggio è davvero ciò che sembra, Amy Bloom ci mostra come l’affetto tra sorelle sia salvifico anche quando la sfortuna è devastante e come l’estro sia la carta fondamentale per sopravvivere in un mondo come questo, imperfetto ma bello.


Ritrovarsi a Parigi di Gajto Gazdanov - Fazi, Le Strade - 15.00 Euro

Dopo la morte della madre, Pierre Fauré lascia Parigi per trascorrere il mese d’agosto in Provenza da un vecchio amico. L’incontro con la foresta, i suoi sentieri, la sua luce, la sua immutabilità e il suo silenzio fa intuire a Pierre – un uomo semplice, contabile di una piccola impresa – l’esistenza di un regno insospettato dove il tempo, lo spazio e le sensazioni regnano sovrane. L’apparizione di Marie, emersa come un sogno sulla soglia della porta della stanza che lo ospita, finisce per convincerlo che davvero la sua vita è altrove, forse destinata a un’impresa più grande. Pierre se ne innamora e decide di portarla con sé a Parigi. Per mesi si ostina a far uscire la giovane donna dal limbo nel quale è affondata, il limbo dell’inconsapevolezza e dell’oblio. Solo un miracolo potrebbe salvarla. E il miracolo avviene: il rifiuto della disperazione e la fede nella vita di Pierre Fauré hanno avuto successo laddove la scienza si era dichiarata impotente. Marie ritrova la sua umanità, la sua memoria, il suo passato.


In libreria per e/o il nuovo romanzo dello scrittore noir francese Michel Bussi:


Ninfee nere di Michel Bussi - e/o, Dal mondo - 16.00 Euro
In uscita il 9 giugno

A Giverny, in Normandia, la casa di Monet, e in particolare il giardino e il celeberrimo laghetto delle ninfee più volte ritratto dal grande pittore, sono meta di turisti e appassionati d’arte. È in questo quadro idilliaco che l’ispettore Laurenç Sérénac si trova a dover risolvere il caso dell’omicidio di Jérôme Morval, insigne chirurgo oftalmologo, trovato ucciso con un bizzarro rituale sulle rive del ruscello fatto costruire da Monet, deviando il corso di un fiume, per alimentare appunto il laghetto delle ninfee. Gli indizi sono pochi e contraddittori, una strana omertà regna in paese, si scava nelle ombre della vittima, nel giro dei mercanti d’arte, si viene a sapere che Morval era un appassionato di impressionismo da anni sulle tracce di un Ninfee di Monet, una misteriosa ipotetica ultima tela del maestro mai ritrovata, ma quanto all’omicida la polizia brancola nel buio. L’unica che sembra disposta a collaborare con le indagini è Stéphanie, la bella maestra di Giverny, di cui l’ispettore puntualmente si innamora. Salvo il fatto che Stéphanie è anche la moglie del sospettato numero uno. La faccenda si complica quando torna alla luce un analogo delitto commesso nel 1937, un bambino trovato ucciso con le stesse modalità nello stesso identico punto...


Iperborea ci dona un altro tassello della saga familiare dell'islandese Jón Kalman Stefansson iniziata con I pesci non hanno gambe:


Grande come l'universo di Jón Kalman Stefansson - Iperborea, Narrativa - Brossura, 19.00 Euro
In uscita il 3 giugno

«Le persone possono trasformarsi in una lacrima o in un pugno – a volte la differenza tra le due cose è molto sottile» e racchiude la storia di un’intera famiglia. Dopo aver mandato all’aria il suo matrimonio, la scrittura ed essere fuggito lontano, Ari torna in Islanda per incontrare il padre malato e vicino alla fine. Ma il muro di silenzi che li divide lo obbliga a un viaggio indietro nel tempo che intreccia i destini di tre generazioni e le diverse anime di un paese. Un paese di pescatori stretto tra un mare che dà e prende la vita, e un cielo infinito che nutre i sogni e il bisogno di poesia, dove il nonno Oddur, l’eroe dei fiordi, crede solo nella sua lotta per la sopravvivenza, mentre nonna Margrét incontra un uomo che le insegna a leggere le stelle. È lo spirito ribelle di Margrét che Ari sembra ereditare attraverso le donne della famiglia, dalla zia Veiga che durante la guerra si abbandona all’amore e diventa la «puttana dei tedeschi», alla zia Lilla che compone i suoi unici versi alla morte della figlia perché non sia mai dimenticata. E sono le voci immortali della letteratura e della musica a risuonare in questo romanzo, da Dante a Hemingway, da Elvis a Mozart, alle band islandesi, ai Dire Straits. Una saga famigliare cominciata con I pesci non hanno gambe che racconta un secolo di storia attraverso i due angoli opposti del paese, e tutta l’ironia, la poesia e la sensualità dell’esistenza. Il viaggio di un uomo e di uno scrittore che si guarda indietro alla ricerca delle parole da mettere in salvo e tramandare, per ricordarci chi siamo, per vincere l’oblio del tempo e quel silenzio che ci può trasformare in una lacrima o in un pugno. Jón Kalman Stefánsson ritorna con un grande romanzo corale per raccontare l’anima di un paese, e quel potere delle parole di dare corpo ai desideri e decidere destini, di farci affrontare le acque più insidiose.

16 aprile 2016

The Man Booker International Prize: i finalisti

Il 13 aprile è stata annunciata la lista dei sei candidati al Man Booker International Prize, uno dei più importanti riconoscimenti letterario britannici, che premia i migliori romanzi internazionali tradotti in lingua inglese. Assegnato dal 2005 al 2015 con cadenza biennale all'opera omnia di un autore, a partire da questa edizione si terrà annualmente e selezionerà una singola opera.
Il 16 maggio tra la rosa dei sei finalisti - tra cui la nostra Elena Ferrante - verrà annunciato il vincitore.


A General Theory of Oblivion di José Eduardo Agualusa (Harvill Secker) - ANGOLA

A General Theory of Oblivion è un grande patchwork che racconta la storia dell’Angola attraverso Ludo, una donna che si barrica nel suo appartamento alla vigilia dell’indipendenza angoliana. Per i successivi trent’anni vive di verdure e piccioni, e brucia i mobili per restare al caldo. Ma il mondo esterno trapela attraverso frammenti di conversazione alla radio, voci dalle porte vicine, barlumi di un uomo che sfugge ai suoi inseguitori e un biglietto attaccato alla zampa di un uccello. Finché un giorno non incontra Sabalu, un giovane che si arrampica fino alla sua terrazza dalla strada. Con la giocosità, l’umorismo e il calore che sono il marchio di fabbrica dell’autore, A General Theory of Oblivion è un romanzo stupefacente sul dolore umano e sulle emozioni, le speranze e i pericoli che un cambiamento radicale porta con sé.

José Eduardo Agualusa è nato a Huambo (Angola) nel 1960, ed è una delle voci più influenti nella letteratura angolana e in lingua portoghese. Il suo romanzo Creole è stato insignito del Portuguese Grand Prize for Literature, e Il venditore di passati (La Nuova Frontiera) ha vinto l'Independent Foreign Fiction Prize nel 2007. Agualusa vive tra Portogallo, Angola e Brasile.


Storia della bambina perduta di Elena Ferrante (Europa Editions, e/o) - ITALIA

"Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...

Elena Ferrante è autrice dell'Amore molesto, da cui Mario Martone ha tratto il film omonimo. Dal romanzo successivo, I giorni dell'abbandono, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza. Nel volume La frantumaglia racconta la sua esperienza di scrittrice. Nel 2006 le Edizioni E/O hanno pubblicato il romanzo La figlia oscura, nel 2007 il racconto per bambini La spiaggia di notte e nel 2011 il primo volume dell'Amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome, nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta, e nel 2014 dal quarto e ultimo, Storia della bambina perduta.


The Vegetarian di Han Kang (Portobello Books) - COREA DEL SUD

Yeong-hye e suo marito sono persone ordinarie. Lui è un impiegato con moderate ambizioni e modi miti; lei una moglie scialba ma premurosa. L’accettabile encefalogramma piatto del loro matrimonio si interrompe quando Yeong-hye, cercando un’esistenza più “rigogliosa”, commette uno scioccante atto sovversivo. Mentre la sua ribellione si manifesta in forme sempre più bizzarre e spaventose, Yeong-hye sprofonda sempre più nell'idea di abbandonare la sua prigione di carne e di diventare – impossibilmente, estaticamente – un albero. Inquietante, disturbante e bellissimo, The Vegetarian è un romanzo sull'odierna Corea del Sud, ma anche sulla vergogna, sul desiderio, e sui nostri vani tentativi di comprendere gli altri, da un corpo imprigionato a un altro.

Han Kang è nata a Gwangju (Corea del Sud), ma si è trasferita a Seoul all'età di dieci anni. Ha studiato letteratura coreana all'Università di Yonsei. Le sue opere hanno vinto l'Yi Sang Literary Prize, il Today's Young Artist Award, e il Korean Literature Novel Award. The Vegetarian, il suo primo romanzo tradotto in inglese, è stato pubblicato da Portobello Books nel 2015, mentre Human Acts nel 2016. Al momento insegna scrittura creativa all'Istituto delle Arti di Seoul.


La stranezza che ho nella testa di Orhan Pamuk (Faber & Faber, Einaudi) - TURCHIA

Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle più complicate, nascono da questa semplice, universale premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha più rivista ma, per tre anni, Mevlut le scrive le lettere più appassionate che il suo cuore riesce a creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Così, una notte di tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono. Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà più dividerli, pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe?

Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul. Nel 2006 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Einaudi ha in corso di stampa tutte le sue opere e ha finora pubblicato Il castello bianco, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, La casa del silenzio, Istanbul, Il libro nero, La valigia di mio padre, Il Museo dell'innocenza, Altri colori, Il Signor Cevdet e i suoi figli, Romanzieri ingenui e sentimentali, L'innocenza degli oggetti e La stranezza che ho nella testa.


Una vita intera di Robert Seethaler (Picador, Neri Pozza) - AUSTRIA

Andreas Egger non ha mai gridato né esultato da bambino. Fino al suo primo anno di scuola non ha mai neppure davvero parlato. Quando nell’estate del 1902, ancora bimbo, lo tirano giù dal carro con cui giunge tra le montagne diventate poi sue, resta semplicemente muto a guardare in alto con grandi occhi stupiti le cime splendenti di bianco. Ha quattro anni all’epoca, e non interessa a nessuno. Men che meno a Hubert Kranzstocker, il contadino che lo accoglie controvoglia. Il bimbo è l’unico figlio di una cognata che ha condotto una vita leggera ed è stata perciò punita dal buon Dio con una tisi che se l’è portata via.
Kranzstocker non lo manda al diavolo unicamente perché reca al collo un sacchetto di cuoio con delle banconote. In compenso non esita a picchiarlo per un pane lasciato ammuffire, una vacca persa o un balbettio durante la preghiera della sera. Un giorno lo bastona a tal punto che nella gamba destra di Andreas ogni cosa va fuori posto. L’aggiustaossa di un paese vicino gliela sistema alla bell’e meglio, ma la gamba da allora spunta sbieca dall’anca, irrimediabilmente storta.
Andreas Egger non grida né esulta nemmeno quando, trent’anni dopo, fa la sua comparsa nella valle, tra le urla di gioia del paese, la squadra del cantiere della ditta Bittermann & Figli: duecentosessanta operai, dodici macchinisti, quattro ingegneri, sette cuoche e un drappello di aiutanti, l’avanguardia di una colonna incaricata di costruire una funivia e mutare per sempre il volto della valle.
Andreas Egger ubbidisce semplicemente in silenzio al suo destino: vivere tra la quiete e la bellezza dei monti e la crudeltà degli uomini. Impara così dapprima il mestiere di bracciante e poi di contadino, e alla fine entra a far parte della Bittermann & Figli. È «la gigantesca macchina chiamata Progresso», gli dicono. Ma a lui queste cose non interessano.
Soltanto una cosa gli sta a cuore: mettere piede nell’osteria del paese e incrociare lo sguardo di Marie Reisenbacher, la ragazza dai capelli biondi e la pelle rosea che lavora lì ai tavoli, e che un giorno gli ha procurato «un dolore sottile vicino al cuore» sfiorandogli appena il braccio. Perciò quando, un pomeriggio di fine agosto, riesce a strappare un bacio a Marie e a stringerla a sé e lei gli dice «Ohi. Quanta forza, che hai!», gli sembra di capire che, oltre alla crudeltà, esiste anche la possibilità del bene e della felicità tra gli esseri umani.
Nominato «libro dell’anno» dai librai tedeschi, selezionato da Der Spiegel come uno dei romanzi più importanti del 2014, accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico in Germania, Una vita intera si segnala, nella narrativa contemporanea, per la bellezza della sua scrittura e l’originalità della sua narrazione: l’unicità di un’esistenza qualunque.

Robert Seethaler è nato a Vienna nel 1966. Autore e sceneggiatore, nel 2007 il suo romanzo d’esordio è stato premiato con il prestigioso premio del Buddenbrookhaus. Ha ottenuto numerose borse di studio, tra cui la Alfred Döblin dalla Academy of Arts, e il film tratto dalla sua sceneggiatura.


The Four Books di Yan Lianke (Chatto & Windus) - CINA

Nel novantanovesimo distretto di uno sterminato campo di lavoro, artisti, liberi pensatori e accademici sono imprigionati per rafforzare la loro lealtà alle ideologie comuniste. Qui, la Musicista e il suo amante, lo Studioso, insieme all'Autore e al Teologo, sono obbligati a eseguire estenuanti lavori fisici e incoraggiati a riferire sui comportamenti dissidenti altrui. Il premio: conquistarsi una possibilità di libertà. Sono controllati da un supervisore preadolescente, il Bambino, che trae piacere dal sistema di ricompense e dalle punizioni eccessive. Quando le quote di produzione agricola e industriale aumentano a un livello irraggiungibile, il novantanovesimo distretto si dissolve nell'anarchia. E a quel punto, mentre il tempo si fa inclemente e scoppia una carestia, vengono abbandonati a loro stessi per sopravvivere.

Yan Lianke è nato nel 1958 nella provincia di Henan, Cina. È autore di numerosi romanzi e antologie di racconti, tra cui Servire il popolo (Einaudi), Il sogno del villaggio dei Ding (Nottetempo), Lenin's Kisses. Vincitore di molti premi letterari in Cina, inclusi il Lao She, il Lu Xun e il Hua Zhong World Chinese Literature Prize, ha ricevuto anche il Franz Kafka Prize nel 2014, ed è già stato selezionato tra i finalisti del Man Booker International Prize e dell'Independent Foreign Fiction Prize. Attualmente vive e scrive a Pechino.

 

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