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12 aprile 2015

Mary Mapple e la Spezieria della Morte - K.B.Wingard

A Schnorr, nella Foresta Nera, le tre socie della bottega "Spezie&Delizie" avevano il sacro terrore di cose misteriose tipo spettri, fate, e fantasmi, inoltre, disapprovavano la morte e i bambini.In fatto di mocciosi amavano solamente la bambina assaggiatrice della televisione. Assomigliava a una foca per via di tutte quelle caramelle ma non importava. Per le tre socie, era la più bella del mondo. Completamente diversa, insomma, da una bambina sventurata come Mary Mapple, trovata in un cassonetto. Figurarsi! E Mapple lo sapeva, era strana con tutti quei lividi, le occhiaie, la faccia pallidissima e essere nata il giorno dei morti...Ma come il professor Appleby avrebbe detto: "Nel cielo, sopra le nuvole. In posti di cui si favoleggiano meraviglie, e stranezze, e dove dar battaglia alla morte, accadono fatti inimmaginabili!"

Recensione

È questa una favola moderna ma non troppo (essendo priva di riferimenti a tecnologie avveniristiche), indirizzata ai piccoli, ma forse più apprezzata dagli adulti per la complessità dell'intreccio. Come in tutte le favole che abbiamo sentito da bambini, presenta aspetti horror, ma il lieto fine è scontato.

La narrazione è divisa in due parti: la prima ricorda le storie dickensiane, dal momento che la protagonista è una bambina povera, Mapple, il cui padre adottivo è entrato in coma irreversibile dopo un incidente.
Mapple viene data in affidamento alla zia Helga, donna piuttosto anziana, abitudinaria, superstiziosa e piena di manie. Helga, che gestisce insieme a due socie un negozio di dolci e spezie, non avrebbe voluto questo impegno, tanto più che la bimba, pur piena di buone intenzioni, combina un disastro dietro l’altro. È quindi sempre lieta quando si tiene lontano da lei e dal negozio, poco curandosi di come trascorra il tempo.
Nella seconda parte del racconto, molto più fantasioso della prima, Mapple viene rapita da una donna dai tanti nomi:

«…Mementomori, Yama, Abassi, Nergal, Mot, Morrigan, Nefti, Kalì…»
e anche “innominabile”, come viene indicata dalla zia Helga e dalle sue amiche, e Frau Swartzespinne, come vuole che Mapple si rivolga a lei, ma in genere la chiamiamo prosaicamente Morte.
Questa signora tedesca, robusta per non dire grassottella, pronta al riso, ma crudele nelle sue decisioni, forse, per le sue caratteristiche, ci ricorderebbe un noto personaggio politico, se non fosse che è vestita di nero e ha un incarnato grigio-cenere. Non è incappucciata e non tiene in mano la falce, come in genere viene descritta la morte. Per prendere le sue vittime utilizza un retino per farfalle telescopico e micidiale. Come aiutanti si serve di un lupo e di una poiana, e vive sopra una nuvola nera.
Questa è una favola, e quindi non bisogna aspettarsi razionalità: sarebbe come chiedersi come facesse Cenerentola a ballare con le scarpette di cristallo o quante diottrie mancassero a Cappuccetto Rosso per confondere il lupo con la nonna.

Si potrebbe obiettare che il modo di scrivere dell’autrice è troppo colto e la seconda parte del racconto è troppo complessa e ricca di avvenimenti per poter essere apprezzata dai bambini sotto i sette anni, ma, d’altro canto, l’originalità ha il suo prezzo da scontare. Diciamo che, a mio avviso, l'ideale sarebbe che la favola  venisse letta (e spiegata) dai genitori ai bambini più piccoli.
Come in ogni favola che si rispetti non manca una morale, che in questo caso è: bisogna affrontare i problemi e non lasciarsi mai travolgere da essi.
Ciò premesso la storia è piacevole, con un ritmo sempre sostenuto e quel pizzico di crudeltà che fa rabbrividire i più piccoli e quel tanto di tenerezza che suscita emozione anche nei più grandi.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Mary Mapple e la Spezieria della Morte
  • Autore: K.B.Wingard
  • Editore: Ophiere
  • Data di Pubblicazione: dicembre 2014
  • ISBN-13: 9788890005484
  • Pagine: 225
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 9,80

8 ottobre 2014

Racconti svolazzanti - Stefano Amadei

Una fantasiosa spremuta di canzoni, indovinelli e fiabe in dieci emozionanti racconti.
Stacca un biglietto per il Cinema Bianchini e potrai sapere come si formano i sogni, cosa succede ai genitori quando i bimbi vanno a nanna, qual è la formula del miscuglio che rende invisibili, cosa fanno i gatti quando sono a zonzo. Vieni a incontrare Alì l'apprendista scriba, la piccola fatina Gaia e, se ne hai il coraggio, a fare quattro passi nel Giardino dell'Orco!
Contiene il racconto "Mai Stata Sognata" vincitore del 2° Premio del concorso nazionale di scrittura "Sassi & Parole" 2012 indetto dal Comune di Mercallo (Va).

Recensione

Leggere i racconti di Stefano Amadei è stata una piacevole sorpresa, perché ho scoperto dei racconti per bambini che si esprimono in un linguaggio adatto a piccoli lettori (6/7 anni) e sono allo stesso tempo coinvolgenti ed emozionanti. Queste brevi favole riescono anche a veicolare la componente didascalica ed educativa utilizzando gli sviluppi della narrazione senza cadere nella tentazione di far seguire l’insegnamento morale a un’espressione del tipo “La favola insegna che…”, accettabile, secondo me, solo se l’autore si chiama Esopo. In questi racconti, invece, il messaggio dell’autore si chiarisce in maniera indiretta o, più raramente, viene fatto proprio da uno dei personaggi (ad esempio in Alì e lo scriba). Quasi tutti i racconti (una volta corretti i pochi errori ortografici presenti) non sfigurerebbero in un libro di lettura per bambini di prima o seconda elementare.

Le ambientazioni sono varie: non mancano paesi fatati e giardini incantati, ma le favole più belle per me sono quelle che hanno per protagonisti i bambini nella loro esperienza quotidiana fatta di piccole e grandi paure (Il cinema Bianchini), di meraviglia (Mai stata sognata) e di grandi sperimentazioni (Il miscuglio): la vita di tutti i giorni viene trasfigurata nelle grandi avventure che i bambini costruiscono giocando o cercando di dare significato a quello che ancora non comprendono secondo i canoni degli adulti (Mille anni d’amore). Anche i racconti, a mio parere, meno riusciti (La campana d’oro, La lucciola celeste, T-Rex) lo sono perché hanno bisogno di essere ulteriormente sviluppati: è come se fossero delle bozze dove non tutti i dettagli sono chiariti, ma probabilmente il loro autore sa cosa accade in quei passaggi solo accennati.

L’attrattiva di un libro per bambini è data dalla mescolanza omogenea ed equilibrata tra il racconto e le immagini che a quel racconto danno vita. I disegni che illustrano i Racconti svolazzanti vanno migliorati nello stile e nella realizzazione tecnica; inoltre per ogni racconto è bene inserire più illustrazioni perché esse aiutano il bambino piccolo (che ascolta il racconto dalla voce dell’adulto) a mantenere vivo l’interesse e quello più grande (prima e seconda elementare) a non farsi intimorire da pagine piene di parole, che possono scoraggiare alcuni bambini dinanzi all’impresa faticosa di trasformare i segni stampati in parole dotate di significato.

L’altro lato dolente del volume di Stefano Amadei è il supporto elettronico: se l’obiettivo di Amadei è di far leggere le sue favole soprattutto ai bambini, allora dovrebbe prendere in considerazione anche il supporto cartaceo. I bambini di oggi, pur non avendo alcuna difficoltà con smartphone e tablet, sono ancora legati al libro di carta: sono di carta i libri con cui hanno trafficato da piccoli e sono di carta i libri che usano a scuola. Leggere su un supporto elettronico non fa, ancora, parte della loro esperienza e del resto io da genitore non farei leggere a mio figlio un intero libro su uno schermo retro-illuminato; viceversa la lettura su e-reader non crea problemi alla vista ma, secondo me, non è adatta ai bambini perché non consente di integrare bene illustrazioni (che del resto sarebbero fruibili solo in bianco e nero) e testo.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Racconti svolazzanti
  • Autore: Stefano Amadei
  • Illustrazioni: Enrico Pintini
  • Editore: Autopubblicato
  • Data di Pubblicazione: 21 maggio 2014
  • ISBN-13: 9786050305111
  • Pagine: 72
  • Formato - Prezzo: ebook – € 1,99

9 luglio 2014

Anche le cose hanno un'anima - Claudia Volpe

Gli oggetti “parlano” ai bambini e così li vedrete giocare e colloquiare, oltre che con i giocattoli, anche con le pentole della mamma, con le mollette, con la frutta … Anche noi lo abbiamo fatto dando un’anima alle cose e ci abbiamo creduto, sostenuti dalla purezza e dall’ingenuità proprie dell’infanzia. Poi, da adulti, svanisce quasi sempre l’incanto e lo stupore nei confronti di ciò che ci circonda e la natura e le cose smettono di parlarci e non riusciamo più a cogliere la loro intima poesia. Certo, ogni epoca ha dei personaggi particolarmente cari ai bambini e, nel terzo millennio, tra mille sofisticati giochi elettronici e libri che narrano di invincibili eroi spaziali e terrestri e di mostri più o meno spaventosi, io credo che ci sia ancora un po’ di spazio per le storie semplici che narrano di buoni sentimenti; passano gli anni, ma il cuore dei nostri bambini rimane sempre lo stesso, in qualsiasi tempo si viva, perché l’essenza più vera dell’infanzia è costituita principalmente di fantasia e teneri affetti. “ Anche le cose hanno un’anima” è una raccolta di storie che, avvalendosi di un linguaggio semplice e accessibile a tutti, invita i fanciulli alla riflessione, all’interiorità, ad osservare le cose comuni con occhi diversi per scoprire la vita anche dove apparentemente non c’è. E, se ci fate caso, nei loro giochi improvvisati, non sono proprio i bambini che riescono a compiere il “miracolo” di animare ogni cosa, dando voce a tutto ciò che li circonda? Essi ci riescono con estrema naturalezza perché non ancora contaminati dal nostro frenetico, inquieto e pragmatico vivere.

Recensione

Anche le cose hanno un'anima è una raccolta di dieci racconti, dedicati ai bambini sopra i tre anni, che hanno per protagonisti soprattutto oggetti di uso comune: mollette per il bucato, gratelle per il barbecue, vecchi giocattoli prendono vita tra le pagine del libro. L'intento sarebbe chiaro anche se non fosse scritto nella presentazione, ovvero far riflettere i bambini sul mondo che li circonda, animando gli oggetti di sentimenti e suscitando il rispetto anche in ciò che può sembrare senza valore.

Elemento comune nelle dieci storie è una sorta di emarginazione del protagonista, vuoi perché diverso, rotto, vecchio; spesso viene deriso da chi è considerato "normale" e altrettanto spesso avviene una sorta di rivalsa, che riveste di nuova dignità ciò che era stato disprezzato. Come nel caso dei giocattoli risposti in soffitta perché i bambini che li usavano sono ormai cresciuti, lasciandoli dimenticati finché altri bambini non li riceveranno in regalo e daranno loro una seconda occasione, una nuova vita.

In questo ho notato una sorta di affettazione, un voler calcare la mano sul povero piccolo oggetto trattato male da tutti che invece nasconde un valore che solo pochi riescono a vedere. È facile provocare compassione per il diverso, l'emarginato - chi meglio dei bambini può farlo? Come anche chi peggio dei bambini riesce ad essere cattivo e crudele, soprattutto con i diversi? Ecco quindi la morale che tutte le cose hanno un'anima e che pertanto vanno rispettate anche quando hanno assolto il loro compito.

In molti dei racconti compare anche la morte, intesa non come una fine ma come una trasformazione - evviva la raccolta differenziata e il riciclo! Uno in particolare mi ha colpita: un cocomero non voleva finire al mercato e per paura del contadino si nascondeva nell'orto, finché non sopraggiunse l'inverno e la neve lo ricoprì preannunciandogli un sonno senza risveglio. Certo, un finale molto meno splatter rispetto a una tavola estiva, un paio di coltelli affilati e un gruppo di umani che se lo mangiano di gusto. Ciò non toglie che io l'abbia trovato di una tristezza eccessiva, senza esser riuscita a scorgervi un qualche significato. Forse vorrebbe essere un incoraggiamento a vivere la propria vita pienamente, senza paure? Mah. Come questo racconto, anche gli altri mi hanno lasciata perplessa, molto: evidentemente da adulta ho perso "l’incanto e lo stupore nei confronti di ciò che ci circonda e la natura e le cose [hanno smesso] di parlar[m]i e non [riesco] più a cogliere la loro intima poesia". (cit. dalla prefazione)

L'intento dell'autrice è sicuramente lodevole, l'amore per i bambini che si riflette nelle sue storie è innegabile; resta il fatto che mi sono chiesta, durante la lettura, e me lo chiedo ancora, se leggerei mai questi racconti a mio figlio: nella mia grande perplessità, la risposta tende decisamente verso il no.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Anche le cose hanno un'anima
  • Autore: Claudia Volpe
  • Editore: Youcanprint
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • ASIN: B00HGV8EG8
  • Pagine: 43
  • Formato - Prezzo: ebook - 2,98 Euro

1 febbraio 2013

Le Quadrobambole - Elisa Sartarelli

La Città di Carta apre finalmente le sue porte al mondo. In un paese incantato fatto di magia e animali parlanti, vivono le quadrobambole, cioè gli abitanti della città. Tra streghe, elfi e sirene la vita scorre tra mille peripezie e tanto divertimento. Entrate nella Città di Carta per assaggiare i dolci del panificio di Bianca e i suoi tre folletti, attraversate il Bosco Alberoso, superate la foresta e proseguite verso nord fino al Mare d’Inchiostro per ascoltare le sirene, poi trascorrete con le quadrobambole la notte di Halloween e salite sulla slitta di Babbo Natale. Chissà se vorrete più tornare indietro?

Recensione

Ci piace ogni tanto dare visibilità a libri che non rientrano esattamente nel nostro target ma che meritano di essere menzionati e che alcuni di voi potrebbero trovare interessanti. In questa categoria rientra sicuramente Le Quadrobambole, una raccolta di di favole illustrate destinate ai più piccoli.

Il punto di forza de Le Quadrobambole sta a mio parere nella genuinità con cui Elisa Sartarelli si rivolge ad un pubblico così giovane: il motore dell'opera sono infatti i disegni che l'autrice stessa ha creato quand'era bambina e che, una volta ritrovati da adulta, sono diventati lo spunto per dar vita alla Città di Carta e ai suoi fantastici abitanti.

Aiutandosi con i quadretti delle pagine dei suoi quaderni, la giovane Elisa era in grado di disegnare con facilità tante piccole donnine che popolavano la sua fantasia. Anni dopo quelle figure semplici sono diventate le Quadrobambole, abitanti di una città fantastica dove semplici ragazzine vivono a contatto con folletti pasticceri, le streghe del Bosco Alberoso, le sirene e i tritoni del mare d'Inchiostro.

Così come le loro protagoniste, anche le favole narrate sono semplici nella loro struttura e nei messaggi che vogliono comunicare, la loro breve durata sicuramente adatta alle capacità di attenzione dei bimbi più piccoli, i quali potranno trovare in questi racconti spunti per stimolare la propria fantasia sotto diversi aspetti. Ogni fiaba è infatti accompagnata da un disegno originale a colori dell'autrice che, data la particolare tecnica di realizzazione, risulterà facilmente imitabile dai piccoli lettori i quali a loro volta potranno essere invogliati a produrne di nuovi secondo i propri gusti, magari arrivando ad inventare da soli le proprie favole di carta. La cosa non è ovviamente sfuggita all'autrice e agli editori che hanno addirittura inserito in fondo al libro lo schema per poter riprodurre uno dei disegni all'uncinetto.

Se avete quindi avete bimbi piccoli o ne conoscete qualcuno a cui vorreste fare un regalo, tenete presente queste Quadrobambole: non solo sono un ottimo modo per introdurre i bambini alla lettura ma sono anche un sincero contributo per lo sviluppo della loro creatività.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Le Quadrobambole
  • Autore: Elisa Sartarelli
  • Editore: REA
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN: 9788874170463
  • Pagine: 281
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro

8 novembre 2012

Frida e Diego. Una favola messicana - Fabian Negrin

Due bambini messicani si accingono a onorare la festa dei morti con i tradizionali dolci di zucchero a forma di teschio e le altre pietanze tipiche di questa giornata che, come ogni anno, portano sulla tomba dei loro cari defunti. La bambina si chiama Frida e, inseguendo il suo fidanzato Diego (sorpreso a baciare un’altra bambina, la sua migliore amica Rosa Espinoza), si cala dentro una tomba e finisce nel regno dei morti. Li aiuterà a trovare la strada per tornare in superficie un saggio cagnolino di razza xoloitzcuintle.

Recensione

In poche pagine (circa venti, le altre sono tutte bellissime illustrazioni) Fabian Negrin riesce a introdurre molti degli elementi che hanno caratterizzato la burrascosa vita di Frida Khalo e Diego Rivera: il legame tra i due artisti, la passione di Diego Rivera per il cibo e le donne, la presenza quasi costante nella vita di Frida dei cani di razza xoloitzcuintle. La cornice è la tradizionale festa dei morti, festeggiata in Messico con dolci e riti ben precisi (proprio come accade ancora oggi in Sicilia), quasi a voler sottolineare indirettamente lo stretto rapporto che legherà per sempre i due artisti con la cultura tradizionale messicana. 

Un libro molto bello rivolto ai bambini che già dai quattro anni possono apprezzare la vicenda narrata, in cui sono presenti due degli elementi delle fiabe più tradizionali: l’elemento magico/soprannaturale (il regno dei morti, il cane parlante) e le peripezie che i protagonisti devono affrontare in nome dell’amore. A questi elementi si aggiungono i dati più concreti collegabili con le vite di Frida Khalo e Diego Rivera.

Ho preso questo libro a mia figlia (di cinque anni) per la festa dei morti (che, da brava palermitana, festeggio ogni anno) e gli e l’ho fatto trovare la mattina insieme agli altri regali che i defunti, secondo la tradizione locale, portano ai bambini. Quale miglior regalo, ho pensato, di un libro che parla proprio della festa dei defunti e del regno degli scheletri? Per di più mi è sembrato un espediente ben architettato per farle conoscere due grandi artisti. Ovviamente li conosce come due bambini birichini che scappano dai genitori, si fanno dispetti a vicenda e vivono un’avventura entusiasmante e pericolosa allo stesso tempo, ma in questi pochi aggettivi c’è già molto di Frida e Diego. Aggiungo che questo libro aiuta noi genitori ad ampliare l’orizzonte dei nostri figli, facendo loro conoscere un’altra cultura; tutto questo, ovviamente, senza bisogno di una sola parola di spiegazione: è sufficiente leggere la vicenda di questi due bambini e, all’ultima pagina, soffermarsi sulle poche righe biografiche su Frida Khalo, Diego Rivera e José Guadalupe Posada (a cui Negrin si ispira per la rappresentazione del Regno dei Morti).

Mia figlia ha apprezzato la storia e anche le illustrazioni (e in definitiva il suo giudizio è importante quanto il mio, anzi, dal punto di vista del gradimento, lo è anche di più).

I disegni di Negrin rimandano alla morte (scheletri che danzano e che cercano di irretire i due bambini) ma non hanno i tratti scuri e, in alcuni casi, distorti di altri libri per bambini (penso ad esempio alle sofisticate illustrazioni di Rébecca Dautremer) che possono risultare troppo forti per i bambini più piccoli.

Il prezzo del libro è alto se, molto banalmente, lo mettiamo in relazione con il numero di pagine senza considerare la bellezza delle illustrazioni e dell’intero prodotto (che ha un formato molto curato e le pagine sono di grandi dimensioni). Non sono molti (purtroppo) i libri per bambini piccoli (dai tre ai cinque anni) ben curati sia nel testo sia nelle illustrazioni, spesso uno dei due elementi prevale sull’altro rendendo il libro non adatto ai bambini in età prescolare. Per la mia esperienza posso dire che se l’aspetto figurativo è di buon livello, spesso il testo è scialbo (penso a molte delle opere classiche in versione ridotta per bambini) e il bambino perde presto l’interesse. Viceversa quando è curato l’aspetto testuale, le illustrazioni sono poche e/o di scarsa qualità rendendo il libro in questione inadatto ai bambini più piccoli che, per caratteristiche intrinseche allo sviluppo cognitivo, hanno bisogno dell’ausilio delle illustrazioni per mantenere la concentrazione necessaria a seguire il racconto.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Frida e Diego. Una favola messicana
  • Autore: Fabian Negrin
  • Editore: Gallucci 
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Illustrati
  • ISBN-13: 9788861452602
  • Pagine: 40
  • Formato - Prezzo: Rilegato – 17,00 Euro
 

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