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24 gennaio 2018

2018: Nuovi adattamenti cinematografici in arrivo nei prossimi mesi

Cari lettori,
non poteva mancare anche quest'anno la nostra incursione nel mondo del cinema per vedere quali saranno gli adattamenti di romanzi famosi più succosi previsti per questo 2018.
Rispetto alle precedenti rubriche ci occuperemo sia di film che di telefilm, dato la crescente ascesa in termini di qualità e prestigio che le serie tv hanno acquisito negli ultimi anni.

E partiamo proprio da un serie tv, che il colosso dell'e-commerce Amazon ha annunciato per il 12 gennaio negli Stati Uniti anticipando già anche l'arrivo nel nostro paese. Si tratta di Electric Dreams, basata sui racconti del maestro della fantascienza Philip K. Dick, che, tra gli altri, hanno ispirato il capolavoro Blade Runner.
Le aspettative soon alte anche perché il cast include il Bryan Cranston - che apparirà in un episodio - insieme al premio Oscar Anna Paquin, Steve Buscemi, Juno Temple, Greg Kinnear, Vera Farmiga, Terrence Howard e Janelle Monáe.

Il 19 gennaio è uscito invece il nuovo film di Paolo Virzì che vanta come protagonisti due attori di spessore come i premio Oscar Helen Mirren e Donald Sutherland, una star statunitense, quest'ultimo, che ha sempre amato collaborare con il cinema italiano.
Il film si intitola Ella & John e affronta il tema dell'Alzheimer attraverso la storia di un anziano professore colpito dalla malattia che si imbarca in un'avventura on the road con la moglie, scegliendo quindi la strada della commedia per parlare di malattia ma anche di amore nella terza età. Il film è ispirato al romanzo di Michael Zadoorian In viaggio contromano , pubblicato da Marcos y marcos nel 2009.

Cambiamo completamente genere con The Alienist, ancora una serie tv, basata sul romanzo L'alienista di Caleb Carr. Il telefilm, costituito da otto episodi, debutterà negli Stati Uniti il 22 gennaio su TNT ma è già stato annunciato che Netflix ha acquisito i diritti per la distribuzione, quindi possiamo sperare in un arrivo in Italia non troppo in là.
Si tratta di un thriller storico con protagonista l'ex bambina prodigio Dakota Fanning e segue una serie di orribili omicidi che perseguitano i giovani prostituti della New York del 1896.
La Fanning, nel ruolo di una segretaria del Quartier generale di polizia che prende parte alle indagini, sarà affiancata da Luke Evans e Daniel Brühl, quest'ultimo impegato nel ruolo che dà il titolo alla serie, quello di psicologo criminale, conosciuto anche come alienista.

Torniamo di nuovo al cinema con un titolo molto atteso: Annientamento, thriller fantascientifico, diretto da Alex Garland, con Natalie Portman e Jennifer Jason Leigh.
Si tratta di un adattamento dell'omonimo romanzo di Jeff VanderMeer, primo della Trilogia dell'area X, aun territorio dove un fenomeno in costante espansione e dall'origine sconosciuta altera le leggi fisiche, nel quale si addentrerà una spedizione guidata dalla biologa Portman, la quale proprio a causa di una precedente spedizione in quest'area perse il marito.
Pur trattandosi di un film, la distribuzione al cinema è prevista solo negli Stati Uniti, in Canada

e in Cina a partire dal 23 febbraio, mentre nel resto del mondo arriverà direttamente su Netflix 17 giorni dopo la distribuzione nei cinema.

Attesissima è anche la prossima pellicola con protagonista il premio Oscar Jennifer Lawrence, la cui uscita è prevista negli Stati Uniti il 2 Marzo. Si tratta di Red sparrow, tratto dall'omonimo romanzo di Jason Matthews pubblicato in italiano con l'imbarazzante titolo di Nome in codice: Diva.
Anche in questo caso si parla di thriller e di primo volume di una trilogia con al centro una ballerina russa che, nell'era di Putin, vive cuna doppia vita come agente segreto con l'incarico di irretire i nemici e eliminarli.Da brava James Bond al femminile,la protaginista si destreggerà con abilità fuori dal comune tra intrighi, doppi giochi e seduzioni.

Piacevolissima notizia è anche quella dell'arrivo nelle sale dell'adattamento del romanzo culto di Madeleine L'Engle, Nelle Pieghe del Tempo, classico del fantasy pubblicato per la prima volta nel 1962 e tradotto in 32 lingue. Il film, che avrà lo stesso titolo, vanta un cast all star che include Oprah Winfrey, Reese Witherspoon, Mindy Kaling, Zach Galifianakis e Chris Pine oltre all'esordiente Storm Reid nel ruolo di Margaret Murry, la ragazzina protagonista che si imbracherà in una pericolosa avventura tra le pieghe del tempo per ritrovare il padre, scomparso misteriosamente.
Il film è in lavorazione da diversi anni, dopo che la Disney acquistò i diritti nel 2010 e ha un budget da colossal, cartteristica che rende la regista Ava DuVernay la prima donna a dirigere un film con un budget oltre i 100 milioni di dollari.

Altra piacevole notizia è quella dell'uscita di Tuo, Simon, film tratto dal bestseller YA Simon vs. the Homo Sapiens Agenda di Becky Albertalli, divertente storia di un primo amore e di un coming out pubblicato anche questa volta in Italia con un titolo banale che non gli rende affatto giustizia come Non so chi sei ma io sono qui.
Alcuni siti lo stanno già pubblicizzando come "il film gay" e, non conoscendo evidentemente il romanzo, lo classificano come film drammatico quando la pellicola rientra priù nel genere delle commedie adolescenziali tipiche del cinema statunitense, ambientate per lo più tra i corridoi di una scuola superiore dove il protagonista si troverà a confessare a tutti la propria omosessualità, con risvolti tra l'ironico e il divertente che rendono questo film appetibile soprattutto per i più giovani, sempre che qualche genitore non decida che sia poco opportuno che i figli vedano un "film gay".

Per fine marzo è previsto l'arrivo anche dell'adattamento di Player one, bestseller distopico di Ernest Cline pubblicato nel 2010 e portato sul grande schermo niente meno che da Steven Spielberg.
Il film, che uscirà con il titolo originale di Ready player one immagina un futuro non proprio improbabile, in cui la qualità della vita sulla terra è completamente compromessa dall'inquinamento e la sovrapopolazione e l'umanità si trova a trovare sollievo in una realtà virtuale, OASIS. Il giovane protagonista è proprio un utente della piattaforma, impegnato a risolvere una complessa caccia al tesoro che potrebbe portarlo addirittura a diventare il nuovo proprietario di OASIS.

Poco conosciuto in Italia ma da tener d'occhio per argomenti, cast e regia è Don't Worry, He Won't Get Far on Foot, adattamento dell'omonimo libro di memorie scritto dal vignettista John Callahan, paraplegico e alcolizzato.
La regia della pellicola è affidata a Gus Van Sant, che si è anche occupato di scrivere la sceneggiatura, mentre nel ruolo principale troviamo Joaquin Phoenix, in una delle sue trasformazioni più impressionanti.

Bestseller di fama internazionale è invece Dove vai Bernadette?, esilarante romanzo di Maria Semple che racconta la misteriosa e imrpvvisa scomparsa di un'architetta agorafobica, vista dagli occhi della figlia adolescente che decide di scoprere che fine a fatto la strana genitrice.
I diritti del libro furono acqustati già nel 2013, a solo un anno dalla pubblicazione del romanzo, ma la pellicola vede la luce solo ora. Il film, diretto dal Richard Linklater che ha fatto tanto parlare di sè lo scorso anno con Boyhood ,uscirà a maggio negli Stati uniti e vede nel ruolo di protagonosta il premio Oscar Cate Blanchett e Billy Crudup nei panni del marito.

L'industria del cinema quando pensa di aver trovato una gallina dalle uova d'oro non se la fa sfuggire perciò, dopo il successo planetario di Gone girl - L'amore buguardo ecco comparire un nuovo adattamento di un'opera di Gillian Flynn. Si tratta in questo caso del suo romanzo d'esordio Sulla pelle, dal quale HBO ha tratto una miniserie dal titolo Sharp objects con protagonista la brava Amy Adams, nei panni di una giornalista con seri disturbi pschiatrici che fa ritorno al suo paese natale e si ritrova a seguire la storia dell'omicidio di due ragazzine.
La scrittrice è in questo caso anche sceneggaitrice e produttrice esecutiva mentre dietro la macchina da presa troviamo Jean-Marc Valée che, sopo il successo di Big Little Lies, sembra essersi affezionato alle serie tv.

Non sono rasserenanti nemmeno le atmosfere di The Little Stranger, nuovo film del regista di Room Lenny Abrahamson, tratto dall'omonimo romanzo di Sarah Waters e pubblicato in Italia con titolo L'ospite.
Si tratta infatti di un thriller dai risvolti horror ambientato negli anni '40, nel quale un professore interpretato da Domhnall Gleeson verrà invitato in una dimora di compagna dove in passato la madre, aveva lavorato come governante e che sembra ora infestata da misteriose presenze.Nel cast anche Charlotte Rampling nella parte della padrona di casa, perseguitata insieme alla figlia Ruth Wilson da esseri sovrannaturali.

Il successo cinematografico dei precedenti adattamenti della saga Millenium di Stieg Larsson è stato al massimo discreto, tuttavia la Sony ha deciso di riprovarci portando sullo schermo Quel che non uccide, che in realtà è il quarto volume della serie ed è uscito dalla penna di David Lagercrantz, in seguito alla prematura scomparsa di Larsson.
Più chedi un sequel si tratterà infatti di un reboot, tant'è che Rooney Mara non vestirà più gli iconici panni di Lisbeth Salander; al suo posto Claire Foy, da poco salita al livello di star internzionale grazie alla sua pluripremiata interpretazione nella serie tv The Crown, dove i veste i panni di una giovane Elisabetta II. Alla regia troviamo Fede Alvarez, reduce dai successi di Evil Dead e Man in the Dark mentre l'uscita della pellicola nelle sale americane è prefista per l'ottobre di quest'anno.

Torniamo di nuovo a parlare di Neflix con L'incubo di Hill House di Shirley Jackson, uno dei capisaldi della letteratura horror, che la nuova piattaforma di intrattenimento ha deciso di trasformare in una nuova serie tv dal titolo The Haunting of Hill House.
Non si tratta del primo adattamento del romanzo della Jackson, che già nel 1963 e nel 1999 fu trasformato in un film. Netflix si propone però di farne una versione più moderna.
Composta da 10 episodi la serie vanta tra i produttori anche Steven Spielberg, mentre nel cast troviamo il Michel Huisman, il Daario di Game of Thrones, nel ruolo di Steven Crane, scrittore di libri sul sovrannaturale, tra cui un memoir dedicato al periodo in cui la sua famiglia visse a Hill House. Nella più classica delle trame horror, la serie seguirà la vicenda di quattro persone che si ritrovano a passare l'estate in una casa che si suppone infestata.

Largamente anticipato, atteso e temuto, è invece il ritorno di un'icona cinematografica che col tempo ha superato la fama del libro che l'ha ispirata. Stiamo parlando di Mary Poppins che a fine anno tornerà al cinema con il viso di Emily Blunt, attrice graziosa e discreta ma forse non all'altezza della fantastica Julie Andrews, che diede fama immortale all'istitutrice uscita dlla penna di P.L. Travers nel lontano 1934.
La regia di questo reboot è affidata ad un espero di musical come Rob Marshall (Chicago) mentre il cast, oltre alla Blunt, prevede un paio di star che sembrano chiamate apposta per rasserenare gli spettatori più diffidenti: Colin Firth e Meryl Streep.
badate bene che non si tratta di un remake ma di un sequel, ambientato vent'anni dopo dagli avvenimenti del primo film, dove ritroviamo i celebri Jane e Michael ormai adulti. Dopo che Michael ha subito una grave perdita personale, l'enigmatica tata Mary Poppins (Emily Blunt) fa ritorno nella vita della famiglia Banks, e, insieme al lampionaio Jack (Lin-Manuel Miranda, niente Bert/Dick van Dyke, rassegnatevi), userà le sue abilità magiche per aiutare la famiglia a riscoprire la gioia che manca nella loro vita.

Con la tata più amata di sempre chiudiamo la nostra rubrica che, sappiatelo, ha toccato solo i principali fra una serie sempre più voluminosa di titoli che dagli scaffali della libreria viaggiano verso cinema e televisione.
E voi, cari lettori, quali adattamenti non vedete l'ora di vedere quest'anno? Fatecelo sapere!

19 luglio 2017

Consigli del blog: cosa leggere sotto l'ombrellone - Estate 2017

Cari lettori, anche quest'anno vi proponiamo la nostra carrellata di suggerimenti per le vostre letture vacanziere.
D'estate è d'obbligo la leggerezza ma le continue distrazioni e il clima svagato richiedono anche delle letture che sappiano colpirci e coinvolgerci. Seguendo queste direttive abbiamo selezionato titoli titoli che potessero incuriosirvi, evitando possibilmente di citare gli autori più scontati, non perché non meritevoli ma perché li ritroverete sicuramente ben in vista sugli stand delle edicole di tutti gli aeroporti e autogrill e quindi non hanno particolare bisogno di presentazione.

Un must delle letture d'ombrellone sono ovviamente i gialli, che piacciono un po' a tutti e spaziano tra decine di varianti diverse, adatte ad ogni lettore.
Tra i numerosi titoli arrivati in libreria quest'anno vi segnaliamo innanzitutto Torto marcio di Alessandro Robecchi (Sellerio), una nuova avventura per Carlo Monterossi, autore televisivo di una trasmissione trash (di cui si vergogna), cultore di Bob Dylan e detective per caso.

Nel centro di Milano hanno sparato a un commerciante di carni, sessantenne ricco e senza ombre, ma c'è una nota stonata: sul cadavere un sasso bianco, liscio, rotondo, poggiato sul petto. Dopo pochi giorni un altro omicidio con le stesse modalità - ancora una volta una pietra sul corpo - getta la città nel panico. Un noir pieno di sorprese, di suspense, di ironia, romanzo di costume e di critica sociale.
Una sicurezza è anche John Grisham di cui Mondadori ha appena pubblicato Il caso Fitzgerald. Lontano dalle aule dei tribunali e dalle consuete ambientazioni dei suoi legal thriller, John Grisham scrive un mystery godibilissimo, descrivendo con grande sagacia il mondo editoriale, quello dei collezionisti, le librerie indipendenti e le piccole e grandi manie degli scrittori.
Se invece vi piace il filone del giallo nordico quello che fa per voi è La strega di Camilla Läckberg (Marsilio), nel quale la scomparsa di una bambina da una casa di campagna nei dintorni di Fjällbacka riporta a galla terribili ricordi legati a un tragico episodio di cronaca risalente a trent’anni prima. Allora, un’altra bambina di soli quattro anni era misteriosamente scomparsa nello stesso punto, per essere ritrovata solo qualche giorno dopo, uccisa. Può davvero esistere una relazione tra i due casi? C’entra forse la storia di una donna, processata per stregoneria negli stessi luoghi quattro secoli prima?
Un altro nome femminile di spicco nel mondo del thriller è Charlotte Link che per Corbaccio ha pubblicato La scelta decisiva. Simon sognava di trascorrere le vacanze di Natale con i figlie e la sua compagna in un tranquillo paesino nel sud della Francia. Ma a quanto pare il sogno è destinato a non realizzarsi: i figli gli comunicano che hanno tutt’altri progetti, e la compagna lo abbandona all’ultimo momento. Ciononostante Simon decide di partire da solo, finché, lungo la strada, incontra una giovane donna, Nathalie: disperata, senza soldi, senza documenti non sa dove andare e Simon le dà un passaggio e d’impulso le offre di ospitarla nella casa che ha affittato. Non sa che questa sua decisione lo farà precipitare in un incubo e in un mondo le cui tracce, macchiate di sangue, conducono fino in Bulgaria e a una ragazza di nome Selina che cercava una vita migliore ma che ha trovato l’inferno. Selina riesce a sfuggire ai suoi aguzzini ma la sua vicenda si intreccerà in modo drammatico e inaspettato ai destini di Simon e Nathalie a mille chilometri di distanza...

Per gli appassionati di serie televisive invece l'estate può essere l'occasione per scoprire i titoli che hanno ispirato i maggiori successi tv di quest'anno.
Ponte alle Grazie ha infatti ristampato Il racconto dell’Ancella di Margaret Atwood. In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Difred, la donna che appartiene a Fred, ha solo un compito nella neonata Repubblica di Galaad: garantire una discendenza alla élite dominante.

Il regime monoteocratico di questa società del futuro, infatti, è fondato sullo sfruttamento delle cosiddette ancelle, le uniche donne che dopo la catastrofe sono ancora in grado di procreare. Ma anche lo Stato più repressivo non riesce a schiacciare i desideri e da questo dipenderà la possibilità e, forse, il successo di una ribellione. Mito, metafora e storia si fondono per sferrare una satira energica contro i regimi totalitari. Ma non solo: c'è anche la volontà di colpire, con tagliente ironia, il cuore di una società meschinamente puritana che, dietro il paravento di tabù istituzionali, fonda la sua legge brutale sull'intreccio tra sessualità e politica. Quello che l'ancella racconta sta in un tempo di là da venire, ma interpella fortemente il presente.
Per Mondadori è uscita invece la riedizione di Tredici di Jay Asher, racconto dall'avvio sconvolgente in cui il diciassettenne Clay Jensen torna a casa da scuola e davanti alla porta trova un pacchetto indirizzato a lui, ma senza mittente. Dentro ci sono sette cassette numerate con dello smalto blu. Clay comincia ad ascoltare: le ha registrate Hannah Baker, la ragazza di cui Clay è innamorato da sempre. La stessa ragazza che si è suicidata due settimane prima. Hannah ha registrato tredici storie, una per lato, una per ogni persona che in un modo o nell’altro l’ha spinta verso la decisione di togliersi la vita. Ma lui cosa c’entra? Clay è sconvolto, vuole capire fino in fondo, scoprire quale ruolo ha svolto. Per tutta la notte, guidato dalla voce di Hannah, Clay ripercorre gli episodi e i luoghi che hanno segnato la vita della ragazza e che come tante piccole palle di neve si sono accumulati fino a divenire una valanga incontrollabile.
Sempre edito da Mondadori è Piccole, grandi bugie di Liane Moriarty. Una cittadina di provincia come tante, fatta di villette, giardini con i giochi e piscine gonfiabili, famiglie sorridenti, madri che chiacchierano all'uscita della scuola. Un luogo in cui è spontaneo conversare con i vicini e trovarsi per una grigliata dietro casa nei pomeriggi estivi. È facile per Madeline, Celeste e Jane diventare amiche. Anche se non potrebbero essere più diverse, e non possono dire di conoscersi davvero.Madeline è divertente e caustica, si ricorda tutto e non perdona nessuno. Il suo ex marito si è appena trasferito con la giovane moglie e la figlioletta nelle vicinanze e, quel che è peggio, la sua primogenita adolescente è già totalmente conquistata dalla nuova matrigna. Com'è possibile? si tormenta Madeline. Celeste è quel genere di bellezza che tutti si voltano a guardare quando cammina per la strada, ha due gemelli e un marito adorabile e bello quanto lei, sono ammirati da tutti, specialmente dai genitori della scuola dei figli. Tanta fortuna non potrebbe avere un prezzo? E quanto sarebbe disposta a pagare? si domanda Celeste. E poi c'è Jane, che si è appena trasferita in città. Una mamma single provata da un passato di tristezze, piena di dubbi e segreti che riguardano suo figlio.Madeline e Celeste prendono subito Jane sotto la propria ala protettrice, senza capire quanto il suo arrivo, e quello del suo imperscrutabile bambino, stia per cambiare per sempre le loro vite. Senza rendersi conto che a volte sono le bugie più piccole, quelle che raccontiamo a noi stessi per sopravvivere, che possono rivelarsi le più pericolose.
Se invece le vostre preferenze sono più verso il fantasy potete considerare American Gods di Neil Gaiman. Shadow si è fatto tre anni dentro. Sta per uscire ma proprio il giorno prima di tornare in libertà lo informano che sua moglie e il suo migliore amico sono morti in un misterioso incidente. Sull'aereo che lo riporta a casa, Shadow fa conoscenza con un enigmatico Mister Wednesday che gli offre di lavorare per lui. Shadow finisce per accettare: un lavoro gli risolve il problema di cosa fare della sua vita, anche se gli arriva da un vecchio bevitore di Jack Daniel's dall'aria poco raccomandabile. Il contratto con il losco Mr. Wednesday viene annaffiato da una bevuta di idromele, ma Shadow ci metterà ancora qualche tempo per capire chi siano in realtà il suo boss, i suoi compagni in affari, i suoi concorrenti, e ancora più tempo per capire in che gioco sia finito. Il vecchio baro corpulento, l'improbabile seduttore di ragazzine, il gran mangiatore e bevitore, l'uomo dall'eloquio torrenziale e dalla risata tonitruante è Odino, Votan, Grimnir, il Padre di ogni cosa, la somma divinità del pantheon nordico, arrivato in America secoli e secoli fa con una nave di vichinghi.

L'estate non è per tutti leggerezza a tutti i costi. Per molti è un'occasione per dedicare tempo a romanzi importanti che non si è riusciti a leggere durante l'anno.
Se ancora non avete avuto occasione, quest'estate potrebbe essere il momento buono per recuperare il ritorno in libreria di Arundhati Roy, Il ministero della suprema felicità (Guanda),

romanzo che ci accompagna in un lungo viaggio nel vasto mondo dell’India: dagli angusti quartieri della vecchia Delhi agli scintillanti centri commerciali della nuova metropoli, fino alle valli e alle cime innevate del Kashmir dove la guerra è pace, la pace è guerra e occasionalmente viene dichiarato lo «stato di normalità».
Anjum, nuova incarnazione di Aftab, srotola un consunto tappeto persiano nel cimitero cittadino che ha eletto a propria dimora. Una bambina appare all’improvviso su un marciapiede, poco dopo mezzanotte, in una culla di rifiuti. L’enigmatica S. Tilottama è una presenza forte ma è anche un’assenza amara nelle vite dei tre uomini che l’hanno amata: tra loro Musa, il cui destino è indissolubilmente intrecciato al suo.
Un'altra autrice cult appena tornata sugli scaffali è Banana Yoshimoto che per Feltrinelli pubblica Another world, capitolo conclusivo della quadrilogia Il Regno (perché non recuperarla tutta se ancora non l'avete letta?). In questo nuovo romanzo si narra la storia d Kataoka Noni che è la figlia di Shizukuishi e ha due papà, Kaede e Kataoka. In Another World, il percorso di crescita di Shizukuishi è ormai compiuto, Kaede è morto e Kataoka è un padre - a modo suo - amorevole. Ambientata tra Mykonos, Okinawa e Tokyo, la storia di Noni è la chiusura di un cerchio: torna la forza delle piante e delle pietre, l'amore della natura e quello, complesso e ingovernabile, tra gli esseri umani, il confronto con la morte e l'abbandono.
A inizio anno è uscito l'ultimo, corposo, capitolo anche di un'altra quadrilogia, quella del Cimitero dei Libri Dimenticati, di Carlos Ruiz Zafón, intitolata Il labirinto degli spiriti . Barcellona, fine anni '50. Daniel Sempere non è più il ragazzino che abbiamo conosciuto tra i cunicoli del Cimitero dei Libri Dimenticati, alla scoperta del volume che gli avrebbe cambiato la vita. Il mistero della morte di sua madre Isabella ha aperto una voragine nella sua anima, un abisso dal quale la moglie Bea e il fedele amico Fermín stanno cercando di salvarlo. Proprio quando Daniel crede di essere arrivato a un passo dalla soluzione dell'enigma, un complotto ancora più oscuro e misterioso di quello che avrebbe potuto immaginare si estende fino a lui dalle viscere del Regime. È in quel momento che fa la sua comparsa Alicia Gris, un'anima emersa dalle ombre della guerra, per condurre Daniel al cuore delle tenebre e aiutarlo a svelare la storia segreta della sua famiglia, anche se il prezzo da pagare sarà altissimo.
Esce invece postumo un romanzo inedito dello scrittore inglese John Ronald Reuel Tolkien: è la storia d'amore ambientata nella Terra di Mezzo tra l'umano mortale Beren e l'elfa immortale Lúthien, presenti nel "Silmarillion", scritta e modificata più volte dall'autore di "Il Signore degli Anelli", ma abbandonata nel 1918, ora ripresa dal figlio del grande romanziere, Christopher Tolkien e pubblicata da Bompiani con il titolo di Beren e Luthien.

Se invece l'estate è per voi il momento per togliersi qualche sfizio e indugiare in frivolezze, ecco un qualche suggerimento nel campo chick-lit che potete concedervi in questi mesi.

L'autrice sella seria After, Anna Todd, è abbastanza una garanzia in questo campo e se già avete esaurito la sua saga più famosa potete buttarvi sulla nuova serie Nothing More che Sperling & Kupfer pubblica in Italia in due volumi Nothing More. Dopo di lei e Nothing More. Cuori confusi, entrambi con protagonista un volto noto della serie After, Landon Gibson. I lettori l'hanno conosciuto come impacciato e un po' ingenuo, eppure Landon Gibson è anche bello, gentile, atletico e divertente e molte sorprese attendono il suo cuore. Ma l'amore, a volte, è un vero casino. Messo alla prova, Landon saprà confermarsi il bravo ragazzo, fedele, serio e perfetto, il "marito ideale" che tutti credono?
Se invece siete in cerca di romance LGBT vi suggeriamo una novità fresca fresca: Dillo tu a mammà di Pierpaolo Mandetta.L’amore è sempre una faccenda di famiglia. Samuele ne è convinto, mentre guarda fuori dal finestrino sul treno che da Milano lo trascina verso sud. Dopo essere fuggito per anni, è finalmente pronto a rivelare ai suoi genitori di essere omosessuale. Con lui c’è Claudia, la sua migliore amica, incallita single taglia 38 e unica donna di cui si fida. Appena arrivano a Trentinara, un grazioso borgo del Cilento, ad accoglierli ci sono i parenti al completo. E la sera, alla festa del paese, il papà ha un annuncio da fare: suo figlio e la fidanzata Claudia si sposeranno a breve. È un vero e proprio shock per Samuele: lui vuole sposare Gilberto, il compagno rimasto a Milano, proprio lo stesso uomo che lo aveva convinto a riavvicinarsi ai suoi. Ma nelle case del Sud è quasi una tradizione che sogni e desideri vengano condivisi in “famiglia”: non solo con mamma e papà, ma anche con quella vecchia zia che si incontra una volta all’anno e persino con la vicina di casa. E così Samuele, per poter essere padrone della propria vita, dovrà fare i conti con un passato che vuole lasciarsi alle spalle; stavolta, però, non è disposto a scendere a compromessi. E adesso chi glielo dice a mammà?

Bonus track:
Estate vuol dire musica e le canzoni, ce l'ha confermato l'assegnamento del premio Nobel di quest'anno, sono una forma di poesia.

Questa estate potete dedicare il vostro tempo a (ri)scoprire l'unica vera rockstar italiana, Vasco Rossi che ha appena celebrato i quarant'anni di carriera con un concerto da record e per l'occasione pubblica XL - 40 anni di canzoni (con i miei commenti) (Mondadori).
Nella Prefazione leggiamo "Questo libro contiene tutte le canzoni di Vasco Rossi, dal 1977 a oggi, e in ordine sparso i suoi commenti, alcune sue riflessioni, le sue precisazioni, le sue idee. E una raccolta completa, quindi, ma è anche un prezioso documento per cogliere qualche sfumatura nuova. E in più c'è una sorpresa, un documento unico: la trascrizione integrale di un "Incontro con Vasco" del fan club sul tema di "Siamo solo noi". Dal palco a dietro una scrivania, Vasco professore per un giorno spiega, o meglio racconta, la genesi e il senso di quell'autentico inno generazionale. Leggerne qui le parole trascritte fedelmente è come sentirlo parlare dal vivo, c'è tutta l'atmosfera confidenziale di quel pomeriggio..."

15 gennaio 2017

Gli ospiti paganti - Sarah Waters

Londra, 1922. La città porta ancora i segni della recente guerra: sono molte le cose che hanno bisogno di essere ricostruite, restaurate, molte le ferite da sanare, molti i cuori da riscaldare. Una madre e una figlia, i cui uomini di famiglia son stati portati via dalla guerra, sono costrette ad affittare alcune stanze della loro casa per sbarcare il lunario. Gli ospiti paganti sono una coppia di sposi, che con la loro allegria e sensualità portano una ventata di aria fresca nelle polverose stanze dell'appartamento. Ma anche turbamento. I rumori, i passi, gli incontri in bagno, sul pianerottolo, la condivisione della vita quotidiana: un'intimità con estranei a cui le due donne non sono più abituate. Lo scenario cambia velocemente, molti fatti accadono nel vecchio appartamento che sembrava destinato a una vita fatta di piccole abitudini e di noia: un amore inaspettato e travolgente; una misteriosa aggressione; e da ultimo un omicidio

Recensione

La prima guerra mondiale è appena terminata e Frances Wray è la proprietaria, insieme alla madre, di una casa situata in un quartiere bene di Londra. Dopo la morte del padre, che aveva dilapidato il patrimonio con investimenti disastrosi, le due donne decidono di affittare una parte della dimora per far fronte alle loro esigenze economiche.
Frances ha circa ventisette anni e trascorsi che si potrebbero definire rivoluzionari per quei tempi, date le sue simpatie a favore delle suffragette, la partecipazione a manifestazioni antibelliche e un amore omosessuale. Per questo motivo i rapporti con i genitori, specie con il padre, erano sempre stati difficili. È lei la protagonista principale di Gli ospiti paganti ed è il suo punto di vista a coinvolgere il lettore nelle vicende.

A prendere in affitto una parte della casa è una coppia di giovani sposi di condizione sociale inferiore, ma con buone prospettive economiche. Lilian, la giovane donna poco più che ventenne che entra nella casa dei Wray, ha gusti un po’ plebei e arreda le sue stanze con cianfrusaglie che suscitano inizialmente una certa ironia in Frances. Però è gentile, piuttosto procace, un po’ malinconica e con buone capacità sartoriali.
Dopo un periodo di tempo in cui le due donne si studiano, sembra nascere fra loro una grande amicizia che, successivamente, si trasforma in qualcosa di più.
Un amore appassionato descritto con molta delicatezza dall’autrice che usa uno stile quasi novecentesco. Quando accade che le due donne per eccesso di difesa commettono un omicidio, il rapporto fra loro è destinato a entrare in crisi. La certezza della solidità del loro sentimento, che prima pensavano saldissimo, tende a infrangersi contro il rimorso e il timore di essere state manipolate, dato che l'atto compiuto si presta a essere visto sotto diverse angolazioni.

Tutta la storia è descritta benissimo dalla Waters che riesce a trasmettere al lettore il clima passionale sempre più esclusivo sorto fra i due innamorati e, successivamente, lo stato d’ansia che attanaglia le due donne, desiderose per un verso di confessare la loro colpa e, allo stesso tempo, timorose di poter diventare oggetto della curiosità morbosa del pubblico e di dover subire le minacce dei familiari della vittima. La Waters è anche brava a raccontare il bisogno che a volte sopravviene di ferire la persona amata quando non ci si sente sufficientemente compresi e corrisposti.
L’inconveniente del romanzo è che, specie nella prima parte, è piuttosto lento e claustrofobico, dato che si svolge quasi integralmente fra le mura di casa della famiglia Wray. La seconda parte, meno puntigliosa della prima nelle descrizioni, è più veloce e piena di suspense, perché dell’omicidio viene accusata un’altra persona e si scopre, durante il processo che ne consegue, non solo che la vittima non aveva una condotta irreprensibile, ma che anche l’accusato, oltre a essere violento, era decisamente antipatico e volgare.
La Waters riesce a trasmettere al lettore l’ansia delle due donne decise a comportarsi eticamente ma, allo stesso tempo, impaurite dal passo da compiere che porterebbe un enorme sconvolgimento nelle proprie famiglie. Fino alla conclusione del romanzo il lettore rimarrà nel dubbio su quale sarà la decisione che Lilian e Frances prenderanno e se il loro rapporto sarà destinato ad esaurirsi.
La Waters è pignola nel descrivere le toilette delle signore, nonché la quotidianità dei lavori domestici e gli oggetti d’uso comune a quei tempi. L’autrice è precisa anche nella descrizione dei sentimenti della protagonista Frances, la cui caratterizzazione è brillantissima, ma può risultare un po’ pesante per il lettore che non fosse abituato a leggere un romanzo di quasi seicento pagine incentrato solo su due personaggi.

Giudizio:

+4stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Gli ospiti paganti
  • Titolo originale: The Paying Guests
  • Autore: Sarah Waters
  • Traduttore: Leopoldo Carra
  • Editore: Ponte alle Grazie
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • Collana: collana
  • ISBN-13: 9788868332334
  • Pagine: 575
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 18,60

27 maggio 2016

Premio Campiello 2016: la cinquina finalista e il vincitore del Premio Campiello Opera Prima


E' di oggi l'annuncio della rosa dei cinque finalisti alla 54esima edizione del Premio Campiello, la cui votazione si è svolta nell’Aula Magna G. Galilei di Palazzo Bo, Università degli Studi di Padova. Istituito nel 1962 da alcuni industriali del Veneto, venne assegnato per la prima volta nel 1963 a La tregua di Primo Levi, e annualmente insignisce un romanzo di narrativa pubblicato nell'anno corrente, scelto tra una rosa di cinque finalisti selezionati dalla Giuria dei Lettori. Ecco i cinque libri selezionati tra i 230 candidati::


Le regole del fuoco di Elisabetta Rasy (Rizzoli)

È la primavera di un anno terribile, il 1917, quando Maria Rosa Radice a poco più di vent’anni lascia gli agi della sua casa a Napoli. Scappa da sua madre, dal salotto aristocratico che fino ad allora è stato il suo unico, soffocante orizzonte. La destinazione è la sola possibile per una donna non sposata e in fuga: il fronte. L’impatto della guerra è brutale. In un piccolo ospedale sul Carso cura centinaia di feriti, li vede soffrire e morire. Ma c’è una luce nelle sue giornate, una scintilla di cui si accorge poco a poco. È la sua silenziosa compagna di stanza Eugenia Alferro, una provinciale del Nord che sogna di diventare medico. Giorno dopo giorno, le insegna a sopravvivere in corsia e a superare la paura. La guerra regala alle due ragazze una libertà altrimenti impossibile. Così, nel tempo, avvertono una passione inattesa crescere tra loro e a mezza voce, la notte, si dichiarano l’amore. Non sanno se il futuro permetterà loro di rimanere vicine, entrambe però sentono di essere cambiate. Ora sono pronte a lottare per restare se stesse. In un romanzo vibrante, che appassiona e scuote, Elisabetta Rasy racconta la guerra dalla prospettiva misconosciuta delle donne al fronte. Ritraendo un’intimità limpida ma circondata dalle tenebre, ci mostra come l’amore non abbia mai avuto confini, perché i sentimenti esplodono sempre senza chiederci il permesso.


Gli ultimi ragazzi del secolo di Alessandro Bertante (Giunti)

Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti all'esperienza e alla vita, ma anche bambini a volte più piccoli di dieci anni che mai si erano allontanati da casa. Il fenomeno dell'emigrazione infantile coinvolge migliaia di ragazzini che dicevano addio ai genitori, ai fratelli, e si trasferivano spesso per sempre nelle lontane metropoli. Questo romanzo è la storia di uno di loro, di un piccolo emigrante, Ninetto detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Come racconta lui stesso, "non è che un picciriddu piglia e parte in quattro e quattr'otto. Prima mi hanno fatto venire a schifo tutte cose, ho collezionato litigate, digiuni, giornate di nervi impizzati, e solo dopo me ne sono andato via. Era la fine del '59, avevo nove anni e uno a quell'età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi". Ninetto parte e fugge, lascia dietro di sé una madre ridotta al silenzio e un padre che preferisce saperlo lontano ma con almeno un cenno di futuro. Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è "picciriddu" o adulto si spalanca il nuovo mondo, la scoperta della vita e di sé. Ad aiutarlo c'è poco o nulla, forse solo la memoria di lezioni scolastiche di qualche anno di Elementari. Ninetto si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro. E tutto gli accade come per la prima volta...


La prima verità di Simona Vinci (Einaudi)

Una giovane donna va alla ricerca del misterioso passato dei reclusi di un enorme lager in un'isola greca dove il regime dei colonnelli confinò insieme folli, poeti e oppositori politici.
E sprofonda, come il coniglio di Alice, seguendo tracce semicancellate archivi polverosi e segni magici, in una catena imprevista di orrori e segreti dove la pazzia sempre più si mostra come eterno segno dell'opposizione e della ribellione e il passato rivive in storie miracolose, in una festa del linguaggio e della parola. Nella seconda parte del romanzo la detection su follia, normalità e violenza della giovane donna si allarga al mondo contemporaneo e finisce col diventare inevitabile, sconvolgente autobiografia dell'autrice, dove il nodo del rapporto con la madre e la scoperta del fantasma della propria follia (e di quella materna) si aprono in immagini di rara forza. Unica salvezza è la parola poetica, la passione di dire e raccontare che unisce i mondi nel gesto individuale di chi ha il coraggio di cercare ancora "la prima verità".


Le cose semplici di Luca Doninelli (Bompiani)

Un giovane incontra a Parigi una ragazzina enfant prodige della matematica e i due s'innamorano, si fidanzano, si sposano. Lei, poco più che ventenne, va in America. Ma il mondo s'inceppa e in un batter d'occhio tutto finisce: niente più petrolio, niente più energia elettrica, commercio né moneta, niente più regole sociali. Ovunque solo guerre e carneficine. Il mondo si imbarbarisce e la sua caduta coglie i due innamorati ai due lati dell'oceano, senza possibilità di comunicare. Per vent'anni i due vivranno lontani, lei ha una vita durissima, lui comincia a scrivere per non dimenticarla, finché, dopo tanti anni, i due si ritroveranno, accesi dal fuoco della passione e dal bisogno di verità. "Le cose semplici" è il tentativo di raccontare il cammino dei nostri desideri più comuni ed elementari - e di tutto quello che ci tocca il cuore, fino a straziarci con la sua bellezza o con il ricordo pungente di essa - attraverso la labirintica distruttività del mondo. Il nostro bisogno di vivere una vita che si possa dire umana, di gioia ma anche di un dolore dotato di senso, è destinato a infrangersi contro il muro del potere, della superficialità, del pensiero indotto e dei luoghi comuni? O può trovare soddisfazione?


Il giardino delle mosche di Andrea Tarabbia (Ponte alle Grazie)

Tra il 1978 e il 1990, mentre in Unione Sovietica il potere si scopriva fragile e una certa visione del mondo si avviava al tramonto, Andrej Čikatilo, marito e padre di famiglia, comunista convinto e lavoratore, mutilava e uccideva nei modi più orrendi almeno cinquantasei persone. Le sue vittime – bambini e ragazzi di entrambi i sessi, ma anche donne – avevano tutte una caratteristica comune: vivevano ai margini della società o non si sapevano adattare alle sue regole. Erano insomma simboli del fallimento dell’Idea comunista, sintomi dell’imminente crollo del Socialismo reale. Questo libro, sospeso tra romanzo e biografia, narra la storia di uno dei più feroci assassini del Novecento attraverso la visionaria, a tratti metafisica ricostruzione della confessione che egli rese in seguito all’arresto. E fa di più. Osa raccontare l’orrore e il fallimento in prima persona: Čikatilo, infatti, in questo libro dice «io». È lui stesso a farci entrare nella propria vita e nella propria testa, a raccontarci le sue pulsioni più segrete, le sue umiliazioni e ossessioni. Il giardino delle mosche è un libro lirico e crudele allo stesso tempo: la storia di un’anima sbagliata, una meditazione sul potere e la sconfitta e, soprattutto, una discesa impietosa fino alle radici del Male.


E' stato invece già assegnato il Premio Campiello Opera Prima, attribuito dal 2004 a un autore al suo esordio letterario:


La teologia del cinghiale di Gesuino Némus (Elliot)

Luglio 1969. Nei giorni dello sbarco sulla luna, a Telèvras, un piccolo paese dell'entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante, e Gesuino Némus, da tutti considerato un minorato mentale, sono amici per la pelle. Di loro si occupa come fossero suoi figli don Cossu, il prete gesuita del paese. Un giorno il padre di Matteo viene trovato morto a pochi chilometri dal paese. A indagare si trova il maresciallo dei carabinieri di stanza a Telèvras, un piemontese che fatica a comprendere le logiche dell'omertà che lo circonda, aiutato dall'appuntato Piras e da don Cossu. Ma il mistero si infittisce ancor di più quando, a pochi giorni di distanza, viene ritrovato il corpo di un secondo uomo. Una storia di misteri e rivelazioni, in cui si mescolano gli odori, i sapori, le voci, le superstizioni e la magia della terra sarda, a comporre il quadro di un'Italia che arriva fino ai giorni nostri.

9 marzo 2016

Siamo tutti completamente fuori di noi - Karen Joy Fowler

Riporto la trama dell'edizione originale americana perché la quarta di copertina dell'edizione italiana rivela un colpo di scena cruciale, rivelato a un terzo del libro, scelta che non condivido. Se deciderete di acquistare questo libro fate attenzione!

Vi presento la famiglia Cooke. La nostra voce narrante è Rosemary Cooke. Da bambina non smetteva mai di parlare, da adulta si è avvolta nel silenzio: il silenzio che è dimenticanza volontaria,il silenzio che è una coltre protettiva. Qualcosa accadde, qualcosa di così terribile da essere sepolto nel profondo del suo inconscio.
Ora il suo adorato fratello maggiore è un fuggitivo, ricercato dall'FBI per terrorismo interno. E sua madre, una volta vivace, ora è solo l'ombra di se stessa, suo padre un tempo brillante e autoritario è ora un uomo distante e perso a rimuginare.
E Fern, l'amata sorella di Rosmary, sua complice nelle birichinate dell'infanzia?Quello di Fern è un destino che la sua famiglia, nella loro innocenza, mai avrebbe immaginato.

Recensione

Come molti altri lettori, ho conosciuto Karen Joy Fowler grazie all'acclamato Jane Austen Book Club, libro che, a differenza di molti altri lettori, ho cordialmente detestato.
Perché insistere allora, direte voi? Un primo motivo è che, come spesso mi capita, mi sono lasciata stuzzicare dalla trama, il secondo è che Siamo tutti completamente fuori di noi è finito nella cinquina finalista del Booker Prize 2014, un premio che spesso ha fatto scelte affini ai miei gusti, ed ecco quindi che mi sono buttata.
Sfortunatamente, come già accaduto con Jane Austen Book Club, mi sono sentita delusa e anche un po' ingannata.

La prima cose evidente riguardo a questo romanzo è che è un libro a tesi: la Fowler ha travestito un pamphlet da romanzo e un romanzo da trattato scientifico, rendendo così quasi impossibile discutere del libro dal punto di vista esclusivamente letterario senza essere influenzati dal suo scopo, per nulla nascosto.

Commentare dettagliatamente il libro è inoltre particolarmente difficile a causa dello stupefacente colpo di scena rivelato dopo alcuni capitoli dall'inizio, una rivelazione di grande effetto per la trama ma che influenzerà irrimediabilmente il modo in cui i lettori giudicheranno il resto della storia.
Senza scendere troppo nei dettagli, vi anticipo solo che il romanzo è una feroce critica alla sperimentazione animale, condotta dalla Fowler in modo parziale e poco obbiettivo, senza che i lettori possano conoscere scienziati diversi dal fumettistico "scienziato pazzo" che tortura gli animali per divertimento, inseguendo ricerche triviali. Una riga in tutto il libro spesa per accennare che, forse, una delle ricerche potrebbe portare alla cura per l'Alzheimer, non può bastare a ripulire la coscienza di un'autrice che volutamente mescola finzione con citazioni di articoli e ricerche, confondendo così agli occhi del lettore il confine tra ciò che è verità e ciò che è solo fiction allo scopo di insinuare la sua personale visione nelle pieghe del coinvolgimento emotivo dei lettori.

Io stessa ho trovato la storia coinvolgente e commovente (nonostante la lamentosa voce narrante) ma non posso non osservare che la scrittrice era così presa dalla sua agenda personale da dimenticarsi di sviluppare punti focali della trama che sono sotto gli occhi di tutti ma che lei ignora senza ritegno, in primis il pessimo modello genitoriale fornito dai genitori della protagonista che per l'intero racconto ignorano intenzionalmente le necessità e i tormenti dei figli, rendendoli adulti rabbiosi, complessati e incapaci di interagire col prossimo.
Tutti questi problemi sono ignorati o sminuiti, risolti con un paio di frasi consolatorie allo scopo di concentrarsi esclusivamente sul punto di vista animale, una scelta che ho trovato assurda e poco credibile, sebbene riconosca la giustezza di alcune prese di posizioni dell'autrice, che indubbiamente stimolano diverse riflessioni.

Dal punto di vista narrativo devo dire che ho molto apprezzato il narratore inattendibile e i continui salti avanti e indietro nel tempo, così come non ho trovato noiosi ma interessanti i dati scientifici sparpagliati lungo il racconto, ma proprio non mi trovo d'accordo con la tesi che la Fowler vuol far passare e, soprattutto, non amo essere manipolata emotivamente da qualcuno che vuole inculcarmi in testa la sua posizione con l'inganno, per questo motivo non mi sento di dare più di due stelle.
Con tutti questi distinguo concludo però sottolineando che Siamo tutti completamente fuori di noi è un romanzo in grado di stimolare un serio dibattito e numerose riflessioni, per cui se vi sentite vagamente stuzzicati vi consiglio di prenderlo in mano e vedere che effetto ha su di voi.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Siamo tutti completamente fuori di noi
  • Titolo originale: We are all completely besides ourselves
  • Autore: Karen Joy Fowler,
  • Traduttore: Laura Berna
  • Editore: Ponte alle Grazie
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • Collana: Scrittori
  • ISBN-13: 9788868332211
  • Pagine: 272
  • Formato - Prezzo: Brossura, 18.00 Euro

31 dicembre 2015

Il 2015 della Stamberga: facciamo un bilancio

Cari lettori,
la chiusura di un anno porta sempre con sé bilanci e riflessioni, lo sappiamo tutti, e per noi della Stamberga non è diverso. Come è consuetudine ci piace ripercorrere i momenti salienti dell'anno che si sta per chiudere insieme a voi. Per rendere l'idea, un po' di numeri: quest'anno abbiamo recensito 172 libri, pubblicato 115 articoli dedicati a nuove uscite, cinema, classifiche, e da quest'anno ci stiamo anche specializzando in fumetti. E' tornata anche la nostra Listopia in versione riveduta e aggiornata e abbiamo approfondito diversi temi con i nostri Speciali dedicati alla Letteratura Latinoamericana, a quella LGBT, alle storie dedicate alla Grande Guerra e agli intramontabili Romanzi d'Appendice.


+5stelle+ Cinque dei libri più belli recensiti quest'anno +5stelle+


Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar - Einaudi
Scrive Daniele:
«Affascinante, didattico e assolutamente da leggere, Memorie di Adriano fa riflettere su esistenza e morte attraverso una figura chiave della storia mondiale. La Yourcenar, raffinata autrice, ha creato un memoriale imponente destinato a rimanere per sempre come un grande classico.»

Il ladro di anime di Sebastian Fitzek - Elliot
Scrive Chiara A.:
«Le vicende della clinica psichiatrica intrigano stuzzicando al massimo la curiosità di chi legge, in parte soddisfatta dalla descrizione introspettiva dei pensieri dei personaggi (specialmente di Caspar, l’uomo su cui si incentra la vicenda) e in parte invece, lasciata in sospeso dalla ricerca delle risoluzioni dei misteriosi indovinelli che compongono la sfida lanciata dal Ladro di anime.
Credo che l’intero romanzo possa essere considerato un grande rebus che appare inizialmente irrisolvibile.»

Il caso Bellwether di Benjamin Wood - Ponte alle grazie
Scrive Antonio:
«Benjamin Wood, oltre ad essere bravo dal punto di vista formale nello scrivere, tratta due materie complesse e difficili, la musica e la psicologia, in maniera coinvolgente ed originale. Il caso Bellwether viene definito dall'editore thriller e del thriller ha la suspense che avvince il lettore, ma sarebbe più appropriata la definizione di "noir”.»

La banda degli amanti di Massimo Carlotto - E/O
Scrive Polyfilo:
«La trovata interessante dell'autore è quella di utilizzare, quando nella trama appare il personaggio antagonista, una doppia voce narrante, sicché della stessa vicenda si hanno due punti di vista, quello dell'alligatore e quello del cattivo. La doppia ricostruzione mette in risalto il punto di forza della storia, facendone quasi sparire l'esilità dell'intreccio: la capacità di dare al racconto un sapore reale, con pochi tratti, con dialoghi semplici e uno stile lineare ma non piatto, adatto a rendere la quotidiana normalità del male e del malessere dei suoi personaggi. A partire dai primi libri della serie dell'alligatore si sente una continua maturazione stilistica nell'uso degli strumenti descrittivi e narrativi, e il peso del caso investigativo, in quest'ultimo poliziesco, si concentra sulla purezza della malvagità di Pellegrini, che sovrasta quasi gli eroi con la sua raffinata cattiveria.»

Nel bosco di Thomas Hardy - Fazi
Scrive Valetta:
«L'ho detto e lo ripeto: Thomas Hardy meriterebbe una fama maggiore nel nostro paese, dove in pochi lo conoscono e, fra questi pochi, un esiguo numero ha letto qualcosa di diverso da Tess. Per questo apprezzo particolarmente la decisione della casa editrice Fazi di riportare in libreria Nel bosco, una delle opere meno conosciute, in una nuova moderna edizione la cui copertina è particolarmente adatta a rappresentare l'atmosfera bucolica che è parte integrante del romanzo.»



Le nostre recensioni più cliccate


Dio di illusioni di Donna Tartt - Rizzoli
+4stelle+ (e mezzo)
Scrive Antonio:
«Sono ben descritte le dinamiche che spingono i componenti del gruppo prima a sentirsi sempre più uniti e poi ad allontanarsi gli uni dagli altri. Una della cause del capovolgimento dei rapporti amicali è da imputare non tanto al senso di colpa per il delitto compiuto, quanto alla relazione con l’unico componente del gruppo di sesso femminile, la bella Camille.
Le critiche che vengono poste all’autrice sono per lo più indirizzate ad una certa lentezza nel suo modo di narrare. Lentezza, peraltro, che, a mio avviso, mette ottimamente in risalto la sensazione da parte del gruppo di estrema noia, che può essere considerata la molla di tutto il racconto.»

Il Miniaturista di Jessie Burton - Bompiani
+4stelle+
Scrive Valetta:
«Una piacevolissima sorpresa questo romanzo di esordio di Jessie Burton che Bompiani ha da poco portato suoi nostri scaffali dopo l'ingente successo ottenuto all'estero.
Il Miniaturista si distingue per originalità sia nella trama che nell'ambientazione e trae vantaggio dallo stile raffinato, intenso e coinvolgente della sua autrice che potrebbe tranquillamente passare per una veterana nonostante questa sia la sua prima opera pubblicata. Non sono molti i romanzi storici che scelgono come sfondo l'Amsterdam del diciassettesimo secolo e l'autrice sfrutta appieno questa atmosfera suggestiva, ricreando con grande maestria il fascino della vivace cittadina mercantile all'apice del suo successo, imbrigliata nelle contraddizioni del puritanesimo più severo e intransigente.»

Gli anni della leggerezza di Elizabeth Jane Howard - Fazi
+4stelle+
Scrive Valetta:
«Ciò che colpisce particolarmente è l'abilità della Howard nel calarsi nei panni di ognuno dei protagonisti indipendentemente dall'età e dal sesso: l'impenitente latin lover Edward è credibile quanto il fratello Hugh, marito innamorato traumatizzato dall'esperienza nel primo conflitto mondiale o la sorella Rachel, figlia devota impegnata in una relazione omosessuale clandestina. I drammi delle adolescenti Lydia e Nora sono realistici quanto le liti e le paure dei più piccoli del clan. Brillano poi le rappresentazioni dei legami matrimoniali con le loro incomprensioni e verità non dette - o volutamente ignorate - e le mille sfumature della sessualità femminile, spesso compromessa da un atavico senso di vergogna.»

Va', metti una sentinella di Harper Lee - Feltrinelli
+4stelle+
Scrive Sakura:
«La fortuna de Il buio oltre la siepe risiede non solo nella spontaneità della voce narrante, la piccola Scout Finch, messa davanti per la prima volta alle ingiustizie della vita, ma nella completa riuscita del personaggio di Atticus, il padre vedovo, avvocato integerrimo e dotato di un profondo senso di giustizia trasmesso ai figli da lui educati. Già prima dell'uscita di Go Set a Watchman era trapelata una notizia sconvolgente: vent'anni dopo gli eventi de Il buio oltre la siepe, Atticus, ormai anziano e sofferente, si sarebbe rivelato razzista e resiliente ai cambiamenti in atto nella società, mandando in pezzi il mondo di Jean Louise "Scout" Finch, ormai adulta ed emancipata ma ancora visceralmente legata alla cittadina natale di Maycomb e soprattutto al padre.»

Villette di Charlotte Brontë - Fazi
+4stelle+
Scrive Valetta:
«Le persone timide e posate sono spesso fraintese. Sono ritenute incapaci di provare passioni forti, radicali, incapaci di apprezzare le cose divertenti, adatte ad addossarsi i compiti più ardui e noiosi. Un tempo per le donne questo significava trascorrere la vita a fare da tappezzeria, rassicuranti presenze di sottofondo che nel loro intimo urlano per essere liberate.
Lucy Snowe è un personaggio profondamente incompreso, sia dagli altri personaggi all'interno del racconto, sia dal lettore, ma per ragione completamente diverse. La sua natura riservata, ulteriormente schiacciata da una serie di sfortune subite in giovane età, e il suo radicato Protestantesimo sembrano relegarla al confortante ruolo della fidata "sorella" o dell'austera insegnante agli occhi del mondo, tanto che anche coloro che si dichiarano suoi intimi amici non sembrano comprendere la sua vera natura.»

Aspettando buone notizie di Kate Atkinson - Marsilio
+4stelle+
Scrive Valetta:
«In definitiva l'autrice è riuscita in un'impresa più unica che rara, ovvero quella di scrivere un giallo in grado di convincere sia gli amanti del genere sia coloro che normalmente guardano a questo tipo di storie con diffidenza ritenendole troppo superficiali. Troppo spesso infatti, chi tenta di dare spessore psicologico a un racconto investigativo finisce per trascurare il lato mystery, proponendo enigmi dalla soluzione troppo ovvia o, peggio, totalmente sconclusionati. Kate Atkinson non fa questo errore, il suo impianto narrativo è solido e accattivante seppur parzialmente sorretto da una serie di coincidenze che non sono frutto di incapacità o inesperienza ma volutamente ricercate, una strizzatina d'occhio ai lettori, una sfida a cogliere le citazioni e a divertirsi anche in un racconto di suspense. »


Gli scrittori esordienti che ci sono piaciuti di più


In morte di una cicala di Maria Silvia Avanzato - Fazi
+5stelle+
Scrive Polyfilo:
«La costruzione di un paesaggio agreste che si rivela molto diverso da come appare, la scelta di rievocare un ambiente attuale per la cultura postmoderna come la Bologna degli anni '800, quelli del Punk e del riflusso da contestazione, dei racconti ingenui e tragici di Tondelli è molto interessante, come pure la capacità dell'autrice di generare atmosfere suggestive come nel cinema thriller anni '70, dal primo Dario Argento ai fratelli Avati della Casa delle finestre che ridono. Anche la scelta di affidare il racconto a una successione di voci narranti che di volta in volta raccolgono l'incarico della ricerca e della testimonianza è tutt'altro che scontata, anzi originale e strutturata in base agli sviluppi della trama. Infine la scelta della metafora della cicala, l'insetto che vive per cantare e muore alla fine dell'estate è indovinata.»

Le spade dell'imperatore di Brian Staveley - Gargoyle
+4stelle+
Scrive Sakura:
«Con Le spade dell'imperatore, primo volume delle Cronache del Trono Incompiuto - cui faranno seguito The Providence of Fire nel 2015 e un terzo volume l'anno successivo -, Brian Stavely esordisce nel mondo fantasy. Un esordio col botto, perché il volume ha pochi difetti e mostra una maturità sorprendente: oltre a saper scrivere bene, Stavely sa dosare i ritmi narrativi e terminare ogni capitolo sospendendo una scena in modo da costringere il lettore a leggere quello successivo. I personaggi sono molto ben caratterizzati e la trama, anche se inevitabilmente finisce per presentare qualche stereotipo del genere, risulta solida e interessante: è soprattutto apprezzabile l'idea di seguire le vicende di tre fratelli cresciuti separatamente, ognuno impegnato in un difficile addestramento volto far sì che arrivino preparati a ricoprire i ruoli che li aspettano.»

Oltre il mare di Haifa di Maria Elisabetta Ranghetti - EKT Edikit
+5stelle+
Scrive Chiara A.:
«Il libro è spunto di profonda riflessione un mondo che siamo abituati a considerare lontano anni luce dal nostro: siamo infatti solitamente portati a creare un collegamento naturale tra la terra di Israele e la guerra, vittime come siamo di una società mediatica che ci fa conoscere luoghi e paesaggi come Gerusalemme o Ramallah non tanto per la loro bellezza e rarità, quanto per il triste e mostruoso ruolo di luoghi di conflitto perenne.
E' naturale quindi che, pensando a questi territori in guerra, l’idea della possibile esistenza di una quotidianità simile alla nostra divenga un pensiero lontano, offuscato e obliato dalle giornaliere notizie di morti e attentati provenienti dal Fronte; ebbene questo libro ci insegna come cambiare la nostra prospettiva, regalandoci un prezioso punto di vista su una terra tanto sofferente e martoriata dall’odio e dai conflitti ma anche tanto affascinante e ricca di bellezze inapprezzate e forse anche tuttora sconosciute. »

Codice Scorsese di Sergio Fanucci - Rizzoli
+4stelle+
Scrive Antonio:
«Se non si sapesse che lo scrittore, il cui nome appare a grandi lettere sul frontespizio del libro, è italiano, nel leggere questo romanzo si potrebbe pensare al solito autore americano di best seller. Gli elementi ci sono tutti: ambientazione, suspense, missioni militari segrete, narcotrafficanti, killer, mafia russa e italiana, società finanziarie coinvolte in loschi traffici e, non potevano certo mancare, donne bellissime e pericolose.»

La stagione del ritorno di Angela di Bartolo - Runa Editrice
+5stelle+
Scrive Chiara A.:
«Una storia che racconta di Ombre, di creature infernali e di visioni, incubi ed inganni ma che parla anche di luce, di amore e fedeltà, di forza e determinazione. Nel suo lungo cammino Glirien non sarà da solo, ma potrà contare sulla guida spirituale e fisica del potente mago Wisenard, un uomo anziano e apparentemente debole ma che in realtà ha in serbo una grande saggezza e una forza interiore. Egli inoltre sarà accompagnato nel lungo viaggio, in cui mille sono le insidie e le prove da superare, da valorosi cavalieri quali Efairon Friheld o meglio dire Efi, amico di infanzia di Glirien, una figura poliedrica afflitta da una grande condanna ma sorretta dalla forza infinita delle persone care che mai lo hanno abbandonato anche nei momenti in cui forse lasciarlo andare sarebbe stata la cosa migliore.»

Ringraziandovi ancora una volta - calorosamente - di averci seguito per tutto il 2015, ci auguriamo che continuerete a farlo anche quest'anno. I nostri buoni propositi? Continuare a offrirvi il meglio che possiamo, come sempre.


Lo staff della Stamberga
 

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