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23 settembre 2009

Le vergini suicide - Jeffrey Eugenides

Tenero, avvolgente e bizzarro, Le vergini suicide è la storia di un'ossessione amorosa in cui si fondono memoria e immaginazione, sesso e nostalgia. A raccontarla è una voce "collettiva" formata da un gruppo di adolescenti. La loro ossessione? Le cinque sorelle Lisbon, per sempre fissate nella loro bellezza adolescenziale, che nel volgere di un anno si sono tutte tolte la vita. A vent'anni di distanza cercano ancora di penetrarne il mistero in frammenti di ricordi, indizi sopravvissuti al tempo, diari, vestiti, elementi di un feticismo mai placato. Sono cresciuti con loro, rapiti e spaventati dai loro rituali di giovani donne. Per loro sono state un unico oggetto di desiderio, l'essenza di una misteriosa femminilità. Ora, da adulti, se ne sentono i custodi, nella consapevolezza che la loro vita è irrimediabilmente divisa tra un prima e un dopo. Ed è qui che il racconto di Eugenides assume i contorni del mito, fantasia d'innocenza tanto più desiderabile nell'attimo in cui non può essere resuscitata.

Recensione

...a metà con il giallo-giudiziario, in cui si ha un mistero da scoprire, delle prove archiviate come reperti, delle testimonianze e tante teorie da supportare o confutare...
...a metà con la tragedia classica, in cui il mito è ormai noto e i contenuti hanno un significato catartico che aiuta a purificarsi dal male...
...a metà con il teatro pirandelliano, in cui spettatore e attore si confondono continuamente, e uno entra nella scena dell'altro, con le sorelle che sembrano recitare inconsapevoli per il loro pubblico di adolescenti e invece alla fine sono questi ultimi a scoprirsi marionette guidate dalle sorelle...
...a metà con un mito, con la sua forma di racconto corale, con la sua voce narrante che sembra giungere dal passato dell'umanità, che sembra investita del ruolo quasi sacro di tramandare la storia delle Lisbon ai posteri...

Indietro, attraverso i generi letterari questo romanzo ci ha condotto alle radici del nostro essere Uomo, partendo da una storia che sembra così ben radicata nel suo momento storico e culturale, in un'America agli albori del capitalismo, in cui cominciavano a farsi spazio le lotte dei lavoratori, in cui l'unità sociale non è l'uomo da solo ma la famiglia e la comunità intera. Eugenides sa bene che una storia universale non può esistere e per questo la fa raccontare con una prima persona collettiva da chi vi ha preso parte: è necessario un filtro che guardi agli avvenimenti di quell'anno "maledetto" con la storicità e le convenzioni e i pregiudizi a cui ogni essere umano è soggetto.

Ma se andiamo a togliere questo filtro ci resta una storia collocata in un non-luogo (classica ambientazione neutra, in cui il qui e l'altrove sono compresenti) e in un non-tempo (un tempo in cui è negata la più naturale delle contingenze, la morte, a causa dello sciopero dei necrofori), in cui le sorelle Lisbon sono paradigma dei tormenti dell'uomo, delle pulsioni rimosse più profonde: perché vivere? perché soffrire?
E' Cecilia a rivelarcelo sin dall'inizio: "Vivono soltanto ventiquattr'ore. Nascono, si riproducono e schiattano. Non hanno neanche il tempo di nutrirsi." Ai suoi occhi la vita è una corsa verso la Morte e lei decide di andarle incontro, come un animale sacrificale, come una vergine che si immola sull'altare della divinità.

E' la Morte quindi la sola protagonista del romanzo, Cecilia è la sua sacerdotessa e le sorelle sono solo le seguaci di questo culto antico come il mondo.Un culto pericoloso perché mina alla base il concetto stesso di istinto di sopravvivenza, un culto che la coscienza lucida e razionale deve ignorare.

E le sorelle Lisbon per questo vanno dimenticate: perché hanno ceduto al richiamo dell'oscurità, alla pace eterna, all'immobilità. Perché hanno dato voce ad un malessere comune a tutti, hanno dato una risposta alla domanda che tutti, in silenzio, ci poniamo.

Dettagli del libro

  • Titolo: Le vergini suicide
  • Titolo originale: The Virgin Suicides
  • Autore: Jeffrey Eugenides
  • Traduttore: Cristina Stella
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 1993
  • Collana: Contemporanea
  • ISBN-13: 9788804459934
  • Pagine: 257
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,00 Euro

12 settembre 2009

Racconto d'inverno - Leonardo Bonetti

Uno sbandato "che scappa da tutto e da tutti", sullo sfondo di una guerra civile tra le montagne vicino al confine. Si imbatte in una dimora abbandonata, costruita in un luogo inospitale ma protetta da una faggeta antichissima, sorta tra le gole inesplorate. Un giovane canuto, incontrato nella casa, promette di aiutarlo a passare il confine come guida di un viaggio di cui entrambi conoscono i rischi. Ma qual è la presenza che ossessiona il protagonista e che sembra nascondersi dentro la casa? Forse la sorella scomparsa della giovane guida? E cosa si cela negli scantinati allagati in cui qualcosa sembra muoversi e prendere corpo dalla storia stessa?

Recensione

E' difficile mantenersi saldi nella lettura di questo romanzo: i punti fermi -siano essi semantici, spaziali, temporali- si perdono facilmente. Ma in definitiva è poi veramente un romanzo? E chi è il protagonista? Chi guida e chi è guidato?

Questo è il racconto di un vuoto di senso che viene colmato, di un destino che trova compimento perdendosi e ritrovandosi, di un narratore che acquista consapevolezza di sé nell'annullamento, di una natura che è ostile a chi non crede e accoglie tra le sue braccia chi ha raggiunto la serenità della non-conoscenza.
E' la storia di spazi ipertrofici, che appaiono e scompaiono e si dilatano e si deformano, è la storia di una guerra e di un disertore, è la storia di un uomo che fugge-che insegue delle risposte-che è inseguito dal mondo, è la storia di una storia passata che non si sa se accaduta veramente o sognata, è la storia universale di un individuo che si ritrova nell'eternità, che si libera dei legami umani scendendo nei meandri di se stesso, negli scantinati dell'animo per giungere al cuore della casa, dove uomo e natura si fondono e insieme infondono al cuore umano il coraggio e la forza di affrontare la fine.

Consiglio di leggerlo se: amate le storie prive di profondità temporale dove ogni cosa può essere accaduta ieri o mille anni fa, amate le fiabe e allo stesso tempo il realismo, amate i percorsi labirintici che conducono alla scoperta di nient'altro che noi stessi, amate la parola narrativa che diventa poesia, amate i vicoli ciechi, amate il buio, amate la nebbia che avvolge le persone le cose e i luoghi rendendo tutto simile e indefinito, amate i sogni notturni e i sogni ad occhi aperti.
Perché non troverete storicità e storicismo in questo libro, non troverete un limite netto tra sogno e realtà, non troverete una logica cartesiana, non troverete oggetti plastici dai contorni ben definiti, non troverete un filo di Arianna che vi porterà dritti al Minotauro dei significati, non troverete la luce né tanto meno la sicurezza.

E soprattutto, non è detto che troviate delle risposte. Ma se le troverete, saranno solo vostre.

Dettagli del libro

  • Titolo: Racconto d'inverno
  • Autore: Leonardo Bonetti
  • Editore: Marietti
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Le fionde
  • ISBN-13: 9788821156090
  • Pagine: 204
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16,00 Euro
 

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