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5 aprile 2017

Oscar Ink: la nuova collana Mondadori dedicata al fumetto

Pochi, ormai, si ostinano a non considerare il fumetto una forma d'arte non meno degna di considerazione e valore delle altre. Basti pensare a capolavori del genere come Maus di Art Spiegelman, L'eternauta di Héctor Oesterheld e Francisco Solano López, Watchmen di Alan Moore, Sandman di Neil Gaiman, senza dimenticare le opere di Jiro Taniguchi e Persepolis di Marjane Satrapi, o gli italianissimi Gipi, Milo Manara e Hugo Pratt, che hanno innalzato il fumetto italiano a livelli internazionali.
Mondadori ha recentemente annunciato per il 20 aprile l'uscita di una nuova collana Oscar, gli Oscar Ink, che pubblicherà «i migliori artisti italiani e internazionali, le loro opere più rappresentative, proponendo sia il fumetto mainstream sia opere di alto livello artistico.»

La collana esordirà con i titoli March. Libro Uno di John Lewis, Andrew Aydin e Nate Powell, ed Escobar di Guido Piccoli e Giuseppe Palumbo. Il primo, attualmente composto da tre volumi, racconta dei movimenti americani per i diritti civili dalla prospettiva del membro del congresso John Lewis, mentre il secondo, un volume unico, pubblicato in collaborazione con Astorina (la storica casa editrice di Diabolik) è dedicato al re del narcotraffico.

Previsti a maggio il primo volume della raccolta degli albi del classicone Alan Ford di Max Bunker e Magnus, il Poema a Fumetti di Dino Buzzati, già pubblicato da Mondadori nel 2000, il crypto-noir Black Monday di Jonathan Hickmann e Tomm Coker, l'urban fantasy Monstress di Marjorie Liu e Sana Takeda, Palestina del reporter Joe Sacco (anche questo già edito da Mondadori nel 2006).

Per giugno sono stati invece annunciati Johnny Red di Garth Ennis e Keith Burns, incentrato sull'omonimo pilota di caccia della Seconda Guerra mondiale, lo storico di ambientazione medievale Le torri di Bois-Maury del belga Hermann Hupper, Ghost money di Terry Smolderan e Dominique Bertail, e ancora Il grande Diabolik. Il re del terrore, sempre in collaborazione con Astorina, remake del primo episodio del celebre ladro scritto da Angela Giussani.

A luglio, infine, proseguirà March con il secondo volume.

Attendiamo dunque le prime uscite per valutare la qualità degli albi e la bontà degli adattamenti.




14 settembre 2016

Man Booker Prize 2016: la shortlist


Qualche tempo fa vi avevamo annunciato il vincitore del Man Booker International Prize: Han Kang, con il suo The Vegetarian (di prossima pubblicazione per Adelphi). È fresca di annuncio adesso la shortlist all'annuale Man Booker Prize, riconoscimento letterario istituito nel 1968 e assegnato al miglior romanzo in lingua inglese pubblicato ogni anno, tra cui il 25 ottobre verrà annunciato il vincitore.
I sei libri finalisti sono ancora inediti in Italia. Lo schiavista di Paul Beatty sarà pubblicato a ottobre per i tipi Fazi.


Lo schiavista (The Sellout) di Paul Beatty (Fazi Editore - in uscita a ottobre, Oneworld)

Nato a Dickens – ghetto nella periferia di Los Angeles – il protagonista è rassegnato al destino del californiano della classe medio-bassa. Cresciuto da un padre single, controverso sociologo, ha passato l’infanzia fungendo da soggetto per una serie di studi psicologici sulla razza. Gli è sempre stato fatto credere che il lavoro pionieristico del padre sarebbe stato accorpato in un memoir che avrebbe risolto i problemi economici della famiglia. Ma quando il padre viene ucciso dalla polizia in una sparatoria, si rende conto che non esiste nessun memoir: l’unico lascito del genitore è il conto del funerale low cost. Fomentato da quest’imbroglio e dallo sfacelo generale della sua città, il protagonista si dà da fare per riparare a un altro torto subito: Dickens è stata letteralmente cancellata dalle carte geografiche per risparmiare ulteriore imbarazzo alla California. Dopo aver arruolato il più famoso residente della città – Hominy Jenkins, celebrità caduta in disgrazia –, dà inizio alla più oltraggiosa delle azioni concepibili: ripristinare la schiavitù e la segregazione nella scuola locale. Idea grazie alla quale finisce davanti alla Corte Suprema.

Paul Beatty, nato nel 1962 a Los Angeles, ha studiato scrittura Creativa al Brooklyn College e Psicologia alla Boston University. Ha tre figli e vive a New York.


Hot Milk di Deborah Levy (Hamish Hamilton)

Due sconosciute arrivano in un piccolo villaggio di pescatori della Spagna. La donna più anziana soffre di una misteriosa paralisi, che l'ha condotta a cercare una cura al di là dei confini della medicina tradizionale. Sua figlia Sofia ha trascorso gli ultimi anni nel ruolo -riluttante- di detective, cercando di capire la malattia della madre.
Circondata dall'opprimente calura del deserto, in cerca di una cura per una malattia persistente e forse immaginaria, Sofia è costretta a confrontarsi con la difficile relazione con sua madre. Analizzando la rabbia e la sessualità femminili, Deborah Levy esplora la strana e mostruosa natura della maternità, tendendo i legami tra genitori e figli fino a un punto di rottura.

Deborah Levy è una drammaturga, scrittrice e poetessa inglese. È autrice di altri cinque romanzi, tra cui A nuoto verso casa (Garzanti), finalista al Man Booker Prize 2012.


His Bloody Project di Graeme Macrae Burnet (Contraband)

Nel 1869, il caso di Roderick Macrae catturò il pubblico inglese: i giornali seguirono famelicamente il suo processo, e i penny dreadful descrissero con gioia i dettagli più splatter del brutale assassinio di tre persone in una remota comunità contadina.
In His Bloody Project, l'autore Graeme Macrae Burnet racconta la storia degli omicidi e il successivo processo. Le memorie di Roderick, insieme ai verbali del processo, i referti medici, i resoconti della polizia e gli articoli di giornale, mostrano che l'accusato ammise prontamente la sua colpa... lasciando solo il potere persuasivo del suo avvocato tra sé e la forca. Perché non si difese più vigorosamente, o provò a nascondere il crimine? Era stupido? Pazzo? O aveva un altro motivo?
Messi insieme, i documenti relativi al caso di Roderick Macrae rivelano molto di un sanguinoso triplo omicidio che scioccò la nazione. Ma rivelano anche perché un giovane avrebbe dovuto commettere questi atrocissimi atti di violenza?
Sarà impiccato?

Graeme Macrae Burnet è stato insignito dello Scottish Book Trust New Writer Award nel 2013. Il suo primo romanzo, The Disappearance of Adèle Bedeau, è stato un libro di culto. Attualmente sta lavorando ad altri due romanzi con il detective Georges Gorski.


Eileen di Ottessa Moshfegh (Jonathan Cape)

Il periodo natalizio è poco gioioso per Eileen Dunlop, una giovane donna senza pretese ma disturbata intrappolata tra il ruolo di badante del padre alcolizzato nella sua squallida casa e un lavoro diurno come segretaria nella prigione maschile, con i suoi orrori quotidiani. Consumata dal risentimento e dal disgusto verso se stessa, Eileen mitiga i suoi giorni tristi con fantasie perverse e sogni di fuga nella grande città. Nel frattempo, trascorre le sere e i weekend taccheggiando, stalkerando un'attraente guardia carceraria di nome Randy, e rimediando ai casini di suo padre, sempre più folle. Quando la bella e carismatica Rebecca Saint John entra in scena come nuovo consulente psichiatrico della prigione, Eileen è incantata e incapace di resistere a quella che sembra essere un'amicizia sbocciata miracolosamente. In una svolta alla Hitchcock, il suo affetto per Rebecca la porta a essere complice in un crimine che supera le sue più selvagge fantasie.

Ottessa Moshfegh è una scrittrice di romanzi del New England. Ha vinto numerosi premi, tra cui il Fence Modern Prize per la prosa e il Believer Book Award. I suoi racconti sono stati pubblicati sul Paris Review, sul New Yorker e su Granta.


All That Man Is di David Szalay (Jonathan Cape)

Nove uomini. Ognuno di loro in un diverso stadio della vita, ognuno di loro lontano da casa, e ognuno di loro che aspira - nei sobborghi di Praga, accanto a un'autostrada belga, in uno schifoso hotel di Cipro - a capire cosa significhi essere vivi, qui e adesso.
Tracciando un arco dalla primavera della gioventù all'inverno della vecchiaia, All That Man Is unisce queste vite separate per mostrarci gli uomini così come sono - ridicoli e sconnessi, sconvolgenti e spregevoli, vitali, patetici, esilaranti, e pieni di fervidi desideri.
Mentre il tempo si fa sempre più freddo, e gli uomini invecchiano, le barriere diventano sempre più alte.

David Szalay è autore di altri tre romanzi: Spring, The Innocent e London and the South-East. Cresciuto a Londra, ha vissuto in Canada e in Belgio, e risiede attualmente a Budapest.


Do Not Say We Have Nothing di Madeleine Thien (Granta Books)

1991, Canada: la decenne Marie e sua madre invitano un'ospite nella loro casa, una giovane donna di nome Ai-Ming, che è scappata dalla Cina all'indomani delle proteste di piazza Tiananmen.
Ai-Ming racconta a Marie la storia della sua famiglia nella Cina della Rivoluzione - dalle sale da tè affollate nei primi giorni dell'ascesa del Presidente Mao, al Conservatorio di Shanghai negli anni '60 e agli eventi che hanno condotto alle proteste di Beijing del 1989. È una storia di idealismo rivoluzionario, di musica e silenzio, in cui tre musicisti - il timido e brillante compositore Sparrow, il prodigio del violino Zhuli e l'enigmatico pianista Kai - lottano durante l'implacabile Rivoluzione Culturale cinese per rimanere leali gli uni agli altri e alla musica a cui hanno dedicato le loro vite. Costretti a re-immaginare se stessi nell'arte e nel privato, i loro destini riecheggiano attraverso gli anni, con profonde e durature conseguenze per Ai-Ming - e per Marie.

Madeleine Thien è autrice della raccolta di racconti Simple Recipes e dei romanzi Certainty e Dogs at the Perimeter, quest'ultimo finalista all'International Literary Award di Berlino nel 2014. I suoi libri sono stati tradotti in 23 lingue.

9 luglio 2016

Premio Strega 2016: vince Edoardo Albinati con "La scuola cattolica"


Nessuna sorpresa: Edoardo Albinati, il favorito, è il vincitore della LXX edizione del Premio Strega con La scuola cattolica (Rizzoli), 143 voti («Mi considero solo il redattore de La scuola cattolica», ha commentato). Seguono Eraldo Affinati con L'uomo del futuro (Mondadori), 92 voti, e Vittorio Sermonti con Se avessero (Garzanti), 89 voti. Chiudono Giordano Meacci con Il cinghiale che uccise Liberty Valance (Minimum Fax), 46 voti, ed Elena Stancanelli con La femmina nuda (La Nave di Teseo), 25 voti. Posizioni invariate, insomma, rispetto allo spoglio che ha decretato la cinquina.
La cerimonia si è tenuta non più nella storica e splendida sede del Ninfeo di Villa Giulia, ma all'Auditorium Parco della Musica di Roma, con la conduzione del bravo Pino Strabioli.

Prima di lasciarvi a maggiori informazioni su libro e autore, vi ricordiamo altri due vincitori: ad aggiudicarsi il Premio Strega Europeo 2016, assegnato pochi giorni fa, è stato Gli Anni di Annie Ernaux (edito in italia da L'Orma Editore). Il premio, giunto alla terza edizione, viene conferito annualmente da una giuria composta da più di venti vincitori e finalisti del Premio Strega a un romanzo scelto tra «cinque voci provenienti da aree linguistiche e culturali diverse che con le loro opere esplorano il significato e il sentimento dell’essere cittadini europei». Una giuria composta da cinquecento ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni ha invece decretato vincitore del Premio Strega Giovani 2016 Dove troverete un altro padre come il mio di Rossana Campo (Ponte alle Grazie).


La scuola cattolica di Edoardo Albinati (Rizzoli), presentato da Raffaele La Capria e Sandro Veronesi

Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell'epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant'anni ha custodito i segreti di quella "mala educacion". Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo, che sbalordisce per l'ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: "Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?". Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l'amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose.


Edoardo Albinati (Roma, 1956) da oltre vent’anni lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia, esperienza narrata nel diario Maggio selvaggio. Suoi reportage dall’Afghanistan e dal Ciad sono usciti sul “Corriere della Sera”, “la Repubblica”, “The Washington Post”. Ha scritto film per il cinema di Matteo Garrone e Marco Bellocchio. Tra gli ultimi libri pubblicati, ricordiamo Tuttalpiù muoio con Filippo Timi e Vita e morte di un ingegnere.

16 aprile 2016

The Man Booker International Prize: i finalisti

Il 13 aprile è stata annunciata la lista dei sei candidati al Man Booker International Prize, uno dei più importanti riconoscimenti letterario britannici, che premia i migliori romanzi internazionali tradotti in lingua inglese. Assegnato dal 2005 al 2015 con cadenza biennale all'opera omnia di un autore, a partire da questa edizione si terrà annualmente e selezionerà una singola opera.
Il 16 maggio tra la rosa dei sei finalisti - tra cui la nostra Elena Ferrante - verrà annunciato il vincitore.


A General Theory of Oblivion di José Eduardo Agualusa (Harvill Secker) - ANGOLA

A General Theory of Oblivion è un grande patchwork che racconta la storia dell’Angola attraverso Ludo, una donna che si barrica nel suo appartamento alla vigilia dell’indipendenza angoliana. Per i successivi trent’anni vive di verdure e piccioni, e brucia i mobili per restare al caldo. Ma il mondo esterno trapela attraverso frammenti di conversazione alla radio, voci dalle porte vicine, barlumi di un uomo che sfugge ai suoi inseguitori e un biglietto attaccato alla zampa di un uccello. Finché un giorno non incontra Sabalu, un giovane che si arrampica fino alla sua terrazza dalla strada. Con la giocosità, l’umorismo e il calore che sono il marchio di fabbrica dell’autore, A General Theory of Oblivion è un romanzo stupefacente sul dolore umano e sulle emozioni, le speranze e i pericoli che un cambiamento radicale porta con sé.

José Eduardo Agualusa è nato a Huambo (Angola) nel 1960, ed è una delle voci più influenti nella letteratura angolana e in lingua portoghese. Il suo romanzo Creole è stato insignito del Portuguese Grand Prize for Literature, e Il venditore di passati (La Nuova Frontiera) ha vinto l'Independent Foreign Fiction Prize nel 2007. Agualusa vive tra Portogallo, Angola e Brasile.


Storia della bambina perduta di Elena Ferrante (Europa Editions, e/o) - ITALIA

"Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...

Elena Ferrante è autrice dell'Amore molesto, da cui Mario Martone ha tratto il film omonimo. Dal romanzo successivo, I giorni dell'abbandono, è stata realizzata la pellicola di Roberto Faenza. Nel volume La frantumaglia racconta la sua esperienza di scrittrice. Nel 2006 le Edizioni E/O hanno pubblicato il romanzo La figlia oscura, nel 2007 il racconto per bambini La spiaggia di notte e nel 2011 il primo volume dell'Amica geniale, seguito nel 2012 dal secondo volume, Storia del nuovo cognome, nel 2013 dal terzo, Storia di chi fugge e di chi resta, e nel 2014 dal quarto e ultimo, Storia della bambina perduta.


The Vegetarian di Han Kang (Portobello Books) - COREA DEL SUD

Yeong-hye e suo marito sono persone ordinarie. Lui è un impiegato con moderate ambizioni e modi miti; lei una moglie scialba ma premurosa. L’accettabile encefalogramma piatto del loro matrimonio si interrompe quando Yeong-hye, cercando un’esistenza più “rigogliosa”, commette uno scioccante atto sovversivo. Mentre la sua ribellione si manifesta in forme sempre più bizzarre e spaventose, Yeong-hye sprofonda sempre più nell'idea di abbandonare la sua prigione di carne e di diventare – impossibilmente, estaticamente – un albero. Inquietante, disturbante e bellissimo, The Vegetarian è un romanzo sull'odierna Corea del Sud, ma anche sulla vergogna, sul desiderio, e sui nostri vani tentativi di comprendere gli altri, da un corpo imprigionato a un altro.

Han Kang è nata a Gwangju (Corea del Sud), ma si è trasferita a Seoul all'età di dieci anni. Ha studiato letteratura coreana all'Università di Yonsei. Le sue opere hanno vinto l'Yi Sang Literary Prize, il Today's Young Artist Award, e il Korean Literature Novel Award. The Vegetarian, il suo primo romanzo tradotto in inglese, è stato pubblicato da Portobello Books nel 2015, mentre Human Acts nel 2016. Al momento insegna scrittura creativa all'Istituto delle Arti di Seoul.


La stranezza che ho nella testa di Orhan Pamuk (Faber & Faber, Einaudi) - TURCHIA

Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle più complicate, nascono da questa semplice, universale premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha più rivista ma, per tre anni, Mevlut le scrive le lettere più appassionate che il suo cuore riesce a creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Così, una notte di tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono. Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà più dividerli, pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe?

Orhan Pamuk è nato nel 1952 a Istanbul. Nel 2006 ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura. Einaudi ha in corso di stampa tutte le sue opere e ha finora pubblicato Il castello bianco, La nuova vita, Il mio nome è rosso, Neve, La casa del silenzio, Istanbul, Il libro nero, La valigia di mio padre, Il Museo dell'innocenza, Altri colori, Il Signor Cevdet e i suoi figli, Romanzieri ingenui e sentimentali, L'innocenza degli oggetti e La stranezza che ho nella testa.


Una vita intera di Robert Seethaler (Picador, Neri Pozza) - AUSTRIA

Andreas Egger non ha mai gridato né esultato da bambino. Fino al suo primo anno di scuola non ha mai neppure davvero parlato. Quando nell’estate del 1902, ancora bimbo, lo tirano giù dal carro con cui giunge tra le montagne diventate poi sue, resta semplicemente muto a guardare in alto con grandi occhi stupiti le cime splendenti di bianco. Ha quattro anni all’epoca, e non interessa a nessuno. Men che meno a Hubert Kranzstocker, il contadino che lo accoglie controvoglia. Il bimbo è l’unico figlio di una cognata che ha condotto una vita leggera ed è stata perciò punita dal buon Dio con una tisi che se l’è portata via.
Kranzstocker non lo manda al diavolo unicamente perché reca al collo un sacchetto di cuoio con delle banconote. In compenso non esita a picchiarlo per un pane lasciato ammuffire, una vacca persa o un balbettio durante la preghiera della sera. Un giorno lo bastona a tal punto che nella gamba destra di Andreas ogni cosa va fuori posto. L’aggiustaossa di un paese vicino gliela sistema alla bell’e meglio, ma la gamba da allora spunta sbieca dall’anca, irrimediabilmente storta.
Andreas Egger non grida né esulta nemmeno quando, trent’anni dopo, fa la sua comparsa nella valle, tra le urla di gioia del paese, la squadra del cantiere della ditta Bittermann & Figli: duecentosessanta operai, dodici macchinisti, quattro ingegneri, sette cuoche e un drappello di aiutanti, l’avanguardia di una colonna incaricata di costruire una funivia e mutare per sempre il volto della valle.
Andreas Egger ubbidisce semplicemente in silenzio al suo destino: vivere tra la quiete e la bellezza dei monti e la crudeltà degli uomini. Impara così dapprima il mestiere di bracciante e poi di contadino, e alla fine entra a far parte della Bittermann & Figli. È «la gigantesca macchina chiamata Progresso», gli dicono. Ma a lui queste cose non interessano.
Soltanto una cosa gli sta a cuore: mettere piede nell’osteria del paese e incrociare lo sguardo di Marie Reisenbacher, la ragazza dai capelli biondi e la pelle rosea che lavora lì ai tavoli, e che un giorno gli ha procurato «un dolore sottile vicino al cuore» sfiorandogli appena il braccio. Perciò quando, un pomeriggio di fine agosto, riesce a strappare un bacio a Marie e a stringerla a sé e lei gli dice «Ohi. Quanta forza, che hai!», gli sembra di capire che, oltre alla crudeltà, esiste anche la possibilità del bene e della felicità tra gli esseri umani.
Nominato «libro dell’anno» dai librai tedeschi, selezionato da Der Spiegel come uno dei romanzi più importanti del 2014, accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico in Germania, Una vita intera si segnala, nella narrativa contemporanea, per la bellezza della sua scrittura e l’originalità della sua narrazione: l’unicità di un’esistenza qualunque.

Robert Seethaler è nato a Vienna nel 1966. Autore e sceneggiatore, nel 2007 il suo romanzo d’esordio è stato premiato con il prestigioso premio del Buddenbrookhaus. Ha ottenuto numerose borse di studio, tra cui la Alfred Döblin dalla Academy of Arts, e il film tratto dalla sua sceneggiatura.


The Four Books di Yan Lianke (Chatto & Windus) - CINA

Nel novantanovesimo distretto di uno sterminato campo di lavoro, artisti, liberi pensatori e accademici sono imprigionati per rafforzare la loro lealtà alle ideologie comuniste. Qui, la Musicista e il suo amante, lo Studioso, insieme all'Autore e al Teologo, sono obbligati a eseguire estenuanti lavori fisici e incoraggiati a riferire sui comportamenti dissidenti altrui. Il premio: conquistarsi una possibilità di libertà. Sono controllati da un supervisore preadolescente, il Bambino, che trae piacere dal sistema di ricompense e dalle punizioni eccessive. Quando le quote di produzione agricola e industriale aumentano a un livello irraggiungibile, il novantanovesimo distretto si dissolve nell'anarchia. E a quel punto, mentre il tempo si fa inclemente e scoppia una carestia, vengono abbandonati a loro stessi per sopravvivere.

Yan Lianke è nato nel 1958 nella provincia di Henan, Cina. È autore di numerosi romanzi e antologie di racconti, tra cui Servire il popolo (Einaudi), Il sogno del villaggio dei Ding (Nottetempo), Lenin's Kisses. Vincitore di molti premi letterari in Cina, inclusi il Lao She, il Lu Xun e il Hua Zhong World Chinese Literature Prize, ha ricevuto anche il Franz Kafka Prize nel 2014, ed è già stato selezionato tra i finalisti del Man Booker International Prize e dell'Independent Foreign Fiction Prize. Attualmente vive e scrive a Pechino.

15 aprile 2016

Premio Strega 2016: i 12 libri candidati


È fresca di annuncio la lista dei candidati finalisti alla 70esima edizione del Premio Strega, selezionati dal Comitato direttivo del Premio, presieduto da Tullio De Mauro e composto da Valeria Della Valle, Giuseppe D’Avino, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Enzo Golino, Giuseppe Gori, Melania Mazzucco, Luca Serianni e Maurizio Stirpe. La prima votazione per decretare la cinquina dei finalisti si terrà mercoledì 15 giugno, come di consueto in Casa Bellonci, con lo spoglio dei voti degli Amici della Domenica, dei 40 lettori forti e dei 20 voti collettivi di scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero. Venerdì 8 luglio avverranno invece la seconda votazione e la proclamazione del vincitore, non più nella storica sede del Ninfeo ma all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una scelta, pare, legata alla volontà di trasformare un evento "per addetti ai lavori" in un evento per tutti: «ciò che vedranno i telespettatori a casa coinciderà con quello che potranno apprezzare gli spettatori in platea», ha dichiarato Giuseppe D'Avino, amministratore delegato.
I candidati concorreranno inoltre al Premio Strega Giovani, giunto alla terza edizione, la cui giuria è composta da circa 500 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, che rappresentano cinquanta licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all’estero. Il vincitore sarà annunciato alla Camera dei Deputati lunedì 13 giugno.

Vi lasciamo adesso ai libri selezionati, sottolineando i tre grandi assenti volontari di quest'anno: Bompiani (si noti però la presenza tra la dozzina della neo-nata La nave di Teseo), Einaudi, vincitrice negli ultimi due anni con La ferocia di Nicola Lagioia e Il desiderio di essere come tutti, e Feltrinelli, il cui direttore editoriale, Gianluca Foglia, si è auspicato in una recente intervista un cambiamento nell'organizzazione del premio contro lo strapotere dei grandi gruppi editoriali.


L'uomo del futuro di Eraldo Affinati (Mondadori), presentato da Giorgio Ficara e Igiaba Scego

A quasi cinquant'anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, "penitenziario ecclesiastico", in uno sperduto borgo dell'Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione. Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate, tese a legittimare la scrittura che ne consegue, non troveremo soltanto la storia dell'uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l'eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell'istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea.


La scuola cattolica di Edoardo Albinati (Rizzoli), presentato da Raffaele La Capria e Sandro Veronesi

Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell'epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant'anni ha custodito i segreti di quella "mala educacion". Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo, che sbalordisce per l'ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: "Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?". Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l'amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose.


Dove troverete un altro padre come il mio di Rossana Campo (Ponte alle Grazie), presentato da Valeria Parrella e Antonio Riccardi

Rossana Campo, ancora una volta senza infingimenti e con lo stile dirompente e "difforme" che caratterizza la sua produzione letteraria, ma mettendosi in gioco forse più che in ogni altro suo libro, racconta qui il rapporto con Renato, il padre amatissimo e difficile scomparso di recente; o meglio con le molteplici figure, spesso contraddittorie, che Renato ha incarnato lungo tutta la sua vorticosa esistenza: il maestro di vita che fin da piccola esorta la figlia a rifuggire ogni forma di condizionamento e ipocrisia, ma anche l'irresponsabile che per niente e nessuno si separerebbe dalla sua amica più fidata: la bottiglia; l'individuo gioviale e irriducibilmente ottimista, ma anche l'attaccabrighe, dominato da una rabbia incontenibile; e ancora lo "zingaro" che non sopporta alcuna imposizione e non riconosce alcuna autorità, il contaballe prodigioso, il casinista indefesso, il terrone orgoglioso in un Nord che lo respinge... in una parola un essere infinitamente vitale e tremendamente fragile. Ne emerge un racconto, magari spudorato, ma proprio per questo di rara autenticità, della parte più profonda di sé.


Dalle rovine di Luciano Funetta (Tunuè), presentato da Lorenzo Pavolini e Luca Ricci

Il collezionista di serpenti Rivera, grazie a un video amatoriale, entra in contatto con l'insolita e seducente scena della pornografia d'arte. Questa esplorazione si trasforma ben presto nella discesa in un abisso popolato da figure oscure, tra le quali spicca un argentino a dir poco enigmatico: Alexandre Tapia. Proprio attraverso la frequentazione di Tapia, Rivera scoprirà un universo di abiezioni private e catastrofi collettive, vittime invisibili e carnefici rimasti impuniti.


Le streghe di Lenzavacche di Simona Lo Iacono (e/o), presentato da Paolo Di Stefano e Romana Petri

Le streghe di Lenzavacche vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell' abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio. Secoli dopo, durante il fascismo, una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno contro l'oscurantismo fascista per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.


La reliquia di Costantinopoli di Paolo Malaguti (Neri Pozza), presentato da Marcello Fois e Alberto Galla

1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario "avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero", che lui stesso, cinquant'anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno. Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell'involucro sono l'unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute. Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d'affari, l'ebreo-veneziano Malachia Bassan. La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Gregorio ha un'idea: recuperare tutti " i frammenti di Paradiso" disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un'idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute. Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all'impresa...


Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci (Minimum Fax), presentato da Giuseppe Antonelli e Diego De Silva

Nell’immaginario paese di Corsignano – tra Toscana e Umbria – la vita procede come sempre. C’è gente che lavora, donne che tradiscono i propri uomini e uomini che perdono una fortuna a carte. C’è una vecchia che ricorda il giorno in cui fu abbandonata sull’altare, un avvocato canaglia, due bellissime sorelle che eccellono nell’arte della prostituzione e una bambina che rischia la morte. E c’è una comunità di cinghiali che scorrazza nei boschi circostanti. Se non fosse che uno di questi cinghiali acquista misteriosamente facoltà che trascendono la sua natura. Non solo diventa capace di elaborare pensieri degni di un essere umano, ma, esattamente come noi, diventa consapevole anche della morte. troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani: «il Cinghiale che uccise Liberty Valance» si ritrova all’improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall’altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti. Giordano Meacci scrive un romanzo bellissimo, commovente, appassionante, che racconta l’eterno mistero dei nostri sentimenti e lo fa grazie all’antico espediente di trattare le bestie come uomini e gli uomini come una tra le molte specie viventi sulla Terra.


L'addio di Antonio Moresco (Giunti), presentato da Daria Bignardi e Tiziano Scarpa

"Mi chiamo D'Arco e sono uno sbirro morto." Comincia così questo romanzo, metafisico e d'azione. Il protagonista è un uomo pieno di dolore, delicatezza e furore, chiamato a compiere una missione impossibile. La città dei vivi e quella dei morti sono vicine, comunicanti, e si assomigliano molto. La polizia dei vivi e la polizia dei morti sono in contatto e collaborano, quando devono risolvere i casi più difficili. Dispongono di cellulari tarati per la comunicazione tra vivi e morti, e di e-mail criptate. Ma c'è un'altra cosa, che però nessuno sa dire: quale dei due mondi venga prima. Ora D'Arco deve tornare nel mondo dei vivi, nel quale fu ucciso, per fermare un massacro di vittime innocenti. Ma, se la morte venisse davvero prima della vita e il male prima del bene, come si potrà invertire la spirale? D'Arco ci proverà perché è uno che non si arrende, perché ha una formidabile guida e un alleato: un bambino dal cranio rasato, gli occhi spalancati e i denti serrati, una creatura senza più voce e con il collo percorso da una cicatrice prodotta da una collana di filo spinato, ma con la volontà attraversata dalla stessa indomabile sete di giustizia. Una coppia di eroi fragili e indistruttibili, individui solitari e disillusi ma disposti a mettere in gioco tutto per difendere chi sia stato umiliato e offeso: un uomo che si è gettato alle spalle le speranze e un bambino muto ma capace di guardare.


Conforme alla gloria di di Demetrio Paolin (Voland), presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Elisabetta Mondello

Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l'incubo di un padre scomodo, una ex ss che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria. L'immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani - ex prigioniero a Mauthausen sfuggito allo sterminio del lager grazie alla sua abilità artistica e proprietario di uno studio di tatuaggi a Torino - e della giovane Ana... Un romanzo sorprendente, dallo stile intenso e nitido, che è anche una riflessione sul rapporto tra vittima e carnefice, sul confine tra umano e disumano.


La figlia sbagliata di Raffaella Romagnolo (Frassinelli), presentato da Fabio Geda e Giuseppe Patota

Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da oltre quarant'anni, non fa ciò che ci si aspetta da lei: non chiede aiuto, non avverte amici e famigliari, non si preoccupa di seppellire l'uomo con cui ha condiviso l'esistenza. Comincia così un viaggio dentro la vita di una coppia normale: un figlio maschio, una figlia femmina, un appartamento decoroso, le vacanze al mare, la televisione e la Settimana Enigmistica. Ma è una normalità imposta e bugiarda, che per quarantacinque anni, per una vita, ha nascosto e silenziato rancori, rimpianti, rimorsi e traumi. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile.


Se avessero di Vittorio Sermonti (Garzanti), presentato da Franco Marcoaldi e Serena Vitale

Una mattina di maggio del 1945 tre (o quattro) partigiani si presentano col mitra sullo stomaco in un villino zona Fiera di Milano alla caccia d'un ufficiale della Repubblica Sociale (o forse di tre), lo scovano, segue un ampio scambio di vedute, e se ne vanno. Da questo aneddoto domestico, sincronizzato bene o male ai grandi eventi della Storia, si dipanano settant'anni di ricordi di un fratello quindicenne, confusi ma puntigliosi, affidati come sono agli "intermittenti soprusi della memoria": il nero-sangue e il gelo della guerra, la triste farsa di sognarsi eroe, poi il "passaggio dalla parte del nemico" (iscrizione al PCI), e poi ancora un titubante far parte per se stesso; e il rapporto di reciproca protezione con il padre fascista; e la famiglia "feudale" della strana mamma; ma anche una collana di amori malriposti, le letture, il teatro, la musica, il calcio, gli amici. Testa e cuore però non fanno che tornare a quella mattina di maggio, a quell'ipotesi sospesa, a quell'eccidio mancato. Così, nel tentativo di fare i conti con i propri fantasmi, Vittorio Sermonti ci regala un libro sconcertante, tracciato nella forma di una lunga canzone d'amore per un tu che ha smascherato molti di quei fantasmi del "narrator narrato", e gli dà ancora la voglia di vivere: un libro che è anche la cronaca minuziosa di un Paese e di un interminabile dopoguerra...


La femmina nuda di Elena Stancanelli (La nave di Teseo), presentato da Francesco Piccolo e Silvia Ronchey

Anna è una donna intelligente, bella, con un lavoro interessante, ma di colpo tutto questo non serve più. Dopo cinque anni la sua storia d'amore con Davide affonda in una palude di tradimenti, bugie, ricatti. E la sua vita va in pezzi. Si trasforma in un'isterica, non dorme, non mangia, fuma e si ubriaca ogni sera per riuscire ad addormentarsi. Compulsivamente inizia a frugare nel telefonino di lui nelle chat, sui social. Non sa cosa sta cercando, non sa perché lo sta cercando. Per un anno rimarrà prigioniera di quello che lei stessa chiama il regno dell'idiozia, senza riuscire a dirlo a nessuno. Questo racconto è la sua confessione, sotto torma di lettera, a Valentina, la sua più cara amica, che l'ha vista distruggersi sera dopo sera. Anna dice tutto, senza pudore. I dettagli umilianti e ridicoli, l'ossessione, la morbosità. Anna somiglia a tutti noi, che combattiamo questa guerra paradossale che chiamiamo amore. Ogni tanto vinciamo, più spesso perdiamo. L'unica cosa su cui possiamo sempre contare, l'unica capace di indicarci i nostri confini, i nostri bisogni, è il corpo. E sarà al corpo che Anna si aggrapperà per sconfiggere il dolore.


22 marzo 2016

Nasce Oscar Fantastica, la nuova collana Mondadori

Il 15 marzo 2016 Mondadori ha lanciato la collana Oscar Fantastica, dedicata ai romanzi di genere fantastico e fantascientifico ispirati a (o che hanno ispirato) film, serie tv, fumetti e videogames.

La collana ha debuttato con la serie Shadowhunters (Città di ossa, Città di cenere, Città di vetro, Città degli angeli caduti, Città delle anime perdute, Città del fuoco celeste) di Cassandra Clare, riproposta in una nuova veste grafica, cui seguiranno a partire da oggi 22 marzo i dodici volumi del Trono di spade di George R.R. Martin.

La collana proseguirà con riedizioni di singole opere e anche romanzi completamente nuovi. Qualche titolo: Battle Royale, il romanzo distopico di Koushun Takami, già pubblicato nel 2009 nella "Piccola biblioteca Oscar", che ha ispirato il controverso film di Shinji Fukasaku; The Red di Linda Nagata, thriller politico/militare e primo romanzo di una trilogia, finalista al Premio Nebula 2013; Pathfinder di Orson Scott Card, primo volume dell'omonima trilogia che segue le avventure di Rigg, colono di un pianeta regredito a uno stato medievale in grado di vedere nel passato di chi lo circonda e di cambiarlo; Omega Days di John L. Campbell, ancora una volta primo volume di una serie, un romanzo postapocalittico a tema zombie; e infine due opere legate al mondo del fumetto: Batman Arkham Knight. La mossa dell'enigmista di Alex Irvine, che ha a sua volta ispirato il videogioco, e Arrow. Vendetta di Oscar Balderrama & Lauren Cert.



17 marzo 2016

The Man Booker International Prize 2016 - La longlist

Il Man Booker International Prize è forse il più importante riconoscimento letterario britannico, che premia i migliori romanzi internazionali tradotti in lingua inglese. Assegnato dal 2005 al 2015 con cadenza biennale all'opera omnia di un autore, a partire da questa edizione si terrà annualmente e selezionerà una singola opera.
Tra i tredici candidati che si contenderanno il premio, assegnato il 16 maggio tra una rosa di sei finalisti che verranno annunciati il 14 aprile, la nostra misteriosa autrice Elena Ferrante, accanto a premi nobel quali Kenzaburō Ōe e Orhan Pamuk.
Scopriamo insieme, nel dettaglio, quali opere sono state selezionate e quali sono disponibili anche in italiano.


A General Theory of Oblivion di José Eduardo Agualusa (Harvill Secker) - ANGOLA

A General Theory of Oblivion è un grande patchwork che racconta la storia dell’Angola attraverso Ludo, una donna che si barrica nel suo appartamento alla vigilia dell’indipendenza angoliana. Per i successivi trent’anni vive di verdure e piccioni, e brucia i mobili per restare al caldo. Ma il mondo esterno trapela attraverso frammenti di conversazione alla radio, voci dalle porte vicine, barlumi di un uomo che sfugge ai suoi inseguitori e un biglietto attaccato alla zampa di un uccello. Finché un giorno non incontra Sabalu, un giovane che si arrampica fino alla sua terrazza dalla strada. Con la giocosità, l’umorismo e il calore che sono il marchio di fabbrica dell’autore, A General Theory of Oblivion è un romanzo stupefacente sul dolore umano e sulle emozioni, le speranze e i pericoli che un cambiamento radicale porta con sé.


Storia della bambina perduta di Elena Ferrante (Europa Editions, e/o) - ITALIA

"Storia della bambina perduta" è il quarto e ultimo volume dell'"Amica geniale". Le due protagoniste Lina (o Lila) ed Elena (o Lenù) sono ormai adulte, con alle spalle delle vite piene di avvenimenti, scoperte, cadute e "rinascite". Ambedue hanno lottato per uscire dal rione natale, una prigione di conformismo, violenze e legami difficili da spezzare. Elena è diventata una scrittrice affermata, ha lasciato Napoli, si è sposata e poi separata, ha avuto due figlie e ora torna a Napoli per inseguire un amore giovanile che si è di nuovo materializzato nella sua nuova vita. Lila è rimasta a Napoli, più invischiata nei rapporti familiari e camorristici, ma si è inventata una sorprendente carriera di imprenditrice informatica ed esercita più che mai il suo affascinante e carismatico ruolo di leader nascosta ma reale del rione (cosa che la porterà tra l'altro allo scontro con i potenti fratelli Solara). Ma il romanzo è soprattutto la storia di un rapporto di amicizia, dove le due donne, veri e propri poli opposti di una stessa forza, si scontrano e s'incontrano, s'influenzano a vicenda, si allontanano e poi si ritrovano, si invidiano e si ammirano. Attraverso nuove prove che la vita pone loro davanti, scoprono in se stesse e nell'altra sempre nuovi aspetti delle loro personalità e del loro legame d'amicizia. Intanto la storia d'Italia e del mondo si srotola sullo sfondo e anche con questa le due donne e la loro amicizia si dovranno confrontare...


The Vegetarian di Han Kang (Portobello Books) - COREA DEL SUD

Yeong-hye e suo marito sono persone ordinarie. Lui è un impiegato con moderate ambizioni e modi miti; lei una moglie scialba ma premurosa. L’accettabile encefalogramma piatto del loro matrimonio si interrompe quando Yeong-hye, cercando un’esistenza più “rigogliosa”, commette uno scioccante atto sovversivo. Mentre la sua ribellione si manifesta in forme sempre più bizzarre e spaventose, Yeong-hye sprofonda sempre più nell'idea di abbandonare la sua prigione di carne e di diventare – impossibilmente, estaticamente – un albero. Inquietante, disturbante e bellissimo, The Vegetarian è un romanzo sull'odierna Corea del Sud, ma anche sulla vergogna, sul desiderio, e sui nostri vani tentativi di comprendere gli altri, da un corpo imprigionato a un altro.


Riparare i viventi di Maylis de Kerangal (Maclehose Press, Feltrinelli) - FRANCIA

Tre adolescenti di ritorno da una sessione di surf su un pullmino tappezzato di sticker, tre big wave rider, esausti, stralunati ma felici, vanno incontro a un destino che sarà fatale per uno di loro. Incidente stradale, trauma cranico, coma irreversibile, e Simon Limbres entra nel limbo macabramente preannunciato dal suo cognome.
Da quel momento, una macchina inesorabile si mette in moto: bisogna salvare almeno il cuore. La scelta disperata dell’espianto, straziante, è rimessa nelle mani dei genitori. Intorno a loro, come in un coro greco, si muovono le vite degli addetti ai lavori che faranno sì che il cuore di Simon continui a battere in un altro corpo.
Tra accelerazioni e pause, ventiquattr’ore di suspense, popolate dalle voci e le azioni di quanti ruotano attorno a Simon: genitori, dottori, infermieri, équipe mediche, fidanzata, tutti protagonisti dell’avventura, privatissima e al tempo stesso collettiva, di salvare un cuore, non solo organo ma sede e simbolo della vita.


L'uomo tigre di Eka Kurniawan (Verso Book, Metropoli d'Asia) - INDONESIA

In una piccola cittadina indonesiana, il ventenne Margio uccide Anwar Sadat, un anziano e incallito sciupafemmine. L’omicidio viene compiuto in modo insolito: Margio ha morso il collo della vittima fino a spezzarne l’osso, proprio come una tigre uccide la sua preda. Sullo sfondo di un’Indonesia moderna ma ancora radicata in tradizioni ancestrali, il romanzo conduce il lettore in un labirinto di abusi e magie, di forti pregiudizi e impulsi irrefrenabili. Con uno stile composito, vivace e ironico, l’autore ci racconta la storia di due famiglie tormentate e di Margio, giovane a cavallo tra ambiente urbano e rurale e combattuto tra due nature, quella umana e quella soprannaturale.


The Four Books di Yan Lianke (Chatto & Windus) - CINA

Nel novantanovesimo distretto di uno sterminato campo di lavoro, artisti, liberi pensatori e accademici sono imprigionati per rafforzare la loro lealtà alle ideologie comuniste. Qui, la Musicista e il suo amante, lo Studioso, insieme all'Autore e al Teologo, sono obbligati a eseguire estenuanti lavori fisici e incoraggiati a riferire sui comportamenti dissidenti altrui. Il premio: conquistarsi una possibilità di libertà. Sono controllati da un supervisore preadolescente, il Bambino, che trae piacere dal sistema di ricompense e dalle punizioni eccessive. Quando le quote di produzione agricola e industriale aumentano a un livello irraggiungibile, il novantanovesimo distretto si dissolve nell'anarchia. E a quel punto, mentre il tempo si fa inclemente e scoppia una carestia, vengono abbandonati a loro stessi per sopravvivere.


Tram 83 di Fiston Mwanza Mujila (Jacaranda, Nottetempo) - REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO/AUSTRIA

Il Tram 83 è il giardino delle delizie e l’allucinato epicentro della“Città-Paese”, capitale di un imprecisato ma riconoscibile stato africano: prostitute di ogni età, musicisti scalcagnati, turisti a scopo di lucro, minatori alcolizzati e faccendieri carichi di soldi sporchi, stranieri in cerca di fortuna e locali in cerca di un diversivo alla miseria si incrociano e rimescolano nel bar a luci rosse più fornito – di bevande, divertimento e carne di cane – della città. È la frontiera africana, niente regole e l’imperativo categorico della sopravvivenza per tutti. Requiem, infaticabile maestro di traffici, e Lucien, scrittore spiantato e idealista in arrivo dall’Entroterra, si rivedono dopo molti anni. Coinvolto negli affari loschi di Requiem, Lucien incontra un eccentrico editore e si avventura in un’impresa letteraria dagli esiti dubbi, in mezzo al carnevale esplosivo e disperato del Tram 83, dove le smanie e i gesti sono sfrenati come la corsa all’oro che ha messo a soqquadro il paese, e il vuoto è dietro l’angolo: “Questo è il Nuovo Mondo, ognuno per sé e la merda per tutti Tram 83 è una rapsodia. La sua frenesia e il suo ritmo hanno la dismisura delle guerre africane”. (Libération)


Un bicchiere di rabbia di Raduan Nassar (Penguin Modern Classics, Einaudi) - BRASILE

Un uomo e una donna senza nome s'incontrano in una casa fuori mano in un rapporto rabbioso e fortemente erotico. La storia di un amore insolito e violento raccontata da una delle più importanti rivelazioni della letteratura brasiliana.





Ladivine di Marie NDiaye (Maclehose Press) - FRANCIA

La vita di Clarisse Rivière è scandita dal rifiuto di confessare al marito Richard e alla figlia Ladivine che sua madre è una povera domestica di colore. Invece, gravata dal senso di colpa, finge di essere un’orfana, fa visita a sua madre di nascosto e non racconta a nessuno della sua vera identità: Malinka, figlia di Ladivine Sylla. Col tempo, le sue bugie le si ritorcono contro: Richard lascia Clarisse, frustrato dall’incolmabile, indecifrabile abisso tra loro. Clarisse è devastata, ma trova conforto in un altro uomo, Freddy Moliger, a cui confessa il segreto di sua madre, arrivando anche a presentargliela. Ma Ladivine, sua figlia, ora è a sua volta sposata, non può fare a meno di provare una brutta sensazione riguardo al nuovo amante di sua madre, convinta che possa portare solo caos e panico nella sua vita. Quando si scoprirà che ha ragione, nelle più tragiche circostanze, l’unico conforto sul quale la famiglia può contare, nel caso in cui voglia farlo, richiede una prova di fede al di là di qualsiasi cosa potessero immaginarsi. Incentrato su tre generazioni di donne, il cui lignaggio apparentemente maledetto è segnato dal peso delle sue origini, dal dolore dell'alienazione e da un'eredità di vergogna, Ladivine è una stupefacente e incantevole storia di segreti, bugie, colpa e perdono a opera di una delle voci letterarie più originali d'Europa.


Death by Water di Kenzaburō Ōe (Atlantic Books) - GIAPPONE

Per la prima volta nella sua lunga vita, il premio Nobel Kogito Choko soffre del blocco dello scrittore. Il libro che cerca di scrivere analizza il suo burrascoso rapporto con il padre, e il senso di colpa per non essere stato presente la notte in cui annegò in un fiume in piena. Ma come scrivere di un uomo che non ha mai veramente conosciuto? Quando la sorella, da tempo lontana, chiama inaspettatamente, offre a Choko una soluzione: è infatti in possesso di un vecchio e misterioso baule, il cui contenuto promette di svelare i molti segreti dell'uomo scomparso dalle loro vite decenni prima.


White Hunger di Aki Ollikainen (Peirene Press) - FINLANDIA

1867: un anno di devastante carestia in Finlandia. Marja, la moglie di un contadino del nord, si mette in viaggio attraverso la neve con i suoi due bambini. La loro meta: San Pietroburgo, dove, dice la gente, c'è del pane. Anche altri si stanno dirigendo a sud, altrettanto disperati. Ruuni, un ragazzo che incontra, sembra degno di fiducia. Ma qualcuno può veramente aiutarla? Questo straordinario romanzo finlandese si interroga su ciò che si deve fare per sopravvivere.


La stranezza che ho nella testa di Orhan Pamuk (Faber & Faber, Einaudi) - TURCHIA

Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle più complicate, nascono da questa semplice, universale premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha più rivista ma, per tre anni, Mevlut le scrive le lettere più appassionate che il suo cuore riesce a creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Così, una notte di tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono. Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà più dividerli, pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe?


Una vita intera di Robert Seethaler (Picador, Neri Pozza) - AUSTRIA

Andreas Egger non ha mai gridato né esultato da bambino. Fino al suo primo anno di scuola non ha mai neppure davvero parlato. Quando nell’estate del 1902, ancora bimbo, lo tirano giú dal carro con cui giunge tra le montagne diventate poi sue, resta semplicemente muto a guardare in alto con grandi occhi stupiti le cime splendenti di bianco. Ha quattro anni all’epoca, e non interessa a nessuno. Men che meno a Hubert Kranzstocker, il contadino che lo accoglie controvoglia. Il bimbo è l’unico figlio di una cognata che ha condotto una vita leggera ed è stata perciò punita dal buon Dio con una tisi che se l’è portata via.
Kranzstocker non lo manda al diavolo unicamente perché reca al collo un sacchetto di cuoio con delle banconote. In compenso non esita a picchiarlo per un pane lasciato ammuffire, una vacca persa o un balbettio durante la preghiera della sera. Un giorno lo bastona a tal punto che nella gamba destra di Andreas ogni cosa va fuori posto. L’aggiustaossa di un paese vicino gliela sistema alla bell’e meglio, ma la gamba da allora spunta sbieca dall’anca, irrimediabilmente storta.
Andreas Egger non grida né esulta nemmeno quando, trent’anni dopo, fa la sua comparsa nella valle, tra le urla di gioia del paese, la squadra del cantiere della ditta Bittermann & Figli: duecentosessanta operai, dodici macchinisti, quattro ingegneri, sette cuoche e un drappello di aiutanti, l’avanguardia di una colonna incaricata di costruire una funivia e mutare per sempre il volto della valle.
Andreas Egger ubbidisce semplicemente in silenzio al suo destino: vivere tra la quiete e la bellezza dei monti e la crudeltà degli uomini. Impara cosí dapprima il mestiere di bracciante e poi di contadino, e alla fine entra a far parte della Bittermann & Figli. È «la gigantesca macchina chiamata Progresso», gli dicono. Ma a lui queste cose non interessano.
Soltanto una cosa gli sta a cuore: mettere piede nell’osteria del paese e incrociare lo sguardo di Marie Reisenbacher, la ragazza dai capelli biondi e la pelle rosea che lavora lí ai tavoli, e che un giorno gli ha procurato «un dolore sottile vicino al cuore» sfiorandogli appena il braccio. Perciò quando, un pomeriggio di fine agosto, riesce a strappare un bacio a Marie e a stringerla a sé e lei gli dice «Ohi. Quanta forza, che hai!», gli sembra di capire che, oltre alla crudeltà, esiste anche la possibilità del bene e della felicità tra gli esseri umani.
Nominato «libro dell’anno» dai librai tedeschi, selezionato da Der Spiegel come uno dei romanzi piú importanti del 2014, accolto con entusiasmo dalla critica e dal pubblico in Germania, Una vita intera si segnala, nella narrativa contemporanea, per la bellezza della sua scrittura e l’originalità della sua narrazione: l’unicità di un’esistenza qualunque.

 

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