29 febbraio 2012

La simmetria dei desideri - Eshkol Nevo

Quattro amici israeliani guardano in televisione la finale dei Mondiali di calcio del 1998. Yuval, “Churchill”, Ofir e Amichai, poco meno che trentenni, sono legati da un intenso rapporto di amicizia. Hanno condiviso gli anni dell’adolescenza, gli studi, i sogni, l’esercito, le delusioni, le speranze, l’amore.
In occasione della partita Amichai lancia agli altri una proposta: scrivere ciascuno su un foglietto i propri desideri, le aspirazioni per gli anni futuri e attendere la prossima finale di Coppa del Mondo per verificare se si sono realizzati. Una parabola dell’amicizia e dell’esistenza, scritta con ironia e disincanto.

Recensione

Nell’entusiasmante programma di Libri come, la Festa del Libro e della Letteratura, spiccano i nomi di tre notevoli esponenti della giovane letteratura israeliana: Nir Baram, Ron Leshem ed Eshkol Nevo. Mi soffermo su quest’ultimo autore: nato a Gerusalemme nel 1971, cresciuto tra Israele e gli USA, Eshkol Nevo ha completato gli studi a Tel Aviv e intrapreso per qualche tempo la carriera di pubblicitario, poi abbandonata per la letteratura. Il pubblico italiano lo ha incontrato grazie alla sua prima opera, Nostalgia, edita da Mondadori nel 2007: un intenso, delicato romanzo apprezzato in tutto il mondo, vincitore di numerosi premi.

La simmetria dei desideri, edito da Neri Pozza due anni fa e vincitore nel 2011 dell’undicesima edizione del prestigioso Premio Letterario “ADEI-WIZO Adelina Della Pergola”, potremmo chiamarlo il romanzo dell’amicizia tra quattro giovani “moschettieri” israeliani, autodefinitisi di provincia (sono originari di Haifa!), nata negli anni del liceo e rafforzatasi durante il servizio militare -che, per loro, ha coinciso con gli anni della prima Intifadah-. Essi, all’alba del ventunesimo secolo, si interrogano sul significato della vita, sull’avvenire, sull’amore, sull’inesorabile passare del tempo, in un contesto, Israele, nel quale parlare di futuro, di normalità assume, se ne sia consapevoli o meno, uno strano sapore di incertezza e pure di sfida. Ma è proprio lo scorrere quotidiano dell’esistenza che Nevo vuole raccontarci, in un insopprimibile desiderio di normalità, pur nella consapevolezza che “tutto [nel Paese] si svolge [come] su una sottile lastra di ghiaccio”. Vediamo i protagonisti nei loro tratti essenziali, lasciando al lettore il piacere di conoscerne a fondo i caratteri, pagina dopo pagina.

Yuval Fried è la voce narrante. Britannico d’origine, ha ricevuto dalla famiglia, oltre che “un profondo sospetto laico verso tutto ciò che è religioso”, una severa educazione anglosassone e cioè: “una stitichezza emotiva cronica e un radicato sentimento di estraneità conseguente al fatto che i miei genitori non avevano mai smesso [...] di sentirsi estranei qui, nel Levante, e continuavano a parlarsi in un ebraico inglesizzato ancora trent’anni dopo”. Yuval va soggetto periodicamente a irrefrenabili crisi d’asma e/o depressive ed è un convinto pacifista -orientamento che gli è valsa l’espulsione dal corso allievi ufficiali-. Si guadagna da vivere con traduzioni dall’inglese all’ebraico per gli studenti di Scienze sociali e di Lettere, mentre lavora da tempo immemorabile ad una tesi di laurea in Filosofia, dal titolo Metamorfosi. Filosofi che hanno cambiato opinione, elaborato del quale nessuno più si domanda quando mai vedrà la luce. A proposito di se stesso ammette con sincerità di essere privo di iniziativa, come un “cavallo che resta nei box [e] preferisce osservare gli altri…che competono piuttosto che partire al galoppo”.

Ben diverso da Yuval è Yoav Alimi, l’avvocato della compagnia, per tutti Churchill, così soprannominato da quando un giorno, al liceo, in vista della semifinale del torneo di calcio contro la temuta quinta C, aveva riunito i compagni per propinare loro il discorsetto di sprone: ciò che avrebbe potuto sostenerli contro gli avversari, prima delle qualità atletiche, sarebbero stati “il sangue, il sudore e le lacrime”. Figlio di un affascinante istruttore di guida, specializzato in signore sposate della Haifa-bene, accalappiate grazie alle infallibili armi seduttrici, esplicate all’interno della propria automobile, e di una donna assai sicura di sé e ben motivata a far sì che il figlio preferito tra i sei messi al mondo (Yoav, naturalmente) si affermasse con successo, Churchill è divenuto ben presto un abile avvocato. Ma tanta apparente autostima nasconde una profonda insicurezza.

C’è poi Ofir Zlotocinsky, dai bei riccioloni, impegnato nella ricerca di dare un significato alla propria vita. Da ragazzo ha avuto un difficile rapporto con il padre, poi rimasto ucciso in Libano. Ofir spreca il suo talento in un ufficio pubblicitario, mentre sogna di girare un film con i suoi amici come protagonisti. Il guaio è che, a suo parere, tale film si affermerà presso il pubblico solo se almeno uno dei personaggi principali morirà da eroe di guerra. E’ sempre accaduto così, insiste Ofir, per qualsivoglia libro o pellicola che abbia riscosso successo in Israele dall’epoca della fondazione dello Stato. Le sue tendenze misticheggianti porteranno il giovane in India, da dove ritornerà insieme alla donna della sua vita, Maria, incontrata laggiù.

In perenne polemica con Ofir è Amichai Tanuri, l’ottimista, rimasto orfano di padre da piccolo, l’unico sposato del quartetto, padre di due gemelli e marito di Ilana, soprannominata dagli altri amici la Piagnona perché, in apparenza, sembra non sopportare i loro scherzi, le loro infinite chiacchiere, al limite del masturbatorio, in quel linguaggio criptico per iniziati da cui lei si sente irrimediabilmente esclusa. Ma anche Ilana è in grado di riservare doti e possibilità inaspettate. Amichai vende polizze mediche ai malati di cuore e spera in un domani migliore.

Proprio da Amichai parte, un giorno in cui tutti insieme stanno guardando in TV la finale dei Mondiali di calcio del 1998 (Francia/Brasile, con la vittoria della prima), l’idea che è il filo che idealmente lega tutta la vicenda: perché non scrivere ciascuno, su un foglietto, i propri desideri per gli anni a venire e attendere la prossima finale di Coppa del Mondo per verificare se si sono realizzati? Si dipana così una storia, la cui origine e, per così dire, ragion d’essere sta in uno stratagemma usato dall’autore, magari -per certi aspetti- non nuovo, ma di sicuro effetto, proprio in un ambito dove la regola è la sorpresa, il tuffarsi, da parte dei protagonisti, nell’ignoto mare dell’esistenza, com’è ben evidenziato dall’immagine di copertina dell’edizione italiana.

L’intrigante suggestione del romanzo sta nell’intrecciarsi delle fantasie di ciascuno per cui il sogno espresso dal primo è realizzato, secondo un originale percorso, dal secondo, l’aspirazione del quale trova compimento nel terzo e così via fino a creare una magica Simmetria dei desideri, degna dell’armonico giardino Bahà’í di Haifa.

Una storia al maschile poiché “le ragazze passano, gli amici restano”. Com’è altrettanto vero che “le ragazze restano, gli amici passano”, sempre in omaggio alla suddetta “simmetria”. Una storia sì al maschile, ma nella quale sono le figure femminili a tirar le fila: Ilana, Maria e, soprattutto, Yaara, il grande amore impossibile (e carico di significati simbolici) di Yuval. Vi è poi un quinto amico, presente/assente, Shachar Cohen, il quale preferisce lasciare Israele sia perché desidera star lontano dalla famiglia che non accetta la sua omosessualità, sia soprattutto perché ritiene che “il nostro Paese è malato e ogni persona ragionevole deve organizzarsi una vita di fuga.”

Eshkol Nevo gioca da par suo tutti gli strumenti espressivi: dal drammatico, all’ironico. A tale proposito da meditare sono le considerazioni sulla capacità di ridere di sé: “se una persona è in grado di ridere di se stessa, allora ha ancora qualche speranza”; e poi c’è il lato sarcastico, con conseguenti scherzi atroci che i giovani giocano l’un l‘altro e le con riflessioni sui diversi caratteri umani e la delusione, o meglio il sentimento di odio/amore, che loro ispira, dopo la “provinciale” Haifa, la grande città tanto vagheggiata, Tel Aviv. “Peccato che tutta la spiaggia sia occupata dal cemento e dagli esercizi commerciali [...]Questa città così priva di profondità, qui è tutto manifesto, tutto cellularizzato, privo di intimità”.

Come sempre di notevole valore la traduzione del duo Madre/Figlia Ofra Bannet e Raffaella Scardi, specie in quel loro rendere nella nostra lingua espressioni quali il verbo “incarinire”, cioè rendere più gradevole: nel caso in questione riferito, per contrasto, al carattere del tuo amico che si rivela invece qual è, senza sconti, in occasione di un viaggio compiuto insieme. O il termine “fantadialoghi” per “dialoghi fantastici”; o “mano paterno-maneggiona”, riferita a un genitore, espressione che non abbisogna di spiegazioni.

Vi trovi scene d’ambiente cariche di poesia e stimolanti riflessioni proprio su quei filosofi “che hanno cambiato opinione”. Ma leggi pure l’immancabile concessione al consueto, comodo cliché dell’ufficiale israeliano inevitabilmente prepotente ed ottuso, quasi che non ne esistano di dotati, se non di eroismo, almeno di umanità ed intelligenza. E conseguente rappresentazione della società israeliana come malata di violenza. Detto tra parentesi: si è mai chiesto Nevo come reagirebbero le nostre società euro-viziatelle se si trovassero, come quella israeliana, sotto perenne attacco fin dal giorno della nascita; anzi, ancor prima?

Battutacce sul rapporto tra il Sesso e l’essere Ebrei, o meglio la raffigurazione del Sesso dal punto di vista ebraico: “il sesso, quando è descritto in ebraico causa sempre ai protagonisti amare delusioni. Come se il fatto di essere ebrei impedisse di godercela fino in fondo, o forse lo scrittore teme che la descrizione diventi pornografica, quindi la porta all’estremo opposto, [quali] l’estraniamento, l’occasione perduta…”. O il rimpianto per certi istanti di gioia infantile, come l’essere accolti, al ritorno da scuola bagnati di pioggia -quelle piogge di Haifa, “più fitte di quelle di Tel Aviv”- da un padre armato di affetto e di uno “spesso asciugamano verde preso in bagno”, con il quale egli provvede ad asciugarti, dopo averti tolto un vestito dopo l’altro “delicatamente”, con i “suoi movimenti[...]misurati e lenti, e le sue grandi mani”.

E poi la tensione e la ricchezza interiore che ti dà il grande potere catartico dello scrivere. Il romanzo acquista forza, spessore lirico ,“cresce”, per così dire, nella seconda parte, specie nel tratto finale, ma , proprio per questa ragione, un minor numero di pagine gli avrebbe conferito maggiore asciuttezza ed efficacia espressiva nel far risaltare il messaggio che è alla base della vicenda: Tutto è Possibile. O, come dicono in India, secondo quanto riportato da Ofir: “Sab kuch milega”.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La simmetria dei desideri
  • Titolo originale: Mishalà ahat yemina
  • Autore: Eshkol Nevo
  • Traduttore: Ofra Bannet e Rafaella Scardi
  • Editore: Neri Pozza Editore
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: Bloom
  • ISBN-13: 978-88-545-0338-0
  • Pagine: 376
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 18,00

Tre anni di blog - Riepilogo giveaway

Cari lettori, come annunciato è terminata la carrellata di giveaway. Per chi se ne fosse perso qualcuno in mezzo alle pagine, ve li riepiloghiamo tutti:

Avete ancora qualche giorno di tempo per iscrivervi (fino alla mezzanotte di sabato 3 marzo): il 4, compleanno del blog, estrarremo tutti i vincitori.

Come vi avevamo anticipato, cercheremo di premiare più persone possibili. Vi proponiamo dunque un modulo (non obbligatorio) in cui potrete indicare cinque preferenze di cui terremo conto nel caso veniate estratti come vincitori a più di un giveaway. 



Tre anni di blog - Giveaway #13: Rapsodia su un solo tema di Claudio Morandini

Cari lettori, eccoci all'appuntamento finale con la nostra maratona di giveaway. L'ultima nostra proposta è un romanzo particolare, che ha entusiasmato sia Polyfilo che Sakura, che hanno avuto la possibilità di leggerlo e recensirlo per la Stamberga. Stiamo parlando di Rapsodia su un solo tema di Claudio Morandini, un'opera dalle mille definizioni, un po' romanzo, un po' saggio, un po' pamphlet che ha al suo centro la Musica.
Vi ricordiamo per l'ultima volta che per partecipare ai giveaway dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare i form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.Fate attenzione che i form da compilare questa volta sono due, uno per ognu libro.
Come sempre non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.


Vi lasciamo alla scheda del libro:


Nel 1996 Ethan Prescott, giovane compositore di Philadelphia, si reca più volte in Russia a incontrare l’anziano collega Rafail Dvoinikov, per una lunga intervista che è anche l’omaggio di un discepolo nei confronti di un maestro quasi dimenticato. Il titolo del progetto, Rapsodia su un solo tema, rimanda a una delle partiture più emblematiche di Dvoinikov. Il vecchio rievoca infanzia e giovinezza, incontri, amori, umiliazioni, con la libertà e il disincanto di chi finalmente non deve più rendere conto a nessuno. La sua musica e le sue parole dimostrano che si può rimanere liberi, come artisti e come uomini, anche sottostando alle direttive di un potere oppressivo. Schiudendosi come una matrioska, questo romanzo combina tentativi di saggio, pagine di conversazioni e di diario, verbali di interrogatori, trascrizioni da un pamphlet settecentesco, per raccontare di musicisti che parlano di altri musicisti che raccontano di altri musicisti che immaginano la vita di altri musicisti ancora. In sottofondo, la Storia, spesso dolorosa ed enigmatica, del Novecento.

Claudio Morandini è nato nel 1960 ad Aosta, dove vive e insegna. In passato ha scritto cicli di commedie per la radio e monologhi per il teatro. Prima di “Rapsodia su un solo tema – Colloqui con Rafail Dvoinikov” (Manni, 2010) ha pubblicato i romanzi “Nora e le ombre” e “Le larve”. Il suo racconto “Le dita fredde” è stato incluso nell’antologia bilingue “Santi – Lives of Modern Saints” edita a Baltimora (Black Arrow Press, 2007). “Fosca – Una novella valdostana” si trova nell’antologia “Nero Piemonte e Valle d’Aosta – Geografie del mistero” appena pubblicato da Perrone. Altri racconti sono apparsi su varie riviste. Sul blog “Letteratitudine” anima il “Dibattito su letteratura e musica”.


Rapsodia su un solo tema di Claudio Morandini
Manni, 2010
Brossura, 18.00 Euro


Concludendo vogliamo ringraziare Manni Editore per averci regalato a disposizione una copia del libro, e vi segnaliamo le recensioni di Sakura e Polyfilo su Rapsodia su un solo tema.


Tre anni di Blog - Giveaway #12: Portrait di Joyce Lussu

Cari lettori, ci stiamo avvicinando alla fine della nostra maratone di giveaway, questo è infatti il penultimo appuntamento e il romanzo che vi proponiamo è una novità appena pubblicata e di un genere un po' particolare: parliamo di Portrait di Joyce Lussu, l'autobiografia di una donna unica sotto molti punti di vista, una sorta di "Diario di Anna Frank" a lieto fine.
Per partecipare ai giveaway dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Come sempre non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.


Ecco la scheda del libro:

Portrait. L’ironica e spregiudicata autobiografia di una donna irriducibile: dalla Firenze degli anni Venti alla Heidelberg di Jaspers; dalla clandestinità, alla guerra antifascista; dall’incontro con il patriota Emilio Lussu, alla ricerca di grandi poeti da tradurre, dal ’68, alle lotte femministe e a quelle del popolo curdo e più recentemente ambientaliste. La storia di una donna che non voleva essere considerata speciale. Una donna vitale, intelligente, coraggiosa che, raccontando se stessa svela pensieri e passioni, denunciando, con una semplicità e immediatezza spesso disarmanti, verità enormi e problemi di tutti i giorni, sia politici che umani. Ecco una lettura dei fatti vissuti in prima persona che, con parole semplici e toccanti fa aprire gli occhi su realtà importanti e profonde: dal rapporto uomo-donna a quello genitori-figli. Attività politica, interessi personali, affetti, identità sociale, speranze concrete per il futuro: tutto questo era Joyce Lussu, senza mai perdere la sua vitalità, il suo entusiasmo, il suo pensiero e la sua ricerca personale, mai come ora un vero punto di riferimento per tutti.

Joyce Lussu, ovvero Gioconda Salvadori, nasce a Firenze l’8 maggio 1912, da genitori marchigiani con ascendenze inglesi. Insieme al fratello entra a far parte del movimento “Giustizia e Libertà” e nel 1938 incontra Emilio Lussu, con cui condivide la drammatica e spericolata vicenda della clandestinità nella lotta antifascista. Vive da protagonista i primi passi della Repubblica Italiana; promotrice dell’Unione Donne Italiane, milita per qualche tempo nel Partito Socialista Italiano e nel 1948 entra nella direzione nazionale del partito. Muore a Roma il 4 novembre 1998, all’età di 86 anni.


Portrait di Joyce Lussu
L'asino d'oro, 2012
Brossura, 12.00 Euro


Un sentito ringraziamento alle casa editrice L'asino d'oro per la sua disponibilità, vi anticipiamo che a breve Portrait verrà recensito su queste pagine da Polyfilo.


28 febbraio 2012

L'estate è finita - Rita Massaro

Una casa nella campagna siciliana per ricordare quello che è stato e per fare i conti con il presente. L'estate è finita, ma la vita va avanti. Chiara, 17 anni, siciliana. Ogni giorno trascorre identico a quello appena passato, ogni anno le solite vacanze nella solita casa di campagna con i soliti amici, Marta e Valerio. La voglia di qualcosa di nuovo comincia a farsi sentire, il desiderio di amare qualcuno inizia a essere forte. Qualcuno che non sia quel gran bravo ragazzo di Valerio. Non immagina neanche quanto rimpiangerà il vento del cambiamento che la fine dell'estate porta con sé. Chiara, sempre quella Chiara, solo verso i 30 anni. È sola nella vecchia e polverosa casa di campagna in cui era solita passare l'estate. Niente è rimasto come allora, la polvere e il tempo hanno usurato tanto la casa quanto le persone che vi ruotavano attorno. In mezzo a tutto quell'abbandono, l'unica cosa che può fare è guardare dalla finestra e ricordarsi di quelle estati sempre immobili ma così piene di vita. Ancora non sa che aprendo la finestra tornerà quel vento d'estate.

Recensione

Una piccola premessa: la sottoscritta non ha nulla contro i libri prettamente femminili. Non è il mio genere preferito, è vero, ma nemmeno lo disdegno, e alcuni dei miei libri prediletti –come La casa degli spiriti di Isabel Allende o La ragazza con l'orecchino di perladi Tracy Chevalier – hanno un taglio decisamente femminile e hanno saputo farmi innamorare per questo.
Banalmente, non è il genere che conta, e nemmeno tanto l’originalità del plot: gli ingredienti sono importanti (non si può cucinare una torta usando il sale al posto dello zucchero) ma è fondamentale come siano mescolati e preparati. L’estate è finita, mi duole dirlo, è un concentrato di cliché messi insieme senza particolari sviste, ma in modo così piatto e banale che la lettura risulta quasi soporifera.

Chiara, una donna siciliana, torna trentenne nella casa di campagna in cui ha trascorso infinite estati nel corso della sua adolescenza. Percepisce immediatamente un profondo legame con quella terra di cui non si è mai resa conto, e le stanze polverose, la finestra esposta alla monotonia dei campi, la sensazione di abbandono, attivano in lei la rievocazione di un’estate cruciale, il giro di boa della sua vita: i mesi estivi dei suoi diciassette anni. Storie di vita quotidiana, giochi e chiacchiere tra ragazzi, qualche pruritino nei confronti di Valerio, il fratello della migliore amica Marta, più adulto e già preoccupato per il suo futuro. Finché la ripetitività delle estati sempre uguali a se stesse viene spezzata dall’arrivo di Luca, facoltoso quanto apparentemente superficiale diciannovenne, la cui madre ha acquistato una tenuta del circondario per trasformarla in albergo.

Luca, naturalmente, è l’opposto di Chiara: bello, dannato e depresso, sembra non provare interesse per nulla che non sia la discoteca e la sua macchina sportiva. Naturalmente la protagonista ne è attratta e insieme repulsa, e naturalmente Luca senza indugio riconosce in lei una ragazza diversa da tutte quelle che ha conosciuto. Chiara, di fatto, di particolare non ha nulla, e risulta alternativa e simpatica solo in un universo letterario in cui tutti gli altri adolescenti sono stupidi e superficiali perché vanno in discoteca, fumano erba e bevono vino, mentre la protagonista si vanta del suo perbenismo al punto che persino del non fare il bagno dopo mangiato ne fa una questione di puntiglio. Ciò non le impedirà di pendolare incessantemente tra Valerio e Luca, apprezzando ora il senso di protezione che le ispira il primo, ora la vita borderline del secondo. Nemmeno Luca, d’altronde, si mostrerà capace di tenere il piede in una sola scarpa.

Impossibile raccontare altro senza rovinare quel po' di interesse che la trama serba per il lettore. L’estate è finita narra la stagione che segnerà la maturazione della protagonista femminile, tentando di affrontare senza mai risultare convincente o esauriente i temi della depressione, della responsabilità familiare, dei problemi del Sud, dell’attrazione verso due poli opposti, delle difficoltà della crescita, della tensione tra tradizione e modernità in un momento di passaggio come gli anni Ottanta. Tanti ingredienti immessi alla rinfusa nel calderone e conditi con una banalità che a volte ha dell’imbarazzante.

Non si salva nemmeno lo stile, piuttosto sciatto, con una punteggiatura che ogni tanto vaga alla rinfusa e fastidiosissimi fin’ora. Un libro per donne che vogliono rilassarsi in spiaggia con una lettura scorrevole e per nulla pretenziosa.

Giudizio:

+1stella+

Dettagli del libro

  • Titolo: L'estate è finita
  • Autore: Rita Massaro
  • Editore: Absolutely Free
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Penelope
  • ISBN-13: 9788897057376
  • Pagine: 213
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,90 Euro

Tre anni di blog - Giveaway #11: Lunaris. Dal diario di un licantropo di D.F. Lycas

Cari lettori, il compleanno del blog (con relative estrazioni) si avvicina sempre più. Oggi vi presentiamo un altro libro italianissimo pubblicato diversi anni fa: si tratta di Lunaris. Dal diario di un licantropo di D.F. Lycas, romanzo horror notevolmente apprezzato da una delle nostre collaboratrici.
Volete avere l'occasione di vincerlo? Semplicissimo: basta, come sempre, essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.
Qui di seguito la scheda del libro:


Lika non è soltanto un essere umano. Non lo è più dal giorno in cui, durante un casuale incontro amoroso, ha stretto un inconsapevole patto di fratellanza col mondo dei lupi mannari. Ora Lika è vittima di un morbo dal quale pare impossibile guarire. Si ritrova a dover gestire un altro se stesso, un alter-ego imponente e micidiale che durante le notti di Luna agisce privo di ogni controllo. A nulla vale il tentativo di fuggire in esilio volontario per salvarsi da se stesso. Un destino beffardo muta la posizione di Lika da predatore a preda, mettendo in pericolo non soltanto la sua vita ma anche quella dei suoi strampalati amici. Sullo sfondo di una metropoli grigia e indefinibile, fra rivelazioni assolutamente inedite del mondo dei licantropi e affini, si dipana la storia di un'involontaria creatura notturna obbligata a compiere una definitiva scelta di vita. E di morte.

D.F. Lycas è nato ad Asti nel febbraio 1973. Vittima di una irrequieta propensione all’immaginario, sceglie studi prettamente informatici, affascinato dalle possibilità che computer e nuovi media possono offrire ai naviganti del fantastico. Ha pubblicato racconti, vinto concorsi, partecipato alla sceneggiatura di fumetti. Lunaris è il suo primo romanzo. Il blog: http://diariodiunlicantropo.blogspot.com/


Lunaris. Dal diario di un licantropo di D.F. Lycas
Todaro Editore, 2009
Brossura, 14.00 Euro (recentemente disponibile anche in ebook a 6.99 Euro)
9788886981798

Ringraziando l'autore e la Todaro Editore per averci messo a disposizione una copia del libro, vi linkiamo le recensioni a Lunaris. Dal diario di un licantropo e Lunaris. Licantropi alla porta e all'intervista di Pythia all'autore.


27 febbraio 2012

Guerra eterna - Joe Haldeman

Iniziata nel 1997, la guerra contro la razza extraterrestre dei Taurani si trascina avanti pesantemente, un secolo dopo l'altro. I soldati che la combattono viaggiano tra le stelle a velocità prossime a quelle della luce e invecchiano soltanto di pochi mesi ad ogni viaggio, mentre i secoli si susseguono rapidamente sulla Terra: una Terra che ad ogni licenza diventa sempre più irriconoscibile.




Recensione

“Guerra eterna” è un libro di fantascienza che merita di essere letto. Premio Nebula e Hugo nel 1976, non risente minimamente degli anni passati dalla sua pubblicazione, nonostante tratti un tema non nuovo e allo stesso tempo in continuo cambiamento. La storia è raccontata in prima persona dal protagonista William Mandella e parte dal 1997, anno in cui l’Uomo scopre come viaggiare nello spazio attraverso le collapsar.

Ed è subito guerra! I Taurani sono una razza aliena non meglio identificata che, secondo l’esercito umano, ha attaccato e distrutto una nave civile. Mandella così entrerà a far parte della prima truppa d’assalto ad entrare in contatto con i misteriosi alieni. All’inizio la sensazione di trovarsi davanti ad un clone di “Starship Troopers” di Heinlein è forte, ma col passare delle pagine ci si rende conto di quanto siano differenti i due libri. Il primo capitolo parte con l’addestramento all’uso delle tute militari e finisce con il raid in una base nemica. Fin da subito si capisce che la vita media del soldato è molto bassa e piena di pericoli, più che altro provenienti dalla tecnologia amica ancora agli albori. Lunghe descrizioni di fisica e di ingegneria rendono il tutto abbastanza astruso per chi non è avvezzo a queste materie, ma la prosa agile e precisa di Haldeman riesce ad alleggerire la situazione e invoglia alla lettura. Fortunatamente, anche perché è dal secondo capitolo che il libro decolla facendo entrare il lettore nella straniata vita del protagonista. Visti gli orrori di cui si è reso partecipe, Mandella cerca di congedarsi e di ritornare un civile, ma appena tornato si accorge subito che la Terra è profondamente cambiata. Infatti, se per lui sono passati appena dieci mesi, a causa della legge della relatività sulla Terra sono passati dieci anni. Il padre è morto, la madre è un’ottuagenaria e il fratello minore è diventato più vecchio. Poi la società è cambiata profondamente: esiste un governo globale che controlla la gente attraverso una dittatura di pensiero che punta ad uniformare le persone e la popolazione terrestre ha raggiunto gli undici miliardi di unità. Completamente estraniato dalla nuova realtà, Mandella decide di tornare in servizio.

La bellezza del libro sta tutta nell’uso delle leggi della relatività di Einstein come elemento narrativo. I secoli passano, la tecnologia e la società si evolvono ma il protagonista rimane sempre quel che è: un uomo del ventesimo secolo. Vederlo muoversi in contesti in continua evoluzione appassiona e mette a disagio allo stesso tempo e l’autore riesce nel compito di far empatizzare il lettore con le sue vicende. Le descrizioni delle battaglie sono molto precise e dall’impronta antimilitarista: non ci sono eroi in prima linea, ma solo morti (molti) e sopravvissuti (sempre meno). Anche le tecnologie sono spiegate nei minimi dettagli, così come le teorie fisiche su cui si basa l’intero impianto narrativo. Niente sembra lasciato al caso e tutto si incastra perfettamente grazie all’abilità di narratore di Haldeman e alla sua profonda conoscenza degli argomenti trattati

In conclusione, “Guerra eterna” è un romanzo di fantascienza antimilitarista di una bellezza straniante che merita assolutamente di essere letto. In alcune parti si rimane un po’ basiti davanti alla quantità di dati scientifici che l’autore sforna, ma questo non va ad inficiare assolutamente la lettura perché non c’è una virgola fuori posto o superflua. “Guerra eterna” di Joe Haldeman ha in sé tutto ciò che un lettore può chiedere ad un romanzo fantascientifico.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Guerra eterna
  • Titolo originale: The Forever War
  • Autore: Joe Haldeman
  • Traduttore: Rambelli Roberta
  • Editore: Nord
  • Data di Pubblicazione: 1980
  • Collana: SF - Narrativa d'anticipazione
  • ISBN-13: 9788842906278
  • Pagine: 181
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - Euro 14,00

Tre anni di blog - Giveaway #10: Morire per vivere di John Scalzi

Piccola sorpresa: anche per oggi doppio giveaway! Sperando che ciò che vi abbiamo proposto finora vi sia piaciuto, vogliamo proseguire con un altro romanzo di recente passato sulle nostre pagine: stiamo parlando di Morire per vivere di John Scalzi, primo capitolo di una fortunata serie fantascientifica che nonostante la recente pubblicazione si sta già affermando come un classico del genere.
Anche questa volta vi ricordiamo che per partecipare ai giveaway dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare i form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.Fate attenzione che i form da compilare questa volta sono due, uno per ogni libro.
Come sempre non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

E ora la scheda del libro:


A 75 anni John Perry, vedovo da alcuni mesi, si arruola nelle Forze di Difesa Coloniale (fdc), imbarcandosi, assieme ad altri volontari, sull’astronave 'Henry Hudson'. All’interno del veicolo spaziale, la coscienza dei commilitoni viene trasferita in nuovi corpi che, per mezzo di una tecnologia avanzata, vengono potenziati in modo da disporre di una forza prodigiosa e sensi molto sviluppati. Dopo un periodo di addestramento sul pianeta Beta Pyxis III, Perry viene mandato a combattere i Consu, una razza aliena fiera e intelligente; grazie a una sua intuizione le fdc vincono la battaglia e il suo gruppo di appartenenza è riassegnato, ma l’astronave viene intercettata e attaccata, e Perry dato per morto. A salvarlo, però, arrivano le misteriose Brigate Fantasma, forze speciali delle fdc, guidate da Jane Sagan, che somiglia in modo impressionante a Kathy, la defunta moglie di John…

John Scalzi è nato in California ed ha vissuto la sua giovinezza nei sobborghi di Los Angeles, tra i quali Covina, Glendora e Claremont. Dopo le scuole superiori ha frequentato la University of Chicago dove si è diplomato nel 1991. Negli anni successivi ha lavorato in qualità di giornalista per vari giornali e siti internet. Dal 1998 lavora come free lance. È sposato con Kristine Ann Blauser e i due hanno una figlia, Athena Marie, nata nel 1998 Le sue opere di narrativa maggiormente note appartengono alla serie di Old Man's War, per la quale ha ricevuto due candidature al premio Hugo per il miglior romanzo.


Morire per vivere di John Scalzi
Gargoyle, 2012
Brossura, 18.00 Euro


Un sentito ringraziamento alla casa editrice Gargoyle per averci messo a disposizione una copia del libro, a chi ancora non l'avesse letta ricordiamo la recensione di Morire per vivere a cura di Tancredi.


Tre anni di blog - Giveaway #9: Creature di Stefano Pastor

Buongiorno a tutti, eccoci al nono giveaway. Parliamo di una "vecchia conoscenza" del nostro blog: si tratta di Creature, l'intrigante raccolta di racconti horror di Stefano Pastor, che abbiamo recensito per voi qualche mese fa.
Per partecipare ai giveaway dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare i form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro. Come sempre non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

E ora la scheda del libro:


Creature. Quattro storie. Quattro luoghi speciali, carichi di fascino e mistero. Il macello, la fabbrica abbandonata, il giardino di gesso, il monastero. Quattro incredibili creature al di là di ogni immaginazione. E quattro intrepidi protagonisti, pronti ad affrontare l'ignoto. Un ragazzino che riconosce negli operai del macello un branco di feroci assassini e si fa assumere per poterli smascherare, scoprendo una realtà assai diversa. Una zitella di mezz'età ossessionata da un incubo ricorrente che si ritrova in una fabbrica abbandonata. L'accompagnatrice di un vecchio militare cieco che ascolta i suoi folli ricordi di guerra in un giardino di gesso. Una ragazza che scopre casualmente che sua sorella non respira e il suo cuore non batte, pur continuando a vivere, e si unisce a lei in un pellegrinaggio tra i monti, fino a uno strano monastero dove si nasconde la verità sulla sua nascita. Stanno tutti per incontrare qualcosa di unico, creature ignote all'uomo, esseri speciali, terrificanti e pericolosi.

Stefano Pastor è nato a Ventimiglia nel 1958. Dopo vent'anni passati nel commercio di musica e film, da un paio d'anni ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Un primo successo l'ha ottenuto vincendo col romanzo Holiday il Premio Letterario Città di Ventimiglia, pubblicato in seguito dalla Editrice Zona col titolo di Ritorno a Ventimiglia (2010). Col thriller L'Intervista ha vinto il Premio Le Fenici 2010, indetto dalle Edizioni Montag, che l'hanno poi pubblicato in volume. Con CIESSE Edizioni ha pubblicato i volumi Creature e La Correzione, entrambi nel dicembre 2010. Le sue storie sono dei generi più disparati, thriller, fantascienza, fantasy, horror, avventura, drammatico, ma ha una predilezione per il fantastico puro, senza una precisa inquadratura.


Creature di Stefano Pastor
Ciesse Edizioni, 2010
Brossura, 19.00 Euro


Un sentito ringraziamento alla casa editrice CIESSE Edizioni e a Stefano Pastor per la loro disponibilità, vi ricordiamo inoltre la recensione di Creature scritta da Morwen.


26 febbraio 2012

Il gioco della mantide - Mauro Saracino

Daniele Sennis, ex tossicodipendente ed ex modello, è convinto di aver risolto tutti i suoi problemi quando intraprende una relazione con Elisabetta Rumeo: una ricca donna della nobiltà romana. Il loro matrimonio è alle porte, quando lei gli propone un accordo per guadagnarsi la sua fiducia prima che la loro unione diventi definitiva: Sennis deve vivere un giorno intero monitorato da videocamera e microfoni, in modo che lei possa sentire e vedere tutto ciò che fa. L’unica alternativa è rinunciare al matrimonio. Convinto di nascondere i suoi intrighi e mantenere la sua posizione privilegiata, Sennis accetta l’offerta. Ci vorranno pochi minuti nell’ufficio dove Elisabetta gli ha concesso di lavorare per capire che il gioco è molto più complesso di quanto avesse immaginato. La gelosia è infatti solo la punta dell’iceberg e, prima che Sennis riesca a comprendere la realtà dietro la maschera, si troverà a combattere per la propria vita. Stordito, ferito e tormentato dai sensi di colpa sarà costretto ad assistere all’epilogo del macabro spettacolo che lui stesso ha contribuito a mettere in scena.

Recensione

Viviamo in un'epoca in cui è normale essere spiati da occhi elettronici indiscreti: per le strade, davanti ai bancomat, all'interno dei negozi c'è sempre qualcuno che guarda, come disse Andy Garcia in Ocean's Eleven. C'è anche chi si sottopone volontariamente a una vigilanza mediatica, sperando di vincere un bel gruzzolo. In questo Gioco della mantide però la situazione è ancora più esasperata: Daniele Sennis viene costretto da un ricatto a indossare una telecamera, un microfono e un micro-altoparlante per consentire alla futura sposa di osservarlo da vicino senza essere vista. Elisabetta ne avrebbe tutte le ragioni: donna di mezza età, non poi tanto attraente, ma soprattutto ricca sfondata, sta per sposare un giovane bello e maledetto, con un passato di droga e losche amicizie. Vuol essere sicura di non venire ingannata e sfruttata, vuole verificare che i suoi sospetti di essere stata tradita siano fondati.

Il racconto comincia a pochi passi dall'epilogo, quando Daniele, ferito e accecato da uno spray urticante, racconta la sua storia a un misterioso compagno, pure lui ferito molto gravemente nello stesso scontro a fuoco. Sennis ripercorre le tappe della sua disavventura, dal momento in cui prende la decisione che gli cambierà la vita, passando per ogni attimo lunghissimo di una giornata da dimenticare. È sempre accompagnato dalla voce della fidanzata, che gli sussurra all'orecchio senza che gli altri possano sentire, ora fredda e distaccata, ora arrabbiata, ora determinata. Questa presenza è fastidiosa sia per Daniele che per il lettore, che non dubito venga colto da un'insana voglia di prenderla a sberle: ottima caratterizzazione di una figura che non si vede quasi mai, ma si sente eccome. Altrettanto ben riusciti sono i personaggi che ruotano attorno alla vicenda, nonostante molti di essi abbiano un ruolo per lo più da comparsa. Sennis non ha nulla da invidiare a costoro, non solo perché è il protagonista: combattuto, insicuro, spaventato, eppure con una grande voglia di riscatto.

Non mi è ben chiara la scelta del racconto nella soffitta, soprattutto dopo aver concluso la lettura: il narratore è sempre in terza persona e non sono evidenti motivi plausibili per occupare il protagonista per un lasso di tempo così lungo durante un'azione in precedenza molto concitata. La lettura comunque non ne risente affatto: la trama viene ben gestita, tra sprazzi di presente e ricordi che tengono la tensione costante.

Qualche dettaglio non trova spiegazione, lasciando la curiosità del lettore insoddisfatta; l'epilogo è forse un po' frettoloso e tiepidino rispetto al grande tormento vissuto in precedenza; diversi refusi e qualche frase contorta avrebbero meritato un'ulteriore revisione, anche per giustificare il prezzo non indifferente. Nel complesso comunque è un buon romanzo, che mantiene le promesse di brividi e adrenalina.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il gioco della mantide
  • Autore: Mauro Saracino
  • Editore: Nulla Die
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Lego narrativa
  • ISBN-13: 9788897364108
  • Pagine: 300
  • Formato - Prezzo: Brossura - 22,50 Euro

Tre anni di blog - Giveaway #8: un Antico Peccato di Giulia Marengo

Ottavo giorno ed ottavo giveaway. Ciò che vi vogliamo regalare oggi è l'esordio fantasy di una giovane scrittrice nostrana, Giulia Marengo: si tratta di Un antico peccato, primo capitolo di una nuova trilogia che ci sembra davvero promettente.
Vi ricordiamo ancora una che per partecipare al giveaway è sufficiente soddisfare le seguenti condizioni: dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Come sempre non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

Vi lasciamo alla scheda del libro:


Un tempo regolata dal Potere che i Precursori attingevano dai quattro elementi, la magia nella Galassia è stata quasi del tutto soppiantata dalla tecnologia. I Potenziali e i Portatori, gli unici in grado di manipolare il Potere, stanno ormai scomparendo… Ma qualcuno si sta muovendo nell’ombra: Verenith Aurennan, Custode del pianeta Micondar, bellissima quanto diabolica, ha deciso di giocare tutte le sue carte evocando Ka’Alarish, il grande potere chiamato anche l’“Antico Peccato”. Un atto folle e sconsiderato che può portare l’intera Galassia sull’orlo della rovina. Solo un Elementale può infatti riuscire a controllare Ka’Alarish. Verenith questo lo sa. Tessendo una subdola trama, segnerà il destino di una navetta carceraria che trasporta la giovane Jayce Reel: una ragazza nelle cui vene scorre, ancora sopito, il grande potere che consentirebbe di frenare l’”Antico Peccato”… Le vite di due donne fuori dal comune stanno per sfiorarsi, incontrarsi … e affrontarsi.

Giulia Marengo ci parla un po' di sé: Considerando che non sono ancora così avanti con gli anni e che soprattutto spero di vivere ancora a lungo, non c'è molto da scrivere a tal proposito. Sono nata a Torino, ma sono cresciuta ad Alba, una bellissima piccola città dal retaggio romano. Fra le ambizioni infantili di diventare archeologa, neurochirurgo, e Nobel per la medicina, c'è stata anche quella di "fare la scrittrice". Ma, statisticamente, prima o poi dovevo azzeccarci, no? Studi classici e una Laurea in Scienze della Comunicazione. Poi un Master in Comunicazione d'Impresa. Lavoro presso la Banca d'Alba, nella terra che amo. Nel 2002, a 18 anni, ho pubblicato quasi per caso il mio primo racconto, dal titolo "Per non ricordare", nella silloge "Sbilauta. Voci e pruriti di buona e cattiva memoria", edito da Priuli Verlucca. Ho vinto qualche premio letterario qua e là con altri racconti, fra cui "Anatomia di un paradosso", "Il coraggio di Valeria" e "La fine del sentiero", che si possono scaricare dalla sezione Download di questo sito. Mentre già lavoravo alla stesura del romanzo che sarebbe diventato "Un Antico Peccato", nel 2008 ho pubblicato il racconto "De pane mellito" all'interno della raccolta "Edithon", promossa dall'Associazione Telethon (Penna d'Autore ed.)


Un antico peccato di Giulia Marengo
Reverdito Editore, 2011
Rilegato, sovraccoperta, 15.00 Euro


Un sentito ringraziamento a Giulia e alla casa editrice Reverdito per averci messo a disposizione una copia del romanzo. Vi segnaliamo infine la recensione di Un antico peccato da parte di Valetta.


25 febbraio 2012

Io non sono un serial killer - Dan Wells

John Wayne Cleaver è, per sua stessa ammissione, un "tipo strano". A quindici anni, la sua occupazione preferita è aiutare la madre e la zia, che gestiscono l'obitorio di una piccola cittadina, a imbalsamare cadaveri ed è incapace di entrare in contatto emotivo con le persone. Ma soprattutto, a preoccuparlo, è l'ossessiva attrazione che avverte nei confronti dei serial killer, delle loro storie, dei loro macabri rituali. È in grado di snocciolarne usi e strategie, e disporli in un'inquietante enciclopedia del male. Una passione che gli appare come il presagio di una volontà superiore che lo inchioda al medesimo destino. Del resto, presenta strani sintomi: incontinenza notturna, piromania, impulso alla violenza sugli animali. E ancora: può essere solo un caso il fatto che i nomi di ben due serial killer del passato rimandino al suo nome di battesimo? John Wayne s'impone perciò alcune severe regole di comportamento per allontanare l'incubo che lo minaccia, mentre il dottor Neblin, lo psicologo da cui va una volta a settimana e che gli rivela la sua sociopatia, lo aiuta a scavare in se stesso. Ma tutto si complica via via che alcuni corpi vengono ritrovati orribilmente mutilati per le strade della città. Stavolta l'ossessione del ragazzo diventa realtà appena fuori di casa e il suo demone interiore è costretto a uscire allo scoperto, sulle tracce di quel mostro che, là fuori, sta lanciando una sfida che non è più possibile respingere.

Recensione

John Wayne Clever, quindici anni, decisamente non è un tipo normale: aiuta la madre e la zia nel loro lavoro all’obitorio della cittadina in cui vivono, è morbosamente interessato ai serial killer, soffre di disturbi antisociali e di totale mancanza di empatia, è costretto a fissare delle regole per evitare di liberare il mostro che è in lui. John, in definitiva, è un potenziale psicopatico che sa perfettamente di esserlo: uccidere un uomo non causerebbe in lui alcuna emozione diversa dalla gioia, ma razionalmente sa che non deve farlo, che non è un comportamento normale, e concentra i suoi sforzi sull’evitarlo.
Quando la sonnolenta Clayton viene bruscamente risvegliata da una serie di cruenti omicidi che potrebbero perfettamente essere opera di una bestia, se non si notasse anche la mano sapiente dell’uomo, il mostro dentro John Wayne inizia a dibattersi: ricomporre i cadaveri che il serial killer si è lasciato dietro è per lui un’esperienza esaltante, e presto inizia a convincersi di essere l’unico a poter tracciare un ritratto psicologico dell’assassino. Non certo per filantropia: per John è una sfida eccitante. John Wayne Clever, quindici anni, decisamente non è un tipo normale: aiuta la madre e la zia nel loro lavoro all’obitorio della cittadina in cui vivono, è morbosamente interessato ai serial killer, soffre di disturbi antisociali e di totale mancanza di empatia, è costretto a fissare delle regole per evitare di liberare il mostro che è in lui. John, in definitiva, è un potenziale psicopatico che sa perfettamente di esserlo: uccidere un uomo non causerebbe in lui alcuna emozione diversa dalla gioia, ma razionalmente sa che non deve farlo, che non è un comportamento normale, e concentra i suoi sforzi sull’evitarlo.
Quando la sonnolenta Clayton viene bruscamente risvegliata da una serie di cruenti omicidi che potrebbero perfettamente essere opera di una bestia, se non si notasse anche la mano sapiente dell’uomo, il mostro dentro John Wayne inizia a dibattersi: ricomporre i cadaveri che il serial killer si è lasciato dietro è per lui un’esperienza esaltante, e presto inizia a convincersi di essere l’unico a poter tracciare un ritratto psicologico dell’assassino. Non certo per filantropia: per John è una sfida eccitante.

Io non sono un serial killer è il romanzo d’esordio dello scrittore americano Dan Wells. A prima vista può sembrare un thriller psicologico, nemmeno così originale, ma già dall’attacco lo stile di Wells si rivela dotato di un’irresistibile ironia che richiama – come sottolineato anche dalla seconda di copertina – lo stile del noto Dexter. L’adorabile e inquietante protagonista della serie tv e John Wayne, in effetti, sono entrambi psicopatici che tentano di essere persone ordinarie imitando la normalità, ma mentre Dexter convoglia le sue pulsioni omicide dirigendole verso vittime che meritano la morte, John Wayne è più interessato a frustrarle. Il piglio ironico con cui affrontano la vita e trovano oltremodo curiosi i normali comportamenti umani è, in ogni caso, molto simile.

Dan Wells crea un bel personaggio incastonato in un romanzo che non riesce proprio a essere un thriller sanguinoso: le minuziose autopsie e le dettagliate descrizioni di cadaveri mutilati, commentate dalla voce ammirata di John Wayne, non riescono a suscitare disgusto, così come non è l’indagine sulla vera identità del serial killer (la quale, infatti, viene presto rivelata) il cardine dell’opera. E’ John a bucare la pagina e a suscitare immediatamente la simpatia e la complicità del lettore, è John con la sua voce ironica – che proclama il disagio dei diversi di vivere costretti a fingere e ad adeguarsi agli schemi della civiltà – a catturare il lettore, senza scampo, per trecento pagine scorrevoli ed eppure ben scritte.

In definitiva, un romanzo d’evasione consigliatissimo a giovani e a meno giovani, soprattutto ai primi: Io non sono un serial killer infrange il buonismo e la politically correctness che le case editrici continuano a propinare loro nella speranza che crescano buoni e sani. Sapete cosa vi dico? E’ proprio con libri come questo, che insegnano come funziona il male invece di negarlo, che si impara a vivere consapevolmente.


Nota: Io non sono un serial killer è perfettamente autoconclusivo, ma fa parte di una trilogia che prosegue con Mr. Monster (2010) e I Don’t Want To Kill You (2011).

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Io non sono un serial killer
  • Titolo originale: I Am Not a Serial Killer
  • Autore: Dan Wells
  • Traduttore: Marano G., Rossari M.
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Le vele
  • ISBN-13: 9788876251238
  • Pagine: 281
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16,00 Euro

Tre anni di blog - Giveaway #7: Mal di mare di Virginia Less

Cari lettori, eccoci arrivato al settimo appuntamento con questi giveaway celebrativi. Anche il romanzo in palio oggi è già stato recensito su queste pagine e ci ha così entusiasmato da volervelo riproporre in questa occasione: si tratta della raccolta di racconti gialli Mal di mare, di Virginia Less.
Come sempre, per partecipare al giveaway è sufficiente soddisfare le seguenti condizioni: dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

Vi lasciamo alla scheda del libro:


Nella cittadina immaginaria di Maraglia, icona non proprio felice del nostro Mezzogiorno, il capitano dei carabinieri Osvaldi svolge la sua opera di tutore della legge. Con un pizzico di ironia, una solida coscienza morale e una buona dose di cultura, il capitano Osvaldi non solo ci guida alla scoperta degli autori dei delitti, ma si premura di sottolineare con costanza, nel suo investigare con tenacia, la passione civile di osservatore privilegiato del malcostume italico.

Due parole sull'autrice. Virginia Less è nata a Fondi nel 1943. Laureata in filosofia, ha insegnato nei licei della provincia di Latina, dove tuttora vive, in campagna ma non lontano dal mare. Velista dilettante, è alla sua prima raccolta di racconti pubblicata. 


Mal di mare di Virginia Less
Autodafé, 2011
Brossura, 10.00 Euro


Un sentito ringraziamento all'autrice e alla casa editrice per averci messo a disposizione una copia del romanzo, concludiamo ricordandovi la recensione di Mal di mare da parte di Valetta.


24 febbraio 2012

Tre anni di blog - Giveaway #6: Mastodon di Nox A.M. Ruit

Siamo al giro di boa: quello di oggi è il sesto giveaway a cui potete partecipare. Il romanzo che vogliamo regalarvi Mastodon, lo splendido romanzo ucronico di Nox A.M. Ruit, che abbiamo avuto l'occasione di leggere e recensire per voi un paio di mesi fa.
Per vincere una copia di questo romanzo le regole sono sempre le stesse: dovete essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

Qui di seguito la scheda del libro:


Roma, anno 222 d.C. Proprio quando l’Impero è sull’orlo del baratro, giunge un prodigio a segnare per sempre il destino di Roma: i Dodici Dèi dell’Olimpo tornano a camminare fra gli uomini e si rivelano attraverso l'imperatore Adriano Severo, il primo "rivelato", cioè un mortale toccato dagli dèi in modo eclatante e comprovato. Adriano Severo rifonda l’Impero e crea il Collegio della Rivelazione, che con gli anni diventerà l’organizzazione religiosa dominante, i cui membri, chiamati consacrati, possono invocare a comando il tocco degli dèi, acquisendo grandi poteri per la gloria di Roma. 100 anni dopo, Branwen di Caledonia, un consacrato di Apollo disprezzato dai propri confratelli, è coinvolto dal suo dio in una strana storia che fatica a comprendere, fatta di omicidi rituali, culti dionisiaci proibiti e intrighi di palazzo. Attraversando l'Impero da Bisanzio a Delfi, da Alessandria d'Egitto alla Siria, dovrà lottare contro uomini e creature immortali, affrontando anche il suo avversario più grande: se stesso e il suo passato. Lo accompagnano alcuni soldati dei Vessilli della Rivelazione: Juba il Numida, ex-schiavo abbandonato dal suo dio; Lucio, un rampollo patrizio in disgrazia, con un segreto e molti vizi; Egle, madre tormentata e vessillaria, aiutata da un cavallo prodigioso; Domizio, un giovane di umili condizioni con un grande talento musicale.

Due parole sull'autore. Classe '68. Liceo classico e laurea in ingegneria aeronautica. Fa i lavori più disparati e mai quello per cui ha studiato: è stato responsabile informatico in un maglificio di cashmere, responsabile dello sviluppo prodotto in una fonderia e store manager in un negozio di modellismo.Attualmente insegna informatica in alcuni istituti professionali ed è contrattista in un centro di ricerca universitario, dove si occupa di mobilità sostenibile, collaborando a progetti di ricerca di respiro europeo. Adora viaggiare, il cinema, i cani, i conigli e i giochi di qualsiasi tipo. Ha l'insano hobby di collezionare chirashi anche se non li capisce. Il suo sito


Mastodon di Nox A.M. Ruit
Casini, 2011
Brossura, 19.00 Euro


Nel ringraziare l'autore e la casa editrice per averci messo a disposizione una copia del romanzo, vi ricordiamo la recensione di Mastodon e l'intervista all'autore, entrambe ad opera di Valetta.


23 febbraio 2012

Tre anni di blog - Giveaway #5: Ogni goccia di sangue di Michael Robotham

Cari lettori, prima del quinto giveaway, qualche avvertimento. Per evitare spiacevolezze quali l'essere esclusi dalle estrazioni, per favore, prestate attenzione ad alcune semplici cose:


- Se non siete follower pubblici o se avete reso privati i vostri profili blogger, noi non possiamo effettivamente verificare che siate follower del blog e non potremo includere i vostri nominativi nell'elenco.

- Se commentate da sloggati e avete un nickname semplice (come un nome o un diminutivo), noi non potremo cercarvi tra i follower del blog e/o rischiamo di confondervi con omonimi, essendo così costretti a escludervi dall'estrazione.

- Attenzione che le pochissime e semplici cose da fare per poter partecipare ci siano tutte: following, commento, form. Se avete commentato ma non avete inviato il form o viceversa non potrete partecipare all'estrazione.

Se avete dei dubbi, ricontrollate i vostri profili blogger e i post dei giveaway a cui state partecipando, o, semmai, chiedete (la nostra mail la trovate in Chi siamo): meglio pensarci ora, soprattutto se rischiate l'esclusione da tutti i giveaway!


E adesso passiamo finalmente al nuovo libro in palio. TimeCrime, la nuova costola Fanucci a tema thriller, ci mette gentilmente a disposizione una delle novità in pubblicazione: Ogni goccia di sangue di Michael Robotham.
Volete avere l'occasione di vincerlo? Semplicissimo: basta, come sempre, essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

Qui di seguito la scheda del libro:


Se ne sta lì, in piedi davanti alla porta, coperta di sangue. È la vittima di un crimine? O ne è l’autrice?
Joseph O’Loughlin è uno psicologo criminale che collabora con la polizia di Bristol, un mestiere che riesce a gestire visto che “il signor Parkinson”, come lo chiama lui, non lo ha ancora costretto a ritirarsi. Ma a complicare ancora di più le cose ci si mettono la recente separazione dalla moglie e un rapporto difficile con la figlia più grande. Per Joe non è un gran momento, il lavoro, al quale si aggrappa con le poche forze rimaste, è la sua unica ancora di salvezza. Ma quanto tempo occorre perché una vita vada in pezzi? Una sera Sienna, la migliore amica della figlia di Joe, si presenta alla porta di casa O’Loughlin. La ragazza è coperta di sangue; non apre bocca, è pallida, rigida, una statua di sale. Poco dopo il cadavere del padre di Sienna, Ray Hegarty, viene ritrovato dalla polizia: giace a faccia in giù accanto al letto della figlia, la carotide recisa, una mazza da hockey accanto alla mano destra. O’Loughlin comincia a investigare per proprio conto ma ogni passo lo conduce verso un ginepraio in cui si cospira perché regni il silenzio, la menzogna, perché certe verità fanno male, e allora è meglio insabbiare, corrompere, trovare un capro espiatorio che paghi per gli errori di tutti.
Autore bestseller australiano, tradotto in 23 lingue, Micheal Robotham torna in libreria con un romanzo ispirato ad una storia vera. Ogni goccia di sangue conferma il talento cristallino dell’autore, consacrandolo definitivamente come uno dei più autorevoli protagonisti della scena del crime internazionale.

Michael Robotham è nato in Australia nel novembre 1960, prima di dedicarsi alla scrittura ha scritto per diversi giornali e riviste in Australia, Gran Bretagna e Stati Uniti. Come ghostwriter, ha collaborato alla stesura delle autobiografie di politici, pop star, psicologi e personaggi dello spettacolo. Il suo primo thriller, The Suspect, è stato tradotto in ventidue lingue; il secondo, Lost, è stato insignito del premio Ned Kelly come miglior thriller del 2005. Fanucci Editore ha già pubblicato Il manipolatore (2010), anche questo vincitore del Ned Kelly Award come miglior thriller dell’anno. Vive con la moglie e le tre figlie in Australia, a nord di Sidney.


Ogni goccia di sangue di Michael Robotham
TimeCrime, 2012
Rilegato con sovraccoperta, 7.60 Euro
9788866880042


Ringraziamo la TimeCrime per averci messo a disposizione una copia del libro!


Tre anni di blog - Giveaway #4: Tanit. La bambina nera di Lara Manni

Cari lettori, per il quarto giveaway vi presentiamo nuovamente un libro di recente uscita. Lara Manni è un'autrice di grande talento che è riuscita nel balzo da un grande sito di fanfiction (EFP) all'editoria. Il suo primo libro, Esbat, è stato pubblicato da Feltrinelli. Il secondo volume della trilogia, Sopdet, è edito dalla Fazi, che ha pubblicato proprio in questi giorni anche l'ultimo capitolo della saga, Tanit. La bambina nera. E' quest'ultimo che oggi mettiamo in palio.
Volete avere l'occasione di vincerlo? Semplicissimo: basta, come sempre, essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

Qui di seguito la scheda del libro:


Italia, 2008. In un paese dove inizia a colpire la grande crisi economica, fa la sua comparsa Axieros, l'oscura dea che ha tramato affinché mondi separati venissero in contatto. Cerca una donna umana piena di rabbia e odio, che possa partorire sua figlia Tanit, la bambina nera destinata a essere fatale per il genere umano. Sul cammino di morte che Axieros sta disegnando si incontreranno due demoni: Hyoutsuki, in cerca del suo destino, e Yobai, in cerca della vendetta. Ma sulla stessa strada cammina anche Ivy, che ha il potere di far diventare reale ciò che disegna e che rappresenta un pericolo per tutti: per la dea, per i demoni, per una coppia misteriosa che ha il compito di riequilibrare i due mondi. Solo Ivy può compiere la scelta definitiva: ma a un prezzo che forse non è disposta a pagare.

Lara Manni è nata e vive a Roma, dove traffica tra librerie e biblioteche. Dal 2006 scrive fan fiction su Efp con lo pseudonimo di Rosencrantz. Nel 2009 ha pubblicato il romanzo Esbat con Feltrinelli e nel febbraio 2011 Sopdet con Fazi Editore. Gestisce uno dei blog più seguiti in Italia: laramanni.wordpress.com


Tanit. La bambina nera di Lara Manni
Fazi Editore, collana Lain, 2012
Rilegato con sovraccoperta, 16.00 Euro
9788876251139


Ringraziando la Fazi per averci messo a disposizione una copia del libro, vi linkiamo le recensioni a Esbat e a Sopdet di Sakura e l'intervista all'autrice.


22 febbraio 2012

Sopdet. La stella della morte - Lara Manni

Che cosa accade a un demone quando entra in contatto con il mondo degli uomini, e ne conosce gli orrori? Grazie al potere di una stella, Hyoutsuki e Yobai valicano i confini fra i tempi e le dimensioni e prendono sembianze terrene, celando la loro identità sotto nomi fittizi. Ma niente può frenare l'impeto di una battaglia che si protrae da millenni e che questa volta ha come scenario le guerre degli uomini. Molte figure femminili attraversano il loro cammino: una Dea che ne controlla le sorti, ostacolandoli e traendoli in inganno, e due umane, la misteriosa Adelina e la giovanissima Ivy dai capelli bianchi e dagli occhi tristi, che ama le storie fantastiche e ha il dono di poterle cambiare. Ma quando i mondi si incontrano non c'è comunque scampo. I demoni diventano più simili agli uomini, e gli uomini e le donne acquistano poteri che forse non desiderano. Perché c'è una soglia, tra luce e ombra, che non può essere violata nemmeno con lo sguardo. Un viaggio tra i sentieri della mente di creature soprannaturali, di esseri umani coraggiosi e storiche battaglie che hanno plasmato il destino del mondo: questo è "Sopdet", un romanzo dai mille volti.

Recensione

Nota: essendo Sopdet logicamente e cronologicamente successivo a Esbat, risulta impossibile parlarne senza spoilerare sul primo volume della saga. Ergo la lettura della recensione è sconsigliata a chi non ha ancora letto Esbat. Lettore avvisato…

Sopdet, il nome con cui gli antichi egizi conoscevano la funesta stella Sirio, splende alta nel cielo autunnale. Una volta ogni mille anni, per settanta giorni, l’astro non si mostra nei mesi estivi, emanando imperscrutabili ed oscuri influssi.
E’ il 2007 e Ivy, sedicenne dotata del potere di disegnare i destini di personaggi estranei al suo mondo, tornata alla sua vita quotidiana, si accinge a visitare il sacrario del monte Sei Busi, che commemora la battaglia dell’Isonzo in cui il suo bisnonno, Giovanni Breton, perse la vita insieme al suo battaglione.
Nella dimensione di Hyotsuki e Yobai, frattanto, una misteriosa quanto inquietante dea, Axieros, trascina i due demoni in un gioco dalle regole sconosciute, permettendo ai due nemici di sangue di penetrare in epoche e dimensioni altre anche senza ricorrere al rituale dell’Esbat. L’intento di Yobai, suo malgrado costretto a sottostare a un’entità a lui superiore, è quello di eliminare la scomoda minaccia costituita da Ivy, senza il cui intervento Hyotsuki non sarebbe potuto tornare in vita. E quale modo migliore se non impedirle di nascere mescolandosi agli esseri umani che tanto esecra per sopprimere il suo avo, Giovanni Brenton? E quale peggior umiliazione per Hyotsuki se non abbassarsi a salvare la vita dei disgustosi ningen per permettere a colei che gli ridonerà la vita di nascere?

Lara Manni, con questo volume, tenta il salto di qualità, passando da un romanzo di poco più di duecentocinquanta pagine con due personaggi principali a un romanzo corale di ampio respiro con numerosi piani temporali (2007, 1915, 1943, 1977) che alternano le vicende di Ivy a quelle di Yobai e Hyotsuki a spasso per epoche in guerra. Una struttura complessa che avrebbe creato difficoltà a narratori ben più esperti, e in effetti si nota la difficoltà di gestire esaurientemente tutte le scene, che a volte risultano talmente frenetiche da essere confusionarie.

Si nota la maturazione stilistica dell’autrice, il suo periodare farsi più lungo e complesso, e d’altronde già Esbat, come ho avuto modo di scrivere nella recensione, non sembra scritto da un’esordiente. Purtroppo però Sopdet manca dell’omogeneità di Esbat, della caratterizzazione dei personaggi che, essendo ora in numero maggiore, risultano meno approfonditi: Ivy agisce in modo troppo frammentario perché si possa ravvedere in lei un’evoluzione; Hyotsuki perde la sua splendida aura, lasciandosi coinvolgere dalle passioni umane, rivelando debolezze a lui non consone, e abbandonandosi ad azioni e reazioni discutibilmente coerenti; Yobai è forse l’unico a mantenere la sua ottima caratterizzazione. Poco incisivi i nuovi personaggi, soprattutto Johann, definito ghoul senza che, di fatto, si capisca nel concreto cosa sia e perché agisca.

Volendo essere pedanti, talvolta la trama riesce a proseguire solo grazie a inverosimili coincidenze. Rimane in ogni caso un libro interessante, che si lascia leggere con piacere anche se non permette (a differenza di Esbat) di provare empatia verso i personaggi; pesa inoltre il tentativo di innalzamento dei toni, l’abbandono insomma della dimensione gotico-favolistica per opzionare forzosi pretesti sociali che denuncino gli orrori delle guerre, il nazismo (la cui condanna è posta in bocca nientemeno che a Yobai), i soprusi sui movimenti giovanili degli anni Settanta. Sopdet, in definitiva, manca della freschezza di Esbat; vedremo se Lara Manni riuscirà a coniugare nel giusto equilibrio questi ingredienti in Tanit.


La trilogia è composta da:

  • Esbat (Feltrinelli, 2009)
  • Sopdet (Fazi, 2011)
  • Tanit (Fazi, 2012)

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Sopdet. La stella della morte
  • Autore: Lara Manni
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Lain
  • ISBN-13: 9788876251122
  • Pagine: 378
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 18.50 Euro

Tre anni di blog - Giveaway #3: Ricomincio da te di Eloy Moreno

Cari lettori, eccoci insieme al terzo giorno di giveaway in occasione del compleanno della Stamberga. Abbiamo selezionato oggi un piccolo caso editoriale esploso in Spagna, e recentemente pubblicato in Italia da Corbaccio: mi riferisco, naturalmente, a Ricomincio da te di Eloy Moreno, già recensito su queste pagine.
Volete avere l'occasione di vincerlo? Semplicissimo: basta, come sempre, essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.

Qui di seguito la scheda del libro:


È un uomo come tanti. Una moglie, un figlio piccolo, un impiego in una società di software, colleghi, genitori, suoceri, giornate scandite dalla routine del lavoro, una vita famigliare ridotta a monosillabi di saluto la sera e la mattina, sempre più arida, sempre più marginale. Eppure non è sempre stato così. Da bambino aveva dei sogni: per esempio costruire un capanno per starci con il migliore amico. E quello è stato il suo primo e più grande fallimento: qualcosa è andato storto, quell'estate la sua infanzia è finita. Ma adesso sente che è arrivato il momento di riprendersi il tempo che ha perduto, di riconquistare l'amore della moglie, la stima di se stesso, Ha un piano per ricominciare, ma non osa nemmeno confessarlo alla moglie: ormai è così distante, indifferente, forse ha un altro. Lui sospetta di tutto e di tutti, si sente braccato a casa e in ufficio, organizza piani per vendicarsi di chi considera ormai i suoi ex: la sua ex moglie, i suoi ex amici, i suoi ex colleghi... Ma il sogno rimane, e non è detto che nel modo più impensabile e assurdo non riesca a realizzarsi...

Quando Eloy Moreno, un informatico spagnolo trentasettenne ha messo la parola fine al suo romanzo, ha capito di aver scritto un libro importante. Quando non ha trovato un editore, ha deciso di pubblicarlo a sue spese. Quando non ha trovato un distributore, ha deciso di distribuirlo lui. Di libreria in libreria, ha entusiasmato i lettori e convinto i librai; le case editrici hanno incominciato a interessarsi al nuovo fenomeno.
viene acquistato da Espasa, una delle più prestigiose case editrici spagnole, che nel gennaio 2011 lo pubblica con una tiratura di 60.000 copie; dopo dieci mesi arriva all'undicesima edizione. 


Ricomincio da te di Eloy Moreno
Corbaccio, collana Narratori Corbaccio, 2012
Rilegato con sovraccoperta, 16.40 Euro
9788863803143


Ringraziando la Corbaccio per averci messo a disposizione una copia del libro, vi lasciamo alla recensione di Polyfilo.


21 febbraio 2012

Tre anni di blog - Giveaway #2: Apocalypse Kebab di J. Tangerine

Ed eccoci al secondo giorno dei giveaway che ci accompagneranno fino al 4 marzo! Il romanzo che mettiamo in palio oggi è di prossima uscita, la seconda opera pubblicata di J. Tangerine, o di Giusy De Nicolo che dir si voglia. Dell'autrice, bravissima esordiente, avevamo già avuto modo di parlare relativamente al divertentissimo Porcaccia, un vampiro!, e ospiteremo sicuramente entro breve la recensione della sua seconda opera, che si preannuncia pazzoide come la prima: Apocalypse Kebab.
Volete avere l'occasione di vincerlo? Semplicissimo: basta, come sempre, essere followers pubblici del blog (se non lo siete, è sufficiente andare nella colonna a sinistra e cliccare su Unisciti a questo sito), compilare il form, e infine lasciare un commento di senso compiuto a questo post, magari scrivendoci perché vorreste leggere questo libro.
Ricordiamo che non c'è un limite ai giveaway a cui potete iscrivervi e che avete tempo fino a giorno 3 marzo a mezzanotte: il giorno 4 avverrà l'estrazione.


Alexandra ha ventitrè anni, si augura di finire cremata e che le sue ceneri siano sparate in cielo con un bellissimo fuoco d'artificio. E' bassa e piatta come una tavola, vive sopra il Paradise, ha un brutto carattere, le meches viola e un cane di nome Radicchio. Per campare consegna kebab. Tamel guarda i passanti rilassati, quasi felici, e prova compassione per loro, per le risate che si spegneranno e per le lacrime che saranno versate. Ma è solo un istante, e comunque non fa alcuna differenza. Non ci sarà pietà neppure per Praga, con le sue insegne al neon e il casino che comporta essere la frontiera dell'Europa con l'Oriente. Mostri aggrappati alle cattedrali e terra di conquista, è qui che lo scontro si farà definitivo per le sorti dell'intera umanità.  

J. Tangerine, dottoressa in Lettere, è appassionata di arti marziali, pittura barocca e cinema horror. Scrittrice di racconti underground, è la penna di maggior raffinatezza della Bloody Roses Secret Society, club di romanzieri che scrivono con il sangue. Il suo “Porcaccia, un vampiro”, firmato come Giusy De Nicolo e pubblicato in questa stessa collana, ha ottenuto positivo riscontro di critica e di pubblico.


Apocalypse Kebab di J. Tangerine
Mamma Editori, collana A cena col vampiro, 2012
Brossura, 9.80 Euro
9788887303544


Ringraziando l'autrice e la Mamma Editori per averci messo a disposizione una copia del libro, vi lasciamo alle recensioni di Sakura e Pythia a Porcaccia, un vampiro! e all'intervista all'autrice.


20 febbraio 2012

E il topo rise - Nava Semel

Una piccola ebrea, per essere sottratta alla deportazione, viene consegnata dai genitori, dietro lauto compenso, ad una famiglia di contadini polacchi. Essi la nascondono in una buia cantina tra i sacchi di patate e con un topo come unica compagnia. Romanzo originale e suggestivo, articolato secondo diversi piani spazio/temporali, racconta la Shoah attraverso la sofferenza dell’individuo più indifeso, un bambino. Rilevante nell’illustrarci le problematiche e le possibilità poste dall’atto stesso della memoria: Come raccontare, come ricordare? L’arte è forse l’unica forma di comunicazione del vissuto, specie davanti all’inesorabile passare del tempo?

Recensione

Cinque capitoli, cinque diversi piani espressivi compongono questa originale opera di Nava Semel, una delle voci più interessanti della letteratura israeliana. Nata col cognome di Arzti nel 1954 a Tel Aviv, città in cui vive, è cresciuta in un ambiente poliglotta dove si mescolavano tedesco, inglese, ebraico e yiddish. D’altronde, il suo nome proprio originario è Sheyndl -così si chiamava la nonna, perita nella Shoah-, che in yiddish significa Bella, poi tradotto nell’ebraico Nava.

Il presente romanzo, E il topo rise -ma forse è arbitrario e riduttivo definirlo così-, si articola in cinque parti: storia, favola, poesia, sogno e diario, lungo l’arco di 150 anni.

La prima (La storia) inizia in una giornata di fine 1999 a Tel Aviv allorché un’anziana signora sente dentro di sé il prepotente desiderio di raccontare la propria tragica storia alla nipotina, pur consapevole della difficoltà di narrarla.
Quando aveva cinque anni i genitori, per sottrarla alla deportazione, la consegnarono, dietro lauto compenso in danaro, a una famiglia di contadini polacchi. La piccola fu nascosta in una cantina buia, dov’erano custodite le patate; poco cibo, tanto disprezzo, coronato dalle ripetute violenze sessuali perpetrate nei suoi confronti da Stefan, figlio dei padroni di casa. Unica compagnia per lei, un topo. Una situazione tremenda, della quale ella, ignara della sorte dei genitori, non riusciva a comprendere la causa. E, per di più, carica di angoscia: se “essere un’ebrea” comportava come conseguenza simili maltrattamenti, per forza tale condizione doveva consistere in qualcosa di spaventoso di cui vergognarsi!

La seconda parte (La favola) è il diario della bambina -ora divenuta nonna- che ci spiega meglio il racconto di sé da piccola e illumina sul significato del titolo. Secondo uno dei miti della creazione, il topo aveva chiesto a D-o il dono della risata, ma aveva presto compreso quanto tale dono fosse miserabile. Perché un mondo, questa è la riflessione, in cui i bambini debbono essere nascosti, o sepolti per dir meglio, in luoghi umidi e tenebrosi, è un assurdo che va distrutto e ricostruito dall’inizio. Grande tenerezza ispira il rapporto affettuoso tra nonna e nipote (che ascolta il racconto), mentre è assai più distaccato quello tra l’anziana sopravvissuta e la propria figlia, madre della bambina, la quale pare non accettare il fatto di essere una persona della “seconda generazione” (dopo la Shoah). Simile atteggiamento ostile si manifesta pure allorquando la nipotina riferisce di aver raccontato a scuola la drammatica storia della nonna. Infatti sua madre (cioè la figlia di colei che era stata rinchiusa in cantina) si oppone a che la figlia prenda coscienza del passato, col pretesto della troppo giovane età; e, in un misto di grettezza, ricatto morale, paura, gelosia, osserva: “…Questo genere di progetti si fanno al liceo. [...] Domani vado dalla direttrice a lamentarmi dell’insegnante”.
Malgrado tale grave dissenso, nella scuola la vicenda è conosciuta e così nascono diverse storie tra loro collegate sul tema, le quali, negli anni seguenti, assumono maggiore rilievo, arricchendosi di nuovi particolari ed aspetti.

La terza parte (Le poesie) ci dà conto dei componimenti poetici sulla leggenda della bambina e del topo. Si tratta di filastrocche, in apparenza scherzose ed innocenti, che, in realtà nascondono una cupa tragedia e una solitudine senza speranza. Eccone una, ad esempio, dal titolo Somme e Sottrazioni: “Mamma papà domestica e bambina - quattro anime in cascina - la cameriera se n’è andata - il papà non è tornato - la mamma si è dileguata/soltanto una bambina è restata/sottoterra acquattata”.

La quarta parte (Il sogno) è ambientata cento anni dopo, nel 2099, allorché uno studioso di antropologia raccoglie ed analizza gli studi nati sul celebre mito della Bambina e del Topo. E’ pure una riflessione sulla natura della memoria e sulle occasioni positive che essa può donare alle generazioni future. Tramandare il ricordo di tragici eventi non ci immunizza contro la possibilità che essi possano ripetersi; ciononostante la Memoria può darci una speranza per l’avvenire.

L’ultima parte (Il diario) è il diario di padre Stanislaw, il sacerdote al quale la tremenda contadina -dopo che i genitori, deportati, non erano ovviamente stati più in grado di pagare il compenso- lascia la piccola, incoraggiandolo a consegnarla ai tedeschi. Al contrario, il prete, autentico Giusto, la tiene presso di sé e la salva. L’uomo affida alla redazione del diario, alla scrittura l’incarico di mantenere il ricordo, la Memoria. Padre Stanislaw, con il suo agire, pretende, alla stregua di un profeta biblico, risposte dal Signore che permette quest’Orrore assoluto; ma, in questo suo tentativo di ristabilire fede e speranza, in D-o e negli uomini, egli si rende conto che forse sono le proprie intime speranze ad essere venute meno.

Da questo libro, tradotto pure in tedesco e in inglese, è stata tratta in Israele un’opera lirica e ne verrà ricavato anche un film.

Testo originalissimo nella struttura letteraria, in grado di giocare secondo diversi piani spazio-temporali, è assai suggestivo poiché tratta la Shoah attraverso la sofferenza del soggetto più indifeso, un bambino: “Ma potrà mai esistere un nuovo giorno per una bambina che è tutta tenebra?” si domanda angosciato Padre Stanislaw. Il linguaggio talora è oscuro, difficile, ma l’opera è preziosa poiché ci pone di fronte all’ineludibile problema del come raccontare le nostre vicende più dolorose. Pensiamo al lungo Silenzio dei sopravvissuti, prima che irrompessero le loro testimonianze tragicamente liberatorie; ma pure al “parlare subito” da parte di alcuni di loro, seguito da un silenzio disperato, talvolta sfociato in gesti estremi.

E le domande: Il Racconto modifica il Ricordo? L’Arte è il solo strumento per comunicare la memoria del vissuto con le sue emozioni?

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: E il topo rise
  • Titolo originale: Tzhok shel achbarosh
  • Autore: Nava Semel
  • Traduttore: Elisa Carandina
  • Editore: Atmosphere Libri
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Biblioteca dell'acqua
  • ISBN-13: 978-88-6564-020-3
  • Pagine: 182
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 16,00
 

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