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16 aprile 2018

Il ragazzo persiano - Mary Renault

Bagoa, nobile persiano, ha solo dieci anni quando vede la famiglia massacrata dai soldati del re Dario. Fatto schiavo, viene evirato e diventa uno dei tanti eunuchi che popolano la corte persiana. Ma qualcosa sta cambiando in Oriente, ed enormi saranno le ripercussioni sulla vita di Bagoa. Le truppe macedoni guidate da Alessandro hanno iniziato la loro marcia alla conquista di Babilonia, Susa, Porsepoli, rinnovando le glorie di quello che, per il giovane conquistatore, è stato il massimo re di tutti i tempi: Ciro il Grande. La bellezza di Bagoa gli guadagna il favore di Alessandro, di cui diventa amante, amico, confidente. La loro sarà una relazione passionale, salda e sincera: un rapporto che sarà troncato solo dalla morte del Conquistatore.

Recensione

Il racconto che l’eunuco Bagoa ci riporta dalla sua viva voce è diventato leggenda e nel contempo si è fatto storia, sulla quale in tanti prima della Renault si sono cimentati.
Ad ogni modo la voce narrante non si limita a trasferire la sequela di vittorie e di battaglie che il condottiero macedone noto come Alessandro Magno, ha portato avanti nell’antichità, ma diventa l’esposizione genuina di una società intera, quella del popolo persiano che si incrocia con un uomo proveniente dall’ovest.
Quest'uomo eccezionale diventerà il suo nuovo imperatore con una politica condotta sul campo ma anche sull’integrazione tra culture diverse: da un lato la culla orientale del prosternarsi e dello sfarzo, dall’altro la modifica del mondo occidentale di matrice ellenica che ha imparato con l’evoluzione del pensiero filosofico a gestire le cose pratiche della vita.
In questo senso il romanzo storico, che tra l’altro risulta essere molto accurato nelle fonti così come nella veridicità storica, raggiunge in pieno il suo risultato.

L’opera dell’autrice non si limita a descrivere un modo di vivere e le convenzioni della sua ambientazione, essa si addentra poi nella vicenda personale e profondamente umana, con una diade di tutto rispetto impersonata proprio dal giovane Bagoa da un lato, obbligato a fare la vita di corte in qualità di amante per via di un intrigo politico precedente alla venuta di Alessandro, e dall’altra proprio il personaggio storico del macedone che invece vive intensamente un esilio volontario pur di rincorrere il suo ideale di conoscenza del mondo sino ai suoi confini.
Un uomo su cui, come precedentemente affermavo, si è detto di tutto, dalla sua omosessualità nota ai più al continuo conflitto interiore che lo pervade, rendendolo nonostante tutto un eroe normale, con dei chiaroscuri simili a quelli delle persone comuni.

Un altro nodo centrale della storia diviene inoltre l’amore: quello che lega il macedone al suo desiderio di scoperta e alla sua gente, quello che lo lega all’amico (o amante) di sempre Efestione, o lo stesso innamoramento che rapisce Bagoa e che lo lega in maniera indissolubile al suo signore, tanto non solo renderlo testimone delle sue gesta fino alla sua dipartita da questo mondo, ma condurlo quasi per mano a mettere per iscritto (almeno nell’immaginazione dell’autrice) la raccolta dei suoi giorni vittoriosi così come degli intrighi di corte e delle sue ansie più nascoste.

O ancora, non meno importante diviene agli occhi del lettore il vero e proprio scontro di culture che si confrontano e che fungono da cornice: i macedoni che ogni tanto non comprendono come il loro re e signore possa apprezzare la cultura barbara degli orientali, con delle abitudini concepite come disdicevolei e di contro i persiani che per millenni hanno cullato le loro tradizioni e guardano con diffidenza l’orda di invasori da cui vengono assoggettati, concependoli a loro volta come arretrati evolutivamente.
Entrambi perdono di vista quale sia il vero intento del monarca: l’integrazione dei popoli, a suo giudizio l’unico modo per creare l’armonia. Ma è un intento che, come la storia ci tramanda e Bagoa stesso ci esplica, rimarrà alla fine un’utopia.

In merito ai personaggi, essi emergono all’interno della scena con tratto netto e sempre psicologicamente approfondito, si muovono in modo corretto nello spazio e nel pensiero, rendendo la vicenda verosimile e comunque ben congegnata.
L’ambientazione storica è curata in ogni minimo dettagli: belle le descrizioni dei paesaggi così come quello delle città e dei palazzi, gli interni.
Il tutto si dipana in maniera armonica e coerente così che l’ingente quantità di informazioni risulta non appesantire il narrato quanto, caso mai, arricchirlo.

Agevolato da uno stile sobrio e accattivante, rispettoso degli usi linguistici ed espressivi dell’epoca, Il ragazzo persiano si pone come una lettura interessante e affatto stucchevole.
Una storia che non solo racconta l’epicità di un mito, ma che ne sviscera soprattutto l’umanità, raccontandoci in modo indelebile che anche i più grandi eroi della nostra storia, in primo luogo, sono state delle persone ricche di contraddizioni, il cui impegno ne ha costruito, mattone dopo mattone, la grandezza.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Il ragazzo persiano
  • Titolo originale: The Persian Boy
  • Autore: Mary Renault
  • Traduttore: Oddera B.
  • Editore: Corbaccio
  • Data di Pubblicazione: 1994
  • Collana: Narratori Corbaccio
  • ISBN-13: 978-8879727051
  • Pagine: 478
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - € 16,00

23 dicembre 2017

Lois & Luke.Giro di vite - Annemarie De Carlo

Lois e Luke si incontrano sulle tavole di un palcoscenico a New York. Entrambi arrivano da un’infanzia maltrattata e l’incontro delle loro mancanze diventa subito amore. Jock, padre di Luke, poliziotto omofobo e feroce, scopre l’omosessualità del figlio e lo pesta a sangue, tanto da fargli perdere la memoria. Lois cerca disperatamente di ritrovare il suo ragazzo, ma Jock ha fatto sparire di lui ogni traccia. I due ragazzi sembrano destinati a non rivedersi mai più. Morbida e lieve la scrittura di Annemarie De Carlo si presta a un Male to Male classico, un gay romance delicato dalle tinte nere e fucsia.

Recensione

La storia di Lois e Luke è una fitta trama che abbraccia la vita dei due giovani artisti per un pezzo considerevole del loro cammino.
L’attrattiva maggiore che suscitano i due come coppia, è indubbiamente la purezza del loro legame, che riesce a scoperchiare anche gli animi più induriti dalla vita, perlomeno nel caso dei lettori. Perché in effetti, la loro relazione appare contrastata soprattutto a causa dell’omofobia che caratterizza la relazione tra Luke e suo padre, un uomo che mai, sembra, potrebbe accettare l’orientamento affettivo di suo figlio.
Ed è proprio l’odio di matrice omofoba uno dei contenuti che di certo merita di essere messo in rilievo tra i temi trattati nella storia: diviene difficile da comprendere, soprattutto per chi non ne è oggetto e fatica quindi a capirne sino in fondo le ripercussioni.
Se un’esperienza del genere viene vissuta tra le mura domestiche, può originare dei traumi che possono rimanere incollati addosso alle persone per tanto tantissimo tempo e, in alcuni casi, potrebbero non essere mai superati.
Pur essendo ambientato negli Stati Uniti, laddove comunque nonostante l’esistenza di determinate tutele nell’ambito dei diritti civili, il peso del trauma incide, palesando comunque una società moderna, e in questo senso identica a tutto il mondo occidentale, nella quale parecchio rimane da fare per superare definitivamente le barriere che ci separano dall’equità e dal concepire l’uomo, come persona pregna di aspirazioni e desideri, identico a tutti i suoi simili a prescindere da chi ama. Un sentimento denso, non dissimile da quanto ciascuno conosce e che i due protagonisti, nelle fasi alterne delle loro vicende, esprimono in maniera disincantata eppure delicata nello stesso tempo.
L’amore è un altro argomento cult, che qualifica nella struttura del narrato la forte componente romantica dell’opera, facendola ascrivere a una certa branca della letteratura a tematica LGBT, nota come romance M/M, che da tempo invade la scena riscontrando un notevole interesse dei lettori.
E come ogni storia d’amore nota tra i libri, gli elementi essenziali basati sul contrasto, l’allontanamento e la successiva resa dei conti assumono dei connotati tali da generare una notevole dose di suspense, acquisendo tonalità ritmiche sempre maggiori.
Largo spazio viene comunque lasciato tra le pagine all’introspezione dei personaggi, dove i loro movimenti sulla scena non solo si presentano, ma vengono anche puntualizzati dal vissuto emotivo e dalla rilettura che gli stessi attori danno e rilanciano al lettore.
L’ambientazione americana appare ben costruita, rappresentando tenore di vita fortemente attuale della società americana, aggredendo svariati aspetti, che investono il mondo scolastico sino a quanto si cela dentro le mura di casa o nel tempo libero, che tanto bene abbiamo imparato a conoscere in questi anni attraverso i media e il loro intrattenimento, a partire dalle serie TV che nel bene o nel male hanno condizionato la nostra percezione della realtà in modo più o meno palese.
Viene a ogni modo rappresentato un quadro dinamico e fortemente moderno, che incide in modo speculare con una serie di riflessioni sui tanti difetti che costellano la nostra vita senza che ce ne rendiamo, a volte, nemmeno conto.
Lo stile pulito e privo di particolari errori facilita il percorso della lettura accompagnandoci alla conclusione della storia con un bagaglio ricolmo di aspettativa, le vicende nei vari capitoli sono esposte in terza persona a focalizzazione interna, alternando le voci dei due protagonisti, senza mai cadere nel corso dell’esposizione in particolari incongruenze.
Luis e Luke. Giro di vite è una storia che non pretende nulla, se non raccontarsi, esprimendo tra le sue pagine il cerchio continuo di due destini che nel corso del tempo non riescono, in alcun modo, a separarsi e che rimangono reciprocamente indelebili per ciascuna delle due girandole di vita che si intersecano, si lasciano e poi riprendono nei momenti meno scontati a riunirsi.
Una storia dal sapore armonico, dedicata a chi ha già compreso che nella vita i sentimenti non vanno mai dati per scontati ma che, soprattutto, sono universali. E forse anche per tutti colori a cui, purtroppo, quest’ultimo passaggio ancora sfugge.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Lois e Luke. Giro di vite
  • Autore: Annemarie De Carlo
  • Editore: GoWare
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: Pesci Rossi
  • ISBN-13: 978-8867979127
  • Pagine: 117
  • Formato - Prezzo: E-book € 4,99

11 ottobre 2017

Una coppia perfetta. L'amore ai tempi di Grindr - Mariano Lamberti

Marco è un creativo che lavora nella pubblicità. Alex è infermiere in una struttura ospedaliera. Si contattano su Grindr, l’app per incontri veloci e immediati. L’intesa è istantanea, vanno a vivere insieme da subito e diventano una coppia. Coppia nasce dal latino “copulare”, e vuol dire “unire in matrimonio”. L’altro significato, scopare, è venuto dopo. Nonostante la convivenza e le apparenze formali, Marco non cambia le sue abitudini: segue fedelmente i suoi impulsi, le sue smanie sessuali, e tradisce Alex con metodica assiduità. Alex, anche se finge di non essere geloso, cova in realtà un sordo rancore. La loro unione è la consuetudine di un’intimità, embolo di pulsioni aggressive colmo di bisogni rigidamente celati all’interno che schiaccia ogni iniziativa legata all’Eros senza ruoli. Marco e Alex sono la coppia perfetta. Sì. Loro lo chiamano Amore. Gli psicologi, invece, Narcisismo.

Recensione

Le vicissitudini di Marco e Alex gettano di certo un’occhiata di disincanto, a tratti forse impietosa, sulle caratteristiche intime della gestione di relazione.
I due uomini sono incatenati da un legame intenso, fatto di passione che col tempo scema ma ringalluzzita da un continuo vivere situazioni estreme, sia tra loro che con altri attori sulla scena, scappatelle di cui entrambi sono a conoscenza ma nonostante questo continuano ad andare avanti nella loro vita che i più giudicherebbero, perlomeno all’inizio, una vita di facciata.

È questo che diventa, a mio avviso il tema principale dell’intero impianto narrativo: da un lato esiste una vita pubblica, di uscite collettive, dove Alex e Marco si mostrano insieme affiatati, una e proprio roccia; dall’altro lato, l’ipocrisia di un rapporto che, seppur basata sull’attaccamento reciproco, esso stesso non è sufficiente per rendere la loro storia realmente indipendente e solida: esiste un individualismo, incentrato in un mix di narcisismo e insicurezze, che la minano nelle sue fondamenta e che, in qualche modo, portano soprattutto Marco a sfogarsi sessualmente al di fuori della coppia.
In questo senso, questo loro menage aperto ma non evidenziato tra i due, porta alcuni amici, Adam in testa, a giudicare il loro rapporto come fittizio, anche se poi l’intessuto del narrato ci insegna quanto si sbaglino: i due rimangono legati, in modo profondo e inconscio, hanno solo bisogno di una certa spinta per comprenderlo una volta per tutte.

Una specifica è comunque doverosa porla, per non generare fraintendimenti: il fatto che si tratti di una relazione tra due uomini non comporta una svalutazione delle loro relazioni, anzi, per certi versi porta il lettore a riflettere che la dinamica in una storia sentimentale, anche in un caso del genere, in realtà è simile a prescindere dall’orientamento sessuale dei suoi protagonisti.

Il ménage, l’atteggiamento, i comportamenti visti con la lente di ingrandimento ci porta uno spaccato più che mai reale su che significhi stare insieme oggi: prima il legame e la famiglia doveva prevalere sui bisogni personali, nei tempi moderni invece l’individualità della persona a volte prevarica il bene della società primaria che la normativa vigente o, soprattutto, le consuetudini ci hanno insegnato quando eravamo piccoli.

Pertanto, l’ipocrisia di fondo nel voler mantenere in piedi una vita di facciata e nell’ostentare il legame, quando accade, è identico a tutte le coppie che hanno problematiche del genere, a prescindere dal fatto che i nostri protagonisti siano Marco e Alex, chi si accosta a questa lettura ritenendo che la loro espressione di vita rifletta l’orientamento sessuale (col solito binomio omosessuale = disinibizione, tanto per citarne uno tra i tanti) dei protagonisti, si sbaglia.
Le loro reazioni sono altamente diffuse, quasi comuni anche nelle coppie etero.

Un altro argomento caldo del romanzo è sicuramente l’amore, che comunque si pone al centro della trama. Si tratta di un altro aspetto che detiene il potere di equiparare le situazioni, generando delle similitudini precise.

Infine, con il riferimento a Grindr, noto social per appuntamenti riservato ai gay (ma se ci fosse scritto Tinder, la dinamica sarebbe la stessa anche se cambia l’oggetto dei desideri) regala uno spaccato piuttosto attendibile della modernità, dove l’incontro del partner e la relativa conquista è intermediata da un anonimato narcisista attivato attraverso le dinamiche della virtualità.
Il social pertanto diventa a tutto diritto un protagonista esso stesso, svelandoci le modalità in cui si esprime: un contatto semplice, che può diventare immediato, ma che in qualche modo genera più solitudine nelle persone, anche se il suo scopo rimane quello di mettere in contatto con il resto del mondo.

Il libro si esplica attraverso uno stile sobrio, che per quanto declinato in incursioni narrative ritmate, può apparire lento nel suo insieme, rischiando a volte di non accattivarsi l’interesse di chi legge.
La forma è corretta, dialogicamente svelta e immediata, non vi sono sviste o refusi che possano destare l’interesse, ma rimane comunque un romanzo che se la gioca tutta in termini di adesione: o lo si ama, o lo si detesta.

Per questo La coppia perfetta a mio avviso è un’opera controversa: affonda le dita in un terreno che può essere scomodo per alcuni, evidenziando le molteplici contraddizioni della nostra epoca. Una lettura a cui ci si deve accostare con la consapevolezza di andare incontro anche a verità che possiamo ritenere scomode, dedicata in primo luogo a chi non è vittima del proprio pregiudizio ma sa andare oltre le righe per utilizzare questa lettura come filtro nell’interpretare la realtà.

Giudizio:

+3stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Una coppia perfetta. L'amore ai tempi di Grindr.
  • Titolo originale: eliminare campo se il libro è italiano
  • Autore: Mariano Lamberti
  • Editore: GoWare
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Pesci Rossi
  • ISBN-13:9788867976461
  • Pagine: 116
  • Formato - Prezzo: E-book € 4,99

6 agosto 2017

La vita sconosciuta - Crocifisso Dentello

Milano, primi anni Duemila. Ernesto, cinquantenne disoccupato, reduce da un incontro sessuale con un gigolò arabo, rincasa nel cuore della notte e scopre la moglie Agata riversa senza vita sul divano. Il tragico evento è preceduto alcune ore prima dall’ennesima disputa coniugale perché Agata – costretta a lavorare come domestica per salvare il bilancio familiare – rimprovera al marito una colpevole rassegnazione. Il lutto improvviso esaspera i sensi di colpa di Ernesto. Da anni conduce una doppia vita costellata da menzogne e tradimenti. Agata, siciliana dal carattere ribelle, ignora che il marito la tradisce con prostituti nel degrado di parchi pubblici e toilette di stazioni ferroviarie. Così com’è all’oscuro del terribile segreto che Ernesto custodisce, risalente al loro comune passato di rivoluzionari negli anni Settanta. Scandito da capitoli che si accumulano come istantanee capaci di illuminare il nostro passato prossimo grazie a un particolare, un dettaglio, un’emozione, il romanzo attraversa la memoria intima e pubblica di un uomo che si mette a nudo in una confessione senza sconti. Crocifisso Dentello, alla sua seconda prova, racconta due vite perdute, un marito e una moglie offesi dalla Storia e dai sentimenti negati.

Recensione

Il romanzo a tratti intimistico di Crocifisso Dentello accompagna il lettore in un’esperienza di esistenza singolare, ma più comune di quanto si creda nei tempi passati, quando essere omosessuali era ancora un tabù. Diventava spesso una vita intera da nascondere a chi ti circondava.

La voce narrante è quella di Ernesto, che vive a Milano e che, nonostante la precarietà economica della sua famiglia, composta da lui e dalla moglie Agata, non riesce a rinunciare ai piaceri del sesso a pagamento con uomini extracomunitari, nonostante il prezzo esiguo, per riempire una fame specifica, insita in lui, a cui non riesce a resistere. Proprio durante uno di questi incontri, sua moglie, rimasta sola in casa, viene a mancare, e quando arriva a casa è troppo tardi.

La morte di Agata dà all’uomo lo spunto per attraversare il loro passato, che li porta dritti nei fulgidi anni delle azioni dei rivoluzionari, della ribellione a cui loro stessi, da giovani, avevano aderito.
In un continuo rimando dal presente al passato e viceversa, Ernesto non riesce ad affrancarsi dal senso di colpa, uno dei nodi centrali dell’intera trama: non solo per via della sua doppia vita, costellata di bugie e di tradimento nei confronti della moglie così come di se stesso, ma anche per un segreto, relativo proprio alla loro attività all’interno dell’organizzazione di un attentato, il cui esito cambierà per sempre le vite di entrambi.

Nel romanzo si tratta una storia in cui di certo, tra tutti i contenuti, viene messo al centro gioco forza l’elaborazione del lutto e il pentimento a esso correlato: quando chi ami da tanto, così come quando perdi la persona che con te ha vissuto tanto tempo, è come se una parte di te stesso morisse con lei. Lo stesso Ernesto in più di un’occasione esprime questo suo cordoglio, in modo diretto così come lasciandolo intendere.
È una fase critica, che mette a dura prova la resistenza morale e intellettiva delle persone, e nel suo caso questa situazione tende a ripercorrere il loro passato, a rielaborare le paure dell’uomo così come la sua codardia nell’emergere e nell’affermarsi, accettandosi magari per quello che sarebbe dovuto essere.
In questo specifico ambito la sua storia non è molto dissimile da quanto realmente accadeva quando ancora essere gay era una maledizione, non solo per la persona ma soprattutto a livello sociale.
In molti della generazione di Ernesto hanno compiuto quel tipo di scelta di vita, e in molti libri degli anni passati si affronta un argomento del genere, sia a livello nazionale che a livello internazionale, risultando magari per i lettori abituati o appassionati alle storie di persone omosessuali, per certi versi scontato.
Ma a ogni modo su questo specifico versante la psiche intima del narratore, perché Ernesto ci parla in prima persona raccontandoci emozioni, avvenimenti e turbamenti, viene resa in modo chiaro e inequivocabile.

Una caratteristica che mi ha colpito comunque nella lettura di quest’opera, è di certo che per quanto sia Ernesto a raccontare la storia, la vera protagonista rimanga Agata. Non solo come ricordo onnipresente, ma come carattere, stile di vita e personaggio capace di bucare le pagine e arrivare dritta al lettore, senza sconti. Una donna che mai sapremo se, in qualche modo, avesse realizzato la doppia vita del marito, che lo amava di certo, se gli era restata accanto per tutto quel tempo, nonostante fosse lei con i suoi duri lavori il motore economica della famiglia dopo che Ernesto, a seguito di un licenziamento, non era più riuscito a venire a galla.

Nel contorno, a parte l’ambientazione prettamente italiana, un’altra riflessione scaturisce in modo naturale proprio su questo argomento, tremendamente attuale: la crudeltà del mercato del lavoro, che quando ti espelle, sulla base dell’età di chi si ritrova senza un impiego, ti ostracizza, divenendo un male spesso dalle conseguenze atroci per chi si ritrova all’improvviso disoccupato.
Una stortura sociale che purtroppo in questi tempi rimane attuale e sempre presente e su cui l’autore, con pochi ma ben azzeccati riferimenti, getta uno sguardo implacabile, costringendo chi legge a viverne il dramma, a non fare finta di nulla.

Lo stile narrativo appare sobrio, calibrato nell’emotività così come nella descrizione puntuale dei vari tasselli che, sino alla fine non compongono il quadro completo se non nelle ultime pagine.
Il narrato è caratterizzato da un utilizzo di periodi brevi, ma con un registro alto, non solo nel metaforico quanto proprio nella scelta dei vocaboli.
Questa tendenza, di chiara matrice letteraria, di sicuro eleva la lettura a un livello superiore, ma a volte sacrifica l’immediatezza delle scene. Ernesto riflette, soffre, l’emotività prevale in ogni passaggio, come una coltre, anche nei dialoghi, nelle cornici dirette.
Questo denota comunque una certa sicurezza di scrittura, che può essere apprezzata da chi ricerca un’elaborazione maggiore della narrativa, senza accontentarsi della mera descrizione accattivante di un determinato passaggio, ma che di per contro può non incontrare l’apprezzamento di tutti i lettori.

Ma a prescindere dai gusti personali, La vita sconosciuta appare comunque una lettura degna di essere annoverata nell’universo letterario nostrano: Dentello si dimostra uno scrittore elaborato e nel contempo attento, capace di inscenare un intensa emotività dai dettagli più semplici.
Per questo l’approccio a un libro del genere, va fatto con cognizione e rispetto. Chi ricerca una lettura dallo stile edulcorato capace comunque di rendere la drammaticità di un’esperienza esistenziale di uno qualunque di noi, non ne rimarrà di certo deluso, lasciandosi trasportare dalla storia per mano, sino alla fine.

Giudizio:

+3stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: La vita sconosciuta
  • Autore: Crocifisso Dentello
  • Editore: La nave di Teseo
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Oceani
  • ISBN-13: 9788893441346
  • Pagine: 120
  • Formato - Prezzo: brossura - € 16,00

27 luglio 2017

Dillo tu a mammà -Pierpaolo Mandetta

I sentimenti non sono semplici, ma con le parole lo diventano. 
L’amore è sempre una faccenda di famiglia. Samuele ne è convinto, mentre guarda fuori dal finestrino sul treno che da Milano lo trascina verso sud. Dopo essere fuggito per anni, è finalmente pronto a rivelare ai suoi genitori di essere omosessuale. Con lui c’è Claudia, la sua migliore amica, incallita single taglia 38 e unica donna di cui si fida. Appena arrivano a Trentinara, un grazioso borgo del Cilento, ad accoglierli ci sono i parenti al completo. E la sera, alla festa del paese, il papà ha un annuncio da fare: suo figlio e la fidanzata Claudia si sposeranno a breve. È un vero e proprio shock per Samuele: lui vuole sposare Gilberto, il compagno rimasto a Milano, proprio lo stesso uomo che lo aveva convinto a riavvicinarsi ai suoi. Ma nelle case del Sud è quasi una tradizione che sogni e desideri vengano condivisi in “famiglia”: non solo con mamma e papà, ma anche con quella vecchia zia che si incontra una volta all’anno e persino con la vicina di casa. E così Samuele, per poter essere padrone della propria vita, dovrà fare i conti con un passato che vuole lasciarsi alle spalle; stavolta, però, non è disposto a scendere a compromessi. E adesso chi glielo dice a mammà?

Recensione

Un trentenne gay lascia la sicurezza del Nord Italia più cosmopolita e affronta un viaggio di ritorno, giù al Sud, verso la propria famiglia e un passato che aspetta soltanto di essere risolto.

Se a leggere queste due righe vi viene in mente una valanga di libri e film e vi sorprende la tentazione di urlare al cliché imperante, be', è perché in fondo è davvero un cliché. Uno dei più vitali, a ben vedere. Fosse solo perché mezza Italia si trova o si è trovato nella stessa situazione di Samuele.

L'autore probabilmente lo sa, e con autentico gusto sembra giocare con i più disparati stereotipi culturali italiani: la Milano da bere, superficiale, anoressica e frigida, contro il profondo Sud, bulimico nelle relazioni come nelle abitudini alimentari, tra un caldo sempre torrido, parti in casa e gossip di paese.
Nel mezzo troviamo Samuele, stritolato tra due identità fittizie, tra due mondi diametralmente opposti, che non gli riesce proprio di chiamare casa; forse perché, in un certo senso, è dentro se stesso che deve innanzitutto imparare a sentirsi accogliere.
Come a dire: non puoi chiedere di essere accettato dagli altri se non ti accetti per primo, e, di conseguenza, non puoi amare e farti amare se non sai amare neanche te stesso.
Il senso di tutto il romanzo mi sembra stia qui: un lungo giro verso casa, dal Nord al Sud e di nuovo al Nord, che porta Samuele a scoprire a amare se stesso.

Dunque è una crisi esistenziale da manuale quella che si prospetta. E come tutte le crisi, anche questa si gioca su una sterminata serie di conflitti: è proprio in tale prospettiva che vanno colti gli abbondanti luoghi comuni che affollano il romanzo; un po' troppo, forse, perché se è vero che alcuni aspetti culturali, alcuni eventi e alcuni personaggi danno colore all'ambientazione, altri (tanto per dirne uno: il parto in casa cui partecipa malauguratamente Samuele) sembrano del tutto superflui, non andando a incidere in alcun modo sull'azione narrativa.
Apprezzo l'autoironia mostrata dall'autore e la volontà precisa di giocare con gli stereotipi anche per smontarli, ma Trentinara pare davvero incarnare ogni possibile luogo comune della provincia meridionale italiana. E in realtà bastava poco per smussare l'effetto, giocare con il chiaroscuro, puntualizzare, per dirne una, come in fondo la provincia italiana è tutta uguale, da Voghera a Vibo Valentia.

Il confronto culturale dunque è la tematica che salta continuamente all'occhio, e a volte finisce con l'oscurare quello che sarebbe il tema principale, ovvero l'omosessualità del protagonista.
Messo alle strette da un fidanzato pretenzioso in termini di stabilità, Samuele affronta finalmente la famiglia e si dichiara.
Ora, non c'è cosa più ritualizzata, in una certa narrativa di tematica queer, del fatidico coming out in famiglia. Anche qui, non si sfugge.
In ogni caso, il fattaccio passa subito in secondo piano, tanto per la famiglia quando per Samuele stesso, che comincia a fare i conti con se stesso.
Samuele ha un fidanzato e un lavoro soddisfacente: all'orizzonte si stagliano la stabilità del matrimonio (pardon, unione civile) e la sicurezza di un imminente successo professionale. Il coming out sembrava la sfida più grande: e invece, superato l'ostacolo con irrisoria difficoltà, Samuele scopre solo un grande vuoto esistenziale.
Tutto il romanzo è, come detto, il tentativo del protagonista di risolvere questo vuoto.

A questo punto devo sporcare la fluidità della recensione con una serie di considerazioni soggettive.
Se, da un lato, mi sembra che oggettivamente l'autore abbia svolto un buon lavoro in termini di introspezione psicologica, tale da restituire un profilo realistico e vivo, soggettivamente, come lettore spassionato, devo ammettere un certo senso di frustrazione che ha accompagnato la lettura.

Samuele non avrebbe di che lamentarsi: nella realtà odierna i trentenni (incluso l'attuale scrivente) affrontano una crisi di fatto, imposta dalla mancanza di prospettive, a volte in campo professionale, a volte in campo relazionale, a volte, disgraziatamente, in entrambe.
Samuele viene presentato sotto una luce di crisi generazionale che a ben vedere non gli è propria.
Una considerazione soggettiva, la mia, ma che è consistente al punto da impedire qualunque possibilità di empatia col protagonista.
Ma anche a cercare di essere il più oggettivi possibili, resta comunque una sensazione amara, come se alla fine Samuele restasse un personaggio incompiuto, irrisolto nonostante quel possibile lieto fine, suggerito in chiusura, che sembra anche abbastanza forzato.

Sicché, non nascondo una certa difficoltà nel recensire questo romanzo: mi ha divertito, mi ha incollato alla pagina, ma non ho provato alcuna compassione.
Anche la galleria dei personaggi secondari non mi ha soddisfatto, e qui mi permetto la presunzione di una considerazione oggettiva: metà dei personaggi sono semplici macchiette, delle caricature, altri hanno più spessore, ma comunque appaiono statici, cristallizzati.
C'è poi il personaggio di Claudia, l'amica del cuore di Samuele, l'immancabile frociara che fa da spalla al protagonista gay. Confesso totale insofferenza per questo personaggio.
Al di là della scarsa empatia, in realtà trovo che questa figura sia inutile anche a livello narrativo: non aggiunge nulla alla trama, finisce solo con l'appesantirla, fa da amplificatore alle negatività di Samuele, aggiunge altre lagne a quelle del protagonista, e non incide in alcun modo sul percorso di crescita del protagonista.

Nonostante certe criticità, il giudizio è comunque positivo: non mi sono annoiato, ho riso e mi sono lamentato, mi ha persino fatto riflettere. Resta la sensazione di un romanzo irrisolto, ma chissà: forse è quanto di più appropriato per una vita che solo all'ultima pagina comincia a essere vissuta veramente.




Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Dillo tu a mammà
  • Autore: Pierpaolo Mandetta
  • Editore: Rizzoli
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: 
  • ISBN-13: 9788817094474
  • Pagine: 322
  • Formato - Prezzo: Brossura - 18,00 Euro

9 luglio 2017

The danish girl - David Ebershoff

Che cosa succede quando vedi la persona che ami cambiare radicalmente sotto i tuoi occhi? Tutto nasce da un semplice favore che una moglie chiede a suo marito durante una giornata qualsiasi. "The Danish Girl" di David Ebershoff, un romanzo sui lati oscuri e misteriosi dell'amore e della sensualità. Siamo a Copenaghen, inizi Novecento: entrambi stanno dipingendo nel loro atelier, lui realizza paesaggi velati dalla nebbia del Nord; lei ritrae su enormi tele i ricchi committenti della borghesia cittadina. Proprio per completare uno di questi lavori, il ritratto di una nota cantante d'opera, Greta domanda al marito di posare in abiti femminili. Da principio Einar è riluttante, ma presto viene completamente sedotto dal morbido contatto della stoffa sulla sua pelle. Via via che si abbandona a questa esperienza, il giovane entra in un universo sconosciuto, provando un piacere che né lui né Greta avrebbero mai potuto sospettare. Quel giorno Einar ha un'autentica rivelazione: scopre infatti che la sua anima è divisa in due e forse lo è stata sempre: da una parte l'artista malinconico e innamorato di sua moglie, dall'altra Lili, una donna mossa da un prepotente bisogno di vivere...

Recensione

Questo romanzo, da cui è stato tratto l’omonimo film approdato nel nostro paese nel 2016, a mio avviso non racconta la vita di Einar, che si scopre Lili. E nemmeno romanza la vita di Lili e le sue fatiche per emergere come persona senziente, racchiusa dentro il corpo di Einar. Ma di fatto diviene, con estrema delicatezza, la storia di un legame indissolubile, che va oltre il desiderio o quel che sentiamo di essere.
L’opera di Ebershoff ci descrive infatti Greta (nel film Gerda) ed Einar, una coppia di sposi che si confronta con le proiezioni di entrambi sul coniuge come su se stessi, e di come proprio Greta per prima aiuta Lili a emergere dai recessi della mente del marito, fino ad acquisire personalità e spessore, in un duro e periglioso iter che lo porterà a tirare fuori la sua natura. Essenza che la donna accetta, non a fatica, ma che comunque supporta perché capace della sostanza più grande che un sentimento come l’amore riesce a regalare: il potere di lasciar andare e di desiderare che chi abbiamo amato sia felice.
Greta ama Einar, e imprescindibilmente, quindi, ama Lili. La teme e la protegge, ne tutela l’esistenza, la porta alla luce, supportando Einar a scegliere chi realmente ha sempre desiderato di essere.
Siamo tra gli anni venti e gli anni trenta del secolo scorso, in una società danese che, per quanto aperta, ancora deve sperimentarsi su certe tematiche. Entrambi sono artisti, Einar dipinge paesaggi risalenti alla sua infanzia triste, Greta fa ritratti su commissione e risente della minore notorietà che si è guadagnata rispetto al marito. Lei ha vissuto in America, lui è stato quasi sputato fuori dalla campagna danese, ma nonostante le tensioni, rimangono uniti. Nella buona e nella cattiva sorte. Anche quando, quasi per gioco, Lili emerge, e diventa una presenza costante nelle loro esistenze.
Una presenza che, giocoforza, peserà per sempre nelle loro vite cambiandole radicalmente. Portandole a Parigi e dopo ancora a Dresda, nel lungo sentiero che si traccia davanti al destino di Einar, che deve compiere per sentirsi realizzato come persona. Per essere Lili fino alla fine. In questo quadro suggestivo sono tanti i personaggi che si incrociano, a partire dalla figura imponente di Hans, l’amico di infanzia di Einar che ritroverà in età adulta, a Carlisle, il gemello di Greta, figure che rivestono nella narrazione un peso determinante alla trama e al suo sviluppo.
Licenziare la tematica fondante della storia con il transessualismo e l’identità di genere, non rende giustizia al romanzo: in esso non solo ritroviamo descritti in maniera delicata ma comunque forte il peso dell’identità personale e del desiderio di essere ciò che siamo, ma parliamo dell’amore sconfinato e della coppia, del matrimonio che ci porta ad accettare qualsiasi cosa del nostro coniuge, anche quando ciò significa perdere chi amiamo per sempre. Per il solo desiderio che chi amiamo si senta realizzato.
La ricostruzione storica è accurata, nonostante lo stesso autore specifichi di aver romanzato la storia di Lili Elbe e di sua moglie Gerda partendo dai dati storici per poi dare una consistenza originale ai loro vissuti, l’ambientazione dell’intero impianto rimane comunque immutato e coerente, con diverse incursioni descrittive che facilitano l’empatia nella lettura con la realtà vissuta dai protagonisti, calpestando con loro lo stesso suolo, respirando gli stessi odori.
Lasciandosi avvolgere dai medesimi colori.
La caratteristica fondante che comunque permea tutta l’opera è la delicatezza con cui i sentimenti di Lili emergono nel suo vissuto e si fanno strada nella sua esistenza, descritti in modo semplice e dettagliato, arrivando al cuore di chi si imbatte nella sua storia e da cui non può che lasciarsi travolgere.
Senza il bisogno di metafore o articolati schemi descrittivi, si arriva a comprendere la voce che sussurra nelle orecchie di Einar e di Greta, che racconta di come Lili ormai faccia parte del mondo e abbia tutti i diritti di esistere, di essere.
Ed è proprio così che The danish girl merita di essere ricordato: un romanzo reale, senza fronzoli, che ci racconta il dramma ma anche l’avventura di desiderare una vita conforme alle proprie aspirazioni, che ci racconta come una carezza sul viso il diritto di Lili di essere Lili e nessun altra, il dolore e la forza dietro la perdita di chi ami per garantirgli un futuro, l’amore che varca i confini del possibile pur di concretizzare un sogno.
Il romanzo, al di là della risonanza mediatica per il film che ne è scaturito, merita di essere letto, solo per conoscere e porsi il problema dell’accettazione: soltanto comprendendo le dinamiche interne di chi nasce in un corpo fisico errato rispetto al proprio spirito, si può arrivare a rispettare le differenze, e a comprendere che siamo tutti uguali forse.
Lili è un’eroina, Greta non è da meno. E tutte e due insieme, con questo soffice libro, ci educano alla speranza, al dolore e al diritto di appartenersi. Una lettura del genere non può che insegnarci come, a volte, valga la pena vivere, anche per poco, essendo felicemente se stessi. Ed essendo fieri di esserlo fino in fondo.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: The danish girl
  • Titolo originale: The danish girl
  • Autore: David Ebershoff
  • Traduttore: Anna Mioni
  • Editore: Giunti
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • ISBN-13: 978-8809770652
  • Pagine: 368
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - € 18,00

23 maggio 2017

Come se fosse estate - Jay Bell

Ben è un diciassettenne tranquillo che vive in un sobborgo residenziale di Houston, nel Texas, consapevole della sua omosessualità, e alla ricerca di un compagno che soddisfi il suo bisogno d'amore. Un giorno, nel parco vicino a casa sua, incontra Mr Scarpe Blu, alias Tim Wyman, un bellissimo coetaneo con gli occhi grigi e i capelli scuri. Da quel momento il cuore di Ben comincia a battere, e non smetterà di farlo nel decennio che segnerà il loro amore contrastato.

Recensione

Il romanzo di Jay Bell, insignito di alcuni prestigiosi riconoscimenti riservati ai libri di tematica Queer d’oltreoceano, racconta in modo approfondito, a tratti disincantato, la difficile esistenza di Ben, un giovane adolescente che convive con la sua omosessualità da tempo e, soprattutto, con gli sberleffi e l’omofobia che gli viene riservata al liceo dal gruppo dei pari.
Accanto a sé ha Allison, la migliore amica di sempre, che lo supporta senza risparmiare consigli e, soprattutto, ascoltando i suoi sfoghi a volte melodrammatici, a volte entusiasti, di quanto gli accade attorno. La conoscenza del compagno Tim, bello da morire e insospettabile, getterà il giovane in un vortice di emozioni e rimpianti che si trascinerà per il resto della sua vita.
Infatti, la prima cosa che colpisce dell’opera è la sua estensione temporale: suddivisa in tre parti più un epilogo, affronta diversi aspetti del giovane scansionati nel tempo, partendo dal 1996 per arrivare al 2008, facendoci così scoprire anche la crescita del protagonista all’interno della sua esistenza. Un percorso che porta il lettore quasi per mano all’interno dell’intimo di Ben, con il quale ci si interfaccia nelle sue scelte così come nei suoi patemi d’animo, che spesso sfociano in reazioni non sempre ponderate.
Ambientato negli Stati Uniti, tra Houston e Austin con qualche piccola incursione a Chicago, il testo di sicuro risente dell’influenza sociale americana, laddove ancora si vivono situazioni di pregiudizio, di forte compromissione a volte che rendono la vita del protagonista, soprattutto quando ha a che fare con i suoi vessatori, un vero e proprio inferno, nonostante basti l’amore che prova per Tim per far scolorire anche i momenti più duri.
Un modo che, nelle intenzioni, forse voleva raccontare la speranza e il delicato equilibrio che esiste tra quanto ci accade attorno di male e ciò che ci fa stare bene, ma scandagliando a fondo la storia e le reazioni, alla fine forse poco rilievo viene dato agli sviluppi psicologici di chi subisce il bullismo, facilitando ogni cosa. Ma di norma, purtroppo, certe esperienze ti segnano, in antitesi al modo con cui Ben vive e somatizza esperienza talvolta traumatiche.
Ma l’insegnamento più grande di tutti, in linea con quanto è la vita stessa, è proprio l’assioma che “a tutto si può sopravvivere”, che forse il dolore può essere superato, non dimenticato, ma è possibile farci i conti, e questa di certo è la forza dell’intera storia.
È difficile riuscire a collocare un genere preciso: è un romanzo introspettivo dalle tinte LGBT, ma nel contempo, fa delle incursione nelle tematiche romantiche, con una ricerca in gran parte di un lieto fine che, alla conclusione arriva oltre la tragedia.
Ben inizia la sua storia pensando che non amerà mai, eppure impara a farlo.
Omofobia, amicizia, accettazione del sé, tradimento e vita di coppia fanno da collante all’intero impianto narrativo, rendendo la lettura tutto sommato gradevole, per quanto sopravvalutata. Ci si aspetta infatti un romanzo più corposo, più denso nei contenuti intimi, ma rimane purtroppo sbilanciato sull’aspetto romantico delle esperienze amorose, distraendo a volte dai risvolti sociali che vengono descritti.
A parte qualche imprecisione tipografica, la narrazione scorre in modo abbastanza veloce e scorrevole, portando a una conclusione quanto mai inaspettata, che può colpire come anche deludere: dipende tutto da cosa ci si aspetta da una storia del genere.
Ed è così che forse va preso Come se fosse estate: un libro che racconta la vita e le scelte di un giovane che ha deciso di dichiarare la sua omosessualità con coraggio, accettandone le conseguenze.
Una lettura che racconta un amore, non solo di Ben per Tim, o dopo per Jace, ma soprattutto di un ragazzo che ama se stesso e che non è disposto a scendere a patti con la società rischiando di essere infelice. Di certo un’esperienza da riservare a tutti coloro che non vedono differenze sull’amore in base a chi è il destinatario di ciò che si sente dentro.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Come se fosse estate
  • Titolo originale: Something like summer
  • Autore: Jay Bell
  • Traduttore: Andrea Misuri
  • Editore: Playgorund
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Syncro High School
  • ISBN-13: 9788889113813
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 13,50

6 maggio 2017

Golden Boy - Abigail Tarttelin

Max Walker è Golden Boy. Bello, intelligente, campione nello sport, amico perfetto, figlio perfetto, il rubacuori della scuola. È perfino affettuoso e adorabile con suo fratello. Karen, la madre di Max, è un avvocato di grido, determinata a mantenere la facciata di naturale eccellenza che ha costruito in anni e anni. Ma ora che i suoi figli stanno diventando grandi e che lei sta perdendo il controllo su di loro, inizia a temere che quella facciata possa sgretolarsi. Ad aumentare la tensione, suo marito Steve ha deciso di candidarsi alle elezioni e i riflettori di tutti i media nazionali sono puntati sulla loro casa. I Walker hanno un segreto da nascondere. Max è speciale. Max è differente. Max è "intersex". E quando un enigmatico amico d'infanzia ricompare per metterlo di fronte alla sua difficile identità, Max è costretto a guardare in faccia il suo ben protetto segreto. Perché i genitori non ne parlano? Cosa gli stanno in realtà nascondendo? Più si sforza di capire, e più Max si sente perso in un oceano di nuove domande, soprattutto ora che per la prima volta si è innamorato. Riusciranno i genitori, gli amici, la bella fidanzata ad accettarlo se lui non sarà più Golden Boy? Continueranno ad amarlo anche quando conosceranno la verità? Una è la domanda decisiva, la questione alla quale deve assolutamente trovare una risposta: chi è in realtà Max Walker?

Recensione

L’argomento che di sicuro attira maggiormente l’attenzione di questo romanzo è di sicuro l’intersessualità.
Viene definito intersessuale una persona che nasce con la compresenza parziale o totale dei cromosomi, dei caratteri sessuali secondari e di entrambi gli organi genitali: sia maschili e femminili.
In passato noti anche come ermafroditi, si tratta di una percentuale di persone che, nel corso della loro storia, si ritrovano obbligate, vuoi per retaggio culturale da ascriversi al vissuto, vuoi per altrui scelta con la rimozione sin da piccoli del carattere sessuale ritenuto in più nel loro corpo, a dover fare i conti non solo con la provenienza, ma soprattutto con ciò che sentono dentro di essere, che potrebbe, sulla base dei casi, non essere così scontato.
Un tema di sicuro poco noto, su cui ci si dovrebbe soffermare a lungo, data anche la varietà di tipologie ascritte all’intersessualità.

È con questa premessa, comunque doverosa, che noi ci interfacciamo con Max e la sua famiglia: Max, definito anche Golden Boy, è il figlio che tutti i genitori vorrebbero avere: mite, sensato, maturo e senza problemi, sa sin da piccolo di possedere entrambi i genitali anche se da sempre è stato trattato e si è ritenuto un maschio. Prova attrazione per le donne, del desiderio che si concretizza ma che, nonostante l’età lo porterebbe a sperimentarsi, ha secondo lui il buon senso di fermarsi per non far venire a galla questo segreto di famiglia.
Vive con una madre avvocato di grido, un padre che sta per buttarsi in politica e un fratello scalmanato, nonostante i suoi dieci anni, a cui riesce a stare dietro con estrema pazienza. Ma la vita di tutti loro rischia di essere sconvolta nel momento stesso in cui Hunter, il suo migliore amico sin dall’infanzia, gli rivela non solo l’amore che prova, ma ne abusa, portandolo in contatto con quella parte di lui che per tutti quegli anni aveva dato per scontata, inesistente. E il suo edulcorato mondo dorato viene sconquassato da un terremoto che coinvolge in primo luogo il suo io, le sue certezze, la sua stessa vita.

Il romanzo non si sofferma solo sull’intersessualità, essa è una componente peculiare del protagonista e raccontata in clima di estrema normalità, ma va oltre.
Ci racconta la violenza e lo stato d’animo di chi viene abusato da qualcuno che, in teoria, dovrebbe proteggere, ci racconta delle scelte dei genitori, che pur sbagliando ritengono di voler fare il bene dei figli, ci mette dinanzi agli occhi la dimensione degli adolescenti d’oggi, in America, dove lo status symbol e l’esperienza sessuale divengono caratteristiche fondamentali per la formazione e la popolarità di un adolescente, da cui trascende la sua stessa gioia di vivere.
Ci si confronta nella lettura con la diffidenza medica e la sperimentazione ossessiva per conoscere, a discapito a volte del paziente, con l’accettazione di se stessi e con l’annoso dilemma tra morale esteriore e benessere familiare valido per la politica come per chi ha una vita pubblica.

In questo senso l’opera si ascrive come romanzo di formazione, laddove le varie voci presenti ci raccontano i patemi della crescita e il contorno intessuto attorno alla vita degli adolescenti che, loro malgrado, si ritrovano ad affrontare i loro primi dilemmi etici e le loro scelte di vita, a volersi comprendere.

Su un profilo meramente formale il testo è concepito in prima persona, attraverso gli occhi di Max e dei suoi familiari, nonché della sua amica Sylvie, la voce fuori dal coro rispetto alla massa delle sue coetanee, che ama la poesia e che riesce soprattutto ad amare Max per quello che è, andando oltre l’apparenza. Uno dei tratti fondamentali del testo infatti è proprio il racconto della patina che ricopre la famiglia di Max: impegnata in politica, socialmente corretta, impegnata a non lasciar trapelare nulla che possa, in qualche modo, incrinare la facciata nella quale ciascuno dei componenti si è costruito un ruolo.
È emblematico di certo il Golden Boy, ma acquisiscono notevole spessore anche i pensieri di Daniel, che dal suo punto di osservazione riporta in modo disincantato e, in termini semplici e realistici rispetto alla sua età, la verità celata dietro i loro comportamenti pubblici; così come quella di Karen, la loro madre, che alla fine forse è il personaggio che subisce il percorso di cambiamento in maniera più netta sulla sua pelle.

Golden Boy ha di certo il merito di portare all'attenzione del lettore una storia di argomento inusuale, incastonandolo in tanti altri temi attuali e di certo importanti per i giorni nostri.
Diventa una lettura interessante, capace di portarci con sé sino alla fine, un’esperienza da dedicare a tutti quelli che, senza lasciarsi spaventare dalle diversità, vogliono affrontare mondi poco noti e in continuo divenire.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Golden Boy
  • Titolo originale: Golden Boy
  • Autore: Abigail Tarttelin
  • Traduttore: Gioia Guerzoni
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Strade Blu
  • ISBN-13: 9788804638414
  • Pagine: 425
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 16;00

31 marzo 2017

Nascosti dal mondo - J. W. Kilhey

Franklin D. Roosevelt ha detto: “Nessun uomo e nessuna forza possono abolire la memoria.” John Oakes e Kurt Fournier sono la prova vivente della verità dietro quelle parole. Sin dai tempi degli orrori della Seconda Guerra Mondiale, John e Kurt hanno arrancato per portare avanti le loro esistenze, sanguinando da ferite che non sono mai guarite. Ora si ritrovano nel 1950: la guerra può essere finita, ma la battaglia per trovare la pace è appena iniziata. John, dottorando alla UC Berkeley e veterano, fluttua attraverso la vita del dopoguerra fino a quando coglie il misterioso Kurt a suonare di nascosto un pianoforte all’università. John pensa di poter trovare un po’ di conforto in compagnia di Kurt ma non sa come creare una connessione con quell’uomo che vive una vita di prudente solitudine. Senso di colpa e rammarico minacciano di invalidare le loro speranze di avere una vita normale. Nessun uomo è un’isola, quindi John e Kurt devono mettere a rischio il loro cuore per trovare la felicità. Sfortunatamente, i ricordi e le paure possono paralizzare anche la persona più forte.

Recensione

Con il termine “omocausto” si tende a identificare la persecuzione e l’internamento nei lager nazisti delle persone omosessuali durante il regime di Hitler. Una tragedia che fonda le sue ragioni nell’inasprimento delle pene del famigerato paragrafo 175, e che purtroppo ha avuto un riconoscimento storico tardivo rispetto alle altre vittime del nazismo, ma non per questo l’eccidio e la tortura degli omosessuali furono meno cruenti rispetto al trattamento riservato agli ebrei, agli zingari, ai testimoni di Geova e a tutti coloro che, per razza, religiosità o etnia vennero internati nei campi di concentramento. Le persone omosessuali avevano cucito nella loro divisa il triangolo rosa (nero nel caso delle donne omosessuali, identificativo anche per gli antisociali), di cui tanto si è parlato negli ultimi anni, quando si è voluto dare voce a simili tragedie dimenticate, volutamente, dalle società civili.
Il romanzo di J.W. Kilhey ci racconta proprio questa storia: ambientato, con salti temporali tra il 1942 in Austria e il 1951 negli Stati Uniti, viene presentata al lettore le vicende del giovane ma già veterano John, reduce della Seconda Guerra Mondiale e coinvolto suo malgrado nella liberazione di Dachau, che anni dopo il conflitto e la sua conseguente riabilitazione, vive ancora l’incubo di quanto ha vissuto e scoperto, senza riuscire a darsi pace.
Proprio in California, nel suo ateneo, fa la conoscenza di Kurt, un uomo enigmatico e timoroso, di origine tedesche, che in passato ha fatto il musicista fino a quando, a causa del suo amore per il collega Peter con cui visse nel 1942 un’intensa storia sentimentale, finì nel campo di concentramento di dove toccò con mano gli orrori più indicibili.
I due uomini, nel 1951, incrociano le loro vite tormentate in un vortice fatto di ricordi alternati, di passione che a stento controllano, e di confronto delle loro esperienze traumatiche che in qualche modo li hanno segnati entrambi per il resto delle loro vite.
Il loro rapporto fragile si basa proprio sull’altrui comprensione e sul desiderare risposte, perché solo chi ha sofferto riesce ad afferrare il dolore dell’altro.
Accantonato per un attimo il tratto principale della trama, determinato da una ricostruzione storica puntuale della vita nei lager per persone omosessuali e della Germania del tempo, affrontiamo nel corso delle pagine molteplici argomenti, a iniziare dai risvolti psicologici del disturbo post traumatico da stress sia per aver partecipato alla guerra, come ne caso di John, che a maggior ragione per Kurt, vittima invece di torture indescrivibili che hanno ripercussioni nella sua vita anche successivamente: dai tic di togliersi il cappello, come riflesso incondizionato quando si sente in pericolo, ai timori del futuro: più volte il personaggio esterna il suo terrore che, a causa della sua omosessualità, possa avere delle ripercussioni o addirittura venire nuovamente imprigionato in un lager.
Da questi presupposti affrontiamo il desiderio omosessuale, la speranza per una vita senza pregiudizi e l’insicurezza derivante dalla propria accettazione, ai giorni nostri forse infondata ma non per questo meno vissuta.
Le due storie, data anche l’alternanza di voci che caratterizza il testo, con un continuo rimando al passato e ai dilemmi del loro presente, si intersecano integrandosi e dando modo al lettore di ottenere uno spaccato preciso della realtà dei fatti. I due personaggi si affermano su tutto il resto, sullo sfondo permangono gli altri attori della scena, che vengono fuori con delle pennellate veloci ma comunque azzeccate, consumate laddove l’esigenza della trama lo richiede. Di sicuro l’intera opera risulta frutto di un intenso studio della realtà tedesca da un lato, soprattutto concentrata nel rendere avvincenti ma comunque veritiere le scene, anche quelle più truci.
Lo stile e lo sviluppo della storia appaiono quasi inappuntabili, e ineluttabili nel contempo: scene vivide, con dialoghi ben architettati e profonda indagine della psiche guidano la lettura sino alla fine, per quanto a conclusione dell’esperienza rimane comunque in chi legge il desiderio di una prosecuzione, per scoprire fino in fondo le evoluzioni della storia d’amore complessa tra i due giovani, e forse anche per scordare le atrocità descritte dalla memoria di Kurt, che ancora oggi ci portano a chiedere come la mente umana, supportata dall’odio, possa solo concepire certi sistemi coercitivi come i campi di concentramento.
Una riflessione che forse permane di proporzioni enormi e che comunque non trova, ancora odiernamente, una risposta plausibile.
Nascosti dal mondo è un libro d’effetto, che coglie l’essenza della storia e mostra a chi lo legge delle verità scomode, ancora oggi vittime di negazionismo da parte di alcune frange estremiste.
Una lettura indubbiamente intensa, da dedicare a chi vuole comprendere l’adesso di una realtà, come quella della repressione e dell’odio, partendo dalla memoria del passato che mai va dimenticata.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Nascosti dal mondo
  • Titolo originale: Hidden away
  • Autore: J. W. Kilhey
  • Traduttore: Barbara Cinelli
  • Editore: Triskell
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Triskell Rainbow
  • ISBN-13: 9788893120265
  • Pagine: 370
  • Formato - Prezzo: € 5,99

3 febbraio 2017

Sick City - Tony O'Neill

Jeffrey e Randal vivono in una Los Angeles dove il mondo della rispettabilità si incrocia sempre e pericolosamente con quello del crimine e dove il potere del denaro regna indiscusso, quasi limpido nella sua assenza di contrappesi. Jeffrey è un ex ragazzo di strada nordirlandese, fuggito nella città californiana. Randal è un rampollo del più importante magnate cinematografico hollywoodiano. Si conoscono per caso in una clinica di disintossicazione gestita da un ambiguo dottore, che è anche un divo della televisione grazie a un reality dal titolo "Disintossicare l'America", nel quale alcune micro-celebrità si sottopongono, o fingono di sottoporsi, al trattamento terapeutico. Jeffrey ha deciso di disintossicarsi subito dopo la morte improvvisa del suo compagno, un ex poliziotto molto più grande di lui, dedito ad attività e frequentazioni non sempre legali. Sa di dover essere pienamente in sé per poter affrontare un affare che potrebbe cambiargli per sempre la vita. L'affare riguarda una vecchia pellicola amatoriale pornografica in cui sono protagoniste alcune delle star più famose di Hollywood, ma in particolare Sharon Tate, l'ex moglie di Roman Polanski.

Recensione

Le vite di Randall e Jeffrey non potrebbero essere più diverse, per età, estrazione sociale e condizioni di vita: il primo è il rampollo di una nota famiglia del cinema e istituzione di Hollywood, l’altro è un giovane irlandese scappato da casa che tra marchette e spirali di droga è finito anch’egli a Los Angeles senza trovare un suo destino preciso. Il minimo comune denominatore di entrambi, e del resto dei personaggi che in questa storia si presentano, agiscono e svaniscono sulla base delle necessità, è la dipendenza da stupefacenti. I due solidarizzano nel centro di recupero del famoso Dottor Mike, e decidono di portare avanti un progetto comune che consenta a entrambi di poter cambiare vita, perlomeno nelle loro illusioni iniziali, dando vita a una serie di rocambolesche situazioni in cui, in un modo o nell’altro, entrambi si districano sino alla fine.

Un aspetto che colpisce di questo testo permane certamente l’atmosfera di assoluta decadenza di Los Angeles, fatta di anfratti puzzolenti e vicoli, di comunità di disintossicazione e appartamenti incasinati che sono ben lontani dall’immagine edulcorata che traspare mediaticamente della città. Parliamo di personaggi che vivono una vita ai margini, che lottano per prevalere e, molto spesso, ciò significa semplicemente sopravvivere.
Le immagini rese, per quanto possano colpire e a volte turbare, risultano comunque abbastanza vivide e soprattutto coerenti con le situazioni che vengono esposte. I vissuti sono verosimili e anche le reazioni che di volta in volta si sviluppano all’interno della storia.
Una caratteristica pregnante, se affrontiamo il dipanarsi della trama, è la circolarità delle vicende di ciascuno dei protagonisti e degli altri personaggi (o perlomeno di chi all’interno della storia sopravvive): tutti partono da un punto predefinito, vivono una serie di situazioni che in qualche modo portano dei cambiamenti ma di fatto, a conclusione, i protagonisti si ritrovano esattamente al punto di partenza, con sole le speranze, sempre le stesse, che permangono intatte.
Un aspetto curioso che non guarda in faccia nessuno: né chi ha la possibilità economica né chi alla vita precaria ci è abituato.
Un altro tema, che accompagna quello della dipendenza, diventa quindi proprio la falsità del mondo delle stelle hollywoodiane, che nascondono dietro la loro ostentazione i vizi e gli eccessi che per quieto vivere devono rimanere segreti. Ma non sempre il punto va a segno, proprio come nel caso del Dottor Mike, la cui sicurezza di essere il guru che televisivamente salva le vite dalla dipendenza lo porterà alla sua rovina, ma anche nel suo caso la circolarità si attiva, ripresentandoci comunque un finale dove di fatto, nulla è mutato per nessuno. Trina rimane sola, Randall e Jeffrey senza soldi e con uno scopo nuovo per guadagnarne e Mike con un nuovo show da condurre dopo lo scandalo di cui è stato artefice e contestualmente vittima.

Un aspetto peculiare è la presenza di una serie di personaggi di contorno che un po’ assurgono al ruolo del deus ex machina, laddove agiscono proprio al momento giusto, e poi scompaiono lasciando il lettore a chiedersi perché e che fine abbiano fatto. Non sappiamo se per economia di trama o per scelta precisa, ma su qualche personaggio forse ci si poteva esprimere maggiormente.

In linea generale la storia ha una sua attrattiva, che un po’ abbiamo imparato a conoscere grazie ai vari Welsh, Breaston Ellis e Cooper, ma va al di là del genere da essi portato avanti per addentrarsi in modo originale e ancora nuovo al problema del mondo della droga, che ci sembra sempre lontano fino a quando, in un modo o nell’altro, non ci colpisce direttamente.

La struttura del testo che permane comunque solida, la sintassi inappuntabile e un buon ritmo espressivo portano il lettore sino alla fine.

Di sicuro Sick City rimane un romanzo che tratta di temi e di società decadenti, che non è adatto a tutti i palati, ma che comunque colpisce e porta di nuovo un auge un argomento, quello dei margini di chi soffre da dipendenza di sostanze, che non andrebbe mai sottovalutato.
Una lettura intensa, comica e drammatica contemporaneamente, che fa piacere condurre una volta superata le riserve sul mondo che descrive.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Sick City
  • Titolo originale: Sick City
  • Autore: Tony O'Neill
  • Traduttore: Gaja Cenciarelli
  • Editore: Playground
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 978-8889113615
  • Pagine: 330
  • Formato - Prezzo: € 18,00

13 gennaio 2017

Love is a human right - Carlo Scovino

Dai mancati riconoscimenti legislativi fino alle condanne, alle persecuzioni e alle torture, l’omosessualità e l’identità di genere rappresentano purtroppo campi molto “fecondi” per la violazione dei diritti umani più elementari. Questo libro, dopo un’ampia premessa sulla storia sociale dell’omosessualità e sul suo rapporto con le religioni, con la scienza e con la medicina, da un lato offre una approfondita panoramica sui principali trattati internazionali che tutelano l’identità di genere, e dall’altro racconta, attingendo alle ricche documentazioni di Amnesty International, dei casi emblematici di violenze e soprusi che ci ricordano che, nonostante i progressi e gli avanzamenti, la strada da percorrere è ancora molto lunga e piena di difficoltà.

Recensione

Diventa a volte complesso riuscire a commentare un testo che, dal presupposto del saggio, intende raccontare lo stato delle persone LGBT nel globo. Per quanto poi all’interno dei vari capitoli si intersechino delle interessanti riflessioni scaturenti dall’attività associativa di Amnesty International in merito al delicato argomento della lotta per i diritti di tutti, questa esperienza narrativa non può prescindere dalla sua funzione pedagogica, quella di voler raccontare e descrivere i vari meccanismi sociali e politici che ruotano attorno al “fenomeno” omosessuale, con tanto di analisi puntuale delle dinamiche, degli agenti esterni e, soprattutto, delle reazioni della collettività, che si diversifica per cultura, margine di lotta e aspirazioni rendendo le singole esperienze differenti sulla base della nazionalità geografica.

Una prima riflessione infatti attiene alle differenze: per quanto il sistema personale di essere persona omoaffettiva, trans gender o pansessuale possa evidenziare delle comunanze in tutti quanti, esistono delle enormi difformità di trattamento, discriminazione e a volte di repressione verso i cittadini che evidenziano questo loro modo di essere. Basti pensare alla differenza di quanto accade in occidente, dove si parla e si concretizza a volte il matrimonio, rispetto al medio oriente dove magari essere gay comporta la condanna a morte dell’individuo per grave reato normato dal sistema penale autoctono.
Ed è proprio in questi meccanismi che si struttura l’impianto e soprattutto l’idea dell’intera impalcatura dell’opera: raccontare e farci riflettere.

In questo percorso, con parti meno approfondite e altre invece su cui l’autore si concentra maggiormente, viene raccontata in primo luogo la parte storica dell’omosessualità, sia nelle culture antiche che successivamente alla diffusione delle religioni monoteiste sulle quali vengono fatte le opportune precisazioni, per poi concentrarsi sul fenomeno della discriminazione analizzando tutti gli aspetti relativi all’omofobia, gli stereotipi e il pregiudizio.
Un’altra parte invece è dedicata all’amore e alle relazioni, al modo di vivere la coppia sia all’interno della stessa che a livello sociale, per poi passare invece a un documento che io personalmente ho trovato molto interessante, ovvero i Principi di Yogykarta, che poi vengono puntualmente riportati anche in appendice.
E infine nell’ultima parte del saggio arriviamo al punto di vista dell’associazione Amnesty International dove vengono declinati in modo puntuale e accattivante non solo i principi ispiratori dell’associazione e il percorso che l’ha portata a schierarsi a favore dei diritti umani della cittadinanza LGBT mondiale, partendo da i principi contenuti nella dichiarazione universale dei diritti umani, ma illustra anche alcuni casi documentati sui quali è opportuno davvero soffermarsi a riflettere a fondo e a trarne le proprie conclusioni.

Si tratta pertanto di un libro che appare piuttosto ricco a livello di contenuto, ma forse non adatto a chi si vuole approcciare alla tematica LGBT per capirne i meccanismi e le fondamenta, per acquisirne le nozioni basilari: infatti il target di riferimento apparirebbe più appropriato per chi lo studio sociologico e psicologico dell’omosessualità lo ha già interiorizzato altrove, soprattutto perché le parti generali iniziali danno soltanto un’infarinatura di massima che non approfondisce e che rimanda comunque ad altre fonti di studio, ugualmente necessarie, per comprendere davvero e conoscere, soprattutto quando si dispone di poche informazioni. Ma, trattandosi comunque di un libro dedicato prioritariamente all’attività associativa della lotta per i diritti, è anche comprensibile che sia stata necessaria una cernita su cosa raccontare e come farlo.

A livello di stile e godibilità di lettura, a parte qualche refuso sfuggito, la scrittura è chiara e scorrevole, ma ho trovato poco adeguata la presenza del pensiero dell’autore in alcune parti, laddove un saggio, per mia opinione personale, debba essere un po’ più cattedratico e meno centrato sui “per mia opinione” o “secondo ciò che penso”, ma è una questione dettata meramente da gusti personali.
Di sicuro si tratta di una lettura interessante su molteplici aspetti, sia legati alla conoscenza che allo studio, ed è corredata da una serie di appendici che arricchiscono comunque, dai documenti ufficiali alle interviste di alcune persone che vivono in Italia la propria omosessualità e che portano il lettore al confronto netto, e talvolta feroce, della realtà dei fatti.
Stante questo, Love is a human right rimane comunque un punto di vista, centrato su Amnesty International per i diritti di tutti, che vale la pena di condividere come iniziativa e come mission del libro stesso.

Giudizio:

+3stelle+ e (mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Love is a human right. Omosessualità e diritti umani
  • Autore: Carlo Scovino
  • Editore: Rogas
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Atena
  • ISBN-13: 9788899700065
  • Pagine: 360
  • Formato - Prezzo: € 19,90

26 dicembre 2016

L'uomo che cade - Marino Buzzi

Federico è brillante, ambizioso, pieno di vita. Marco è un uomo schivo, riflessivo, con molte fobie. Il destino li ha fatti incontrare e poi li ha brutalmente divisi. Marco, rimasto solo in un mondo che non conosce e non gli appartiene, riesce solamente ad aggrapparsi ai ricordi del passato e agli amici. Ma niente è più sotto controllo nella sua vita e anche i ricordi lo tradiscono rivelando una rete di silenzi e omertà. Una scoperta dopo l’altra, il passato gli si sbriciola tra le mani sotto i colpi di un destino che sembra impazzito. E allora non gli resta che percorrere a ritroso i dolori e le gioie di una storia d’amore che assomiglia sempre di più a una grossa bugia. E quando tutto è compiuto, tutto è rivelato, il destino lo sorprende di nuovo mettendo sulla sua strada Sara. Perché non sai mai come andranno le cose in questo struggente romanzo d’amore, morte e rinascita.

Recensione

Quella di Marco e Federico potrebbe apparire una storia come tante, nonostante detenga alcune peculiarità: in primo luogo, il fatto che si tratta di una coppia con un rapporto consolidato, perlomeno in apparenza, tra due uomini che vivono agli occhi di chi li circonda come una famiglia.
E proprio riguardo a questo voglio portare la mia prima riflessione sull’ultima opera di Buzzi: sono due uomini che hanno un vissuto differente e che soprattutto hanno avuto un’esistenza che in qualche modo si è dovuta raffrontare con le difficoltà di essere omosessuali e farsi accettare per questo, ma nel romanzo tale specificità viene in qualche modo superata, proprio perché alla fine il lettore che si confronta con questa realtà riesce a cogliere l’universalità dell’emozione umana.
Non importa, infatti, chi ami, ma quello che senti. E i sentimenti sulla base delle situazioni con cui ci interfacciamo, permangono esattamente gli stessi.

La storia inizia proprio con il decesso di uno dei due, Federico. Quello che era più libero e indipendente rimane per gran parte del testo presente nella vita di Marco anche dopo la sua dipartita, solo per raccontarci il dramma del loro passato travagliato: ma non tanto come omosessuali, ma come coppia che, inevitabilmente percorre una strada in declino fatta di noia e di ricerca di diversivi. Federico conduce una vita parallela, come tanti altri uomini e donne insoddisfatti della loro vita anche sentimentale, e Marco, oltre a rielaborare il lutto, deve rapportarsi proprio con i segreti che scopre sul suo uomo, su ciò che amava, sull’esistenza insieme in cui si era appiattito.

Lutto, tradimento, senso di libertà e accettazione dell’altro si intersecano con i temi sempre cari dell’omofobia, della famiglia che non ti accetta e della lotta per affermarsi in quanto uomini e omosessuali. Il tutto raccontato con un occhio intriso di estremo disincanto, quasi crudo, non tanto nelle scene quanto concettualmente.
Le figure dei due protagonisti principali appaiono ben assestate, con il giusto spessore: per quanto Marco si configuri come vittima di un inganno dal potere quasi di rendere poco veritiera tutta la sua vita, non si riesce proprio a porsi in termini negativi nei confronti di Federico; laddove il primo è rigido il secondo ostenta una sicurezza che non possiede.
Tutti all’interno della trama si muovono secondo il proprio schema, dando voce alle differenza.
Il rapporto di coppia è sciupato, nonostante a volte sembra che sia evidente a tutti, tranne proprio a Marco. Esistono migliaia di modi per stare insieme, ma alcuni segnali dovrebbero comunque farci capire che, se due persone riescono a dormire nello stesso letto senza vedersi sul serio, qualcosa non va. Al di là delle ritrosie, delle bugie e delle vacanze disgiunte.

Ma la storia ci racconta anche molto altro, e lo dobbiamo soprattutto alla giovane Sara, una ragazza appena adolescente che ha sofferto molto nella sua infanzia e che, forse, è l’unica capace di spalmare sul cuore di Marco il balsamo giusto, non tanto per far sparire il dolore (che purtroppo, sulla base della tragedia che l'ha provocato, non scomparirà mai), quanto per digerirlo.

Il romanzo è ben scritto, scorrevole e curato, racconta comunque con un giusto equilibrio il potere delle emozioni forti. Una lettura di sicuro intensa è quella contenuta in L’uomo che cade, che lascia un segno profondo del lettore, che va dedicata a tutti coloro che rincorrono la felicità, per insegnare loro a cogliere l’attimo di oggi, perché il domani potrebbe non esserci.
Di sicuro, con quest’opera, Marino Buzzi colpisce il bersaglio più importante di tutti noi, lettori per natura sensibili: il nostro animo.

Giudizio:

+4stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: L'uomo che cade
  • Autore: Marino Buzzi
  • Editore: Mursia
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Romanzi
  • ISBN-13: 9788842554219
  • Pagine: 220
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 16,00

17 dicembre 2016

Moffie - André Carl van der Merwe

Del Sudafrica si conoscono spesso le tristi vicende legate all’apartheid, ma poco o niente si sa delle torture e dei maltrattamenti subiti dagli omosessuali. André Carl Van Der Merwe ha documentato quella sofferenza taciuta che è stata in primo luogo la sua personale sofferenza durante il servizio di leva nel 1980. Dal bisogno di trovare un equilibrio e un senso in una realtà dominata dalla follia prende corpo il romanzo di Nicholas, un adolescente che nel passaggio dall’infanzia alla pubertà matura la presa di coscienza della sua identità omosessuale, sotto la pressione di un sistema omofobo e violento come quello dell’esercito. Ambientato durante la guerra di confine del Sudafrica contro gli indipendentisti della Namibia e dell’Angola, Moffie – “frocio” in lingua afrikaans – denuncia le atrocità perpetrate contro i gay nel Reparto 22, dove le presunte cure non furono altro che pretesti per le più crudeli efferatezze, dalle lobotomie ai trattamenti ormonali alle masturbazioni di gruppo. Nicholas, allenato alla continua angoscia di vivere dietro una facciata, è addestrato a resistere dalla sua stessa esistenza. Ma gli orrori a cui assisterà diventeranno la cornice in cui, attraverso l’amicizia e poi l’amore, diventerà un uomo consapevole della sua identità, pronto finalmente ad aprirsi al mondo.

Recensione

Sudafrica, anni 80. Nel pieno di un conflitto di confine con la Namibia e l’Angola e in un clima di rigida apartheid, guerre morali di stampo religioso che impartiscono alla nuova generazione di commilitoni le regole, su quel che è giusto essere da quel che non è corretto essere.
In questo quadro il giovane diciannovenne Nicholas si interfaccia, interponendo al suo resoconto dettagliato della vita di addestramento militare i suoi ricordi precedenti, relativi alla sua infanzia e la battaglia interiore di accettazione della sua omosessualità, di una diversità non rivelata ma percepita dalla sua stessa famiglia, che lo porta a essere escluso, esiliato nella carriera militare per potersi raddrizzare, anche se nessuno ha il coraggio in casa di affrontare quello che sente, quello che lui è.
Un Moffie, che dà il titolo al libro, un termine afrikaneer dispregiativo per indicare quelli come lui, i gay. Essere omosessuale è ancora un reato all’epoca, è punibile con metodi coercitivi, curabile come una malattia, che spesso porta inevitabilmente al declino della persona. Ma durante la storia frastagliata in piccoli tasselli di un mosaico che in modo non sistematico rivelano il presente di Nick e il suo passato, comprendiamo con lui che esiste un’alternativa, essere se stessi e non crollare, salvaguardarsi per non scomparire sconfitti da una società che non è ancora pronta a fare il passo di accettazione.

“Mio padre ha mandato nell’esercito un ragazzino dall’omosessualità velata e ha avuto indietro un omosessuale consapevole”
ci scrive proprio lo stesso Nick a un certo punto della storia. Chi si aspetta un romanzo che affronta la descrizione affascinante di un’Africa che colpisce il cuore con la sua natura selvaggia, rimarrà deluso.
Il libro è fortemente incentrato sulle tematiche care al protagonista, la paesaggistica, gli animali e il senso ambientale rimangono sullo sfondo rispetto a una puntuale atmosfera sociale, dove ritroviamo una stratificazione netta: i bianchi comandano sui neri, le relazioni interraziali sono un abominio tanto quanto quelle tra uomini.
L’addestramento militare è disumano: attraversiamo le varie fasi con estrema ansia e paura di non farcela, con l’odio di un caporale come Dorman che mette in pericolo come può coloro che ha individuato come deboli, un continuo ritorno all’omofobia, dove Nick tocca con mano il fenomeno sociologico della risocializzazione: individui che, in peculiari situazioni come il ritrovarsi insieme a vivere una vita di regole prima a loro sconosciute, si adattino e cambino. Così coloro che erano amici diventano nemici, per sopravvivere. Allo stesso modo si impara a stringere altri legami, a sopportare per resistere, e chi non ce la fa, muore. Che sia realmente o soltanto come persona, non fa differenza. Il protagonista diventa testimone di un’omosessualità vissuta in modo diverso: lui e Malcom reggono e si fanno scudo di quella natura che per loro diventa parte di sé, Dylan invece non regge e la fa finita, altri due giovani, nei primi capitoli, vengono beccati e puniti con il ricovero nell’unità psichiatrica. La forza che manda avanti Nick è l’amicizia, ma anche l’idealizzazione del giovane Ethan, che perde di vista e poi incontra di nuovo in vari passaggi. All’interno di un testo così forte e altamente composito, ritroviamo tracciati molti dei temi che segnano un percorso di cultura LGBT: l’accettazione del sé, il suicidio, l’omofobia, innamorarsi di un etero, la scoperta di un mondo, come quello gay di Johannesburg, sommerso eppure stimolante, la rinuncia e la rivalsa. Accanto a questi temi Nick ci racconta la sofferenza di non essere accettati in una famiglia che teme lo scandalo più che amare i suoi componenti, la rigidità dei teoremi religiosi a suffragio di quanto sostenuto come norma morale, la crudeltà dell’uomo in tempo di guerra nella quale vive chi uccide per primo secondo una strategia, il senso di perdita a partire dalla morte in tenera età del fratellino Frankie, suo primo migliore amico.
La narrazione, volutamente frammentaria nel percorso che continua in modo non sistematico a rimandare il lettore in avanti e indietro, comunque riesce a coinvolgere e a presentare ogni schema con crudezza, trascinando avanti sino alla fine. Lo stile è sobrio e diretto, intervallato da termini autoctoni che a volte vengono spiegati direttamente nella battuta successiva, in altre occasioni vanno approfonditi nel dizionario a margine. Moffie è un romanzo che non è adatto a tutti. Parla della guerra di un dato periodo storico, del senso di impotenza di una generazione di “bianchi” che viene mandata a farsi ammazzare per la scelta di uomini e donne di generazioni precedenti, parla di un’omosessualità che ha timore di spiegare le ali perché non è accettata, ma che alla fine trova la sua strada in chi sopravvive, con un leggero barlume di speranza.
Quella sul futuro.
Un libro coinvolgente, che può essere letto soltanto da chi è disposto ad accettare questi concetti e a non dimenticare che il percorso di una piena equità è ancora in corso. Un libro capace di arricchire solo con questi presupposti.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Moffie
  • Titolo originale: Moffie
  • Autore: André Carl van der Merwe
  • Traduttore: Valentina Iacoponi
  • Editore: Iacobelli Editore
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Frammenti di memoria
  • ISBN-13: 9788862521666
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: € 16,00

14 maggio 2016

Ritratto di un preziosissimo amore indecente - Federica Gnomo Twins

Nella Vienna degli inizi del Novecento, il pittore espressionista Thomas Shieller vive con la sua modella preferita, Edith, ed è insoddisfatto della sua espressione artistica. Grazie all’incontro casuale con Wilhelm, un ragazzo inconsapevolmente bello, troverà il suo ideale di perfezione artistica, insieme a un amore contrastato e indecente.

Recensione

La tenera storia d’amore tra il pittore Thomas e il suo giovane modello Wilhelm è il nucleo principale del nuovo romanzo di Federica Gnomo Twins, alias di un’artista piuttosto eclettica e dalla voce sempre più interessante.
La Vienna dei primi anni del 1900 fa da sfondo a questo legame indecente, che come il titolo ci ricorda, è tale proprio in virtù di un’epoca dove l’omosessualità non aveva una rilevanza positiva nella vita sociale. Ed è proprio particolare quest’ambientazione, laddove la città dell’epoca ci viene riportata con brevi ma incisive pennellate, che è facile da visualizzare soprattutto per chi a Vienna c’è andato sul serio.
E in effetti i paesaggi e i colori tenui del racconto proiettano delle immagini nitide della città, per quanto di certo gran parte dell’atmosfera di allora oggi non esista più.

Con estrema precisione le vicende totalmente inventate dei due protagonisti (che storicamente non sono esistiti) si intersecano con fatti storici e personaggi realmente esistiti: sulla scena compare addirittura Klimt, di cui Thomas è stato allievo e a cui ha “rubato” preliminarmente Edith, la modella prediletta, reali sono anche i modi e le tutele dedicate all’arte, gli scorci rubati e tradotti su tela, ma quel che maggiormente stupisce del racconto è l’intensità passionale, a tratti poetica, di questo licenzioso legame che, seppur concepito in modo malevolo, si affranca dal pregiudizio rendendo puro l’amore tra i due.
Thomas è forte della sua arte, a tratti arrogante e dai modi rudi, ma rimane totalmente folgorato dall’innocenza del modello, ancora giovane e soprattutto, a discapito di quanto dicevano i maligni, per nulla interessato alla fortuna e alla fama del pittore, e questo dettaglio riesce in qualche modo a elevare la loro relazione che, prima di essere di carne, è basata sull’emozione e sul desiderio inespresso o sublimato dalla stessa pittura. Questo meccanismo introspettivo viene particolarmente incentivato nella storia: Thomas subisce il desiderio, non osa approcciarsi a Wilhem e finisce col sublimarlo nella sua pittura, trasformando l’oggetto del desiderio nella sua stessa arte, legando entrambi a doppio filo con un nodo che, giorno dopo giorno, diviene sempre più difficile da riuscire a sciogliere.

Un altro aspetto fondante riguarda poi il cambiamento interno, quando il pittore scopre l’attrazione verso un giovane del suo stesso sesso e ne rimane da principio impaurito: in questo caso è la voglia che emerge, e convince l’uomo a lasciarsi andare a un sentimento di cui non aveva conoscenza, al di là dei pregiudizi e soprattutto dei timori che si vivono quando il mondo attorno a te considera dannoso un legame, solo per chi è l’oggetto dei tuoi desideri. Principio, purtroppo, ancora attuale ancora oggi.

La narrazione si snoda su semplici piani consequenziali, dove è il pittore a parlare in prima persona, con un dialogo semplice e diretto e uno stile che comunque permane denso nonostante la sua linearità con la presenza di alcuni picchi poetici atti a elevare la consistenza delle emozioni o i momenti di maggiore intensità tra i due amanti. L’unico neo è la brevità del testo che seppur lascia all’immaginazione il compito di supplire a quando non detto, suscita nel lettore il desiderio di voler dedicare a Thomas e Wilhem altro tempo, di conoscere il loro futuro insieme dopo tutte le difficoltà che affrontano.
Ritratto di un preziosissimo amore indecente rimane un cammeo splendente: accattiva l’attenzione e ti prende per mano per darti tutto durante l’esperienza migliore in 136 pagine. Una lettura delicata e poetica, dedicata a chi ha un bisogno pressante di sognare qualcosa di bello e possibilmente che porti a stimolare la speranza in un lieto fine, magari anche nella vita reale.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Ritratto di un preziossimo amore indecente
  • Autore: Federica Gnomo Twins
  • Editore: Triskell
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Triskell Rainbow
  • ISBN-13: 9788893120616
  • Pagine: 136
  • Formato - Prezzo: € 3,49
 

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