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23 dicembre 2017

Lois & Luke.Giro di vite - Annemarie De Carlo

Lois e Luke si incontrano sulle tavole di un palcoscenico a New York. Entrambi arrivano da un’infanzia maltrattata e l’incontro delle loro mancanze diventa subito amore. Jock, padre di Luke, poliziotto omofobo e feroce, scopre l’omosessualità del figlio e lo pesta a sangue, tanto da fargli perdere la memoria. Lois cerca disperatamente di ritrovare il suo ragazzo, ma Jock ha fatto sparire di lui ogni traccia. I due ragazzi sembrano destinati a non rivedersi mai più. Morbida e lieve la scrittura di Annemarie De Carlo si presta a un Male to Male classico, un gay romance delicato dalle tinte nere e fucsia.

Recensione

La storia di Lois e Luke è una fitta trama che abbraccia la vita dei due giovani artisti per un pezzo considerevole del loro cammino.
L’attrattiva maggiore che suscitano i due come coppia, è indubbiamente la purezza del loro legame, che riesce a scoperchiare anche gli animi più induriti dalla vita, perlomeno nel caso dei lettori. Perché in effetti, la loro relazione appare contrastata soprattutto a causa dell’omofobia che caratterizza la relazione tra Luke e suo padre, un uomo che mai, sembra, potrebbe accettare l’orientamento affettivo di suo figlio.
Ed è proprio l’odio di matrice omofoba uno dei contenuti che di certo merita di essere messo in rilievo tra i temi trattati nella storia: diviene difficile da comprendere, soprattutto per chi non ne è oggetto e fatica quindi a capirne sino in fondo le ripercussioni.
Se un’esperienza del genere viene vissuta tra le mura domestiche, può originare dei traumi che possono rimanere incollati addosso alle persone per tanto tantissimo tempo e, in alcuni casi, potrebbero non essere mai superati.
Pur essendo ambientato negli Stati Uniti, laddove comunque nonostante l’esistenza di determinate tutele nell’ambito dei diritti civili, il peso del trauma incide, palesando comunque una società moderna, e in questo senso identica a tutto il mondo occidentale, nella quale parecchio rimane da fare per superare definitivamente le barriere che ci separano dall’equità e dal concepire l’uomo, come persona pregna di aspirazioni e desideri, identico a tutti i suoi simili a prescindere da chi ama. Un sentimento denso, non dissimile da quanto ciascuno conosce e che i due protagonisti, nelle fasi alterne delle loro vicende, esprimono in maniera disincantata eppure delicata nello stesso tempo.
L’amore è un altro argomento cult, che qualifica nella struttura del narrato la forte componente romantica dell’opera, facendola ascrivere a una certa branca della letteratura a tematica LGBT, nota come romance M/M, che da tempo invade la scena riscontrando un notevole interesse dei lettori.
E come ogni storia d’amore nota tra i libri, gli elementi essenziali basati sul contrasto, l’allontanamento e la successiva resa dei conti assumono dei connotati tali da generare una notevole dose di suspense, acquisendo tonalità ritmiche sempre maggiori.
Largo spazio viene comunque lasciato tra le pagine all’introspezione dei personaggi, dove i loro movimenti sulla scena non solo si presentano, ma vengono anche puntualizzati dal vissuto emotivo e dalla rilettura che gli stessi attori danno e rilanciano al lettore.
L’ambientazione americana appare ben costruita, rappresentando tenore di vita fortemente attuale della società americana, aggredendo svariati aspetti, che investono il mondo scolastico sino a quanto si cela dentro le mura di casa o nel tempo libero, che tanto bene abbiamo imparato a conoscere in questi anni attraverso i media e il loro intrattenimento, a partire dalle serie TV che nel bene o nel male hanno condizionato la nostra percezione della realtà in modo più o meno palese.
Viene a ogni modo rappresentato un quadro dinamico e fortemente moderno, che incide in modo speculare con una serie di riflessioni sui tanti difetti che costellano la nostra vita senza che ce ne rendiamo, a volte, nemmeno conto.
Lo stile pulito e privo di particolari errori facilita il percorso della lettura accompagnandoci alla conclusione della storia con un bagaglio ricolmo di aspettativa, le vicende nei vari capitoli sono esposte in terza persona a focalizzazione interna, alternando le voci dei due protagonisti, senza mai cadere nel corso dell’esposizione in particolari incongruenze.
Luis e Luke. Giro di vite è una storia che non pretende nulla, se non raccontarsi, esprimendo tra le sue pagine il cerchio continuo di due destini che nel corso del tempo non riescono, in alcun modo, a separarsi e che rimangono reciprocamente indelebili per ciascuna delle due girandole di vita che si intersecano, si lasciano e poi riprendono nei momenti meno scontati a riunirsi.
Una storia dal sapore armonico, dedicata a chi ha già compreso che nella vita i sentimenti non vanno mai dati per scontati ma che, soprattutto, sono universali. E forse anche per tutti colori a cui, purtroppo, quest’ultimo passaggio ancora sfugge.

Giudizio:

+4stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Lois e Luke. Giro di vite
  • Autore: Annemarie De Carlo
  • Editore: GoWare
  • Data di Pubblicazione: 2017
  • Collana: Pesci Rossi
  • ISBN-13: 978-8867979127
  • Pagine: 117
  • Formato - Prezzo: E-book € 4,99

30 luglio 2017

Vite sotto vetro - Greta Cerretti

Cosa succede a una nevrotica insicura quando la vita le concede una seconda opportunità? Ma è ovvio: commette gli stessi errori della prima volta! Viviana è in bilico tra i sentimenti ambigui che prova per il proprio ex, Luca, e l'infatuazione per Giulio, il nuovo capo. Sarà la spregiudicata amica Antonella, con l'ignara collaborazione di Jerry il pesce rosso, a sbloccarla: Viviana getterà il cuore oltre l'ostacolo, verso l'amore. Viviana è una sportellista insoddisfatta, che guarda la propria vita attraverso il vetro del CUP. In una sola mattinata il suo precario equilibrio viene messo a dura prova: incontra dopo dieci anni Luca, il proprio ex, e le viene proposto un cambio di mansione a stretto contatto con un fascinoso superiore, Giulio. L'immaturità relazionale di Viviana riemerge con prepotenza, insieme a tutti i nodi non risolti. È incapace di riconoscere l'attrazione per Giulio, e anche di ammettere che prova ancora qualcosa per Luca. La competizione con le altre donne non fa per lei, che si ritira prima ancora di combattere. Ma l'amica Antonella è una voce fuori dal coro, e un grillo parlante privo di coscienza. I suoi modi poco ortodossi, spesso brutali, e la morte del pesce rosso, daranno a Viviana la scossa necessaria per riprendere finalmente in mano la propria vita.

Recensione

Un percorso di rinascita, o meglio ancora di ripresa, è quello che ci viene proposto nelle pagine dell’opera di Greta Cerretti.
La protagonista è Viviana, una ragazza laureata ma che, gioco forza, è finita a fare la sportellista del CUP, tra ritiro di urine, impegnative e consegna di analisi.
Viviana vive la sua vita in solitudine, fondamentalmente auto – imposta, contando sull’amicizia della collega Antonella, che la mette sempre in guardia e, soprattutto, alle strette dinanzi alle scelte della sua vita.
Le carte della sua esistenza iniziano a rimestarsi quando al suo ambulatorio arriva Luca: un vero e proprio fantasma del passato, l’ex con il quale ha avuto una relazione complessa, per la quale ha perso anni prima la migliore amica Chiara, il cui spettro sembra aleggiare ancora attorno dopo tutti quegli anni.
Viviana inoltre coglie l’occasione, perché Nobbi, un manager dell’Azienda dal quale si sente attratta le propone una nuova mansione che la sposterà dalla polla di vetro, identificata come la sua postazione del CUP, per consentirle di vedere tutte le sfaccettature oltre il luogo sicuro dove si è rifugiata negli anni e nel contempo per affrontare quelli che rimangono ancora i sospesi col suo passato.
Pertanto risulta un po’ difficile liquidare il romanzo come un semplice romance: il sentimento è sì presente, e molto calibrato sull’umore della protagonista, ma nell’ambito del narrato si riesce a cogliere soprattutto l’aspetto dell’introspezione di Viviana, il suo percorso di crescita. L’avere il coraggio di uscire fuori e camminare, vedere, scoprire che le sue convinzioni, forse, non sono del tutto esatte.
Che qualche tassello, in verità, mancava.
Tanti gli argomenti condensati in poche pagine: l’autrice in primo luogo affronta il tema dell’interruzione personale, non tanto derivato dal trauma quanto dal cambiamento di vita e dal rinchiudersi in se stessi per timore di essere delusi di nuovo: un meccanismo che è molto più comune di quanto si creda, anche se nel caso di Viviana viene estremizzato: lei preferisce isolarsi, a parte Antonella, sembra che nessuno riesca a scalfire la sua corazza. Vive per suo conto, ha rotto i ponti col passato, quasi come se ne temesse l’esistenza.
Un po’ la sua storia ricorda l’allegoria della crisalide, qualcuno che si rinchiude dentro un’armatura, o sotto a un vetro, tanto per riprendere la metafora stessa del titolo, in attesa del tempo di stendere le ali e prendere il volo. Quello che, credo, tutti si meritino nella propria vita prima o poi.
I personaggi sono tutti filtrati dalla personale visione della protagonista, acquisiscono pertanto una dimensione strettamente correlata al suo vissuto, per quanto alcune motivazioni reali di atteggiamenti e di filtro della realtà non sempre siano chiare al lettore.
L’ambientazione romana della storia influisce poco sulle vicende: la trama si sbilancia sul pensiero e sull’emozione più che sull’interazione, donando quasi un senso claustrofobico che ancora di più rende l’idea del tipo di esistenza e di psiche della protagonista: ci interfacciamo con postazioni, piccoli uffici, interni delle case e parcheggi più che con la monumentalità della location.
Lo stile è scorrevole, ben reso sulla carta, con il tipico intercalare della riflessione e del giudizio all’interno delle singole scene, la realtà viene riportata al lettore direttamente dalla protagonista in prima persona.
L’unico neo della storia, a mio avviso, risiede nella brevità della narrazione, che forse avrebbe meritato un po’ più di azione e di puntualizzazione della storia, soprattutto riferito al passato di Viviana.
Il tutto si condensa in 122 pagine che raccontano la sua variazione interiore, il suo iter personale, senza dare modo di esplicare al meglio però il contorno: il lettore infatti vorrebbe sapere di più su Chiara magari, sul rapporto che legava le due amiche, sul modo con cui si sono lasciate. Ma al di là delle scelte narrative, Vite sotto vetro rimane comunque una storia che desta interesse, in grado di dimensionare una vita apparentemente normale, portando chi ci si imbatte a riflettere sulle proprie scelte e su come, a volte, i ricordi vengano fraintesi per difendersi e sopravvivere. Ed è così che rimane questa storia, una lettura delicata ma intensa, da dedicare a chi ha bisogno di fare il punto sulla sua vita per poter proseguire. Andare avanti e forse avere il coraggio e spiegare le ali per uscire dal vetro e andare sul serio fuori.

Giudizio:

+3stelle+ e mezzo

Dettagli del libro

  • Titolo: Vite sotto vetro
  • Autore: Greta Cerretti
  • Editore: Mondoscrittura
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • ISBN-13: 9788897960096
  • Pagine: 128
  • Formato - Prezzo: brossura € 10,00

13 giugno 2017

L'uomo che credeva di non avere più tempo - Guillame Musso

New York, ai giorni nostri; Nathan Del Amico è uno degli avvocati più famosi della città. Ha fatto una carriera davvero invidiabile, che però ha pagato a caro prezzo: ha lasciato che un vuoto si insinuasse tra lui e la moglie Mallory e l'ha persa. Lei è tornata a San Diego dai genitori, portando con sé la piccola Bonnie, la figlia che Nathan adora e che ormai riesce a vedere così di rado. È un uomo solo. Un giorno riceve una visita inaspettata: un uomo che non ha mai visto prima, Garrett Goodrich, si presenta nel suo ufficio. È un medico di chiara fama, così sembra, eppure farnetica cose senza senso, sostiene di essere in grado di riconoscere le persone prossime alla morte, e dì avere una missione da compiere.

Recensione

Il tema fondante di questo romanzo, come forse lascia trasparire il titolo stesso, è di certo la necessità, a volte da auto-imporsi, di prendersi il proprio tempo contro la frenesia della vita moderna.
E l’autore ci racconta proprio questo, in un costante fil rouge ricco comunque di intessuti di trama inaspettati, attraverso il personaggio di Nathan, un uomo di successo che, nonostante le sue origini, si è costruito dal niente e col tempo ha dimostrato il suo valore divenendo uno degli avvocati più importanti di New York e non solo. Ma da qualche tempo il protagonista, che è sempre stato spinto dall’amore per raggiungere risultati migliori, ha qualche problema: la moglie Mallory lo ha piantato, vede sua figlia di rado e si è gettato senza riserve nel lavoro pur di non pensare alla sua solitudine, al suo essere a metà. Tutto questo è il presente recente, destinato a cambiare con la comparsa del medico Goodrich che gli riferisce di essere un Messaggero, una persona dotata di un dono: la capacità di vedere chi a breve è destinato a morire.
Alla luce di ciò il quarantenne inizia una vera e propria lotta contro il tempo per riconquistarsi la vita perduta e gli affetti, prima che sia troppo tardi con la sua paventata dipartita. E avrà nel medesimo modo la preziosa opportunità di rivivere il suo passato, di cercare in esso gli errori compiuti che lo hanno fatto diventare ciò che ora aborrisce.
Il romanzo, scritto in modo scorrevole e curato nell’edizione, privo di qualsiasi errore di forma, appare come una favola moderna a metà strada tra il contemporaneo, per tema affrontato, e il romanzo d’amore, permeato sui sentimenti del protagonista nei confronti di Mallory e del loro percorso assieme. Oltre al tema fondante, il tutto si mescola con contenuti appartenenti al nostro modo di vivere oggi: la perenne dicotomia tra successo e anonimato, la frenesia della vita moderna che ci bombarda di stimoli non consentendoci comunque di vivere sul serio, il divorzio e le pene della separazione, senza tralasciare una riflessione molto importante, e ben calibrata sul destino degli uomini e il divario sociale.
Nathan impersona l’uomo che ha tutto contro, nato in povertà, ma che grazie al suo impegno è riuscito a emergere, nonostante viviamo in un mondo dove tutto sembra a portata di tutti ma di fatto amplifica in modo pauroso le differenze sulla base dell’estrazione sociale.
Un ragionamento che apre di certo infiniti sentieri di dibattito, sul quale ci sarebbe molto da esternare. E in qualche modo anche Nathan ci riesce, ponendo la sua esperienza e il suo senso di giustizia, al di sopra delle differenze, per quanto poi, passato dall’altra parte della barricata, tra quelli che contano, non si possa fare a meno di chiedersi a che prezzo raggiungere la cima se poi non sei diverso da chi ha la fortuna di chi nasce dalla parte giusta?
La risposta, ovviamente, viene rilasciata ai lettori, da meditare nel proprio intimo.
Buona la descrizione ambientale, che attraversa l’America di un periodo natalizio senza essere troppo luccicante e finta, una caratteristica del testo è di certo la compartecipazione atmosferica che diviene cornice emotiva delle situazioni affrontate di volta in volta: il gelo, la neve, lo spiraglio dei raggi di sole tra le nuvole arricchiscono il quadro emozionale del testo, senza esagerare. I personaggi sono netti, ben delineati nella loro storia e nel loro agire, bucano le pagine senza appesantire la storia nonostante la dovizia di particolari autobiografici e di situazioni di flash-back.
Ne emerge infine un’opera gradevole, capace di rimanere impressa con una speranza nel lettore, dalla cui esperienza si trae di certo beneficio, o perlomeno delle buone ore di relax con una storia interessante.
Ed è così che L’uomo che credeva di non avere più tempo si presenta: un’esperienza di lettura dedicata a chi desidera interfacciarsi con una buona storia dal finale non scontato (anzi!) che riesce a coniugare il piacere di leggere con le riflessioni, sempre presenti, sui mali della nostra modernità occidentale.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: L'uomo che credeva di non avere più tempo
  • Titolo originale: Et aprés...
  • Autore: Guillame Musso
  • Traduttore: Fabrizio Ascari
  • Editore: Sonzogno
  • Data di Pubblicazione: 2005
  • Collana: Libri Oro
  • ISBN-13: 9788817020299
  • Pagine: 380
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida ed. economica - € 6,00

23 maggio 2017

Come se fosse estate - Jay Bell

Ben è un diciassettenne tranquillo che vive in un sobborgo residenziale di Houston, nel Texas, consapevole della sua omosessualità, e alla ricerca di un compagno che soddisfi il suo bisogno d'amore. Un giorno, nel parco vicino a casa sua, incontra Mr Scarpe Blu, alias Tim Wyman, un bellissimo coetaneo con gli occhi grigi e i capelli scuri. Da quel momento il cuore di Ben comincia a battere, e non smetterà di farlo nel decennio che segnerà il loro amore contrastato.

Recensione

Il romanzo di Jay Bell, insignito di alcuni prestigiosi riconoscimenti riservati ai libri di tematica Queer d’oltreoceano, racconta in modo approfondito, a tratti disincantato, la difficile esistenza di Ben, un giovane adolescente che convive con la sua omosessualità da tempo e, soprattutto, con gli sberleffi e l’omofobia che gli viene riservata al liceo dal gruppo dei pari.
Accanto a sé ha Allison, la migliore amica di sempre, che lo supporta senza risparmiare consigli e, soprattutto, ascoltando i suoi sfoghi a volte melodrammatici, a volte entusiasti, di quanto gli accade attorno. La conoscenza del compagno Tim, bello da morire e insospettabile, getterà il giovane in un vortice di emozioni e rimpianti che si trascinerà per il resto della sua vita.
Infatti, la prima cosa che colpisce dell’opera è la sua estensione temporale: suddivisa in tre parti più un epilogo, affronta diversi aspetti del giovane scansionati nel tempo, partendo dal 1996 per arrivare al 2008, facendoci così scoprire anche la crescita del protagonista all’interno della sua esistenza. Un percorso che porta il lettore quasi per mano all’interno dell’intimo di Ben, con il quale ci si interfaccia nelle sue scelte così come nei suoi patemi d’animo, che spesso sfociano in reazioni non sempre ponderate.
Ambientato negli Stati Uniti, tra Houston e Austin con qualche piccola incursione a Chicago, il testo di sicuro risente dell’influenza sociale americana, laddove ancora si vivono situazioni di pregiudizio, di forte compromissione a volte che rendono la vita del protagonista, soprattutto quando ha a che fare con i suoi vessatori, un vero e proprio inferno, nonostante basti l’amore che prova per Tim per far scolorire anche i momenti più duri.
Un modo che, nelle intenzioni, forse voleva raccontare la speranza e il delicato equilibrio che esiste tra quanto ci accade attorno di male e ciò che ci fa stare bene, ma scandagliando a fondo la storia e le reazioni, alla fine forse poco rilievo viene dato agli sviluppi psicologici di chi subisce il bullismo, facilitando ogni cosa. Ma di norma, purtroppo, certe esperienze ti segnano, in antitesi al modo con cui Ben vive e somatizza esperienza talvolta traumatiche.
Ma l’insegnamento più grande di tutti, in linea con quanto è la vita stessa, è proprio l’assioma che “a tutto si può sopravvivere”, che forse il dolore può essere superato, non dimenticato, ma è possibile farci i conti, e questa di certo è la forza dell’intera storia.
È difficile riuscire a collocare un genere preciso: è un romanzo introspettivo dalle tinte LGBT, ma nel contempo, fa delle incursione nelle tematiche romantiche, con una ricerca in gran parte di un lieto fine che, alla conclusione arriva oltre la tragedia.
Ben inizia la sua storia pensando che non amerà mai, eppure impara a farlo.
Omofobia, amicizia, accettazione del sé, tradimento e vita di coppia fanno da collante all’intero impianto narrativo, rendendo la lettura tutto sommato gradevole, per quanto sopravvalutata. Ci si aspetta infatti un romanzo più corposo, più denso nei contenuti intimi, ma rimane purtroppo sbilanciato sull’aspetto romantico delle esperienze amorose, distraendo a volte dai risvolti sociali che vengono descritti.
A parte qualche imprecisione tipografica, la narrazione scorre in modo abbastanza veloce e scorrevole, portando a una conclusione quanto mai inaspettata, che può colpire come anche deludere: dipende tutto da cosa ci si aspetta da una storia del genere.
Ed è così che forse va preso Come se fosse estate: un libro che racconta la vita e le scelte di un giovane che ha deciso di dichiarare la sua omosessualità con coraggio, accettandone le conseguenze.
Una lettura che racconta un amore, non solo di Ben per Tim, o dopo per Jace, ma soprattutto di un ragazzo che ama se stesso e che non è disposto a scendere a patti con la società rischiando di essere infelice. Di certo un’esperienza da riservare a tutti coloro che non vedono differenze sull’amore in base a chi è il destinatario di ciò che si sente dentro.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Come se fosse estate
  • Titolo originale: Something like summer
  • Autore: Jay Bell
  • Traduttore: Andrea Misuri
  • Editore: Playgorund
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Syncro High School
  • ISBN-13: 9788889113813
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 13,50

5 febbraio 2017

Una nuova alba - Cristina Lattaro

L'amore è un’onda di rugiada che travolge tutte le barriere Sabina insegna fisica in un istituto superiore. È sola, dopo la fine della convivenza con Giancarlo. Per lei non è stato facile chiudere un rapporto che durava da tempo, dimenticare e ricominciare. Così quando il preside, uomo molto severo, inizia a corteggiarla, lei va in crisi, dibattuta fra il ricordo di un amore passato e la proposta di una nuova avventura amorosa. Forse fin troppo ardita, dato che il preside è impegnato con una ragazza più giovane di Sabina e non ne fa mistero. Eppure per arrivare alla luce bisogna passare nel buio della notte. E tra le tempeste del cuore. Lo sa Marco, un ragazzo che Sabina incontra quando entra nella chiesa di Santa Lucia per ripararsi da un acquazzone. Un incontro casuale, o forse no? Un romanzo ricco di emozioni e sentimenti, profondo ed estremamente sensuale, che vi coinvolgerà fino alla fine.

Recensione

Al centro della storia di questo romanzo, dalle chiare tinte rosa ma anche introspettive, ritroviamo Sabina, una bella trentenne dal corpo longilineo e sensuale, ma anche dai tratti dell’animo sensibili, talmente tanto da farla apparire spesso ingenua e insicura.
Sabina si barcamena nella sua nuova esistenza solitaria, dopo che il suo partner storico, Giancarlo, l’ha lasciata perché, a suo dire, non l’amava più né ritrovava nella loro storia il rifugio di cui aveva bisogno.
In realtà la nostra protagonista, sin dalle prime pagine, ci confida di essere arrabbiata con lui e riconosce consciamente di non aver mai superato il trauma della loro separazione. Eppure in questa fase, in cui cerca di costruirsi una nuova realtà di vita, si ritrova proiettata in situazioni dal sapore sensuale, in nuovi stimoli che le faranno compiere gesti e scelte che mai avrebbe immaginato di fare.
Non solo perché prova un’attrazione fisica molto forte per Mario Lumi, il giovane e aitante preside della scuola dove insegna, anche se quest’ultimo è fidanzato con Monica, ma anche per l’incontro inaspettato col misterioso Marco, che in qualche modo tira le corde della sua passione.
Ma il percorso tra le pagine è ricco di colpi di scena, tanto da stupire continuamente il lettore, sino alla sua conclusione.

Dal profilo meramente analitico, la storia descritta appare definita con un buon ritmo ma soprattutto con un buon equilibrio tra scena e riflessione: le azioni si svolgono sciolte, suffragate dall’emotività della protagonista che pian piano ragiona su quanto le appare intorno.
All’interno della trama, forse agevolato dalla prima persona, la personalità di Sabina fuoriesce non schiettezza ed estrema presenza, mentre altri personaggi permangono ancorati alla sua visione del reale, man mano che viene proposta al lettore: Giancarlo, che compare a più riprese, segue una evidenza sempre più pressante, sebbene l’ingenua protagonista non lo colga; la sua amica del cuore Rita funge un po’ da raccordo con la sua coscienza, nel loro poliedrico rapporto fatto prevalentemente di telefonate; il preside invece non emerge quasi per nulla se non nella sua sensualità, anche se nelle parti più intime sembra quasi che rimanga comunque sullo sfondo, permanendo bi-dimensionale rispetto alle vicende, e forse questo rimane un po’ una debolezza delle parti a lui dedicate.
Di certo il personaggio più curioso rimane Monica, la donna di Mario Lumi, più giovane e trasgressiva di Sabina, che anche con poche ma decise pennellate esce fuori dalle pagine in modo aggressivo e conturbante, risultando sicuramente il personaggio più controverso e apprezzabile dell’intero impianto, oltre a Sabina naturalmente.
Una buona dose di mistero aleggia su Marco, che ci riserva la sorpresa finale, dal potere di portare finalmente la protagonista coi piedi per terra, pronta ad accettare il destino che le rimaneva intriso addosso sin dall’inizio, ma che lei non voleva vedere.

Il tutto porta la dimensione di un racconto che porta con sé diversi vissuti e punti di vista, che non sempre riescono a esplicarsi al meglio, condensati in poco spazio, forse per dare un'ulteriore spinta a talune situazioni.

L’ambientazione, puramente italiana, non prevale all’interno della storia, intesa come socialità e significato culturale.
L’autrice semmai si è maggiormente soffermata sull’ambientazione fisica, manipolandola con delicatezza nelle descrizioni ambientali che accompagnano non solo l’azione, ma soprattutto l’emozione, mantenendo spesso queste ultime fortemente incatenate alle chiese, i bar o anche le vie innevate e bagnate che Sabina percorre.

Una nuova alba, scritto in modo intenso e schietto, è di sicuro un romanzo che si ascrive al genere romance moderno: ha in sé caratteristiche sensuali, sentimentali e una buona dose di emotività interna che sa diventare universale con l’immedesimazione.
Una lettura che di certo può essere apprezzata dagli estimatori del genere ma che ci ricorda, se ancora ce ne fosse bisogno, che a volte i sentimenti sanno costruire percorsi inaspettati, tanto da portarci lontano fino a condurci esattamente al punto di partenza. Un romanzo dedicato al calore delle piccole cose che vanno sempre valutate prima di credere di essersene davvero affrancati.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Una nuova alba
  • Autore: Cristina Lattaro
  • Editore: Rizzoli
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: YouFeel
  • ISBN-13: 9788858685488
  • Pagine: 94
  • Formato - Prezzo: € 2,99

21 novembre 2016

Love Song - Greta Cerretti

Elena passa le sue giornate a godersi il lussuoso appartamento romano del fidanzato Luca e a fare shopping con la sua migliore amica Giulia, una “valanga fragile” con un passato da anoressica alle spalle. Luca però è un uomo taciturno, tutto preso dal suo lavoro di chirurgo nella clinica privata del padre. Basterà poco perché Elena, insoddisfatta e annoiata, si lasci incantare dal fascino rock di Andrea e ingaggiare come cantante nella sua band, ignorando le pungenti ammonizioni della sua voce interiore. Ancor meno per mandare in fumo il progetto di matrimonio con Luca e ritrovarsi al verde, senza un uomo, senza lavoro e con un’amica nei guai. E adesso?
Inventarsi una vita e cercare la propria vocazione non sarà facile per questa moderna anti-Cenerentola. E chi lo sa, magari dietro al principe azzurro che aveva idealizzato Elena potrebbe scoprire un uomo, con le sue debolezze, e una seconda chance da cogliere al volo.

Recensione

Quello di Elena, la protagonista del romanzo, è un vero e proprio percorso alla ricerca di se stessi, ma soprattutto il desiderio di coronare le proprie aspirazioni e sentirsi in qualche modo soddisfatti della propria vita.
Siamo ai giorni nostri, ambientazione romana, e la giovane donna che convive con Luca inizia a sentirsi inquieta rispetto alla sua esistenza: nonostante il suo uomo sia un medico e le consenta di non lavorare senza privarsi di ogni capriccio con lo shopping, lei avverte la mancanza di qualcosa che non riesce a definire e che, anzi, attribuisce a cause esterne più che introspettive.
Da questo livello partono una serie di vicissitudini che capovolgeranno la sua esistenza tanto da ridurla a vivere una serie di esperienze che la obbligheranno a crescere e, soprattutto, a capire che certe risposte può trovarle anche dentro di sé.

Una delle peculiarità che caratterizzano l’intessuto della trama è la circolarità: Elena parte da una situazione di agio, la perde, scalando a fatica la china fino a che non ritorna, più presente a se stessa, ad anelare la situazione iniziale. Ma da una prospettiva completamente nuova, in quanto lei per prima impara a lottare e a impegnarsi per emergere.

Greta Cerretti con questa storia ci racconta la vita per tanti aspetti: l’amore, il tradimento, la coscienza di sé e l’amicizia, l’uscita dall’apatia per conquistarsi un posto nel mondo e soprattutto per sentirsi soddisfatti; tutti passaggi che in qualche modo sono legati al timore di crescere e a capire che la vita deve comunque evolversi di pari passo con l’età.
Nel libro partiamo dallo squilibrio delle origini: Elena disprezza la sua famiglia, eppure imparerà ad amarla e a farsi aiutare dalle mani tese in modo inaspettato che le vengono in soccorso, anche quando tutto è perduto.

Se si fa caso alle caratterizzazioni, i vari personaggi che si avvicendano nel contorno di vita della protagonista assumono dei ruoli netti: Luca è il taciturno accudente, impegnato con il lavoro e agiato. Andrea è l’illusione di una passione alternativa ma nel contempo l’antieroe, Giulia incarna l’amicizia, la persona che in qualche modo ha bisogno di aiuto e amore ma nel contempo entra in rivalità per rispondere alle proprie pulsioni. La sua fragilità, infatti, tocca notevoli picchi all’interno della storia, consentendo a Elena di riscoprire l’importanza di alcuni valori.
Una bella nota di merito va invece a Mauro, il fratello di Elena e a sua moglie Teresa, che da archetipo svalutato si mutano in esempio, e di sicuro appaiono come i personaggi meglio rappresentativi e realizzati all’interno dell’economia del narrato.

Relativamente all’aspetto stilistico e formale, il romanzo si propone in prima persona e rimane permeato, a volte anche troppo, di una forte tendenza introspettiva: i soliloqui di Elena permeano ogni passo, intercalano addirittura i dialoghi, rendono vivida la tempesta interiore di una giovane che nel bene o nel male è obbligata a fare i conti con se stessa.
I guizzi e gli spunti del dissidio sono notevoli e soprattutto sono molto presenti, anche se in alcuni passaggi potevano essere maggiormente stemperati per lasciare libera l’azione di fluire.
La forma è corretta e accattivante, il lettore simpatizza per Elena e a volte si prova lo spunto quasi di voler parlare con lei, soprattutto nei momenti in cui sbaglia percorso, e tale sensazione di empatia è molto rara nelle letture, e detiene il punto di forza di tutta l’opera.

Love Song è un romanzo che va al di là del suo genere romance, per riportarci una storia di vita esemplificativa ma comunque universale: una lettura per cui che va aperta a tutti, a prescindere dal genere di chi parla, perché può aiutare a spalancare gli occhi anche su se stessi, oltre che ad ascoltare meglio i messaggi che ci transitano attorno. Un’esperienza da dedicarsi quando si cercano risposte altrove, e invece si ha bisogno di partire da sé.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Love song
  • Autore: Greta Cerretti
  • Editore: Emma Books
  • Data di Pubblicazione: 2016
  • Collana: Comedy
  • ISBN-13: 9788868930844
  • Pagine: 176
  • Formato - Prezzo: Brossura - € 4,99
 

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