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21 dicembre 2016

Consigli Natalizi - 2016

Cari lettori,
eccoci puntuali come ogni anno con i nostri consigli per gli acquisti natalizi. Mai come quest'anno i social pullulano di proposte di lettura per Natale firmate dagli autori più in voga perciò noi della Stamberga non potevamo esimerci dal contribuire con i nostri imperdibili suggerimenti.
Come ogni anno abbiamo cercato di coprire un po' tutte le categorie umane alle quali, per piacere o per dovere, potreste ritrovarvi a dover fare un regalo e come ogni anno ci auguriamo di aver trovato proposte originali e soddisfacenti per voi e per il ricevente.


Partiamo prendendo spunto da alcuni fra i premi letterari più in vista e per gli amanti della narrativa storica consigliamo Il simpatizzante, Premio Pulitzer di quest'anno e opera prima del vietnamita Viet Thanh Nguyen, pubblicata lo scorso mese da Neri Pozza. Rifugiato di seconda generazione e professore d'inglese in California, Thanh Nguyen dedica il suo romanzo alla spinosa guerra del Vietnam, attraverso la fittizia confessione di un vietcong infiltrato negli USA dopo la caduta di Saigon. Un'opera eccezionale.
Se invece volete puntare su temi più provocatori, la satira de Lo schiavista di Paul Beatty (Fazi Editore) fa per voi. Vincitore del Man Booker Prize 2016, è la storia di Bonbon, nero della middle class che, pur di non vedere il suo paesello sparire dalle carte geografiche, promuove l'idea più oltraggiosa immaginabile: ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nel ghetto.
Sempre in tema di premi letterari, quest'anno il comitato del Nobel per la Letteratura ha suscitato parecchio scalpore assegnando il premio al cantautore Bob Dylan, certificando ufficialmente, come ha ricordato il vecchio Bob (che da tempo molti definiscono "poeta"), che le sue canzoni sono effettivamente letteratura. Agli, scettici, ai fan sfegatati e anche a chi sta nel mezzo potete quindi regalare la raccolta della sua opera omnia pubblicata (e appena ristampata) da Feltrinelli, Lyrics. Oppure se volete scoprire qualcosa di più sull'enigmatico cantautore potete recuperare lo splendido Chronicles. Vol. 1 (sempre Feltrinelli), ufficialmente la prima parte della sua autobiografia, in pratica un insieme di aneddoti e riflessioni non sempre coerenti in termini di tempo e realismo, pensati per affascinare e confondere, in pieno stile Dylan.

Se conoscete un accumulatore compulsivo, potrebbe essere un simpatico regalo La prima moglie e altre cianfrusaglie, l'ultimo romanzo dell'autore finlandese Aarto Paasilinna pubblicato da Iperborea (ma scritto 22 anni fa): protagonista è l'assicuratore Volomari Volotinen che, fin da quando, a dieci anni, un incendio distrusse la casa della sua famiglia lasciando intatto solo il bavaglio indossato dall'antenato Stepan Volotius mentre gli amputavano una gamba, colleziona cianfrusaglie e carabattole.
Per gli accumulatori compulsivi di libri di Haruki Murakami, invece, come l'anno scorso è già pronta la strenna: Gli assalti alle panetterie, due racconti "fuori serie" dell'amato scrittore giapponese illustrati da artisti internazionali, in questo caso Igort (al secolo Igor Tuveri), pubblicati da Einaudi.
Per gli appassionati di Star Wars che scalpitano per l'uscita di Rogue One, Mondadori ha appena ripubblicato in volume unico la trilogia originale Star Wars. The original trilogy, scritta da George Lucas, Donald F. Glut e James Kahn.

Uscito giusto giusto per essere messo sotto l'albero è anche Il labirinto degli spiriti, quarto e ultimo volume della tetralogia dedicata al Cimitero dei Libri Dimenticati dallo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón (Mondadori). Ovviamente è il regalo perfetto per gli appassionati dello scrittore, ma è consigliato a tutti gli amanti del romanzo d'avventura di tradizione ottocentesca: per costoro potete recuperare anche i tre libri precedenti: L'ombra del vento, Il gioco dell'angelo e Il prigioniero del cielo.
Sempre in tema di nuove uscite e cicli narrativi, negli ultimi mesi è arrivato in libreria Lo stupore di una notte di luce (Garzanti), attesissimo seguito de Il Profumo delle foglie di limone di un'altra autrice spagnola, Clara Sánchez . Un'opera appassionante adatta ad un pubblico molto vasto che vi offre la possibilità di un doppio regalo, nel caso il destinatario non abbia mai letto nemmeno il primo volume della serie.

Per il lettore più impegnato, che non disdegna forme alternative di narrativa, tre ottime graphic novel: la prima è Kobane Calling (BAO Publishing), ultima opera del fumettista Zerocalcare, reportage della sua esperienza sul confine turco-siriano, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi del Rojava opposti alle forze dello Stato Islamico. E ancora, sempre per i tipi BAO, Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua. L'autore, già conosciuto per i fumetti di ben diverso tenore A Panda piace, regala ai lettori un'opera dal tratto straordinario e di indescrivibile poesia: Samuel Page, fotografo e giornalista, decide di imporsi un'ardua sfida e di farne un reportage: passare due mesi a New York senza parlare con nessuno. E per restare negli USA: The Moneyman (Tunuè) di Alessio De Santa, Filippo Zambello, Lorenzo Magalotti, Giulia Priori e Lavinia Pressato, la vera storia, storicamente documentata, del fratello di Walt Disney. L'infanzia del padre di Topolino, gli esordi, la nascita di un impero, raccontati dalla voce del fratello per sempre rimasto in ombra.

Per i reduci degli anni '60, per chi è ancora in conflitto con il proprio io adolescente o semplicemente per chi ama i titoli provocatori, una proposta da non trascurare è Le ragazze di Emma Cline (Einaudi Stile libero), uno dei più discussi esordi letterari, efficace e intenso romanzo sul dolore e la solitudine dell’adolescenza.
Se avete a che fare con un amante degli animali dotato di senso dell'umorismo non potete lasciarvi sfuggire Come capire se il tuo gatto sta cercando di ucciderti di Matthew Inman (Fabbri), piccolo prontuario di autodifesa per i padroni dell'animale domestico più scaltro e indomabile che ci sia.
Infine se volete qualcosa che richiami l'atmosfera natalizia non fatevi sfuggire Fiabe lapponi (Iperborea), la prima parte di una raccolta curata dalla casa editrice specializzata in letteratura scandinava e che promette un viaggio nell'affascinante folklore del Nord, per riscoprire la magia delle fiabe di una volta.

Terminiamo con alcuni consigli per i più piccoli: sempre che non l'abbiano già letto dati gli impressionanti dati di vendita, c'è Diario di una schiappa. Non ce la posso fare!, ultimo capitolo (per ora) della serie di Jeff Kinney pubblicata da Il Castoro e dedicata alle disavventure dell'undicenne Gregory Heffley. O, per andare sul classico, Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket (i primi tre volumi si intitolano Un infausto inizio, La stanza delle serpi, La funesta finestra) pubblicato da Salani, old but good, di cui è in uscita una nuova trasposizione telefilmica.
Se il giovane destinatario si è già lasciato incantare da Animali fantastici e dove trovarli, nel caso in cui possieda già il cofanetto di J.K. Rowling che contiene tutti e tre i volumetti spin-off, potete già trovare nelle librerie una moltitudine di opere a tema: da Snaso. Animali fantastici e dove trovarli. Una guida dietro le quinte alle magiche creature e ai personaggi del film di Ramin Zahed (Magazzini Salani), con tanto di modellino di legno dello Snaso da costruire (ma c'è anche il Velenottero), al taccuino di Newt Scamander (Animali fantastici e dove trovarli. Newt Scamander. Il taccuino del film di Rick Barba, Panini Books), passando per la guida al film (Animali fantastici e dove trovarli. La magia del film di Ian Nathan, HarperCollins Italia).
Sempre per i giovani, ma non solo, in occasione dell'uscita al cinema dell'omonimo film diretto da Tim Burton, consigliamo Miss Peregrine: La casa dei bambini speciali di Ransom Riggs (Rizzoli), primo volume di una trilogia per ragazzi che mescola efficacemente fantasy e gotico e mostra qualcosa di originale nel panorama della produzione young adult vista negli ultimi anni.
In tema di diversità, coinvolgente e molto apprezzato è Wonder di R.J. Palacio (Giunti), storia di un ragazzino affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, che provoca una tremenda deformazione facciale, e che deve imparare a inserirsi nel mondo che lo circonda. Un modo di parlare di diversità con delicatezza e onestà, una storia accattivante e senza facili buonismi.

16 dicembre 2014

Consigli natalizi - 2014 [Seconda parte]

In tempo per chi ancora di voi dovesse terminare (o, diononvoglia vista la ressa decuplicata nei negozi, iniziare) lo shopping natalizio, vi veniamo in soccorso con la seconda parte dei consigli per i vostri regali di natale libreschi. La scorsa settimana vi avevamo proposto dei titoli adatti a bambini, ragazzi e papà o suoceri, stavolta vi consigliamo dei regali adatti a mamme o suocere, consigli più generici per amici, cognati o colleghi di ambo i sessi, e infine la nostra amatissima sezione trash.


Iniziamo proprio dalla dolente categoria madre/suocera. Sarebbe proprio una buona idea evitare l'ennesimo accessorio per la casa che andrà a beneficio dell'intera famiglia nel migliore dei casi o a prendere polvere su una mensola nel peggiore. Ecco dunque alcuni libri che potreste regalare: per la suocera anziana che ogni Natale preconizza che sarà l'ultimo (salvo poi seppellire tutti i presenti), Piccoli suicidi tra amici di Arto Paasilinna (Iperborea), che con lieve umorismo segue le vicende di un gruppo di persone che hanno deciso costituire un gruppo per il suicidio di massa: forse il miglior modo per apprezzare la vita è decidere di morire!
Per la mamma appassionata di terre lontane Niketche, una storia di poligamia di Paulina Chiziane (La Nuova Frontiera), che svela i diversi modi di essere donna, madre e compagna nell’Africa Orientale, o Metà di un sole giallo di Chimamanda Adichie (Einaudi), il racconto della breve esistenza della Repubblica del Biafra (stato secessionista nel sud-est della Nigeria) e della guerra civile che dal 1967 al 1970 portò a un disastro umanitario. Una vicenda che le nostre madri & co. hanno seguito direttamente attraverso i telegiornali e che ha fatto diventare il termine “Biafra” sinonimo di “morte per denutrizione”. Restando sul tema guerra, potrebbe essere una buona idea regalare La valle dei sette innocenti di Duong Thu Huong (E/O), che offre un punto di vista femminile sulla guerra del Vietnam: Duong Thu Huong, la maggiore scrittrice vietnamita che a soli vent'anni partì per il fronte con un gruppo di quaranta volontari comunisti di cui solo tre rimasero in vita. E infine Timira. Romanzo meticcio di Wu Ming 2 e Antar Mohamed (Einaudi), la ricostruzione della vicenda coloniale italiana attraverso il racconto di Isabella Marincola, un’italiana di madre somala vissuta tra l’Italia e la Somalia.

Per cambiare totalmente genere, vi consigliamo Vita dopo vita di Kate Atkinson (Nord): l'autrice inglese ha fatto bingo con questo originalissimo romanzo che racconta le avventure di una donna destinata a rivivere la propria vita all'infinito scegliendo ogni volta strade diverse. Un fenomeno editoriale dello scorso anno che le vostre mamme non possono lasciarsi sfuggire.
Se invece avete a che fare con una persona che non si spaventa di fronte a romanzi voluminosi e impegnativi, è il momento di farle scoprire Hilary Mantel, autrice vincitrice di due Man Booker Prize con Wolf Hall e Anna Bolena, un affare di famiglia (Fazi), due romanzi storici originalissimi che riportano il lettore in una delle corti medievali più amate e conosciute, quella di Enrico VIII, raccontata questa volta dal suo fedele consigliere Thomas Cromwell. Si tratta dei primi due libri di una trilogia, il cui ultimo volume uscirà l'anno prossimo. Restando nell'ambito dei romanzi storici, dato anche il periodo quale miglior regalo de Il testamento di Maria di Colm Tóibín (Bompiani)? Si tratta di un breve romanzo raccontato dal punto di vista di una Maria anziana e addolorata, che rievoca con grande umanità le gesta di un figlio distante e perduto, un ragazzo vulnerabile sostenuto e quasi plagiato da cattive amicizie. Privo di forti cariche sovversive, Il testamento di Maria andrà bene anche per la madre religiosa.
Ancora: Una donna di Sibilla Aleramo (Feltrinelli): una delle autrici italiane più famose della prima metà del Novecento racconta la sua travagliata giovinezza in un romanzo così avanti rispetto ai tempi da sembrare scritto non più di pochi anni fa. Il bisogno di affrancarsi come donna in una società maschilista non può che far riflettere chi lo legge e regalarlo alla vostra mamma/suocera/collega emancipata vi farà guadagnare molti punti ai loro occhi. E per la mamma in carriera, soprattutto se impegnata nell'ambito dei servizi sociali o forensi a tutela dei minori, non potrà non rimanere commossa da La ballata di Adam Henry, l'ultima fatica di Ian McEwan (Einaudi), che mette Fiona, un giudice dell'Alta Corte di Londra, davanti a una scelta complessa: un ragazzino rischia di morire a causa del credo religioso dei genitori testimoni di Geova, i quali vietano ai medici di sottoporlo alle trasfusioni che gli salverebbero la vita. Cosa decidere per il bene del minore? Si tratta della millenaria questione religione VS scienza, e a farne le spese potrebbe essere il giovane Adam.


Più vari e generalisti sono i consigli che vi diamo in questa sezione dedicata ad amici, colleghi, cognati o quel che volete di entrambi i sessi.

Le serie tv sono il must di questi ultimi anni. Se avete amici o colleghi sempre al passo con le ultime novità in fatto di telefilm, non potete farvi scappare Svaniti nel nulla di Tom Perrotta (E/O), dal quale è stata tratta la serie televisiva The Leftovers andata in onda qualche mese fa su Sky Atlantic. Per chi ancora non lo sapesse, il libro di Perrotta, dal titolo Svaniti nel nulla, immagina un mondo in cui migliaia di persone svaniscono nel nulla in pochi secondi, senza alcuna spiegazione plausibile, e si occupa delle conseguenze di questo catastrofico, inspiegabile evento.
Orfani di Lost? Regalate loro S. La nave di Teseo di V. M. Straka, di J.J. Abrams e Doug Dorst edito da Rizzoli Lizard. Si tratta di un romanzo particolare, il diario di due personaggi uniti da un libro: una giovane bibliotecaria trova un romanzo enigmatico su cui un misterioso lettore ha appuntato a margine delle note; lei gli risponderà con altre note a margine le quali genereranno un dialogo tra i due. Il libro di J.J. Abrams non è una storia canonica, dunque, ma il testo di un romanzo fittizio di cui il lettore potrà leggere anche le note a margine dei personaggi, una storia - dunque - dentro (o meglio fuori) la storia.
Per gli appassionati di True Detective, Il re giallo di Robert W. Chambers, recentemente ristampato da Vallardi. Si tratta di una raccolta di dieci racconti tra il thriller e l'horror, alcuni dei quali correlati dal "Re Giallo", una fantomatica tragedia che induce alla follia tutti coloro che la leggono. La serie tv ha molti riferimenti e citazioni ispirati all'opera di Chambers.
All'amic* appassionat* di Irlanda: TransAtlantic di Colum McCann (Rizzoli), tre diverse vicende e una misteriosa lettera che passa duna una sponda all’altra dell’Atlantico, seguendo le vicende irlandesi e statunitensi dell’ultimo secolo, o Il maschio irlandese in patria e all'estero di Joseph O'Connor (Guanda): una serie di divertenti storie brevi, reportage e articoli sull'Irlanda e sugli irlandesi in tutte le loro sfaccettature. Commovente e irriverente, la prosa di O'Connor è di quelle che lasciano il segno anche con poche parole. Da regalare per natale con una bella carta regalo verde smeraldo.
Per chi apprezza gli autori italiani di ultima generazione proponiamo invece Collettivo Zampalù di Federico Bagni (Autodafé): un libro che parla di disagio e di riscatto senza cadere nel sentimentalismo, uno stile lineare e senza fronzoli che arriva dritto al cuore.
Avete invece un amico, o più probabilmente un'amica, che stravede per Jane Austen e ha ormai esplorato tutto il materiale disponibile tra seguiti, spin-off, trasposizioni cinematografiche e riletture con gli zombie? Bene. Li ricordate i librigame degli anni Ottanta? Qualcuno (Emma Campbell Webster) ha pensato di replicare l'esperienza inserendo tutti i romanzi della grande scrittrice inglese in un frullatore dal titolo Lost in Austen. Crea la tua personale avventura dai romanzi di Jane Austen (Hop!), dando la possibilità al lettore di creare la sua storia. Un po' vintage e certamente non un capolavoro, ma un'idea originale e molto divertente.
C'è poi sempre l'amico/a gattofilo/a: finalmente anche in italiano arriva Come capire se il tuo gatto sta cercando di ucciderti di Matthew Inman alias The Oatmeal (Fabbri), oppure per chi ha appena preso un gatto e si strugge tentando di capire come si faccia ad evitare che distrugga divani e poltrone, un comodo "manuale d'istruzioni", scritto proprio come quello dello smartphone (che sicuramente non hai letto): Il gatto. Manuale d'istruzioni di David Brunner (Kowalski).
Riportato in auge dalla vittoria al Nobel, vi consigliamo per l'amica sensibile alle atmosfere parigine Viaggio di nozze di Patrick Modiano (Sperling&Kupfer), la storia di un uomo giunto a un punto di rottura con la sua vita che decide di mettersi sulle tracce del passato di una sua connazionale francese morta suicida a Milano.
Due simpatiche proposte indirizzate soprattutto ai colleghi: avete mai sognato di sparire letteralmente per evitare maggiori impegni e responsabilità sul lavoro? Leggete come ha risolto la cosa il protagonista di Ninja in ufficio di Lars Berge (Bompiani), che riesce letteralmente a scomparire all'interno degli uffici della propria azienda pur di non essere promosso. E sempre in tema di divertimento l'alternativa è senz'altro una raccolta di strisce di Dilbert, Il piacere del lavoro secondo Dilbert di Scott Adams (Garzanti), presenza obbligatoria sui muri e le scrivanie dei cubicoli di tutti gli uffici.
Le ultime proposte invece sono soprattutto per le amiche/colleghe appartenenti al gentil sesso: partiamo con Le brave ragazze vanno in paradiso e le cattive dappertutto di Ute Ehrhardt (Corbaccio), un libro carino che percorre la strada delle Bad girls come movimento di potere attivo e vincente nella vita... da regalare all’amica sfigata, a cui non gliene va dritta una, che attende il principe azzurro mentre le altre le fregano regolarmente il ragazzo, che si fa portare via la promozione dalla stronza di turno: insomma un messaggio chiaro: le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive dappertutto. Seconda proposta Sei perfetta e non lo sai (Rizzoli), di Cristina Parodi, indirizzato all’amica/collega sciatta, sempre fuori moda per ispirarla ad esempi eccelsi: come dire... sei un disastro ma c’è rimedio anche per te. E per continuare con le Parodi Sisters: Molto bene di Benedetta Parodi (Rizzoli): regalatelo a chi non sa fare nemmeno un uovo sodo. Vi odierà e se non vi odierà troverà spunto per ricette facili e veloci. Se riescono bene alla Benedetta, le possono fare tutti.
E chiudiamo la categoria con I love shopping di Sophie Kinsella (Mondadori): tutte abbiamo un’amica intellettuale, un amico che si loda e s’imbroda, che si crede er mejo, laureato col massimo dei voti, so tutto io. Regalategli i liberi della Kinsella: gli farete male, molto male.


Veniamo ora alla nostra bonus track annuale: i libri trash, quelli che riserviamo alle persone che non amiamo particolarmente ma alle quali siamo costretti a fare un regalo, ricorrendo a scelte che spesso sono più un dispetto che un favore.

La prima proposta, fresca fresca di stampa, è l'attesissima (?) autobiografia dell'ex leader dei Bluvertigo Marco Castoldi, in arte Morgan, dall'emblematico titolo Il libro di Morgan. Io, l'amore, la musica, gli stronzi e Dio (Einaudi). La proposta non è un giudizio sulla persona di Morgan, che come musicista ha fatto grandi cose e quando parla di musica non si può fare altro che prendere appunti, quanto un segno dell'esasperazione per l'ennesima autobiografia di un personaggio più o meno famoso che ha tanta autostima dal ritenere che tutti debbano conoscere le sue fondamentali opinioni sulla vita e l'universo.
Bruno Vespa, ahinoi, non ci fa mancare nemmeno quest'anno una sua pregevole opera sull'Italia e sugli italiani: ed ecco le librerie traboccanti di copie di Italiani voltagabbana. Dalla prima guerra mondiale alla Terza Repubblica sempre sul carro dei vincitori (Mondadori). Senza plastico incluso, nel caso in cui ci speravate.
Impossibile poi non citare in questa categoria la nuova regina del filone young adult/new adult: Jaime McGuire, il cui ultimo libro appena arrivato in Italia è Uno splendido sbaglio (Garzanti), terzo volume di una trilogia di sdolcinatezze in stile Harmony iniziata con Uno splendido disastro. Se veramente odiate la malcapitata o avete una bassissima stima delle sue capacità intellettive regalatele l'intera trilogia, non potrà che esservene grata!
Con un po' di dispiacere aggiungiamo nella categoria l'ennesimo libro di Luciana Littizzetto, L'incredibile Urka (Mondadori): non ce ne vogliano i fan della comica ma Lucianina negli ultimi anni appare un po' spompata. Sempre le stesse battute, sempre le stesse osservazioni... dell'ennesimo libro di perle sulle paturnie delle donne, le incapacità degli uomini e l'assurdità dei Vip proprio avremmo fatto a meno.


E con questo, cari lettori, vi auguriamo buone feste!
Per chi volesse approfondire: le nostre recensioni a Piccoli suicidi tra amici, Niketche. Una storia di poligamia, Metà di un sole giallo, Wolf Hall, Anna Bolena. Una questione di famiglia, Una donna, La ballata di Adam Henry, Svaniti nel nulla, TransAtlantic, Collettivo Zampalù.

5 agosto 2014

Il segreto della Monaca di Monza - Marina Marazza

Milano, XVII secolo. La città è sotto il dominio della cattolicissima Spagna, che punisce con inaudita ferocia ogni forma di eresia. Mentre nelle piazze si accendono i roghi, l’Inquisizione estorce confessioni sotto tortura e nessuno può ritenersi immune dal fanatismo religioso. Nemmeno tra le austere mura di un monastero. Del resto, persino lì si annida la più pericolosa delle eresie: l’amore, quello che accende i sensi, travolge la ragione e spinge a gesti folli. Marianna lo sa bene: costretta dal padre a monacarsi giovanissima, da anni vive prigioniera nel convento di clausura di Monza. Ma né le grigie celle né le ore trascorse in preghiera sono riuscite a spegnere i suoi sogni, i suoi desideri più inconfessati. Finché un giorno, al di là del muro del giardino, vede lui, Paolo. La passione tra i due è immediata, intensa, sfrontata. Si consuma ogni notte, tra la silenziosa complicità di alcune consorelle, l’invidia di altre, le voci maligne che cominciano a circolare fuori dal convento. Pur di farle tacere, i due amanti sono pronti a qualsiasi intrigo e sortilegio. Anche a versare sangue innocente. E mentre si stringe la morsa dell’Inquisitore, i sospetti si fanno pressanti e le verità più torbide. Un romanzo formidabile, dove la lussuria si intreccia all’orrore, e dove la realtà dei documenti storici supera la finzione. Una grandissima storia d’amore e di tormento, il grido straziante di libertà di una donna irrimediabilmente divisa tra obbedienza e trasgressione.

Recensione

Forse non tutti conoscono la storia di Marianna de Leyva, al secolo Suor Virginia, cui il Manzoni si ispirò per la riuscitissima figura di Geltrude, la Monaca di Monza del Fermo e Lucia. L'autore decise in seguito di autocensurarsi nella stesura della versione definitiva, spurgando il testo precedente dagli aspetti più gotici e romantici, e riducendo i sei capitoli che contenevano i truci particolari della vicenda.
Nata nel 1575 a Milano, Marianna fu costretta giovanissima alla monacazione dal padre, il conte di Monza, che si impossessò degli averi che la ragazza aveva ereditato dalla madre per poter sposare una spagnola priva di dote. Suor Virginia passò alla storia per la sua relazione scandalosa con il giovane conte Gian Paolo Osio, durata dieci anni, e per i tre delitti compiuti dall'amante per nascondere la tresca. Quando non fu più possibile chiudere gli occhi innanzi all'evidenza - nel frattempo la suora aveva anche generato due figli -, il cardinale Federigo Borromeo ordinò un processo canonico che si concluse con l'assassinio a tradimento di Osio e la condanna di Suor Virginia a essere murata viva nel Ritiro di Santa Valeria.

Di queste e altre vicende narra Marina Marazza, scrittrice e traduttrice, nel romanzo storico di ampio respiro Il segreto della Monaca di Monza, prequel (se così possiamo dire) del suo precedente romanzo Miserere, in cui si narrava la vita di Alma, figlia di Virginia e del conte Osio, durante i processi agli untori del 1630.
La Marazza recupera e attualizza figure realmente esistite affiancando loro personaggi fittizi, ricostruendo, tra digressioni e salti temporali, trent'anni di storia privata: molto di rado la focalizzazione abbandona i due protagonisti, e la cornice storica rimane piuttosto ridotta. L'autrice pecca inoltre nella scelta dello stile linguistico, decisamente troppo moderno e scorrevole per un romanzo storico ambientato nel Seicento, rendendo così l'opera più adatta a chi cerchi una semplice lettura da ombrellone che agli amanti del genere. Le disavventure della sventurata Virginia, con cui il lettore non può che empatizzare, coinvolgono quanto basta, ma chiuso il libro - che si fa leggere con piacere, va detto - rimane ben poco.

Lettura consigliata, dunque, ma a patto di considerare Il segreto della Monaca di Monza un romanzo più femminile e pruriginoso che storico.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il segreto della Monaca di Monza
  • Autore: Marina Marazza
  • Editore: Fabbri
  • Data di Pubblicazione: giugno 2014
  • Collana: Narrativa
  • ISBN-13: 9788891507211
  • Pagine: 528
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 12.90 Euro

16 luglio 2014

La lunga strada per tornare a casa - Saroo Brierley

Immagina di avere cinque anni, di conoscere a malapena il tuo nome e di non essere mai andato oltre i confini del piccolo villaggio in cui vivi. Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all’improvviso le porte si chiudano. Immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta. Ora, devi fare una cosa sola: sopravvivere. Sembra un film, invece è la storia vera di Saroo. E ciò che la rende ancora più straordinaria è quello che è successo venticinque anni più tardi, quando Saroo, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Non sa il nome del suo villaggio, ma si ricorda perfettamente una cisterna, un piccolo ponte e il fiume in cui andava a fare il bagno. E passa tutte le sue serate, con pazienza e determinazione infinite, a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell’immagine sfocata è veramente la sua casa c’è un solo modo. Andarci di persona. "La lunga strada per tornare" a casa è una storia commovente e intensa, che racconta con gli occhi di un bambino la drammatica realtà di quelli come lui, soli, per strada, nell’indifferenza di tutti. Ma soprattutto è una storia stupefacente che ha già ispirato milioni di persone in tutto il mondo: un inno alla speranza, al potere dei sogni e al coraggio di non mollare mai.

Recensione

Se siete il genere di persona che pensa che nella vita tutto vada a finir male e a trionfare saranno sempre e solo i disonesti, questo libro potrebbe aiutarvi a ritrovare un po' di ottimismo. Se invece fate i cinici per professione lasciate perdere, dubito che La lunga strada per tornare a casa possa fare qualcosa per voi.
La storia di Saroo Brierley, infatti, è tanto commovente e piena di speranza quanto incredibile, al limite della favola, il cui lieto fine è stato assicurato da una perfetta combinazione di determinazione, generosità e felici coincidenze. Non dubito che la vera storia di Saroo sia stata un po' romanzata e le causalità accentuate per rendere più appetibile il romanzo ai lettori ma i fatti restano, resta l'incredibile viaggio di un bambino analfabeta a malapena in grado di pronunciare il proprio nome che riesce a sopravvivere da solo negli slum di una delle più pericolose città del mondo e dopo essere stato cresciuto da una famiglia adottiva nella lontanissima Australia riesce grazie a Google Earth e a una dose infinita di pazienza a ritrovare la strada di casa.

Saroo racconta la sua storia con naturalezza e semplicità, senza dubbio aiutato dal giornalista Larry Buttrose che contribuisce a raffinare la narrazione essenziale del giovane pur lasciandone intatta la genuinità. Il tono dell'autore è sempre realista, non brutale ma mai melenso o sdolcinato; che stia raccontando l'estrema povertà della sua infanzia o rivivendo i momenti di terrore delle sue notti solitarie per Calcutta, Saroo affronta il tema con sentimento ma anche con cipiglio pratico, presentando i fatti come cose della vita senza ricercare la pietà del lettore o la lacrima facile.
Eppure è proprio per la genuinità del suo atteggiamento che il lettore rimane coinvolto e si commuove; sappiamo tutti che in giro per il mondo esistono milioni di bambini che muoiono di fame o sono vittime di violenza ma un racconto di prima mano della quotidianità di persone che affrontano ogni giorno la morte nell'indifferenza di chi li circonda comunica meglio di qualunque altra cosa tutta la brutalità della situazione. Ugualmente, le sequenze in cui il protagonista si riunisce alla madre e ai fratelli dopo venticinque anni sono già estremamente toccanti in se stesse senza che l'autore abbia bisogno di indugiare in quei lacrimevoli discorsi che tante volte televisione e giornali ci propongono e prendiamo per veri.

Avrei forse preferito che l'autore approfondisse maggiormente il suo processo di adattamento ai genitori adottivi (verso i quali comunque ha solo giudizi positivi e pieni d'affetto) e in generale ad una cultura totalmente diversa dalla sua come quella australiana oltre che alla potenziale difficoltà, una volta ricongiuntosi alla sua famiglia d'origine, di amare e essere parte di due diverse famiglie, mentre Saroo non si sofferma troppo su questi passaggio facendoli sembrare molto semplici e naturali, non saperei dire se per una certa superficialità sua o se perché effettivamente da estranei ci immaginiamo molti più problemi di quanti non ce ne siano in realtà.

Oltre a essere una bellissima storia, infine, La lunga strada per tornare a casa riporta all'attenzione l'importanza e l'utilità di un gesto come quello dell'adozione, una pratica purtroppo oggi molto ostacolata da un calvario di cavilli burocratici, che sicuramente non risolverà il problema della fame nel mondo ma è un modo vero e concreto per salvare una vita e ha il vantaggio di migliorare anche la nostra nel processo.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La lunga strada per tornare a casa
  • Titolo originale: A long way home
  • Autore: Saroo Brierley, Larry Buttrose
  • Traduttore: Anita Taroni
  • Editore: Fabbri Editore
  • Data di Pubblicazione: giugno 2014
  • Collana: Narrativa
  • ISBN-13: 9788891507167
  • Pagine: 221
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - 16 euro

19 giugno 2014

Canti delle Terre divise: Inferno - Francesco Gungui

Se sei nato in Europa, la grande città nazione del prossimo futuro, hai due sole possibilità: arrangiarti con lavori rischiosi o umili, oppure riuscire a trovare un impiego a Paradiso, la zona dove i ricchi vivono nel lusso più sfrenato e possono godere di una natura incontaminata. Ma se rubi o uccidi o solo metti in discussione l'autorità, quello che ti aspetta è la prigione definitiva, che sorge su un'isola vulcanica lontana dal mondo civile: Inferno. Costruita in modo da ricalcare l'inferno che Dante ha immaginato nella "Divina Commedia", qui ogni reato ha il suo contrappasso. Piogge di fuoco, fiumi di lava, gelo, animali mostruosi rendono la vita difficile ai prigionieri, che spesso muoiono prima di terminare la pena. Nessuno sceglierebbe di andare volontariamente a Inferno, tranne Alec, un giovane cresciuto nella parte sbagliata del mondo, quando scopre che la ragazza che ama, Maj, vi è stata mandata con una falsa accusa. Alec dovrà compiere l'impresa mai riuscita a nessuno, quella di scappare con lei dall'Inferno, combattendo per sopravvivere, prima che chi ha complottato 

Recensione

L'idea di base di Inferno che apre una trilogia dei Canti delle Terre divise è semplice, ma non semplicistica: usare come modello di riferimento immediato la Divina Commedia, che tutti hanno perlomeno studiato a scuola (particolare non secondario, visto che il pubblico di Gungui è formato soprattutto da quelli che il libro definisce giovani adulti, cioè quelli che senza leggi di marketing si chiamano ragazzi), adattandola però ad un mondo futuro o futuribile, quasi post atomico, un po' Blade Runner e un po' Fuga da New York. Il tutto condito con una storia d'amore dove Alec, il giovane protagonista, va a cacciarsi nell'Inferno - mondo e prigione allo stesso tempo – pur di far fuggire la sua amata Maj, ingiustamente rinchiusa là.

Ora, l'idea dell'andare all'Inferno (letterale) pur di salvare la propria amata non è del tutto originale (pensiamo ad esempio ad Al di là dei sogni, film con il premio Oscar Robin Williams, dove il protagonista scende negli Inferi pur di salvare la sua donna), ma non per questo deve essere considerato a tutti i costi un limite.
Il limite vero risiede invece nell'affrontare aspetti importanti del libro come la nascita della storia d'amore tra i due giovani con una velocità eccessiva, talmente disarmante da lasciare un po' perplessi. Più o meno si prova la stessa sensazione di quando si guardano le scene importanti di un bel film, scene che si intuisce subito devono essere importanti, schiacciando però il tasto dell'avanzamento veloce.
Tutta quella cura usata per descrivere in modo bello, sicuramente affascinante, quello strano mondo in cui si dipana la storia in questo caso sembra così sparire di colpo. Inevitabilmente, alcuni tasselli della psicologia dei personaggi si perdono o non vengono neppure presi in considerazione, tanto che alla fine appaiono un po' contraddittori. E d'accordo che al cuor non si comanda, soprattutto da giovanissimi, ma anche la determinazione di Alec nel scendere all'Inferno pur di salvare Maj rischia così di apparire una scelta, come dire?, forzosamente eccessiva o poco supportata. Ed è un peccato.

Si alternano così descrizioni e spunti avvincenti (ad esempio la prigione) a momenti troppo frettolosi; per dirla tutta, momenti che ti lasciano un po' di amaro in bocca perché il romanzo riesce a trascinarti, per poi ricadere, salvo poi risollevarsi. Ci si trova così su un ascensore che continua a salire e scendere, ti porta in un mondo assolutamente originale e inquietante (anche se mancano le indicazioni, magari sommarie, su come diavolo sia stato possibile arrivare a quel punto), poi si aggroviglia in fatti molto, molto più banali (o forse cerca di strizzare l'occhio, non so dire, ai potenziali lettori, alle loro emozioni, al loro quotidiano). Inferno, come detto, è il primo libro di una trilogia. Vedremo se, dopo questo inizio un po' faticoso e incerto, saprà decollare come l'idea e le potenzialità a tratti espresse meriterebbero.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: I canti delle Terre divise: Inferno
  • Autore: Francesco Gungui
  • Editore: Fabbri
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Crossing
  • ISBN-13: 9788845194344
  • Pagine: 430
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 14,90

24 marzo 2009

Eragon - Christopher Paolini

Un ragazzo. Un drago. Un mondo di avventure. Quando Eragon trova una liscia pietra blu nella foresta, è convinto che gli sia toccata una grande fortuna: potrà venderla e nutrire la sua famiglia per tutto l'inverno. Ma la pietra in realtà è un uovo. Quando si schiude rivelando il suo straordinario contenuto, un cucciolo di drago, Eragon scopre che gli è toccata in sorte un'eredità antica come l'Impero. Forte di una spada magica e dei consigli di un vecchio cantastorie, dovrà cavarsela in un universo denso di magia, mistero e insidie, imparare a distinguere l'amico dal nemico, dimostrare di essere il degno erede dei Cavalieri dei Draghi...

Recensione

Eragon è un quindicenne che vive nella Valle Palancar, nel continente di Algaësia.
Nella Grande Dorsale, in cui si trova a caccia, s’imbatte in una strana pietra color zaffiro. Pensando di poterci tirar su qualche soldo, la porta al villaggio, ma non gli riesce di barattarla con un po’ di carne perché il macellaio del paese è pieno di superstizioni rispetto alla catena montuosa in cui l’ha trovata, e in cui si pensa accadano fatti arcani.
La pietra, in effetti, poco dopo si rivela essere un uovo di drago, e quando Eragon tocca la creatura che ne è nata gli compare sul palmo della mano, simile a una bruciatura, una cicatrice: il Gedwëy Ignasia, che sancisce il suo definitivo ed eterno legame con il drago blu, anzi, con la dragonessa.
Eragon infatti scopre ben presto di aver sviluppato un contatto telepatico totale con Saphira –così chiama la dragonessa dopo aver ascoltato da Brom, il cantastorie del villaggio, racconti sui leggendari Cavalieri dei draghi-, ma il periodo di gioia per quell’intima comunione così piacevole per entrambi viene bruscamente interrotto dai Raz’ac, esseri mostruosi al servizio di Galbatorix, il tiranno del regno, che in cerca dell’uovo mettono a ferro e fuoco la capanna in cui vive, uccidendo suo zio Garrow. Eragon si salva solo perché Saphira, contro la sua volontà, lo porta al sicuro in volo sulla Dorsale, rifiutandosi di riportarlo a Valle Palancar finché non è sicura che il pericolo è passato.
L’uovo, infatti, è stato spedito magicamente sulla Dorsale dall’elfa Arya, per sottrarlo ai nemici che l’avevano intercettata mentre lo conduceva dai Varden -un gruppo di ribelli.
Eragon non può più restare nel luogo in cui è cresciuto, per non mettere in pericolo se stesso, Saphira, e gli abitanti del villaggio, nonché il cugino Roran. Dunque è costretto a mettersi in viaggio, per fortuna sotto la guida del cantastorie Brom, che gli rivela essere uno degli ultimi Cavalieri ancora in vita, e che, oltre a donargli la spada che era appartenuta proprio a Galbatorix, gli insegna la scherma e soprattutto l’uso della magia, cui può attingere grazie al gedwëy ignasia e al suo legame con Saphira.
Inizia così il lungo viaggio di Eragon, l'Ammazzaspettri.

Nota: Christopher Paolini ha iniziato a scrivere questo libro quando aveva appena quindici anni. Considerata la sua giovane età, è inutile dire che la sua scrittura è piena di carenze e che grandi sono i tributi che deve alla letteratura fantasy alle sue spalle.

Il ciclo dell'eredità non gode di buona reputazione nell'ambiente fantasy, in quanto considerata una storia troppo semplicistica e 'già vista'.
Tanto per iniziare, è stato spesso e volentieri paragonato questo romanzo a Star Wars. Questo perché Eragon è il predestinato nato da genitori incerti, la nuova speranza (coglietemi la citazione, sigh!) di una nobile ed estinta stirpe di combattenti che, in seguito alla formazione avvenuta con un maestro (anch’egli ultimo retaggio della suddetta casta scomparsa) prende coscienza del proprio ruolo e, gradualmente, sviluppa i poteri e la maturità tali da sconfiggere il male e salvare il mondo. Insomma, a detta di molti sono parecchie le caratteristiche che fanno del giovane Eragon il nuovo Luke Skywalker, e, anche se non starò qui a spoilerarvi, sembra in effetti che Cristopher Paolini abbia attinto a piene mani ai film di George Lucas.
Ma l’eroe predestinato che salva il mondo non l’ha certo inventato Lucas. Dall’alba dei tempi, infatti, dalla mitologia più antica che si rimembri, il mito del predestinato che compie il suo processo di formazione per poi diventare, per l’appunto, eroe, era già logoro. Non starò qui a narrarvi di mitologia e antropologia, ma, volendo parlare in termini più moderni, non è certamente un tema nuovo nel genere fantasy (e non solo). Terry Brooks stesso, giusto per citarne uno, utilizza la stessa identica struttura ne La spada di Shannara: il ragazzo comune che scopre di essere il discendente di una nobile stirpe nonché unica speranza di salvare il mondo dal male. Anche Frodo Baggins, in fondo, non inizia il suo viaggio da persona comune, pardon, hobbit comune, per poi sconfiggere il Male e salvare il mondo?

A proposito di Tolkien, sono molti i tributi che Christopher Paolini gli rende nel suo libro; i nomi stessi dei luoghi ricordano quelli inventati da Tolkien per la Terra di Mezzo, così come pure certe creature ricorderebbero gli Spettri dell’Anello. Differente è invece la figura del vecchio saggio: Brom, infatti, fornisce a Eragon le nozioni basilari per sopravvivere nel mondo quali l’uso della spada e i precetti della magia (che nel mondo di Paolini ha ferree e pericolose leggi), invece di limitarsi ad accompagnarlo, cosicché il malcapitato giovane eroe si ritrovi un po’ meno spaesato e inerme al momento di restare da solo.

Per quanto riguarda, è qui che Paolini rende testimonianza dell’originalità che, come abbiamo ahimé visto, scarseggia alquanto nel resto del libro: la conoscenza della magia, infatti, avviene mediante il conoscimento del vero nome delle cose; combinando quindi le parole dell’antica lingua si riesce a manipolare la realtà a proprio piacimento (ad esempio, conoscendo il vero nome del fuoco -brisingr- lo si può evocare), ma attenzione: la magia attinge alle forze vitali di chi la evoca, dunque non può essere usata per compiere imprese che richiederebbero più energia di quanta ne occorrerebbe per svolgerle fisicamente: si può ad esempio uccidere un uomo recidendone un vaso sanguigno, ma non gli si può succhiare la vita. Ovvio che quindi, a queste condizioni, compiere una magia sia una scommessa su quanto si conoscano i propri limiti, e che la figura del mago sia tutto meno che onnipotente.

Il giovane scrittore, inoltre, fa un bel lavoro creando il legame del suo eroe con la dragonessa, molto profondo; dopo l’imprinting, drago e cavaliere diventano indissolubilmente una cosa sola: condividono pensieri, energie vitali, sentimenti e sensazioni. Saphira, infatti, sarà per Eragon la madre che non ha mai conosciuto.

Lo stile di Paolini è sfogliabile ma non certo ricco; la trama, come vi dicevo, non è nulla di nuovo; i personaggi sono quelli classici del fantasy: il giovane eroe inesperto, il vecchio precettore, l’elfa affascinante, il tiranno, i ribelli, le creature fantastiche. Tuttavia, come tentavo di spiegarvi prima, se si cerca l’originalità bisognerebbe cambiare genere: ben pochi sono i titoli fantasy che non rimaneggiano gli stessi elementi di successo, e certamente non ne sono esenti i classici. Ciò che rende un libro fantasy interessante è come questi elementi li rimaneggia, se riesce a farvi dire: – Ma guarda! A questo non avevo pensato! -. Se l’autore ci riesce, e al contempo crea personaggi convincenti e una storia avvincente, il successo è fatto.

Sempre senza dimenticare la giovane età di Paolini, credo che la fantasia non gli sia mancata nel corso dei tre libri che ha pubblicato, e se la sua potrà sembrare l’ennesima rifrittura a chi ha già letto di tutto, consiglio invece la sua saga ai giovani che vorrebbero accostarsi alla lettura o al mondo fantasy, o comunque a chi ha voglia di concedersi una lettura senza pretese, leggera, e a suo modo avvincente.

I libri del Ciclo dell'Eredità:
  • Eragon
  • Eldest
  • Brisingr
  • Inheritance
  • Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Eragon. L'eredità
    • Titolo originale: Eragon, Inheritance Cycle vol.1
    • Autore: Christopher Paolini
    • Traduttore: Scotto di Santillo M.C.
    • Editore: Fabbri
    • Data di Pubblicazione: 2004
    • ISBN-13: 9788845109195
    • Pagine: 593
    • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 18,90 Euro
     

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