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21 dicembre 2016

Consigli Natalizi - 2016

Cari lettori,
eccoci puntuali come ogni anno con i nostri consigli per gli acquisti natalizi. Mai come quest'anno i social pullulano di proposte di lettura per Natale firmate dagli autori più in voga perciò noi della Stamberga non potevamo esimerci dal contribuire con i nostri imperdibili suggerimenti.
Come ogni anno abbiamo cercato di coprire un po' tutte le categorie umane alle quali, per piacere o per dovere, potreste ritrovarvi a dover fare un regalo e come ogni anno ci auguriamo di aver trovato proposte originali e soddisfacenti per voi e per il ricevente.


Partiamo prendendo spunto da alcuni fra i premi letterari più in vista e per gli amanti della narrativa storica consigliamo Il simpatizzante, Premio Pulitzer di quest'anno e opera prima del vietnamita Viet Thanh Nguyen, pubblicata lo scorso mese da Neri Pozza. Rifugiato di seconda generazione e professore d'inglese in California, Thanh Nguyen dedica il suo romanzo alla spinosa guerra del Vietnam, attraverso la fittizia confessione di un vietcong infiltrato negli USA dopo la caduta di Saigon. Un'opera eccezionale.
Se invece volete puntare su temi più provocatori, la satira de Lo schiavista di Paul Beatty (Fazi Editore) fa per voi. Vincitore del Man Booker Prize 2016, è la storia di Bonbon, nero della middle class che, pur di non vedere il suo paesello sparire dalle carte geografiche, promuove l'idea più oltraggiosa immaginabile: ripristinare la schiavitù e la segregazione razziale nel ghetto.
Sempre in tema di premi letterari, quest'anno il comitato del Nobel per la Letteratura ha suscitato parecchio scalpore assegnando il premio al cantautore Bob Dylan, certificando ufficialmente, come ha ricordato il vecchio Bob (che da tempo molti definiscono "poeta"), che le sue canzoni sono effettivamente letteratura. Agli, scettici, ai fan sfegatati e anche a chi sta nel mezzo potete quindi regalare la raccolta della sua opera omnia pubblicata (e appena ristampata) da Feltrinelli, Lyrics. Oppure se volete scoprire qualcosa di più sull'enigmatico cantautore potete recuperare lo splendido Chronicles. Vol. 1 (sempre Feltrinelli), ufficialmente la prima parte della sua autobiografia, in pratica un insieme di aneddoti e riflessioni non sempre coerenti in termini di tempo e realismo, pensati per affascinare e confondere, in pieno stile Dylan.

Se conoscete un accumulatore compulsivo, potrebbe essere un simpatico regalo La prima moglie e altre cianfrusaglie, l'ultimo romanzo dell'autore finlandese Aarto Paasilinna pubblicato da Iperborea (ma scritto 22 anni fa): protagonista è l'assicuratore Volomari Volotinen che, fin da quando, a dieci anni, un incendio distrusse la casa della sua famiglia lasciando intatto solo il bavaglio indossato dall'antenato Stepan Volotius mentre gli amputavano una gamba, colleziona cianfrusaglie e carabattole.
Per gli accumulatori compulsivi di libri di Haruki Murakami, invece, come l'anno scorso è già pronta la strenna: Gli assalti alle panetterie, due racconti "fuori serie" dell'amato scrittore giapponese illustrati da artisti internazionali, in questo caso Igort (al secolo Igor Tuveri), pubblicati da Einaudi.
Per gli appassionati di Star Wars che scalpitano per l'uscita di Rogue One, Mondadori ha appena ripubblicato in volume unico la trilogia originale Star Wars. The original trilogy, scritta da George Lucas, Donald F. Glut e James Kahn.

Uscito giusto giusto per essere messo sotto l'albero è anche Il labirinto degli spiriti, quarto e ultimo volume della tetralogia dedicata al Cimitero dei Libri Dimenticati dallo scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón (Mondadori). Ovviamente è il regalo perfetto per gli appassionati dello scrittore, ma è consigliato a tutti gli amanti del romanzo d'avventura di tradizione ottocentesca: per costoro potete recuperare anche i tre libri precedenti: L'ombra del vento, Il gioco dell'angelo e Il prigioniero del cielo.
Sempre in tema di nuove uscite e cicli narrativi, negli ultimi mesi è arrivato in libreria Lo stupore di una notte di luce (Garzanti), attesissimo seguito de Il Profumo delle foglie di limone di un'altra autrice spagnola, Clara Sánchez . Un'opera appassionante adatta ad un pubblico molto vasto che vi offre la possibilità di un doppio regalo, nel caso il destinatario non abbia mai letto nemmeno il primo volume della serie.

Per il lettore più impegnato, che non disdegna forme alternative di narrativa, tre ottime graphic novel: la prima è Kobane Calling (BAO Publishing), ultima opera del fumettista Zerocalcare, reportage della sua esperienza sul confine turco-siriano, a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi del Rojava opposti alle forze dello Stato Islamico. E ancora, sempre per i tipi BAO, Il suono del mondo a memoria di Giacomo Bevilacqua. L'autore, già conosciuto per i fumetti di ben diverso tenore A Panda piace, regala ai lettori un'opera dal tratto straordinario e di indescrivibile poesia: Samuel Page, fotografo e giornalista, decide di imporsi un'ardua sfida e di farne un reportage: passare due mesi a New York senza parlare con nessuno. E per restare negli USA: The Moneyman (Tunuè) di Alessio De Santa, Filippo Zambello, Lorenzo Magalotti, Giulia Priori e Lavinia Pressato, la vera storia, storicamente documentata, del fratello di Walt Disney. L'infanzia del padre di Topolino, gli esordi, la nascita di un impero, raccontati dalla voce del fratello per sempre rimasto in ombra.

Per i reduci degli anni '60, per chi è ancora in conflitto con il proprio io adolescente o semplicemente per chi ama i titoli provocatori, una proposta da non trascurare è Le ragazze di Emma Cline (Einaudi Stile libero), uno dei più discussi esordi letterari, efficace e intenso romanzo sul dolore e la solitudine dell’adolescenza.
Se avete a che fare con un amante degli animali dotato di senso dell'umorismo non potete lasciarvi sfuggire Come capire se il tuo gatto sta cercando di ucciderti di Matthew Inman (Fabbri), piccolo prontuario di autodifesa per i padroni dell'animale domestico più scaltro e indomabile che ci sia.
Infine se volete qualcosa che richiami l'atmosfera natalizia non fatevi sfuggire Fiabe lapponi (Iperborea), la prima parte di una raccolta curata dalla casa editrice specializzata in letteratura scandinava e che promette un viaggio nell'affascinante folklore del Nord, per riscoprire la magia delle fiabe di una volta.

Terminiamo con alcuni consigli per i più piccoli: sempre che non l'abbiano già letto dati gli impressionanti dati di vendita, c'è Diario di una schiappa. Non ce la posso fare!, ultimo capitolo (per ora) della serie di Jeff Kinney pubblicata da Il Castoro e dedicata alle disavventure dell'undicenne Gregory Heffley. O, per andare sul classico, Una serie di sfortunati eventi di Lemony Snicket (i primi tre volumi si intitolano Un infausto inizio, La stanza delle serpi, La funesta finestra) pubblicato da Salani, old but good, di cui è in uscita una nuova trasposizione telefilmica.
Se il giovane destinatario si è già lasciato incantare da Animali fantastici e dove trovarli, nel caso in cui possieda già il cofanetto di J.K. Rowling che contiene tutti e tre i volumetti spin-off, potete già trovare nelle librerie una moltitudine di opere a tema: da Snaso. Animali fantastici e dove trovarli. Una guida dietro le quinte alle magiche creature e ai personaggi del film di Ramin Zahed (Magazzini Salani), con tanto di modellino di legno dello Snaso da costruire (ma c'è anche il Velenottero), al taccuino di Newt Scamander (Animali fantastici e dove trovarli. Newt Scamander. Il taccuino del film di Rick Barba, Panini Books), passando per la guida al film (Animali fantastici e dove trovarli. La magia del film di Ian Nathan, HarperCollins Italia).
Sempre per i giovani, ma non solo, in occasione dell'uscita al cinema dell'omonimo film diretto da Tim Burton, consigliamo Miss Peregrine: La casa dei bambini speciali di Ransom Riggs (Rizzoli), primo volume di una trilogia per ragazzi che mescola efficacemente fantasy e gotico e mostra qualcosa di originale nel panorama della produzione young adult vista negli ultimi anni.
In tema di diversità, coinvolgente e molto apprezzato è Wonder di R.J. Palacio (Giunti), storia di un ragazzino affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, che provoca una tremenda deformazione facciale, e che deve imparare a inserirsi nel mondo che lo circonda. Un modo di parlare di diversità con delicatezza e onestà, una storia accattivante e senza facili buonismi.

29 luglio 2016

Consigli del blog: cosa leggere sotto l'ombrellone - Estate 2016

Di sicuro ci sarà tra voi chi ha già consumato le ferie in anticipo, ma per quelli che ancora le agognano ecco, puntuali ogni anno, i nostri consigli su cosa leggere sotto l'ombrellone (o in montagna; o in poltrona mentre vi godete l'aria condizionata; o mentre volate verso mete esotiche da visitare). Come al solito, abbiamo cercato di selezionare per voi libri noti o meno noti, leggeri o impegnativi, brevi o lunghi, per tutti i gusti!


Puntuale come la morte e le tasse, anche quest'anno abbiamo un bel librone di Stephen King da consigliarvi: Il bazar dei brutti sogni (Sperling&Kupfer), una raccolta di racconti del re del Brivido (definizione in realtà riduttiva per un autore del suo calibro): l'ennesima macchina infernale miete vittime in una piazzola di sosta; una donna viene colta da un malore mentre il marito l'aspetta in macchina dopo l'ennesimo litigio; un bambino dispettoso si diverte a rovinare la vita di un uomo perbene; un uomo di colore viene condannato a morte per aver assalito una bambina; una donna viene allettata dal suo datore di lavoro con un'offerta difficile da rifiutare; e ancora: un Kindle venuto da un altro mondo, una duna su cui compare il nome di chi morirà entro un mese, un giocatore di baseball che non è chi dice di essere, un uomo a cui viene data la possibilità di ricominciare tutto da capo dopo la morte, e molto altro, in una raccolta che alterna l'orrore soprannaturale a quello reale.
E poiché indispensabile sotto l'ombrellone è un buon giallo, tra le nuove uscite Piemme degli ultimi mesi c'è sicuramente un ottimo candidato a tenervi compagnia nel periodo estivo: La ragazza del parco di Alafair Burke. Scorrevole, leggero, avvincente, questo legal thriller alla Grisham vi terrà incollati dalla prima all'ultima pagina mescolando un impianto abbastanza classico con un'ambientazione moderna che tocca da vicino problematiche attuali come la privacy in rete e l'abuso delle armi da fuoco.
Rimaniamo in tema di gialli con un'altra recente pubblicazione, questa volta targata Salani: La via del male di Robert Galbraith, ovvero J.K. Rowling. Si tratta del terzo romanzo della serie per adulti dedicata al detective privato Cormoran Strike, adatto sia a chi già conosce e ama la Rowling per le avventure di Harry Potter, sia a chi di fantasy non vuole sentire parlare ma apprezza i mystery ben congegnati, avvincenti, e con protagonisti dalla forte personalità. Se ancora non l'avete fatto, questa può essere l'occasione per recuperare anche i primi due romanzi della saga: Il richiamo del cuculo e Il baco da seta, pubblicati sempre da Salani.


Non recentissimo ma portato all'attenzione del pubblico italiano grazie a una lodevole iniziativa (Modus Legendi, ideata e organizzata dal gruppo Facebook Billy, il vizio di leggere), Il posto di Annie Ernaux (L'Orma Editore) è un breve romanzo che rievoca con toni netti e privi di autocompiacimento, ma segnati di nostalgia, la vita del padre dell'autrice-protagonista e la sua ricerca di una via d'uscita da un'esistenza economicamente e culturalmente misera. C'è l'eco di un Mastro-Don Gesualdo senza troppe pretese in questa figura paterna, da contadino a operaio e infine piccolo commerciante, nella sua ricerca di un ruolo sociale più elevato, nella sua colpa congenita di essere nato povero e ignorante, nel divario socioculturale che si crea con la generazione successiva - la figlia, studentessa e poi insegnante. Da leggere tutto d'un fiato.
Dal rapporto padre-figlia a quello madre-figlia, lettura altrettanto breve e intimistica, ma più sfumata e sottile, è Mi chiamo Lucy Barton di Elizabeth Strout, già autrice del Premio Pulitzer 2009 Olive Kitteridge. Costretta in ospedale da un'infezione sopraggiunta dopo una banale appendicectomia, Lucy vede rientrare nella sua vita, dopo tanto tempo, la madre. Cresciuta negli stenti da una famiglia poverissima di mezzi e di affetti (e dominata da un padre reduce di guerra, figura sfiorata ma mai illuminata dai ricordi pudicamente filtrati da molti non-detti della voce narrante), Lucy si aggrappa disperatamente ai pettegolezzi triviali sulle persone che hanno popolato la sua infanzia tentando di scansare le zona d'ombra del suo vissuto familiare legate soprattutto al padre.
E poiché una lettura sempre accattivante è quella delle saghe familiari, vi consigliamo quella di Elizabeth Jane Howard che ne ha prodotta una formidabile, I Cazalet, portata in Italia solo di recente dalla casa editrice Fazi che quest'anno ha pubblicato Il tempo dell'attesa, secondo volume della serie. Ambientata nell'Inghilterra pre-Seconda Guerra Mondiale, la saga segue le vite di diverse generazioni di Cazalet, membri dell'alta borghesia a cavallo fra un passato aristocratico e l'avvento della modernità. Indispensabile per la comprensione della storia è la lettura del primo volume, altrettanto avvincente, intitolato Gli anni della leggerezza: se combinate le due letture avrete di che intrattenervi piacevolmente per tutta l'estate.
Se invece siete in cerca di una lettura originale, che si discosti dai soliti trend da ombrellone, The Dressmaker di Rosalie Ham (Mondadori) è quello che fa per voi. Si tratta di una commedia nera con un'ambientazione insolita (l'Australia degli anni '50) e una protagonista agguerrita che ritorna al paese d'origine per riprendersi una rivincita sui torti subiti durante l'infanzia dai concittadini bigotti e ipocriti. Ne hanno anche tratto un film, con lo stesso titolo, uscito nelle nostre sale il mese scorso.


Certamente meno leggero e scanzonato è La strada stretta verso il profondo nord di Richard Flanagan (Bompiani), lungo romanzo storico vincitore del Man Booker Prize 2014 che ripercorre un momento oscuro della seconda guerra mondiale: la cosiddetta "Ferrovia della Morte", 415 chilometri di linea costruiti attraverso la giungla thailandese, in soli sedici mesi, da prigionieri di guerra e coreani, indiani e cinesi costretti ai lavori forzati. Dorrigo Evans, il protagonista, è uno dei sopravvissuti alla monumentale impresa bellica decisa dal Giappone, che costò più di 116.000 vite umane, stroncate dalla fatica, dalla malattia e dalle torture dei sorveglianti.
E dato che l'estate è il momento migliore per leggere romanzi dalla mole imponente, forse potrebbe essere l'occasione per leggere La scuola cattolica di Edoardo Albinati (Rizzoli), fresco di vittoria al Premio Strega 2016: il romanzo-fiume dell'autore romano riporta il lettore indietro agli anni '70, tra la giovane Roma cattolica e "bene" che generò mostri come quelli che si macchiarono del (purtroppo celebre) Delitto del Circeo.


Terminiamo i consigli dell'estate con due graphic novel: la prima, immancabile, è Kobane Calling di Zerocalcare (al secolo Michele Rech) di cui ormai saprete già tutto, tanto si è parlato di questo giovane, simpatico e talentuoso autore romano che senza abbandonare i suoi caratteristici toni "pop" e autoironici racconta dei suoi viaggi in Rojava, alla scoperta della resistenza curda, in quello che definisce assolutamente un nonreportage. La seconda è Storie di un'attesa di Sergio Algozzino (Tunué), autore di cui si parla invece troppo poco: un nobile palermitano decide di partire per la Terrasanta nell'Ottocento, due persone si sfidano a una partita a scacchi per corrispondenza all'inizio del Novecento, un ragazzo aspetta sotto casa la ragazza per cui ha una cotta e con cui ha un appuntamento negli anni Novanta. Filo conduttore delle tre storie, narrate da illustrazioni delicatamente acquerellate, è l'importanza dell'attesa, intesa non come ostacolo che ritarda il raggiungimento dell'obiettivo ma come momento sospeso di per sé carico di riflessione e valore.


Ricordandovi che quest'anno il blog resterà inattivo dall'11 al 24 agosto, auguriamo una buona estate di letture a tutti voi.

15 aprile 2016

Premio Strega 2016: i 12 libri candidati


È fresca di annuncio la lista dei candidati finalisti alla 70esima edizione del Premio Strega, selezionati dal Comitato direttivo del Premio, presieduto da Tullio De Mauro e composto da Valeria Della Valle, Giuseppe D’Avino, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Enzo Golino, Giuseppe Gori, Melania Mazzucco, Luca Serianni e Maurizio Stirpe. La prima votazione per decretare la cinquina dei finalisti si terrà mercoledì 15 giugno, come di consueto in Casa Bellonci, con lo spoglio dei voti degli Amici della Domenica, dei 40 lettori forti e dei 20 voti collettivi di scuole, università e Istituti Italiani di Cultura all’estero. Venerdì 8 luglio avverranno invece la seconda votazione e la proclamazione del vincitore, non più nella storica sede del Ninfeo ma all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Una scelta, pare, legata alla volontà di trasformare un evento "per addetti ai lavori" in un evento per tutti: «ciò che vedranno i telespettatori a casa coinciderà con quello che potranno apprezzare gli spettatori in platea», ha dichiarato Giuseppe D'Avino, amministratore delegato.
I candidati concorreranno inoltre al Premio Strega Giovani, giunto alla terza edizione, la cui giuria è composta da circa 500 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 18 anni, che rappresentano cinquanta licei e istituti tecnici diffusi su tutto il territorio italiano e all’estero. Il vincitore sarà annunciato alla Camera dei Deputati lunedì 13 giugno.

Vi lasciamo adesso ai libri selezionati, sottolineando i tre grandi assenti volontari di quest'anno: Bompiani (si noti però la presenza tra la dozzina della neo-nata La nave di Teseo), Einaudi, vincitrice negli ultimi due anni con La ferocia di Nicola Lagioia e Il desiderio di essere come tutti, e Feltrinelli, il cui direttore editoriale, Gianluca Foglia, si è auspicato in una recente intervista un cambiamento nell'organizzazione del premio contro lo strapotere dei grandi gruppi editoriali.


L'uomo del futuro di Eraldo Affinati (Mondadori), presentato da Giorgio Ficara e Igiaba Scego

A quasi cinquant'anni dalla sua scomparsa don Lorenzo Milani, prete degli ultimi e straordinario italiano, tante volte rievocato ma spesso frainteso, non smette di interrogarci. Eraldo Affinati ne ha raccolto la sfida esistenziale, ancora aperta e drammaticamente incompiuta, ripercorrendo le strade della sua avventura breve e fulminante: Firenze, dove nacque da una ricca e colta famiglia con madre di origine ebraica, frequentò il seminario e morì fra le braccia dei suoi scolari; Milano, luogo della formazione e della fallita vocazione pittorica; Montespertoli, sullo sfondo della Gigliola, la prestigiosa villa padronale; Castiglioncello, sede delle mitiche vacanze estive; San Donato di Calenzano, che vide il giovane viceparroco in azione nella prima scuola popolare da lui fondata; Barbiana, "penitenziario ecclesiastico", in uno sperduto borgo dell'Appennino toscano, incredibile teatro della sua rivoluzione. Ma in questo libro, frutto di indagini e perlustrazioni appassionate, tese a legittimare la scrittura che ne consegue, non troveremo soltanto la storia dell'uomo con le testimonianze di chi lo frequentò. Affinati ha cercato l'eredità spirituale di don Lorenzo nelle contrade del pianeta dove alcuni educatori isolati, insieme ai loro alunni, senza sapere chi egli fosse, lo trasfigurano ogni giorno: dai maestri di villaggio, che pongono argini allo sfacelo dell'istruzione africana, ai teppisti berlinesi, frantumi della storia europea.


La scuola cattolica di Edoardo Albinati (Rizzoli), presentato da Raffaele La Capria e Sandro Veronesi

Roma, anni Settanta: un quartiere residenziale, una scuola privata. Sembra che nulla di significativo possa accadere, eppure, per ragioni misteriose, in poco tempo quel rifugio di persone rispettabili viene attraversato da una ventata di follia senza precedenti; appena lasciato il liceo, alcuni ex alunni si scoprono autori di uno dei più clamorosi crimini dell'epoca, il Delitto del Circeo. Edoardo Albinati era un loro compagno di scuola e per quarant'anni ha custodito i segreti di quella "mala educacion". Ora li racconta guardandoli come si guarda in fondo a un pozzo dove oscilla, misteriosa e deforme, la propria immagine. Da questo spunto prende vita un romanzo, che sbalordisce per l'ampiezza dei temi e la varietà di avventure grandi o minuscole: dalle canzoncine goliardiche ai pensieri più vertiginosi, dalla ricostruzione puntuale di pezzi della storia e della società italiana, alle confessioni che ognuno di noi potrebbe fare qualora gli si chiedesse: "Cosa desideravi davvero, quando eri ragazzo?". Adolescenza, sesso, religione e violenza; il denaro, l'amicizia, la vendetta; professori mitici, preti, teppisti, piccoli geni e psicopatici, fanciulle enigmatiche e terroristi. Mescolando personaggi veri con figure romanzesche, Albinati costruisce una narrazione che ha il coraggio di affrontare a viso aperto i grandi quesiti della vita e del tempo, e di mostrare il rovescio delle cose.


Dove troverete un altro padre come il mio di Rossana Campo (Ponte alle Grazie), presentato da Valeria Parrella e Antonio Riccardi

Rossana Campo, ancora una volta senza infingimenti e con lo stile dirompente e "difforme" che caratterizza la sua produzione letteraria, ma mettendosi in gioco forse più che in ogni altro suo libro, racconta qui il rapporto con Renato, il padre amatissimo e difficile scomparso di recente; o meglio con le molteplici figure, spesso contraddittorie, che Renato ha incarnato lungo tutta la sua vorticosa esistenza: il maestro di vita che fin da piccola esorta la figlia a rifuggire ogni forma di condizionamento e ipocrisia, ma anche l'irresponsabile che per niente e nessuno si separerebbe dalla sua amica più fidata: la bottiglia; l'individuo gioviale e irriducibilmente ottimista, ma anche l'attaccabrighe, dominato da una rabbia incontenibile; e ancora lo "zingaro" che non sopporta alcuna imposizione e non riconosce alcuna autorità, il contaballe prodigioso, il casinista indefesso, il terrone orgoglioso in un Nord che lo respinge... in una parola un essere infinitamente vitale e tremendamente fragile. Ne emerge un racconto, magari spudorato, ma proprio per questo di rara autenticità, della parte più profonda di sé.


Dalle rovine di Luciano Funetta (Tunuè), presentato da Lorenzo Pavolini e Luca Ricci

Il collezionista di serpenti Rivera, grazie a un video amatoriale, entra in contatto con l'insolita e seducente scena della pornografia d'arte. Questa esplorazione si trasforma ben presto nella discesa in un abisso popolato da figure oscure, tra le quali spicca un argentino a dir poco enigmatico: Alexandre Tapia. Proprio attraverso la frequentazione di Tapia, Rivera scoprirà un universo di abiezioni private e catastrofi collettive, vittime invisibili e carnefici rimasti impuniti.


Le streghe di Lenzavacche di Simona Lo Iacono (e/o), presentato da Paolo Di Stefano e Romana Petri

Le streghe di Lenzavacche vennero chiamate nel 1600 in Sicilia un gruppo di mogli abbandonate, spose gravide, figlie reiette o semplicemente sfuggite a situazioni di emarginazione, che si riunirono in una casa ai margini dell' abitato e iniziarono a condividere una vera esperienza comunitaria e anche letteraria. Furono però fraintese, bollate come folli, viste come corruttrici e istigatrici del demonio. Secoli dopo, durante il fascismo, una strana famiglia composta dal piccolo Felice, sua madre Rosalba e la nonna Tilde rivendica una misteriosa discendenza da quelle streghe perseguitate. Assieme al giovane maestro Mancuso si batteranno contro l'oscurantismo fascista per far valere i diritti di Felice, bambino sfortunato e vivacissimo.


La reliquia di Costantinopoli di Paolo Malaguti (Neri Pozza), presentato da Marcello Fois e Alberto Galla

1565, Venezia. Il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario "avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero", che lui stesso, cinquant'anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno. Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell'involucro sono l'unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute. Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d'affari, l'ebreo-veneziano Malachia Bassan. La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Gregorio ha un'idea: recuperare tutti " i frammenti di Paradiso" disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un'idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute. Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all'impresa...


Il cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci (Minimum Fax), presentato da Giuseppe Antonelli e Diego De Silva

Nell’immaginario paese di Corsignano – tra Toscana e Umbria – la vita procede come sempre. C’è gente che lavora, donne che tradiscono i propri uomini e uomini che perdono una fortuna a carte. C’è una vecchia che ricorda il giorno in cui fu abbandonata sull’altare, un avvocato canaglia, due bellissime sorelle che eccellono nell’arte della prostituzione e una bambina che rischia la morte. E c’è una comunità di cinghiali che scorrazza nei boschi circostanti. Se non fosse che uno di questi cinghiali acquista misteriosamente facoltà che trascendono la sua natura. Non solo diventa capace di elaborare pensieri degni di un essere umano, ma, esattamente come noi, diventa consapevole anche della morte. troppo umano per essere del tutto compreso dai suoi simili e troppo bestia per non essere temuto dagli umani: «il Cinghiale che uccise Liberty Valance» si ritrova all’improvviso in una terra di nessuno che da una parte lo getta nella solitudine ma dall’altra gli dà la capacità di accedere ai segreti di Corsignano, leggendo nel cuore dei suoi abitanti. Giordano Meacci scrive un romanzo bellissimo, commovente, appassionante, che racconta l’eterno mistero dei nostri sentimenti e lo fa grazie all’antico espediente di trattare le bestie come uomini e gli uomini come una tra le molte specie viventi sulla Terra.


L'addio di Antonio Moresco (Giunti), presentato da Daria Bignardi e Tiziano Scarpa

"Mi chiamo D'Arco e sono uno sbirro morto." Comincia così questo romanzo, metafisico e d'azione. Il protagonista è un uomo pieno di dolore, delicatezza e furore, chiamato a compiere una missione impossibile. La città dei vivi e quella dei morti sono vicine, comunicanti, e si assomigliano molto. La polizia dei vivi e la polizia dei morti sono in contatto e collaborano, quando devono risolvere i casi più difficili. Dispongono di cellulari tarati per la comunicazione tra vivi e morti, e di e-mail criptate. Ma c'è un'altra cosa, che però nessuno sa dire: quale dei due mondi venga prima. Ora D'Arco deve tornare nel mondo dei vivi, nel quale fu ucciso, per fermare un massacro di vittime innocenti. Ma, se la morte venisse davvero prima della vita e il male prima del bene, come si potrà invertire la spirale? D'Arco ci proverà perché è uno che non si arrende, perché ha una formidabile guida e un alleato: un bambino dal cranio rasato, gli occhi spalancati e i denti serrati, una creatura senza più voce e con il collo percorso da una cicatrice prodotta da una collana di filo spinato, ma con la volontà attraversata dalla stessa indomabile sete di giustizia. Una coppia di eroi fragili e indistruttibili, individui solitari e disillusi ma disposti a mettere in gioco tutto per difendere chi sia stato umiliato e offeso: un uomo che si è gettato alle spalle le speranze e un bambino muto ma capace di guardare.


Conforme alla gloria di di Demetrio Paolin (Voland), presentato da Maria Rosa Cutrufelli e Elisabetta Mondello

Amburgo, 1985. Rudolf Wollmer fa il sindacalista, ha una moglie, un figlio adolescente e l'incubo di un padre scomodo, una ex ss che morendo gli ha lasciato in eredità la casa di famiglia. Deciso a sbarazzarsene subito, ritrova, tra gli oggetti del vecchio, un quadro intitolato La gloria. L'immagine è minacciosa ma nasconde un segreto ancora più terrificante. Nel tempo, la vicenda di Rudolf e del quadro si intreccia con quella di Enea Fergnani - ex prigioniero a Mauthausen sfuggito allo sterminio del lager grazie alla sua abilità artistica e proprietario di uno studio di tatuaggi a Torino - e della giovane Ana... Un romanzo sorprendente, dallo stile intenso e nitido, che è anche una riflessione sul rapporto tra vittima e carnefice, sul confine tra umano e disumano.


La figlia sbagliata di Raffaella Romagnolo (Frassinelli), presentato da Fabio Geda e Giuseppe Patota

Un sabato sera come tanti in una cittadina della provincia italiana. La tv sintonizzata su uno show televisivo, nel lavandino i piatti da lavare. Un infarto fulminante uccide il settantenne Pietro Polizzi, ma Ines Banchero, sua moglie da oltre quarant'anni, non fa ciò che ci si aspetta da lei: non chiede aiuto, non avverte amici e famigliari, non si preoccupa di seppellire l'uomo con cui ha condiviso l'esistenza. Comincia così un viaggio dentro la vita di una coppia normale: un figlio maschio, una figlia femmina, un appartamento decoroso, le vacanze al mare, la televisione e la Settimana Enigmistica. Ma è una normalità imposta e bugiarda, che per quarantacinque anni, per una vita, ha nascosto e silenziato rancori, rimpianti, rimorsi e traumi. E mentre giorno dopo giorno la morte si impadronisce della scena, il confine fra normalità e follia si fa labile.


Se avessero di Vittorio Sermonti (Garzanti), presentato da Franco Marcoaldi e Serena Vitale

Una mattina di maggio del 1945 tre (o quattro) partigiani si presentano col mitra sullo stomaco in un villino zona Fiera di Milano alla caccia d'un ufficiale della Repubblica Sociale (o forse di tre), lo scovano, segue un ampio scambio di vedute, e se ne vanno. Da questo aneddoto domestico, sincronizzato bene o male ai grandi eventi della Storia, si dipanano settant'anni di ricordi di un fratello quindicenne, confusi ma puntigliosi, affidati come sono agli "intermittenti soprusi della memoria": il nero-sangue e il gelo della guerra, la triste farsa di sognarsi eroe, poi il "passaggio dalla parte del nemico" (iscrizione al PCI), e poi ancora un titubante far parte per se stesso; e il rapporto di reciproca protezione con il padre fascista; e la famiglia "feudale" della strana mamma; ma anche una collana di amori malriposti, le letture, il teatro, la musica, il calcio, gli amici. Testa e cuore però non fanno che tornare a quella mattina di maggio, a quell'ipotesi sospesa, a quell'eccidio mancato. Così, nel tentativo di fare i conti con i propri fantasmi, Vittorio Sermonti ci regala un libro sconcertante, tracciato nella forma di una lunga canzone d'amore per un tu che ha smascherato molti di quei fantasmi del "narrator narrato", e gli dà ancora la voglia di vivere: un libro che è anche la cronaca minuziosa di un Paese e di un interminabile dopoguerra...


La femmina nuda di Elena Stancanelli (La nave di Teseo), presentato da Francesco Piccolo e Silvia Ronchey

Anna è una donna intelligente, bella, con un lavoro interessante, ma di colpo tutto questo non serve più. Dopo cinque anni la sua storia d'amore con Davide affonda in una palude di tradimenti, bugie, ricatti. E la sua vita va in pezzi. Si trasforma in un'isterica, non dorme, non mangia, fuma e si ubriaca ogni sera per riuscire ad addormentarsi. Compulsivamente inizia a frugare nel telefonino di lui nelle chat, sui social. Non sa cosa sta cercando, non sa perché lo sta cercando. Per un anno rimarrà prigioniera di quello che lei stessa chiama il regno dell'idiozia, senza riuscire a dirlo a nessuno. Questo racconto è la sua confessione, sotto torma di lettera, a Valentina, la sua più cara amica, che l'ha vista distruggersi sera dopo sera. Anna dice tutto, senza pudore. I dettagli umilianti e ridicoli, l'ossessione, la morbosità. Anna somiglia a tutti noi, che combattiamo questa guerra paradossale che chiamiamo amore. Ogni tanto vinciamo, più spesso perdiamo. L'unica cosa su cui possiamo sempre contare, l'unica capace di indicarci i nostri confini, i nostri bisogni, è il corpo. E sarà al corpo che Anna si aggrapperà per sconfiggere il dolore.


23 gennaio 2015

Dettato - Sergio Peter

Come si gioca a nascondino da soli? Un bambino cerca un riparo dalla morte del padre e trova nell’aria le voci dei matti, degli animali, dei vecchi e delle donne che popolano i luoghi marginali di una sperduta valle di montagna.
Riti collettivi di addio all’inverno, campane ferme, racconti orali, cadute, incantamenti e ossessioni animano il sorprendente romanzo d’esordio di Sergio Peter che, ispirandosi alla lezione del Celati di Narratori delle pianure e del Calvino delle Città invisibili, dà vita a un ritorno a casa che è anche viaggio iniziatico nei territori della memoria.

Recensione

Un insieme di ricordi autobiografici e di riflessioni sul ruolo dei luoghi e della memoria nella creazione di un'identità individuale e collettiva. Sul confine tra Italia e Svizzera, tra montagna e lago, tra ricordo e poesia, si costruisce una rete di racconti e personaggi, in un fluido succedersi di prosa lirica e dialetto comasco-lombardo, che fa parte del vissuto del narratore-autore.
A leggerlo sembra difficile credere che Sergio Peter sia della classe 1986, perché il senso delle radici della sua narrazione affonda molto in profondità, nella dimensione corale della famiglia e della comunità allargata che chi ha esperienza di vita all'ombra dei piccoli campanili italiani riconosce facilmente.

Attraverso i ricordi della vita di paese, del lavoro del padre, delle piccole abitudini famigliari, emerge un mondo straordinariamente vivido e presente, anche quando il dettato della memoria rievoca fatti o persone ormai da tempo passati nell'oblio.
La vestaglia della nonna, il balcone con la vista su un paesaggio fuori dal tempo, il sapore dell'acqua e l'odore forte di campagna di certi prati, il suono vero delle campane, quando ancora non esistevano i dischi preregistrati e i campanili, oltre a dare un punto di riferimento per orientarsi anche a grande distanza, contribuivano a scandire il passare del tempo in realtà che a volte creano l'impressione di esserne al di fuori, del tempo...

Cosa, però, fa sì che questa raccolta di piccoli aneddoti, episodi di bambini e vecchi, visioni domestiche e storie di partigiani e pescatori di lago non suoni stonata sulla penna di un trentenne e non diventi l'ennesimo amarcord?
L'autore partecipa di una realtà particolare che non è scontato comprendere per chi non ha esperienza di vita di paese. Le persone diventano presto personaggi. Le abitudini leggi e gli aneddoti una vera e propria mitologia. È un filone diviso tra narrazione e poesia che è una delle voci più forti e originali della narrativa italiana, da Giovanni Celati di Narratori di pianura e Italo Calvino de Le città invisibili alla memorialistica di certi racconti di Mario Rigoni Stern e al lirismo delle 'cose' di alcuni aforismi di Federigo Tozzi.

Una semplice genealogia della famiglia assume i toni asciutti e solenni del racconto biblico e contiene il senso di un rapporto continuo con le proprie radici, nei luoghi e nei rapporti di parentela. Una tombola diventa una ballata quasi come attorno a un albero della cuccagna, un inno all'abbondanza, un canto carnascialesco. Paesi altrimenti sconosciuti come Cardano, Piamuro e Loveno acquistano un'anima e diventano non solo il luogo dove corpi umani trovano rifugio ma anche i punti attorno ai quali si costruisce un'identità comunitaria. Non è un caso che il paese di Peter, Grandola ed Uniti, nasca come comune proprio dall'unione di piccoli borghi disseminati tra il lago e la montagna.
E in questo succedersi, a tratti commovente, di ricordi resuscitati, che emergono dai prati come dei fantasmi, come i rintocchi delle campane, di racconti famigliari e episodi di vita di paese si unisce anche la voce normale e sgrammaticata, ma non per questo meno melodiosa, di alcune lettere vere dall'Italia degli anni '20 e della 2a guerra mondiale, che hanno lo stesso tono di pacata e bonaria quotidianità della vita di paese, dove tutto ritorna.
Tanto che alla fine a chi legge sembra di appartenergli, a quei pascoli e a quelle terre che, come suggerisce la citazione di apertura di Robert Walser, per natura sono più vicine alla beatitudine del cielo, nella loro semplice e imperturbabile vitalità.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Dettato
  • Autore: Sergio Peter
  • Editore: Tunué
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Romanzi
  • ISBN-13: 9788867901036
  • Pagine: 112
  • Formato - Prezzo: eBook - Euro 4,99
 

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