5 novembre 2014

Anna Bolena, una questione di famiglia - Hilary Mantel

Con Anna Bolena, una questione di famiglia torniamo alla corte di Enrico VIII, là dove si era interrotto il racconto in Wolf Hall. Siamo nel 1535, il primo ministro Thomas Cromwell è riuscito a imporre il volere del re Enrico VIII sul papa, e a ottenere l’annullamento del primo matrimonio del sovrano con Caterina d’Aragona, in favore di Anna Bolena. Ma ora la situazione dell’Inghilterra nei confronti degli altri paesi europei si fa ancora più critica, e Anna non viene considerata in grado di dare un erede maschio alla corona. Di nuovo, Cromwell deve trovare una soluzione e l’attenzione si sposta su una modesta dama di compagnia, Jane Seymour, destinata a diventare la terza moglie di Enrico, successivamente alla condanna per stregoneria e adulterio di Anna, e la sua cruenta esecuzione. Hilary Mantel si concentra su un anno cruciale della storia moderna, componendo con una capacità unica un movimentato mosaico di personaggi e proiettando il lettore in un vortice di eventi che smettono di essere storici per divenire tangibili presenze a noi contemporanee.

Recensione

Quando vide il ritratto appena terminato disse "Cristo, assomiglio a un assassino"; e suo figlio Gregory rispose "Non lo sapevi?
"Bring up the bodies", Siano prodotti i corpi, comanda Thomas Cromwell nelle ultime pagine di questo romanzo: siano portati a Westmister Hall per il processo i quattro uomini accusati di alto tradimento che già corpi sono agli occhi dell'uomo che ha messo in moto l'ordito per incastrarli e procurare a al Re una nuova Regina. La verità non ha importanza, innocenza o colpevolezza questioni secondarie, Enrico VIII deve sbarazzarsi di Anna Bolena e il suo efficiente Segretario si preoccupa di sbrigare la questione nel modo più veloce e pratico possibile, facendo piazza pulita dei rami vecchi per far spazio alle nuove pedine di quella complessa scacchiera che è la corte inglese.
"Bring up the bodies". Queste parole sibilline e minacciose fanno da titolo al secondo capitolo della Trlogia di Thomas Cromwell (anche se la traduzione italiana ha preso un'altra direzione, preferendo sfruttare il fascino ambiguo del nome di Anna Bolena), iniziata nel 2009 con Wolf Hall, di cui vi abbiamo parlato l'anno scorso, e anch'esso vincitore del Man Booker Prize come il suo predecessore. Anche in quest'ultimo la Mantel svelava solo negli ultimi capitoli il senso del titolo dell'opera, mostrando Enrico VIII in viaggio verso la residenza della famiglia Seymour, Wolf Hall appunto, da poco legato ufficialmente ad Anna Bolena ma già proiettato verso una nuova donna e verso una nuova carneficina di corte. Ora l'autrice riprende gli eventi da dove li aveva lasciati, con un Re disperatamente bisognoso di un erede maschio e una Regina che ormai ha perso il suo fascino, incapace di competere con l'aurea di angelica passività dell'insipida Jane Seymour.

Riprendendo quanto fatto in Wolf Hall la Mantel rivoluziona ancora una volta il concetto di romanzo storico: il suo racconto è preciso e dettagliato come un saggio e si tiene alla larga dalle numerose rivisitazioni romanticizzate dell'epoca Tudor, fatte di passioni clandestine ed epici duelli, preferendo la spietatezza e la complessità dei fatti nudi e crudi che in quanto a intrighi e terrore superano di gran lunga qualunque romantica fantasia. Nonostante anche le pietre sappiano ormai che fine hanno fatto le teste di Anna e dei suoi cortigiani, la scrittrice ripropone qui gli eventi che portarono alla loro caduta con una tale tensione e una tale angoscia che anche gli esperti dei Tudor faticheranno a staccarsi dalle pagine del romanzo e ne saranno tormentati anche una volta chiuso il libro.

Oltre a un'imponente conoscenza degli eventi, la Mantel ha dalla sua una tecnica narrativa unica ed eccezionale che evita di restare ingarbugliata nell'ampollosità di dialoghi falsamente d'epoca ma che non è nemmeno completamente moderna con la sua predilezione di termini derivati dal latino. Ogni vocabolo, ogni fugace espressione del volto, ogni minuscolo cambiamento climatico hanno un peso nella narrazione e nascondono un secondo significato per l'autrice che anche qui conferma la sua predilezione per la terza persona singolare sebbene ora, probabilmente per venire incontro a coloro che avevano giudicato poco chiaro Wolf Hall per l'uso del generico "egli", la Mantel abbia deciso di specificare con "egli, Cromwell" ogni volta che il soggetto è appunto il suo protagonista. Una scelta apprezzata da molti ma che personalmente non ho molto gradito in quanto appare un po' troppo forzata e rende in qualche modo più invadente la presenza dell'autore, interrompendo quella sensazione di flusso di coscienza che rendeva così facile perdersi fra le pagine del racconto nel primo libro.
Questa è una delle ragioni per cui Anna Bolena, una questione di famiglia mi è sembrato leggermente inferiore al suo predecessore. Un secondo motivo è legato al fatto che nella concitazione degli eventi si perde la dimensione intima del protagonista, di cui emerge quasi esclusivamente il lato più pragmatico e crudele, il che comunque non mina più di tanto l'inspiegabile fascino del personaggio.

La genialità della Mantel sta infine nell'offrire una diversa prospettiva su personaggi storici dei quali decine di film e rappresentazioni ci hanno fornito un'immagine ormai consolidata e universalmente accettata. Se nel primo volume della trilogia la scrittrice si dedicava principalmente a demolire il mito di San Tommaso Moro, presentandolo come una diversa forma di fanatico religioso, qui le sue astute osservazioni investono l'anonima Jane Seymour, forse meno sottomessa e sprovveduta di quanto la storia non riporti.
E se l'autrice non ritiene necessario dare una risposta all'eterno interrogativo "Era Anna realmente colpevole?", perché realmente non era importante, ella insinua una nuova, inquietante interpretazione su come siano stati scelti gli uomini con lei condannati che hanno portato alla sua rovina.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Anna Bolena, una questione di famiglia
  • Titolo originale: Bring Up The Bodies
  • Autore: Hilary Mantel
  • Traduttore: Giuseppina Oneto
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 4 aprile 2013
  • Collana: Le strade
  • ISBN-13: 9788864116174
  • Pagine: 506
  • Formato - Prezzo: Euro

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