30 novembre 2015

Bagliori nel buio - Maria Teresa Steri

Disoccupata e intrappolata in una relazione sentimentale senza futuro, Elena vive come sospesa tra passato e presente. Non passa giorno senza che i suoi pensieri vadano all’uomo conosciuto due anni prima su Internet, consumata dal senso di colpa per aver provocato la sua morte. Interessarsi di fenomeni paranormali sembrava solo un passatempo innocente, ma ora il terrore che la polizia venga ad arrestarla non le dà tregua. E per riappropriarsi della sua vita non le resta che tornare là dove tutto è iniziato, un quartiere che affaccia sulla spiaggia, e provare a far luce sull’accaduto. Ma chi era davvero l’uomo che ha ucciso? Quale mistero nasconde il luogo della sua morte, il Pozzo del Corvo? E quanto sono fondate le voci che parlano di presenze soprannaturali sul promontorio? Man mano che la verità viene a galla, un incubo ancora più grande si delinea all’orizzonte, costringendola a fare i conti con le sue paure e ad affrontare nemici che non sospettava di avere. 

Recensione

La storia si svolge nelle vicinanze del Pozzo del Corvo, un promontorio sul mare caratterizzato da una profonda voragine, teatro di varie tragedie, dove persone dotate di poteri medianici asseriscono di avere notato strane presenze. Non c’è quindi da stupirsi se, nonostante le difficoltà di accesso, il posto sia diventato meta di amanti dell’occultismo. È appunto durante un’escursione di un gruppo di persone, conosciutesi in internet su un forum di spiritismo, che un giovane facente parte del gruppo perde l’equilibrio e cade nel baratro. I partecipanti a quell’incontro decidono non solo di non denunciare l’accaduto ma, affinché nessuno possa collegarli all'incidente, di sciogliere il gruppo cancellando anche il forum da internet, se non che Elena, la protagonista del racconto, continua a essere perseguitata dal rimorso anche a distanza di anni dall'incidente fino a trasferirsi in una abitazione non distante dal "luogo del delitto", sperando questo l'aiuti a superare il suo trauma .
. Poiché il mondo è piccolo, la donna ritroverà quali vicini di casa proprio alcuni componenti del disciolto gruppo spiritista di cui aveva fatto parte, mentre avvenimenti tragici continuano a verificarsi a coloro che risiedono nelle vicinanze.

L’autrice riesce senza dubbio a creare la giusta atmosfera di aspettativa mescolando giallo a fenomeni paranormali ma, per quanto la storia risulti intrigante e ben scritta, credo che sarebbe stato opportuno da parte dell’autrice una maggiore vivacità nella caratterizzazione dei personaggi che, monotematici nelle loro argomentazioni,  risultano decisamente poco accattivanti ad iniziare da Alessio, innamorato di Elena, talmente noioso da chiedersi come possa una donna sentirsene attratta.
Non è esente da critiche anche la protagonista che assume sempre comportamenti incoerenti. Dice di voler stare il più lontano possibile dal luogo dell’incidente ma poi vi si trasferisce, vorrebbe in seguito andarsene ma rimane, non vorrebbe incontrare i componenti del gruppo ma poi li cerca, chiede il sostegno di un avvocato ma non ne segue i consigli e via di seguito. Una persona che si crogioli nel proprio senso di colpa, poi, risulta a lungo andare irritante, tanto più che la morte della vittima, oltre che essere involontaria, appare un chiaro atto di legittima difesa. In definitiva, chi rimane tutto il giorno a coltivare la propria accidia non è destinato a suscitare simpatie. Nel complesso sono proprio i cosiddetti “cattivi” a suscitare maggiore curiosità, non fosse altro per la ironica goffaggine mostrata nella loro perfidia.

Se il ritmo nella prima parte del romanzo, dove la protagonista continua a battersi il petto in un continuo “mea culpa”, risulta un po’ lento, in compenso il finale è decisamente travolgente con una girandola di colpi di scena.
L’intreccio è abbastanza solido, tanto che potrebbe reggersi anche senza la componente surreale, che svolge prevalentemente una funzione di catalizzatore della storia e concorre a creare un’atmosfera più cupa e misteriosa. Risulta però forzato l'indulgere della protagonista nel suo senso di colpa.
Nel complesso il romanzo risulta intrigante e originale, e se l’autrice si fosse prestata a rendere più spumeggianti i vari personaggi, troppo ingessati nel loro ruolo, sicuramente il giudizio sarebbe stato migliore.

Giudizio:

+3 stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Bagliori nel buio
  • Autore: Maria Teresa Steri
  • Editore: Autopubblicato - distribuito Amazon
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • ISBN-13: 1517789419
  • Pagine: 357
  • Formato - Prezzo: Kindle - Euro 1,99

28 novembre 2015

Novità librarie di dicembre: alcune uscite da tenere in considerazione

Cari lettori,
è giunto anche questo mese il momento di dare un'occhiata alle novità in libreria delle prossime settimane. Come nostra abitudine vi segnaliamo anche le nuove uscite del mese corrente che non abbiamo fatto in tempo ad includere nella rubrica del mese scorso e che includono nomi di spicco come il premio Nobel per la letterature Orhan Pamuk.
Eccovi le novità di dicembre, sperando che alcuni dei titoli indicati possa anche aiutarvi nel vostro shopping natalizio! Vi ricordiamo come sempre che si tratta di una selezione di uscite reputate interessanti dalle amministratrici e che il box commenti è sempre a vostra disposizione qualora vogliate aggiungerne altre.


Partiamo con la casa editrice Einaudi che questo mese occupa una posizione dominante tra le nostre segnalazioni:


Amica della mia giovinezza di Alice Munro - Eianudi, Supercoralli - Copertina Rigida, 20.00 Euro
In libreria dal 19 novembre

Vancouver, la grande città sullo sfondo del libro, coincide con un risveglio, che è un disincanto e anche una formazione, spesso sessuale. E la sessualità, lambita, sussurrata o esibita, vitalistica o imbarazzata, illecita o meno, serpeggia per tutto il volume. E il caso di Five Points, la cui protagonista, Brenda, ha un marito invalido e un amante, Neil, che dà senso alla sua quotidianità. Gli incontri con lui rappresentano l'irrinunciabile conferma di un'esistenza ancora piena e sono vissuti come autentico cerimoniale della vita. Ma in questo rito si innesta il primo litigio, e quel litigio lascia intravedere un potenziale di ferocia che incrina irrimediabilmente l'idillio.


La strana biblioteca di Murakami Haruki - Einaudi, Supercoralli - Copertina Rigida, 15.00 Euro
In libreria dal 17 novembre

Un ragazzo viene chiuso nel sotterraneo di una biblioteca da un malvagio vecchietto e un misterioso uomo-pecora lo obbliga a imparare a memoria tre tomi sulla tassazione nell'Impero ottomano: il surreale universo di Murakami Haruki come non lo avete mai visto.


La stranezza che ho nella testa di Orhan Pamuk - Einaudi, Supercoralli - Rilegato, 22.00 Euro
In libreria dal 24 novembre

Un ragazzo ama una ragazza. Tutte le storie, anche quelle più complicate, nascono da questa semplice, universale premessa. Mevlut l'ha incontrata una sola volta: i loro sguardi si sono incrociati di sfuggita al matrimonio di un parente a Istanbul. Eppure è bastato quell'attimo di perfezione e felicità a farlo innamorare. Süleyman, il cugino, gli ha detto che delle tre figlie di Abdurrahman, quella che ha visto Mevlut, quella di cui si è innamorato, è senz'altro Rayiha. Da allora non l'ha più rivista ma, per tre anni, Mevlut le scrive le lettere più appassionate che il suo cuore riesce a creare. Finché un giorno capisce che l'unico modo di coronare il suo sogno è scappare con Rayiha, di fatto rapendola dalla casa paterna in cui è rinchiusa. Così, una notte di tempesta, mentre Süleyman aspetta con un furgone in una strada poco lontana, Mevlut e la sua amata si riuniscono. Nulla potrà andare storto ora, nulla potrà più dividerli, pensa lui. Poi un lampo illumina la scena e rivela il volto di Rayiha: quella non è la ragazza a cui Mevlut ha creduto di scrivere per tutto quel tempo, non è la ragazza di cui si è innamorato a prima vista tre anni prima! Chi ha ingannato Mevlut? E come si comporterà ora il nostro eroe?


Il cartello di Don Wislow - Einaudi, Stile libero big - Rilegato, 22.00 Euro
In libreria dal 1 dicembre

Che cosa sta cercando veramente Keller? Giustizia o vendetta? Il sequel de Il potere del cane.

2014. Adán Barrera, capo di El Federación, la piú potente rete di cartelli della droga al mondo, si trova in isolamento in una prigione di San Diego. Art Keller, l'agente della Dea che dopo avergli ucciso il fratello e il nipote lo ha sbattuto li dentro, si è ritirato in un monastero in New Mexico, dove vive in solitudine e semplicità facendo l'apicoltore e cercando di dimenticare la sua precedente "vita di menzogne". La tregua si incrina quando Barrera riesce a farsi trasferire in un carcere messicano e l'accordo tra i vari cartelli della droga salta, innescando una guerra intestina di efferatezza mai vista. Con Barrera di nuovo in azione e pronto a qualunque atrocità, pur di riprendere il controllo perduto, Keller finisce risucchiato nel gorgo. Onesti e corrotti, vittime e assassini si trovano dall'una e dall'altra parte della barricata e della frontiera tra Messico e Stati Uniti.


Proseguiamo con Mondadori di cui evidenziamo svariate nuove uscite tra cui il seguito del fortunatissimo Canale Mussolini di Antonio Pennacchi:


Canale Mussolini. Parte seconda di Antonio Pennacchi - Mondadori, Scrittori italiani e stranieri - Copertina rigida, 22.00 Euro
In libreria dal 1 dicembre

La grande saga dei Peruzzi, emigrati dal Polesine in Agro Pontino dopo la bonifica, continua con il suo tono epico e corale, dagli anni finali della guerra - dopo lo sbarco degli americani e la ritirata tedesca - fino ai primi anni Sessanta con l'esplosione del benessere. Figlio di Modigliana e di padre ignoto, figlio spurio, "vitello di seconda classe" (perché, a differenza della velenosa gemella Bissola, Modigliana era buona con tutti e non si sapeva a chi avesse regalato quel momento d'amore), Diomede Peruzzi è l'eroe di questo nuovo momento della storia italiana. L'ascesa di Diomede, che esce con una carriola di banconote dalla sede della Banca d'Italia bombardata dagli americani nella memorabile scena d'apertura del romanzo.


Ti voglio bene assai di Luciano De Crescenzo - Mondadori,I libri di Luciano De Crescenzo - Rilegato, 17.00 Euro
In libreria dal 1 dicembre

Oltre alla pizza, l'altra creazione partenopea che ha fatto il giro del mondo diventando patrimonio dell'umanità è la canzone napoletana. Dagli spartiti dei musicisti della capitale del sud sono fuoriuscite arie meravigliose, capaci di toccare il cuore o di far rinascere un sorriso. I poeti e i cantastorie hanno saputo poi abbinare le parole giuste per ogni occasione: quelle della festa per Funiculì funiculà (composta per l'inaugurazione della prima funicolare cittadina) e quelle dell'amore perduto e poi ritrovato di Era de maggio. Poi quelle di Malafemmina, Tammurriata nera, 'O surdato 'nnamurato fino a Te voglio bene assaje e Napul'è di Pino Daniele. Canzoni talmente belle da essersi radicate in tutto il mondo come grandi standard della musica internazionale. In Te voglio bene assaje questa vasta e prestigiosa playlist viene riascoltata dall'appassionato orecchio di Luciano De Crescenzo, il più celebre esperto della culturale popolare partenopea. Quelle canzoni raccontano un mondo che c'era e in molti casi ancora c'è nel profondo sentire degli abitanti di quella città. De Crescenzo, con il suo garbato humour, le racconta da par suo svelandone aneddoti e curiosità e facendole risuonare meglio nella testa dei suoi lettori.


Tu sei ossessione di Federico Moccia - Mondadori, Arcobaleno- Rilegato, 19.00 Euro
In libreria dal 1 dicembre

Giovanni è un trentacinquenne di successo, nel lavoro e nella vita. Ha pubblicato diversi bestseller, ama sua moglie, che è una bella donna, ironica e intelligente, e ha una meravigliosa bambina di pochi anni. È il classico uomo al quale non manca niente per essere felice. I suoi romanzi piacciono molto: con le sue storie e le sue parole riesce a entrare nella psicologia delle donne, a farle ridere e commuovere. Una sera gli arriva un messaggio su Facebook che lo colpisce subito. Lei si chiama Luna, probabilmente è una sua fan, si distingue fin dal primo istante come una ragazza brillante e audace, ma oltre al nome è attenta a non svelare nulla di sé. La chat con questa donna misteriosa si trasforma prima in un gioco innocente, poi, giorno dopo giorno, in un'intrigante relazione virtuale e infine in un'ossessione vera e propria. Eppure Luna non si è mai mostrata, continua a schermarsi con il seducente scudo del mistero. Le emozioni e il turbamento per questa sconosciuta, l'attrazione per i suoi ragionamenti e le sue provocazioni, sempre confinate in quella chat, diventano un bisogno assoluto quotidiano. Ma chi è veramente questa donna? Come mai conosce così tanto della sua vita? Forse Giovanni, senza rendersene conto, ha commesso un errore in passato? La passione e il desiderio per questa sconosciuta diventano così ingombranti che lo scrittore decide di incontrarla... Federico Moccia continua a scavare indagatorio alla radice dei sentimenti tra uomo e donna. Questa volta, però, affronta un argomento adulto e contemporaneo: il peccato virtuale. I social fanno emergere ancor più facilmente le fragilità umane, solleticano la vanità di tutti, amplificano il desiderio di piacere anche al di fuori delle regole di coppia. Le chat, WhatsApp, Messenger, Facebook facilitano il dubbio amoroso, la voglia repressa, il peccato nascosto... soprattutto quando il nuovo partner è protetto dal manto del mistero. Ma è ancora possibile l'amore duraturo al tempo del wi-fi? In questa storia forse c'è una delle possibili risposte.


Passiamo poi a Sperling & Kupfer che propone una nuova uscita che indubbiamente vedremo per parecchio tempo nella classifica dei libri più venduti:


After 5. Amore infinito di Anna Todd - Sperling & Kupfer - Copertina Rigida, 17.90 Euro
In libreria dal 1 dicembre

La storia tra Tessa e Hardin non è mai stata semplice. Ma ogni sfida che hanno affrontato insieme ha rafforzato l'amore e reso sempre più solido il legame tra loro. E ora niente è più come prima. Tessa non è più la dolce, semplice, brava ragazza che era quando ha incontrato Hardin; né lui è più il ragazzo crudele e lunatico di cui si è innamorata. O quasi. Perché una verità tanto scomoda quanto scioccante è pronta a emergere dal passato di Hardin e travolgere tutto. Ancora una volta. E mentre lui, sconvolto dalla nuova rivelazione, respinge con sempre più forza chiunque cerchi di stargli vicino, compresa Tessa, lei inizia a dubitare di poterlo salvare davvero, senza sacrificare se stessa. Eppure si rifiuta di mollare senza lottare. Perché è questo che fai quando ami qualcuno, no? Lotti per lui, lo rincorri quando sai che ha bisogno di te. Lo aiuti a combattere contro se stesso e non ti arrendi mai, neppure quando si arrende lui. Oppure sei tu a dover fare un passo indietro e sei soltanto una stupida se continui a provarci?


E concludiamo con la casa editrice Nord che fa contente tutte le amanti del romance:


Ignited - Edizione Italiana: La Trilogia del desiderio#3 di J. Kenner - Nord, Scrittori italiani e stranieri - Ebook, 6.99 Euro
In libreria dal 17 dicembre

Dal giorno in cui l’ha incontrato, Katrina Laron non ha mai smesso di pensare a Cole August, il bellissimo ed enigmatico socio in affari di Evan Black e Tyler Sharp. Adesso però ha deciso di buttarsi, approfittando del party al quale sono entrambi invitati. La risposta di Cole alle sue avances, però, la lascia completamente sconcertata: dopo un unico, appassionato bacio, Cole se ne va senza darle nessuna spiegazione. La verità è che lui è spaventato. I sentimenti che prova per Katrina vanno ben oltre la semplice attrazione fisica, e vorrebbe proteggerla da tutto, persino da se stesso e dalle pulsioni che lo spingono a mescolare il piacere col dolore. Ciò che Cole non sa, però, è che Katrina conosce il suo lato oscuro, ed è pronta a spogliarsi di ogni inibizione in nome del loro amore. Perché il desiderio è una forza che supera ogni paura..


27 novembre 2015

Colori proibiti - Yukio Mishima

Shunsuke è un anziano e celebre scrittore, che dubita delle proprie qualità artistiche e soffre della propria bruttezza e mancanza di seduzione, che gli hanno fatto sviluppare una forma di misoginia. Yuichi invece è un bellissimo giovane, adorato da donne e uomini, e lo stesso Shunsuke ne subisce il fascino. Quando Yuichi, sul punto di sposarsi, gli svela di provare desideri omosessuali, il vecchio gli propone un patto che lo trasformerà nel suo strumento di vendetta. A causa del suo individualismo narcisista, del carattere glaciale e della voluttà che prova a far soffrire chi lo ama, il giovane è il soggetto perfetto per conquistare le donne e poi lasciarle crudelmente vendicando così tutti gli abbandoni subiti da Shunsuke. Lo scrittore in cambio lo introdurrà alla vita sessuale e al corteggiamento delle donne, concedendogli anche il prestito in denaro che gli occorre, e intanto lui frequenterà locali e uomini gay. Tra le braccia di Yuichi cade anche la bella, giovane e infelice Yasuko, che ha rifiutato Shunsuke. I due si sposano, ma lui la tradisce e non la amerà mai, interessato com'è a soddisfare solo il proprio piacere carnale con begli uomini e a intessere sempre nuove relazioni omo ed eterosessuali che gli rimandano l'immagine della propria bellezza.

Recensione

Mishima con questa storia ci introduce nel rapporto morboso tra il vecchio scrittore acclamato Shunsuke e il giovane Yuchi, un omosessuale bellissimo quanto inconsapevole di esserlo che non accetta la sua natura. Il vecchio si approfitterà di lui per vendicarsi nei confronti delle sue vecchie amanti, stipulando un patto macabro che cambierà per sempre la vita di entrambi, fino alla ricerca dell’assoluzione o di una redenzione che forse è immeritata.
Non si può prescindere dal commentare un libro scritto da questo samurai coraggioso senza confrontarsi non solo con la storia, ma anche con il suo vissuto personale, che rimbomba tra le pagine in modo costante. Colori proibiti è un’opera composita e nello stesso tempo avvincente, che riprende e fotografa una società giapponese alla ricerca di una rivalsa economica e sociale, e che in qualche modo si ritrova a fare i conti con i passaggi dolorosi di transizione tra le tradizioni e la modernità che incombe, nonostante tutto. Il libro è infatti immerso all’interno delle fitte relazioni sociali del Giappone del dopoguerra, con tutta l’intricata rete di passaggi che coniugano il vecchio mondo pre-conflitto mondiale al modernismo che inizia a diffondersi a seguito della ricostruzione e anche all’implicita richiesta di questo popolo che desidera in qualche modo riabilitarsi agli occhi degli stati internazionali.
Ma forse sarebbe riduttivo ricondurre la definizione di un libro con il suo periodo storico, perché esso è soltanto il punto di partenza per confrontarsi con delle tematiche relative alla psiche umana: tradimento, disaffezione dell’animo che non riesce ad appassionarsi nemmeno quando il rapporto carnale vive un momento di estrema intensità, collegandolo quindi alla noia, come mal di vivere, che porta a commettere gesti o a porre in essere situazioni moralmente inconcepibili non solo a livello sociale, ma anche soggettivo.
Un altro aspetto che prende vita con prepotenza nella storia è il conflitto interiore tra l’essere e l’apparire, così bene incarnato dai personaggi presenti, che porta alcuni a vivere addirittura delle relazioni clandestine, anche se per oggetto hanno lo stesso amante, come nel caso dei due coniugi Kaburagi, la cui sostanza rappresenta le diverse sfaccettature di un medesimo dramma: una vita deprivata di vere emozioni e improntata sulla versione pubblica.
In un continuo crescendo drammatico le verità e le aspirazioni personali vengono comunque a galla, aggirandosi nei meandri intricati della girandola di personaggi che lo scrittore fa affacciare nella storia, lasciandovi ogni volta un’impronta da un impatto differente. E i due protagonisti principali, Yuchi e Shunsuke, rimangono nel mezzo, col secondo che ha l’illusione di tirare le fila degli avvenimenti fino a rendersi troppo tardi che tutto, il suo complice compreso, in realtà è imprevedibile.
Per concludere, questo romanzo è un crogiolo di emozioni dilaganti, è ricco, introspettivo e affascinante insieme. Aiuta a scoprire e a scoprirsi, tanto da annoverarlo a lettura che in alcun modo bisogna perdersi.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Colori Proibiti
  • Titolo originale: Kinjiki
  • Autore: Yukio Mishima
  • Traduttore: Vienna M.G.
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Universale Economica
  • ISBN-13: 9788807721380
  • Pagine: 478
  • Formato - Prezzo: Cartaceo € 14,00

26 novembre 2015

La classifica dei libri più venduti dal 16 al 22 novembre


Chi poteva meglio distrarci dalle malefatte del Vaticano se non uno dei nostri distrattori per eccellenza, il re del vacuo nostrano Fabio Volo? Ed eccolo infatti in prima posizione, dopo aver appena scalzato i poveri Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi che si devono accontentare dei margini del podio, per lasciare a E' tutta vita, nuovo imperdibile lavoro dello scrittore bresciano, in primo gradino.
Volo, che in precedenza si era fatto portavoce dei trentenni italiani incapaci di crescere, uno dei concetti più triti e ritriti degli ultimi 10 anni, ora si occupa dello sconvolgimento dell'arrivo di un bambino in una giovane coppia, altro tema mai sentito, ma ovviamente ai suoi fan non importa, basta veder scritto il nome di Volo in copertina e comprano a scatola chiusa.
Torna in libreria anche un altro nome "caldo" della letteratura italiana: Diego De Silva che per Einaudi pubblica il suo decimo romanzo lungo Terapia di coppia per amanti, che si piazza in sesta posizione, dietro a titoli ormai consolidati nella nostra classifica come Diario di una schiappa. di Jeff Kinney, Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà di Luis Sepulveda e L'amante giapponese di Isabel Allende.
Lo scrittore e giornalista napoletano propone ancora una volta una storia che mescola il sentimentale con l'ironico immaginando una coppia di amanti clandestini che si ritrova a frequentare una terapia di coppia come una coppia sposata qualunque.
L'ultima novità per questa settimana arriva invece da oltreoceano, da dove Glenn Cooper torna con il terzo capitolo della trilogia Dannati, intitolato L'invasione delle tenebre che porterà il lettore in una Londra abbandonata a e spettrale.
Anche per questo giovedì abbiamo concluso la rassegna delle novità, alla prossima settimana!



Il libro più venduto:

Stavano così bene insieme, cosa è successo alla loro vita? Cosa è successo ai due chiusi in una camera d'albergo con il cartello "non disturbare" sulla porta? Dove sono finite la passione, la complicità?

Il nuovo libro di Fabio Volo è un'immersione nella vita quotidiana di una coppia, nell'evoluzione di un amore. Racconta la crisi che si scatena alla nascita di un figlio e, ancora di più, racconta di quando qualcosa rompe l'incantesimo tra due innamorati. E suggerisce, lascia intravedere una risposta, una via d'uscita. È come se i protagonisti dei suoi romanzi più amati, Il giorno in più o Il tempo che vorrei, si ritrovassero ad affrontare quello che viene dopo l'innamoramento, la responsabilità e la complessità dello stare insieme per davvero.

Ancora una volta Volo sorprende per la capacità di fotografare e dare un nome ai sentimenti, perfino quelli meno nobili e non per questo meno comuni. È tutta vita è un romanzo diretto, sincero, spudorato. Leggendolo capita di ridere e commuoversi, come quando qualcosa ci riguarda da vicino.



  • Titolo È tutta vita
  • Autore:Fabio Volo
  • Editore:Mondadori
  • ISBN-13: 9788804658221
  • Pagine: 234
  • Prezzo: 19,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Via Crucis - Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere - euro 18,00)
    3. :Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco - Emiliano Fittipaldi (Feltrinelli - euro 14,00)
    4. Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà - Luis Sepúlveda (Guanda - euro 10,00)
    5. Diario di una schiappa. Portatemi a casa! - Jeff Kinney (Il Castoro - euro 12,00)
    6. Terapia di coppia per amanti - Diego De Silva (Einaudi - euro 18,00)
    7. Buchi nella sabbia - Marco Malvaldi (Sellerio - euro 14,00)
    8. L'amante giapponese - Isabel Allende (Feltrinelli - euro 18,00)
    9. L'invasione delle tenebre. Dannati - Glenn Cooper (Nord - euro 19,90)
    10. Anna - Niccolò Ammaniti (Einaudi - euro 19,00)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    24 novembre 2015

    Dreamscapes - I racconti perduti II - Autori Vari

    “Dreamscapes. I racconti perduti. Volume 2” è un’antologia di Editrice GDS, contenente 15 racconti fantastici, tutti scritti da autori italiani. Il genere è il fantasy nella sua accezione più estesa e, all’interno della raccolta, trovano spazio storie di diverso tipo e dalle più svariate ambientazioni, da mondi sommersi a città futuristiche, da luoghi mitici o immaginari a ambienti domestici popolati da incubi e creature bizzarre. Un’antologia che si rivolge quindi a tutti gli amanti della letteratura fantastica, offrendo, al suo interno, storie capaci di accontentare tutti i gusti, dagli amanti dell’horror all’urban fantasy, dalla fantascienza al fantasy più “lovecraftiano”, per valorizzare i giovani talenti della narrativa fantastica italiana.

    Recensione

    La raccolta di racconti è effettivamente molto varia nella scelta dei generi, che spaziano dalla fantascienza pura al fantasy, all'ucronia, fino al racconto di streghe. Dare un giudizio complessivo a una serie di racconti così diversi, e per giunta di autori emergenti è davvero difficile, per cui segnaleremo alcuni elementi generali e magari i racconti che si distinguono per una maggiore leggibilità. Intanto qualche dubbio sorge per la realizzazione di un'antologia non solo di autori diversi ma anche con temi e livelli di scrittura parecchio distanti: sembra quasi indicare la volontà editoriale di avere un titolo purchessìa, il che a parere di chi legge non è mai un merito consistente. Il rischio è quello di ottenere un minestrone con troppi sapori e l'impressione è che molte case editrici, soprattutto quelle che pubblicano ebook, tengano in poco conto la qualità, investendo pochissimo sull'aspetto editoriale del lavoro.

    In generale dal punto di vista dello stile si nota una certa 'crudezza', sia per incertezze linguistiche, sia per scelte lessicali, soprattutto legate all'uso dell'aggettivazione, che suggerirebbe una cura editoriale più approfondita e una revisione totale della forma. Diverse idee non sono inoltre nè banali nè malvagie ma meriterebbero uno sviluppo diverso, tenendo anche conto del fatto che la forma racconto breve è forse la più difficile da gestire.

    Alcuni dei contributi però sono decisamente migliori della media e permettono di non buttare via tutto il volume: è il caso di 'Il guardiano di Saqqara' di Eli Noscere, che in una trama piuttosto esile presenta un buon livello espressivo; ma anche di 'Medaglie' di Marco Bertoli, che, nonostante la scelta del punto di vista della narrazione non sia del tutto comprensibile, nel complesso è coerente nello stile e non banale; o infine 'Il nuovo dio e l'abisso' di Andrea Zanotti, racconto dai toni lovecraftiani, che risulta godibile e non scontato, nonostante la scelta dello stile non sia affatto semplice.

    Giudizio:

    +2stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Dreamscapes - I racconti perduti II
    • Autore: autori vari
    • Editore: GDS
    • Data di Pubblicazione: 2015
    • Collana: collana
    • ISBN-13: -
    • Pagine: 162
    • Formato - Prezzo: ebook - Euro 3,49

    23 novembre 2015

    Un terremoto a Borgo Propizio - Loredana Limone

    A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte. Cose belle, il borgo ne ha tante da sfoggiare da quando è risorto a nuova vita, con il Castelluccio restaurato e le imbellettate case del contado, ora affacciate sull’elegante pavé a coda di pavone della piazza del Municipio, e con l’elettrizzante fermento culturale che si respira già fuori della cinta muraria e che sicuramente fa rodere il fegato a fior di città d’arte. Ma un giorno qualcosa di molto brutto, un violento sisma, arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi che tanto amano il loro paese. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, ma è stato ucciso. Un assassino a Borgo Propizio? La faccenda si complica…

    Recensione

    Quella che viene raccontata in Un terremoto a Borgo Propizio(il terzo romanzo di una trilogia Borgo Propizio iniziata nel 2012 con Borgo Propizio–Guanda 2012 e poi Tea 2013- e continuata con E le stelle non stanno a guardare–Salani 2014/Tea 2015-) può considerarsi una favola che si svolge ai nostri tempi e ha come teatro degli avvenimenti un borgo medievale, presumibilmente simile ai molti piacevoli borghi di cui è costellata la nostra penisola.
    I personaggi sono tanti e talmente reali nella loro normalità da assomigliare ai nostri vicini di casa. Non tutti questi personaggi, a dire il vero, risultano essenziali per lo svolgimento della storia, ma sono descritti in maniera molto sentita da parte dell'autrice che mette in risalto i lati positivi del loro carattere e ironizza su quelli negativi, evitando tuttavia di esprimere un proprio giudizio.

    Una caratteristica che accomuna molti scrittori -in particolare le scrittrici- è quella di affezionarsi ai personaggi da loro creati, ma forse nessuno manifesta loro tanto affetto quanto Loredana Limone.Quando per la dinamica del racconto è stato necessario inserire un “cattivo”, si sente che la scrittrice si è adattata a farlo obtorto collo, evitando di approfondire la personalità del soggetto in questione, e non perché abbia ritenuto che “guardando troppo nell’abisso, poi l’abisso possa guardare dentro di lei”, ma perché Loredana Limone è una di quelle rare persone piena di umanità e buon senso, portate a vedere negli altri soprattutto ciò che hanno di positivo, glissando sugli aspetti più negativi.

    È questa una storia scorrevole, espressa con una scrittura fresca e solo apparentemente istintiva, a dimostrazione dell'abilità della scrittrice, che riesce inoltre ad intessere le vicende con una piacevole ironia che mai sfocia nel sarcasmo.

    L’aspetto negativo del romanzo è che, con tanti personaggi da descrivere, arrivare al nocciolo della storia risulta piuttosto lento, nonostante, prima dell’inizio del racconto, ci sia l'elenco dei maggiori protagonisti con una loro schematica e apprezzata descrizione. Pian piano, andando avanti nella lettura, la matassa dei rapporti interpersonali si chiarisce e la storia entra nel vivo, accompagnata da due fatti salienti pressoché contemporanei: il terremoto che scuote e lesiona gli edifici di Borgo Propizio, nonché l’omicidio di un assessore comunale. Due avvenimenti che pongono gli abitanti del borgo di fronte a se stessi e che tolgono le certezze in cui sono vissuti fino ad allora.

    Per quanto riguarda l’indagine condotta per scoprire l’assassino dell’assessore, si tratta più che altro di un pretesto per scavare nella psiche degli indiziati, senza volontà da parte dell’autrice di scrivere un romanzo di genere poliziesco, anche se il maresciallo incaricato del caso alla fine riesce ad individuare il colpevole.
    Vengono narrate soprattutto storie di uomini e donne alla costante ricerca d’amore. Che sia vero o presunto tale, che sia lecito o meno, non ha molta importanza, perché sono vicende sempre piene di umanità e descritte con ironia.

    Non è nella natura dell’autrice drammatizzare gli eventi, che siano tradimenti che scuotono le fondamenta dei rapporti interpersonali o movimenti tellurici che distruggono materialmente i focolari domestici. Pertanto i personaggi di Loredana Limone non urlano mai e, se esprimono desideri di vendetta, essi non vengono gridati ai quattro venti ma, se mai, solo sussurrati ai parenti e amici più stretti.
    Con tanti personaggi positivi, il bene non poteva che trionfare sul male, ma la storia è tutt’altro che melensa, bensì piena di umorismo e con qualche sorpresa. L’unico piccolo dramma, che fa commuovere e sorridere al medesimo tempo, si verificherà alla fine del romanzo e conferisce un connotato surreale al racconto.

    Giudizio:

    +4 stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Un terremoto a Borgo Propizio
    • Autore: Loredana Limone
    • Editore: Salani
    • Data di Pubblicazione: giugno 2015
    • Collana: Il Libraio
    • ISBN-13: 9788869182426
    • Pagine: 378
    • Formato - Prezzo: eBook - Euro 9,99

    21 novembre 2015

    L'ultima volta che ho avuto sedici anni - Marino Buzzi

    Giovanni e la sua irrequieta adolescenza, le sue paure, le sue debolezze. Un ragazzo dal corpo troppo ingombrante per poter passare inosservato, vittima perfetta dei bulli della scuola. Il sadico equilibrio creatosi all'interno della piccola comunità si rompe quando Giovanni scompare nel nulla, improvvisamente. E lui stesso a raccontare in presa diretta cosa succede in paese dopo la sua scomparsa, quali sono le reazioni di tutti, da una prospettiva obliqua e lucidissima, utile a restituire i comportamenti e gli umori della gente di fronte a un evento tristissimo e inspiegabile. "L'ultima volta che ho avuto sedici anni" racconta una storia purtroppo quotidiana, tanto feroce quanto possono esserlo i ragazzi. Ci racconta l'inconsapevolezza che a volte guida i più giovani nel mettere in pratica le violenze più ignobili e ottuse.

    Recensione

    Riuscire a confrontarsi con una tematica drammaticamente attuale come quella che ci propone questo romanzo, non è semplice. La voce narrante, l’adolescente Giovanni che per tanto tempo ha subito le violenze e lo scherno dei compagni di scuola, si assume l’onere di presentare in modo il più possibile oggettivo la realtà non solo dei soprusi che ha subito ma anche delle ragioni che li hanno scatenati. La sua colpa è l’obesità che lo condanna a essere individuato come diverso dal gruppo, eppure il pregio maggiore della storia è proprio quella di andare oltre al dato oggettivo: Giovanni scava nel profondo, non si limita a descrivere il suo dramma ma presenta tutte le contraddizioni e i dolori dei suoi compagni, i loro segreti che pur trasformandoli in carnefici, in nome di una popolarità effimera, li trasforma comunque in altrettanti perdenti.
    Senza via di scampo.

    L’autore ha utilizzato il punto di vista del giovane per porre rilievo a tutte le sfaccettature di un disagio condiviso e al tempo stesso personale: da una famiglia economicamente potente ma povera di affetti per Spillo, alla lotta individuale per emergere e magari scappare da una realtà grigia, come nel caso di Ombra e per certi versi anche di Anna, sino a dinamiche più profonde, come l’omosessualità di Bambi, altro bersaglio di derisione e brutalità, o alla stessa rabbia irrazionale di Tony, il capo della combriccola che attiva tutti i comportamenti più pesanti nei confronti degli emarginati a beneficio dell’intero microcosmo scolastico.

    Uscendo però dall’intensità del messaggio di cui L’ultima volta che ho avuto sedici anni si fa portatore, il libro in sé espone con uno stile semplice e diretto un percorso di resa dello stesso protagonista e della sua famiglia, iniziando proprio dal momento in cui Giovanni osserva tutti quanti in disparte, senza farsi vedere. È scappato e nessuno sa dove si trova, e lo scandalo che la sua fuga suscita fa emergere tutte le contraddizioni della sua realtà sociale, mettendo in evidenza quelle dinamiche nascoste dalla facciata.
    La scelta di far parlare proprio lui in modo onnisciente però appare discutibile perché rischia di rivelare sin dai primi capitoli l’epilogo di questa storia, cosa che comunque è effettivamente intuibile, nonostante la storia tenda a voler suscitare la curiosità di capire se Giovanni è semplicemente fuggito perché non riusciva più a reggere il peso delle vessazioni a cui era sottoposto, magari rincorrendo la speranza di una vita migliore, o se realmente qualcuno gli ha fatto del male in modo definitivo. Un nodo che comunque si scioglie sul finale.

    Al di là di tutte le considerazioni, questo romanzo breve lascia comunque un’impronta che marchia nel profondo il lettore, non solo perché nel bene o nel male tutti attraversiamo nella nostra esistenza il periodo contraddittorio e spesso doloroso dell’adolescenza, entrando in contatto con episodi più o meno espliciti di emarginazione, paura e anche di sopruso, ma soprattutto perché ha il coraggio di evidenziare un fenomeno come il bullismo che può portare conseguenze anche indelebili nella vita di chi lo subisce.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: L'ultima volta che ho avuto sedici anni
    • Autore: Marino Buzzi
    • Editore: Baldini e Castoldi
    • Data di Pubblicazione: 2015
    • Collana: Romanzi e racconti
    • ISBN-13: 9788868528331
    • Pagine: 176
    • Formato - Prezzo: € 15,00 cartaceo - € 7,99 e-book

    19 novembre 2015

    La classifica dei libri più venduti da 9 al 15 novembre


    Si scambiano di posizione ma poco cambia: il podio è ancora loro. Stiamo parlando dei giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldi che in contemporanea hanno fatto uscire i loro libri riguardanti gli scandali economici del Vaticano, Via Crucis e Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco. Servendosi anche di documenti segreti che la Santa Sede dichiara essere stata rubata, i due reporter affrontano, anche se da prospettive leggermente diverse, i temi dei giochi di potere e dei guadagni occulti in cui risultano coinvolti gli alti prelati romani, un tema che i giornali non fanno nulla per mettere a tacere pubblicando ogni giorno notizie di nuovi attici restaurati coi soldi dell'otto per mille o di procedimenti penali contro i due autori dei libri inchiesta.
    A questo scottante tema spetta quindi l'attenzione del pubblico che questa settimana incorona Fittipaldi al primo posto e Nuzzi al secondo. A completare il podio ancora la favoletta di Luis Sepulveda,Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà, stabile così come sono stabili quasi tutte le successive posizioni, dalla Allende de L'amante giapponese a Anna di Niccolò Ammaniti fino al Il leone d'oro di Wilbur Smith.
    Le uniche due novità per questa settimana riguardano sia la narrativa per ragazzi che quella per adulti. E' uscita infatti al nona avventura di Greg, lo sfortunato protagonista di Diario di una schiappa. di Jeff Kinney. Si intitola Portatemi a casa! e vede lo sfortunato ragazzino alle prese con un road trip organizzato dalla madre, desiderosa di escogitare nuovi modi per tenere unita la famiglia. Naturalmente gli imprevisti saranno decine, tra alberghi improbabili, guasti improvvisi, gabbiani prepotenti e persino maiali in fuga.
    La seconda novità arriva invece dal re dei legal thriller John Grisham per il quale Mondadori pubblica L'avvocato canaglia, nuovo dramma legale incentrato sulla curiosa figura dell'avvocato di strada Sebastian Rudd che non ha un vero e proprio studio ma lavora a bordo di un furgone blindato.
    La classifica completa come sempre qui sotto. Ci vediamo la prossima settimana!



    Il libro più venduto:

    Che in Vaticano alligni il vizio dell'avarizia è stato spesso denunciato, da Dante alle pagine di cronaca di oggi, ma si tratta quasi sempre di scoop per sentito dire, intercettazioni spesso smentite, voci di corridoio. Emiliano Fittipaldi, che da anni segue questi temi per "L'Espresso", ha raccolto da fonti confidenziali una grande quantità di documenti interni del Vaticano verbali, bilanci, relazioni - e grazie a questo è in grado di tracciare le prime mappe dell'impero finanziario della Chiesa (...) Un'inchiesta tutta fondata su documenti e fonti interne alla curia, che fotografa un momento cruciale della storia vaticana...


  • Titolo:Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco
  • Autore:Emiliano Fittipaldi
  • Editore:Feltrinelli
  • ISBN-13: 9788807172984
  • Pagine: 231
  • Prezzo: 14,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Via Crucis - Gianluigi Nuzzi (Chiarelettere - euro 18,00)
    3. Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà - Luis Sepúlveda (Guanda - euro 10,00)
    4. Buchi nella sabbia - Marco Malvaldi (Sellerio - euro 14,00)
    5. Diario di una schiappa. Portatemi a casa! - Jeff Kinney (Il Castoro - euro 12,00)
    6. L'amante giapponese - Isabel Allende (Feltrinelli - euro 18,00)
    7. Anna - Niccolò Ammaniti (Einaudi - euro 19,00)
    8. L'avvocato canaglia - John Grisham (Mondadori - euro 19,50)
    9. La ragazza del treno - Paula Hawkins (Piemme - euro 19,50)
    10. Il leone d'oro - Wilbur Smith (Longanesi - euro 19,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    18 novembre 2015

    Morgan Lost - La nuova dimensione del mistero di casa Bonelli

    La Sergio Bonelli Editore torna a stupire i lettori con un nuovo fumetto dalle tinte thriller e noir nato dall’idea dello sceneggiatore Claudio Chiaverotti, già molto noto al pubblico bonelliano per la sceneggiatura di Brendon e di svariati numeri di Dylan Dog.
    Morgan Lost, questo il titolo del nuovo lavoro pubblicato lo scorso 20 ottobre e che avrà periodicità mensile, racconta una storia assolutamente nuova, spaziando tra scenari contestuali distanti nel tempo e nello spazio: una realtà distopica orgogliosamente orwelliana proiettata nel futuro che riconosce nell’iconografia delle divinità egizie una personificazione rappresentativa del potere politico, burocratizzato all’estremo.
    La malavita, la criminalità e insoliti notiziari dalle sfumature tragicomiche caratterizzano gli ambienti di una New York ben diversa da quella che siamo soliti immaginarci, dove la Statua della libertà è stata rimpiazzata da quella del dio egizio Horus.

    Il fumetto è espressione di una grande commistione di generi e ambiti culturali diversi; non si risparmia Chiaverotti con i richiami all’arte, al cinema e alla storia, che infatti abbondano di pagina in pagina: troviamo riferimenti alle realtà oniriche di David Lynch (regista noto per la sua capacità di costruire mondi visionari paralleli, a cui è possibile accedere solo grazie alle “chiavi” dalle forme più inconsuete, disseminate tra le immagini cinematografiche) e ancora tanti piccoli dettagli che non sfuggono agli occhi attenti dei più appassionati, come il naso fallico di Arancia Meccanica, fatto indossare ad uno dei criminali della città oppure il quadro con la maschera del coniglio di Donnie Darko o la luna di Voyage dans la lune George Melies, l’Urlo di Munch in chiave moderna ed una Venere di Milo a cui la tecnologia ha restituito ciò che l’ha resa famosa, le braccia.

    Oltre alle citazioni e ai rimandi espliciti, c’è una somiglianza che, velatamente, attraversa le pagine del primo numero del fumetto ed accomuna Morgan Lost ed Eric Draven, protagonista de Il Corvo, film di Alex Proyas tratto dall’omonimo fumetto di James O’Barr: Eric colorava il suo viso come Pierrot con grandi cerchi neri che mascheravano gli occhi, cosi come una mascherina nera contorna gli occhi di Morgan, anche se nel suo caso non si tratta di semplice trucco e cerone come era per il primo ma di un tatuaggio, impresso non soltanto sulla sua pelle.
    Oltre poi alla somiglianza tra le due abitazioni, i due hanno in comune la perdita della donna amata a causa di malviventi e un desiderio di vendetta, che anima e motiva la loro rinascita: come Eric, la cui resurrezione è simbolica in quanto si tratta di un morto, anche Morgan per certi versi è morto dentro, lo stato di impasse drammatica in cui si trova però non è una realtà stretta da cui evadere ma al contrario, uno stimolo a scoprire la verità: chi ha ucciso la sua Lisbeth e chi ha lo ha trasformato ne L’uomo dell’ultima notte, come il titolo stesso lo definisce?

    L’ennesima particolarità del fumetto Morgan Lost è la tricromia nero/bianco/rosso con tinte di scala di grigio, una scelta insolita che trova spiegazione nel daltonismo del protagonista.
    Sorge spontaneo chiedersi dunque se la storia sia disegnata dal punto di vista di Morgan. Tecnicamente no, perché vediamo Morgan partecipare alle vicende (cosa che non potrebbe capitare se la storia fosse vissuta in prima persona) ma in realtà è un modo per coinvolgere il lettore nell’atmosfera cupa, degna del pathos tipico di Tim Burton, obbligandolo a vedere come vede il protagonista.
    Il rosso evidenzia dettagli che non sono affatto casuali e se molti hanno rivisto in questa scelta un rimando a Sin City, Chiaverotti ha serenamente spiegato che il suo rosso, a differenza dell’altro, è un rosso che racconta una storia avvincente il cui protagonista è appunto Morgan Lost , affiancato dal i vari criminali che popolano le pagine del fumetto.

    Ultima nota di merito va al disegno di questo primo albo realizzato da Michele Rubini, un tratto sublime e capace di adattarsi senza incertezze o tentennamenti a qualsiasi situazione,ad esempio troviamo nel fumetto un intermezzo di un cartone animato dove il disegno subisce una variazione netta ma senza stonare o deludere il lettore.

    Il progetto della Sergio Bonelli Editore, fatta eccezione per i primi due albi che infatti sono per omaggio alla continuità cinematografica il primo e il secondo tempo della storia introduttiva, è di mantenere Morgan Lost sul filone dell’autoconclusività, così che sia possibile leggere ogni singolo albo senza l’impegno della continuità narrativa.
    Un inizio che genera aspettative di alto livello e che spero vengano soddisfatte ma difficilmente la Sergio Bonelli Editore delude i suoi lettori.

    Appuntamento in edicola con secondo albo per il 20 novembre, con il titolo di Non lasciarmi al prezzo di 3,50 €.

    17 novembre 2015

    Trilogia della città di K. - Agota Kristof

    Quando "Il grande quaderno" apparve in Francia a metà degli anni Ottanta, fu una sorpresa. La sconosciuta autrice ungherese rivela un temperamento raro in Occidente: duro, capace di guardare alle tragedie con quieta disperazione. In un Paese occupato dalle armate straniere, due gemelli, Lucas e Klaus, scelgono due destini diversi: Lucas resta in patria, Klaus fugge nel mondo cosiddetto libero. E quando si ritroveranno, dovranno affrontare un Paese di macerie morali. Storia di formazione, la "Trilogia della città di K" ritrae un'epoca che sembra produrre soltanto la deformazione del mondo e degli uomini, e ci costringe a interrogarci su responsabilità storiche ancora oscure.

    Recensione di Sakura

    Lo stile elementare, inizialmente, apparenta questo romanzo alle favolette che si raccontano ai bambini perché non facciano i capricci a tavola e considerino quanto affamati e sfortunati siano i loro coetanei che abitano in paesi di guerra – seguendo questo ragionamento, la madre che le racconta non dovrebbe azzardarsi a comprare neanche un paio di scarpe, visto che nei paesi del terzo mondo le donne non hanno di che vestirsi, ma questa è un’altra storia.

    E forse di una favoletta si tratta, posto che accadono vicende forse non magiche, ma sicuramente fuori dall’ordinario: ne Il grande quaderno, infatti, due gemellini vengono condotti dalla madre a casa della Vecchia Strega –la crudele nonna materna-, per allontanarli dalla Grande Città su cui incombe la seconda guerra mondiale. La Strega li nutre –ben poco, in verità-, e dà loro un tetto sopra la testa, ma li batte, li umilia, li sfrutta, e cerca di soffocare la loro straordinaria intelligenza che va oltre il comprensibile. Totalmente intercambiabili, privi di una personalità indipendente da quella dell’altro, i gemelli coltivano abitudini inquietanti per la loro età e la loro condizione, come esercizi di resistenza al dolore o di crudeltà, e continuano a studiare di nascosto. Crescono laconici, indifferenti, capaci di uccidere con una purezza e una semplicità disarmanti, così come di assistere impassibili all’esplosione della Madre. Piegano l’ambiente in cui vivono per ricavarne le migliori condizioni di vita possibili, sfruttano le persone con cui interagiscono: la Strega, l’Attendente, l’Ufficiale, la Fantesca, il Curato, Labbro Leporino e la Vicina, tutti senza nome e senza volto, esseri di carne e di vizi, maliziosi o ingenui, ricchi di bontà o di cattiveria, e anche loro intercambiabili tra di loro nell’esercizio di dissolutezze o atti di dolcezza.
    La parte della trilogia che ho preferito, senza dubbio. Ma questa è solo una favola, anche se crudele, no?

    Già ne La prova i personaggi si concretizzano, assumono nomi e identità: la prosa si fa meno incisiva e più descrittiva, i periodi si allungano. Claus e Lucas, questi i nomi dei due bambini, ormai quindicenni, si dividono. Ma ci saranno sul serio due bambini? La Madre e il Padre hanno davvero fatto la fine descritta dai quaderni? Chi erano, in realtà, tutti i personaggi allegorici incontrati dai gemellini durante la loro infanzia e da Lucas durante la sua adolescenza e maturità?

    La terza menzogna stravolge ogni aspettativa. Perché niente è mai come sembra, e quando tutto è contraddittorio, tutto potrebbe essere falso. E la vita, d’altronde, è spesso più intricata di un romanzo.

    Tagliente e agghiacciante, la Trilogia della città di K. offre uno spaccato dell’Ungheria della seconda guerra mondiale, a metà tra favola e romanzo. Una storia tutta da scoprire, a volte vicina come stile e temi a Cormac McCarthy, sia pure con ambientazione europea. Doloroso da leggere, velenoso, ma sicuramente formativo.

    Giudizio:

    +5stelle+

    Recensione di Valetta

    Composto da tre racconti pubblicati separatamente tra il 1986 e il 1991, questo famosissimo libro mi ha tanto colpita quanto lasciata perplessa.
    Il primo racconto è decisamente brillante, metà favola nera - come giustamente viene definita in quarta di copertina - metà banalità del male. Due ragazzini, gemelli, per sfuggire ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, vanno a vivere in una capanna ai margini del bosco con la Nonna che è per tutti la Vecchia Strega e che fa di tutto per assomigliarle. La narrazione in prima persona plurale, quasi i due fratelli condividessero corpo, anima e cervello, lo stile asciutto, crudo, fatto di frasi brevi ed essenziali: tutto concorre a definire una realtà fredda e brutale, un microcosmo inquietante in cui si concentrano quelle nefandezze del genere umano che solo la povertà e la guerra riescono a coltivare con tanta efficacia, esaltate dalla spasmodica ricerca di una forma di anestetico che annulli il dolore da parte dei geniali (o diabolici?) gemelli.
    Si fosse fermata sarebbe stato un racconto perfetto. Ma Agota Kristof non aveva ancora esaurito ciò che aveva da dire, al contrario, aveva appena iniziato a giocare con il lettore. Il che mi sta benissimo, adoro i libri in cui la scrittura si piega e si trasforma moltiplicando le verità e i piani di lettura, tuttavia non sempre i due racconti successivi sono all'altezza del primo.

    Il secondo, in particolare, perde il fascino del precedente, un po' per il passaggio alla narrazione in terza persona, un po' per lo stile che, pur mantenendo il suo pragmatismo, è meno lapidario, una sterile sequenza di eventi che ricorda tanti, troppi, libri (o film) ambientanti nella soffocante atmosfera del blocco comunista.
    Se di solito questo tipo di racconti, fatti di annientamento dell'individualità, soppressione del dissenso e quotidiana violenza trasmettono un'atmosfera di sorda disperazione, ne La prova queste caratteristiche emergono solo a tratti, guizzi di sofferta rassegnazione in cui ciò che domina è la solitudine, indomabile, incolmabile ma ciò che tiene realmente incollati alle pagine è la sensazione, che si fa sempre più certezza, che ciò che ci è stato raccontato ne Il grande quaderno non sia totalmente veritiero.

    La terza menzogna risolleva le sorti della trilogia, tirando le fila della vicenda e colmando i buchi rimasti con una narrazione che alterna senza soluzione di continuità passato e presente, realtà e sogno. Ritorna il tema della solitudine e si prende il centro del palcoscenico, illuminando di una luce straziante tutti e tre i capitoli di questa epopea e imponendosi come tema dominante. Al di là di una testimonianza della vita durante la guerra e poi sotto un regime totalitario, ispirata alle esperienze dirette dell'autrice, ciò che rimane, e ciò che deve essere rimasto alla Kristof profuga, sradicata dal suo paese natio, è proprio l'ineluttabile isolamento al quale l'uomo sembra essere destinato, la sua ricerca di un'anima gemella, un mezzo per colmare il vuoto, per completarsi, destinata a fallire nelle incomprensioni e nell'incomunicabilità.
    Bello, ma forse non abbastanza da essere un capolavoro.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Trilogia della città di K.
    • Titolo originale: Trilogie - Le grand cahier/La preuve/Le troisième mensonge
    • Autore: Agota Kristof
    • Traduttore: V. R. di Meana, A. Marchi
    • Editore: Einaudi
    • Data di Pubblicazione: 2005
    • Collana: Super ET
    • ISBN-13: 9788806173982
    • Pagine: 384
    • Formato - Prezzo: Brossura - 11,50 Euro

    16 novembre 2015

    Oro nero - Dominique Manotti

    Oro nero è un thriller economico, radicato nella favola nera del capitalismo. Marsiglia, marzo 1973. Appena insediato nel suo primo impiego di commissario con una grande voglia di «sedurre, di convincere, di vincere», il ventisettenne Théodore Daquin si tuffa nel caso di una sparatoria con due morti. È l’ultima coda della guerra di mafia seguita allo smantellamento della French Connection, un traffico di droga tra Francia e Usa, che ha sconvolto la città e implicato polizia, servizi segreti, politica, di qua e di là dell’Atlantico. Il giorno dopo un altro omicidio: stavolta a cadere è un uomo importante, Maxime Pieri, ex boss, diventato con gli anni un tranquillo e stimato uomo d’affari a capo di una fortunata linea di traffici marittimi. Gli hanno scaricato dieci colpi, mentre accompagnava una giovane straniera. I vertici polizieschi e giudiziari sono convinti che sia il regolamento di vecchi conti. Ma per Daquin c’è aria di messinscena, e poi: «giovane, bella, sposata, famiglia ricchissima, cosa ci faceva Emily al braccio di Pieri?». Emily Weinstein, nipote del ricchissimo magnate delle miniere sudafricane, moglie di Michael Frickx, trader di una potente holding del commercio internazionale. Si solleva, a poco a poco, da Emily Frickx, un odore di petrolio, rafforzato da altre morti di difficile spiegazione. Siamo alle soglie, in quel 1973, della crisi petrolifera che cambiò i connotati dell’economia mondiale, «il mercato del petrolio comincia a cambiare, quindi il mondo sta cambiando». La francese Dominique Manotti probabilmente sta al genere difficile e raro del giallo finanziario come John Le Carré sta alla Spy story. Oltre ai perfetti meccanismi delle trame, c’è nei suoi romanzi una conoscenza completa della storia e della cronaca che mescola inestricabilmente vero e verosimile e rende il verosimile più tenace del vero; c’è una galleria interminabile di personaggi, ritratti minuziosamente e in modo adeguato alla storia e all’ambiente; c’è un protagonista affascinante, Daquin, un detective omosessuale e sorprendentemente romantico. E alla base c’è il sospetto della natura criminale del capitalismo. 

    Recensione

    Più che un thriller "finanziario" – da preferire al termine "economico" che si legge sulla prima riga della trama, perché sembra riferirsi al prezzo di copertina del libro anziché al genere - Oro nero di Dominique Manotti può essere definito “storico”, perché le vicende iniziano a svolgersi nel 1972, quando lo Scià di Persia, Reza Pahlavi, stava per revocare le concessioni di sfruttamento delle riserve petrolifere detenute dalle società straniere e con cui stabilì nuovi accordi per la vendita del greggio.

    Un romanzo complesso, pieno di personaggi di cui si fa una certa difficoltà a ricordare funzioni e nomi (peraltro in gran parte italiani), inserito in avvenimenti storici troppo vicini per essere stati oggetto di studio a scuola e di cui, pertanto, specie i più giovani, probabilmente poco conoscono.

    Tutto il romanzo si basa sull’attività di Michael Frickx, dirigente della CoTrade, società di compravendita di minerali, che, intuito per tempo - non si dice però su quali basi -, l’aumento esponenziale che avrebbe avuto da lì a poco il prezzo del greggio, fa di tutto per entrare nel mercato del petrolio. Aveva da tempo creato appositamente una catena di società insieme ad un socio, Maxime Pieri, ricco uomo d’affari ed ex boss della malavita, impegnato nei trasporti marittimi. Michael Frickx, che ha sposato la nipote di un ricchissimo magnate di una grossa compagnia di miniere sudafricana, non ha scrupoli ad eliminare chiunque possa essere di ostacolo alle sue mire. Egli è convinto che nessuno possa far risalire a lui gli omicidi di cui è il mandante, dato che a Marsiglia si sta svolgendo un regolamento di conti fra bande di narcotrafficanti e i morti ammazzati sono all'ordine del giorno.
    Anche gli agenti di polizia agiscono disinvoltamente al di fuori della legge; d'altronde, se così non fosse, in considerazione degli ostacoli alle indagini poste dalle autorità asservite ai politici, sarebbe impossibile per la polizia arrivare a scoprire la verità, non fosse altro che per far partecipe il lettore -che conosce solo il nome del mandante degli omicidi-, del ragionamento svolto dagli investigatori per giungere alla comprensione degli avvenimenti.

    Un noir amaro, quindi, che vede la giustizia asservita alla politica e la cui caratteristica maggiore è che il protagonista, Theodore Daquin, è un commissario di polizia omosessuale che non ha ritenuto opportuno fare outing, sia perché i tempi non erano maturi, sia per l’ambiente macho in cui lavora. Egli viene trasferito da Parigi a Marsiglia dove viene considerato un estraneo e per questo malvisto, quando non apertamente osteggiato, da alcuni colleghi.
    È lui ad essere incaricato delle indagini sull’omicidio Pieri, socio di Frickx, e sugli altri delitti ad esso collegato che si verificheranno in seguito.

    Per quanto l'intreccio sia complesso, la caratterizzazione dei personaggi manca di spessore, tanto che in qualche momento viene da chiedersi se, più che un romanzo, sia un saggio di fantapolitica basato sugli interessi delle grandi potenze nel settore petrolifero.
    Quando però si legge sulla copertina che:la francese Dominique Manotti probabilmente sta al genere difficile e raro del giallo finanziario come John Le Carré sta alla Spy story l'affermazione non è da prendere troppo sul serio. Che l'autrice possa avere competenze in ambito finanziario non lo si mette in dubbio, ma che queste conoscenze traspaiano nel romanzo è un'altra questione, non fosse altro perché la materia diventerebbe ostica alla maggior parte dei lettori.
    Con il senno di poi, inoltre, è facile affermare che Frickx, cittadino americano, aveva intuito che il prezzo del petrolio sarebbe presto aumentato e, quindi, appositamente costituito alcune società all'estero, come socio occulto, per inserirsi nel mercato dominato dalle Sette Sorelle. Le somme che avrebbe dovuto impiegare per l'acquisto del greggio le avrebbe acquisite sbarazzandosi sbrigativamente del socio tanto danaroso quanto ingenuo, in quanto lo statuto delle società costituite prevedeva l’incameramento dei beni da parte di uno dei soci in caso di premorienza dell’altro.
    Qualora si ritenga che in un thriller la mancanza di caratterizzazione dei personaggi sia da considerare un peccato veniale, il romanzo risulta scorrevole, piacevolmente complesso e discretamente avvincente.
    Non manca fra i personaggi, prevalentemente omosessuali, una bella donna, la moglie di Frickx, che, fino alla fine del racconto, non si capisce se sia molto ingenua o molto scaltra, e la cui personalità riserva le maggiori sorprese al lettore.

    Giudizio:

    +3 stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Oro nero
    • Titolo originale: Or noir
    • Autore: Dominique Manotti
    • Traduttore: Francesco Bruno
    • Editore: Sellerio
    • Data di Pubblicazione: 2015
    • Collana: La memoria
    • ISBN-13: 9788838933974
    • Pagine: 416
    • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 15,00

    14 novembre 2015

    Assassinio all'Ikea - Giovanna Zucca



    Padova, 2009. Erminia e Anna Laura sono amiche dall’infanzia. La prima è moglie e madre, insegna all’università e conduce una vita tutto sommato normale. La seconda ha un avviato studio da commercialista, abita nello stesso palazzo di Erminia e da trent’anni vive una relazione con un uomo sposato, Amilcare Borgomastro. Nella stazione di polizia della città, l’agente Luana Esposito, appena trasferitasi da Napoli, viene assegnata al comando del burbero commissario Loperfido, che non tarderà, nonostante il carattere spinoso, a subirne il fascino solare. Il 21 dicembre, a ridosso del Natale, il corpo di Amilcare Borgomastro viene trovato dentro il cassettone di un letto, in un negozio Ikea. È questo l’avvenimento che porterà i quattro personaggi a sfiorarsi quel tanto da permettere al lettore di addentrarsi nelle loro vite e nei risvolti di un insolito mistero fino all’imprevedibile, spiazzante finale. Chi ha ucciso Amilcare Borgomastro? Si tratta davvero di un regolamento di conti interno alla mala, come viene ipotizzato dalla polizia, o piuttosto di un delitto passionale? È l’amore all’origine di tutto? O la vendetta?

    Recensione

    Anna Laura e Erminia sono amiche da sempre. La prima è una donna tenace e sfrontata che affronta la vita di petto e alle avversità dà del tu, mentre la seconda è intelligente, con un ottimo lavoro e una famiglia che ama ma il suo essere rigida l'ha portata ad essere paurosa verso i cambiamenti della vita.
    Insieme vengono coinvolte nell'omicidio dell'amante di sempre di Anna Laura, lo sposato e con prole direttore di banca Amilcare Borgomastro, assassinato da un preciso colpo di arma da taglio in un reparto dell'Ikea brulicante di gente in frenesia da regalo natalizio. Un lavoro così pulito da non lasciare indizi per l'agente napoletano trasferitosi in Veneto Luana Esposito, assegnata al caso dallo scontroso commissario Loperfido.

    Assassinio all'Ikea, terzo romanzo di Giovanna Zucca dopo “Mani calde” e “Una carrozza per Winchester”, ha poco del giallo e molto della commedia. Infatti, le indagini sull'assassinio sono poco più di un pretesto per entrare in un microcosmo fatto di personaggi dettagliati nella caratterizzazione e piacevoli da seguire al punto che, girata l'ultima pagina, le loro vicende lasciano una sensazione di appagamento che difficilmente si prova in opere - sia italiane che straniere - dello stesso genere.
    Tutto, dalle schermaglie amorose tra la Esposito e Loperfido all'esaurimento nervoso di Erminia, che vede incrinarsi il suo mondo perfetto a causa di Anna Laura, fila liscio e senza intoppi, grazie anche ad un'efficace narrazione parallela mista - in prima persona nel caso delle vicende di Erminia e in terza per le indagini della Esposito -.
    L'unica nota stonata, la quale per altro non rovina assolutamente la lettura, è rappresentata dai dialoghi di Diablo, il cane del commissario Loperfido, che, nel tentativo di entrare dentro la testa della bestia, finiscono per essere stucchevoli.

    In conclusione, “Assassinio all'Ikea” è un bel romanzo con un'ambientazione adatta allo scopo, scritto con perizia e pieno di situazioni che vi terranno briosamente attaccati alle pagine fino in fondo alla storia. Decisamente una lettura che non vi deluderà.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Assassinio all'Ikea
    • Autore: Giovanna Zucca
    • Editore: Fazi Editore
    • Data di Pubblicazione: Agosto 2015
    • Collana: Le Meraviglie Fiction
    • ISBN-13: 9788876257926
    • Pagine: 208
    • Formato - Prezzo: Brossura - 16,00 Euro

    12 novembre 2015

    La classifica dei libri più venduti dal 2 all'8 novembre


    Se non indovinate a occhi chiusi qual'è il libro in cima alla classifica dei più venduti di questa settimana vuole dire che negli ultimi giorni non avete mai aperto un giornale o acceso la televisione, nemmeno di sfuggita. Solo così potreste esservi persi il carosello di accuse, fughe di notizie, scandali e procedure giudiziarie che hanno travolto (di nuovo) il Vaticano in seguito al furto, con dettagli ancora tutti da chiarire, di alcuni documenti segretissimi che pare siano stati di grande aiuto a Gianluigi Nuzzi per la stesura di Via Crucis, oggi in cima a tutti i report di vendite. Non è la prima volta che il giornalista milanese si confronta con i panni sporchi della Santa Sede, suoi sono infatti i contestatissimi Vaticano S.p.A e Sua Santità, sempre editi da Chiarelettere, casa editrice che ha fatto dell'attacco ai poteri forti la sua missione. Al centro di questa nuova opera i retroscena della "guerra" per il rinnovamento della Chiesa tra sacche di poteri, privilegi e oscuri interessi che cercano di ostacolare le riforme volute dall'attuale pontefice.
    Un argomento di tale importanza e interesse da essere uscito in contemporanea in 23 paesi, in inglese per Holt Macmillan, in francese con Flammarion, in spagnolo per Espasa e in Sud America con Planeta.
    A fare compagnia a Nuzzi il giornalista dell'Espresso Emiliano Fittipaldi, anche lui appassionato dei conti sporchi della Chiesa, sviscerati nei minimi particolari in Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco, altro libro inchiesta questa volta pubblicato da Feltrinelli, nel quale si fa il punto sugli esorbitanti e incredibili guadagni della pompa di benzina, della farmacia, del tabaccaio e del supermercato vaticano.
    Stando alle nuove rivelazioni, dunque, ancora una Chiesa che predica bene e razzola male. Un po' come la media degli italiani del resto, che una settimana fanno il pieno di libri di catechismo (puntualmente spariti dalla classifica ora) e quella dopo corrono a leggere i nuovi scandali del Vaticano.
    Queste due controverse nuove uscite si impongono nella classifica dei libri più venduti occupando primo e secondo posto così che otto nelle posizioni troviamo gli stessi libri di settimana scorsa tutti spostati verso il basso, a partire dal buon Luis Sepulveda con Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà, che si deve accontentare della medaglia d'argento. Alle sue spalle seguono nell'ordine Isabelle Allende con L'amante giapponese e Anna di Niccolò Ammaniti, Il leone d'oro di Wilbur Smith e Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta di Andrea Camilleri.
    Da segnalare l'arrivo in sesta posizione del nuovo libro di Marco Malvaldi,Buchi nella sabbia, non un giallo dei vecchietti del Bar Lume ma una personalissima biografia di un personaggio della letteratura italiana, Ernesto Ragazzoni, anarchico poeta amante della bottiglia.



    Il libro più venduto:

    «Se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?» Papa Francesco, dalla registrazione di un incontro riservato con gli alti vertici del Vaticano

    «Abbiamo saputo che sta lavorando a un nuovo libro e ci piacerebbe poter rispondere a eventuali sue domande.» Email inviata dallo Ior a Gianluigi Nuzzi, 16 luglio 2015, tre mesi prima che la notizia dell’uscita di Via Crucis fosse ufficiale

    Dopo VATICANO SPA e SUA SANTITÀ, Gianluigi Nuzzi torna con una nuova, clamorosa inchiesta raccontando dall’interno la lotta che Francesco e i suoi fedelissimi stanno conducendo per riformare la Chiesa. Tutto a partire da REGISTRAZIONI E DOCUMENTI INEDITI.
    NON ERA MAI SUCCESSO che un giornalista potesse ascoltare la registrazione di diversi incontri riservati tra gli alti vertici del Vaticano e il papa. Ecco Francesco, nominato da poco più di tre mesi, mentre sferra un durissimo attacco contro la nomenclatura da anni a capo delle finanze della Santa sede, denunciando che “I COSTI SONO FUORI CONTROLLO. CI SONO TRAPPOLE...”.
    Bergoglio chiede trasparenza dopo aver preso visione dei bilanci non ufficiali che documentano sia la malagestione degli amministratori, sia operazioni di puro malaffare. Una situazione negativa mai conosciuta nel suo insieme, e qui svelata, che fa capire finalmente perché Benedetto XVI si è dimesso. I FASTI DEI CARDINALI e le regge a canone zero, la fabbrica dei santi, le offerte dei fedeli sottratte alla beneficenza, i furti e le truffe commerciali, il buco nero delle pensioni, le veline e i veleni di chi sabota la vigorosa rivoluzione del papa, tra spionaggio, scassinamenti e azioni di delegittimazione. Una vera GUERRA, qui ricostruita come in un giallo destinato a diventare un caso politico internazionale. In gioco è il futuro della Chiesa e la sua credibilità nel mondo.



  • Titolo:Via Crucis
  • Autore:Gianluigi Nuzzi
  • Editore:Chiarelettere
  • ISBN-13: 9788823510296
  • Pagine: 54
  • Prezzo: 18,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Avarizia. Le carte che svelano ricchezza, scandali e segreti della Chiesa di Francesco - Emiliano Fittipaldi (Feltrinelli - euro 14,00)
    3. Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà - Luis Sepúlveda (Guanda - euro 10,00)
    4. L'amante giapponese - Isabel Allende (Feltrinelli - euro 18,00)
    5. Anna - Niccolò Ammaniti (Einaudi - euro 19,00)
    6. Buchi nella sabbia - Marco Malvaldi (Sellerio - euro 14,00)
    7. La ragazza del treno - Paula Hawkins (Piemme - euro 19,50)
    8. Il leone d'oro - Wilbur Smith (Longanesi - euro 19,90)
    9. Le vichinghe volanti e altre storie d'amore a Vigàta - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 18,00)
    10. Anime Perdute. After - Anna Todd (Sperling & Kupfer - euro 17,90)

    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    11 novembre 2015

    Memorie di una interprete di guerra - Elena Rževskaja

    Mosca, ottobre 1941. Sono passati quattro mesi dall’attacco della Germania hitleriana all’URSS. Elena Rževskaja, ventiduenne, lascia la fabbrica di orologi dove lavora e si iscrive a un corso per interpreti militari. Inizia un’avventura che la porterà a diventare testimone attenta e partecipe della guerra, in un movimento continuo che attraverso cittadine e villaggi sconvolti dal conflitto la condurrà al fronte, e infine a Varsavia e a Berlino. Ed è qui, nel suo ruolo di interprete militare, che la giovane Elena si troverà nel maggio del ’45 al centro della misteriosa vicenda del riconoscimento del corpo carbonizzato di Hitler, di cui Stalin non informa neanche il maresciallo Žukov, comandante dell’Armata Rossa che entra vittoriosa in Berlino. E a questo punto il libro da avvincente narrazione diventa anche un ineludibile documento storico che contribuisce a chiarire una delle vicende più oscure della Seconda guerra mondiale.

    Recensione

    Memorie di un’interprete di guerra è il risultato finale di un reportage che, dopo vari articoli, approfondimenti e romanzi di Elena Rževskaja, racconta a cuore aperto la dura realtà del Fronte, mettendone in risalto gli aspetti più oscuri e inaspettati.
    L’intento dell’autrice, con l’aiuto della traduttrice Daniela di Sora, è tramandare ai posteri le sue preziose memorie che preservano un grande segreto storico e portano alla luce questioni irrisolte, sulle quali i grandi dell’epoca della Seconda Guerra Mondiale hanno preferito stendere un alone di mistero, preferendo così il mito alla Storia.

    Una verità sulla morte di Hitler che si discosta da quella storiograficamente conosciuta (documentata nei minimi particolari), le realtà del Terzo Reich e le esperienze di chi la guerra l’ha vissuta sulla propria pelle, sono solo alcuni degli argomenti affrontati da parte della Rževskaja che nel suo romanzo, racconta di sé, Elena, un’interprete di tedesco per il fronte russo.
    Un lavoro autobiografico portato avanti con caparbietà e con molto coraggio: rievocare tutte le memorie dell’esperienza bellica, infatti, significa anche riportare alla mente dolorose immagini di tristezza, rassegnazione e disperazione.
    Il romanzo è un vero e proprio contenitore di ricordi, documenti, lettere e stralci di appunti di Elena, recuperati dai quaderni e dai taccuini che la accompagnarono fedelmente nei suoi vari spostamenti bellici. Leggiamo nelle prime pagine, di una Elena desiderosa di partire entusiasta alla volta del Fronte per vivere una esperienza che le permettesse di crescere e di sentirsi viva, ma l’entusiasmo ci mette poco a scemare, trasformandosi in desiderio di sopravvivere.

    Non so sinceramente dove l’autrice abbia trovato la forza e il coraggio di sostenere una situazione simile, anche se non era in prima linea con un elmetto ed un fucile in mano, infatti, combatteva nel silenzio delle retrovie la sua guerra, munita di carta ed inchiostro. L’imminenza del crollo psicologico viene respinta con forza anche se non mancano momenti di debolezza che Elena trascorre stringendosi nei suoi valenki.
    Uno degli spunti di riflessione offerti dal romanzo è la coincidenza tra il concetto di umanità, di fratellanza e l’etichetta storico-politica di nemico: il mio nemico è il soldato tedesco ma il soldato tedesco è anche un uomo come me. Ecco le parole del professore di tedesco di Elena:

    -Vi prego di non dimenticare, Genossen, che l'autore di questi versi era un tedesco. Quando noi avremo vinto e il nazismo in Germania sarà stato definitivamente sconfitto, avremo il diritto di dire a noi stessi che mai, neanche negli anni della guerra e della ferocia, mai abbiamo smesso di amare questa splendida lingua.

    I tedeschi non sono solo Adolf Hitler e Goebbels, ma anche le vittime della loro politica.
    Si tratta di pensieri che popolano le menti ed i cuori di chi ha visto amici ma soprattutto nemici, prigionieri e vittime di loro stessi, beffati dal loro credo politico.
    L’uomo ha perso molto della sua integrità morale come creatore della Guerra, una realtà dagli instabili equilibri dove è facile che la vittima diventi carnefice e viceversa.
    A farne le spese, in ogni a caso, non sono mai i potenti: tristissime le immagini dei sopravvissuti che Elena ci racconta e descrive, ma anche piene di speranza per un domani migliore.
    Col senno di poi possiamo purtroppo dire che il domani di cui si parla, il nostro ieri dunque, non è stato come ci si prospettava: la prepotenza, l’arroganza e la cattiveria continuano indisturbate a scorrere nei fiumi dell’animo umano, ormai contaminato e irriconoscente verso gli altri.

    Nella lettura, l’egoismo amplificato di Hitler ci fa rabbrividire, come i peccati dei suoi sottoposti che non sono da meno; mi ha colpito molto la storia della famiglia di Goebbels, dal finale macabro.
    Continuo ogni volta a sorprendermi di quanto l’animo umano possa essere spietato, come se non ci fosse mai un fondo da raggiungere oltre il quale è impossibile andare.
    Il romanzo è una testimonianza molto viva e sentita di Elena, un dono che lei fa a noi lettori, condividendo tutti i suoi pensieri ma anche le sue riserve, permettendoci così di conoscere lati oscuri della Storia contemporanea.
    Con uno stile molto lineare e accorato il libro si consuma celermente e lascia spazio a riflessioni su tematiche molto profonde. Un lavoro estremamente toccante e ben elaborato.
    Non posso che assegnare cinque stelle e consigliarlo agli amanti della Storia, a coloro cui le pagine concesse dai libri scolastici non bastano.

    Giudizio:

    +5stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Memorie di una interprete di guerra
    • Autore: Elena Rževskaja
    • Traduttore: Daniela Di Sora
    • Editore: Volans Edizioni
    • Data di Pubblicazione: 07/2015
    • Collana: Amazzoni
    • ISBN-13:978-8862431200
    • Pagine: 448
    • Formato - Prezzo: Brossura - 20,00 Euro
     

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