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6 settembre 2016

UT - Corrado Roi, Paola Barbato

Dopo la scomparsa dell’Uomo, quel che resta del pianeta è popolato da nuove specie antropomorfe, governate solo dai loro bisogni primordiali. UT è una creatura elementare, feroce e infantile, i cui compiti sono cercare insetti per l’entomologo Decio e sorvegliare un’antica mastaba. Da lì, un giorno, emerge accidentalmente un individuo diverso da tutti gli altri, Iranon, enorme, frastornato e privo di memoria. Decio incarica UT di non perderlo mai di vista, perché “è il solo esemplare della sua specie”. La comparsa di Iranon, però, non è passata inosservata, e gli equilibri faticosamente conquistati inizieranno a saltare…

Recensione

UT è l’ultimo albo a fumetti edito dalla Sergio Bonelli Editore, una miniserie composta da sei volumi all’interno dei quali prende vita una storia tutt’altro che comune e assolutamente unica.

Parto con il dire che UT non è una lettura per tutti, è un fumetto che definirei di nicchia e solo per amanti del genere, non per lettori che considerano come loro standard una lettura lineare e pratica, un passatempo insomma. Ho letto molti pareri a riguardo, in molti hanno rifiutato la lettura a priori per via della “storia senza senso” raccontata, altri ne hanno apprezzato le tavole e hanno considerato UT la rivelazione dell’anno, altri ancora ne hanno fatto una questione personale attaccando direttamente la professionalità di Roi e della Barbato,un comportamento fuori luogo perché indipendentemente dal giudizio personale credo che il rispetto venga prima di ogni cosa.
Usando un parallelismo con il mondo del cinema, vendere gli albi di UT nelle edicole è stato come mandare in prima serata sulla rete televisiva un film d’autore: il fumetto richiede una lettura attenta e ragionata che, prescindendo la cultura o meno di ognuno di noi, apre orizzonti di riflessione su una visione metaforica di cosa sia la vita e di come funzioni la società.

La storia è una simbolizzazione degli effetti del potere e del controllo sulla società: gli uomini per come li intendiamo noi non esistono più, la terra è popolata ormai da copie che sopravvivono passivamente sopraffatti dai loro istinti primordiali che ormai offuscano i loro sensi ed in primis il raziocinio.
E’ l’inettitudine dell’uomo la linfa del mondo di UT, l’origine della vita ed il perché delle cose non interessa gli abitanti delle vie della città: non esiste l’unicità nè l’autonomia dell’individuo, c’è sempre chi decide dall’alto per gli altri finché “il creato” non si ribella al creatore stesso.
Gli architetti della città si trovano a combattere contro le loro realizzazioni e sono vittime del loro stesso inganno, il concetto di originalità viene messo in discussione:l’immagine e la copia sono l’unica realtà ammessa, solo così è possibile plasmare il mondo a propria immagine e somiglianza, ma qualcosa va storto.

Il risveglio di un "originale",Iranon, attiva un meccanismo che, albo dopo albo, lentamente corrode la campana di falsità in cui gli architetti hanno rinchiuso la vita della città: la fame di Iranon non è una fame fisica come quella degli abitanti-copie, la sua è voglia di sapere la verità, scoprire l’origine delle cose, l’origine della stirpe umana. E’ l’eccezione della sua curiosità che lo accomuna ad Ut che per me è il personaggio più bello di tutto il fumetto: un gigante buono che parla con i fiori, con gli animali e guarda il mondo, o ciò che ne rimane, con gli occhi di un bambino. Il suo coraggio lo rende nobile, il suo linguaggio lo distingue da tutti gli altri e “mi sono rotto” è il suo grido di battaglia. Mi ha conquistato la sua tenerezza, che trova una perversa espressione nella violenza bruta per difendere i suoi affetti; il gattino Leopoldo è il suo grande compagno di avventura e avrà un ruolo fondamentale nella vicenda.

Ho riflettuto molto sul titolo del fumetto e l’ho ricollegato a due significati opposti ma che si accordano perfettamente con quest'opera: Ut è il nome originario della prima nota musicale DO, un richiamo all’inizio, all’origine, al principio ed un richiamo alla musica, elemento centrale in UT e connessa al personaggio omonimo; Ut è anche una congiunzione latina “come” e richiama in questo senso il concetto dell’imitazione e della copia.
A chi parla di storia senza senso, nel rispetto delle opinioni ovviamente, rispondo dicendo che in realtà ci troviamo davanti ad un surplus di significato: UT è un viaggio simbolico e metaforico, una lettura psicologica e molto criptica di non facile comprensione. In realtà credo che sia anche sbagliato pensare che esista un significato risolutivo di UT, è più corretto parlare di interpretazioni diverse, la libertà che viene lasciata al lettore consiste proprio nella possibilità di vivere questa avventura, a metà tra l’onirico e il surreale, come si preferisce traendo spunti di riflessione vari e personali. Ci addentriamo in una selva oscura e cupa, dove mal che vada c'è il retro copertina dell'ultimo volume a consolarci :Sei confuso perché hai appena vissuto la fiaba.

La Bonelli è partita da un’idea di miniserie molto lineare con Coney Island, proponendoci di volta in volta storie di diverso spessore passando per il mondo aborigeno di Tropical Blues e per la realtà parallela di Hellnoir, sino ad arrivare ad UT; forse proprio per questo è stata l’ultima miniserie ad essere pubblicata, dovevamo prima abituarci all’idea di un fumetto diverso.

UT per me merita più di 5 stelle, è una collaborazione forte e magistrale tra due grandi di casa Bonelli, Paola Barbato e Corrado Roi, dalle sceneggiature ai disegni, è tutto perfetto.
Le tavole dei sei albi sono meravigliose, il tratto è particolare e nella sua essenzialità si fa specchio delle emozioni che restano celate in quei primissimi piani degli occhi dei personaggi.

Un taglio quasi cinematografico delle scene lo notiamo grazie ai raccordi per analogia che caratterizzano i passaggi rapidi da una vignetta all’altra, da un personaggio ad un altro, cambiando rapidamente contesti e situazioni a regola d’arte.
Una scelta sicuramente coraggiosa da parte della Bonelli, finalmente si legge qualcosa di diverso che va fuori dagli schemi. Una lettura singolare che consiglio solo a chi ama questo genere di storie particolari o a chi abbia voglia di cimentarsi con qualcosa di complesso e che sconsiglio a chi vuole leggere un fumetto sotto l’ombrellone o in metropolitana.
Rumors parlano di un seguito per UT, attendiamo fiduciosi le notizie dalla Sergio Bonelli Editore nei prossimi mesi.


Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Le vie della fame (#1),Le vie dei mestieri (#2),Le vie dei pensieri (#3),Gli uomini se ne vanno, gli arrabbiati restano (#4),Histeria (#5), Iranon in atem (#6)
  • Autore: Paola Barbato (sceneggiatura), Corrado Roi (soggetto, disegni e copertina)
  • Editore: Sergio Bonelli Editore
  • Data di Pubblicazione: 03/2016-04/2016-05/2016-06/2016-07/2016-08/2017
  • Numero di volumi: 6 (completa)
  • Pagine: 588 totali
  • Formato - Prezzo: 4,00 Euro a volume

8 marzo 2016

Hellnoir - Pasquale Ruju, Giovanni Freghieri

C'è una città, da qualche parte, fra il nostro mondo e quell'altro. Una metropoli oscura, sterminata, tentacolare. Hellnoir è il suo nome.
Vi finiscono tutti coloro che hanno avuto una morte violenta, e la loro seconda vita, laggiù, è quasi sempre più dolorosa e crudele della prima.
Perché Hellnoir è un luogo marcio, corrotto, brulicante di anime dannate. Devi seguire certe regole, se vuoi sopravvivere da quelle parti. Regole scritte con il sangue, declamate fra urla e lamenti, incise su carni straziate.
Melvin Soul, detective, le conosce tutte, quelle regole. La morte per lui non ha segreti.
E quell'inferno, l'inferno di Hellnoir, lui lo chiama "casa".

Recensione

Hellnoir conquista il primo posto tra le prime Miniserie Bonelli pubblicate a partire dallo scorso 2015, entusiasmante e avvincente, ricca di suspence, rivelazioni e improvvisi colpi di scena che catturano il lettore, affascinato sin dal primo numero dall’oscurità della cupa e abbandonata Hellnoir, terra di arrivi e mai di partenze, capolinea di un Caronte che in accordo alla modernità, non guida più una barca nelle acque dello Stige ma è pilota di un autobus che indisturbato appare all’occorrenza, pronto ad accogliere nuovi malcapitati passeggeri.

Un post mortem tutt’altro che pacifico e sereno ma rivolto alla quotidiana sopravvivenza (se così si può dire) in una città governata gerarchicamente da una struttura basata su caste di potere: dalle creature demoniache, dette daem, custodi (corrotti) dell’ordine di Hellnoir ai diaconi e principi, di rango superiore, nelle cui mani risiede il potere e il controllo delle anime della città.

La storia è giocata sulle realtà parallele di Hellnoir e di una cittadina nel nostro mondo, dove Melvin Soul, detective investigativo, e sua figlia Cassie, ispettore di polizia e degna erede della determinazione paterna, collaborano per la risoluzione di un caso “che scotta” (l'omicidio della figlia del Senatore Deville) pur appartenendo ognuno al proprio mondo, il regno dei morti nel caso di Melvin e il regno dei vivi per Cassie.
Un incidente infausto ha strappato Melvin Soul alla vita terrena ma il legame con Cassie non si è mai spezzato, un singolare stratagemma permette ai due di comunicare e di scambiarsi idee, informazioni e consigli. Il delitto accomuna i due mondi, quindi, e tira in ballo i pezzi grossi di una e dell’alta realtà: elementi mistici, soprannaturali e demoniaci si intrecciano con la concretezza delle indagini di Cassie e di Melvin, pronto a tutto, anche a rischiare la sua seconda vita per salvare sua figlia.

Il fumetto è una meravigliosa creazione di Pasquale Ruju e Giovanni Freghieri che oltre a confezionare una storia la cui potenza narrativa stupisce e supera le aspettative, rende visibile attraverso il disegno la diversità delle due realtà: un tratto quasi stilizzato e fatto di giochi di ombre - quello della città di Hellnoir - e uno invece definito e dettagliato per la realtà dei nostri giorni: una scelta che sicuramente arricchisce i quattro albi di cui si compone la miniserie.

Lo sviluppo della storia fluisce in modo naturale senza bruschi tagli o finali improvvisati, un lavoro che, nella figura di Melvin Soul, ricorda un certo indagatore dell’incubo molto caro ai lettori bonelliani ed è in perfetto stile Dylan Dog.
Punte alte si toccano nella linea che congiunge la natura evanescente di Hellnoir e la simbolica traversata negli Inferi che tanto rimanda all’incubo dantesco della Divina Commedia.
Una miniserie che supera, a mio parere, gli standard precedenti (Coney Island e Tropical Blues) e nonostante siano anch’essi ottimi prodotti, Hellnoir è di gran lunga superiore.

Chissà cosa ci riserverà la prossima Miniserie UT, in uscita il prossimo 25 marzo con il primo numero.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Hellnoir: Una città per cui morire (#1), Cherchez la femme (#2), L'abisso guarderà dentro di te (#3), Stirpe maledetta (#4)
  • Autore: Pasquale Ruju (soggetto e sceneggiatura), Giovanni Freghieri (disegni)
  • Editore: Sergio Bonelli Editore
  • Data di Pubblicazione: 11/2015-12/2015-01/2016-02/2016
  • Numero di volumi: 4 (completa)
  • Pagine: 392 totali
  • Formato - Prezzo: 3,50 Euro a volume

18 novembre 2015

Morgan Lost - La nuova dimensione del mistero di casa Bonelli

La Sergio Bonelli Editore torna a stupire i lettori con un nuovo fumetto dalle tinte thriller e noir nato dall’idea dello sceneggiatore Claudio Chiaverotti, già molto noto al pubblico bonelliano per la sceneggiatura di Brendon e di svariati numeri di Dylan Dog.
Morgan Lost, questo il titolo del nuovo lavoro pubblicato lo scorso 20 ottobre e che avrà periodicità mensile, racconta una storia assolutamente nuova, spaziando tra scenari contestuali distanti nel tempo e nello spazio: una realtà distopica orgogliosamente orwelliana proiettata nel futuro che riconosce nell’iconografia delle divinità egizie una personificazione rappresentativa del potere politico, burocratizzato all’estremo.
La malavita, la criminalità e insoliti notiziari dalle sfumature tragicomiche caratterizzano gli ambienti di una New York ben diversa da quella che siamo soliti immaginarci, dove la Statua della libertà è stata rimpiazzata da quella del dio egizio Horus.

Il fumetto è espressione di una grande commistione di generi e ambiti culturali diversi; non si risparmia Chiaverotti con i richiami all’arte, al cinema e alla storia, che infatti abbondano di pagina in pagina: troviamo riferimenti alle realtà oniriche di David Lynch (regista noto per la sua capacità di costruire mondi visionari paralleli, a cui è possibile accedere solo grazie alle “chiavi” dalle forme più inconsuete, disseminate tra le immagini cinematografiche) e ancora tanti piccoli dettagli che non sfuggono agli occhi attenti dei più appassionati, come il naso fallico di Arancia Meccanica, fatto indossare ad uno dei criminali della città oppure il quadro con la maschera del coniglio di Donnie Darko o la luna di Voyage dans la lune George Melies, l’Urlo di Munch in chiave moderna ed una Venere di Milo a cui la tecnologia ha restituito ciò che l’ha resa famosa, le braccia.

Oltre alle citazioni e ai rimandi espliciti, c’è una somiglianza che, velatamente, attraversa le pagine del primo numero del fumetto ed accomuna Morgan Lost ed Eric Draven, protagonista de Il Corvo, film di Alex Proyas tratto dall’omonimo fumetto di James O’Barr: Eric colorava il suo viso come Pierrot con grandi cerchi neri che mascheravano gli occhi, cosi come una mascherina nera contorna gli occhi di Morgan, anche se nel suo caso non si tratta di semplice trucco e cerone come era per il primo ma di un tatuaggio, impresso non soltanto sulla sua pelle.
Oltre poi alla somiglianza tra le due abitazioni, i due hanno in comune la perdita della donna amata a causa di malviventi e un desiderio di vendetta, che anima e motiva la loro rinascita: come Eric, la cui resurrezione è simbolica in quanto si tratta di un morto, anche Morgan per certi versi è morto dentro, lo stato di impasse drammatica in cui si trova però non è una realtà stretta da cui evadere ma al contrario, uno stimolo a scoprire la verità: chi ha ucciso la sua Lisbeth e chi ha lo ha trasformato ne L’uomo dell’ultima notte, come il titolo stesso lo definisce?

L’ennesima particolarità del fumetto Morgan Lost è la tricromia nero/bianco/rosso con tinte di scala di grigio, una scelta insolita che trova spiegazione nel daltonismo del protagonista.
Sorge spontaneo chiedersi dunque se la storia sia disegnata dal punto di vista di Morgan. Tecnicamente no, perché vediamo Morgan partecipare alle vicende (cosa che non potrebbe capitare se la storia fosse vissuta in prima persona) ma in realtà è un modo per coinvolgere il lettore nell’atmosfera cupa, degna del pathos tipico di Tim Burton, obbligandolo a vedere come vede il protagonista.
Il rosso evidenzia dettagli che non sono affatto casuali e se molti hanno rivisto in questa scelta un rimando a Sin City, Chiaverotti ha serenamente spiegato che il suo rosso, a differenza dell’altro, è un rosso che racconta una storia avvincente il cui protagonista è appunto Morgan Lost , affiancato dal i vari criminali che popolano le pagine del fumetto.

Ultima nota di merito va al disegno di questo primo albo realizzato da Michele Rubini, un tratto sublime e capace di adattarsi senza incertezze o tentennamenti a qualsiasi situazione,ad esempio troviamo nel fumetto un intermezzo di un cartone animato dove il disegno subisce una variazione netta ma senza stonare o deludere il lettore.

Il progetto della Sergio Bonelli Editore, fatta eccezione per i primi due albi che infatti sono per omaggio alla continuità cinematografica il primo e il secondo tempo della storia introduttiva, è di mantenere Morgan Lost sul filone dell’autoconclusività, così che sia possibile leggere ogni singolo albo senza l’impegno della continuità narrativa.
Un inizio che genera aspettative di alto livello e che spero vengano soddisfatte ma difficilmente la Sergio Bonelli Editore delude i suoi lettori.

Appuntamento in edicola con secondo albo per il 20 novembre, con il titolo di Non lasciarmi al prezzo di 3,50 €.

16 settembre 2015

Tropical Blues - Luigi Mignacco, Marco Foderà

Nuova Guinea, 1927.
Che fine ha fatto Mike Somerset III? Dopo che una tempesta ha ribaltato il catamarano su cui viaggiava, il giovane collezionista d’arte primitiva si è tuffato nel Mare degli Arafura senza preoccuparsi di squali e coccodrilli marini che infestano quelle acque... né dei cannibali che vivono sulla costa!
Un detective arriva da San Francisco per indagare. Iniziando dal capitano della barca, un reduce tedesco della I Guerra Mondiale, e dall’avventurosa cugina del giovane scomparso.




Recensione

Come promesso, continuano le recensioni sulle Miniserie a fumetti targate Sergio Bonelli Editore. Dopo il primo appuntamento riservato a Coney Island (di cui trovate la recensione qui) abbandoniamo i toni polizieschi e le atmosfere urbane per spostarci in Papua Nuova Guinea, solcando fiumi e mari ostili e attraversando foreste popolate da tribù selvagge, alla ricerca di un misterioso giovane destinato a ereditare un'enorme fortuna.

Queste premesse inaugurano il secondo appuntamento, anch'esso trimestrale come il precedente, con le graphic novels di casa Bonelli: Tropical Blues di Luigi Mignacco e Marco Foderà suddiviso in Il mare degli uomini liberi, Nel labirinto verde e I viaggiatori del tramonto.
Questa pubblicazione si apre in maniera travolgente portando il lettore a crearsi delle aspettative di alto livello, prospettando una storia dalla trama crescente e avvincente. La particolarità della vicenda è che il protagonista non partecipa (se non tramite un’apparizione onirica, sapientemente evidenziata da uno sfondo nero grafico delle vignette) fisicamente allo sviluppo della storia; questo non vuole però dire che si tratta di una presenza accessoria anzi, è una figura essenziale e necessaria. Si tratta di Mike Somerset III, scomparso subito dopo essersi tuffato nell’oceano, motivo per cui il nonno, Michael Somerset I, assume il detective Ray Harvest per la ricerca del giovane scomparso, deluso da chi prima di lui era stato incaricato dello stesso compito.

La storia nei tre albi (di 100 pagine circa come è stato già per Coney Island) ci permette di conoscere altri personaggi chiave quali il capitano Starke, ex ufficiale del Kaiser nonché guida per curiosi avventurieri, Joe Fletcher, un indigeno dal sangue inglese, ottimo tramite con la cultura maori ma anche marinaio e collaboratore di Starke sul famigerato catamarano, ed ancora Maud, la coraggiosa e misteriosa cugina di Somerset Junior trapiantata in Nuova Guinea nella speranza di un buon esito per la ricerca di Mike ma anche desiderosa di una vita all’insegna del viaggio e dell’avventura.
Il detective Harvest manterrà inizialmente celata la sua identità e soprattutto la sua missione ma il suo segreto non è destinato a rimanere tale a lungo; nasce così un gruppo unito il cui obiettivo è sì ritrovare il giovane scomparso, ma prima di tutto sopravvivere alle insidie e alle oscure verità della foresta. Il gruppo si imbatte infatti in tribù indigene che accolgono i visitatori come spiriti delle divinità per via del loro bianco colorito, ma i nostri avventurieri non sono sempre così fortunati nei loro incontri: molte ostilità e temibili avversari li attendono.

I disegni possiedono un tratto semplice ed essenziale, coerentemente con la natura semplice e "indigena" della storia, ma a volte anche elaborati nella rappresentazione dei paesaggi e di dettagli in primo piano.
Bellissime le copertine, ognuna dedicata a uno o più dei nostri eroi, rappresentati in figura intera: la prima con Ray Harvest, la seconda con Joe e Starke e l’ultima con la giovane Maud; sullo sfondo bianco risalta il giallo del titolo contornato di blu ma soprattutto il taglio centrale variopinto raffigurante le ambientazioni principali.

La domanda che ci perseguita sin dalla fine del primo numero è se i nostri eroi riusciranno a trovare Mike Somerset o meglio se il detective Harvest sarà così abile e scaltro da scoprire la verità di questa misteriosa sparizione; unica pecca è che forse mi aspettavo qualcosa in più ma non possiamo essere troppo esigenti e pretendere troppo da una storia sviluppata in tre soli albi.
Assegno 4 stelle anche questa volta per celebrare la buona riuscita di questa seconda realizzazione che regge in maniera egregia il confronto con la precedente.
Un tuffo non solo nelle acque oceaniche ma anche nella realtà di un confronto tra la nostra cultura e quella indigena che non manca di particolarità e di fascino.

Prossimo appuntamento a gennaio 2016 per la terza uscita del quadrimestrale Hellnoir di Pasquale Ruju e Giovanni Freghieri.


Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tropical Blues: Il mare degli uomini liberi (#1), Nel labirinto verde (#2), I viaggiatori del tramonto (#3)
  • Autore: Luigi Mignacco (soggetto e sceneggiatura), Marco Foderà (disegni)
  • Editore: Sergio Bonelli Editore
  • Data di Pubblicazione: 06/2015 - 07/2015 - 08/2015
  • Numero di volumi: 3 (completa)
  • Pagine: 292 totali
  • Formato - Prezzo: 3,50 Euro a volume

5 agosto 2015

La Nuova Alba dei Morti Viventi - I colori della paura, nuova iniziativa Sergio Bonelli Editore

Nuovissima iniziativa della famosa casa editrice italiana di fumetti Sergio Bonelli Editore, una nuova collana interamente dedicata al misterioso indagatore dell’incubo Dylan Dog: Dylan Dog – I colori della Paura.
Si tratta di ristampe a colori delle singole storie tratte dalla serie Dylan Dog ColorFest con uscita non semestrale (come è consuetudine per i ColorFest) bensì settimanale in edicola, abbinate al giornale La Gazzetta dello Sport al costo di 1,99 € (prezzo del giornale escluso).


La collana ha esordito il 22 luglio con la prima di 53 uscite: La nuova alba dei Morti Viventi con i disegni e la storia di Emiliano Mammuccari e Roberto Recchioni (autori anche tra l’altro del fumetto, sempre di casa Bonelli, Orfani).

Particolare attenzione dedico a questo numero di partenza in quanto si tratta di un inedito: ebbene sì, ci troviamo davanti a un remake del primo originale numero di Dylan Dog pubblicato nel 1986, con storia e disegni di Tiziano Sclavi e Angelo Stano: il famoso L’alba dei Morti viventi.

Trentasei pagine che racchiudono l’essenza di una storia che è sempre attuale e in grado di attirare la curiosità delle nuove generazioni e che non presenta, a grandi linee, differenze di rilievo rispetto all'originale in quanto, come gli stessi autori hanno affermato in occasione della presentazione della collana presso il Mondadori Megastore di Piazza Duomo a Milano, si tratta di un buon auspicio e di un omaggio ad una tradizione del fumetto intramontabile: Dylan con il suo modo di fare e la sua caparbietà mista a stramberie, e in compagnia del suo fedele assistente di (dis)avventure Groucho, è un evergreen del fumetto.

Quando è nata l’idea di questa collana insieme alla Gazzetta, all’inizio avevamo pensato semplicemente alla questione delle ristampe però abbiamo subito avvertito un problema di fondo, questo tipo di operazioni sono belle perché raggiungono un pubblico che il personaggio magari non lo conosce e non lo ha mai letto prima e sentiamo una necessità di avere una storia con cui iniziare. Ora non si può avere una storia migliore con cui iniziare de L'alba dei morti viventi di Tiziano perciò abbiamo pensato creiamo un remake, un’idea di una storia che sia tanto un omaggio quanto un gioco, quanto un’esplorazione all’interno di quanto Tiziano e Angelo hanno già fatto in termini di linguaggio e di disegno e anche della storia stessa.
Queste le parole di Roberto Recchioni, che mettono a fuoco il cuore delle intenzioni del remake e anticipano poi quelli che sono i piccoli cambiamenti tra le due versioni: il focus di questa rivisitazione sarà infatti la famosa custodia del clarinetto, assai cara ai fedeli estimatori del detective sui generis e alcune battute in più saranno affidate al personaggio burlone di Groucho.

Una cura particolare è stata dedicata all’uso del colore: come lo ha definito Roberto, un veicolo di emozioni al pari del disegno e della scrittura, uno strumento narrativo che permette di raccontare una storia che conosciamo in bianco e nero ma attraverso i colori. Dunque parliamo anche di un remake visivo, come sottolinea il disegnatore Mammuccari:

Vi diamo qualcosa di assolutamente nuovo ma ogni tanto io mi sono divertito a replicare esattamente la stessa vignetta cercando di fare un mix tra il nuovo e il già vissuto, su cui il colore va a rendere una omogeneità e una ispirazione particolare.

E poi ancora ha dato la sua definizione di remake:

Nel nostro caso remake non era sostituiamo e rendiamo attuale qualcosa che in realtà è perfetto [...] ma ritroviamo e riportiamo in maniera attuale le sensazioni che abbiamo provato quando abbiamo letto la prima volta. Il disegno di Stano è estremo e particolare e non era possibile attualizzarlo ma era possibile dare un’interpretazione nuova.

Un’ottima riuscita, insomma, e un buon prodotto a cui non mancano alcune aggiunte editoriali come un focus sul disegnatore realizzato da Luca Barbieri e un redazionale di Fabio Licari all’interno di ogni numero.
Non dimentichiamo che le 53 copertine sono tutte nuove, realizzate dai migliori disegnatori che con l’ausilio del colore hanno la possibilità di esaltare ancora di più particolari e dettagli importanti nonché di monitorare l’impatto emotivo sui lettori.


Ci aspettano in edicola ancora moltissime uscite; di seguito trovate elencate le prime 10 e il trailer pubblicitario della collana:

1 – La nuova alba dei morti viventi – 22 luglio 2015 – Copertina di Carmine Di Giandomenico
2 – Il vampiro dei colori – 29 luglio 2015 – Copertina di Marco Nizzoli
3 – La grande nevicata – 5 agosto 2015 – Copertina di Carlo Ambrosini
4 – Fuori tempo massimo – 12 agosto 2015 – Copertina di Maurizio Di Vincenzo
5 – Il mago degli affari – 19 agosto 2015 – Copertina di Marco Soldi
6 – La lettera bianca – 26 agosto 2015 – Copertina di Marco Nizzoli
7 – Il buio nell’anima – 2 settembre 2015 – Copertina di Carlo Ambrosini
8 – Lacrima di stella – 9 settembre 2015 – Copertina di Marco Nizzoli
9 – La camera chiusa – 16 settembre 2015 – Copertina di Marco Soldi
10 – Le radici del male – 23 settembre 2015 – Copertina di Maurizio Di Vincenzo

Un'iniziativa da non perdere per tutti i fan dell’Indagatore dell’incubo e delle sue folli e pericolose avventure.



22 giugno 2015

Coney Island - Gianfranco Manfredi, Giuseppe Barbati e Bruno Ramella

Una ragazza di provincia giunge a New York sperando in una vita migliore, ma resta coinvolta, suo malgrado, in una spirale criminale. Un detective della polizia dal carattere brutale cerca di aiutarla, ma non può fare a meno di chiedersi se la ragazza sia davvero così ingenua quanto sembra. Il puzzle pare aver origine a Coney Island, nel parco dei divertimenti, intorno allo spettacolo di uno stravagante mago da palcoscenico dai trucchi mirabolanti, Mister Frolic, l'illusionista che custodisce in segreto un potere speciale. La malavita, tra il contrabbando degli alcolici e il mantenere alto l'onore, si districa in fazioni che sfociano in una guerra civile tra bande, riuscirà il poliziotto Jack Sloane a risolvere il caso?

Recensione

Coney Island è una graphic novel presentata dalla Sergio Bonelli Editore e suddivisa in tre albi con uscita mensile: La pupa e lo sbirro - Al capone ringrazia - Attacco al Luna Park.
La storia racconta di una New York degli anni 20’ votata al lusso, al divertimento e ai circoli privati, ma anche la New York della corruzione, di Cosa Nostra e del contrabbando di alcolici negli anni del proibizionismo mentre il boss di Chicago Al Capone opera grazie ad impeccabili sicari per mantenere alto l’onore della famiglia in contrasto con l’operato del rivale Frankie Yale (boss di Coney Island) e dei Siciliani.

In questo contesto si colloca la vicenda dell'omonimo Coney Island, parco divertimenti che ospita numerose attrazioni, ma tra tutte i riflettori della storia sono puntati sullo spettacolo di un personaggio misterioso, Mister Frolic, un mago illusionista con un passato oscuro. Impareremo a conoscerlo nei tre volumi sommando tutti i frammenti della sua vita distribuiti nel corso della storia, ricostruendo così tratti di un personaggio molto intrigante (creato nel ricordo del famosissimo e celebre mago Houdini).
Il mistero avvolge il parco divertimenti ma fa da sfondo anche a un altro personaggio protagonista, il poliziotto Jack Sloane, una figura di mediazione il cui spiccato senso del dovere alternato al dialogo con le famiglie della malavita gli conferisce un ruolo chiave per la risoluzione della storia, incentrata su un’abilità, o per meglio dire, un dono del mago Frolic, estremamente prezioso.
Chi aiuterà il poliziotto a seguire la giusta pista d’indagini e risolvere il caso? Cosa sarà mai in grado di fare il mago illusionista di così particolare tanto da rischiare la sua stessa vita?
La guerra tra bande è altrettanto viva nelle vicende di Coney Island e si rivela fondamentale per il lieto fine.

Nei tre albi (di circa 100 pagine l’uno) oltre al filone principale troviamo, a mo' di digressioni, le versioni dei personaggi principali, partendo da Mister Frolic e lo sbirro Sloane fino ad arrivare a due personaggi in parte marginali ma anche essi con un ruolo estremamente importante: Brenda la cameriera del bar frequentato dal poliziotto, e Speedy, il centauro ex militare pronto a tutto in sella al suo bolide.
Nonostante la brevità della serie, questo accorgimento ci permette di approfondire la conoscenza dei protagonisti e dei personaggi secondari che ci allietano con le loro avventure, un lavoro ben riuscito dove il mistero di mescola alla magia e all’onore. Una missione importante quella di Mister Frolic, che lo porterà in più di una occasione a intervenire per stravolgere il volere del destino, salvando così molte vite.

La storia è interessante e anche il finale non mi ha lasciato affatto delusa: per essere elaborato in soli tre albi è sicuramente un ottimo lavoro! Ho apprezzato molto, oltre al tratteggio accurato dei protagonisti, anche la cura dei dettagli per le ambientazioni, non c’è una tavola che manchi di una collocazione definita. Traspare un lavoro minuzioso e attento dove anche i più piccoli particolari sono degni di nota. Una bella edizione con copertine particolari e significative che ritraggono le scene più cult della vicenda: tutto in un’immagine, potremmo dire! Consiglio le lettura di questa prima miniserie Bonelli a tutti, il giallo di Coney Island riuscirà a coinvolgervi con estrema rapidità.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Coney Island: La pupa e lo sbirro (#1), Al Capone ringrazia (#2), Attacco al luna park (#3)
  • Autore: Gianfranco Manfredi (soggetto e sceneggiatura), Giuseppe Barbati e Bruno Ramella (disegni)
  • Editore: Sergio Bonelli Editore
  • Data di Pubblicazione: 03/2015 - 04/2015 - 05/2015
  • Numero di volumi: 3 (completa)
  • Pagine: 292 totali
  • Formato - Prezzo: 3,50 Euro a volume

17 marzo 2015

Romanzi a fumetti in miniserie: la novità targata Sergio Bonelli Editore

Romanzi a fumetti spezzettati con cadenze mensili: con queste parole Michele Masiero, redattore capo centrale della Sergio Bonelli Editore, nel corso della conferenza di presentazione della stagione editoriale della Bonelli tenutasi in occasione del Lucca Comics & Games 2014 aveva anticipato la grande novità nel panorama dei fumetti italiani della nota casa editrice; e ora, a pochi giorni dalla data di pubblicazione del primo di questa serie di romanzi, non possiamo fare a meno di darvi qualche anticipazione in più.

Non è una vera collana ma tante collane, ci tiene a precisare Masiero, tante piccole saghe, delle miniserie che nascono dalla collana dei romanzi a fumetti che presentava tomi di 300 pagine circa di storie complete, ma queste ora si spezzettano in albi a cadenza mensile; ogni tre o quattro mesi dunque avrete nuovi eroi, nuovi personaggi con situazioni, tematiche e ambientazioni diverse tra loro.

La prima miniserie a inaugurare la collana sarà Coney Island, che con i disegni di Giuseppe Barbati e Bruno Ramella e la sceneggiatura di Gianfranco Manfredi presenta una storia di 292 pagine suddivisa in tre uscite, con al centro una New York anni 70’ e un abile poliziotto, Jacke Sloane, che combatte il crimine senza esclusioni di colpi. Sloane si troverà a fronteggiare un avversario molto particolare e misterioso, l’illusionista del luna park Mister Frolic, dal quale tra l’altro è attratta Brenda, la ragazza per cui il nostro poliziotto ha un debole. La pupa e lo sbirro è il titolo del primo dei tre numeri, con data di uscita 27 Marzo 2015.

A seguire, a giugno per essere precisi, sarà la volta di Tropical Blues con i disegni di Marco Foderà e la sceneggiatura di Luigi Mignacco; una serie anche questa in tre puntate ma con tutt'altra ambientazione. Stavolta ci troviamo in Nuova Guinea, dove l’atmosfera tropicale fa da cornice alla ricerca di un miliardario americano appassionato di reperti primitivi svanito nel nulla e di cui non si hanno più notizie.

A settembre toccherà poi ai quattro episodi di Hellnoir di Pasquale Ruju e Giovanni Frighieri, una storia a metà tra il poliziesco e il sovrannaturale che racconta le vicende di una cittadina sospesa tra la nostra dimensione e una dimensione alternativa simile all’Inferno.

Infine nel 2016 ci attendono altre numerose sorprese (in ordine non ancora reso noto): Avana, ambientato a Cuba negli anni pre-rivoluzionari, con sceneggiatura di Michele Masiero e disegni di Oreste Suarez; l’avvincente western Cheyenne, disegnato da Fabio Valdambrini, I pionieri dell’ignoto di Stefano Vietti e Alessandro Bignamini con una storia tutta fantascientifica; Darwin 2 di Luigi Piccatto con Riccio e Santaniello (noto anche come il seguito dell’omonimo romanzo a fumetti Darwin di Piccatto e Paola Barbato), dalle atmosfere horror e da brivido; e poi ancora Batiza di Paola Barbato, Davide Furnò e Paolo Amitano, versione a fumetti del romanzo della stessa Barbato Mani Nude, pubblicato per Rizzoli; infine La bestia di Bruno Enna e Luigi Siniscalchi, con la storia di un serial killer ambientata negli anni 70’.

Possiamo quindi dire che ci troviamo davanti a un'evoluzione della grapich novel come siamo abituati a conoscerla - una storia con una sua conclusione -, che si prolungherà per diversi albi lasciando col fiato sospeso tutti i lettori.

Un esperimento completamente nuovo, continua Masiero, infatti non abbiamo mai avuto delle frazioni cosi piccole. Il nostro è un tentativo di ridurre le miniserie sperimentate negli anni passati e di allargare l’ambito delle storie.

Una grande novità che per la gioia degli appassionati seriali inizierà ad essere sulle scene tra poche settimane e che per noi lettori può essere la possibilità di appassionarsi a qualcosa di nuovo. Sul blog troverete la recensione di ogni singolo albo mensile, per ora non ci resta che aspettare!


Coney Island vol.1 - La pupa e lo sbirro

"Una ragazza di provincia giunge a New York sperando in una vita migliore, ma resta coinvolta, suo malgrado, in una spirale criminale. Un detective della polizia dal carattere brutale cerca di aiutarla, ma non può fare a meno di chiedersi se la ragazza sia davvero così ingenua quanto sembra. Il puzzle pare aver origine a Coney Island, nel parco dei divertimenti, intorno allo spettacolo di uno stravagante mago da palcoscenico dai trucchi mirabolanti."
 

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