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16 febbraio 2017

Verso Nord - Willy Vlautin

Che differenza c'è tra ascoltare 45 ballate country, e leggere un libro che ne racconta in prosa la trama? Se l'autore è Willy Vlautin, verrebbe da dire, forse solo la modalità di ascolto. Eppure il risultato materializzato in questo "Verso nord" non è un concept album né tantomeno una croonerata baggiana sulle note lancinanti di una pedal steel, ma piuttosto un romanzo nella più autentica (e grande) tradizione americana. Ventidue anni, cameriera nei locali di una città buona-per-i-ricchi, Allison Johnson è l'anima persa con gli occhi blu protagonista del secondo romanzo di Vlautin: figlia alcolizzata di una madre alcolizzata, con una sorella sedicenne che ha tutta l'aria di voler continuare la dinastia, un padre assente e un fidanzato cocainomane e violento, quando la sua situazione diventa troppo pesante si mette in viaggio, squattrinata e sola, lasciandosi tutto quello che può alle spalle (e quello che non può in pancia). E alla fine lascia noi, Allison, di fronte a uno spettacolo emblematico, la demolizione controllata di alcuni vecchi edifici, che sembra voler ricordare che quaggiù tutto cambia, e in compagnia di colui che potrebbe rendere finalmente più bello il cammino.

Recensione

La vita di Allison non è assolutamente facile: suo padre se n’è andato di casa da molti anni, sua madre è alcolista e anche lei e sua sorella di soli sedici anni sono sulla buona strada, ma soprattutto Allison è una donna che ha difficoltà nel portare avanti da sola la propria esistenza, nel fare delle scelte consapevoli: ha interrotto gli studi senza nemmeno diplomarsi, ripiegando su dei lavori nei locali per andare avanti, sta insieme a Jimmy, un ragazzo tossico, violento e razzista che abusa di lei dal profilo psicologico e da cui si sente dipendente.
Allison a tutto questo, almeno apparentemente, non reagisce, risultando spenta e incapace di scegliere, ancor più di ribellarsi a un destino che vede già segnato, nonostante i suoi soli 22 anni.
Ha problemi di alcolismo che non le facilitano la vita, la sua Las Vegas, nonostante le luci della ribalta per il divertimento e le occasioni mondane, le appare piuttosto una prigione, partendo però dal presupposto della sua periferia, dove immigrazione e delinquenza sembrano voler regolare la vita quotidiana di chiunque.
In tutta la sua fragilità Allison appare una ragazza interrotta, strappata dal reale: la sua unica consolazione è Paul Newman, di cui guarda i film, che la spinge a sognare una realtà alternativa per lei, un attore che nella sua immaginazione a volte, nei momenti di maggiore criticità e introspezione, esce fuori dallo schermo per sostenerla in lunghi dialoghi che lei intrattiene con se stessa.

Di primo acchito, quando ci si interfaccia con i primi capitoli della sua storia, emerge con forza la passività della protagonista, tale da far anche adirare il lettore, perché la donna, pur priva di strumenti, tende a perdersi anche nelle scelte più basilari che le consentirebbero la sopravvivenza.
La narrazione è impregnata del suo essere, rendendo tutto fioco e grigio, quasi spento. Lo stesso strappo o la sua stessa volontà scorre piano, anche nei momenti di maggior concitazione, anche quando scavando scopriamo il suo passato di violenza, sia fisica che verbale e le sue deprivazioni personali.
L’ambientazione stessa risente di questo sentimento decadente, perché filtrato dai suoi occhi, dai suoi gesti. Ciò ci fa capire come, a livello di scrittura, ci sia stata una forte immedesimazione in Allison, una trasformazione che accompagna un po’ tutta l’opera, dove lei galleggia, sospesa tra ciò che sarebbe bene fare e quello che invece è da evitare.

Allison ha il coraggio di andarsene, e riprova a ricostruirsi un’esistenza a Reno, per una pura serie concatenata di eventi fortuiti, ma non sembra che le cose vadano meglio, fintanto che lei continua a ripetere gli stessi identici errori, senza autodeterminarsi mai dal profilo sostanziale.
Nel suo immaginario ritroviamo poi il senso ipotetico del romanzo, che riguarda lei come anche il suo Jimmy (da cui scappa e spera sempre di non essere ritrovata): l’aspirazione a cambiare il proprio futuro, identificato nella metafora del trasferirsi al Nord: dove la vita è più facile, dove si può ricominciare davvero, dove i messicani e gli immigrati non arrivano (secondo quanto ritenuto da Jimmy in uno dei flash back), dove puoi essere quello che sei o chi vuoi.
Una sorta di nuovo sogno americano, modernizzato rispetto alla matrice atavica, ma col substrato di una vita ai margini sociali, dove le reali possibilità scarseggiano, e in cui si diventa semplicemente delle profezie che si auto-concretizzano da sole.
Solo verso il finale la protagonista ci offre dei reali spiragli di cambiamento, decidendo di appoggiarsi a chi non la intimorisce per sentirsi sicura e cercando di svincolarsi dalla dipendenza dell’alcool, scegliendo quindi di accontentarsi nel vivere senza troppe complicazioni, lavorando e costruendo un poco che possa essere comunque suo e di chi imparerà ad amare.

Il secondo romanzo di Vautlin risulta un’opera a mio avviso controversa: da un lato ci narra il dramma e il desiderio di riscatto, affidandolo all’immagine sin troppo stigmatizzata della fragilità che diventa la catena stessa di tutta la storia.
I riferimenti contemporanei sono scarni, atti più che altro a confermare stati d’animo e disagio più che a raccontarci una società intera. La stesura e lo stile scorrono comunque in maniera lineare, a parte la presenza di qualche refuso di battitura lo stile appare concreto e corretto.

Verso Nord è un romanzo che potrebbe aprire molti spiragli di ragionamento, se si avesse la forza di liberarsi del proprio io e si accettasse la voce della protagonista in ogni sua fase di vita, in discesa così come in salita.
È di sicuro un libro dedicato al percorso di una donna in difficoltà: fragile e succube, che ha bisogno di aiuto ma soltanto per potersi sentire autonoma nel suo essere Allison Johnson come persona senziente, che detiene in mano le redini della sua esistenza.
Un’esperienza di lettura che non tutti, se non sono aperti o pronti, possono comprendere sino in fondo.

Giudizio:

+2stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Verso Nord
  • Titolo originale: Northline
  • Autore: Willy Vautlin
  • Traduttore: Alessandro Agus
  • Editore: Quarup
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Badlands
  • ISBN-13:9788895166308
  • Pagine: 190
  • Formato - Prezzo: € 14,90

3 luglio 2014

Consigli del blog: cosa leggere sotto l'ombrellone - Estate 2014 (prima parte)

Quest'anno ci siamo fatti confondere dalle semi-alluvioni delle ultime settimane e siamo arrivati al tradizionale appuntamento con i nostri consigli estivi con un po' di ritardo, ma non per questo meno entusiasti. Come sempre abbiamo cercato di pescare fra tutti i gusti e tutte le esigenze per cui, sia che quest'estate vogliate spegnere il cervello e rilassarvi con letture poco impegnative sia che vogliate cogliere l'occasione per iniziare finalmente Guerra e Pace in lingua originale, ecco di seguito cosa le Penne della Stamberga hanno pensato per voi!


Cominciamo con Antonio, che propone due romanzi piuttosto recenti, tanto corposi quanto avvincenti. Il primo è L’arte di vivere in difesa di Chad Harbach (Rizzoli), la storia di un ragazzo che scopre di avere un talento particolare per il baseball ma che si renderà anche conto, suo malgrado, che il talento non è sufficiente e occorre raggiungere un equilibrio psichico per continuare un’attività tanto impegnativa quanto lo sport agonistico. Nonostante le sue 500 pagine il romanzo si legge velocemente ed è indicato a un ventaglio di lettori che parte dall’adolescenza in avanti.
E per i lettori che non si spaventano di fronte ad un tomo di 900 pagine, come seconda proposta abbiamo Il Cardellino di Donna Tartt (Rizzoli), premio Pulitzer 2014. È la storia di un ragazzo tredicenne che perde la madre in un attentato terroristico durante una visita al Metropolitan Museum. Avrete motivo di discussione con i vicini d’ombrellone che l’avessero già letto. È sicuramente molto avvincente per tre quarti e discutibile per il rimanente. Tuttavia la descrizione dei rapporti del protagonista con la madre e con coloro cui verrà affidato successivamente è fra i più belli in assoluto che siano mai stati scritti.


Anche secondo Patrizia l’estate non è certo uguale per tutti. Per alcuni è una meritata pausa dai libri o dal lavoro che possono sfruttare per immergersi nelle letture che hanno dovuto accantonare per mancanza di tempo; per altri rappresenta un aumento delle attività (e il pensiero va soprattutto a quei genitori che, a causa delle vacanze scolastiche, devono svolgere a tempo pieno il loro ruolo), quindi è proprio questo il momento in cui non ci si può dedicare alla lettura come si desidera.
Se appartenete alla prima categoria, l’estate può essere il momento in cui dedicarsi a letture più impegnative che richiedono una certa continuità per riuscire ad entrare in sintonia con la vicenda narrata e con i personaggi. Uno di questi libri è certamente La fine del mondo e il paese delle meraviglie di Haruki Murakami (Einaudi), dato che la narrazione procede su due piani paralleli che poi, come è da aspettarsi, finiscono per fondersi. La vicenda è ricca di simbolismi e metafore che spingono il lettore a chiedersi continuamente qual è il significato delle vicende narrate: se amate esplorare l’animo umano questo libro non vi deluderà; inoltre buona parte della storia si svolge durante un lungo e rigido inverno che farà apprezzare la calura estiva (o comunque a non disprezzare l’alternarsi delle stagioni che sta caratterizzando questo inizio stagione).
In alternativa ci sarebbe Infinite jest di D. F. Wallace (Einaudi), la cui mole, in genere, è di per sé un potente deterrente: le lunghe giornate estive possono invogliare a iniziare questa lettura sicuramente impegnativa ma, se amate gli autori postmoderni, affascinante; un buon metodo per non cedere alla tentazione di abbandonare l’impresa di fronte alla ricorsività delle vicende narrate è quello di leggere questo libro suddividendolo in parti (tre sono un numero sufficiente) e leggere altro nelle pause. Poi, ovviamente, c’è chi prende in mano Infinite jest e non lo lascia sino a quando non è arrivato all’ultima parola dell’ultima pagina e poi ricomincia dalla prima: in questo caso il problema delle vostre letture estive è risolto con un solo libro!
Se, invece, d’estate non riuscite a leggere più di tre pagine senza che qualcuno (in genere vostro figlio) vi chiami per comunicarvi qualcosa della massima urgenza e richiedere ilo vostro intervento, forse apprezzerete di più libri che non richiedono un grande discernimento per essere apprezzati. Rientra sicuramente in questa categoria La misteriosa morte della compagna Guan di Qiu Xiaolong (Marsilio), un giallo ambientato a Shangai, il primo della serie con protagonista l’ispettore Chen; l’aspetto più interessante del libro è la descrizione della vita quotidiana in una grande città cinese, ma nel complesso è un libro gradevole e di rapida lettura nonostante le sue 543 pagine. Chi, invece, ama i gialli classici apprezzerà certamente La belva nell’ombra di Edogawa Rampo (Marsilio), considerato il primo scrittore di gialli del Giappone moderno; c’è un cadavere, ci sono dei sospettati e ci sono degli indizi che sembrano incolpare tutti e, allo stesso tempo, scagionare ognuno di quelli coinvolti: il mistero continua sino all’ultima pagina! Sempre nel solco della tradizione che vuole i gialli una lettura estiva obbligatoria, Patrizia vi segnala Dettagli di un sorriso di Gianni Zanata (Quarup), una storia in cui nulla è ciò che sembra ma, alla fine, ogni cosa va al suo posto. Il protagonista è Valdo, un ex poliziotto con un passato (e un presente) discutibile che si trova, suo malgrado, a girovagare con un carico impegnativo in un assolato pomeriggio nel bel mezzo della campagna sarda.


Valetta ricorre anche quest'anno alla tecnica del "consiglio multiplo", proponendovi come prima scelta l'avvicente Trilogia di Maddaddam di Margaret Atwood, costituita da L'ultimo degli uomini, L'anno del Diluvio e MaddAddam (Ponte alle Grazie), in cui l'autrice canadese mescola magistralmente distopia con fantascienza per raccontare le sorti degli unici sopravvissuti ad una catastrofica epidemia che ha distrutto il mondo che conosciamo.
Se invece siete alla ricerca di letture più leggere, le due che sto per proporvi sono ideali per trascorrere il tempo sotto l'ombrellone e il loro unico difetto è quello di lasciarsi divorare in pochi giorni. Il primo è il nuovo fenomeno del fantasy inglese: Half bad di Sally Green (Rizzoli), che narra le disavventure di un giovane orfano in bilico fra il destino dannato di Incanto Nero e quello prediletto di Incanto Bianco.
La seconda proposta è I segreti di Coldtown di Holly Black (Mondadori), un fantasy che nella sua scorrevolezza ha il pregio di riportare i vampiri ai loro sanguinosi fasti, dopo anni di anemici vampiri vegetariani ai quali la letterature Young Adult ci ha costretti.


Da Sakura qualche consiglio così coinvolgente da essere a prova delle distrazioni che le vacanze inevitabilmente comportano. Iniziamo con Middlesex di Jeffrey Eugenides (Mondadori), una saga familiare estremamente anticonformista che, dalla Grecia degli anni '20, ci porta nell'America odierna con una voce narrante d'eccezione: Calliope, pseudoermafrodito, cresciuta come Callie e diventata in seguito Cal. Meritatissimo premio Pulitzer nel 2003, Middlesex è una lettura mozzafiato che si fa letteralmente divorare nonostante le sue seicento pagine.
Da leggere tutto d'un fiato è anche Lisario o il piacere infinito delle donne di Antonella Cilento (Mondadori), arrivato in finale al Premio Strega di quest'anno e raro esempio di letteratura femminile italiana che non scade mai nel lacrimevole, anzi, avvolge il lettore nel fetore della Napoli seicentesca per catapultarlo in una favola un po' sozza il cui protagonista è l'ineffabile segreto del piacere femminile. A custodirlo è Lisario, che come nella più classica delle fiabe dorme senza sosta da mesi. Dorme per sfuggire alle angherie cui in quanto donna è sottoposta, e dorme finché Avicente, medico ciarlatano, non riesce a svegliarla con metodi poco professionali e sicuramente non tradizionali.
Terzo e ultimo consiglio, se proprio volete un giallo perché la stagione lo pretende, è Abissi d'acciaio (Mondadori) del grande padre della fantascienza Isaac Asimov: a indagare su un caso di omicidio sono il detective Elijah Baley e il compagno che gli è stato affidato per l'occasione, il robot umanoide Daneel R. Olivaw. Dell'assassinio, compiuto ai danni dell'eminente esperto di robotica Nemmenuh Sarton, si sospettano i membri della fazione dei Medievisti, che si auspicano un ritorno al passato e pertanto detestano i robot e la tecnologicissima comunità degli Spaziali - di cui Sarton faceva parte - stanziata vicino a New York. Un giallo in piena regola che si intreccia con le Tre Leggi della Robotica inventate dallo stesso Asimov.


Queste infine - per la prima parte dell'articolo - le proposte di Daniele: partiamo con I ragazzi di Anansi di Neil Gaiman (Mondadori). Un romanzo su miti e leggende aggiornati ai giorni nostri raccontato con il classico piglio arguto dell'autore inglese. Se vi è piaciuto American Gods, questo non può mancarvi assolutamente sotto l'ombrellone.
Proseguiamo con Mar del Plata di Claudio Fava (Add Editore): un romanzo breve sullo sport come idea di libertà da regimi con le mani bagnate di sangue. Una storia di rugby proveniente dall'Argentina fatta di polvere, sudore e sangue che non lascia indifferenti. Lettura consigliata a chi non cerca solamente lo svago puro tra un cocomero e l'altro.
E infine Conan il Barbaro: Una saga immortale di Robert E. Howard (Newton & Compton). Per chi ama portarsi in spiaggia mattoni da almeno cinquecento pagine, questo volume con tutte le storie di Conan il barbaro scritte da Howard potrebbe essere un'ottima maniera per riscoprire un personaggio pilastro del fantasy.



Per chi volesse approfondire: le nostre recensioni a L’arte di vivere in difesa, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, La misteriosa morte della compagna Guan, L'ultimo degli uomini, Half bad, I segreti di Coldtown, Middlesex, Lisario o il piacere infinito delle donne, Abissi d'acciaio, Conan il Barbaro.
Fonte immagine di apertura: http://ignorancia.blogspot.it/

19 marzo 2013

Mare di Vetro - Alessandro Angeli

Un uomo fa il bilancio della sua vita: l’infanzia con la nonna e la sorella in un piccolo paese della Sardegna; l’adolescenza inquieta e la voglia di fuga; l’università al di là di quel mare di vetro che unisce e separa al tempo stesso; l’incontro con Lucia, la donna della sua vita e la madre dei suoi figli; l’impegno politico con la sinistra militante. Una vita normale fatta di routine, di affetti, di battaglie sociali, di progetti per il futuro, se non fosse che Tiu (questo il nome del protagonista) fa parte dell’anonima sequestri e ha al suo attivo almeno tre rapimenti, i cui ricordi si innestano agli altri episodi, lieti e tragici, della sua vita di bambino, studente, compagno e padre. Un bilancio dunque amaro soprattutto per l’incapacità di sottrarsi a quella vita da criminale che per Tiu rappresentava la fuga dal destino già tracciato per i giovani sardi dell’entroterra; un richiamo forte come la voce della sua terra che neanche l’amore per Lucia riesce a sovrastare sino a quando non si troverà di fronte a una scelta difficile.

Recensione

Petru leggeva molto e diceva che erano le parole a cambiare il mondo, le nostre parole, a costruirlo diverso, per il resto tutto rimaneva uguale. L’illusione del cambiamento era una cosa che apparteneva solamente a noialtri, la natura non si curava di queste cose.

Il principale pregio di “Mare di Vetro” è la scrittura (evocativa, ricercata, attenta ai particolari): l’intera narrazione ha un colore cupo che riveste senza soluzione di continuità i paesaggi (siano essi naturali o urbani) e gli stati d’animo della voce narrante, al punto che diventa impossibile fare una distinzione tra gli elementi esterni al protagonista e quelli più intimi, espressione della sua vita sofferta. La trama è appena accennata: nel ripercorrere l’intera vicenda per sintetizzarne i contenuti, io stessa non sono del tutto certa di aver colto lo svolgersi degli eventi così come l’autore lo ha inteso; il lettore deve riuscire a ricostruire il succedersi degli avvenimenti attraverso i vari flashback che non seguono un ordine cronologico, ma mischiano passato e futuro in un groviglio di emozioni e sensazioni.

L’assenza di una trama lineare e sviluppata non rende agevole la lettura (soprattutto per i due terzi del libro) e richiede attenzione ai particolari, perché è da questi che si può ricostruire l’intera vicenda di Tiu: chi è stato e chi è nel momento in cui ripercorre la sua vita avendo se stesso come unico interlocutore. In altri termini, Mare di vetro è un libro breve ma che non può essere letto in fretta e in poco tempo.

La scelta dell’autore è di presentarci Tiu come un uomo con le sue luci e ombre, anche se l’umanità di cui lo riveste (l’amore per Lucia e i figli, l’impegno politico, la nostalgia per la sua terra, il desiderio di leggerezza che lo accompagna per tutta la vita) fanno passare in secondo piano i crimini commessi e non viene raccontato il percorso che porta l’adolescente insofferente a trovare l’unica via di fuga nei sequestri di persona. Questa scelta risulta coerente con la cornice in cui si inserisce la vicenda: un uomo che ripercorre per se stesso la sua vita per farne un bilancio; date queste premesse, è logico che la narrazione proceda in modo discontinuo e con un taglio che mette in luce gli eventi più rilevanti in quello specifico momento della sua vita, mentre relega sullo sfondo altre situazioni che risultano meno pregnanti. Per me però questo è il limite principale del romanzo: la trama troppo concisa che costringe il lettore a riempire i vuoti con delle inferenze personali.

Lo stile acquista un carattere narrativo più tradizionale nell'ultima parte, quella che ho trovato più riuscita (probabilmente perché più in sintonia con le mie preferenze di lettrice), quella che mi ha riconciliato con Tiu e con la sua storia e che mi ha fatto pensare con dispiacere che ero giunta all'ultima pagina.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Mare di vetro
  • Autore: Alessandro Angeli
  • Editore: Quarup
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Le impurità del bianco
  • ISBN-13: 9788895166278
  • Pagine: 103
  • Formato - Prezzo:  Brossura - Euro 12,90
 

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