26 febbraio 2014

Speciale Scrittori suicidi: Conan il Barbaro. Una saga immortale - Robert E. Howard

Nato a Peaster, nel Texas, nel 1906, Robert Ervin Howard è stato l'iniziatore del genere “Heroic Fantasy”. Cresciuto a Cross Plains dal quale non si muoverà mai eccetto che per studio, Howard è un ragazzo introverso dai frequenti scatti d'ira seguiti a periodi di depressione. Avido lettore - tra i suoi autori preferiti ci sono Edgar Rice Burroughs, Sax Rohmer e Rafael Sabatini -, accosta questa passione a quella per lo sport per sfuggire alle angherie dei suoi coetanei e ad un padre-padrone. Inizia a scrivere i primi racconti già a quindici anni, e nel 1925 la rivista “Weird Tales” pubblica un suo racconto, iniziando così la sua carriera di scrittore che conterà più di trecento storie e oltre settecento poemi e che lo porterà ad intrattenere rapporti epistolari con H. P. Lovecraft che ne stimava apertamente le doti.

Tra i suoi personaggi più famosi si ricordano Conan il Barbaro, Kull di Valusia, Solomon Kane e Bran Mak Morn. Nel 1934 conosce Novalyne Price Ellis, con la quale intrattiene una relazione contrastata dalla madre. Più tardi, negli anni '80, la Price Ellis farà uscire un libro dal titolo “One Who Walked Alone” dal quale sarà tratto il film “Il mondo intero” del 1996 nel quale racconta il suo rapporto con Howard.
Nel 1936, a seguito della notizia della malattia incurabile della madre, Howard decise di suicidarsi con un colpo di pistola. Queste furono le sue ultime parole: “Tutto è andato, tutto è finito: ponetemi sulla pira;/ la festa è terminata e il lume ora spira.”


Conan è il più conosciuto tra i personaggi creati da Howard. Barbari e guerrieri, re e paria, stregoni, creature del male e oscure divinità che si nutrono di sangue: è il terribile universo in cui si viene trascinati dalla lettura di "Conan il barbaro", un universo sconvolto da drammi e da forze tanto distruttive quanto inumane, in cui si stagliano figure che diventano leggenda e mito.




Recensione

Nella breve e sfortunata vita di R. E. Howard, Conan il Cimmero ha rappresentato la punta di diamante di una sterminata produzione letteraria. Senza nulla togliere a personaggi del calibro del puritano Solomon Kane, a Bran Mak Morn, a Kull re di Valusia - tanto per citarne alcuni tra i più famosi -, sia chiaro. Conan però è di un altro livello, grazie soprattutto a una delle più profonde caratterizzazioni dell'intero universo fantasy.

Andiamo con ordine: Conan nasce dalla penna di Howard nel 1932 sulle pagine di “Weird Tales”, una rivista specializzata in racconti di fantascienza e fantasy e che sarà la principale fonte di sostentamento dell'autore. Purtroppo per lui, la sua fama dopo la morte assunse i contorni della leggenda, ma in vita non riuscì mai a mantenersi con la letteratura. Infatti, molte delle gesta dei suoi eroi hanno conosciuto fama mondiale attraverso altre forme narrative – cinema, fumetti – solamente molti decenni dopo la sua dipartita. Per questo è lodevole l'opera fatta dalla Newton & Compton – e dai curatori Gianni Pilo e Sebastiano Fusco – nel riunire tutte le avventure di Conan scritte da Howard in un unico volume di più di ottocento pagine con introduzione e appendici ad un prezzo irrisorio.

"La barbarie è lo stato naturale dell'umanità", disse l'uomo della frontiera guardando ancora seriamente il cimmero. "La civiltà è innaturale. È un capriccio delle circostanze. E la barbarie, alla fine, deve sempre trionfare." ( Conan il Barbaro – Oltre il Fiume Nero)

In questa frase è racchiusa tutta l'idea che sta alla base dell'epoca selvaggia in cui Conan compie le sue eroiche gesta. Il racconto è - ovviamente - la struttura narrativa maggiormente usata dall'autore per descrivere la mitica era Hyboriana, avvenuta a poco dopo la distruzione di Atlantide e prima dell'avvento della storia. Affascinante e violenta, la magia e l'acciaio dominavano incontrastati a discapito delle leggi della civiltà. Conan, antieroe pieno di macchie ma senza paura, nato da una tribù dei nordici Cimmeri, ne è ovviamente il degno rappresentante: alto, lunghi  capelli neri, occhi azzurri, fisico marmoreo, agilità da gatto e arguzia da combattente passa attraverso tutti i mestieri possibili con una spada: ladro, pirata, mercenario, guerriero fino ad avverare il suo sogno: diventare re. Lo schema dei racconti è classico: Conan è alla ricerca di qualcosa, c'è un cattivo da combattere e una donna bellissima da conquistare. Ovviamente, grazie alla sua tempra di selvaggio e alle sue abilità di guerriero, Conan riesce sempre nei suoi intenti. La bellezza delle storie di Howard deve molto a questa semplicità quasi da favola. Può non piacere il fatto che comunque le storie si assomiglino tutte, ma bisogna giudicare la cosa anche da un punto di vista temporale: Howard è uno scrittore degli anni Trenta, ed anche per questo il suo continuo parlare di razze tra gli esseri umani può apparire fastidioso ad un lettore moderno. In più, la prosa e sì affascinante, ma anche incredibilmente verbosa e a chi non è avvezzo al genere dell' Heroic Fantasy questo può risultare indigesto. I personaggi di contorno sono spesso poco approfonditi e tendono ad assomigliarsi tutti, ma la dettagliata immaginazione con cui crea un'intera epoca preistorica – con i suoi imperi e le sue nazioni e le relative storie – fa da positivo contraltare.

“Non c'è nulla nell'universo che il freddo acciaio non possa tagliare” (Conan il Barbaro – Oltre il fiume Nero)

Con quest'ultima massima - che rimarca quello che il lettore andrà a trovare nelle pagine di Conan il Barbaro - giungo alle conclusioni. Non è stato facile recensire le storie di Conan perché, se da un lato sono verbose e risentono degli anni trascorsi, dall'altro hanno dato vita ad un genere che viene da sempre bistrattato. Chi si vuole avvicinare al fantasy consiglio altri autori e altre storie, ma per chi invece ha già dimestichezza e vuole cimentarsi nel sottogenere “Sword & Sorcery” le avventure di Conan il Barbaro sono da considerarsi imprescindibili. Rimane comunque un sottofondo amaro per il precoce suicidio che R. E. Howard ha voluto infliggersi, visto che già a trenta anni aveva sfornato fior di racconti e un universo fantastico incredibilmente particolareggiato e al pensiero di chissà cosa avrebbe potuto fare continuando sulla strada che aveva intrapreso.

Giudizio:

+3stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Conan il Barbaro: Una saga immortale 
  • Autore: Robert E. Howard
  • Traduttore: G. Pilo, G. Riverso, G. L. Staffilano, R. Valla
  • Editore: Newton & Compton
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Grandi Tascabili Contemporanei
  • ISBN-13: 9788854124868
  • Pagine: 864
  • Formato - Prezzo: Brossura - 6,90 Euro

1 Commenti:

  • 28 febbraio 2014 15:23

    Ieri sera stavo leggendo "Sotto un cielo cremisi" alias "Vanilla ride" di Lansdale e Hap e Leonard sono andati proprio a visitare la casa di Howard ! :-) A quanto pare Leonard è un suo fan :-DDDDD!

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