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25 giugno 2013

Esce in libreria l'ultimo capitolo della saga di Sookie Stackhouse

Ci siamo: dopo tante promesse Charlaine Harris ha deciso di mantenere la parola data - beh, più o meno, in realtà - e di pubblicare finalmente Morti per sempre (Dead ever after), il capitolo conclusivo della saga di Sookie Stackhouse (The Southern Vampire Mysteries) arrivata a contare 13 libri.
Per chi non lo sapesse, la serie racconta le avventure della cameriera telepate Sookie Stackhouse, abitante di un'immaginaria cittadina della Louisiana dove l'esistenza degli esseri umani si intreccia con quella di vampiri, licantropi, fate e un po' tutte le creature immaginarie che vi vengono in mente, affiancando mystery e love story e raccogliendo quindi un pubblico abbastanza disparato.
Ho detto "più o meno" perché è in realtà prevista la pubblicazione di una sorta di appendice, After Dead: What Came Next in the World of Sookie Stackhouse, data di uscita prevista negli USA 29 Ottobre 2013, che è già stata soprannominata l'episodio #13.5 e che, come si intuisce dal titolo, dovrebbe mettere la parola fine alla vicenda raccontando cosa ne è stato di tutti i personaggi comparsi nella saga dal 2001, anno di pubblicazione del primo romanzo, a oggi.
La Harris non è nuova a questo tipo di ripensamenti: quando iniziò la stesura delle avventure di Sookie l'autrice aveva dichiarato che i libri previsti sarebbero stati 10; nel 2009 rivelò però l'intenzione di scriverne altri tre, probabilmente anche in seguito al successo della

serie televisiva dell'HBO "True Blood" che si ispira appunto ai libri della Harris e che è giunta ora alla sesta stagione, riscuotendo successo mondiale grazie anche al taglio spregiudicato e all'uso senza inibizioni di sangue e sesso.
In Italia la pubblicazione dei libri è partita solo nel 2007 ad opera della Delos Books, che però ha saputo recuperare il ritardo iniziale e, probabilmente per sfruttare al meglio il traino della serie tv, ora è praticamente in pari con le traduzioni (Morti per sempre è uscito negli usa a maggio e dopo solo un mese è già arrivato da noi).
Dopo tanta attesa le disavventure sentimentali e non della protagonista avranno una conclusione.
In tredici libri, infatti, quella che era partita come una saga sulla convivenza tra umani e vampiri nella Luoisiana razzista è diventata un'epopea ricca di personaggi fantastici e trame e sottotrame intrecciate nel modo più vario, tanto che, a mio parere personale, la qualità è parecchio scesa e ciò che spinge principalmente alla lettura di ogni nuovo capito è il desiderio di sapere finalmente come andrà a finire e se tutti i nodi verranno al pettine (potremmo fare la stessa critica anche alla serie tv, a essere onesti).
Inutile dire che il pubblico femminile della saga è particolarmente interessato a sapere se la tormentata storia d'amore tra Sookie e il vampiro Eric avrà una felice conclusione, e questo vale soprattutto per le fan del telefilm che hanno perso la testa per il fascino nordico di Alexander Skarsgård (eh...), oppure se sono destinati a tornare in auge il primo amore Bill Compton o il fedele mutaforma Sam.
Sapete che sono assolutamente contraria agli spoiler quindi lascerò che leggiate la conclusione con i vostri occhietti, sappiate però che le fan d'oltreoceano sono rimaste parecchio deluse dall'epilogo, motivo che ha incentivato l'autrice a pubblicare l'appendice aggiuntiva.


Le nostre recensioni di Finché non cala il buio
L'articolo sulla Prima Stagione di True Blood

Scheda del libro 
Nella città di Bon Temps ci sono segreti che minacciano le persone più vicine a Sookie, e che potrebbero annientare il suo cuore…
La sua relazione con Eric Northman non è più così ben definita. Lui e i suoi vampiri si stanno tenendo a distanza… e mantengono un gelido silenzio. E quando ne scopre il motivo, Sookie ne è devastata.
Poi uno sconvolgente omicidio scuote Bon Temps, e Sookie viene arrestata come colpevole. Le prove contro di lei sono però deboli, e riesce a uscire su cauzione. Indagando sull’omicidio, scoprirà che quella che sembra la verità a Bon Temps è soltanto una comoda menzogna. Che quanto passa per giustizia è più che altro sangue versato. E che ciò che passa per amore non è mai sufficiente.

  • Titolo: Morti per sempre
  • Titolo originale: Dead ever after
  • Autore: Charlaine Harris
  • Editore: Delos books
  • Collana: Odissea Paranormal
  • Data di Pubblicazione: 25 giugno 2013
  • ISBN-13: 9788865304075
  • Pagine: 320
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - Euro 16,90


Il Ciclo di Sookie Stackhouse (The Southern Vampire Mysteries)
1 - Finché non cala il buio (Delos, 10/2007);
2 - Morti viventi a Dallas (Delos, 04/2008);
3 -Il club dei morti (Delos, 09/2008);
4 - Morto per il mondo (Delos, 03/2009);
5 - Morto stecchito (Delos, 09/2009);
6 - Decisamente morto (Delos, 11/2009);
7 - Morti tutti insieme (Delos, 02/2010);
8 - Di morto in peggio (Delos, 06/2010);
9 - Morto e spacciato (Delos, 10/2010);
10 - Morto in famiglia (Delos, 01/2011);
11 - Resa dei conti mortale (Delos, 07/2011);
12 - A un punto morto(Delos, 06/2012);
13 - Morti per sempre (Delos. 06/2013);
13.5 - After Dead: What Came Next in the World of Sookie Stackhouse (uscita USA ottobre 2013)

Il booktrailer dell'edizione americana

13 ottobre 2012

Un anno nella città lineare - Paul Di Filippo

Come può esistere una città apparentemente infinita?
Come vive la gente? Come è fatto il mondo?
Cosa c'è al di là dei confini?
Non ci sono spiegazioni.
Semplicemente esiste.
La logica distorta che risiede alla base dell'ambientazione di questo incredibile romanzo è costruita con una tale precisione da portare il lettore a concludere che si tratti veramente dell'ordine naturale delle cose...

Recensione

Paul Di Filippo è decisamente una delle menti più fantasiose in circolazione. Quando riesce a tradurre le sue immagini mentali in parole, sa anche essere un ottimo scrittore. Peccato non riesca sempre.
La fantascienza - molto più del fantasy, mi si conceda - è essenzialmente la capacità di immaginare nuovi mondi, nuove realtà, nuove infinite possibilità.

Di Filippo lo sa bene, e su questa sola idea ha costruito questo breve romanzo: un mondo piatto, un'unica infinita città attraversato da un'altrettanto infinita strada. Sopra i tetti, due soli: uno giornaliero, l'altro stagionale. E oltre i confini, come sempre, l'innominabile, l'indagabile: l'oltretomba, il regno della morte, l'aldilà. Proprio da queste terre oltre confine giungono i mostruosi o affascinanti Accompagnatori, incaricati di portare le anime dei morti.

Lo sa bene anche Diego Patchen, protagonista del romanzo e autore di un singolare genere, la "narrativa cosmologica": altro non sarebbe che la fantascienza, o almeno, così come la intende lo stesso Di Filippo. Chiuso nel suo mondo infinito e senza tempo, Diego immagina nuovi mondi alternativi, cercando e poi trovando il successo.
Le idee ci sono, e sono anche parecchio affascinanti. A mancare del tutto è la storia. La trama è inconsistente, priva di un filo conduttore, di una direzione, il finale pare affrettato, messo lì a chiudere una storia che non è mai stata tale.

Provaci ancora, Paul.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Un anno nella città lineare
  • Titolo originale: A Year In The Linear City
  • Autore: Paul Di Filippo
  • Traduttore: R. Chiavini
  • Editore: Delos Books
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Collana: Odissea
  • ISBN-13: 9788895724164
  • Pagine: 119
  • Formato - Prezzo: Brossura - 9,00 Euro

3 agosto 2012

Infoguerra - Cory Doctorow

Si dice che già oggi copiare illegalmente un'opera protetta da copyright possa costare una condanna più severa di una rapina a mano armata. Nel futuro, la tecnologia permetterà di usare "stampanti" per creare oggetti fisici e far "crescere" dal nulla interi edifici.
Apparentemente progressi che dovrebbero essere patrimonio dell'umanità, ma nei fatti patrimonio intellettuale che non può essere usato senza autorizzazione.
Quando la Città, fiera della sua indipendenza e trasformata dai suoi abitanti in paradiso tecnologico, oserà sfidare questo stato di cose, i "poteri forti" decideranno di mettere in atto la protezione dei propri copyright nel modo più duro. Sarà guerra. Sarà assedio, spietato, brutale.
E la vita spensierata di Valentine, innocente ragazzina di tredici anni abituata a una vita di frivolezze, si trasformerà giorno dopo giorno, pezzo per pezzo, in un inferno sempre più disumano.

Recensione

Fresco dello straordinario successo di Little Brother, Cory Doctorow riprova con un breve romanzo young adult, che ripropone, forse ancora più tetre, le sue visioni pessimiste del futuro.

Da sempre impegnato sul fronte dei diritti digitali, Doctorow propone una lettura estremizzata di uno scontro già in corso, sebbene relegato al mondo virtuale: quello tra i poteri forti, detentori del copyright, e i liberi cittadini, utenti.

A narrare, in prima persona, è la tredicenne Valentine - la sua vita viene sconvolta con lo scoppio improvviso e non annunciato della guerra, catapultandola da una realtà da sogno, in cui, grazie alle stampanti 3D, era possibile esaudire ogni desiderio, a un incubo crudo, che non manca di tingersi di connotazioni horror. Secondo un copione piuttosto ovvio, sarà la ragazzina l'ago della bilancia: ancora una volta, Doctorow contrappone al suo crudo pessimismo una sconfinata fiducia nelle nuove generazioni.

L'idea è molto interessante, il suo sviluppo però non è all'altezza. Il formato del romanzo breve non soddisfa pienamente: lo sfondo rimarrà troppo vago (impossibile dire qualcosa di preciso sull'ambientazione geografica e temporale), il ritmo è schizofrenico, con salti temporali eccessivi, e un finale affrettato.

A lasciarmi molto stupito è soprattutto la scelta di una pennellata horror: come se gli orrori della guerra non fossero già abbastanza (e c'è da dire che Doctorow è bravo a mostrare l'assoluta evanescenza delle apparentemente comode e sicure certezze moderne), compaiono sulla scena gli zombie. Una scelta incredibilmente banale e narrativamente debole, che nel tentativo plausibile di avvicinare il pubblico più giovane toglie però credibilità al tutto.

Provaci ancora, Cory, ma lascia stare gli zombie. La realtà quotidiana sa essere comunque spaventosa.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Infoguerra
  • Titolo originale: After The Siege
  • Autore: Cory Doctorow
  • Traduttore: L. Volpino
  • Editore: Delos Books
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • Collana: Odissea
  • ISBN-13: 9788865301906
  • Pagine: 109
  • Formato - Prezzo: Brossura - 7,80 Euro

28 giugno 2012

Intervista a Clelia Farris, autrice di "La giustizia di Iside"

L'autrice

Clelia Farris è nata a Cagliari nel 1967, dove si è laureata in psicologia con una tesi di epistemologia. Nel 2004 ha vinto il premio letterario Fantascienza.com con l’acclamato romanzo Rupes Recta, giunto alla seconda ristampa. Ha pubblicato diversi racconti su Fantasy Magazine e Robot e nel 2009 ha ottenuto con il presente romanzo un nuovo prestigioso riconoscimento vincendo la prima edizione del Premio Odissea con Nessun uomo è mio fratello. Con La pesatura dell'anima ha vinto il premio Kipple.



Il libro

In un Egitto sospeso tra culto dei morti, religione isiaca, trasformazioni genetiche di vegetali e animali, e una rivoluzione, politica ed ecologica, si innestano le vicende dei Sette, una squadra di poliziotti che, grazie a un accordo con i Giudici dei Morti, può scambiare l'anima di un assassino con l'anima della vittima, e ottenere che quest'ultima resusciti. Ma perché questo avvenga, occorre che tutti i componenti della squadra si riuniscano nel serdab.
Menes, uno dei Sette, è ucciso in un bagno pubblico dismesso. Il capitano che comanda la squadra chiama Naïma a sostituirlo.
Naïma è un Occhio di Horo, un detective che si occupa di delitti comuni. Per obbedire al superiore, è costretta ad abbandonare la caccia a un assassino che uccide dissanguando le sue vittime, e ne tumula il corpo in modo insolito: una piramide di fogli bianchi, un violoncello, una lastra di cristallo.
Nel corso delle indagini, i Sette si troveranno ad affrontare il Mare-di-Sotto, una regione sotterranea popolata da creature mostruose, originate da dissennati accoppiamenti pre-rivoluzione tra geni di pesci, di alghe e di esseri umani. E scopriranno che non tutti i resuscitati sono felici di essere ritornati in vita.
Naïma infine riuscirà a risolvere i suoi casi e a scoprire chi ha ucciso Menes, ma il prezzo da pagare sarà alto.



L'intervista



1. Il tuo è uno dei nomi della “nuova fantascienza italiana”. Con all’attivo quattro romanzi in questo genere narrativo, in che misura ti senti (o non ti senti) parte di un “movimento”? In quanto scrittrice come reputi l’attuale panorama della fantascienza italiana?

Sono sarda,  i sardi non si sentono mai parte di qualcosa e io non faccio eccezione. Come lettrice seguo la fantascienza italiana, come scrittrice non mi  immergo  nella corrente, anche perché l’orientamento attuale prescrive storie ambientate in Italia, e io non lo faccio, propone scenari neo-cyberpunk, e io tratto l’informatica come un aspetto marginale del futuro. Questo non significa che non apprezzi gli autori italiani. Abbiamo una creatività differente, che muove da modelli diversi. 


2. Com’è nata la passione per la fantascienza? Oltre a essere una scrittrice di fantascienza, sei anche un’appassionata lettrice di fantascienza? Quali sono, se ci sono, i tuoi modelli e le tue letture fondamentali in questo campo?

Penso che sia la fantascienza ad avere passione per me. Sono stata scelta. I modelli sono gli scrittori classici. Da bambina apprezzavo i racconti di Asimov, da adulta credo che l’Autore per eccellenza sia Lem, pur con alcune cadute in libri noiosissimi e intellettuali. Devo dire che, di recente, ho riletto Ursula Le Guin e mi sono accorta di essere stata  influenzata dalla sua scrittura più di quanto non credessi.


3. Fantascienza o meno, è certo che i tuoi due romanzi pubblicati per la Kipple, La pesatura dell’anima e il recente La giustizia di Iside con la loro singolare ambientazione in un Egitto ucronico sfuggono a qualunque definizione forzata; com’è nata la scelta di questa ambientazione?

Grazie, sfuggire alle etichette mi viene spontaneo. Qualcuno mi ha detto che questo costituisce anche il mio handicap: gli esseri umani, in genere, prediligono il noto e il già visto, travestiti da novità. Be’, non ci posso fare niente. Volevo un’ambientazione mediterranea, e mi piacciono i luoghi caldi e desertici. L’antico Egitto, col suo culto dei morti, era perfetto per ricamarci sopra qualcosa di nuovo. Uno scenario presente nell’immaginario collettivo, ma trasformato dalla mia fantasia.


4. Uno dei pregi di questi due romanzi è sicuramente la cura del dettaglio e dell’ambientazione. In che modo ti sei documentata nell’elaborazione dello scenario? Di quali strumenti ti sei servita? E in che misura ha contribuito alla redazione dei due romanzi?

Ho cercato testi sull’antico Egitto, ce ne sono in grande quantità, per mia fortuna: traduzioni e analisi di papiri del museo di Torino, lavori sulla mitologia, sul complesso viaggio notturno di Rā e sulla vita quotidiana del popolo. H o trovato perfino un breve dizionario che traduce alcuni geroglifici. E ho scoperto che la storia del faraone che sposa la propria sorella è falsa; l’analisi recente dei papiri ha evidenziato che i termini “sorella” e “fratello” erano usati in modo affettuoso verso persone a cui si era legati da un sentimento forte, senza implicare una effettiva parentela di sangue. Curiosamente, internet l’ho usato poco; giusto per orientarmi nella ricerca bibliografica, ho ritenuto che i libri fossero più autorevoli.
Naturalmente lo studio storico mi è servito per aiutare la fantasia, non volevo riprodurre l’antico Egitto, volevo solo ispirarmi.


5. La protagonista, Naïma, può vantare un interessante e ben curato profilo psicologico. Sicuramente molto si deve alle tecniche di scrittura, ma quanto è frutto delle esperienze di vita? Ti rivedi in Naïma, o magari lentamente avete finito con il convergere?

Dal punto di vista del carattere sono più vicina a Sadou. Le somiglianze tra me e Naïma sono davvero poche, a parte forse una certa simpatia per il rum. In lei, fin da giovane, c’è un’inquietudine esistenziale che la fa sentire fuori posto nel mondo, una caratteristica positiva, perché può condurre a modificare la realtà in cui si vive, rifiutando di accettare in modo passivo lo stato delle cose. Naima si è scontrata con il potere e questo ha mandato in cortocircuito la sua energia, facendola precipitare  in uno stato di “sospensione emotiva”, di raffreddamento interiore, che è molto simile a ciò che vivono i Sette; tuttavia proprio l’esperienza del serdab le darà lo choc benefico che le consentirà di “resuscitare”.


6. Un particolare che mi ha colpito molto è la riappacificazione tra la tecnologia artificiale e la vita biologica; al di là delle necessità narrative, che vogliono una tecnologia “antica” e naturale, credi sia possibile andare incontro a simili forme di sviluppo sostenibile?

Da quel che leggo, mi pare che la ricerca si stia avviando verso una forma di tecno- biologia; batteri che distruggono la plastica, piante che purificano l’acqua e batterie vegetali appartengono già al nostro mondo, il punto è l ’economia, così com’è strutturata oggi, ci consentirà il passaggio a questa tecnologia? Purtroppo la convenienza di pochi viene prima della razionalità dell’approccio ecologico allo sviluppo mondiale. Per esempio, il fatto che si continui a produrre carta dalla cellulosa degli alberi, quando il tempo ci ha provato che dal lino (tanto per restare nelle Due Terre) si ottiene una carta più duratura e resistente, è uno dei segni della potenza dell’economia.


7. Una curiosità che non posso tacere: mi ha sorpreso scoprire che La giustizia di Iside non è il seguito de La pesatura dell’anima, quanto piuttosto una variazione sul tema. Cosa ti ha spinto verso questa scelta? Certo l’ambientazione delle Due Terre permette nuove storie: vi farai ritorno in futuro?

È stata una scelta inevitabile. Non potevo fare un seguito, non potevo neppure scrivere un antefatto, perché prima di ciò che accade nella Pesatura dell’anima, Naïma non faceva parte dei Sette, quindi mi sarei persa uno dei personaggi cardine. La musica mi è venuta in soccorso, come sempre. Mi sono detta: visto che vuoi suonare la stessa melodia, perché non farci delle variazioni? Improvvisa e vedi cosa ti riesce.
È vero, si potrebbero ambientare nuove storie nelle Due Terre, anche storie in cui i Sette rivestono un aspetto marginale, ma al momento sono concentrata su altre cose. Però mai dire mai…


8. Ancora sulle Due Terre: ho adorato, nonostante qualche difficoltà, il dialetto di Dendera. Che tipo di lavoro linguistico c’è dietro?

Mi sono concentrata più sul suono delle parole che non sul significato, volevo che il lettore ne intuisse il senso senza aver bisogno di un dizionario. Un po’ quello che succede quando si tenta di spiegare qualcosa a uno straniero, mischiando e storpiando parole della nostra e della sua lingua.
Io non sono uno che sale in bigoncia, ecco. Sfriso e mestico le parole in modo scozzonato,mi zurla assai ciarmare i pinchi e spaginare la loro grammatica.
Ops, Sirah non ha resistito a dire la sua. Quando ha iniziato a parlare in questa buffa maniera l’ho assecondato. Nella Giustizia di Iside, così come nella Pesatura dell’anima, visto che uso molti termini insoliti (ma non più di quelli inglesi che si trovano nella nostra lingua), ho sentito l’esigenza di mettere un glossario. Mi dispiace che abbia trovato difficoltà col dialetto, però non me la sono sentita di includere una traduzione anche per quello, gli avrebbe tolto fascino.


9. Tema centrale dei due romanzi è la riflessione sulle forme di giustizia, a partire dalla pena di morte, ne vuoi parlare?

La morte violenta appare sempre ingiusta ma anche lo scambio delle anime, l’anima dell’assassino in cambio di quella della sua vittima, poggia su una morte violenta e tutta questa violenza non ripristina lo stato delle cose. La Rivoluzione è convinta di aver trovato la giustizia perfetta ma la verità è che per le vittime non c’è mai vera giustizia. E i Ritornati ne sono la prova.


10. Domanda di rito: cos’è per te la scrittura? Quando hai cominciato a scrivere, e soprattutto, quando hai pensato di cercare la pubblicazione?

Più che scrittrice mi sento narratrice, e scrivere mi consente di raccontare le storie che mi piacciono. Nel 2000, forse perché ero annoiata e insoddisfatta di tante cose, ho scritto il primo romanzo, Quasar. Era un ibrido, poteva passare sia per una storia di fantascienza che per un fantasy (un po’ particolare, come fantasy, ma c’erano degli elementi di magia) e ho provato a mandarlo alle case editrici che pubblicavano questi generi, senza alcun risultato. Nel 2003 ho scritto Rupes Recta e l’ho mandato al concorso di Fantascienza.com.


11. Con quattro romanzi pubblicati puoi già vantare tre premi vinti: in che misura i riconoscimenti ottenuti hanno modificato, se l’hanno fatto, il tuo rapporto con la scrittura e la pubblicazione?

I premi mi hanno permesso di essere pubblicata, ma essere pubblicata non mi dà alcuna certezza di poterlo essere ancora in futuro. Questo è lo stato della fantascienza in Italia. Purtroppo l’editoria italiana attuale è pronta ad accettare qualunque idea o immaginario provenienti dall’estero, sottovalutando la produzione locale. Credo però che sia solo una situazione momentanea, gli scrittori italiani di fantascienza hanno i toni, le idee e lo stile giusto per imporsi al pari degli stranieri.


12. Cosa puoi dirci della tua esperienza editoriale?

Per mia fortuna ho pubblicato con due editori di cui non mi posso lamentare. Tuttavia si pubblicano davvero molti, forse troppi, libri in Italia ed è difficile emergere.


13. Internet oggi ha un ruolo sempre più grande nel mondo della scrittura e della lettura, amplificando la pubblicità e connettendo in maniera diretta scrittore e lettore. Qual è il tuo rapporto con il web?

Un rapporto da voyeur. Sbircio a destra e a manca, seguo alcuni siti con una certa assiduità, leggo recensioni, mi appunto qualche libro interessante, ma intervengo pochissimo, per non dire quasi mai.
Ritengo che internet possa essere davvero utile per la diffusione delle informazioni. Io stessa leggo recensioni di libri che non conosco e mi dico: ah, però, vedi, questo lo voglio proprio leggere.


14. Abbiamo quasi finito. Ultima domanda di rito: progetti per il futuro? Continuerai a spaziare nell’ampio genere della fantascienza, o magari tenterai con un altro genere?

La fantascienza a me dà una libertà di espressione che non trovo in altri generi, credo che sarebbe controproducente abbandonarla. E poi ci sono ancora molte contaminazioni da provare. Al momento sto tentando di scrivere qualcosa con venature horror.


15. Concludiamo l’intervista con una domanda aperta: lascia un messaggio ai nostri lettori, un consiglio, una raccomandazione…

Più che un consiglio, un suggerimento: lasciatevi stupire.

23 marzo 2012

La trilogia Steampunk - Paul Di Filippo

Cos'è accaduto alla regina d'Inghilterra? È realmente lei la creatura dagli strani appetiti che da qualche tempo siede sul trono dell'Impero Britannico? Da dove vengono i mostri dell'abisso lovecraftiano che minacciano il Massachusetts? In quale curiosa epoca sono stati condotti i poeti amanti Walt Whitman ed Emily Dickinson? Tra i tanti sottogeneri del fantastico, della fantascienza e del fantasy, lo steampunk è uno dei più affascinanti, con i suoi scenari vittoriani, con le sue straordinarie tecnologie senza elettronica ed elettricità basate su ingranaggi e motori a vapore.
Tra i pionieri del genere, che annoverano nomi come Tim Powers, William Gibson, Bruce Sterling e Alan Moore con la sua Lega degli Uomini Straordinari, un posto particolare spetta a Paul Di Filippo, primo a usare il termine steampunk in un titolo proprio con il presente libro. Tre storie ambientate nel diciannovesimo secolo, in una girandola di avventure narrate con l'arguzia e il consueto filo d'ironia che caratterizzano questo autore.

Recensione

Se vi aspettate aeronavi, tecnologie avanzatissime alimentate a vapore, protesi robotiche e quant'altro, questo libro non fa per voi.

Lo steampunk è un adorabile sottogenere che vede l'introduzione di una tecnologia avanzata in un contesto storico passato; un'ambientazione che si è arricchita di immagini e luoghi comuni grazie alla più recente narrativa occidentale, agli anime giapponesi e anche ai videogiochi.

Paul Di Filippo, che pure usa - per la prima volta - il termine inserendolo nel titolo di un'opera, mostra di intendere lo steampunk in modo completamente differente; secondo modalità del tutto simili alla redazione dell'antologia-manifesto del cyberpunk Mirrorshades, questo nuovo genere è innanzitutto un'operazione metaletteraria.

Con i suoi tre romanzi brevi, questa trilogia steampunk omaggia tre momenti letterari, artistici e culturali dell'epoca vittoriana, ricalcandone lo stile letterario, riproducendo la forma mentis dell'epoca, in un complesso di citazioni esibite e nascoste che arricchiscono la pagina e che non smettono mai di sorprendere.

Se in Vittoria l'ambientazione è quella classica, l'Inghilterra appunto vittoriana, e l'introduzione del fantastico si limita alla creazione di un ibrido umano-animale, secondo i gusti dell'epoca e con dosi abbondanti di ironia, nel lungo racconto successivo, Ottentotti, l'autore sapientemente mescola questioni allora scientifiche, come la superiorità razziale, con ambientazioni che si potrebbe definire "fantastoriche", con congiure di antichi ordini di cavalieri, feticci magici, e così via, spostando l'azione nell'America puritana, in un gioco di riflessi tra i nuovi Stati Uniti e la vecchia madre patria europea.

Il vero capolavoro è però l'ultimo racconto, Walt ed Emily, i cui protagonisti sono i poeti Walt Whitman ed Emily Dickinson: più delle avventure prettamente fantastiche che li vedono protagonisti, a sorprendere davvero il lettore è la plausibilità di un incontro che storicamente mai avvenne. Eppure è questo il racconto più visionario, in cui il presunto viaggio dei due poeti nelle vaste terre dell'Aldilà ha il sapore delle visioni più deliranti di Lovecraft.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La trilogia Steampunk
  • Titolo originale: The Steampunk Trilogy
  • Autore: Paul Di Filippo
  • Traduttore: S. Proietti
  • Editore: Delos Books
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • Collana: Odissea
  • ISBN-13: 9788865301746
  • Pagine: 318
  • Formato - Prezzo: Brossura - 14,90 Euro

13 marzo 2011

Universo distorto - Charles Stross

In questo straordinario romanzo di storia alternativa, Charles Stross prende le tradizionali tensioni della Guerra Fredda e le stiracchia e distorce per adattarle a una Terra Piatta dove l'emergere di nuovi continenti spinge a un colonialismo competitivo. Quando i coloni si imbattono in rovine radioattive vecchie di mille anni e creature velenose simili alle termiti che dimostrano straordinari livelli di intelligenza, la vera natura di questo mondo modificato lentamente emerge alla luce.



Recensione

Sono ben lieto di andare contro tendenza, nel ritenere questo lungo racconto (o breve romanzo) un piccolo gioiello della narrativa sci-fi. I pochi commenti che si trovano sono tutti negativi: la trama è confusionaria, si dice, affollata di troppe idee, e il finale è brutto e inutile. Io non condivido né la prima né la seconda delle affermazioni.

Innanzitutto, la grande varietà di idee non è affatto un punto debole, anzi. Ciò che risulta assolutamente originale è proprio la contaminazione di generi che, certo, hanno una certa distanza reciproca: ucronia, space opera, fantapolitica. Soprattutto quest'ultima: quando il nostro mondo, i nostri continenti vengono spellati e incollati su un ignoto mondo piatto, sono gli anni sessanta. Siamo in piena guerra fredda, e la trama verte in particolar modo sulla lotta tra le due potenze mondiali. Riuscita, poi, mi sembra la sfida di aver usato personaggi realmente esistenti.

E per il lato prettamente sci-fi, anche qui non mancano le novità: a ben vedere, c'è una sottotrama che fa molto 2001: Odissea nello spazio, per il ricorso ad una ignota e supposta divinità aliena galattica, forse causa dello spostamento del nostro mondo. Il che, tra l'altro, non è nuovo in Stross (nel dittico Singularity Sky - Iron Sunrise c'è una super intelligenza artificiale che si erge ad essere semidivino e che sposta tutti gli umani dal pianeta Terra in altri pianeti).

Il finale non è da meno: ma se vi aspettate una spiegazione chiara ed elementare ai principali quesiti, vi sbagliate di grosso e fareste meglio a cambiare lettura.

Certo, ci sono così tante idee che non sarebbe stato male approfondirle ulteriormente; c'è abbastanza materiale per un romanzo e anche due. Ma l'autore così ha scelto, e ci dobbiamo accontentare.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Universo distorto
  • Titolo originale: Missile Gap
  • Autore: Charles Stross
  • Traduttore: R. Chiavini
  • Editore: Delos Books
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Collana: Odissea fantascienza
  • ISBN-13: 9788895724065
  • Pagine: 132
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro

26 ottobre 2009

Il club dei morti - Charlaine Harris

C'è soltanto un vampiro con cui Sookie Stackhouse abbia dei rapporti (almeno volontariamente), e si tratta di Bill. Di recente, però, lui si è mostrato un po' distaccato, distante... addirittura se n'è andato in un altro Stato ed è irreperibile. Eric, il sinistro e sensuale capo di Sookie, ha qualche idea di dove possa essere, e prima ancora di rendersene conto, Sookie si ritrova spedita a Jackson, nel Mississippi, per mescolarsi alle creature del sottobosco urbano non umano che frequentano il Club Dead, un localino pericoloso dove i membri dell'elitistica società dei vampiri possono andare a svagarsi e a succhiare un po' di sangue di gruppo zero. Quando alla fine riesce a trovare Bill... sorpreso a commettere un grave atto di tradimento, Sookie però si trova indecisa se salvarlo o... cominciare ad appuntire qualche paletto.

Recensione

Terzo episodio della saga di Sookie Stackhouse, ora tema anche del telefilm True Blood trasmesso in Italia da Sky. Dopo la pessima esperienza con la traduzione italiana sperimentata con il secondo volume della serie, torno con soddisfazione alla lettura in lingua originale, che consiglio anche per la migliore scelta delle copertine da parte della casa editrice Ace, decisamente lontana dall'orripilante scelta da horror di quarta categoria adottata dall'editore italiano.

In questo nuovo capitolo la storia fra il vampiro Bill e la telepate Sookie arriva a una crisi e il bel vampiro sparisce misteriosamente dalla circolazione, con buona pace del lettore che ancora si interroga sul perché la protagonista si debba innamorare di un personaggio così grigio ed insipido, a parte naturalmente per le sue ineguagliabili prodezze fra le lenzuola. La ragazza si crogiola un po' nell'autocommiserazione (anche se ha i suoi buoni motivi visto che è il terzo libro di fila in cui viene riempita di botte a pagine alterne, confermando un certo sadismo dell'autrice), poi prende in mano la situazione e si lancia alla ricerca dell'amato. Il viaggio, che la porta fuori dai confini della sua piccola cittadina, è occasione per presentare nuovi personaggi interessanti, tra i quali l'aitante e gentile lupo mannaro Alcide e nientemeno che il re dei vampiri del Mississipi.

Sookie si conferma un'ottima protagonista, oltre che un'involontaria calamita per i guai: una ragazza concreta, intelligente, determinata, non una wonder woman ma nemmeno un fiorellino sempre in attesa di essere protetto e salvato. Unica pecca, se vogliamo, è il fatto che sia sempre in perenne stato di eccitazione ormonale, più che una ventiseienne sembra un quattordicenne arrapato. Del resto la possiamo capire visto che la Harris non fa altro che circondarla di giovani, magari non proprio "vivi", ma tutti forti, muscolosi, incredibilmente belli e soprattutto immancabimente attratti dalla nostra. Si conferma il sospetto sorto nei libri precedenti che la scrittrice usi Sookie per dare sfogo a parecchi suoi sogni erotici.

Libro comunque scorrevole, con una buona trama e giusti colpi di scena, scritto con una certa ironia ma con qualche deviazione trash di troppo.

Dettagli del libro

  • Titolo: Il club dei morti
  • Titolo originale: Club Dead
  • Autore: Charlaine Harris
  • Traduttore: Guarnieri A.
  • Editore: Delos Books
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Collana: Odissea Vampiri
  • ISBN-13: 9788895724270
  • Pagine: 300
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 15.90
 

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