31 luglio 2014

La classifica dei libri più venduti dal 21 al 27 luglio

Agosto alle porte implica un rallentamento delle nuove uscite in libreria e un'inevitabile impennata dei libri cosiddetti "da spiaggia": gialli di largo consumo o consolidati bestseller che popolano le librerie di aeroporti e stazioni attirando l'attenzione dei viaggiatori alla ricerca di un acquisto last minute che possa tener compagnia durante le vacanze.
Si spiega così, almeno in parte, la monotonia della classifica dei libri più venduti che, per l'ennesima settimana consecutiva, vede spadroneggiare polizieschi e mystery di ogni tipo, tutti di autori italiani che almeno in questo genere resistono senza problemi alla concorrenza straniera. I nuovi romanzi di Camilleri, Simoni, De Giovanni e Carofiglio, insieme alla consueta raccolta Sellerio Vacanze in giallo, occupano stabilmente le prime posizioni, con Carofiglio che questa settimana riconquista la testa del podio.
Archiviata la parentesi Shadowhunters. Città del fuoco celeste, già scivolato oltre i primi dieci, resta a contendersi il podio con i giallisti il fortunatissimo Storia di una ladra di libri di Markus Zusak, che nelle ultime settimane sembrava aver perso un po' di appeal ma ora ritorna deciso al secondo posto.
Di novità, come abbiamo detto, non possiamo parlare: a parte l'ultimo Coelho, ormai uscito da un paio di mesi, e il buon John Green, nelle librerie dall'anno scorso ma rilanciato dall'arrivo del film tratto da Colpa delle stelle, sono i premi letterari a riportare in auge romanzi non recentissimi come Il Cardellino della Tartt, vincitore del Pulitzer in aprile, e Il desiderio di essere come tutti di Piccolo, appena premiato con lo Strega.
Se siete interessati vi ricordiamo le nostre recensioni di Storia di una ladra di libri, Colpa delle Stelle, Il desiderio di essere come tutti e Il Cardellino.


Il libro più venduto:

Un buon investigatore deve essere capace di costruire una storia, immaginare che cosa è successo prima e dopo il crimine, come in un romanzo. Poi, costruita la storia, deve andare in cerca di ciò che la conferma e la contraddice. Così pensa il maresciallo dei carabinieri Pietro Fenoglio, piemontese trapiantato a Bari, che si trova a indagare su un omicidio dove tutto appare troppo chiaro fin dall'inizio. Non fosse che al principale sospettato, su cui si concentra ogni indizio, mancava qualsiasi movente per commettere il delitto. In un folgorante romanzo breve, Gianrico Carofiglio orchestra una storia perfetta e dà vita a un nuovo personaggio: malinconico e lieve, verissimo, indimenticabile.

  • Titolo: Una mutevole verità
  • Autore: Gianrico Carofiglio
  • Editore: Einaudi
  • ISBN-13: 9788806220525
  • Pagine: 128
  • Prezzo: 12,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Storia di una ladra di libri - Mark Zusak (Frassinelli - euro 16,90)
    3. La piramide di fango - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 14,00)
    4. Colpa delle Stelle - John Green (Rizzoli - euro 16,00)
    5. Vacanze in giallo - AA.VV. (Sellerio - euro 14,00)
    6. Adulterio - Paulo Coelho (Bompiani - euro 18,00)
    7. In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi - Maurizio De Giovanni (Einaudi - euro 19,50)
    8. Il desiderio di essere come tutti - Francesco Piccolo (Einaudi - euro 18,00)
    8. Il cardellino - Donna Tartt (Rizzoli- euro 20,00)
    10. L'abbazia dei cento peccati - Marcello Simoni (Newton Compton - euro 9,90)
    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    30 luglio 2014

    Amabili resti - Alice Sebold

    Susie è stata assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. È stata adescata da quest'uomo dall'aria perbene, che la stupra, poi fa a pezzi il cadavere e nasconde i resti in cantina. Il racconto è affidato alla voce di Susie, che dopo la morte narra dal suo cielo la vicenda con inedito effetto straniante. Il libro procede avvincente come un giallo: vogliamo sapere chi l'ha uccisa, cosa fa l'assassino, come avanzano le indagini, come reagisce la famiglia. Ed è Susie che ci racconta tutto questo, aumentando così la nostra partecipazione emotiva. Lei "fa il tifo" per suo padre quando, opponendosi alla svolta che hanno prese le indagini della polizia, capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca d'incastrarlo. Un romanzo che commuove senza mai indulgere a sentimentalismi. Le vite dei genitori, dei fratelli e degli amici di Susie, spezzate dalla sua tragica scomparsa, vengono raccontate con lo spirito allegro e senza compromessi dell'adolescenza. E Susie aiuterà tutti, i lettori per primi, a riconciliarsi con il dolore del mondo.

    Recensione

    Ci sono almeno due versi per cui si può prendere questo romanzo.
    Uno è considerarlo un libro per adulti, lamentando il buonismo di cui è pervaso nonostante la spaventosa (e attualissima) tragedia che vi si narra, bocciando la scrittura abbastanza semplicistica, condannando il tentativo dell'autrice di strafare e soprattutto il finale poco azzeccato.
    L'altra è considerarlo un libro per ragazzi che, invece di bendar loro gli occhi edulcorando i temi forti, li mette di fronte al fatto che esistono degli adulti mostruosi capaci di stuprare, uccidere e fare a pezzi una quattordicenne con ancora tutta la vita davanti; che ci sono perdite che possono devastare una famiglia; che i genitori non sono perfetti e che un trauma può spingere una madre e moglie amorevole a fuggire dai problemi abbandonando il marito a pezzi e due figli ancora piccoli; che un serial killer possa andarsene in giro indisturbato continuando a indossare la sua maschera da persona perbene. Ma insegna anche che la vita può continuare persino dopo una simile perdita; che ci sono cose che rimangono per sempre, come un primo bacio scambiato davanti agli armadietti della scuola o il desiderio impossibile che ne seguano altri; che una tragedia può dividere ma anche unire; che forse, in qualche modo, le persone amate che ci hanno lasciato rimangono ancora con noi. Temi forti, come dicevo, trattati senza alcun pedagogismo e con una delicatezza tale da riuscire trasmettere qualcosa anche a un adulto disincantato.

    A narrare la propria storia è Susie Salmon, adescata in un campo di grano di ritorno da scuola, stuprata e infine uccisa da un insospettabile vicino di casa. L'anima di Susie, strappata al corpo fatto a pezzi e occultato per sempre in una discarica, continua a restare attaccata al mondo terreno, che osserva dal paradiso in cui si è ritrovata dopo la morte. Susie soffre per la disperazione dei familiari inconsolabili, patisce la mancanza di Ray, il ragazzino per cui aveva una cotta e a cui è riuscita a dare un solo bacio, osserva con invidia e affetto la sorella minore e la coetanea Ruth crescere e vivere le esperienze adolescenziali che lei, eternamente congelata all'età di quattordici anni, non potrà mai sperimentare. E guarda con rabbia il suo assassino, George Harvey, continuare a condurre la sua vita impunito.

    Amabili resti è un libro non privo di difetti. Alice Sebold parte con le migliori intenzioni, narrando una storia cruda senza farsi troppi scrupoli persino nel descrivere lo stupro dal punto di vista dell'indifesa vittima, poi, come pentita dell'eccessiva durezza, tenta di ristabilire una sorta di giustizia divina che raramente la realtà ci regala, e cade nello stucchevole che invece era riuscita abilmente a evitare nelle lunghe pagine dedicate al dolore dei vivi. Si storce un po' il naso anche innanzi all'infantilità del Cielo di Susie, un paradiso colorato che offre alla ragazzina una pallida imitazione delle piccole gioie della sua vita perduta, anche qui un tentativo di usare toni consolatori. Ma su questi difetti si può passare, se si accetta di chiudere un occhio e di lasciarsi trasportare dalle emozioni regalate da questa storia di violenza, lutto e amore raccontata con la flebile voce di una ragazzina innocente.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Amabili resti
    • Titolo originale: The Lovely Bones
    • Autore: Alice Sebold
    • Traduttore: C. Belliti
    • Editore: E/O
    • Data di Pubblicazione: 2012
    • Collana: Tascabili e/o
    • ISBN-13: 9788876419089
    • Pagine: 345
    • Formato - Prezzo: Brossura - 11.00 Euro

    28 luglio 2014

    Charles "Satana" Manson. Demitizzazione di un'icona satanica - Biancamaria Massaro

    Biancamaria Massaro non si limita a raccontarci chi è Charles Manson, ma ci prende per mano e ci porta a conoscere “i favolosi anni ’60″, il fermento della società americana della fine del decennio, i Beatles, la guerra del Vietnam, le comunità hippies, i “figli dei fiori”, tutti gli elementi che hanno creato un contesto unico nel quale l’influenza nefasta di Manson ha potuto manifestarsi, attirando nella sua ragnatela tanti giovani sbandati in cerca di una guida carismatica. Senza la concomitanza di tutti questi fattori, non sarebbe stato possibile trasformare Charles Manson in un mito che resiste ancora oggi.
    Ma perché “demitizzazione”?
    Come ben evidenziato dall’Autrice, il gruppo fondato da lui aveva le caratteristiche di una setta, ma con il satanismo non aveva assolutamente nulla a che fare.
    In breve, questo saggio rappresenta una pietra miliare per chiunque sia interessato alla figura di Manson, a chi fosse realmente, alla verità celata dietro le molteplici interpretazioni date anche da cosiddetti esperti della materia” e, come di ce lo stesso De Luca: La nuda e cruda verità, così come dovrebbe essere in ogni saggio criminologico che si rispetti. 

    Recensione

    Un saggio, esaustivo, ben articolato e scritto con proprietà che tratta non solo della biografia di Charles Manson, icona del Male, ma anche della rivoluzione culturale della società americana nel medesimo periodo.

    Le imprese criminali di Manson risalgono agli anni ’60 e pertanto i più giovani non lo conoscono o ne hanno sentito parlare superficialmente, più che altro in relazione all’omicidio di Sharon Tate, attrice incinta e moglie del regista Roman Polansky. Nella notte fra l’8 e il 9 agosto 1969, la villa presa in affitto dai coniugi Polansky, al numero 10050 di Cielo Drive a Los Angeles, fu presa d’assalto dalle setta di Manson. Oltre all’attrice vennero uccisi altri quattro ospiti.
    Questo non era il primo né sarebbe stato l’ultimo di una serie di omicidi compiuti dai componenti del gruppo di Manson, che tuttavia per lungo tempo non fu preso in considerazione come autore dei crimini. Per capire come ciò sia stato possibile, tenuto conto che era difficile che da una setta composta da tanti adepti –dove le donne erano più numerose degli uomini- non trapelasse qualche indiscrezione, bisogna considerare la situazione sociale dell’epoca. Siamo negli anni Sessanta e gli USA sono coinvolti in Asia nella guerra in Vietnam mentre in patria si assiste ad una contestazione sociale al grido di “fate l’amore e non la guerra”.
    Si formano gruppi di "figli dei fiori" che cercano modi di vita alternativi a quelli dei loro genitori, più a contatto con la natura e più indirizzati a una maggiore libertà sia di costumi che di spirito. Pertanto, inizialmente, anche quella di Manson sembrava una delle tante comunità hippie dedicate all’amore promiscuo e all’educazione congiunta dei figli. Fu solo in un secondo tempo che gli investigatori misero in relazione fra loro i vari omicidi e li collegarono, se pur tardivamente, a Manson.
    Questi  aveva già avuto dei precedenti penali in quanto ex carcerato, ma occorre considerare che essere stato in carcere, dove erano detenuti molti obiettori di coscienza e pacifisti, non era un fatto che producesse scandalo, ma quasi un titolo di merito fra i contestatori della società.
    Nonostante da giovane non avesse studiato, Manson aveva un’intelligenza superiore al normale e, dato il suo carisma, rafforzato dal desiderio di protagonismo, un harem di ragazze pronte a sacrificarsi per lui e fornirgli qualsiasi alibi di cui avesse necessità. I suoi adepti venivano sottratti alla strada e accolti in una comunità dove ricevevano testimonianze di affetto e le attenzioni di cui necessitavano. In pratica, quindi, erano tutti, chi più che meno, degli emarginati con alle spalle problemi familiari e di personalità. Il fatto che ci fosse chi si preoccupava di sottrarli alla strada era apprezzato dalle autorità, ancorché l’amore promiscuo non fosse ben visto dalla società americana.

    In una scala dei più grandi serial killer non è stata la setta di Manson, la cosiddetta Family, a macchiarsi del maggior numero di delitti. Tuttavia il processo contro il suo leader fu uno dei più reclamizzati, anche per gli interessi di carriera di Vincent Bugliosi che era il PM rappresentante l'accusa. Sussisteva il rischio che Manson, non avendo partecipato direttamente agli omicidi e difeso strenuamente dalle donne del suo harem, venisse prosciolto. Pertanto veniva volutamente dipinto nel peggior modo possibile e della sua Family veniva ventilato che si trattasse di una setta satanista, pur non avendone le caratteristiche, al fine di condizionare l’opinione pubblica.

    Quanto viene accennato è spiegato e documentato molto bene dall’autrice, cui va riconosciuta competenza, logica e visione d’insieme. Nonostante il saggio sia pieno di note e riferimenti tecnici, è scorrevole e di facile lettura.

    Giudizio:

    +4stelle+ (e mezzo)

    Dettagli del libro

    • Titolo: Charles "Satana" Manson - Demitizzazione di un'icona satanica
    • Autore: Biancamaria Massaro
    • Editore: Nero Press
    • Data di Pubblicazione: giugno 2014
    • Collana: Indagini
    • ISBN-13: 9788898739134
    • Pagine: 222
    • Formato - Prezzo: Brossura - 13,00 euro

    27 luglio 2014

    Novità librarie di agosto: alcune uscite da tenere sott'occhio

    Agosto è notoriamente il mese di vacanza, e anche le uscite in libreria si diradano. Appuntamento dunque meno corposo del solito, anche se non mancano i libri interessanti in uscita a fine mese.
    Ricordiamo come sempre che la selezione delle uscite segnalate è a cura di Sakura e Valetta e non vuole essere una sterile rassegna delle newsletter inviateci dalle case editrici quanto una panoramica soggettiva delle prossime pubblicazioni e ristampe più interessanti. Il box commenti resta naturalmente a disposizione di chi volesse segnalare altre uscite ai nostri lettori. Tutte le informazioni, non essendo definitive, possono essere suscettibili di variazione.



    In uscita per Mondadori una raccolta di storie brevi di Neil Gaiman, scrittore britannico conosciuto per American Gods, Stardust e Coraline, oltre che per la graphic novel Sandman. Einaudi raccoglie in unico volume una parte della produzione dell'eclettico Geoff Dyer. Feltrinelli ripropone un Saramago incompiuto accompagnato da uno scritto di Roberto Saviano, mentre Rizzoli pubblica un inedito Camilleri che stavolta parla di donne.


    Cose fragili di Neil Gaiman - Mondadori, Strade blu - 180 pagine, 17.00 Euro [cover italiana non disponibile]

    In questa raccolta Gaiman mescola la mitologia e la filosofia antica (non manca il club degli Epicurei) con i miti e l'umorismo più pop, per raccontare storie dove niente è come sembra e il lettore corre sempre il rischio di inciampare in qualche imprevisto, di imbattersi in qualche vecchia conoscenza (tornano ad esempio alcuni personaggi di American Gods).


    Il sesso nelle camere d'albergo di Geoff Dyer - Einaudi, Stile libero - 420 pagine, 20.00 Euro
    In uscita a fine agosto

    Venticinque anni di vita, ovvero venticinque anni di letture, ricordi, viaggi, incontri e disavventure. L'amore per una cantante indiana, con la voce da eterna ragazza, e quello per una donna bellissima intravista in un negozio; le camere d'albergo con il letto immenso e lo specchio a figura intera, che subito suscitano pensieri erotici; l'Algeria di Camus, che ormai esiste solo nei suoi libri e nel cuore di chi li ha letti. E l'Africa, raccontata dal genio spericolato di Kapuscinski... Con l'intelligenza del critico e la passione del narratore, Dyer ci attrae nel suo mondo, e ci dice che l'unico modo per capire e apprezzare la vita è essere curiosi, entusiasti e folli quanto basta.
    Geoff Dyer si è conquistato la devozione di un gruppo di attenti lettori grazie ai suoi insoliti romanzi, ma anche a una serie di opere difficilmente etichettabili: prima fra tutte, Natura morta con custodia di sax, un libro a metà tra il racconto e la riscrittura della vita dei grandi del jazz. Nel corso della sua lunga carriera Dyer ha firmato saggi brevi dedicati ai temi più diversi: fotografia, scultura, cinema, letteratura, ma anche scritti di natura vagamente autobiografica. Il sesso nelle camere d'albergo raccoglie una parte di questa sua sorprendente produzione.


    Donne di Andrea Camilleri - Rizzoli, Scala italiani - 224 pagine, 17.50 Euro
    In uscita il 27 agosto

    Sono storie d’amore, sono incontri di un istante, sono figure femminili indimenticabili. E non importa che siano realmente esistite – e magari frequentate nella Sicilia di tanti anni fa –, o che emergano da qualche capolavoro della letteratura. Il loro fascino rinasce in queste pagine in cui, insieme al maestro, sorridiamo, desideriamo e ci innamoriamo. Di Angelica, di Beatrice, di Carmela, di Helga, di Maria, di Zina... Dalla A alla Z. E pur di conquistarle l’uomo è pronto a tutto, anche andare in bicicletta mentre diluvia o venire malmenato da un lanciatore di coltelli; tutto per fare i conti con i temperamenti, le voglie segrete e i sogni, diversi per ogni donna, in letteratura come nella vita.


    Alabarde, alabarde di José Saramago - Feltrinelli, I Narratori - 112 pagine, 10.00 Euro
    In uscita il 27 agosto

    Artur Paz Semedo, impiegato di una storica fabbrica d’armi, le Produzioni Bellona S.A., e intenditore di film bellici, viene profondamente colpito da alcune commoventi immagini de L’Espoir, di André Malraux, cui assiste casualmente. La successiva lettura del libro, che pare già provocare un’impercettibile incrinatura nelle sue certezze di amante appassionato delle armi da fuoco, e, poco dopo, il suggerimento della ex moglie Felícia, una pacifista convinta, di investigare negli archivi dell’azienda per scoprire se le Produzioni Bellona S.A. abbiano mai venduto armamenti ai fascisti lo avviano verso un’avventura che purtroppo non sapremo, pur potendolo immaginare da fedeli lettori di José Saramago, fin dove lo avrebbe condotto. Alabarde, alabarde prometteva di essere un romanzo bellissimo e di grande attualità. Le armi, la guerra, l’economia, l’individuo, la politica sono i temi che il Nobel portoghese aveva urgenza di affrontare. Trama e personaggi erano strumenti che padroneggiava con magistrale destrezza. Tutto è lì, in queste pagine che ci ha lasciato c’è già tutto, tracciato con impeccabile perfezione, ma incompiuto.

    26 luglio 2014

    Il ricordo dell'amore - Aminatta Forna

    Cosa accomuna il dottor Kai Mansaray, brillante chirurgo dell’ospedale di Freetown, in Sierra Leone, ed Elias Cole, l’uomo morente a molti reparti di distanza? Cosa li ossessiona, li avvicina e allo stesso tempo li tiene lontani? Quando lo psicologo inglese Adrian Lockheart giunge in Africa per curare i traumi della guerra civile sierraleonese, inizia a svelare il legame tra i due uomini, fino a scoprire che l’amore può diventare causa di azioni terribili, le cui rovinose conseguenze si diffondono come cerchi nell’acqua. Una storia di amicizia, amore e guerra, in cui tre vite sono indissolubilmente legate dagli effetti indelebili del passato e da un amore ossessivo e devastante. Un romanzo che non è solo il drammatico resoconto di ciò che rimane dopo una delle più violente guerre civili della storia, ma che indaga, con una scrittura appassionata e arguta, i meccanismi della coscienza umana, il valore dei legami, dei ricordi e delle parole.

    Recensione

    La protagonista indiscussa di questo romanzo è la memoria: quella collettiva, trasfigurata nella Storia, e quella individuale, intesa come somma di esperienze personali la cui sedimentazione, interpretazione e selezione diventa parte integrante della personalità di ciascuno. La memoria non ha il carattere dell’oggettività, anzi è spesso frutto di rielaborazioni, più o meno consapevoli, che ne fanno un processo cognitivo ed emotivo intriso di soggettività: cosa ricordare e come ricordare dipendono, in altri termini, da bisogni profondi legati all’identità, alla desiderabilità sociale e al mantenimento dell’equilibrio psichico. Sembrano saperlo bene i personaggi del romanzo di Aminatta Forna le cui storie personali (fatte di amore, gelosia, abbandono, paura, morte, ambizione come quelle della maggior parte degli esseri umani) sono strettamente intrecciate con le vicende del loro paese: La Repubblica della Sierra Leone, uno Stato dell'Africa Occidentale, sulla costa dell'oceano Atlantico, teatro, dal 1991 al 2001, di una sanguinosa guerra civile svolta (come molte altre) tra il generale disinteresse dell’Occidente civile e democratico.

    Il fulcro da cui si dipanano tutte le vicende è Adrian Lockheart, uno psicologo londinese, specializzato nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress, che decide di prestare la sua opera professionale in Sierra Leone. Egli rappresenta l’elemento estraneo che deve superare l’egocentrismo culturale per comprendere quanto accade intorno a lui; la sua estraneità rispetto agli eventi politici accaduti nel paese, lo rende l’interlocutore privilegiato di Elias Cole, un uomo malato e prossimo alla morte che sente la necessità di rivivere, attraverso il racconto, il suo amore tormentato per Saffia; una storia d’amore il cui esito è strettamente connesso agli stravolgimenti avvenuti nel paese a metà degli anni sessanta.

    In modo del tutto casuale, Albert conosce anche il dottor Kai Mansaray, un chirurgo taciturno che usa il lavoro per combattere i suoi incubi e tenere a bada il ricordo di Nenebah, la donna di cui era profondamente innamorato prima dello scoppio della guerra civile nel 1991. Sia Elias sia Kai cercano di sfuggire ai ricordi che li tormentano smussandone le parti che ancora li feriscono, senza però grande successo perché gli eventi li costringeranno a fare i conti con il loro passato. Gli esiti non sono scontati: l’interpretazione dei fatti, per quanto erronea e falsa possa risultare, a lungo andare rischia di sostituire la verità e , anzi, in certi casi, può preservare l’equilibrio psichico. Non si tratta di un’assoluzione piena dei colpevoli e dei loro crimini; l’autrice, attraverso le parole di Albert, fa una distinzione netta tra chi ha gli strumenti cognitivi per svelare la trama di omissioni e occultamenti con cui si tenta di dare una veste rispettabile ai drammatici eventi del passato e coloro che, invece, si rifugiano nell’oblio rappresentato spesso dalla psicopatologia. Per i primi (in genere esponenti dell’élite intellettuale del Paese) non può esserci comprensione, ma solo disprezzo; per gli altri (contadini e donne analfabete, ex-bambini soldato) sono invece necessarie cure specialistiche poiché questi non sono in grado di elaborare a livello della coscienza le tragedie di cui sono stati esecutori o vittime e testimoni.

    Lo stile della narrazione trasmette una profonda rassegnazione che sembra caratterizzare i sierraleonesi. Gli europei presenti nel paese (soprattutto operatori di ONG) ne sono disturbati e finiscono per avere atteggiamenti sprezzanti e denigratori; l’autrice però ci offre un’analisi più attenta, e soprattutto contestualizzata, facendo emergere i rischi per l’equilibrio mentale di un eccesso di speranza in una situazione in cui non c’è alcuna prospettiva di cambiamento, se non quella di emigrare altrove.

    L’interessante taglio psicologico del romanzo si costruisce su una trama che presenta una serie di debolezze a livello dell’intreccio narrativo: troppe coincidenze e un finale veloce che è poco congruente con l’approfondimento delle parti precedenti. Sul primo aspetto si potrebbe anche andare oltre, perché può essere inteso come una specifica volontà dell’autrice di presentare gli stessi eventi sotto diversi punti di vista, dimostrando che le memorie individuali, spesso, non coincidono tra loro e forniscono versioni differenti dei medesimi i fatti. Diversa è la mia valutazione sulla conclusione che opera un salto improvviso tralasciando degli eventi importanti che potrebbero meglio spiegare alcune decisioni che appaiono del poco coerenti con le caratteristiche dei personaggi, così come sono stati descritti.

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Il ricordo dell'amore
    • Titolo originale:The Memory of Love
    • Autore: Aminatta Forna
    • Traduttore: Annarita Guarnieri
    • Editore: Cavallo di Ferro
    • Data di Pubblicazione: 2014 (2011 edizione originale)
    • ISBN-13: 9788879071420
    • Pagine: 688
    • Formato - Prezzo: brossura - 19,90 euro

    25 luglio 2014

    Man Booker Prize 2014: la lista dei romanzi candidati

    Mercoledì 23 è stata diramata la lista ufficiale del Man Booker Prize 2014, riconoscimento letterario istituito nel 1968 e assegnato al miglior romanzo in lingua inglese pubblicato ogni anno. Da quest'anno il premio è aperto a qualsiasi autore anglofono, non solo, come accadeva in passato, a quelli del Commonwealth, dell'Irlanda e dello Zimbabwe.
    Vi presentiamo qui di seguito i tredici romanzi che il 9 settembre si contenderanno il posto nella shortlist finalista.



    Svegliamoci pure, ma a un'ora decente (To Rise Again at a Decent Hour) di Joshua Ferris (Neri Pozza, Viking)

    Paul O’Rourke vive a New York in un appartamento su due livelli con vista sulla Brooklyn Promenade. Va a cena tre o quattro volte a settimana da chef con regolare possesso di stelle Michelin, infanzie trascorse nella valle del Rodano, show televisivi. Si aggira in luoghi dove le scorte di vino da sole fanno sembrare l’Impero romano una zona depressa del Kansas. Ha uno studio di dentista che occupa metà del piano terra di un condominio dietro Park Avenue, la strada più elegante del mondo, dove i portieri si vestono con tanto di guanti e berretto e aprono le porte ad anziane vedove con cagnolino. È capace di lavorare in cinque postazioni situate in cinque sale diverse, e di fare, così, soldi a palate. Tifa per i i Red Sox che, nel 2004, soffiarono persino il titolo agli Yankees e vinsero le World Series. In una sola estate, per due mesi, ha anche profuso tutte le sue energie migliori nel golf. E, tuttavia, Paul O’Rourke ha un grave problema: tutte queste cose che racchiudono la sua vita gli appaiono soltanto parti. E le parti – e qui viene la fregatura – non sono tutto. Uno studio di dentista di successo non è tutto, i Red Sox, il lavoro, lo svago, gli chef, niente può essere veramente tutto, se ciascuna cosa riesce a occupare perfettamente il tempo soltanto per un certo periodo. Persino Connie, la ragazza con cui ha avuto un’intensa relazione, non può essere tutto. Ipocrita come tutte le anime poetiche, Connie in America non metterebbe mai piede in una chiesa, ma in Europa si precipiterebbe subito dalla pista dell’aeroporto al transetto, come se il Dio di Dante e di Bach non aspettasse che il suo arrivo da secoli. Paul O’Rourke avrebbe l’assoluta certezza di aver sprecato la sua vita, se una serie inaspettata di eventi non mutasse radicalmente il corso della sua insignificante esistenza, destinata a trascinarsi nell’abisso come una pallina di golf sull’orlo della buca. Un giorno capita nel suo studio un tipo bizzarro che, dopo essersi fatto estrarre un dente rovinato da una maldestra otturazione, gli sussurra con l’alito acre da anestetico: «Sono un ulm, e lo è anche lei!».
    Qualche tempo dopo qualcuno crea un sito web del suo studio, completo di profili di tutti i suoi collaboratori e di una sua biografia colma di citazioni tratte dall’Antico Testamento. E lo «sputtanamento online» appare tutt’altro che tale. Chi parla a nome del «Dottor Paul C. O’Rourke, medico dentista», inviando messaggi sui blog e sulle bacheche facebook di mezzo mondo, lo fa non con idiozie inframmezzate da incomprensibili geroglifici, ma con pensieri profondi sullo stato presente e sulle cose ultime del mondo. Splendida conferma del talento dell’autore di E poi siamo arrivati alla fine, Svegliamoci pure, ma a un’ora decente è uno dei romanzi più attesi sulla scena letteraria internazionale odierna.


    The Narrow Road to the Deep North di Richard Flanagan (Chatto & Windus)

    La storia di Richard Flanagan — su Dorrigo Evans, medico australiano ossessionato da una relazione con la moglie di suo zio - spazia dalle grotte dei cacciatori di frodo della Tasmania agli inizi del ventesimo secolo fino a un albergo in riva al mare nel precario pre-guerra, da una prigione nella giungla tailandese a un festival della neve giapponese, dai patiboli di Changi a un casuale incontro tra amanti sul Sydney Harbour Bridge.
    The Narrow Road to the Deep North, che trae il suo titolo dal diario di viaggio di Basho, poeta di haiku del diciassettesimo secolo, parla dell'impossibilità dell'amore. Il suo momento più alto è una giornata in un campo di lavoro giapponese, nell'agosto 1943. Mentre il giorno prosegue verso il suo terribile climax, Dorrigo Evans combatte e fallisce nel tentativo di salvare la vita dei suoi compagni prigionieri di guerra, un uomo viene ucciso senza alcuna ragione, e prende vita una storia d'amore.


    We Are All Completely Beside Ourselves di Karen Joy Fowler (Serpent's Tail)

    Vieni a incontrare la famiglia Cooke. La nostra narratrice è Rosemary. Da bambina non la smetteva mai di parlare; da ragazza si è avvolta nel silenzio: il silenzio dell'amnesia intenzionale, della barriera protettiva. Le è successo qualcosa, qualcosa di così terribile che l'ha sepolto nei recessi della sua mente.
    Adesso il suo adorato fratello è un fuggitivo, ricercato dall'FBI per terrorismo domestico. E sua madre, un tempo vivace, è l'ombra di se stessa, e il suo sveglio e prepotente padre è diventato un uomo distante e meditabondo.
    E Fern, l'amatissima sorella di Rosemary, sua complice nelle loro birichinate infantili? Quello di Fern è un destino che la famiglia, in tutta la sua innocenza, non avrebbe mai potuto immaginare.


    The Blazing World di Siri Hustvedt (Sceptre)

    Con The Blazing World l'autrice di bestseller internazionali Siri Hustvedt torna al mondo artistico newyorkese nel suo romanzo più magistrale e incalzante dopo Quello che ho amato. Hustvedt racconta la provocante storia del'artista Harriet Burden. Dopo aver visto il suo lavoro ignorato e bocciato dai critici per anni, Burden conduce un esperimento che chiama mascheramento: presenta i suoi lavori celata da tre maschere da uomo, nascondendo la sua identità femminile.
    Le tre mostre personali hanno successo, ma quando Burden finalmente viene alla ribalta rivelandosi come l'artista che sta dietro alle mostre, alcuni critici non le credono. Lo scandalo pubblico esplode durante la mostra finale, inizialmente presentata come il lavoro dell'acclamato artista Rune, che tuttavia nega il ruolo di Burden nelle creazioni. Ciò di cui nessuno dubita, in ogni caso, è che i due artisti erano coinvolti in una relazione. Come rivela il diario di Burden, lei e Rune si erano trovati incastrati in un gioco difficile e pericoloso finito con la bizzarra morte dell'uomo.
    Ingegnosamente presentato come una raccolta di testi compilata dopo la morte di Burden, The Blazing World si dipana attraverso molteplici prospettive. L'esuberante Burden parla - con tutta la sua gioia e la sua rabbia - attraverso estratti dai suoi taccuini, mentre critici, fan, familiari e altri personaggi si esprimono contraddittoriamente su chi Burden fosse realmente e su quale fosse la verità.
    Opera di una delle scrittrici più ambiziose e riconosciute a livello internazionale della sua generazione, The Blazing World è un polifonico tour de force. Un puzzle complesso e diabolico che esplora il fatuo potere del pregiudizio, del denaro, della fama e del desiderio.


    J di Howard Jacobson (Jonathan Cape)

    Quale paese non è un ossario della sua stessa storia?
    Due persone si innamorano in un mondo dove il passato è un paese pericoloso, di cui non si deve parlare e che non può essere visitato. Quando scopriranno da dove vengono e dove stanno andando, verrà loro rivelata una verità più grande e sconvolgente.
    Kevern non sa perché i suoi parenti gli poggino due dita sulle labbra quando cerca di pronunciare una parola che inizia per J. Non è mai il momento o il luogo adatto per far domande. Anche Ailinn è cresciuta all'oscuro di chi fosse e da dove venisse. Al loro primo appuntamento Kevern le bacia i lividi sugli occhi. Non chiede chi la ferisce. La brutalità è diventata cosa ordinaria. Non sono nemmeno sicuri se si siano innamorati per loro scelta o se qualcuno li abbia spinti l'uno tra le braccia dell'altra. Ma chi avrebbe dovuto spingerli, e perché?
    Aleggia sulle vite di tutti i personaggi di questo romanzo una grave catastrofe, un evento passato avvolto nel sospetto, nella negazione e nelle scuse, a cui ci si riferisce con ciò che è successo, se mai è successo.
    Tenero e terrificante, J merita di essere menzionato insieme a 1984 e Il mondo nuovo.


    The Wake di Paul Kingsnorth (Unbound)

    Tutti conoscono la data della Battaglia di Hastings. Ma pochissime persone sanno cos'è successo in seguito... Ambientato tre anni dopo l'invasione normanna, The Wake racconta la storia di una frammentaria banda di guerriglieri che prese le armi contro gli invasori.
    Ispirato con precisione agli avvenimenti storici noti sulla quasi dimenticata guerra di resistenza che si propagò in tutta l'Inghilterra nei dieci anni successivi al 1066, The Wake è una storia di vite brutalmente spezzate, un racconto di dèi perduti e visioni spettrali, narrata da un uomo delle paludi del Lincolnshire testimone della fine del suo mondo. Scritto in quella che l'autore descrive come "una lingua oscura" (una versione dell'Antico Inglese rimodernata in modo da poter essere comprensibile ai lettori moderni), The Wake restituisce la vita interiore di un anglosassone con un'accuratezza e immediatezza rare nella narrativa storica. Entrare nel mondo di Buccmaster significa immergersi potentemente nell'assoluta estraneità del passato.


    The Bone Clocks di David Mitchell (Sceptre)

    In una sonnolenta giornata d'estate del 1984, l'adolescente in fuga Holly Sykes incontra una strana donna che le offre una piccola gentilezza in cambio di "asilo". Passeranno decenni prima che Holly comprenda esattamente che tipo di asilo la donna stesse cercando...
    The Bone Clocks segue le svolte e i colpi di scena della vita di Holly, dalla sua adolescenza segnata a Gravesend fino alla maturità nella costa atlantica irlandese mentre le riserve di petrolio dell'Europa vanno esaurendosi. Una vita non così lontana dall'ordinario, eppure punteggiata da lampi di precognizione, visite da persone che emergono dal nulla e brevi strappi alle leggi della realtà. Perché Holly Sykes - figlia, sorella, moglie, guardiana - è anche l'ignara pedina di una sanguinosa faida giocata nelle tenebre e ai margini del nostro mondo, e forse se ne dimostrerà anche l'arma decisiva.
    Thriller metafisico, riflessione sulla mortalità e cronaca dei tempi che si ripiegano su se stessi, questo romanzo caleidoscopico brilla del genio inventivo che ha fatto di David Mitchell uno dei più celebrati scrittori della sua generazione. Una prova di narrativa suggestiva e memorabile.


    The Lives of Others di Neel Mukherjee (Chatto & Windus)

    Mamma, sono stanco di divorare, di prendere e afferrare e usare. Sono così pieno che mi sembra di non riuscire più a respirare. Me ne vado per cercare un po' d'aria, un posto in cui riuscire a purificarmi, a mettere da parte la vita che mi è stata data per farmene una nuova. Mi sento come se vivessi in una casa presa in prestito. E' tempo che ne trovi una mia. Perdonami.
    Calcutta, 1967. All'insaputa della sua famiglia, Supratik è rimasto coinvolto in un pericoloso attivismo politico estremista. Spinto dall'idealistico desiderio di cambiare la sua vita e il mondo che lo circonda, sparisce lasciandosi dietro solo questo biglietto.
    Gli anziani patriarchi della sua famiglia, i Ghoshe, presidiano la loro grande tenuta, inconsapevoli che sotto la superficie appena increspata delle loro vite qualcosa si sta muovendo. Non si tratta solo delle velenose rivalità tra cognate, dei segreti distruttivi, del collasso degli affari familiari, ma proprio del disfarsi di una famiglia mentre la società che la circonda va frantumandosi. Perché questo è un momento di turbolenza, di cambiamento inevitabile e inarrestabile: l'abisso tra generazioni e tra coloro che hanno e coloro che non hanno non è mai stato più grande.
    Ambizioso, ricco e compassionevole, The Lives of Others anatomizza l'anima di una nazione dipanando una storia familiare. Un romanzo che affronta molti temi, compresi i limiti dell'empatia e il significato dell'azione politica, e che suscita le domande: come immaginiamo il nostro posto nel mondo tra gli altri? Può essere re-immaginato? E a quale costo? Questo è un romanzo di indescrivibile potenza e di impatto emozionale.


    Us di David Nicholls (Hodder & Stoughton)

    David Nicholls riporta tutto l'ingegno e l'intelligenza di One Day in questo nuovo libro brillante e dolceamaro, che delizierà i suoi fan e gli porterà nuovi lettori. Romanzo sull'amore e sulla famiglia, su mariti e mogli, su genitori e figli, la sua pubblicazione sarà senza dubbio uno dei principali eventi letterari del 2014.


    The Dog di Joseph O'Neill (Fourth Estate)

    L'autore del premiato bestseller Netherland ci regala ora il suo nuovo romanzo a lungo atteso e inaspettatamente diverso: un racconto di alienazione e dolore ambientato a Dubai.
    Sconvolto dalla rottura con la sua fidanzata, il nostro eroe senza nome lascia New York per assumere uno lavoro inconsueto in una strana metropoli deserta. Nella Dubai all'apice della sua ridefinizione come futuristica Shangri-la, deve vedersela con la sua nuova posizione di amministratore familiare dei capricciosi e ricchissimi Batros. E, ancor più disperatamente, con la "cuccia", un'inevitabile sensazione di colpevolezza che lo fa sentire sempre in trappola, anche quando deve andare al bagno, leggere un'e-mail o fare scuba diving.
    Esplorazione divertente e filosoficamente profonda di cosa ne è stato del progresso morale dell'umanità, The Dog è narrato con l'eloquenza, l'empatia e la maestria nel raccontare caratteristiche di O'Neill. E' una favola dei nostri tempi globalizzati, brillante e originale, e dolorosamente divertente.


    Orfeo di Richard Powers (Atlantic Books)

    Se Powers fosse uno scrittore americano del diciannovesimo secolo probabilmente sarebbe Herman Melville, l'autore di Moby Dick. La sua figura è altrettanto grande, ha scritto Margaret Atwood (New York Review of Books). Di certo, dal suo debutto nel 1985 con Three Farmers on Their Way to a Dance, Richard Powers ha stupito i suoi lettori con romanzi dall'ampio raggio, dalla tecnica stupefacente, e che esplorano con precisione il mondo della musica, dell'arte, della letteratura e della tecnologia. In Orfeo, Powers racconta la storia di un uomo che viaggia nel passato fuggendo disperatamente dal presente. Il compositore Peter Els una sera apre la porta, ritrovandosi sulla soglia la polizia. Il suo laboratorio domestico di microbiologia, l'ultimo degli esperimenti di una vita per [scoprire la musica in fantasiosi schemi], ha destato i sospetti della Homeland Security. Terrorizzato dall'irruzione, Els si trasforma in un fuggiasco. Mentre si propaga l'isteria, alimentata da internet, Els il "Bach Bioterrorista" torna a trovare per l'ultima volta le persone che ama e che hanno plasmato la sua carriera musicale. Con l'aiuto della sua ex moglie, della figlia e del suo collaboratore di lunga data, Els idea un piano per trasformare il suo disastroso scontro con la sicurezza nazionale in un'opera d'arte che risveglierà il suo pubblico ai suoni che lo circondano. Il risultato è un romanzo che si eleva nello spirito e nel linguaggio, da uno scrittore forse tra i più ambiziosi in America (Kevin Berger, San Francisco Chronicle).


    How to be Both di Ali Smith (Hamish Hamilton)

    How To Be Both è un romanzo completamente incentrato sulla versatilità dell'arte. Ispirandosi alla tecnica pittorica dell'affresco per creare un'originale opera letteraria a scoppio ritardato, è una veloce conversazione multigenere che spazia tra forme, tempi, verità e finzioni. C'è un artista rinascimentale del 1460. C'è il figlio di un figlio del 1960. Due storie d'amore e d'ingiustizia che si intrecciano in un racconto singolare in cui il tempo diventa eterno, la struttura diventa gioco, la conoscenza diventa mistero e la finzione diventa realtà, e tutte le certezze della vita diventano una seconda possibilità.


    History of the Rain di Niall Williams (Bloomsbury)

    Ruth Swain, figlia di un poeta morto, è costretta a letto. A casa da scuola, dopo aver avuto un collasso, cerca di ritrovare suo padre attraverso le storie e le generazioni della storia di famiglia, a County Clare. Per far ciò Ruthie si rivolge ai 3958 volumi impilati che suo padre si è lasciato dietro. La sua intera, vasta libreria, spostata vicino al suo letto, attraverso cui Ruthie si ripromette di farsi strada mentre è ancora viva.




    N.B. Sinossi tratte da Amazon o dal sito del Man Booker Prize, traduzione di Sakura

    24 luglio 2014

    Psycho - Robert Bloch

    Nei pressi della cittadina di Fairvale si staglia la sagoma solitaria del Bates Motel. Nelle vecchie stanze mai rimodernate, il suo proprietario, Norman Bates, conduce una vita ripetitiva e solitaria, in balia della vecchia madre, tirannica e possessiva. Durante uno dei loro continui litigi, mentre cade una pioggia incessante, giunge al motel una giovane donna. Mary Crane ha impulsivamente sottratto quarantamila dollari all'agenzia immobiliare dove lavora - per saldare i debiti dell'uomo che ama - e ha deciso di fermarsi al motel per riposare e pensare con calma al da farsi. Inizia così il romanzo che ha ispirato il più noto capolavoro di Alfred Hitchcock, la pietra miliare di un certo modo di intendere la paura e trasmetterla al pubblico. Per molto tempo il successo della pellicola ha oscurato i meriti di Robert Bloch. Oggi "Psycho" inaugura una serie di pubblicazioni attraverso la quale il Saggiatore intende riscoprire le fonti letterarie del regista, operando una scelta basata sulla qualità dei testi e degli autori. "Psycho", il romanzo, riletto oggi rivela tutta la sua potenza. Per i temi che affronta - pornografia, matricidio, travestitismo -, per la sovversione delle convenzioni narrative, per le svolte ingegnose. Ma soprattutto per la banalità dell'orrore, messo in scena all'interno di un microcosmo provinciale apparentemente tranquillo. Una formula che diventerà poi un tòpos della letteratura e della cinematografia statunitense.

    Recensione

    Psycho è uno dei volumi con cui la storica casa editrice il Saggiatore ha deciso di riscoprire e ripubblicare le fonti letterarie che ispirarono Alfred Hitchcock.
    Se chiunque conosce il film del geniale regista britannico (o almeno la celebre scena dell'assassinio nella doccia), più difficile è trovare qualcuno, al di fuori della cerchia degli appassionati di horror classico, che conosca Robert Bloch e il suo romanzo da cui Hitchcock trasse il capolavoro cinematografico. Si tratta insomma di uno di quei casi non troppo frequenti in cui la fama del regista ha fagocitato completamente quella dello scrittore.

    Scrittore e sceneggiatore statunitense, Robert Bloch pubblicò Psycho nel 1959, lo stesso anno in cui Hitchcock trasformò in sceneggiatura la sua opera e iniziò le riprese. Non si può dire che la sfortuna di Bloch fu del tutto immeritata: alla lettura, Psycho appare un romanzo tutt'altro che memorabile. Offre qualche suggestione che Hitchcock ha saputo cogliere in pieno grazie all'uso della fotografia, ma per il resto - scrittura compresa - si tratta di un'opera appena mediocre che avrebbe potuto essere compressa con risultati migliori in un racconto.

    La trama, che Hitchcock seguì quasi pedissequamente, è ben nota: Mary Crane, impiegata in un'agenzia immobiliare, approfitta di un'occasione favorevole per sottrarre quarantamila dollari con cui intende ripagare i debiti del fidanzato per poter finalmente sposarlo. La donna intraprende una fuga frettolosa che si arresta al Bates Motel, dove decide di passare la notte: dopo aver scambiato poche parole con il proprietario, Norman, verrà uccisa, senza alcun motivo apparente, mentre sta facendo la doccia.

    Il punto di vista è altalenante, anche nel corso dello stesso capitolo, e dà voce ora a Mary, ora al disturbato Norman Bates (di cui, a differenza del film, viene dato uno scorcio dall'interno), ora all'investigatore Arbogast, a Sam Loomis - fidanzato di Mary - o a un altro personaggio minore. Le vicende si susseguono senza ritmo, e per di più il romanzo perde molto appeal se (come quasi sempre avviene) il lettore ha già visto il film o ne conosce il finale. Apprezzabili alcuni riferimenti a temi che all'epoca erano ancora tabù, come il travestitismo, la pornografia e forse persino la necrofilia, sempre sfiorati e mai calcati: in questo Bloch raccoglie la lezione del suo maestro Lovecraft, di cui fu amico e allievo.

    Meritevole dunque il tentativo della casa editrice, che in coda al romanzo inserisce una buona postfazione e un'intervista di Truffaut a Hitchcock, ma purtroppo il libro non è stato all'altezza delle mie aspettative.

    Giudizio:

    +2stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Psycho
    • Titolo originale: Psycho
    • Autore: Robert Bloch
    • Traduttore: Bruno Tasso
    • Editore: Il Saggiatore
    • Data di Pubblicazione: giugno 2014
    • Collana: La cultura
    • ISBN-13: 9788842819813
    • Pagine: 183
    • Formato - Prezzo: Brossura, 15.00 Euro

    21 luglio 2014

    Mosaico a tessere di sangue - Stefano Di Marino

    Fine estate, litorale pontino. Un poliziotto, ferito nel corpo e nello spirito, una serial killer in fuga, una "strana coppia femminile", un attempato playboy, una famiglia felice. Tutti in un albergo, l'unico ancora aperto in un panorama incantato e inquietante. Poi, improvvisa, esplode una violenza folle, devastante, dalla quale non si può fuggire. Ma non è un caso se sono tutti lì e, come in un mosaico, prende forma un piano di vendetta lucido e tagliente come una lama di rasoio. E il poliziotto è costretto a usare il cervello, la sola arma che ha, per risolvere il mistero e salvare la pelle.

    Recensione

    Come avrete capito dal titolo, non si tratta di un romanzo per i deboli di cuore. Il thriller di Stefano Di Marino racconta di crimini efferati, compiuti da una mano tanto lucida e spietata quanto folle e bestiale.
    Pur ambientato nell'Italia contemporanea, tra Milano e un piovoso Lido di Latina, questo romanzo mostra molte affinità con i gialli vecchio stile con un impianto narrativo alla Dieci piccoli indiani, in cui un gruppo di persone di diversa estrazione e provenienza vengono attirati nello stesso luogo per poi essere metodicamente eliminati, uno per volta.
    Il tormentato ispettore Belli, l'avvenente albergatrice Rossana, la litigiosa coppia di fidanzate formata da Roberta e Michela, il dilettantesco criminologo Marter e l'ex presentatore Lacher condividono piuttosto inaspettatamente un legame con Moira Rachelli, sadica serial killer dai selvaggi appetiti sessuali, morta in circostanze misteriose proprio pochi giorni prima che i vari personaggi si trovassero bloccati in un isolato alberghetto sul litorale pontino perennemente spazzato dalla tempesta. Moira la Pazza potrebbe però non essere così morta, almeno a giudicare dai brutali omicidi di cui, uno ad uno, iniziano a cadere vittima clienti e personale dell'albergo.

    Come nel più classico dei gialli, violenti temporali accompagnano quasi tutti gli avvenimenti del romanzo, contribuendo al clima di tensione e terrore che si respira fin dalle prime pagine.
    Di Marino costruisce un'atmosfera carica di suspense che va viepiù aumentando di pagina in pagina fino alla prima esplosione di violenza, verso metà del romanzo, che farà precipitare rapidamente gli eventi di efferatezza in efferatezza fino all'inattesa conclusione.

    Si tratta di un giallo molto ben costruito, decisamente al cardiopalma, scritto con cura e professionalità e animato da personaggi e dialoghi convincenti. Anche la soluzione dell'enigma, alla quale si potrebbe arrivare con un po' di intuito (soprattutto se di gialli ne avete letti a bizzeffe) e muovendosi per esclusione è ben congegnata e non scontata.

    L'unico difetto che mi viene da notare è la banalizzazione, a tratti, delle figure femminili in archetipi da giallista vecchio stampo; mi riferisco in particolare alla sequenza di apertura che mostra, come da copione, l'affascinante poliziotto a letto con una gattina tanto formosa quanto sciocchina, affascinata dalla pistola del suo eroe, e alla figura di Roberta, lesbica aggressiva perennemente incazzata col "maschio" e propensa a comandare a bacchetta la compagna più giovane, femminile e dolce. Le due vengono poi insistentemente definite "amiche" anche quando è stato ormai appurato che si tratti di una coppia di fidanzate e i più volte gli altri personaggi alludono al loro legame con un misto di imbarazzo e sottintesi, nonostante tutti si affrettino a ribadire che per loro "non c'è alcun problema". L'unico personaggio femminile forte è ironicamente la nostra serial killer che l'autore dipinge con efficace ambiguità, lasciando per sempre il lettore nel dubbio se si tratti di una pazza scatenata o di un'assassina lucida e senza debolezze.
    Si tratta comunque di cadute di stile minori che non influiscono troppo sulla qualità del prodotto finale, che si conferma una lettura più che avvincente, adattissima in particolare a questo periodo estivo.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Mosaico a tessere di sangue
    • Autore: Stefano Di Marino
    • Editore: Cordero Editore
    • Data di Pubblicazione: marzo 2014
    • ISBN-13: 9788898130146
    • Pagine: 156
    • Formato - Prezzo: brossura - Euro 15,00

    20 luglio 2014

    Il cardellino - Donna Tartt

    Figlio di una madre devota e di un padre inaffidabile, Theo Decker sopravvive, appena tredicenne, all'attentato terroristico che in un istante manda in pezzi la sua vita. Solo a New-York, senza parenti né un posto dove stare, viene accolto dalla ricca famiglia di un suo compagno di scuola. A disagio nella sua nuova casa di Park Avenue, isolato dagli amici e tormentato dall'acuta nostalgia nei confronti della madre, Theo si aggrappa alla cosa che più di ogni altra ha il potere di fargliela sentire vicina: un piccolo quadro dal fascino singolare che, a distanza di anni, lo porterà ad addentrarsi negli ambienti pericolosi della criminalità internazionale. Nel frattempo, Theo cresce, diventa un uomo, si innamora e impara a scivolare con disinvoltura dai salotti più chic della città al polveroso labirinto del negozio di antichità in cui lavora. Finché, preda di una pulsione autodistruttiva impossibile da controllare, si troverà coinvolto in una rischiosa partita dove la posta in gioco è il suo talismano, il piccolo quadro raffigurante un cardellino che forse rappresenta l'innocenza perduta e la bellezza che, sola, può salvare il mondo.

    Recensione

    Il romanzo della Tartt di circa 900 pagine si lascia letteralmente divorare per le prime settecento. Lo stile dell’autrice, Premio Pulitzer 2014, è limpido e scorrevole. Le vicende di Theo Decker, che perde la madre in un attentato al Metropolitan Museum, sono quanto di più coinvolgente si possa leggere.

    L'autrice riesce a far vivere al lettore la solitudine adolescenziale di Theo e il suo innamoramento per Pippa, un’altra ragazzina sopravvissuta insieme al protagonista all'attentato e che, provetta musicista con una brillante carriera davanti a sé, dovrà abbandonare i propri sogni per i traumi riportati nello scoppio dell'ordigno piazzato nel museo dai terroristi. Ci sentiamo coinvolti dalle preoccupazioni di Theo quando viene inserito nella famiglia affidataria e temiamo per lui quando, terminato l’anno scolastico, dovrà andare a vivere a Las Vegas con il padre, giocatore di professione, e la sua compagna.
    In questa città conosce Boris, un ragazzo della sua età per metà russo e per metà polacco, che ha perso a sua volta la madre e che vive con un padre violento. Fra i due giovani nasce una di quelle amicizie come solo fra adolescenti può crearsi. I due si proteggeranno a vicenda e vorranno condividere le prime esperienze con l'alcool e la droga.
    Quando Theo, dopo la morte del padre, ritornerà a New York e come professione abbraccerà quella del restauro e commercio di mobili antichi, quasi d’improvviso lo ritroviamo ventiseienne. E’ a questa età che incontra nuovamente Boris, il suo amico d'adolescenza, e che il libro, da classico romanzo di formazione, si trasforma in thriller. E' anche a questo punto che la storia raccontata da Donna Tartt, alla ricerca di un lieto fine originale, inizia a sfilacciarsi. Theo e Boris si mettono alla ricerca del quadro, The Goldfinch, sottratto da una gang di ladri internazionali di opere d'arte. Ma mentre Boris è un giovane sempre pronto all'azione sia nel bene che nel male, Theo, straziato da sensi di colpa, è pieno di incomprensibili titubanze. In altre parole Theo, così accattivante da adolescente, da maggiorenne appare avere cambiato totalmente personalità diventando noioso e petulante.
    Le titubanze e le incertezze di Theo che da minorenne suscitavano tenerezza, diventano irritanti in età adulta.

    Il ritmo del romanzo, sempre sostenuto nel narrare la vita del protagonista adolescente, si stempera nelle ultime centocinquanta pagine nel raccontare lo stato di crisi del protagonista divenuto adulto. Questi rimane chiuso in una camera d'albergo impegnato in una delirante autoanalisi da cui peraltro si risolleverà in modo tanto imprevedibile quanto improbabile alla fine del romanzo.
    Ciò premesso, la descrizione dei rapporti di Theo con la madre, di Theo con la famiglia affidataria Barbour dopo la morte del genitore e, successivamente, di Theo con il padre e la sua compagna sono in assoluto fra i più belli mai letti. Interessante è anche il modo vagamente surreale di come nasce il rapporto fra Theo e Pippa, anche se troppo razionale il motivo per cui quest’ultima si rifiuta di corrispondere al sentimento del protagonista verso di lei.
    Se Donna Tratt non avesse scritto le ultime duecento pagine, non avrei esitato a dare il giudizio più alto a questo romanzo.

    Giudizio:

    +4stelle+ (e mezzo)

    Dettagli del libro

    • Titolo: Il cardellino
    • Titolo originale: The Goldfinch
    • Autore: Donna Tartt
    • Traduttore: Mirko Zilahi de' Gyurgyokai
    • Editore: Rizzoli
    • Data di Pubblicazione: 2014
    • ISBN-13: 9788817072380
    • Pagine: 893
    • Formato - Prezzo: Rilegato con sovraccoperta - Euro 20,00

    19 luglio 2014

    La tentazione del rabbino Fix – Jacquot Grunewald

    Quando un rabbino esperto di Talmud si dà alla letteratura poliziesca, il lettore entra in un universo familiare e allo stesso tempo sorprendente: familiare nel contesto, sorprendente per il procedimento del ragionamento. Il rabbino Fix accorre a Gerusalemme al capezzale del nipotino ferito in un attentato. Il medico che lo cura viene trovato morto nella sua auto crivellata di colpi in zona araba. Siamo in piena seconda intifada e la polizia israeliana attribuisce l'omicidio a terroristi. Tornato a Parigi, Theodor Fix è assillato dalle sue intuizioni che contraddicono la versione ufficiale di quella vicenda. Seguendo una catena logica dettatagli dalla sua consuetudine con gli studi talmudici e che parte da una frase pronunciata dal medico il giorno prima di morire a proposito di una ragazza parigina bisognosa di cure urgenti, giungerà a dimostrare alla scettica polizia francese che la realtà dei fatti è molto più articolata di ciò che sembra.

    Recensione

    Il genere letterario del romanzo giallo - nelle sue varie declinazioni - offre molti personaggi appartenenti al clero (nella stragrande maggioranza esponenti del clero cattolico: Fratello Cadfael, Padre Brown, Guglielmo da Baskerville, Suor Pelagija) che, di tanto in tanto, si trovano a risolvere brillantemente omicidi e altri enigmi. Theodor Fix, stimato rabbino del VI arrondissement di Parigi, è il primo rabbino investigatore dilettante protagonista di libri gialli; ciò che lo accomuna con i suoi colleghi è l’utilizzo di un metodo investigativo direttamente collegato all’esercizio del suo ministero religioso e, anzi, da questo reso più efficace.

    Il rabbino Fix analizza i fatti attraverso il metodo di investigazione talmudica, ovvero il processo di deduzione richiesto per derivare una conclusione da un argomento testuale il quale è spesso logicamente complesso ed indiretto: affrontando un'affermazione di qualunque genere, lo studente talmudico procede ponendosi una serie di domande prima di dichiararsi soddisfatto per averne compreso il pieno significato; tale metodo, come è stato osservato da alcuni, ha delle analogie, almeno parziali, con il modello di ragionamento alla base della moderna scienza empirica.

    A differenza però dei suoi equivalenti cattolici, Fix non è un uomo simpatico e modesto, anzi per la sua supponenza e presunzione somiglia molto di più a Hercule Poirot e Sherlock Holmes pur non riuscendo a far scattare nel lettore quella simpatia che invece si finisce per provare verso questi personaggi letterari.
    Theodore Fix non risparmia nessuno: la comunità chassidica di Israele perché vive ancora come se si trovasse nella Polonia del XVIII secolo, i fedeli che spesso richiedono la sua attenzione per questioni non connesse alla religione, la polizia che non presta fede alle sue deduzioni, i media francesi incapaci di rendere conto delle difficoltà quotidiane degli israeliani; a tutto questo si aggiunge un certo maschilismo che non risparmia neanche la moglie (peraltro profondamente amata).

    La vicenda narrata da Grunewald si costruisce attorno a questi due principali elementi: la profonda conoscenza della Torah (con l’attitudine all’esercizio del dubbio intimamente connessa allo studio dei testi sacri) e il carattere difficile del protagonista: la trama criminale non è centrale nel racconto ma finisce per fare da sfondo alle interessanti discussioni su diversi aspetti del misticismo ebraico (discussioni che, per essere apprezzate dai profani come me, richiedono un continuo uso delle risorse del web.) La conclusione, che vede il protagonista trionfare sulle forze dell’ordine (come era immaginabile), lascia il lettore insoddisfatto per cui verrebbe da chiedersi se l’interesse vero di Fix sia stato quello di aiutare una persona in pericolo (come gli imponeva il rispetto della Torah) oppure di dimostrare la sua superiorità morale e le sue non comuni capacità investigative. Il personaggio di Fix, quindi, finisce per fagocitare l’intera trama e oscura tutti gli altri personaggi che appaiono abbastanza stereotipati e poco caratterizzati.
    La tentazione del rabbino Fix è comunque una lettura veloce, adatta per chi associa il periodo estivo alla lettura di libri gialli, ma il cui principale merito (dal mio punto di vista) è quello di incuriosire il lettore ponendogli una serie di stimoli che potranno essere approfonditi attraverso altre fonti.

    Giudizio:

    +2stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: La tentazione del rabbino Fix
    • Titolo originale: La tentation du rabbin Fix
    • Autore: Jacquot Grunewald
    • Traduttore: Vanna Lucattini Vogelmann
    • Editore: La Giuntina
    • Data di Pubblicazione: 2014 (2005 edizione originale)
    • Collana: Diaspora
    • ISBN-13: 9788880575405
    • Pagine: 240
    • Formato - Prezzo: Brossura – € 15,00

    18 luglio 2014

    Seconda classe, lato finestrino - Sara Goria

    All’apparenza, Andrea è un adolescente come molti altri. Crede nell’amicizia, molto più che nell’amore. Nasconde però nel profondo un dramma antico: una grave perdita ha stravolto infatti la sua infanzia e l’equilibrio della sua famiglia. Per questo, ma non solo per questo, è piuttosto facile per lui innamorarsi di una donna, incontrata per caso, che condivide in qualche modo il suo doloroso passato.
    Sofia ha un corpo da far girare la testa e parecchi anni più di lui. Ma, soprattutto, ha in serbo una promessa. Tra queste pagine, Andrea si scontra con le paure più profonde, percorre strade a senso unico e cresce, mentre dal finestrino del suo treno il mondo scorre in un equilibrio di solitudini che si attraggono e si respingono a fasi alterne, incontrandosi talvolta tra gli scambi dei binari.

    Recensione

    Un romanzo che sicuramente può aiutare a capire gli adolescenti, le loro paure, le loro reazioni, la strada che devono percorrere per arrivare alla maturità, ammesso e non concesso che tutti poi ci arrivino.
    Un romanzo che costringe chi legge a togliere dalla polvere dei ricordi il proprio passato adolescenziale per guardarsi allo specchio.
    Insomma, un romanzo scritto bene che però nasconde due pecche. La prima: l'eccessiva “sinteticità” che porta Sara Goria a sfiorare frettolosamente soltanto alcune tematiche o a rendere troppo veloci alcuni momenti (ad esempio il pranzo di addio tra Andrea e Sofia), e sono tematiche e momenti n cui chi legge avrebbe voluto invece capire di più, sapere di più, vivere di più anche in funzione di ciò che era accaduto prima o accadrà dopo.
    La seconda, strettamente legata alla prima: nel meccanismo di confronto generazionale - Andrea molto giovane, Sofia donna già fatta – tanta cura e precisione vengono usate per il mondo adolescenziale (compresa la “crudeltà” delle scelte da fare, senza fronzoli, senza ipocrisie) quanto, invece, tutto viene ridotto all'osso per il mondo degli “adulti”,quasi quello fosse “scontato”, un “già letto o saputo”.

    Alla resa dei conti, il risultato è che, voluto o no, tutto è sbilanciato verso i giovani e così facendo anche alcune decisioni prese dagli adulti appaiono, come dire?, un po' forzate, e meno realistiche di quanto avrebbero dovuto o potuto essere.

    Di certo, resta un dato di fatto: in una trama semplice, ma non semplicistica, si mette a nudo l'universo giovanile con la malinconia, la sana pazzia e l'inevitabile ingenuità che l'accompagnano. E sullo sfondo, con l'immagine usata da Sara Goria, la vita scorre fuori dal finestrino di un treno.

    Giudizio:

    +3stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Seconda classe, lato finestrino
    • Autore: Sara Goria
    • Editore: Lineadaria Editore
    • Data di Pubblicazione: maggio 2014
    • ISBN-13: 9788897867555
    • Pagine: pagine 240
    • Formato - Prezzo: Brossura - 13,00 Euro

    17 luglio 2014

    La classifica dei libri più venduti dal 7 al 13 luglio

    Cassandra Clare irrompe nella top ten di questa settimana spezzando la "dittatura dei giallisti" dei giorni scorsi con l'ultimo e lungamente atteso capitolo della saga Shadowhunters. Città del fuoco celeste, che abbiamo già recensito sulle nostre pagine in anteprima qualche settimana fa.
    Alle sue spalle la parata di soliti noti a cui siamo ormai abituati, con Una mutevole verità di Gianrico Carofiglio ancora davanti all'ultima avventura di Montalbano, La piramide di fango.
    Una situazione abbastanza statica, insomma, in cui siamo costretti a scendere fino alla decima posizione per trovare un volto nuovo, che poi tanto nuovo non è visto che si tratta de Il desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo, uscito già lo scorso ottobre ma tornato ora in auge grazie alla vittoria al Premio Strega, di cui abbiamo parlato (senza troppo entusiasmo, a dir la verità) qui.


    Il libro più venduto:

    Erchomai, ha detto Sebastian. Sto arrivando. E ancora una volta sul mondo degli Shadowhunters cala l'oscurità. Mentre tutto intorno a loro cade a pezzi, Clary, Jace e Simon devono unirsi con tutti quelli che stanno dalla stessa parte, per combattere il più grande pericolo che la società dei Nephilim abbia mai affrontato: Sebastian, il fratello di Clary. Il traditore, colui che ha scelto il male. Nulla, in questo mondo, può sconfiggerlo, e i tre - uniti da un legame profondo e indissolubile - sono costretti a cercare un altro mondo dove l'estremo scontro abbia una speranza di vittoria. Il mondo dei demoni. Ma il prezzo da pagare sarà alto...

  • Titolo: Shadowhunters. Città del fuoco celeste
  • Autore: Cassandra Clare
  • Editore: Mondadori
  • ISBN-13: 9788804641292
  • Pagine: 756
  • Prezzo: 17,00 Euro

  • Le posizioni dalla 2 alla 10:  

    2. Una mutevole verità - Gianrico Carofiglio (Einaudii - euro 12,00)
    3. La piramide di fango - Andrea Camilleri (Sellerio - euro 14,00)
    4. In fondo al tuo cuore. Inferno per il commissario Ricciardi - Maurizio De Giovanni (Einaudi - euro 19,50)
    5. Colpa delle Stelle - John Green (Rizzoli - euro 16,00)
    6. Storia di una ladra di libri - Mark Zusak (Frassinelli - euro 16,90)
    7. Vacanze in giallo - AA.VV. (Sellerio - euro 14,00)
    8. L'abbazia dei cento peccati - Marcello Simoni (Newton Compton - euro 9,90)
    9. Adulterio - Paulo Coelho (Bompiani - euro 18,00)
    10. Il desiderio di essere come tutti - Francesco Piccolo (Einaudi - euro 18,00)
    N.B. Le classifica è tratta dal sito www.wuz.it ed è elaborata dal Servizio Classifiche di Arianna. Il panel di riferimento è di oltre 1500 librerie aderenti al circuito Arianna. 

    16 luglio 2014

    La lunga strada per tornare a casa - Saroo Brierley

    Immagina di avere cinque anni, di conoscere a malapena il tuo nome e di non essere mai andato oltre i confini del piccolo villaggio in cui vivi. Immagina di salire per sbaglio su un treno e che all’improvviso le porte si chiudano. Immagina di viaggiare per un tempo che sembra infinito e, alla fine del viaggio, di ritrovarti catapultato nella più povera, caotica e pericolosa metropoli del mondo, Calcutta. Ora, devi fare una cosa sola: sopravvivere. Sembra un film, invece è la storia vera di Saroo. E ciò che la rende ancora più straordinaria è quello che è successo venticinque anni più tardi, quando Saroo, cresciuto in Australia da una famiglia adottiva, decide di provare a rintracciare sua madre e i suoi fratelli. Non sa il nome del suo villaggio, ma si ricorda perfettamente una cisterna, un piccolo ponte e il fiume in cui andava a fare il bagno. E passa tutte le sue serate, con pazienza e determinazione infinite, a esaminare attraverso Google Earth ogni linea ferroviaria indiana, fino a trovare un luogo familiare. Ma per scoprire se quell’immagine sfocata è veramente la sua casa c’è un solo modo. Andarci di persona. "La lunga strada per tornare" a casa è una storia commovente e intensa, che racconta con gli occhi di un bambino la drammatica realtà di quelli come lui, soli, per strada, nell’indifferenza di tutti. Ma soprattutto è una storia stupefacente che ha già ispirato milioni di persone in tutto il mondo: un inno alla speranza, al potere dei sogni e al coraggio di non mollare mai.

    Recensione

    Se siete il genere di persona che pensa che nella vita tutto vada a finir male e a trionfare saranno sempre e solo i disonesti, questo libro potrebbe aiutarvi a ritrovare un po' di ottimismo. Se invece fate i cinici per professione lasciate perdere, dubito che La lunga strada per tornare a casa possa fare qualcosa per voi.
    La storia di Saroo Brierley, infatti, è tanto commovente e piena di speranza quanto incredibile, al limite della favola, il cui lieto fine è stato assicurato da una perfetta combinazione di determinazione, generosità e felici coincidenze. Non dubito che la vera storia di Saroo sia stata un po' romanzata e le causalità accentuate per rendere più appetibile il romanzo ai lettori ma i fatti restano, resta l'incredibile viaggio di un bambino analfabeta a malapena in grado di pronunciare il proprio nome che riesce a sopravvivere da solo negli slum di una delle più pericolose città del mondo e dopo essere stato cresciuto da una famiglia adottiva nella lontanissima Australia riesce grazie a Google Earth e a una dose infinita di pazienza a ritrovare la strada di casa.

    Saroo racconta la sua storia con naturalezza e semplicità, senza dubbio aiutato dal giornalista Larry Buttrose che contribuisce a raffinare la narrazione essenziale del giovane pur lasciandone intatta la genuinità. Il tono dell'autore è sempre realista, non brutale ma mai melenso o sdolcinato; che stia raccontando l'estrema povertà della sua infanzia o rivivendo i momenti di terrore delle sue notti solitarie per Calcutta, Saroo affronta il tema con sentimento ma anche con cipiglio pratico, presentando i fatti come cose della vita senza ricercare la pietà del lettore o la lacrima facile.
    Eppure è proprio per la genuinità del suo atteggiamento che il lettore rimane coinvolto e si commuove; sappiamo tutti che in giro per il mondo esistono milioni di bambini che muoiono di fame o sono vittime di violenza ma un racconto di prima mano della quotidianità di persone che affrontano ogni giorno la morte nell'indifferenza di chi li circonda comunica meglio di qualunque altra cosa tutta la brutalità della situazione. Ugualmente, le sequenze in cui il protagonista si riunisce alla madre e ai fratelli dopo venticinque anni sono già estremamente toccanti in se stesse senza che l'autore abbia bisogno di indugiare in quei lacrimevoli discorsi che tante volte televisione e giornali ci propongono e prendiamo per veri.

    Avrei forse preferito che l'autore approfondisse maggiormente il suo processo di adattamento ai genitori adottivi (verso i quali comunque ha solo giudizi positivi e pieni d'affetto) e in generale ad una cultura totalmente diversa dalla sua come quella australiana oltre che alla potenziale difficoltà, una volta ricongiuntosi alla sua famiglia d'origine, di amare e essere parte di due diverse famiglie, mentre Saroo non si sofferma troppo su questi passaggio facendoli sembrare molto semplici e naturali, non saperei dire se per una certa superficialità sua o se perché effettivamente da estranei ci immaginiamo molti più problemi di quanti non ce ne siano in realtà.

    Oltre a essere una bellissima storia, infine, La lunga strada per tornare a casa riporta all'attenzione l'importanza e l'utilità di un gesto come quello dell'adozione, una pratica purtroppo oggi molto ostacolata da un calvario di cavilli burocratici, che sicuramente non risolverà il problema della fame nel mondo ma è un modo vero e concreto per salvare una vita e ha il vantaggio di migliorare anche la nostra nel processo.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: La lunga strada per tornare a casa
    • Titolo originale: A long way home
    • Autore: Saroo Brierley, Larry Buttrose
    • Traduttore: Anita Taroni
    • Editore: Fabbri Editore
    • Data di Pubblicazione: giugno 2014
    • Collana: Narrativa
    • ISBN-13: 9788891507167
    • Pagine: 221
    • Formato - Prezzo: Copertina rigida - 16 euro

    15 luglio 2014

    Neonomicon - Alan Moore, Jacen Burrows

    Un'edizione curata, ricca, indimenticabile, magistralmente illustrata da Jacen Burrows, un esplicito e innovativo omaggio all'immaginario di H. P. Lovecraft. Quindici delitti assurdi e identici per un agente speciale che indaga in bilico su un abisso di raccapricciante follia. Dal genio dell'autore di Watchmen e V per Vendetta, un romanzo grafico tetro, intenso e disturbante che sconvolge la nostra percezione del mondo e del fumetto.



    Recensione

    Non è morto ciò che può vivere in eterno, e in strani eoni anche la morte può morire.

    Sesso, splatter e Cthulhu, ovvero: come molti di noi avrebbero (segretamente) voluto che fossero i racconti di H.P. Lovecraft. Sì, perché laddove il genio del terrore di Providence giocava tutto sul non-detto, Alan Moore non lascia proprio nulla all'immaginazione.
    Siamo nella Brooklyn dei giorni nostri, dove l'agente Aldo Sax, specializzato nella teoria delle anomalie, indaga sotto copertura su tredici omicidi a sfondo rituale compiuti da tre assassini diversi: un commesso di libreria con dodici mani nel congelatore, un quindicenne che dopo aver sterminato i membri della sua famiglia ne ha conservato i pollici, un barbone che se ne andava in giro con tre teste umane in un sacchetto. Sax segue la pista di alcune anomalie riscontrate nel profilo dei colpevoli fino a risalire a un ambiguo locale, lo Zotique, dov'è convinto avvenga lo spaccio di una nuova sostanza allucinogena. È qui che scopre l'aklo... ed è da qui che, qualche anno dopo, gli agenti federali Lamper e Brears riprenderanno l'indagine fino a giungere a Salem, in un sexy shop molto particolare.

    Alan Moore, appassionato di esoterismo, riesce a mantenere ottimamente l'atmosfera perturbante dei cicli di Cthulhu rivestendola di nuovi sensi:

    «Lovecraft era schizzinoso riguardo al sesso; si limitava a parlare di “certi rituali innominabili”. Oppure usava eufemismi: “rituali blasfemi”. È piuttosto ovvio, dal momento che molte delle sue storie descrivevano i prodotti di questi “rituali blasfemi”, che probabilmente da qualche parte vi era coinvolto anche il sesso. Ma questo non compare mai nelle storie di Lovecraft, se non come indizio appena accennato. Perciò ho pensato: eliminiamo tutta quella spiacevole roba razzista e mettiamoci il sesso. Inventiamoci un po' di genuini “rituali innominabili” e diamo loro un nome.»
    [Fonte: TheSkinny, traduzione mia]
    Il risultato, pienamente raggiunto, è una splendida graphic novel che trasla l'immaginario malato - ma pur sempre ottocentesco - di H.P. Lovecraft tra le follie dei giorni nostri.

    Sicuramente non consigliato agli stomaci delicati o alle menti pudiche, Neonomicon può vantare i testi del sempre ottimo Alan Moore (creatore, per chi non lo sapesse, di V per Vendetta e Watchmen) e i buoni disegni di Jacen Burrows, che rende un po' meglio – a mio parere – nelle illustrazioni statiche piuttosto che nelle scene d'azione.

    La bella edizione ne rende un ottimo regalo (da fare o da farsi) per gli appassionati dell'orrore.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Neonomicon
    • Titolo originale: Neonomicon
    • Autore: Alan Moore (testi), Jacen Burrows (disegni)
    • Traduttore: Michele Foschini
    • Editore: BAO Publishing
    • Data di Pubblicazione: 2011
    • ISBN-13: 9788865430354
    • Pagine: 160
    • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta, illustrazioni a colori - 17.00 Euro

    14 luglio 2014

    I luoghi del delitto - Barbara Pezzotti

    Il giallo è il genere più amato dai lettori. I lettori vivono nelle città e nelle città in cui vivono ci sono i luoghi del delitto, scene del crimine che non sempre sono uscite dalla fantasia dello scrittore, ma esistono veramente.
    Perché non osservarli quando ci si passa accanto negli spostamenti quotidiani? Ecco che questo ebook, che si può leggere nel tempo di una puntata di Montalbano, traccia una mappa che è anche una mappa del giallo italiano contemporaneo attraverso la lettura dei lavori di alcuni tra i più importanti scrittori di polizieschi degli ultimi anni.
    Tra gli autori analizzati figurano Andrea Camilleri, la coppia Piero Colaprico e Pietro Valpreda, Massimo Carlotto, Sandrone Dazieri, Marcello Fois, Carlo Lucarelli, Santo Piazzese, Andrea G. Pinketts, Massimo Siviero, Piero Soria e Bruno Ventavoli. Questi scrittori sono stati spinti dalla curiosità e dalla passione per la loro città (d’origine o adottata che sia) a diventare “esploratori” del territorio e delle sue trasformazioni urbanistiche e critici severi dei problemi della società italiana contemporanea.Nelle loro mani il racconto d’indagine diventa così strumento di critica e analisi sociale.

    Recensione

    Brevissima avvertenza: siamo di fronte non a un testo di narrativa ma a un saggio, molto breve in verità, che affronta il tema del legame tra il giallo italiano contemporaneo e l'ambiente urbano in senso lato in cui i singoli autori hanno scelto di ambientare le vicende dei loro investigatori. In effetti l'autrice di questo studio mette in luce come la tipologia narrativa del giallo, o noir in certi casi, sia particolarmente adatta a esaltare certi aspetti, si direbbe quasi sociologici, delle realtà in cui si svolgono le storie. Sicuramente il fatto che il cuore di un romanzo mystery sia un tema che ha risvolti criminali crea dei vincoli molto forti con la realtà di cui è espressione e, insieme, la possibilità di strutturare la materia narrativa in forma seriale dà la possibilità di costruire un'immagine del paesaggio urbano coerente e approfondita, anche a dispetto dell'intenzione dell'autore, almeno in certi casi.
    In realtà, però, questo sembra emergere dalle conclusioni di Barbara Pezzotti, dipingere il ritratto umano di un ambiente urbano o locale sembra più una scelta precisa che un effetto collaterale della narrazione.

    Quasi tutti gli autori presi in esame, divisi a seconda della città di cui si occupano – dalla Torino di Fruttero e Lucentini, alla Napoli di Siviero, alla Sicilia di Camilleri (curiosamente manca Roma: forse che nella città eterna non si uccide?) - finiscono per stabilire un nesso tra le indagini e il tessuto urbano e sociale in cui si svolgono. Il giallo dunque diventa quasi uno strumento per fare il ritratto, o meglio forse un'istantanea, di certe realtà territoriali e dei cambiamenti che le trasformano: dall'operoso Triveneto di Carlotto tarlato dalla mafia del Brenta e dall'avidità degli abitanti, alla Torino raffinata ma non per questo meno cattiva di un capolavoro di genere come La donna della domenica di F&L, all'utopica Vigata, sospesa tra realtà e surrealtà, che offre uno splendido fondale al commissario Montalbano, gli scrittori, oltre ai brividi di suspense, restituiscono al lettore anche una visione, personale, certo, ma estremamente vivida di un luogo, dalla grande città all'area estesa ma unita da legami profondi quanto quelli geografici.

    Il giallo, dunque, anche come strumento di indagine sociologica oltre che criminale? Parrebbe proprio di sì! Unico neo del saggio sta, almeno per chi è poco abituato, nel formato eBook, che rende difficile usufruire del ricco e interessante apparato di immagini a corredo dello studio senza perdere il segno rispetto al testo. Come per le note, la scelta di avere le fotografie inserite nel testo – in stile a pie' di pagina – è sempre più gradita al lettore!

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: I luoghi del delitto
    • Autore: Barbara Pezzotti
    • Editore: goWare
    • Data di Pubblicazione: 2014
    • ISBN-13: 9788867971442
    • Pagine: 132
    • Formato - Prezzo: eBook - Euro 4,99

    13 luglio 2014

    Peccati d'estate - Anat Einhar

    Quattro storie in una città arroventata dal sole. I personaggi, come marionette mosse da fili immaginari, non possono sottrarsi al proprio destino; ognuno di loro reciterà la propria parte fino alle estreme conseguenze: chi quella della vittima, chi quella del carnefice. Accomunati dal calore di un’estate impietosa, che sembra risvegliare istinti e pulsioni violente, non troveranno sostegno nel prossimo né la forza interiore di respingere il peccato che li incalza.
    Un professore di liceo scopre che i suoi studenti sono cresciuti e inizia ad averne paura. Un immigrato russo pulisce la casa di una celebre poetessa che lo accusa ripetutamente di furti mai commessi. Una bambina è costretta a portare un busto per curare la scoliosi e cerca aiuto in un misterioso vicino di casa. Una donna che non riesce a rimanere incinta stringe un patto sconsiderato con il cameriere di un bar sull’orlo del fallimento. Con una grande ricchezza di linguaggio, la capacità di mantenere sempre alta la tensione e la potenza di un immaginario vivido e di uno sguardo critico e arguto sulla società contemporanea, Anat Einhar tesse una trama avvincente e piena di significato che fa della sua opera prima una vera rivelazione nel panorama della letteratura israeliana.

    Recensione

    Peccati d'estate, opera prima di Anat Einhar, colpisce immediatamente per l'alto livello qualitativo della sua scrittura, per la capacità di scavare nel quotidiano. Una scrittura metamorfica, che riscrive la realtà in quattro distinti racconti che compongono il libro, diversi per personaggi, tematiche, estensione, ognuno significativo a modo suo.
    Una delle tematiche che più caratterizzano la narrativa ebraica contemporanea è la difficile convivenza tra individui in uno spazio ristretto, che talvolta rinuncia pure allo scenario urbano per imprigionare i personaggi nelle quattro mura domestiche. Si avverte sin da subito in questo libro una precisa connotazione della dimensione spaziale, a cominciare dal primo racconto, con protagonista il professore Tzvi: in seguito alla morte dell'amato cane, lo spazio domestico diventa luogo di elaborazione del lutto e di conflitto familiare, mentre lo spazio aperto delle strade urbane si trasfigura in luogo idealizzato e perso per sempre. Tzvi ci prova, ad andare per strada da solo, ma senza il suo cane non è la stessa cosa, scopre un luogo diverso, che non è più suo. Si percepisce così la tragicità di un evento che ormai sembra cosa scontata, un attentato capace di fare sparire le persone, sì, ma anche di trasfigurare i luoghi, incrinare irremediabilmente la quotidianità.
    Lo spazio chiuso ricorre negli altri racconti, come prigione e pure come palcoscenico in cui confinare i protagonisti e costringerli a recitare i propri ruoli. Come l'immigrato russo che cura la casa di una celebre e anonima poetessa (l'illustre Dalia Rabikovitch, ha svelato la casa editrice Giuntina), costretto al confronto con se stesso e con la donna che forse è straniera, e forse no. Così è anche per il terzo racconto, che ha per protagonista una bambina costretta a indossare un busto per la scoliosi. La sua vicenda si dipana in una serie di luoghi chiusi e soffocanti: la scuola, la piscina, la casa, come se fossero prigioni nelle prigioni. E di nuovo si affaccia il confronto con il diverso, il misterioso vicino e le sue donne tatuate sulle spalle.
    Indubbia è la cura del profilo psicologico dei protagonisti, ritratti ricchissimi e vivi, e interessanti sono anche i personaggi secondari, forse anche più peculiari dei primi, più misteriosi (dal vicino tatuato alla poetessa, dal ragazzo del bar dell'ultimo racconto alla studentessa di Tzvi).
    Notevole è l'apparato stilistico. Una scrittura bellissima, fortemente sensoriale, capace di lasciare forti impressioni sul lettore, mentre ci sono passi interi da sottolineare ed evidenziare. L'autrice è anche illustratrice, e probabilmente molto della sua esperienza con l'arte visiva è passata nella sua scrittura.
    Un'opera prima meritatamente premiata, che si fa leggere con piacere e in poco tempo, dalla carica riflessiva che non si esaurisce voltata l'ultima pagina.

    Giudizio:

    +4stelle+

    Dettagli del libro

    • Titolo: Peccati d'estate
    • Titolo originale: Torfim Shel Kayitz
    • Autore: Anat Einhar
    • Traduttore: Cecilia Biondi e Yair Haendler
    • Editore: La Giuntina
    • Data di Pubblicazione: 2014
    • Collana: Israeliana
    • ISBN-13: 9788880575474
    • Pagine: 224
    • Formato - Prezzo: Brossura - 15,00 Euro 
     
     

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