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6 giugno 2014

Anteprima: Shadowhunters - Città del Fuoco Celeste (City of Heavenly Fire) - Cassandra Clare

In this dazzlinlg and long-awaited conclusion to the acclaimed Mortal Instruments series, Clary and her friends fight the greatest evil they have ever faced: Clary's own brother.
Sebastian Morgenstern is on the move, systematically turning Shadowhunter against Shadowhunter. Bearing the Infernal Cup, he transforms Shadowhunters into creatures out of nightmare, tearing apart families and lovers as the ranks of his Endarkened army swell.
The embattled Shadowhunters withdraw to Idris - but not even the famed demon towers of Alicante can keep Sebastian at bay. And with the Nephilim trapped in Idris, who will guard the world against demons?
When one of the greatest betrayals the Nephilim have ever known is revealed, Clary, Jace, Isabelle, Simon, and Alec must flee - even if their journey takes them deep into the demon realms, where no Shadowhunter has set foot before, and from which no human being has ever returned...


Recensione

Eccola: l'abbiamo attesa trepidanti per due anni e alla fine è arrivata, l'agognata conclusione della saga The Mortal Instruments è finalmente nelle nostre mani. Pubblicata il 27 maggio in lingua originale, in Italia arriverà fra pochissimo: si tratta di aspettare fino al 15 luglio, data in cui Mondadori farà arrivare sugli scaffali la traduzione con il titolo di Shadowhunters - Città del fuoco celeste.

Mi è molto difficile scrivere quest'anteprima senza rovinare il finale a voi futuri lettori, cercherò quindi di toccare i punti salienti senza lasciarmi scappare troppo.
Quando Cassandra Clare ha deciso di proseguire la "trilogia originale" - conclusasi nel 2009 con Città di vetro -sono rimasta sinceramente perplessa: i sequel sembravano più che altro un modo per allungare il brodo con nuovi personaggi poco interessanti, un cattivo invincibile al di là di ogni possibile immaginazione e una trama un po' tirata per i capelli.
Quest'ultimo romanzo risolleva però le sorti della saga e si qualifica decisamente come il migliore tra gli ultimi scritti. Il racconto entra subito nel vivo e prosegue con una successione di colpi di scena che costringono il lettore ad arrivare quasi a metà libro senza tirare il fiato. La parte centrale è un po' più riflessiva, ma permette all'autrice di curare maggiormente l'evoluzione dei suoi personaggi principali, mostrando una maturazione delle dinamiche sentimentali e di amicizia fra Clary, Jace, Alec, Simon e Izzy con particolare attenzione al rapporto fra i due parabatai che era un po' andato perso nelle opere precedenti e che qui viene recuperato e approfondito. Il romanzo si conclude poi con l'atteso e avvincente confronto finale che regala un paio di scene al cardiopalma in grado di tenere i lettori sulle spine fino all'ultimo.

I fan della saga (e io fra loro) non potranno che ritenersi soddisfatti: la Clare recupera tutto ciò che aveva lasciato in sospeso nei libri precedenti, chiarisce ogni mistero e regala a ognuno una perfetta conclusione. Salvo, naturalmente, qualche calcolata eccezione, perché la nostra Cassandra è piuttosto furba e avendo già in produzione una nuova trilogia legata all'universo degli Shadowhunter, The Dark Artifices, non può che approfittare di City of Heavenly Fire per lanciare la sua prossima creatura, il cui primo libro verrà pubblicato negli USA con il titolo di Lady Midnight, nel 2015.
Per i pochi di voi che ancora non avessero letto le anticipazioni su internet, i nuovi libri saranno ambientati qualche anno nel futuro e avranno come teatro l'Istituto di Los Angeles, per cui quale mossa migliore se non quella di introdurre già qui i nuovi protagonisti, Julian Blackthorne e Emma Carstairs? Sì, avete letto bene, Blackthorne e Carstairs, due cognomi che vi saranno più che familiari se avete già letto il prequel alla saga dei cacciatori di demoni Shadowhunters: le origini. I cerchi si chiudono sempre nell'universo della Clare e l'autrice ammicca a se stessa per tutta la durata del romanzo, offrendo continui richiami non solo a Shadowhunters: le origini ma anche agli spin-off con protagonista Magnus Bane pubblicati nell'ultimo anno. Quando l'autrice tira le fila dei suoi personaggi lo fa per tutti, vecchi e nuovi, per cui ai fan più affezionati questo libro apparirà come un'allegra rimpatriata.

Al di là della gioia degli appassionati questo costituisce a mio parere anche uno degli aspetti negativi dell'opera: personalmente non amo molto quando vengono introdotti nuovi personaggi, soprattutto nella parte finale di una saga: frammentano la storia distogliendo l'attenzione dai personaggi principali e non c'è abbastanza tempo per affezionarsi a loro.

Il secondo grosso difetto riguarda il finale e cercherò di spiegarvelo senza raccontarvi come va a finire la storia. In sostanza si tratta della stessa osservazione che avevo fatto per il prequel: pur di far contenti tutti la Clare è disposta ad aggirare ogni regola per regalare ai fan un finale "perfetto". Gliene siamo eternamente grati, ma qualche goccia di realismo in più non avrebbe fatto male (come ha capito la Veronica Roth di Divergent), così come non avrebbe fatto male scrivere una conclusione più compatta. Come già nei primi tre romanzi, l'autrice ha il brutto vizio di trascinare l'epilogo per pagine e pagine regalando al cattivo un monologo conclusivo ripetitivo e pressoché infinito e ritornando più volte sugli stessi concetti e gli stessi personaggi, ribadendo quale sarà il loro destino una, due, tre volte. Capisco che sia difficile lasciare andare dei personaggi che ci hanno tenuto compagnia per ben sei libri ma bisogna aver la maturità di intuire quando è il momento di chiudere, perché una conclusione ben scritta ha sempre qualcosa di poetico che lascia il lettore un po' in sospeso, a cavallo fra realtà e immaginazione, mentre un epilogo troppo lungo e dettagliato alla fine risulta stucchevole e ridondante.

Ciò detto, mi è sinceramente dispiaciuto arrivare alla conclusione di questa saga e considerando il risultato finale direi che è valsa la pena di aspettare due anni per leggerla.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli dell'edizione in lingua originale

  • Titolo: City of Heavenly Fire
  • Autore: Cassandra Clare
  • Editore: Margaret K. McElderry Books
  • Data di Pubblicazione: 27 maggio 2014
  • ISBN-13: 9781442416895
  • Pagine: 752
  • Formato - Prezzo: Hardcover - 24,99 Dollari

Dettagli dell'edizione italiana

  • Titolo: Shadowhunters - Città del fuoco celeste
  • Autore: Cassandra Clare
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 15 luglio 2014
  • Collana: Chrysalide
  • ISBN-13: 9788804641292
  • Pagine: 700
  • Formato - Prezzo: Copertina rigida - 17,00 Euro

23 luglio 2013

Tricks - Ellen Hopkins

Cinque teenagers provenienti da diverse parti del Paese. Tre ragazze. Due ragazzi. Quattro etero. Uno gay. Alcuni ricchi. Alcuni poveri. Alcuni provenienti da grandi famiglie. Altri senza alcuna famiglia. Tutti vivono le loro vite meglio che possono, ma tutti sono in cerca... di libertà, sicurezza, amicizia, famiglia, amore. Ciò che non si aspettano, tuttavia, è ciò che può succedere quando quelle due piccole potentissime parole, "Ti amo" vengono dette per le ragioni sbagliate.

Cinque storie commoventi in un primo momento sembrano separate, per poi intersecarsi in un racconto più grande e potente -- un racconto sulle scelte che facciamo, sulla fiducia che diamo, sul cadere e il rialzarsi. Un racconto su un gruppo di ragazzini che impara tutto ciò che c'è da sapere sull'amore e il sesso, ad ogni costo, fino a trovarsi costretto a chiedersi: "Potrò mai stare di nuovo bene con me stesso?"

Recensione

La prima cosa che mi vien da dire su Tricks è che se fossi un editore coscienzioso ci penserei bene prima di catalogare questo libro come Young Adult.

Certo i cinque protagonisti sono adolescenti, ma le loro vicissitudini sono quanto di più lontano ci possa essere dalla smielata e irrealistica love story di Edward e Bella o dalle avventure emozionanti della Katniss di Hunger Games. Non esistono amore eterno né finali da favola in questa scioccante opera di Ellen Hopkins, ma solo la cruda realtà, raccontata senza fronzoli e decisamente per stomaci forti.

In gergo americano, infatti, i "tricks" sono i clienti delle prostitute e proprio nel gorgo della prostituzione minorile i ragazzi di Tricks finiscono loro malgrado risucchiati. La Hopkins non è nuova a questo tipo di tematiche: tutti i suoi libri si concentrano infatti su realtà adolescenziali estremamente drammatiche, che ella affronta a testa alta e senza inutili moralismi, forte della propria esperienza personale che l'ha vista lottare per anni per salvare la figlia dal tunnel della cocaina, esperienza che le ha permesso di scrivere il primo libro, Crank.

Cinque protagonisti, si diceva, cinque sedicenni, tre ragazze e due ragazzi, quattro etero, uno gay, provenienti da realtà diverse ma tutte in qualche modo tipiche dell'America contemporanea, tutte in qualche modo "normali". C'è Eden, figlia di un predicatore e membro di una comunità religiosissima, Seth che ha appena perso la madre e vive con il padre agricoltore, Whitney, adolescente ribelle trascurata dai genitori separati, Ginger che da tutta la vita tenta di sopravvivere alla madre tossicodipendente, e infine Cody, la cui amorevole famiglia finisce a gambe all'aria in modo tragico e inaspettato.

Per tutti il punto di svolta è la scoperta dell'amore come può esser solo nell'adolescenza: assoluto, ingovernabile, cieco. E come ogni adolescente anche i cinque ragazzi di Tricks abbracciano con entusiasmo e con passione assoluta questo nuovo sentimento così che quando la realtà si abbatte su di loro ne rimangono travolti in un battito di ciglia.

Uno degli aspetti più scioccanti e al tempo stesso più realistici di questo libro è la velocità e la facilità con cui la vita di cinque ragazzi qualunque possa trasformarsi in un inferno al quale nessuno li ha preparati. La realtà ha il sapore del tradimento e dell'abbandono, non (o non solo) quello della persona amata, ma quello degli adulti, i genitori, coloro che avrebbero dovuto tutelare, proteggere ed educare e invece si sono dimostrati ciechi, egoisti, superficiali o, più semplicemente, incapaci di amare davvero. Il dito accusatorio dell'autrice punta infatti chiaramente contro queste madri e questi padri che, in modi diversi, hanno fallito il loro compito di educatori, permettendo o addirittura favorendo che ragazzi così giovani si trovassero ad affrontare realtà, quelle della droga e della prostituzione, troppo potenti perché potessero gestirle da soli.

La Hopkins racconta la perdita dell'innocenza che porta cinque adolescenti a dover decidere quanta parte di loro stessi sono disposti a sacrificare per poter sopravvivere e lo fa con una straordinaria commistione di crudezza e lirismo; l'opera è infatti una novella in versi, in cui ogni capitolo è introdotto da un breve poema seguito da un racconto in prosa narrato in verso libero. Il risultato finale è una sorta di ballata infernale che colpisce il lettore come un pugno nello stomaco; come adulta è straziante leggere delle decisioni incredibilmente ingenue che questi ragazzi compiono e delle terribili conseguenze che ne derivano, soprattutto quando si considera che, come ricorda l'autrice, l'età media delle prostitute americane è 12 anni.
Il che ci riporta alla questione iniziale: farei leggere questo libro ad un adolescente? Non so bene cosa rispondere: da un lato credo sia un bene che i ragazzini prendano coscienza della facilità con cui si può rimanere coinvolti in realtà terribili, in grado di privarli per sempre della parte più bella di loro, dall'altro il racconto della Hopkins è decisamente forte e brutale nelle parole nelle immagini, per cui un pubblico più giovane credo dovrebbe affrontarlo con l'assistenza di un adulto.

Chi sicuramente dovrebbe leggere questo libro invece sono gli adulti, perché si ricordino cosa vuol dire essere un adolescente impaziente di sperimentare la vita anche quando non si sa bene in cosa consista questa vita, ma soprattutto perché si ricordino che dobbiamo essere pronti ad amare i nostri figli più di noi stessi e delle nostre convinzioni religiose e politiche, altrimenti i figli non dovremmo farli affatto.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Tricks
  • Autore: Ellen Hopkins
  • Editore: Margaret K. McElderry Books
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • ASIN: B002M5E2E6
  • Pagine: 644
  • Formato - Prezzo: Kindle ebook - Euro 5,00

24 maggio 2013

Shadowhunters: le origini - Cassandra Clare

Quando Tessa Grey attraversa l'oceano per ritrovare il fratello nell'Inghilterra Vittoriana, qualcosa di terrificante la attende nel Downworld di Londra. Rapita dalle misteriose Dark Sisters, membri di un'organizzazione segreta chiamata il Pandemonium Club, Tessa presto scopre di avere il potere di trasformarsi in un'altra persona. Il Magister, l'oscura figura alla guida del club, non si fermerà di fronta a nulla perché il potere di Tessa finisca nelle sue mani. Braccata e senza amici, Tessa trova rigufio fra gli Shadowhunters, guerrieri il cui scopo e liberarre il mondo dai demoni. Presto ella si scopre affascinata, e divisa, da due migliori amici:James, la cui fragile bellezza nasconde un segreto mortale,e Will, il cui umore imprevedibile tiene tutti a distanza. Mentre la loro ricerca li conduce al centro di un complotto che minaccia di eliminare tutto gli Shadowhinters, Tessa si rende conto che dovrà scegliere tra la salvezza di suo fratello e aiutare i suoi nuovi amici a salvare il mondo...e che l'amore potrebbe essere la forma di magia più pericolosa di tutte.

Recensione

Finalmente Cassandra Clare è riuscita a concludere una delle mille saghe che dal 2007 in avanti ha iniziato a produrre a ciclo continuo. A fine marzo è stato infatti pubblicato Clockwork Princess, il terzo e ultimo capitolo della trilogia The Infernal devices, conosciuta in Italia come Shadowhunters: Le Origini, in quanto prequel della saga bestseller Shadowhunters (The Mortal Instruments) arrivata a contare cinque libri (più uno, l'ultimo si spera, previsto per il 2014) e di cui vi avevamo già parlato in una nostra recensione.
Tornando ai nostri Infernal Devices: bell'idea quella del prequel. Bella l'idea di raccontare da dove arrivano gli Shadowhunters, qual è la storia dei Lightwood e degli Herondale, chi ha fornito ai cacciatori di demoni alcune fra le loro armi più preziose e come gli eventi del passato si intersecano con la storia raccontata in Città di ossa e seguiti vari.
Un po' meno bella l'idea di realizzare questo prequel semplicemente prendendo gli eventi di Shadowhunters e spostandoli indietro di cent'anni e a est di qualche migliaio di chilometri. Invece dello scenario urban fantasy della New York contemporanea, infatti, ci troviamo ora nella Londra Vittoriana; per il resto abbiamo di nuovo un'eroina dai poteri fuori dal comune che all'inizio del racconto si crede una ragazza normale e ignora qualsiasi cosa del mondo dei cacciatori di demoni, un protagonista maschile ribelle, tormentato e con una spiccata propensione al sarcasmo e naturalmente il terzo vertice del triangolo amoroso costituito dal bravo ragazzo di turno, questa volta migliore amico di lui, invece che di lei. E poi naturalmente c'è un supercattivo che vuole distruggere l'intera razza degli Shadowhunters e per farlo è disposto a scendere a patti con gli inferi seminando morte e distruzione sul suo cammino.

Ora, prima che i fan della saga procedano con la mia decapitazione voglio puntualizzare che, data questa premessa, il racconto si sviluppa poi in modo indipendente e sufficientemente interessante con dei tentativi di dare all'opera tinte di horror gotico che ben si adattano all'ambientazione ottocentesca e che riescono a seminare qualche scossa di adrenalina qua e là; tuttavia la ripetizione di uno schema già noto nella scelta dei caratteri e delle dinamiche dei personaggi principali è evidente e deludente. Uno degli aspetti di maggior interesse del racconto è il mistero sulle origini della protagonista, Tessa, arrivata a Londra da New York alla ricerca del fratello convinta di essere una ragazza come tutte le altre e destinata a scoprire nel peggiore dei modi di essere una creatura unica dotata di un potere prodigioso che però la farà sentire più un mostro che un essere umano. A essere onesti questa mi è anche sembrata l'unica caratteristica interessante della povera Tessa, che, nel complesso mi è parsa piuttosto insipida e dal carattere indefinito, cosa a cui l'autrice tenta di rimediare ricordandoci più volte che Tessa ama leggere e conosce Le due città a memoria. Un po' pochino a mio parere.

Va meglio con i due protagonisti maschili, anche se il tormentato Will è di fatto una versione un po' più selvaggia del buon Jace di Città di ossa (e sì, lo so che sono parenti ma questo non giustifica la creazione di personaggi fotocopia!) mentre il mite Jem, per quanto sinceramente adorabile, sconfina spesso nel troppo buono per esser vero.

Ciò che più mi ha spinta alla lettura di questo prequel, tuttavia, è stata l'ambientazione nella Londra vittoriana che purtroppo si è rivelata uno degli aspetti più deludenti della saga. Qui, infatti, emergono tutti i limiti della Clare come scrittrice che per realizzare uno scenario convincente pensa di potersela cavare facendo utilizzare di tanto in tanto ai suoi personaggi parole "desuete" pescate direttamente dal dizionario dei sinonimi mentre l'eroina si dibatte brevemente sull'opportunità di rivolgersi ad un giovane con eccessiva familiarità scandalizzandosi opportunamente di fronte a espressioni eccessivamente colorite. Tocco finale la malattia che consuma il povero Jem che sarà anche dovuta alla'attacco di un demone ma assomiglia incredibilmente a quella terribile "consunzione" che ha portato alla tomba tante tragiche, esili e infinitamente buone eroine dei romanzi d'appendice ottocenteschi. Londra, inutile dirlo, sembra uscita direttamente dalle pagine di quelle guide super compact adatte per un week end nella capitale inglese: c'è la pioggia, c'è la nebbia e c'è il ponte di Blackfriars dove i nostri eroi si trovano a passare ogni volta che mettono il naso fuori di casa, non importa da dove arrivino o dove siano diretti. Capisco che il ponte abbia un nome suggestivo ma in una città che supera il migliaio di km quadrati possibile che succeda sempre tutto a Blackfriars?

Tutto considerato il problema di base è che la Clare è più un'autrice di fan fiction che una vera romanziera: prende personaggi già noti e poi scatena la fantasia inventando ostacoli insormontabili e intrecci a volte tirati un po' per i capelli perché i suoi eroi soffrano la giusta dose di dramma e angoscia prima che tutto si risolva per il meglio.

Questo è soprattutto vero nel secondo e terzo capitolo della trilogia in cui la vicenda iniziata in Clockwork angel con risultati discreti si sfilaccia sempre più: i personaggi secondari si moltiplicano insieme ai voltafaccia del destino, il comportamento del cattivo si fa meno coerente e soprattutto l'autrice riesce a trascinare tutti verso un happy ending gradito ma onestamente tanto improbabile da sembrare infantile. Peccato, perché la Clare dimostra spesso di essere dotata di una certa grinta che le permette di narrare eventi anche brutali e disturbanti e di infarcire il suo racconto di dialoghi brillanti e divertenti, segni di una personalità più arguta di certe casalinghe mormone improvvisate scrittrici di nostra conoscenza; manca però la maturità e la serietà per scrivere di personaggi veramente originali e a tutto tondo oltre che per gestire una trama adulta complessa in tutte le sue implicazioni, che non tema di lasciare qualche vittima per strada e che susciti qualche discussione più significativa di "Team Will o Team Jem?".


Giudizio:

+2stelle+

Shadowhunters - Le origini (The Infernal Devices series)
  • L'angelo (Clockwork Angel, Mondadori 2011, 474 pag.)
  • Il principe (Clockworck Prince, Mondadori 2012, 495 pag.)
  • Clockwork Princess (Margaret K. McElderry Books, Marzo 2013, uscita prevista in Italia Giugno 2013)

 

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