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2 settembre 2015

Entra nella mia vita - Clara Sánchez

Veronica ha 10 anni quando, a insaputa dei genitori, trova la foto di una bambina nascosta in una vecchia cartelletta piena di documenti. Piena di curiosità e desiderosa di sapere l'origine di quella fotografia, Veronica decide però di mantenere il silenzio sulla scoperta. Non per timore di una punizione, ma per istinto. Tuttavia, il ricordo di quell'immagine non svanisce dalla mente di Veronica che, ormai adulta, scopre di avere una sorella. Due anni prima della sua nascita, infatti, la madre, Betty, aveva dato alla luce un'altra bambina immediatamente dichiarata morta. Betty però non aveva mai accettato quel responso e, per anni, aveva cercato la primogenita. Che fosse proprio quella della fotografia? Decisa a fare luce sul mistero che genera discussioni e malumori in famiglia e si è portato via la salute di sua mamma, Veronica riprende le indagini laddove Betty le aveva interrotte, infilandosi in una spirale di bugie, dove non è possibile fidarsi di nessuno, dove una verità dolorosa e pericolosa non tarda a venire a galla, rivelando trame che faranno cadere ogni certezza.

Recensione

L'autrice, Clara Sánchez, ha raggiunto la fama mondiale con il romanzo - tradotto in tutto il mondo - Il profumo delle foglie di limone. È l'unica scrittrice ad aver vinto tutti e tre i più importanti premi letterari spagnoli: Alfaguara nel 2000, Nadal nel 2010 e Planeta nel 2013. Entra nella mia vita è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia, con il quale si occupa di un tema delicato quanto scottante, scuotendo l'opinione pubblica con una storia forte e dirompente quanto la sua protagonista, Veronica.

Entra nella mia vita è riuscito a scalare la vetta delle classifiche internazionali grazie all'energia che trasmette e alla sensibilità verso problemi sociali, quali le adozioni illegali e la vendita di neonati, problematiche di cui si parla troppo poco, ma che, spesso, affliggono anche paesi industrializzati.

Nel suo romanzo, la scrittrice spagnola tratta in maniera approfondita temi importanti, il più rilevante dei quali è rappresentato dalla forza di volontà di Veronica. Una forza interiore che porta la protagonista a voler scoprire, ad ogni costo, la verità, per vendicare le sofferenze subite dalla madre e cercare di porre fine a quella che pare essere una piaga sociale.
Clara Sánchez ha deciso, quindi, di lottare contro un tema sul quale vige la più completa omertà, ma che affligge, tra gli altri, anche il paese d'origine della scrittrice stessa. Quella delle adozioni illegali è, infatti, una pratica di acquisto e vendita in cui bambini appena nati vengono dichiarati morti per poterli poi vendere a coppie facoltose che non desiderano attendere i lunghi tempi richiesti dalle adozioni legali. Ancora più scottante appare la decisione dell'autrice di inserire nella storia personaggi che rappresentano categorie che tutti siamo portati a rispettare.

Con abilità, affrontando argomenti tutt'altro che semplici, Sánchez è riuscita a tenermi incollata alle pagine del suo romanzo, creando la giusta dose di suspance all'interno di una trama ben costruita. L'unica critica che mi sento di muovere è diretta allo stile di scrittura, spesso troppo prolisso, pieno di particolari pressoché inutili che, a volte, rallentano la storia invece di creare attesa.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Entra nella mia vita
  • Titolo originale: Entra en mi vida
  • Autore: Clara Sànchez
  • Traduttore: Enrica Budetta
  • Editore: Garzanti
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Narratori Moderni
  • ISBN-13: 9788811686996
  • Pagine: 448
  • Formato - Prezzo: Rilegato, Sovraccoperta - 18.60 Euro

10 agosto 2015

Dal libro al film: L'ultimo lupo

È il 1967. La Cina è nel pieno della rivoluzione culturale. Gruppi di studenti vengono inviati in Mongolia per lavorare. Tra questi c'è anche Jiang Rong, il quale, dopo 10 anni passati a stretto contatto con una popolazione di pastori nomadi, rientra in patria per completare i suoi studi e tornare alla sua vita. Tornare sì, ma cambiato nel profondo dell'anima. Decide così di scrivere un libro che parli della sua esperienza, della sua vita nella gelida prateria mongola, dei suoi 10 anni passati a difendere il gregge e se stesso dai lupi, della sua scelta di allevare un cucciolo di questo nobile animale per poterne studiare il comportamento da vicino.

Il risultato è Il totem del lupo, pubblicato nel 2004 in Cina e divenuto in breve tempo un bestseller, portato sui nostri scaffali da Mondadori tre anni più tardi. Un libro che ha destato molte polemiche alla sua uscita, soprattutto nel paese d'origine, dove il governo desiderava inizialmente vietarlo per l'aperta condanna espressa dall'autore, nel corso della storia, verso un sistema chiuso e dittatoriale e verso i fondamenti stessi del regime nazista e la sua politica ambientale. Il racconto si conclude, inoltre, con un'aspra critica nei confronti di un popolo - il suo popolo -, che Jiang Rong definisce "gregge di pecore", in contrasto con il valore e il coraggio del popolo della steppa. Il totem del lupo ha ricominciato a far parlare di sé qualche mese fa, quando, anche nelle sale italiane, è uscita l'ultima pellicola firmata da Jean Jacques Annoud, già regista di Sette anni in Tibet, dal titolo L'ultimo lupo, apparso in anteprima in Cina il 19 febbraio 2015 con un cast quasi interamente cinese e che vede tra gli interpreti principali Shaofeng Feng e il cino-canadese Shawn Dou.

Bello? In maniera semplicistica si può dire di sì. Un film che scorre lento, come il libro da cui è tratto, senza per questo annoiare. Tuttavia, come spesso accade, pur essendo ben fatto nella sua rappresentazione, pur presentando alla vista meravigliosi panorami di una terra che poco conosciamo, pur lasciandoci a bocca aperta davanti a riprese mozzafiato, la pellicola non può essere paragonata al romanzo da cui è stata tratta.
È difficile, infatti, trasporre in un tempo limitato un libro che ha così tanto da dire e insegnare. Oltre a essere una preziosa testimonianza, Il totem del lupo è un romanzo storico, sociologico, documentaristico. Molti degli aspetti che lo rendono così prezioso non compaiono nel film e, pertanto, risultano di difficile comprensione molte scene che, invece, nell'opera di Jiang Rong compaiono farcite di dettagli tutt'altro che inutili.

Lo scopo stesso del romanzo, che presenta un finale totalmente differente da quello utilizzato per la pellicola, non risulta così evidente e chiaro in un film che ha girato il mondo per presentare una cultura, una realtà così distante da noi da essere giudicata spesso estrema. Valori importanti quali il rispetto per la natura e gli esseri viventi, l'importanza delle tradizioni, l'amicizia, il vivere in assenza di avidità, inoltre, non sono sottolineati con la dovuta attenzione nella trasposizione cinematografica e in definitiva si perdono un po'.
Se valga comunque la pena vederlo? Ovviamente sì, ma se avete intenzione di leggere anche il libro, gustatevi prima la pellicola. Tranquilli, non vi rovinerà la sorpresa di una storia che affascina e istruisce chi ha il coraggio di avventurarsi, anche solo con la fantasia, nelle terre estreme della Mongolia, attraversando rituali e tradizioni che, nonostante tutto, non muoiono.


3 agosto 2015

Il totem del lupo - Jiang Rong

È il 1967. In Cina imperversa la rivoluzione culturale. Giovani studenti vengono inviati nelle terre estreme della Mongolia come lavoratori. L'obiettivo principale è rendere stanziali i popoli fino ad allora rimasti nomadi. Tra questi ragazzi c'è Chen, il quale parte portando con sè un baule pieno di libri inutili nell'ambiente selvaggio della steppa mongola dove l'unica regola è sopravvivere. Affascinato dalla saggezza dei popoli nomadi e dal coraggio del loro totem, il lupo, Chen deciderá di sconvolgere le leggi della natura catturando "un dio per farne uno schiavo".

Recensione

Uscito in Italia nel 2007, Il Totem del Lupo è un libro che nel paese d'origine ha fatto tanto parlare di sé a causa delle numerose condanne espresse non solo contro il regime cinese e la sua politica di distruzione ambientale, ma anche contro il popolo stesso della Cina, invitato, a più riprese, a imparare il coraggio e l'astuzia dei mongoli.

Scritto in terza persona e con personaggi fittizi, il romanzo racconta, in realtà, la storia del suo autore, Jiang Rong, e della sua esperienza, durata quasi dieci anni, come pastore nomade nella prateria mongola. Figlio di due combattenti della guerra sino-giapponese, Jiang Rong, pseudonimo di Lü Jiamin, ha dedicato quasi un terzo della sua vita alla stesura di un romanzo dal grande valore storico e documentaristico.

Lungi dall'essere un libro di facile lettura, Il Totem del Lupo è una storia che procede lentamente tra pascoli sconfinati della Mongolia e rituali che racchiudono magia e superstizione. È un omaggio alla natura, pieno di riferimenti politici e storici, ricco di descrizioni di epiche battaglie e incontri ravvicinati con i lupi, animali fieri dai quali imparare il coraggio e la saggezza.

Il Totem del Lupo, inoltre, rappresenta un tentativo ben riuscito di interrogarsi su quanto sia eticamente corretto allontanare un animale selvatico dal suo habitat per farne un animale domestico. È un libro che fa percepire la potenza della natura, nascosta nelle bufere di neve e negli attacchi fulminei dei lupi. È una storia che è necessario assaporare, impossibile da leggere tutta d'un fiato, per entrare a far parte di un mondo così lontano da noi, per sentire quel legame ancestrale che ancora ci unisce, con stretti fili sottili e invisibili, alla natura di cui facciamo parte, ma che troppo spesso trascuriamo e maltrattiamo.

Tradotto e letto in tutto il mondo, divenuto anche in Italia un bestseller, questo romanzo è stato apprezzato da studenti e lettori di classici, animalisti, politici e economisti. Non importa chi siamo, Il Totem del Lupo, con le sue 440 pagine di forza, coraggio, lealtà, denuncia e, a tratti, tenerezza è in grado di conquistare qualsiasi tipo di lettore, conducendolo per mano in un racconto che pare risalire agli albori della storia.

Le pelli di lupo sventolavano agitate dalla brezza, il pelo schiacciato nell’aria. I due lupi parevano correre affiancati e gioiosi nel cielo azzurro e rotolarsi e abbracciarsi con la serenità di chi finalmente s’è lasciato alle spalle tutte le ansie terrene. Agli occhi di Chen quei lupi volavano verso il Tengger, Sirio, la Stella del Cane o qualunque sia il nome di quel paradiso che avevano onorato per tutta la vita accompagnando alle sue soglie anime degli uomini dell’Olon Bulag. Senza neanche accorgersene, ecco che si era trovato al cospetto del totem del lupo. Il rispetto e l’ammirazione per quel predatore erano palpabili.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il Totem del Lupo
  • Titolo originale: Lang Tuteng
  • Autore: Jiang Rong
  • Traduttore: Maria Gottardo e Monica Morzenti
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Oscar Best Seller
  • ISBN-13: 9788804571902
  • Pagine: 440
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 13,00

6 luglio 2015

La psichiatra - Wulf Dorn

Ellen Roth è una giovane e brillante psichiatra che ha da poco iniziato la sua carriera all'interno della prestigiosa Waldklinik. Dopo aver, con la massima lucidità, evitato il suicidio di un paziente, Ellen inizia a occuparsi di un caso lasciatole dal collega e compagno Christopher Lorch. Capendo, sin dalla prima visita, che quello sarà un caso complicato, Ellen decide di chiedere aiuto al collega Mark Behrendt, ma quando si reca nella stanza della paziente assieme a lui, la donna è scomparsa. Non solo lei, ma anche la sua cartella clinica. Non c'è traccia della sua entrata nella Waldklinik, nessuno si ricorda di lei. Decisa a scoprire la verità, Ellen inizierà a seguire le poche tracce che la donna ha lasciato dietro di sé, infilandosi in un baratro da cui sarà quasi impossibile uscire.

Recensione

La psichiatra è il primo romanzo thriller di Wulf Dorn, autore tedesco precedentemente conosciuto per i suoi racconti horror. La sua specializzazione si ritrova facilmente anche in questo thriller dalle tinte psicologiche e oscure. Una trama ben costruita, adatta a far rimanere il lettore con il fiato sospeso a partire dalle prime pagine.

Ho trovato notevole l'uso magistrale del flashback, una tecnica importante, ma spesso complicata, che Dorn è riuscito a utilizzare senza rivelare troppo presto il vero perno della storia, ciò attorno a cui tutte le vicende ruotano in una spirale infernale. Una scrittura pulita, scorrevole rende la lettura piacevole e veloce, unitamente al ritmo serrato dei fatti descritti.

Con questo romanzo, lo scrittore ci fa viaggiare attraverso la celebre Foresta Nera tedesca, immergere in un'atmosfera cupa in cui si respira l'odore della paura e conoscere personaggi che, spesso, non sono ciò che sembrano essere.

Con uno stile unico, privo della presenza maniacale di dettagli, Dorn ci trascina all'interno della mente umana. Dinnanzi al lettore si presenta quindi un percorso profondo e concreto all'interno della psiche e dei suoi meccanismi tanto complessi quanto fragili. La mente diventa una fortezza sul punto di crollare, rivelando punti deboli che non possono più essere riparati, meccanismi di difesa ormai arrugginiti, pronti a cadere come un castello di carte in seguito a un filo di vento. Un viaggio, questo, che si intraprende nel momento esatto in cui si inizia la lettura. Un sentiero che, una volta cominciato, non è possibile abbandonare.

Essendo questo il romanzo d'esordio dell'autore tedesco, non mi aspettavo certo grandi cose. Sono invece rimasta piacevolmente colpita dalla costruzione perfetta della trama, dalle competenze in termini psicologici di Wulf Dorn e dal suo stile di scrittura. Ho trovato inimitabile la sua capacità di deviare l'attenzione del lettore da quei particolari che, alla fine, si rivelano decisivi per giungere alla soluzione. Dorn riesce a rendere tutti colpevoli e al tempo stesso innocenti, in un circolo vizioso in cui ogni prova porta a tutti e a nessuno, tenendo il lettore in bilico su un sottile filo sospeso nel vuoto fino quasi all'ultimo, grande salto nella mente umana. Contro ogni iniziale previsione, gli affido senza dubbio un voto a 5 stelle.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La Psichiatra 
  • Titolo originale: Trigger
  • Autore: Wulf Dorn
  • Traduttore: Alessandra Petrelli 
  • Editore: Corbaccio
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Top Thriller
  • ISBN-13: 9788863800753
  • Pagine: 399
  • Formato - Prezzo: Cartonato con sovraccoperta - Euro 18.60
 

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