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21 novembre 2017

The Professor 5: Troll - Marzano, Corbetta, D'Antonio

Il nostro protagonista Benjamin Love alias The Professor dopo il sole della calda Napoli si avventura nelle acque delle Isole Orcadi alla ricerca della verità che si cela dietro il naufragio del "Prometheus". Verità inconfessate e tanto mistero bastano a mescolare le carte in tavola, presentando così al lettore una storia originale e inaspettata.





Recensione

Con il volume numero 5, Troll , The Professor riconferma la sua originalità e la sua capacità di elaborare storie totalmente nuove sfruttando elementi reali e già esistenti: protagonisti di questo volume sono le vicende di un Troll molto famoso nel mondo della letteratura inglese grazie all’abile penna di Mary Shelley e l’ingegno arguto e curioso di un ancora poco noto Bram Stoker, alle prese con i suoi primi racconti – tant’è che nelle ultime pagine si fa riferimento a Van Helsing, il celebre antagonista del conte Dracula che, non a caso, nel 1958 viene interpretato da Peter Cushing. Al centro della storia, un terribile naufragio di una nave dal nome tutt’altro che comune, il Prometheus – così come il primo vascello terrestre capace di viaggi interstellari in Stargate (1994) oppure come la nave spaziale tratta dalla serie Alien – che porta con sé un grande segreto. Il disastro nel Mare del Nord attira il nostro amato Professore che, in compagnia del celebre Stoker – estremamente curioso e affascinato dalla misteriosa tragedia consumatasi improvvisamente e senza lasciare alcuna traccia utile alla ricostruzione dell’accaduto – parte alla volta delle Isole Orcadi.

La storia si rivelerà essere più intricata di quello che sembra e non mancheranno i colpi di scena, il mistero si infittisce a mano a mano che il lettore procede con la lettura ed ecco che ci sentiamo anche noi al fianco del buon Benjamin Love ad indagare per scoprire la verità.

Anche in questo numero, il tratto si rivela estremamente importante e di alta carica espressiva, incidendo moltissimo sulla resa della storia infatti consente di caricare di enfasi il contenuto narrativo.

L’intera vicenda consente al lettore di riflettere sul concetto di umanità e sull’importanza della parola data, le promesse hanno il potere di legare destini completamente diversi in modo così saldo da far sì che neanche il tempo possa scolorire o attenuare l’intensità della loro forza.

Troll lascia spazio a temi come la famiglia, l’amore, il rapporto padre-figlio e consente anche di rompere gli schemi con i luoghi comuni del tempo sulla donna grazie ad una intraprendente figura femminile che scendendo dal cielo, letteralmente, assume una valenza profetica e rivoluzionaria.

Ottima prova ancora, questa volta per Marzano, Corbetta e D’Antonio che continuano a tenere alta la fiamma di The Professor. Una rivoluzione nel campo del fumetto italiano, una scelta coraggiosa ma anche originale. Quello che apprezzo di più di questa testata è la capacità di ri-inventare e di ri-elaborare storie e personaggi già esistenti intrecciandole con le vicende fittizie di Benjamin Love. Ancora una volta un successo che riconferma l’alto livello del fumetto.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Professor 5: Troll
  • Autore: Giancarlo Marzano (testi),Paolo D'Antonio (disegni) e Andrea Corbetta (copertina)
  • Editore: Erredi Grafiche Editoriali
  • Data di Pubblicazione: luglio 2017
  • Pagine: 98
  • Formato - Prezzo: 4 × 20 cm - 4,00 Euro

4 agosto 2017

The Professor 4: Sirena - Martigli, De Carlo, Corbetta, Giorgiani

Benjamin riceve l'invito dal suo vecchio amico Raimondo Conte del Balzo per passare qualche giorno di relax in Italia. Il conte è anche colui che ha regalato al nostro professore Furio, il suo inseparabile cane di razza Mastiff. Un viaggio però che cessa rapidamente di essere solo "di piacere" e che vedrà il nostro professore alle prese con un nuovo mistero a metà tra realtà e mitologia.

Recensione

Con il quarto numero di The Professor, Sirena, ci avviciniamo alla conclusione della prima stagione del fumetto, fissata con l’uscita del sesto numero a settembre, Polvere. Il mio è diventato ormai un appuntamento fisso, sin dal primo numero avevo intravisto un potenziale notevole e devo riconoscere che volume dopo volume, il fumetto si migliora sempre di più non lasciando nulla al caso.

Una caratteristica di The Professor sulla quale nel corso delle recensioni ai volumi precedenti non mi sono ancora soffermata, è il continuo cambiamento di location, ogni numero riserva un diverso sfondo geografico e, inevitabilmente, sociale e culturale. Questa volta il nostro amato Professor Love raggiunge la nostra bella Italia, precisamente Napoli, in compagnia del suo fido Furio in seguito ad un invito di villeggiatura ricevuto da parte di un vecchio amico, Raimondo Conte del Balzo.

La storia è più intricata rispetto alle precedenti e in alcuni punti sembra quasi sfiorare delle punte mitologiche con la citazione grafica – grandissimo omaggio all’Odissea di Omero – del buon Benjamin legato ad un albero maestro attorniato da avvenenti fanciulle e a tratti quasi surreale con i riferimenti all’Inferno di Alighieri – confermati da scelte grafiche notevoli e dalla citazione esplicita “Lasciate ogni speranza o voi che entrate”, messa in bocca indistintamente a ricchi e poveri come per renderla ancora più veritiera e per rafforzare l’idea secondo la quale la morte davanti al denaro non fa distinzione.

Una donna misteriosa, che ricorda un po’ la Elena di Troia, accende gli spiriti di Benjamin coinvolgendolo in un mistero che pagina dopo pagina si infittisce rapidamente e in compagnia di una figura incappucciata, sono quasi un semi deus ex machina perché portano il Professor Love sulla giusta via da seguire per risolvere la vicenda. Il palazzo abbandonato eredità di famiglia per il Conte, è l’immancabile luogo del terrore che cela nelle sue profondità segreti importanti e sconvolgenti ma la vera rivelazione di questo albo è il buon Furio che con la sua lealtà darà un grande apporto al Professore, evitando il peggio. A fare da cornice alla storia è una maledizione ed anche una vicenda del passato che impedisce al presente di scorrere placidamente: riuscirà il nostro Professore a ritrovare la bella dama che appare e scompare e a risolvere il mistero celato nella stirpe del suo amico?

La bellezza di questo numero oltre che nei disegni, ancora una volta bellissimi – come non citare la differenza di tratto tra la realtà e il sogno/visione – sta nei testi: oltre all’uso impeccabile del dialetto napoletano sia da parte della popolazione del luogo che da parte di Benjamin in simpatica risposta alle affermazioni dei cittadini – cosa che ci fa un po’ sorridere se ripensiamo alla patria inglese del Professor Love – è la scelta di raccontare la coralità di un popolo, che partecipa attivamente alla vicenda e che sin dall’inizio cerca di aiutare Benjamin dandogli delle dritte, che rende vincente e diversa la storia.

Tornando ai disegni, ci tengo ad aggiungere che come sempre, questi aiutano a conferire una grande veridicità alla storia che raccontano, i dettagli sono i punti forti – come la vecchia chiaroveggente rappresentata rugosa e con pochi denti.

Una vicenda originale e che sfiora la dimensione della metafisica come sempre, tenendo il lettore incollato alle pagine. Una prova ancora una volta molto buona che mette in luce un tema su tutti: quello della vendetta e del rancore ma anche della lealtà e dell’affetto sincero – forse anche un po’ di amore non manca se pensiamo a come il nostro Professor Love perda facilmente la testa davanti a belle donzelle!

Appuntamento rinnovato con il numero 5, Troll.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Professor 4: Sirena
  • Autore: Carlo A. Martigli e Giulia Carla De Carlo (testi), Germano Giordani (disegni) e Andrea Corbetta (copertina)
  • Editore: Erredi Grafiche Editoriali
  • Data di Pubblicazione: aprile 2017
  • Pagine: 98
  • Formato - Prezzo: 14 × 20 cm - 3,50 Euro

28 luglio 2017

The Professor 3: Follia - Astori, Corbetta, Innocenti

Una serie di persone altolocate commette sanguinosi delitti, causati da un'improvvisa quanto inspiegabile follia omicida. O forse si tratta di qualcosa di più arcano? Toccherà a The Professor indagare, ma stavolta non sarà solo. Al suo fianco troveremo Lady Emma Blackman, giovane e bella quanto scettica psichiatra, direttrice dell'antico manicomio di Bethlem, più noto come Bedlam. E non è tutto, perchè il tetro edificio ospita un misterioso personaggio che siamo certi tutti voi conoscerete...Ma sarà davvero lui? A voi scoprirlo.


Recensione

Continua la nostra rassegna su The Professor, il nuovo coraggioso fumetto edito da Erredi Grafiche Editoriali che sta a poco a poco occupando la scena editoriale italiana riscuotendo numerosi consensi. Anche il terzo numero, Follia, rende giustizia ai numeri precedenti – di cui trovate le recensioni qui per il primo numero e qua per il secondo – raccontando una storia interessante che va a toccare un tema caldo ed estremamente attuale: il dibattito tra la Scienza e l’Esoterismo.
Questa volta la storia ritorna nelle terre inglesi dove si consumano atroci e sanguinosi delitti per mano di ricchi e aristocratici mentre sullo sfondo, un illusionista approdato in città per fare spettacoli, fa discutere l’opinione pubblica. Il Professor Love viene convocato dalle autorità per le sue conoscenze sull’esoterismo in quanto sembra che gli assassini, reagiscano violentemente alla vista di simboli particolari, ben noti al nostro Benjamin, come se fossero sotto incantesimo.

Se da una parte però abbiamo il mondo della superstizione e dell’occulto che sostiene di trovare nel simbolismo una giustificazione e la risoluzione della misteriosa "febbre rossa" , la controparte non è da meno con le teorie scientifiche della dottoressa Lady Emma Blackman, psichiatra del manicomio di Bethlem che cerca di motivare i raptus omicida rifacendosi alle teorie sulla grande ipnosi del neurologo francese, Charcot.
A fare da collante tra indagini e il mondo aristocratico è l’esistenza di un circolo privato, l’HellFire Club, l’ennesima gatta da pelare per Benjamin e la sua occasionale compagna di intrighi Emma.

Il fumetto anche in questo terzo albo, così come nei precedenti, non manca di fare omaggio a grandi personaggi e studiosi del tempo grazie ad un citazionismo, a volte letterale come nel caso del medico tedesco Mesmer o del già citato Charcot, a volte invece non solo letterale ma anche grafico come accade per il fanatico che impersona il grandissimo Edgar Allan Poe, colui che ruba la scena a Benjamin per diventare protagonista assoluto dell’intero albo.
Edgar in compagnia del suo fidato corvo nero, appare e scompare rilasciando di volta in volta perle preziose per la risoluzione del caso attraverso riferimenti alle “sue” opere: chiama Emma col nome di Berenice – la protagonista dell’omonimo racconto affetta da stati di catalessi e trance – poi appella Benjamin come Mr.Valdemar – protagonista del racconto La verità sul caso di Mr. Valdemar dedicato al tema del mesmerismo – ed infine, in riferimento ad una ferita, una piaga che si dilata e che finisce per distruggere ogni cosa, cita La caduta della casa degli Usher

Mentre la guardavo, la crepa si allargò rapidamente, l'aria turbinava impazzita [...] il mio cervello vacillò mentre vedevo le possenti mura spalancarsi. Sentii un lungo tumultuante rumore simile al frastuono di mille acque e il profondo stagno nero ai miei piedi si chiuse, cupo e silenzioso, su quello che restava della casa degli Usher
Un finale inaspettato, l’apice del climax che si raggiunge nelle ultime pagine dell’albo, i riferimenti a grandi personaggi della storia contemporanea e ad un grande scrittore come Poe non fanno altro che confermare la coerenza strutturale nonché narrativa di The Professor.

Come ho già accennato nelle precedenti recensioni, il fumetto si coltiva su un terreno culturale estremamente notevole e produttivo che consente lo sbocciare di storie intriganti, divertenti e allo stesso tempo di grande spessore.

Una nota di plauso anche questa volta viene riservata ai disegni, le tavole rendono in immagine la dimensione perturbante che aleggia nella storia con prospettive impossibili e visioni dall’alto che esaltano il livello di inquietudine dei protagonisti e al tempo stesso, dei lettori.

Un fumetto a tutto tondo che riconferma, con successo, l’esordio brillante e soprattutto inizia a costruirsi la propria personalità viziando il lettore e prospettando per ogni albo, riferimenti a temi e a personaggi illustri e famosi. Ottima prova insomma anche con Follia, un successo in ascesa che si conferma di numero in numero!


Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Professor 3: Follia
  • Autore: Cristiana Astori (Testi), Andrea E. Corbetta (Copertina), Riccardo Innocenti (Disegni)
  • Editore: Erredi Grafiche Editoriali
  • Data di Pubblicazione: Febbraio 2017
  • Pagine: 98
  • Formato - Prezzo: 14 x 20 cm - 3,50 Euro

21 luglio 2017

The Professor 2: Revenant - Marzano, Corbetta, Mobili

La seconda avventura di Benjamin si svolge fuori dai confini londinesi per approdare in Normandia, nella piccola cittadina di Giverny. La cittadina è sconvolta da una serie di inquietanti avvenimenti: il cimitero è stato profanato, e alcuni cittadini sostengono di aver visto alcuni morti vagare nella notte per poi sparire. Una storia a cavallo tra “ritornanti”, stregoneria, magia, voodoo ed esoterismo, nella quale Benjamin rimarrà suo malgrado invischiato. Riuscirà a trovare una soluzione a questi strani accadimenti o sarà travolto da questi terribili e strani eventi? Lo saprete solo leggendo.

Recensione

Dopo un primo numero dall’esordio scoppiettante – di cui abbiamo parlato qui, per chi se lo fosse perso – il secondo albo di The Professor, Revenant, conferma pienamente le aspettative.

Se nel primo volume, Golem, la narrazione sembrava subire una brusca accelerazione nel finale, portando così ad una conclusione eccessivamente tempestiva, in Revenant tutto scorre alla perfezione: la storia raccontata ha un arco narrativo che ritrova un adeguato frazionamento temporale per l'inizio, lo svolgimento e la fine. Questa volta il Professor Love si ritrova ad indagare su una presunta nuova epidemia improvvisa che restituisce i morti sotto forma di vaganti o meglio dire, in accordo con il titolo, redivivi.

Una caratteristica di The Professor, che a mio parere rappresenta un punto di forza notevole del fumetto, è il sottofondo culturale che accompagna e soprattutto arricchisce le singole storie raccontate, elevando la narrazione ad un livello superiore. Se nel primo albo non erano mancate le citazioni a grandi autori e a grandi personaggi contemporanei dell'epoca, lo stesso succede per Revenant: Benjamin Love risponde alla richiesta di aiuto di un amico che non è affatto una persona qualsiasi, si tratta infatti di Claude Monet, il celebre pittore dell’Impressionismo francese.

Il tratteggio della storia di Revenant si intreccia coerentemente con le vicende personali del pittore – rappresentato qui con la sua seconda moglie ed i figli – egli “assume” Benjamin come impresario improvvisato per gestire la vendita di una sua opera ad un personaggio della nobiltà di Giverny, il marchese D'Hauteville, tutt’altro che estraneo al misterioso morbo che fa rivivere i morti. Sarà proprio l’ingegno del nostro Professore a risolvere il problema e a scoprire la verità, legata a delle pratiche haitiane di riti voodoo. Una storia insomma ricca di elementi eterogenei tra loro come esoterismo, stregoneria, arte e mistero ma soprattutto una storia che offre spunti di riflessione su un tema molto caldo per la seconda metà dell’Ottocento, la schiavitù e la visione piramidale della società.

La Rivoluzione Francese aveva portato una ventata di aria fresca in una Francia governata dalla monarchia assoluta dell’Ancien Regime, le nuove leggi avevano definitivamente abolito la schiavitù e la segregazione razziale degli ebrei ma come traspare dalle pagine di The Professor, tra i nobili signorotti l’evoluzione e l’accettazione del cambiamento che riduceva la loro supremazia sociale, era solo una mera apparenza: il Marchese D’Hauteville è il simbolo di una aristocrazia che fatica ad accettare le restrizioni sociali, la perdita dei diritti feudali e del loro potere indiscusso. La citazione a Gobineau non è casuale in quanto è proprio lui che in qualità di conte, diplomatico e filosofo fomentò il pensiero razzista contemporaneo di metà Ottocento con la pubblicazione del Saggio sulla disuguaglianza delle razze umane dove viene utilizzato il termine razza ariana per riferirsi ai bianchi – superiori rispetto ai "neri" e ai "gialli", destinati a detta sua alle attività commerciali per via della poca capacità intellettiva. Benjamin Love dall’alto della sua cultura contrasta le idee del marchese e si erige così a simbolo del progresso non solo storico, ma soprattutto sociale, giudicando inammissibili simili teorie.

Non possiamo dunque non riconoscere al fumetto uno spessore culturale notevole ed estremamente importante e rilevante così come si può non sottolineare oltretutto la chicca finale di Revenant che nell’ultima pagina fa un grande omaggio al già citato Claude Monet con il quadro della serie Mucchi di Fieno, nello specifico Covoni, fine dell’estate offerto in dono a Benjamin come ringraziamento, dipinto realmente a Giverny, in Normandia dove la storia di Revenant è ambientata.

Quattro stelle confermate anche questa volta, il disegno ancora si distingue per la semplicità ma allo stesso tempo per la cura del tratto – che segue in alcune tavole delle linee prospettiche meravigliose – e la storia nonostante riproponga l’universo dei morti viventi riesce ad essere originale anche grazie alla scelta di non usare mai il termine zombie – se non per un accenno nelle ultime pagine, interrotto prima ancora di finire la parola credo volutamente per dare risalto ancor di più alla faccenda. Tanti complimenti dunque a questo nuovo prodotto che credo darà a noi lettori tante soddisfazioni anche nei numeri successivi.


Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Professor 2: Revenant
  • Autore: Giancarlo Marzano (Testi), Andrea E. Corbetta (Copertina), Francesco Mobili (Disegni)
  • Editore: Erredi Grafiche Editoriali
  • Data di Pubblicazione: Dicembre 2016
  • Pagine: 98
  • Formato - Prezzo: 14 x 20 cm - 3,50 Euro

14 luglio 2017

The Professor 1: Golem - Martigli, Corbetta, D'Antonio

Nei vicoli oscuri della Londra vittoriana giacciono straziate le vittime di una forza gigantesca, dissanguate secondo un rituale che le collega all’antica leggenda del Golem. Il professor Benjamin Love, indagando sulle misteriose morti con l’aiuto di una studentessa dotata di poteri paranormali, viene a conoscenza del proprio atroce passato. In un drammatico colloquio, il rabbino, suo tutore, gli svela chi uccise i genitori, causandogli da bambino la menomazione alla mano sinistra, e quale destino gli riservino le antiche scritture, lasciando però molti lati oscuri. Saranno gli accadimenti a svelare a The Professor di chi potersi fidare in un continuo ribaltamento di ruoli ai confini tra fantascienza e stregoneria, e quali gli strumenti a sua disposizione per impedire ulteriori omicidi e sconfiggere il male. Fedeli alleati in questa lotta senza confini, il suo cane mastiff e una speciale mano. La trama si consuma in un’atmosfera gotica con ambientazioni realistiche cui si affiancano ricostruzioni di fantasia, personaggi leggendari e moderni mostri, con colloqui serrati, ricorrenti flashback e un’incursione nello steampunk.

Recensione

Nello scenario editoriale spunta un nuovo piccolo prodigio, The Professor, una serie a fumetti con cadenza bimestrale e numeri autoconclusivi edita da Erredi Grafiche Editoriali. Una scommessa coraggiosa vinta con un debutto molto interessante della prima uscita: Golem.

Il fumetto, ambientato nell’epoca vittoriana, ha per protagonista, come dice il titolo stesso, il professor Benjamin Love che si ritroverà sin dal primo numero a combattere contro creature mostruose e demoni del suo passato: rimasto orfano a causa dell’assassinio dei suoi genitori Benjamin, salvato da un rabbino e affidato ad una nuova famiglia, cova dentro di sé una forza straordinaria ed un’arguzia spiccata per la risoluzione di misteri.

Direttamente coinvolto nella vicenda per via dei suoi legami con l’ebraismo, il professor Love, in compagnia del suo fedele compagno a quattro zampe Furio, dà filo da torcere ai suoi nemici – in questo primo albo assassini spietati pronti a tutto in nome della resurrezione di un misterioso Golem, dietro il quale si cela una vicenda a metà tra il biblico e il fantastico.

La decisione di recensire i singoli numeri di The Professor nasce da una forte curiosità mossa anche dalle critiche sparse per il web, c’è chi parla di un tratto rudimentale, chi invece critica la storia in sé o anche chi trova una grande affinità con l’Indagatore dell’incubo Bonelliano: in realtà, da assidua lettrice di fumetti, non mi ritrovo affatto in linea con queste affermazioni; per prima cosa i disegni sono curatissimi e originali – tanto è che alcune tavole spiccano rispetto ad altre per bellezza – oltretutto il tratto è estremamente coerente con le atmosfere e il contesto storico in cui la vicenda è ambientata, la Londra di fine 800 a metà tra luci ed ombre che dietro una facciata luminosa, nasconde invece il marcio di una economia brutale – fatta di sfruttamento minorile e prostituzione – e di una società malsana e corrotta: apparire e non essere questa è la virtù borghese e il fine giustifica sempre i mezzi per i politici del tempo anche se la città è spaccata tra l’estrema povertà o l’ostentazione del lusso – basta ricordare i romanzi di Charles Dickens o i primi scritti di Edgar Allan Poe a riguardo.

La storia è molto originale e criptica al punto giusto, unica pecca forse un’accelerata nel finale che brucia un po’ la conclusione ma nonostante ciò il primo numero è un ottimo biglietto da visita per il fumetto che si distingue anche per le numerose citazioni a grandi autori come Lewis Carroll o a personaggi dell’epoca come Sherlock Holmes.

Altra originalità sta nell’ispirazione principale del personaggio di The Professor, Benjamin Love altro non è che un omaggio a Peter Cushing, che per chi non lo conoscesse è il volto cinematografico di Abraham Van Helsing, del barone Frankenstein e di Sherlock Holmes a partire dagli anni 50’.

“Per le mura di Gerico” è un intercalare senza impegno che caratterizza il professor Love e gli regala riconoscibilità, sebbene tutti noi ben conosciamo “Giuda Ballerino” non capisco perché per alcuni si attivi inevitabilmente una connessione tra i due personaggi: siamo a Londra in entrambi casi ma c'è molta differenza, infatti le variabili in gioco sono numerose e soprattutto in un modo o nell’altro un personaggio dovrà pur parlare, dire la sua e costruirsi a poco a poco una personalità propria! Benjamin Love cerca di farsi conoscere raccontandosi ai lettori e mostrando non solo la sua forza ma anche la sua fragilità. Come i mostri che combatte anche lui ha delle particolarità che lo rendono unico: la sua mano, persa nell’infanzia e poi la presenza di armi speciali che lo accompagnano nell’avventura.

La metafisica si mescola alla perfezione in una storia che consente al personaggio di uscire a poco a poco dal suo guscio e di imporsi sulla scena. Un primo numero dunque in cui si respira un forte entusiasmo dell’ideatore Andrea Corbetta e dei suoi collaboratori, un’ottima partenza che spero, riservi per il futuro altrettanti albi interessanti.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Professor 1: Golem
  • Autore: Carlo A. Martigli (Testi), Andrea E. Corbetta (Copertina), Paolo D'Antonio (Disegni)
  • Editore: Erredi Grafiche Editoriali
  • Data di Pubblicazione: Ottobre 2016
  • Pagine: 98
  • Formato - Prezzo: 14 x 20 cm - 3,50 Euro
 

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