31 gennaio 2015

La penna dell'orso - Carole Allamand

Da cinquant’anni, il caso di Camille Duval non lascia pace agli specialisti della letteratura. Nessuno si spiega perché l’autore svizzero di successo, dopo la morte misteriosa della moglie e una strana storia di censura, quando la chiesa cattolica, nel 1948, inserì uno dei suoi romanzi nell'’Indice dei libri proibiti, sia emigrato in America. Come mai, dopo dodici anni di silenzio, Camille Duval, torna a essere così presente? Come ha fatto a rinnovare il suo stile in modo così radicale? Come ha fatto a diventare quel genio che cambierà il genere del romanzo per tutti i tempi? Camille Duval (1901 – 1974) è un caso straordinario della letteratura. Carole Courvoisier, una giovane studiosa di lettere, vuole trovare una risposta a tutte queste domande e si mette sulle tracce dello scrittore misterioso. Non ha idea di essersi imbarcata nella missione più incredibile che la storia della letteratura abbia mai visto. L'’eroina di questo giallo biografico si ritrova in un road movie che la porta ad attraversare un’'America atipica e selvaggia, insieme a Jasper Felder, un veterano della guerra dell'’Iraq. Il viaggio inizia a Manhattan e finisce in Alaska, dove l'’incontro con l’orso grizzly rivela la prima verità. La penna dell'’orso racconta in modo giocoso una storia accattivante che ha inizio nelle profondità dell’Hudson, attraversa i residui delle torri gemelle, per poi finire in un ambiente universitario mormone. Il romanzo, che si contraddistingue per l'umorismo e la satira, alla fine ci rivela che lo studio degli orsi e la letteratura hanno molti punti in comune.

Recensione

Il filo conduttore del romanzo è l’indagine di Carole Courvasier sulla vita di Camille Duval, autore svizzero di successo, morto nel 1974. Per riuscire a scrivere una biografia completa che possa spiegare come uno scrittore, ritenuto fino al 1963 non particolarmente significativo, sia diventato un brillante e geniale romanziere, Carole Courvasier si prodiga nel rintracciare coloro che hanno avuto occasione di frequentarlo e che possano far luce sul fenomeno.
Ma proprio le persone che più di tutte gli sono state accanto, dalla figlia Silvia all'infermiera che l’ha avuto in cura negli ultimi dodici anni, sono le più reticenti a spiegare il controverso carattere dell’uomo. C’è addirittura chi larvatamente insinua che lo scrittore abbia ucciso la moglie con le modalità rivelate in uno dei suoi romanzi e che per questo sia emigrato negli USA. Alla morte della moglie Germaine, avvenuta nel 1945, Duval si era infatti trasferito da Ginevra negli USA per insegnare in diverse università americane, rifugiandosi infine in Alaska.
Alle indagini sulla vita di Camille Duval si intrecciano le vicende personali di Carole Courvasier, studiosa di letteratura, presente fra l'altro a New York durante l'attentato alle Torri Gemelle dell'11 settembre, presa in un turbine di eventi non previsti con colleghi, studenti, conoscenti occasionali e parenti.

Carole Allamand ha la peculiarità di scrivere saltando da un argomento all'altro senza soluzione di continuità e questo suo modo di intrattenere il lettore viene accentuato dalla struttura del romanzo che presenta la caratteristica di non essere diviso in capitoli. Qualche nota in più (se ne trovano solo due e non molto significative) da parte dell’editore e/o del traduttore sarebbero state auspicabili per spiegare concetti ed avvenimenti che l'autrice dà per scontati siano a conoscenza del pubblico.
Per fare qualche esempio fra i più banali, quando la scrittrice si riferisce al GR20, sigla che ricorda un summit di capi di stato, intende invece il percorso trekking in Corsica e forse anche l’attentato a Mick Jagger del 1969, citato come se avesse risonanza mondiale, non mi pare sia molto conosciuto in Italia. Inoltre sorge la curiosità di sapere quale sia

...quell’espressione francese assai volgare che definisce le sevizie inflitte ad un insetto. (Una mosca per la precisione.)
che avrebbe potuto essere indicata in una nota.
Da segnalare (con orrore!) il disprezzo con cui viene citato nel romanzo uno dei prodotti alimentari più conosciuti –e venduti- nel mondo, orgoglio dell’industria nazionale, la Nutella:
«La Nutella è una schifezza e non è neanche francese!»
Ciò premesso il romanzo è divertente e mantiene un ritmo sostenuto anche quando le indagini di Carole Courvasier sembrano essersi definitivamente arenate di fronte alla reticenza degli interlocutori. Il racconto diventa, peraltro, sempre più coinvolgente man mano che la storia avanza fino a sfociare nella sorpresa finale, come si addice a ogni buon giallo, letterario o meno che sia.

In definitiva, questo è un romanzo piuttosto originale che si legge volentieri, nonostante alcune difficoltà di interpretazione come il periodo sotto indicato:

Come al solito, le frasi composte da più preposizioni disorientavano il texano, e il suo sguardo aveva appena abbandonato quello del cittadino per partire al disperato inseguimento del gobbo.
Nel contesto si capisce che l'autrice si riferisce al presidente americano Bush figlio, mentre legge il testo di uno dei discorsi che gli venivano preparati dal suo entourage, ma sfugge cosa si intenda per "gobbo" e fa presumere che sia la traduzione letterale di un modo di dire oltralpe che non trova corrispondenza in italiano.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La penna dell'orso
  • Titolo originale: La Plume de l'ours
  • Autore: Carole Allamand
  • Traduttore: Monica Capuani
  • Editore: Atmosphere libri
  • Data di Pubblicazione: 2015
  • Collana: Biblioteca dell'acqua
  • ISBN-13: 9788865641279
  • Pagine: 235
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 15,00

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