25 agosto 2013

Il giorno della tartaruga - Pier Bruno Cosso

Una mattina qualunque di dicembre esci di casa sbattendo la porta, affronti la strada, forse un po' più desolata del solito, prendi di mira una tartaruga che vorresti investire, e ti ritrovi catapultato in un mondo che non ti aspetti.

Così il protagonista della storia, Lucio, di mezza età, indolente e cinico, si ritrova in un viaggio assurdo, ma reale, con un percorso a salire, spesso doloroso.

La sua storia si interseca con Asia, una ragazza travolgente, ad altissima tensione erotica, che si inserisce in un gioco di luci ed ombre, portando sempre oltre i suoi confini.

Anche nel lavoro tutto si complica perché Lucio, informatore medico, deve fare i conto con gli squali della sua azienda, pericolosi e realistici quanto mai. La realtà è il filo conduttore dove abitano personaggi pieni di contraddizioni e di paure che macchiano l'immaginazione di chi si immerge nella storia, e li sente respirare, soffrire, esultare e piangere, partecipando, parteggiando per loro.

Così scorrono e vivono anche i luoghi, con tanti angoli di una Sardegna incantata, intensamente colorati dagli stati d'animo.

Recensione

Lucio Zucca è un informatore medico scientifico di circa cinquant'anni. Sta attraversando una crisi sia nel rapporto con la moglie che in quello professionale. La sua azienda sta riducendo infatti drasticamente il personale e lui teme di essere fra coloro che saranno costretti a lasciare il proprio posto di lavoro. Un giorno, mentre viaggia in auto da Sassari a una cittadina della provincia, improvvisamente viene catapultato indietro nel tempo di venticinque anni. Arriva frastornato all'appuntamento fissato con un medico, ma questi non sa chi sia, lo ritiene un paziente e lo invita a tornare in orario di visite, avendo al momento un impegno più urgente. Sempre più disorientato, Lucio Zucca risale in auto ma viene fermato dalla nipote del medico appena incontrato. Lei è una bellissima giovane che lo prega di darle urgentemente un passaggio, in quanto vuole allontanarsi dal proprio ragazzo con cui, dice, avrebbe avuto un diverbio. Lucio Zucca si presta ad accompagnarla a Sassari, dove lei abita quando frequenta l'università e dove lui in ogni caso era diretto. Durante il tragitto le racconta di provenire dal futuro.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, lei non solo gli crede, lo invita anche nella sua abitazione e gli si concede. A questo punto si potrebbe pensare che gli avvenimenti siano solo velleitarie fantasie sessuali di un uomo non più giovane. Perché una ragazza così bella, tanto sicura di sé e molto matura per la sua età, sarebbe talmente poco selettiva nella scelta di un partner da desiderare di sedurre nientemeno che un cinquantenne un po' fuori di testa? Lei rappresenta forse per il protagonista la proiezione della donna ideale, tanto disinibita e focosa nell'intimità quanto controllata e razionale in pubblico? Comunque si voglia pensare, Lucio Zucca, pur confortato da questa improbabile relazione, non si sente di modificare la propria vita e si mette alla ricerca di un'azienda che lo possa assumere e poter così riprendere il lavoro che sa fare e che gli potrebbe consentire di mantenersi anche in quella nuova fase della sua esistenza. Nonostante questo suo desiderio di normalità, il passato ed il futuro gli riservano eventi inaspettati che, come per un giallo, non riveliamo per non togliere al lettore il piacere della sorpresa.

Diciamo subito che Pier Bruno Cosso scrive in maniera fluida e chiara. Gli unici errori riscontrati sono alcuni banali refusi editoriali. Il ritmo del romanzo, scritto in prima persona, rimane sempre sostenuto e c'è la giusta dose di tensione a tenere desta l'attenzione del lettore.

Tuttavia, per quanto la storia risulti avvincente, avrebbe avuto bisogno a mio avviso di una messa a punto. L'elemento fantastico, infatti, è accettabile, ma il racconto, quando si presentano troppi avvenimenti dettati dal caso, fa un po' storcere il naso. L'autore avrebbe potuto impostare lo svolgimento degli eventi in maniera diversa, anziché consentire al protagonista di venire a conoscenza solo casualmente di fatti così importanti del suo passato per bocca di persone incontrate anch'esse casualmente. Un altro interrogativo che si pone il lettore è se il protagonista abbia subito altri trasferimenti temporali, allucinazioni o meno che si vogliano considerare. A parte quello raccontato nel romanzo, lui non ne ricorda altri, ma la moglie non sembra affermare la stessa cosa e imputa le sue ripetute allucinazioni allo stress che, indubbiamente, potrebbe giustificare molti fra gli avvenimenti in cui il marito risulterebbe coinvolto. Un'altra perplessità, a mio avviso, deriva dal fatto che Lucio Zucca risulti così privo di iniziative -a parte quelle sessuali- da non venirgli in mente di sfruttare la conoscenza del futuro da cui proviene per tentare, ad esempio, di arricchirsi, o per raggiungere quella notorietà che molti al suo posto avrebbero desiderato; esistono veramente persone così schive e disinteressate che, al posto del protagonista, non cercherebbero di sfruttare al meglio un'occasione simile?

Ciò premesso, il racconto si svolge piacevole ed intrigante. Forse Pier Bruno Cosso si sofferma eccessivamente sull'autocommiserazione del protagonista, ma essa appare giustificata dal fatto che si sia voluto porre l'accento sul suo stato di depressione. La morale della storia, se vogliamo cercarne una, è che non bisogna solo pensare al lavoro, ma coltivare altri interessi. Pier Bruno Cosso ne ha trovato uno come romanziere e spero che continui ad alimentarlo in considerazione della sua capacità di scrivere; avrebbe avuto solo bisogno, a mio avviso, di una più approfondita analisi critica da parte di qualcuno che non faccia parte della sua cerchia di amicizie.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il giorno della tartaruga
  • Autore: Pier Bruno Cosso
  • Editore: Parallelo 45
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2013
  • Collana: collana
  • ISBN-13: 9788898440276
  • Pagine: 170
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 12,00

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