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29 giugno 2014

La ballata della rana nel bollitore - Alessandro Mascherpa

Un thriller ironico e brillante ambientato nella Bassa, in una provincia malata dei mali del millennio: un ragazzo in cura da anni per una grave depressione scompare, il suo psicoterapeuta, per ritrovarlo, si trova a vestire i panni di un Coliandro-Callaghan in coppia con una bella e schizzata ventenne. Presto si capisce che il giovane sparito nel nulla ha urtato interessi più grandi di lui, scoprendo la truffa che sta dietro ad una famosissima trasmissione televisiva. Mentre i due “detective per caso” rischiano la pelle, scorre languida la vita della Provincia con i profumi enogastronomici, gli odori del Grande Fiume inquinato, la malinconia delle fabbriche dismesse e dei loschi figuri che si aggirano in quei paraggi per gestire traffici illeciti. Il gangster di turno è un bergamino sospeso tra le radici contadine, la modernità italiana e il mito americano, tanto da farsi chiamare “Johnny il Cowboy”; un altro malvivente, Francesco “Ciccio” Jackpot, dalla periferia del mondo filosofeggia sull’integrazione dei punti di vista tra arabi, olandesi e russi per sferrare il colpo giusto e aggirare la legge con stile. Cosa c’entrano il gioco dei pacchi, una velina che piange all’isola dei famosi, una coppia che balla su una pista stellata, un anziano che si mette in ginocchio a Uomini e Donne, la Ventura e Teo Mammucari con la vita sonnacchiosa e avvolta nella nebbia di una città della Bassa? Lasciatevi lessare lentamente nel bollitore, come il protagonista di questo romanzo, … e lo scoprirete.

Recensione

Il dottor Leonardo Rosaspini riceve un dvd da un paziente: quello che sembra una raccolta di vaneggiamenti di un paranoide in realtà nasconde le prove di una frode internazionale. Ivan, il giovane paziente, è sparito, e il dottore si mette alla sua ricerca, affiancato dalla ragazza del giovane. Una caccia al rapitore che si scapicolla nella provincia cremonese, popolata di personaggi paradossali, come l'Olandese Volante, Johnny il Cowboy e Ciccio Jacpot, con una delle scene clou ambientata in una fabbrica di merendine dismessa il cui afrore permea perfino le pagine del romanzo.

È grazie a romanzi come questo che mi rammarico della mia predilezione per la narrativa straniera tradotta: l'italiano non è solo una lingua musicale e a suo modo efficace, con tutta una serie di modi di dire tipici, ma è anche un modo di pensare che lo contraddistingue dalle altre lingue e dagli altri Paesi. Alessandro Mascherpa è uno scrittore che conosce bene la lingua in cui si esprime, cosa non da poco e niente affatto scontata, e la sa usare in modo efficace.
Tutto il romanzo è un susseguirsi di gustosissime metafore, ironia e spirito, che rendono la lettura scorrevole e avvincente.

Quello che sicuramente è il maggior pregio della "Ballata" è però anche il suo più grande difetto: trattandosi di un thriller, mi sarei aspettata di venire catturata dall'intreccio, dai colpi di scena, dall'efferatezza di un delitto. In realtà, si parla di rapimento, di ricatto e di truffa - per carità, ben vengano anche i gialli "sangue-zero" (se mi si vuol perdonare il verso al naming di prodotti che è in voga ultimamente); i colpi di scena ci sono, i cattivi pure, i pericoli in cui incappano i protagonisti sono numerosi; suspense e pathos sono ben bilanciati; nel complesso quindi è un buon giallo. Che però si confonde nella miriade di espressioni colloquiali e immagini creative, sicuramente efficaci, con cui l'autore sceglie di esprimersi: l'ironia è tanta che spesso mi sono trovata a chiedermi se stessi leggendo un thriller o una commedia. Non ho apprezzato troppo questa commistione: certo rientra nella sfera del gusto personale, ma qualche dubbio che possa piacere a tutti mi resta.
Altra perplessità, le citazioni musicali che aprono ogni capitolo - anche questo de gustibus.

Nel complesso, i personaggi sono ben caratterizzati - l'unico che è troppo macchietta è la mamma di Ivan, stereotipo della donna lasciata dal marito con un figlio da crescere, pure dedita all'alcool-, il casus belli è sicuramente affascinante e plausibile, l'intreccio è ben gestito ed equilibrato.

Sicuramente è una lettura che consiglio, soprattutto in questo periodo di spiagge e ombrelloni, con i pensieri che chiedono di vagare più liberamente del solito anche con l'aiuto di letture interessanti e vivaci.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La ballata della rana nel bollitore
  • Autore: Alessandro Mascherpa
  • Editore: Parallelo45
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Terzo Grado
  • ISBN-13: 978-88-98440-20-7
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12 Euro

25 agosto 2013

Il giorno della tartaruga - Pier Bruno Cosso

Una mattina qualunque di dicembre esci di casa sbattendo la porta, affronti la strada, forse un po' più desolata del solito, prendi di mira una tartaruga che vorresti investire, e ti ritrovi catapultato in un mondo che non ti aspetti.

Così il protagonista della storia, Lucio, di mezza età, indolente e cinico, si ritrova in un viaggio assurdo, ma reale, con un percorso a salire, spesso doloroso.

La sua storia si interseca con Asia, una ragazza travolgente, ad altissima tensione erotica, che si inserisce in un gioco di luci ed ombre, portando sempre oltre i suoi confini.

Anche nel lavoro tutto si complica perché Lucio, informatore medico, deve fare i conto con gli squali della sua azienda, pericolosi e realistici quanto mai. La realtà è il filo conduttore dove abitano personaggi pieni di contraddizioni e di paure che macchiano l'immaginazione di chi si immerge nella storia, e li sente respirare, soffrire, esultare e piangere, partecipando, parteggiando per loro.

Così scorrono e vivono anche i luoghi, con tanti angoli di una Sardegna incantata, intensamente colorati dagli stati d'animo.

Recensione

Lucio Zucca è un informatore medico scientifico di circa cinquant'anni. Sta attraversando una crisi sia nel rapporto con la moglie che in quello professionale. La sua azienda sta riducendo infatti drasticamente il personale e lui teme di essere fra coloro che saranno costretti a lasciare il proprio posto di lavoro. Un giorno, mentre viaggia in auto da Sassari a una cittadina della provincia, improvvisamente viene catapultato indietro nel tempo di venticinque anni. Arriva frastornato all'appuntamento fissato con un medico, ma questi non sa chi sia, lo ritiene un paziente e lo invita a tornare in orario di visite, avendo al momento un impegno più urgente. Sempre più disorientato, Lucio Zucca risale in auto ma viene fermato dalla nipote del medico appena incontrato. Lei è una bellissima giovane che lo prega di darle urgentemente un passaggio, in quanto vuole allontanarsi dal proprio ragazzo con cui, dice, avrebbe avuto un diverbio. Lucio Zucca si presta ad accompagnarla a Sassari, dove lei abita quando frequenta l'università e dove lui in ogni caso era diretto. Durante il tragitto le racconta di provenire dal futuro.

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, lei non solo gli crede, lo invita anche nella sua abitazione e gli si concede. A questo punto si potrebbe pensare che gli avvenimenti siano solo velleitarie fantasie sessuali di un uomo non più giovane. Perché una ragazza così bella, tanto sicura di sé e molto matura per la sua età, sarebbe talmente poco selettiva nella scelta di un partner da desiderare di sedurre nientemeno che un cinquantenne un po' fuori di testa? Lei rappresenta forse per il protagonista la proiezione della donna ideale, tanto disinibita e focosa nell'intimità quanto controllata e razionale in pubblico? Comunque si voglia pensare, Lucio Zucca, pur confortato da questa improbabile relazione, non si sente di modificare la propria vita e si mette alla ricerca di un'azienda che lo possa assumere e poter così riprendere il lavoro che sa fare e che gli potrebbe consentire di mantenersi anche in quella nuova fase della sua esistenza. Nonostante questo suo desiderio di normalità, il passato ed il futuro gli riservano eventi inaspettati che, come per un giallo, non riveliamo per non togliere al lettore il piacere della sorpresa.

Diciamo subito che Pier Bruno Cosso scrive in maniera fluida e chiara. Gli unici errori riscontrati sono alcuni banali refusi editoriali. Il ritmo del romanzo, scritto in prima persona, rimane sempre sostenuto e c'è la giusta dose di tensione a tenere desta l'attenzione del lettore.

Tuttavia, per quanto la storia risulti avvincente, avrebbe avuto bisogno a mio avviso di una messa a punto. L'elemento fantastico, infatti, è accettabile, ma il racconto, quando si presentano troppi avvenimenti dettati dal caso, fa un po' storcere il naso. L'autore avrebbe potuto impostare lo svolgimento degli eventi in maniera diversa, anziché consentire al protagonista di venire a conoscenza solo casualmente di fatti così importanti del suo passato per bocca di persone incontrate anch'esse casualmente. Un altro interrogativo che si pone il lettore è se il protagonista abbia subito altri trasferimenti temporali, allucinazioni o meno che si vogliano considerare. A parte quello raccontato nel romanzo, lui non ne ricorda altri, ma la moglie non sembra affermare la stessa cosa e imputa le sue ripetute allucinazioni allo stress che, indubbiamente, potrebbe giustificare molti fra gli avvenimenti in cui il marito risulterebbe coinvolto. Un'altra perplessità, a mio avviso, deriva dal fatto che Lucio Zucca risulti così privo di iniziative -a parte quelle sessuali- da non venirgli in mente di sfruttare la conoscenza del futuro da cui proviene per tentare, ad esempio, di arricchirsi, o per raggiungere quella notorietà che molti al suo posto avrebbero desiderato; esistono veramente persone così schive e disinteressate che, al posto del protagonista, non cercherebbero di sfruttare al meglio un'occasione simile?

Ciò premesso, il racconto si svolge piacevole ed intrigante. Forse Pier Bruno Cosso si sofferma eccessivamente sull'autocommiserazione del protagonista, ma essa appare giustificata dal fatto che si sia voluto porre l'accento sul suo stato di depressione. La morale della storia, se vogliamo cercarne una, è che non bisogna solo pensare al lavoro, ma coltivare altri interessi. Pier Bruno Cosso ne ha trovato uno come romanziere e spero che continui ad alimentarlo in considerazione della sua capacità di scrivere; avrebbe avuto solo bisogno, a mio avviso, di una più approfondita analisi critica da parte di qualcuno che non faccia parte della sua cerchia di amicizie.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il giorno della tartaruga
  • Autore: Pier Bruno Cosso
  • Editore: Parallelo 45
  • Data di Pubblicazione: Giugno 2013
  • Collana: collana
  • ISBN-13: 9788898440276
  • Pagine: 170
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 12,00
 

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