31 luglio 2013

The Cuckoo's Calling - Robert Galbraith (a.k.a J.K.Rowling)

Quando la celebre e tormentata modella Lula Landry precipita dal balcone ricoperto di neve del suo lussuoso attico a Mayfair, tutti pensano ad un suicidio. Tuttavia il fratello della ragazza non è convinto di questa versione e ingaggia il detective privato Cormoran Strike affinché indaghi sulla vicenda.

Veterano di guerra, ferito sia fisicamente che psicologicamente, Strike vive allo sbaraglio. Il caso Landry gli fornisce l'aiuto finanziario di cui ha bisogno, ma tutto ciò ha un costo: più egli si immerge nel complesso mondo della giovane modella, più gli eventi si fanno minacciosi- e un pericolo mortale si avvicina.

Recensione

Ovviamente faccio parte di coloro che hanno fatto schizzare le vendite di questo libro alle stelle appena scoperto che Robert Galbraith è in realtà J.K. Rowling. Ad esser precisi credo che tra l'aver letto la notizia sul Corriere e l'aver cliccato "compra" su Amazon siano passati sì e no 30 secondi. D'altra parte, posso candidamente ammettere di non aver mai sentito nominare The Cuckoo's Calling prima della "grande rivelazione" e che, nonostante la parziale delusione de Il seggio vacante, la Rowling occupa ancora un posto troppo grande nel mio cuore per poter ignorare un libro scritto da lei.

Tanto più che il libro in questione è un giallo, genere verso cui la nostra ha dimostrato di avere un certo feeling fin dai tempi del famigerato maghetto. Se ci pensate bene quasi tutti i libri della saga di Harry Potter hanno una componente mystery: il caso più eclatante è quello de La camera dei segreti, che, in effetti, rimane un po' a sé stante rispetto al resto della serie, ma in quasi tutti i sette libri si ripete lo schema della diffusione lungo il racconto di una serie di indizi che portano alla risoluzione di un mistero nel capitolo finale.

Tra parentesi, questo è sempre stato per me uno dei maggiori motivi di fascino della saga anche perché la Rowling è il genere di giallista che preferisco, ovvero quello che dedica una minuziosa attenzione ai singoli indizi che compongono l'enigma, mettendoli a disposizione del lettore senza troppa ovvietà e riuscendo comunque a stupirlo nella rivelazione finale senza doversi inventare una soluzione strampalata senza né capo né coda per il piacere di sentirsi originale.

Questo è a mio avviso uno dei pregi maggiori di J.K. Rowling come narratrice, ovvero la sua capacità di ideare una trama coinvolgente e complessa, in cui diversi filoni si intrecciano e ogni tassello trova alla fine il suo posto nel mosaico complessivo del racconto, per cui sono estremamente felice che l'autrice abbia deciso di lanciarsi su un'opera come questa, abbandonando, almeno in parte, le pretese di satira sociale su cui era basato Il seggio vacante, per le quali mancava la necessaria finezza.
Come dimostra ancora una volta in The Cuckoo's calling, la Rowling è dotata di una prosa ironica e beffarda ma è un po' troppo palese nei suoi intenti, la sua penna metodica produce personaggi spesso definiti dickensiani per la vividezza della loro personalità, espressa da una piccola caratteristica fisica, un gesto, un'espressione, ma non si presta a sottili passaggi descrittivi che mettano in luce la complessità psicologica di persone e situazioni.

Per questo le sue calzanti osservazioni sulle disparità sociali, tema molto caro all'autrice, unite in questo caso all'ossessione tutta britannica per l'invadenza dei paparazzi, hanno più senso quando amalgamate all'interno di un racconto con altri scopi, come appunto questo giallo.

Questo non significa che i personaggi di The Cuckoo's Calling siano banali o monoespressivi, tutt'altro. Come accennato l'autrice ha una capacità descrittiva metodica ma dotata di un'evidente personalità, uno stile molto british nel suo pragmatismo che le permette di tratteggiare figure vivide e simboliche senza apparire eccessivamente stereotipate (la top model psichicamente instabile alla ricerca di un'identità, il divo maledetto dal temperamento infantile, la vecchia nobildonna ossessionata dai figli).

Assolutamente promosso il detective protagonista Cormoran Strike, gigante di nome e di fatto (Cormoran è il nome di un gigante celebre nel folklore della Cornovaglia), che per una volta, forse perché a descriverlo è una donna, non è il solito investigatore privato che beve whisky anche a colazione e incappa per caso nella soluzione del giallo mentre si arrabatta da un casino all'altro. Reduce dall'Afghanistan con una gamba in meno e appena scaricato dalla storica fidanzata, Strike grazie al cielo ci risparmia la solita auto-indulgenza verso la propria disastrata situazione personale e affronta l'indagine sul presunto suicidio di una celebre top model col cipiglio agguerrito e la precisione che derivano dalla sua permanenza nella Polizia Militare. Al suo fianco una segretaria con una nascosta passione per le indagini, un fidanzato debitamente ottuso e un nome ideale per fare la spalla, Robin, che spesso e volentieri ricorda la brillante Hermione, ma per una volta che un giallista ci propone una donna veramente intelligente e con spirito d'iniziativa non staremo a lamentarci troppo. Cormoran e Robin, il gigante e il pettirosso, una coppia molto "alla Harry Potter".

E' abbastanza evidente nel lento evolversi del rapporto di fiducia tra i due protagonisti e nel modo in cui i dettagli della loro vita personale vengono centellinati nel corso del racconto che la Rowling già durante la stesura di questo primo giallo stesse valutando di farne una serie. Il risvolto negativo è che, come accadeva anche nei suoi romanzi precedenti, si sente obbligata a dedicare i primi capitoli alla presentazioni di fatti e personaggi, rendendo l'avvio dell'opera un po' lento, per quanto ben organizzato.

Promosso infine l'intrigo in sé, originale e accattivante, anche se il vero colpevole si inizia a subodorare un paio di capitoli prima dell'epilogo (o forse sono io che inizio ad aver letto troppi gialli), promosso lo sfondo londinese e i pub inglesi, promossa l'ambientazione tra circoli d'alta moda e circoli di senza tetto in cui si muove il nostro detective con imperturbabile aplomb. E a questo proposito, geniale il tormentone "E come sta il tuo vecchio?" che perseguita il povero Strike, figlio illegittimo della solita rock star che lo ignora dalla nascita e della solita groupie morta di overdose, qualifica che assurdamente lo rende degno di esser accolto al cospetto di ogni snob del regno, sia che si tratti di uno stilista di grido, un avvocato di fama o una benpensante mammina della middle class.

In conclusione un giallo decisamente soddisfacente, evidentemente nelle corde dell'autrice: già sono in attesa della prossima puntata.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Cuckoo's Calling
  • Autore: Robert Galbraith (pseudonimo per J.K.Rowling)
  • Editore: Little, Brown Book Group
  • Data di Pubblicazione: 18 aprile 2013
  • ASIN: B0091LLCTM
  • Pagine: 465
  • Formato - Prezzo: Kindle - Euro 10,99

3 Commenti a “The Cuckoo's Calling - Robert Galbraith (a.k.a J.K.Rowling)”

  • 30 agosto 2013 alle ore 09:35
    Anonimo says:

    Ottima recensione. Condivido le tue osservazioni, in particoalare ciò che hai scritto sul protagonista Cormoran Strike.

  • 3 settembre 2013 alle ore 16:14
    Valetta says:

    Grazie :)

  • 26 maggio 2015 alle ore 20:58
    Pythia says:

    A me non ha convinto del tutto, soprattutto la caratterizzazione dei partner dei protagonisti. Sembrano messi lì per evitare che Cormoran e Robin siano single, come se altrimenti potessero finire a letto nel giro di due capitoli.
    Non mi ha nemmeno convinta la spiegazione dell'acqua sul pavimento e la ricostruzione della giornata del delitto fatta da Cormoran, troppo tirata a indovinare.
    Altro aspetto che non mi è piaciuto è la smania di Robin di lavorare per l'investigatore, la sua generica passione per i misteri mi pare un po' fragile come movente.
    In ogni caso me lo sono divorato nonché sognato di notte...

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