10 luglio 2013

The Casual Vacancy (Il seggio vacante) - J.K.Rowling

Quando Barry Fairbrother muore dopo aver da poco varcato la quarantina, la città di Pagford è sotto shock. Pagford è, in apparenza, un idillio Inglese, con la sua piazzetta del mercato lastricata e la sua antica abbazia, ma ciò che giace sotto l'avvenente facciata è una città in guerra. Ricchi in guerra coi poveri, teenagers in guerra con i genitori, mogli in guerra con i mariti, insegnanti in guerra contro i loro studenti... Pagford non è ciò che sembra.
E il posto vuoto lasciato al consiglio comunale presto diventa l'elemento catalizzatore per la più grande guerra che la città abbia mai visto. Chi trionferà in un'elezione carica di passione, inganno e rivelazioni inaspettate? Un grande romanzo su una piccola città, The Casual Vacancy è il primo racconto di J.K.Rowling per un pubblico adulto. E' il lavoro di una narratrice unica.

La Recensione di Valetta

Vorrei aver letto The Casual Vacancy senza sapere chi ne fosse l'autore. Perché non importa quante volte sia stato ribadito che il romanzo non avrebbe avuto niente a che fare con Harry Potter, non importa che avessi perfettamente chiaro che si sarebbe trattato di un libro per adulti, a malapena era arrivato tra le mie mani che già mi ero lanciata tra le sue pagine alla ricerca della mia adorata J.K.Rowling, della sua ironia, di almeno un briciolo di quella magia che ha reso Harry Potter una delle saghe più belle che abbia mai letto.

Ovviamente, con queste premesse, la delusione non poteva che essere dietro l'angolo, alimentata dall'(insensata) ricerca di un qualcosa di indefinibile che riportasse quanto stavo leggendo sui binari di una narrazione nota, definita e familiare. Per questo motivo la stesura di questa recensione ha richiesto un'attenta riflessione, vorrei proporvi un giudizio del libro che sia il meno possibile influenzato da qualsivoglia aspettative e al tempo stesso mettere in guardia tutti coloro che si precipiteranno a leggere il romanzo "perché l'ha scritto l'autrice di Harry Potter" (e diciamocelo, sarà la quasi totalità di voi) perché si liberino il più possibile da ricordi e preconcetti prima di imbarcarsi nella lettura.

Il "posto vacante" del titolo è quello che affligge il Consiglio Comunale di Pagford, immaginario paesello della campagna inglese, in seguito alla morte improvvisa del consigliere Barry Fairbrother.
Gioviale, generoso, combattivo, Barry lascia un vuoto non solo nella sua famiglia ma anche nella vita di tutti coloro che avevano imparato a guardare a lui come un punto di riferimento; la sua morte inaspettata tuttavia ha anche l'effetto di destabilizzare definitivamente il sistema di relazioni sociali della piccola cittadina, che da decenni si regge su di un precario cumulo di ipocrisie, bugie e risentimento.

Pagford ricorda un po' quei villaggetti inglesi che si vedono nelle puntate dell'ispettore Barnaby (telefilm che probabilmente in Italia guardiamo io e un paio di novantenni dimenticati addormentati davanti alla tv da parenti scriteriati), idilliaci nell'aspetto ma i cui abitanti conducono silenziose ma determinate battaglie quotidiane l'uno contro l'altro per ottenere la supremazia in faccende spesso meschine e futili. I ricchi vorrebbero vedere sparire i poveri, figli e genitori si torturano nel disprezzo e nell'incomprensione reciproca, gli adulti superano i ragazzi in gare di bullismo mentre drammi sociali si consumano sotto i loro occhi nell'indifferenza generale.

A sentire i servizi passati in televisione in occasione dell'uscita del romanzo, The Casual Vacancy sembrava essere una riedizione de I peccatori di Peyton Place, complici le voci secondo cui la Rowling si sarebbe ispirata nella descrizione di Pagford alla citttadina in cui risiede e i compiaciuti commenti dei giornalisti che con insistenza ricordavano che il romanzo è destinato ad un pubblico adulto in quanto "pieno di sesso e volgarità". Voglio rassicurare (o deludere?) tutti voi: sì, di sesso si parla e alcuni personaggi utlizzano un linguaggio volgare, nella stessa misura in cui si parla di sesso e si dicono volgarità in ogni romanzo che affronta tematiche reali della quotidianità. Ma: no, J.K.Rowling non si è data al porno. A meno che, sia chiaro, il vostro unico metro di paragone non sia Harry Potter. Diversamente quest'opera può ricordare Carnage, nel modo in cui una serie di situazioni all'apparenza civili iniziano a mostrare sempre più crepe e incrinature fino a frantumarsi sotto il peso di una carica incontrollabile di rabbia e frustrazione. Altro paragone che mi è venuto in mente a lettura terminata è il film Magnolia in cui un altro evento drammatico e imprevedibile si riversa sull'intera città con un effetto catartico per alcuni e distruttivo per altri, indifferente ai meriti e demeriti di ciascuno.

L'autrice infatti, per quanto non nasconda la sua disapprovazione verso alcuni dei suoi protagonisti, non riserva a nessuno un trattamento di favore ed evita di ergersi a giudice prodigando lieti fine ai buoni e severe punizioni ai cattivi. Nonostante alcuni dei personaggi risultino decisamente stereotipati, (e in effetti l'intera Pagford non è altro che lo stereotipo della cittadina di provincia culla di un nido di serpi), la maggior parte di loro mostra un carattere a tutto tondo, in cui torti e ragioni sono integrati a tal punto che è molto difficile per il lettore non provare una qualche forma di empatia per ognuno di essi ad un certo punto del romanzo. La Rowling si dimostra ancora una volta una brava narratrice; sebbene il racconto stenti a decollare nella parte iniziale in cui molto tempo viene speso a presentare i diversi protagonisti senza capire bene dove si voglia andare a parare, il clima di tensione crescente lentamente avviluppa il lettore e rende veramente difficile abbandonare la lettura. L'autrice conserva quello stile semplice ma efficace a cui siamo abituati, che le permette di svelare l'animo dei suoi personaggi con naturalezza e realismo e che ho trovato particolarmente calzante nel descrivere le complesse relazioni genitori/figli che sono uno dei punti cardine del racconto, sebbene personalmente abbia sentito la mancanza di quell'ironia che nelle sue opere precedenti sapeva spargere anche nelle situazioni più drammatiche (se vogliamo trascurare quel gusto un po' perverso che la nostra J.K. sembra avere sempre avuto per "l'ironia del destino").

Per questo alla fine si becca una stelletta in meno ed un'altra ancora ne perde perché, per quanto abbia trovato il romanzo coinvolgente e interessante, non posso ignorare la sensazione che si tratti di una storia già sentita. Provaci ancora, Jo!

Giudizio:

+3stelle+

La Recensione di Antonio

Nella saga di Harry Potter si contrapponeva il mondo della magia a quello tanto più prosaico della realtà. In questo romanzo invece si confrontano due cittadine confinanti: Pagford e Yarvil. La prima, piccola e provinciale, è ordinata, pulita e prevalentemente residenziale, mentre la seconda è industriale, in continua espansione, sporca e piena di persone appartenenti alle classi meno abbienti. Le due città sono rimaste sempre divise, ancorché molti degli abitanti di Pagford vadano a lavorare a Yarvil. A tenerle separate anche visivamente è posta tra loro una collina su cui si erge la bella cattedrale di St. Thomas. Quando la casata nobile che viveva a Pagford e che deteneva un’ampia proprietà ai confini con Yarvil si è estinta, i nuovi proprietari avevano venduto alcuni campi inutilizzati su cui sono state edificate case popolari. Il nuovo quartiere, denominato “Fields”, è composto da gente di levatura sociale molto bassa proveniente da Yarvil e che sopravvive in gran parte grazie ai sussidi statali.

Questi nuovi abitanti hanno peraltro diritto di frequentare le scuole ed i servizi di Pagford e creano scompiglio e fastidio nella cittadina. Si formano quindi due fazioni nel consiglio comunale di Pagford: quella che definirei dei “conservatori” che vorrebbero eliminare il Centro di Tossicodipendenza e i “Fields” dalla loro zona di competenza affibbiandola a Yarvil e quella dei ”democratici” che cercano invece un’integrazione fra le due comunità.

A capo di questi ultimi è Barry Fairbrother. Egli è nato nei “Fields” ma ha saputo elevarsi dalle origini umili e cerca adesso di aiutare le persone in difficoltà. Barry è piccolo di statura e non particolarmente bello ma ha dalla sua una forte personalità, notevole carisma, è dotato di un inossidabile buon umore e di una incredibile disponibilità verso il prossimo. A capo della fazione conservatrice e presidente del Consiglio Comunale c’è invece Howard Mollison, il macellaio della cittadina, enorme per stazza e adipe. Barry muore improvvisamente (nel primo capitolo) lasciando nella costernazione i suoi sostenitori. Molti di questi, sia uomini che donne, trovavano in lui un sostegno. Il venir meno di questo importante punto di riferimento crea loro un trauma cui cercano di reagire con difficoltà. Si acuiscono anche i contrasti generazionali perché Barry era un sostegno anche per alcuni adolescenti disturbati. Fra questi spicca in particolare Kristal, una ragazza che vive con la madre tossicodipendente ed il fratellino. Fino a quando era in vita Barry, lei si sentiva in qualche modo compresa e aiutata. Dal momento in cui muore si spengono anche le illusioni di Kristal di potersi riscattare e decide di farsi mettere incinta da un compagno di scuola di famiglia benestante per poter sperare in una vita migliore.

La Rowling è una bravissima scrittrice nonché una valida intrattenitrice, come dimostra anche questo romanzo. Buona come sempre la caratterizzazione dei personaggi ancorché tendente talvolta al caricaturale. Le vicende dei protagonisti risultano molto coinvolgenti pur se le tematiche, mutatis mutandis, siano per la maggior parte le stesse che troviamo nella saga di Harry Potter:

  • in quest’ultima al mondo fantastico si contrapponeva quello prosaico della realtà; ne “Il posto vacante” alla piccola, ordinata e pulita cittadina di Pagford –dove si svolgono le vicende dei protagonisti del romanzo- si contrappone la cittadina industriale caotica e sporca di Yarvil.
  • al conflitto fra insegnanti per il raggiungimento del potere nel castello magico di Harry Potter si contrappone ne “Il posto vacante” quella fra i componenti del consiglio comunale della cittadina di Pagford. nella saga del maghetto le arti magiche erano spesso il mezzo che veniva utilizzato per raggiungere lo scopo prefissato. Nella cittadina di Pagford è il sesso che influenza e condiziona la vita dei protagonisti.

In entrambe le storie c’è un conflitto fra adolescenti, ma ne “Il posto vacante” si assiste anche a divergenze fra coppie e contrasti generazionali. I personaggi del romanzo sono molti –per poterli descrivere la storia non entra veramente nel vivo fino a circa metà del libro- e dalla personalità complessa. Non deve essere stato facile per l’autrice destreggiarsi per far interagire tanti protagonisti, ma è la dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, delle maggiori capacità nella donna di gestire più cose contemporaneamente, avendo più sinapsi nel proprio cervello di quanto non abbia l’uomo. Punto debole a mio avviso del romanzo è il lieto fine che ha voluto imporre la Rowling. Da un dramma che si verifica nella cittadina nasce una nuova consapevolezza da parte dei protagonisti e improvvisamente troviamo figli che si riappacificano con i genitori e coppie sull’orlo della separazione che si ricompongono, ma le conversioni, a parte quella di San Paolo folgorato sulla via di Damasco, non sono notoriamente mai repentine. Il sesso è sostanzialmente quello che indirizza agli adulti questo romanzo che, peraltro, presenta situazioni nel complesso meno violente di quelle che assistiamo nella saga di Harry Potter. E’ piacevole l’ironia che la Rowling usa per imbastire i suoi personaggi ma, soprattutto, si apprezza che non cada mai nel patetico per descrivere le situazioni più drammatiche come quella della famiglia della giovane protagonista Kristal. Questo è un altro motivo per cui ritengo che, nonostante non ci sia “niente di nuovo sotto il sole”, il romanzo della Rowling sia altamente apprezzabile e godibile.

Giudizio:

+4stelle+

La Recensione di Valeria Pinna

L'ultimo romanzo di J. K. Rowling non ha niente a che vedere con il genere fantasy o con la saga del maghetto Harry Potter a cui quasi tutti siamo affezionati, si tratta tuttavia di un testo con aspetti interessanti.

La trama è un po' intricata perché non c'è un vero protagonista: si tratta di una storia corale. Al centro della vicenda vi sono infatti le reazioni che si scatenano tra gli abitanti di un paesino inglese, Pagford, alla morte improvvisa di un personaggio importante del Consiglio locale, Barry Fairbrother. Esponente della corrente progressista, impeccabile marito e padre di famiglia, all'apparenza benvoluto da tutti, Barry lottava per una questione centrale di politica interna: valorizzare i Fields, quartiere periferico degradato che ospita famiglie in difficoltà e Bellchapel il centro di disintossicazione per aiutare i drogati e assegnarli all'amministrazione di Pagford. Quando il suo seggio rimane vacante, i fragili equilibri che si erano stabiliti per dare un'apparenza di pacifica tranquillità e convivenza si rompono.

Tutti al suo funerale sembrano allo stesso modo disperati, ma c'è invece chi sorride di nascosto. Molti si propongono per ricoprire il suo posto, soprattutto Miles Mollison, esponente della fazione contraria e portatore di una politica conservatrice che vuole invece che i Fields vengano assegnati a Yarvil – altro centro vicino – e che Pagford rimanga “pulita” da certi elementi che possono screditarne la reputazione di paesino perfetto. A sostegno di Barry invece rimangono principalmente Parminder Jawanda, dottoressa di Pagford, e Kay Bawden, assistente sociale che si occupa delle famiglie dei Fields. A mettere in crisi molte delle personalità di Pagford e le loro famiglie contribuiscono in modo significativo dei commenti anonimi che cominciano a comparire sul sito del Consiglio sotto il nome di “Il fantasma di Barry Fairbrother” e che svelano importanti verità su tradimenti, amori segreti, attività illecite, che avrebbero dovuto rimanere nascoste per sempre. Accanto a queste vicende politiche si affiancano quelle personali dei vari personaggi, adulti e adolescenti.
È particolarmente significativa la storia di Krystal, sedicenne che abita ai Fields in una casa piccola e sporca con il fratello di 3 anni e mezzo che rischia sempre di essere affidato ad un'altra famiglia perché la loro madre, drogata da molti anni e lasciata sola dagli altri membri della famiglia, non riesce mai a uscirne totalmente e non è in grado di prendersi cura dei figli. Alla morte di Barry, che era molto affezionato a lei e l'aveva aiutata a trovare la propria strada grazie alla partecipazione alla squadra di canottaggio della scuola – sport nel quale la ragazza si era scoperta molto dotata – Krystal vede crollare le sue certezze e i suoi unici momenti di gioia e soddisfazione: le trasferte, i complimenti di Barry, la vittoria nelle gare, e per lei comincerà un cammino molto difficile che si concluderà in modo drammatico. Un romanzo che coniuga vicende familiari, sentimentali, sociali e politiche, che attraverso la vicenda di un piccolo paesino inglese si presenta come una critica al mondo politico in generale, all'ipocrisia e alla brama di potere che spesso dominano sulla necessità di risolvere importanti problemi sociali e di tutelare le fasce più deboli della società.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro (Edizione inglese)

  • Titolo: The casual vacancy
  • Autore: J.K.Rowling
  • Editore: Hachette Digital per Amazon
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ASIN: B007TK77QE
  • Pagine: 506
  • Formato - Prezzo: Kindle ebook - 15,00 Euro

Dettagli del libro (Edizione italiana)

  • Titolo: Il seggio vacante
  • Autore: J.K.Rowling
  • Traduttore: Piraccini S.
  • Editore: Salani
  • Data di Pubblicazione: 2012
  • ISBN-13: 9788867150960
  • Pagine: 553
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 22,00 Euro 

8 Commenti a “The Casual Vacancy (Il seggio vacante) - J.K.Rowling”

  • 5 ottobre 2012 15:07

    E' la prima recensione che leggo su questo libro, finora avevo paura di farmi influenzare negativamente dalle critiche prima ancora di avere tra le mani "The Casual Vacancy". Invece la tua analisi è obiettiva e onesta, senza togliere nulla al piacere della scoperta di una "nuova" J.K. Rowling. Diciamo che lo leggerò, ma senza grandi aspettative. Provo anche a mettermi nei suoi panni ed immaginarmi come ci si senta a trovarsi di fronte ad un foglio bianco, dopo aver scritto la serie di Harry Potter. Grazie per la recensione!

  • 5 ottobre 2012 15:19
    Valetta says:

    Prego :)
    Effettivamente durante la lettura ho avuto spesso la sensazione che il suo scopo primario fosse scrollarsi di dosso HP. Ma come ho detto forse ero io che non riuscivo a togliermi di testa il maghetto e avevo chissà quali aspettative!

  • 5 ottobre 2012 17:06
    Miyuki Inoue says:

    Vale io mi sento addosso il tuo stesso problema, anche se con questa recensione mi hai dato una mano :) credo lo leggerò, perchè adesso sono moooolto curiosa! Ma lo hai acquistato su Amazon?

  • 5 ottobre 2012 17:18
    Valetta says:

    Yep,l'ho preso in formato ebook appena uscito, su amazon.it era scontato del 30%.

  • 5 ottobre 2012 21:14
    Miyuki Inoue says:

    Ooooooh allora me lo prendo anche io per il kindle ^__^
    grazie!

  • 13 ottobre 2012 19:46
    Irene Vanni says:

    Sono curiosa di leggerlo, ma temo di restarne delusa

  • 15 ottobre 2012 09:27
    Valetta says:

    Beh io un'occasione gliela darei, soprattutto nella seconda parte è comunque un libro emozionante, magari si può tranquillamente aspettare l'edizione economica senza precipitarsi a comprarlo appena uscito.

  • 13 novembre 2012 10:46

    Premetto che non l'ho ancora letto, ma finalmente leggo una recensione in cui non si dice che i protagonisti dovrebbero avere una bacchetta per renderlo interessante.
    Purtroppo aver scritto una saga lunga e tanto apprezzata, può depistare. Ma credo sia chiaro che lei ha voglia di togliersi l'etichetta di "scrittrice di HP".
    Cmq, spero di leggerlo presto. :)

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