12 luglio 2010

Un oscuro scrutare - Philip K. Dick

Los Angeles, 1994: una droga misteriosa, la sostanza M, invade il mercato seminando follia e morte. La sua origine è ignota come la sua composizione e l'organizzazione che la diffonde. Bob Arctor, agente della sezione narcotici, si infiltra tra i tossici che ne fanno uso per scoprire chi dirige le fila del traffico illegale: un abito speciale nasconde ai colleghi la sua identità e una sofisticata apparecchiatura elettronica gli consente addirittura di spiare sé stesso nella sua nuova condizione di drogato. Bob giungerà alla verità solo dopo essere sprofondato nel buio e nella disperazione della dipendenza. Canto del cigno di una generazione, "Un oscuro scrutare" è una vetta amara e lirica dell'opera di Philip K. Dick, e allo stesso tempo un romanzo sospeso tra giallo e fantascienza ambientato in un futuro dominato dalla tecnologia e dalla manipolazione sociale. Un romanzo di straordinaria potenza emotiva, dedicato idealmente a quella generazione che dopo aver sognato un mondo diverso ha scoperto il baratro delle droghe, della dipendenza, dell'annullamento di sé.

Recensione

A lungo considerato uno dei migliori romanzi di fantascienza, in seguito ad un processo di rivalutazione dell'autore, "Un oscuro scrutare" è considerato uno dei migliori capolavori della letteratura contemporanea. Sullo sfondo della vicenda, una società futura corrotta e corrosa da un malessere sociale: la droga "M" (come Morte). Ma nei romanzi di Dick c'è molto più di semplici temi fantascientifici: ed ecco che dietro l'apparenza si nasconde una violenta critica della società statunitense degli anni '70, corrosa allo stesso modo dalla droga. Dick non rimane nell'ombra, ma interviene, perché non è solo narrante, ma protagonista che narra e vive una vicenda dolorosa e difficile.
"L'abuso della droga non è una malattia, ma una decisione, come quella di andare incontro ad una macchina che si muove. Questo non si chiama malattia, ma mancanza di giudizio."
Uno dei tanti interventi diretti sulla materia, per esempio.
Che dire della trattazione dei personaggi? Magistrale la caratterizzazione di questi personaggi vuoti a vacui, allo sbando, anime in pena che se per caso si sfiorano sentono dolore. L'amore è così ridotto ad un difficile sfiorarsi: l'incomunicabilità è fisica, è contatto umano che non provoca significato ma solo dolore. Straordinaria la caratterizzazione del protagonista, sdoppiato e per sempre incastrato nelle maschere che la vicenda gli richiede. In questo sdoppiamento letale c'è molto più di quanto si possa credere: concedetemelo, è quasi un Pirandello traviato, drogato. Perché, come dicevo, l'autore è narratore e protagonista, o meglio, come dice lui stesso:
>"Io stesso non sono un personaggio di questo romanzo: io sono il romanzo. "
Un oscuro scrutare nel buio dell'anima.
P.K.Dick ha avuto il coraggio di viverlo e raccontarlo. Avrete voi il coraggio di leggerlo?


Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Un oscuro scrutare
  • Titolo originale: A Scanner Darkly
  • Autore: Philip K. Dick
  • Traduttore: G. Frasca
  • Editore: Fanucci
  • Data di Pubblicazione: 2004
  • Collana: Collezione immaginario Dick
  • ISBN-13: 9788834709856
  • Pagine: 373
  • Formato - Prezzo: Brossura - 15.00 Euro

3 Commenti a “Un oscuro scrutare - Philip K. Dick”

  • 12 luglio 2010 17:59
    polyfilo says:

    di dick ho letto diversi racconti e romanzi brevi... quello che ha di particolare è la difficoltà che si fa spesso a leggerlo rispetto a grado visionario che permea il suo stile...

    è qualcosa di geniale e insieme incomprensibile. poi da sue opere sono venuti diversi film, da 'atto di forza' a 'paycheck', da 'minority report' a quel capolavoro assoluto di 'blade runner'.

    e da 'un oscuro scrutare' ho visto la versione - anche qui strana - a metà tra visione e profezia, tra cartoon e film, tra follia e lucidità, 'a scanner darkly'.

    inquietante...

  • 13 luglio 2010 15:12

    Inquietante è la parola giusta, per questo libro... ciò che amo di Dick è che unisce visionarietà ad una feroce critica (ed ironia, di tanto in tanto). Il film Blade Runner è un must, ma il racconto al quale è ispirato non è che, appunto, un racconto pseudofantascientifico di critica sociale e niente più.

    Tancredi

  • 14 luglio 2010 18:50
    polyfilo says:

    infatti...
    quel che volevo dire è che ho letto il libro avendo già visto il film (più volte) e non so se, senza Harrison Ford, Rutger Hauer e Daryl Hannah, avrei apprezzato la versione cartacea allo stesso modo...

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