6 giugno 2009

New Moon - Stephenie Meyer

Il giorno del diciottesimo compleanno di Isabella un piccolo incidente domestico riesce a mettere in crisi la tranquillità della sua vita in compagnia del fidanzato-vampiro Edward e della famiglia di lui: le ripercussioni sono tali da convincere la famiglia abbandonare la cittadina dove abitano, e Edward a lasciare Bella. La ragazza vive un lungo periodo di solitudine e tristezza, in cui taglia i ponti con le proprie amicizie e si rinchiude in se stessa, fino alla quasi casuale riapparizione nella sua vita di Jacob Black, il giovane indiano che per primo aveva fatto nascere in lei i dubbi sulla vera identità della famiglia di Edward. Più il rapporto di amicizia tra Jacob e Bella si rafforza, più lei sembra tornare alla normalità che le mancava da tempo. Ma la quiete appena ritrovata è turbata da eventi misteriosi, tra cui una strana serie di omicidi ai margini della foresta e l'apparizione di nuove, strane creature della notte.

Recensione

Ho fatto fuori anche New Moon. E a questo proposito vorrei citare la Austen di Orgoglio e Pregiudizio: "è un difetto tale da non poterne ridere". Se non capite quel che voglio dire e vi sembra che io vaneggi, fidatevi di me: sarà chiaro fra poco.

A differenza di Twilight, che alla fine, passato il primo impeto di nervosismo, mi aveva divertito suo malgrado (perché, per puro istinto di sopravvivenza, ho iniziato a leggerlo in un'ottica parodistica) questo mi ha lasciata un po' così. È talmente piatto e insignificante che non vale neanche la pena di prenderlo in giro.
Però, due o tre considerazioni sensate vorrei proprio buttarle giù.

Rispetto a Twilight è scritto meglio.
Okay, l'ho detto, mi sono tolta il pensiero. Mi secca da morire ammettere il miglioramento, fra l'altro, però diamo a Cesare quel che è di Cesare: è migliorato. E, visto che siamo in argomento, la Meyer scrive storie per decorticati saccarosio-dipendenti, ma, almeno, non abusa del copia e incolla (cfr. Hamilton). Penso che il problema maggiore sia nella costruzione della storia, che appare sconclusionata, poco sensata e anche banale. Ma con calma, a demolire questi aspetti ci arriverò.

Il libro si apre con EddsXBells immersi in quella che si potrebbe definire quieta e perfetta felicità domestica... o quasi: è il compleanno di lei. Compie diciotto anni, e quindi sopravanza di un anno il nostro vampiro forever seventeen. La lobotomizzata, pardon, Bella, non è affatto contenta della cosa e ha proibito a chiunque di rivolgerle gli auguri, farle regali e tutto quel che si fa in genere per essere carini con qualcuno nel giorno del suo compleanno. Lei, calata nella parte dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia, ha imposto al piccolo universo ad alto tasso di imbecillità che le ruota intorno di fare finta di niente. MA (e qui sta il "ma") nessuno le ha dato retta per cui è sulla strada per festeggiare in maniera faraonica, tipicamente made in USA, la fatidica data (a quanto pare, la palma della pacchianeria la detiene la vampira Alice, responsabile diretta della profusione di ammennicoli rosa, floreali e non).
Solo che, ah, la tragggedia incombe! Scartando un regalo, lei si taglia il dito con la carta del pacchetto (MAH!), e il meno vegetariano dei Cullen, Jasper, viene preso da irrefrenabile voglia di trattarla come un ghiacciolo e dare una ciucciatina.
Nell'imminenza del pericolo, Oh-mio-eroe!-Edward interviene e, per allontanarla dal predatore fuori controllo, non trova di meglio da fare che mollarle una pizza tale da scaraventarla all'altro capo della stanza, incidentalmente sopra delle cose di vetro (ho rimosso se un vaso, piatti, bicchieri). E qui, un lago di sangue!
E mentre il buon Carlisle, di professione medico, a.k.a. il vampiro più scialbo e noioso mai visto, ricuce la nostra bella (aggettivo sostantivato, non nome proprio), nell'encefalo di Edward, evidentemente rinsecchito causa sorpassati limiti di scadenza, si fa largo un pensiero (Eh no! Non potete mettervi ad applaudire perché ha pensato! Aspettate di sapere che cosa ha pensato e poi ne riparliamo): dopo un paio di capitoli di tira e molla, in cui lui pare d'un tratto esser diventato freddo e distante, angosciando Nostra Signora del Pronto Soccorso, Dea Protettrice del Trauma Cranico, ecco il colpo di scena: Edward la lascia e se ne va.
Essì, siore e siori, leva le tende, tira su l'ancora, prende il volo, mena le tolle, alza i tacchi... insomma, esce di scena.
(Personalmente, ho tirato un sospiro di sollievo: è un personaggio insulso.)
Che l'abbia fatto per una qualche sorta di perversa sega mentale (non dimentichiamo che lui è superintelligente più che altro nelle intenzioni dell'autrice) è chiaro come la luce del sole. Cioè, chiaro a chiunque non sia Bella. Perché, diciamocelo, la ragazza è un po', ecco, come definirla...
Okay, ha un quoziente intellettivo al confronto del quale quello di un Australopitecus Afarensis appare da genio.
(Vorrei aggiungere una cosa: prima di lasciarla lui le ha fatto promettere di non suicidarsi. E lei, serissima, lo giura. Io, scusate se è poco, l'avrei mandato a ******* per direttissima, però il mondo è bello anche perché popolato da psicolabili, ehm, vario. Giuro, volevo dire vario!)
Per farla breve, lei cade in depressione. Ma non così, eh. Una di quelle depressioni da favole dei fratelli Grimm, avete presente, quando la protagonista di turno si riduce al lumicino...
Ora, fosse stato per me Bella pure poteva morire d'inedia (o, per fare una citazione dotta, sola e divorata da un pastore alsaziano), ma la Meyer ha disposto altrimenti (per quale ragione uccidere la propria fonte di reddito? Eh, difficile darle torto!), ragion per cui accadono due cose: la prima è che Bella fa una scoperta. Si accorge che, quando si trova in pericolo, sente la voce di Eddie-boy nella sua testa. Quindi, decide, parafrasando Vasco Rossi, che vuole una vita spericolata. La seconda è che, con un deus ex machina francamente infantile, puerile, opinabile e pure un po' scemo, la Meyer fa in modo che alla sua eroina vengano regalate due vecchie moto (una, si scoprirà poi, è nientemeno che una Harley d'epoca!).
E lei che fa? Effettua un collegamento logico! (Va be', logico per i suoi standard, non sottilizziamo, adesso!)
Se vado in moto, mi metto in pericolo, se mi metto in pericolo sento la voce del mio aMMore nella testa (non gliel'avrà detto nessuno, a questa, che sentire le voci non è un buon segno?). Così, raccatta le moto e le porta da Jacob il quale, ma tu guarda a volte il caso!, è un mago della meccanica.
Ve lo ricordate Jacob? Il pivellino nativo americano (fa taanto politically correct oggigiorno avere nel cast almeno un rappresentante di minoranze etniche!). Io, me l'ero scordato, a dir la verità, perché la parte che ha in Twilight non è che sia proprio una di quelle che lasciano il segno. Comunque, lei toglie le ragnatele dal cassetto della memoria, lo rispolvera ben bene, fa un po' forza perché con tutto il tempo che è passato non vuol saperne di aprirsi e si ricorda che esiste 'sto tizio e che ci sa fare con i motori.
Nello spazio di tre pagine, i due diventano amiconi (lui rimette in sesto le moto che nemmeno Xzibt in Pimp My Ride, ma va be'), anche se si vede lontano chilometri che lui su di lei ha già fatto ben più che un pensierino, e Bella inizia a uscire dalla depressione. Ovviamente, Edds è seeeempreseeeempreseeeempre nel suo cuore, ma lei è meno vegetale del solito. Però, la sorte matrigna si accanisce su di lei: Jacob inizia a comportarsi in modo strano e, ma che novità!, arriva un vampiro (comparsa in Twilight) che, indovinate cosa vuole fare a Bella?
a) portarla a giocare a Bingo
b) offrirle un whisky doppio
c) scritturarla per interpretare il ruolo di portata principale nella sua cena.
Sottolineare la risposta ritenuta esatta.
E come farà, la povera piccola (che non è nemmeno benedetta dall'astuzia) sola senza il suo superman in Swarowski a sfuggire al male? NO problem! Entrano in scena cinque lupi giganteschi, uno dei quali le appare vagamente familiare, che si mettono a dare la caccia al vampiro. Eh, poverino, come si suol dire, dalle stelle alle stalle (chissà se fa male, precipitare così rapidamente dalla cima della catena alimentare!).

Ora taglio, però, perché va bene volervi rendere partecipi, ma così mi pare una sorta di accanimento terapeutico: Jacob è un licantropo (l'avevano capito anche i sassi, ma Bella ci mette un'eternità per arrivarci... ma farsi un po' di fosforo via endovenosa, no?).
Va detto che, alla rivelazione, lei non si scompone più di tanto, visto che ha instaurato con Jacob un rapporto di dipendenza affettiva tale da invocare l'immediato intervento di un battaglione di psicologi, psicoterapeuti, psichiatri (e pure un esorcista), e che non ci pensa nemmeno, a mollare l'osso.
Probabilmente gli rimarrebbe attaccata come una cozza anche se scoprisse che lui è una drag queen aliena con una propensione ai giochetti sadici e allo scambio di partner.
A questo punto, però, la Meyer decide che è ora di alzare la posta in gioco, aumentare il livello di tensione, tenere il lettore sulla corda (?!) e c'è un solo modo in cui sa farlo, ehm, in cui può farlo: Bella deve diventare preda di qualcuno. Nella fattispecie, della compagna del vampiro cattivo che in Twilight aveva osato comportarsi come tale e che, pertanto, era stato crocefisso in sala mensa... cioè ammazzato. (Ogni tanto, mi capitano questi lapsus, scusate!). La vampira in questione non vede l'ora di vendicarsi di Edward prendendosela con la sua aMMata (evidentemente, fra i vampiri il detto "il paese è piccolo e la gente mormora" non è valido. Solo così si può spiegare la sua completa disinformazione riguardo al gossip definitivo "STANCO DI LEI, EDDS LASCIA BELLS CON UN PALMO DI NASO! I DETTAGLI A PAGINA 50!")
E tocca, ovviamente, a Jacob difendere la sua bella (di nuovo aggettivo sostantivato). Ma in realtà non succede un tubo, perché ricompare Alice, preoccupata da una visione nella quale Bella saltava in mare da uno scoglio. E qui c'è un equivoco: la falsa notizia che lei si sia suicidata arriva in un lampo (forse quella cosa del gossip non è vera!) alle orecchie di Edward, il quale, così, all'istante, decide di precipitarsi nientepopòdimenoche in Italia, a Volterra, patria dei Volturi, potentissimi e antichissimi vampiri, per farsi uccidere da loro.
Bella pianta Jacob come un chiodo per partire alla riscossa insieme ad Alice (con la raccomandazione "Stai attento a Charlie". Forse qui è opportuna una precisazione: Charlie non è il cane, è il padre di Bella. Se volete sapere quel che ho pensato... bene, ve lo dico: "E, già che ci sei, chiedergli pure di annaffiarti le piante no?")
Arrivano a Volterra, lei ritrova lui just in time per impedirgli di compiere l'insano gesto, parlano con i Volturi i quali fanno un sacco di discorsi ma li lasciano andare. E, per farla breve, tutto torna come prima. EddsXBells insieme, lei che vuol essere vampira lui che non vuole trasformarla, il povero Jacob di nuovo nell'oblio dal quale è venuto. Ah, vi chiederete, la vampira cattiva? Scomparsa senza lasciare traccia. Non è entrata in scena direttamente neanche una volta.

Trecento e passa pagine per partire dal nulla e arrivare allo stesso identico nulla. Alla faccia del cerchio che si chiude!
Fondamentalmente, c'è un unico e solo motivo per il quale non mi è dispiaciuto: non c'è Edward fra le balle. E quindi, scusate se è poco, niente menate su quanto è bello, quanto è bravo, quanto è figo. E niente discorsi sconclusionati: in genere le conversazioni fra i due piccioncini sono di una vacuità quasi intollerabile. Quando sta con Jacob, che è il personaggio forse più riuscito, Bella riesce ad essere quasi normale (e sottolineo "quasi"). Va detto che ha perso quell'atteggiamento da "non c'ho voglia sbattimento" che caratterizzava tutto Twilight e, tutto sommato, è meno amorfa del solito. Ovviamente, scema è e scema rimane, ma almeno fa qualcosa.

Altra cosa di cui prendere nota: non contenta di aver completamente rovinato l'iconografia dei vampiri, Caterpillar Meyer si accanisce a demolire i licantropi che secondo lei, per mutare, esplodono. Sì, proprio come i popcorn. E non aggiungo altro, perché dovessi anche solo mettere una sillaba in più sarebbe la prima di un insulto.
Vorrei, infine, spendere due parole su Romeo e Giulietta. Perché? Perché la Meyer si è lanciata nell'ambizioso (e a mio avviso poco rispettoso) progetto di fare di New Moon una rivisitazione in chiave gotico-moderna del capolavoro di Shakespeare. Dimostrando, fra l'altro, di averci capito ben poco, visto che ha tolto la cosa che più di ogni altra ne ha garantito l'imperitura fama e l'immortale successo: la fine tragica.
Come novelli Romeo e Giulietta, Bella ed Edward sono separati dalla loro appartenenza a famiglie (in senso lato) diverse e come loro, l'uno non può vivere senza l'altro. All'altro vertice del triangolo amoroso, Jacob, alias Paride: accettabile in quanto umano, almeno in apparenza. Nessuno muore, l'amore trionfa, il terzo incomodo se ne va con le pive nel sacco. Anzi, in un passaggio, che mi ha quasi fatto saltare i nervi, pare che la Meyer rinfacci al Bardo la scarsissima caratterizzazione di Paride, che è solo una comparsa.
A chiunque sia capitato di leggere su aNobii il mio commento a Romeo e Giulietta è chiaro che cosa ne penso, quindi non è difficile capire che opinione posso avere di una cosa simile. Diciamocelo, già gli originali (soprattutto lui) mi paiono una coppia di idioti, figuriamoci 'ste imitazioni malriuscite.
Ci sta che, in un impulso masochistico (o con un impeto irrefrenabile di coraggio), legga anche gli altri due libri della saga. Ma non a breve: non potrei reggere!

Dettagli del libro

  • Titolo: New Moon
  • Titolo originale: New Moon
  • Autore: Stephenie Meyer
  • Traduttore: Luca Fusari
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Lain
  • ISBN-13: 9788876250286
  • Pagine: 446
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 18,00 Euro

3 Commenti a “New Moon - Stephenie Meyer”

  • 7 giugno 2009 11:33
    sakura87 says:

    Giuro che in questi giorni avevo in mente di pubblicare la recensione del primo. Ripulita da tutte le mie solite battute, però, giurin giuretto.
    Adesso che c'è il secondo, magari mi occupo del primo =)

  • 11 giugno 2009 11:50
    Pythia says:

    Mi hai fatto piangere dal ridere, davvero: ti adoro. Non c'è niente come vedersi distruggere i propri miti con la giusta dose di ironia e buon senso :D
    Ma come dicevo a Sakura in Twilight, la Meyer è (ancora) tra i miei preferiti.
    Il mondo è bello perché... :-P

  • 11 giugno 2009 17:03
    Aryaali76 says:

    Oooh, mi adori... ma cosa mi dici mai! ^^
    Scherzi a parte, grazie del complimento!

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