8 febbraio 2015

Speciale Letteratura LGBT: Maurice - E.M.Forster

Edward Morgan Forster, noto principalmente come E.M. Forster, è oggi considerato uno dei maggiori romanzieri inglesi sebbene nella sua carriera di letterato abbia pubblicato solo sei romanzi lunghi, di cui uno postumo.
Forster nacque a Londra il 1 gennaio 1879 da una famiglia di quell'agiata borghesia che verrà spesso ritratta con un misto di apprezzamento e critica nelle sue opere. Perso il padre a soli nove mesi d'età, lo scrittore conserverà fino all'età adulta uno strettissimo rapporto con la madre, con la quale continuerà a vivere, esclusi gli anni universitari e i periodi di soggiorno all'estero, fino alla morte della donna, nel 1945.
Da sempre studente modello, frequentò il King's College di Cambridge dove si laureò nel 1901 in storia e materie classiche e al quale rimase legato per tutta la vita. Al suo interno cominciò a prendere coscienza della propria omosessualità, iscrivendosi al gruppo velatamente omosessuale gli Apostoli, in cui stringe amicizie destinate a diventare presenza fissa del suo circolo negli anni che seguirono.
Inizia già in questo periodo a cimentarsi con la scrittura e nel 1914 avrà pubblicato già quattro dei cinque romanzi usciti mentre era ancora in vita: Monteriano (Where Angels Fear to Tread, 1905), Il viaggio più lungo (The Longest Journey, 1907), Camera con vista (A Room with a View, 1908) e Casa Howard (Howards End, 1910). Tutte le opere, che ottengono un successo via via crescente, riprendono i temi cardine della letteratura forsteriana: il conflitto di classe, la rigidità dell'educazione inglese e la ristrettezza di vedute delle classi agiate e le ramificazioni della sessualità, argomenti che gli fecero guadagnare la fama di moderato riformatore.
Nelle sue opere si riflettono inoltre le esperienze di viaggio dello scrittore nell'Europa continentale, compresi due distinti soggiorni in Italia, uno dei quali in compagnia dell'onnipresente madre.
Dopo l'Europa Forster scopre l'Oriente con due distinti viaggi in India, uno prima e uno dopo la Prima Guerra Mondiale (durate la quale lavorò presso la croce rossa come obiettore di coscienza) e durante in secondo soggiorno ebbe modo di lavorare come segretario privato del Maharajah di Dewas. Le esperienze si tradussero nel suo romanzo più famoso e apprezzato dai suoi contemporanei, Passaggio in India (A Passage to India, 1924) che gli fece vincere il James Tait Black Memorial Prize.
Prima di Passaggio in India, Forster aveva già composto un altro romanzo, Maurice, di cui ci occuperemo in questa recensione, destinato però a non essere pubblicato fino al 1971, un anno dopo la morte del suo autore e per sua precisa volontà. Per quanto l'omosessualità di Forster fosse nota nella sua cerchia di amici più intimi ed egli avesse imparato ad accettarla con sempre maggiore serenità soprattutto dopo la morte della madre, l'autore non volle mai che essa fosse resa nota al pubblico, fin troppo conscio dell'umiliazione e della sofferenza impartite a Oscar Wilde e poco fiducioso nella tolleranza dell'opinione pubblica.
Pur non trovando mai un compagno per la vita come era accaduto a molte sue conoscenze, egli riuscì a instaurare diverse relazioni sentimentali a lungo termine, la più significativa delle quali fu con il poliziotto sposato Bob Buckingham, che insieme alla moglie May introdusse nel suo circolo di letterati che includeva figure del calibro di Christopher Isherwood, Siegfried Sassoon e Forrest Reid. Forster arrivò anche a coabitare con i Buckingham, quando la relazione fra i due uomini si interruppe, ed è nel loro giardino che furono sparse le sue ceneri dopo la morte, avvenuta per infarto nel 1970.


"Maurice" è forse il capolavoro di Forster e certamente il suo romanzo più intimo e commovente, uno squisito esercizio privato di scrittura della verità. Tra le pieghe della società vittoriana, Forster insegue affettuosamente la storia d'amore di Maurice e Clive, suo compagno di college, i tormenti di una passione complice e innominabile, che se per Clive è destinata a seppellirsi nella "normalità", per Maurice è il calvario che conduce a nuova vita. È forse il delicato ricamo d'epoca, su cui si staglia la tormentosa affermazione della diversità, che ha spinto un regista come James Ivory a cimentarsi, dopo "Camera con vista", anche con questo prezioso "libro-scandalo".

Recensione

Due uomini da soli possono sconfiggere il mondo.

La critica più frequente che leggerete a proposito di Maurice è che il suo autore, scegliendo di farlo pubblicare postumo, ha perso l'occasione di segnare un'epoca con un romanzo scandalo che invece ora risulta inevitabilmente sorpassato.
Premesso che il valore di un libro non sta solo nella sua capacità di scandalizzare o meno, così facendo si ignora volutamente che Maurice è essenzialmente un romanzo che parla di lotta, non la semplice favoletta inventata da un autore omosessuale per combattere il grigiume della sua esistenza, ma un'opera coraggiosa, polemica, sofferta, che testimonia la complessità di comprendere e accettare la propria identità sessuale e che ha l'ardire di proporre un lieto fine per il suo eroe, in contrasto non solo con quanto permetteva la società a lui contemporanea ma anche con i dettami di quella che viene normalmente considerata "vera letteratura".

Come ormai sanno anche i sassi, Maurice fu scritto tra il 1913 e il 1914 ma venne pubblicato solo nel 1971, un anno dopo la morte dello scrittore e solo 4 dopo che il reato di omosessualità fu finalmente abolito in Inghilterra, un risultato all'epoca sorprendente se si considera che ancora nel 1960 Forster rifletteva sull'opportunità di pubblicare o meno il suo manoscritto e decideva negativamente dato il clima tanto ostile in patria da fargli pensare che l'emendamento per rendere legali rapporti fra adulti dello stesso sesso non sarebbe mai passato. Ora che l'Inghilterra è fra le prime nazione europee a legalizzare i matrimoni omosessuali fa quasi sorridere il pessimismo dello scrittore, che in uno dei dialoghi del romanzo consiglia al suo protagonista di emigrare in Francia o in Italia, dove certi comportamenti non erano perseguiti grazie al Codice Napoleonico.

L'Italia! direte voi, dove ancora oggi non si può parlare di matrimoni omosessuali senza assistere a scene di delirio collettivo. Ma Forster doveva confrontarsi con l'Inghilterra dei primi del '900, una nazione abitata da un popolo "incapace di comprendere e accettare la carnalità dell'individuo", un paese dove un quattordicenne deve vedersi spiegare le dinamiche sessuali fra uomo e donna tramite i goffi e frettolosi disegni sulla sabbia di un tutore deciso a metterlo in guardia contro "i pericoli del mondo degli adulti", un luogo dove marito e moglie ritengono di successo un matrimonio in cui i rapporti carnali sono confinati al buio e al silenzio della camera da letto, una vergogna di cui è meglio non parlare.

Certo, passaggi di questo tipo appaiono ridicoli e a volte incomprensibili al lettore moderno ma questo non gli impedisce di cogliere le difficoltà di vivere in una società soffocata dalle formalità di classe e da un ipocrita perbenismo che costringono il protagonista Maurice a una doppia lotta, quella per arrivare a comprendere la propria omosessualità e quella per riuscire a esprimerla senza vergogna o falsità.
E per quanto ora viviamo sicuramente in una societò più libera e comprensiva delle diversità, possiamo davvero dire che le difficoltà di Maurice non ricordano per nulla quelle di un adolescente del 2015?
Maurice è un classico anti-eroe forsteriano: mediocre nel suo adattarsi alle aspettative del conformismo eppure abbastanza sensibile da notarne le contraddizioni e soprattutto, sufficientemente coraggioso e cosciente di sé da decidere di ribellarsi e combattere quando stimolato ad aprire gli occhi. Il fautore di questa presa di coscienza è Clive, compagno di college che con la sua inaspettata dichiarazione d'amore rivela finalmente a Maurice sulla vera natura di pulsioni e sentimenti che finora non era stato in grado di comprendere. Ma Clive, intellettuale e ribelle, in realtà non è che un perfetto rappresentante di quella società che finge di disprezzare: deciso a mantenere il suo rapporto con l'amato solo sul piano platonico ("Quale ragazzo italiano avrebbe mai accettato ciò?")si dimostrerà perfettamente a suo agio all'interno dell'aristocrazia decaduta a cui appartiene.
La vera svolta per il giovane protagonista non può che arrivare allora che con una totale rottura dei confini di classe e Maurice troverà veramente se stesso fra le braccia del guardiacaccia Alec. Ebbene sì, un altro guardiacaccia dopo il trasgressivo amante di Lady Chatterley (ma D.H.Lawrence scrisse il suo romanzo scandalo solo nel 1928) e non dovrebbe stupire molto questa scelta: nella rigida e repressa società post-Vittoriana dove è possibile immaginare di trovare una relazione con il sesso sana e non ostacolata da puritani moralismi se non nelle classi meno abbienti, meno raffinate e acculturate?

Ma non è la lussuria ciò che tiene uniti i due amanti nelle intenzioni di Forster e nemmeno un generico amore, quanto l'impegno della lotta, la coscienza di un nemico comune, il desiderio di raggiungere la pace attraverso l'affermazione su una realtà oppressiva, che giudica senza conoscere perché, come riflette Maurice negli ultimi capitoli, cosa mai hanno sperimentato dell'amore, del tormento e dell'estasi queste figure mediocri, che non hanno mai lottato per nulla e non sanno cosa vuol dire rischiare?
La critica alla società di classi, tema che si ritrova in tutte le opere di questo autore, è qui condotta con ironia e acume magistrali e si sposa perfettamente con la descrizione del lungo, doloroso viaggio del protagonista fino alla presa di coscienza della propria natura, un viaggio che parte dall'infanzia e dura quasi 25 anni e che lo porta ad accettare, con orgoglio possiamo dirlo, il proprio essere "peccatore" e "fuorilegge".

E' probabile che Forster stesso non abbia mai raggiunto un rapporto sereno con la propria omosessualità come quello mostrato da Maurice, lo dimostrano le difficoltà espresse fino all'ultimo nel vedere il romanzo pubblicato e la sua ritrosia a parlare esplicitamente di sesso fra le pagine della sua opera ( ma Forster ha sempre mostrato la stessa ritrosia in tutti i suoi romanzi, caratteristica per cui fu spesso criticato). Lo dimostra anche lo stile un po' frammentario del romanzo, la mancanza di spontaneità di alcuni dialoghi, soprattutto nella prima parte, e alcuni passaggi un po' meccanici che testimoniano come il libro sia stato rimaneggiato più volte nel corso degli anni, tanto che la prosa non è decisamente ai livelli di quella di Casa Howard, ad esempio.
Eppure non dobbiamo essere affrettati nel liquidare Maurice, come l'emblema di ciò che l'autore voleva e non ha saputo essere. Come alcuni critici hanno osservato, il fascino erotico del protagonista lo candida a essere non tanto un simbolo di ciò che Forster sognava di essere ma di ciò che voleva, punto. E se la vita non gli ha mai offerto la possibilità di una relazione sentimentale duratura e onesta come quella dei suoi giovani protagonisti, non va dimenticato che nel suo circolo di amici intimi non mancavano esempi di coppie che si erano impegnate in forme di matrimonio private destinate a durare degli anni, alcune delle quali in barba alle più grosse disparità sociali.

Non un libro infantile quindi, non una scappatella fantasiosa ma un'opera coraggiosa in cui lo scrittore affronta con tutta la sincerità di cui è capace i propri demoni e, al di là delle giuste critiche, va detto che la maestria che lo contraddistingue è comunque presente, e la ritroviamo nelle tonalità delicate della sera, nella sensualità della notte, della provocante energia della pioggia.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Maurice
  • Titolo originale: Maurice
  • Autore: E.M.Forster
  • Traduttore:Marcella Bonsanti
  • Editore: Garzanti
  • Data di Pubblicazione: 2004
  • Collana: I grandi libri
  • ISBN-13: 9788811669470
  • Pagine: 317
  • Formato - Prezzo: Tascabile - Euro 14,00

1 Commenti:

  • 8 febbraio 2015 10:28
    Pila says:

    L'ho comprato la scorsa settimana e non vedo l'ora di leggerlo, Forster mi piace molto!!

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