21 settembre 2013

Il quinto giorno - Frank Schätzing

14 gennaio, Huanchaco, costa del Perù. Il povero pescatore Juan Narciso Ucañan non crede ai suoi occhi: dopo settimane di magra, davanti a lui si stende un enorme banco di pesci. Ma ben presto il terrore cancella la sua felicità: i pesci, muovendosi come un unico essere, prima gli distruggono la rete, poi rovesciano la sua barca e infine si compattano, impedendogli di tornare in superficie. 13 marzo, costa norvegese. A bordo della nave oceanografica Thorvaldson, il biologo marino Sigur Johanson e Tina Lund, responsabile della Statoil per la scoperta di giacimenti petroliferi, guardano il monitor che rimanda le immagini di un robot calato sul fondo del mare: milioni di "vermi" sembrano aver invaso lo zoccolo continentale. 5 aprile, Vancouver Island, Canada. Leon Anawak fa da guida ai turisti che vogliono osservare le balene nelle acque della British Columbia. Ma i mammiferi marini non si vedono più, come se si fossero "smarriti" da qualche parte. Poi, improvvisamente, riappaiono e si comportano in modo del tutto anomalo. Tre avvenimenti lontani, un unico tratto comune: il mare. Un mondo brulicante di esseri misteriosi, un enigma che avvolge i sette decimi del nostro pianeta. Dall'Europa all'America, dal Polo Nord al Giappone, il mondo dovrà confrontarsi con questo enigma: scienziati, militari, capi di governo e individui comuni saranno trascinati in un'avventura senza precedenti, verso uno scontro titanico in cui si deciderà se la specie umana può avere ancora un futuro.

Recensione

Banchi di pesci improvvisamente assalgono i pescatori. Balene, orche, capodogli si scagliano contro le barche con l'intento di affondarle. Perfino i mitili, che usano il loro peduncolo per ancorarsi alle rocce, sembrano preferire attaccarsi ai timoni delle navi impedendo loro di manovrare. Meduse particolarmente velenose e urticanti inquinano l'acqua. Batteri mortali trovano ospitalità nei corpi dei crostacei creando epidemie. Vermi mutanti distruggono la scarpata continentale che, crollando, produce maremoti disastrosi spazzando via le città costiere dell'emisfero settentrionale, le piattaforme petrolifere e varie isole. La Corrente del Golfo modifica il proprio percorso e la terra è minacciata da una nuova glaciazione.
A cercare di capire la causa di questi fenomeni e a porvi rimedio sono chiamati i migliori scienziati da tutto il mondo, etologi, tecnici, industriali, geologi, nonché le forze militari e i servizi segreti statunitensi che si assumono il compito di gestire la crisi. Troppe le catastrofi perché si possa pensare a delle coincidenze e tutti ritengono che dietro ad esse ci sia un disegno ben preciso.
Scartata la matrice terroristica per l'impossibilità che qualcuno possa essere in possesso del know how necessario, rimane solo la presenza di un'entità aliena. A questo punto si aprono due strade: la guerra oppure la presa di contatto per suggellare un accordo di non belligeranza. Superfluo dire che a favore della prima risoluzione si schiera l'esercito, mentre gli scienziati sono più favorevoli alla seconda. Ecco quindi che nel conflitto sono tre le parti che si combattono e proprio quelle umane sono fra loro le più irriducibili.

Se gli amanti della fantascienza catastrofica non vengono spaventati dalle oltre mille pagine del libro e ritengono che sussistano i presupposti per un lungo ed avvincente romanzo d'azione, stanno commettendo a mio avviso un errore. Raramente mi è capitato di leggere romanzi altrettanto noiosi, prevedibili, prolissi e ripetitivi. I personaggi sono troppi e troppo stereotipati. Il tutto condito con considerazioni ridondanti pseudoreligiose e filosofiche da parte di sedicenti scienziati che spacciano per pensieri profondi frasi banali come: Nulla poteva togliere ad un dipinto la sua bellezza. Anche se ci si spennellava sopra, l'originale, per quanto nascosto, esisteva ancora. Quello che era orribile restava orribile, quello che era bello non avrebbe mai perso la propria bellezza.

Il ritmo, che inizialmente sembra abbastanza sostenuto, tende a precipitare verticalmente per risalire faticosamente solo verso la fine. I dialoghi sono banali e tutti i personaggi tendono a essere particolarmente verbosi. Quando qualcuno di loro muore durante una delle tante catastrofi, viene subito sostituito da uno nuovo cui l'autore si premura di fornire una biografia il più possibile dettagliata, ivi compresi rimpianti e sensi di colpa dell'età giovanile. Il desiderio di saltare qualche pagina è quasi irresistibile, specie quando l'autore si ostina a inserire le sigle di enti, corpi militari, comitati, sottocomitati, reparti ordinari, reparti straordinari, meccanismi robotizzati, eccetera. C'è da respirare di sollievo a considerare che, a parte gli USA, le altre nazioni rimangano passive di fronte alla crisi in corso, in caso contrario le sigle si sarebbero moltiplicate ulteriormente e l'Italia stessa ne avrebbe potuto approfittare per nominare qualche nuova commissione parlamentare.

Il romanzo avrebbe avuto bisogno di una sostanziosa sforbiciata di capitoli. Si ha invece l'impressione che l'editore non se la sia sentita di leggere tutto quel malloppo di pagine e abbia saltato la revisione, contando sul fatto che, con una buona campagna pubblicitaria, il libro si sarebbe potuto vendere comunque, come è accaduto per "Il codice da Vinci". A sostegno di quest'ultimo, anche se Dan Brown non è il massimo come scrittore, c'è un'intreccio originale, cosa che non si può affermare nel caso de Il quinto giorno.

Quello che sorprende è leggere recensioni entusiastiche da parte di molti giornali, e viene da chiedersi se chi le ha scritte abbia veramente letto il romanzo, su cui si sparano luoghi comuni a ripetizione. La resa dei conti finale, complice anche il fatto che ci si arriva collassati, appare un groviglio inenarrabile dove, fra scoppi, incendi, distruzioni, attentati e affondamenti, c'è una vera e propria ecatombe di persone. I "cattivi" hanno almeno il buon gusto di morire in silenzio, a differenza dei "buoni" che intrattengono il lettore con le loro considerazioni finali. Dulcis in fundo, nell'ultima parte del libro, uno dei sopravvissuti si sente in dovere di scrivere un sermoncino sotto forma di diario.

Il quinto giorno è quello, secondo la Genesi, in cui Dio creò il mare ed i suoi abitanti. Fra questi ultimi ci sarebbero forme aliene unicellulari, invisibili singolarmente a occhio nudo ma micidiali in gruppo. Da qui il titolo originale del romanzo, la cui traduzione letterale è Lo Sciame. Questa forma di vita, sempre presente dal giorno della creazione e comparabile a un enorme formicaio con tanto di regina, avrebbe causato gli eventi catastrofici per indurre l'uomo a comportarsi in maniera più responsabile ed ecologica nei confronti del mare e le sue creature.

L'unica cosa che mi abbia dato da pensare, tra tutto ciò che viene asserito nel romanzo, è l'affermazione che se i pesci, catturati in una grande rete a strascico, si mettessero a nuotare tutti in un'unica direzione, riuscirebbero a far capovolgere il peschereccio. Mi piacerebbe ascoltare il parere di qualche lettore con cognizioni di fisica.

Pare che nel 2015 verrà prodotto il film tratto dal romanzo. Potrebbe essere un successo, visto che sarà pieno di sorprendenti effetti speciali e dovrà necessariamente essere ridimensionato nel numero dei personaggi e nei discorsi.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il quinto giorno
  • Titolo originale: Der Schawarm
  • Autore: Frank Schätzing
  • Traduttore: Sergio Vicini
  • Editore: TEA
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • Collana: "I Grandi"
  • ISBN-13: 9788850221066
  • Pagine: 1031
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 13,00

4 Commenti a “Il quinto giorno - Frank Schätzing”

  • 4 ottobre 2013 12:08
    Sqrt.Italy says:

    Grazie, di solito diffido di questi romanzi di fantadisastri ... questo lo eviterò.

  • 14 gennaio 2014 11:20

    Secondo me proprio non ha colto il segno questo articolo.. Schatzing riesce a catturare e tenere sulle spine per buonissima parte del libro. stupisce fuor di misura la gigantesca indagine scientifica che deve essere necessariamente dietro alle descrizioni e ai meccanismi con cui si evolve il libro. inoltre, nonostante il tema fosse già stato trattato, (e non spoilero oltre) trovo che il modo di condire il punto cruciale della questione, sotto molti punti di vista: da quello sociale, a quello economico, sociologico, spirituale e scientifico. sia a dir poco geniale! ^_^

    Personalmente avrei tagliato un paio di paragrafi sugli indiani, ma sono propedeutici ad entrare in una visione di pensiero più naturalista, che cmq tout court non abbraccio, ma che questo libro tratta intelligentemente ^_^

    Voto 4.5 stelle su 5, meno non merita ;)

  • 14 gennaio 2014 11:20

    Secondo me proprio non ha colto il segno questo articolo.. Schatzing riesce a catturare e tenere sulle spine per buonissima parte del libro. stupisce fuor di misura la gigantesca indagine scientifica che deve essere necessariamente dietro alle descrizioni e ai meccanismi con cui si evolve il libro. inoltre, nonostante il tema fosse già stato trattato, (e non spoilero oltre) trovo che il modo di condire il punto cruciale della questione, sotto molti punti di vista: da quello sociale, a quello economico, sociologico, spirituale e scientifico. sia a dir poco geniale! ^_^

    Personalmente avrei tagliato un paio di paragrafi sugli indiani, ma sono propedeutici ad entrare in una visione di pensiero più naturalista, che cmq tout court non abbraccio, ma che questo libro tratta intelligentemente ^_^

    Voto 4.5 stelle su 5, meno non merita ;)

  • 14 gennaio 2014 11:55
    emerson says:

    L'unica cosa che condivido è il fatto che l'autore si sia documentato ampiamente. Per il resto rimango della opinione che i personaggi siano troppi e troppo stereotipati, che la maggior parte dei dialoghi e le considerazioni siano banali.

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