18 maggio 2013

Prima che sia notte - Reinaldo Arenas

Scrittore e omosessuale: due colpe imperdonabili per il regime castrista, che perseguitò Reinaldo Arenas, lo incarcerò lo colpì negli affetti e lo condannò a un umiliante programma di riabilitazione. Arenas riuscì a fuggire, ma l'esilio gli rivelò altri orrori: l'ambiguità presente nel mondo degli esuli cubani, così come l'ipocrisia della sinistra occidentale, viziata dal mito della rivoluzione cubana.

Nella sua struggente autobiografia, uno dei massimi scrittori cubani delle ultime generazioni ripercorre tutta la sua esistenza, la lotta per la sopravvivenza, gli interrogatori, la fuga, la malattia. Congedandosi tuttavia, prima del suicidio, con parole in cui risuona uno slancio di speranza e libertà.

Recensione

Quando Reinaldo Arenas iniziò a scrivere la sua autobiografia era ancora giovane, era ancora a Cuba, la più florida e per questo potente, pericolosa manifestazione della vita e della vitalità, così nemica ai regimi. Scriveva nei boschi, di nascosto, con il sole unico complice; ogni giorno si affrettava a terminare, prima che arrivasse la notte.

Quando Reinaldo Arenas terminò la sua autobiografia era non di molto più vecchio, malato di AIDS, in esilio. Un'altra notte minacciava di giungere, la morte. Eppure, combattente fino all'ultimo, mentre la sua sfacciata fortuna, che innumerevoli volte l'aveva salvato, scivolava via, fu per sua stessa mano che morì, sottraendosi a chiunque e qualunque cosa avesse tentato di decidere della sua vita.

Nella sua autobiografia, che ripercorre una vita umile eppure pulsante, energica, instancabile, che non si piega mai, Arenas intreccia gli affetti e le passioni e i tormenti: gli uomini che l'Isola ha offerto al suo desiderio insaziabile (più di cinquemila, proclama); la passione della scrittura, soffocata dal regime, tradita dagli amici scrittori ipocriti, mai ripagata dagli editori stranieri; i regimi, prima quello di Batista, poi quello di Castro, e quella brevissima, di una illusoria felicità, parentesi rivoluzionaria cui aveva pure aderito, salvo indovinare ben presto il colore dell'operazione condotta dal lider maximo.

L'amore (omosessuale), la scrittura, la politica sono le tre passioni di Arenas, ma anche i tre volti di Cuba, che l'autore demolisce e ricostruisce in un infinito gioco di specchi: Cuba è l'isola di sole e mare, di spiagge popolate di bei ragazzi, di amori urlati con vitalità e fierezza; Cuba è anche l'immenso salotto letterario che Arenas e i suoi popolavano, un salotto umile, alla buona, più una taverna che un circolo di intellettuali; Cuba è, ed è diventata soprattutto, l'isola del mare negato, delle spiagge popolate di militari, delle prigioni e dei campi di lavoro forzato.

Con una scrittura dolce, ma che sa anche essere feroce, Arenas esalta la vita laddove il regime vorrebbe schiacciarla: geniale intuizione che pagò sulla sua stessa pelle, l'unico modo per contrastare i regimi è quello di esaltare la vita, e per uno scrittore omosessuale come lui, non c'era provocazione migliore dell'amore omosessuale. Tutte le dittature sono caste e antivitali, afferma Arenas: e per questo canta di giovani belli e sani che urlano il loro amore al mondo intero. Non è un caso che il regime l'abbia arrestato proprio per questo: per quanto fosse stata solo una scusa per nascondere all'estero l'arresto di un celebre scrittore per le sue posizioni politiche, viene da pensare che omosessualità e anticomunismo fossero una sola cosa, che Arenas fosse stato davvero più pericoloso come omosessuale che come scrittore antiregime. Sicuramente più pericoloso di molti altri, che ben presto si sono piegati, ritrattando, riscoprendosi fedeli al regime: la lista di traditori è lunga, Arenas non risparmia nessuno, pure quel Marquez che giudica il più ipocrita di tutti, sputando su quel Nobel che avrebbe attribuito a Borges, mal visto dal regime.

Nei giorni di terrore a Cuba, un amico gli disse: ricordati che la nostra unica salvezza è la parola. Scrivi. E Arenas scrisse. Adesso sta a voi leggerlo.

Giudizio:

+5stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Prima che sia notte
  • Titolo originale: Antes que anochezca
  • Autore: Reinaldo Arenas
  • Traduttore: E. Dallorso
  • Editore: Guanda
  • Data di Pubblicazione: 2004
  • Collana: Le Fenici tascabili
  • ISBN-13: 9788882466794
  • Pagine: 325
  • Formato - Prezzo: Brossura - 12,50 Euro

4 Commenti a “Prima che sia notte - Reinaldo Arenas”

  • 18 maggio 2013 alle ore 10:09
    sakura87 says:

    Ho visto il film del 2000 con Javier Bardem. Troppo lento e noioso, in compenso c'è Johnny Depp in ben due ruoli, tra cui quello di un trans che porta via gli scritti dei carcerati arrotolati in un determinato orifizio.

  • 18 maggio 2013 alle ore 15:20
    Tancredi says:

    O.O Ma io devo vederlo!

  • 28 ottobre 2015 alle ore 07:09

    Un grande Depp!, Interprete ideale per simili protagonisti,riesce a farti sentire uno di loro senza doverti vergognare.

  • 28 ottobre 2015 alle ore 07:12

    Un grande Depp!, Interprete ideale per simili protagonisti,riesce a farti sentire uno di loro senza doverti vergognare.

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