29 ottobre 2012

Il club dei filosofi dilettanti - Alexander McCall Smith

Durante una prima all'opera al teatro di Edimburgo, il giovane manager Mark Fraser muore cadendo in platea dalla balconata: sembra una morte assolutamente accidentale, ma a Isabelle Dalhousie, donna single di gusto e di cultura, fondatrice del Club dei filosofi dilettanti e assidua frequentatrice di mostre e concerti, non tutto pare così semplice. E si sente quasi moralmente obbligata a improvvisarsi detective, seguendo i fili di un'indagine che McCall Smith descrive con prosa lieve e divertita, seguendo gli incontri e le conversazioni della sua curiosa protagonista. Alexander McCall Smith, nato e cresciuto in Africa, è professore di medicina legale presso l'Università di Edimburgo e conosciuto in Italia per la serie di Precious Ramotswe.

Recensione

Il primo aggettivo che mi viene in mente pensando a Il club dei filosofi dilettanti è garbato. Che forse non è l'aggettivo migliore per pubblicizzare un romanzo giallo e, in effetti, questo è uno di quei gialli che normalmente non apprezzo particolarmente perché il mistero è più un elemento di contorno che il vero fulcro del racconto. Il fulcro del racconto è lei, Isabel Dalhousie, benestante quarantenne direttrice di una rivista un po' oscura di etica applicata e filosofa nell'anima più ancora che per professione, presidente di un club di filosofi che sembra destinato a non incontrarsi mai. Isabel non è donna da accettare la vita così com'è, ciò che conta per lei è comprendere le cause che muovono le azioni delle persone, il perché che sta dietro ai piccoli grandi eventi del quotidiano. E quando le accade di essere involontaria testimone della morte di un giovane manager, ella si ritrova coinvolta nella disgrazia su più di un livello: l'indagine per scoprire il colpevole della morte del giovane è solo uno stimolante contrappunto alle riflessioni di Isabel sull'etica delle azioni umane.

Niente laboratori d'analisi alla Kay Scarpetta in questo romanzo, quindi, ma sarebbe sbagliato definire Isabel la nuova Miss Marple (come declama invece dalla quarta di copertina Vanity Fair), non solo perché al giorni d'oggi mi pare improponibile definire una donna come Isabel una vecchia zitella, ma soprattutto perché Miss Marple amava osservare il mondo come una curiosa spettatrice impaziente di risolvere il nuovo rebus che la vita le aveva proposto, l'età anziana sinonimo di esperienza e certezze, laddove Isabel è soprattutto una donna che vive nel dubbio, sempre pronta a mettere in discussione non solo le azioni altrui ma anche le proprie, coraggiosa ma spesso impulsiva e per questo facile all'errore. Se la "terribile vecchietta" dei romanzi della Christie conduceva le proprie indagini prevalentemente da sola, riservandosi di tenere per sé le proprie considerazioni fino alla conclusione del romanzo, Isabel ha bisogno di discutere, confidarsi e confrontarsi e preziosi le sono i consigli della nipote Cate e della governante, ma soprattutto l'aiuto del suo Watson "personale", l'ex fidanzato della nipote, suonatore di oboe dall'animo sensibile anche se un po' pavido, verso il quale sembra provare più di un'amicizia, nonostante i dieci anni di differenza d'età (e per una volta assistiamo alla nascita di un amore tra una donna ed un uomo più giovane credibile, raccontata con sensibilità ma senza né dramma né senso del ridicolo).

Parliamo quindi di un giallo atipico che comprensibilmente ha deluso molti tra gli amanti del genere, con i quali però non posso trovarmi d'accordo quando definiscono questo romanzo noioso. Le considerazioni filosofiche di Isabel, per quanto inaspettate e prolungate, hanno il pregio di mantenersi sempre legate al quotidiano rendendole non solo comprensibili ma anche interessanti e coinvolgenti, inevitabilmente destinate a far nascere dubbi e interrogativi nel lettore. Lo stile semplice ma curato rende il romanzo estremamente scorrevole così come l'ambientazione nella tranquilla Edimburgo conferisce all'opera un'atmosfera gradevole e suggestiva, per cui la letture risulta piacevole e rilassante. Di nuovo, non aggettivi ideali per definire un romanzo mystery che però, un po' a sorpresa, mi ritrovo a consigliare a chi a voglia di distrarsi leggendo qualcosa di particolare, simpatico, senza eccessive pretese ma in grado comunque di fare trascorrere qualche ora piacevolmente.


Se poi l'esperienza non dovesse dispiacervi ecco di seguito tutti i romanzi della serie dedicata alla nostra filosofa/investigatrice:

  • Il club dei filosofi dilettanti (The sunday philosophy club - 2004, Guanda)
  • Amici, amanti e cioccolato (Friends, Lovers, Chocolate - 2005, Guanda)
  • Il piacere sottile della pioggia (The Right Attitude to Rain - 2006, Guanda)
  • L'uso sapiente delle buone maniere (The Careful Use of Compliments - 2007, Guanda)
  • Pratiche applicazioni di un dilemma filosofico (The Comforts of a Muddy Saturday - 2011, Guanda)
  • The Lost Art of Gratitude (Inedito in Italia - 2009 )
  • The Charming Quirks of Others (Inedito in Italia - 2010)
  • The Forgotten Affairs of Youth (Inedito in Italia - 2011)

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il club dei filosofi dilettanti
  • Titolo originale: The Sunday Philosophy Club
  • Autore: Alexander McCall Smith
  • Traduttore: Giovanni Garbellini
  • Editore: TEA
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • ISBN: 9788850213733
  • Pagine: 263
  • Formato - Prezzo: Brossura - 10,00 Euro 

2 Commenti a “Il club dei filosofi dilettanti - Alexander McCall Smith”

  • 31 ottobre 2012 11:18
    Elisa says:

    Ho amato molto questo libro e tutti quelli di questa serie che sono stati tradotto finora in italiano.
    Certo, non lo definirei proprio un giallo (e su questo a mio avviso la copertina è molto fuorviante, definendo Isabel una nuova Miss Marple), però ha quel qualcosa che riesce a catturare l'attenzione del lettore e lo rende una lettura davvero interessante e piacevole.
    (Magari non fate come me che li ho letti al contrario, iniziando da "Il piacere sottile della pioggia", perché attratta dal titolo non mi ero resa conto si trattasse di una "saga")

  • 31 ottobre 2012 11:23
    Valetta says:

    Concordo, infatti coloro che sono rimasti delusi da questo libro tendenzialmente si aspettavano un mistery più tradizionale, possibilmente con più azione. Purtroppo spesso gli editori per vendere dipingono un libro per ciò che non è, facendo più danno che altro. Però, come dici tu, questo romanzo ha quel qualcosa che riesce comunque a catturare il lettore.

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