6 gennaio 2011

Il fulmine di Sethos - Elizabeth Peters

La stagione di scavi del dicembre 1914 è appena iniziata, eppure Amelia Peabody e la sua famiglia non possono concentrarsi sul lavoro e neppure trascorrere un Natale tranquillo. Con la guerra che ormai infuria in tutta Europa, e con le voci sempre più insistenti di un imminente attacco turco al Canale di Suez, l'intera comunità archeologica vive giorni d'ansia ed è immersa in un clima opprimente, gravido di sospetti reciproci e diffidenze. Inoltre, se Radcliffe è troppo anziano per arruolarsi nell'esercito, il fatto che Ramses non si sia ancora unito alle truppe britanniche è motivo di scandalo, e c'è chi non esita a parlare apertamente di vigliaccheria e tradimento. Lo stesso Ramses mostra segni di malessere e inquietudine, come se nascondesse un segreto inconfessabile. E nessuno sa perché i suoi viaggi fuori città siano così frequenti e avvolti nel più assoluto mistero... Nonostante ciò, gli scavi a Giza proseguono e hanno una svolta inaspettata quando Radcliffe riporta alla luce una splendida statua reale, in perfetto stato di conservazione. Fin troppo perfetto, secondo Amelia. Convinta che sia un falso, lei teme che quella scoperta, in realtà, sia la conferma della sua paura più grande: l'inafferrabile e geniale Sethos, conosciuto come la Mente Criminale, è tornato e sta manovrando nell'ombra...

Recensione

Sono passati ormai molti anni da quando Amelia Peabody ha sposato l'uomo della sua vita, l'archeologo Radcliff Emerson, diventando sua compagna nella vita e nel lavoro. Amelia è una donna forte, pratica, indipendente. Suo marito è irascibile, orgoglioso, testardo. Non stupisce quindi che da questa unione sia nato un figlio "forte come un toro, coraggioso come un leone, testardo come un cammello", sempre pronto a rischiare l'osso del collo insieme all'amico David e a Nefreth Forth, giovane donna medico e appassionata di archeologia, di cui gli Emerson sono tutori.
Ogni anno Amelia Peabody e la sua famiglia di archeologi trascorrono sei mesi in Egitto per i loro scavi. Neppure la Grande Guerra basta a fermare la famiglia Emerson che puntualmente si mette a caccia di mummie, sarcofagi, tombe e... criminali. Durante l'inverno 1914-15 però, oltre che dai soliti ladri di antichità e da criminali di ogni sorta, i lavori di Emerson vengono rallentati anche dalla minaccia di una imminente sollevazione popolare,dalla paura di un attacco al Canale di Suez e dal timore che Ramses sia implicato in una delle sue solite operazioni pericolose. Persino Amelia, che non è la classica "madre chioccia" sembra piuttosto ansiosa per le sorti del loro rampollo.

Quanti hanno già avuto modo di leggere le avventure di questa eccentrica famiglia non possono perdersi questo episodio cruciale, ricco di sorprese, colpi di scena e di molti segreti finalmente svelati.
I riferimenti archeologici, sapientemente disposti e accurati, non appesantiscono il testo ma lo rendono più interessante. Ma il vero punto di forza di questo romanzo è l'ironia con cui sono descritti i personaggi, più accentuata che mai: Amelia è sempre più onnisciente, dopo aver appreso i principi della medicina e dell'archeologia con la sola forza di volontà questa volta si cimenta persino nella guida senza aver mai preso una lezione, l'irascibile Radcliff, soprannominato dai locali "Padre delle maledizioni", snocciola un repertorio di imprecazioni, sia in arabo che in inglese, sempre più fiorito, i battibecchi fra i due sono quanto di più divertente si possa immaginare.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Il fulmine di Sethos
  • Titolo originale: He Shall Thunder in the Sky
  • Autore: Elizabeth Peters
  • Traduttore: Barbara Piccioli
  • Editore: Nord
  • Data di Pubblicazione: 2010
  • ISBN-13: 9788842916864
  • Pagine: 436
  • Formato - Prezzo: Brossura - 16,90 Euro

1 Commenti:

  • 2 luglio 2012 00:17
    Unknown says:

    L'ho letto in inglese, qualche anno fa, quando ancora in italiano non c'era, e devo dire che mi è molto piaciuto, l'ho trovato un romanzo "di svolta" nella storia della famiglia! Ora sono - ahimé! - fortemente tentata di comprarlo anche in italiano... se mi è piaciuto tanto in una lingua che padroneggio appena, chissà quanto lo gusterò nella mia!

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