8 novembre 2010

E Jones creò il mondo - Philip K. Dick

La terza guerra mondiale, combattuta con le armi nucleari sul suolo americano, ha imposto negli Stati Uniti un regime poliziesco che in nome del "Relativismodi Hoff" tutela paradossalmente il diritto alla diversità fisica e intellettuale, contro l'intolleranza degli ambienti più bigotti e conservatori. Quando sul territorio inizia a planare una forma di vita extraterrestre, le amebe unicellulari degli Erranti, gli istinti xenofobi e razzisti della popolazione americana iniziano a infiammarsi. Chi ne trae vantaggio è Jones, giovane capace di 'vedere' per un anno nel futuro, pronto a trasformarsi in un leader carismatico e a lanciare una crociata di purificazione morale, imponendo al mondo la sua natura di superuomo.

Recensione

Tra i primi romanzi sci-fi di Dick, E Jones creò il mondo, secondo il titolo rinnovato dalla Fanucci per la bellissima edizione per il venticinquesimo anniversario della sua morte, appare come un grosso esperimento dell'autore alle prese con il genere fantascientifico; un piccolo, troppo piccolo calderone nel quale mescola temi e caratteristiche del genere con temi suoi propri.

E Jones creò il mondo è una sorta di romanzo per metà distopico e per metà di fantascienza mainstream. All'inizio del nuovo millennio, il mondo è governato da un governo federale (Govfed - l'amore di Dick per le abbreviazioni è già presente) che si regge sull'ideologia vincitrice del terzo conflitto mondiale: il relativismo di Hoff. Un'utopia, indubbiamente, che si basa sul principio del totale e inevitabile relativismo: contro ogni discriminazione, contro ogni integralismo religioso sta il principio della tolleranza a tutti i costi. Una tolleranza necessaria, perché il terzo conflitto ha scatenato epidemie di mutazioni genetiche e dato vita a generazioni di mostri e mutaformi. Contro questo governo agiscono due imminenti minacce: la popolarità crescente del misterioso Jones, un precog in grado di vedere il futuro ad un anno di distanza, e gli Erranti, misteriosi essere alieni protozoi che cominciano a ricadere sulla Terra.

Già ad uno sguardo superficiale appare evidente la mescolanza di temi e suggestioni propriamente dickiani: l'utopia, il governo federale, i misteriosi alieni (talmente alieni che qualunque forma di comunicazione e comprensione è impossibile a priori), i precog, i mutaforma, e l'immancabile viaggio nello spazio (con la colonizzazione di Venere ed i piani di fuga spaziale). Tipicamente dickiano è anche il protagonista, Cussick, un agente del governo ligio al dovere che non si pone troppe domande.

Andando più a fondo emergono altri dettagli: la curiosa distopia rovesciata (al contrario di romanzi come 1984 e Fahrenheit 451 qui abbiamo un'ideologia positiva, basata sulla tolleranza, osteggiata da una ribellione incentrata sull'assolutismo, incarnato nella figura assolutistica di Jones), che davvero fa traballare tutto il genere, tutte le considerazioni socio-politiche sullo scontro tra le ideologie, il problema della tolleranza e dell'integrazione (e il rapporto di indifferenza sofferente con gli Erranti fa tanto guerra fredda), il problema del libero arbitrio, posto proprio da quel Jones che, con le sue visioni, scardina l'ideologia del Relativismo affermando l'immobilità del futuro e, dunque, l'assolutismo del suo singolo punto di vista.

Da non sottovalutare, soprattutto, la notevole e sorprendente resa psicologica dei personaggi: quando non veste i panni dell'agente di governo, Cussick si rivela per quello che è, un uomo che vive una crisi di coppia e, forse, una crisi esistenziale a tutto tondo. Non è da meno la compagna, Nina (anche lei, tipica femme fatale dickiana), fosse solo per l'evoluzione che conosce nel corso della storia.

Tutto questo sta, però, malamente confinato in un romanzo di appena duecento pagine. Dick avrebbe potuto fare di più, molto di più: ma, dobbiamo ricordarlo, E Jones creò il mondo è il suo ufficiale secondo romanzo di genere, scritto nei primi anni Cinquanta. Se, dunque, è inevitabile concludere che si tratta di un romanzo ancora immaturo, anche se di Dick c'è quasi tutto, certamente non va sottovalutato, se si considera quanto dovette sembrare visionario negli anni in cui fu pubblicato.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: E Jones creò il mondo
  • Titolo originale: The World Jones made
  • Autore: Philip K. Dick
  • Traduttore: S. Fefé
  • Editore: Fanucci
  • Data di Pubblicazione: 2007
  • Collana: Collezione immaginario Dick
  • ISBN-13: 9788834712566
  • Pagine: 208
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 11,90 Euro

0 Commenti a “E Jones creò il mondo - Philip K. Dick”

Posta un commento

 

La Stamberga dei Lettori Copyright © 2011 | Template design by O Pregador | Powered by Blogger Templates