15 febbraio 2010

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger

Quando Henry incontra Clare, lui ha ventott'anni e lei venti. Lui non ha mai visto lei, lei conosce lui da quando ha sei anni... Potrebbe iniziare così questo libro, racconto di un'intensa storia d'amore, raccontata da due voci che si alternano e si confrontano. Si costruisce così sotto gli occhi del lettore la vita di una coppia e poi di una famiglia cosparsa di gioie e di tragedie, sempre sotto la minaccia di qualcosa che nessuno dei due può prevenire o controllare. Artista, professore all'Interdisciplinary Book Arts MFA di Chicago, Audrey Niffenegger firma con questo libro il suo primo romanzo.

Recensione

Diciamo subito che non è stato il libro che mi aspettavo. Ovvero, pensavo che avrei letto una science fiction con storia d'amore di contorno e invece si è rivelato esattamente l'opposto. Senza contare che, da come è partita, questa storia d'amore mi ha lasciata parecchio perplessa.

Ovvero: adulto quasi quarantenne in grado di viaggiare (in modo indipendente dalla sua volontà) avanti ed indietro nel tempo, piomba a intervalli regolari nel giardino di casa di una bimba delle elementari, diventando una sorta di amico immaginario un po' speciale. Peccato che la bimba in questione sia la sua futura moglie e che il buon viaggiatore, dopo essersi categoricamente rifiutato di rivelare alla piccola eventi futuri per non alterare il presente (o il passato? o meglio il futuro...), se ne esce bel bello a dirle che un domani si sposeranno. Ma come, ma non si era detto che le cose devono seguire il loro corso, che le persone devono avere libertà di decidere?
Ovvio risultato: lei vive fanciullezza ed adolescenza in funzione del lieto evento decidendo che per principio è innamorata del principe azzurro in questione. Del resto se in futuro si sposeranno... Insomma, i capitoli iniziali mi stavano seriamente indisponendo: le conseguenze del poter viaggiare nel tempo magari incontrando il proprio io bambino o vecchio vengono esplorate solo parzialmente e comunque sempre e solo in funzione dello sviluppo della storia d'amore fra i due. Inoltre la protagonista femminile, Clare, rasentava picchi di "zerbinismo" verso il baldo viaggiatore veramente irritanti: la sua vita era tutta incentrata verso Henry, la prossima volta che l'avrebbe rivisto, cosa facesse quando non era con lei, eccetera.

La cosa è accentuata dal fatto che il racconto è suddiviso in piccoli episodi della vita dei due, raccontati contemporaneamente dalla prospettiva di Clare ed Henry. Il problema è che la prospettiva di Clare è Henry, mentre la prospettiva di Henry è... Henry!
Mi sono comunque intestardita nella lettura, anche perché l'idea di base del libro e la tecnica di racconto con continui sbalzi temporali mi intrigava. E allora, pian piano, senza volerlo, ho cambiato prospettiva, mi sono rilassata e mi sono lasciata prendere dalla scrittura della Niffenegger, molto brava nello scavare nelle emozioni con poche parole e, complice il fatto che il rapporto fra Clare ed henry diventava più paritario, mi sono appassionata a questa particolare storia d'amore e al suo simbolismo.

L'imprevedibile viaggiare nel tempo di Henry diventa specchio delle incomunicabilità della vita di coppia, del dolore della lontananza, del ruolo dell'individuo nella coppia e dell'incontrollabilità delle emozioni umane da parte di scienza e ragione. E' finita che ho divorato in un paio di giorni la seconda metà del libro, in uno stato di tensione, totalmente coinvolta nei pensieri e nelle emozioni dei protagonisti. E sì,alla fine, lo ammetto, mi sono pure commossa.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo
  • Titolo originale: The time traveler's wife
  • Autore: Audrey Niffenegger
  • Traduttore: K.Bagnoli
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • Collana: Oscar Contemporanea
  • ISBN-13: 9788804551669
  • Pagine: 503
  • Formato - Prezzo: Brossura - 8,50 Euro

7 Commenti a “La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger”

  • 15 febbraio 2010 alle ore 14:18
    Trippi says:

    lo sto leggendo in questo momento, in lingua originale. So che ne è stato tratto anche un film. Ho letto solo le prime righe della tua recensione, per non farmi anticipare contenuti. Ripasserò!

  • 15 febbraio 2010 alle ore 16:03
    Valetta says:

    Anch'io l'ho letto in lingua originale, penso ne valga la pena visto lo stile delicato e evocativo della Niffenegger.
    Il film ancora non l'ho visto ma ho trovato recensioni abbastanza deludenti,pare che il libro (come spesso accade) venga abbastanza banalizzato.
    Comunque normalmente cerco di evitare spoiler della trama nella recensione, odio quando "a tradimento" mi dicono come va a finire :)

  • 15 febbraio 2010 alle ore 18:36
    Pythia says:

    Facevo tirocinio in biblio, il libro era sullo scaffale delle novità da un po', e io lo guardavo, indecisa se prenderlo o no. Alla fine, l'ultimo giorno prima delle vacanze estive, era ancora lì, l'ho preso come un segno del destino e me lo sono portata a casa. L'ho adorato, divorato, trepidato, pianto. Avrei voluto scrivere all'autrice solo per ringraziarla di tanta meraviglia, poi non l'ho fatto. Peccato che il successivo romanzo, Un'inquietante simmetria, non sia all'altezza.

  • 16 febbraio 2010 alle ore 09:26
    Valetta says:

    Pythia non dirmi così, ero in trepidante attesa di leggermi Un'inquetante simmetria :(

  • 18 febbraio 2010 alle ore 17:20
    Pythia says:

    @Valetta: non parlarmi di trepidante attesa, non ti dico la mia!
    Mi ha lasciata molto perplessa, è un misto tra la Harris e la Chevalier nei loro romanzi gotici: non è proprio malaccio, ci sono parti divertenti, ma in generale mi ha lasciata molto a disagio. Certo le aspettative erano molto alte, forse anche per questo mi ha delusa.

  • 22 febbraio 2010 alle ore 09:58
    Trippi says:

    finito e classificato come stupefacente. Come Valetta anche io ho avuto qualche perplessità nella parte iniziale, che in certi punti mi infastidiva (mi puzzava anche un pò di pedofilia). Quanto alla dipendenza di Clare nella prima parte si giustifica perfettamente con la differenza d'età tra i personaggi. Da sottolineare poi che l'Henri di cui si innamora Clare è anche un pò una sua creatura, esattamente come Clare lo è di Henry che l'accompagna nella sua formazione.
    Henry si salva dal circolo vizioso di disperazione grazie a Clare, che infatti, nella prima fase rimpiange l'Henry più maturo e fatica a conciliare l'uomo del presente con quello, futuro, del suo passato.
    Bellissimi personaggi, umanissimi nella loro straordinarietà e nelle loro debolezze.

  • 1 marzo 2010 alle ore 20:07
    Anonimo says:

    Io invece non sono andata avanti nella lettura ma adesso dopo aver letto la tua recensione credo che riproverò! Purtroppo, pur essendo una lettrice vorace, se un libro non mi rapisce dalle prime pagine vado a pescarne un altro sulla pila di libri di fianco al mio letto!

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