10 giugno 2009

VampIRUS - Scott Westerfeld

Un anno fa Cal Thompson frequentava il primo anno di college e della biologia, così come ai suoi amici, non gliene importava niente. Oggi, dopo aver trascorso una notte insieme a Morgan, una misteriosa ragazza incontrata in un bar, la biologia è diventata la sua unica via di salvezza. Perché Morgan gli ha trasmesso un parassita temibile: quello del vampirismo. Per fortuna, Cal risulta essere un portatore sano. Non si trasforma dunque in un cannibale spietato, ma si ritrova dotato di sensi acuiti, di una forza e una velocità sovrumane, e di una dote che gli sembra quasi uno scherzo del destino: una costante eccitazione sessuale.
Un dramma per il ragazzo, che non può concedersi neppure un bacio se non vuole condannare chi gli sta accanto. Assoldato da un’antichissima organizzazione segreta che si occupa di tenere sotto controllo i pip, gli altri vampiri come lui “parassita-positivi”, a Cal viene affidato il compito di rintracciare le ragazze che suo malgrado ha già contagiato e di catturarle perché possano essere curate. Ma ne vuole sapere di più: deve scoprire ora chi è davvero Morgan, e qual è la reale natura della malattia che lo ha colpito. Inizia così un’indagine che lo condurrà per le vie e i sotterranei labirintici di New York: fino a quando non scoprirà di essere al centro di un’incredibile, atroce cospirazione.

Recensione

Tutto sommato non è male, questo libro. C'è di meglio, ma c'è anche di (molto) peggio. Ora, forse è il caso di dare alcune coordinate:
1. se vi piacciono i vampiri old school (100% malvagi, canini appuntiti ed occhi color sangue, dormono nelle bare, si trasformano in pipistrelli e non possono guardare le croci) qui non ce ne sono.
2. se siete alla ricerca di protagoniste adolescenti con l'emotività di una cozza e uguale intraprendenza o di vampiri emo liceali (cento anni e non sentirli!), qui non ce ne sono.
3. se amate i vampiri sexy prototipi del bello e dannato (letteralmente!) in tutte le loro varie declinazioni di colore di capelli e occhi, qui non ce ne sono (non ci sono neanche cacciatrici di vampiri Mary Sue con il grilletto facile, un problema di turpiloquio gratuito, l'hobby della ninfomania e un talento naturale per stare sulle palle al prossimo. Grazie al cielo!).
4. se, infine, volete vampiri tormentati dalla loro sofferta condizione di eternità... okay, ci sono, ma solo per un pochino (accontentatevi).

Il vampirismo come virus non se l'è inventato l'autore del libro. Basta leggersi Io sono leggenda. In questo libro non stiamo parlando propriamente di un virus (come lascia intendere il titolo), ma di un parassita (io non so quale sia la differenza fra queste due cose, ma prendetela come un fatto: per tutto il libro, l'autore lo chiama parassita sempre e virus mai. E questo è quanto), ma insomma, più o meno l'effetto è quello. Tu te lo becchi come ti beccheresti un raffreddore e quello ti trasforma in qualcos'altro.
Proseguendo nel paragone con Io sono leggenda, il ruolo del protagonista (nonché voce narrante) non è affidato a un umano non-affetto, ma ad un portatore sano del "parassita", che (come tale) ha quasi tutti gli istinti e le caratteristiche del "malato" senza quell'effettuccio collaterale che ti porta a sbranare i tuoi simili.
In questo libro, i vampiri non succhiano il sangue: sono dei drogati da proteine ematiche. In pratica, ti sbranano. Sono dei cannibali.
Sì, lo so, ho storto il naso anche io. Infatti, se volete zanne snudate e lucenti, indovinate un po'? Esatto. Qui non ci sono.

Tuttavia, come dicevo, nel complesso il libro non è male: essere un portatore di parassita (abbreviato in pip) significa diventare un cannibale abbrutito che si pappa qualsiasi cosa fatta di carne che gli capita a tiro. Compresi i propri simili.
E come si trasmette il parassita? Fluidi corporei (saliva, sudore, sperma, sangue). Basta un bacio alla francese da un individuo infetto e sei fregato. Ed è più o meno questo quel che è capitato a Cal, il nostro protagonista, sei mesi prima dell'inizio della storia: ha fatto del sesso occasionale e invece che una malattia venerea (che so, lo scolo, la sifilide, la gonorrea) si è beccato il parassita. Solo che nella sfiga immensa (era pure la sua prima volta!) lui ha avuto una fortuna: rientra in quell'uno per cento di persone che, una volta infettati, diventano dei portatori sani. Il che implica che non sbranerai nessuno, diventerai dotato di superpoteri (supervista, superforza superudito) e avrai una vita lunghissima.
Il rovescio della medaglia è che non devi dirlo a nessuno e ti tocca fare la vita sessuale di un monaco. (E se hai diciannove anni e sei appena arrivato a NY, la cosa un po' ti secca... beh, anche se non hai diciannove anni e non sei appena arrivato da nessuna parte!).
Stando così le cose, Cal si è ritrovato arruolato nella Night Watch, l'organizzazione che si occupa del controllo della diffusione del parassita, con il ruolo di cacciatore. Perché, questo è il bello, il parassita non è una novità: è antico come il genere umano e, in un modo o nell'altro, ci si è sempre dovuto fare i conti. Il Night Watch è composto da portatori sani del parassita, ha un suo Sindaco (quattrocento anni e più) ed è di fatto una sorta di governo ombra che si occupa di qualcosa che i normali umani non devono scoprire.
In breve, Cal deve rintracciare la sua progenitrice: ha già trovato e catturato tutti i soggetti che ha infettato lui stesso (ma non l'ha mica fatto apposta, eh!) ed ora gli resta solo da mettere sotto chiave quella che gli ha fatto quel bel regalino. Solo che nella sua ricerca si imbatte in cose strane, molto strane: informazioni insabbiate, segreti inquietanti... insomma, dopo un po' si rende conto (non è che sia sveglissimo, per certi versi) che sotto c'è qualcosa che bolle in pentola, qualcosa di grosso. E alla fine riuscirà a sapere cos'è.

Le cose che mi sono piaciute?
1. tutti i richiami ai parassiti. Sembrano dei riassuntini da un libro di parassitologia, ma in uno stile divertente, ironico e noir. Sfortunatamente, però, sono anche tutte cose vere. Perciò, se siete appena appena sensibili a questo genere di cose, forse è meglio evitare, altrimenti non vi azzarderete mai più a toccare nulla.
2. un protagonista non troppo perfetto. Cal è simpatico, ma non si può proprio dire che sia un genio (la sua controparte, Lace, è molto ma molto più sveglia di lui).
3. uno stile leggero e fresco. Non troppo profondo, intendiamoci, ma se volete passare un paio d'ore divertenti è quel che ci vuole.
4. il ribaltamento di prospettiva finale, anche se fa un po' X-Men e non dico altro perché sarebbe davvero spoilerare troppo.

Le cose che non mi sono piaciute?
1. non puoi continuare per tutto il libro a chiamare i vampiri pip. Io ho capito che è un acronimo e tutto, ma, per favore, i nomi sono importanti. Io leggevo "pip" e mi veniva in mente Tweety nella sua gabbietta che dondola, si guarda intorno e dice "Mi è semblato di vedele un gatto". Fra l'altro, vorrei farvi notare il titolo originale. È PEEPS, vale a dire l'acronimo scritto nella maniera corretta. L'italianizzazione mi ha uccisa.
2. la trama poteva essere ad alta tensione ed in realtà non lo è. La segui con curiosità, ma come sfoglieresti un giornale mentre aspetti dal medico. Di certo non divori le pagine preso dall'ansia per la sorte dei protagonisti.
3. il finale. Chiude la vicenda di Cal (forse con un po' troppo buonismo), ma lascia aperto tutto il quadro generale. In previsione di un seguito? Mah, chi vivrà vedrà!

Dettagli del libro

  • Titolo: VampIRUS
  • Titolo originale: PEEPS
  • Autore: Scott Westerfeld
  • Traduttore: D'Ovidio S.
  • Editore: Fazi
  • Data di Pubblicazione: 2008
  • ISBN-13: 9788876250460
  • Pagine: 269
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - 18.50 Euro

7 Commenti a “VampIRUS - Scott Westerfeld”

  • 10 giugno 2009 12:44
    sakura87 says:

    A me Pip fa venire in mente le caramelle alla liquirizia che mi comprava mia madre.
    A proposito, non ne mangio da tanto.

    ...vita sessuale di un monaco? Ma non li usano i preservativi nel libro?

  • 10 giugno 2009 14:50
    Aryaali76 says:

    A me fa venire in mente Pip March, l'uccellino di Beth che muore d'inedia perché nessuna delle Piccole Donne si ricorda di dargli da mangiare! (Ah, che ricordi di giovinezza!)
    Quanto ai preservativi, sono inefficaci contro il parassita. In ogni caso, sudandosi addosso l'un l'altro i due piccioncini si contagerebbero lo stesso. Anche mangiando con lo stesso cucchiaio o bevendo dallo stesso bicchiere se è per questo.

  • 11 giugno 2009 00:18

    Ma che bella recensione, mi hai fatto venire voglia di leggerlo. Solo che la mia biblioteca non lo comprerà mai (non compra mai NIENTE) per cui mi sa che me lo scordo.
    (è il mio primo commento su questo blog, sono emozionata)

  • 11 giugno 2009 09:02
    Morwen says:

    Non ho capito esattamente in cosa i contagiati sono diversi dagli zombie :D
    La prossima evoluzione, me lo sento, sarà il vampirantropo (o licampiro).

    @viperavenerea: la tua biblioteca non aderisce ad un gruppo/circuito/sistema di biblioteche?
    Io i libri fantasy li faccio tutti arrivare da una città vicina alla mia dove li comprano sempre (hanno un'alta percentuale di lettori adolescenti) e mi arrivano gratis nella mia biblioteca nel giro di una settimana :D

  • 11 giugno 2009 09:52
    Aryaali76 says:

    @viperavenerea: grazie del complimento! ^^

    @Morwen: beh, sono vivi. Mi sono dimenticata di dire una cosa importante: in questo libro i vampiri (mi rifiuto ca-te-go-ri-ca-men-te di chiamarli pip!) non fanno quella trafila del muoio-e-risorgo-vampiro. Sono proprio vivi, solo malati.
    Rispetto agli zombie sono anche un po' più coscienti (ma non tanto, eh).

  • 16 giugno 2009 14:43

    @ Morwen: si, si, aderisce. Però questo titolo in particolare ce l'hanno solo in biblioteche di altre province, il prestito interbibliotecario mi verrebbe a costare sui 7 euro e - bah, non ne vale la pena, posso soppravvivere anche senza Vampirus. Magari un giorno ci icontreremo su una bancarella e quel giorno sarà mio :)

  • 17 giugno 2009 10:37
    Morwen says:

    Diavolo, 7 euro :O

    Tanto vale comprarselo il Vampirus a questo punto. Ma in effetti sono d'accordo anche io che si possa sopravvivere senza :)

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