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9 maggio 2011

Due volte ti amo, anzi tre - Anna Paola Lacatena

“Due volte ti amo anzi tre” è un romanzo trans-generazionale ambientato nei nostri giorni con richiami al periodo della seconda guerra mondiale. E’ la storia di Ilaria, una ricercatrice universitaria di Analisi Matematica con l’hobby della scrittura che attraverso l’amicizia scopre la bellezza dell’amore e l’importanza del rendere questo sentimento tangibile aldilà delle paure cui spesso si accompagna.
Piera, un’anziana insegnante in pensione, è la sua vicina di casa. Prima di morire le consegna una lettera in cui le chiede perdono per averle mentito sulla sua storia di vita, invitandola a manifestare i sentimenti. La scatola in latta che accompagna la missiva racchiude i segreti di un antico amore che inaspettatamente sembra ritornare, con fattezze differenti, nella vita di entrambe le donne.
Le storie di Ilaria e Piera si intrecciano sino a permettere alla prima di ritrovare l’amato della seconda. Se la guerra ha allontanato Piera e Antonio, il perdono e la necessità di andare oltre regole e convenzioni scritte permetteranno ai protagonisti il ritorno, la riscoperta della sincerità e del proprio autentico Sé.
Compresa la voglia di dire “ti amo”.
Alla trama principale si uniscono in alcuni capitoli i racconti brevi scritti dalla protagonista, richiamati dalla realtà del momento.

Recensione

Nell'introduzione l'autrice afferma che ogni vita, ogni storia merita di essere raccontata. Su questo si può concordare. Si può anche concordare che però non tutte meritano di essere oggetto non tanto di ascolto quanto di lettura? Personalmente credo di sì.

Detto questo la storia di 'Due volte ti amo, anzi tre' merita di essere letta, se non altro perché ha il pregio non trascurabile, a mio parere almeno, di raccontare in modo originale un tema universale: presenta una storia d'amore tormentata inframezzandola con piccoli racconti, al limite del favolistico, sognanti e idealizzati, che hanno in comune con la trama principale il tema della liberazione dei sentimenti e dei blocchi che impediscono di vivere le emozioni.

La storia in sé è in effetti un tema abusato: Ilaria è una ragazza normale che ha qualche problema con il proprio vissuto e la sua sfera emotiva e quando si trova ad avere a che fare con la possibilità di vivere un amore viene aiutata a vincere le proprie autodifese da un gruppo di indefesse amiche storiche e, indirettamente, dall'esperienza di un'anziana vicina di casa, cui è molto affezionata, che morendo le lascia come eredità le lettere in cui è contenuto il racconto dell'unica storia d'amore della sua vita, finita per la sua incapacità di perdonare.

La morale è che razionalità e voglia di amare non si escludono a vicenda. Nulla di nuovo sul fronte occidentale... e in effetti i problemi di una trama che sarebbe anche ricca di spunti - la storia famigliare della protagonista, un amore nato e vissuto durante la seconda guerra mondiale, una serie di personaggi appena abbozzati - è che è troppo scheletrica.

L'unico personaggio di cui si tratteggia un ritratto è Ilaria ma l'uso della prima persona nella narrazione toglie la 'giusta distanza' nella prospettiva dei fatti: sembra quasi che il racconto sia legato alla figura dell'autrice fino a coincidere con la stessa. Il che rende più difficoltosa l'immedesimazione del lettore.

Forse per rendere la storia più coinvolgente si sarebbe dovuto ampliare il succedersi dei fatti, visto che nella sua semplicità si tratta di un racconto lungo con delle piccole deviazioni dal tono forse un po' troppo 'buonista'.

Quello che manca, ma teniamo presente che si tratta di un primo tentativo di scrittura, è l'intervento di editing che avrebbe potuto migliorare di molto lo stile ed evitare alcune sciatterie, magari asciugando la narrazione. Mettendo in risalto le piccole storie incastonate nella trama, che esplorano le tante sfaccettature della voglia di amare.

La stessa voglia, che dovrebbero poter vivere le madri detenute cui è dedicato il romanzo e che sono spesso impossibilitate a vivere il rapporto con i loro figli al di fuori del carcere.

Giudizio:

+2stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Due volte ti amo, anzi tre
  • Autore: Anna Paola Lacatena
  • Editore: Giuseppe Laterza Editore
  • Data di Pubblicazione: 2011
  • ISBN-13: 9788882315825
  • Pagine: 192
  • Formato - Prezzo: Paperback - Euro 15,00

7 aprile 2011

Novità in libreria: 'Due volte ti amo, anzi tre' di Anna Paola Lacatena

A leggere di certe notizie viene da chiedersi se siamo davvero nel Paese che ha dato al mondo, quasi due secoli e mezzo fa, un faro dei diritti umani come 'Dei delitti e delle pene' e ha cancellato per primo la pena capitale dalla lista delle sanzioni.
Pochi giorni fa il Senato italiano approvava un disegno di legge che mantiene una serie di forti limitazioni per le condizioni detentive delle madri in carcere, costringendo di fatto dei figli incolpevoli a subire situazioni quantomeno poco educative.
La ONLUS 'Terre des Hommes' ha da sempre considerato il tema della tutela dell'infanzia maltrattata uno dei suoi cavalli di battaglia e in questo contesto si inserisce l'iniziativa di Anna Paola Lacatena.
Sullo stesso solco di una pubblicazione analoga che tratta del tema della tossicodipendenza in carcere, l'iniziativa, legata al romanzo 'Due volte ti amo, anzi tre' per i tipi di Laterza, riguarda i bambini costretti a vivere nella realtà degli istituti di pena perchè figli di madri carcerate. E a pagare così, inevitabilmente, una parte della pena senza averne colpa.


Scheda del libro
“Due volte ti amo anzi tre” è un romanzo trans-generazionale ambientato nei nostri giorni con richiami al periodo della seconda guerra mondiale. E’ la storia di Ilaria, una ricercatrice universitaria di Analisi Matematica con l’hobby della scrittura che attraverso l’amicizia scopre la bellezza dell’amore e l’importanza del rendere questo sentimento tangibile aldilà delle paure cui spesso si accompagna.
Ilaria conosce il significato dell’amicizia ma la sua razionalità, più auto-imposta che reale, non le consente di andare aldilà delle sue rassicuranti certezze. Non si è mai innamorata veramente e non riesce a dire “ti amo”. Legata alla sua autonomia evita deliberatamente “il rischio” di poterla perdere.
Piera, un’anziana insegnante in pensione, è la sua vicina di casa.
Prima di morire le consegna una lettera in cui le chiede perdono per averle mentito sulla sua storia di vita, invitandola a manifestare i sentimenti. La scatola in latta che accompagna la missiva racchiude i segreti di un antico amore che inaspettatamente sembra ritornare, con fattezze differenti, nella vita di entrambe le donne.
Le storie di Ilaria e Piera si intrecciano sino a permettere alla prima di ritrovare l’amato della seconda.
Se la guerra ha allontanato Piera e Antonio, il perdono e la necessità di andare oltre regole e convenzioni scritte permetteranno ai protagonisti il ritorno, la riscoperta della sincerità e del proprio autentico Sé.
Compresa la voglia di dire “ti amo”.
Lo stile scelto è volutamente semplice e scorrevole, venato di ironia in cui i sentimenti si mescolano alla matematica il più delle volte applicata ai comportamenti umani. Come a dire che il cuore non esclude la testa e viceversa.
Alla trama principale si uniscono in alcuni capitoli i racconti brevi scritti dalla protagonista, richiamati dalla realtà del momento.

Due volte ti amo, anzi tre
di Anna Paola Lacatena
Giuseppe Laterza Editore
Data di pubblicazione: marzo 2011

 

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