10 maggio 2018

La bambina nel buio - Antonella Boralevi

1985. In una splendida villa della campagna veneta, Paolo e Manuela festeggiano i loro venti anni di matrimonio. Hanno una bambina dolcissima di undici anni, Moreschina. Tutta la buona società di Venezia è accorsa alla loro festa. Camerieri in guanti bianchi, champagne nei calici di cristallo, danze, flirt, pettegolezzi, allegria. Eppure, dentro la gioia, vibra una nota di inquietudine. Un’ansia che cresce a ogni pagina. La festa finirà con una tragedia indicibile. 32 anni dopo, una inglesina di trent’anni, Emma Thorpe, sbarca a Venezia. Si porta dietro un segreto. E finisce in un Palazzo sul Canal Grande, che nasconde più segreti di lei. Il proprietario è il Conte Bonaccorso Briani. Un uomo durissimo, solitario e misterioso. Il destino mette sulla strada di Emma un seducente commissario siciliano, incallito sciupafemmine. Indagano insieme in una Venezia affascinante e insolita, avvolta dalla nebbia, frustata dalla pioggia di novembre. In un crescendo di tensione e colpi di scena, il mistero di tanti anni prima trova finalmente soluzione. È il mistero del buio che tutti ci abita. Antonella Boralevi ha scritto un romanzo potente che svela il cuore delle donne e affronta con coraggio i temi cruciali dell’anima contemporanea. E ci dice che l’unica salvezza è l’amore.

Recensione

Il romanzo si svolge su due piani temporali, rispettivamente nel 1985 e nel 2017, che si alternano fra loro ad ogni capitolo.
Le vicende più vecchie temporalmente iniziano con una festa che si svolge in una villa veneta per l’anniversario di matrimonio dei padroni di casa; lui, un imprenditore che è riuscito a creare una impresa di successo; lei, una bella donna di origine contadina piena di vita, procace e voluttuosa.
I due coniugi hanno una figlia graziosa e beneducata di undici anni.
Apparentemente una famiglia perfetta e felice, intorno alla quale si stringono gli amici, tutti appartenenti alla società che conta.
Durante il ricevimento, gli adulti si lasciano andare alle solite maldicenze, si corteggiano, si tradiscono, si invidiano, fanno battute più o meno di cattivo gusto mentre bambini vengono intrattenuti con la musica e i giochi e tutto sembra svolgersi nel migliore dei modi finco a che, durante il lancio dei fuochi artificiali, la figlia dei padroni di casa scompare.

Avanti di più di trent'anni: si seguono le vicende della trentenne inglese Emma Thorpe, che arriva a Venezia per essere ospitata nel palazzo sul Canal Grande del conte Bonaccorso Briani. Emma ha da poco perso la figlia che teneva in grembo per un incidente domestico ed ha accettato l’invito a suo tempo rivoltole dalla moglie del conte, Lucrezia, di trascorrere un po’ di tempo nella città lagunare.
Nella casa sul Canal Grande la giovane, frugando nelle stanze del palazzo, scopre cose ed eventi che la mettono in apprensione e lasciano intuire l'esistenza di un mistero che lei vuole scoprire a tutti i costi, nonostante l'ospite educato non dovrebbe impicciarsi troppo degli affari del padrone di casa.

Investigando per quasi seicento pagine, Emma viene a sapere della tragedia avvenuta nell’entroterra veneziano e risalente a trentadue anni prima, quando era scomparsa la bambina.
Alla ricerca della verità la giovane donna inglese riceve l'aiuto da un bel commissario di polizia che ha conosciuto in occasione di una denuncia presentata per uno scippo subito. Va da sé che i due riusciranno a venire a capo del cold case risalente al 1985.

Antonella Boralevi, brava a pubblicizzare il suo libro, in una recente intervista alla televisione ha definito il suo romanzo "un thriller adrenalinico".
Mi dispiace dover contraddire la simpatica scrittrice ma, tenuto conto che la suspense e l'azione in questo suo racconto sono piuttosto carenti, sarei più propenso a definirlo un noir tendenzialmente soporifero.
Il romanzo vuole suscitare la commozione nel lettore, dato che le vittime sono per lo più bambine e, si sa, crea più raccapriccio la morte di un minore, specie se violenta, che quella di una persona adulta quando è ormai alla fine della sua esistenza, come lo sono i questo caso i personaggi ancora in vita coinvolti nella tragedia, essendo trascorsi trentadue anni dal fatto.

L'autrice cerca di far leva sull’emotività del lettore – meglio se di sesso femminile - per raccontare una storia abbastanza originale in cui i colpevoli, a distanza di decenni, vengono colti da un improbabile rimorso per ciò che hanno fatto o non hanno impedito ad altri di fare o hanno preferito non vedere. Un racconto, pertanto, piuttosto surreale che può piacere a palati non troppo esigenti quanto a credibilità.
Buona la caratterizzazione dei personaggi cui però la scrittrice aggiunge sempre qualche episodio malinconico di troppo, con l’intento di suscitare nel lettore la maggiore commozione possibile.
Perfino lo sciupafemmine commissario di polizia di origini siciliane, che coadiuva Emma nelle indagini, si lascia andare al pianto ricordando la prima ragazza che ha amato da studente e che è morta in un incidente stradale, una aggiunta che la Boralevi, a mio avviso, avrebbe potuto risparmiarci.
Per il resto la prosa dell’autrice è piacevole e non manca qualche citazione colta che sarà di soddisfazione per i lettori più intellettuali. Dato il genere, tuttavia, sarebbe stata preferibile una scrittura più asciutta.

Giudizio:

+3stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: La bambina nel buio
  • Autore: Antonella Boralevi
  • Editore: Baldini+Castoldi
  • Data di Pubblicazione: 2018
  • Collana: Romanzi e Racconti
  • ISBN-13: 9788893881005
  • Pagine: 599
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 20,00

0 Commenti a “La bambina nel buio - Antonella Boralevi”

Posta un commento

 

La Stamberga dei Lettori Copyright © 2011 | Template design by O Pregador | Powered by Blogger Templates