20 aprile 2015

Listopia II - La vendetta: I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita (#161-180)

L'avevate amata. L'avevate richiesta a gran voce. Finalmente, dopo mesi di assenza, torna la versione riveduta e corretta di Listopia. I milleuno libri da leggere almeno una volta nella vita. Tranquilli, non vi riproporremo con gli aggiornamenti i cinquanta appuntamenti della vecchia versione, datata 2006, ma solo le aggiunte apportate e mantenute fino all'ultima, quella del 2012, che - vi anticipiamo - non si limitano a libri usciti dopo il 2005 ma rivoluzionano un po' anche le liste dei secoli precedenti.
Anche stavolta, forse più che mai, la vostra granitica certezza di aver letto di tutto ne uscirà scalfita e sanguinante: cimentatevi con noi a spuntare i libri già letti e a insultare quelli la cui presenza nella lista è assolutamente immeritata!



161. Tempo di silenzio - Luis Martín-Santos (1958) [Aggiunto nella lista 2008]

Postfazione di Danilo Manera. Le tortuose vicende di Pedro, giovane ed ambizioso biologo, nei bassifondi della Madrid franchista degli anni cinquanta. Una drammatica meditazione sulla società spagnola e sulla sua identità nazionale.


162. Halbzeit - Martin Walser (1960) [Aggiunto nella lista 2008]

Der 35-jährige Anselm Kristlein, verheiratet und Vater dreier Kinder, versucht sich seit dem Abbruch seines Studiums als Vertreter. Als ihm ein Bekannter das Abgebot unterbreitet, als Werbetexter zu arbeiten, steigt er innerhalb eines Jahres zum gefragten Experten auf. Diesen Karrieresprung verdankt Anselm seiner ausgeprägten Fähigkeit zur Anpassung. Er ist ein virtuoser Rollenspieler, dem es allerdings aufgrund der beständigen Ausrichtung an gesellschaftlichen Vorgaben an einer fest umrissenen Identität mangelt. Doch obwohl Anselm unter dieser steten Außenorientierung leidet, ist er ein ausgesprochenes Gesellschaftstier. Da er seine Familie als Einschränkung seiner Freiheit erfährt, verbringt er die meiste Zeit im Kreis seiner Freunde oder bei einer seiner Geliebten. Mit dem Einstieg in die Werbeindustrie erhält er überdies Zugang zur höheren Gesellschaft, in der er mittels seines Talents zur »Mimikry« ebenfalls brillieren kann. Diese Fähigkeit erweist sich als unerlässlich, denn ob im privaten oder öffentlichen Bereich – überall stellt sich das Leben als Konkurrenzkampf dar. Auch die Gesetze der Konsumwelt, mit der Anselm in seinem neuen Beruf intensiv konfrontiert wird, beanspruchen universelle Geltung. Als Anselm die Verlobte eines Freundes für sich zu gewinnen versucht, arbeitet er mit den Mitteln des Werbefachmanns, der sich selbst als Produkt anpreist. Die deformierenden Auswirkungen der dauerhaften Konfrontation einer auf Konkurrenz und Konsum abgestellten Gesellschaft werden offenbar, als Anselm von einem Seminar in den USA krank zurückkehrt und sich einer Operation unterziehen muss. Ob er, wie am Ende des Romans angedeutet, seine Familie als Alternative zum gesellschaftlichen Treiben verstehen kann, bleibt offen.


163. God's Bit of Wood - Ousmane Sembène (1960) [Aggiunto nella lista 2008]

In 1947-48 the workers on the Dakar-Niger railway staged a strike. In this vivid, timeless novel, Ousmane Sembène envinces the color, passion, and tragedy of those formative years in the history of West Africa.


164. Down Second Avenue: Growing Up in a South African Ghetto - Ezekiel Mphahlele (1959) [Aggiunto nella lista 2008]

Es’kia Mphahlele’s seminal memoir of life in apartheid South Africa—available for the first time in Penguin Classics Nominated for the Nobel Prize in 1969, Es’kia Mphahlele is considered the Dean of African Letters and the father of black South African writing. Down Second Avenue is a landmark book that describes Mphahlele’s experience growing up in segregated South Africa. Vivid, graceful, and unapologetic, it details a daily life of severe poverty and brutal police surveillance under the subjugation of an apartheid regime. Banned in South Africa after its original 1959 publication for its protest against apartheid, Down Second Avenue is a foundational work of literature that continues to inspire activists today.


165. Il mago di Lublino - Isaac Bashevis Singer (1959) [Aggiunto nella lista 2008]

Funambolo, prestigiatore, illusionista, maestro, come Houdini, nell’aprire serrature e lucchetti anche bendato o ammanettato. Questo è Yasha, il mago di Lublino. Sul punto di abbandonare la fedele moglie Esther per fuggire in Italia con un’amante, sul punto di usare le sue prestigiose abilità per scopi criminali, come gli consigliano da tempo amici ruffiani e ladri, questo «zingaro della lussuria» d’un tratto si ferma e si fa murare in una stanza della casa per scontare i suoi peccati. Diventando così, suo malgrado, un saggio venerato da ebrei vicini e lontani. Personaggi come il mago di Lublino se ne incontrano raramente nella narrativa di tutti i tempi: l’irrequietezza, la sensualità, i dubbi tormentosi, gli abbandoni al piacere e al pentimento ne fanno un carattere paragonabile ad alcuni personaggi di Leskov, Gogol’, Čechov. Dalla prima all’ultima pagina seguiamo la parabola di Yasha, che viene condotto dal suo egoistico e onnivoro desiderio a ogni sorta di eccesso. Ma ne rimarrà insoddisfatto finché non giungerà alla consumazione dell’eccesso supremo: la rinuncia al desiderio, la perdita di sé in Dio.


166. Gabriella garofano e cannella - Jorge Amado (1958) [Aggiunto nella lista 2008]

Gabriella dal profumo di garofano e dal colore di cannella, mulatta sinuosa che non cammina ma balla, che non parla ma canta, è arrivata con tanti altri emigranti dall'interno del sertão sul litorale, per non morire di fame. È arrivata a piedi, danzando sulla terra riarsa fino a Ilhéus per la gioia e la dannazione dell'arabo Nacib. Selvatica e spontanea, incapace di tutto fuorché d'amare e cucinare, la scalza Gabriella assiste senza molto capire agli intrighi della cittadina, ai mutamenti sociali, all'evoluzione della mentalità, alle beghe che scoppiano tra i fazendeiros per la supremazia nel mercato del cacao. [La nostra recensione]


167. I fiumi profondi - José María Arguedas (1958) [Aggiunto nella lista 2008]

Figlio di un avvocato di provincia finito in carcere, Ernesto, il bambino protagonista dei Fiumi profondi, è stato allevato dalle vecchie «mamme» di una comunità india. Il contatto con la natura immacolata e l'essere cresciuto in un mondo primitivo hanno marcato indelebilmente il suo carattere.
Quando finisce in un collegio di Abancay, vive nel ricordo dei suoi amici indios e dei grandi e austeri paesaggi che era abituato a «respirare». Poi ad Abancay esplodono contemporaneamente il tumulto delle prostitute, la peste e la rivolta degli indios. Ernesto sembra ritrovare se stesso: sente in questi sconvolgimenti il segno di un destino superiore e vi partecipa come trascinato da forze magiche. La fuga dal collegio sarà per lui un ritorno alle sorgenti stesse della vita.


168. Raju della ferrovia - R.K. Narayan (1958) [Aggiunto nella lista 2008]

È difficile sottrarsi alla sete di spiritualità che pervade ogni cosa in India. Narayan lo sa e si diletta nel raccontarci come, sopraffatto dagli eventi, un tranquillo negoziante di Malgudi balzerà alle cronache di tutto il mondo diventando uno dei santoni più famosi del Paese, degno addirittura della diretta televisiva di una grande rete americana. Ironia, fato e santità involontaria nel romanzo più famoso che valse a Narayan diversi premi.


169. Le api di vetro - Ernst Jünger (1957) [Aggiunto nella lista 2008]

Una vita futura in cui autorità e tecnologia siano alleate nell'affermare un dominio assoluto sull'uomo: è stato questo uno dei grandi temi letterari nel secolo che volge alla fine; e l'attualità di libri come 1984 e Il mondo nuovo è forse nella possibilità, nella probabilità, nel segreto timore che l'avverarsi della predizione sia solo rinviato. Tra i capolavori di questa letteratura "avveniristica" è da collocarsi anche questo romanzo di Junger, il cui titolo rimanda immediatamente, con fredda eleganza, a un mondo di impeccabili, sofisticati automi. Il protagonista del romanzo è cresciuto prima dei grandi conflitti mondiali, in un ambiente dominato dall'ordine e dal diritto, educato in una rigida scuola militare, finché tra guerre e rivoluzioni si ritrova a vivere il crollo del suo mondo e ad assistere al nascere di un nuovo ordine, con le sue minacciose personificazioni. Simbolo della nuova epoca è il grande Zapparoni, fabbricante di perfezionatissimi robot, che comanda indifferentemente, sulla materia meccanica, elaborata sino a diventare quasi umana, e sugli uomini, integrati anch'essi in un meccanismo che, dopo qualche dubbio o connessione iniziale appare semplicemente spietato. Qui nell'incontro con Zapparoni, immagine inquietante e irresistibile di monarca prossimo venturo, è l'apice del viaggio di scoperta - non scevro di pericoli, ma ricco di una straniata ironia - dell'io narrante. E in questa figura potremo forse ritrovare anche tratti familiari, scoprire una realtà più vicina, più sottilmente insidiosa.


170. The Manila Rope - Veijo Meri (1957) [Aggiunto nella lista 2008]


171. The Deadbeats - Ward Ruyslinck (1957) [Aggiunto nella lista 2008]

Ward Ruyslinck vertelt ons in dit boek over het leven van een werkschuw echtpaar. De man, een aartsleugenaar, heeft zijn leven lang slechts één beroep uitgeoefend: dat van werkloze. De vrouw, even lui als haar man, wordt beheerst door een ziekelijke angst voor een nieuwe oorlog. Ze werken niet, omdat ze het nut van werken niet inzien, want ze hebben immers niets meer van het leven te verwachten? Maar dan, op een vroege lentedag, lijkt het of de man toch iets ontdekt van de schoonheid, van het leven. Hij wordt rusteloos, zo zeer dat hij zelfs niet meer de rust vindt voor zijn meest geliefde bezigheid: slapen. En juist deze rusteloosheid wordt hem noodlottig...


172. Gli uccelli - Tarjei Vesaas (1957) [Aggiunto nella lista 2008]

La vita vista attraverso gli occhi di un “Idiota”, di un “povero di spirito” che, nelle fiabe popolari da cui sembra uscito, sarebbe chiamato “lo scemo del villaggio”. E, come nelle fiabe, Mattis vive con la sorella Hege in una casetta ai margini del bosco, alle prese però con reali, umilianti, vani tentativi di rendersi utile, di lavorare come gli altri, di integrarsi in una società che, pur circondandolo di un’affettuosa benevolenza contadina, non può fare a meno di ridere di lui. Ma è solo nel mondo della logica, delle convenzioni sociali, della razionalità, che esiste la stupidità di Mattis, capace invece di sentire con immediatezza ciò che sfugge alla comprensione altrui: il fluttuare della nebbia, il battito di un’ala, il calare della sera, ma anche le pause e i silenzi che rivelano l’inconsapevole o l’inespresso nei rapporti umani. Perché, come in tutti i marginali, i semplici, i visionari di Vesaas, un altro è il suo modo di intendere il mondo e il suo sguardo di sognatore smarrito gli fa vedere attraverso una lente d’ingrandimento quello che non vedono “i forti e gli intelligenti”. Impercettibili gesti, occhiate, incontri, temporali, le impronte di una beccaccia, l’invisibile scia luminosa lasciata da un volo d’uccelli sono messaggi cifrati in cui legge presagi di gioia o dolore. Ma se così profonda è in lui la felicità di un attimo di contemplazione, Mattis è proprio per questo condannato a soffrire, della sofferenza altrui come della propria solitudine e, come la sua beccaccia, a rimanere vittima dell’indifferenza e dell’implicita violenza della vita.


173. Grande Sertão - João Guimarães Rosa (1956) [Aggiunto nella lista 2008]

Favoloso altipiano del Brasile profondo, deserto-brughiera dei Campos Gerais rinverdito di improvvise palme giganti, il 'sertao' di Guimaraes Rosa è uno spazio magico percorso nell'intrico dei suoi sentieri da santoni a banditi, popolato di mandrie e di piccoli uomini da nomi altisonanti come di eroi di saghe remote. Sono, questi individui, provvisori e paradigmatici, unici e intercambiabili, portatori ciascuno di un'individualissima parola ritagliata con creatività espressionista nel tessuto vivo di linguaggio, Guimaraes Rosa alza il 'sertao' da teatro di gesta rusticane a metafora del mondo, dove l'uomo è ombra platonica e plotinica di un'idea che lo trascende, ma è anche caverna-sertao interiore, scenario diurno e notturno dell'eterna lotta fra Dio e il Diavolo. Vittima, forse, di un inconcluso patto col Maligno, il vecchio bandito-'jagunço' Riobaldo porta nel 'sertao' del cuore, come ogni personaggio di Guimaraes Rosa, il rimorso-angoscia di un peccato originale che lo precede. E il racconto della vicenda che lo ha segnato in gioventù - effettuato in prima persona, nelle forme dell'oralità, a un interlocutore fuori campo - trascina il lettore dalla prima riga all'inatteso 'explicit' coll'irruenza di un mai rallentato flusso narrativo. Se, come voleva Guimaraes Rosa, "alle volte un libro è maggiore di un uomo", questo libro magico e consolatorio, in cui il rimpianto dell'amore irrealizzato ha la dolcezza pungente di una colpa di inadeguatezza, è forse il dono più grande che l'America Latina del realismo magico e il Brasile della parola iridata hanno fatto in questi anni a un'Europa di disseccato cerebralismo.


174. The Tree of Man - 1955 (1955) [Aggiunto nella lista 2008]

Stan Parker, with only a horse and a dog for company journeys to a remote patch of land he has inherited in the Australian hills. Once the land is cleared and a rudimentary house built, he brings his wife Amy to the wilderness. Together they face lives of joy and sorrow as they struggle against the environment.


175. I Mandarini - Simone de Beauvoire (1954) [Aggiunto nella lista 2008]

I Mandarini sono gli intellettuali francesi attorno ai quali si è sviluppato, nel secondo dopoguerra, un battagliero e discusso movimento filosofico-politico-letterario. Dopo il chiasso, gli scandali, le leggende cui diedero luogo quei personaggi e il loro quartier generale parigino a Saint Germain des Prés, il romanzo di Simone de Beauvoir tenta un lucido bilancio.


176. La morte a Roma - Wolfgang Koeppen (1954) [Aggiunto nella lista 2008]

Un’inquietante e grottesca riunione familiare si trasforma in un’autentica discesa agli Inferi, nella scenografia di una Roma estiva anni cinquanta, tra atmosfere neorealiste e luci rarefatte da crepuscolo degli dèi, tra i primi aurei riflessi del boom economico e l’oscurità silenziosa e immutabile dei vicoli del centro. Qui convergono un ex generale delle SS, riparato in Medio Oriente sotto falso nome, la moglie, un’esaltata Erinni nordica nostalgica del Führer, e il cognato, zelante funzionario del Terzo Reich ora riciclatosi borgomastro nella Germania di Adenauer; qui si aggirano, in fuga dalla famiglia e da se stessi, i figli – un compositore di musica dodecafonica e un diacono – incalzati dalla necessità di espiare orrori che non furono loro a commettere.
Con implacabile occhio critico Koeppen costruisce una storia che mette a nudo le tare segrete dello spirito tedesco, la pulsione di morte che si nasconde dietro ogni esaltazione mitica della potenza e che sfociò nelle apocalissi del Nazionalsocialismo. Ed è grazie al suo distacco ironico e al suo vigile sguardo da moralista se nel mosaico dei personaggi e delle voci monologanti – così magistralmente ricreate – la figura classica del nazista massacratore non resta più confinata entro i consueti schemi descrittivi di una personalità piccolo borghese e autoritaria, ma grandeggia sinistra. Il Dioniso nazista di Koeppen, che sprofonda via via nelle zone più basse del grande ventre cittadino, da una parte manifesta una ripugnante vitalità e voracità, una sadica e letale compresenza di desiderio e disgusto, dall’altra è un morituro, un disertore della vita e un baccante della morte, per dirla con Thomas Mann che in tal modo definiva il protagonista della Morte a Venezia – a cui Koeppen si richiama fin dal titolo.


177. A Day in Spring - Ciril Kosmač (1954) [Aggiunto nella lista 2008]


178. The Unknown Soldier - Väinö Linna (1954) [Aggiunto nella lista 2008]

The Unknown Soldier is a story about the Continuation War between Finland and Soviet Union, told from the viewpoint of ordinary Finnish soldiers. Gritty and realistic, it was partly intended to shatter the myth of the noble, obedient Finnish soldier, and in that it succeeded admirably.


179. La voce delle onde - Yukio Mishima (1954) [Aggiunto nella lista 2008]

Questo racconto, per la sua raffinata sensibilità, occupa un posto di rilievo nella vasta produzione di Yukio Mishima (1925-1970), uno dei maggiori esponenti della letteratura giapponese moderna. Senza mai chetarsi, ora infuriata ora implacabile, la voce delle onde ci accompagna durante tutta la lettura di questo romanzo. Si tratta di una storia d'amore che sulla sponda del mare nasce e si sviluppa, raggiungendo apici di toccante e poetica spontaneità e semplicità. La vita, fatta di coraggio e di sacrificio, di un povero villaggio di pescatori giapponesi è lo sfondo per le uscite sul mare in tempesta, la pesca delle perle e i convegni d'amore di due giovani protagonisti, Shinji e Hatsue, su al tempio di Yashiro, che dall'alto del monte domina l'Isola del canto - Uta-jima - come armoniosamente la chiamano i suoi abitanti. [La nostra recensione]


180. La pianura in fiamme - Juan Rulfo (1953) [Aggiunto nella lista 2008]

I racconti che compongono "La pianura in fiamme" ripropongono, come pezzi di un mosaico, i personaggi e gli spazi di un Messico che Rulfo trae direttamente dai racconti degli abitanti del suo paese e dalla sua biografia. Le vicende narrate, dettate da un'infanzia vissuta tra morte e distruzione, racchiudono la stessa visione crudele del mondo che ritroviamo nell'universo di "Pedro Parámo": grida, preghiere e imprecazioni di una terra che mostra le sue radici più profonde. Rulfo racconta di uomini braccati e ammazzati, stremati dalla fame, dal sonno, dalla vita, di mammelle di pecora morse dal succhiare di un uomo affamato, di pallottole nel cielo. Nelle sue parole si sentono la terra, la polvere, le ore passate a camminare senza incontrare anima viva, circondati da una natura maligna: c'è la pianura dove si fatica a parlare perché "le parole si scaldano in bocca con il calore di fuori", dove cade solo una goccia di pioggia, non due. Dove non ci sono conigli. Né uccelli. Dove prima erano in venti a cavallo e ora sono in quattro a piedi. "I cicli vitali, il volgersi delle stagioni, il destino dell'uomo trovano in Rulfo un cantore eccezionale". Prefazione di Ernesto Franco.


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