13 luglio 2014

Queste stanze vuote - Massimiliano Maestrello

Un ragazzino sulla sedia a rotelle che segue dalla finestra i movimenti di un bambino solitario, tre amici che passano le giornate tra alcol e droghe fino all’evento che incrinerà la loro amicizia, la scoperta del sesso e del tradimento durante l’estate dei Mondiali del 1990. Muovendosi in camere buie che nascondono pensieri torbidi e una felicità solo apparente, i giovani protagonisti delle storie di “Queste stanze vuote” sembrano spinti dal desiderio di scoprire cosa si cela dietro porte chiuse e bianchi muri silenziosi. In sette racconti che sono allo stesso tempo stanze indipendenti e tasselli di una struttura più grande, i personaggi del libro, divisi tra fragilità, vuoti difficili da colmare e la forza di ciò che può germogliare anche al buio, vengono colti nel momento decisivo della loro storia, nell’attimo in cui scoprono che “essere adulti vuol dire essere soli”.

Recensione

Queste stanze vuote è il titolo della raccolta di racconti dell'esordiente Massimiliano Maestrello, giornalista free-lance di trentatré anni che ha anche pubblicato due reportage con la casa editrice Zandegù, Spaghetti Wrestler: Un lottatore chiamato Jhonny Puttini e Aldilà del tendone. Una giornata nel cimitero dei circensi.

Le sette storie brevi che compongono l'opera sono una sorpresa: il livello narrativo è veramente alto e pagina dopo pagina non ci si annoia mai. L'autore è molto bravo nel tenere sulla corda il lettore narrando spaccati di vita difficili e creando empatia per i personaggi attraverso la descrizione minuziosa ma non esasperata della trama. I temi trattati – la droga, il lavoro, l'omosessualità, la noia della provincia, l'amicizia e soprattutto la solitudine – sono strabusati nella narrativa italiana, quindi non è per niente facile tirare fuori qualcosa di originale o interessante. Invece, Maestrello riesce nell'intento con la sua prosa delicata, precisa e avvolgente. I sette racconti spaziano nel tempo, nelle fasi della vita – di volta in volta i protagonisti sono adolescenti, bambini o adulti – e nelle situazioni. Particolarmente belli sono il primo racconto, Giorni come stanze vuote, in cui il nichilismo percorre la vita di giovani sbandati fino a un finale che non lascia speranza alcuna, il quinto, Cuccioli, con il muro contro muro tra un figlio omosessuale e il padre tradizionalista durante il giorno delle nozze dell'altro figlio, e l'ultimo, La casa della vecchia Zita, nel quale la noia della provincia viene scossa da un omicidio che anni dopo si ricollegherà a un fatto che coinvolge quattro ragazzi del luogo. Notevoli anche Il bambino del cortile e L'estate dei mondiali, che vengono purtroppo rovinati da finali troppo aperti che stonano con i climax creati e che lasciano il lettore con l'amaro in bocca. Questo difetto, comunque, rimane anche negli altri racconti ed è il neo più vistoso della raccolta che, a parte qualche errore ortografico e di concordanza dei verbi - un esempio a pag. 113: “Hanno avanzato un sacco di cose, di là” che, nonostante sia un discorso diretto esclamato da una ragazza non italiana, stona anche con il resto delle frasi dette dalla stessa - figli con tutta probabilità della disattenzione e sui quali si può sorvolare, per tutto il resto rimane più che positiva.

In conclusione, Queste stanze vuote è una lettura da consigliare. La capacità dell'autore di entrare in mondi di disagio descrivendoli attraverso i gesti e le situazioni dà ai racconti una maturità certamente al di sopra della media degli esordienti. Sicuramente questo è un ottimo biglietto di presentazione in vista di un romanzo vero e proprio.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Queste Stanze Vuote
  • Autore: Massimiliano Maestrello
  • Editore: Edizioni La Gru
  • Data di Pubblicazione: Aprile 2014
  • Collana: Catarsi
  • ISBN-13: 9788897092858
  • Pagine: 222
  • Formato - Prezzo: Brossura - 14,50 Euro

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