22 giugno 2014

No Regrets, Coyote - John Dufresne

La ragione per leggere un mistery non sta solo nel piacere della soluzione di un enigma ma nella chiave di lettura che di una società assediata dal male il mistery sa fornire.
Un mistery che val la pena di leggere non è solo passatempo ma inchiesta che svela i meccanismi sempre più nascosti e segreti del male sociale.
Nella Florida di
No regrets, Coyote disagi, follie, crimini quotidiani creano le condizioni per la strage senza tregua cheinvade un’America malata di welfare, corruzione, droga, avidità bulimica di cibi e cose.
A perpetrare la strage della famiglia Halliday, i colpevoli non sono solo gli autori materiali, ma una macchina complessa la cui logica esige quelle morti e il silenzio su di esse.
Terapeuta di persone e storie, Wylie Melville indaga i sintomi di una società e analizza con clinica cattiveria i tic crminali che la uccidono.

Recensione

No regrets, Coyote è un romanzo avvincente, dal ritmo incalzante, ricco di colpi di scena e anche divertente per coloro a cui piaccia l’umorismo nero.
Non è sempre facile seguire lo svolgimento degli avvenimenti per la complessità della trama, l’enorme numero dei personaggi che vi compare, diversi refusi e una traduzione non sempre appropriata, specie per alcuni modi di dire che non trovano riscontro in italiano. Protagonista delle vicende è Wylie Merville, detto Coyote, aiutato dal fidato amico Bay Lettique, eccezionale prestigiatore e abile giocatore di poker, che darà un notevole contributo sia nell'aiutare Wylie nei momenti di difficoltà, sia nella risoluzione del caso su cui Wylie indaga.
Wylie Melville svolge un insieme di professioni che difficilmente troverebbero riscontro in Italia in un singolo individuo e precisamente: psicoterapeuta, consulente legale, attore e pubblico ufficiale. Wylie ha inoltre una situazione familiare abbastanza complessa. La madre morta di malattia, il suo gemello Cameron ucciso da uno spacciatore, la sorella Venise con problemi di nervi e di obesità, il padre Myles, malato di alzheimer, che viene sballottato fra casa di cura, l’abitazione di Venise e quella di Wylie. Tutti questi fatti, che poi sono quelli su cui l’autore si sofferma maggiormente, avranno incidenza sugli avvenimenti che porteranno alla soluzione del mystery.
Quella che ci dipinge l’autore è una società distopica in cui non solo la pazzia sembra la malattia più diffusa, ma in cui le forze dell’ordine corrotte possono gestire a loro piacimento le vite dei cittadini. E' sufficiente che si limitino a compilare i verbali, raccontando come vorrebbero far credere che siano avvenuti gli eventi, perché, come dice Carlos, poliziotto amico di Wylie, “ciò che è scritto è vero”.
Si può riassumere la trama dicendo che, alla vigilia di Natale, Carlos O’Brien, poliziotto di Eden, cittadina situata nella contea di Everglades in Florida, chiama Wylie per una consulenza sulla strage verificatasi in una villetta. E' in questa casa che Chafin Halliday, il capofamiglia, avrebbe ucciso moglie e tre figli minorenni per poi suicidarsi, sparandosi un colpo in volto che lo ha sfigurato. L’omicida ha anche lasciato una lettera di addio nel tentativo di spiegare l’atto di violenza.
Wylie rimane poco convinto dalla ricostruzione degli avvenimenti fatta dagli inquirenti, in primo luogo perché il tenore del biglietto scritto a macchina è anomalo in un caso di suicidio, in secondo luogo perché la macchina da scrivere utilizzata non è reperibile, e infine perché il quadro della situazione, compresa la reticenza delle forze dell’ordine, fa sorgere diversi interrogativi sulle attività di Halliday, sulla sua solidità economica e sul motivo della sua morte.
Con il procedere della storia si assiste a qualche falla nell'intreccio perché il modo sintetico, quasi telegrafico, che caratterizza lo stile letterario di Dufresne non rende ben chiaro l'ordine dello svolgimento degli avvenimenti e, in particolare, si consiglia il lettore di fare attenzione al furto di uno dei regali che era sotto l'albero di natale di casa Halliday.
In ogni caso lo svolgersi degli eventi nel romanzo risulta abbastanza avvincente da riuscire a mettere in secondo piano le incongruenze riscontrate nell'intreccio.
Nota: il titolo del romanzo deriva dalle parole che Carlos pronuncia parlando con Wylie per spiegare che i corrotti non hanno rimorsi.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: No Regrets, Coyote
  • Titolo originale: No Regrets, Coyote
  • Autore: John Dufresne
  • Traduttore: Lionel Brown
  • Editore: Enrico Damiani Editore e Associati
  • Data di Pubblicazione: 2014
  • Collana: Gulliver
  • ISBN-13: 9788890713057
  • Pagine: 371
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 25,00

1 Commenti:

  • 22 giugno 2014 19:36
    Solsido says:

    Ma perché ultimamente per capire qualcosa di questi thriller,gialli,polizieschi e simili bisogna leggere prendendo appunti?
    Io sono reduce dalla lettura di "Lui" un tomo di 700e passa pagine, avvincente si ma pieno zeppo di personaggi,intrecci e rimandi che mi hanno sfinita.
    Complimenti per il blog,l'ho scoperto da poco ma ora è uno dei miei preferiti.Sto cercando di leggere i post meno recenti relativi ai romanzi che ho letto o desidero leggere.

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