17 novembre 2013

Speciale Premio Nobel: Il taccuino d'oro - Doris Lessing

Nel 2007 il Premio Nobel per la Letteratura venne assegnato alla scrittrice britannica Doris Lessing con le seguenti motivazioni: «Questa cantrice dell’esperienza femminile, con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa». 


Doris Tyler nasce a Kermanshah, in Iran (allora conosciuto come Persia), il 22 ottobre 1919, da un funzionario britannico e un'infermiera. Nel 1925 la famiglia si trasferì nella colonia inglese della Rodhesia del Sud (oggi Zimbabwe), dove si occupò della coltivazione del mais. La madre, memore dell'attiva vita sociale di Teheran, era asfissiata dalla vita di campagna, e tentò di rimediarvi trasformando la loro abitazione in una dimora vittoriana e imponendo alla figlia un'educazione da signorina inglese che generò continui conflitti tra le due. Il difficile rapporto con la figura materna traspare da molti dei suoi libri, tanto che di lei Doris ebbe a dire «E' stata lei ad aprirmi le porte della scrittura, ad aprirmi le porte di un mondo in cui le sarei sfuggita per sempre».

Dopo alcuni anni di educazione in un convento dominicano, Doris venne ritirata e proseguì la propria istruzione da autodidatta. Lasciata finalmente la famiglia, si guadagnò da vivere esercitando diverse professioni, sempre alternando il lavoro alla passione per la lettura e la scrittura. Nel 1937 sposò il suo primo marito, Frank Wisdom, da cui ebbe due figli e da cui divorziò nel 1943. Nel 1942, nel frattempo, le sue simpatie verso il comunismo l'avevano indotta ad aderire al Left Book Club, dove aveva conosciuto il suo futuro secondo marito, Gottfried Lessing, attivista politico tedesco da cui ebbe a sua volta un figlio e da cui divorziò dopo breve tempo.
Doris fuggì nel 1949 a Londra per proseguire la sua carriera come scrittrice e le sue idee politiche, lasciando i due figli di primo letto al padre e conducendo invece il terzo con sé. La sua campagna contro le armi nucleari e l'apartheid sudafricano le era infatti costata l'espulsione dalla Rodhesia. Nel 1950 venne pubblicato il suo primo libro, L'erba canta, ambientato proprio in Rodhesia e imperniato sulla difficile convivenza tra bianchi e neri e sulle politiche razziali, cui seguì un gran numero di romanzi e racconti, tra cui la raccolta This Was the Old Chief's Country (1951), la serie Children of Violence (Martha QuestFiveUn matrimonio per beneEchi della tempesta, pubblicati rispettivamente nel 1952, 1953, 1954, 1958). Su questa sua prima fase di produzione incide enormemente l'impegno politico comunista (tema su cui tornerà nel romanzo del 1985 La brava terrorista), nonché la volontà di testimoniare il fallimento delle politiche coloniali inglesi.
L'opera di svolta sarà però proprio Il taccuino d'oro, pubblicato nel 1962, romanzo politico, intimistico, summa delle ideologie dell'autrice e fulcro di quella che viene generalmente riconosciuta come la fase psicologica della sua produzione. Di questa fase fanno parte le opere maggiormente autobiografiche e quelle che più strizzano l'occhio alla condizione femminile e alle sue trasformazioni, nonostante l'autrice si sia sempre dichiarata lontana dal movimento femminista. Verso gli anni '70, Doris Lessing mostrò anche un certo interesse verso la fantascienza, che svilupperà nella serie Canopus in Argo: Shikasta (1979), Un pacifico matrimonio (1980), Four and Five (1980), The Sirian Experiments (1980), Un luogo senza tempo (1982), The Sentimental Agents in the Volyen Empire (1983), romanzi che non perdono di vista la critica politica proponendo l'analisi di diverse società a diversi stadi del loro sviluppo.
Nel 1994 decise di pubblicare la prima parte della sua autobiografia, Sotto la pelle, incentrata sui trent'anni trascorsi in Africa; nel 1997 pubblicò la seconda parte, Camminando nell'ombra.
Nel 2007, ottantottenne, ottenne il Premio Nobel per la Letteratura, fino a quel momento la scrittrice più anziana mai premiata. Intitolò il suo discorso On Not Winning the Nobel Prize e lo dedicò alla disuguaglianza di opportunità. La sua ultima opera è Alfred and Emily, pubblicata nel 2008, romanzo parzialmente autobiografico che ripercorre la vita (reale e immaginaria) dei suoi genitori.
Muore a Londra all'età di novantaquattro anni il 17 novembre 2013.


Questo di Doris Lessing (Premio Nobel per la Letteratura 2007) è un romanzo che rappresenta una sorta di 'summa' dei suoi temi, dei suoi problemi e delle sue suggestioni. La protagonista, Anna Wulf, non può esimersi dall'analizzare i mille motivi che costituiscono la sua vita, motivi di ordine politico, sociale e anche sessuale. Così gli spunti, i pensieri, gli eventi di cui il libro formicola, si raccolgono in quattro taccuini, di cui quello d'oro rappresenta un po' la quintessenza: e il loro insieme dà luogo a una narrazione distesa e insieme concentrata e intesa, a una panoramica della vita di una donna intensamente partecipe del nostro tempo. E nel libro c'è un po' di tutto: la minaccia atomica, i rifugiati politici nell'Africa Centrale, le barriere razziali, i rapporti dei genitori coi figli, spesso singolarmente conformisti e mancati suicidi, l'industria culturale, i rapporti degli uomini con gli uomini in un'atmosfera di fluttuante omosessualità, i rapporti delle donne con le donne, vagamente ambigui, e specialmente delle donne con gli uomini... e molte altre cose.

Recensione

Molly Jacobs torna dall'America dopo un anno di assenza e rivede l'amica Anna Wulf. Entrambe sono giovani madri single, attive militanti di sinistra nonostante la delusione conseguente al fallimento del sogno del Partito, e pienamente inserite nella vita culturale inglese (Molly è attrice, mentre Anna vive delle rendite del suo primo e unico romanzo, Frontiere di guerra). Anna aggiorna Molly sulle novità riguardanti Tommy, il problematico figlio ventenne che ha lasciato in Inghilterra, Richard, suo ex marito magnate della finanza, e Marion, seconda moglie di Richard depressa e alcolizzata a causa del suo matrimonio infelice. Questa storyline, nonché cornice, è narrata nelle sezioni Donne Libere, in ciascuna delle quali sono interpolate parti dei quattro Taccuini, sempre nel medesimo ordine (Nero, Rosso, Giallo, Blu), che si interrompono tra loro per poi essere interrotte da un nuovo intermezzo di Donne Libere, e così via fino al finale.
I taccuini, che Anna Wulf scrive nel tentativo di dare un ordine alla sua vita (o, più che altro, alla sua mente palesemente provata), sono quattro, e lungi dal restituire resoconti ordinati dei loro contenuti, sono affollati di pagine di diario non sempre cronologicamente disposte, articoli di giornale, bozze per romanzi e racconti, ricordi di gioventù, prolisse analisi di eventi avvenuti o che avrebbero potuto realizzarsi. Il Taccuino Nero contiene sostanzialmente le esperienze vissute nella colonia inglese della Rhodesia del sud, in cui Anna durante la giovinezza trascorse volontariamente alcuni anni in un campo comunista; il Taccuino Rosso riporta esperienze e riflessioni dei successivi anni come membro attivo del Partito Comunista a Londra; il Taccuino Giallo, nonostante ciò venga esplicitato solo alla fine e la storia spesso ricalchi esperienze reali di Anna tanto che talvolta si sovrappongono, è la bozza di un romanzo che la protagonista sta scrivendo: come Anna, Ella ha un figlio piccolo, una relazione con un uomo sposato che non contraccambia pienamente i suoi sentimenti, vive con un'amica attrice quasi coetanea, ha una professione nell'ambito editoriale ed è vicina agli ambienti comunisti; il Taccuino Blu somiglia al Nero nella sua essenza di diario personale, ma è molto più disordinato e incongruo, poiché Anna vi registra pensieri, riflessioni, esperienze, sogni e tensioni.

A una struttura così complessa e intrigante (nonché difficile da gestire, cosa in cui Doris Lessig riesce quasi perfettamente) non corrisponde purtroppo un contenuto all'altezza: le 730 pagine di romanzo si arrovellano continuamente sugli stessi dubbi della protagonista, dei suoi alter ego e dei suoi amici, dubbi immutabili poiché non esiste la minima evoluzione dei personaggi. Il risultato a fine lettura è di immensa stanchezza e insofferenza verso Anna Wulf, la sensazione è che abbia ripetuto i medesimi concetti all'infinito senza mai trovarvi una risoluzione, tanto che spesso si ha il dubbio di aver sbagliato pagina poiché le situazioni si ripetono con varianti minime. Lo schema è sempre lo stesso: Anna ha dei profondi dubbi sul Partito comunista, dà loro voce timidamente, li nega, decide di non lasciare il partito, ma ha dei profondi dubbi, etc. Lungi dall'essere la donna moderna che queste pagine dovrebbero proporre, è un essere inerte e invertebrato che si trascina stancamente tra una scelta sbagliata e l'altra, scelte che sembra essersi imposta senza una reale motivazione e prese con la stessa levità con cui si sceglierebbe la marca del detersivo per la lavatrice. Il rapporto altalenante con il partito comunista riflette esattamente la sua vita sentimentale, e ancora una volta si ripete continuamente lo stesso schema: Anna incontra un uomo, sa precisamente che non la soddisferà sentimentalmente o sessualmente, decide ugualmente di intrattenere con lui una relazione sessuale, le sue attese vengono prontamente soddisfatte, ma non ha il coraggio di troncare e attende stancamente che sia l'altro a farlo. Persino la maternità è frutto di una scelta irresponsabile, appena un'idea subito messa in pratica con un uomo che non amava. "Donne Libere", è il titolo delle sezioni-cornice: ma nel Taccuino d'oro ci sono solo donne prigioniere di se stesse.

La galleria di personaggi che circondano Anna non offre un panorama meno desolante: uomini vanitosi ed egocentrici, tutti pronti senza alcuna eccezione a tradire la moglie, tra cui spiccano senza dubbio Richard, che tradisce senza posa Marion, Michael, l'uomo sposato con cui Anna ha una relazione, e Saul, l'americano donnaiolo di cui Anna si dichiara innamorata pochi giorni dopo averlo accettato in casa come coinquilino; intellettuali e/o comunisti annoiati e senza scopo, o - al contrario - talmente ferventi nelle loro occupazioni da risultare totalmente ciechi nei confronti del loro ambiente; donne frustrate da matrimoni sbagliati, o donne single frustrate da relazioni sbagliate, i cui migliori esempi sono, per l'una e per l'altra categoria, Marion e Molly; inclassificabile resta Tommy, il figlio ventenne di Molly, i cui comportamenti straniati potrebbero essere giustificati solo da un'impressionante cumulo di patologie psichiatriche o dalla provenienza da pianeti diversi da quello terrestre.

Da una scrittrice vissuta in due paesi agli antipodi (le colonie africane e l'Inghilterra benestante), che ha superato due guerre e due matrimoni falliti, che ha visto due secoli, mi sarei aspettata qualcosa di più da dire che non la stessa, stanca ripetizione continua della propria delusione politica e sentimentale. Il taccuino d'oro è un lungo, infinito dialogo tra una donna e il suo nevrotico masochismo.

Giudizio:

+2stelle+ (e mezzo)

Dettagli del libro

  • Titolo: Il taccuino d'oro
  • Titolo originale: The Golden Notebook
  • Autore: Doris Lessing
  • Traduttore: Serini M.
  • Editore: Feltrinelli
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Universale Economica
  • ISBN-13: 9788807880940
  • Pagine: 723
  • Formato - Prezzo: Brossura - 14.00 Euro

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