10 ottobre 2013

The Vincent Boys - Abbi Glines

Le brave ragazze vanno in paradiso, quelle cattive vivono passioni sconvolgenti...
Ashton, brava ragazza di "professione", cerca di non deludere i suoi genitori e gioca il ruolo della fidanzata perfetta di Sawyer Vincent, il ragazzo che tutte vorrebbero.
Ma durante le vacanze estive, mentre Sawyer è in campeggio con il fratello, Ashton inizia ad avvicinarsi a Beau, cugino di Sawyer, terribilmente sexy. E terribilmente pericoloso... Il ragazzo da cui tutte dovrebbero stare alla larga. Beau, che ha sempre voluto bene a Sawyer come a un fratello, ama Ashton fin dai tempi dell'asilo, considerandola però la "ragazza di suo cugino" e, dunque, off limits.
Che sia giunto il momento di abbandonare le maschere e di lasciarsi andare ai sentimenti veri? Più Ashton e Beau cercano di stare lontani più il desiderio si fa irrefrenabile. La tenera amicizia che li legava da piccoli si trasforma in attrazione travolgente, impossibile da combattere...
Come reagirà Sawyer nel trovare la sua ragazza tra le braccia del cugino e migliore amico? C'è sempre una prima volta per "tutto": per l'amore, per la gelosia, per scoprire chi siamo veramente...
ù

Recensione di Romi Blanche

Confesso che il timore nell'accettare di recensire questo libro era dovuto al fatto di ritrovarmi faccia a faccia con Dawson, Joey e Pacey, protagonisti del famosissimo telefilm di fine anni 90 intitolato "Dawson's Creek", in versione però moderna e spregiudicata. Temevo di non riuscire a reggere il colpo e già proiettavo la mia mente a vivere un altro teen drama in piena regola, con l'aggiunta del sesso spregiudicato fra adolescenti, non semplice da digerire insomma. In effetti la somiglianza c'è, i tre protagonisti di "The Vincent boys", si frequentano fin da bambini, si vogliono bene e si conoscono alla perfezione, tutte cose già viste, indubbiamente. Ciò che di positivo ha questa somiglianza è che se avete amato Dawson's Creek, non potrà non piacervi anche il libro di Abbi Glines.

Fra tutte le pubblicazioni uscite quest'anno, di genere erotico, confesso che solo le avventure di Ashton, Beau e Sawyer hanno catturato la mia attenzione. L'autrice ha uno stile di scrittura moderno, con un buona alternanza di sostantivi e aggettivi (come invece non accadeva con le 50 sfumature di grigio). 

Certo, parliamoci chiaro, non stiamo parlando di Vladimir Nabokov, padre del celeberrimo "Lolita", non siamo a livelli di scrittura alta o aulica: rimaniamo in un lessico semplice, diretto e immediato, e questo secondo il mio modestissimo parere è già un vantaggio. La narrazione scorre veloce, così come le azioni dei personaggi, e ho trovato davvero buona la capacità dell'autrice nel sincronizzare linguaggio verbale e azioni dei protagonisti; mi spiego meglio: come ho scritto, dal momento che il libro ha un lessico semplice, la narrazione scorre altrettanto velocemente, e altrettanto veloci sono gli eventi che si succedono. Mentre infatti Sawyer si trova fuori città in campeggio con la sua famiglia, Ashton soprattutto e poi Beau, non perdono certamente tempo per "riavvicinarsi", proprio come potrebbe succedere a due diciassettenni innamorati. E' davvero stimolante l'accoppiata accadimenti/stile narrativo adeguato, ed era un bel po' che in questo genere di pubblicazioni non la riuscivo a trovare, mi annoiavo già alla cinquantesima pagina. Abbi Glines ha scritto un libro per adolescenti, con un linguaggio indubbiamente adolescenziale, e mi spiace ma non ho nulla da recriminarle in questo, anche perché fino a oggi, rispetto alle pubblicazioni uscite nel 2012/13, è l'unica che ha reso il lessico pertinente alla scena.

Ho letto qualche recensione in cui si metteva in discussione l'uso di parole stupide e sboccate usate dall'autrice durante le scene sessuali fra Ashton e Beau. Io non sono d'accordo: trovo quelle parole adatte ai due adolescenti descritti nel libro, in particolare adatte a un personaggio, come Beau, cresciuto senza padre e con una madre molto discussa per via delle sue presunte abitudini sessuali. Cosa ci si può aspettare da un personaggio del genere? Che usi soltanto parole adatte a una ragazzina vergine o, al contrario, che si differenzi dal cugino perfetto e che diversamente da lui sia sboccato e maleducato? Devo però, proprio per dovere verso l'universo femminile, porre l'accento su due termini che mi hanno lasciata un po' basita, non tanto per la loro sfrontatezza, quanto per il ridicolo ricorso a termini quali "buchino" o "patatina": che Beau si riferisse agli organi sessuali di Ashton perché essendo una vergine aveva tutto ancora ben "stretto"? Ecco, imbarazzante è questa mia affermazione quanto ridicolo il ricorso a tali vezzeggiativi, che rimangono in ogni caso a uso di moltissime persone, e proprio per questo non del tutto passibili di giudizio negativo.

Indubbiamente, leggendolo a trent'anni anni vi verrà da sorridere, ma nemmeno troppo se pensiamo a quanto è cambiato oggi il linguaggio fra adolescenti. Le scene di sesso sono coinvolgenti, sfrontate e piene di ormoni infuocati, badate bene, con preservativo al seguito, il più delle volte, almeno. Alcune pagine del libro, devo ammetterlo, sono sicuramente strane o almeno poco credibili, come l'episodio che vede coinvolti Ashton e Beau, dove lei, come se fosse ipnotizzata da qualcosa di non ben definito, si avvicina a lui accarezzandoli il petto, per rendersi conto di quello che sta facendo solo una manciata di minuti dopo. Ritengo molto poco realistico un accadimento del genere, se non sotto droghe, direi. I personaggi presentati sono ben caratterizzati, l'autrice lascia diverse cose in sospeso ma questo credo sia perché è solo la prima di due pubblicazioni. Ashton è indubbiamente una protagonista indecisa e molto insicura, caratteristiche che accompagnano la sua crescita personale fino a portarla ad una consapevolezza e maturità alla fine del libro, pur conservando l'atteggiamento del "un piede in due staffe" che mi ha ricordato moltissimo Bella, la protagonista della saga Twilight. Il fattore "dolore", ben presente in tutte queste pubblicazioni a carattere erotico, è esorcizzato dalla scrittrice attraverso il ricorso al sesso, discutibile ma assolutamente accettabile; quando infatti la protagonista femminile perde la nonna, unica figura nel libro a conoscere davvero la sua personalità ribelle (oltre a Beau), Ashton decide di "esorcizzare" questa morte andando a letto con Beau. Ora, scelta assurda o possibile alternativa al dolore? Non sta a me giudicarlo, ma è mio compito affermare che, per quello che ho visto, nella vita c'è anche questo genere di "medicina", non me la sento perciò di etichettare la scena come assurda.

Un libro leggero, a tratti infantile, appassionato e coinvolgente, il regalo perfetto per chi vive i primi amori, la lettura adatta per chi ha nostalgia del passato e non pretende molto da una lettura dal sapore estivo. Diciamo che fra tutte le trovate commerciali che ho avuto il dispiace di leggere, questa è quella che sa far bene il suo lavoro.

Giudizio:

+3stelle+

Recensione di Valetta

Sinceramente non so nemmeno da dove partire nel commentare questo libro.
Possiamo cominciare col dire che non è per niente chiaro perché venga classificato come "New Adult": non ci sono adulti qui e sicuramente non c'è nulla di nuovo.

Ciò che abbiamo è l'ennesimo triangolo amoroso tra diciassettenni con la brava ragazza contesa fra il ragazzo perbene e il "bad boy" del paese. Peccato che Sawyer più che un ragazzo per bene non sia altro che un bigotto mentre Beau si è guadagnato la fama di scapestrato semplicemente per il fatto di bere birra, far sesso con la fidanzata e giocare a biliardo nel pub dove la madre fa la cameriera. E qui l'autrice dà alla storia un vero e proprio colpo di classe: la madre di Beau è cameriera in un bar (e naturalmente risponde allo scontatissimo nome di "Honey"), per cui può automaticamente essere classificata come zoccola.

Riassumendo: visto che Beau vive in una roulotte con la madre cameriera mentre il padre, noto buono a nulla, è morto da tempo, la città non può che considerarlo un tipo pericoloso, in quanto "macchiato dal sangue del padre" e proveniente da un "cattivo seme", come ci ricorda più volte il predicatore del villaggio (che ovviamente è anche il padre della protagonista). Alla faccia della solidarietà cristiana.

Chiude il triangolo la gattamorta Ashton, la quale dopo un'infanzia passata a comportarsi da maschiaccio decide senza apparente motivo di doversi trasformare nell'ideale della brava ragazza che, nella mentalità medievale di Sawyer, significa sorridere sempre, essere remissiva e naturalmente evitare il sesso come la peste. Il cuore del romanzo si sviluppa quindi attorno a questa ridicola battaglia interiore in cui Ashton si sforza di conformarsi ad un ideale di perfezione mentre in cuor suo vorrebbe solo divertirsi come qualsiasi altra ragazzina. Ma non temete, la battaglia ha vita breve: basta che Sawyer lasci la città per un paio di settimane perché Ashton butti alle ortiche le aspirazioni di beatificazione e conceda le sue grazie al bel Beau.

Seguono a questo punto una decina di capitoli del trito "ti amo ma non posso stare con te", condito con il "dramma" derivante dal fatto che i due contendenti sono cugini e amici fraterni e da un colpo di scena finale talmente infimo da suscitare più di una risata.

Il tutto scritto nello stile di una quattordicenne che ha visto troppe puntate di Gossip Girl, con la protagonista femminile perennemente urlante "OH MIO DIO" in caratteri cubitali e i due ragazzi che comunicano solo attraverso ringhi e grugniti, adeguati a cavernicoli quali sono.

E non dimentichiamo l'immancabile figura della adorata nonna che, come capita sempre in questo tipo di racconto, è la migliore amica e confidente della nostra Ashton e dimostra di avere una mentalità molto più aperta dei rigidi genitori, praticamente spingendola fra le braccia del bel Beau perché "comportarsi bene è noioso". 

Eh no, cara Abbi, sei tu ad esser noiosa. Quello che ci hai rifilato non è solo un pessimo romanzo, è una pessima storia d'amore con personaggi e situazioni stereotipate fino all'estremo, assenza totale di profondità psicologica e nemmeno capace di riscattarsi nelle scene di sesso, totalmente prive di sensualità e abbastanza dozzinale. Se non sapessi che le autrici di YA ci hanno finora abituati a protagoniste di una virginalità monastica mi chiederei qual è la causa di tanto scalpore.

A voler esser generosa definirei The Vincent Boys un "Harmony" per teenagers di cui le teenagers (e non solo loro) potevano tranquillamente fare a meno.

Giudizio:

+1stella+

Dettagli del libro

  • Titolo: The Vincent Boys
  • Titolo originale: The Vincent Boys
  • Autore: Abbi Glines
  • Traduttore: Manuela Carozzi
  • Editore: Mondadori
  • Data di Pubblicazione: 2013
  • Collana: Chrysalide 
  • ISBN-13: 9788804629733
  • Pagine: 288
  • Formato - Prezzo: Rilegato, sovraccoperta - Euro 14,90

2 Commenti a “The Vincent Boys - Abbi Glines”

  • 16 luglio 2013 15:31
    Mr Ink says:

    Concordo pienamente! Alla fine, mi ha divertito - anche se quasi sempre involontariamente :) I libri brutti, però, sono altri. E' stupidino, banale, ma nulla di scandaloso :)

  • 17 luglio 2013 21:06

    Mi fa piacere pensarla allo stesso modo!

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